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La prima volta ….2 cazzi

Ci risiamo, con i primi caldi, torna la voglia di bagni e tuffi, di fresco, di qualche situazione di refrigerio, visto che il mare è lontano, le alternative sono : la piscina …. ma troppo caos …. Il fiume ….. pericoloso …. o il lago …. decisamente abbordabile.

Armati di telo mare costume e bottiglia di acqua ghiacciata, ci incamminiamo sulla riva del lago che abbiamo scelto. Siccome la voglia è di libertà, cerchiamo un posto poco frequentato, e dopo un quarto d’ora di cammino, arriviamo nel luogo perfetto, una radura con erba bassa e schiacciata, segno che è usata sovente, un ingresso in acqua comodo, e piante tutte in torno.

Ci spogliamo completamente di vestiti ed inibizioni, e in un attimo siamo dentro a sguazzare come i bambini nella piscinetta.

Tempo 10 minuti, dalla vegetazione, sbucano tre ragazzi, dalla presunta eta di 25 / 30 anni. Porca miseria, penso, ci hanno invaso il nostro piccolo paradiso terrestre, menomale che hanno avuto l’ intelligenza di star al limite della radura, ovvero una decina di metri.

I tre, fan finta di niente, ma danno delle belle occhiate alla 4° di seno che sballonzola tra i giochi d’ acqua.

Al momento di uscire, Robi mi guarda preoccupata, per il fatto di esser completamente nuda, io la tranquillizzo, non credo ci sian pericoli.

Mentre ci avviamo agli asciugamani, vedo i ragazzi darsi gomitate, facendo finta di esser indifferenti, e parlottando tra loro. Dopo aver confabulato un po’, capisco questa agitazione, eran indecisi sul togliere i costumi o no, chiaramente da sfacciati, si tolgon tutto.

Vedo subito Robi, inforcare gli occhialoni da sole, e far la finta tonta, guardando di traverso i tre cazzi di giovane età, svettare all’ aria.

Poi decide di mettersi la crema solare, insistendo con estenuante lentezza, sul seno bello turgido, fin dove riesce, e poi chiede il mio aiuto, ma son sicuro che se avesse domandato ai ragazzi …. si sarebbe trovata con sei mani ovunque.

Parto dalla schiena, e comincio a schizzare liquido solare, come se fosse una sborrata gigante, poi con movimenti lenti forse fin che mai esasperanti, la spalmo ovunque, soprattutto sul lato del seno, che solitamente resta bianco.

Robi se ne accorge, di tutto questo esagerare, e mi redarguisce con un “ piantala di far il cretino, non vedi i ragazzi che mi divorano con gli occhi, e son lì col cazzo duro in mano …. ”

In effetti, è vero, i ragazzi … son impegnati a non farsi vedere … tutti rigidi ….

Ricomincio con la crema solare, partendo dalle caviglie, salendo con lunghe spalmate verso il culo, e interno coscia, e qui esce la maiala che è in lei … invece di trovar da ridire … allarga le cosce ogni volta che arriva la mano all’ incrocio ….

Dopo queste spalmate … vedo due dei tre ragazzi, alzarsi con il cazzo completamente in tiro, … buttarsi in acqua, forse per evitare spiacevoli figure, solo uno tiene duro, l’ unico di carnagione scura, tipo marocchino o tunisino, lui resta lì imperterrito col cazzo duro in mano … e proprio a dirla tutta un gran cazzo.

Dopo un attimo, Robi si gira a pancia in su, e vedo che si infila il perizoma, alzandosi in piedi, dicendomi che con il caldo, a furia di bere, deve far la pipi….

Ok rispondo reazione naturale, e la vedo infilarsi nella vegetazione.

Io son coricato, e curo i ragazzi in acqua, che si stanno schizzando tra di loro, poi mi giro a guardare il magrebbino e ….. cazzo è sparito.

Immediatamente mi alzo, e seguo il sentiero che ha preso Robi, facendo attenzione a non essere scoperto. Dopo pochi metri, vedo il ragazzo nascosto dietro una pianta, intento a farsi una sega, guardando la mia piccola, che qualche metro più avanti, è accucciata, con la fica in bella vista, dato il perizoma scostato, che sta facendo pipi, tanta pipi, che non finisce mai ….

Arrivo alle spalle del ragazzo, che non mi ha sentito, e gli sussurro all’ orecchio …. ” Ti piace è …. ” Lui si spaventa, si allontana da me per paura e smette di toccarsi

“ Si, mi piace da morire, non ho mai visto un seno così grosso, restare bello alto, e soprattutto così dal vivo”
Mi shitta la scimmia e dico … “ Ti piacerebbe toccarlo …..” ….. “ Non so cosa pagherei per poterlo fare “ e così dicendo, ricomincia a smanacciare il grosso cazzo scuro.

Nel frattempo, lei ha finalmente finito, e cercando di ricomporsi, ci viene in contro, non capendo la situazione, composta da me, con il cazzo duro, che parlo con un ragazzo nudo, anche lui con il suo affarone tra le mani, intento a menarselo

La fermo e le dico “ Amore, guarda il povero ragazzo, come è conciato per colpa tua, fai qualcosa per farlo rilassare “
Lei mi guarda stranita, poi guarda il cazzone del ragazzo, i suoi occhi, spalancati per poter vedere meglio le tette.

“ E cosa devo fare …. ” Dice lei, sapendo già cosa poteva fare …. ” Più che una sega …..”

A queste parole, il movimento della mano , del ragazzo aumenta di ritmo … e gli occhi brillano

Robi si inginocchia sull’ erba, trovandosi faccia / cazzo con il marocchino, allunga una mano, prende in mano il bastone di carne, e comincia un su e giù da professionista, passando la manina sul glande, per poi scendere al sacchetto dei coglioni, gonfio da esplodere, e risalire alla punta.

Io, per non esser da meno, le metto nell’ altra mano il mio, forse meno grosso del ragazzo, ma con altrettanta voglia di esplodere.
Il suo movimento di mani è perfetto, sale e scende alternatamente sui due cazzi rigidi, pensando che quella era la prima volta con due cazzi a disposizione. Dopo un po’ decide di baciare in punta di labbra, la cappella scura, facendo tremare il ragazzo, per poi spostarsi sul mio … infilandolo in bocca per metà.

La cosa si protrae per circa 5 minuti, quando, il ragazzo si fa intraprendente, e chiede se può toccarle le tette, …. un attimo di silenzio …. E poi lei si spinge in avanti, verso il ragazzo.

Che da ragazzo, si era trasformato in polpo, sembrava che le mani si fossero decuplicate, la maiala si sentiva mani ovunque, le tette non si vedevano più …. Scomparse sotto le manone del giovane, che si agitava sempre più, sudava e ansimava.

In mezzo a tutto questo trambusto, la porca non ha mai mollato le prese ai cazzi, anzi aumentava il ritmo, sperando che tutto finisse prima possibile. Ed infatti, ad un certo momento, percepi il trmare del giovane, e fece giusto in tempo a retrocedere quel tanto che basta, per non farsi sborrare in faccia.

Uno, due, tre schizzi enormi, seguiti da altri meno grossi, ma belli densi, coprirono quasi completamente il seno sinistro di Robi, io eccitato come non mai, prendo in mano il mio cazzo e lo punto diritto sul seno destro, e lo schizzo tutto abbondantemente di sborra più spessa di quella del ragazzo.

Che scena, la mia maiala, con tutte le tette colanti sborra, inginocchiata difronte a due cazzi semirigidi, sgocciolanti ….. mmmm che spettacolo

Siccome siamo tutti e tre nudi, a parte il perizoma di Robi, chiaramente umido all’ altezza della fica, non ci resta che incamminarci verso il lago, per poter calmare i bollenti spiriti, e darci una sciaccuata.

Giunti in spiaggia, troviamo gli altri due, finalmente mosci, che ci guardano stupiti, soprattutto lei … con tutto il davanti appiccicato.

Risata generale e bagno. Mentre ero in acqua, vicino a lei, le chiedo se le è piaciuto maneggiare due cazzi contemporaneamente.
Lei facendo si con la testa, si avvicina all’ orecchio sussurrandomi …. ” A te è piaciuto, vedermi con un altro cazzo in mano , che mi sborrava, ….. pensa se lo avessi infilato dentro, lungo e grosso com’è …. ”

Non so che espressione potessi avere, ma lei guardandomi …” Sei il solito porco …” e io nella mia mente penso ….. senti chi parla.

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Compleanno al mare

Il compleanno della moglie!

