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Mia Moglie e la sua VOGLIA DI CAZZO…

Mia moglie, bellissima TROIA con una quarta ben sorretta e soda, complice della mia passione cuckold, non smette mai di eccitarmi con i suoi continui tradimenti..
La sua direi che è una vera e naturale VOGLIA DI CAZZO..una voglia irrefrenabile..inarrestabile..ingestibile!
L’effetto sorpresa è la nostra grande passione..
Rincasare dal lavoro e trovare in bagno ben messi in evidenza i suoi slip con la parte che appoggia sulla fica bagnata di sperma oppure trovare dei collant strappati per aver consentito un’estemporanea penetrazione sono per me fonte inesauribile di passione e amore vero per lei..
Spesso capita questo..qualche volta capita qualcosa di più “magico” che mi vede pienamente partecipe nella trama oscura del tradimento stesso…
Un pomeriggio mentre ero ancora in casa le è arrivato un messaggio sul telefonino; ho guardato ed ho riconosciuto il nome, Fabio, titolare socio di un negozio di abbigliamento dove spesso lei fa shopping; leggo:
-“tesoro il mio socio esce tra poco puoi raggiungermi in negozio verso le 19.

30?”
Ho risposto io, scimmiottandone le espressioni, con un secco e convinto:
-“tesò mi faccio bella e vengo da te..”
L’ho quindi subito allertata e lei rimasta felicemente sorpresa nel sapermi così premuroso e deciso, ed ha manifestato tutto il suo compiacimento così:
-“amore quando vado con LUI mi allarga la fica al punto che quando lo tira fuori le mutandine non riescono più a coprirmi perché mi s’infilano in mezzo alle labbra, mi fa impazzire…..ha quel CAZZO grosso, duro e largo dalla cappella alla base che non riesco ad impugnarlo come faccio con te..sai bene quanto sia dotato Fabio..”

(con affermazioni come questa,la mia eccitazione è già alle stelle..sentirsi dire dalla propria moglie che preferisce farsi sbattere da un mezzo estraneo solo perché ha il CAZZO naturalmente più grosso del tuo ti lascia quella dose di “impotenza” che noi CUCK adoriamo..in pochissimi attimi realizzi che TUA MOGLIE, quella che hai sposato in abito bianco.. sarebbe capace, DIREI CAPACISSIMA, di farsi sbattere da chiunque abbia un CAZZO degno di nota!!)

-“In negozio non avremo molto tempo a disposizione; sicuramente ha bisogno di uno sfogo immediato, come spesso è capitato, con una bella sveltina in un camerino di prova.

Mi preparo al meglio per farlo impazzire, ci tengo a farlo felice..”
Godere della preparazione della propria donna, già piena di desiderio ed eccitazione, è sempre un’esperienza indescrivibile. La scelta dell’abbigliamento intimo più arrapante coniugato alla praticità di un rapporto immediato e frenetico mi rende eccitatissimo..
-“amore ci vediamo dopo, pensami..TI AMO!”
Mi bacia accarezzandomi la patta ed esce; nonostante con Fabio non prenda precauzioni data la conoscenza di tanti anni, vedo che ormai esce sempre portando con se i preservativi che di tanto in tanto le compro rimpiazzando i suoi elevati consumi..

Ogni volta l’attesa è un tormento di voglia e di ansia che cerco di calmare dedicandomi alla mia passione preferita: masturbarmi con il porno e le teens..
Ma ill pensiero è sempre lì, martellante, incombente..mi ammazzo di seghe in un mix perfetto di gelosia e depravazione..per un CUCK i momenti più preziosi sono questi..l’attesa ed il non poter far nulla, non sapere nulla..il solo immaginare..il solo pensare alla PROPRIA MOGLIE montata a bestia da un altro MASKIO..sono momenti unici..indescrivibili..si fa tutto per amore..amore per la propria TROIA..le farei far di tutto pur di saperla SODDISFATTA nei suoi ORGASMI!

Dopo un paio di ore è già di ritorno.

Le apro e mi appare un viso sorridente e maliziosamente stanco..
Mi avvicino per baciarla e sento il caratteristico odore dell’alito “post pompino”. La bacio avidamente ma di fatto è una penetrazione con la mia lingua. Lei insiste nel bacio..apre la bocca e mi invita a leccarle bene le labbra e la lingua..è come sukkiare un CAZZO..tanto è forte e acre quell’odore!!
Mi abbraccia forte e mi sussurra:
-“andiamo di là amore mio..ho voglia di dirti com’è andata”
Si siede sul letto per togliersi le scarpe ed io approfitto subito per metterle il mio cazzetto turgido nella bocca e muovermi come se la stessi scopando.

Lei mi accarezza le palle, mi infila un dito di dietro..è troppo premurosa, avrà fatto di sicuro la TROIA penso tra me e me!
Poi si alza e si spoglia e guardandomi con fare sornione si sdraia sul letto con gli slip neri ancora indossati. Intravedo chiaramente una grossa chiazza umida in corrispondenza della fica…. mi chino su di lei per leccarla ma mi dice:
– “aspetta, rallenta..ti racconto cos’è successo..voglio farti sentire quanto ti ho fatto CORNUTO”.

Questo forse è il momento più magico delle corna…il suo racconto dettagliato saprà farmi rivoltare lo stomaco ma eccitarmi al tempo stesso..la adoro, kazzo se la adoro!

-“appena sono arrivata, così come prevedevo, mi ha detto che purtroppo non avevamo molto tempo a disposizione perché il suo socio sarebbe mancato solo un paio d’ore. Essendo ora di chiusura ha abbassato la serranda e mi ha portata in un camerino, in piedi, ed ha cominciato a baciarmi tutta..
Quando mi ha alzato il vestito e mi ha visto in lingerie, come al solito è impazzito; mi ha subito abbassato gli slip ed ha cominciato a leccare la fica quasi da farmi venire subito.

L’ho tirato a me, gli ho sbottonato i jeans ed ho tirato fuori quel palo enorme. Passando le dita sulla punta ho sentito ch’era già bagnato e l’ho strofinato sulla fica.
Non ha resistito molto: l’ha inumidito di più con la saliva e me l’ha infilato dentro facendomi sussultare per l’improvvisa dilatazione. Poi ha cominciato a stantuffare senza che io riuscissi più a muovermi, provavo solo un piacere senza confini..sono venuta due volte, lui continuava con foga, ogni tanto una piccola sosta con il cazzo infilato fino alle palle, e poi riprendeva più forte di prima..è brutale ma sa il fatto suo credimi..”
-“ti ha detto qualcosa su di me?” (chiedo IO)
-“si amore, si eccitava chiedendomi “lo sa tuo marito che ce l’ho il doppio del suo?” oppure dicendomi “quando torni a casa ci starà larghissimo nella tua fica sfondata da me”…poi quelle cose sempre eccitanti “sei la mia puttana, la mia troia..hai bisogno di cazzi grossi come questo per una fica così e non di tuo marito che ha un pisello come quello di un bambino..”; amore era feroce ed inveiva su di te..ti insultava e denigrava ed io permettevo di farlo..scusami ma lo sai che ci tenevo a farlo stare bene e che alla fine diceva solo la verità.. Poi si è sganciato dalla figa, ha sputato sul mio buchetto e con forza, tanta forza mi ha messo il suo enorme CAZZO nel mio culetto..ha cominciato subito a pompare sempre di più e urlandomi contro mi ha detto “puttana sborro..sborrooo puttana!!”.

L’ho spinto dalle chiappe quanto più possibile dentro di me sentendo un fortissimo calore dentro: un’esplosione di sborra da non credere. Sai che adoro farmi venire dietro..sai che impazzisco a sentire quei potenti schizzi nelle mie viscere..mmmmmmmmmm
Siamo rimasti così per un po’ di minuti. Poi lui piano piano ha uscito il CAZZO e me lo ha messo sporco ma ancora RIGIDO anche nella figa..mentre io tiravo subito su gli slip per non fare scolare a terra lo sperma, quello che adesso tu stai toccando, che leccherai e che userai come lubrificante per scoparmi.

Mi sono inginocchiata e gliel’ho pulito per benino con la bocca, succhiando sperma fino all’ultima goccia”. Amore perdonami..amore scusami se ho fatto la TROIA..”

Con il cuore che mi batte a tremila..con le palpitazioni..sono rosso di rabbia in viso..ma tanto eccitato le dico con fermezza:
-“amore adesso è il mio turno..ti prego fammi godere!!”
Le metto due dita dentro e sento la fica allargata e bagnatissima..appena le abbasso le mutandine vedo sborra che si affaccia dalla meravigliosa fessura..comincio a leccare trattenendo in bocca il liquido caldo per poi riversarlo con un intenso bacio nella sua bocca già spalancata e pronta..
La penetro ed il mio cazzetto scivola dentro di lei avvertendo la forte dilatazione che l’uccello di Fabio le aveva provocato con i suoi colpi possenti..
Sono convinto che lei non senta molto..data la differenza di dimensione tra il mio cazzetto ed il CAZZO di Fabio, per questo mi aiuto sgrillettandola per bene..gioco sul suo clito come negli anni ho imparato a fare..così ho imparato a portarla all’orgasmo, aiutandomi con le dita..
E’ larga e zuppa..troppo calda..mi sento avvolto dai residui di seme caldo di un altro uomo e pensando alle dimensioni del suo CAZZO mi eccito anche io molto, moltissimo…
Lei ansima ma sono certo che non sia per la penetrazione..mi insulta..
-”cornuto senti come sono larga..cornuto sei felice che mi abbia pompato anche il culo..cornuto ti piace che tua moglie si faccia sborrare dagli altri..cornuto sei solo un gran cornuto che si fa fottere la mogliettina!!”
Le sue parole, i suoi insulti sono per me una sorta di Viagra naturale..divento più duro e nonostante non sia molto dotato mi applico nel spingerlo dentro più che posso..muovo le dita più veloci sul suo clito e sento che ci siamo quasi..la stringo a me forte..è mia, è mia Moglie..solo mia..

Insieme poi..finalmente..godiamo in un orgasmo indescrivibile e restiamo abbracciati, noi, solo noi..
Lei è una moglie TROIA ed avida ed io sono solo il marito CORNUTO e felice….

Valeria e il marito

Erano giorni che continuavo a pensare a Valeria, al suo profumo, alla sua pelle delicata, al sapore della sua fighetta stretta.
Il mio cazzo diventava enorme ogni volta. Spingeva contro la patta dei pantaloni e mi faceva male.
Avevo una voglia infinita di lei, ma non volevo solo scoparla, ma la volevo dominare completamente. Volevo far diventare il marito un cuckold e scoparmi Valeria davanti a lui. Avevo scoperto di avere un amico in comune con suo marito e colsi l’occasione per farlo entrare nel nostro giro di partite di calcetto.

In uno spogliatoio si dice di tutto e lui avrebbe potuto ammirare le mie dimensioni e gli avrei potuto mostrare anche qualche mio video con Carla o qualche altra mia scopamica.
Continuavo a messaggiare con Valeria e le mie conversazioni con lei erano sempre più hot. Ormai lei desiderava il mio cazzone come io desideravo la sua fighetta stretta, ma cercavo di prolungare l’attesa per farla sextenare, magari davanti al maritino.
Dopo la prima partita avevo potuto osservare la “dotazione” del marito di Valeria.

Piuttosto normale, troppo normale per una donna così vogliosa.
Capivo quanto invece potesse sentirsi piena con il mio cazzone. Per istigarla e continuare a tenerla in pugno, le inviavo spesso le foto del mio cazzo duro e lei mi rispondeva con le foto della sua fighetta bagnata.
La desideravo impazientemente ma volevo portare avanti il mio piano.
Approfittai del fatto che il maritino fosse lento a prepararsi per tornare a casa così, dopo la seconda partita me la presi con calma e restammo soli negli spogliatoi.

<<Sei sposato?>> Gli chiesi, sorridendo dentro di me, conoscendo già la risposta ma soprattutto perché mi ero già scopato quella bomba della moglie.
<<Sì. Tu?>>
<<No, no. Non riesco a stare solo con una donna. Ho diverse scopamiche. >>
<<Dici?>>
<<Sì, non mi credi?>>
<<Non ti conosco abbastanza per dirlo. >> E sorrise.
Sollevai il mio cazzo che anche da moscio faceva la sua porca figura rispetto al suo cazzetto. <<Con questo cazzo, non mi è difficile entrare tra le cosce di ogni donna.

>>
Lui si sentì piuttosto a disagio, probabilmente pensando alle sue normali dimensioni.
<<Ti lascio vedere qualche video. >> Aggiunsi.
Ancora senza mutande e con il cazzo che mi penzolava, presi il mio smartphone e gli mostrai alcuni video con Carla e con un altro paio di mie scopamiche.
Erano video che già avevo selezionato per l’occasione, dove le pompavo alla grande, in ogni loro pertugio. Tutte belle donne, non da meno di Valeria, ma Valeria era ormai al centro dei miei desideri da settimane.

I nostri cazzi si indurirono a sentire quei gemiti e guardando quelle immagini.
Il mio cazzo era quasi il doppio del suo.
<<Sono sicuro che se tua moglie potesse vederlo, si farebbe scopare senza pensarci due volte. >>
<<Non conosci mia moglie. Lei è fedelissima. >>
“Dovresti averla vista quando mi diceva di spingerglielo forte nel culo. ” Pensai e ridevo dentro di me.
<<Dicono tutti così. Sai quante mogli insoddisfatte ho conosciuto? Ma le esperienze migliori sono gli scambi di coppia e i mariti cuckload.

>>
<<Hai avuto queste esperienze?>>
<<Certo. >> Intanto mi rivestivo e facevo calmare la mia erezione, era imbarazzante essere duro senza nessuna donna in giro e con un altro uomo nelle vicinanze.
<<Ti piacerebbe provare?>>
<<No, non sono il tipo e neppure mia moglie. >>
<<Glielo hai chiesto?>>
<<No, ma sono sicuro. >>
<<Non esserlo così tanto. Non conosco tua moglie, ma ho conosciuto tante donne che dovevano essere fedelissime. >>
<<Mi stai dicendo di mettere alla prova mia moglie?>>
<<Non ci conosciamo così bene.

Potremmo fare una cena a quattro con Carla. La bionda. Ti piaceva vero? Ti ho visto mentre ti accarezzavi il cazzo a vederla. >> E sorrisi.
<<Tua moglie com’è?>> Chiesi a bruciapelo.
<<È meravigliosa. >>
<<Hai una foto?>>
Mi mostrò una foto casta della moglie. Se avesse saputo che già le avevo ispezionato ogni singolo lembo di pelle, cosa avrebbe pensato?
<<Accidenti. Una bella gnocca. >>
Incalzai. <<Questa foto mi stimola davvero.

Che ne dici di una cena a quattro e poi vediamo come avanza la serata?>>
<<Ma io non ti conosco bene e poi mia moglie…>>
<<Tua moglie cadrà inebriata quando vedrà le mie dimensioni, fidati…>> Iniziavo in qualche modo a deriderlo per farlo sentire insignificante, ma allo stesso tempo per sfidarlo sulla fedeltà della moglie. Già immaginavo Valeria inginocchiata davanti a me a ciucciarmi il cazzone davanti al marito. Stava per ritornarmi duro solo al pensiero, così ritornai a parlare.

<<Allora? Che ne dici? Non ti piace Carla? Hai visto che è una belva a letto?>>
<<Sì, ma mia moglie…>>
<<Vi divertirete entrambi. O più che tua moglie hai paura di non essere all’altezza con Carla?>>
Continuavo a metterla sul tono della sfida per provocarlo e spingere ad accettare.
<<Non è questo. Sono anche io un bel torello. >>
<<Hai video tuoi?>>
<<No, ma te lo posso assicurare. >>
<<Certo, certo. >> Continuavo a percularlo.

<<Comunque non ti sto invitando a fare una serata e uno scambio di coppia al primo appuntamento, ma ti sto dicendo che possiamo iniziare a conoscerci. Poi magari quando sarai solo chiederai a tua moglie cosa ne pensa di me. Io farò lo stesso con Carla e se loro sono d’accordo, potremmo in futuro incontrarci per uno scambio. >>
Le mie intenzioni erano di avere uno scambio al primo appuntamento, ma le mie parole erano per rassicurarlo.

Si notava che avesse interesse, ma allo stesso tempo aveva una paura folle di fare una stronzata con la moglie, non conoscendo che Valeria fosse già la mia troia.
<<Dai Sabato. Io e Carla siamo liberi. Ti posso assicurare che lei è una bomba. >>
Lui ci pensò qualche secondo.
<<Solo una cena?>>
<<Sì, al primo appuntamento non mi è mai capitato di avere uno scambio completo, neppure con le coppie più infoiate.

>> Stavo raccontando un mare di bugie per convincerlo.
Titubò ancora, ma poi cedette <<ok, facciamo sabato. >> Il corpo di Carla era perfetto e sicuramente aveva fatto centro nei pensieri perversi del marito di Valeria.
Ci scambiammo i numeri.
Avvisai Valeria. Le scrissi che Sabato avrebbe avuto una grossa sorpresa e che il marito si sarebbe trasformato in un cuckload.
Lei si spaventò. <<Cosa diavolo vuoi fare? Io amo mio marito.

>>
<<Anche lui ama te. Ma gli ho proposto una cena a quattro con Carla e non ha rifiutato. Stiamo meditando di fare uno scambio di coppia. >>
<<Mio marito?>>
<<Sì. È un piccolo porcellino. Dovevi vedere come si toccava il cazzo mentre gli mostravo un mio vecchio video con Carla. >>
<<Sul serio?>>
<<Certo. E lasciatelo dire. Non è così dotato come immaginavo. Il mio cazzo è il doppio del suo. Ora capisco perché mi vuoi così intensamente.

>>
<<Stronzo. >>
<<Ti scoperò davanti a tuo marito. Non sei felice?>>
<<Ma stai scherzando vero?>>
<<No piccola troietta. Sabato vedrai. Fammi solo il piacere di far finta di non conoscermi, ovviamente. >>
<<Va bene. >> Disse in modo accondiscendente e ubbidiente la mia piccola troietta.
A fine conversazione le inviai la foto del mio cazzone duro alla massima erezione. “Sabato te lo infilo tutto nel culo davanti a tuo marito. ” Le scrissi.

Lei rispose con la foto del suo buchetto del culo.
“Fagli vedere come desidero essere sfondata”.
Arrivò il Sabato. Carla era già stata indottrinata da me. Avrebbe dovuto prendere l’iniziativa prima con me e poi andare dal marito di Valeria, così da lasciarmi il campo libero con il mio desiderio più perverso.
Carla aveva un vestitino aderente che mostrava tutte le sue curve. Senza reggiseno e senza mutande. Aveva dei capezzoli già turgidi.

Valeria non era da meno, esplosiva nel suo vestitino nero con una scollatura da paura che mostrava un seno prorompente.
Valeria fu un ottima attrice, nonostante durante la cena non mancavo di metterle la mano sulla coscia sotto il tavolo e spingermi oltre per stuzzicarla.
Intanto Carla faceva lo stesso con il maritino di Valeria.
L’atmosfera iniziava a surriscaldarsi e il vino aiutava la serata ad accelerare.
Durante la cena avevamo parlato del più e del meno, lavoro, vacanze, progetti, ma era il momento giusto per spostare l’attenzione su qualcosa di più eccitante.

<<Valeria, tuo marito è davvero fortunato, lo sai? Darei qualsiasi cosa per una notte con te. >>
<<E io darei qualsiasi cosa per una notte con te. >> Disse Carla rivolgendosi al marito di Valeria e stringendogli il pacco duro sotto il tavolo.
Valeria non sapeva cosa dire e neppure il marito, ma Carla si avvinghiò a lui e inizio a succhiargli il collo, mentre con la mano continuava a strofinargli il cazzo prima sul pantalone, e poi sbottonandolo.

