Archivi tag: parlando

Quasi amici

Racconto (in parte) immaginario

Quando tornai a casa, dopo l’incontro con il bidello, ero naturalmente spaesato, il mio stato d’animo era agitato, quasi sconvolto. Cosa avevo fatto??? Anni di educazione moralista mi facevano sentire in colpa a tal punto che nelle ore successive la frase che continuavo a ripetermi era; “Hai voluto provare un’esperienza nuova, l’hai fatto, ti sei tolto questo dubbio, ora basta non farlo più. ”

Nel frattempo erano passati giorni, forse una settimana ed ogni tanto il bidello dava segni della sua presenza con un sms, o una chiacchierata veloce nei corridoi.

Chiaramente cercava un approccio, cercava di capire il perché di tanta mia diffidenza. Io nel frattempo inventavo scuse: impegni familiari, i compiti, influenza, ma avevo vergogna a dirgli la verità, a confessargli che non me la sentivo di incontrarlo ancora. Da quella fatidica mattina tante cose erano cambiate in me, soprattutto vedevo le cose con altri occhi, sotto un’altra prospettiva, percependo cose che prima non avrei mai notato. Passai quindi attraverso diversi stati emotivi prima di tornare ad avere un discreto equilibrio, e catapultato in quella nuova dimensione dopo quella volta a casa sua …il gioco mi sfuggi un po’ di mano e cominciammo gradualmente ad incontrarci almeno una volta alla settimana, diventando ufficialmente la sua femminuccia personale!

Purtroppo nella mia scuola quello che facevo con il bidello aveva fatto il giro dell’istituto.

Alcuni bulli vociferavano che io ci stavo con tutti, altri che ero una troia, un ricchione, frocio di merda, ecc.. Ammetto che non è stato facilissimo all’inizio, anche perché tra una lezione e l’altra ero così preso dal dover fare pompini e prenderlo nel culo dal bidello che pure la mia pagella era quasi un disastro! (Continuando così non sarei arrivato al secondo anno.

)
Durante la ricreazione, cercavo sempre di rimanere lontano da Zio Franco, per evitare di alimentare i soliti sospetti su di me… ma cosi facendo Iniziai ad avvicinarmi “involontariamente” ad altri bidelli… Notando anche in loro certi atteggiamenti sempre più ambigui.
“Ormai lo capito da come mi guardano! Come provano il contatto!..” In apparenza sembravano persone tranquille, molto rispettose che salutano sempre gentilmente, però se mi vedevano da solo, lontano dai professori o qualche stupido compagno di classe, cercano in ogni modo il modo di toccarmi, e alcune volte venivano a sbattermi addosso di proposito! Facendomi sentire quei pacchi perennemente in tiro!!!!

Oltre gli sguardi a me rivolti, nel giro di pochissimo tempo, aggiungevano sempre qualche commento volgare! Hanno iniziato con: “Ciao belli capelli! Che belle gambe ” poi… “culo da favola, bocca da pompini, quanto prendi? Ecc..!” Arrivando quindi alla facile conclusione che Zio Franco aveva raccontato tutto ai suoi colleghi… E come una vera (ma ingenua) puttanella, per la prima volta venni anche rimproverata per il mio modo di camminare! “Sempre a sculettare in mezzo ai bidelli! Ma non ti vergogni ?” Mi disse l’anziana Prof di Matematica.

“Non c’è niente da capire! Non lo devi fare più, altrimenti ti gireranno intorno per tutta la vita! Capito?” Dal Io non capivo, limitandomi a dire che non ci vedevo nulla di male.

E’ il mio modo di camminare! Dal mio ingenuo punto di vista, non ancheggiavo! …cioè non lo facevo proprio apposta….

Poi fu la volta del vecchio prof. di Inglese: con la sua espressione arcigna mi fece un sacco di domande sulla mia famiglia, sulle mie abitudini extrascolastiche, su come mi vestivo quando non andavo a scuola, ecc. Facendomi capire che la sessualità fosse un argomento troppo importante, e naturalmente questo all’inizio un po’ mi spaventava. (Anche lui mi guardava sempre in modo strano, ma questa è un’altra storia…)

Ritornando a scuola; (un anonimo lunedì di inizio marzo).

Giornata calda e stranamente afosa rispetto alle giornate tipiche di quel periodo. Volevo essere in qualunque altro posto rispetto all’aula piccola in cui mi trovavo, con i muri scrostati e sbiaditi dal tempo. Si scoppiava dal caldo! Ora di matematica! Dio che noia! Sempre le stesse identiche cose, sempre le stesse lagne e prediche della vecchia professoressa che cerca di far capire ad un branco di idioti che: 1 + 1 fa 2 ..? Io invece, com’è mia abitudine, utilizzo questa inutile ora per andare in bagno, dove in genere ho la possibilità di staccare la spina e sgranchirmi un po’ le gambe…Alzai la mano, cercando di avere il mio visino più sofferente possibile, e chiedo alla Prof di poter andare al bagno…Lei! Se pur capendo la sceneggiata, da il via libera per il mio quarto d’ora di libertà! Ripetendomi:“Ragazzino, mi raccomando non stare troppo fuori! Come tuo solito però!”

Mentre sono li a fumarmi la sigaretta dopo nemmeno 5 minuti sentì bussare; Toc, Toc ..e aprì la porta… Pensavo si trattasse di un mio compagno di classe, (anche lui sfuggito a quelle ore di noia mortale).

Ma riconobbi subito quelle mani enormi e callose sulle mie spalle, che mi spinsero indietro con forza… facendomi quasi sedere sulla tazza del cesso!! Tra le novità di quel periodo, c’era la così detta “sveltina” nei bagni di scuola, con zio Franco… “Mah… Cosi si entra ?? Che vuole, ma è impazzito? Se ci vede qualcuno? Se ci sente qualcuno ?? ” Parlando sempre con un filo di voce! Guardandomi con disprezzo rispose; “Tranquillo non esagerare! Ormai lo sanno tutti che sei ricchione!!!” (Gli voglio bene! Però è fatto cosi.

Certe volte dall’eccitazione non sa nemmeno lui quello che dice. ) In quei momenti deliranti… In primis a scuola, avevo solo paura di essere vista dai tanti e anche troppi, ragazzi omofobi che giravano nell’istituto.

(La mia classe ne era piena)

Finita la sigaretta mi feci coraggio! Aprii la bocca e iniziai a ciucciare quel cazzone enorme, in modo veloce. Avevo voluto la bicicletta e ora dovevo pedalare. Certo, il fatto era che la bicicletta in questione era un grosso cazzo da soddisfare in cambio di una misera paghetta, (che non avrebbe mai colmato il vuoto che avevo dentro).

Dopo neanche 2 minuti di gioco, con quella mazza, (sperando invano che sborrasse subito), prendendomi per i capelli mi spinge violentemente faccia al muro! Cominciando a incularmi freneticamente senza pietà, quasi come un a****le! Ormai lo conosco, lo lascio fare. Sperando che finisca il prima possibile. Il mio buchino con un po’ di saliva cominciava ad accoglierlo molto bene, nonostante le grosse dimensioni. Ma all’inizio faceva sempre tanto male… e Lui a dire il vero se ne sempre fregato altamente del mio dolore iniziale, ma in quelle situazioni non lo biasimo troppo.

In bagno, e penso anche nel corridoio… si iniziava a sentire solo i miei gemiti sempre più acuti e il rumore del suo grosso corpo che picchia contro il mio culetto. Ma quella volta! Non contento dei miei mugolii, che assecondavano quelle spinte esagerate, pronta per accogliere la sua sborra ovunque e comunque, mi tolse completamente i pantaloni, e mi annuncia! “Aspetta Bimba, vediamo chi c’è fuori. ”

Chiusa in quel cesso, aspettando che ritornasse al più presto, guardavo tutte quelle scritte oscene sui muri del bagno, e ogni volta che ci entravo per fumare, la voglia di cazzo mi assale, suscitandomi desideri e pensieri indicibili…

Persa tra quelle scritte volgari e ignoranti, un po’ di piscio qua e là, e qualche mozzicone di sigarette dopo qualche minuto, vidi spalancare la porta, all’improvviso! Trovando dall’altra parte; Zio Franco con il resto dei Bidelli!!!
“Stai tranquilla, e fai la brava! Amici sono!!” La mia mente era confusa, in totale imbarazzo! Tranquilla? Amici? Fai la brava? Cosa voleva dire? E cosa volevano fare?
Ammetto che con Tony non mi sarebbe dispiaciuto, ma… Uno che non mi piaceva e mai pensavo ci sarei andata era Stefano, (anche lui bidello, addetto al terzo piano).

Il classico tamarro all’antica di circa 40 anni. Pieno di tatuaggi, anelli, e collane d’oro al collo!!
Inizialmente cercavo di sdrammatizzare presentandomi a loro con un tono di voce da femminuccia. E Tony (il bidello più vecchio del gruppo) con disprezzo spiegava ai colleghi.. “con molto sarcasmo” che faccio la troia solo perché non voglio faticare! “Ma tranquilla qualche giro ce lo facciamo lo stesso!” …rivolgendosi a me!
Che dovevo fa’? Bè…di fronte a quelle parole, non so cosa mi è successo realmente… Ricordo solo che Stefano si piazzò per primo dietro di me cominciando a incularmi lentamente fino a mettermelo tutto nel culo.