Sono felicemente sposato con M. da diversi anni. La nostra relazione è stabile e con alti e bassi prosegue da tanto tempo, eravamo assieme anche prima del matrimonio e devo dire che il nostro rapporto va alla grande. Avevamo litigato molto agli inizi, ma abbiamo messo in chiaro tutti i problemi, fino a trovarci in accordo su molte cose, pochi litigi tanto dialogo. Quindi tra noi c’è tanta intesa, su tutto, soprattutto sessualmente; oltre al rispetto e all’amore.

E anche se siamo una coppia aperta, con lei tendenzialmente gelosa, sotto le lenzuola va alla grande, mai trovato una che scopa così. Da quando abbiamo scoperto che non può avere figli, ci divertiamo di più a godere delle gioie del sesso.
Dopo anni di frequentazione ci divertiamo anche a trovare nuovi stimoli, cercando di non causare strappi o gelosie tra noi. So che lei è una donna particolare, ama il sesso forse anche più di me, per questo io le concederei delle scappatelle.

Con la fame di uomo che ha mi meraviglia che una vorace come lei si accontenti di un uomo solo. Inoltre, da qualche anno mi capita di pensarla con altri uomini e questo fatto mi eccita da morire, e anche se non si è mai tradita sono sicuro che ogni tanto qualche “scopamico” occasionale se lo fa. Basta che non abbia problemi, da parte mia le ho detto che la cosa non mi disturberebbe, so che ama solo me, e potrebbe bastarmi.

Io comunque la tengo occupata e non le faccio mai mancare ciò che più desidera, in tutti i sensi, e per stuzzicarla sono arrivato anche di tentarla con qualche proposta di scambio di coppia. Lei però non accetta per sua smania di possesso, dice che non divide un ottimo amante con altre. Mentre facciamo l’amore questi pensieri ci fan impazzire. Mi diverto a volte a fingere di essere un estraneo, il postino, o l’idraulico, o la squadra di rugby che a turno se la scopa, per spingerla anche ad andare al dunque, magari in un privèè.

Però lei non ha mai desiderato andare al dunque, resta tutta una nostra fantasia e giura che io le basto! Le credo, ma vedo che per lei è un sacrificio, e tutta la sua arte è quasi sprecata.

Oggi è il suo compleanno e di sicuro si aspetta qualcosa di speciale, ma non sa quanto lo sarà…. Mi sono organizzato per lei qualcosa che di anno in anno ho rimuginato e rimandato in attesa del momento propizio.

Siamo al mare, in un appartamentino in affitto, un’anonima coppia di aiutanti quarantenni e mentre lei deve ancora tornare dalla spiaggia io mi ero organizzato tutta la cosa con un paio di venditori ambulanti ivoriani conosciuti per caso anni prima, ma affidabili che ora sono ben nascosti nell’armadio.
Eccola, rientra in casa allegra, la accolgo con un lungo bacio e la mando a fare la doccia. Esce con indosso solo un asciugamano, ce l’ho già duro al pensiero di quello che succederà…
Mi guarda con occhi da gatta e mi chiede se mi ricordo che giorno è.

Le rispondo: ”Certo tesoro, un giorno che non dimenticherai”, lei sorride ammiccante: ”Cos’hai in mente?” “Ho prenotato una cena di pesce per stasera, in un ristorante romantico…” rispondo vago, ma so che non le basta una cena, e mi sorride incerta ma la capisco non soddisfatta. Dice: “abbiamo un paio d’ore, potresti farmi la festa, vorrei stimolare l’appetito!”
“Perchè no, aspetta e vedrai che ti sistemo anche quella fame” le dico io. “Vai in camera da letto e aspettami” “Ok , ma non farmi attendere troppo.

”… Metto intanto un sottofondo con musica classica, il Bolero di Ravel e altri brani piacevoli, che mi servono per creare l’atmosfera ed eliminare il silenzio.

Nonostante qualche chilo di troppo è un gran pezzo di gnocca, languida e distesa sul letto. Entro in camera da solo e la trovo già nuda, bella, con quei suoi capelli biondi e mossi che le circondano il viso.
Le dico “Ora ti voglio bendare” – “Va bene, mi piace, ma cosa hai in mente?”.

“Lo scoprirai tranquilla, lascia fare a me, ti fidi vero?”.
Mi avvicino con delle fasce di stoffa scure e robuste in mano. La bacio e intanto la bendo, con il bendaggio scuro e ben fissato e la lego con le stringhe morbide e leggere al letto. Lei si lascia fare, come estasiata, porge le mani che lego assieme con il nastro sui polsi e tiro l’altro capo che arriva sul montante vicino all’armadio in modo da farle tenere la testa vicina al bordo e poi altre due fettucce di nastro fisse sulle caviglie, le gambe restano ben aperte e legate con i due nastri che arrivano ai due lati fissati poi ai piedini del letto.

La accarezzo e la faccio fremere. “Mi stai eccitando come una troia!”

Faccio uscire ora piano gli altri due uomini, lei non si è ancora accorta di nulla, controllo la benda sul viso …e la bacio appassionatamente e inizio a leccarla e a baciarle il collo, poi scendo, le accarezzo il seno e le succhio i capezzoli, sta già gemendo, la porca. Scendo con la lingua fino all’ombelico e poi tra le sue gambe.

Ha la fica tutta bagnata, è uno spettacolo, le lecco le grandi labbra e le infilo pure due dita dentro più che posso e le muovo su e giù, poi le titillo la clitoride con dei brevi colpetti di lingua, mi sta implorando di non smettere, ma io mi stacco perché il bello deve ancora venire.
Intanto i due ospiti in perfetto silenzio e senza far rumore si sono tolti le tute da ginnastica con cui si erano nascosti ed ora tutti nudi si stanno menando entrambi il cazzo, neri duri e dotati, non vedono l’ora di infilarglielo.

Sono attorno al letto, pronti a sbattersela a più non posso e io pure. Salgo sul letto cercando di esser rumoroso e mi metto a cavalcioni appoggiandomi al suo seno, che manipolo con ruvidezza, poi le infilo il mio cazzo nella calda bocca, lei lo adora, me lo succhia con voracità. Le urlo: “non penserai mica di esser qui a divertirti! sei una donna cattiva e sarai punita!!!” Mi sposto sul suo viso con tutto il corpo e lei lecca le palle, bramosa lecca ovunque arrivando fino all’ano, poi le rimetto la mia asta in bocca e glielo spingo sempre di più, fino in gola, lei lo ingoia con gusto, che gran troia!
Glielo tolgo e poi lo infilo subito nella sua vagina, è caldissima, se non ci sto attento rischio di venire subito…no, non devo, è ancora lungo il gioco.

Lei chiede “Si! Così! puniscimi con il tuo bastone!!!”
Intanto uno dei due, un giovane negro ben dotato si avvicina al bordo del letto, al mio cenno le gira dolcemente la testa e glielo infila in bocca.
Io li sprono dicendo: “Tieni puttana! Oggi assaggerai la giusta punizione per una come te! Non ti basta certo una sola bastonata!”
Lei rimane inizialmente sorpresa, ma non si sottrae, e assapora e studia con la lingua e la bocca quest’asta lunga e grossa che poi si divora con gusto e un secondo dopo è già lì che geme di piacere.

Sono eccitatissimo, e dico: “Dai troia succhia, succhialo bene! Ti piace questo bel didlo nuovo che ti ho comprato? Ti scopo come dico io, ti piace eh? Sì che ti piace, sei proprio una gran zoccola, prendi tutto quello che ti arriva dai!”.
Sentire queste parole la eccitano ancora di più e la sbatto con violenza, lei con la bocca piena mugula, e in un attimo di pausa del nero che la irruma mi implora di non smettere di fotterla e ho intenzione di assecondarla, ma cazzo quanto è difficile non venire ora! Intanto il secondo ora le sta accarezzando i seni, lei inarca la schiena e poi le bacia i suoi capezzoli turgidi con i labbroni enormi.

Lei ora si è bloccata, ha capito che c’è qualcosa che non torna, contrae la vagina e gode, il resto del copro è fermo, in attesa e guardingo, sembra come svenuta in balia degli eventi! Il primo ne approfitta per scoparsi la bocca aperta ed inerte.
Il negro che succhiava i seni di sicuro con quelle tette grosse ci si vuole fare una spagnola ed infatti…. ora lei ha capito che si tratta di un’orgia, per un momento si toglie il cazzo dalla bocca e mi ringrazia.

“Che bello!!! che gusto, come fai…. siii come hai organizzato? che bello, bel regalo! Ti sono davvero grata… ah grazie caro!”
“Di niente amore” Le rispondo io, “Per una fica come te questo e molto altro”.

