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Una sera in piscina

E sempre stata una mia fantasia vederla nuda e magari che facesse qualcosa con altri, pero lei quando a letto fantasticavo su questo si stizziva.
Quella sera pero …..
L’ho accompagnata ad un corso d’aggiornamento fuori citta, la sera un suo collega invito mia moglie, io e gli altri due colleghi presenti al corso a cenare da lui.
Possedeva una bella casa con piscina un bel giardino mangiammo fuori bevemmo un po’ anche mia moglie che di solito non beve mai.

La giornata di giugno era calda e afosa uno dei presenti propose visto il caldo e la piscina disponibile del collega di un bel tuffo per rinfrescarci un po’. Il proprietario disse e lì a nostra disposizione io non parlai mia moglie chiese ma voi avete i costumi?
La risposta fu no ma ci tuffiamo nudi, mia moglie disse ma voi siete matti io nuda con voi tre maschi siete fuori e poi rivolgendosi a me disse tu lo faresti?
Allora delle chiese ma non hai mai fatto il bagno nuda a mezzanotte in spiaggia, lei rispose di no.

Loro dissero be noi lo facciamo e iniziarono a spogliarsi, mia moglie mi guarda perplessa ed io gli dico dai andiamo a rinfrescarci anche noi intanto cosa vuoi che sia vedono due tette e un po’ di pelo e iniziai a spogliarmi, mi tuffai e la invitai a entrare dicendoli che era magnifico, anche i suoi colleghi la invitarono dicendogli di non vergognarsi intanto era fatta come tutta e loro non era la prima volta che ne vedevano una nuda e non si sarebbero scandalizzati.

Mia moglie si verso un altro bicchiere di vino lo beve tutto d’un fiato si alza e inizia a spogliarsi i suoi colleghi esultarono facendogli un applauso dicendogli brava. Io ero già eccitato un po’ confuso era la prima volta che lo faceva ora, era in intimo in piedi a bordo piscina noi in acqua rimase li ferma un po’ poi ….. si tolse il reggiseno e libero la sua terza che si manteneva ancora su nonostante i suoi 37 anni e dalla piscina ci fu un boato di gioia e vidi che anche gli altri erano eccitati c’è l’avevano duro.

Poi si giro dandoci il lato b e si tolse anche gli slip dicendo chiudete gli occhi che entro, naturalmente nessuno chiuse gli occhi, si giro ed entro mi venne vicino e mi diede un bacio, parlammo un po’ ogni tanto gli tiravano un po’ d’acqua ci divertivamo e vedevo che ogni tanto guardava sotto i loro cazzi duri, la cosa mi eccitava parecchio. Giorgio usci dalla piscina e andò a prendere 5 bicchieri e del limoncello co il suo cazzo duro in bella vista mia moglie lo segui con lo sguardo poi Luca disse Giorgio guarda come te lo guarda e lei divento rossa e si appoggio a me io la abbracciai e le toccai le tette gli diedi un bacchio arrivo Giorgio con i bicchieri di limoncino si sedette a bordo piscina giusto in parte a mia moglie con il suo cazzo ancora dritto gli diede il bicchiere mentre Dario si sedette anche lui a bordo piscina e lo sguardo di mia moglie si sposto su di lui non l’avevo notato sottacqua ma aveva un cazzo enorme penso 24,25 considerando i miei 18.

Vide subito mia moglie che lo guardava e gli disse mai visto cosi grande, dopo alcuni istanti a bocca aperta disse no e divento rossa mentre noi scoppiamo in una risata.
I tre colleghi uscirono rimmanemmo noi due dentro lontani da sguardi e orecchie indiscrette gli dissi ti piaccerebbe mettere in atto le nostre fantasie e lei ma sei fuori ma era un sei fuori bo penso non convinto l’aiutai a uscire arrivo Dario li porse l’asciugamano e la scuadro da testa ai piedi dicendogli sei verramente figa, Luca ridendo disse intanto non ti fa un pompino che gli fai i complimenti mia moglie gli fece il dito medio e disse e chi te lo dice che non glielo faccio.

Tutti di shitto mi guardarono e Luca sempre lui disse non lo fa c’e suo marito e io risposi perche se non ci fossi lo farebbe? Lui siiii credimi e penso non solo a lui poi ci girrammo verso mia moglie e…….. stava toccando quel cazzo enorme di Dario io m i bloccai Luca rimase a bocca aperta Giorgio stava arrivando con altri limoncini si fermo davanti a loro poggio il vassoio per terra mentre vidi la mano di Dario toccarle la figa Giorgio si alzo mi guardo un attimo e inizio a toccarle le tette Luca era sempre fermo si giro verso di me verso loro e mia moglie si stava baciando con Dario e Giorgio le stava succhiando le tette allora io mi avvicino a loro mia moglie si stacca con la bocca da Dario Giorgio si ferma lei mi guarda senza staccare la mano da quel enorme cazzo passano alcuni secondi la bacio ci riguardiamo negli occhi vedo ls sua voglia gli prendo la testa tra le mani gli do un altro bacio poi gli guido la testa verso quel cazzo lei lo prende in bocca e inizia un pompino meraviglioso Giorgio le stava rittocando le tette Luca solo in quel momento realizzo penso quello che stava accadendo e esclamo arrivo mentre io avevo gia la lingua sulla sua figa mai sentita piena di umori cosi me la gustai un po poi fecci spazzio a Giorgio vedi Luca succhiarli le tette mentre lei aveva ancora quel cazzo in bocca lo spompinava con tanta passione mai vista io mi sedetti e mi gustai quella scena tanto fantasticata un po.

Poi Luca disse a Dario basta ora godere della sua bocca ora tocca a me lo scanso e infilo il suo in bocca a mia moglie Dario allora scanso Giorgi e infilo la sua lingua in quella figa fradicia d’umori, Giorgio si avvicino a Luca e mia moglie inizio a succhiare due cazzi cosi mi avicinai a loro ora ne aveva tre. Dario si stacco dalla figa con la lingua e la penetro con qun cazzo enorme mia moglie urlo di piacere.

Continuammo un po finche Dario non disse sto venendo allora mia moglie mollo tutto si giro e lo presse tutto in bocca mentre Luca aprofitto del buco libro e infilo il suo cazzo finche non venne il suo momento e sborro sulle sue tette ora cera Giorgio e sborro anche lui sulle sue tette ora infilai il mio mentre a Dario era tornato duro e stava gia rigodendo della sua bocca io gli venni dentro ,lei intanto continuava con quel pompino meraviglioso.

Aveva la sborra che colava dalla sua bella fighetta e andai a leccarla finche Dario non arrivo col suo cazzo lo avicino alla figa mi sfiorro la lingua la penetro di nuovo io l’asciai posto e andai a baciare mia moglie sapeva da cazzi ma era una cosa fantastica. Dario disse vengo pero questa volta mia moglie non si giro lo prese dentro urlando tutto il suo piacere. UN nuovo tuffo in piscina per lavarci l’odore del sesso uscimmo ci rivestiamo salutiamo lasciandoci con ci rivediamo?.

STORIA IN AUTOGRILL 1

Siamo a luglio e sono stata invitata ad un matrimonio, per raggiungere il ristorante ci tocca fare circa 10minuti di autostrada dalla chiesa.
C’e un caldo infernale l aria condizionata non funziona molto, il sudore ha un po sciolto il trucco..mentre percorro l’autostrada vedo in lontananza un autogrill, guardandomi nello specchietto retrovisore mi accorgo del difetto al trucco e accosto… provo a sistemarlo ma niente…ho bisogno di un bagno.. scendo dall’auto 40 gradi di sole spezzano il respiro… (ah già il mio abbigliamento giusto… vestito nero lungo dietro corto avanti con le bratelline scollo a cuore e cinturina sotto il seno…tanga e autoreggenti colorcarne orecchini pendenti (8) e collana con ciondlo a forma di R… pochette con catenina tracolla).

Entro in autogrill..mi avvicino al bancone dei caffè (dove ci sono una 10ina di signori che bevono il caffè e mangiano, appena mi avvicino al bancone si girano tutti a fissarmi)chiedo al barista:

io: Scusi, è possibile utilizzare la toilette??
Barista: Certo..si si…infondo a sinistra trova le scale scende e lo trova li
io: grazie mille
(scendo al bagno mi risistemo il trucco faccio anche la pipi e risalgo)

Ripasso dal bancone dei caffè faccio per andare verso la cassa..e si avvicina un signore…sulla 50ina:
Lui: Eh ma dove ce ne andiamo cosi tutta bella preparata?!?Permette?!? Roberto piacere (mi porge la mano)
io: Ehm piacere Rita…beh sono stata ad un matrimonio di un amica..ora mi aspettano al ricevimento…
Lui: ah ma va già via?!? su dai si faccia offrire qualcosa prima…(e fa un cenno ad un altra persona che si avvicina) vero Marco?
Marco: mah si dai resti un attimo qui tanto gli sposi sicuramente faranno le foto..Permette?!? Marco piacere..

E mentre parliamo mi deviano verso i tavolini (dicendomi di non farmi pregare per prendere qualcosa e mi fanno sedere)

Roberto: Allora io sono Roberto e lui e Marco…siamo in giro per l italia…(indica fuori 2 camion) vedi il rosso e il mio il blu e di Marco…
Marco: e tu? bella signorina cosa fai di bello oltre andare a matrimoni?? (sorride ironico)
Io: Sono studentessa di legge…ma ho quasi finito… (intanto arrivano dei drink ordinati da loro)

li beviamo e chiacchieriamo..una mezz oretta… a un certo punto ricordo ai 2 che si è fatto tardi mentre mi alzo:

Marco e Roberto si guardano e mi chiedono hai mai visto l’interno di un camion??
(un po incuriosita) rispondo di no…e
Marco: Allora devi vedere quello di Roberto sembra un astronave dentro..
Io: è davvero tardi devo andare…
Roberto: Dai che ci vuole 5 minuti e poi vai via…

Esco a braccetto con loro…(mentre altri dentro li guardano invidiati)

Arriviamo sotto al camion e Roberto apre la cabina e sale prima di me per aiutarmi a salire mentre Marco mi aiuta da sotto…siamo tutti e 3 nel camion e Marco si chiude la portiera dietro e dice ahahah Roberto ora possiamo partire…

Mi mostrano lo stereo le luci che si abbassano il letto dietro ai sedili…e abbassano anche le tendine dei vetri…

ora iniziavo ad avere un po di paura…i due si avvicinano e iniziano ad annusarmi i capelli…
Che buon profumo dicono quasi in coro…sai che sei bellissima…(mentre mi accarezzano le braccia tirano le spalline del vestito sulle braccia…)iniziano a baciarmi il collo mentre mi palpano le cosce…
Ragazzi devo andare..dai fatemi andare…
Roberto: dove vai?? ora sei nostra.. (e mi tira giù il vestito)
Marco: cazzooo Robe te lo dicevo ke aveva 2 kili di tette e ke non portava il reggiseno sta zoccola(e iniziano a succhiarmi i capezzoli mentre mi portano le mani sui loro cazzi duri)massaggia questi ora…

Passando le mani sui loro cazzi gonfi mi rendevo conto che erano durissimi ma anche dotatissimi (22-24 cm)

Mentre succhiano i capezzoli da sotto mi sfilano il vestito…

Roberto si stacca dal seno: Pure il tanga cià mmm (e me lo strappa via )

continua.