<<Che ne dici se ci diamo anche noi da fare?>> Mi rivolsi a Valeria.
Le abbassai una spallina e le tirai fuori una delle sue enormi tette. La inizia a stringere forte mentre lei guardava il marito che si faceva aprire la patta dei pantaloni da Carla.
Iniziai a succhiare il capezzolo di Valeria mentre lei iniziava a stringermi la testa contro al suo petto.
Con la mano mi intrufolai in mezzo alle sue gambe che erano già un lago.

La mia erezione era spaventosamente visibile anche dal pantalone. Mi alzai in piedi e puntai la patta verso il viso di Valeria che mi apri la cerniera. E mi abbassò il pantalone. Il mio cazzone era già fuori dalle mutande che non potevano contenerlo più.
<<È grandissimo!>> Esclamò Valeria. Come se non lo conoscesse già.
<<Vedi?>> Rivolgendomi al marito. <<Cosa ti avevo detto? Tutte troie. >>
E iniziai a schiaffeggiare il viso di Valeria con il mio cazzon duro.

<<Tua moglie da ora sarà la mia troia. >>
Non avevo paura a essere troppo duro. Carla era inginocchiata tra le cosce dell’uomo e glielo succhiava voracemente, mentre l’uomo le teneva la testava e dettava il ritmo.
Io presi Valeria per i capelli e la feci muovere sulle ginocchia e avvicinare al marito.
Eravamo molto vicini e mentre lui guardava spinsi nella gola di Valeria, tutto il mio cazzone duro. Si stava abituando al mio cazzone mentre il marito guardando la scena venne nella gola di Carla che continuava a succhiarglielo.

Scopavo la gola di Valeria come un cavallo scopa la sua giumenta e lo sguardo del marito cornuto, mi eccitava da morire. Tutto il suo make up si scioglieva mentre continuavo ad affondare il mio cazzo nella sua bocca.
Presi Carla per i capelli, e la portai vicino al mio cazzone. Le due donne mi leccavano il cazzo mentre il maritino di Valeria continuava ad osservare.
Avevo le mie mani sulle due teste delle due donne.

<<Valeria cosa provi ad assaggiare un vero cazzo?>> Le chiesi.
<<È meraviglioso. >> Mi rispose come una gattina in calore.
Il marito guardava e si toccava per farselo tornare duro.
Io non riuscivo più a contenermi a causa di quelle due bocche che si alternavano a succhiare e leccare tutta la mia asta comprese le palle. Venni in faccia ad entrambe che si scrutarono per qualche secondo e iniziarono a leccarsi a vicenda per provare la mia sborra calda.

Dopo qualche altra leccata la mia verga era già pronta per la fighetta di Valeria.
Intanto Carla tornò a dedicarsi al marito che era tornato a sua volta duro. Lo eccitava vedermi trattare la moglie come una troia.
Iniziai a massaggiare la fighetta strabagnata di Valeria con la mia cappella. Era sensibilissima e si stava bagnando ancora di più. Addirittura gocciolava, talmente fosse bagnata.
Carla si era seduta sul cazzetto del marito che provava a scoparla con foga, ma Carla era abituata a ben altra foga.

Misi Valeria a pecora sul tavolo a vista del marito. Spinsi violentemente il mio cazzone duro nella sua fighetta.
La schiena di Valeria si inarcò cercando di farlo entrare il più possibile e emettendo un urlo non male. Le misi la mano sulla bocca e le spinsi tutto il mio cazzo fino alle palle. Mentre il marito strabuzzava gli occhi. Iniziai a scoparla come un a****le violento. L’idea che il marito ci guardasse mi infoiava in una maniera incredibile.

Sentivo Valeria gemere profondamente come non aveva fatto nelle altre occasioni che ci eravamo visti.
Il marito si faceva cavalcare con foga da Carla che lo fece venire nella sua fighetta depilata.
Era stremato sulla sedia, con il cazzetto moscio, mentre Carla si avvicinava a Valeria e iniziava a baciarle la bocca, mentre continuavo a pomparla forte fino a farla venire due volte.
Con un movimento rapido, mi sputai sulla mano, la passai per il suo buchetto del culo e tirai fuori l’asta dalla sua fighetta completamente fracida.

Misi la punta dritta verso il suo buchetto e glielo aprii senza pietà.
Il marito guardando la scena tornò duro e venne a riprendersi Carla per incularsela a sua volta.
<<Mi stai distruggendo. >> Mormorò Valeria tra un gemito e l’altro.
<<Sei la mia troia, fai vedere a tuo marito cosa sei ora. >> E continuavo a sfondarle il culo e sculacciarla, mentre di tanto in tanto le tiravo i capelli.

Mentre continuavo a pomparla, il marito venne dentro al culo di Carla, palesemente insoddisfatta delle prestazioni dell’uomo.
La feci avvicinare. Tirai fuori il cazzone dal culo di Valeria e lo misi in bocca a Carla che se lo faceva arrivare in gola.
<<Vedi? Sono il padrone qui. Tua moglie merita di più del tuo cazzetto. >>
Tirai di nuovo il cazzo dalla bocca di Carla e lo infilai di nuovo nel culo di Valeria.

La tirai su. Ero in piedi e spingevo lei su e giù sul mio cazzone di fronte all’uomo.
La sua figa era aperta davanti a lui e completamente fracida.
<<La vedi come si incula tua moglie? Te l’avevo detto che sarebbe caduta ai miei piedi. >>
<<Digli che è un cornuto Valeria. E digli che non hai mai goduto come con me. >>
<<Sei un cornuto. Non ho mai goduto così in vita mia.

>> Mentre continuava a gemere sotto i colpi del mio cazzo duro.
La portai in camera da letto. La misi giù sul letto con la testa giù e il culo all’aria. E continuai a pomparla forte. Il marito si stava toccando e tornando duro e stava tornando a prendersi Carla che stava leccando la figa di Valeria.
<<No. Non la meriti. Sei un frocetto. Masturbati da solo. >> Gli dissi.
<<Loro meritano un cazzo come il mio.

Non il tuo cazzetto. >>
L’uomo si sentì umiliato, ma mi obbedì, mentre continuavo a pomparmi la moglie e davo razioni di cazzo anche all’insoddisfatta Carla.
Le scopai entrambe per tutta la notte. Tanti orgasmi e tanto sperma sulle lenzuola della coppia. Mentre il marito continuava a masturbarsi più volte sulla sedia guardandoci.
Mi addormentai in mezzo alle due donne. Tutte e tre nudi. Mentre il marito si era addormentato sulla sedia tutto solo, con tutte le mani impiastricciate della sua sborra.

Valeria mi sussurrò: <<Sono felice mio toro. Hai mostrato all’uomo che amo come voglio essere scopata. >>
<<Io continuerò a scoparti. Come hai visto lui si è eccitato parecchio stasera. Ti scoperà con più convinzione in futuro, ma non lo farà mai come me. >>
<<Come te è impossibile mio toro. A quando la prossima?>>
<<Domani mattina non avete ospiti vero?>>
Valeria sorrise e mi baciò mentre con la mano tornò a stringermi il cazzo.

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Compleanno al mare

Il compleanno della moglie!

Sono felicemente sposato con M. da diversi anni. La nostra relazione è stabile e con alti e bassi prosegue da tanto tempo, eravamo assieme anche prima del matrimonio e devo dire che il nostro rapporto va alla grande. Avevamo litigato molto agli inizi, ma abbiamo messo in chiaro tutti i problemi, fino a trovarci in accordo su molte cose, pochi litigi tanto dialogo. Quindi tra noi c’è tanta intesa, su tutto, soprattutto sessualmente; oltre al rispetto e all’amore.

E anche se siamo una coppia aperta, con lei tendenzialmente gelosa, sotto le lenzuola va alla grande, mai trovato una che scopa così. Da quando abbiamo scoperto che non può avere figli, ci divertiamo di più a godere delle gioie del sesso.
Dopo anni di frequentazione ci divertiamo anche a trovare nuovi stimoli, cercando di non causare strappi o gelosie tra noi. So che lei è una donna particolare, ama il sesso forse anche più di me, per questo io le concederei delle scappatelle.

Con la fame di uomo che ha mi meraviglia che una vorace come lei si accontenti di un uomo solo. Inoltre, da qualche anno mi capita di pensarla con altri uomini e questo fatto mi eccita da morire, e anche se non si è mai tradita sono sicuro che ogni tanto qualche “scopamico” occasionale se lo fa. Basta che non abbia problemi, da parte mia le ho detto che la cosa non mi disturberebbe, so che ama solo me, e potrebbe bastarmi.

Io comunque la tengo occupata e non le faccio mai mancare ciò che più desidera, in tutti i sensi, e per stuzzicarla sono arrivato anche di tentarla con qualche proposta di scambio di coppia. Lei però non accetta per sua smania di possesso, dice che non divide un ottimo amante con altre. Mentre facciamo l’amore questi pensieri ci fan impazzire. Mi diverto a volte a fingere di essere un estraneo, il postino, o l’idraulico, o la squadra di rugby che a turno se la scopa, per spingerla anche ad andare al dunque, magari in un privèè.

Però lei non ha mai desiderato andare al dunque, resta tutta una nostra fantasia e giura che io le basto! Le credo, ma vedo che per lei è un sacrificio, e tutta la sua arte è quasi sprecata.

Oggi è il suo compleanno e di sicuro si aspetta qualcosa di speciale, ma non sa quanto lo sarà…. Mi sono organizzato per lei qualcosa che di anno in anno ho rimuginato e rimandato in attesa del momento propizio.

Siamo al mare, in un appartamentino in affitto, un’anonima coppia di aiutanti quarantenni e mentre lei deve ancora tornare dalla spiaggia io mi ero organizzato tutta la cosa con un paio di venditori ambulanti ivoriani conosciuti per caso anni prima, ma affidabili che ora sono ben nascosti nell’armadio.
Eccola, rientra in casa allegra, la accolgo con un lungo bacio e la mando a fare la doccia. Esce con indosso solo un asciugamano, ce l’ho già duro al pensiero di quello che succederà…
Mi guarda con occhi da gatta e mi chiede se mi ricordo che giorno è.

Le rispondo: ”Certo tesoro, un giorno che non dimenticherai”, lei sorride ammiccante: ”Cos’hai in mente?” “Ho prenotato una cena di pesce per stasera, in un ristorante romantico…” rispondo vago, ma so che non le basta una cena, e mi sorride incerta ma la capisco non soddisfatta. Dice: “abbiamo un paio d’ore, potresti farmi la festa, vorrei stimolare l’appetito!”
“Perchè no, aspetta e vedrai che ti sistemo anche quella fame” le dico io. “Vai in camera da letto e aspettami” “Ok , ma non farmi attendere troppo.

”… Metto intanto un sottofondo con musica classica, il Bolero di Ravel e altri brani piacevoli, che mi servono per creare l’atmosfera ed eliminare il silenzio.

Nonostante qualche chilo di troppo è un gran pezzo di gnocca, languida e distesa sul letto. Entro in camera da solo e la trovo già nuda, bella, con quei suoi capelli biondi e mossi che le circondano il viso.
Le dico “Ora ti voglio bendare” – “Va bene, mi piace, ma cosa hai in mente?”.

“Lo scoprirai tranquilla, lascia fare a me, ti fidi vero?”.
Mi avvicino con delle fasce di stoffa scure e robuste in mano. La bacio e intanto la bendo, con il bendaggio scuro e ben fissato e la lego con le stringhe morbide e leggere al letto. Lei si lascia fare, come estasiata, porge le mani che lego assieme con il nastro sui polsi e tiro l’altro capo che arriva sul montante vicino all’armadio in modo da farle tenere la testa vicina al bordo e poi altre due fettucce di nastro fisse sulle caviglie, le gambe restano ben aperte e legate con i due nastri che arrivano ai due lati fissati poi ai piedini del letto.

La accarezzo e la faccio fremere. “Mi stai eccitando come una troia!”

Faccio uscire ora piano gli altri due uomini, lei non si è ancora accorta di nulla, controllo la benda sul viso …e la bacio appassionatamente e inizio a leccarla e a baciarle il collo, poi scendo, le accarezzo il seno e le succhio i capezzoli, sta già gemendo, la porca. Scendo con la lingua fino all’ombelico e poi tra le sue gambe.

Ha la fica tutta bagnata, è uno spettacolo, le lecco le grandi labbra e le infilo pure due dita dentro più che posso e le muovo su e giù, poi le titillo la clitoride con dei brevi colpetti di lingua, mi sta implorando di non smettere, ma io mi stacco perché il bello deve ancora venire.
Intanto i due ospiti in perfetto silenzio e senza far rumore si sono tolti le tute da ginnastica con cui si erano nascosti ed ora tutti nudi si stanno menando entrambi il cazzo, neri duri e dotati, non vedono l’ora di infilarglielo.

Sono attorno al letto, pronti a sbattersela a più non posso e io pure. Salgo sul letto cercando di esser rumoroso e mi metto a cavalcioni appoggiandomi al suo seno, che manipolo con ruvidezza, poi le infilo il mio cazzo nella calda bocca, lei lo adora, me lo succhia con voracità. Le urlo: “non penserai mica di esser qui a divertirti! sei una donna cattiva e sarai punita!!!” Mi sposto sul suo viso con tutto il corpo e lei lecca le palle, bramosa lecca ovunque arrivando fino all’ano, poi le rimetto la mia asta in bocca e glielo spingo sempre di più, fino in gola, lei lo ingoia con gusto, che gran troia!
Glielo tolgo e poi lo infilo subito nella sua vagina, è caldissima, se non ci sto attento rischio di venire subito…no, non devo, è ancora lungo il gioco.

Lei chiede “Si! Così! puniscimi con il tuo bastone!!!”
Intanto uno dei due, un giovane negro ben dotato si avvicina al bordo del letto, al mio cenno le gira dolcemente la testa e glielo infila in bocca.
Io li sprono dicendo: “Tieni puttana! Oggi assaggerai la giusta punizione per una come te! Non ti basta certo una sola bastonata!”
Lei rimane inizialmente sorpresa, ma non si sottrae, e assapora e studia con la lingua e la bocca quest’asta lunga e grossa che poi si divora con gusto e un secondo dopo è già lì che geme di piacere.

Sono eccitatissimo, e dico: “Dai troia succhia, succhialo bene! Ti piace questo bel didlo nuovo che ti ho comprato? Ti scopo come dico io, ti piace eh? Sì che ti piace, sei proprio una gran zoccola, prendi tutto quello che ti arriva dai!”.
Sentire queste parole la eccitano ancora di più e la sbatto con violenza, lei con la bocca piena mugula, e in un attimo di pausa del nero che la irruma mi implora di non smettere di fotterla e ho intenzione di assecondarla, ma cazzo quanto è difficile non venire ora! Intanto il secondo ora le sta accarezzando i seni, lei inarca la schiena e poi le bacia i suoi capezzoli turgidi con i labbroni enormi.

Lei ora si è bloccata, ha capito che c’è qualcosa che non torna, contrae la vagina e gode, il resto del copro è fermo, in attesa e guardingo, sembra come svenuta in balia degli eventi! Il primo ne approfitta per scoparsi la bocca aperta ed inerte.
Il negro che succhiava i seni di sicuro con quelle tette grosse ci si vuole fare una spagnola ed infatti…. ora lei ha capito che si tratta di un’orgia, per un momento si toglie il cazzo dalla bocca e mi ringrazia.

“Che bello!!! che gusto, come fai…. siii come hai organizzato? che bello, bel regalo! Ti sono davvero grata… ah grazie caro!”
“Di niente amore” Le rispondo io, “Per una fica come te questo e molto altro”.

Riesco a darle ancora qualche botta ma sento che sto per venire, e mi ritiro sentendola contrarre e gemere di piacere, ed un grosso dito nero capisce e mi sostituisce subito e lei squirta innaffiando la mano e gemendo con il cazzo nero in bocca producendo un rumore strano, di puro godimento.

A questo punto decidiamo di girarla a novanta, sleghiamo i lacci e lei, ancora bendata e ubriaca di piacere si lascia sollevare.
Il più dotato di noi tre si stende sul letto e la fa sedere di sopra e le infila il suo enorme cazzo già bello che stimolato, lei urla e geme, apprezza e collabora; è brava nei movimenti del bacino, figurati se non ne approfitta per salire in cattedra! Una simile seduta la riempie di sicuro!
A questo punto decido di approfittare per la distrazione che ha con quel bel cazzone e vado ad esplorare il suo culo fantastico, pieno e sodo al punto giusto.

Lo ungo un po’ con gli umori che le escono abbondanti dalla fica e poi mi appoggio con il cazzo ed entro.
Lei sobbalza “Dio che spettacolo, che stretto!”. Lei gode ancora. intanto, l’altro negrone dopo la spagnola ora glielo ficca tutto in bocca, mia moglie sta impazzendo impegnata su tutti i fronti, sento i suoi umori scendere lungo le gambe, dev’essere al limite dell’eccitazione… ma tiene botta!
Continuiamo per un po’ in questa piacevole posizione e poi ci scambiamo.

Dopo la bocca anche questo ora vuole scoparsela e se la mette sopra, lei gli da la schiena così può continuare a succhiare noi due che stiamo per venire…. Lei ora è sopra e si scopa con foga l’ospite, ma dopo diversi colpetti anche il secondo pure vuole provare quel bel culo e glielo infila senza tanti preliminari…lei lancia un gridolino di piacere e si muove dolcemente, avanti e indietro, su e giù, intanto io le faccio reclinare un po’ sulla schiena per scoparmela davanti, mentre due mani nere la tengono per i seni, strizzandoli.

Altra doppia penetrazione, il primo per non farle mancar nulla le infila il cazzo pieno dei suoi umori in bocca, ma per non venite troppo presto a volte lo ritira e le offre il resto: lei gli lecca allora le palle. Con maestria Milly ora che ha le mani libere cerca di massaggiare chi le stà davanti e ne prende una alla volta e le succhia poi con la mano le afferra entrambe e ci gioca con la lingua.

Guardo davanti a me il negro sudato, quasi paonazzo in viso, anche lui non ce la fa più… con uno sguardo ci capiamo che è il momento.

Ora la facciamo inginocchiare a terra e uno dopo l’altro le veniamo in bocca e sul viso. Tra una e l’altra lei ha il tempo di commentare: “che bello! urca che sborrate!” e a bocca aperta lei ingoia tutto e poi ci lecca delicatamente i membri, uno ad uno.

Quando ripassa al mio dice: “Questo lo conosco bene!” poi ribacia gli altri due e lecca le ultime gocce con voluttà dicendo “Piacere!” con voce languida e sensuale.
Appena riprendono fiato i due a turno le leccano di nuovo la fica, con delicatezza, ed i capezzoli e ancora una volta viene, urlando di piacere, ed alla fine resta adagiata sul letto, ancora bendata.
Ora i due ospiti si rivestono silenziosi e li faccio uscire, con lei semi addormentata e languida.

Non vogliono nemmeno la mancia che avevo promesso.
Torno da lei e tolta la benda le chiedo come sta e lei: “benissimo amore, grazie per questi regali super, ma direi che non occorre un’altra ricorrenza per riprovare, che ne dici?”

FINE? no…
La moglie colpisce ancora! Il ritorno di Milly

Son passati due giorni e la mia signora ora richiede un’altra seduta con gli amici. E allora gli avviso di venirci a trovare per un’altra serata.

Lei quella sera si rinchiude in bagno, e si mette in ghingheri.
Si sta truccando e profumando dopo la doccia, ed io invece preparo i drink e la macchina da presa, questa volta ci facciamo pure un filmino.
Suonano alla porta, e li ricevo, li saluto e li faccio entrare, sono vestiti con la solita tuta e mi dicono che stavano facendo jogging leggero per scaricare la tensione, vedo che sono carichi e li faccio accomodare nel divanetto, piazzo per bene la telecamera davanti e chiedo se a loro va bene.

Ottenuto un sorriso, mi dicono che sono due giorni che pensano al secondo round, e che si sentono in forma.

