Archivi tag: strani

L';estetica del cazzo

Fin da piccola i miei genitori mi hanno trascinata per musei, pinacoteche e gallerie d’arte.

Che barba !!!

Loro affermavano che, anche se mi annoiavo, in realtà stavo accumulando cultura e conoscenza.

Vero, verissimo. Ma che barba !!!

Ricordo i miei piedi che si strascicavano a fatica lungo quei corridoi infiniti. Chilometri di quadri, statue, vasi e manufatti di ogni genere di cui non mi fregava assolutamente niente.

I figli sono troppo spesso vittime delle ambizioni dei genitori.

In età adolescenziale però, quando i primi pruriti fanno la loro comparsa, trovai nuovi stimoli e curiosità e, quello che fino ad allora non avevo notato, divenne l’obiettivo di ogni visita museale.

Il corpo nudo.

Il corpo nudo di uomini e di donne. Corpi strani, spesso deformi e tormentati, altre volte eroici ed algidi.

Ma sempre e comunque corpi nudi.

Tanto erano diversi dai corpi delle persone che mi circondavano da risultare artefatti, sintetici, irreali, sproporzionati.

Donne dai corpi opulenti con piccoli seni adolescenziali, uomini muscolosi, altissimi, con piselli a dir poco ridicoli al cospetto delle loro masse muscolari.

Di fronte all’estasi di mia madre ai piedi di un Ercole potentissimo, esternai la mia perplessità sulle proporzioni della figura dell’uomo. La risposta, anche se divertita, fu molto accademica e fredda e non mi chiarì affatto il dilemma che mi ponevo: ma gli uomini, anche quelli muscolosissimi, ce l’hanno davvero così piccolo?

Solo alcuni anni dopo potei chiarirmi, è proprio il caso di dire toccando con mano, il dilemma.

No, gli uomini, mediamente, non lo hanno piccolo come Ercole!!!

Che bello l’organo genitale maschile !!!

Ha mille nomi e mille forme diverse ed è sempre una sorpresa (non sempre positiva…ah ah ah…) quando il tuo partner te lo esibisce per la prima volta.

L’emozione di quando slacci la cintura, dopo aver pregustato palpandone la consistenza, l’impaccio di liberare l’oggetto del desiderio, l’ansia di poterlo vedere libero da costrizioni e ritrovarsi in ginocchio di fronte allo svettare della potenza della natura….

…ah…quanti ricordi !!!

No, questa non vuol essere un’ode al maschio (o ancor meno al suo membro!!!).

Semmai vorrebbe essere una sorta di catalogazione, seppur limitata, dei generi, delle specie e delle caratteristiche (negative e positive) delle mie esperienze.

Potrei iniziare tipo con…. mi ricordo di…. mi ricordo…

Mi ricordo di quando mi nascosi un pomeriggio intero in un canneto. Noiosissime vacanze in campagna in compagnia di soli maschi.

Loro giocavano sempre a calcio mentre io mi annoiavo a comporre ghirlande di fiori. L’unica volta che provai a giocar con loro a calcio fui severamente redarguita da mio padre. Non era cosa per ragazzine.

Altri tempi.

Li vedevo giocare, sudare, litigare. E io seduta silenziosa a bordo campo. Avevamo tutti intorno ai tredici, quattordici anni. Nessuno di noi (o meglio di loro…) pensava al sesso. Io ero già “diventata” donna e, a dirvi la verità, al sesso un po’ ci pensavo.

Più che al sesso, pensavo alla scoperta dell’altro sesso. Erano anni ormai che mi chiedevo come fosse il “pisello”.

Così, vista la loro strana abitudine di pisciare in compagnia al grido di “chi non piscia in compagnia o è un ladro o è una spia”, decisi di nascondermi dentro un canneto in posizione favorevole ad ammirare per la prima volta uno “spettacolo” riservato al genere maschile.

Quel giorno non ne volevano saper proprio di pisciare.

Sentivo le loro urla, il pallone rimbalzare, le imprecazioni per un goal sbagliato. Nel frattempo, le zanzare, mi stavano martirizzando.
E finalmente, dopo tanta attesa, gli arrivò l’agognato stimolo!!!