(Fortuna che ero già dilatata). Ma nonostante ero in paranoia perché dovevo rientrare in classe, cominciavo a godere, quasi come una pazza…
Devo premettere che pur essendo passivissimo per me la penetrazione anale è sempre dolorosa, soprattutto all’inizio, la causa è dovuta al fatto che il mio ano è stretto e si adatta molto lentamente a chi mi penetra e quella volta, più del solito l’inculata è stata Dolorosissima!!!

Cercai di divincolarmi per riprendermi un attimo, ma la giostra sembrava non si fermasse mai, e quando persero interesse verso il mio culo sfondato, (dopo un intenso quarto dora), si misero in piedi intorno a me, iniziando a sborrarmi in faccia… Tutti Insieme …In modo quasi sincronizzato.

NON avevo Mai provato una cosa così… ho pure due conati come di vomito, per il forte e acido odore di sperma che ho sul viso, nei capelli, ed anche i vestiti!… “E adesso…? Che figura ci faccio in classe?” Ho tutti i capelli fradici di Sborra! Cazzo! E dovevo pure correre immediatamente in classe! (A prescindere dalla sborra che avevo in testa, era passata un abbondante mezzora!!)

In fretta e furia.. iniziai con dei fazzolettini imbevuti, a pulirmi il viso, incazzata per il tempo che mi stava facendo perdere, e malgrado il mio nervosismo, Stefano con un tono malizioso se ne uscì sfottendomi pure; “Puttana, avevamo paura che restavi incinta” La risposta mi offese e mi fece incazzare, anche perché ridevano tutti, e con il mio buchetto che ancora mi bruciava e pulsava, gli dissi che avrebbero potuto venirmi in bocca o nel culo, in mille modi!! Ma non c’era certo bisogno di imbrattarmi i capelli in quel modo.

Quello che hanno fatto, vista la loro età, non me l’aspettavo proprio, e non aveva senso. Comunque ormai quello che era fatto era fatto e non c’era molto da aggiungere..
Dopo quell’orgia ero consapevole di aver firmato con i bidelli l’ennesima condanna per quei 5 anni. Il mio destino da liceale non era più solo quello di studiare, e vedermi ogni tanto con Zio Franco! Ma diventare la puttana della sua comitiva.

(I Bidelli)…

Raku-yaki! – parte 2

“Il match di 3 anni fa a Rimini con quell’agente della Polizia Penitenziaria, deve aver lasciato il segno. Ma sei completamente uscito di senno per fare una cosa del genere?!”
Una lezione che non imparavo mai era che non dovevo mai raccontare a Massimo questo genere di cose.
Il mio amico Massimo era un uomo all’antica per i suoi detrattori; per gli altri, era semplicemente un uomo come non ce ne sono più.

Ormeggiato all’idea di maschio cavaliere senza macchia, fiocinava a punta di biasimo la mia indisciplinata voglia di sesso e goliardia.
“Non credere che certe cazzate incantino le donne: probabilmente penserà che sei il solito macho scemo con la sindrome del pugile suonato. Non facevi prima a parlarci un po’ e a chiederle se era disponibile per un caffè? Hai dimenticato la maturità mentale sul traghetto?”
Il rispetto che avevo per Massimo, persona pragmatica ed istruita, mi fece piegare le gambe: nonostante io serbassi la spregiudicatezza tipica dell’adolescenza, avevo un certo rispetto per la sua vita di padre e marito devoto.

Mio padre se ne andò di casa quando ero bambino, lasciando a mia madre l’ostico compito di crescermi e di escogitare una buona scusa per giustificare il fatto che “papi” se ne evase dal suo ruolo perché incapace di sopportare la torchiatura d’avere una famiglia.
In Massimo vedevo il padre che non ho mai avuto e il suo rimproverarmi infantilismo mi faceva male. Malauguratamente non sapeva che anche Laura, la mia ex, mi lasciò per lo stesso motivo.

Laura era come uno di quegli avversari che nonostante ti sforzi di frantumare a pugni e calci contraendo ogni fibra muscolare che possiedi, non accennano cedimento e ti vengono sempre sotto. La sua loquela era l’arma più arrotata che possedeva, presumibilmente complice il suo essere avvocata. Dialetticamente crudele e sarcasticamente pericolosissima, trovava sempre legittime argomentazioni per disfare le mie difese e conseguentemente, maciullare il mio ego.
Sessualmente parlando come per alcune persone autoritarie, gradiva che la prendessi con forza e che la dominassi.

Non era abituata ad essere contraddetta o subordinata a qualcuno nella sua vita, per cui probabilmente ricercava in quello una sorta di equilibrio.
Amava che le congiungessi i seni con forza, che durante una pecorina le schiaffeggiassi le natiche sino a segnarla; amava che la penetrassi intensamente stringendole una mano sulla gola e che pian piano, le facessi scivolare tutte le dita in bocca fino a provocarle qualche conato.
Fu l’unica donna con cui ebbi una relazione a gradire il sesso anale, facendosi mettere anche in posizioni malagevoli e contorsive in cui la penetrazione era molto profonda e ai limiti del dolore.

Potevo penetrarla anche per lunghi periodi di tempo e sembrava volerne sempre di più. Pareva aver capito che spesso a qualche ora dall’allenamento, i miei livelli ormonali fossero particolarmente bendisposti ad una scopata irruenta; ben consapevole che tailleur e tacchi alti mi rendevano particolarmente libidinoso, mi aspettava a casa con lo stesso vestito indossato al lavoro.
Talvolta trattenere gli orgasmi con lei era piuttosto difficile: aveva una certa telepatia sessuale che creava un’ intesa tra di noi rasentante la perfezione.

Sono fermamente convinto che conoscesse il mio corpo meglio di come lo conosco io.
Mi chiedo se quella e s c o rt che invitò a testimoniare per un caso di giovani squillo, non le avesse insegnato qualcosa, perché oggi a ripensare al suo mascara colato e al suo viso imbrattato di orgasmo dopo essersi ingoiata il mio cazzo fino alla base , torno eccitato; peccato che la nostalgia del suo stringermi stretto alla fine delle asperità, innamorato di una creatura risoluta quanto dolce, disperdeva tutto rendendo la malinconia particolarmente mordace.

Terminato di parlare con Massimo, mi organizzai per una capatina in spiaggia tanto per distendere i nervi, quando nel raggiungere l’auto vengo sorpreso da un “buongiorno!” e da un sorriso inaspettato. La bella ceramista mi incrocia per la strada ed io, tachicardico e arrossito, le faccio un cenno con la testa sorridendo d’imbarazzo.
Con indosso un vestitino estivo a fiori a fasciare un seno generosissimo, sandali infradito neri con anellini e cavigliera ad abbellirle dei piedi magnifici, mi irradia con un insperato sorriso luminoso che avrebbe sciolto un ghiacciaio.

“Allora, quando viene a trovarmi in negozio?” chiede, lasciandomi spiazzato; penso che a meno che non abbia modellato e cotto qualcosa con cui percuotermi, poteva rivelarsi una buona occasione per conoscerla meglio.
“Le va bene verso le cinque?”
“Facciamo verso orario di chiusura che se lo gradisce le mostro anche il laboratorio a patto che mi dia del tu. Sara!” dice porgendomi la mano.
“Sandro” rispondo io.
“Quindi, a stasera?”
Annuisco deglutendo con forza saliva al pensiero che la cosa potesse avere audaci sviluppi.

(continua).

Schiava trav per sempre

Ore 9. 00
L’appuntamento è stato concordato alle 9. 15 ma tant’era l’ansia e la
paura che non sono riuscita di restarmene a casa in attesa. Mi
presento: mi chiamo Gabriele ( si avete letto bene sono un maschio o
almeno lo sono all’anagrafe poiché da come leggerete dalla mia storia
le cose stanno cambiando velocemente al riguardo) lavoro coltivo
amicizie ho una famiglia e mille interessi come milioni di persone ma
allo stesso tempo ho un lato molto nascosto della mia personalità….

un
lato che la mia Mistress ha saputo scoprire alla prima occhiata e ha
saputo volgere a suo favore. E’ Lei che mi ha ordinato di raccontare
la mia storia è Lei che mi impone di rivolgere a me stessa come una
femmina ed è Lei che mi ha battezzata con un nuovo nome Gabriella
Fede!
Mi trovo nel bel mezzo del piazzale vestita elegantemente ,nessuno
sospetterebbe che sotto il mio abito di lino potessi indossare un
completo intimo femminile degno di un’e****t di lusso e che ben
piantato dentro me prendesse posto un buttplug gonfiabile con tanto di
pompetta.

Eccola…sta arrivando …. ma non è sola !!!! Con lei ci sono due uomini
piuttosto piccoli e tarchiati vestiti in una tuta blu da operai e
scarpe anti-infortunistiche ,ma cosa diavolo ci fanno ora al nostro
appuntamento?
“Ok ragazzi ci vediamo alla villa poi,mi raccomando la puntualità ! “
disse la mia Padrona mentre si accommiatava dai sue uomini. Meno
male…temevo volesse coinvolgere dei maschi nei nostri giochi! Confesso
che ne avevo il terrore.