Arriva vestita di bianco, appena vede i due la signora resta sorpresa, ma non si scompone, vedendo i due ragazzoni già seduti, mi guarda. Mi fa un sorrisone forzato, e lesta lesta si siede in mezzo ai due!
– Ma che bei maschioni scuri, dovevo immaginare che per avere sostanza serviva il colore!
E inizia a toccarli senza pudore, da sopra i pantaloni leggeri.

– Siete contenti di essere qui sento, siete già duri come il marmo!
E così dicendo inizia a esplorare meglio dentro le mutande, mentre lo fa mi guarda con aria di sfida:
– E te mi raccomando fai delle belle riprese che poi mi voglio guardare! Metto a fuoco bene, cercando di non inquadrare troppo i visi, che se vengono bene li mettiamo su xHamster.
Usi lo zoom. Ora in primo piano si vedono il suo intimo in seta accarezzato da due mani scure, mentre ai lati ci sono due membri neri accarezzati dalle sue mani bianche.

Sono tutti e tre a loro agio, e lentamente masturbandoli lei gli spoglia sempre di più, mentre un alone di umidità inizia a bagnarle l’intimo. Devo spostarmi con la telecamera, perché alzandosi mi copre la visuale, mi sposto e la trovo già con la testa a servire il più giovane dei due, che mugola di piacere e cerca di tenerla tranquilla, mentre lei spompina famelica, mentre il secondo è sceso sfilandole le mutande a leccarla tra le gambe.

Con un rantolo, troppo presto il primo le viene già in bocca, scusandosi di non aver saputo resistere, lei ride e lo rassicura che va bene così, si gira e inizia a succhiare il secondo, mentre il primo si rilassa infilandole tutto il dito dentro la fica. In un paio di minuti anche il secondo le viene in bocca, e lei
ora dice: “bene, ora sarete più resistenti e pronti a scoparmi per bene!”
Così dicendo li prende per i cazzi rimasti duri e li trascina verso la camera da letto.

Si pone sopra a gambe aperte ed inizia a farsi montare… il più giovane rimasto prestante la penetra con forza, l’altro viene servito di bocca fino a quando dopo diversi minuti riprende consistenza, lei si gode la scopata e geme con il cazzo in bocca. Poi quando lo sente pronto si mette sopra al primo rimasto duro e inizia a infilarselo dietro, trascinando il primo dentro davanti, per una doppia penetrazione che la manda in estasi:
– “che bello, non avevo mai provato di meglio, mi manca solo il tuo uccello da succhiare…” e con la mano mi fa cenno di avvicinarmi; la assecondo cercando di tenere a fuoco al meglio la telecamera, e riesco a riprendere dall’alto la sua testa che succhia ed inghiotte pure il mio pene, pronto e duro, mentre il suo corpo è scosso dai colpi che i due riescono a dare e dai fremiti dei suoi orgasmi.

La vedo godere in un limbo di piaceri, e presto anche le mie palle si svuotano, mentre lei succhia avida pure tutti i miei schizzi.
Mi concentro meglio nelle riprese e riesco a riprendere i due che la montano e a turno escono per schizzare sul suo ventre e sui suoi grossi seni.
Finisco sfocando riprendendo il suo corpo e per non farla riconoscere perdo nel film il sorriso di lei che ora giace estasiata.

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Afose giornate Mantovane

Con un alias diverso negli episodi “Cugini” ho descritto l’esperienza estiva, quella in cui passai dalle esperienze private a quella pubblica di troietta dei miei cuginetti.
Gli ingredienti del pasticcio sono, un minuscolo paese agricolo della piana mantovana, dove tutti sanno di tutti, un gruppo di ragazzi con età oscillante fra i teenager e la maggiore età, pertanto le ragazze erano frequentabili solo sotto lo sguardo attento di parenti o vicini, ecc le scappatelle erano rare, contingentate come tempi e a forte rischio di sganassone.

Insomma maschi e femmine sempre ben separati.
Noi maschietti potevamo scorrazzare per i campi o andare a fare il bagno al fiume.
Le abitudini erano ferree, nelle ore più cade del pomeriggio, quando il sole picchiava duro, cessavano tutte le attività, il paese intero cadeva nelle braccia di morfeo.
Che palle, per noi pieni di ormoni e di vita, ma era propio in quelle ore che noi attuavamo le nostre strategie.

Ormai dopo quella festa in casa, fra me e i cuginetti erano cessati gli imbarazzi, anzi andavo io da loro sperando in qualche nuova trovata.
Nelle borse della moto portavo sempre il necessario, asciugamano e costume da bagno, la gonna che avevamo abilmente sequestrato alla cugina, le scarpe con zeppa, e l’immancabile Leocrema, tanto utile per tutti gli usi, per evitare troppe manovre mettevo i pantaloncini senza le mutande e una maglietta.
Erano circa le due del pomeriggio decisi di fare una sorpresa a Marco, i suoi lavoravano in fabbrica a Mantova e fino a sera non sarebbero rientrati, sapevo che era sempre eccitato e pronto.

Capitai dalui mentre stava riparando la moto in garage.
Entrai e gli chiesi qualcosa di fresco da bere, tempo di andare a prendere nel frigorifero la classica acqua e tamarindo rapidissimo mi denudai misi le scarpe, la gonna e una dose di crema sullo sfintere. Appena mi vide il suo costume da bagno non fu più in grado di contenere i 24 centimetri di cui era dotato, mentre sulla sua faccia si era disegnato un sorriso idiota di felice sorpresa.

Bando alle ciance partii all’arrembaggio :“Marco ti andrebbe di mettermelo in culo” , contemporaneamente appoggiai una gamba sul vecchio divano e allargai le chiappe con la mano mettendo in evidenza il buco, non fece un fiato appoggiò la cappella spinse forte e me lo infilò tutto in un colpo solo, che volete a me piace farmelo infilare così.
Arrivato in fondo si fermò qualche secondo, e poi iniziò il magico gioco del su e giù dentro e fuori.

Lo incitavo con “Dai inculami , siii cosi tutto in culo”, anzi dirglielo eccitava anche me, mi gustavo le spinte profonde. Purtroppo fu breve era talmente eccitato che gli bastarono dieci minuti per allagarmi il culo, ma che volete non tutti i giorni è festa ma il pomeriggio era ancora lungo.
Vuoi per la prestazione vuoi che non c’era un filo di vento ma il caldo era opprimente, la soluzione: andare al canale a fare il bagno.

Passammo a prendere anche Francesco, il terzo complice e via tra i campi di granoturco fino al canale.
Qualche tuffo una nuotata poi Marco vista la solitudine del posto si tolse il costume, con le braccia appoggiate al bordo del canale mi chiese sottovoce:“Hai mai fatto un pompino ?”.
Effettivamente non ne avevo mai fatti come non mi ero mai fatto inculare fino a quella festa, ero un po’ titubante, ma perché non provarci, ormai puttana ero e puttana rimanevo.

L’acqua del canale arrivava giusta alle mie spalle, con poca fatica gli alzai le gambe mettendolo a galleggiare in orizzontale, avvicinai la bocca alla sua cappella e leccai, il sapore era quello dell’acqua, per cui fui incoraggiato a infilarmelo in bocca, e cominciai ad appoggiare le labbra, lo feci entrare in bocca e sentii il un sospiro di soddisfazione, incoraggiato cominciai a succhiare e ad ogni movimento della mia testa sentivo una vibrazione dalle sue gambe unito a un gemito di piacere, non riuscivo però a farglielo indurire, era l’effetto dell’acqua fredda, purtroppo o per fortuna, la cosa mi piaceva volevo continuare quel gioco.

Uscimmo dall’acqua ci sdraiammo sul prato, sotto il sole caldo le cose migliorarono, mentre mi impegnavo con il pompino sentii salire l’eccitazione, e in quel mentre avvenne quello che speravo succedesse, due mani mi allargarono le chiappe, era Francesco, mi puntò la cappella, bagnata a tal punto che non dovetti nemmeno usare la crema, aspetti il momento della spinta, lo incoraggiai con :“ dai dai adesso mi incula siiii, dai sfonda il culo alla troia” ,spinse la cappella risalì veloce e forte, un calore piacevole si impadronì della mia pancia, entrò fino in fondo e un brivido di piacere profondo piacere mi corse fino al cervello.

Un cazzo in culo e uno in bocca, mai provato, ero eccitatissimo, passammo una mezzora favolosa
i due si alternavano, il piacere era talmente alienante che non riuscii a capire chi dei due me lo stesse sbattendo in culo e chi in bocca bocca, capii che quello dietro veniva quando mi afferrò forte le spalle spingendolo e bloccandolo bene in fondo, ebbi solo una reazione quando il liquido caldo mi schizzò in bocca mentre due mani mi bloccavano la testa, lasciai che la sborra calda colasse e poi ripresi a succhiaire di gusto quella cappella.

Quando tornai sulla terra dalle emozioni capii che fu Marco a godere del pompino con quasi ingoio.
Francesco nonostante mi avesse già allagato il culo non mi toglieva quel palo dal culo, gli si afflosciò un attimo ma poi rispingendolo con due colpetti, se lo fece venire duro di nuovo e senza toglierlo riprese, fu stupendo perché mi riinculò con una calma e una profondità meravigliosa, me lo faceva sentire tutto, mentre Marco si gustava lo spettacolo da vicino di quel cazzo che andava avanti e indietro, anzi si divertiva a dare ordini :”Dai tutto in un colpo, Veloce adesso, dai forte fammi sentire le palle che sbattono”, io igemevo di piacere, mi stavo davvero divertendo e soprattutto stavo godendomi la quarta inculata di quel giorno.

Quando sentii i colpi farsi più decisi e veloci capii che l’apoteosi era vicina appena mi disse “Stingi quel culo puttana che ti vengo dentro” mi masturbai e venimmo quasi in contemporanea. Fu davvero un pomeriggio da favola come altri che seguirono.

I MIEI NIPOTI- prima parte.

Ecco un altra storia che vi giuro ha sconvolto anche me , ma è autentica al centoxcento. Ho un fratello e una sorella più giovani di me, entrambi convivono coi rispettivi compagni, ma non sono sposati e non hanno figli. Quindi io all’età di 44 anni non sono ancora zia!!! Però sono sempre stato molto legato ad una mia cugina di primo grado,questo fin da piccoli. Un altra sorella. È stata la prima con cui ho fatto outing , l’unica con la quale ho sempre parlato liberamente di tutto.

Io a lei, lei a me. Sono stato il suo testimone di nozze, e quando ha partorito i suoi due splendidi figli, ho fatto da madrina a entrambi. A tutti gli effetti i figli di mia cugina sono i miei nipoti, e per loro sono lo zio gay!!! Il maschio si chiama Jacopo, è il maggiore dei due, la femmina ,di due anni più giovane ,si chiama Maddalena. Sono stato il loro babysitter da sempre, ogni volta che potevano facevano i capricci per venire a trovare lo zio Guerrino.

Non ricordo il momento in cui hanno scoperto che ero gay, forse ci sono arrivati in maniera naturale, senza fare proclami. Certo a volte mi hanno fatto domande che mi hanno messo in difficoltà e in imbarazzo, ma alla fine ho capito che ero io l’unico a farsi dei problemi. Jacopo è stato il primo a parlarmi di sesso e della sua prima volta con una ragazza. Aveva quattordici anni, gli occhi che brillavano!!! La Maddy invece è sempre stata un po’ più timida, e anche se mi ha confessato di aver fatto sesso , non mi ha mai detto ne’ quando ne’ con chi.

Oggi sono due studenti modello ,esempio di educazione ,intelligenza , integrità, maturità , serietà. Jacopo è al secondo anno di università, Maddalena all’ultimo anno di liceo. Non bevono, non fumano, non frequentano locali trasgressivi. Pochi amici, tutti e due casa e studio. Chi non vorrebbe due figli così??? Beh, io no!!! E se continuerete a leggere il seguito capirete il perché. La settimana della Befana, parlo di quella appena passata, mia cugina e il marito decidono di fare una sciata in montagna.

I ragazzi erano a casa per le vacanze natalizie, ed erano soli. Vivono in una grande villa abbastanza isolata, in mezzo al verde. A Natale per motivi vari non sono riuscito a vederli. Quindi sapendo che li avrei trovati a casa a studiare, decido, la sera prima del sei Gennaio ,di far loro una sorpresa. Mi vesto da zia befana e senza avvisarli mi presento a casa loro. Le luci sono accese, anche il camino, sono sicuramente in casa ma non li vedo.

Giro per tutte le stanze ma nulla. Finché dalla mansarda, l’unico posto che non avevo ancora controllato, sento la voce di Jacopo. Stava parlando , quasi urlando , ma non capisco una parola. All’improvviso sento il suono di una sberla accompagnato da un urlo femminile. È sicuramente Maddy!!! Per accedere alla mansarda si sale per una scala a chiocciola. Mi precipito su, la porta è socchiusa. Non entro subito, magari mi sbaglio e Jacopo è con la sua ragazza.

Rimango ad ascoltare e sento con chiarezza mio nipote gridare icon tono autoritario ” dopo tutti questi anni che sei la mia troia, puttana, non hai ancora imparato come succhiare il cazzo a tuo fratello!!!”. E di nuovo una sberla e il pianto di una ragazza. Rimango atterrito!!! Ha detto a tuo fratello, ho sentito bene. La ragazza è la mia Maddy!!! E sta piangendo. Con tutto il mio coraggio spalanco la porta ed entro.

La scena è allucinante!!! Maddy è legata ad una sedia ,nuda a gambe divaricate. Lui in piedi nudo, con anfibi e passamontagna nero. Rimango pietrificato. Talmente sconvolto da dimenticare che isono travestito da vecchia , con tanto di maschera da befana. Mi guardano di shitto e urlano !!! Urlo anche io!!!! Lui si lancia verso di me sbraitando chi cazzo fossi, di certo con cattive intenzioni, Io mi tolgo la maschera e urlo ” fermo Jacopo!! Sono lo zio Guerrino!!!”.

E si blocca. Maddalena vedendo che ero io impreca” ma cosa ci fai qua zio??”. ” Fortuna che sono arrivato bambina mia, giusto in tempo per salvarti!!!” Rispondo con voce rotta. Loro due si guardano un attimo e poi scoppiano a ridere. Ma a ridere di gusto. Mi sento male, le gambe mi abbandonano e cado a terra. ” Jacopo, muoviti, slegami che lo zio sta male!!! Calmati zio, adesso arrivo io!!”. Jacopo slega la sorella che corre subito in mio soccorso.

” Zio, stai male? Ti sei spaventato?? Forza Jacopo prendi un bicchiere d’acqua per lo zio!!! Muoviti!!”. Jacopo ,completamente rintontito , corre a prendere l’acqua. Maddy è seduta con me a terra, mi abbraccia e mi accarezza. ” Che cosa state facendo bambina mia?perche’ sei nuda e perché piangevi? Perché Jacopo ti picchiava? Dimmi, abusa di te? Ti obbliga a fare cose che non vuoi?”. La fisso negli occhi, i suoi bellissimi occhi verdi, e cerco invano quel l’innocenza che ha da sempre caratterizzato il suo sguardo.

Ma non la trovo. Non sto guardando la mia Maddy, non è lei!!! È lia personificazione della Maddalena. Di una donna impura. Per la prima volta vedo la vera Maddy. Torna Jacopo col bicchiere d’acqua, me lo passa e lo bevo. Lo osservo, nudo, è un uomo , bello, muscoloso, adulto. E molto dotato. Per la prima volta mi rendo conto che non è più un bambino. I miei nipoti sono due pervertiti!!!!! Finita l’acqua mi alzo in piedi.

” Fatemi togliere tutti sti stracci che sono tutto sudato!!!” E si mettono a ridere. ” Ah ridete? Per poco vostra zia non fa un infarto e voi la prendete per il culo!!! Grazie!!!” Borbotto spogliandomi, rimanendo in mutande e maglietta. ” Certo che come befana eri più bella!!! ” dice Jacopo. ” Continuate pure a ridere di me. Sfogatevi pure. Perché quando avete finito facciamo un bel discorso serio!!!i ” usando un tono accusatorio.

” Dai Maddy , lo zio ha ragione, gli dobbiamo delle spiegazioni. Meglio se ci vestiamo intanto” dice il maschio alla sorella. Ma subito li fermo” Eh no, voglio leggere la vergogna sui vostri volti, quindi restate così come siete. Nudi come due vermi! E poi sapete quante volte vi ho visti nudi? Certo non eravate ancora così ben sviluppati!!”e guardo l’uccello di mio nipote, che anche non in erezione è comunque grosso e lungo!!! ” Hai visto zio che cazzo grosso mi è venuto? Tu che te ne intendi, che voto gli daresti?” Mi chiede facendo dondolare il pisello su e giù.

Non voglio cadere nel suo tranello e mentendo gli dico” Mah,, sette, sette e mezzo!” E Maddy da dietro mi suggerisce” Alza, alza!!!”. ” ok, un otto e mezzo dai!!!”. ” Alza zia, alza!!! ” ancora lei. ” Vabbè ammetto che hai un bel pisellone , ma non posso darti 10. Ho visto di meglio!!!”. E da dietro mia nipote quasi come fosse un consiglio, esclama” E dagli sto cazzo di dieci!!! Se te lo dico ci sarà un motivo!!”.

Piccola grande zoccoletta, che segreti mi nascondi?penso tra me e me. ” Guardalo bene zio, che voto mi dai , sii sincero!!!” Me lo chiede come quando da bambino mi chiedeva un gelato. ” E va bene, la verità è che hai un bellissimo uccello, da uno a dieci ti do quindici!!!” Ed ecco che il suo cazzo si fa grosso e duro, perfettamente in erezione. ” Che ti avevo detto? Si eccita se gli dici che ha un bel l’uccello!!!” Mi dice la zoccola di mia nipote.

” So zio che non ti piace la figa, ma ne hai viste di sicuro più di noi. Ora dimmi , che voto daresti alla passera di Maddalena?” Dice Jacopo, e ci giriamo entrambi a fissare la patata di mia nipote che si siede su un mobile basso e allarga le gambe. È completamente depilata,come quando era bambina. Senza esitazione rispondo ” Zero!!!!” E ridiamo tutti e tre. ” Dai zio, fai il serio almeno per una volta!!!!”.

Che coraggio a dirmi una cosa del genere. Comunque sto al gioco, i toni non sono così differenti da come quando giocavamo a Monopoli, solo che l’argomento è ben diverso. Ma non sono mai stato lo zio bacchettone, e non lo sarò certo adesso. Se voglio farmi raccontare tutto, devo comportarmi normalmente. Quindi mi avvicino alla figa di mia nipote, lei con le dita allarga le grandi labbra, la osservo attentamente e mentre lo sto facendo quello stronzo di mio nipote mi spinge la testa e mi ritrovo con la vagina in faccia! Mi tiro su di shitto e mando a fanculo Jacopo!!! Ovviamente lui ride, ormai sono diventato il loro pagliaccio.

Mi rendo conto che i fratelli hanno un intimità, una complicità molto forte. O reagisco e faccio lo zio, l adulto, o rischio di perdere il loro rispetto. E che cazzo, a 44 anni, dopo tutte le esperienze che ho vissuto, mi faccio infinocchiare da due sbarbatelli??? Non esiste. Volete giocare? Giochiamo pure, ma a modo mio. E cosi , spogliandomi nudo anche io, in mezzo a loro due, con voce seria prendo il comando ” Pensavo di chiedervi da quanto tempo andasse avanti questa cosa tra voi due.

Chi ha cominciato, se eravate d’accordo entrambi fin da subito, se lo sa qualcun altro. Invece non me ne fotte più una minchia di sapere tutte queste cose. È evidente che siete complici, quindi a tutti e due piace fare…. dico sesso, ma ho intenzione di entrare nei particolari. E visto che siamo tutti maggiorenni, consapevoli, e porci!!! E se per caso non lo siete vi faccio diventare io, essendo il più esperto, il più grande, ora comando io.