Arrivò prima il più piccolo del gruppo che, indifferente alla presenza dei compagni, si abbassò i calzoncino iniziando ad irrigare le piante sottostanti. Era circa cinque metri sopra di me e trattenendo il respiro, strizzai gli occhi per mettere a fuoco il suo pisellino.

Mi ricordo…mi ricordo ancora….

Mi ricordo del mio primo ragazzetto timido. Era spaventato più di me e quando si spogliò non mi dette neanche la possibilità di osservare ciò che mi stava per penetrare.

Fui io ad incoraggiarlo, curiosa.

Non mi parve paragonabile a quello di Ercole o David. Era molto peloso, storto sulla sinistra e il prepuzio non ricopriva il glande.

A quello ne sono seguiti molti altri: lunghi e lunghissimi, alcuni tanto corti da sparirti in mano (sigh!!!), tozzi come tappi di damigiana, superbi e presuntuosi, curvi in su, curvi in giù, dritti come un palo, a cono, alcuni con cappelle a punta, altri con cappelle simili ad albicocche, qualcuno sproporzionato rispetto alle palle, altri con palle sproporzionate rispetto al fusto…

Insomma, ogni volta che cali un paio di braghe ad un uomo, non sai mai cosa ti capita.

Un po’ come la shitola di cioccolatini di Forrest Gump.

schiava trav 4

Accesi la luce del comodino e guardai la sveglia erano le 16:15 ,osservai il cellulare visto che lo avevo tacitato,nessun messaggio ne telefonata. Mi alzai andai in bagno e mi lavai il viso…avevo bisogno di farmi la barba..non amavo vedermi la ricrescita sul volto mi dava un senso di sporco,presi il rasoio e mi accorsi che anche per quanto riguardava il resto del corpo la situazione non era migliore…non sarei davvero piaciuta al mio Padrone…il mio PADRONE oddio dovevo chiamarlo!!!! Composi il numero del cellulare e attesi la sua risposta.

Dopo una decina di suonate un “PRONTO” caldo risponde alla mia chiamata. “pronto Padrone sono Gabriella il signor Nicola mi ha detto di chiamarla. ” E TU OBBEDISCI A NICOLA TESTA DI CAZZO?HO SENTITO QUELLO CHE HAI COMBINATO STANOTTE,FAI PROPRIO DA VOMITARE!!! MA TUTTO SOMMATO HAI GUADAGNATO UNA BELLA SOMMETTA ANCHE SE A TE VERRANNO BEN POCHI EURO IN TASCA. “Si Padrone” risposi aspettandomi che almeno la metà andasse in tasca sua. ALLORA FACCIAMO DUE CONTI 3500 EURO ANDRANNO PER COMPERARTI UN PO’ DI GUARDAROBA 950 EURO LI METTIAMO VIA PER DELLE CURE MEDICHE CHE TI VERRANNO DEDICATE 40 EURO SERVONO A ME PER VENIRTI A TROVARE E 10 EURO LI LASCIO A TE TI VA BENE TROIA?Addio a tutto il guadagno di una notte,sono stata scopata umiliata riempita di sperma filmata il tutto per 10 euro!!!!!!! “Si Signore”
singhiozzai.

“ORA HO DA FARE CAGNA RIMANIAMO D’ACCORDO COMUNQUE CHE CI RITROVIAMO SABATO POMERIGGIO A MESTRE ALLA STAZIONE …IO VERRO’ CON LA MIA MACCHINA ANDREMO A FARE SPESE. DOVRAI INDOSSARE IL BUTTPLUG NIENTE INTIMO NE CALZE NON DEPILARTI TI PORTERO’ IO IN UN SALONE DI BELLEZZA ,DA ORA IN POI TI PROIBISCO DI TAGLIARE I CAPELLI DI USARE INTIMO MASCHILE QUINDI QUEL POCO CHE HAI LO GETTI ,DA OGGI PISCI SEDUTA COME UNA DONNA E QUESTA SERA INIZIERAI A NEGARTI A TUA MOGLIE E LO FARAI SEMPRE PIU’ SPESSO,UN’OTTIMA SCUSA FEMMINILE E’ L’EMICRANIA !!!!!UN’ULTIMA COSA : SONO D’ACCORDO CON NICOLA E CON GIANNI IL CAMERIERE…QUANDO QUALCUNO DAI GUSTI UN PO’ STRANI VORRA’ I TUOI FAVORI TU DOVRAI RISPONDERE IMMEDIATAMENTE ALLA LORO CHIAMATA,ABBIAMO BISOGNO DI SOLDI CHIARO? Mi stava trattando come una puttana ma non riuscivo a dire di no temevo che mi avrebbe lasciato e sentivo che avevo bisogno di lui come dell’aria che respiravo.

