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I sogni di Krissy

Aveva sempre avuto un unico, secondo lei, bellissimo sogno; quello di sgambettare in televisione. Quello di mostrare il culo alle telecamere, di farsi vedere abbracciata al calciatore, al ricco imprenditore o al manager di successo. Non aveva studiato, non è che fosse particolarmente vispa né intelligente. Era ambiziosa, questo glielo riconosco. Un’oca giuliva fuori e una ragazzina piena di debolezze, frustrazioni e dubbi dentro. Questa era Cristina, quando la conobbi. A sapere che sarebbe finita così male sarei stato

meno gentile con lei.

Ma lasciatemi raccontare di come andarono le cose. Atto I: una maialina sulle scale

Piangeva. La prima volta che la vidi piangeva. Era seduta sulla gradinata del palazzo in cui lavoravo ed era vestita come…come…si può essere schietti e sinceri, vero? Mica vi scandalizzate? Ecco, allora, era vestita come una buona mignotta. Minigonna, calze a rete, giacchino strizzato in vita come un tubetto di dentifricio quasi finito, capelli pettinati all’ultima moda (ultima, penultima o terzultima per me fa lo stesso…non seguo le mode) e trucco gradevole ma tutt’altro che leggero.

Lì per lì ho pensato di avere a che fare con una troietta come tante. Beh, a conti fatti la prima impressione era quella giusta. Ma non a tutte le troiette mi affeziono, sapete? Per questo ripensare a quel momento mi fa un po’ male.

“Ciao. Qualcosa non va?” le chiesi, pensando fra me e me a quanto dovesse sembrare stupida quella domanda. Se uno piange, per forza c’è qualcosa che non va.

O no? “No” mi fa lei “Tutto a posto”
“Perché piangi, allora?”

“Ma nulla…mi hanno solo scartata”

“Ah” esclamai. In quel palazzo si tenevano le prove per un programma televisivo che sarebbe andato in onda da lì a due mesi. Lo sapevo da qualche giorno. Il genere del programma ve lo potete immaginare. Quando si fanno le selezioni per scegliere una quarantina di volenterose ragazzine con poco cervellino e gambe lunghe, c’è un unico genere di programma che si può mettere in piedi.

Un programma da cerebrolesi.

“Ti è andata male, eh?” chiesi. “Sì, come sempre”

“Beh, avrai la tua occasione” “Sul serio?”

“Sì, sei una bella ragazza”

“Sì, sono una bella ragazza di ventiquattro anni!”

Disse quel numero come se confessasse un crimine dei più atroci. Ventiquattro anni. Io ne ho trentuno e mi sento ancora un ragazzino, lei ne aveva quasi dieci meno di me e si comportava come se la sua vita dovesse terminare entro l’anno.

In effetti quante veline, letterine e stupidine varie vi sono, di più di ventiquattro anni? A quell’età sei già una pera marcia pronta a cadere dall’albero. Così ti fa credere il dorato mondo della TV. E chi siamo noi, comuni mortali, per obbiettare di fronte a ciò che ci viene proposto dalla Dea TV? Cristina, a ventiquattro anni, si sentiva vecchia e pronta ad essere messa in disparte.

“Dai, ti offro un caffè” le ho detto.

“No, devo andare” mi ha risposto con un po’ di arroganza. Sembrava non vedesse l’ora di togliersi dai piedi questo coglione invadente. Comprensibile, le uniche persone con cui valga la pena mostrare un briciolo di gentilezza sono quelle che ti possono portare in alto. Ma lei non mi conosceva.

“Insisto. Ci sediamo al tavolo di un bar e mi racconti tutta la storia. Magari ti posso aiutare a realizzare il tuo sogno”

Cristina mi guarda in obliquo.

“Davvero?”

“Sì”

“Chi sei?”

Le dico il mio nome (a voi no, accontentatevi di Tom). “Lavori in televisione?”

“Beh, in un certo senso è così. Sono uno scrittore. Di recente mi hanno chiesto di fare il consulente per una serie di documentari in prima serata. Forse ne avrai sentito parlare”
Cristina s’illumina. Per un attimo resto stupito anch’io. E’ bellissima. Come avranno fatto quei froci del casting a scartarla?

Indago e vengo subito a capo della questione.

“Senti, tu conosci qualcuno nell’ambiente?” domando. “No, nessuno”

“Capisco” le dico “In questo caso è naturale che non ti abbiano presa in considerazione” “Davvero?”

“Tutte le ragazze che vanno in televisione hanno…diciamo, qualche aiutino da dietro” Raccomandazione. Una brutta parola.

