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Una sera in piscina

E sempre stata una mia fantasia vederla nuda e magari che facesse qualcosa con altri, pero lei quando a letto fantasticavo su questo si stizziva.
Quella sera pero …..
L’ho accompagnata ad un corso d’aggiornamento fuori citta, la sera un suo collega invito mia moglie, io e gli altri due colleghi presenti al corso a cenare da lui.
Possedeva una bella casa con piscina un bel giardino mangiammo fuori bevemmo un po’ anche mia moglie che di solito non beve mai.

La giornata di giugno era calda e afosa uno dei presenti propose visto il caldo e la piscina disponibile del collega di un bel tuffo per rinfrescarci un po’. Il proprietario disse e lì a nostra disposizione io non parlai mia moglie chiese ma voi avete i costumi?
La risposta fu no ma ci tuffiamo nudi, mia moglie disse ma voi siete matti io nuda con voi tre maschi siete fuori e poi rivolgendosi a me disse tu lo faresti?
Allora delle chiese ma non hai mai fatto il bagno nuda a mezzanotte in spiaggia, lei rispose di no.

Loro dissero be noi lo facciamo e iniziarono a spogliarsi, mia moglie mi guarda perplessa ed io gli dico dai andiamo a rinfrescarci anche noi intanto cosa vuoi che sia vedono due tette e un po’ di pelo e iniziai a spogliarmi, mi tuffai e la invitai a entrare dicendoli che era magnifico, anche i suoi colleghi la invitarono dicendogli di non vergognarsi intanto era fatta come tutta e loro non era la prima volta che ne vedevano una nuda e non si sarebbero scandalizzati.

Mia moglie si verso un altro bicchiere di vino lo beve tutto d’un fiato si alza e inizia a spogliarsi i suoi colleghi esultarono facendogli un applauso dicendogli brava. Io ero già eccitato un po’ confuso era la prima volta che lo faceva ora, era in intimo in piedi a bordo piscina noi in acqua rimase li ferma un po’ poi ….. si tolse il reggiseno e libero la sua terza che si manteneva ancora su nonostante i suoi 37 anni e dalla piscina ci fu un boato di gioia e vidi che anche gli altri erano eccitati c’è l’avevano duro.

Poi si giro dandoci il lato b e si tolse anche gli slip dicendo chiudete gli occhi che entro, naturalmente nessuno chiuse gli occhi, si giro ed entro mi venne vicino e mi diede un bacio, parlammo un po’ ogni tanto gli tiravano un po’ d’acqua ci divertivamo e vedevo che ogni tanto guardava sotto i loro cazzi duri, la cosa mi eccitava parecchio. Giorgio usci dalla piscina e andò a prendere 5 bicchieri e del limoncello co il suo cazzo duro in bella vista mia moglie lo segui con lo sguardo poi Luca disse Giorgio guarda come te lo guarda e lei divento rossa e si appoggio a me io la abbracciai e le toccai le tette gli diedi un bacchio arrivo Giorgio con i bicchieri di limoncino si sedette a bordo piscina giusto in parte a mia moglie con il suo cazzo ancora dritto gli diede il bicchiere mentre Dario si sedette anche lui a bordo piscina e lo sguardo di mia moglie si sposto su di lui non l’avevo notato sottacqua ma aveva un cazzo enorme penso 24,25 considerando i miei 18.

Vide subito mia moglie che lo guardava e gli disse mai visto cosi grande, dopo alcuni istanti a bocca aperta disse no e divento rossa mentre noi scoppiamo in una risata.
I tre colleghi uscirono rimmanemmo noi due dentro lontani da sguardi e orecchie indiscrette gli dissi ti piaccerebbe mettere in atto le nostre fantasie e lei ma sei fuori ma era un sei fuori bo penso non convinto l’aiutai a uscire arrivo Dario li porse l’asciugamano e la scuadro da testa ai piedi dicendogli sei verramente figa, Luca ridendo disse intanto non ti fa un pompino che gli fai i complimenti mia moglie gli fece il dito medio e disse e chi te lo dice che non glielo faccio.

Tutti di shitto mi guardarono e Luca sempre lui disse non lo fa c’e suo marito e io risposi perche se non ci fossi lo farebbe? Lui siiii credimi e penso non solo a lui poi ci girrammo verso mia moglie e…….. stava toccando quel cazzo enorme di Dario io m i bloccai Luca rimase a bocca aperta Giorgio stava arrivando con altri limoncini si fermo davanti a loro poggio il vassoio per terra mentre vidi la mano di Dario toccarle la figa Giorgio si alzo mi guardo un attimo e inizio a toccarle le tette Luca era sempre fermo si giro verso di me verso loro e mia moglie si stava baciando con Dario e Giorgio le stava succhiando le tette allora io mi avvicino a loro mia moglie si stacca con la bocca da Dario Giorgio si ferma lei mi guarda senza staccare la mano da quel enorme cazzo passano alcuni secondi la bacio ci riguardiamo negli occhi vedo ls sua voglia gli prendo la testa tra le mani gli do un altro bacio poi gli guido la testa verso quel cazzo lei lo prende in bocca e inizia un pompino meraviglioso Giorgio le stava rittocando le tette Luca solo in quel momento realizzo penso quello che stava accadendo e esclamo arrivo mentre io avevo gia la lingua sulla sua figa mai sentita piena di umori cosi me la gustai un po poi fecci spazzio a Giorgio vedi Luca succhiarli le tette mentre lei aveva ancora quel cazzo in bocca lo spompinava con tanta passione mai vista io mi sedetti e mi gustai quella scena tanto fantasticata un po.

Poi Luca disse a Dario basta ora godere della sua bocca ora tocca a me lo scanso e infilo il suo in bocca a mia moglie Dario allora scanso Giorgi e infilo la sua lingua in quella figa fradicia d’umori, Giorgio si avvicino a Luca e mia moglie inizio a succhiare due cazzi cosi mi avicinai a loro ora ne aveva tre. Dario si stacco dalla figa con la lingua e la penetro con qun cazzo enorme mia moglie urlo di piacere.

Continuammo un po finche Dario non disse sto venendo allora mia moglie mollo tutto si giro e lo presse tutto in bocca mentre Luca aprofitto del buco libro e infilo il suo cazzo finche non venne il suo momento e sborro sulle sue tette ora cera Giorgio e sborro anche lui sulle sue tette ora infilai il mio mentre a Dario era tornato duro e stava gia rigodendo della sua bocca io gli venni dentro ,lei intanto continuava con quel pompino meraviglioso.

Aveva la sborra che colava dalla sua bella fighetta e andai a leccarla finche Dario non arrivo col suo cazzo lo avicino alla figa mi sfiorro la lingua la penetro di nuovo io l’asciai posto e andai a baciare mia moglie sapeva da cazzi ma era una cosa fantastica. Dario disse vengo pero questa volta mia moglie non si giro lo prese dentro urlando tutto il suo piacere. UN nuovo tuffo in piscina per lavarci l’odore del sesso uscimmo ci rivestiamo salutiamo lasciandoci con ci rivediamo?.

La prima volta ….2 cazzi

Ci risiamo, con i primi caldi, torna la voglia di bagni e tuffi, di fresco, di qualche situazione di refrigerio, visto che il mare è lontano, le alternative sono : la piscina …. ma troppo caos …. Il fiume ….. pericoloso …. o il lago …. decisamente abbordabile.

Armati di telo mare costume e bottiglia di acqua ghiacciata, ci incamminiamo sulla riva del lago che abbiamo scelto. Siccome la voglia è di libertà, cerchiamo un posto poco frequentato, e dopo un quarto d’ora di cammino, arriviamo nel luogo perfetto, una radura con erba bassa e schiacciata, segno che è usata sovente, un ingresso in acqua comodo, e piante tutte in torno.

Ci spogliamo completamente di vestiti ed inibizioni, e in un attimo siamo dentro a sguazzare come i bambini nella piscinetta.

Tempo 10 minuti, dalla vegetazione, sbucano tre ragazzi, dalla presunta eta di 25 / 30 anni. Porca miseria, penso, ci hanno invaso il nostro piccolo paradiso terrestre, menomale che hanno avuto l’ intelligenza di star al limite della radura, ovvero una decina di metri.

I tre, fan finta di niente, ma danno delle belle occhiate alla 4° di seno che sballonzola tra i giochi d’ acqua.

Al momento di uscire, Robi mi guarda preoccupata, per il fatto di esser completamente nuda, io la tranquillizzo, non credo ci sian pericoli.

Mentre ci avviamo agli asciugamani, vedo i ragazzi darsi gomitate, facendo finta di esser indifferenti, e parlottando tra loro. Dopo aver confabulato un po’, capisco questa agitazione, eran indecisi sul togliere i costumi o no, chiaramente da sfacciati, si tolgon tutto.

Vedo subito Robi, inforcare gli occhialoni da sole, e far la finta tonta, guardando di traverso i tre cazzi di giovane età, svettare all’ aria.

Poi decide di mettersi la crema solare, insistendo con estenuante lentezza, sul seno bello turgido, fin dove riesce, e poi chiede il mio aiuto, ma son sicuro che se avesse domandato ai ragazzi …. si sarebbe trovata con sei mani ovunque.

Parto dalla schiena, e comincio a schizzare liquido solare, come se fosse una sborrata gigante, poi con movimenti lenti forse fin che mai esasperanti, la spalmo ovunque, soprattutto sul lato del seno, che solitamente resta bianco.

Robi se ne accorge, di tutto questo esagerare, e mi redarguisce con un “ piantala di far il cretino, non vedi i ragazzi che mi divorano con gli occhi, e son lì col cazzo duro in mano …. ”

In effetti, è vero, i ragazzi … son impegnati a non farsi vedere … tutti rigidi ….

Ricomincio con la crema solare, partendo dalle caviglie, salendo con lunghe spalmate verso il culo, e interno coscia, e qui esce la maiala che è in lei … invece di trovar da ridire … allarga le cosce ogni volta che arriva la mano all’ incrocio ….

Dopo queste spalmate … vedo due dei tre ragazzi, alzarsi con il cazzo completamente in tiro, … buttarsi in acqua, forse per evitare spiacevoli figure, solo uno tiene duro, l’ unico di carnagione scura, tipo marocchino o tunisino, lui resta lì imperterrito col cazzo duro in mano … e proprio a dirla tutta un gran cazzo.

Dopo un attimo, Robi si gira a pancia in su, e vedo che si infila il perizoma, alzandosi in piedi, dicendomi che con il caldo, a furia di bere, deve far la pipi….

Ok rispondo reazione naturale, e la vedo infilarsi nella vegetazione.

Io son coricato, e curo i ragazzi in acqua, che si stanno schizzando tra di loro, poi mi giro a guardare il magrebbino e ….. cazzo è sparito.

Immediatamente mi alzo, e seguo il sentiero che ha preso Robi, facendo attenzione a non essere scoperto. Dopo pochi metri, vedo il ragazzo nascosto dietro una pianta, intento a farsi una sega, guardando la mia piccola, che qualche metro più avanti, è accucciata, con la fica in bella vista, dato il perizoma scostato, che sta facendo pipi, tanta pipi, che non finisce mai ….

Arrivo alle spalle del ragazzo, che non mi ha sentito, e gli sussurro all’ orecchio …. ” Ti piace è …. ” Lui si spaventa, si allontana da me per paura e smette di toccarsi

“ Si, mi piace da morire, non ho mai visto un seno così grosso, restare bello alto, e soprattutto così dal vivo”
Mi shitta la scimmia e dico … “ Ti piacerebbe toccarlo …..” ….. “ Non so cosa pagherei per poterlo fare “ e così dicendo, ricomincia a smanacciare il grosso cazzo scuro.

Nel frattempo, lei ha finalmente finito, e cercando di ricomporsi, ci viene in contro, non capendo la situazione, composta da me, con il cazzo duro, che parlo con un ragazzo nudo, anche lui con il suo affarone tra le mani, intento a menarselo

La fermo e le dico “ Amore, guarda il povero ragazzo, come è conciato per colpa tua, fai qualcosa per farlo rilassare “
Lei mi guarda stranita, poi guarda il cazzone del ragazzo, i suoi occhi, spalancati per poter vedere meglio le tette.