“ Che fai puttana non saluti la tua Padrona? Ti devo proprio punire!
Abbassati i pantaloni e fammi vedere come sei carina!”
“Ma Mistress siamo in mezzo alla strada” piagniucolai
“Deve fregarmene? Ora ti abbassi i calzoni mi fai vedere e velocemente
te li tiri su ok troia? “
Eseguii velocemente ma non credo tanto da non poter esser vista da un
gruppo di ragazzini a pochi passi da noi. Sotto indossavo un
reggicalze viola con pizzo nero un perizoma e le calze a rete nere e
ovviamente un reggiseno.

Vidi la mia Padrona confabulare con i ragazzini e sogghignare con loro
guardando verso di me…il cuore si bloccò….
“Vieni cagna andiamo alla macchina! I ragazzi qui vengono con
noi,dovrai fare una cosuccia con loro ,niente di che …un bel pompino
con ingoio a testa e loro per ripagarmi ti riprenderanno con il loro
cellulare e del video potranno farne ciò che vogliono…ovviamente ho
dato il tuo numero di cellulare così te ne mandono una copia ,le
riprese ovviamente devono essere sexy,loro tutti nudi e tu in
lingerie!!!!!! Ahahahahahahah….

dai entra e spogliati puttanona!”
Obbedii in tutto e per tutto ,presi in bocca i loro cazzi sorridetti
nelle riprese e mostrai la mia bocca aperta mentre mi riempivano di
sborra e nell’atto di deglutire il loro sperma denso. Tutto il
materiale era in loro possesso e avrebbero potuto farne ciò che
volevano…..ma in quel momento non me ne importava nulla. ,. ero in
estasi e il sapore del loro seme mi inebriava
Rimasi nell’auto mentre la mia Padrona salutava i ragazzi ,non mi ero
ancora rivestita perchè la mia Signora non mi aveva ancora restituito
i miei abiti,quando rientrò in macchina non disse una parola
…silenzio assoluto mise in moto e si avviò verso la villa….

una
volta arrivate mi fece scendere mi fece indossare un collare ed un
guinzaglio e mi obbligò a seguirla in quello stato: mezza nuda ad
eccezione della biancheria senza scarpe e a 4 zampe come una
cagna…. la sua cagna!
Una volta entrate mi prese per i capelli si sollevò la gonna e mi
ficcò la sua fica in bocca strofinandomela sul viso,sapeva un pò di
odore di urina ma non me ne curai…la adoravo e aspettai solo che mi
desse l’ordine di soddisfarla…avrei fatto di tutto per lei!
“Assaporala bene annusala bene e falla godere….

questa è l’ultima
volta nella tua vita che sentirai l’odore e il gusto della figa!”
La osservai impietrita …. non riuscivo a comprendere se fosse solo
una minaccia o se invece stesse parlando sul serio. Come avrebbe
potuto impedirmi di avere rapporti con il sesso femminile? Ok ero
vestita come una troia stavo sottomettendomi a lei come una schiava ma
da questo a non essere più uomo per il resto della mia esistenza mi
sembrava un pò troppo….

Mentre pensavo a ciò leccavo annusavo e assorbivo i suoi umori e il
suo sapore,venne nella mia faccia e nella mia bocca un’incalcolabile
numero di volte finchè stanca mi spinse a terra allargò le gambe e con
un ghigno iniziò a pisciarmi addosso prima sul corpo e poi in
faccia…. mi stava trattando come un cesso!
“Lava il pavimento schifosa e vatti a fare una doccia che puzzi…. poi
depilati completamente il corpo e le sopracciglia e vattene a letto,”
Feci come ordinato ero liscia come una bimba e le sopracciglia sparite
….

stanchissima andai in camera e sopra il letto trovai un babydoll
rosso trasparente una gabbia rosa anch’essa per il pene con la
chiavetta e un foglio d’istruzioni: ” Indossa ciò che ti ho lasciato
sul letto ,per quanto riguarda la chiave del tuo nuovo giocattolo la
devi infilare sotto la porta di camera mia,d’ora in poi io sono quella
che avrà controllo completo del tuo inutile cosino! Buonanotte a
domani gabriella schiava mia cerca di riposare a fondo domani inizia
la tua formazione e la tua trasformazione”.

Io e la mia (ex) prof

La storia che sto per raccontarvi risale a circa 2 anni fa quando avevo appena 18 anni e stavo frequentando l’ultimo anno di superiori con annesso “esame di maturità”.
Con la maturità andò abbastanza bene ma ciò che conta è che iniziai una relazione con una “matura”, trattasi della mia professoressa di economia. Lei 51 anni, una donna in carne, capelli scuri lunghi e un abbondante seno sulla quale una volta mi ero sparato una sega.

Negli ultimi mesi scolastici, il mio andamento non era buono, soprattutto nella sua materia e così mi propose di andare a ripassare di pomeriggio a casa sua (eh no, quel pomeriggio non successe un bel nulla) così seppur inizialmente esitante decisi di andarci senza alcun secondo interesse.

Arrivato a casa sua mi ospita e aveva preparato dei biscotti, così iniziò a farmi da ripetizione dopodichè scambiammo due chiacchiere e mi raccontò della sua passione per il ballo.

Si fece e tardi e vedendo che non tornavano nè il marito nè i figli gli chiesi se facessero sempre così tardi e scoprii che in realtà era divorziata e il figlio viveva con il padre.

Nei giorni successivi continuai ad andare a prendere ripetizioni e man mano si ampliavano le conoscenze reciproche dell’uno e dell’altra. Quella prof che tanto mi sembrava antipatica e rigida in classe si stava rivelando una signora gentilissima, socievole e divertente.

Si avvicinava sempre più l’esame e passavo sempre più ore a ripetere.

In quella casa notai una cosa però, la signora seppur benestante con una casa veramente spaziosa con annesso giardino e piscina all’esterno era sola. Una casa enorme per una signora sola. Così parlando del più e del meno mi disse che sarebbe voluta andare a prendersi un caffè sopra Posillipo io per scherzo dissi: “anch’io” e mi chiese se mi sarebbe fatto piacere farla compagnia.

Infatti il pomeriggio seguente non facemmo ripetizione e andammo a prenderci un caffè lì, la situazione ci metteva entrambi a disagio ma passammo un bel pomeriggio. I giorni successivi proseguimmo le ripetizioni e lei volle “sdebitarsi” il caffè a tutti i costri offrendomi un pranzo al nominato ristorante “La reginella”. Pranzammo e lei mi chiese se dopo l’esame non sarei scomparso perchè si era affezionata tantissimo a me.

In realtà io volevo attendere fino all’esame e poi vaporizzarmi ma la svolta avvenne proprio durante quella settimana.

Fino ad allora l’avevo sempre trovata composta con abiti che nascondevano completamente le forme ma a 4 giorni dall’esame con un caldo torrido mi ospitò con una canottiera molto scollata e pantaloncini scusandosi che era in quelle condizioni per il caldo ma io scherzando dissi magari facciamo anche un bagno in piscina. Lei era molto timida e “signora” e aveva vergogna a farsi vedere in costume ma dopo tanto insistenza accettò mentre io avrei dovuto farmi il bagno in slip.

Ma non avevo considerato che vedendola in costume mi sarebbe venuta un’erezione esagerata quasi volevo scappare ma lei diceva: “dai ora ti vergogni tu? hai gli slip non preoccuparti vieni in acqua” ma appena tolsi pantaloncino si vedeva in modo netto il cazzo gonfio sopratutto quando entrai in acqua lo slip divenne quasi trasparente ed era come se fossi col cazzo di fuori. Lei si fece rossa rossa ma molto imbarazzata fece finta di nulla dopodichè nel giro di 10 minuti si andò a rivestire e mi portò uno slip pulito che gli era rimasto del figlio.

Quando tornai a casa iniziai a segarmi su quelle tettone e iniziò a diventare il mio chiodo fisso. Il giorno seguente ritornai da lei (sarebbe dovuto essere l’ultimo giorno di ripetizione) e lei mi fece trovare due costumi che mi aveva comprato come regalo e una bella cenetta come buon auspicio per l’esame.

La serata terminò dopo aver guardato un pò la tv e tornai a casa, dopodichè la rividi direttamente dopo l’esame per rifesteggiare con un’altra cenetta.

Quella sera venne un temporale fortissimo con il quale non si poteva uscire e lei disse se vuoi puoi dormire qui tanto ho delle camere in più, così avvisai i miei genitori dicendo che ero da un amico e decisi di dormire lì.
Quando si fece orario di andare a letto lei si andò a cambiare in bagno e mi misi a spiare dal occhiello le sue abbondanti linee per poi segarmi e sborrare nel suo stesso letto.

Infatti dormimmo nello stesso letto ma seppur non successe nulla mi segai mentre dormiva sborrando nelle lenzuola e rimanendo col cazzo all’aria. La mattina dopo quando se ne accorse rimase sconvolta e gli spiegai tutta la situazione, AVEVO PERSO LA TESTA PER LEI. Così mi piombai e provai a baciarla e come risposta ricevetti le sue labbra e la sua lingua che non si opposero subito provai a spogliarla per scoparmela ma lei non volle finchè non si decise di concedermi soltanto una semplice sega.

Mi misi disteso sul letto e lei con le sue mani con tanta esperienza mi fece una sega eccezionale, me lo maneggiava con calma e con passione fino a che non la sborrai in 5 minuti tra le sue mani.

Di lì iniziò una vera e propria storia tra noi, mi riempiva di regali, vacanze, crociere ecc.. ma del sesso non se ne parlava al limite mi concedeva qualche sega una quantum dovetti aspettare diverso tempo per la prima scopata (infatti ve la racconterò in una storia separatamente).