“ Si Padrone” BENE TROIA VAI A FARE IN CULO ADESSO HO COSE PIU’ IMPORTANTI DA FARE ORA…A PRESTO! “ CLIK Aveva chiuso la comunicazione. Mi rimanevano ancora un paio d’ore prima di andare a lavorare di notte all’albergo( questa volta per davvero ) Il tempo di prendere turtta la biancheria intima e gettarla via nelle immondizie. Stavo per uscire quando suonò il campanello di casa. “chi è? ( chiesi al citofono) APRI TROIA SONO NICOLA.

Oddio era venuto fino a casa mia come poteva sapere il mio indirizzo? Aprii e in un attimo salì le scale,entro in casa mia e mi prese la testa tra le mani e mi ficcò la lingua in bocca senza nemmeno dire una parola.
PECCATO CHE NON USI UN ROSSETTO ALLA FRAGOLA TROIA…SPERO TI SIA LAVATA I DENTI NON VORREI AVER LECCATO LA SBORRA DEI MIEI AMICI!!! Scoppiò a ridere! “Come mai sei qui? “chiesi.

PASSAVO DI QUI PER DIRTI CHE DOMENICA SERA VERRAI DA ME ,TI FARO’ GUADAGNARE 10000 EURO MA LE COSE CHE DOVRAI FARE SARANNO PIUTTOSTO COMPLICATE ,PRIMA DI TUTTO DEVI ESSERE FEMMINILE SIA FUORI CHE DENTRO…VOGLIO CHE TU SIA VESTITA COMPLETAMENTE COME UNA FEMMINUCCIA SCARPE PARRUCCA E TRUCCO COMPRESI. VERRANNO PER TE UNA VENTINA DI UOMINI DI OGNI ETA’ E PURE UNA DONNA MA NON ESALTARTI NON POTRAI SCOPARLA SOLO LECCARLA E FARTI FOTTERE DAI SUOI GIUOCATTOLINI.

TUTTO COME IL SOLITO SARA’ FILMATO !
“IL mio Padrone lo sa? CERTO CHE SI INFATTI E’ LUI CHE MI HA CHIESTO DI TROVARTI QUALCHE LAVORETTO. SEI CONTENTA GABRI? Pure i diminuitivi ora…. ” Si grazie Signor Nicola.
SECONDO TE BASTA UN GRAZIE? DOV’E’ TUA MOGLIE ORA? “Al lavoro tra poco torna a casa” BENE VIENI! Mi spinse vero il balcone di casa con cui avevo visibilità alla porta di casa mi tirò giù i pantaloni e mi scopò come un’ossesso…non si fermò nemmeno quando mia moglie suonò il campanello accellerò i movimenti e mi sborrò dentro ….

dovetti andare ad aprire con lo sperma che scendeva caldo giu per le mie cosce….

Daniela…la mia amica su internet

Mi trovavo solo a casa, ero molto annoiato, cosi accendo il computer e navigando su vari siti pornografici inizio a cercare qualcosa di nuovo per potermi masturbare. Dopo una breve ricerca di alcuni minuti ne apro uno riguardante solo giovani ragazze di zona. Non appena si è caricata la pagina inizio a sfogliare le varie foto e mi salvavo le più belle in un hardisk apposito per rivederle con calma dopo, fino a quando la mia attenzione non si sofferma su un album in particolare, è di una fantastica ragazza mora in intimo, eccitato clicco sopra e non appena aperto mi appaiono sullo schermo una quindicina di immagini.

Capisco subito che sono fotografie amatoriali. Nella prima c’e il primo piano del seno ( direi una terza abbondante ) in quella dopo mostra da vicino il suo magnifico culetto mentre indossa un piccolo perizomino nero che le va a scomparire tra le chiappe. Le altre la mostravano mentre si era messa a pecorina, poi con le gambe aperte o a candela e in altre posizioni varie ma in nessuna di loro si riusciva a vederla in viso, nonostante cio mi ero fissato su di lei…mi ero completamente innamorato…aveva un fisico perfetto che con la lingerie addoso mi riusciva ad eccitare in un modo pazzesco.