“ E cosa devo fare …. ” Dice lei, sapendo già cosa poteva fare …. ” Più che una sega …..”

A queste parole, il movimento della mano , del ragazzo aumenta di ritmo … e gli occhi brillano

Robi si inginocchia sull’ erba, trovandosi faccia / cazzo con il marocchino, allunga una mano, prende in mano il bastone di carne, e comincia un su e giù da professionista, passando la manina sul glande, per poi scendere al sacchetto dei coglioni, gonfio da esplodere, e risalire alla punta.

Io, per non esser da meno, le metto nell’ altra mano il mio, forse meno grosso del ragazzo, ma con altrettanta voglia di esplodere.
Il suo movimento di mani è perfetto, sale e scende alternatamente sui due cazzi rigidi, pensando che quella era la prima volta con due cazzi a disposizione. Dopo un po’ decide di baciare in punta di labbra, la cappella scura, facendo tremare il ragazzo, per poi spostarsi sul mio … infilandolo in bocca per metà.

La cosa si protrae per circa 5 minuti, quando, il ragazzo si fa intraprendente, e chiede se può toccarle le tette, …. un attimo di silenzio …. E poi lei si spinge in avanti, verso il ragazzo.

Che da ragazzo, si era trasformato in polpo, sembrava che le mani si fossero decuplicate, la maiala si sentiva mani ovunque, le tette non si vedevano più …. Scomparse sotto le manone del giovane, che si agitava sempre più, sudava e ansimava.

In mezzo a tutto questo trambusto, la porca non ha mai mollato le prese ai cazzi, anzi aumentava il ritmo, sperando che tutto finisse prima possibile. Ed infatti, ad un certo momento, percepi il trmare del giovane, e fece giusto in tempo a retrocedere quel tanto che basta, per non farsi sborrare in faccia.

Uno, due, tre schizzi enormi, seguiti da altri meno grossi, ma belli densi, coprirono quasi completamente il seno sinistro di Robi, io eccitato come non mai, prendo in mano il mio cazzo e lo punto diritto sul seno destro, e lo schizzo tutto abbondantemente di sborra più spessa di quella del ragazzo.

Che scena, la mia maiala, con tutte le tette colanti sborra, inginocchiata difronte a due cazzi semirigidi, sgocciolanti ….. mmmm che spettacolo

Siccome siamo tutti e tre nudi, a parte il perizoma di Robi, chiaramente umido all’ altezza della fica, non ci resta che incamminarci verso il lago, per poter calmare i bollenti spiriti, e darci una sciaccuata.

Giunti in spiaggia, troviamo gli altri due, finalmente mosci, che ci guardano stupiti, soprattutto lei … con tutto il davanti appiccicato.

Risata generale e bagno. Mentre ero in acqua, vicino a lei, le chiedo se le è piaciuto maneggiare due cazzi contemporaneamente.
Lei facendo si con la testa, si avvicina all’ orecchio sussurrandomi …. ” A te è piaciuto, vedermi con un altro cazzo in mano , che mi sborrava, ….. pensa se lo avessi infilato dentro, lungo e grosso com’è …. ”

Non so che espressione potessi avere, ma lei guardandomi …” Sei il solito porco …” e io nella mia mente penso ….. senti chi parla.

.

La rivincita

Mio marito mi tradiva. Da tempo. La prova scioccante la ebbi quando accettai di ospitare la sua segretaria a casa. La stronzetta veniva dalla Russia dove mio marito aveva diversi affari legati all’import export. Per ragioni di lingua ( ma pensa tu…. ) aveva assunto una specie di interprete/segretaria per aiutarlo a comunicare meglio. Quando la vidi capii subito l’andazzo, perchè lei, in effetti, l’italiano lo parlava anche benino, ma l’aria che aveva e il fisico lasciavano intendere anche tante altre cose.

Ma andiamo al sodo.
Fu terribile svegliarmi nel cuore della notte e non trovarlo di fianco a me. Scesi le scale per andare al piano di sotto e appena arrivata dietro la porta che separa la scala dal corridoio cominciai a sentire gemiti e grida. Andai avanti, dovevo andare avanti. Le grida della zoccola erano il canto della mia sconfitta. Dietro quella porta c’era mio marito, l’uomo cui avevo dedicato una vita e due figli, che stava sfondando letteralmente un’altra, più fortunata o, evidentemente, più bella e più brava di me.

Rimasi lì non so quanto tempo, ricordo solo che lei godeva continuamente, sentivo i suoi colpi forti, rapidi, affamati…. li conoscevo, ma quasi me li ero scordati, non mi scopava così da tempo, da troppo ora mai.
Tornai su e piansi.

Noi donne siamo forti e abbiamo la grande dote di risorgere sempre da ogni sconfitta, noi che doniamo la vita, possiamo donarne sempre una nuova anche a noi stesse. Così pensai quella mattina.

Ne parlai con Veronica, una delle mie migliori amiche, già separata, molto disinibita con gli uomini. Lei mi disse letteralmente di riprendermi la vita, che ero ancora bella e che potevo pendermi tutte le rivincite che volevo. E così fu.
Sono una bella donna tutt’ora, lo ero anche tre anni fa. Decisi di farmi avanti, con charme e classe, con tutti e tre i colleghi di mio marito. Tutti e tre. Sì, mi sarei fatta scopare da tutti e tre.

Uno di loro, mi piaceva anche parecchio e spesso mi ero sentita guardare da lui con un certo interesse. Con lui bastò un sms. Un semplice: ciao F, ti devo parlare. Ci incontrammo per un caffé. Da lì una eccitante travolgente discesa che ci portò dopo venti minuti ad avere la sua lingua tra le mie cosce sul divano di casa mia. Gli piacevo, gli piacevo eccome, mi riempì di complimenti, impazziva per le mie bocce ancora belle e turgide, piene di desiderio.

Leccava da Dio, e fremetti sorprendentemente in preda ad un orgasmo inondandogli il viso. Poi lo divorai, ingoiai tutto il suo bastone fino a leccargli le palle. Poi mi impalai su quel ben di Dio sbattendogli le mie pere infuocate in faccia. Poi mi prese da dietro sculacciandomi tenendomi per i capelli, sussultai altre tre volte, allagai quel divano, non godevo così da anni, da troppo…. quegli orgasmi ripetuti e crescenti spalancarono una porta su una nuova dimensione di me stessa, libera, disinibita, vogliosa e caparbiamente desiderosa di orgasmi!
Mentre mi spaccava a pecora, senza pietà, con la prepotenza che deve avere un uomo, gli chiesi di farmi delle foto, volevo le prove….

le prove da mostrare allo stronzo che io, forse più di lui, ero ancora molto desiderabile. Poi glielo presi in bocca lo appoggiai alla mia lingua e lo segai, mi spruzzò tutto quello che aveva e documentò tutta quella meraviglia con una serie di foto. La mia bocca piena di sborra, questo volevo che mio marito vedesse, forse non gli importava nulla, ma forse sì, in ogni caso era parte della mia rivincita.
Continuai a vedermi con F.

Era troppo piacevole e lui era molto bravo. Mio marito era in Russia e quindi ero libera di muovermi bene quando i bimbi erano a scuola. Con un amante si instaura spesso anche un rapporto di complicità che va al di là del sesso, si crea una certa confidenza che permette di spogliarsi di tanti cliché oltre che dei vestiti. Così lui mi raccontò che sia lui che gli altri due colleghi ce l’avevano a morte con mio marito perché la faccenda della Russia aveva preso una piega negativa per l’azienda.

In pratica quello stronzo si era accaparrato il portafoglio clienti per mettersi in proprio. Agli altri tre soci non era rimasto niente. Lui aveva già fatto sapere loro che a fine anno se ne sarebbe andato. Al che colsi la palla al balzo informandolo che il mio piano di rivincita prevedeva di farmi sbattere da tutti e tre. E F. , da grande maiale quale era, rilanciò la posta: fatti scopare da tutti e tre alla volta, ci vuole poco a convincerli, credimi, sai quante volte abbiamo parlato tra noi di te, di quanto sei bona? Basta che vieni un giorno durante la pausa, l’ufficio è chiuso dalle 13 alle 15, in due ore facciamo tutto.

L’idea mi sconvolse, i miei ormoni cominciarono a pensare a quell’evento e così gli proposi per l’indomani. La risposta fu scontata. Appena entrai nell’ufficio ci fu chiaramente un po’ di imbarazzo, ma F. ruppe il ghiaccio togliendomi la gonna, mi fece svaccare sulla scrivania e scostate le mutandine incominciò a masturbarmi. Non ebbi il tempo di realizzare che la mia prima gangbang era cominciata che avevo gli altri due cazzi che mi sbattevano in faccia cercando di entrarmi in bocca.

L’appellativo più gentile fu puttana. F. cominciò a spaccarmi la fregna sulla scrivania mentre gli altri due mi scopavano a turno la gola. Poi mi spostai sul divano mi impalai su uno, F. mi entrò nel culo senza ritegno, con forza, come si sfonda una vera vacca da monta, il terzo mi infilò l’uccello in bocca e prendendomi a schiaffetti affondò sempre di più fino a farmi sentire le palle che sbattevano sul mento.

I miei orgasmi furono diversi, non so quanti. Alla fine mi misero in ginocchio e fecero il video da mandare al cornuto traditore: io a bocca aperta e loro tre a turno a schizzarmi in gola. Alla fine ce l’avevo piena zeppa di crema bianca, mi chiesero di dire qualcosa a mio marito ma faticavo a parlare, non volevo che tutto quel ben di Dio uscisse dalla bocca. Ci giocai un po’, prima di ingoiare tutto.

La vendetta era compiuta per intero. Io ero soddisfatta, avevo anche rotto un tabù: quello di essere presa contemporaneamente da più uomini. Avevo goduto fino allo stremo: l’avrei fatto ancora e ancora e ancora……

Tre per me

Ciao cari
Eravamo rimasti che in visita ai miei amici avevo assaggiato il cuginetto giovane che mi ha dato un saggio della sua bravura.
Ero comunque tornato per levarmi una voglia che gia da tempo ho sperando che i miei due amichetti mi aiutino ad esaudire questo desiderio.
E’ da tempo infatti che mi piacerebbe ricevere due cazzi nel culetto simultaneamente.
Alcune amiche con le quali ha parlato al riguardo sostengono che se i partners sono in gamba con la doppia anale si gode molto di piu’ che con uno nel culo ed uno in figa.

Io sono. Entusiasta di provare con i miei due nuovi amici.
Sono nella loro casa sdraiato ed abbracciato al loro cuginetto e vedo che rientrano sorridenti, ti sei annoiato con il mio cuginetto?
No anzi abbiamo passato un’ora fantastica rispondo mentre mi alzo e li vado a baciare, un bellissimo intermezzo.
Dai adesso pranziamo , poi avremo modo di parlare mi risponde Bonifax mentre comincia a preparare un succulento profumato cous cous.

Chiedo un telo da bagno perche’ vorrei fare una doccia ma devo dire la verita’ sono eccitato , Sedrick mi indica il bagno dicendomi che mi allunga lui il telo.
Entro e comincio a lavarmi, mentre mi insapono sento una presenza alle spalle, e’ Sedrick che miguarda affascinato dicendomi che sono un gran pezzo di gnoccone e che lo sto eccitando ; io sorrido e gli dico : accomodati amore , lui non se lo fa ripetere e tirati via i calzoncini , era gia a petto nudo, questo gigante peloso entra nella doccia e comincia a sbacciuchiarmied a d insaponarmi insinuando le sue mani giganti nelle mie parti intime.