Da allora fino ad oggi siamo stati insieme, ormai abbiamo una vita insieme e stiamo progettando di fare un figlio in modo che i miei siano costretti ad accettare la situazione. Mi fa fare il signore insieme a lei senza farmi mancare nulla è quasi come se pensasse lei alla casa però ci sono stati comunque dei problemi nel nostro percorso.

In seguito vi racconterò della nostra prima scopata, dell’incontro con i miei ecc…

Seguite!.

UN INVITO A CENA, IL MARTEDÌ

Lunedì pomeriggio, quando torno dal lavoro, sembro un sedicenne in piena tempesta ormonale!!! Mi sego almeno tre volte. L’ultima a letto prima di dormire. Non so a che ora ho preso il sonno, so solo che l’ultima cosa a cui penso è lui, il suo cazzo. In piena notte, mi arriva un mess sul cellulare. Guardo la sveglia, sono le due e mezza precise. Chi cazzo mi scrive a quest’ora? Preoccupato e infastidito prendo il telefonino in mano e mi accorgo che il mess è da parte di Ioan.

” Domani mattina vieni al lavoro con addosso un perizoma di pizzo, notte troia!!”. Ma sogno o son desto??? Ma questo è fuori di testa!!! Ma come si permette? Più infastidito ed eccitato che mai, mi rimetto a dormire. La sveglia squilla. Mi alzo e la prima cosa che faccio , rileggo il messaggio. È chiaro e inequivocabile. Viole che vada al lavoro con un paio di mutandine da donna. La domanda che mi pongo è come fa lui a sapere che io ho dell’intimo femminile in casa!!! Ci penso un po’, e poi mi convinco che lui non lo può sapere.

Certo la voglia di stupirlo è forte, ma non mi voglio concedere così facilmente. Decido di usare proprio questa scusa. Anche per capire come mai lui fosse sicuro del contrario. Non metto il perizoma. Vado al lavoro e fino a metà mattinata tutto tranquillo. Alle 10. 30 puntuale Ioan entra in ufficio e mi chiede appena ho 5 minuti di andare in magazzino per vedere come risolvere quel problema, ed esce.
” Ma si può sapere di quale problema state parlando da ieri?” chiede ovviamente mia sorella.

” Nessun problema serio, non ti preoccupare. Ti racconto dopo. ” E finisco di mandare una email e vado camminando verso il magazzino 3, convinto di chiarire una volta per tutte quale è il ruolo di entrambi al lavoro. Il portone è appena aperto, il muletto parcheggiato fuori, entro.
” Dove sei? Ioan non ti vedo. Ci sei?” chiedo con tono serio.
” Troia sono qua, vieni avanti” risponde lui, e vedo il fuoco di una sigaretta che si accende.

E’ nell’ombra, ma ora lo vedo bene.
” Prima che mi dici qualunque cosa , sappi che non ho messo alcun perizoma. Non ti devi più permettere di mandarmi mess di notte, e soprattutto qua io sono il capo e tu un mio dipendente!!!” Esclamo con fermezza. Lui rimane un attimo in silenzio, poi accende una parte della luce del capannone e si illumina proprio dove eravamo noi. Lo guardo e mi accorgo che ha il cazzo duro fuori dai pantaloni.

” Guarda come ti aspettavo al solo pensiero di vederti in perizoma, troia!! E tu mi deludi così? Perché? Perché non hai messo quello che ti avevo chiesto ??” La sua voce non è quella di un uomo incazzato, ma quasi deluso.
” Prima cosa io non ho perizoma in pizzo a casa, e anche se ne avessi uno non lo indosserei mai al lavoro. Se vuoi, stasera, a casa mia o casa tua, ci troviamo e faccio quello che vuoi” gli dico fissandogli il cazzo che a sua volta fissava me!!!
” No, no ,no!! Troppo facile a casa mia, ti scopo e mi dici che sei la mia troia ma magari lo dici solo perché vuoi il mio cazzo.

Il mio uccello ti vuole qua!! Non lo vedi troia?? Devo essere sicuro che quando mi dirai che sei la mia troia tu lo pensi davvero!!!” Risponde e il suo discorso non fa una piega. Puttana che non sono altro!
” Allora scusami dai, dimmi cosa devo fare! Vuoi un pompino ora?” Disposto a farmi perdonare.
” Adesso non voglio nulla, ci penserò. Vai pure troia!” Ed esco e torno al lavoro. Un po’ triste, sia per non essere riuscito ad impormi, sia per averlo deluso.

A mezzogiorno io e mia sorella ci prepariamo per uscire ed andare a casa in pausa pranzo.
” Lo sai che oggi non ci sono vero? Te lo ricordi ?” Mi dice mia sorella.
” Ah si è vero, neanche papà viene oggi,mi pare. ” Le chiedo
” eh già. Oggi sei solo. Anzi siete soli tu e Ioan. Capito ? Siete soli voi due!!!” La furba ha già intuito qualcosa, ma non mi chiede nulla.

” Ok allora a domani! Vai avanti che avviso Ioan che arrivo alle due. ” Ma lei mi blocca e mi dice che il rumeno è già andato via. Vabbè, salgo in macchina e vado a casa. Non ho fame, ho solo voglia del suo cazzo. Penso a come era grosso e duro in magazzino. Prima di tornare al lavoro, decido di indossare un perizoma di pizzo nero. Gli farò una sorpresa!!! Ma appena prima di uscire mi arriva un messaggio.

” ciao troia, lo sai che oggi siamo soli vero? porta un dildo. Ok ? Mi raccomando non deludermi!!” Cazzo!!! Che richiesta impegnativa!!! Ok, prendo uno dei miei dildo, non il più grosso, lo metto in borsa e corro al lavoro. Il caldo oggi è insopportabile!!! Meno male che in ufficio c’è l’aria condizionata!!!
Dalla finestra vedo Ioan arrivare dal piazzale col muletto a petto nudo!! Già mi eccito !!! Entra in ufficio ed è tutto sudato.

” Cazzo che caldo oggi. Qua dentro si sta benissimo!!! Anzi così sudato rischio di prendermi qualcosa. Hai qualcosa per asciugarmi troia???” Mi dice con tono talmente maschile che mi fa uscire il mio istinto da troia. Mi alzo, vado verso lui e inizio a leccarlo ovunque. Petto, pancia, ascelle, schiena, spalle collo, finché non resta una sola goccia di sudore. Lui rimane zitto per tutto il tempo. Poi quando finisco mi guarda e sorride.

” Tu non sei una troia, tu sei una gran troia!!! E non sarò contento finché non sarai la mia troia!!!” Parole sante!!!
” Dai spogliati, voglio vederti nuda !!!!” Mi ordina. Consapevole che non sarebbe venuto nessuno, mi spoglio e resto in perizoma.
” Che ci fai in perizoma??? Questo dovevi metterlo stamattina!!! Ora non mi interessa più troia!!” E afferra il perizoma con una mano e con l’altra si fa forza sulla mia schiena e me lo strappa di dosso!! Un unico colpo !!! a****lesco.

” Hai portato quello che ti avevo chiesto??”
” Certo!!” E prendo dalla borsa il dildo. Lui mi fa cenno di darglielo.
” Potevi fare di meglio troia. Ma va bene per sta volta. In ginocchio !!” Mi ordina. Il dildo ha una ventosa sotto. Con un colpo lo attacca al lato della mia scrivania.
” Ciuccialo troia!!! Fammi vedere come te lo infili tutto in gola!!” Detto e fatto.

Inizio a spompinare il dildo, pensando che sia il suo cazzo, e ci metto tutta la passione che mi caratterizza. Lui mi osserva , si accende una sigaretta e commenta.
” Che gran troia bocchinara che sei!!! Guarda come succhi un pezzo di gomma!! Vorresti il mio vero?? Vero che vorresti in bocca il mio ?” E si slaccia i pantaloni e li cala insieme alle mutande. Ed eccolo in tutto il suo splendore, duro, eretto, fiero !!! Potevo sentire il suo odore.

” Si lo voglio!!! Ti prego dammelo!!” Lo imploro a bocca piena.
” Allora dimmi e guardami negli occhi, senza smettere di sbocchinare il dildo, sei la mia troia ???” Mi chiede e mi fuma sulla faccia.
” Si, sono la tua troia!!!” Gli rispondo forte.
” Bugiarda!!!! Sei solo una troia bocchinara!!! Me lo dici solo perché vuoi succhiare il mio cazzo!!! Vero??” Mi urla addosso e inizia a segarsi il cazzo.

” Non è vero!!! Sono la tua…” e mi ferma
” Zitta!!! Taci puttana e continua a succhiare. Quello è il cazzo che ti meriti ora. Un pezzo di gomma freddo e insapore. Non sa di nulla, eppure guarda come te lo mangi, lo divori. Te lo insaporisco io!!!” E mentre continuo a spompinare il dildo, Ioan ci sborra sopra , lo riempie di sperma caldo. E io continuo a succhiare il fallo di gomma pieno della sua sborra!!! Saporito, gustoso.

” Bene troia, per oggi può bastare, puliscitelo bene quel dildo del cazzo!!!” E si riveste e se ne va. Rimango a succhiare finché non rimane una sola traccia della sua sborra. Poi all’improvviso mi fermo. Mi rendo conto di quello sto facendo e mi prende un senso di vergogna e mi sento schifoso. Cazzo come posso essere caduto così in basso. È questo che vuole? Umiliarmi?? Mi rivesto, pulisco e torno a casa.