Riesco a darle ancora qualche botta ma sento che sto per venire, e mi ritiro sentendola contrarre e gemere di piacere, ed un grosso dito nero capisce e mi sostituisce subito e lei squirta innaffiando la mano e gemendo con il cazzo nero in bocca producendo un rumore strano, di puro godimento.

A questo punto decidiamo di girarla a novanta, sleghiamo i lacci e lei, ancora bendata e ubriaca di piacere si lascia sollevare.
Il più dotato di noi tre si stende sul letto e la fa sedere di sopra e le infila il suo enorme cazzo già bello che stimolato, lei urla e geme, apprezza e collabora; è brava nei movimenti del bacino, figurati se non ne approfitta per salire in cattedra! Una simile seduta la riempie di sicuro!
A questo punto decido di approfittare per la distrazione che ha con quel bel cazzone e vado ad esplorare il suo culo fantastico, pieno e sodo al punto giusto.

Lo ungo un po’ con gli umori che le escono abbondanti dalla fica e poi mi appoggio con il cazzo ed entro.
Lei sobbalza “Dio che spettacolo, che stretto!”. Lei gode ancora. intanto, l’altro negrone dopo la spagnola ora glielo ficca tutto in bocca, mia moglie sta impazzendo impegnata su tutti i fronti, sento i suoi umori scendere lungo le gambe, dev’essere al limite dell’eccitazione… ma tiene botta!
Continuiamo per un po’ in questa piacevole posizione e poi ci scambiamo.

Dopo la bocca anche questo ora vuole scoparsela e se la mette sopra, lei gli da la schiena così può continuare a succhiare noi due che stiamo per venire…. Lei ora è sopra e si scopa con foga l’ospite, ma dopo diversi colpetti anche il secondo pure vuole provare quel bel culo e glielo infila senza tanti preliminari…lei lancia un gridolino di piacere e si muove dolcemente, avanti e indietro, su e giù, intanto io le faccio reclinare un po’ sulla schiena per scoparmela davanti, mentre due mani nere la tengono per i seni, strizzandoli.

Altra doppia penetrazione, il primo per non farle mancar nulla le infila il cazzo pieno dei suoi umori in bocca, ma per non venite troppo presto a volte lo ritira e le offre il resto: lei gli lecca allora le palle. Con maestria Milly ora che ha le mani libere cerca di massaggiare chi le stà davanti e ne prende una alla volta e le succhia poi con la mano le afferra entrambe e ci gioca con la lingua.

Guardo davanti a me il negro sudato, quasi paonazzo in viso, anche lui non ce la fa più… con uno sguardo ci capiamo che è il momento.

Ora la facciamo inginocchiare a terra e uno dopo l’altro le veniamo in bocca e sul viso. Tra una e l’altra lei ha il tempo di commentare: “che bello! urca che sborrate!” e a bocca aperta lei ingoia tutto e poi ci lecca delicatamente i membri, uno ad uno.

Quando ripassa al mio dice: “Questo lo conosco bene!” poi ribacia gli altri due e lecca le ultime gocce con voluttà dicendo “Piacere!” con voce languida e sensuale.
Appena riprendono fiato i due a turno le leccano di nuovo la fica, con delicatezza, ed i capezzoli e ancora una volta viene, urlando di piacere, ed alla fine resta adagiata sul letto, ancora bendata.
Ora i due ospiti si rivestono silenziosi e li faccio uscire, con lei semi addormentata e languida.

Non vogliono nemmeno la mancia che avevo promesso.
Torno da lei e tolta la benda le chiedo come sta e lei: “benissimo amore, grazie per questi regali super, ma direi che non occorre un’altra ricorrenza per riprovare, che ne dici?”

FINE? no…
La moglie colpisce ancora! Il ritorno di Milly

Son passati due giorni e la mia signora ora richiede un’altra seduta con gli amici. E allora gli avviso di venirci a trovare per un’altra serata.

Lei quella sera si rinchiude in bagno, e si mette in ghingheri.
Si sta truccando e profumando dopo la doccia, ed io invece preparo i drink e la macchina da presa, questa volta ci facciamo pure un filmino.
Suonano alla porta, e li ricevo, li saluto e li faccio entrare, sono vestiti con la solita tuta e mi dicono che stavano facendo jogging leggero per scaricare la tensione, vedo che sono carichi e li faccio accomodare nel divanetto, piazzo per bene la telecamera davanti e chiedo se a loro va bene.

Ottenuto un sorriso, mi dicono che sono due giorni che pensano al secondo round, e che si sentono in forma.

Arriva vestita di bianco, appena vede i due la signora resta sorpresa, ma non si scompone, vedendo i due ragazzoni già seduti, mi guarda. Mi fa un sorrisone forzato, e lesta lesta si siede in mezzo ai due!
– Ma che bei maschioni scuri, dovevo immaginare che per avere sostanza serviva il colore!
E inizia a toccarli senza pudore, da sopra i pantaloni leggeri.

– Siete contenti di essere qui sento, siete già duri come il marmo!
E così dicendo inizia a esplorare meglio dentro le mutande, mentre lo fa mi guarda con aria di sfida:
– E te mi raccomando fai delle belle riprese che poi mi voglio guardare! Metto a fuoco bene, cercando di non inquadrare troppo i visi, che se vengono bene li mettiamo su xHamster.
Usi lo zoom. Ora in primo piano si vedono il suo intimo in seta accarezzato da due mani scure, mentre ai lati ci sono due membri neri accarezzati dalle sue mani bianche.

Sono tutti e tre a loro agio, e lentamente masturbandoli lei gli spoglia sempre di più, mentre un alone di umidità inizia a bagnarle l’intimo. Devo spostarmi con la telecamera, perché alzandosi mi copre la visuale, mi sposto e la trovo già con la testa a servire il più giovane dei due, che mugola di piacere e cerca di tenerla tranquilla, mentre lei spompina famelica, mentre il secondo è sceso sfilandole le mutande a leccarla tra le gambe.

Con un rantolo, troppo presto il primo le viene già in bocca, scusandosi di non aver saputo resistere, lei ride e lo rassicura che va bene così, si gira e inizia a succhiare il secondo, mentre il primo si rilassa infilandole tutto il dito dentro la fica. In un paio di minuti anche il secondo le viene in bocca, e lei
ora dice: “bene, ora sarete più resistenti e pronti a scoparmi per bene!”
Così dicendo li prende per i cazzi rimasti duri e li trascina verso la camera da letto.

Si pone sopra a gambe aperte ed inizia a farsi montare… il più giovane rimasto prestante la penetra con forza, l’altro viene servito di bocca fino a quando dopo diversi minuti riprende consistenza, lei si gode la scopata e geme con il cazzo in bocca. Poi quando lo sente pronto si mette sopra al primo rimasto duro e inizia a infilarselo dietro, trascinando il primo dentro davanti, per una doppia penetrazione che la manda in estasi:
– “che bello, non avevo mai provato di meglio, mi manca solo il tuo uccello da succhiare…” e con la mano mi fa cenno di avvicinarmi; la assecondo cercando di tenere a fuoco al meglio la telecamera, e riesco a riprendere dall’alto la sua testa che succhia ed inghiotte pure il mio pene, pronto e duro, mentre il suo corpo è scosso dai colpi che i due riescono a dare e dai fremiti dei suoi orgasmi.

La vedo godere in un limbo di piaceri, e presto anche le mie palle si svuotano, mentre lei succhia avida pure tutti i miei schizzi.
Mi concentro meglio nelle riprese e riesco a riprendere i due che la montano e a turno escono per schizzare sul suo ventre e sui suoi grossi seni.
Finisco sfocando riprendendo il suo corpo e per non farla riconoscere perdo nel film il sorriso di lei che ora giace estasiata.

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Beccato

In giro a fare shopping, ero con una mia amica che mi raccontava di una sua esperienza con un tizio particolarmente capace;
la mia amica più simpatica che carina aveva accalappiato un bel ragazzo, almeno in foto era molto carino e la sua storia ben raccontata mi cominciava a coinvolgere.
Mentre immaginavo di subire io le gioie che ha avuto la mia amica tempo 5 minuti le mie mutandine erano zuppe, le mie cosce si stringevano per fermare quel flusso di voglia e gli uomini notavano con facilità la turgidità dei miei capezzoli che sporgevano dalla camicetta.