E’ alle mie spalle e mentre si muove sento il suo enorme palo nero che mi struscia all’interno delle coscie.
E’ veramente grosso ed io mi allargo ed inclino per poterlo accoglierenel migliore dei modi , lui continua a strusciarsi la cappella sul mio orifizio desideroso che ancora dilatato dalla precedente penetrazione aspetta l’intrusione del grosso citriolo infuocato.
Mi manca quasi il respiro tanto sono eccitato , lui mi bacia il collo con ardore e mi strizza i capezzoli durissimi sento che mi spalma mentre sono avvinghiato allo spruzzatore quallcosa , sembra crema, scoprio’ poi essere bagnoschiuma e allargandomi con le due mani mi penetra , io sono gia dilattato ed entra agevolmente comincia a pomparmi sollevandomi in peso, lui e’ piu alto e forte , mi brucia mentre lui mi incula ma sto godendo come un matto , improvvisamente lo estrae e mi gira prendendomi su di se in braccio per poi ri incularmi da davanti mentre mi spinge veso il muro.

Ci baciamo, io stringo e accarezzo i suoi possenti muscoli e vengo sulla sua pancia in un bellissimoorgasmo anale , lui continua a pompare velocemente finoa che non sento un enorme spruzzo copioso dentro di me.
Anche lui e venuto inondandomi il culo , lo estrae ancora duro mentre mi inginocchio per rendere omaggio a quel bellissimo cazzone nero che mi ha mandato in estasi cominciando a leccarlo e ciupparlo per bene.

Abbiamo poi finito di lavarci per bene.

Una giornata alla spa – Parte seconda

Dopo circa un’ora arrivò anche Giovanna che, buttandosi sul letto con addosso ancora l’accappatoio, si disse entusiasta del massaggio rilassante ricevuto. Aveva un’ora sognante, felice e rilassata ma non poteva assolutamente sapere che tipo di massaggio aveva ricevuto Sara.
Dopo che Giovanna si era fatta la doccia ristoratrice decisero di andare a fare una passeggiata e, magari prendere un aperitivo.
Mentre erano sedute nel bar della spa a degustare il primo aperitivo della giornata, e sicuramente non l’ultimo, Giovanna disse maliziosamente a Sara che la giornata era iniziata magnificamente e che sperava sarebbe terminata ancora meglio.

Sara scoppiò a ridere nel sentire quelle parole e, pur avendo ancora bene in mente quello che le era successo un paio di ore prima, rispose che per lei non c’era il bisogno di attendere la sera per averne la conferma,
“basta salire in camera” disse limpidamente “ma se hai intenzioni serie e se vuoi godere come una pazza, mettiti nelle mie mani che ti presento un paio di amici che ho conosciuto questa mattina”
Giovanna fissò a bocca aperta l’amica domandandosi se parlava seriamente o se la stava prendendo in giro ma poi, vista la faccia seria di Sara, scoppiò a ridere dicendo
“li conoscerei volentieri”
“bene, tu aspettami qui e io sento se sono disponibili” rispose Sara alzandosi dalla sedia per andare a parlare con la receptionist.

Quando tornò da Giovanna notò che lei aveva già ordinato il secondo giro e la sua delusione quando le disse che sarebbero stati liberi solamente nel pomeriggio
“questo non significa che dobbiamo aspettare per forza loro e poi ti consiglio ugualmente di metterti nelle mie mani perché …. ne avrai giovamento e mi ringrazierai”
Giovanna scolò il cocktail con un solo lungo sorso e si alzò con un sorriso da ebete prendendo l’amica sottobraccio dicendole
“mi metto nelle tue mani ma non farmi pentire di ciò”
“tranquilla, mi ringrazierai ma ti avverto ….

non voglio sentire uscire dalla tua bocca parole tipo no, basta o qualsiasi altra negazione. Ti conosco, so che in questo momento sei fracida e che aspetti questo momento da quando abbiamo deciso di venire qui, ebbene il momento è arrivato, preparati a godere e cancella dalla tua mente ogni possibile blocco mentale perché oggi, prima con me e poi con i miei amici, scoprirai cosa vuol dire fare sesso, cosa vuol dire godere, in qualche momento potresti rimpiangere la tua scelta ma in futuro ricorderai questa giornata come il giorno della più bella scopata mai fatta nella tua vita” e nel sentire queste parole Giovanna accelerò il passo trascinando Sara verso la loro alcova.

Sara prima di entrare nella stanza disse a Giovanna di rimanere calma e di prepararsi spogliandosi sia dei vestiti e sia di qualunque remora potesse ancora avere.
Giovanna cinguettò qualcosa di incomprensibile e appena entrata gettò l’accappatoio per terra seguito dopo solo un secondo dai due pezzi del costume.
Sara era rimasta dietro di lei e dopo aver chiuso a chiave la porta si girò ritrovandosi davanti Giovanna nuda ed eccitata come poteva facilmente intuire dai turgidi capezzoli.

“e brava la mia troietta, già pronta! Ma prima vai a farti un bidet che sei accaldata. Io intanto preparo qualcosa che ho portato apposta per te e che non vedo l’ora di usare. ”
Giovanna fece un veloce dietrofront mostrando a Sara il bellissimo culo che aveva già conosciuto e si diresse verso il trolley chiuso posto accanto al suo comodino e, dopo averlo aperto sul letto, tirò fuori quello che sapeva avrebbe usato (o su Giovanna, come sperava, o su di lei, anche se in modo inadeguato)
Giovanna uscì dal bagno e si bloccò vedendo tutte quelle cose, messe bene in vista e in ben ordine, sul letto e stava aprendo la bocca per parlare quando si fermò ricordandosi le condizioni poste da Sara.

Sospirò profondamente e timidamente si avvicinò a Sara che ora indossava solamente un paio di stivali neri, con un tacco a spillo alto almeno 15 centimetri, che le arrivavano appena sotto il ginocchio e un paio di guanti lunghi neri e di pelle.
Non sapendo come comportarsi si fermò davanti a lei e rimase a guardarla fissa negli occhi fino a quando …. non ci riuscì più perché anche Sara la stava fissando in attesa di un qualcosa che lei non sapeva cosa fosse e quindi chinò la testa fino a guardarsi la punta dei piedi come se fossero la cosa più strana presente nella stanza.

Sara non si mosse per un paio di minuti osservando bene tutte le reazioni possibili di Giovanna aumentando volutamente il disagio dell’amica che adesso si stava fissando i piedi. Certo lo scopo della “mascherata” era questo come anche l’esposizione dei giocattoli sul letto ma Sara non era certa di poter contare sul comportamento di Giovanna fino a quando non la vide in quello stato di sottomissione psicologica.
Lei si ricordava benissimo che l’amica non aveva una grande esperienza dal punto di vista di rapporti anali, aveva detto a tutte le amiche che l’aveva persa solo dopo l’orgia fatta con tutte loro, e anche se probabilmente il compagno lo avesse usato, come probabile, tutte le volte possibili dopo il lunghissimo digiuno a cui era stato sottoposto sicuramente Giovanna era ancora alle prime armi.

Sara aveva portato volutamente quei giochi per far provare all’amica cosa volesse dire essere inculata veramente e provare per la prima volta un orgasmo anale, non prima di aver patito dolori che si sarebbero tramutati, al momento giusto, in un accumulo di piacere.
Poi aveva incontrato Giuseppe e, soprattutto Mustafà, e quando Giovanna le aveva dato l’ok per incontrarli sapeva benissimo che doveva assolutamente prepararla, sia mentalmente che fisicamente.
“oggi pomeriggio incontrerai i miei amici e devo dirti che rimarrai sconcertata dalla loro resistenza e da quello che vedrai.

Due cazzi decisamente su..per..la..ti..vi che esistono solamente per uno scopo, il loro. Faranno di te quello che vorranno perché tu sarai fuori di testa e non capirai nulla grazie ai continui orgasmi che avrai. Ma tu non sei ancora pronta per loro, vero!” disse Sara marcando l’ultima parola con un tono duro e severo
Giovanna rimase in silenzio sempre con la testa chinata ma i movimenti del suo corpo evidenziavano la sua eccitazione
“”VERO!” ripeté Sara quasi urlando in faccia all’amica che sobbalzò dalla sorpresa e rispose con un semplice “si, è vero”
“come? mi rispondi solamente così? non mi ringrazi del pensiero che ho avuto, non mi ringrazi del tempo che perderò con te e che potrei usare per farmi scopare da loro, non mi ringrazi di aver accettato di venire qui con te ben sapendo fin dall’inizio che questa è tutta una scusa per potermi leccare la fica e riprovare le sensazioni scoperte poco tempo fa proprio grazie a me? Sei un’ingrata che non merita nulla da me” urlò Sara iniziando a togliersi un guanto come se avesse deciso di terminare, senza neanche iniziare, il loro incontro.

Giovanna nel sentire quelle parole capì che l’amica aveva ragione e che la doveva ringraziare in qualunque modo possibile e alla fine rialzò la testa riuscendo a guardare l’amica negli occhi e disse
“scusami Sara, ora ho capito e te lo farò capire ringraziandoti facendo l’unica cosa che possa dimostrare veramente la mia gratitutide per quello che stai facendo per me, e cioè consegnandoti tutta me stessa. Cercherò con tutta la forza possibile di mantenere la mia parola soddisfando in toto tutte le tue richieste.

E stai tranquilla che non mi dimenticherò mai questa giornata, come finisca finisca, perché ora so che tu sei qui davanti a me solamente per farmi contenta, per farmi felice. ”
Sara rimase colpita da quelle parole che, a meno che Giovanna non fosse diventata un’attrice a sua insaputa, era veritiere e non poté far altro che sigillare questo accordo con un profondo bacio che lasciò senza fiato la sua amica.
“Giovanna inizierai a scoprire come il dolore paradossamente aumenti il piacere e per farlo utilizzerò questi semplici elastici di diverse grandezze.

Durante tutto il tempo dovrai essere bendata e se dico questo è per scena ma solo per esperienza diretta. Avrai capito che proverai dolore e piacere ma queste saranno sensazioni nuove per te perché le vivrai in modo diverso. ”
Dicendo questo Sara mise sugli occhi di Giovanna una lunga fascia nera che era posata sul letto in bella vista e udì chiaramente il lungo e profondo sospiro che ella fece quando strinse il nodo dietro la sua nuca.

Giovanna ora era alla mercé e lei mise in atto quello che aveva letto in un racconto di Mauro utilizzando il solletico, leggere sculacciate o anche soffi che indirizzava in varie parti del corpo di Giovanna, ma mai nelle zone erogene, che in poco tempo, oltre a far rabbrividere l’amica, la lasciarono spaesata.
Sara prese uno dei due elastici più grandi e ci imprigionò una tetta di Giovanna. L’elastico, essendo più stretto della circonferenza della mammella, fece sentire subito la strinse facendo uscire dalla bocca di Giovanna il primo grido dovuto più alla sorpreso che al dolore.

Infatti quando Sara utilizzò il secondo elastico sull’altra mammella la reazione di Giovanna fu ben diversa.
Sara prese poi altri due elastici, più stretti, che andarono a far compagnia a quelli appena sistemati, e poi altri due, e poi altri due fino a quando Giovanna non iniziò a lamentarsi per la sempre maggiore stretta che sentiva sul seno. Se avesse potuto vedere le sue tette i lamenti sarebbero stati ben maggiori perché le sue bellissime tette si stavano gonfiando per la mancanza di circolazione del sangue diventando, allo stesso tempo, di un color rosso porpora.

Sara, terminati gli elastici, accompagnò Giovanna sul letto dove la fece distendere supina e, dopo averla baciata voluttamente per distrarre l’amica dal dolore sempre crescente che stava provando, si mise seduta sulla sua bocca con il viso rivolto verso le gambe dell’amica e attese, ma solo per un secondo, di sentire la vellutata lingua di Giovanna iniziare a leccare la sua fica che stava grondando come un rubinetto.
Sara non ci mise molto per arrivare all’apice del piacere e cominciò a dimenare il bacino a velocità sempre maggiore fino al momento dell’urlo di piacere che accompagnò il suo primo orgasmo della sessione.

Sara aveva sì organizzato il tutto ma aveva deciso di agire senza un programma preciso, di andare alla mano, e quindi si gettò sulla fica di Giovanna per ringraziarla nel modo migliore ma senza nessuna intenzione di farla godere.
Infatti appena anche Giovanna iniziò a muovere il bacino lei si fermò e concentrò la sua attenzione su quelle due tette rosse e gonfie che aveva a portata di mano.
Appena ne strusciò una l’amica gemette per la forte sensazione provata.