Stanotte il cell lo tengo spento. Giuro!!!!.

Elisa libera di essere troia

Elisa libera di essere troia

Ciao, i protagonisti sono veri, ma i loro nomi non importano perciò li inventerò e ai fini della storia mi chiamerò Tito.
D’aspetto appaio un po’ di sovrappeso, cioè non sono magro ma neanche una palla sproporzionata, sono alto 1. 78 per 95 Kg non molto allenato.
Questa storia si svolge non molti giorni fa quando Elisa si è mollata con il suo ragazzo.
Elisa è sempre stata una ragazza solare e un po’ sprovveduta o almeno così tutti pensavamo, le capitava spesso di fare degli (ops!!!) Tipo mostrare le mutande sempre dai colori molto appariscenti o di vestirsi in modo provocante per poi dire che si vergognava per i centimetri di pelle nuda.

Ma ora torniamo alla storia, due giorni dopo essere tornata single Elisa mi invitò ad andare a casa sua dicendo che stava male per la solitudine, io non vidi niente di strano, erano 2 giorni che su i social si lamentava per la solitudine.
Quella sera stessa andai a casa sua trovando già la altri amici, eravamo in sei tutti maschi, ma facendo i lavori più diversi non era la prima volta che arrivavamo ad orari diversi.

Salimmo in casa trovando la porta aperta e lei dalla cucina ci urlo “Accomodatevi in salotto che arrivo subito”, dopo qualche minuto lei arrivò con le bevande, era vestita con un vestito a fiori lungo e calzava le pantofole. Iniziammo la serata parlando aspettando che arrivassero le ragazze, non pensavamo lei non le avesse neanche chiamate.
fatto sta che non so cosa ci fosse dentro le bevande ma io personalmente mi senti avvampare d’eccitazione e gli altri non sembravano sentirsi diversamente, lei nel frattempo ci provocava, prima si chinò a 90° mostrando per bene il suo sederino per prendere il vassoio con i bicchieri da portare via e andando in cucina ancheggiava.

Tornata si sedette tra me e Renzo, mentre parlavamo continuava a far cadere la mano sulle nostre gambe (la maiala stava controllando il punto di cottura).
Nessuno le saltava addosso solo perché c’erano gli altri, all’improvviso Elisa balzò in piedi e disse “devo farvi vedere una cosa” e svanì in un’altra stanza, a questo punto ci sentivamo come arieti proti a scornarci per la femmina, ci aveva caricati per bene.
Quando tornò nella stanza non crederete mai come si presentò, indossava un completo reggiseno nero di pizzo che conteneva seni di quarta misura di cui si intravedevano i capezzoli, scendendo mutandine tanga di pizzo nero da cui si intravedeva un monte pronunciato con peluria tagliata a striscia, poi calze autoreggenti che fasciavano gambe atletiche e in fine sandalo di vernice nero con tacco.

Gli sguardi di tutti erano calamitati come fossimo leoni con la gazzella, Elisa vedendo la nostra reazione si girò di trequarti mostrandoci il suo sedere sodo e tondo esclamando “qualcuno vuole darsi da fare? ”, aggiungo che la sua espressione e il suo sguardo sembravano dire, vieni qui che ti succhio anche l’anima.
Fu come a Pamplona, ci fiondammo da lei come tori e togliendoci i vestiti come se andassero a fuoco.

Qui il ricordo si fa confuso, posso dirvi con certezza poco di cosa fecero gli altri, cosa feci io invece me lo ricordo benissimo.
Ero il più vicino, perciò fui il primo ad accomodarmi, mi attaccai al suo collo mentre le sfilavo le spalline, un istante dopo c’era già qualcuno che armeggiava con la chiusura del reggiseno e qualcuno le stava sfilando le mutandine, una volta nuda lei esclamò “ragazzi ora calmatevi, vi voglio prendere tutti e sfogarmi ” si gettò in ginocchio e prese a spompinare e segare tutti i cazzi che trovava, inutile dire che rimanemmo poco li passivi ad aspettare il ritorno del nostro turno, la sollevammo, la portammo al divano per poi uno la impalava mentre gli altri si alternavano a incularla, farsi spompinare e segare.

Elisa ululava quando non aveva la bocca piena, io dalla mia stavo provando tutti i suoi buchi, quando fui pronto per venire ero nella sua passera e pensai “vengo fuori o la farcisco?”, pensiero inutile perché stavo già svuotandomi nel suo utero, lei mollò l’uccello che aveva in bocca e strillo “riempitemi tutti i buchi” eseguimmo tutti, chi nella passera e chi nel culo ma nessuno in bocca, Elisa non tardò a dimostrare la sua delusione e imbronciata disse “Uffa, volevo provare cosa si prova ad assaggiare almeno la sborra di uno di voi” e iniziò a raccogliere con le dita quello che le colava dalla passera per portarselo alla bocca.

Renzo sornione e con un mezzo sorriso esclamò “Ragazzi non ce la faccio a vedere una bella ragazza delusa, che ne dite di soddisfarle anche questo desiderio?” accettammo tutti e dopo esserci ripresi, con l’aiuto di pompini, seghe e spagnole la esaudimmo scaricandoci uno dopo l’altro riempiendole la bocca e imbiancandole anche la faccia e le tette.
finito tutto pareva uscita da un porno, tutta coperta di sperma che anche le colava fuori da tutti i buchi e avidamente lei raccoglieva tutto per gustarselo con una faccia di godimento.

Non so se capiterà più una gangbang , ma lei afferma che non vuole più dover pensare a qualcuno d’altro oltre se stessa e alle sue esigenze.
Pregusto che succederà ancora o quantomeno che io me la scoperò ancora sperando di soddisfare una tigre divoratrice inaspettata come lei.

Mia zia Rosa

Qualche settimana fa’ venne a trovarci a casa, mia zia Rosa, la sorella maggiore di mia madre, una donna di 53 anni anche se ne dimostra 40 ,alta 160 cm, capelli neri non molto lunghi, una 6° di seno, un culo bello grosso (ho sempre amato vederla in costume), fianchi larghi e di bellezza normale; ho sempre avuto un debole per lei sin da piccolo quando alle medie mi si iniziava ad alzare l’uccello, lei è stata la mia dea e il soggetto per ogni mia sega, è un segreto che non ho mai rivelato a nessuno.

Venne da noi per un caffè e chiacchierare con mia madre, erano verso le 14:00, che suonò al campanello:
-DING DONG-

IO: Chi è?
ZIA: Sono zia Rosa, apri Gianni.
-APRO LA PORTA-
IO: Ciao zia
-LA BACIO SULLE GUANCE E LA ABBRACCIO STRETTA PER SENTIRE L’IMMENSITA’ DELLE SUE TETTONE-
ZIA: Non c’è mamma?
IO: No zia, non so dov’è andata, se vuoi la chiamo sul cellulare, ma entra pure siediti in cucina…

mamma era stata fuori tutto il giorno con mia sorella ed io rimasi a casa da solo tutto il pomeriggio… immediatamente corsi un camera mia per chiudere tutti i video porno che stavo vedendo e spensi il PC… quando d’un tratto mia zia mi chiama dalla cucina

ZIA: Gianni non chiamarla sul cellulare, forse ha da fare, vieni qui…

Vado da lei ed iniziamo a fare due chiacchiere che da tanto che non ne facevamo, infondo con lei mi confidavo molto più che con mia madre:
ZIA: Allora come va’ a scuola
IO: Bene
ZIA ti vedo inquieto oggi è successo qualcosa?
IO: No Zia è solo che non so proprio che fare oggi
ZIA: ti senti annoiato? Con le ragazze come va?
IO: abbastanza bene
ZIA: fai sesso?
a quella domanda rimasi di stucco ma risposi:
IO: si certo
ZIA: e come lo fai? te lo sei già fatto succhiare ?
IO: si da alcune ragazze a scuola, ma la cosa che mi piace di più è quando lo infilo nel culo
a quelle parole la conversazione di venne più intrigante… non riuscivo a credere che mia zia mi stesse parlando di sesso e come le interessi sapere la mia vita sessuale…
ZIA: davvero ti piace fare sesso anale? Anche a me piace tanto, sai ti confido un segreto, mi piace farmi montare con violenza il culo, però sono tantissimi anni che non lo faccio, mi raccomando è un segreto che resta fra noi questo
IO: certo zia
sa che quello che mi dice resta sempre fra noi
ZIA: spero che ci sia qualche tua amica che le piace nel culo
IO: non proprio sai, però mi piace sentirle godere… in quei momenti mi eccito da matti
ZIA: come le invidio queste ragazzine, mi piacerebbe farmi inculare
IO: però zia se mi posso permettere tu hai un bellissimo culo e a me piace molto
ZIA: ti ringrazio davvero di piace? Anche se non più bello sodo?
IO: Si si certo
d’un tratto si alza viene davanti a me si gira di spalle, si alza il vestitino estivo e si abbassa le mutandine
IO: zia ma che fai?
ZIA: è un mio regalo per il bel complimento che mi hai fatto
Non riuscivo a capire se fosse un sogno o la realtà, mia zia davanti a me che si strofina il culone sul mio cazzo da sopra gli jeans,
dopo di che si leva completamente le mutandine da sotto al vestitino, poi si gira e mentre lo fa’ le do’ una pacca sul culo e lei ne sembra felice.