Una moglie da ammirare 3

Da quella esperienza avuta, mia moglie con Claudio e Gino, da come ne parlava e nello stesso tempo ritornava alla moglie di Aldo, era come che voleva fare nuove esperienze, gli domandai se anche lei voleva fare ciò che aveva visto fare alla ex moglie di Aldo, lei mi disse se io ero d’accordo fo avrebbe fatto.
Quel giorno stesso misi un annuncio in cui cercavo per mia moglie delle persone, anche di colore ma con cazzi proibitivi, volevo vederla alle prese con qui cazzi.

Dopo circa 5 giorni iniziarono a mandarmi delle mail con foto di persone con i loro attributi, erano di persone molto dotate, cosi sia io che Elena guardavamo per scegliere le persone giuste, mentre si guardava prendemmo in considerazione 2 uomini di colore che Elena nel guardare le loro foto fece una esclamazione di stupore per quanto erano spaventosi grandi in cui avevano mandato anche le loro misure uno aveva il cazzo di 25X20 mentre l’altro era più grande 29×22, Elena, approvo i due, prendemmo contatti con loro e dopo un incontro preliminare prendemmo un appuntamento per il sabato successivo, questa volta no potendo ospitare abbiamo e neanc he loro, presi in affitto una garçonnière in un posto molto appartato, mia moglie quella sera si vesti con minigonna e camicetta senza nulla sotto, visto che se lo poteva permettere per il suo fisico.

Una volta che eravamo la i due si portarono sul letto denudandosi mentre mia moglie ci volle poco a rimanere nuda, la guardavano per poi passare ai fatti per farsi diventare i cazzi duri, mentre si eccitavano vedevo quei cazzi che diventavano enormi che non stavano nella bocca di Elena mentre uno di loro inizio a leccargli la fica, vedevo mia moglie che iniziava a godere e lui se ne accorse le allargo le gambe per mettere il suo cazzo enorme dentro la fica, che entro tutto dentro visto che era già lubrificata dai suoi umori di godimento, vedevo quella fica dilatata con quel cazzo dentro di lei che aveva dei sussurri di piacere, la prendeva con forza per poi la giro sopra di lui facendosi cavalcare, vedevo mia moglie che lo cavalcava sempre più forte e quando lo spingeva dentro lui si inarcava per spingerlo in profondità mentre l’altro si porto dietro di lei fermandola leccandogli il culo per introdurre il suo cazzo nel culo, Elena a questo punto strillava di fare piano che gli faceva male lui si fermo per un pochino per poi rispingerlo dentro fino a che gli stava tutto dentro, mia moglie non strillava più dal dolore ma incitava quei due a mandarlo dentro più veloce dicendogli di non fermarsi, aveva raggiunto uno stato di goduria talmente alto che vedevo in lei dei spasmi in tutto il suo corpo, io ero li che guardavo tutto questo mi aveva portato ad uno stato di eccitazione che il mio cazzo iniziava a dare cenni di risveglio dopo tanto tempo, Elena aveva dentro si se quei cazzi che sembravano dei stantuffi senza fine era circa trenta minuti che ancora non godevano fino a che godettero schizzandogli la sborra su di lei.

Era esausta ma non appagata infatti dopo circa una oretta riprese a masturbarli fino a che diventarono di nuovo duri questa volta si fece penetrare dal cazzo più grande nel culo mentre l’atro in fica entrarono senza nessun sforzo visto da come le avevano allargate per bene i due buchi prima, ma questa volta e stata sotto di loro per quasi tre quarti d’ora, aveva un orgasmo dietro l’altro fino a che rimase alla merce di dei due che la scopavano, questa volta io avevo avuto una piccola erezione, quado godettero mia moglie rimase sul letto senza forze per quanto aveva goduto.

Una volta che si era ripresa nel frattempo sia Ben e Adu erano andati via rimanendo d’accordo di sentirci in seguito, mentre si faceva ritorno a casa mia moglie disse che era appagata, aveva sia la fica che il culo dolorante ma questo non gli toglieva di rifarlo di nuovo con loro, le risposi che era diventata una puttana, anche se io condividevo che lo facesse visto che vedendola fare sesso il mio cazzo iniziava a risvegliarsi confidandogli di ciò che era accaduto, lei mi prese e inizio a baciarmi per la contentezza dicendomi anche che se questo significava che vedendomi scopare lo avrebbe fatto più spesso, arrivando a casa lei andò in bagno a farsi dei lavaggi e nello stesso tempo mi mostro la sua fica che ara tutta arrossata e gonfia cosi anche il suo culo.

Tutto ciò che mi era accaduto della mia piccola erezione, mi recai di nuovo dai dottori per raccontare il progresso che vi era stato, loro dissero se avevo avuto un avvenimento in quale mi ero eccitato fortemente, cosi gli raccontai di ciò che era avvenuto visto che la mia disavventura non avevo più rapporti con mia moglie, la convinsi a farsi scopare da un altro uomo, lei rifiuto ma dopo le mie insistenze lo fece ma nel vederla con un altro uomo non avevo nessuna eccitazione fino a che la vidi scopare con due uomini con cazzi enormi, la e iniziato il risveglio, loro mi spiegarono che avevo avuto un forte shock che risvegliava i tuoi sentimenti, e nello stesso tempo crediamo che ritornerai alla normalità ma tutto questo tua moglie deve aiutarti, mentre in questo frattempo ti diamo una cura per un mese poi ci si rivede.

Ci incontrammo altre volte con Ben e Adu in cui mia moglie, anche per farmi eccitare se li faceva mettere in tutte le parti dicendomi di guardare come li prendeva, tra la cura che facevo e nello stesso tempo mi eccitavo riuscivo a farmelo diventare duro che lo andavo a mettere in bocca a mia moglie mentre Ben e Adu la scopavano nel culo che in fica, piano piano ero ritornato quasi alla normalità ma costatando che quando ero solo con mia moglie non riuscivo a fare nulla.

Parlando con mia moglie di questo problema e nello stesso tempo mi piaceva vederla scopare per trovare una erezione lei mi rispose come di un matrimonio nel bene e nel male perciò io non mi tiro indietro visto anche che con tutta verità senza nascondere nulla mi piace farlo, mi piace godere, e nello stesso tempo mi piacerebbe avere delle nuove esperienze anche per farti eccitare di più.
Continua.

Beccato

In giro a fare shopping, ero con una mia amica che mi raccontava di una sua esperienza con un tizio particolarmente capace;
la mia amica più simpatica che carina aveva accalappiato un bel ragazzo, almeno in foto era molto carino e la sua storia ben raccontata mi cominciava a coinvolgere.
Mentre immaginavo di subire io le gioie che ha avuto la mia amica tempo 5 minuti le mie mutandine erano zuppe, le mie cosce si stringevano per fermare quel flusso di voglia e gli uomini notavano con facilità la turgidità dei miei capezzoli che sporgevano dalla camicetta.

Presa dalla troppa voglia decido di interrompere l’uscita e scappo a casa intenzionata di abusare del mio uomo.
Lui non mi aspettava a quell’ora e speravo nell’effetto sorpresa per sconvolgerlo con la mia passione ed invece quella rimasta un po’ sorpresa sono io.
Facendo piano nell’entrare in casa, appena dentro comincio già a sentire qualcosa, i gemiti di persone che facevano sesso;
quasi subito capisco che si trattano di gemiti provenienti da un alto parlante.

Maliziosamente mi avvicino all’uscio ed eccolo li che si segava con il pc sul petto guardando un porno. (per la cronaca guardava questo
Irrompo in stanza dicendo “beccato col dito nella marmellata”, lui aveva la faccia sorpresa e la mano si era fermata sulla sua dura cappella come se volesse nascondere la vergogna.
Stava per alzarsi chiedendo scusa ma io subito lo fermo lo invito a continuare, mentre lui riprende a menarselo io comincio a spogliarmi.

Lui si distraeva dal video per guardare me ed io gli ho detto di non distrarsi e di guardare il video o se no saranno guai.
una volta nuda mi avvicino, gli levo la mano e gli dico con aria minacciosa ” continua a guardare il video”.
Allora gli afferrai la base del cazzo, era cosi duro e grosso mentre lo guardavo e cosi comincia a leccarlo per la lunghezza, da sotto a sopra.

Poi gli succhiavo le palle mentre la mia mano lo segava e lui gemeva e quasi non riusciva a guardare nemmeno il video.
Allora continuai a menarlo mentre la mia lingua si dedicava alla sua cappella, partendo prima dal frenulo e poi tutto intorno,per poi cominciare a succhiare con forza infilandolo tutto in bocca o per lo meno tutto il possibile mentre con le mani comincia a stringergli le palle.
Con l’altra mano ritorno a menarlo mentre gli succhio la cappella ed è li che lui schizza, mi riempie tutta la bocca mentre geme felice e sorridente.

Ingoiato tutto mi rialzo, gli levo il pc dal petto, gli do un bacio e dolcemente gli sussurro “adesso tocca a te”.
Lui era confuso e mi guardava stranito ed io con calma gli metto il mio indice in bocca e gli dico ” adesso io guardo i porno e tu mi lecchi fino a che te lo dico io”
Ci scambiamo i posti e lui affonda il suo viso tra le mie cosce mentre io sistemo il computer caldo sulle mie tette.

A quel punto io non mi sono messa a vedere un classico porno, mi sono rivista tutti i tributi e le sborrate che mi sono stati dedicati dai miei dolci fan, il mio ragazzo leccava e succhiava il mio clitoride, infilava le sue dita dentro mentre io guardavo tanti cazzi duri che schizzavano le mie immagini.
La mia patatina si inondava e sbrodolava mentre gemevo e mi leccavo le labbra guardando tanta sborra calda tutta dedicata a me.