Anche se aveva intuito che Sara aveva solamente sfiorata la sua tetta aveva provato un dolore nuovo, sconosciuto, perché aveva anche percepito del piacere anche se leggero.
Sara continuò a tastare le tette dell’amica senza uno schema fisso, con leggeri sfioramenti, con palpate profonde o con leggeri schiaffetti a cui l’amica rispondeva ormai con lamenti di dolore sempre più intensi.
“stai un po’ zitta” sbottò Sara stringendo un capezzolo di Giovanna che urlò di dolore iniziando a singhiozzare e a quel punto capì che era arrivato il momento di passare alla fase del piacere.

Si alzò da quella posizione e prese un vibratore con sfera rotante che posò direttamente sul clitoride di Giovanna che a quel contatto sobbalzò sul letto e quando poi lo accese il ronzio del vibratore fu ben presto sopraffatto dai gemiti di piacere di Giovanna.
Sara attese il momento in cui Giovanna prese a dimenare il bacino e, con l’altra mano, iniziò a stringere la tetta dell’amica che aprì di shitto la bocca per l’intenso dolore e che tale rimase quando Sara aumentò la velocità del vibratore.

Nella testa di Giovanna di alternavano ora impulsi di dolore e piacere ed l’unica reazione che il suo cervello riusciva a mandare era quella di restare a bocca aperta e di rantolare per quelle sensazioni contrastanti e scioccanti.
Sara attese che il bacino dell’amica iniziasse a muoversi prima di stringere il capezzolo e aumentare di nuovo la velocità. La bocca di Giovanna rimase ancora aperta ma solamente Sara sapeva che era per il piacere che stava provando, a sua insaputa, grazie ai fluidi che iniziavano a fuoriuscire dalla fica della sua “sottomessa”
Non la torturò più ed attese che l’amica urlasse finalmente il suo orgasmo muovendo il corpo come se avesse un attacco epilettico.

Quando il lungo orgasmo finì Sara spense il vibratore e ripulì con molto piacere la fica di Giovanna che … riprese a galoppare raggiungendo il secondo orgasmo nel giro di pochi minuti.
Ora Giovanna sussurava frasi incomprensibili ma tra le parole Sara udì chiaramente la parola “grazie” più volte.
Giovanna provò il dolore più forte quando Sara tagliò gli elastici, tutti insieme, della prima tetta facendo muovere di colpo il sangue rimastoci imprigionato verso il resto del corpo, mentre provò un dolore più leggero quando anche la seconda tetta fu liberata perché sapeva che Sara lo avrebbe fatto e lei era già mentalmente pronta.

“pentita?” domandò Sara a Giovanna quando vide che stava recuperando l’autocontrollo e attese la risposta pronta a terminare il gioco qualora la risposta fosse positiva
“no, per niente” rispose Giovanna anche con il fiatone e con qualche singhiozzo
“bene allora passiamo alla seconda parte”
“sarà molto dolorosa?”
“all’inizio ma avrà lo stesso lieto fine. E poi ti assicuro che ti sarà molto utile per più tardi”
“ok” fu la sola sillaba che uscì dalle labbra di Giovanna dopo un minuto
“allora mettiti prona e abbi fiducia in me”
Mentre Sara era impegnata a prendere gli oggetti necessari Giovanna si girò lentamente, per paura di cadere, mettendo in mostra il suo bel culetto color avorio con uno spacco di notevole bellezza per quanto perfetto fosse.

Per la sua età Giovanna aveva un culo bello sodo e …. invitante che sarebbe stato oggetto delle prossime attenzioni di Sara.
Quando Giovanna sentì quella che sembrava una fredda crema, ma che poi si sarebbe dimostrato come un unguento speciale per rapporti anali, fece un profondo sospiro dicendo “lo sapevo”
“Giovanna” disse Sara “quei due che verranno non avranno attenzioni per te. Quelli vengono per scopare, vengono per il loro piacere, o li accetti così o è meglio che disdica l’appuntamento.

E hanno due cazzi che ti scoperanno e sfonderanno tutti i tuoi buchi. Per la bocca e la fica non credo che tu abbia problemi ma so che è poco che hai rapporti anali e stai certa che quelli ti inculeranno, eccome. Se non sarai pronta per loro proverai molto più dolore di quanto te ne farò provare io e, cosa ancora peggiore, non goderai perché non ti piacerà. Io farò in modo che questo avvenga.

Abbi fede e preparati perché è giunto il momento che qualcuno ti rompa veramente il culo come si deve, e quella sarò io. Quindi alla pecorina e … buon divertimento”
Sara utilizzò le sue finissime dita per spalmare l’olio sull’ano per poi spingerlo dentro prima con un dito, poi con due, spingendoli bene in profondità con la dovuta calma e lentezza per poi iniziare ad allargare le dita sempre di più fino al momento dell’inserimento del terzo dito.

Giovanna soffocava le grida il suo dolore utilizzando il materasso come un enorme cuscino e quando finalmente l’amica tolse le dita dal suo povero buchino … fece appena in tempo a tirare un sospiro di sollievo prima di sentire un bastone perforare le sue viscere.
Il bastone, che altro non era che un semplice plug di media grandezza, entrava lentamente e ad ogni millimetro conquistato lei si sentiva spaccare in due.
Finalmente la parte più larga del plug superò la barriera dello sfintere e la base si posò delicatamente sull’ano.

Giovanna. che soffiava fuori tutta l’aria che aveva nei polmoni e che dagli occhi uscivano lunghe lacrime che finivano il breve percorso sulla benda ormai zuppa, sperava di aver terminato con quel supplizio ma non poteva certo sapere che era all’inizio.
“Ora ci fermiamo un secondo, facciamo lavorare un po’ il plug e …. iniziamo a lavorare di lingua, che ne dici”
Anche se bendata Giovanna girò di shittò la testa come per capire meglio l’intenzione di Sara e le capì anche senza vederci perché sentì Sara sdraiarsi sul letto e guidarla in posizione supina.

Il culo le faceva male, molto male, ma poi sentì l’odore della fica eccitata di Sara, le sue gambe ai lati della testa e …. tirò fuori la lingua dalla bocca alla ricerca di quella fonte di piacere. Ben presto sentì anche la lingua di Sara che leccava la sua fica e si dimenticò del dolore per iniziare a provare piacere che sgorgò in un altro intenso orgasmo anche se Sara, malefica, dopo averle detto di alzare le gambe cominciò a dare colpi sulla base del plug che aveva in culo.

Anche Sara godette come una cagna in calore per l’eccitazione accumulata in quel periodo questa volta fu lei quella che urlò più forte al momento dell’orgasmo.
Sara si prese cinque minuti di riposo prima di far mettere di nuovo in posizione Giovanna che, poverina, avendo goduto pensava di aver terminato e di potersi dare una rinfreshita al culo che aveva in fiamme.
Sara quando estrasse il plug lo vide colorato con leggere sfumature di rosso e di … marrone e ridendo disse all’amica
“dimenticavo una cosa molto importante.

Dopo vai al bagno e svuota l’intestino perché quelli dopo averti inculato, se gli girerà per la testa, ti faranno ripulire i loro cazzi! Meglio non avere sorprese, non credi!”
Giovanna ebbe due reazioni naturali a quelle parole:
vergogna per il chiaro riferimento di Sara a quello che c’era sul plug
schifo al pensiero di dover ripulire un cazzo dopo essere stata inculata
“spalanca la bocca”
Giovanna udendo queste parole capì che Sara non aveva terminato e fu invasa dalla terza reazione che annientò le precedenti, e cioè paura di quello che Sara voleva fare

La bocca di Giovanna fu invasa da un enorme dildo che le arrivò quasi fino all’ugola facendole strabuzzare gli occhi, venire dei conati di vomito e gridare un “nooooooooo” strozzato che uscì dalla sua bocca sotto forma di un grugnito ma Sara capì ugualmente il suo significato e disse
“tranquilla, quello non è per il tuo culo ma serve solo per tappare la tua bocca, altrimenti qualcuno potrebbe pensare che ti sto uccidendo” disse Sara mentre tirava fuori dal trolley l’ultimo oggetto.

Era uno strapon particolare perché aveva due falli. Il primo, quello più grande, era esterno alle mutandine e sarebbe stato piantato nel culo di Giovanna, mentre il secondo, più piccolo, era interno e sarebbe entrato nella sua fica.
Con calma Sara fece indosso le speciali mutandine e dopo aver inserito il “suo” dildo dentro la vogliosa fica che si aprì con gioia al suo ingresso, sistemò bene le mutandine e cosparse di gel il dildo che, a breve, avrebbe messo nel culo dell’amica che ormai tremava dalla paura.

Salì sul letto e messasi in piedi dietro al culo di Giovanna la posizionò meglio in modo che l’ano fosse in piena vista e appoggiò il dildo sul martoriato ano.
“Giovanna, ascoltami bene. Ora ti inculerò e all’inizio sarò dolce e gentile. Tu nel mentre dovrai masturbarti per sentire meno il dolore, per combatterlo con il piacere. Io ho fatto così all’inizio, ho superato brillantemente tutti gli ostacoli ed ora posso dire che godo anche quando mio marito mi incula.

Non ti vergognare, sgrilletta quel clitoride, martorizzalo, consumalo, e vedrai che godrai anche mentre ti inculerò perché il piacere sarà superiore al dolore. Se dirai la parola STOP mi fermerò senza problemi e chiamerò i miei amici, non per delusione o vendetta ma per il tuo bene, perché come ti ho detto più volte loro non si fermeranno. Capito? Che parola devi dire per farmi fermare?”
“STOP” biascicò Giovanna con il dildo ancora in bocca
“ok” disse Sara iniziando a spingere notando subito la mano di Giovanna che si infilava in mezzo alle gambe.

Il glande entrò tranquillamente perché più stretto del plug appena estratto e Sara, come promesso, fu molto dolce con l’amica, che muoveva il braccio mentre si masturbava, e impiegò diverso tempo prima di piantarlo completamente dentro il retto dell’amica. La stimolazione che Sara riceveva per ora era misera perché ormai il dildo le era arrivato in fondo alla fica ma crebbe quando per la prima volta fece il movimento opposto, quello cioè per togliere il dildo dal culo dell’amica che si stava smanettando a tutto vapore mentre grugniva come una scrofa.

Sara, sempre attenta alle parole dell’amica, dopo due o tre volte di movimenti lentissimi aumentò leggermente il ritmo e Giovanna, di riflesso, aumentò il movimento del suo braccio. Ora Sara stava provando più piacere e non udendo più rantolii da parte dell’amica aumentò di nuovo e poi di nuovo fino a sentire arrivare l’orgasmo, sempre di più e allora …. iniziò a galoppare come se fosse a casa sul suo cavallo preferito e questa volta fu lei a strabuzzare gli occhi mentre godeva in sintonia con Giovanna che l’incitava ad aumentare l’andatura, a metterglielo tutto dentro, a spaccarle il culo, a ringraziarla per averle fatto provare una cosa del genere, a urlare senza vergogna parole facilmente udibili da tutti i clienti della spa.

Esausta Sara si fermò, tolse il dildo dal culo di Giovanna che rimase largo per qualche secondo formando una perfetta O e prima di abbandonarsi sul letto stravolta dal piacere disse all’amica
“con quei due sarà anche meglio”.

Una giornata alla spa

Nella primo week end di luglio Sara e Giovanna, per sfruttare la coincidenza dell’assenza dei propri mariti, hanno prenotato un trattamento rilassante di due giorni presso una rinomata spa del Lazio. Ne sentono entrambe il bisogno perché a breve arriveranno le ferie e vogliono andarci sicure di essere “presentabili” in bikini. Forse si tratta di vanità ma sono convinte che un trattamento rilassante possa migliorare i loro bellissimi corpi.
Con la scusa di risparmiare hanno deciso di prendere una camera matrimoniale per la notte ben sapendo quello che comporterà veramente.

durante la notte vista l’esperienza vissuta poco tempo fa insieme alle altre amiche.
Durante il viaggio Giovanna sembrava sicuramente quella più eccitata tra le due ma non poteva sapere che Sara aveva accettato la proposta dell’amica quasi esclusivamente per avere un’altra esperienza con la sua amica. Si ricordava quanto si era dimostrata troia, quanto aveva goduto, quanto gemeva per il piacere provato e quanto le avrebbe insegnato questa notte.
Aveva portato con lei qualche “giocattolo” per rendere più vivace ed interessante questa nuova esperienza e al solo pensiero si sentiva la fica colare come un rubinetto che perde.