ZIA: cosa ti piace del mio culo?
IO: che è grosso
ZIA: cosi ti piace il culo grosso?
IO: anche il seno grosso se per questo
a quel punto il gioco messo in atto da mia zia continua si alza la maglietta scollata e se la toglie e mi mostra il suo generosissimo seno, prende la mia mano destra e ma la porta sul suo seno
ZIA: dai stringilo tranquillo non essere timido
ed io senza farmi pregare le strinsi il seno con entrambe le mani, dopo di che si rimette la maglietta e mi ringrazia per la mia sincerità ed onestà nei suoi confronti, però sentivo sotto il mio pene che era diventato duro,

così mia zia decide di andarsene e mi saluta con una carezza sul pacco.

Passarono due giorni da quel pomeriggio, quando mia zia ritornò a casa mia, ma questa volta c’era anche mia mamma, dopo circa un’ora che parlassero mia mamma dice:
MAMMA: Rosa ti dispiace aspettare qui? devo accompagnare Patrizia (mia sorella) a fare ripetizioni di matematica
ZIA: tranquilla va’ pure
e ci ritrovammo nuovamente soli in casa, mia zia stava pulendo delle tazzine e spazzando per terra in cucina ed indossava una gonna che le arrivava poco sopra il ginocchio e una maglietta scollata e abbastanza trasparente dal quale si vedeva che non portava il reggiseno,

mentre era china a raccogliere la polvere da terra, io da gran furbo le passai accanto e le diedi una pacca sul sedere, lei sobbalzò un attimo e mi sorrise
ZIA: se ti va fallo tutte le volte che vuoi
IO: grazie Zia, come posso resistere ad un culo così bello
dopo l’aiutai a scendere dalla sedia mentre riponeva le tazzine nella mensola e l’afferrai per i fianchi, dopo essere scesa (oramai avevo avuto il permesso) le do un’altra pacca sul sedere e come risposta sempre un suo sorriso…poi mentre risistema il detergente per piatti sotto il lavandino, mi avvicino e l’abbraccio da dietro

ZIA: che fai?
IO: ho voglia di abbracciarti
il mio pene era talmente duro che anche lei se ne era accorta
ZIA: guarda che da sotto non porto le mutandine
come sentii quelle parole le misi una mano in mezzo alle gambe fin sotto la gonna per accertarmi che fosse vero ed infatti era senza mutandine, a quella scoperta il mio pene divenne ancora più duro e la voglia salì in me, iniziai a palparle la fica con tutta la mano mentre lei si ritraeva indietro spingendo il suo culo contro il mio pene, poi con le dita piano piano le allargo la patata, fino a farle entrare dentro e iniziare a masturbarla, ad ogni movimento sentivo il suo ansimare sempre più forte e la sua fica bagnarsi sempre di più:
ZIA: dai su continua, fammi godere …
IO: certo che ti faccio godere
la faccio abbassare in avanti, le alzo la gonna, le faccio divaricare le gambe e la inizio a baciare il culo, poi le infilo le dita nella fica già bagnata ed inizio a masturbarla sempre di più sempre più forte e lei gode come una porca non riesce a trattenersi le piace troppo
ZIA: si continua così, ancora continua più forte nipotino mio… mmm…
le alzai completamente la gonna e continuai a masturbarla e sentivo fra le dita lo sciacquettio dei suoi umori che colavano dalla fica sul pavimento sembrava si fosse urinata a dosso e dopo essersi liberata si accasciò ansimante gonfiando ripetutamente il suo seno, nel frattempo mi abbasso i pantaloni e le mutande e tiro fuori il mio cazzo oramai durissimo e lo punto sulla fica oramai aperta di mia zia, lei sente il mio glande

ZIA: Su fallo entrare ho voglia di cazzo
non me lo feci ripetere due volte e le penetrai e continuai a spingere sempre di più aggrappandomi ai suoi fianchi mentre lei godeva
ZIA_ dai si più forte, più forte dai montami, sbatti la zia violentemente, fammelo sentire fino in fondo,dimmi che sono una troia!
IO: sei la mia troia ! la mia zia puttana da sfondare!
ZIA: si bravissimo così ancora di più!

continuai a sbatterla fino a quando le sborrai nella fica, tirai fuori il cazzo , lei si girò verso di me e con voce gonfia ed ancora eccitatissima mi dice
ZIA: ne voglio ancora e poi mi devi inculare ricordi che mi piace?! Vieni stallone mio ora ti porto in paradiso
mi portò in camera mia mentre la sua fica grondava ancora dei suoi umori e di sperma, si spogliò completamente si mise a pancia sotto e culo in su sul mio letto con la copertina di Dragon Ball Z e lì la montai ed iniziai a sfondarle il culo facendola urlare di piacere
ZIA: si dai continua più forte, rompimi il culo dai lo voglio!
IO: si zia troia ti spacco il culo!

e così continuai ancora mentre dalla sua fica i suoi umori avevano oramai bagnato tutte le lenzuola, fino a quando vengo per la seconda volta sborrandola tutto dentro il culone rosso e gonfio!
Restai su di lei per un po’ , poi le sfilai il cazzo dal culo, lei si sdraio sul letto sfinita e mi ringrazia per la bella scopata
ZIA: ti ringrazio infinitamente Gianni, ne avevo davvero una gran voglia
IO: tutte le volte che lo vuoi mi chiami ed io corro da te
ZIA: grazie porcellino mio
dandomi un bacio in bocca e leccandomi il pene.

.

I giorni passano, le settimane volano.

L’estate è passata, arriva settembre iniziano le scuole, i primi malanni di stagione non si fanno aspettare, la ditta dove lavora mamma ha deciso di organizzare una gita cui possono partecipare dipendenti e clienti. Il programma: da VENEZIA crociera del mediterraneo otto giorni sette notti,
partenza il 23. Al mattino Anna le accompagna all’autobus
per raggiungere la località di partenza. Non riuscivo ad accompagnarle ero assente per un servizio. In mattinata Marina era salita da Anna con un pacchetto di punture da far fare alla figlia
e si era raccomandata di badare ai due ragazzi, lasciandoli la massima libertà di agire nei loro
confronti come se fosse una vera e propria zia.

La mia giornata trascorre nella normalità; nel pomeriggio Anna mi telefona dicendomi di passare al market ed comprare due bottiglie di Coca Cola, affettati ed un po’ di frutta. Passando davanti al negozio di intimo in vetrina mi innamoro di un trittico che senza batter ciglio acquisto e mi faccio fare un pacchettino. Con il borsello (degli strumenti), sacchetto della spesa, e pacchetto mi avvio a casa sua.
Portone come sempre aperto, suono Marco mi apre la porta.

Lui con un amico giocano davanti al pc in cameretta, sulla console un sacchetto di carta, (ero allo scuro di tutto il pacchetto sulla consolle era la cura:quattro confezioni di Epagriseovit) poso sulla sedia la mia borsa sul cuscino di Anna lascio il pacchetto appena acquistato e richiudo, in cucina,bottiglie e l’affettato in frigo e
mi siedo sul divano. Dal bagno esce Anna in tuta,mi abbraccia senza dirmi nulla, parliamo del più e del meno, mi chiede se ho sentito la mamma.

Nell’accompagnarle ha incontrato Tommaso e Marina che partivano anche loro per festeggiare i 25 anni di matrimonio, le hanno chiesto di badare ai ragazzi che erano più tranquilli ed in particolare ad Elisa che doveva seguire la cura. Si sono trasferiti nel mese di Agosto
nell’appartamento al primo piano ricevuto in eredità dopo aver ristrutturato, Mattia 14 è nato lo stesso giorno di Marco, frequentato la stessa classe praticamente tra loro c’è sempre stato un cordone ombelicale.

La sorella era andata dalla nonna ed alle 19 doveva rientrare.
Anna, aspettava l’affettato per finire di preparare le pizze, finito chiede a Mattia di inviare
un messaggio a Elisa. (allo scuro di tutto il pacchetto sulla consolle era la cura della quattro
confezioni di iniezioni), neanche il tempo di inviarlo, arriva: Elisa, carattere forte, un bel tipetto alta 1. 65 castana chiara, in ballerine e leggings una maglietta che copriva il sedere, da entra
in cucina si avvicina ad Anna e la bacio, mi saluta.

E curiosa tra i fornelli, Anna chiede se pizza
questa sera e di suo gradimento conferma. Si siede sul divano ed inizia a fa mille domande,
la cosa che più la scoccia e la preoccupa sono le punture, io sto a sentire i loro discorsi, per
correttezza non intervengo. Elisa racconta che tutti gli anni all’inizio dell’anno scolastico
sua mamma di concerto con il medico la obbligano a fare una cura ricostituente contro la sua
volontà, e mentre per gli anni scorsi era una praticona vicina di casa francese di settant’anni
che quando pungeva faceva male, quest’anno cambiando abitazione la mamma parlando con
Anna si era tolta la preoccupazione affidandosi a lei.

Mentre apparecchiava tavola e facendosi
aiutare, Anna”vuoi toglierti il pensiero subito o dopo cena” – Elisa “non saprei, se…. lo/la
chiami subito (non sapendo che ero io a doverla bucare) quanto ci mette ad arrivare?”
la mamma, la chiamava quando ero in casa, era sempre disponibile anche se solitamente
veniva alle sette prima di cena. Continuando la conversazione Anna le chiede vuoi farla
sempre alle sette? Elisa: “no, domani e domenica visto e considerato che, ci mettiamo d’accordo”
Anna, si rivolge a me:”sulla consolle ci sono le shitole prendile e prepara.