Sono venuta quando dopo l’ennesima schizzata sul pc il mio ragazza mi infila tutta la lingua dentro.
Ovviamente l’ho fatto continuare e mi sono regalata un altro paio di venute. Alla fine lui si alza con la bocca arrossata e la lingua stanca ed io mi sono andata a docciare abbastanza soddisfatta.
FINE.

Mia moglie Eliana prima volta al cinema a luci ros

Una piovosa domenica pomeriggio di fine inverno io e la mia signora Eliana bellissima donna minuta alta 155 ha un fisico da ragazzina ma ha 40 anni, magra ma ben fatta seni prima misura ma sodi e ben fatti un bel fondo schiena picccolo ma bellissimo capelli castani corti occhi scuri e una bellissima bocca, abbiamo deciso di andare al cinema la sera prima facendo sesso ne abbiamo parlato e visto che lei non era mai stata in un cinema a luci rosse ho insistito per portarla lei con qualche titubanza alla fine ha accettato, io ci ero stato più volte ho visto che il luogo era tranquillo frequentato da soli uomini gay perlopiù e qualche singolo con i quali avevo scambiato qualche parola il venerdì sera precedente anticipando che la domenica sarei passato con mia moglie Eliana per farle fare un’esperienza diversa loro erano in 5 mi hanno detto che ci sarebbero stati e mi hanno rassicurato che le cose si sarebbero svolte in tranquillità con il dovuto tatto per la signora che doveva essere sedotta guidata in questa sua nuova esperienza.

Ho insistito con la scusa di sapere che indossasse qualcosa di sexy sarebbe stato intrigante in quel luogo affinchè Eliana indossasse intimo nero con calze autoreggenti sopra un vestito con zip davanti scarpe con tacco capottino un leggero trucco che la rendeva sexy ma allo stesso tempo semplice signora per bene che alla mattina era stata a messa, ci siamo avviati in auto e lungo il tragitto lei mi ha fatto delle domande sul luogo dicendo che secondo lei quei posti sono frequentati solo da uomini e che si sentiva un po in inbarazzo ad andarci ma che comunque voleva vedere per togliersi la curiosità e per farmi contento arrivati abbiamo parcheggiato e siamo entrati presi i biglietti siamo entrati in sala Eliana mi ha preso la mano era un po tesa impaurita quando ha visto che la sala buia erano piena di uomini alcuni vicini all’entrata eccitati dal film si sono girati a fissare con libidine Eliana 2 erano singoli con cui avevo parlato tutti sui 60 anni, lei mi stringeva la mano, ci siamo seduti a metà della grande sala al centro della fila che era vuota con nessuno davanti e dietro di noi ideale per stare tranquilli guardare il film che era molto eccitante, ho visto che Eliana con gli occhi si guaradava intorno allora io le ho detto, hai visto? sei l’unica donna in sala lei, si ho visto e io è una situazione intrigante lei mi ha risposto con un mezzo sorriso, io per stimolare la situazione le ho detto ma quanti sono, adesso li conto erano circa 40 uomini qundo ho finito di contarli le ho detto 40 uomini e una sola donna tu Eliana, e tutte le loro attenzioni sono per te lei è una situazione che mi fa sentire strana.

dopo un quarto d’ora guardando il film ho baciato Eliana un lungo bacio e sentendola eccitata ho iniziato ada accarexxarle le gambe facendole salire il vestito sino a scoprirle le cosce bacindola ancora la sentivo eccitata, intanto i 5 singoli si erano messi in piedi lungo il muro alla fine della fila impedendo ad altri di venire a sedersi vicino a noi per lasciarmi fare con Eliana in tranquillità, ho iniziato a far scendere la zip del vestito aprendolo un po sino alle tette di Eliana lei mi chiese ma cosa fai? ci vedono ed io, non preoccuparti non ci fanno caso al massimo ti guarderanno un po e e lei, ma a te non da fastidio che mi guardino? no la trovo una cosa eccitante trasgressiva e poi sei così bella e sexy prova ad immaginare quanti maschi faresti eccitare e ho fatto scendere la zip del vestito sino in fondo aprendolo leggermente bacindola ho iniziato ad accarezzarla sentendo che era già eccitata con la figa bagnata segno che la cosa stava piacendo ad Eliana così le ho abbassato le coppe del reggiseno scoprendole le tette masturbandola sotto le mutandine lei fremeva e si guardava attorno notando che dietro di lei si erano seduti 2 uomini che la stavano guradando mentre un terzo si stava per sedere ad una poltrona di distanza dalla sua Eliana si è un po irrigidita e si è coperta chiedendo il vestito ma non con la zip ha guardato l’uomo al suo fianco il quale le ha rivolto un tranquilizzante sorriso, Eliana era eccitata ma ancora con qualche freno dovuto al suo essere stata sempre molto pudica e riservata, ho lasciato trascorrere qualche attimo per tranquilizzarla poi baciandola ho ricominciato ada accarezzarla sotto il vestito notavo che nel frattempo apoggiati ai muri in fondo ai duue lati della fila c’erano alcuni uomini in piedi che osservavano Eliana ansiosi di vederla alcuni si masturbavano facendole vedere i loro cazzi duri Eliana ha notandoli si è ulteriormente eccitata lasciandosi andare, le ho aperto nuovamente il vestito scoprendola l’uomo si è seduto vicino gustandosi la visione di Eliana seminuda mostrando asua volta il cazzo che lei ha guardato confusa e travolta dalla situazione davanti anoi intanto si era no suduti altri 3 uomini che la guardavano eccitati l’uomo di fianco le ha appoggiato una mano sulla gamba Eliana è rimasta immobile in attesa lui ha iniziato ad accarezzarla salendo piano facendole aprire con maestria le cosce Eliana era come inebetita emetteva dei piccoli mugugnii e si faceva condurre dall’uomo il quale le faceva togliere il vestito lasciandola in reggiseno e mutandine lei era in sua balia io le ho sganciato il reggiseno togliendolo lui intanto le ha sfilato le mutandine intanto intorno a noi si erano avvicinati altri uomini per guardare Eliana completamente nuda l’uomo a fianco le stava menando la figa facendole allargare le cosceda dietro un’altro le toccava le tette quelli davanti la toccavano dappertutto Eliana era passiva si faceva fare eccitata e travolta da questa nuova sensazione poi l’uomo si è messo con la testa tra le gambe iniziando a leccare la figa di Eliana facendola godere più volte lei mi ha preso il cazzo masturbandolo e con l’altra mano masturbava il cazzo dell’altro uomo mentre gli altri le menavano la figa e le tette in guppo siamo venuti tutti e tre lei godeva come una pazza.

eliana si è rivestita e ce ne siamo andati soddisfatti entrambi dalla bella esperienza vissuta.

IL MIO PROF DI INGLESE

Premessa: non vado molto fiero di quello che vi sto per raccontare, ma la soddisfazione cancella ogni senso di colpa. Ho fatto il liceo classico. Non ero proprio un secchione, ma me la sono cavata bene o male per tutti i 5 anni , sempre rimandato in qualche materia , ma mai bocciato. Ero molto estroverso e simpatico, cosa che in un liceo come quello classico poteva dare fastidio , e procurarmi le simpatie o le antipatie sia dei miei compagni che dei miei professori.

Insomma gli invidiosi erano sempre pronti a criticare. Tanto più che dopo il ginnasio non nascosi più la mia omosessualità, e questa cosa mi faceva sembrare uno che si godeva la vita piuttosto che un topo da biblioteca. Ed era vero!! La vita me la godevo!!! Andavo a ballare nei week end, alle feste. Stranamente ero adorato dai prof più anziani, forse stanchi di leccaculo che pensano solo a studiare, ad esempio il mio prof di greco e latino , quasi alla pensione, mi trattava sempre con simpatia.

E come lui tanti altri. Quelli più giovani, convinti del proprio ruolo, mi erano più ostili. In particolare il prof di inglese. Già la materia in un liceo classico era considerata di per se la meno importante, mettici anche un giovane professore mio compaesano, non di madrelingua, mezzo sfigato, scapolo, fiero di insegnare in un liceo importante, e l’antipatia nei miei confronti nacque fin da subito. Io gli stavo letteralmente sui coglioni!!! Non perché non fossi bravo in inglese, ero forse uno dei migliori, ma la mia persona, il mio personaggio, il mio vivere dissoluto, il mio essere sempre me stesso senza vergogna, lo mandava in bestia.

Lui in ogni occasione mi metteva in difficoltà, mi interrogava tutte le settimane, mi dava voti bassissimi sia all’orale che allo scritto. Mi umiliava davanti ai miei compagni, soprattutto davanti a quelle streghe delle mie compagne , zitelle nel DNA proprio, destinate a desiderare un cazzo per tutta la vita!!! Ma il peggio lo fece un giorno quando i miei genitori vennero a parlare con alcuni professori tra i quali anche lui. Io ero in classe durante l’ora di storia.

Busso’ alla porta proprio lui e dicendo che di là c’erano i miei genitori mi invitò a seguirlo, tra le risate di tutti. E quando mi trovai solo con mio padre e mia madre , lui parti’ con una serie di considerazioni fasulle e pesanti e mi interrogò davanti a loro e io mi rifiutai e lui disse” Vedete cari genitori, lui non studia, non sa nulla, soprattutto è molto scarso nell’orale!!!”. Maledetto bastardo, sono molto scarso nell’orale io!! E tu stronzo che parli in inglese con la cadenza dialettale veneta e pretendi anche di insegnare??? Ero incazzatissimo.

Non vi dico a casa il cazziatone dei miei genitori!!! Con conseguente punizione , in fondo ero ancora minorenne. Questa cosa andò avanti per tutti e tre gli anni del liceo. Inutile dire che mi rimandò a settembre per due volte. Finito il liceo fu uno di quei professori che nemmeno salutai, e che dimenticai subito, malgrado la rabbia mi rimase a lungo, ma divento’ parte di quella rabbia che accumuli nel corso della vita e che ti porti poi dentro formando il tuo carattere e facendoti diventare l’uomo che sei oggi.

E l’uomo che sono oggi è un uomo paziente, non vendicativo, ma paziente, convinto che se il destino lo vorrà avrò la mia occasione. L’anno scorso, quindi dopo 26,27 anni dall’esperienza del liceo, il destino busso’ alla mia porta, beffardo e mi offrì su un vassoio d’argento la mia vendetta!!!! Ha ha ha( risata maligna!!!) e non me la feci scappare. In chat conobbi un uomo , del mio paese, restammo anonimi , anche quando ci vedevamo in cam, non si inquadrava mai il viso.