Raggiungiamo il più vicino bar e ci prendiamo qualcosa da bene. Cristina passa subito alle domande che contano.

“Tu puoi aiutarmi a farmi conoscere?”

“Può darsi.

Come ti ho detto conosco parecchia gente” “E…. ”

“Sì, è gente assai influente” Sorride.

“Parlami di te. Chi sei, da dove vieni” chiedo. “Mi chiamo Cristina. Vengo da Napoli” “Tutto qui?”
“Tutto qui” “Sei diplomata?” “No”
“Ah”

“E’ un male?” “No…no…”

“A che serve il diploma, sul palco?” “Certo, certo…a che serve?” “Lavori?”

“Qualche volta. Ho fatto la hostess. Ma così, una volta e via…lavori fissi non se ne trovano”

“E che lavoro cerchi?”

“E’ ovvio! Lavorare in televisione!”

“Un lavoro…che so, da impiegata…qualcosa di normale?”

Non vi dico che faccia fa Cristina a queste parole.

Sembra che le abbia proposto di scopare un vecchio bavoso con l’HIV. No, il lavoro normale non le piace proprio. A che serve, il lavoro normale, quando si hanno delle belle cosce lunghe e disponibilità d’alloggio per una fava o due lì nel mezzo?

E d’improvviso sento nascere una cordiale antipatia per questa ragazzetta pretenziosa e senza qualità. Andate via le lacrime resta solo una gran voglia di arrivare alla vetta senza faticare.

Senza quel suo visino disfatto dal pianto che ispira tenerezza, Cristina appare per quel che è; una piccola mignottella annebbiata dalle facili promesse del successo.
A questo punto, però, ho promesso di aiutarla e lo farò. Non è nelle mie abitudini, disattendere una promessa. Però la ricompensa è un altro discorso.

“Senti, Cristina…e se io ti aiutassi ad arrivare dove vuoi tu che cosa saresti disposta a fare, per me? Sei bella.

Mi piacerebbe conoscerti…diciamo, più approfonditamente” La ragazza non si scompone più di tanto. Non è granché intelligente, ma sa che in questo mondo, per arrivare, qualche letto lo devi conoscere.

“Io divido l’appartamento con un’altra ragazza” risponde subito.

“Non c’è problema. Verrai da me. Ma ti avverto che io ho gusti un po’ particolari. Mi piace sottomettere le mie amanti”

Cristina alza le spalle. “Va bene”

Come sarebbe a dire “va bene”? Che gran troia ho trovata!

“E mi piace anche veder sottomessa una ragazza da un’altra ragazza” “Certo.

Io quale sarei? Quella che sottomette o che viene sottomessa?” “Quella che viene sottomessa” rispondo bruscamente.
“In che modo, dovrei essere sottomessa? Corde, falli di gomma…”

“No, più semplice. Lingua. La tua. Sul corpo del padrone e della padrona. Dappertutto” “Hummm…beh, come si dice…non si fa niente per niente. Vogliamo andare?”

Ci resto un po’ male. Non ha fatto una piega di fronte ad una proposta che altri giudicherebbero indecente. Mi domando quante, fra le aspiranti telemignotte televisive, siano disposte a tutto come questa qui.

Poi non ho il tempo di fare altri ragionamenti. “Allora” mi fa Cristina “Vogliamo andare?”

“Sì, piccola. Arrivo subito”

Il conto del bar è sulle cinque euro. Ne lascio cadere dieci sul tavolo e me ne vado. Oggi ho idea che prenderò un giorno di riposo.

Una moglie da ammirare 3

Da quella esperienza avuta, mia moglie con Claudio e Gino, da come ne parlava e nello stesso tempo ritornava alla moglie di Aldo, era come che voleva fare nuove esperienze, gli domandai se anche lei voleva fare ciò che aveva visto fare alla ex moglie di Aldo, lei mi disse se io ero d’accordo fo avrebbe fatto.
Quel giorno stesso misi un annuncio in cui cercavo per mia moglie delle persone, anche di colore ma con cazzi proibitivi, volevo vederla alle prese con qui cazzi.