Elisa, in un attimo sentendo Anna dandomi quell’ordine sbiancò in volto. Dalla sua bocca
un sibilo……………. NOOOOOOOOOOOOOO.
Io nel mentre mi ero alzato a prendermi medicinale e borsello, ed in bagno per alcol e cotone [Marco che ha una vista che fulmina in casa nessuno e capace di muovere un dito che lui non si accorga rivolgendosi a Mattia inizia il rito], Elisa non aveva paura delle iniezioni, ma una buona
dose di vergogna nel doversi mostrare ad una persona che vedeva per la prima volta ed un uomo seppur più grande di qualche anno.

a confortandola Anna: me ne ha fatta quaranta ha una mano leggera. non ho sentito male, e solo un tipo di medicinale mi ha infastidita, Marco e Mattia fanno
gli assistenti, mentre Anna ed Elisa vanno in camera mentre io finisco di preparare, come entra in
camera Anna vedendo il pacchetto sul letto lo apre, dentro un coordinato intimo, entro con la
siringa Elisa è seduta sul letto e annuisce.
Mi vergogno un po’ – alla fine confessa.

Ma dai, è solo una puntura, abbassa i leggings da brava e sdraiati. Sarò delicato.
Davvero? Mi fido.
Leggings calati fin ai polpacci e le cosce coperte da un paio di mutandine nere, di pizzo, coprenti
che lo fasciano strette le natiche sode di una diciassettenne, Anna, le tira giù fino a metà e le prende
le mani per consolarla, – Da che parte vuoi che iniziamo: destra o sinistra.
Elisa: Sinistra – risponde lei.

Inizio a massaggiare il gluteo interessato. E’ sodo da morire.
Anna osserva ogni mia mossa, ogni mio sguardo verso le natiche di Elisa come nuovo le mani
gelosa.
Sei pronta?
Si
Allora buco! Con la mano sinistra sollevo la carne bianca a mò di pizzicotto, ed infilo l’ago.
che entra come se fosse burro, è già nel culetto e le inietto piano il liquido.
Anna:”Non ha fatto storie, è stata brava”.

Finito… – Lei di già… Tolgo l’ago e massaggio soffermandomi per bene.
Anna, dall’altra parte del letto si leva la tuta si prova le mutandine, ed il reggiseno.
Elisa la guarda fissa: “ma tu……………………. ti spogli davanti ad un uomo così ed ha una
donna. Anna: “tranquilla mi ha già vista nuda più volte ed anche davanti al ginecologo, poi sia
io che te Elisa siamo fatte uguali”. Entrambe si rivestono ed andiamo un cucina.

Ormai la pizza ci aspetta, ed i ragazzi son impazienti di mangiare, Elisa ogni tanto si
massaggia, finito tutti i piatti nel lavandino ci sediamo sul divano, i ragazzi continuano in
cameretta con il pc. Io ed Elisa ci accordiamo come fare domattina e domenica.

Buona Notte.

Una moglie da ammirare 3

Da quella esperienza avuta, mia moglie con Claudio e Gino, da come ne parlava e nello stesso tempo ritornava alla moglie di Aldo, era come che voleva fare nuove esperienze, gli domandai se anche lei voleva fare ciò che aveva visto fare alla ex moglie di Aldo, lei mi disse se io ero d’accordo fo avrebbe fatto.
Quel giorno stesso misi un annuncio in cui cercavo per mia moglie delle persone, anche di colore ma con cazzi proibitivi, volevo vederla alle prese con qui cazzi.

Dopo circa 5 giorni iniziarono a mandarmi delle mail con foto di persone con i loro attributi, erano di persone molto dotate, cosi sia io che Elena guardavamo per scegliere le persone giuste, mentre si guardava prendemmo in considerazione 2 uomini di colore che Elena nel guardare le loro foto fece una esclamazione di stupore per quanto erano spaventosi grandi in cui avevano mandato anche le loro misure uno aveva il cazzo di 25X20 mentre l’altro era più grande 29×22, Elena, approvo i due, prendemmo contatti con loro e dopo un incontro preliminare prendemmo un appuntamento per il sabato successivo, questa volta no potendo ospitare abbiamo e neanc he loro, presi in affitto una garçonnière in un posto molto appartato, mia moglie quella sera si vesti con minigonna e camicetta senza nulla sotto, visto che se lo poteva permettere per il suo fisico.

Una volta che eravamo la i due si portarono sul letto denudandosi mentre mia moglie ci volle poco a rimanere nuda, la guardavano per poi passare ai fatti per farsi diventare i cazzi duri, mentre si eccitavano vedevo quei cazzi che diventavano enormi che non stavano nella bocca di Elena mentre uno di loro inizio a leccargli la fica, vedevo mia moglie che iniziava a godere e lui se ne accorse le allargo le gambe per mettere il suo cazzo enorme dentro la fica, che entro tutto dentro visto che era già lubrificata dai suoi umori di godimento, vedevo quella fica dilatata con quel cazzo dentro di lei che aveva dei sussurri di piacere, la prendeva con forza per poi la giro sopra di lui facendosi cavalcare, vedevo mia moglie che lo cavalcava sempre più forte e quando lo spingeva dentro lui si inarcava per spingerlo in profondità mentre l’altro si porto dietro di lei fermandola leccandogli il culo per introdurre il suo cazzo nel culo, Elena a questo punto strillava di fare piano che gli faceva male lui si fermo per un pochino per poi rispingerlo dentro fino a che gli stava tutto dentro, mia moglie non strillava più dal dolore ma incitava quei due a mandarlo dentro più veloce dicendogli di non fermarsi, aveva raggiunto uno stato di goduria talmente alto che vedevo in lei dei spasmi in tutto il suo corpo, io ero li che guardavo tutto questo mi aveva portato ad uno stato di eccitazione che il mio cazzo iniziava a dare cenni di risveglio dopo tanto tempo, Elena aveva dentro si se quei cazzi che sembravano dei stantuffi senza fine era circa trenta minuti che ancora non godevano fino a che godettero schizzandogli la sborra su di lei.

Era esausta ma non appagata infatti dopo circa una oretta riprese a masturbarli fino a che diventarono di nuovo duri questa volta si fece penetrare dal cazzo più grande nel culo mentre l’atro in fica entrarono senza nessun sforzo visto da come le avevano allargate per bene i due buchi prima, ma questa volta e stata sotto di loro per quasi tre quarti d’ora, aveva un orgasmo dietro l’altro fino a che rimase alla merce di dei due che la scopavano, questa volta io avevo avuto una piccola erezione, quado godettero mia moglie rimase sul letto senza forze per quanto aveva goduto.

Una volta che si era ripresa nel frattempo sia Ben e Adu erano andati via rimanendo d’accordo di sentirci in seguito, mentre si faceva ritorno a casa mia moglie disse che era appagata, aveva sia la fica che il culo dolorante ma questo non gli toglieva di rifarlo di nuovo con loro, le risposi che era diventata una puttana, anche se io condividevo che lo facesse visto che vedendola fare sesso il mio cazzo iniziava a risvegliarsi confidandogli di ciò che era accaduto, lei mi prese e inizio a baciarmi per la contentezza dicendomi anche che se questo significava che vedendomi scopare lo avrebbe fatto più spesso, arrivando a casa lei andò in bagno a farsi dei lavaggi e nello stesso tempo mi mostro la sua fica che ara tutta arrossata e gonfia cosi anche il suo culo.

Tutto ciò che mi era accaduto della mia piccola erezione, mi recai di nuovo dai dottori per raccontare il progresso che vi era stato, loro dissero se avevo avuto un avvenimento in quale mi ero eccitato fortemente, cosi gli raccontai di ciò che era avvenuto visto che la mia disavventura non avevo più rapporti con mia moglie, la convinsi a farsi scopare da un altro uomo, lei rifiuto ma dopo le mie insistenze lo fece ma nel vederla con un altro uomo non avevo nessuna eccitazione fino a che la vidi scopare con due uomini con cazzi enormi, la e iniziato il risveglio, loro mi spiegarono che avevo avuto un forte shock che risvegliava i tuoi sentimenti, e nello stesso tempo crediamo che ritornerai alla normalità ma tutto questo tua moglie deve aiutarti, mentre in questo frattempo ti diamo una cura per un mese poi ci si rivede.

Ci incontrammo altre volte con Ben e Adu in cui mia moglie, anche per farmi eccitare se li faceva mettere in tutte le parti dicendomi di guardare come li prendeva, tra la cura che facevo e nello stesso tempo mi eccitavo riuscivo a farmelo diventare duro che lo andavo a mettere in bocca a mia moglie mentre Ben e Adu la scopavano nel culo che in fica, piano piano ero ritornato quasi alla normalità ma costatando che quando ero solo con mia moglie non riuscivo a fare nulla.

Parlando con mia moglie di questo problema e nello stesso tempo mi piaceva vederla scopare per trovare una erezione lei mi rispose come di un matrimonio nel bene e nel male perciò io non mi tiro indietro visto anche che con tutta verità senza nascondere nulla mi piace farlo, mi piace godere, e nello stesso tempo mi piacerebbe avere delle nuove esperienze anche per farti eccitare di più.
Continua.