Finalmente arrivarono alla spa e dopo aver parcheggiato presero i loro trolley e si incamminarono verso la reception dove trovarono una gentile (e bellissima) ragazza che fece compilare loro dei moduli per terminare con la consegna della chiave della stanza.
Lungo il corridoio che portava all’ascensore incontrarono molte persone che giravano con l’accappatoio per andare a fare qualche trattamento ed altre con la tuta che si dirigevano verso i bellissimi e profumatissimi giardini.

In poco tempo Sara e Giovanna sfasciarono la piccola valigia e una dopo l’altra si fecero una doccia e si preparono per la prima terapia della giornata con le pietre calde, ottimo rimedio contro lo stress e a rendere più morbida ed elastica la pelle.
Sara saluta Giovanna prima di entrare nel suo stanzino. Il massaggiatore le dice di prepararsi e di stendersi sul lettino uscendo un secondo per darti una maggiore tranquillità come si fa in tutte le spa.

Sara si spoglia e si stende prona sul lettino indossando il costume che utilizza in queste occasioni e quando sente il toc toc sulla porta lo fa entrare senza indugi.
Il massaggiatore, di nome Giuseppe, inizia a cospargere la schiena con un profumato olio e Sara inizia a rilassarsi sempre di più fino al primo contatto con le pietre. A causa della stanchezza accumulata nel lungo viaggio Sara si era quasi addormentata mentre Giuseppe le massaggiava la schiena con movimenti circolatori che partivano dal centro della schiena per raggiungere poi l’estremità dandole una sensazione di pace e serenità.

Quindi il primo con contatto interruppe per un solo secondo quello stato di benessere ma poi quando le due caldissime pietre cominciarono a muoversi lungo tutta la schiena, dal coccige alla cervicale, con un lento su e giù, si sentì accapponare la pelle e il movimento verso il coccige fu accompagnato da sospiri sempre più profondi.
Giuseppe era proprio davanti alla sua testa ed era veramente bravo. Sembrava avesse dei tentacoli che si allungavano sempre di più per arrivare sempre più verso il basso mandando in estasi Sara che cominciava a sentire un leggere umidiccio sulla fica.

“Non sarò la sola che si eccita” pensò Sara preoccupandosi che Giuseppe capisse il suo stato attuale ma lui continuava come se tutto fosse normale.
Le prime due pietre furono fermate sui due palmi delle mani rivolti verso l’alto rilasciando un calore ancora maggiore in quei punti sensibili.
Altre due pietre presero il posto delle precedenti continuando a massaggiare i punti già in parte rilassati dando a Sara l’impressione di sentirsi schiacciare verso il lettino per quanto si sentiva rilassata, a parte la fica che continuava ad eccitarsi con i primi e noti spasmi che aumentavano sempre più di intensità e frequenza.

Quando Giuseppe si mosse da quella posizione per andare verso la parte opposta del lettino Sara capì che … era nei guai. Ora il massaggio si sarebbe spostato sulle gambe e se i movimenti era gli stessi non sapeva come avrebbe fatto a controllarsi quando le “tentacolari” mani sarebbero andate verso il punto più sensibile del suo corpo, e di tutte le donne, e cioè fica e company.
Quelle leggerissime mani iniziarono a cospargere la gamba con l’essenziale olio, atto a facilitare il movimento delle pietre, partendo dal piede e risalendo lentamente sulla caviglia, sui polpacci, sulla parte posteriore del ginocchio e poi sulla gamba fino a raggiungere, o meglio a sfiorare, la natica.

Sara stava sbavando dal piacere e non riusciva a stare ferma e a controllarsi. E poi con il movimento, che le sembrava fosse diventato più pesante, la fica strusciava leggermente sul lettino sollecitando continuamente il clitoride ormai ultrasensibile.
Giuseppe passò poi all’altra gamba e fece gli stessi movimenti cospargendo l’olio con, se possibile, maggior attenzione e maestria e quando posò le due pietre sulle gambe Sara si stava mordendo il labbro per cercare di mantenere il controllo del suo corpo.

Le pietre salirono lentamente, centimetro dopo centimetro, ma inesorabilmente verso la fica che ormai colava e Sara perse la battaglia contro il piacere e mascherò l’orgasmo con un profondo e lunghissimo sospiro che non servì ad ingannare l’esperto Giuseppe che, dopo aver sollevato i lembi dello slip portandoli verso il centro unendoli in un unico grosso filo imprigionato tra le due natiche, ora aveva le mani, o meglio le pietre, su entrambe le natiche e faceva movimenti circolari sempre più stretti che sollecitavano sempre di più il clitoride di Sara.

Raggiunto il secondo orgasmo sentì Giuseppe tornare nella posizione iniziale e dirle di girarsi. L’olio fu cosparso sul collo e sulle spalle e quando le mani arrivarono vicino al seno Sara aveva due chiodi, molto evidenti, al posto dei capezzoli e senza vergogna chiese a Giuseppe se era meglio togliere il reggiseno.
“Signora certo che è meglio ma non è obbligata”
Sara si stava muovendo per toglierlo ma Giuseppe la fermò dicendole che, con il suo permesso, ci avrebbe pensato lui.

Quando Giuseppe si spostò verso il busto Sara poté vedere la sua erezione poco mascherata dal paio di pantaloncini che indossava e questo non la lasciò certo insensibile, anzi le fece molto piacere e, se possibile, eccitarla ancora di più.
Le mani di Giuseppe tornarono a preoccuparsi del massaggio soffermandosi sempre più spesso sul seno e sui turgidi e sensibilissimi capezzoli. Sara non riusciva più a controllare i suoi istinti e accompagnava i movimenti con gemiti di piacere sempre più acuti fino a quando non successe ….

il patatrac!
Giuseppe si fermò un secondo e Sara, a occhi chiusi persi nel piacere, lo sentì muoversi sempre sopra la sua testa, poi le mise un peso, non caldissimo sulla fronte, allungò le mani verso il basso ventre spingendo delicatamente il suo bacino sulla testa di Sara e con esso quel “peso” che si dimostrò un cazzo completamente eretto con uno scroto gonfio a dismisura.
Sara pensò solamente “finalmente” prima di iniziare a leccare tutto quello che poteva in quella posizione alquanto scomoda mentre le mani di Giuseppe, ormai orfane di pietre, si sospinsero sotto lo slip fino ad arrivare al contatto con la poca peluria ben curata e con la fica bagnatissima.

Il massaggio con le pietre finì in quel momento ma ne iniziò un altro con un tipo di pietra leggermente diverso ma sicuramente più eccitante.
Giuseppe aveva capito fin dal primo sospiro che tipo di donna era Sara. Donna calda e disinibita forse alla ricerca di un altro tipo di massaggio rilassante che lui le poteva offrire senza problemi, anzi sarebbe stato. ben felice di offrirglielo ma doveva avere la certezza della cosa e portarcela piano piano.

Ed ora era in piedi con Sara che, alzatasi dal lettino si era dovuta (o voluta?) inginocchiare per fare conoscenza con il cazzo che ben presto le avrebbe dato piacere “ tanto piacere” pensò Sara nel sentire la consistenza e la lunghezza di quel cazzo che ora era piantato nella sua gola.
Nello stanzino i precedenti e leggeri sospiri e gemiti furono sostituiti da gemiti di ben altro tipo soprattutto quando Giuseppe la spostò facendola alzare per mettersi dietro di lei e piantarle con solo affondo il cazzo nella fica.

Giuseppe non era un tipo calmo quando si scopava le clienti anzi le trattava come troie in calore e non aveva mai avuto riguardo di nessuna di loro, e Sara non fece eccezzione.
I colpi che sentiva sembravano dovessero sfondare l’utero per quanto violenti e profondi ma non le dispiaceva anzi incitava Giuseppe a spingere ancora di più, a farle entrare anche le palle nella fica, a farla godere e godere perché questo era sicuramente più bello e rilassante del massaggio con le pietre.

Giuseppe continuava a martellarle la fica con un ritmo impressionabile e lei godeva come veramente come una troia in calore e non si preoccupò minimamente quando sentì il cazzo uscire dalla fica per posarsi sull’ano. Una leggera spinta, un leggerissimo dolore, e poi via con l’inculata a mo’ di galoppata con tanto di incitazione a correre tramite sonore sculacciate che ben presto trasformarono le sue natiche in due pomodori maturi.
Sara ormai non sapeva neanche cosa stesse facendo, se urlava o sussurava, se piangeva o se incitava, di una cosa era certa; godeva godeva e godeva come poche volte le era successo in precedenza.

“ti piace il cazzo eh! sei proprio una grande troia”
“si mi piace e si sono una troia” rispose balbettando Sara mentre raggiungeva l’ennesimo orgasmo.
“bene! mi darai una buona mancia allora”
“di questo ne puoi essere certo, peccato solo che solo un cazzo”
“posso sempre risolvere il problema, se lo vuoi” disse Giuseppe rallentando per la prima volta il ritmo infernale dell’inculata
“come? “
“fidati” disse lui uscendo dal culo sfondato per porsi poi davanti a lei che, infoiata com’era, si prese il cazzo in bocca per ringraziarlo dell’ottimo lavoro svolto finora
Quasi non sentì Giuseppe chiamare il suo amico Mustafà e non notò neanche il suo ingresso fino al momento in cui Giuseppe lasciò libera la sua bocca per il cazzo dell’amico.

Sara di trovò quel troncone di cioccolato fondente davanti agli occhi e fu costretta ad alzarli per vedere se era veramente di un uomo o se stava sognando.
E fu così che vide per la prima volta Mustafà, un uomo nero di oltre cinquant’anni vestito da inserviente che “arrotondava” il suo stipendio con le generose mance che riceveva sempre alla fine delle sue prestazioni, grazie soprattutto al bene che la natura le aveva dato sotto forma di un cazzo inesauribile di trenta centimetri.

Lui preferiva avere le donne quando le incontrava come master, perché per lui sottomettere una donna era il massimo del piacere, però non si tirava certo indietro quando poteva scopare una donna come quella che aveva davanti in questo momento.
Giuseppe si sdraiò per terra e Sara non ebbe bisogno di nessun cenno per impalarsi sul suo cazzo eretto mentre continuava a risucchiare quello di Mustafà (almeno quello che le entrava in bocca).

Ora era lei che cavalcava scegliendo il ritmo che più preferiva e cambiandolo come e quando voleva.
Poi sentì le mani di Mustafà impossessarsi della testa e spingerla verso di più verso il suo pube. Sara stralunò gli occhi per la mancanza d’ossigeno, stava sentendo le forze lasciarla rallentando il movimento sul cazzo di Giuseppe che la fermò a mezz’aria e prese a stantuffarle la fica fino a quando un urlo di piacere tentò inutilmente di uscire dalla sua bocca piena e ritornò indietro dandole l’impressione di rimbombare dentro il suo corpo.

Quando Mustafà le lasciò libera la bocca lei si piegò istintivamente verso Giuseppe per cercare di respirare e quasi non senti il tronco di Mustafà posarsi sull’ano e spingere lentamente fino a quando Sara non urlò, questa volta per il dolore, quando il glande superò, finalmente, l’ano.
Il cazzo entrava e la squarciava e dopo pochi centimetri sentì, i due cazzi entrare in contatto. Era chiaro che non era la prima volta che i due uomini facevano una cosa del genere insieme perché Giuseppe rimase ferma fino a quando il cazzo di Mustafà non entrò per una buona misura e poi ….. Sara capì veramente due cose:
la prima che aveva scoperto la vera estasi
la seconda che era una troia e le piaceva troppo esserlo
I movimenti sincronizzati dei due cazzi la portarono a continui multiorgasmi, anali e vaginali, facendola rantolare e gridare di piacere senza preoccuparsi se qualcuno l’avesse sentita.