Io non avrei avuto alcun problema a mostrare la mia faccia, ma lui non voleva. Sempre la sera sul tardi ci si spogliava in cam, ci si segava insieme e ci si conosceva, più che altro lui mi racconto di essere sposato, di essere una persona in vista , che aveva un lavoro delicato, ma che da anni lo tormentavano certi pensieri, certe voglie. Non cercava un esperto perché aveva paura delle malattie, ma uno alle prime armi , e soprattutto non voleva che ci vedessimo in viso.

Quindi se ci si incontrava avremmo dovuto usare o delle maschere e stare al buio. Insomma già metà di queste cose mi avrebbero fatto rinunciare subito!!! Va bene tutto , ma niente paranoici. MA chissà perché mi intrigava, e continuai a chattare sempre più spesso con lui. Aveva fantasie molto porche e mi piaceva ascoltarlo, ma soprattutto voleva provare a fare un pompino con ingoio!!! piu volte organizzammo un incontro , ma sempre senza conclusione.

All’ultimo momento non se la sentiva. Spariva per qualche giorno dalla chat, e poi riappariva chiedendomi scusa, di capire la sua insicurezza, età etc….. ma perché lo stavo ancora ad ascoltare??? Non capivo, non era nemmeno molto piacente e dotato, non sapevo che volto aveva, mi tirava bidoni di continuo per un pompino al buio che a dire il vero mi faceva voglia come i cavoli a merenda, eppure una forza maggiore mi tratteneva dal mandarlo a cagare.

Finché successe una cosa che cambiò le carte in tavola. Dopo l’ennesimo bidone, si fece vivo la sera stessa in chat per scusarsi ed io stavo per dirgli di non contattarmi più che , probabilmente spaventato da qualcuno in casa, spostò la cam , solo che invece di indirizzarla verso il basso per la fretta se la diresse verso la faccia, per qualche secondo, ma furono quei pochi secondi che mi fermarono il respiro e forse anche il cuore perché rischiai davvero un infarto nel riconoscere in quel viso la faccia di merda del mio ex prof di inglese!!!!!!!!! All’inizio la reazione fu di dire NOOOOOO! ma perché proprio lui !!! Ma dopo fu SIIIIIIIIIII , CAZZO È PROPRIO LUI!!!!!….

mi ritornarono alla mente tutti gli episodi di umiliazione del liceo, la rabbia, e quella frase che disse ai miei genitori ” è molto scarso all’orale!!!!!”. Quella frase mi sembrò ad un tratto maliziosa e viscida!!! E iniziai a costruire la mia vendetta partendo proprio da quella frase. Con pazienza, tutte le sere lo aspettai in chat, finché una sera entrò e subito mi salutò. Bene, pensai che allora non si era accorto dell’errore che aveva commesso.

Chattammo un po’ e appena lui mi accennò a questa sua voglia di fare un pompino gli sbattei il cazzo in cam, duro come il marmo, e usai ogni astuzia per convincerlo a trovare il coraggio di venire a casa mia. Gli dissi che se sarebbe venuto mi avrebbe trovato in camera al buio con le tapparelle abbassate, nudo col cazzo pronto, che non ci saremmo visti in faccia, e gli diedi il numero di cell.

Mai fatto prima. Lui era arrapatissimo e mi disse che il giorno dopo verso le 5 del pomeriggio sarebbe venuto. Mi avrebbe fatto uno squillo anonimo al cell per farsi aprire la porta visto che non conosceva il mio nome sul campanello e sarebbe entrato in casa e cercato la camera. Ok affare fatto!!! E gli dissi che sarebbe stata l’ultima occasione che gli avrei concesso. Gli avevo già spigato mille volte dove abitavo, quindi non serviva ripeterlo.

Il giorno dopo tolsi il nome dal campanello , semmai lo vedesse, e per tutto il giorno aspettai. Arrivarono le 5 del pomeriggio. Anche le 5 e un quarto, poi le cinque e mezza. Niente , un altro bidone. All’improvviso uno squillo anonimo al cell. Aprii la porta e me ne andai diretto in camera nudo al buio. Tutte le luci in casa erano spente. Il tempo di fare le scale e entrò in casa.

Chiuse la porta. ” Sono io” disse, e riconobbi la voce del bastardo!!!! Mi strinsi il cazzo in mano e gli dissi col pensiero: se mi tradisci proprio adesso giuro che ti taglio e metto una figa al posto tuo!!!!” Vieni pure sono qua in camera!!!” Gli urlai a bassa voce. Giusto per indicargli la direzione. E la trovò subito. Entrò in camera, era buio ma si riusciva a riconoscere le sagome delle cose, e che cazzo mica siamo in una dare room.

” Ah si ti vedo!! Sei la, mmmmmm, che voglia che ho, adesso arrivo, mmmm sei pronto?” Con una voce da maniaco viscida, schifosa!!!! Ma il cazzo aveva capito cosa c’era in gioco e non cedette !!!! ” spogliati anche tu che ti voglio accarezzare e abbracciare nudi!!!” Gli dissi ” si sì dai mi spoglio nudo, facciamo i porci, si dai!!!”. Si tolse di tutto!!!! Cappotto, giacca, cravatta , cintura, camicia, canottiera, scarpe, pantaloni, calzini, mutande!!!! Tutto sopra il letto!!! Ma come cazzo si fa ad andare a casa di uno con tutto l’armadio addosso!!! Finalmente si avvicinò a me e mi abbracciò, sentendo il suo respiro sul collo, il suo pelo addosso al mio, i nostri cazzi duri che si toccavano!!! “”” mamma come sei bello , che odore da maschio che hai, senti che cazzo duro che hai, baciami dai” non ci riuscì, gli presi la testa e lo spinsi giù in ginocchio e gli dissi” succhiami il cazzo dai porco che ho voglia”.

” si amore ti succhio il cazzo mmmm” e iniziò a farmi il peggior pompino della mia vita, ma io feci finta di nulla ” sei bravissimo, si continua così, fatti scopare la bocca!!!” E gli afferrai la nuca e gli scopai la gola con una arroganza tale che mi meravigliai di me stesso!!!! Però in qualche modo dovevo sborrare e se aspettavo lui non ce l’avrei mai fatta!!!!. ” la vuoi la mia sborra in bocca porco , eh la vuoi tutta in bocca???” Cercavo di eccitarmi in qualche modo e lui mi disse di si a bocca piena sto bastardo.

Allora iniziai a pensare a tutti gli uomini boni che mi ero fatto , ai loro cazzi, ai loro culi, ad ogni cosa che mi aiutasse ad eiaculare!!!! Ci misi un po’, ma lui la voleva la sborra in bocca e non si staccò dal mio cazzo neanche per un secondo. Grazie alla sua tenacia e alla mia sete di vendetta la sborrata alla fine arrivo’!!! Tantissima, densa e calda e lui si trovò la bocca piena e più ingoiava e piu ne facevo.

E mentre era con la bocca piena del mio sperma si accese la luce della mia camera!!!! Gianni sapientemente nascosto in un angolo aspettò il momento giusto e schiacciò l’interruttore!!! Dal buio passammo alla luce e in un attimo era fatta!!! Lui si alzò ancora con la bocca piena di sperma e gli ando ‘ pure di traverso tanto che iniziò a tossire e a rendersi conto della situazione. ” Che succede, ti soffochi con la mia sborra prof?”.

Allora pulendosi con la mano la bocca che colava sperma, mi guardò e mi disse ” Chi sei tu?” ” come non mi riconosci prof? Certo sono un uomo ora, ho la barba , e tu sei più vecchio , un vecchio patetico gay represso, con la mia sborra in corpo!!!!!” Gianni rise!!! ” e lui chi è?” ” lui è Gianni il mio compagno. Questo invece Gianni è il mio prof di inglese del liceo che per anni mi reso la vita di merda solo perché invidiava il mio essere gay senza vergogna.

Pensa Gianni che mi diceva che in orale ero scarso!!! Diglielo tu se sono scarso in orale?” E Gianni guardando il poveretto ” nell’orale Guerrino è il numero uno, non ce n’è!!! E lui come è stato in orale?” Mi chiese Gianni. ” scarso, molto scarso, mi dispiace prof , rimandato a settembre!!!!”. Inutile descrivere la scena dopo, si può solo vedere per capire l’espressione di terrore, poi, di stupore, poi di vergogna, poi di consapevolezza, poi ancora di vergogna e umiliazione!!! S ricordo solo che tento’ in qualche modo di rivestirsi ma sbagliava continuamente a infilarsi le cose, e io e Gianni ridevamo come dei matti.

Scappò via lasciando la cintura e la cravatta sul letto, non sarebbe mai riuscito a infilarsele!!!!! Si dileguò e basta. Non una parola. Eppure ricordo che se una cosa non gli mancava era proprio la parola!!!! Forse non aveva più nulla da dire. Era ora!!!!!!!.