FRATE DINO

Ebbene sì, ci fu un periodo della mia vita , appena prima ottenere il sacramento della Cresima, quindi fatevi due conti e capirete di che età sto parlando, in cui folgorato più dai frati che dalla chiesa, feci il chierichetto. E non mi dispiaceva affatto!!. Tutto successe quando un pomeriggio dentro un confessionale con don Dino lui mi chiese ” ragazzo, ti masturbi a volte?”. La parola e il suo significato lo conoscevo molto bene, ma volli mentire , consapevole che in futuro avrei condotto una vita da peccatore, e risposi” Don Dino, cosa significa masturbarsi?” Innocente come la Vergine Maria.

” significa se ti tocchi mai sotto le mutande per procurarti piacere, mi intendi ragazzo mio?”. Allora , un po’ infastidito da questa sua violenza contro la mia intimità , volli dare a Don Dino qualcosa su cui riflettere ” ah intende se mi faccio le seghe? Certo , mi sego io e sego anche altre persone. Ma come dice lei, per procurargli piacere. Non per fare del male. !!!!”. ” e dimmi ragazzo, quanti anni hanno queste persone a cui procuri piacere?” Notando nel suo tono un po’ di malizioso interesse.

” la vostra età Don Dino, perché me lo chiede ? Commetto peccato quando lo faccio?”. Ero già un piccolo diavoletto. ” No ragazzo mio!!!” Ebbe la sfacciataggine di dirmi!!” E fai solo quello o ti chiedono altre cose?” Don DINO aveva una sessantina d’anni, ma era un bell’uomo. Pelato, barba corta brizzolata, una panza bella dura e tonda che la toga lunga fino ai piedi faceva risaltare ancora di più. Ogni volta che lo vedevo mi domandavo se sotto portasse le mutande o no, l’unico pensiero fisso era quello.

” A volte mi chiedono altre cose , cose sporche , mi vergogno a confessarle adesso!!! Ma le faccio volentieri e per piacere Don, è peccato questo?”. ” Figliolo, nulla se fatto per rendere felice il prossimo può considerarsi peccato. Però dovrei capire meglio di cosa si tratta, sei disposto più tardi , da soli io e te, a farmi vedere cosa fai con queste persone? ” vecchio porco !!! Qua ti volevo!!!! ” Se promette che saremo soli e di non dirlo ai miei genitori va bene!!”.

” la confessione è un momento tra il prete che fa le veci del nostro signore e il peccatore. Tutto quello che viene detto e fatto all’interno dell’atto di pentimento è protetto da segreto professionale. Nulla di ciò che dirai o farai con il tuo Don Dino verrà rivelato ad altri!!”. Mi ricordo che pensai : minchia che larga che l’ha presa. ” Va bene , mi dica dove devo aspettarla Signore”. ” ” vai in sacrestia, dove facciamo catechismo.

Io arrivo il prima possibile. Se qualcuno ti chiede cosa ci fai la, di solo che stai aspettando Don Dino. Va bene ragazzo?”. Così feci. Frate Sergio mi vide entrare nell’aula da solo, io risposi che aspettavo Don Dino, non fece altre domande. Anzi, mi Fece accomodare e chiuse la porta. La stanza era piccola, piena di sedie , quante volte avevo ascoltato prediche e insegnamenti del Vangelo là dentro. Vuota mi sembrò ancora più finta.

Sarei bugiardo se dicessi che aspettai più di 10 minuti!! Forse 5, comunque da lì a poco entrò Don Dino. Con la sua solita calma, chiuse a chiave la porta, quasi come fosse un gesto naturale, e abbassò le persiane delle due grandi finestre che illuminavano l’aula.. Si fece buio, allora Don Dino accese una sola delle 4 luci al neon. Creò l’atmosfera giusta. Quel tanto di luce da vedere il peccato ma nasconderlo ad occhi indiscreti.

Allora prese una delle tante sedie e la posizionò difronte a me. Notai un po’ di agitazione in lui. ” Sa a cosa stavo pensando Don Dino finché la stavo aspettando?”. dissi. ” A cosa ragazzo mio? A quello che ti avrei chiesto? Se essere sincero o no? Dimmi , non essere spaventato, non avere paura. Confessa al tuo Frate ogni dubbio senza temere vergogna”. Ipocrita!!!! ” Beh pensavo se lei come pure tutti i frati, sotto la tonaca portate le mutande o no??!??”.

Ed era vero, appena arriva, pensai, la prima cosa che gli chiedo è questa!!! ” Che domanda strana, ragazzo. E sei talmente curioso di saperlo che hai trovato il coraggio di chiedermelo così, senza pudore?”. Risposi di si, che era una curiosità che avevo da tempo, e per rendere la cosa ancora più imbarazzante dissi che mi veniva da chiedermelo soprattutto quando vedevo lui. In quel momento ero io il diavolo tentatore. ” Secondo te , o meglio secondo quello che preferiresti sentirti dire , io ora ho le mutande o no?”.

Preso all’amo!!! ” Beh Don Dino, mi piacerebbe tanto che sotto lei non avesse nulla!!! Nudo !!”. ” Sei veramente tanto curioso di saperlo?” Chiese il frate. ” si sì tantissimo!!!!”. Allora Don Dino si alzò in piedi, e con un lieve cenno si sollevò appena la gonna e mi disse” Controlla tu stesso!!!infilati sotto !!!!”. Non me lo feci ripetere due volte!!! Mi infilai sotto, o meglio dentro la sottana di Don Dino!!! C’era spazio a sufficienza per muoversi, e uno spiraglio di luce che penetrava da sotto la sottana, ma non era sufficiente per vedere bene sopra la mia testa.

Certo l’odore era inequivocabile. Quell’odore di maschio, sudore, piscio che conoscevo molto bene. Non mi restò altra soluzione che tastare. Con mio sommo piacere Don Dino non portava le mutande!!! Invece sentii per prima cosa due grosse palle pelose!!!! Tonde e dure!! Sudate, le accarezzai e annusai. Il frate allargò leggermente le gambe in modo da permettermi di leccare quelle due bocce con passione, e di passare la lingua sotto le palle arrivando fino al buco del culo!!! Il sudore si fece più abbondante, e questo oltre a piacermi, mi aiutava a leccare quel culo meravigliosamente ricoperto di pelo.

La mia lingua non si fermò neanche un istante facendosi sempre più strada tra la foresta in cerca del buco e quando lo trovò fece di tutto per entrarvi, il più possibile. Don Dino stava immobile, io perso in un altra dimensione non riuscivo a capire se stava zitto, se godeva o se pregava!!! Ad un certo punto mi accorsi che ero anche io completamente sudato!! Allora di testa mia decisi velocemente di togliermi i vestiti e farli scivolare fuori tra i sandali di Don Dino, che esclamò ” oh Gesù!!!!”.

Ero nudo , completamente, sotto la sua ampia gonna!!!! Mi attaccai alle sue gambe e iniziai a strusciarmi per fargli sentire la mia pelle vellutata. Fu allora che mi diressi verso il corpo di Cristo!!! Prima con il naso per sentire l’odore del peccato. Un odore forte , blasfemo. Mi attaccai con entrambe le mani al frutto proibito. Non so che frutto fosse, ma era un frutto che sicuramente cresceva nel giardino dell’Eden, perché solo Dio poteva aver modellato con una perfezione tale un organo genitale come quello!!!! Duro, dritto, grosso , caldo.

Mi ricordò subito uno di quei ceri dietro l’altare in chiesa. Con l’abilità di un mago alzai con entrambe le braccia la gonna e sia io che il pene del frate uscimmo da sotto per essere ammirati entrambi. Guardai Don Dino in faccia pochi secondi prima di iniziare. Ancora oggi ricordo perfettamente la sua espressione. Era tutto sudato, la bocca quasi aperta, gli occhi fissi verso il cielo. Avrei potuto fermarmi, certo che avrei potuto farlo.

Ma ormai mi resi conto che sarebbe stato inutile. Don Dino quel giorno non sarebbe più stato lo stesso. Tanto valeva dargli la parte migliore, il finale coi botti!!! Presi con delicatezza il suo membro in bocca, piano piano, facendolo arrivare fin dove era possibile, e con le labbra e la lingua succhiai uno dei cazzi migliori della mia vita. Lo gustai in tutta la sua lunghezza, le mie labbra attaccate alla pelle ruvida del suo caldo uccello del paradiso, scivolano avanti e indietro mentre la mia lingua stimolava la sua cappella sistina!!!! Quando venne non si spostò di un centimetro.

Questa volta con lo sguardo rivolto verso di me Don Dino disse” Figliolo, bevi il sangue di Cristo!!!” E mentre ingoiavo il suo seme santo mi benedi!!!!!! Ecco come iniziò la mia se pur breve carriera da chierichetto. E se a qualcuno o qualcuna questa storia può sembrare blasfema, scabrosa, una bestemmia, beh pensate a tutti i preti pedofili che abusano ogni giorno di piccole anime innocenti rovinando per sempre le loro vite. Tutti quelli che da anni la chiesa copre, nasconde, accetta, e difende.

Io non ero certo un anima pura, eppure vi garantisco che dopo 30 anni ancora ricordo l’espressione stampata sulla faccia di Don Dino e mi disgusta, e quel che è peggio mi mette i brividi. Grazie a tutti, Guerrino.