Presa dalla troppa voglia decido di interrompere l’uscita e scappo a casa intenzionata di abusare del mio uomo.
Lui non mi aspettava a quell’ora e speravo nell’effetto sorpresa per sconvolgerlo con la mia passione ed invece quella rimasta un po’ sorpresa sono io.
Facendo piano nell’entrare in casa, appena dentro comincio già a sentire qualcosa, i gemiti di persone che facevano sesso;
quasi subito capisco che si trattano di gemiti provenienti da un alto parlante.

Maliziosamente mi avvicino all’uscio ed eccolo li che si segava con il pc sul petto guardando un porno. (per la cronaca guardava questo
Irrompo in stanza dicendo “beccato col dito nella marmellata”, lui aveva la faccia sorpresa e la mano si era fermata sulla sua dura cappella come se volesse nascondere la vergogna.
Stava per alzarsi chiedendo scusa ma io subito lo fermo lo invito a continuare, mentre lui riprende a menarselo io comincio a spogliarmi.

Lui si distraeva dal video per guardare me ed io gli ho detto di non distrarsi e di guardare il video o se no saranno guai.
una volta nuda mi avvicino, gli levo la mano e gli dico con aria minacciosa ” continua a guardare il video”.
Allora gli afferrai la base del cazzo, era cosi duro e grosso mentre lo guardavo e cosi comincia a leccarlo per la lunghezza, da sotto a sopra.

Poi gli succhiavo le palle mentre la mia mano lo segava e lui gemeva e quasi non riusciva a guardare nemmeno il video.
Allora continuai a menarlo mentre la mia lingua si dedicava alla sua cappella, partendo prima dal frenulo e poi tutto intorno,per poi cominciare a succhiare con forza infilandolo tutto in bocca o per lo meno tutto il possibile mentre con le mani comincia a stringergli le palle.
Con l’altra mano ritorno a menarlo mentre gli succhio la cappella ed è li che lui schizza, mi riempie tutta la bocca mentre geme felice e sorridente.

Ingoiato tutto mi rialzo, gli levo il pc dal petto, gli do un bacio e dolcemente gli sussurro “adesso tocca a te”.
Lui era confuso e mi guardava stranito ed io con calma gli metto il mio indice in bocca e gli dico ” adesso io guardo i porno e tu mi lecchi fino a che te lo dico io”
Ci scambiamo i posti e lui affonda il suo viso tra le mie cosce mentre io sistemo il computer caldo sulle mie tette.

A quel punto io non mi sono messa a vedere un classico porno, mi sono rivista tutti i tributi e le sborrate che mi sono stati dedicati dai miei dolci fan, il mio ragazzo leccava e succhiava il mio clitoride, infilava le sue dita dentro mentre io guardavo tanti cazzi duri che schizzavano le mie immagini.
La mia patatina si inondava e sbrodolava mentre gemevo e mi leccavo le labbra guardando tanta sborra calda tutta dedicata a me.

Sono venuta quando dopo l’ennesima schizzata sul pc il mio ragazza mi infila tutta la lingua dentro.
Ovviamente l’ho fatto continuare e mi sono regalata un altro paio di venute. Alla fine lui si alza con la bocca arrossata e la lingua stanca ed io mi sono andata a docciare abbastanza soddisfatta.
FINE.

IO E LE CALZE VELATE

Un muro di cemento armato divide la mia camera da letto da quella del mio vicino di casa. Un muro che nel silenzio della notte sparisce magicamente e trasforma le due camere in un unica e grande stanza del sesso. Perché dico questo vi chiederete, presto spiegato: si sente tutto !!! E con tutto intendo soprattutto i gemiti di lei quando lui la scopa con tale irruenza da farle gridare AIUTO!!!! Un urlo soffocato, quasi sussurrato, ripetuto continuamente, ma così chiaro che sembra provenire da ogni parte della mia camera rimbombando di parete in parete.

In sostanza oltre a tenermi sveglio per più di un ora e farmi morire di invidia , mi fa supporre che lui,mister trombatore, sia o molto bravo o molto ben dotato!!! Lei l’ho vista poche volte, non abitano assieme, lui vive solo, una bella coppia sulla 40ina, giovanile, che fanno le ore piccole, tornano a casa anche alle alle 4 del mattino, chiaramente un po’ ubriachi, visto il casino che fanno! Ma va bene così, una volta a loro, una volta a me, vivi e lascia vivere.

Con lui ci ho parlato un paio di volte, un uomo molto maschile, simpatico, bel sorriso, direi un bel tipo. Della serie ciao, ciao, quando ci incrociamo ma niente più.. ok, finite le presentazioni, ora inizio il racconto , o la commedia come preferite, giudicate voi. Venerdì scorso ero solo in casa , verso le quattro non sapevo che fare e decido di mettermi un paio di calze nere auto reggenti velate e farmi qualche foto da postare qui , vedi la mia ultima galleria, e mi spoglio tutto nudo e solo con le calze inizio a farmi qualche foto col cellulare usando l’autoshitto.

All’improvviso suonano alla porta. Insistentemente. Corro verso il citofono e lo prendo in mano ma per il panico non so come premo il tasto del cancelletto del mio giardinetto, e chiedendo chi è al citofono non ho avuto risposta, se non il rumore del cancello che si chiude. Guardo dallo spioncino ma non vedo nulla, allora apro leggermente la porta per dare uno sguardo più completo fuori, ma stando attento di non farmi vedere da qualcuno, vi ricordo che indossavo solo le calze.

Non vedo nessuno, ma appena credo di sentire dei passi non faccio in tempo a chiudere la porta che mi appare davanti lui, il TROMBATORE!!!!!! Tengo appena appena la porta aperta e mi nascondo con tutto il corpo dietro di essa, tranne la faccia che credo di colore bianco , trova il coraggio di accennare un sorriso e gli dico ” ciao, cosa succede?”. Lui visivamente agitato mi dice che è rimasto chiuso fuori di casa senza chiavi e aveva un fornello acceso e mi chiede se gli posso prestare il mio cellulare per chiamare la sua ragazza e farsi portare un mazzo di chiavi.

Cazzo, CAZZO, CAAAZZZZOOOO! Come faccio ora? Il telefono era in camera dove stavo facendo le foto!!! Ok calmati, Guerrino calmati. Digli qualcosa, inventati una soluzione. Lui cercava di entrare e non capiva il motivo del mio comportamento così esageratame schivo. Gli dico ” ok, tu aspettami qua che vado a prenderti il cell , ma non ti muovere ok?”. Pensando di avere il tempo di mettermi un paio di pantaloni della tuta e una maglia, non gli sbatto la porta in faccia per educazione e vado a fare quello che dovevo, ma appena mi giro lui entra in casa dicendo” scusa ma sono in maniche corte e fuori fa freddo”.

Sento la porta che si chiude e poi il SILENZIO!!!!! Lui era in casa mia e io ero di spalle a un paio di metri da lui col addosso solo un paio di calze!!! Non ho coraggio dì girarmi, ero pietrificato, e gli mostravo il mio bel culo peloso. Pensavo , ti prego di qualcosa tu per primo, io non riuscivo a proferire parola. Un silenzio che mi è sembrato interminabile, ma che in realtà durò pochi secondi, perché lui dopo una breve risata disse con voce amichevole ” certo che a te piace stare parecchio comodo a casa tua”! A quel punto ormai come si dice colto in fallo e colpevolmente rassegnato mi giro e gli rispondo ” in realtà non sono poi così comode sto calze, mi tira l’elastico e mi sono un po’ strette.

Comunque ti chiedo scusa per figura di merda che sto facendo e se ti ho messo in imbarazzo, vado in camera ti prendo il cell così mi vesto”. Lui in modo molto serio e con voce maschia mi dice ” in realtà credo che l’unica cosa dovresti indossare sarebbe un paio di scarpe col tacco a spillo, saresti perfetto”. Lo guardo per capire se mi stava prendendo per il culo, o se era sincero.

” non ho scarpe coi tacchi e comunque non ci saprei camminare “. ” e chi ha detto che devi camminare? Le indossi e ti metti a pecora sul letto, impazzisco per le calze i tacchi e i culi in carne da troia come il tuo!!”. Cosa???? Il TROMBATORE mi vuole trombare? Gli dico secco” ci penserò, se compro le scarpe ti faccio sapere ok?”. Intanto vado a prendere il cell e glielo porto.

Lui fa la sua telefonata e poi mi dice” pensaci seriamente, non sto scherzando, ti do una trombata che te la ricordi per tutta la vita!!! “. Oh cazzo, domani vado a comprarmi le scarpe!!! Ho pensato subito!!!! E involontariamente mi si rizza il cazzo, che per la vergogna fino a quel momento si era ritirato più che poteva. Lui se ne accorge subito e mi dice ” vedo che la mia proposta ti eccita, e non poco!!! Beh anche io sono eccitato al solo pensiero , guarda” , e tira fuori il cazzo dai pantaloni.