Alla fine Giuseppe fermò l’amico ed uscì dalla sua fica perché il suo orgasmo era imminente e Mustafà fece indietreggiare Sara fino a quando la sua bocca non fu vicina al pulsante cazzo di Giuseppe. Sara di tuffò su di esso e appena preso in bocca sentì i bollenti flutti di sperma invaderla. Sara mentre cercava di ingoiare tutto quel delizioso nettare iniziò a godere per l’ennesima volta perché Mustafà cominciò ad affondare sempre di più i suoi possenti colpi.

Alla fine, esausta, Sara ringraziò Mustafà nello stesso modo di Giuseppe e, dopo aver lasciato una doverosa mancia ad entrambi, uscì dallo stanzino con le gambe traballanti, il culo in fiamme e la faccia con qualche traccia di sperma e …. andò di corsa nella sua stanza per riposare un po’ pensando “mi sento proprio rilassata bene”.

Roberta e la passione per gli a****li

La mia fidanzata Roberta è da tempo appassionata di equitazione, ed essendo regolarmente iscritta ad un centro ippico, almeno due volte la settimana, quando è libera da impegni di studio (studia Giurisprudenza all’Università di Milano) va a cavalcare, trascorrendo la mattinata al Centro Ippico che è situato in periferia. Avremmo dovuto vederci ieri mattina, dato che era festa, ma, quando passai a casa sua, la domestica mi disse che la signorina era andata a cavalcare.

Decisi quindi di farle una sorpresa, e risalito in macchina mi diressi verso la periferia, per arrivare al centro ippico, senza preavvisarla, anche se avevo provato a chiamarla sul cellulare, che però risultava non raggiungibile. Il traffico era scarso, la giornata festiva aveva trattenuto la gente a casa, per cui in una ventina di minuti raggiunsi la strada dove sorgeva il centro ippico, ed entrai nell’ampio cortile dinanzi alla Club House. Sceso dalla mia vettura notai, parcheggiata poco più in là, la Matiz verde scuro di Roberta, segno inequivocabile che la mia fidanzata era già arrivata, e probabilmente aveva già sellato il cavallo ed era uscita per iniziare il percorso ad ostacoli.

Cercai di entrare nella Club House, ma era troppo presto ed era ancora chiusa. Non avevo voglia di aspettare che arrivasse il gestore seduto in macchina, una cosa che francamente mi dà noia, perciò iniziai a passeggiare per il cortile, quando mi venne in mente che potevo benissimo arrivare sino alle rimesse dove venivano tenuti i cavalli: così avrei raggiunto il triplice scopo di aspettare Roberta, che avrebbe sicuramente riportato il cavallo in rimessa, di evitare una noiosa attesa, osservando i cavalli, che mi sono sempre piaciuti, e di evitare anche il freddo, che per quanto non fosse elevato, dava pur sempre una punta di fastidio.

Mi diressi verso le rimesse, la cui porta di ingresso veniva lasciata semiaperta, come di consueto quando i proprietari degli a****li andavano a prenderli, così da evitare loro attese del personale, la spinsi ed entrai.
L’interno era in penombra, con una temperatura confortevole, e nonostante l’aria fosse comunque caratterizzata da un tono pungente, dovuto alla presenza degli a****li, la cura e la pulizia con cui gli stessi venivano tenuti non la rendeva irrespirabile: non era un aroma fastidioso, pur essendo consapevoli della sua presenza: più che un odore, era un profumo di selvatico, di a****le, non del tutto sgradevole.

Avevo appena iniziato ad avvicinarmi al

primo stallo, dove veniva tenuto un trottatore purosangue di tre anni, quando fui colpito da un mormorio sommesso, che proveniva da uno stallo posto una decina di metri più avanti.

Più che un mormorio, sembrava un gemito, un gemito di godimento. Sicuro di essermi sbagliato, presi in considerazione l’ipotesi che si trattasse di un a****le, magari colpito da qualche malattia improvvisa o da un infortunio improvviso.

Mi avvicinai quindi allo stallo in questione, senza fare rumore, perché le suole di gomma delle mie Tod’s non facevano rumore sul pavimento in cemento ricoperto di paglia asciutta. Man mano che mi avvicinavo, però, potendo sentire meglio i gemiti, che continuavano con lo stesso ritmo, mi resi conto che si trattava di gemiti umani, sicuramente emessi da più persone: adesso potevo sentire chiaramente due gemiti che, come a gara, si sovrastavano uno sull’altro.

Incuriosito, ed anche un po’ preoccupato, non sapendo bene cosa stava succedendo, ero indeciso se entrare o meno di colpo nello stallo, quando mi accorsi che lo stallo vicino a quello dal quale provenivano i gemiti era aperto e vuoto. Devo dire che gli stalli non erano chiusi da un tetto, ma semplicemente divisi l’uno dall’altro da un muro di mattoni, alto circa un paio di metri. Ogni stallo era largo una decina di metri, per consentire al cavallo di potersi muovere, e fissato ad ogni muro c’era, nell’angolo vicino alla porta, una specie di scaffalatura in legno, a due ripiani, larga circa un metro, che serviva, avevo visto, per riporre i finimenti e le altre attrezzature.

Entrai pertanto nello stallo accanto a quello dal quale continuavano a provenire i gemiti, mi inerpicai, cercando di non far rumore, sul secondo ripiano, e mi sporsi, di poco, per vedere cosa stava succedendo. Dall’altra parte del muro, inginocchiata sulla paglia, completamente nuda, a gambe aperte,c’era Roberta. Ed insieme a lei c’erano due uomini, nudi anche loro, che le stavano praticamente di fronte, con i loro cazzi in potente erezione, avvicinati alla bocca di Roberta.

A turno, lentamente, le infilavano il cazzo in bocca, facendoselo leccare, lasciandolo scorrere sino alla radice nella bocca della mia fidanzata, per poi toglierlo e far posto all’altro, che eseguiva lo stesso percorso, con la stessa lentezza. Roberta, ad occhi chiusi, lasciava che i due cazzi, alternativamente, penetrassero fra le sue labbra, arrivassero alla sua gola e tornassero indietro, per ripartire da capo. Le sue mani erano in mezzo alle sue gambe aperte e certamente, anche se non potevo vederlo, si stava

furiosamente sditalinando, ragione questa di una parte dei gemiti che avevo sentito.

Gli altri non erano gemiti, erano commenti, a bassa voce, ma non tanto bassa da non potere, dal posto in cui ero, ormai comprendere le parole.

-Succhia, troia ‘ diceva uno, e l’altro ‘ Ti piace prenderlo in bocca, eh…..’ Puttana – -Pompinara ‘ proseguiva il primo, e così via, in una serie di termini osceni ed offensivi, che a Roberta sembravano piacere. Infatti, ad un certo punto, con una voce che non le avevo mai sentito, e smettendo per un attimo il lento pompino che stava facendo, ma continuando con entrambe le mani una altrettanto lenta ed esperta sega ai due, disse: “Sì sono una troia pompinara, mi piace il cazzo, mi piace prenderlo in bocca e farmi sborrare addosso, lo faccio anche all’università, ai miei compagni di facoltà, una volta l’ho fatto anche a lezione, ero in fondo all’aula, il ragazzo vicino a me si è sbottonato i jeans, me l’ha fatto vedere, ed io mi sono messa tra le sue gambe sotto il banco e gliel’ho preso in bocca finchè non mi ha sborrato in gola.

” I due maschi erano eccitati, infatti ripresero ad infilare i cazzi nella bocca di Roberta, aumentando il ritmo, quasi a volerle scopare la bocca, spingendo forte quando arrivavano in gola, tanto che Roberta aveva quasi una spinta all’indietro con la testa quando la cappella le toccava l’ugola.

E io avevo una mazza da baseball nei calzoni mentre osservavo la mia fidanzata che agiva come una troia in calore, spompinando due sconosciuti.

Sconosciuti, come ebbi modo di capire, soltanto per me:lei infatti li conosceva benissimo, lo si vedeva da come li guardava, da come si faceva accarezzare le tette, piccole e sode, coi capezzolini scuri che si torcevano sotto le dita dei due, da come se li faceva leccare e mordere quando aveva in bocca il cazzo dell’altro da quello libero dei due, da come gli parlava e le parlavano. “Roberta, sei una gran troia – le dicevano – sei una pompinara fantastica, hai una bocca che è una ventosa- e lei fremeva di eccitazione sentendosi chiamare così.

A me ormai l’eccitazione che provavo era diventata superiore a qualsiasi gelosia, del resto era una delle mie fantasie preferite immaginare Roberta chiavata da altri uomini, ed il fatto che ciò succedesse sul serio era in fondo la realizzazione di un mio desiderio.
Lentamente aprii la lampo dei miei jeans e tirari fuori il cazzo, che era

durissimo, iniziando a farmi una sega, mentre continuavo a guardare. I due proseguivano nella loro manovra, e ad un certo punto, osservando Roberta che gemeva sempre di più, uno dei due disse :”Vado a prenderti il tuo amante preferito, Robi e si allontanò uscendo dallo stallo, mentre l’altro, a quelle parole,si era sfilato dalla bocca di Roberta e si era inginocchiato sulla paglia accanto a lei, continuando però ad accarezzarle le tette e la fica con le mani ormai libere.

Roberta aveva chiuso gli occhi ed era in preda ad un orgasmo, ogni volta che le mani dell’uomo le passavano sulle tette aveva un brivido, si passava la lingua sulle labbra con un’aria da vecchia bagascia che non le avevo mai visto.

I passi dell’uomo che era uscito si sentivano risuonare sul cemento del pavimento, con un rumore dei ciottoli un po’ strano.

Quello era uscito nudo e scalzo, il mistero di quel rumore fu risolto subito, perché la porta si aprì e l’uomo rientrò portando con sé, alla cavezza, un magnifico stallone, purosangue, di chiara discendenza inglese, muscoli di velluto, un’aria fiera e nobile, uno splendido a****le.

La mia bocca si era improvvisamente seccata mentre le parole “il tuo amante preferito” mi rimbalzavano in mente. Roberta aveva aperto gli occhi, e si era rimessa in piedi, avvicinandosi al cavallo. L’a****le abbassò la testa, e la portò all’altezza dei seni di Roberta, quasi a volerli fiutare, poi aprì la bocca e diede una leccata alle tette di Roberta, con la sua lingua lunga e spessa.

“Ti ha riconosciuto, troia” – rise l’uomo che era rimasto in ginocchio sulla paglia.

Quasi a confermare quelle parole, il cavallo abbassò la testa e diede una fiutata alla fica di Roberta, sbuffando in segno di approvazione. Roberta si portò di lato al cavallo, ed iniziò ad accarezzare il petto dell’a****le, facendo scorrere la mano sul pelo lucido, mentre l’a****le, come se già sapesse quello che doveva succedere, sembrava tremare di piacere. La mano di Roberta scese verso il ventre del cavallo, e, senza che potessi vedere bene quel che succedeva, si mosse in piccoli shitti sotto il ventre dell’a****le.

D’improvviso, probabilmente sotto l’effetto di quella

stimolazione che significava una lunga pratica da parte della mia fidanzata, dal ventre dell’a****le uscì il suo organo sessuale: un cazzo enorme, di una quarantina di centimetri, chiazzato di bianco e nero, che quasi sfiorava il pavimento. Con mano sicura, Roberta iniziò ad accarezzarlo, movendo la mano lungo quell’asta di carne che si agitava, mentre sia io che i due uomini
la guardavamo affascinati.

Nuda, con le tettine al vento, i capezzolini eretti, il culo a mandolino, le gambe semiaperte, tra le quali era finita l’altra mano di Roberta, i capelli scuri tagliati all’altezza del collo, gli occhi neri lucidi per il godimento, con in mano il cazzo del cavallo a cui continuava a fare una gran sega, era uno spettacolo da mozzare il fiato, tanto che sia io che i due di sotto stavamo furiosamente segandoci, e per fortuna che gli sbuffi del cavallo coprivano, almeno, il rumore della mia sega, nascondendo la mia presenza.