Cliccando sul nick dell’autore apro la chat erotica e senza perdere tempo gli scrivo subito un messaggio. Il giorno seguente tornando su quel sito lo apro e trovo nei messaggi la sua risposta, fortunatamente è anche online cosi comincio a parlarci facendogli prima i soliti complimenti per la sua bellezza, poi dopo aver rotto il ghiaccio iniziamo a raccontarci un po per uno le nostre varie voglie e desideri erotici, anche i più strani o perversi.

Presa confidenza con lei le chiedo se le va di mandarmi altre sue foto hot in privato e per mia fortuna accetta dicendomi solo di aspettare un momento che si prepari. Inizia a inviarmi tutte foto…una piu sexy dell’altra, ma dopo una trentina ancora non le vedo la faccia. sfogliando quelle che mi ha mandato noto alcuni particolari, ingrandisco e osservo il luogo in cui sono shittate, mi sembra familiare, di averlo gia visto.

Pensando a lungo mi viene in mente la casa di una mia amica, oltretutto somiglia anche a la modella ma pensavo di sbagliarmi cosi le scrivo dove abita e mi rispornde che sta propio nella mia zona. Messaggiando ancora con domande a tranello riesco ad evere la certezza che è proprio lei, la mia amica daniela! mi sarebbe sempre piaciuto scopare con lei ma non immaginavo che fosse cosi porca. Daniela ormai la conosco da tantissimi anni e spesso mi sono masturbato pensandola e poi sinceramente l’aria da porcona ce l’ha sempre avuta.

Deciso a portare a termine il mio sogno continuo a parlare con lei per giorni fino a proporgli un appuntamento, lasciandogli di scegliere anche il luogo che preferiva. Riservata non vuole farsi vedere in giro cosi mi da appuntamento per la sera successiva in un posto abbastanza buio e isolato dicendomi di prepararmi a tutto perche le perversioni che ci siamo detti per chat sono vere e che ha voglia di sfogarle su di me.

Nell’attesa continuavo a masturbarmi su quelle foto immaginando già cosa avrei fatto con la mia amica daniela e pensavo alla sua reazione nel trovare me all’appuntamento, con la consapevolezza che ora sapevo tutte le sue perversioni, le sue voglie erotiche e soprattutto dal fatto che possedevo una quantità enorme delle sue foto pornografiche.

le mie prime volte – 4 – due insieme

Quando ci ricomponemmo era ormai quasi buio. Seppellimmo i fazzolettini impregnati di tutto il seme che mi aveva sporcata, poi ci sedemmo accanto, sempre dentro la casupola.
– A casa non ti aspettano?
Rimasi a fissarmi le punte dei piedi, ancora scalzi. Avevo freddo, ma lui non mi stringeva, non mi dedicava alcuna tenerezza: era come se d’un tratto si fosse reso conto che aveva scopato un frocetto. Non mi piacevano le domande su casa mia: mio padre non viveva con mamma, entrambi avevano altre storie, lei non stava a casa quasi mai e per questo con Giovanni avevamo avuto fin troppa libertà.

Ma non mi era dispiaciuto. Ora ero mezza pentita di averlo tradito in quel modo. Mi consolavo pensando che lui mi aveva tradito con Marisa.
– A casa non c’è nessuno o quasi. Quando voglio tornare, torno.
Fece un attimo di silenzio.
– Capito. Ma lo sapevo già.
Mi incuriosiva questo suo sapere tante cose di me. Accese una sigaretta, tirò una boccata, me la passò.
– Grazie, non fumo.

Rimase con la sigaretta protesa verso di me.
– Ma questa non è una sigaretta.
Era una canna. Accettai di dare un tiro, per la curiosità. Passarono pochi secondi e mi girò la testa, dovetti appoggiarmi all’indietro, trovai le sue braccia forti che mi ressero. MI sentii confortata, voluta bene, illusa. Ma forse era l’erba.

– Perché mi hai scopata? Perché proprio me?
Di nuovo il silenzio. Diede un paio di boccate, rimase a godersi l’effetto, poi me la offrì di nuovo.