È chiaro a tutti e due???” Urlando come un matto, tanto che li spavento e qui volevo arrivare. Silenzio tombale, mi accendo una sigaretta, e mi metto in piedi davanti a entrambi, gambe leggermente divaricate, cazzo barzotto ma pronto ad ogni mio comando. Guardo prima lei ” Tu, piccola puttanella, sentivo che tuo fratello si lamentava perché ancora non sai fare un pompino, giusto?” Non risponde. Allora guardo Jacopo e chiedo a lui ” E’ vero o no che non sa fare pompini? Tu lo hai detto, ti ho sentito bene.

L’hai pure schiaffeggiata e fatta piangere. Quindi rispondimi, e’ o non è una brava pompinara? ” alzando la voce. ” Dai zio, era un gioco, non stavo dicendo sul serio!” Risponde il codardo. ” Beh ora sono io che giudico chi è brava o bravo o no. Ok? Quindi giù in ginocchio e inizia a sbocchinare, e ti conviene impegnarti!!!” Ordino a lei. Guarda un attimo il fratello in cerca di aiuto , ma da lui solo freddezza.

Allora lei si inginocchia e mi prende il cazzo in bocca. La troietta non è male, infatti mi viene subito duro. Jacopo guarda la scena e poi esclama ” Si!!! Vai zio, sei un grande !!!! “. Gli spengo subito l’entusiasmo. ” Che è sto tifo da stadio? Massimo rispetto per tua sorella che mi sta facendo una pompa niente male. Tu , grande padrone, Master del cazzo!!!! Ti do due secondi per inginocchiarti dietro di me e leccarmi il culo!!!!” Maddy ride, ma senza fermarsi di succhiare.

Jacopo è incredulo, ” Non hai capito che non sto scherzando? O ti muovi o faccio del male a tua sorella!!”. E prendo in mano la coda di capelli di Maddalena usandola per bloccarla con il mio cazzo in gola facendola soffocare. “Ok ok zio, fermati, faccio quello che mi hai chiesto, basta che non le fai del male!” E si inginocchia dietro di me. Mi apro con le mani le chiappe pelose e mostrandogli il buco gli dico” lo vedi? Tutto tuo.

Leccalo per bene!!!” E inizia a passarmi la lingua sul buco. Non farei mai del male ai miei nipoti, sia chiaro. Ma meritano una lezione stile zio Guerrino. E ho in mente un bel po di cose da insegnare a sti pivelli. CONTINUA.

Alessia malizia ermafrodita acerba.

Con Alessia primo Orgasmo( 11 anni lei ed io 16; storia vera).
(“ le Donne, le femmine in generale sono figlie di Satana, in quanto, quello che voi maschietti sognate di notte , e vi contorcete svegliandovi madidi di sudore, eccitati, ricordate, le donne lo hanno già fatto!!!!”
Cit. del prof. De Rubertis. )
Avevo 16 anni, e all’ epoca non esisteva Internet, la circolazione delle riviste porno aveva acceso i miei istinti sessuali di maschio sessualmente sviluppato di fine pubertà, pur essendo ancora un adolescente minorenne brufoloso; le mie fantasie sessuali divennero private e presero visione quando furtivamente mi ero impossessato di una rivista porno ” Le Ore” a colori, e per potervi accedere dovetti occultarne una copia nel soffitto del mio condominio, in una trave nascosta in quanto non potevo tenerla in casa; le andavo a guardare da solo, ogni tanto per eccitarmi su quelle scopate, sui pompini, sulle inculate di donne giunoniche o efebiche e di negri superdotati di turno.

Tuttavia senza mai essere giunto in un vero primo orgasmo, sia data la mia incertezza sulla masturbazione (il fai da tè non mi era congeniale,e veramente non ne avevo nemmeno l’ istinto anzi forse avevo paura…) , o sul rapporto sessuale reale non avevo idea; con l’altro sesso un approccio concreto era tuttavia improbabile , ero proprio timido, incompetente e una frana, figuriamoci il resto; avevo bisogno di essere “ stimolato” , “ svezzato” ma da chi?,
Eppure di navi scuola se ne è sempre parlato, ma volesse il caso che nel senso letterale, in quel periodo ” mature signore non ne conoscevo”, ma il destino aveva in serbo un piano per me, per farmi scoprire uomo, e data la situazione che vi racconterò, molti potrebbero storcere il naso, ma allora premetto di chiedere a maschietti e femminucce, come si sarebbero comportati/e al posto mio? Oggi sicuramente è più normale ( oggi ho 48 anni e i fatti descritti si svolsero, quando ero verso i 15-16 anni).

Per anni ho pensato a questa esperienza, diciamo a questo amore, visto che io lo ero davvero innamorato , e non sò se dall’ altra parte data l’ immaturità ero considerato un giocattolo. Da sempre sono stato un romantico, ma il mondo, e le persone in generale , vedono solo materialismo e evidentemente più ciniche diventano manipolatrici, anche se si ci prende una bella soddisfazione , quando capiti di chi si ha a che fare sta a noi decidere se accettare la sfida o declinare ed è certo che nella vita ci sono dei fatti, che accadano semplicemente perchè si desiderano, ed una volta avverati bisogna accettare tutte le conseguenze che ne derivano.

…Sulla rivista donne e uomini che ne facevano di tutti i colori davvero e avevo voglia di eiaculare….

Avevo bisogno di “qualcosa che mi scuotesse”!!! Ma la mia difficoltà, era quella di vivere un’emozione, e non un surrogato. Il calore umano è insostituibile in certe situazioni. Non ho mai avuto la faccia tosta, e si sa con le donne,e bisogna averne tanta se si vuole scopare (non basta un bel faccino o un cazzo grosso). Tuttavia le porche e ninfomani ogni tanto le incroci, e non hanno età e meno male!!!!. Malgrado la natura mi avesse dotato di un aspetto gradevole, mi piacevano, e tutt’ oggi mi piacciono molto le donne, e devo aggiungere che sessualmente mi trovo al di sopra della media, sia per quanto riguarda a passione, sensibilità e diciamola “ dotazione”, nonché resistenza e porcaggine; elementi che avrei scoperto tardi, data la mia natura introversa, forse condizionata da una educazione troppo spartana e rigida sotto certi aspetti.

Pertanto il mio racconto, non è una giustifica ma nemmeno una esaltazione, ma la spiegazione , che nella vita il maschio in generale non circuisce quasi mai ed è sempre la donna o il maschio con istinto da donna che è perversa; sarò sessista ma è così, nell’ ipocrisia delle donne solo il signore degli specchi può comparare…. Nel seguito della mia vita ho avuto occasioni esplicite, non seghe di presunzione, di donne e purtroppo anche uomini che avrebbero avuto volere un rapporto sessuale o romantico con me; io molte volte mi sono negato, ed altre arrivavo fino ad un certo punto, poi al concreto non consumavo perchè non mi interessava più…(eppure amo da dio, in tutti i sensi, è la mia mente e anima che non andava….

).
Ritengo che o essere “ donne”, o avere istinto da femmina, come nei trans o nei trav, o negli omosex, sia più facile e su certi versi più appagante in quanto sedurre è più facile, pur restando convinto che il rapporto tra Uomo e Donna sia il più completo e appagante che esista, molte persone di oggi si dichiarano bisex in quanto omosessuali non convinti, coperti, ma infelici a mio avviso.

Caratterialmente poi, ci sono maschi che sono dentro come femmine, e viceversa donne che si dichiarano lesbiche , raggiungendo l’ apice della perversione.
Tuttavia la seduzione spietata di una giovane ninfetta di circa 3 o quattro anni più piccola di me,( che né avevo 16), ebbero un effetto bomba nel mio cervello e nel mio corpo. Alessia la sorellina del mio amico coetaneo Luca , fu fatale, pur premettendo che non calcolai nulla di quella tempesta che dopo si sextenò in me e in complicità anche di Alessia ( una piccola zoccola….

) che alimentava un fuoco, e che lei da bambina viziata voleva provare come un gioco e malgrado la sua giovane età, sono sicuro che lei provasse il gusto perverso della trasgressione dettata anche dal carattere della piccola; ostinata,viziata,viziosa e imbelle,e lottando con ostinazione riuscì ad ottenere un frutto inaspettato con la stessa ostinazione dei bambini capricciosi ,ma premetto e rimarco che non pensavo, e non avevo realizzato nessuna di tutte le attenzioni che divennero per lei un gioco concreto ,ma per me qualcosa altro se non amore( avrei potuto deflorarla ma non l’ ho fatto…..) ; non ci pensavo affatto, anzi; da sempre che la detestavo, fino al momento in cui invece diventò il mio primo amore, e non potetti farne più a meno.

Conoscevo Luca da bambino; la madre era comare di mia madre e abitando nello stesso stabile e le mie frequentazioni in quella casa erano di famiglia; sebbene i genitori di Luca un po’ altezzosi e superbi, talvolta mi schernivano, per via del mio carattere remissivo soprattutto con i miei genitori; frequentando Luca nei pomeriggi d’ estate, ero sovente intrattenermi a casa sua (avevavamo 16 anni) , e lui non incominciava a prestare più tanto importanza sulla mia presenza, tanto che ipnotizzato da una console Commodore 64, aveva abbandonato la voglia di distruggermi a scacchi sparandosi un video game antesignano,; per noi appunto in cui radio e televisione e riviste rappresentavano un accessibile modo di comunicazione, e i pc all’epoca erano magici.

Alessia era la cocca viziata, da bambina viziata dai genitori era solita intromettersi in tutto, lasciandoci poco spazio delle volte alla mancanza di comunicazione tra maschi , e anche perché la Alessia era davvero un piccolo demone, viziato, abituata ad ottenere tutto ed io che rappresentavo una sua vittima, e mi resi conto, quando oramai era troppo tardi per pensare, che eravamo diventati amanti clandestini in un età in cui si è davvero nei ” giochi proibiti” si trova l’ amore puro.

La Alessia inconsapevolmente, aveva incominciato a sedurmi, sebbene con fare innocente da parte mia subivo, ma la Alessia sadicamente ci rideva e nella sua testolina si era insinuato il germe della malizia, e sebbene acerba nel fisico seppe farsi notare in modo prepotente.
Alessia sebbene femminuccia sembrava un maschietto con un taglio di capelli che molti lo scambiavano per un maschietto, ed ebbi modo di capire che i genitori di Alessia, conoscevano che alla nascita, Alessia, sebbene determinata all’ anagrafe di “ sesso femminile” in quanto tale con vagina e utero e ovaie, presentava al posto del clitoride, un pisellino che si sarebbe sviluppato , ed era un raro caso di “ ermafrodita vero”, ossia era possessore di apparato riproduttivo femminile, ma dotata anche di un “clitoride” grosso come un fagiolino(all’ epoca) , un piccolo pene su una passerina, che madre natura le aveva dotato in seguito al fatto che era il risultato della fusione di due gemelli (maschio e femmina, in un solo essere…..almeno questa è la spiegazione “ rozza medica dell’ ermafroditismo vero”).

Io questo lo ignoravo fino a quando non lo capii di persona. I genitori non avevano mai detto a nessuno di questa “ peculiarità” figuriamoci a noi ragazzini.
Date la circostanze di ” attenzioni “, che Alessia richiedeva in esclusiva da famiglia e genitori, ottenne “ attenzioni” in modo pretestuoso anche da me che ero storico amico di famiglia.. Vi è mai capitato? Di cercare o meglio scoprire tutto quello che si cerca in un attimo.

Beh non parliamo del fatto che io avessi un blocco causato dalla eccessiva timidezza, ma del fastidio che si trasforma in ” piacere” l’eccitazione provocatami mi entrava pian piano nella mente. In poche parole la Alessia aveva implementato l’abitudine di stuzzicare la persone maschili ( alcune…. ) e con me ebbe un grosso affare, non si aspettava la reazione che ne segui,ma lei , pur di ottenermi come l’ ennesimo trofeo personale, e pur non sapendo come si sarebbe evoluta la cosa ,non desisteva nel suo “fare”, anche se cercavo di sottrarmi nei primi tempi.

Sta di fatto che i pomeriggi da Luca prendevano una piega diversa, nel senso che non andavo più a trovare Luca , ma per incontrare Alessia. Luca oramai ignorava che tra me e Alessia sarebbe nata una complicità , diciamo fuori dal previsto e dal comune, data e conosciuta la mia antipatia per la ” piccola peste” non se ne preoccupavano se ricevessi fastidio o ne arrecassi; Luca e li genitori stessi oramai non so se riuscissero a capire quello che stava succedendo ,continuando comunque ad ignorare e a lasciare fare tutto alla cocca di casa, del resto per loro vedere felice Alessia era l’ unica cosa che importava , pur mortificando Luca o chiunque ,continuamente, e soprattutto Alessia avrebbe dovuto sempre fare ciò che voleva….

Se non fosse il fatto che le donne viziate sono sovente anche ” viziose”, ella piccola Alessia non faceva eccezioni, ma ebbe modo di sondare un terreno che lei stessa fu soggiogata. La Alessia era diventata sempre più sfacciata e provocante anche conscia di agire indisturbata , perché al limite sapeva che la colpa e i cazziatoni erano sempre di Luca colpevole di volere escludere la sorellina, e figuriamoci a ogni tentativo di segnalare Alessia nei comportamenti “ anomali”.

Del resto la segreta duplice e ambigua fattezza di quella ninfetta,credo anche cerebralmente, le provocasse istinti “ primordiali” che la scienza o i medici o le persone non capiscono.
Abitavamo in un condominio di periferia, e in verità non andavo molto d’accordo, con gli altri ragazzi del mio stabile, soprattutto con quelli più piccoli, proprio quelli della età di Alessia. Alessia invece era un maschiaccio, ma ragazza, e non solo frequentava esclusivamente maschietti, ma “ legava” in modo “ anormale”, forse un poco dal fatto che inconsciamente avvertisse quella sua diversità un pò per avere sempre tutti al centro delle attenzione fù molto precoce, e lo scoprii col tempo in quanto lei confidatasi; mi raccontò che gli altri ragazzini, l’ avevano iniziata a dei giochi a sfondo sessuale; probabilmente avevano scoperto “ il segreto” di Alessia, nella sua duplice sessualità, e sta di fatto che loro sentendosi un branco ( gente priva di cultura del resto ancora oggi), non so come ,o dove, e quando, avevano “ istruito” Alessia; era la femminuccia del gruppo, sebbene all’ apparenza un maschio; a dire della Alessia spesso tutti riuniti, i ragazzini, si calavano le braghe e gli slip, e Alessia a turno doveva “ intostare” a mano, e forse “ mangiare i pesci” (sue parole)….

Sta di fatto che erano tutti bambini minorenni e nessuno di loro probabilmente, non aveva nemmeno cominciato la pubertà. La Alessia era probabilmente alla ricerca del “ maschio dominante” diverso, anche se non sapeva come dovesse essere fatto, di certo non di quei piccoli “pesciolini”; ebbi figura dominante, nel senso, che una volta riconosciuta nella mia persona la superiorità ,legata al fatto che avessi un cazzo enormemente sviluppato, grosso come una banana, con grossi testicoli, e tanto pelo scuro che dall’ ombelico creavano un vello scuro, dove le mie forme di uomo prendevano risalto, la giovane se ne innamorò perdutamente.

In più Alessia aveva soperto i gentori nell’ atto sessuale:- “ Si papà era addosso a mamma, facevano amore!!!!
A Luca più volte facevo presente del ” nuovo gioco di Alessia, ossia, con le manine incominciava al dì sopra i pantaloni a pompare come si fa con le palline antistress, ma nel mio caso il mio pacco dei pantaloni era diventato l’obiettivo di Alessia e appena giunto in salotto dove Luca non mi disdegnava proprio più, incollato davanti a sto Commodore, impegnato a giocare.

Io nel frattempo sollecitato dalla troietta, dapprima soffrivo ed ero combattuto, e non avrei voluto cedere ad una pulsione che lentamente mi stava sfiancando, compresi e cambiai strategia; volevo vedere la reazione di Alessia, forse l’ avrebbe smessa ,macchè!!!… Fatto vero che incominciavo a prendere gusto di quelle erezioni provocate da quelle manine, e pensai che piuttosto combatterla avrei dovuto agire diversamente, anche perché nel frattempo la puttanella mi provocava delle erezioni, che dolorosamente mi duravano anche dopo essere tornato a casa.

Un pomeriggio fu galeotto e da allora tutto cambiò.
Era rischioso ma dovevo capire….
Il pomeriggio di un giorno di Maggio, premeditai di appartarmi con Alessia e giunto
allo stremo, e le dissi diabolicamente :” vuoi vederlo?” “Poi tu mi fai vedere come sei tu”?
-Lei entusiasta: ” Siiiiii, daiiii!!! “
Mi limitai ad aprire la cerniera e a cacciare parte della cappella; non potevo denudarmi, troppo rischioso….
“Le dimensioni del mio cazzo erano tali che avevo un bozzo sotto i pantaloni e la troietta ne era sollazzata e incuriosita, e oramai lo pretendeva.

Io da parte mia , avevo le grazie di i madre natura ,e scoprii avermi fornito un cazzo ben fatto,con un paio di testicoli grossi e pelosi ad un’ attrezzo che in erezione è un 21 centimetri per 4, 5 di spessore…. –
” Mhh che bello grosso, non pensavo di trovarlo così!!! Che Banana!!!” “ Non è come quello di Paoletto!!!!,io basito…”Si Paoletto e Gianluca hanno il pesce piccolo, il tuo invece è bello, è il pesce e devo mangiarlo”.

Più volte la bloccai, fosse stato per lei mi avrebbe preso il cazzo in bocca subito, ma io non volli, per il momento…. Delle volte farsi scrupoli nella vita è dannoso e ciò che sembra detestare si trasforma, in qualcosa di effimero e piacevole…. Io e Alessia non eravamo più gli stessi. Mi facevo palpare il cazzo e di canto mio incominciavo con le mie dita ad insalivarmi e a cercare spazio negli shorts pigiamino di Alessia, e incominciare amorevolmente il desiderio di possederla, ed ella di essere posseduta tra mille gridolini.

Tuttavia ebbi modo di appurare che Alessia era carina e grande sorpresa, introducendo le mie mani nei suoi slippini ebbi modo di sentire , che oltre alla fessurina, della fighetta, aveva al posto del clitoride, un piccolo cazzetto di poco simile ad un pene appunto non sviluppato come un pene normale appunto, ma era in erezione. Per Alessia ero diventato unico, dal momento che avendo constato e toccato in pieno il pene vero, appartati in cameretta, era compiaciuta di ritrovarsi in mano un cazzo unico, grosso e peloso da fare suo…La ninfetta si sextenava, le mie dita le frugavano la passerina, mentre con un altro dito, a forbice le esploravo il culetto, ed io in impeto le leccai la fighetta per la prima volta e quel piccolo cazzetto che spariva nella mia bocca.. Comprese che ero il maschio dominante e mi impedì che io prendessi in bocca il suo clitoride,la femmina era lei e io doveva asservire pur dirigendo lei il gioco.

Mhhh la troietta da quel giorno mi saltava addosso praticamente…Con un fare possessivo, mi sequestrava con una scusa banale di cui io ero complice…Ero in sua balia dal momento in cui mettevo piede a casa di Luca…Mi saltava sulle ginocchia posizionandosi col culetto esattamente sul mio pacco,e con fare disinvolto cercava la mia erezione sotto i pantaloni, anche quando non potevamo assentarci. Con la scusa di impossessarsi del computer di Luca, pretese di starmi seduta sulle cosce, dietro la scrivania, e furtivamente, attraverso la zip aperta dei miei pantaloni, mi toccava il cazzo negli slip, fingendo di giocare al pc; che diavoletta!!!! Il mio cazzo era così duro che si bagnava pur non raggiungendo l’ orgasmo.