Duro, imponente, dritto, grosso, di una lunghezza sopra la media. La puttana eccome se godeva a farsi trombare, maledetta altroché aiuto urlavi!!!! ” beh ora l’hai visto, se lo vuoi procurati quello che ti ho detto e ti spacco il culo, non ho solo un gran cazzo ma ti assicuro che lo so usare molto bene”. Mmmmmmm, mi sono morso la lingua, ma volevo dirgli che lo sapevo eccome, ma l’ho salutato e lui mi ha ringraziato ed è uscito di casa.

Sono rimasto a pensare per tutta la serata a quello che era successo, ripetendomi nella testa ogni singola parola, rivedendo ogni suo sguardo e sorriso sornione. Non ho raccontato nulla a Gianni quando è tornato dal lavoro all’una di notte, stanchissimo. Siamo andati a dormire. Lui russava, io ripensavo eccitato al pomeriggio appena passato. Ho un sonno leggero soprattutto se pensieroso. Alle tre circa sento chiaramente rientrare a casa lui insieme a lei. Un po’ brilli, tra qualche battuta e risata , vanno a letto e lui se la tromba!!!!!! Ma questa volta ci mette più impeto e passione tanto che sento lei dirgli Stasera mi vuoi rompere ? Che hai?’ E lui le dice zitta e fammi sentire che godi!!!! Credo che si sia fatta sentire in tutto il quartiere, tanto che ho pensato che qualcuno sentendo urlare aiuto così forte chiamasse la polizia!!!!! Ok bastardo, hai voluto istigarmi, punzecchiare la troia che è in me? Adesso sono cazzi tuoi!!! Il mattino , aspetto di essere solo, prendo la macchina e vado in un famoso negozio di scarpe a prezzo basso, e cerco finché trovo un décolleté tacco 13 nero in vernice numero 42.

Ho il 43 ma che me frega, mica ci devo fare la maratona, e per 30 euro erano perfette. Torno a casa, eccitato, le provo, strettissime ma cascasse il mondo piuttosto mi taglio le dita dei piedi mi devono andare!!!! A quel punto guardo nel parcheggio e la macchina di lei non c’è. Metto le calze , mi vesto , le scarpe in una borsa e vado a suonare il campanello del porco. Insisto e dopo un po’ mi apre il suo cancelletto.

Arrivo fino alla porta e mi apre e mi fa entrare. In boxer, nudo, stava ancora dormendo. ” che fai qua a quest’ora?”. ” beh sono le 11 del mattino, capisco che è sabato, ma visto che non ho chiuso occhio pensando alla tua proposta, eccomi qua!!! “. Lui si fa una risata e dice” non vedevi l’ora di prenderlo in culo sto cazzo eh???? Brava troia, hai preso le scarpe?”. ” certo , ho già le calze sotto , che vuoi fare?”.

” dai andiamo in camera , mentre mi do una lavata di faccia tu preparati e mettiti sul letto a pecora”. Eseguo tutto alla perfezione e mi metto in posizione. Lui entra in camera e appena mi vede tira un Porco …. segno che apprezza! Mi guarda, mi accarezza il culo, tocca i tacchi , fa apprezzamenti pesanti , da maschio, con voce dal tono volgare. Mi dice” sei perfetto!!! Rimani così, non ti muovere “.

E si posiziona sul letto davanti a me a gambe larghe seduto rilassato, cazzo ritto, si accende una sigaretta e mi dice” fammi sentire come te la cavi con la bocca , se sei all’altezza di farti trombare come dico io”. Ah vuoi sfidarmi? E sfida sia!!! Gli tiro una pompa che in vita sua se la sognava , senza interrompere mai di succhiare quel dono che la natura gli aveva dato se non per leccargli i coglioni pelosi qualche minuto per poi tornare sul cazzo sempre più duro e grosso, e non ascolto nemmeno quello che dice, tanto ero concentrato sul mio lavoro.

Ero così sicuro di me che mi prendo pure il vezzo di non usare mai le mani ma solo il mio strumento migliore, la mia bocca al completo!!! Tanto che , in uno dei tanti momenti che la sua cappella era in fondo alla mia gola sento un getto caldo scendermi nell’esofago e poi ancora riempirmi la bocca. Mister macho ha sborrato? Così all’improvviso? Sono bastati 20 minuti , forse meno, e ho vinto la prima battaglia ? Non faccio una piega e continuò a succhiare finché non rimane traccia del suo sperma, pulito, come nuovo, il cazzo si rilassa.

” allora? Sono stato all’altezza?”. Mi guarda, ancora con gli occhi lucidi , estasiati, come se avesse toccato con un dito il paradiso. Sorride , non lo dice ma mi manda a fan culo con lo sguardo. ” non credere di avere vinto tu, si certo una battaglia, ma non la guerra!!! E siccome ahimè sei la persona più all’altezza che ho mai avuto il piacere di ospitare nel mio letto, che a questo punto abbiamo decretato essere il nostro campo di battaglia, ora lasciami qualche istante per riprendere le forze, impugnare la mia spada e usare ogni freccia del mio arco, perché non mi piace perdere, e solo se riuscirò a farti venire senza usare le mani come hai fatto tu allora sarà se non altro un pareggio.

Ma se riesco a farti implorare pietà perché io smetta, avrò vinto io la guerra!! Ci stai?”. ” io da qua non mi muovo!”,rispondo!!!. Allora lui si alza, esce dalla camera, va in cucina, a rifocillarsi credo, e dopo dieci minuti torna. Io non mi sono mosso di un millimetro. Lui mi accarezza il culo , le calze, lecca prima le mie scarpe, poi il mio culo. Con avidità lo divora, usando denti, lingua, la barba ispida, mi sputa sull’ano e lo allarga con le dita.

Si sputa sulla cappella e la appoggia sul mio buco bello inumidito e rilassato e di colpo affonda la sua spada fino in fondo e mi ferisce, mi fa male, ma non glielo faccio capire. Inizia così la sua raffica di colpi, subito forti, duri, continui!!!!! Io decido che godo in silenzio, non un gemito, non un affanno. Lui non apprezza il mio silenzio, anzi si infastisce! ” dai cazzo, non fare lo stronzo, finché si scherza ok, ma mi piace sentirti godere!!!”.

Non so perché ho detto quelle parole, non per dispetto, ma cominciai a dire AIUTO, AIUTO, AIUTO!!!! Lui si bloccò all’istante e mi urlò ” perché cazzo dici quella parola? Dove l’hai sentita? Mi stai forse prendendo per il culo o peggio stai sfottendo la mia donna?” Fu inutile ogni tentativo di giustificarmi, lui ormai era incazzatissimo! Scappai via prima di prendermi un pugno in faccia. In casa mi sentii un idiota, ma sono fatto così, uno stronzo figlio di puttana.

Non cambierò mai. Unica nota positiva è che da una settimana non mi sveglio più, evidentemente le metterà un fazzoletto in bocca o peggio non la trombera’ nemmeno! Ma io mi sento molto più riposato!!!!.

Dal libro dei ricordi della maiala

Mi ricordo sovente, con piacere, la volta che, tornando a casa, invece che come previsto, stirasse, la maiala

si stava cambiando. Una molla mi shittò nel cervello.

Misi la mano in mezzo alle sue calde, e come previsto umide, grandi labbra. “ Troia, sei stata…. a chiavare !!? “

Lei presa in contropiede, non seppe inventare prontamente una scusa. “ Non inventare balle, si sente dalla fica larga ed

ancora gonfia, e dalla tua faccia paonazza, con quel’ espressione da vogliosa di cazzo, che hai appena

trombato.

“ Sì, “ sussurrò con un filo di voce a metà tra la colpevole che sà di essere stata presa con le mani nella marmellata,

e la gran maiala che si compiace di aver appena preso un cazzo, che non sia il solito.

“ Ma non mi ha soddisfatto, ho ancora voglia di cazzo, grosso, che duri molto di più che i 5

minuti di quello di prima.

Dai porco, sfondami come solo tu sai fare, caccialo dentro, che la strada è

ancora calda e larga, dai pompami, così posso dire di essermi fatta due cazzi in un pomeriggio. ”

Sussurrando queste frasi, mi prese una mano, e se la cacciò sulla fica, per farmi sentire ancor di più

la sua voglia di cazzo, e con l’altra scese alla mia patta slacciando il pantalone, facendo scivolare

fuori, in tutta la sua trionfale rigidità, il cazzo di famiglia.