Rifiutai, mi forzò, Accettai. Mi piaceva che mi sottomettesse a quel modo.
– Sei meglio di una ragazza – disse poi – più femmina di una femmina.
– Solo questo?
Ancora una pausa. Sentii un sommesso sorriso.
– Sei intuitiva, troietta. Proprio come le femmine. Per questo ti dico…
Lo spinello lui lo reggeva meglio di me, io non capivo quasi più niente, ero rilassata e leggera, non sentivo più il dolore tra il basso ventre e il cavallo, nemmeno l’odore di sperma che avevo addosso.

– Marisa – disse poi – Marisa era la mia ragazza. E’ con lei, che avevo scopato. Tante volte. Poi si è innamorata di Giovanni e mi ha lasciato. Ma Giovanni non la vuole. Lui ama te.
Cominciavo a non capire più niente: tirai ancora dallo spinello, provai un senso di confusione mentale, Giovanni mi aveva sputtanata? Ma che cavolo stava succedendo? Intanto il maialino aveva ripreso a palparmi: le tette, il pistolino, il culetto… sebbene fossi esausta, non mi dispiaceva.

E non era solo per effetto della canna.
– Io sapevo di te e Giovanni: lui mi ha detto tutto.
Ma che diceva? Cose strane, assurde: Giovanni ha sotto mano Marisa e decide di sputtanarsi e sputtanarmi così? Intanto però Salvo aveva preso a sbaciucchiarmi: le guance, le labbra, e la cosa mi piaceva, sì che mi piaceva. Mi stava tornando la voglia.
– Lui però è timido, Giovanni. Sapeva che tu avevi voglia di scopare, ma temeva di non farcela, visto che per entrambi, sia per te che per lui, sarebbe stata la prima volta.

Diceva cazzate, Salvo, era poco Assennato, pensai facendo una battuta stupida, io poi non volevo più sentire discorsi strani, volevo di nuovo la sua lingua, iniziai a cercarlo, lo trovai, lo assaporai, sentii il dolciastro dell’hashish, la cosa mi apparve sporchissima e bellissima, perché avevo in bocca pure il sapore del suo seme e glielo feci sentire.
– Insomma, è stato lui che mi ha chiesto di scoparti.

Non può essere, pensai, ma che dice, però intanto sentivo che mi aveva riaperto la camicia, che stava mettendo le mani di nuovo dentro, palpava seno e capezzoli e insieme il culetto e la bocca, mi baciava la bocca e contemporaneamente il petto, mi spalancava la camicia e mi slacciava la cintura, mi spogliava tirandomi di nuovo via i pantaloni…
– Salvo, che cavolo fai? Sei proprio insaziabile – e Salvo mi baciava la bocca e contemporaneamente mi baciava il ventre, ma come faceva?
Aprii gli occhi, intravidi una testa rossiccia che si affannava sul mio pancino.

– Giovanni! Sei tu…
Giovi si allargò in un meraviglioso sorriso.
– Eccomi, gioia.
Mi spompinò in silenzio, strappandomi urletti che Salvo riuscì a contenere tappandomi la bocca con la sua, poi Giovanni mi leccò il buchetto.
– L’hai scopata per benino – disse rivolto a Salvo – sa di cazzo da tutte le parti.
E a proposito di cazzo, si spogliarono entrambi, nell’inebriamento dello spinello potei fare un confronto, non c’era partita e decisi di riprendere in bocca quello di Assennato, ma Giovanni non se la prese, anzi decise di darmi una mano e anche lui si sottomise a quel pisello imponente, lo ciucciò pure lui, per un po’, e quello se lo lasciò fare.

– Ho capito, siete frocetti entrambi – dissi – scopatemi invece di farvela tra di voi e mi misi distesa, le gambe larghe, Giovanni mi prese standomi di sopra e Salvo me lo rimise in bocca, la proboscide tornò a montare e ogni tanto Giovi me la toglieva di bocca e la prendeva lui e la cosa mi sembrava terribilmente porca, ma non capivo più niente e quando Salvo disse che stava per venire schizzò indiscriminatamente me e il mio amore, che accettò di essere sporcato e un attimo dopo venne anche lui, in parte nel mio culetto, il resto sul seno e poi andò a leccarselo e quando venni pure io corse a prendere in bocca il mio seme e alla fine non capii niente, tornammo a casa a notte fonda, non potevo più camminare, sfondata come ero, mi sorressero tutti e due e quando ci separammo, a casa mia, mi baciarono entrambi con la lingua ed ebbi la sensazione, ma non la certezza, che si fossero baciati pure tra di loro e pensai alla povera Marisa, in che mani era capitata.