Lentamente, mentre continuava a segare quel cazzo maestoso, si inginocchiò, proprio al di sotto del glande del cavallo, ed avvicinò la sua bocca al cazzo, aprendola al massimo.

Le labbra di Roberta avvolsero, per quanto possibile, la punta di quel cazzo, e le mani di lei lo spinsero all’interno di quelle labbra, per poi iniziare un lento andirivieni della bocca di Roberta sui primi dieci centimetri di quel cazzo: di più non ci entrava nella bocca.

Alternava queste potenti pompate, che lei faceva con un risucchio proprio da troia, con leccate su tutto quel palo, da cima a fondo, ed arrivò persino a leccare le palle del cavallo, per poi tornare a ripiazzarselo in bocca, riprendendo a spompinarlo. Si vedeva che non era la prima volta che lo faceva, e si vedeva anche che le piaceva moltissimo. I due tizi si avvicinarono a lei, staccandola per un attimo dall’a****le. Uno si sdraiò a terra, sotto il ventre del cavallo, ed invitò Roberta su di lui, infilandole, mentre lei si sistemava, il cazzo nella figa ormai sgocciolante di eccitazione, infatti il cazzo sembrò scivolare nella fighetta di Roberta con facilità, L’altro si piazzò dietro a Roberta, e dopo averle sfregato una mano sulle grandi labbra ancora umide, le umettò il buco del culo, introducendo un dito, per poi sostituirlo con il suo cazzo, che, seppure con meno facilità, riuscì ad introdursi abbastanza agevolmente nel culetto di Roberta.

Scopata ed inculata a tempo, Roberta ebbe un gemito di piacere. I due cazzi la martellavano all’unisono, sbattendola da quella vera troia che era. Roberta alzò la mano di quel tanto che bastava per portarsi il cazzo del

cavallo alla bocca e riprendere il suo fantastico pompino, accelerato adesso dalla somma di godimenti che la sua fica ed il suo culo, invasi dai due stantuffi di carne, le provocavano.

La sua bocca era una vera e propria ventosa, una idrovora che succhiava quel cazzo a****le forsennatamente, mentre la mano se lo guidava fra le labbra, da cui entrava ed usciva per quello che la bocca di Roberta, che non è grande, consentiva. I due acceleravano, erano quasi pronti a godere, e si staccarono, uscendo dalla fica e dal culo di Roberta, che invece continuava a spompinare il cavallo che, però, era prossimo a godere anche lui, a quanto potevo vedere.

Roberta accelerò il ritmo, mentre i due si stavano segando davanti alla faccia di lei, aprendo la bocca, ed improvvisamente un fiume di sperma a****le le inondò il viso, le tette, le gambe, le labbra, mentre Roberta in parte lo ingoiava ed in parte lo lasciava scorrere su di lei. Voltò il viso verso i due cazzi umani che stavano per esplodere, e bastò che Roberta passasse la lingua sulle due cappelle per essere nuovamente investita da una serie di schizzi in faccia ed in bocca, che in parte bevve avidamente.

Poi ripulì per bene i due cazzi, leccandoli e prendendoli in bocca, fino a che anche l’ultima gocciolina di sborra fu ripulita alla perfezione.

Nel frattempo avevo goduto anche io, come un maiale, nel vedere quanta troiaggine aveva Roberta. Mentre si asciugava, ed i due si rivestivano, Roberta fissò un appuntamento con i due la prossima settimana.

Ma uno dei due stallieri disse: “senza il cavallo però, deve correre e con i tuoi pompini arriverebbe ultimo.

“Oh – disse lei – per una volta, possiamo farne a meno “. L’accordo venne raggiunto, ed io nel frattempo avevo avuto il tempo di uscire da lì, e tornare rapidamente alla mia macchina, dove mi ero seduto ad aspettarla. La vidi arrivare, dopo circa dieci minuti, vestita da amazzone. “Amore- mi disse – è tanto che aspetti?”

“Dieci minuti”, risposi. Ci baciammo, decidemmo di vederci dopo un’oretta, il tempo per lei di farsi la doccia e cambiarsi a casa sua.

Salimmo sulle nostre auto, per tornare ognuno a casa propria, ma nella mia mente continuavano a passare le immagini di lei con una marea di cazzi in bocca.

La settimana prossima credo proprio che andremo a trovare un mio caro amico che ha un allevamento di cavalli in Toscana.

Una moglie da ammirare 4

Dopo aver parlato a lungo con mia moglie dei problemi che arano nati in me, e vero che ora riuscivo ad avere delle erezioni ma solo quando ero eccitato vedendo mia moglie che scopava con altri, questo mi faceva partecipare ai giochi sessuali in cui godevo anche io.
Più si andava avanti, io nel mio volere di vederla come una vera mangiatrice di cazzi, proponevo, dei giochi che andavano oltre la trasgressione avvicinandosi alla perversione, Elena non diceva nulla ansi piaceva moltissimo anche a lei.

Dopo vari incontri con persone di sesso maschile, in cui mia moglie non si e mai tirata indietro, volevamo di comune accordo fare delle cose nuove, cosi decidemmo di fare del car sex, la sera si andava in quei luoghi che si poteva fare sesso con sconosciuti, quando andavamo mia moglie si vestiva da vera puttana, ci si fermava in un luogo aspettando che qualcuno si faceva vivo, infatti dopo poco si radunavano alcune persone vicino alla nostra auto, a quel punto mia moglie si denudava del tutto mettendosi in mostra aprendo lo sportello della l’auto, vedevi che loro tiravano fuori il cazzo per masturbarsi, avvolte erano più di 5 o 6, in cui facevo un cenno di avvicinarsi una volta vicini Elena iniziava a prenderlo in bocca facendogli un bocchino uno a uno a uno, mentre era alle prese con i cazzi io la scopavo da dietro, una volta che godevano si faceva sborrare sul petto, alla fine era piena sborra.

Ripensavo a quando si faceva sesso quando ero una persona normale,la scopavo, aveva la sua fica e il suo culo bello stretto ora devo dire che quando la scopo sento che il mio cazzo che ci sguazza dentro tutto questo era dovuto a super cazzi presi in precedenza specialmente di Ben e Amu che l’anno scopata con quei mostruosi cazzi per circa 10 mesi anche 2 o 3 volte a settimana, infatti a Elena gli mancavano molto, con loro raggiungeva il massimo della goduria, cosi pensai di rincontrarli di nuovo.

Ci incontrammo di nuovo questa volta mentre la scopavano dissi ad Ben che volevo vederla con due cazzi in fica, non se lo fece ripetere iniziando una manovra per entrare, piano piano vedevo che si faceva posto e la fica di Elena si dilatava sempre di più con qualche timida protesta di mia moglie che diceva che gli faceva male, una volta che entro del tutto queste proteste si tramutavano in urla di orgasmi incitandoli di non smettere, vedendola cosi frenetica presi il mio cazzo mettendoglielo in bocca, in poco dopo godetti mentre loro la stavano stantuffando fino a che godettero sborrandogli su di lei, mi guardo dicendomi che era stato meraviglioso, dopo circa 30 minuti ritornarono alla carica penetrandola sia in fica che in culo mi avvicinai a loro dicendogli di mettere i loro cazzi tutte e due nel culo, mentre uno era già dentro l’altro cercava di entrare, Elena questa disse che gli faceva troppo male rifiutandosi di farsi penetrare il cazzo di Ben ritorno nella fica pompandola di nuovo, mia moglie godeva sempre di più i suoi muscoli si contraevano fino a che sfinita si accascio, loro continuavano il loro su e giù fino a che godettero.

Mentre si ritornava a casa mia moglie disse che ero un depravato a farmi mettere nel culo quei due cazzi mostruosi, le risposi che vetrai che li riuscirai a farli entrare.
Elena gli piaceva scopare con loro sia per i loro cazzi, per la loro resistenza, si sentiva piena, lei voleva scopare con loro lasciando da parte tutto ciò che si faceva, quando ci siamo rincontrati, avevano di nuovo cercato di far entrare i due cazzi nel culo, ma con esito negativo, per circa3 o 4 incontri lo avevano fatto, e nel l’ultimo incontro era entrato un poco di più fino che alla fine dopo vari tentativi riuscì ad entrare del tutto, mentre loro le scopavano il culo io mi misi sotto di lei leccandogli la fica mentre lei mi succhiava il cazzo, da quella posizione vedevo quei mastodontici cazzi neri che le avevano dilatato il buco del culo spaventosamente che quando si tolsero per sborrare il suo culo rimase bello aperto.

Mia moglie ora li prendeva del tutto dentro di lei sia in fica che in culo in contemporaneamente, quando lo faceva godeva tantissimo, tanto che dissi a ben se avevano un altro amico sempre dotato come loro che la prossima volta di portarlo, di questo non dissi nulla a mia moglie volevo fargli una sorpresa, cosi quella sera invece di invece di un loro amico ne portarono due, in un primo momento Elena aveva non approvato tutto questo, portandomi in disparte per mostrarmi il suo disappunto, ma nel frattempo vedevo in lei la sua libidine, iniziando una opera di convinzione che poco dopo si dimostro efficace, ritornando sui nostri passi iniziarono a spogliarsi mentre Elena era rimasta seduta sul divano per osservare il tutto, una volta nudi mostravano i loro cazzi spaventosamente grandi e neri con delle cappelle rosse, avvicinandosi a mia moglie che presa da un attimo di libidine li prese in bocca mentre la denudavano, quella sera Elena ne prese due in fica e uno nel culo mentre il quarto ce l’aveva conficcato in gola smorsandogli le sue urla di godimento, la scopavano selvaggiamente, lei era in preda a lunghi orgasmi che più godeva e più la facevano godere era tutto un mugolio di parole, mentre io ero seduto sulla poltrona a guastarmi la scena mi masturbavo, una volta che godettero la imbrattarono tutta con la loro sborra mentre uno le godette dentro la bocca che lei ingoio tutta la sborra, rimanendo immobile su divano letto, la sera stessa la ripresero di nuovo facendola dire che era esausta che gli bastava cosi.

Ci siamo incontrati per circa 5 mesi, nel l’ultimo mese vedevo Elena che accusava sempre di più stanchezza nel fare sesso con loro, le dissi di smettere per qualche tempo per riprendersi, ma questo invece di passare peggiorava sempre di più fino a che dopo circa 4 mesi da l’ultimo incontro decidemmo di fare delle ricerche per dare un riscontro a ciò che stava accadendo, dopo delle accurate analisi e visite si riscontrava la cosa peggiore che si potesse avere che in 5 mesi lo persa per una forma di cancro fulminante.

Sono passati 5 anni di mia moglie, mia amante, mia complice, i miei più grandi ricordi di lei sono la sua immagine, le foto e video che gli ho fatto che ancora oggi li rivedo che mi fanno eccitare, era ciò che voleva lei, e nello stesso tempo ho voluto raccontare la nostra storia d’amore.

Una moglie da ammitare

Dopo aver parlato a lungo con mia moglie dei problemi che arano nati in me, e vero che ora riuscivo ad avere delle erezioni ma solo quando ero eccitato vedendo mia moglie che scopava con altri, questo mi faceva partecipare ai giochi sessuali in cui godevo anche io.
Più si andava avanti, io nel mio volere di vederla come una vera mangiatrice di cazzi, proponevo, dei giochi che andavano oltre la trasgressione avvicinandosi alla perversione, Elena non diceva nulla ansi piaceva moltissimo anche a lei.

Dopo vari incontri con persone di sesso maschile, in cui mia moglie non si e mai tirata indietro, volevamo di comune accordo fare delle cose nuove, cosi decidemmo di fare del car sex, la sera si andava in quei luoghi che si poteva fare sesso con sconosciuti, quando andavamo mia moglie si vestiva da vera puttana, ci si fermava in un luogo aspettando che qualcuno si faceva vivo, infatti dopo poco si radunavano alcune persone vicino alla nostra auto, a quel punto mia moglie si denudava del tutto mettendosi in mostra aprendo lo sportello della l’auto, vedevi che loro tiravano fuori il cazzo per masturbarsi, avvolte erano più di 5 o 6, in cui facevo un cenno di avvicinarsi una volta vicini Elena iniziava a prenderlo in bocca facendogli un bocchino uno a uno a uno, mentre era alle prese con i cazzi io la scopavo da dietro, una volta che godevano si faceva sborrare sul petto, alla fine era piena sborra.