Dopo circa 5 giorni iniziarono a mandarmi delle mail con foto di persone con i loro attributi, erano di persone molto dotate, cosi sia io che Elena guardavamo per scegliere le persone giuste, mentre si guardava prendemmo in considerazione 2 uomini di colore che Elena nel guardare le loro foto fece una esclamazione di stupore per quanto erano spaventosi grandi in cui avevano mandato anche le loro misure uno aveva il cazzo di 25X20 mentre l’altro era più grande 29×22, Elena, approvo i due, prendemmo contatti con loro e dopo un incontro preliminare prendemmo un appuntamento per il sabato successivo, questa volta no potendo ospitare abbiamo e neanc he loro, presi in affitto una garçonnière in un posto molto appartato, mia moglie quella sera si vesti con minigonna e camicetta senza nulla sotto, visto che se lo poteva permettere per il suo fisico.

Una volta che eravamo la i due si portarono sul letto denudandosi mentre mia moglie ci volle poco a rimanere nuda, la guardavano per poi passare ai fatti per farsi diventare i cazzi duri, mentre si eccitavano vedevo quei cazzi che diventavano enormi che non stavano nella bocca di Elena mentre uno di loro inizio a leccargli la fica, vedevo mia moglie che iniziava a godere e lui se ne accorse le allargo le gambe per mettere il suo cazzo enorme dentro la fica, che entro tutto dentro visto che era già lubrificata dai suoi umori di godimento, vedevo quella fica dilatata con quel cazzo dentro di lei che aveva dei sussurri di piacere, la prendeva con forza per poi la giro sopra di lui facendosi cavalcare, vedevo mia moglie che lo cavalcava sempre più forte e quando lo spingeva dentro lui si inarcava per spingerlo in profondità mentre l’altro si porto dietro di lei fermandola leccandogli il culo per introdurre il suo cazzo nel culo, Elena a questo punto strillava di fare piano che gli faceva male lui si fermo per un pochino per poi rispingerlo dentro fino a che gli stava tutto dentro, mia moglie non strillava più dal dolore ma incitava quei due a mandarlo dentro più veloce dicendogli di non fermarsi, aveva raggiunto uno stato di goduria talmente alto che vedevo in lei dei spasmi in tutto il suo corpo, io ero li che guardavo tutto questo mi aveva portato ad uno stato di eccitazione che il mio cazzo iniziava a dare cenni di risveglio dopo tanto tempo, Elena aveva dentro si se quei cazzi che sembravano dei stantuffi senza fine era circa trenta minuti che ancora non godevano fino a che godettero schizzandogli la sborra su di lei.

Era esausta ma non appagata infatti dopo circa una oretta riprese a masturbarli fino a che diventarono di nuovo duri questa volta si fece penetrare dal cazzo più grande nel culo mentre l’atro in fica entrarono senza nessun sforzo visto da come le avevano allargate per bene i due buchi prima, ma questa volta e stata sotto di loro per quasi tre quarti d’ora, aveva un orgasmo dietro l’altro fino a che rimase alla merce di dei due che la scopavano, questa volta io avevo avuto una piccola erezione, quado godettero mia moglie rimase sul letto senza forze per quanto aveva goduto.

Una volta che si era ripresa nel frattempo sia Ben e Adu erano andati via rimanendo d’accordo di sentirci in seguito, mentre si faceva ritorno a casa mia moglie disse che era appagata, aveva sia la fica che il culo dolorante ma questo non gli toglieva di rifarlo di nuovo con loro, le risposi che era diventata una puttana, anche se io condividevo che lo facesse visto che vedendola fare sesso il mio cazzo iniziava a risvegliarsi confidandogli di ciò che era accaduto, lei mi prese e inizio a baciarmi per la contentezza dicendomi anche che se questo significava che vedendomi scopare lo avrebbe fatto più spesso, arrivando a casa lei andò in bagno a farsi dei lavaggi e nello stesso tempo mi mostro la sua fica che ara tutta arrossata e gonfia cosi anche il suo culo.

Tutto ciò che mi era accaduto della mia piccola erezione, mi recai di nuovo dai dottori per raccontare il progresso che vi era stato, loro dissero se avevo avuto un avvenimento in quale mi ero eccitato fortemente, cosi gli raccontai di ciò che era avvenuto visto che la mia disavventura non avevo più rapporti con mia moglie, la convinsi a farsi scopare da un altro uomo, lei rifiuto ma dopo le mie insistenze lo fece ma nel vederla con un altro uomo non avevo nessuna eccitazione fino a che la vidi scopare con due uomini con cazzi enormi, la e iniziato il risveglio, loro mi spiegarono che avevo avuto un forte shock che risvegliava i tuoi sentimenti, e nello stesso tempo crediamo che ritornerai alla normalità ma tutto questo tua moglie deve aiutarti, mentre in questo frattempo ti diamo una cura per un mese poi ci si rivede.