.

LA MIA PRIMA VOLTA SCOPATA DA DIETRO

La mia prima inculata

A VENTISEIANNI anni suonati, CONVIVO , e con innumerevoli “esperienze” alle spalle, finalmente posso dire di aver provato a essere inculata. Tra le lenzuola non sono mai stata una bigotta, e la mia innata curiosità nel passato, mi aveva fatto esplorare buona parte delle sfaccettature sessuali che attirano le fantasie di una donna, mai però avevo voluto donare il mio buchino posteriore. Non era la paura di provare dolore fisico, o la consapevolezza di effettuare “sesso estremo” a fermarmi, quanto l’atavico pensiero che mi portava a voler donare il mio culetto, solamente nel momento in cui mentalmente sarei stata pronta.

Ho praticato sesso fin da giovinetta, e sempre nella mia mente ho riservato “qualcosa” per dopo, per i primi fidanzatini c’era la “mano”, per il primo amore la “bocca”, per il mio primo vero amore la “fessura” in mezzo alle cosce, adesso per il mio futuro marito …il culetto.

Era una promessa che avevo fatto a me stessa e di cui nessuno era a conoscenza, mi sarei donata completamente solo quando il mio uomo mi avrebbe portato all’altare, offrendogli come dono di verginità il mio buchetto immacolato, cosa che è accaduto l’altro ieri.

Mario il mio uomo ci aveva tentato parecchie volte, e sempre si era dovuto arrendere ad un mio netto rifiuto, ed è per questo che la prima notte di nozze, non credeva alle sue orecchie quando alzandomi e toccandomi le natiche domandai semplicemente “lo vuoi? È il mio regalo di nozze. ”

Ci avevo riflettuto parecchio prima del matrimonio, e grazie anche alla grande rete, avevo scoperto che l’anal è una delle metodologie di sesso più usato soprattutto fuori dallla convivenza, allo scopo principale di evitare gravidanze indesiderate.

Sempre sul web avevo appreso che per avere la giusta dose di piacere, si doveva prima usare una crema lubrificante a base d’acqua, crema che avevo provveduto ad acquistare on line. Meglio inoltre se il partner evitava “possessi rudi”, prediligendo una “penetrazione dolce”, anticipata se possibile da un’attività stimolatrice, con la lingua o con le dita, atta a far rilassare il muscolo. Speravo prima di prendere la decisione che anche Mario fosse al corrente di queste piccole accortezze, mi sarebbe dispiaciuto se il mio regalo si fosse trasformato in una situazione dolorosa, o ancor più imbarazzante per il mio futuro sposo.

Comunque sarebbe andata il dato ormai era tratto, e non mi rimaneva che portare avanti il mio intendimento di offrire il mio culo, all’uomo con cui due giorni prima avevo salito i gradini dell’altare. Lui capì al volo la situazione, e come per incanto nei suoi occhietti si risveglio quella luce birichina che vedevo ogni qual volta era al massimo dell’eccitazione corporale. Si alzo dal letto e avvicinandosi mi sussurrò “non ti preoccupare farò piano”.

Non riuscì a evitare di guardare il suo attrezzo che spiccava in mezzo alle sue gambe, con una grandezza che adesso mi sembrava impressionante. Mario per mia fortuna è “ben dotato”, una dotazione che in altre occasioni mi aveva fatto urlare dal piacere, ma che in quel frangente mi sembrava impossibile da ospitare nel mio piccolo orifizio.

Lui inizio a baciarmi, sentivo la sua lingua esplorare la mia bocca, le sue mani avvicinarsi sempre di più al mio fondo schiena, il suo bigolo spingere sulla mia vulva che iniziava a bagnarsi di umori.