Un mercoledì da..troiette

Mercoledì era la mia ultima serata disponibile per un po’ di tempo.. decido di depilarmi per bene tutta,prepararmi al meglio e uscire in cerca di avventura..non avendo ancora trovato l’amante fisso che cerco da un mesetto..mi metto un miniabitino nero,molto mini,diciamo appena sotto il culetto,scarpe con tacco alto,autoreggenti nere velatissime con pizzo,perizomino nero di pizzo,parrucca mora,trucco,profumo..insomma una bella topina arrapante..mi reco come sempre nel mio posto preferito dove finalmente posso esibirmi senza problemi di sorta e dove posso fare la troietta per strada e nei parcheggi..arrivata nella zona dei camionisti,s endo e passeggio da troietta per strada giusto per farmi notare..tempo un minuto scende un camionista basso e muscoloso e mi si avvicina..solite domande e solite risposte..”lo faccio per divertimento tesoro..andiamo?”..salgo le scalette del camion,cosa che mi fa eccitare tantissimo,le auto passano e mi guardano il culetto..prendo sempre un po’ più di tempo per salire giusto per esibire un po’ la merce(non in vendita ma in regalo)..una volta nella cabina già mi sento una puttana,vestita da troietta sexy su un camion pronta a fare tutto ciò che mi si chiede..lui era stranamente carino pulito e profumato,credetemi che è raro tra i camionisti,non per colpa loro ma difficile far quella vita e avere modo di lavarsi e cambiarsi per la serata..era così carino,calvo rasato,cosa che adoro,bassino ma largo e muscoloso..mmm..tutto eccitato..mi dice subito”cazzo davvero difficile trovarne così come sei tu..”..e li già mi ha conquistata..per me sentirmi femmina nonché troia è il massimo dell’eccitazione,anche più di una sborrata..inizio a strofinargli il culetto sul cazzo già duro..da troia..su e giù..destra e sinistra..mi prende dai fianchi e accompagna i miei movimenti..parlando molto”Dio che figa sei..”..”Mamma che culo hai..”..e io mi eccito sempre più e sempre più troia..mi chino e inizio a sbocchinarlo..si mette lui il preservativo,cosa altrettanto strana e inusuale..il che mi fa sentire ancora più convinta del tipo..lo sbocchino un bel po’ e mi chiede di mettermi a 90 appoggiata sul letto..cosa che faccio subito ubbidientissima..come sempre..una cagnolina molto brava col suo padroncino..me lo sbatte di botto nel culetto accogliente e già aperto..inizia a stantuffare continuando a parlare..cosa che mi eccita molto..gli chiedo”violentami ti prego..incularmi forte da cagna in calore”..lui diventa matto e gode dopo un minuto..breve.. troppo..ma così intenso ed eccitante..mi risistemo..mi rimetto il rossetto lasciato sul suo cazzo..gli do il mio numero essendo lui vicino,cmq emiliano anche lui è davvero carino..scendo dal camion con la solita scena per mostrare il culetto alle auto che passano..mi incammino sculettando verso l’auto.. rimango fuori a fumarmi una meritata sigaretta..in modo provocante..passano altre auto..ma mi viene voglia di cambiare zona..nessun camionista potrà esser meglio del primo..quindi cambiamo genere..zona scambisti,coppie,guardoni..parcheggio in una zona molto buia ma con molte auto che passano e tutte per lo stesso motivo.. qui non ci sono persone che vengono per fare altro se non sesso..scendo e lasciando le luci accese dell auto inizio a passeggiare avanti e indietro..si fermano varie auto..parcheggiano tutte..alcuni titubanti rimangono in auto a guardare..altri scendono più convinti..cose normali..li si trova di tutto..dai passivi in cerca di cazzi duri,ai bull in cerca di culi e/o coppiette,travestiti pochi..direi rari..gay dichiarati..donne nessuna almeno da sole..quindi normale che alcuni aspettino il ‘bersaglio’ giusto e io preferisco si avvicinino quelli convinti..io sono passiva..punto..voglio sbocchinarlo e essere sbattuta come una troia..voglio sentirmi femmina e puttana..si avvicina uno e decido che va bene..vedo il pacco pronto..lo prendo per mano e me lo porto in un posticino a dieci metri ma appartato..mi chino e glie lo prendo in bocca subito..dopo pochi istanti mi ritrovo in ginocchio con 4 uomini intorno col cazzo fuori..questa è una scena che mi fa impazzire..la gang bang è il mio sogno…sbocchino tutti..alcuni li prendo in bocca a coppie..adoro avere in bocca due cazzi..scelgo il più duro e grosso..e,col preservativo,me lo faccio mettere in culo a 90 gradi..mentre continuo a sbocchinare tutti gli altri..sento che parlano..”dai troia fatti inculare”..”che puttana che sei”..”che culo da mignotta”..io mi eccito da morire quando mi dicono ste cose..sono come in trance..in dieci minuti faccio sborrare tutti uno ad uno..il primo nel culetto..poi tutti gli altri con la bocca..allora io l’ ingoio lo pratico con la persona giusta e certe condizioni..non certo in un parcheggio con gente che non conosco..ma certo avrei bevuto volentieri la sborra di tutti quanti..adoro il sapore e mi fa sentire davvero troia..distrutta..mi risistemo..vi assicuro che stare a 90 gradi per anche solo dieci minuti sbocchinando a destra e a manca uomini ti sfianca fisicamente..le gambe non le sentivo più..vado in auto..mi ripulisco e mi sistemo il trucco..ora ho voglia di sentirmi una vera puttana..torno al posto precedente..dove passano auto e ci sono camion parcheggiati..aspetto fuori dall auto in piedi..fumando da troia e sculettando..passano varie auto che si fermano ma cercano altro..”sai dove sono le coppie??”..”si..a dormire tesoro..meglio venerdì o sabato…”..”ma tu lo metti anche nel culo?”..”guarda amore non fa per me…”..poi arriva quello col cazzo duro e pieno..convinto..è mio..”che fai bella?”..”mi diverto tesoro..”..”gratis?”..”Sempre!!!!!!”…andiamo..mi segue in auto in una zona pressocche deserta e sicura..scendiamo,e come sempre inizio a sbaciucchiarlo sul collo..sento che è profumato..pulito..mi piace..e allora accetto i suoi baci in bocca..ci baciamo dolcemente e poi in modo passionale..il gli prendo i capezzoli tra le dita e lo stuzzico..a me piace e so che a molti eccita..poi mi chino e glie li prendo in bocca..mi abbasso e inizio a sbocchinare un bel cazzo duro e profumato..decido di farlo senza preservativo..il cazzo era bello pulito,nessuna perdita,i cazzi bagnaticci non mi ispirano molto per la verità…preferisco quelli scappellati completamente come il mio e belli asciutti..lo sbocchino con vero gusto..e inizia a dire che sono una gran bocchinara..modestamente..prendo il preservativo..me lo metto in bocca e glie lo infilo in un secondo..mi appoggio con le mani al cofano della sua auto..mi bagno con la saliva il buchetto del culo..e lui lo appoggia appena..scivola dentro in un secondo..inizia a prendermi dai fianchi e a spingere forte dentro tutto..parla e parla tanto”cazzo che culo”..”ma quanto sei troia”..io mi eccito..mi si indurisce anche il cazzo cosa che non sempre succede..mi sbatte per dieci minuti e gode urlando..a quel punto sono troppo eccitata..il culo mi pulsa ancora..inizio a masturbarmi ripensando al camionista,ai 4 uomini intorno a me e all’ultima inculata..sborro urlando di piacere..e pensando”Cazzo ma quanto sono troia..”…mi sistemo..salgo in auto e inizio la procedura di ritrasformazione..decido che sono stanchina..e torno a casa..passerà un po’ prima della prossima serata..cerco un amante fisso certo..ma queste serate eccitano mto la mia fantasia da troia..vorrei condividerle se vorrà con il mio lui un giorno..baci.

La cena promessa

“…Avevi promesso, avevi promesso!”. Ecco cosa sarebbe accaduto se non avessi preparato per cena ciò che avevi promesso il giorno precedente alla tua famiglia; ma aprendo il frigo ti accorgesti che qualche ingrediente mancava. Così da brava mamma e da brava moglie, anche se controvoglia, sei andata al supermercato. Era un pomeriggio infrasettimanale e per fortuna tra le corsie non c’era molta gente: perfetto per comprare qualche articolo e tornare a casa al volo.

Ma nella tua ricerca tra la grande varietà di prodotti sei più volte costretta a chinarti. “ma dove sarà?! dove sarà che non lo trovo!” continui a ripeterti tutta concentrata a guardare i ripiani bassi degli scaffali quando d’un tratto, alle tue spalle, senti dei passi e un dorso della mano che leggermente e velocemente sfiora il tuo culetto. Ti alzi di shitto sorpresa da ciò che era accaduto, ma il ragazzo che aveva osato tanto, continuava il suo cammino verso la fine della corsia di spalle senza mai voltarsi, facendo finta di nulla.

Un po’ infastidita e un po’ orgogliosa di quanto accaduto, continui la tua ricerca nel supermercato. Ma ti accorgi di qualcuno che ti osserva: eccolo di nuovo all’inizio della corsia pronto a cogliere l’attimo giusto per ripetere l’audace gesto. Era un ragazzo sulla trentina che indossava una divisa larga da promoter. Un sorriso ti affiora spontaneamente mentre lo guardi e lui, notandolo da distante, capisce di essere stato “scoperto” e si defila altrove nel supermercato.

Con lo stesso sorriso orgoglioso ti rechi verso la cassa quando, girando l’angolo, ti imbatti nel banchetto promozionale del ragazzo che, imbarazzatissimo, non proferisce parola vedendoti. Tu invece, a quel punto, volevi calcare un po’ la mano e divertirti un po’ a provocarlo. Ti fermi e ti fingi interessata a ricevere informazioni sui prodotti in vendita. Dopo il primo imbarazzo iniziale, si capisce benissimo che l’interesse del ragazzo non è la vendita degli articoli ma farti partecipare al “fantastico concorso” per il quale devi, ovviamente, lasciare i tuoi dati: nome, cognome e soprattutto numero di telefono.

Era un bel ragazzo e, stuzzicata dall’escamotage che proponeva per avere il tuo contatto, compilasti la scheda e ti avviasti verso la cassa: ovviamente di spalle, sculettando appositamente, immaginandoti il batticuore che stava provando il ragazzo dopo la vicenda appena conclusa. Passa il tempo e il ricordo di quanto accaduto quel giorno svanisce fino al giorno in cui ricevi una telefonata da un numero sconosciuto: “Buongiorno Signora, sono il promoter del supermercato volevo avvisarla che purtroppo non è risultata tra i vincitori del concorso……………”.

Telefonata standard che serve a te per memorizzare il numero e a lui per rompere il ghiaccio. Da quel giorno iniziate a messaggiare ogni tanto e tu non perdi occasione per stuzzicarlo con doppi sensi, immediatamente smentiti ovviamente: in fondo lui ti ha conosciuto come la brava mamma che va al supermercato per preparare la cena non come l’altra Alessia, quella con il fuoco che brucia dentro. Tutto procede solamente nel mondo virtuale di whatsapp fino ad una telefonata: “Giovedì ci sarà il lancio del nuovo prodotto e il mio capo mi ha chiesto di far partecipare il maggior numero di clienti possibile…ti va di venire?!”.

Stuzzicata dalla proposta e consapevole che il vero fine del venditore non era quello commerciale, accetti di buon grado: in fondo potrebbe essere divertente farglielo venire duro di fronte a tutti e l’idea di possedere questo potere su di lui ti eccita maggiormente. Unico neo: per questa volta decidi di non dire nulla a Roby. Questa volta sarà solo per te, vuoi giocare da sola. Non avevi detto nulla nè del supermercato né dell’audace promoter: perché svelare tutto?! Non era ancora accaduto nulla! Ti prepari per uscire con un sobrio vestito, un trucco leggero e un bel completino intimo perché è utile essere preparati ad ogni evenienza.

Prima di uscire un ultimo sguardo allo specchio e il cuore che batte forte. “Sarà giusto non dire nulla a Roby?” pensi “In fondo il gioco piacerebbe anche a Lui”, ma questa volta no, questa volta sarà solo per te. Ti avvii alla presentazione dove c’era molta gente. Lui ti accoglie con due baci sulle guance e una mano che tocca fugacemente qualche centimetro sotto il fianco, fingendo di conoscerti bene, come una vecchia amica.