Ci incontrammo altre volte con Ben e Adu in cui mia moglie, anche per farmi eccitare se li faceva mettere in tutte le parti dicendomi di guardare come li prendeva, tra la cura che facevo e nello stesso tempo mi eccitavo riuscivo a farmelo diventare duro che lo andavo a mettere in bocca a mia moglie mentre Ben e Adu la scopavano nel culo che in fica, piano piano ero ritornato quasi alla normalità ma costatando che quando ero solo con mia moglie non riuscivo a fare nulla.

Parlando con mia moglie di questo problema e nello stesso tempo mi piaceva vederla scopare per trovare una erezione lei mi rispose come di un matrimonio nel bene e nel male perciò io non mi tiro indietro visto anche che con tutta verità senza nascondere nulla mi piace farlo, mi piace godere, e nello stesso tempo mi piacerebbe avere delle nuove esperienze anche per farti eccitare di più.
Continua.

Daniela…la mia amica su internet

Mi trovavo solo a casa, ero molto annoiato, cosi accendo il computer e navigando su vari siti pornografici inizio a cercare qualcosa di nuovo per potermi masturbare. Dopo una breve ricerca di alcuni minuti ne apro uno riguardante solo giovani ragazze di zona. Non appena si è caricata la pagina inizio a sfogliare le varie foto e mi salvavo le più belle in un hardisk apposito per rivederle con calma dopo, fino a quando la mia attenzione non si sofferma su un album in particolare, è di una fantastica ragazza mora in intimo, eccitato clicco sopra e non appena aperto mi appaiono sullo schermo una quindicina di immagini.

Capisco subito che sono fotografie amatoriali. Nella prima c’e il primo piano del seno ( direi una terza abbondante ) in quella dopo mostra da vicino il suo magnifico culetto mentre indossa un piccolo perizomino nero che le va a scomparire tra le chiappe. Le altre la mostravano mentre si era messa a pecorina, poi con le gambe aperte o a candela e in altre posizioni varie ma in nessuna di loro si riusciva a vederla in viso, nonostante cio mi ero fissato su di lei…mi ero completamente innamorato…aveva un fisico perfetto che con la lingerie addoso mi riusciva ad eccitare in un modo pazzesco.

Cliccando sul nick dell’autore apro la chat erotica e senza perdere tempo gli scrivo subito un messaggio. Il giorno seguente tornando su quel sito lo apro e trovo nei messaggi la sua risposta, fortunatamente è anche online cosi comincio a parlarci facendogli prima i soliti complimenti per la sua bellezza, poi dopo aver rotto il ghiaccio iniziamo a raccontarci un po per uno le nostre varie voglie e desideri erotici, anche i più strani o perversi.

Presa confidenza con lei le chiedo se le va di mandarmi altre sue foto hot in privato e per mia fortuna accetta dicendomi solo di aspettare un momento che si prepari. Inizia a inviarmi tutte foto…una piu sexy dell’altra, ma dopo una trentina ancora non le vedo la faccia. sfogliando quelle che mi ha mandato noto alcuni particolari, ingrandisco e osservo il luogo in cui sono shittate, mi sembra familiare, di averlo gia visto.

Pensando a lungo mi viene in mente la casa di una mia amica, oltretutto somiglia anche a la modella ma pensavo di sbagliarmi cosi le scrivo dove abita e mi rispornde che sta propio nella mia zona. Messaggiando ancora con domande a tranello riesco ad evere la certezza che è proprio lei, la mia amica daniela! mi sarebbe sempre piaciuto scopare con lei ma non immaginavo che fosse cosi porca. Daniela ormai la conosco da tantissimi anni e spesso mi sono masturbato pensandola e poi sinceramente l’aria da porcona ce l’ha sempre avuta.

Deciso a portare a termine il mio sogno continuo a parlare con lei per giorni fino a proporgli un appuntamento, lasciandogli di scegliere anche il luogo che preferiva. Riservata non vuole farsi vedere in giro cosi mi da appuntamento per la sera successiva in un posto abbastanza buio e isolato dicendomi di prepararmi a tutto perche le perversioni che ci siamo detti per chat sono vere e che ha voglia di sfogarle su di me.

Nell’attesa continuavo a masturbarmi su quelle foto immaginando già cosa avrei fatto con la mia amica daniela e pensavo alla sua reazione nel trovare me all’appuntamento, con la consapevolezza che ora sapevo tutte le sue perversioni, le sue voglie erotiche e soprattutto dal fatto che possedevo una quantità enorme delle sue foto pornografiche.