A questo punto si girò sculettando “ Dai porco ho ancora voglia di cazzo, quello di prima era piccolo ed è venuto subito”

Una frase del genere autorizzerebbe chiunque, alla più sfrenata delle cavalcate, senza sentirsi dire

“ Piano, mi fai male, .. lo sento nelle ovaie. ” Difatti fu così.

La più frenetica, eccitante e forsennata cavalcata stava avvenendo proprio lì, in quel momento,

nella fica di quella troia di mia moglie, che, invece che farmi incazzare

per le corna subite, aveva sextenato in mè un toro, che sbuffava come una ciminiera, eccitato come mai mi era capitato

“ Chi è sto’ pirla, che ti ha voluto scopare, senza sapere quanto sei maiala e ben abituata a lunghe cavalcate.

“ Piantala di parlare e spingi che non ne posso più dalla voglia di cazzo che mi è rimasta,

e poi voglio godermi il secondo cazzo del pomeriggio come una gran porca, proprio come le porche che mi dici

sempre ti piacerebbe scopare. Dai pompa. ”

Tutto ciò, non faceva altro che aumentare il ritmo dei colpi nella fica sempre più gonfia e sbrodolosa della bongustaia,

che in un attimo, si era trasformata da: bongustaia in troiona.

Ma ben presto ritornai alla carica, ben conscio, che in quei momenti di estasi pura, l’incalzare di particolari erotici,

riceve risposte, che non fan altro che far scendere sangue velocemente dalla testa alla cappella e viceversa.

“ Lo conosco, ci hai già scopato altre volte a mia insaputa!!!”

“ Ma no, non sai chi è, é uno che viaggia con mè, sono mesi che mi tormenta con proposte oscene,

mi ha proposto di tutto pur di infilarsi tra le mie cosce.

A parte un altra

volta che, nel parcheggio, al buio mi ha ravanato la fica con le sue ditone, ed è stato piacevole, e una altra volta

che mi ha convinto ad andare a casa sua, e più che ravanarglielo nei pantaloni, mentre mi

limonava e pastrugnava le tette, non avevo mai accettato di scopare fino ad oggi.

Ma adesso non ci voglio pensare, dai fammi godere e poi riempimi la figa di sborra che mi sento una maiala

.

Dai … dai taci e pompa. ” Come darle torto, mi sentivo eccitato come non mi era mai successo

. Non è che tutti i giorni capita di fottersi una porcona così. In men che non si dica, poco prima dei soliti venti minuti

mi uscì con un getto imponente, anche lei se ne accorse, tanta di quella sborra da riempire e tracimare

la sua calda ed accogliente fica.

Forse la più bella scopata che ricordi con la bongustaia, anche lei pare

della stessa opinione, anche se dice di non voler ricordare il suo passato di peccatrice.

Schizzami!

Avevo commesso di nuovo quell’errore: uscire con una donna solo per il suo aspetto fisico. Fisicamente Alicia era uno schianto: altezza sopra la media, capelli lunghi e mossi che davano sul biondo, gambe slanciate ed un seno non proprio esagerato ma comunque degno di attenzione. Ed attenzioni ne stava avendo dall’intera sala del ristorante, soprattutto dal sesso maschile, anche quello accompagnato dalla propria signora. La voce acuta di Alicia, unita al suo abbigliamento decisamente appariscente, era passato per il sottoscritto dalla scena “guardate signori che fica mi porto sotto le coperte stasera” a “signori, chi offre un Euro per tappargli la bocca con il proprio uccello?”.

Se non fosse per quella sua parlantina, onestamente sarebbe stata una donna da scopare subito, ma tutto quel suo chiacchierare, mi aveva fatto passare la voglia. Ero stanco e dopo una giornata di intenso lavoro, desideravo solo una cena decente da concludere con un’amica scopabile. Il caldo ed il pensiero dei contratti da concludere il giorno dopo, mi stavano letteralmente martellando il cervello. Sentivo le tempie pulsare, avrei voluto urlare “Alicia… bastaaaaa! Voglio solo mangiare e dopo farmi una sana scopata, che ne dici di stare zitta due minuti?”.

Ma la mia fluviale interlocutrice non si accorgeva degli sforzi che facevo per mantenere l’autocontrollo. Lei continuava ad illustrarmi tutti i dannati ed infiniti problemi del mondo femminile. Ora non è che io sia così insensibile a tali tematiche, però avevo la netta sensazione che Alicia stesse esagerando. Avrei voluto andare via e lasciarla continuare a parlare da sola, ma non l’ho fatto, ho lasciato che il mio cervello perdesse ogni inibizione non appena lei iniziò a parlare dello sfruttamento del corpo femminile nel mondo della pornografia.

«Perchè a voi uomini piace così tanto la pornografia Chase? Cosa ci trovate di eccitante in una foto di una donna nuda a gambe aperte?» mi domanda al termine di un lungo discorso sulla mercificazione della donna.
«Potrei risponderti in diversi modi o farti decine di esempi con delle analogie sul tuo pensiero» gli rispondo.
«E questo che vuol dire?» continua lei sorseggiando un bicchiere di vino.
«Non hai mai guardato un paio di scarpe e disiderarle con tutta te stessa? Con la voglia di possederle? Con le foto il concetto grosso modo è lo stesso» gli dico bevendo a mia volta un bicchiere di vino «e poi la pornografia è finita da un bel pezzo tesoro» concludo io.

«Cosa… cosa intendi dire Chase?» mi chiede Alicia quasi sorpresa.
«La pornografia ormai è morta grazie alla Rete… ed io, visto che me lo hai implicitamente chiesto, io quando ho voglia di farmi una bella sega vado sui siti amatoriali, dove ci sono tante donne e ragazze che amano farsi vedere nude o mentre scopano con altri uomini» le dico fissandola negli occhi «è molto più bello masturbarsi con queste donne adulte e consapevoli, che si eccitano a ricevere commenti pesanti sulle loro foto, vederle bagnarsi tra le gambe mentre vieni per loro… a me piace segarmi per loro e sono diventato anche piuttosto bravo a fare loro dei bei tributi con le mie abbondanti sborrate».

Normalmente non sono così esplicito con le donne, ma Alicia la conoscevo da appena due giorni e questo sfogo, con una quasi sconosciuta con la quale non avevo grossi progetti per il futuro (anche a letto) mi aveva dato una piacevolissima sensazione di leggerezza e libertà. Questa chiacchierata con lei, apparteneva a quelle serate senza futuro, una di quelle serate di cui non te ne importa niente, dove se non si scopa pazienza, se si scopa tanto meglio! Una cena come poche, dove ad una donna potevo dire ciò che realmente mi passava per la testa senza minimamente censurarmi o aver paura di fare figure pessime.

E poi Alicia era già “particolare” di suo, con un po’ di fortuna non si sarebbe nemmeno scandalizzata, d’altronde una che va al supermercato (dove l’avevo conosciuta) vestita come se stesse facendo una sfilata, con gonne microscopiche e con magliette “aperte” che lasciavano vedere abbondantemente le tette, poteva essere anche una donna predisposta a nuove conoscenze (o almeno questo era il messaggio che lanciava, visto che, non siamo ipocriti, ogni ambiente ha l’abbigliamento adeguato, senza contare poi, che non ti vesti così se non vuoi essere un minimo guardata, ammirata.. ma questo argomento magari lo affronterò un’altra volta, torniamo a quella sera).

Finalmente Alicia rimane senza parlare per quasi un minuto, forse il minuto più bello della serata. Era uno spettacolo godersi la sua faccia basita. Alla fine però provò a riprendersi e forse la sua sorpresa era dovuta più alla mia schiettezza che per l’argomento in sè.
«Cioè… tu… Chase… ti masturbi davanti ad una telecamera, in Rete, per una donna?» mi domanda quasi incredula ed aspettando pazientemente una risposta.
«Si… ti sembra così strano? Comunque mi masturbo comodamente senza essere in linea, a queste ragazze piace farsi vedere nude, inviare foto di loro nude… poi aspettano che tu venga sulle loro foto e si eccitano nel vedere il mio sperma che le bagna virtualmente sulla carta» le rispondo con tranquillità «mi prendo il mio tempo, mi tocco lentamente, quando sono pieno, riverso tutto il mio piacere sulle loro foto come tributo» concludo senza scandalizzarmi.