Io a mia volta gli introducevo le dita nelle mutandine…. E questo lo faceva sempre, anche davanti alla madre o al fratello, con una sfacciataggine e una sicurezza, che a pensare oggi, rimango allibito… Era diventata la mia donna e lei consapevole di avere trovato un grosso giocattolo da spupazzare. Sotto il tavolo o mi faceva piedino, o si fiondava seduta col suo culetto acerbo sul mio cazzo muovendo e ancheggiando il bacino con movimenti ondulatori e sussultori mimando l’atto, consapevole del fascino che carpiva dal mio cazzo in erezione e godendo dal fatto che più lo sentiva duro e più ne era contenta.

Era attratta dai cazzi, ma anche dalle donne. Di sovente sempre seduta sul cazzo, prendeva una rivista “ Vestro” ( un catalogo che all’ epoca vendeva di tutto), e sfogliandolo noto che si sofferma richiamando la mia attenzione, dalle foto delle modelle attempate e non in intimo, guepiere e corsetti, ma soprattutto, si eccitava e si tratteneva a guardare , i modelli maschili in slip,facendomi notare il gonfiore che quei figurini erano ritratti. Era una piccola zoccola e andava educata.

_ Le dissi : “ lo vuoi vedere un giornale, dove gli uomini e donne nudi fanno l’ amore?””””
–“ Siii dai subito…
-“ Non ora Alessia, non posso è nascosto in soffitta!!!”””
-“ e che me ne frega, andiamo ora…..”
– “ ma come facciamo?”
Detto fatto, la zoccola chiese alla madre il pomeriggio stesso le chiavi della soffita , con la scusa che io avrei dovuta accompagnarla a prendere un giocattolo.

Si il giocattolo, giunti in soffitta, le porgo la rivista , dal suo nasondiglio impolverato, e la troietta incomincia ad occhi sgranati a sfogliare il giornale, stupefatta ,si sofferma sulle scene dove quei grossi cazzi sodomizzano, dove le donne succhiano cazzi e si baciano,e mio stupore si sofferma sulle foto di una negra bbw, e incomincia a leccare il foglio di carta sulla foto dove la negra tettona mostrava le grosse areole; rimasi di stucco, tanto che bagnò il giornale di saliva.

Io ero eccitato e stupefatto, da quella piccola che mi faceva sentire tanto grande. Credo mi usasse come un giocattolo, a dispetto del fatto che io ero un po’ più grande e maschio. Mi fece calare i pantaloni e gli slip, e fino ad allora, non gli avevo mai mostrato completamente il cazzo in casa, per paura di essere scoperti da un momento all’altro, non eravamo certamente soli in casa. In quella occasione, ebbe modo di guardarmi ed ella :
-“ quanti peli hai?” Che bello, girati”, mi disse, e come un cavallo mi studiava, mi toccava, facendomi notare al pelo che mi ricopriva le palle, le coscie, il pube, ed il culo.

Ero una cosa nuova; i ragazzini non erano certo come me, pensai….

I pomeriggi erano diventati bollenti, lei che con fare malizioso, faceva la prima mossa, appena poteva anche in presenza del fratello. Oramai Alessia viveva con me il primo amore e complice mi confida di aver assistito al padre e alla madre in assetto missionario, e di volere e pretendere di fare l’ amore con me, io che non sapevo nulla se non avevo immagini di riviste porno…Incominciava a stuzzicarmi in maniera sempre più sfacciata, e il mio cazzo sempre più altezzoso sotto le spinte della Alessia che oramai era decisa a sceglirmi come amante e ricordo un pomeriggio che come al solito sulle mie ginocchia,le sfioravo i capelli,e un bacio di quelli lingua profonda la fece socchiudere gli occhi e recliinare la testa all’ indietro.

Del resto obbediva come una zoccola in erba. Andava oltre la mia capacità di controllo, sebbene fossi più grande,esercitava su di mè direttive come lei che non guardava in faccia a nessuno.
Mi prendeva con la scusa di fare la lotta , davanti al fratello ,e con Luca distratto le sue mani erano pronte ad artigliarmi il pene al di sopra i pantaloni. Mi si avvicina stanca della lotta e mi sussurra ad un orecchio: ” andiamo in soggiorno , voglio fare l’ amore !!! Ti aspetto….


Feci una faccia davanti a Luca incuriosito della mia remissività e del misterioso messaggio sussuratomi dalla sorellina all’ orecchio. Io pure da pazzo ero eccitato, ma era sempre rischioso, ma Alessia non sò come riuscì, e avviatosi per prima, dovetti trovare una scusa per distrarre Luca ed allontanarmi. In soggiorno trovai la Alessia con le mutande abbassate, le mani al muro ,e a 90°…. Non la inculai anche se meritava…..Ci limitammo al petting sempre perchè avevo paura che ci scoprissero….

Un pomeriggio le dissi di togliersi le mutandine ed immediata corre in bagno, si sfila gli slip e si rimette gli shorts, e alla madre con faccia tosta esordisce che deve stare senza perchè più comoda; messasi sulla poltrona del divano, mi apre le cosce ed io con le dita la infilo, culetto e fighetta , con il pisellino però moscio …
Dal giornale porno poi aveva acqusito con grossa gioia, le posizioni dell’ amore e piano piano le voleva mettere in pratica.

Nel pomeriggio a guardare la rivista, la troietta eccitata incomiciò prima a scoprirmi il cazzo in tiro, e pretese che incominciassi a leccarle la fighetta, mentre a 90 °; era appoggiata faccia al muro ed lei con le mani a muro con un accenno, di penetrazione,trattenendomi evito la vaginale e cerco l’ approccio anale più probabile ma date le dimensioni prova dolore e desisto in sorta di un auto controllo. Il mio primo orgasmo fu inaspettato da mè qanto da Alessia.

La zoccoletta mi sequestrava sempre e dopo l’ ennesimo mio approccio di incularla, al buio di una stanza ,lei chiamava ” siringhe” il cazzo dietro,si mette in mezzo al lettone della camera dei suoi genitori,e con il cazzo in mano mi dice ” Devo mangiarlo” “ Ma nooo dai!!!!” –“ Scusa è un pesce questo, ed il pesce si mangia. ”e zac.. mi rifila un morso sulla cappella. “Ahi”…. “Ma se proprio vuoi mangiarlo fallo nella maniera giusta ” le dissi..”Pensa che stai mangiando un gelato”””..La troietta ebbe un lampo negli occhietti, e immediatamenteco il cazzo impugnato mi rifila una pompa aspiratutto, con una lingua a mulinello sulla cappella a bocca piena e pure io , sarei resistito poco sta volta,tant’ è che calò il buio ed ebbi una prima diritta copiosa sborrata in gola ad Alessia, che lei ed io rimanemmo , entrambi sbigottiti…” E questa cosa è?” sfilandosi il cannolo di bocca con la sborra che le colava di bocca….

” E’ panna ed è il premio che le femminucce fanno ai maschietti!!!”””” Lei contenta e presa in contropelo da questa cosa inaspettata, corsa in bagno a sputare la sborra, si ricompone mangiando una “Mulino Bianco” per riprendesi dal sapore colloso di sborra!!!!Che pompino, il primo della mia vita!!!!E finalmente pure io e Alessia abbiamo incominciato a provare il gusto dell’ amore. Una sera vuole provare a farsi inculare come sul giornale, e in camera da letto assicurata di non avere sorprese si sfila gli slippini, shorts e tutto, e si pone a cosce aperte spalancata,la lecco in figa, ma la tensione che venissimo scoperti è tale, che seppure spalancate le coscie aperte, mi dice sono la sua femmina, fammi quello che vuoi,e con tensione mista ad eccitazione, con un cazzo non completamente in tiro data la tensione appoggio il cazzo nel solco gluteo e mezz’ eretto incomincio a farle il culetto, dove esordico in un’ altra sborrata,che farcisce Alè di tanta cremina….

La puttanella per pulirsi usò le lenzuola, e lì che la madre constatò quelle macchie giallastre , ed insospettita Alessia fu rimproverata. Non desisteva, nei successivi incontri godeva nel segarmi a due mani, e particolarmente eccitata durante l’ espressione che avevo sul viso durante l’ orgasmo, avrebbe voluto farmi ejaculare, tanto che dovevo scacciarla.
Non esitava a raccontarmi, le occasioni in cui spiando la madre e le dimensioni del seno, si lamentava di averlo più piccolo della madre,o magari spiando il fratello mi informava delle dimensioni del cazzo di Luca, probabilmente sviluppato anch’ esso da uomo,e la troia si lasciò scappare la voglia di toccarlo pure a lui.

Gli faccio capire che non dovrebbe mai far t****lare a nessuno il suo eccitamento e queste sue “ voglie” che del resto derivavavano oramai da un fatto compulsivo,di seduttrice, , e se fosse stato per lei, la piccola porcellina avrebbe fatto qualsiasi nuova esperienza sessuale, ma dovevo frenarla, poteva rovinare tutto o creare sospetti; per fortuna mi dava ascolto, in virtù dell’ ascendente che oramai esercitavo, ma tenerla a bada delle volte si rivelava faticoso.

Fortunatamente si creavano occasioni di incontro tra me ed Alessia anche in altre maniere , la troietta mi veniva a cercare e una voltà bussò con mia madre in casa riferendo che la madre era uscita e non sapeva dove fosse, -bhè ” perchè non vieni a vedere i cartoni animati mentre non viene mamma?
” Si resto” e si accomodò in salotto a vedere la televisione, con fare non aggressivo come le prime volte la troietta stava cambiando.

Io allora cerco di stuzzicarla con cautela anche perchè mia madre è in cucina. Mi bastò prendere una innocente rivista scientifica nel mio cassetto dove si ritraevano degli shitti di seno nudo e lei subito, “mhh belli….
Io già in tiro mi abbasso i pantaloni e con tutta mia madre la Alessia contenta ” che bella banana!”
Io e Alessia concordammo dall’ andare nel soffitto dove avevo nascosto la rivista e con una scusa sgaiatolliamo sopra.

Era meno focosa e allora le proposi di segarmi fino alla ” panna”…La puttanella si impegnò in una sega a due mani e contentissima nel guardare la mia espressione mentre sborravo, lei eccitata mi propose di reintostarlo e ficcato il cazzo sgocciolante in bocca, lo riporta a valori ….

Fantasie troppo reali

Ne avevano fantasticato spesso e per lungo tempo. All’inizio era il pensiero di aggiungere un terzo alla meravigliosa coppia che sono, un ragazzo, un uomo, un membro che facesse sentire lei, bella e vorace, piena di sesso oltre ogni limite immaginato. Le fantasie avevano preso corpo in un annuncio, da cui erano nati i primi contatti, le prime proposte. Nelle notti in cui la passione li avvolgeva ed i loro corpi si fondevano, lui giocava a stuzzicarla facendola ripensare ai falli che aveva osservato sul sito, scartandone molti, approvandone alcuni, sognandone segretamente qualcuno.

Le parole di lui in quei frangenti frustavano la sua mente, facendole socchiudere gli occhi e mordere le labbra ed in pochi istanti il suo respiro si frammentava in gemiti eccitati e voluttuosi.
Il gioco continuava, senza mai divenire un programma concreto; si susseguivano i pretendenti come i motivi per non dar loro attenzione. Poi arrivò lui, un ragazzo 28enne della stessa città in cui lei lavorava, non era particolarmente aitante né incredibilmente dotato, ma stranamente, per quel mondo, garbato e comprensivo.

Questo la colpì, spingendola ad aprirsi, a confidare le paure e le incertezze rimanendo sempre piacevolmente sorpresa dalla naturale gentilezza delle risposte.
Fu quella la svolta. In quei giorni, lui, forse per eccitazione, forse per provocarla, a bruciapelo le disse :
“Perché non vai a berci una birra, ci chiacchieri un po’ … poi se la situazione non ti dispiace.. gli fai un pompino”
Si aspettava una risposta sconvolta, piccata, ma sulla chat in cui, quasi ogni sera da qualche settimana, giocavano con le loro fantasie comparve : “ Solo un pompino…?”
Improvvisamente lui, da sempre geloso e possessivo, si trovò catapultato in una dimensione mentale nuova ed inattesa.

Immaginare la sua donna posseduta da un grosso cazzo, usata, umiliata come forse lui non era in grado di fare, era diventato assurdamente eccitante. Improvvisamente la loro fantasia a tre divenne un gioco diverso, con lei sedotta ed usata da uno sconosciuto, che condivideva a distanza il suo devastante piacere con lui.
Ma il passo non poteva certo essere così semplice. Il 28enne garbato alla fine si rivelò troppo garbato, in definitiva inconcludente, venne quindi lo studente, superdotato, dominante e sempre infoiato, ma anche lui, non la convinse, eccessivo ed aggressivo finì con lo spaventarla, giunse quindi il turno del carabiniere 30enne, iperdotato e brillante, ma quando provò a chiamarla ripetutamente su cellulare si rivelò invadente e non completamente affidabile.

Con lui questa seconda fase del gioco sembrava destinata a tramontare una volta per tutte; la fantasia era una cosa, ma la realtà sembrava per lei un passo troppo grande … ma si sa anche da un tizzone quasi spento può divampare un incendio.
E così una sera, lui a cinquecento km di distanza, lei a casa, a riposo dopo un turno di notte particolarmente faticoso, quando cominciarono a provocarsi vicendevolmente sulla chat, come spesso facevano, la voglia sopita per giorni, settimane, nuovamente divampò.

Quella sera lei sarebbe uscita con alcuni amici, e lui decise che era ora di cambiare le regole del gioco. Gestendo la conversazione in maniera casuale si fece comunicare i programmi per la serata “ Aperitivo lungo alla Portizza , poi magari facciamo un salto al Kodiak, che mettono bella musica”
Era perfetto! Le avrebbe lasciato le prime ore della serata per carburare e disinibirsi un po’, poi avrebbe fatto shittare la trappola.

Mentre lei si preparava, lui in un’altra parte d’Italia, riprese contatto con l’unico dei pretendenti che poteva essere perfetto per lo scopo: lo studente.
Il giovane stallone, come previsto, non deluse mettendosi completamente a disposizione e garantendo di eseguire le istruzioni alla lettera. Nel frattempo non mancavano le provocazioni “Secondo me non hai il coraggio di uscire senza slip” gli scrisse lui “ e perché mai dovrei?!” fu la risposta, cui seguì “Ecco, non hai mai il coraggio di fare qualcosa di folle e imprevedibile”.

“Ah beh se sei convinto …” concluse quello spezzone di chat.
Alle 22 circa l’aperitivo “lungo” si stava concludendo. Qualche americano aveva arrossato le guance di lei, dando al suo bellissimo viso un’aria sfrontata e sbarazzina, reso guizzanti i suoi occhi magnetici e riscaldato il suo corpo, tornito e slanciato, avvolto per quella sera in un abitino grigio che solleticava lo sguardo.
Lei inconsapevole di tutto aggiornò lui degli spostamenti “Amore andiamo al Kodiak, beviamo l’ultima, non ti preoccupare torno presto”.

L’informazione venne prontamente inoltrata.
E così circa una mezz’ora più tardi, mentre lei, entrata da poco nel locale, guadagnava tra la folla, la via della toilette, si sentì afferrare con delicatezza per un braccio. Si voltò con espressione interlocutoria, squadrò il ragazzo che l’aveva fermata, già pronta a liberarsene, come spesso le capitava di dover fare, ma esitò un istante. Quel viso , le sembrava familiare, fece quindi scorrere rapidamente lo sguardo sul corpo del ragazzo biondo, alto circa 1 metro e 85, tutto sommato ben piazzato e vestito alla moda, mentre completava l’ispezione non poté fare a meno di notare l’ingombrante prominenza in zona inguinale.

Lui interruppe il flusso dei suoi pensieri, porgendole un cocktail rosso rubino e disse “ Ciao Mary, mi riconosci? Sono Studente, ma direi che puoi chiamarmi Marco … Questo Americano te lo manda il tuo ragazzo!”
Per un istante il cuore di lei sembrò fermarsi, la folla del locale pareva muoversi al rallentatore e quasi dissolversi, un brivido di agitazione le corse lungo la schiena, ma si dissolse nell’alcool già bevuto quella sera, trasformandosi in una calda carezza che scivolò tra i suoi seni, lungo il suo ventre, fino all’inguine a perdersi nel suo sesso.

Irretita da quella strana situazione, timidamente mosse la mano verso quel bicchiere invitante e minaccioso al tempo stesso. Mentre lo afferrava le sue dita sfiorarono quelle del ragazzo. Una nuova corrente elettrica sprigionò dal quel contatto, seguendo il medesimo percorso della carezza appena percepita. Lei deglutì, con difficoltà, poi sorrise, con una malizia di cui solo allora si scopriva capace e disse “ Grazie, molto piacere! … ora capisco perché mi aveva detto di non indossare gli slip!”.

Lui , sorridendo strafottente e sicuro di sé : “E tu hai ubbidito?”
Ancora con immensa malizia, mentre avvicinava le labbra alla cannuccia mormorò “Penso dovrai fare del tuo meglio per scoprirlo!” e nel mentre gli voltava le spalle dirigendosi verso il bancone del locale.
Sorseggiava il suo drink, vorace, quasi in trance per il susseguirsi di stati d’animo contrastanti legati alla piega presa da quella serata, eccitazione, paura, smania, ansia, desiderio, mentre schivava le persone festose attorno a lei, poi si attardò in attesa che un gruppetto le lasciasse strada e fu in quel momento che una mano si adagiò garbatamente sul suo fianco, mentre percepiva un corpo che si appoggiava dietro di lei.

Mentre la mano scorreva solleticante attorno al punto del primo contatto, avvertì sulle natiche la pressione di qualcosa di grosso e già duro; in un lampo sembrò che il fuoco di quell’americano, forte più del solito, si riversasse ovunque nel suo corpo, rivide la prominenza evidenziata da quel jeans attillato, la sua mente scorse le immagini oscene che lui le aveva inviato, immagini che mostravano tutta la possanza di quel membro, che ora sembrava volere strappare ogni tessuto per raggiungerla.

Quasi senza rendersene conto , spinse in un movimento rotatorio il bacino all’indietro, rendendo completo quel contatto, rendendo piena la sensazione di quel cazzo, già eccitato per lei, tra le sue natiche, mentre una voce le sussurrava : “No, io qui l’elastico dello slip non lo sento.. e magari sei già un po’eccitata, il tuo ragazzo me l’ha detto che sei un po’ porcellina!”
Effettivamente quella carezza calda si era trasformata in un fuoco dirompente che dal basso del suo ventre sprigionava fiammate su dritto fino alla sua mente, ormai sempre più complice di quel gioco tanto perverso quanto eccitante.

In un lampo di lucidità prese il cellulare, voleva conferme, magari era tutto un malinteso, ma quando lo schermo si illuminò, con un sorriso frastornato lesse il messaggio di lui “ Divertiti! Ma voglio le foto.. e chiamami quando godi!”
Stava succedendo davvero, ed in realtà proprio come aveva sempre fantasticato accadesse, in maniera non programmata, inattesa, conturbante; si sentiva ricolma di eccitazione, anche se ancora titubante sul da farsi, ma mentre affrontava il labirinto della sua mente, si rese conto che il suo bacino stava continuando ad agitarsi sinuoso sul pacco di lui, il bordo del vestitino era risalito un po’ mostrando centimetri nuovi della sua pelle, mentre la verga ormai turgida di lui, pur contenuta dagli strati soprastanti , premeva direttamente sul suo buchino.

Il suo corpo pareva aver già deciso ed in quello la voce di lui frantumò ogni resistenza residua “Finisci l’americano e saluta i tuoi amici, vado a prendere la macchina e ci vediamo fuori”
Un istante dopo la pressione tra le sue natiche svanì, lei come un automa riabbasso il bordo del vestito, si guardò attorno, sperando che occhi indiscreti non avessero registrato quella scena, ma non scorse nessun viso conosciuto, recuperò meccanicamente la giacca, ma optò per un messaggio di saluto ai suoi compagni di serata, altrimenti le avrebbero letto in faccia tutto quello che le stava attraversando la mente.