Dopo circa un’oretta di sguardi e ammiccamenti, la presentazione del nuovo prodotto termina. Fai per uscire nella speranza che sia Lui a prendere l’iniziativa. “Ding Ding” arriva un messaggino: “ti va di bere un aperitivo assieme? Giusto un aperitivo per ringraziarti per essere venuta oggi”. Non attendevi altro così, dopo aver accordato il posto, ti ritrovi a sorseggiare uno spritz in compagnia del bel ragazzo: un po’ in ansia per la paura di incontrare qualche conoscente e un po’ eccitata dall’idea di essere corteggiata.

I suoi occhi mentre ti guardavano esprimono desiderio, il desiderio di possederti e anche il suo corpo reagiva, tanto che, ad ogni tuo ammiccamento, ad ogni tuo sorriso, ad ogni volta che la tua mano passava tra i capelli, si faceva sempre più palese che quel rigonfiamento che spuntava dai pantaloni era “causa” tua. La tua eccitazione sale proporzionalmente al tuo tasso alcoolemico: ormai sei al terzo spritz e il gioco con il bel ragazzo ti stuzzica sempre più e senti che anche il tuo manda dei segnali.

Con la scusa del bagno ti allontani e chiusa nel segreto della toilette hai la prova della tua reazione: le mutandine erano già bagnate e ti concedi qualche piccola carezza chiudendo gli occhi, pensando al rigonfiamento che ti aspettava lì fuori. Ormai hai deciso, andrai fino in fondo! Uscendo trovi il ragazzo alla cassa che sta pagando per entrambi e tu lo aspetti in disparte. Usciti dal locale arriva la proposta giusta: “vorrei ringraziarti ancora per oggi, avevo pensato di darti un piccolo omaggio ma l’ho scordato.

Ti dispiace fare un salto in ufficio a prenderlo?! Chissà quando ti rivedrò e se non capitasse più l’occasione ……. ”. Perfettamente lucida nel capire cosa sarebbe accaduto di lì a poco, sali nella sua auto e vi dirigete verso il suo ufficio. La tensione è palpabile nell’aria e sfocia in un eccitante silenzio lungo il tragitto. Hai l’ultima occasione per avvisare Roby, avvisarlo che tra qualche minuto ti saresti divertita con un nuovo cazzo, il cazzo di quel ragazzo giovane che aveva saputo corteggiarti a dovere ma appena preso il cellulare in mano la macchina si ferma: siete arrivati.

Entrati in ufficio ti saresti aspettata che lui ti saltasse addosso con passione: invece no, ti gira attorno sfiorandoti, sfiorando il tuo culetto con il dorso della mano come aveva fatto quella volta al supermercato, sfiorandoti i capelli, sfiorandoti le tette. Ti abbraccia da dietro facendoti sentire il suo gran bel cazzo già duro, bello duro, già pronto per scoparti. Ti lasci andare mentre lui comincia a baciarti il collo, dimenando il culetto per strusciarlo contro il suo cazzo.

Afferri la sua mano e la accompagni fin sotto le mutandine per fargli sentire quando ti eccita lui, la situazione e il suo cazzo. All’improvviso però lui si ferma e continuando a sfiorarti dice “Ora però devi pagare pegno, pagare pegno per avermelo fatto diventare così duro oggi, per avermelo fatto diventare duro alla presentazione, all’aperitivo e quella volta al supermercato. L’ho capito dai tuoi messaggi che sei una…………. ”. Sussulti con un sorriso sornione e gli rispondi “cosa sarei?! Una……?”.

Ma lui, fissandoti fisso negli occhi non risponde: preferisce darti un sculacciata un po’ dolorosa per farti capire che dovevate spostarvi nell’altra stanza. Aperta la porta ti accorgi che era una stanza grande senza finestre, completamente buia, ma piena di shitole, scaloni chiusi. Il ragazzo chiude la porta dietro le sue spalle e tu non riesci più a vedere nulla e ti dispiaci: avresti proprio voluto vedergli il cazzo che tanto ti desiderava. Un guizzo nel buio e le sue mani son già a strizzarti per bene le tette.

Ricomincia il massaggio del suo cazzo duro contro il tuo culetto. Ormai non riesci più a resistere, lo vuoi, lo vuoi dappertutto. La sua mano parte dal tuo culetto e sale lungo la schiena fino ad afferrarti i capelli. Ti spinge la testa verso il cazzo e tu non vedevi l’ora di poter mostrare quanta voglia avevi di spompinarlo. Ti inginocchi di fronte a lui e con grande fretta liberi il suo cazzo dai pantaloni e dalle mutande: lo afferri con la mano e avvicini il tuo naso per sentirne l’odore, l’odore del maschio.

Il tempo di un attimo ed è già dentro la tua bocca. Lo succhi avidamente, ti piace sentirlo in bocca soprattutto perché era un gran bel cazzo grosso e duro. La sua mano si appoggia alla tua testa dettandoti il ritmo: lo vuoi, vuoi sentirlo dentro, la tua fichetta bollente è pronta a riceverlo tutto, fino in fondo, anche se potrebbe farti male. Fai per alzarti ma lui ti spinge ancora verso il basso.

Aveva ancora voglia di farselo succhiare da te che stai dimostrando di essere un’eccezionale bocchinara. Il momento però viene rotto da un rumore, un rumore di passi. “toc toc toc toc” i tacchi che battono contro il pavimento si fanno sempre più rumorosi; continui a succhiare lentamente il cazzo del bel ragazzo ma con gli occhi aperti che cercano di vedere, capire, cosa stia accadendo ma intorno a te c’è solo il buio. I passi si fanno sempre più vicini e tu d’instinto, impaurita e palpitante, ti stacchi dal cazzo.

“Cosa fai Troia! Chi ti ha detto di smettere!” sentenziò il ragazzo, afferrandoti la testa e spingendola violentemente verso il suo cazzo. Il rumore di passi si ferma e ormai percepisci la presenza di qualcun altro vicino a te. “Allora era quello il modo in cui vuole farmela pagare”, pensi e mentre succhi senti un altro cazzo duro che comincia strusciarsi sulla tua guancia. “Cazzo che situazione di merda, nessuno sa che sono qui, nemmeno Roby….

e se mi tiro indietro che succede?” e un filo di paura comincia a pervaderti. Intimorita delle conseguenze, afferri l’altro cazzo con la mano e ti giri porgendo anche la bocca: in fondo non era male, forse non era grosso come quello del ragazzo ma era bello duro, forse potevi divertirti per bene. In quel momento la paura svanisce e ti sopraffale l’eccitazione: due bei cazzi duri tutti per te…. perchè non goderseli?! Ma un mano si insinua sulle tue tette, un’altra sul tuo culetto e qualcosa di duro spingeva dietro la tua nuca.

Hai un sussulto, sei impaurita,capisci che la situazione diventa problematica, capisci che oltre al ragazzo e al suo amico c’era qualcun altro: uno o forse altri 2?! Fai per alzarti, hai paura, vuoi andartene ma ormai è troppo tardi: troppe mani ti tengono ferma in ginocchio, ormai non puoi più scappare, non puoi più fermarli. “Dove credi di andare?! Pensi di poterne andare via senza prima averci svuotato le palle a tutti e 4?!”.

Capisci di essere in trappola e ormai non riesci più a contare le mani che esplorano il tuo corpo a fondo: le tutte fantastiche tette, il tuo culetto, fino ad incrociarsi nella tua fichetta calda e bagnata. Ormai sei alla loro mercé e farai tutto ciò che loro vorranno. Ti sballottano da una parte all’altra infilandoti i loro cazzi in bocca: ormai non capisci più nulla, senti solo mani che poco gentilmente di toccano e cazzi duri che ti vengono spinti con violenza fino in fondo.

Due mani ti afferrano i fianchi e ti fanno alzare e di colpo…. eccolo il cazzo che ti penetra con forza: emetti un gemito di piacere misto a dolore. Senti il compiacimento dei ragazzi al tuo gemito “Avevi proprio ragione, le piacciono davvero tanto i cazzi a questa Zoccola” dice uno e riconosci la sua voce: era un collega del ragazzo che c’era alla presentazione. Aveva organizzato tutto, organizzato tutto per scoparti con i suoi colleghi.

Chissà cosa pensavano mentre ti guardavano alla presentazione, mentre tu ignara tra il pubblico giocavi a fare la troietta con il bel ragazzo e loro si eccitavano all’idea che di lì a poco ti avrebbero scopata di gusto. I loro cazzi non ti danno tregua ma sono 4 e tu non riesci a giocarci con tutti contemporaneamente. La tua bocca è sempre piena e passa da un cazzo all’altro. Anche la tua fichetta è sempre occupata: appena si toglie un cazzo è pronto a entrare un altro e tu nel mentre cominci a godere, a godere grazie a quei cazzi duri, nuovi, tutti per te.

E ti piace pure l’idea che siano lì ad abusare del tuo corpo, ad abusare di una troia che non si è tirata indietro di fronte a 4 cazzi da soddisfare. Il ritmo si fa sempre più intenso e loro ti vogliono scopare sempre in maniera diversa. Ti fanno sedere sui loro cazzi che tu prendi fino in fondo e pensi a Roby, vorresti che lui ti vedesse in quel momento impegnata con 4 cazzi duri, che vedesse quanto è affamata di cazzi sua moglie.

Loro vogliono esagerare e mentre sei impegnata a cavalcare uno, due si avvicinano alla tua bocca: vogliono che li prendi entrambi. Il quarto invece punta al tuo culetto: vogliono divertirsi tutti assieme riempiendoti dappertutto. Ma tu no, ti alzi di shitto “Nel culo no, scordatevelo”. Attimo di silenzio in cui non proferisce rumore. La situazione era cambiata. Non erano più loro a comandare ma Alessia era diventata padrona della situazione. Con le sue mani li metti tutti in riga, uno di fianco all’altro: era il momento di farli sborrare tutti e 4 ma sarebbe stata Alessia a decidere come, non loro.

Dopo un primo massaggio al cazzo, al primo è stata concessa una sborrata in fica a pecora. Al secondo, che aveva tentato di infilarglielo nel culetto, un sega con strizzata di palle. I due rimanenti invece voleva farli sborrare assieme. Così fatto sdraiare uno, Alessia ci è montata sopra, mentre spompinava il ragazzo che l’aveva “trascinata” in quella situazione. Lui meritava un bonus: una copiosa sborrata in faccia e sulle tette! “L’ho capito dai tuoi messaggi che sei un’avida succhiacazzi” disse mentre godeva, terminando così la frase troncata mentre ancora era nella prima stanza.