«Non avevo mai sentito di questa cosa… cioè, si, lo so che voi uomini siete più predisposti verso la pornografia e la masturbazione, ma… ma questa cosa dei tributi non l’avevo mai sentita!».
«Andiamo Alicia… almeno cerca di essere sincera, io lo sono stato con te» le rispondo «l’autoerotismo è uguale per gli uomini quanto per le donne, solo che voi sembra abbiate paura nel parlarne e poi… diciamocela tutta Alicia, anche ne tuo profondo provi piacere nell’essere guardata, l’altro ieri al supermercato avevi un abbigliamento adatto ad una qualche serata in un qualche locale notturno d’elite» aggiungo ormai senza preoccuparmi a quali conseguenze quel discorso così diretto e forte potesse portarmi.

«Non credo… io non credo che sia proprio la stessa cosa, Chase» cerca di giustificarsi lei arrossendo leggermente per la prima volta per quel mio pensiero così cristallino.
«Guarda che non ti sto giudicando, non è da me, solo mi piace la sincerità e detesto l’ipocrisia» le rispondo provando ad ammorbidire la chiacchierata «io invece credo che sia la stessa cosa, tu Alicia provi piacere nell’essere guardata, come tutti aggiungo, vestendoti appariscente, invece queste ragazze, donne, provano piacere nel vedere un uomo che si masturba per loro, tutto qui» concludo versando alla mia signora un po’ di vino ed accennando un mezzo sorriso.

«Si, forse hai ragione…» risponde Alicia sorridendo a sua volta «quindi questi “tributi” li fai spesso?» continua lei.
«No, non spesso in realtà, di norma mi piace la parità in questo gioco, le mie schizzate sono rivolte solo a chi mi invia foto con dedica personale e quando faccio questa richiesta, molte si tirano indietro per non so quale motivo».
«Insomma anche tu vuoi una prova che loro si eccitano pensando proprio a te Chase e non ad un’altra persona?» mi chiede Alicia ormai a ruota libera.

«Si qualcosa di simile… questo gioco erotico deve essere allo stesso livello per entrambi, la foto deve essere personale, tutta per me… vedere il mio nome sul loro seno o vicino alla loro fica è molto eccitante» le rispondo avvertendo un certo gonfiore tra le gambe.
«Quindi mi dicevi che sei un esperto ormai…» mi dice sorridendo «e tu che piacere ne ricavi?» aggiunge poi.
«Esperto è dire poco, il sesso mi piace e non ho problemi ad ammetterlo, ovvio che preferisco una sana e piacevole scopata con una donna vera, ma non disdegno i momenti solitari» gli dico mentre sfilo il cellulare dalla giacca «ti scandalizzi se ti faccio vedere una cosa?» gli chiedo mentre accedo alla Rete dal mio smartphone.

«Non mi dire che hai dei video in memoria lì sopra?» mi domanda indicando il cellulare.
Ormai avevo il piede sull’accelleratore, accedo al mio sito personale in Rete ed inizio a far vedere ad Alicia qualche video che avevo caricato in passato. Lo devo ammettere, mi stavo eccitando con i miei stessi tributi, sbattergli in faccia le foto del mio cazzo in erezione o brevi filmati delle mie sborrate, delle mie spruzzate su foto di donne così, all’improvviso, mi stava eccitando.

Ma quello che mi stava provocando una sana erezione, fu quando lei mi strappò dalle mani il mio cellulare per leggere i commenti delle mie “fan” alle quali avevo dedicato le mi schizzate. Le guardava con attenzione, ogni tanto mi lanciava uno sguardo, ma senza dire una parola. Così mentre lei passava da un video all’altro, continuai a spiegarle il fenomeno dei tributi alla depositaria della mia confessione:
«Non immagini nemmeno quante donne mi mandano le loro foto nude per masturbarmici sopra, sono così tante le richieste che non riesco a soddisfarle tutte, se dessi retta ad ognuna di loro, non scoperei più e mi ammazzerei di seghe».

«Vedo, Vedo… e complimenti per il tuo cazz…» Alicia non concluse la frase, il suo cellulare iniziò a squillare e lei rispose immediatamente.
«Scusami un attimo Chase…» mi disse alzandosi dalla sedia ed allontanandosi dal tavolo. Tornò quindi a sedersi dopo un buon quarto d’ora.
«Scusami ancora Chase, ma… era una delle miei amiche più care, il suo ragazzo la sta lasciando e…» mi dice mentre ripone il suo cellulare nella borsetta «non voglio annoiarti, poi ti spiego… ora devo andare, ci sentiamo domani per rimediare a questa serata?» termina il discorso lei con una voce sinceramente dispiaciuta.

«Peccato, la serata era appena inziata…» gli rispondo anch’io risentito, in fondo l’idea di portarmela sotto le coperte non era del tutto accantonata.
«Hai ragione ed avrei voluto anche io che non finisse qui, però…» la frase rimase incompleta nell’aria, poi fece quello che, in tutta onestà, mi spiazzò decisamente.
Alicia si guarda intorno per sincerarsi che nessuno la stesse osservando, poi la vedo leggermente piegarsi in avanti e fare un movimento ondeggiante verso destra e successivamente verso sinistra.

Allungo lo sguardo su un lato del tavolo e vedo che la sua gonna è tirata quasi totalmente su. Avevo ragione, la sua bellezza fisica era direttamente proporzionale alla sua parlantina. Le sue gambe lunghissime ed abbronzate erano stupende. Mentre la osservo ed avverto nei pantaloni il mio cazzo gonfiarsi, Alicia inizia a sfilarsi le mutandine. Ora sono io che mi guardo intorno, il tavolo riservato era un po’ appartato ma comunque in un locale pubblico, l’eccitazione si mescola alla paura che qualcuno veda lo spettacolo di Alicia.

Per fortuna il tutto avviene in pochi secondi, lei si mette le mani sui fianchi, alza il sedere leggermente e fa poi scivolare le mutandine verso terra aiutandosi muovendo le gambe. Io non riesco a dire una parola e soprattutto non capisco le sue intenzioni. Quindi Alicia si china sotto il tavolo, afferra le sue mutandine e me le mette sul tavolo accanto al mio tovagliolo.
«Queste sono per te…» mi dice mentre prende il mio cellulare da tavolo.

Poi dà nuovamente una rapida occhiata intorno a lei e vedendo che nessuno stava nei paragi, ed ancora con la gonna alzata, divarica le gambe posizionando davanti ad esse il mio smartphone. Per un decimo di secondo un lampo illumina il suo posto più intimo, Alicia si era appena shittata una foto alla sua fica. Il mio cazzo gonfio cerca invano una via d’uscita dai pantaloni, vorrebbe, vorrei penetrarla lì, fregandomene dei presenti nel resto del locale, che da un momento all’altro potrebbero palesarsi davanti a noi.

Ma non posso, così mentre Alicia si ricompone, io prendo le sue mutandine e le annuso come un cane in calore. Profumano di fresco, profumano di sesso, la mia amica era davvero pronta ad una notte di sesso e si era sicuramente passata tra le gambe una qualche crema o lozione per l’intimo.
«Quelle le puoi tenere e questa foto è per farti compagnia stasera» mi dice mentre si alza dalla sedia «ci sentiamo domani» conclude prendendo.

Poi si avvicina a me e prima di andarsene definitavamente, mi da un leggero bacio sulla bocca mentre con un mano mi sfiora leggermene il bozzo tra le gambe.
Alicia implicitamente mi aveva “detto” di masturbarmi per lei, facendosi quella foto e regalandomi le sue mutandine, voleva anche lei un tributo. Abbandono poco dopo anche io il Pub ed in meno di venti minuti sono già a casa mia. Quella chiacchierata e quel piccolo spettacolo dal vivo, mi avevano gonfiato le palle come due noci di cocco e tenuto il cazzo gonfio per tutto il tragitto.

Finalmente sono a casa, mi spoglio velocemente e mi distendo sul letto, il mio cazzo è già dritto, non ho bisogno di “caricarlo” ancora. Ma voglio ancora concedermi, concedergli, qualche minuto per gonfiarsi all’inverosimile. Odoro ancora le sue mutandine e finalmente guardo anche la foto sul cellulare della sua fica. La definizione dello smartphone mi fa apprezzare ogni sfumatura, mi correggo, ogni singolo pelo della sua folta fica. Sento lo sperma salire lungo l’asta e decido di dare una mano (in tutti i sensi) all’imminente spruzzata di crema calda imprigionata nelle mie palle.