Ripensavo a quando si faceva sesso quando ero una persona normale,la scopavo, aveva la sua fica e il suo culo bello stretto ora devo dire che quando la scopo sento che il mio cazzo che ci sguazza dentro tutto questo era dovuto a super cazzi presi in precedenza specialmente di Ben e Amu che l’anno scopata con quei mostruosi cazzi per circa 10 mesi anche 2 o 3 volte a settimana, infatti a Elena gli mancavano molto, con loro raggiungeva il massimo della goduria, cosi pensai di rincontrarli di nuovo.

Ci incontrammo di nuovo questa volta mentre la scopavano dissi ad Ben che volevo vederla con due cazzi in fica, non se lo fece ripetere iniziando una manovra per entrare, piano piano vedevo che si faceva posto e la fica di Elena si dilatava sempre di più con qualche timida protesta di mia moglie che diceva che gli faceva male, una volta che entro del tutto queste proteste si tramutavano in urla di orgasmi incitandoli di non smettere, vedendola cosi frenetica presi il mio cazzo mettendoglielo in bocca, in poco dopo godetti mentre loro la stavano stantuffando fino a che godettero sborrandogli su di lei, mi guardo dicendomi che era stato meraviglioso, dopo circa 30 minuti ritornarono alla carica penetrandola sia in fica che in culo mi avvicinai a loro dicendogli di mettere i loro cazzi tutte e due nel culo, mentre uno era già dentro l’altro cercava di entrare, Elena questa disse che gli faceva troppo male rifiutandosi di farsi penetrare il cazzo di Ben ritorno nella fica pompandola di nuovo, mia moglie godeva sempre di più i suoi muscoli si contraevano fino a che sfinita si accascio, loro continuavano il loro su e giù fino a che godettero.

Mentre si ritornava a casa mia moglie disse che ero un depravato a farmi mettere nel culo quei due cazzi mostruosi, le risposi che vetrai che li riuscirai a farli entrare.
Elena gli piaceva scopare con loro sia per i loro cazzi, per la loro resistenza, si sentiva piena, lei voleva scopare con loro lasciando da parte tutto ciò che si faceva, quando ci siamo rincontrati, avevano di nuovo cercato di far entrare i due cazzi nel culo, ma con esito negativo, per circa3 o 4 incontri lo avevano fatto, e nel l’ultimo incontro era entrato un poco di più fino che alla fine dopo vari tentativi riuscì ad entrare del tutto, mentre loro le scopavano il culo io mi misi sotto di lei leccandogli la fica mentre lei mi succhiava il cazzo, da quella posizione vedevo quei mastodontici cazzi neri che le avevano dilatato il buco del culo spaventosamente che quando si tolsero per sborrare il suo culo rimase bello aperto.

Mia moglie ora li prendeva del tutto dentro di lei sia in fica che in culo in contemporaneamente, quando lo faceva godeva tantissimo, tanto che dissi a ben se avevano un altro amico sempre dotato come loro che la prossima volta di portarlo, di questo non dissi nulla a mia moglie volevo fargli una sorpresa, cosi quella sera invece di invece di un loro amico ne portarono due, in un primo momento Elena aveva non approvato tutto questo, portandomi in disparte per mostrarmi il suo disappunto, ma nel frattempo vedevo in lei la sua libidine, iniziando una opera di convinzione che poco dopo si dimostro efficace, ritornando sui nostri passi iniziarono a spogliarsi mentre Elena era rimasta seduta sul divano per osservare il tutto, una volta nudi mostravano i loro cazzi spaventosamente grandi e neri con delle cappelle rosse, avvicinandosi a mia moglie che presa da un attimo di libidine li prese in bocca mentre la denudavano, quella sera Elena ne prese due in fica e uno nel culo mentre il quarto ce l’aveva conficcato in gola smorsandogli le sue urla di godimento, la scopavano selvaggiamente, lei era in preda a lunghi orgasmi che più godeva e più la facevano godere era tutto un mugolio di parole, mentre io ero seduto sulla poltrona a guastarmi la scena mi masturbavo, una volta che godettero la imbrattarono tutta con la loro sborra mentre uno le godette dentro la bocca che lei ingoio tutta la sborra, rimanendo immobile su divano letto, la sera stessa la ripresero di nuovo facendola dire che era esausta che gli bastava cosi.

Ci siamo incontrati per circa 5 mesi, nel l’ultimo mese vedevo Elena che accusava sempre di più stanchezza nel fare sesso con loro, le dissi di smettere per qualche tempo per riprendersi, ma questo invece di passare peggiorava sempre di più fino a che dopo circa 4 mesi da l’ultimo incontro decidemmo di fare delle ricerche per dare un riscontro a ciò che stava accadendo, dopo delle accurate analisi e visite si riscontrava la cosa peggiore che si potesse avere che in 5 mesi lo persa per una forma di cancro fulminante.

Sono passati 5 anni di mia moglie, mia amante, mia complice, i miei più grandi ricordi di lei sono la sua immagine, le foto e video che gli ho fatto che ancora oggi li rivedo che mi fanno eccitare, era ciò che voleva lei, e nello stesso tempo ho voluto raccontare la nostra storia d’amore.

Una moglie da ammitare

Dopo aver parlato a lungo con mia moglie dei problemi che arano nati in me, e vero che ora riuscivo ad avere delle erezioni ma solo quando ero eccitato vedendo mia moglie che scopava con altri, questo mi faceva partecipare ai giochi sessuali in cui godevo anche io.
Più si andava avanti, io nel mio volere di vederla come una vera mangiatrice di cazzi, proponevo, dei giochi che andavano oltre la trasgressione avvicinandosi alla perversione, Elena non diceva nulla ansi piaceva moltissimo anche a lei.

Dopo vari incontri con persone di sesso maschile, in cui mia moglie non si e mai tirata indietro, volevamo di comune accordo fare delle cose nuove, cosi decidemmo di fare del car sex, la sera si andava in quei luoghi che si poteva fare sesso con sconosciuti, quando andavamo mia moglie si vestiva da vera puttana, ci si fermava in un luogo aspettando che qualcuno si faceva vivo, infatti dopo poco si radunavano alcune persone vicino alla nostra auto, a quel punto mia moglie si denudava del tutto mettendosi in mostra aprendo lo sportello della l’auto, vedevi che loro tiravano fuori il cazzo per masturbarsi, avvolte erano più di 5 o 6, in cui facevo un cenno di avvicinarsi una volta vicini Elena iniziava a prenderlo in bocca facendogli un bocchino uno a uno a uno, mentre era alle prese con i cazzi io la scopavo da dietro, una volta che godevano si faceva sborrare sul petto, alla fine era piena sborra.

Ripensavo a quando si faceva sesso quando ero una persona normale,la scopavo, aveva la sua fica e il suo culo bello stretto ora devo dire che quando la scopo sento che il mio cazzo che ci sguazza dentro tutto questo era dovuto a super cazzi presi in precedenza specialmente di Ben e Amu che l’anno scopata con quei mostruosi cazzi per circa 10 mesi anche 2 o 3 volte a settimana, infatti a Elena gli mancavano molto, con loro raggiungeva il massimo della goduria, cosi pensai di rincontrarli di nuovo.

Ci incontrammo di nuovo questa volta mentre la scopavano dissi ad Ben che volevo vederla con due cazzi in fica, non se lo fece ripetere iniziando una manovra per entrare, piano piano vedevo che si faceva posto e la fica di Elena si dilatava sempre di più con qualche timida protesta di mia moglie che diceva che gli faceva male, una volta che entro del tutto queste proteste si tramutavano in urla di orgasmi incitandoli di non smettere, vedendola cosi frenetica presi il mio cazzo mettendoglielo in bocca, in poco dopo godetti mentre loro la stavano stantuffando fino a che godettero sborrandogli su di lei, mi guardo dicendomi che era stato meraviglioso, dopo circa 30 minuti ritornarono alla carica penetrandola sia in fica che in culo mi avvicinai a loro dicendogli di mettere i loro cazzi tutte e due nel culo, mentre uno era già dentro l’altro cercava di entrare, Elena questa disse che gli faceva troppo male rifiutandosi di farsi penetrare il cazzo di Ben ritorno nella fica pompandola di nuovo, mia moglie godeva sempre di più i suoi muscoli si contraevano fino a che sfinita si accascio, loro continuavano il loro su e giù fino a che godettero.

Mentre si ritornava a casa mia moglie disse che ero un depravato a farmi mettere nel culo quei due cazzi mostruosi, le risposi che vetrai che li riuscirai a farli entrare.
Elena gli piaceva scopare con loro sia per i loro cazzi, per la loro resistenza, si sentiva piena, lei voleva scopare con loro lasciando da parte tutto ciò che si faceva, quando ci siamo rincontrati, avevano di nuovo cercato di far entrare i due cazzi nel culo, ma con esito negativo, per circa3 o 4 incontri lo avevano fatto, e nel l’ultimo incontro era entrato un poco di più fino che alla fine dopo vari tentativi riuscì ad entrare del tutto, mentre loro le scopavano il culo io mi misi sotto di lei leccandogli la fica mentre lei mi succhiava il cazzo, da quella posizione vedevo quei mastodontici cazzi neri che le avevano dilatato il buco del culo spaventosamente che quando si tolsero per sborrare il suo culo rimase bello aperto.

Mia moglie ora li prendeva del tutto dentro di lei sia in fica che in culo in contemporaneamente, quando lo faceva godeva tantissimo, tanto che dissi a ben se avevano un altro amico sempre dotato come loro che la prossima volta di portarlo, di questo non dissi nulla a mia moglie volevo fargli una sorpresa, cosi quella sera invece di invece di un loro amico ne portarono due, in un primo momento Elena aveva non approvato tutto questo, portandomi in disparte per mostrarmi il suo disappunto, ma nel frattempo vedevo in lei la sua libidine, iniziando una opera di convinzione che poco dopo si dimostro efficace, ritornando sui nostri passi iniziarono a spogliarsi mentre Elena era rimasta seduta sul divano per osservare il tutto, una volta nudi mostravano i loro cazzi spaventosamente grandi e neri con delle cappelle rosse, avvicinandosi a mia moglie che presa da un attimo di libidine li prese in bocca mentre la denudavano, quella sera Elena ne prese due in fica e uno nel culo mentre il quarto ce l’aveva conficcato in gola smorsandogli le sue urla di godimento, la scopavano selvaggiamente, lei era in preda a lunghi orgasmi che più godeva e più la facevano godere era tutto un mugolio di parole, mentre io ero seduto sulla poltrona a guastarmi la scena mi masturbavo, una volta che godettero la imbrattarono tutta con la loro sborra mentre uno le godette dentro la bocca che lei ingoio tutta la sborra, rimanendo immobile su divano letto, la sera stessa la ripresero di nuovo facendola dire che era esausta che gli bastava cosi.

Ci siamo incontrati per circa 5 mesi, nel l’ultimo mese vedevo Elena che accusava sempre di più stanchezza nel fare sesso con loro, le dissi di smettere per qualche tempo per riprendersi, ma questo invece di passare peggiorava sempre di più fino a che dopo circa 4 mesi da l’ultimo incontro decidemmo di fare delle ricerche per dare un riscontro a ciò che stava accadendo, dopo delle accurate analisi e visite si riscontrava la cosa peggiore che si potesse avere che in 5 mesi lo persa per una forma di cancro fulminante.

Sono passati 5 anni di mia moglie, mia amante, mia complice, i miei più grandi ricordi di lei sono la sua immagine, le foto e video che gli ho fatto che ancora oggi li rivedo che mi fanno eccitare, era ciò che voleva lei, e nello stesso tempo ho voluto raccontare la nostra storia d’amore.