Spalancò la porta del locale, l’aria fredda della sera la fece rabbrividire, riaccendendo la sua mente e quasi facendola tornare indietro, ma una coppia di fari di un’ Audi a6 già la invitavano ad avvicinarsi, oltre quei fari, il solito sorriso sicuro e strafottente.
Appena chiuso lo sportello la macchina shitto in avanti, la guida decisa ma sicura di lui, le ricordò quella del suo uomo, mettendola stranamente a suo agio, ciononostante si strinse, senza parlare, all’angolo opposto rispetto al guidatore.

Dopo qualche secondo, mentre l’auto si impegnava in stradine appena fuori dal centro, sempre più tranquille, fu lui a rompere il silenzio “Bene la serata?”. “Sì carina, anche se non sta andando come immaginavo..,. ” Lui non si lasciò sfuggire l’occasione “Beh, sono convinto di poterla far andare meglio di come ti aspettavi”. Nessuna risposta, ma lui non si perse d’animo, e sornione disse “ Sai , so di non aver fatto ancora del mio meglio … “ e mentre pronunciava queste parole , tolse la mano destra dal cambio , appoggiandola sul ginocchio di lei “ ma vorrei proprio scoprire …” la mano inizio a scorrere lungo la gamba , un tremito del muscolo, un movimento accennato, ma nessun allontanamento “ se l’impressione che tu non abbia le mutandine “ la mano raggiunse l’interno coscia, gli occhi di lei si strinsero, mentre i suoi denti affondavano piano nel suo labbro inferiore e le mani artigliavano il bordo del sedile
“ era corretta …!”
Mentre pronunciava queste ultime parole, con tono divertito e trionfante, le sue dita raggiungevano il calore del sesso di lei, trovandola già fradicia, mentre un gemito le rompeva il respiro.

La macchina aveva guadagnato la prima periferia e le dita sapienti di lui divaricavano le sue grandi labbra, affondando in lei, provocandole nuovi gemiti , suadenti e sempre più convinti, poi , dopo una svolta la macchina si arrestò , attorno il buio, in lontananza qualche luce si rifletteva sul mare.
Lui sfilò la mano destra dal suo sesso, se la portò al naso inspirando, poi sorrise e commentò “Sì sei proprio una gran porca… “ mentre porgeva le due dita umide di umori a lei da leccare.

Lei ripulì avidamente , mentre l’odore ed il sapore della perversione cancellavano l’ultimo barlume di lucida resistenza.
La mano destra tornò sul quadro, spense il motore, quindi scivolò sulla patta, liberando in pochi istanti la sua nerchia, turgida ed enorme. Lei senza accorgersene si umettò le labbra, i suoi occhi non si scostavano da quella cappella violacea ed oscenamente larga. Poi la mano di lui si insinuò tra i suoi ricci , afferrandole in maniera decisa, ma non violenta , la nuca, ed attirando la sua bocca verso il suo cazzo.

Lei sentì l’odore di quel membro imponente farsi più forte nelle sue narici e vorace spalancò la bocca. Un istante dopo lui stava pompando il suo cazzo nella gola di lei, l’asta riluceva della saliva, lei quasi si sentiva soffocare, ma l’eccitazione di quel trattamento brutale e inatteso le piaceva a tal punto da rendere trascurabile quella sensazione.
“Dai fammi vedere quanto sei porca Mary.. “ La apostrofò lui “Ti piace sentirti un po’ troia eh?!” Un mugolio di approvazione suggellò quella domanda, mentre la testa continuava in un forsennato su e giù.

Ormai lui non aveva più bisogno di accompagnare la sua testa con la mano, pertanto la fece scorrere nuovamente lungo il corpo di lei , che intanto si era messa in ginocchio sul sedile del passeggero per poter succhiare meglio, lasciando così il culetto indifeso.
Fu lei però a fermarlo, staccandosi dal suo cazzo: “Aspetta!” Lui la guardò sorpreso. “Prendi il mio cell nella borsa, devi fotografarmi mentre te lo succhio … sono i patti!”.

Lui sorrise entusiasta e mentre raggiungeva la borsa sentiva nuovamente il caldo abbraccio della bocca di lei sul suo cazzo. Un primo flash e con tono provocante mostrò il risultato a lei , che vedendosi con la bocca oscenamente riempita da quel membro, non trattene un gemito di pura e perversa eccitazione. Mentre i byte della foto attraversavano l’Italia per giungere sul cellulare di lui, la mano di Marco aveva ripreso il suo percorso, solcò le natiche di lei andando a cercare la fornace umida del suo piacere, ma giusto per il tempo di intingere le dita in quei succhi abbondanti, per poi tornare indietro e cominciare a titillare il buchino.

Lei , senza smettere di succhiare, spostò lo sguardo su di lui, incontrando nuovamente quel sorriso strafottente. “Che c’è troia?! Pensi che non sappia quanto ti piace nel culo?! Ho ricevuto istruzioni precise di sfondartelo per bene questa sera … e non ho intenzione di deludere il tuo uomo!”
Un nuovo gemito, misto di un vago dolore ed un enorme piacere, accompagnò l’ingresso di quelle due dita nelle sue viscere. La dilatazione, prosegui per tappe forzate, e nel giro di un paio di minuti erano quattro le dita ad fare dentro e fuori da quell’ano ormai già dilatato, costringendola alla seconda sosta dalla suzione da quando tutto era cominciato.

Mentre lui la stantuffava deciso, lei ansimante si piegò sulle braccia, appoggiando la testa sulle cosce di lui , e ad assecondando vogliosa ogni spinta con le anche.
“Allora troietta, vuoi che la mano te la infili prima o dopo averti piantato il mio cazzo in questo bel culetto?”
Normalmente un approccio così violento l’avrebbe fatta ritrarre, ma tutto quello che si ritrovò a dire fu “Scopami, scopami adesso … scopami !”. La risposta immediata ed istintiva di lei venne commentata “Ottima idea, così ho tempo di ricaricarmi mentre ti infilo il braccio in culo più tardi.. brava!”

Lei mugolò mentre le mani di lui la afferravano saldamente sui fianchi, spingendola con decisione verso i sedili posteriori, dove lei si accucciò a pecora col culo oscenamente esposto , in attesa.

“Brava la mia cagnolina” La apostrofò lui “ aspetta che ti faccio un’altra foto da mandargli, così sa come sto per incularti!” Ed un’altra volta il flash illuminò l’abitacolo dell’Audi. Pochi istanti dopo lei riconobbe la lingua di lui scorrere lungo il solco tra le sue natiche, scendere, veloce ed invadente, sino a giungere a quel buchino ormai già palpitante ed insinuarvisi, senza esitazione. Mentre le sue anche quasi inconsciamente continuavano a danzare al ritmo scandito da quella lingua, le dita di lui riguadagnarono la via del suo sesso, sempre più grondante, e così lei si trovò di nuovo a gemere, mentre il suo clitoride veniva strofinato con decisione.

Si sentiva un oggetto di piacere e la cosa le mandava stilettate di pura eccitazione dritte al centro del cervello, facendole spingere sempre più in fuori quel culetto voglioso.
Poi la lingua sparì e così fecero le dita, lei con il viso affondato nel sedile scuro dell’auto percepì il movimento attorno a se, dietro di se, lui, indossato il preservativo e presa lei saldamente per le spalle, appoggiò la sua immensa cappella su quel buco, ormai dilatato ed oscenamente lubrificato.

Lei, ancora una volta, emise un gemito. Lui, sempre strafottente, le chiese “ Sei pronta? Ora ti sfondo!”. Un gemito prolungato e voglioso fu l’unica risposta alla domanda.
La pressione sull’ano improvvisamente aumentò e nonostante il suo allenamento, una stilla di dolore le attraversò la schiena, che si inarcò felina, iniettandosi direttamente nel cervello. Lui inclemente non interruppe la spinta, pochi millimetri ancora e quella enorme cappella sarebbe entrata completamente. Il respiro di lei si era praticamente fermato, inconsapevolmente cercava di allontanarsi da quella verga invadente, ma le mani di lui, saldamente avvinghiate alle sue spalle, la tiravano nell’unica direzione possibile.

Improvvisamente il dolore si tramutò in un totalizzante senso di pienezza e il respiro soffocato in gola esplose in un liberatorio urlo “ Aahhhh sìììììììììì”. Era dentro.
Un istante dopo lui la stava cavalcando con foga, affondando nelle sue viscere quella nerchia imponente, sempre più velocemente e sempre più a fondo. L’urlo primordiale di lei si fuse in un crescendo di gemiti, profondi e gutturali, dimostrazione inequivocabile che il trattamento era di suo gradimento.

Lo sciabordio delle sue palle che ad ogni colpo sbattevano contro il sesso bagnato di lei, l’umido rumore dei corpi sudati avvinghiati in un ritmo incessante, i gemiti rotti dall’affanno erano la perversa colonna sonora di quell’abitacolo. Lui, da dietro le infilava le dita in bocca, che lei mordeva e succhiava. Un flash. Poi si ergeva dietro di lei, aumentava il ritmo , finché lei non piegava la testa in basso urlante. Un flash.

Poi riducendolo nuovamente, si allungava verso il cruscotto e vi appoggiava il cellulare per una serie di autoshitti: la visione di lui da dietro che affondava sino alle palle il suo cazzo in quel culo meraviglioso.
“Ti piace nel culo eh?!”
“Sì cazzo, mi stai sfondando!”
Galvanizzato dalla porcaggine di lei, una volta di più aumento il ritmo; il culo di lei oscenamente largo ormai, scorreva sull’asta sino in fondo ad una velocità frenetica ed improvvisamente nuovamente lei ruppe il silenzio con un verso ferino, ma più singhiozzante delle volte precedenti.

Con la faccia stravolta, si girò verso di lui e a fatica articolò “ pass…. a… mi …. Il …. ce…. ll …”. Lui, sudato e paonazzo, senza nemmeno rallentare eseguì. Dopo qualche secondo alla colonna sonora dell’abitacolo si aggiunse il suono dei tasti dell’apparecchio di lei, cui seguì il suono di linea libera. Pochi secondi dopo dall’altoparlante la voce rotta dall’eccitazione di lui “ Amore..? Come va?”
Lei raccolse le sue forze residue “Am….

or…..e” Articolò con voce rotta dai gemiti e dai colpi decisi, impartiti dietro di lei “mi …. St…a. .. sfon…dandooo..oooooo”
“Ti sta aprendo il culo,,,?”
A fatica lei rispose “oh…. Sì… è gros…sooooo …ahhh”
“Da quello che sento non ti dispiace affatto…”
Solo un tappeto di mugolii distorti fece da contraltare a questa affermazione. Poi improvvisamente, mentre la cadenza dei rumori nell’abitacolo aumentava esponenzialmente, un nuovo urlo a****lesco frantumò il silenzio ….. “aaaahhhh…hhhhhhhhh … go…..dooooooooooo…….

st….. oooo … goooo…den…..doooo”
Eccitato e divertito lui “ Amore.. sei proprio una porca lo sai?!”
Fece eco lo stallone, che senza fermarsi , rincarò “Dai diglielo…. Diglielo che godi a farti sfondare il culo ..troia!”
In un ruggito , privo di ogni residuo di pudore lei confessò “aahhhhhh…sì…. God…oooo… sono …. uuuu…naaaa.. troiaaaahhh…. Sfonda…,mi..ancoraaaaa”
Gli istanti che seguirono furono puro delirio. Lui le strinse una mano attorno al collo, l’altra prepotentemente le invadeva la bocca, la stessa che aveva accolto il suo cazzo, come il morso di un cavallo, quasi espressione della dominazione definitiva e nel frattempo il ritmo frenetico continuava.

Lei ormai incapace di articolare parole, sempre in collegamento col suo uomo, emetteva solo suoni lontanamente riconducibili alle vocali note.
All improvviso il rumore di corpi bagnati si arresto, la voce di lui, meno ferma del solito, intimò … “ora girati che finisco il lavoro” quindi un grugnito, a****lesco, volgare, totalizzante, infine, il silenzio con in sottofondo solo il respiro affannoso dei due.
Dopo qualche interminabile istante la voce di lei “Amore, scusa devo staccare per fare un’altra foto”
Il flash baluginò ancora una volta nell’abitacolo illuminando gli schizzi di denso sperma sul corpo di lei.

Alcuni le avevano raggiunto il viso , dandole un espressione più porca che mai , altri più abbondanti le avevano ricoperto i seni , mentre il suo addome risultava un lago di perverso piacere. Lei, calata nel ruolo, guardava maliziosa l’obiettivo del cellulare, giocando provocatoria con il seme aveva addosso. Con un dito raccolse un denso schizzo vicino all’ombelico, se lo portò alle labbra, sorridente, lo gusto’ e mentre il flash di nuovo congelava quel momento, sentenziò … “il mio ragazzo non è così buono… beh oltre ad averlo parecchio più piccolo del tuo…”, accompagnando la frase con una risatina.

Lui la osservava divertito mentre raccoglieva lo sperma che le era finito in faccia e portatoselo alla bocca, ingoiava … ed ingoiava … la scena lo intrigava non poco …
Poi, sollevando le gambe ed esponendo il culo esclamò “Gliene avevo promessa anche una del mio buchino bello allargato” Ed ancora il flash illuminò la notte. Ripreso possesso del cellulare iniziò ad inviare al suo uomo il materiale fin lì collezionato, nel frattempo quasi distrattamente, lui continuava a far correre le dita lungo i suoi fianchi, tra le sue grandi labbra fradice, sul suo ano, perversamente beante.

Un trillo del cellulare. Era lui. “ Hai goduto?” “Oh amore… da morire … hai visto le foto!” “ Si certo, un po’pochine… ma pur sempre apprezzate” …”eh vab…. Hey che fai “ domandò lei con tono di sorpresa, rivolta verso Marco, sentendo nuovamente il suo culo invaso.
Lo stallone, sornione come sempre, continuando a muovere la mano tra le sue natiche, le rispose “Beh … mi pare avessimo un accordo no?!… digli che tra poco gli mandiamo altre foto…tutt’altro che banali!”
“Amore che succede?!” Chiese lui dall’altro capo del telefono.

Mentre tre dita, nuovamente, iniziavano a perlustrare il retto di lei , la sua voce aggredita da gemiti incipienti, rassicurò “Cuore. …non ti preoccupare. Ora mi sa che devo riattaccare… la cosa si fa impegnativa …. ”

Mentre le dita rapidamente divenivano quattro, l’ennesimo gemito interruppe la comunicazione telefonica. Il flash baluginò torno ancora una volta ad illuminare l’abitacolo …
A centinaia di km di distanza comparve sullo schermo l’immagine del culo di lei, arrossato e grondante umori, e della mano di lui, di cui si poteva vedere solo il pollice.

Nella foto si poteva scorgere il suo viso, un filo di sperma tra i ricci e lo sguardo di chi non ha più nessun freno, mentre in mano stringeva una bottiglia di lubrificante con cui aiutava il suo bull a rendere quella notte la piu’ estrema di sempre.

Al mare con una coppia di amici! 02

La mattina seguente mi svegliai lentamente, appesantito dal sonno. La luce del sole entrava da uno spiraglio della finestra e illuminava a malapena la stanza. Giulia non era a letto, ma la sentivo parlare e ridere nell’altra stanza. Guardai l’orario sul cellulare scoprendo che erano passate le 11.
Mi alzai lentamente e mi diressi verso gli amici. Stavo strofinando gli occhi quando mi affacciai alla loro porta, vedendo una scena tanto simpatica quanto strana: erano tutti e tre sul letto, completamente nudi, tranne per la mia ragazza che indossava un perizoma quasi invisibile; Luca era steso sul letto a pancia in su e con le gambe aperte; Claudia con il rasoio gli stava radendo i peli pubici e Giulia sosteneva il pene mezzo duro così che non intralciasse la rasatura.

Dissi ridendo e con voce arrocata:”Cosa cazzo state facendo?”

Allora si accorsero della mia presenza e scoppiarono a ridere.

Giulia:”Preparati che poi tocca a te, ti vogliamo tutto pulito e senza peli!”

Non mi ero mai depilato integralmente. Forse era una buona idea visto che ormai avevo peli ovunque che mi davano fastidio. Andai in cucina e preparando il caffè mi accorsi di essere nudo e di avere ancora l’alza bandiera mattutino.

Finita la colazione e dopo essere stato al bagno, tornai dagli altri e vidi un’altra scena eccitante. Questa volta Luca era a pecorina sul letto e Claudia lo stava depilando sul culo e tra le chiappe mentre Giulia continuava ad accarezzargli il cazzo, ormai duro, mungendolo. Non potei far a meno di notare quanto mi piacesse ora quel culo senza peli. Il pene mi si innalzò immediatamente.

Quando toccò a me, le ragazze si dimostrarono molto dolci e sensuali.

Giulia doveva tenere sempre in mano il mio palo di carne perchè sempre duro. Luca andò a farsi una doccia mentre la procedura su di me procedeva velocemente e senza intoppi. Dal petto al pube, dallo scroto ai polpacci, dalla schiena al culo, ogni pelo mi venne tolto di dosso.
Mi sentivo stranamente alleggerito e pulito, come mai mi ero sentito prima d’ora.

Anch’io feci una rapida doccia per togliermi ogni residuo di peluria.

Tornai in camera per cercare qualcosa da mettermi addosso quando sopraggiunse Luca.

Luca:”Non metterti niente dai, in casa possiamo stare comodi!”
Io:”Hai ragione…ma sicuro che non dia fastidio a te o a Claudia se giro nudo?”
Luca:”Ma no, tranquillo! Ah già, le ragazze sono andate al supermercato a comprare del cibo per fare da mangiare. Se hai bisogno di qualcosa chiamale ora così ti prendono quello che vuoi. ”
Io:”Va bene grazie, ma non mi serve nulla di particolare per adesso.


Luca:”Ok, ascolta ti propongo una cosa. ” Disse con aria maliziosa e mostrandomi i due piccoli plug che avevano messo la notte precedente le nostre ragazze. “Ti andrebbe di metterlo?”
Io:”Metterlo io?” Mi aveva spiazzato.
Luca:”Si, io e te. Sarà eccitante e divertente. Possiamo fare una gara se vuoi, chi lo tiene più a lungo vince. ”
Io:”Ah, divertente. E cosa si vince?”
Luca:”Mmm potremmo fare che chi lo tiene più a lungo si può scopare la morosa dell’altro!
Io:”Davvero? E saranno d’accordo le altre?”
Luca:”Credo proprio di si, insomma ormai stiamo facendo di tutto e di più insieme quindi non penso rifiuterebbero.

Comunque sia è meglio se glielo diciamo solo quando avremo finito la gara!”
Ero divertito e un po’ imbarazzato. Allo stesso tempo intrigato dal provare una nuova cosa:”Va bene, perfetto. Ma tu sei già abituato a tenerlo? Perchè altrimenti sei avvantaggiato!”
Luca:”Non l’ho mai tenuto per più di 10 minuti…si, sono in vantaggio rispetto a te perchè sono leggermente abituato alla cosa mentre tu non l’hai mai provato. Credo comunque che valga la pena di giocare, non pensi?”
Io:”Si, giochiamo.

L’amico si posizionò sul letto a pecorina e mi passò il lubrificante. In quella posa mi eccitava tantissimo vedere il suo culo e la sua rosellina perfetta, con sotto le palle gonfie ed il pene pendulo. Non resistetti ed appoggiai la lingua al suo buchetto, leccando profondamente. Era profumato e morbidissimo. I mugolii di piacere di Luca mi ridestarono.

Io:”Scusa, mi sono lasciato andare. ”
Luca:”Non preoccuparti, mi è piaciuto molto!

Spruzzai il lubrificante sull’ano, ora rilassato grazie alla mia lingua e lo massaggiai delicatamente con il pollice.