Un breve movimento del polso avanti ed indietro lungo l’asta del mio cazzo, provocano l’uscita di gocce disperma dalla mia cappella. Ci siamo, ormai sono arrivato, devo svuotarmi. Passo le mutandine di Alicia dal mio naso al mio cazzo e le struscio dolcemente ancora un pò sul mio uccello, sono da solo, ma inizio da ansimare, il mio cazzo pulsa all’impazzata, sto per venire… avvolgo quindi tutto il mio pisello con le sue mutandine facendo attenzione che esse coprano completamente la mia cappella, voglio che nemmeno una goccia di sperma vada persa… ci sono… la sborra sale lungo l’asta… vengo… sento gli spasmi del mio cazzo, avverto quella sensazione di sborrata… spruzzo una volta, due, tre, quattro, cinque… sento le mutandine di Alicia bagnarsi… la sborrata è come sempre abbondante… continuo a venire… la stoffa degli slip non riesce ad assorbire tutto lo sperma eiaculato, quindi inizia a colare lungo l’asta raggiungendo i peli delle mie palle… ancora una schizzata ed un’altra ancora e finalmente mi sento svuotato.

Mi concedo pochi secondi per rilassarmi un po’ con lo sguardo fisso al soffitto e le braccia distese sul letto. Dopo qualche minuto mi alzo dal letto e mentre lentamente il mio cazzo unto inizia ad afflosciarsi, prendo il mio smartphone e shitto un paio di foto alle mutandine impregnate di sperma.
«Anche se la serata non è terminata come immaginavo, ti ho pensato intensamente» digito sulla tastiera mentre invio l’immagine ad Alicia dei suoi slip farciti di calda crema.

La risposta non tarda ad arrivare:
«Anche io avrei voluto concludere la cena in un altro modo… e queste tue foto mi fanno pentire di non essere rimasta con te…».
Sorrido mentre lancio il cellulare sul letto e prendendo la direzione del bagno. Poi qualche secondo prima di entrare nella doccia, un secondo “bip” mi avverte che un altro messaggio è arrivato. Mi avvicino nuovamente al letto ed afferro lo smartphone.
«Che ne dici se domani sera ci vediamo a casa mia? Questo è il mio indirizzo, non darmi buca».

Un secondo sorriso nasce naturalmente dal mio viso mentre leggo il suo SMS, poi digito anche io poche righe ma esaustive:
«Non vedo l’ora».
Alicia non era proprio il mio tipo, non di quelle con cui vorresti trascorrere la vita almeno e forse anche lei ne era consapevole, ma fisicamente, alla fine, eravamo attratti uno dall’altra.
Ora dovrei raccontarvi il seguito, quello che accadde il giorno dopo, ma prima devo farmi una doccia, quindi mettetivi comodi e mentre aspettate il seguito della storia, dedicate anche voi una schizzata ad una vostra amica, lei ne sarà onorata!

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in gita

Arrivi con il pullman in visita a questo posto artistico, ti sistemi, ti stiracchi, ti fai forza sulle gambe. Ti raduni insieme alle persone con le quali sei arrivata. Salite le scale, avete una guida che vi racconta ciò che avete di fronte. Sei rapita dalla situazione, dagli oggetti, ascolti la guida, ti interessa ciò che dice. Vieni rapita dal racconto di una delle stanze dell’ edificio in cui sei, cominci a fotografare. Guarda caso è una camera da letto.

Primi piani ai soprammobili, ai mobili, al letto a baldacchino con i suoi cuscini, ai dipinti sulle pareti, allo specchio dove la Signora dell’epoca si truccava e si pettinava. Assorta da quella stanza, levi per un attimo lo sguardo dalla macchina fotografica, sei rimasta sola, la tua comitiva è andata avanti. Cerchi di raggiungerli, inciampi contro la gamba del letto a baldacchino, per non rompere la macchina vai giù per terra. Ti sei fatta male, la macchina è salva.

Hai preso una botta alla caviglia, non sai cosa fare, sei da sola, ti tocchi la caviglia, per fortuna hai le converse, scarpe basse ma che ti proteggono sopra la caviglia, ti tocchi ti fa male. Ti accorgi che c’è una finestra aperta che da su una terrazza, hai bisogno d’aria.
Esci piano piano, zoppicando. C’è una panchina in pietra contro il muro ti siedi, cerchi di capire cosa ti è successo alla caviglia.

“Buongiorno signorina, guardi che non può stare qua, l’accesso è riservato solo al personale di servizio. ”.
Sono io, lavoro alla manutenzione dell’edificio, sto controllando dissesti eventuali della struttura. Mi accorgo che non hai la forza di rispondere, hai quasi le lacrime agli occhi, ma cerchi di resistere.
“Qualcosa non va? Si è fatta male? E’ caduta?”.
Mi racconti a fatica cosa ti è successo. Ti passo una bottiglietta di acqua che avevo appena preso.

Piano piano ti tranquillizzi. Ti fa ancora male.
“Mi permette di controllare il piede? Se è gonfio? Se ci sono ematomi?” Non mi pare vero.
Un piedino tra le mie mani, in quel momento, in quel posto. A te non pare vero e pensi “Il piede mi fa male, ma meno di prima, però… “. Mi dici che posso. Ti slaccio la scarpa destra, con molta delicatezza. Hai lo smalto blu sulle unghie, devi averlo messo la sera prima.

Il piede è accaldato, lo tocco. La mia mano sx è aperta, tiene la tua pianta del piede, è calda. La mano dx, accarezza il collo e la caviglia del piede, stringo all’altezza del malleolo, hai un sussulto, è dove hai picchiato, ma non è una distorsione, solo una botta.
Mentre ti spiego che non è niente di grave, continuo ad accarezzarti, tu ti fai accarezzare. MI accorgo che hai la pelle d’oca sulle gambe, e cominci a tirare un po’ le dita dei piedi, Sei arrossita, io eccitato, comincio a salire piano piano anche sulle gambe, vedo che apprezzi, ansimi quanto basta.

Ti tolgo anche l’altra scarpa, altro splendore di piede, lo bacio con passione, lecco la pianta dei piede, tutte le dita, succhio avidamente il pollice, lo gradisci. Ti cominci veramente ad eccitare. Con le mani sono arrivato sino al tuo inguine, infilo le dita ai micro pantaloncini che indossi, sei bagnata, cerco di sgrillettarti ma fatico, ti sbottoni, infili le tue dita, non mi togli lo sguardo di dosso. Sono eccitato, ti chiedo di prenderlo in bocca, mi sbottono, appena lo tiro fuori lo prendi con i piedi e cominci a segarlo.

Metti le tue dita dentro la mia bocca e poi le porti dentro la tua figa che immagino bagnata. Resto sbalordito da come lo massaggi con i piedi, dimentico di volerlo dentro la tua bocca. Il movimento lento dei tuoi piedi sul mio cazzo, la cappella che appare e scompare. Intanto ho la tua macchina fotografica, comincio ad usarla a fotografare te, me, noi, tutta la situazione, dovrebbe diventare un affresco da mettere sulle pareti della camera che avidamente fotografavi.

Cominci a tirare indietro la testa e il collo, stai per venire, ma i tuoi piedi non lasciano il mio cazzo, la mia cappella scompare e ricompare, sembri abituata. Vengo, ti sborro sui piedi, che sentono il caldo che ti arriva sulle dita e sul collo delle tue estremità. A quel punto sei tu a venire, stringi le gambe, ma non molli il mio cazzo, lo stringi sempre di più. Lasci andare le tue gambe, ma le tue mani restano dove sono.

Mi chino su di te, ti bacio sopra il monte di venere e poi sull’ombelico. Come vorrei baciartelo per un bel po’ di tempo l’ombelico. Ci sistemiamo, ti rimetti le scarpe, il piede ti fa molto meno male. Ci sediamo sulla panchina. “A proposito io sono Marco”. “Io mi chiamo Roberta”. In quell’esatto istante ti shitto una foto con quel tuo gran bel sorriso che guarda alla vita che avrà davanti. Ci salutiamo, tutti e due orgogliosi e felici del momento appena passato.

Mi rimetto ai miei strumenti, ma prima guardo il panorama “E’ proprio una bella giornata, fan culo tutto il resto”. Mi è venuta fame.
Finalmente raggiungi i tuoi compagni di viaggio, non zoppichi più. Ti chiedono dove eri finita, ti avevano cercato, stavano chiamando la sicurezza. Li tranquillizzi. Continui la visita, ti domandano perché non fai più foto. “E’ scarica!”. Rispondi molto velocemente.
Rientri in albergo, Sali, in camera, stai per poggiare la macchina sul letto, ti fermi, ti giri verso lo specchio, accendi la reflex, guardi gli shitti fatti oggi.

Sei seria. Dentro di te pensi “E’ successo veramente”.
By Ululiulula.