Tutta sporca e grondante ti rechi nell’altra stanza dell’ufficio. Un attimo dopo il bel ragazzo si presenta nudo con dei fazzoletti e il vestito di Alessia, e un sorriso stampato di chi aveva appena ottenuto ciò voleva. Il tempo di una ripulita veloce e via. Dopo una breve passeggiata Alessia raggiunge la sua auto: uno sguardo all’orologio. “Cazzo si è fatto tardi!”. Intrapresa la strada verso casa sente ancora che la sua bocca e il suo corpo hanno ancora addosso l’odore di quei ragazzi.

“Ottimo…. così appena sarò a casa, darò un bacino a Roby e si accorgerà che so di cazzo” pensa…”e poi al mio bel maritino sarà confessato tutto ciò che ho combinato…se lo merita il cornutello…”.

La nevicata

Avevamo sentito le previsione, c’era un ondata di freddo e neve al sud, ma non pensavamo affatto una nevicata cosi abbondante.
Ormai avevamo deciso ed eravamo già partiti per visitare i trulli e le luci che l’abbelliscono in questo periodo Natalizio.
La neve incalzava mostrando un paesaggio surreale, sia io che Antonella siamo rimasti entusiasti nel vedere tutta quella neve e il paesaggio imbiancato. Ma presto ci siamo spaventati perché non si poteva andare oltre, una bufera incredibile ci ha bloccati da rimanere fermi, e soprattutto non avevamo le catene.

Un’ ondata senza precedenti che ha messo gran parte della regione in seria difficoltà, bloccando strade, causando una serie di disagi notevoli. Alcune persone sono state costrette a trascorrere diversi giorni in casa, senza poter uscire, viste le condizioni pazzesche in cui si trovavano le strade.
Infatti la polizia stradale ci aveva consigliato di trovare una location per quella notte. Ci consigliarono, una pensione non molto distante, modesta pensione. Dopo aver fatto i rituali procedimenti di registrazione infreddoliti salimmo su in camera per una doccia calda.

Scendemmo per la cena,
Non eravamo soli ma c’erano altre due coppie che erano state sorprese nella bufera come noi. Facemmo amicizia parlando del più e del meno e della situazione metereologica. Con una delle due fu subito un dialogo confidenziale tanto da invitarci al loro tavolo.
Una bella coppia in forma nonostante non più tanto giovani. Lui 50 anni, con un po’ di
pancetta, molto elegante. Lei 40, due tette enormi e favolose e un fondo schiena da sballo, con fisico molto curato.

Cosa che non era passate inosservate ai presenti.
Incominciai a fantasticare varie porcate sulla bella signora che mi trovavo di fronte.
Dopo incominciamo a bere qualcosa di forte, un bicchierino uno dopo l’altro, un po per il freddo un po’ per la situazione calda che si era creata.
Stando di fronte a Maria, cercai di allungare le gambe sfiorando le sue gambe, cosa che lei percepì e mi guardava negli occhi come per dirmi continua a toccarmi, non ero sicuro e aspettavo un cenno che non arrivò.

Lo sguardo mi invogliava ad osare. Antonella aveva notato che il mio sguardo era rivolto a quello spettacolo e a quei promontori. Fra un bicchierino e l’altro si era fatta mezzanotte, ma ancora svegli e meno lucidi, perché avevamo alzato tutti e quattro il gomito. Quando inaspettatamente Nicola e Maria ci invitano nella loro stanza per giocare a burraco, stanza affianco la nostra. Avevamo passato una serata a dialogare piacevolmente e non ci siamo fatti ripetere l’invito.

Ci siamo avviati, Maria e Nicola ci facevano strada mentre io ero incantato dallo sculettare di Maria, sembrava lo stesse facendo apposta, perché ogni tanto si girava e mi guardava con fare ammiccante.
Il cazzo era diventato duro, visibile il rigonfiamento dei pantaloni. Cosa che non passo inosservato, Antonella arrossi nel vedermi con la patta dei pantaloni gonfi.
Anche lei evidentemente aveva capito cosa poteva accadere in quella stanza, e il suo sguardo appariva visibilmente eccitato pieno di libidine.

Siamo entrati brindando per l’ennesima volta più euforici che mai. La stanza non permetteva molto spazio, così abbiamo deciso di metterci sul letto matrimoniale a giocare a burraco. La tettona, Maria oltre mostrare il suo bel seno, per stare comoda lascia intravedere uno spettacolo invogliante, con le sue belle cosce sode e tornite che mostravano l’autoreggente e parte della coscia nuda, mentre il marito con malizia gli infilava con delicatezza la mano sul reggicalze massaggiandola, scoprendola e scosciandola ancora di più, con saper fare intrigante.

L’aveva scosciata di più, facendo intravedere il mini perizoma e la leggera peluria. Il suo sguardo malizioso e invitante si posò sul mio, da farmelo diventare durissimo. Antonella non era da meno dopo tolto il soprabito mostrava tutta la sue libidinosità, non eravamo più lucidi. Non so come avremmo giocato in quelle condizioni.
Nicola incomincia a dare le carte. Iniziamo a giocare mentre i mie occhi erano sempre puntati al seno e alle cosce di Maria.

Cosa che faceva anche Nicola nei riguardi di Antonella. Il gioco era diventato monotono perché attratti da quel ben di dio di cosce e tette, scosciate varie che ci distraevano dal gioco. Fu allora che Nicola ci propose di lasciar stare il burraco e ci prose un gioco più divertente, ci disse un giochino simpatico. Non sapeva come dirlo, poi con fare deciso e con coraggio, ci ha detto che sarebbe stato bello se ad ogni giro di carte chi avrebbe avuto la carta più bassa doveva togliersi un indumento sfilato e aiutato da uno dei due della coppia.

Ci siamo guardati negli occhi con Antonella e fra desiderio, poca lucidità e quella situazione in un posto con persone che non conoscevamo, ci aveva stuzzicato l’appetito sessuale. Eravamo eccitati. Non c’è lo siamo fatto ripetere due volte, l’idea di vedere mia moglie e Maria spogliati ogni qual volta ricevevano una carta bassa era una cosa che mi eccitava.
Le due signore incominciarono a scosciarsi di più e il pantalone mio e di Nicola erano gonfi, il cazzo duro, cosa gradita alle signore che non toglievano gli occhi dal rigonfiamento evidente, che non vedevano l’ora di tirarlo fuori.

Uno alla volta chi riceveva la carta bassa gli sfilavamo il capo, fino ad arrivare agli ultimi pezzi che metteva a nudo il corpo.
Il primo a levarsi un capo intimo fu Nicola che aveva avuto la carta più bassa, Antonella con fare malizioso e delicato gli sfilo lo sleep, sfiorando con maestria il cazzo duro e turgido, mettendo a nudo un cazzo durissimo e visibilmente enorme. Antonella l’ho guardava con occhi maliziosi, sembrava che volesse farne un boccone, roteando la lingua fra le labbra, pregustando i suoi sapori, mostrando con orgoglio il suo seno prorompente, che era quasi a metà fuori dal reggiseno, con i capezzoli turgidi da dare l’impressione di perforare il reggiseno.

Comunque la seconda fu proprio lei a doversi levare il reggiseno con grande applauso di tutti nel vedere quel meraviglioso seno con i capezzoli enormi, duri tutti da succhiare che stropicciava fra le dita. Nel momento che Nicola gli sfilò e liberò le belle tettone, lei le afferro con le mani mostrandole con orgoglio, giocando con i capezzoli. Quella scena aveva eccitato tutti, lo avevo già il cazzo duro eccitato nel vedere la troia di mia moglie eccitata.

L’ambiente ormai teso, eccitati al massimo. L’eccitazione massima quando mia moglie avendo perso si alzò per levarsi il tanga sfilato da Nicola, un silenzio…poi Maria senza nemmeno dire una parola si è tuffata fra le cosce di Antonella leccandola, facendola ansimare, ruotando la lingua fra le grandi labbra. Vedendola godere e gemere dal piacere simultaneamente sia io che Nicola con prontezza ci siamo avvicinati a quella bocca ansimante con i nostri cazzi duri e turgidi facendogli succhiare avidamente entrambi.

La porcona ciucciava i due cazzi avidamente, mentre Maria affondava la sua lingua penetrandola anche con le dita che si infilavano sia in fica che in culo. Quella scena mi ha eccitato tanto, da lasciare Nicola farsi ciucciare il cazzo da Antonella, mentre io mi sono spostato dietro quel magnifico culo di Maria che mi aveva fatto fantasticare in precedenza. Lei era intenta a leccare con avidità Antonella, appiccicata alla sua fica bagnatissima colante.

Antonella non riusciva ad emettere lamenti di piacere perché il grosso ed enorme cazzo di Nicola la soffocava fino a spingerlo in gola. Ho incominciato un cunnilingus alla fica di Maria, fica e culo, lubrificando il tutto. Poi lei stessa mi ha invogliato a possederla in quella posizione, Ho puntato il cazzo passandolo come un pennello sulle grandi labbra bagnate per poi penetrandolo lentamente facendogli pregustare tutto il cazzo per ogni suo centimetro. Poi con ritmo forsennato sbattendola come una troia.

Eravamo eccitati e lei staccandosi dalla fica di Antonella mi ha detto continua l’opera fammi il culo. Cosa che non mi sono fatto ripetere sentendola gemere di piacere e dolore. Ormai eravamo eccitati al massimo ed ognuno staccandosi si è scopato la moglie dell’altro per poi riunirsi. Le tette di entrambe erano turgide e i capezzoli sembravano dei proiettili che più leccavi più si ingrandivano. Eravamo al limite e noi maschietti stavamo per scoppiare.

Cosi a turno le due signore hanno spompinato insieme per prima il mio cazzone e poi quello del marito bevendo il nostro nettare caldo. Il maltempo e la nevicata inaspettata ci ha fatto vivere una esperienza unica e fatto conoscere una coppia eccezionale che ci siamo ripromessi di rivederci.