Cominciavo a sentire un certo desiderio nel culo, una voglia che mai prima avevo sentito. Feci scivolare dentro di lui il plug, con un colpo secco fu tutto dentro. Soddisfatto, il ragazzo si alzò e mi invitò a prendere il suo posto.
Speravo di non sentire troppo male ma ero rilassato e voglioso di provare. Mi misi a pecorina e subito dopo sentii le dita di Luca che mi stimolavano l’orifizio anale, lubrificate dal gel.

Mi stava piacendo. Inseriva lentamente la punta dell’indice per poi ritrarla, entrando un po’ di più la volta successiva. Stava lavorandomi il culo proprio come aveva fatto con Giulia. Dopo qualche minuto di piacere, inserì lentamente il plug. Quando fu tutto dentro di me, mi sentivo riempito ed appagato. Ora volevo vedere quanto sarei resistito con il dildo nell’intestino; sicuramente avrei fatto il possibile per vincere la gara, in modo da potermi scopare la formosa Claudia!
Le ragazze tornarono con la spesa e si misero subito ai fornelli.

Preparavano pasta al tonno con qualche contorno semplice. Luca ed io eravamo mezzi coricati sul divano, chiaramente nudi, guardando la tv. Le nostre donne non ci misero molto tempo a capire che portavamo saldamente piantati nel culo i plug anali e divertite si stupirono della nostra scelta.

Io:”Vogliamo vedere chi di noi due lo tiene più a lungo!” Spiegai.
Giulia:”E ti piace Mattia? Vero che è bello?” Mi disse maliziosamente.
Io:”Si mi piace!”

Infatti godevo nel sentire il dildo dentro di me, anche se dopo una mezz’oretta di tempo cominciava a darmi leggero fastidio.

Volevo assolutamente farmi Claudia perciò avevo intenzione di resistere il più possibile.

Finito di mangiare ci preparammo per andare in spiaggia, erano già le due del pomeriggio! Luca guidò per la solita stradina impervia, stretta e piena di curve. Ci alternavamo solo io e lui al volante, le fanciulle erano capaci di guidare ma molto maldestre, come si dice delle maggior parte delle donne. Luca era un guidatore tranquillo, poche volte correva, il tipo ideale per quel genere di strade.

Raggiungemmo la spiaggia del giorno precedente e dopo aver piantato gli ombrelloni ci stendemmo a prendere il sole. Le ragazze in topless, mostravano orgogliose le loro tette ricevendo, di tanto in tanto, commenti sussurrati dagli uomini che passavano vicino. Luca ed io portavamo slippini aderenti.

Dopo un’ora e dopo due birre, il plug mi faceva quasi male. Dovevo resistere.
In acqua giocammo a pallavolo ed oltre alla palla, volavano palpate a destra e a manca.

Toccavo tette e culi delle donne e a volte anche le chiappe di Luca. Cosi facevano pure gli altri, in un movimento di mani confuso. Il mio pacco era massaggiato a turno dalle due fanciulle quando cercavano di prendermi il pallone: erezione perenne inevitabile.

Usciti dall’acqua entrambi noi maschietti avevamo i cazzi in tiro, che quasi uscivano dagli slip. Le altre si divertivano e ci prendevano in giro.
Ad un tratto Luca disse:”Mattia, hai vinto, lo devo togliere perchè mi sta facendo un male cane!”

Infilò una mano nelle mutande e piano estrasse il dildo con estrema compiacenza.

Quasi non ci credevo, avevo vinto la sfida! Subito tirai fuori il mio plug, stremato dalla sua presenza dentro di me.

Io:”Ora ragazze vi sveliamo il premio che avevamo fissato per chi vinceva la sfida!” Dissi contento.
Luca:”Chi vince si scopa la ragazza dell’altro. ” Pronunciò queste parole a malincuore.
Giulia:”Che cosa!?” Sorpresa.
Claudia:”Quindi dovrei scopare con Mattia!” La donna sembrava molto interessata.
Io:”Cosa ne pensate? Ovviamente solo se tu, Giulia, mi dai il permesso.

Anche Claudia deve essere d’accordo. ”

Seguì un attimo di silenzio, ci guardavamo negli occhi tutti e quattro, sorridendo.

Giulia:”Ci sto. Hai vinto quindi è giusto che ti prenda il tuo premio. Però vorrei essere presente per assistere. ”
Claudia:”Anche per me va bene! Se Luca sarà al mio fianco, sarà divertente per tutti!”

La giornata aveva preso una piega molto favorevole. Mi venne un’idea.

Io:”Che ne dite se lo facciamo in una spiaggia? Non vorrei creare falsi illusioni, ma magari qui vicino c’è ne una non frequentata.

Chiedo a quel ragazzo. ”
Claudia:”Daii, sarebbe fantastico!”

Mi avvicinai ad un giovane sui 25 anni e gli chiesi chiaramente se nei dintorni ci fosse una spiaggia deserta, in cui poter fare cose sconcie.

Lui:”A due chilometri da qui, andando verso sud seguendo la riva del mare, c’è un posto come quello che stai cercando. Ci si arriva solamente a piedi quindi ti conviene lasciare qui l’auto. Quel luogo sarà al massimo di quindici metri quadrati, circondato dagli scogli, non ti vede nessuno.

E’ spesso frequentato poichè è l’ideale per chi fa sesso in spiaggia e lo conoscono in molti. Solitamente vi entra solo una coppia alla volta per lasciare l’intimità. Non so il motivo ma esiste questa regola non scritta: se trovi un indumento davanti al passaggio tra gli scogli, per accedere alla spiaggetta, devi attendere finchè quelle persone non hanno finito. Poi quando entri tu, lasci una maglietta o un costume nello stesso posto, così nessuno ti disturba.

Però fai attenzione con l’alta marea perchè potrebbe anche diventare pericoloso. ”

Salutai il nuovo prezioso amico e andai subito a riferire queste notizie sorprendenti agli altri.
Come mi aspettavo, non persero tempo e accettarono la nuova meta. Stipammo gli ombrelloni in macchina, per poi incamminarci cantando verso sud, con qualche telo in spalla e l’acqua del mare che ci lambiva i piedi.

Dopo dieci minuti di passeggio la spiaggia finì e ci inoltrammo in un boschetto di bassi arbusti e pochi alberi; più proseguivamo seguendo la costa e più la vegetazione si infittiva.

Dopo un altro quarto d’ora di cammino trovammo il nostro covo. Era impossibile sbagliare poichè gli scogli interrompevano la riva e si allungavano per una ventina di metri verso il mare. Girammo attorno a quella specie di anello di roccia per cercarne l’entrata. Quest’ultima non si vedeva perchè coperta da folti cespugli, ma ben legato ad uno di essi vedemmo un reggiseno. Da quel particolare capimmo sia dove si trovasse l’entrata, sia che la spiaggia oltre gli scogli era occupata.

Non potemmo far altro che allontanarci di una cinquantina di metri e restare ad attendere.
Per fortuna dopo una dozzina di minuti vedemmo uscire una coppia di mezza età. La signora recuperò il reggiseno e se ne andarono. Contenti e eccitati corremmo agli scogli. Mi tolsi il costume e lo incastrai nel cespuglio in modo che fosse ben visibile, mi abbassai ed entrai nell’antro segreto.
Quello che vidi non era esattamente come me lo ero immaginato, ma una semplice piccola spiaggia attorniata da alti scogli.

Una parte era all’ombra mentre un’altra al sole. Posizionammo i teli coprendo una vasta area. Ci sedemmo. Io e Claudia ci guardammo intensamente. Era il nostro momento.

Le saltai addosso voglioso, prendendole la testa con una mano, baciandola. Con l’altra mano le sfilavo la parte inferiore del costume, l’unico pezzo rimasto. La sua bocca era dolce e la sua lingua si muoveva moltissimo. La ragazza era molto vogliosa, come me, eccitata ed ansimante.

Toccai la sua figa umida e cominciai a masturbarla con due dita, infilandole in modo deciso. Il mio cazzo scivolava tra le due mani duro e teso.
Passai a baciarle i seni, mordendo i capezzoli e succhiando tutto quello che le mie labbra trovavano. La fanciulla gemeva ingorda, premendomi la testa sulla mammella che stavo baciando.

Lussurioso mi alzai in piedi, invitandola a prendere il bocca il membro. Non esitò, posizionandosi sotto di me ed aprendo bene le fauci affamate.

Il cazzo entrò quasi tutto nella sua gola, lo faceva scivolare rapido dentro e fuori e in un attimo fui ricoperto di saliva. Mi guardava dritto negli occhi mentre mi faceva godere. Era bravissima, succhiava l’asta e la cappella senza fermarsi un attimo. Ogni tanto scendeva con la bocca a leccare e ciucciare le palle continuando a masturbarmi il cazzo.

Guardai gli altri. Erano nudi vicino a noi, ci osservavano ammirati e rapiti, mentre si masturbavo a vicenda.

Giulia teneva in mano il grosso cazzo di Luca e gli regalava una lenta ma profonda sega. Lui invece lavorava freneticamente con due o tre dita dentro di lei, forse anche mettendogliene uno nel culo. Stavano godendo con noi.

Mi accorsi di essere quasi al limite. Non sono mai stato uno che dura tanto, purtroppo. Interruppi Claudia dall’ottimo pompino che mi stava facendo, per metterla a pecora sul telo. Andai dietro di lei e con il membro le accarezzai la passera, dal clitoride alla vagina, per poi entrare con un colpo secco.

Lei urlò di piacere. Cominciai a pompare con decisione, aiutandomi con le mani sui suoi fianchi. La figa era stretta al punto giusto e soprattutto cremosa, stracolma di umori, tanto che li sentivo scendere sulle gambe ad ogni affondo.
Le piantavo dentro il cazzo senza fermarmi; le tiravo qualche sonoro schiaffo sul suo bel culo tondo; mi aggrappavo alle sue tettone stringendole. Il ritmo aumentava ancora, i suoi gemiti pure. Quando le strizzai un capezzolo e nello stesso momento infilai il pollice dell’altra mano nel suo ano intriso di liquidi, lei venne in un orgasmo incredibilmente potente.

Pigiavo ancora il pisello nella sua caverna bollente per tutto il tempo in cui urlava il suo godimento.

Dopo quasi un minuto di piacere, uscii da lei che spossata si ricompose soddisfatta. Mi prese il cazzo e cominciò a menarlo velocemente. Mi bastarono pochi attimi per venire e riempirle le tette di sborra. Godetti incredibilmente, euforico per la scopata fantastica appena compiuta scaricai tutto me stesso su di lei.

Quando sentii gli altri due urlare, li vidi godere insieme.

Luca schizzava ovunque il suo seme grazie alla sega fatta da Giulia che aveva occhi chiusi e testa all’indietro, gemeva per i ditalini dell’amico. Appena si ripresero, si avvicinarono a Claudia e presero a leccarle un seno ciascuno, succhiando tutto il mio succo.

Un rapido bagno in mare ci permise di darci una pulita. Abbandonammo quell’angolo di paradiso con dispiacere. Stavamo lasciando un luogo che oramai era nostro, nei nostri cuori e nelle nostre menti.

Un altro giorno in spiaggia si concludeva, stanchi ma estremamente soddisfatti e felici ci incamminammo verso casa.
La serata prometteva bene. Ordinammo delle pizze e ce le gustammo bevendo dell’ottima birra danese, densa, rossa e amara al punto giusto. Alle ventidue i nostri programmi per la notte furono spazzati via da un temporale insistente. Dovevamo visitare qualche nuovo locale, un pub ed una discoteca all’aperto, ma ci trovammo a dover restare chiusi in casa a guardare la televisione.

Non faceva freddo, ma tenevamo i termosifoni accesi per poter rimanere nudi. Era ormai diventata una necessità, una libertà che dovevamo concederci tra noi, nel nostro appartamento, sempre!

Le birre e le partite a briscola proseguivano, come gli show sullo schermo. Eravamo annoiati, privi di quella scintilla che animava l’atmosfera. Verso mezzanotte Giulia disse che sarebbe andata in camera a leggere uno di quei suoi libri sdolcinati. Luca volle farsi la doccia.
Io e Claudia continuammo a giocare a carte per un po’ ma dopo l’ennesima partita rinunciammo.

Le presi la mano dolcemente e le dissi:”Dimmi la verità, ti è piaciuto oggi?”
Claudia:”Sai già la risposta. ” Sorrise.
Io:”Voglio sentirmelo dire!”
Claudia:”Mattia..certo che mi è piaciuto! Sei uno stallone!”
Io:”Hahaha, ti ringrazio! E’ stato bellissimo davvero e poi fai dei pompini fantastici. ”
Claudia:” Chissà magari potremmo rifarlo, anche quando torneremo a Milano. ”
Io:”Mi piacerebbe molto. ”

Detto questo, sentimmo dalla camera da letto arrivare dei gemiti, chiaramente appartenenti a Giulia.

Claudia mi guardò curiosa, ci alzammo insieme e ci dirigemmo nell’altra stanza.
L’abat joure dava una calda e soffusa atmosfera alla sala: Luca era steso sul letto, ancora bagnato dopo essersi lavato; sulla sua faccia era inginocchiata la mia ragazza, si stava muovendo ritmicamente e stringeva i seni con le mani. Dal quello che vedevo capii che Luca era un ottimo leccatore di figa, stava facendo impazzire quella donna solamente con qualche rapido tocco di lingua sul clitoride.

Claudia salì sul materasso e si avvicinò a Giulia, cominciò a palparle il culo ed il seno mentre le baciava il collo con passione. L’arrivo dell’amica aumentò il piacere provato dalla fanciulla che ora ansimava pesantemente.

Mi accorsi di come Luca fosse eccitato, il suo randello si stendeva durissimo e teso in cerca di qualcuno che potesse dargli sollievo. Le due lesbiche però erano impegnate tra loro. Non persi tempo e mi sedetti sul letto tra le sue gambe aperte.

Avvicinai lentamente la mano al cazzo in tiro, toccandolo prima con i polpastrelli. Le vene in rilievo sembravano scoppiare, la cappella era tirata al limite. Lo impugnai con decisione. Il ragazzo grugnì la sua approvazione. Sentirlo nella mano così forte e tenace, mi eccitò all’inverosimile; iniziai a fargli una sega, facendo scivolare le dita dalle palle alla cappella. Era grosso e lungo, più del mio. Mi sembrava fantastico avere a disposizione un arnese di quell’ottima qualità, possente, energico e terribilmente mascolino.

I testicoli andavano su e giù insieme alla mia mano, sbattevano sul materasso colmi di dolce nettare.
Avvicinai la lingua alla cappella violacea: era calda. Passai tutta l’asta e leccai tutto, fino alle palle. Lo scroto era morbidissimo. La masturbazione continuava e lappavo le dolci ghiandole genitali, le succhiavo piano, le prendevo in bocca ed assaporavo sul palato, lisce ed invitanti.
Mi scostai poi, per prendere in bocca l’arnese. Lo infilai in gola fino a metà, per poi farlo uscire e riprenderlo dentro.

Era il primo pompino che facevo, ma scoprii di amare moltissimo quella pratica. La grossa cappella pulsava sotto i colpi della mia lingua, era succosa, tesa e sensibile. Giocherellavo con le dita sullo scroto, andando ad accarezzare anche il buchetto. Presi a succhiare il glande con passione, mi piaceva un sacco tenere il bocca quel pezzo di carne durissimo. Luca godeva e boccheggiando mi faceva capire quanto gli piacesse il sesso orale che stavo fornendo.

Intento nel mio lavoro non mi accorsi che Claudia aveva abbandonato la postazione per piazzarsi dietro di me, che abbassato a succhiare il pene, tendevo il culo verso l’alto. La ragazza mi accarezzò le chiappe pelate palpandomi, mentre con una mano afferrò il mio cazzo rigido e portandolo verso di se, iniziò una sega liberatoria. Appoggiò la lingua al mio ano voglioso ed iniziò a leccarmi profondamente; nel frattempo mungeva il bastone con perizia.

Sentire la lingua della fanciulla lavorare sull’orifizio mi portò all’estasi. Mai avrei creduto di poter provare tanto piacere in quel punto; contraevo i muscoli ad ogni passaggio di lingua, eccitato oltre ogni limite, la risucchiavo dentro di me.

Abbandonai il pompino per impegnare la bocca nel succhiare i testicoli, mentre la mia mano procedeva furiosa la sua corsa sul quel cazzo enorme e stupendo. Masturbarlo era un privilegio, mi sentivo al settimo cielo.

All’improvviso lo sentii contrarsi tra le dita e subito dopo eruttò una valanga di sperma bollente che mi finì soprattutto in faccia. Mentre spremevo il poderoso cilindro, mi precipitai a raccogliere tutta la sborra con la bocca, leccando e succhiando pube, cosce e cazzo.

Giulia venne subito dopo, finalmente. Luca era riuscito a far godere quella cagna in calore, che urlò profondamente il suo desiderio coprendo di umori il muso del ragazzo.

Sentirla gemere mi permise di lasciarmi andare. La lingua sul mio culo non si fermava mai e mi regalava momenti intensi. Claudia masturbò il mio pene allo stremo, fino a che pure io scoppiai il mio seme. Uno schizzo. Due. Tre. Quattro. Cinque. Riempii il materasso sotto di me bagnandolo, ma godendo come un pazzo. Gemetti forte durante l’orgasmo, liberato ed esaltato da esso.

Appagati e soddisfatti ci riprendemmo lentamente, per poi abbracciarci insieme, con amore.

Luca:”Cazzo Mattia, mi hai fatto un pompino coi fiocchi!”
Sorrisi contento e dissi:”Grazie Claudia, mi hai fatto vedere le stelle!” Accarezzandola in viso.
Giulia:”Complimenti Luca, hai una lingua di fuoco! Non avevo mai avuto un orgasmo del genere!”

La povera Claudia però era ancora vogliosa. Ci chiese gentilmente di occuparci di lei. Giulia si stese a pancia in su sul materasso, Claudia sopra di lei a 69 per ricevere sesso orale dall’amica.

Io infilai il cazzo moscio tra le fauci di Claudia che lo accolse volentieri, mentre Luca glielo piantava nell’utero. Eravamo tutti a disposizione, lavorando ad un unico scopo: farla impazzire di piacere.

La mia donna succhiava il clitoride con passione e trasporto, infondendole un continuo ed inesorabile benessere, ma subendo continuamente colpi sul naso dai testicoli di Luca. Quest’ultimo la scopava ferocemente, scivolando dentro e fuori dalla sua fica bollente per farla godere al massimo livello.

Io intanto avevo tra le mani la testa di Claudia, muovevo il bacino avanti e indietro facendo scomparire il cazzo tra le sue labbra. Il pene mi tornò duro in pochi secondi vedendo la donna che mi fissava negli occhi, eccitata e vogliosa, ma sottomessa da due giovani contemporaneamente. Le ficcavo il palo fino in gola, tanto che con le labbra arrivava a toccarmi il pube. Lacrime sottili presero a scendere dai sui occhi marroni a causa della mia presenza in lei, ma non mi fermai per un solo attimo poichè sapevo che la stavo facendo godere come una cagna.

Pochi minuti di quel rude trattamento permisero alla fanciulla di esplodere: le tremavano convulsamente le gambe e urlava come poteva, nonostante il mio cazzo continuasse a scoparla. Chiuse gli occhi e si abbandonò alla lussuria.

Claudia si riprese del tutto solo dopo qualche minuto e ci ringraziò tutti per l’orgasmo ed il piacere che le avevamo fatto provare. Fui soddisfatto per il mio lavoro, d’altra parte a volte, una donna gode davvero se viene trattata come una troia.

Quella notte dormimmo tutti sullo stesso letto, vicini, entusiasti per la serata emozionante appena passata. Avevo provato nuove esperienze e scoperto nuovi piaceri, mi sentivo assolutamente appagato, in paradiso.
Il mattino seguente fummo svegliati da un tuono spaventoso. Erano già le dieci, ma nessuno si era alzato prima, eravamo troppo stanchi dalle fatiche della serata.
Il temporale che impazzava sopra le nostre teste dichiarava la solita sentenza: dovevamo rimanere chiusi in casa.