I due compari

La famiglia di Giovanni abita nel mio quartiere da sempre, ma io non lo conoscevo perché lui ha trascorso diversi anni in carcere; la nostra amicizia cominciò così: un giorno, mi recai agli uffici comunali di quartiere per avere dei documenti e lo trovai in fila prima di me: trent’anni circa, moro, viso maschile e talmente bello da poter suscitare invidia da parte di qualsiasi attore famoso.
L’impiegato comunale gli chiese di pagare un importo totale di undici euro: Giovanni prese il portafogli e si guardò alle spalle, come se volesse sincerarsi che non ci fosse qualcuno in grado di riconoscerlo, considerato provasse un forte imbarazzo; s’era accorto di avere in tasca solo dieci euro e pregava l’impiegato di dargli ugualmente i documenti, dato che gli servivano assolutamente per quel giorno per presentare la propria domanda di partecipazione ad un concorso riservato agli ex detenuti.

L’impiegato rispose che non poteva, e nemmeno potesse pagare la differenza di tasca propria, semmai, gli propose di lasciare alcuni documenti lì e tornare a prenderli l’indomani; pur mortificato, Giovanni lo pregò ancora: “Faccia finta di fare una elemosina ad un povero disgraziato, ne ho bisogno oggi e le porterò domani l’euro che ora non ho”.

Ne richiamai allora l’attenzione e gli passai una banconota da cinque euro, dicendogli sottovoce: “Compà, ritirati i documenti” lui non se lo fece ripetere, ma mi guardò in un modo particolare che, credetemi, non saprei descrivere meglio.

Quello sguardo, mentre accettava la mia banconota, esprimeva, forse, il desiderio di abbracciarmi o baciarmi; l’impiegato gli consegnò i documenti, lui prese il resto di quattro euro, mi fece spazio in fila, ma fermandosi ed aspettando che finissi a mia volta. Naturalmente, avrebbe voluto restituirmi un euro, tuttavia, gli dissi: “Compà, tieni pure gli altri, possono servirti per prendere un caffè”. “No”, mi rispose, “sei stato tanto gentile e mi hai salvato da una situazione anomala”: gli chiesi allora di attendermi, il tempo di ritirare i miei documenti e saremmo andati insieme a prendere un caffè, che lui mi avrebbe offerto!
Mi disse: “Ok, compà, ti aspetto” ritirai dunque i miei documenti e, mentre ci dirigevamo verso il bar più vicino, lui mi raccontò perché dovesse assolutamente ritirai i suoi.

Quella stessa mattina aveva saputo di un concorso e che quello fosse l’ultimo giorno utile per presentare la propria candidatura: se lo avesse saputo prima, non avrebbe certamente atteso l’ultimo momento per richiederli; aggiunse che quel concorso fosse riservato ad ex detenuti ed avesse buone probabilità di esservi ammesso, oltre al fatto fosse uscito di prigione da appena quattro giorni.

Mi disse: “Compà, se ti vergogni a farti vedere con me al bar, ci possiamo separare subito”, ma lo rassicurai: “Ma ti pare? Mica lo porti scritto in faccia ed anche se fosse, non devo rendere conto a nessuno, dunque, non dirlo mai più!”.

Arrivammo al bar e prendemmo un caffè che mi premurai di pagare anticipatamente: lui ci rimase male; quando uscimmo, ci incamminammo verso la mia auto, parcheggiata nei paraggi, ed ancora mi chiese come potesse fare per restituirmi i cinque euro, ma io risposi non gli avessi prestato denaro, forse ricordava male!?! Continuava a chiedermi se abitassi in zona, se potesse lasciarmi i cinque euro da qualche parte… sembrava che non volesse rinunciarvi, dunque, per cambiare discorso e toglierlo dall’imbarazzo, gli chiesi anch’io dove abitasse.

Rispose abitassimo nella stessa via, a soli due numeri civici di distanza: pensai che stesse prendendomi in giro e… beh, gli dissi: “Verrò a trovarti ed allora sarai tu ad offrirmi il caffè”!

Ci salutammo, montai in auto ed andai via; dirigendomi nuovamente verso l’auto, dopo pranzo, lo vidi lì vicino: “Vedi compà che non ti ho detto una minchiata, che abito davvero qui?”.
“Compà, un cci scassari a minchia, ca iu abitu cca da dieci anni e un tta vistu mai” lui sorrise, dicendomi: “Minchia compà, semo vicini, sulu un vicinu mi putieva aiuari stamattina, ma tu hai un sesto senso eccezionale!” (spero che le frasi in dialetto fossero riportate correttamente nel testo originale, non sono siciiano!).

Gli chiesi di dimenticare la storia dei cinque euro, anzi, se m’avesse fatto compagnia, avremmo potuto nuovamente prendere un caffè al bar di fronte le nostre case: accettò, ma mi ricordò ancora che la sua presenza avrebbe potuto procurarmi qualche problema.
Lo rassicurai. “Compà, sei un grande e se ti fa piacere, vorrei essere tuo compare per davvero” certamente, gli dissi, forse anche quel fratello maggiore che non ho mai avuto! Nel sentirmi parlare così, mi guardò ancora in quel modo strano… un misto di compiacimento, gioia e, forse, imbarazzo; bevemmo il caffè e non mancai di notare lo sguardo di alcuni miei conoscenti e vicini nel vedermi con lui: certamente si chiedevano come mai ci conoscessimo, ma il pensiero che si rodessero il cervello mi faceva divertire!

Uscendo, chiesi a Giovanni se avesse consegnato i documenti al presidente di cooperativa come mi aveva detto che avrebbe fatto e lui me lo confermò, aggiungendo che aspettava l’indomani per sapere se i responsabili avrebbero accettato la sua candidatura e che me l’avrebbe fatto sapere; se la cosa fosse andata in porto, il merito sarebbe stato anche mio, che gli avevo dato la possibilità di ritirare tutti i documenti, anzi, mi avrebbe portato a cena fuori appena preso il primo stipendio!
Nel pomeriggio, durante il lavoro, continuai a pensare a quanto fosse tenero, malgrado avesse la faccia di chi, dalle nostre parti, chiamano “da malacarne”, cioè, da duro; mi sarebbe piaciuto che nascesse una bella amicizia, non m’interessava del suo passato e si vedeva avesse voglia di rimettersi sulla buona strada!

L’indomani mattina, tornai al bar per comprarmi le sigarette: non mi accorsi che Giovanni stesse rincorrendomi per pagarmi il caffè; stavolta, infatti, fece in tempo a fare cenno al cassiere di non farmelo assolutamente pagare.

Mi si avvicinò dicendomi: “Compà, ti posso dare un bacio?”. Restai di sasso, non ne capii la ragione, così, davanti ad altre persone che avevano ascoltato la sua richiesta, chiesi: “E perché merito un bacio?”. Lui rispose: “Perché, grazie a te, ieri ho avuto l’ammissione a quel posto ed inizio a lavorare domani stesso; si avvicinò, mi abbracciò e mi diede un bacio sulla guancia; devo ammettere di essermi emozionato, ma per nulla vergognato!
Alcune persone avevano sentito e seguito la scena… mi lasciai baciare, ringraziandolo del fatto fosse fiero di me, ma precisando non dovesse pensare che avessi fatto qualcosa di straordinario; forse, era destino che andasse così, ma lui mi rispose: “Giusto, compà, era nel mio destino incontrare te e, se permetti, non ti faccio scappare!”.

Scoppiai a ridere, gli misi la mano sulla spalla in maniera amichevole ed uscimmo dal bar: ci trattenemmo a parlare e chiese se quella sera poteva avere il piacere di uscire con me a bere un drink in centro, precisando lui non avesse l’auto, altrimenti, rimanendocene in zona. Gli dissi che sicuramente saremmo andati in centro con la mia, così, mi lasciò il suo numero di telefono ed io il mio e restammo d’accordo di vederci dopo cena davanti casa.

Alle 21. 00 circa, lui era già sotto casa ad aspettarmi; andammo a Mondello a berci un cocktail: lui sembrava sbalordito e mi descriveva ciò che stava provando nel rivedere i posti da cui era stato lontano per anni… il mare, i pub, la gente che passeggiava; mi raccontò un po’ della sua vita, perché era andato in galera e quanto vi fosse rimasto.
La nostra amicizia divenne da quella stessa sera ferrea e, giorno dopo giorno, continuammo a frequentarci uscendo la sera: prendemmo a tal punto confidenza da confidarci anche le cose più intime senza problemi.

Una sera, Giovanni mi chiese di fare un salto sul Monte Pellegrino per ringraziare la santa protettrice della città, anche se la chiesa doveva esser chiusa; andammo, ma, al ritorno, mi pregò di fermarmi con la macchina per poter andare dietro un cespuglio a pisciare, poiché non poteva più trattenersi. Ne approfittai anch’io e, malgrado la penombra, notai avesse una bella minchia, pur essendo moscia; ci guardammo a vicenda per un attimo i cazzi, ma, facendo finta di nulla, richiudemmo le patte… Giovanni mi bloccò poi, dicendomi: “Compà, fammi accendere, che ho lasciato l’accendino in macchina”.

Notai stesse avvicinandosi, ma non per accendere la sigaretta: mi abbracciò, mi strinse a sé piangendo; restammo abbracciati, gli accarezzai la testa domandandogli il motivo di quelle lacrime, cosa sentisse e lui mi confessò subito provasse per me una forte attrazione fisica, ma non avesse fino ad allora trovato il coraggio di farmi capire qualcosa… gli ero piombato dal cielo quella mattina e, da allora, sentiva un affetto particolare, che nulla aveva a che vedere col sesso: gli sarebbe piaciuto rimanere abbracciati per un po’!
Gli dissi: “Compà, anche tu mi sei piovuto dal cielo, ma non avevo neanch’io il coraggio di fartelo capire: come vedi, non tutti i mali vengono per nuocere!”.

Non mi diede tempo di finire la frase, mi baciò in bocca penetrandomi con la sua lingua in un bacio appassionato… come due amanti che non si vedano da anni, ci strofinammo un po’ e sentimmo i nostri cazzi duri al contatto reciproco e sembrava che nessuno dei due volesse divincolarsi da quell’abbraccio!

Gli proposi, considerato fosse Sabato e l’indomani non dovessimo lavorare, di passare la notte in una camera di albergo e sciogliere i nostri desideri totalmente: accettò subito, entrambi telefonammo a casa inventando una scusa per giustificare la lunga assenza, ed andammo in hotel a Mondello: prendemmo una camera, facemmo una doccia e ci buttammo nudi sul letto… il resto lo potete immaginare!

Nota: ho eliminato dal testo originario del racconto quelle ripetizioni e quei dettagli insignificanti che lo rendessero più lungo, ma anche meno piacevole da leggere; apprezzandone la tenerezza, ho avuto piacere di condividerlo con gli altri membri della community e resto disponibile a citare l’autore qualora qualcuno dovesse riconoscervisi.

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