Ci trascinammo lentamente in cucina e assonnati facemmo colazione.
Le ragazze avevano indossato due perizomini blu, uguali, che le rendevano ancora più sexy. I loro culetti ballavano in giro per la casa, mantenendo l’erezione mattutina sia per me che per Luca. Il latte freddo ci risvegliò un po’ dal torpore.

Andai in bagno ed entrai in doccia. L’acqua calda era un piacere sulla pelle, rilassava i muscoli e rassodava la pelle.

Mi insaponai a lungo, beandomi del benessere provocato dal sapone sui pori.
Quando decisi di spegnere l’acqua, Luca si precipitò nel bagno.

Luca:”Aspetta dai, vengo anche io!” Sorridendo.

Aprì l’anta della doccia ed entrò sotto il caldissimo getto. La doccia era davvero piccola, perciò i nostri corpi erano vicinissimi. Uno di fronte all’altro ci guardavamo compiaciuti. Mi piaceva il suo corpo. Più basso di me era dotato di massa muscolare soda ed elastica.

Gli addominali soprattutto attiravano la mia attenzione: non troppo esposti, ma abbastanza in rilievo da poter mangiarli con gli occhi.

Si avvicinò a me ancora di più e le nostre labbra si incontrarono. Le lingue danzavano tra noi, scambiandosi effusioni. Con una mano gli palpavo il culo e con l’altra accarezzavo la sua pancia muscolosa. Lui invece mi prese la testa per baciarmi con una passione estremamente erotica. I nostri falli si alzarono insieme e si incrociarono come lame duellanti.

Gli stimolavo il buchetto con dolcezza, lasciandomi trasportare dal bacio. L’acqua calda si infrangeva su di noi, lubrificando i nostri corpi bollenti di passione.

Luca si staccò da me e mi guardò negli occhi sorridendo:”Devo ringraziarti per quello che hai fatto ieri sera. ”

Si abbassò inginocchiandosi di fronte a me, afferrò il mio sesso e se lo portò alla bocca. Gemetti. La sua bocca era calda e morbida, il pene scivolava facilmente dentro di essa e godevo di ogni suo tocco di lingua.

Mi abbandonai al piacere appoggiandomi al muro, chiusi gli occhi e smisi di pensare. Volevo godermi quel magico momento, volevo ascoltare tutti i miei sensi. Sentivo il rumore dell’acqua che perennemente sprizzava dalla doccia, sentivo lo schiocco ritmico prodotto dal mio cazzo che entrava ed usciva dalla gola dell’amico. Percepivo il calore sulle spalle e sul busto, mentre dal pube mi arrivavano stimoli di piacere intensi.

Il ragazzo si alzò, contento per il lavoro svolto e mi chiese una cosa inaspettata:”Per favore, inculami.

Voglio sentirti dentro di me. ”

Rimasi un attimo spiazzato.

Fino ad allora avevamo giocato con mani e bocche, con cazzi e culi, ma non credevo che avrei affrontato così apertamente il sesso anale con Luca. Quando assimilai l’informazione, capii che non mi sarebbe dispiaciuto affatto scoparlo. Sarebbe stato il mio primo ragazzo.

Presi il sapone e lo portai al culo dell’amico che prontamente si girò dandomi le spalle e chinandosi in avanti.

Massaggiai per bene il buchetto, ora rilassato e voglioso, pronto per ricevermi. Il mio pene era di marmo al solo pensiero di entrare in lui. Lo appoggiai all’ano e lentamente lo spinsi dentro. Luca mi veniva incontro con il bacino, smanioso, gemeva ogni qual volta mi sentiva avanzare. Il buco era strettissimo, ma con calma e insistenza riuscii a scivolare per intero nella cavità. Quando il mio pube arrivò a toccargli il culo, il ragazzo urlò di piacere.

Iniziai a pompare dentro di lui lentamente, godendomi il momento, le pareti intestinali mi provocavano impulsi fantastici. Il pene moscio e lo scroto sbattevano qua e la seguendo la mia danza.
Quando ci presi davvero gusto, afferrai Luca per una spalla ed un fianco, aumentando la velocità e la forza delle spinte. Volevo spaccargli il culo, godere dentro lui e riempirlo di sborra calda. Non sapevo se l’avesse già preso da un uomo, ma era mia intenzione fare in modo che quell’inculata gli rimasse ben impressa nella mente come un momento di goduria assoluta.

Il giovane infatti ansimava, boccheggiava, gemeva ad alta voce.

Abbandonai la presa sulla spalla per rifilargli uno schiaffo feroce sulla chiappa, poi mi abbassai per cercare il suo fallo. Quando lo trovai mezzo eretto, lo strinsi forte insieme ai testicoli, non per fargli male ma per elevare il suo piacere.

Ero al limite. Mani a stringere i fianchi e via, galoppata finale. Quella caverna bollente mi stava facendo impazzire. Spinsi più forte che potei fino a quando arrivò l’orgasmo.

Una tempesta lussuriosa si infranse su di me, nella mia testa. Urlai il mio desiderio mentre una gran quantità di sperma riempiva il culo a Luca, anche lui errante di piacere. Pompai fino a quando l’ultima goccia fuoriuscì da me.

Ci staccammo e ci abbracciammo contenti, felici per tutto quello che stavamo vivendo. Un bacio sancì il nostro definitivo legame.

Scoperta dal fidanzato

Sono una vera troia ma, in più, mi piace molto scopare con gli a****li. Sono sempre stata fidanzata ma questa mia perversione è stata, ed è ancora, il mio vero momento intimo. Godo in una maniera incredibile quando scopo con gli a****li. Mi piace molto farmi scopare dai cani di diversa taglia,ma questa mia indole è sempre stata nascosta agli occhi del mio fidanzato. Con lui ho un rapporto bellissimo,intesa sessuale alle stelle soprattutto grazie al fatto che è ben dotato ed ha una certa esperienza, visto che è più grande di me di dodici anni.

Anche lui ama gli a****li,infatti è sempre contento quando devo ospitare i cani di amici a casa per qualche giorno…. ma fino a gennaio scorso non avrebbe mai immaginato cosa fossi capace di fare con queste bestie. Era un weekend d’inverno molto freddo, subito dopo capodanno e la mia amica mi lasciò in custodia il suo bellissimo cane da caccia stile bracco,ma più esile…eppure l’apparenza inganna. Ero a casa da sola e sapendo che il mio lui sarebbe tornato dopo pranzo dal lavoro ho colto l’occasione per testare questo mio nuovo amico peloso.

Mi ero tenuta addosso solo un tanga molto stringato e mi misi a giocare col cane sul tappeto in salotto; inizialmente pensavo a far riconoscere il mio odore naturale a Brutus perché era la prima volta che lo tenevo a casa. E’ un cane abbastanza iperattivo,agitato,quasi incontrollabile anche nel gioco…mi saltava addosso per prendermi dalle mani la pallina che gli lanciavo, dopo un po’ di tira e molla per la palla gliela lasciai e mentre era sdraiato, intento a mordicchiarla, mi misi dietro di lui.

Le mie mani gli percorrevano tutti i fianchi con carezze e massaggi che arrivarono fin sotto il ventre,lui non si curava di me e continuava a farsi i fatti suoi,ma mi accorsi che era già uscita la puntina del pene dalla guaina…. era il momento di fare la cagna in calore. Con forza lo rigirai sulla schiena e lo bloccai col mio peso per farlo stare fermo,mi soffermavo ad accarezzargli le palle e la guaina pelosa, finché il pene non fosse uscito di più.

Brutus apprezzava quel massaggio erotico e dopo un po’ di divincolamenti si calmò e mi lasciò fare…. cosi mi spostai e con le tette mi strusciavo sul suo cazzo ormai fuori, mi sentivo già fradicia quindi mi misi a cavalcioni e iniziai a masturbarmi strusciando la figa sul suo pelo morbido…. certe volte sentivo la punta del pene toccarmi ed entrare di poco nella fessura,ma il mio movimento era troppo veloce e scoordinato perché entrasse del tutto….

venni in poco tempo e grondante del mio sperma gli misi la figa sopra il muso. Subito iniziò ad annusarla e a leccarmi gli umori che gli gocciolavano in bocca. Le leccate erano profonde,arrivavano a lubrificarmi il buco del culo e provai un piacere immenso. mi girai come per una 69 e iniziai a ricambiare il favore leccandogli il pene. si ingrossava sempre di più,si vedevano le venature bianche e così mentre brutus continuava a slapparmi la fica ormai spalancata spompinai quel bel pezzo di carne.

del liquido mi schizzava in faccia ma continuavo,quando sento chiudere la porta d’ingresso e fa capolino il mio fidanzato. mitolsi subito dalla posizione per non farmi scoprire in quello stato,ma ormai era troppo tardi…avevo lo sperma di brutus in faccia e la fica sbrodolante. era impietrito da quella visione,non sapeva cosa dire,ne cosa fare…. brutus intanto si era alzato per salutarlo,ma non lo degnò di uno sguardo. i suoi occhi erano puntati su di me suduta per terra con solo un tanga fradicio dei miei umori….

nell’aria ne si poteva sentire l’odore forte. mi si avvicinò e io tremante rimasi per terra distogliendo lo sguardo dal suo,mi diede uno schiaffo in faccia,ma questo era il male minore per me. ero stata scoperta dal mio fidanzato…..
-scusami amore io…
-ma che scuse?!?io torno prima dal lavoro e ti trovo a fare la puttana…assurdo!ma la cosa più assurda è il cane…
-non ho scuse,ma….
non avevo le parole per spiegare la situazione così mi alzai per cercare un contatto con lui…
-no!!mollami e tornatene per terra come una cagna..
mi spinse a terra con forza e mi bloccò i polsi…mi urlava in faccia cose irripetibili,mi vergognavo tantissimo ma non potevo fare nulla.

dopo lo sfogo mi sfiorò la fica con le dita…
-senti quà…sei proprio una cagna sudicia!!
e si annusò le dita umide.
brutus sentita tutta quella confusione era diventato ancora più agitato,ma nell’aria c’era sempre il mio odore di fica che lo eccitava e cercava di intromettersi tra me e il mio fidanzato che era sopra di me per bloccarmi.
a quel punto il suo sguardo era cambiato…non era pieno di ira,ma di furia mista a perversione.

mi infilò tre dita nella figa con forza e le spinse fino in fondo..
-è così che t piace cagna??vediamo quello che ti fai fare da sto a****le…
prese brutus per il collare e me lo spinse sopra..subito iniziò a leccarmi la figa,io non riuscivo a controllare gli spasmi di piacere,ma tenevo gli occhi chiusi dalla vergogna. cercavo di contenere i mugolii di piacere,ma era stupendo….
lui mi guardava esterrefatto e si capiva che lo spettacolo gli piaceva molto,la sua eccitazione era ben visibile sotto il vestito da lavoro.

-girati e mettiti a quattro zampe!!
ubbidii senza dire niente e mentre brutus continuava a darmi piacere con la sua grossa lingua il mio lui si calò i pantaloni davanti a me. sapevo cosa voleva e orami arrendevole glielo presi in bocca…la situazione era decisamente cambiata.
mi obbligò premendomi la testa a lui di ingoiarlo tutto fino in fondo…soffocavo,ma non avevo scampo alla sua presa. aveva il cazzo enorme pulsante che spingeva con decisione dentro la mia bocca…improvvisamente si blocca e torna al cane.

-allora ti fai anche montare da lui??
-no non ho mai provato…
ed effettivamente con lui non era mai successo nulla.
-ok…. ora lo proverai.
iniziò a menargli il cazzo e quando tornò tutto fuori lo diresse verso il mio culo..
-dai bello montati sta cagna in calore…è pronta!!
brutus ormai eccitatissimo mi prese come in una morsa per i fianchi e cercò in tutti i modi di infilarsi dentro di me…
sentivo il suo pene caldo e viscido strusciare tra le labbra e tra le chiappe…
-ti aiuto io bello!!
glielo prese di nuovo in mano e con un colpo secco lo spinse dentro,brutus capì che era fatta.

si dimenava come un selvaggio con una forza indescrivibile…urlavo dal dolore per le spinte che arrivavano contro l’utero. lui lo incitava e nel mentre si masturbava godendosi la scena..non ce la facevo più mi sentivo sfondata,ma mi piaceva…mi sentivo ancora più troia davanti al mio fidanzato.
gemetti come una cagna…sentivo il nodo gonfiarsi all’interno e dopo poco brutus mi riempii della sua sborra bollente. eropiena,la sentivo riempirmi e colare fuori sulle gambe.

anche lui stava per venire,ma voleva che fossi io a farlo…me lo rimise in bocca e selvaggiamente mi scopò in bocca. urlava dal piacere emetteva versi e grugniti che prima non aveva mai fatto…e venne…
avevo la bocca e la figa piena di sborra…ingoiai e aspettavo solo che brutus si staccasse. finalmente uscì e mi leccò fino a farmi gridare dal piacere…godevo tantissimo sotto lo sguardo del mio fidanzato e venni…mi sentivo svenire e mi lasciai cadere sul tappeto.

lui si distese di fianco a me tenendo brutus a bada per il collare…
-se me lo avessi detto prima ci saremmo divertiti insieme..non ti è piaciuto??
-si amore…ora hai scoperto la mia passione e voglio condividerla con te.

Come diamanti nel fango
di antonio andrea fusco e altri
Collegamento:.

Una moglie da ammirare 4

Dopo aver parlato a lungo con mia moglie dei problemi che arano nati in me, e vero che ora riuscivo ad avere delle erezioni ma solo quando ero eccitato vedendo mia moglie che scopava con altri, questo mi faceva partecipare ai giochi sessuali in cui godevo anche io.
Più si andava avanti, io nel mio volere di vederla come una vera mangiatrice di cazzi, proponevo, dei giochi che andavano oltre la trasgressione avvicinandosi alla perversione, Elena non diceva nulla ansi piaceva moltissimo anche a lei.

Dopo vari incontri con persone di sesso maschile, in cui mia moglie non si e mai tirata indietro, volevamo di comune accordo fare delle cose nuove, cosi decidemmo di fare del car sex, la sera si andava in quei luoghi che si poteva fare sesso con sconosciuti, quando andavamo mia moglie si vestiva da vera puttana, ci si fermava in un luogo aspettando che qualcuno si faceva vivo, infatti dopo poco si radunavano alcune persone vicino alla nostra auto, a quel punto mia moglie si denudava del tutto mettendosi in mostra aprendo lo sportello della l’auto, vedevi che loro tiravano fuori il cazzo per masturbarsi, avvolte erano più di 5 o 6, in cui facevo un cenno di avvicinarsi una volta vicini Elena iniziava a prenderlo in bocca facendogli un bocchino uno a uno a uno, mentre era alle prese con i cazzi io la scopavo da dietro, una volta che godevano si faceva sborrare sul petto, alla fine era piena sborra.

Ripensavo a quando si faceva sesso quando ero una persona normale,la scopavo, aveva la sua fica e il suo culo bello stretto ora devo dire che quando la scopo sento che il mio cazzo che ci sguazza dentro tutto questo era dovuto a super cazzi presi in precedenza specialmente di Ben e Amu che l’anno scopata con quei mostruosi cazzi per circa 10 mesi anche 2 o 3 volte a settimana, infatti a Elena gli mancavano molto, con loro raggiungeva il massimo della goduria, cosi pensai di rincontrarli di nuovo.

Ci incontrammo di nuovo questa volta mentre la scopavano dissi ad Ben che volevo vederla con due cazzi in fica, non se lo fece ripetere iniziando una manovra per entrare, piano piano vedevo che si faceva posto e la fica di Elena si dilatava sempre di più con qualche timida protesta di mia moglie che diceva che gli faceva male, una volta che entro del tutto queste proteste si tramutavano in urla di orgasmi incitandoli di non smettere, vedendola cosi frenetica presi il mio cazzo mettendoglielo in bocca, in poco dopo godetti mentre loro la stavano stantuffando fino a che godettero sborrandogli su di lei, mi guardo dicendomi che era stato meraviglioso, dopo circa 30 minuti ritornarono alla carica penetrandola sia in fica che in culo mi avvicinai a loro dicendogli di mettere i loro cazzi tutte e due nel culo, mentre uno era già dentro l’altro cercava di entrare, Elena questa disse che gli faceva troppo male rifiutandosi di farsi penetrare il cazzo di Ben ritorno nella fica pompandola di nuovo, mia moglie godeva sempre di più i suoi muscoli si contraevano fino a che sfinita si accascio, loro continuavano il loro su e giù fino a che godettero.

Mentre si ritornava a casa mia moglie disse che ero un depravato a farmi mettere nel culo quei due cazzi mostruosi, le risposi che vetrai che li riuscirai a farli entrare.
Elena gli piaceva scopare con loro sia per i loro cazzi, per la loro resistenza, si sentiva piena, lei voleva scopare con loro lasciando da parte tutto ciò che si faceva, quando ci siamo rincontrati, avevano di nuovo cercato di far entrare i due cazzi nel culo, ma con esito negativo, per circa3 o 4 incontri lo avevano fatto, e nel l’ultimo incontro era entrato un poco di più fino che alla fine dopo vari tentativi riuscì ad entrare del tutto, mentre loro le scopavano il culo io mi misi sotto di lei leccandogli la fica mentre lei mi succhiava il cazzo, da quella posizione vedevo quei mastodontici cazzi neri che le avevano dilatato il buco del culo spaventosamente che quando si tolsero per sborrare il suo culo rimase bello aperto.

Mia moglie ora li prendeva del tutto dentro di lei sia in fica che in culo in contemporaneamente, quando lo faceva godeva tantissimo, tanto che dissi a ben se avevano un altro amico sempre dotato come loro che la prossima volta di portarlo, di questo non dissi nulla a mia moglie volevo fargli una sorpresa, cosi quella sera invece di invece di un loro amico ne portarono due, in un primo momento Elena aveva non approvato tutto questo, portandomi in disparte per mostrarmi il suo disappunto, ma nel frattempo vedevo in lei la sua libidine, iniziando una opera di convinzione che poco dopo si dimostro efficace, ritornando sui nostri passi iniziarono a spogliarsi mentre Elena era rimasta seduta sul divano per osservare il tutto, una volta nudi mostravano i loro cazzi spaventosamente grandi e neri con delle cappelle rosse, avvicinandosi a mia moglie che presa da un attimo di libidine li prese in bocca mentre la denudavano, quella sera Elena ne prese due in fica e uno nel culo mentre il quarto ce l’aveva conficcato in gola smorsandogli le sue urla di godimento, la scopavano selvaggiamente, lei era in preda a lunghi orgasmi che più godeva e più la facevano godere era tutto un mugolio di parole, mentre io ero seduto sulla poltrona a guastarmi la scena mi masturbavo, una volta che godettero la imbrattarono tutta con la loro sborra mentre uno le godette dentro la bocca che lei ingoio tutta la sborra, rimanendo immobile su divano letto, la sera stessa la ripresero di nuovo facendola dire che era esausta che gli bastava cosi.

Ci siamo incontrati per circa 5 mesi, nel l’ultimo mese vedevo Elena che accusava sempre di più stanchezza nel fare sesso con loro, le dissi di smettere per qualche tempo per riprendersi, ma questo invece di passare peggiorava sempre di più fino a che dopo circa 4 mesi da l’ultimo incontro decidemmo di fare delle ricerche per dare un riscontro a ciò che stava accadendo, dopo delle accurate analisi e visite si riscontrava la cosa peggiore che si potesse avere che in 5 mesi lo persa per una forma di cancro fulminante.

Sono passati 5 anni di mia moglie, mia amante, mia complice, i miei più grandi ricordi di lei sono la sua immagine, le foto e video che gli ho fatto che ancora oggi li rivedo che mi fanno eccitare, era ciò che voleva lei, e nello stesso tempo ho voluto raccontare la nostra storia d’amore.