Mi girò, e delicatamente mi fece stendere sulla pancia, prese un cuscino e lo incastro sotto la mia pancia in maniera che il mio culetto fosse ben alto e esposto completamente alle sue prossime mosse. Lo sentii inginocchiarsi dietro di me, e immediatamente dopo senti la sua lingua iniziare a darsi da fare attorno al mio buchino. Per me erano tutte sensazioni nuove e cercavo di gustarmi ogni istante, ringraziando al contempo il mio uomo, anche se nel mio sub inconscio mi domandavo, non senza una punta di gelosia, dove avesse imparato le tecniche che stava usando su di me.

Non avevo tempo però in quel momento per le domande da moglie, volevo essere la femmina da letto che il mio uomo aveva sempre desiderato, e soprattutto volevo gustarmi quell’anal che da sempre attirava le mie curiosità sessuali. Lasciai perciò perdere i pensieri strani, e mi concentrai su quello che stava avvenendo. Essendo di spalle non vedevo nulla e le sensazioni che provavo erano del tutto nuove per me. Sentii il freddo del lubrificante che il mio uomo stava applicando tutto intorno al buchino.

Inizialmente fu una sensazione fastidiosa, poi però il mio corpo si abituò e riavverti lo stimolo dell’eccitazione, che si faceva strada nel mio basso ventre. Improvvisamente senti un dito farsi strada dentro il mio corpo, non avevo avvertito dolore e la sensazione era come di riempimento. Il dito inizio a muoversi all’interno del mio corpo, era un movimento lento e regolare, che non faceva altro che far salire la mia “temperatura interna”. Non avevo dolore per il momento, ma non provavo neppure quel piacere che alcune donne dicono di avvertire.

Ero sicuramente eccitata, ma fino a quel momento era un eccitazione “normale”, e non certo da ricondurre al sesso anale. Improvvisamente il dito dentro di me raddoppio di larghezza, il mio lui aveva infatti introdotto anche l’anulare, e con quello stava allargandomi internamente il condotto, condotto che di li a poco avrebbe ospitato la sua verga.

E finalmente il momento arrivò, senti le dita uscire e poi senti la punta del suo attrezzo posizionarsi sul buchino, attendevo l’entrata quando le mie orecchi sentirono per l’ennesima volta la domanda “vuoi veramente?”.

Mi piacque la sensibilità di Mario in quel momento, il mio uomo voleva accertarsi di non ferirmi, e io non volevo altro che donarmi a lui, dissi un “si” roco di eccitazione e di voglia, che lo convinse ad entrare dentro di me. Sentii un leggero dolore ma niente di insopportabile, l’eccitazione crebbe però a dismisura, nel momento in cui il suo pene guadagnava centimetro dopo centimetro l’interno del mio corpo. Arrivo alla fine con un ultimo colpetto, e finalmente era tutto dentro il mio culetto.

Stette fermo qualche secondo e poi inizio il classico movimento di va e vieni, iniziavo ad avvertire piacere sia fisico che mentale. Quello mentale proveniva dalla situazione che stavo vivendo, il fisico dettato dallo sfregare del cazzo del mio uomo sulla sottile parete che separa la vulva. Senza rendermene conto la mia mano andò a cercare il clitoride, mi toccavo seguendo il ritmo che il mio uomo aveva imposto alla cavalcata, sentivo che stavo per avere un orgasmo travolgente e per qualche secondo smisi.

Fu solo un attimo, il tempo di sentire la verga del mio uomo vibrare letteralmente dentro di me, avvertì che stava per raggiungere l’estasi, e iniziai nuovamente a toccarmi. Sentii lo schizzo colpire le mie viscere, e all’unisono l’orgasmo arrivò come se fosse una scarica elettrica, un orgasmo diverso da quello mai provato sino allora, sicuramente più intenso e molto più profondo.

Lui uscì e rimanemmo esausti qualche minuto sul letto, alla fine fui io a riscuotermi per prima, e girandomi verso di lui sussurrai un grazie che mi veniva dal profondo del cuore, grazie per essere diventato mio marito, grazie per avermi fatto godere, ma soprattutto grazie per avermi fatto conoscere… il sesso anale.

.

Viaggio con sorpresa.

Viaggio molto per lavoro e a volte mi sento un po’ solo, pertanto non disdegno incontri inaspettati. Una sera, durante un viaggio di ritorno verso casa mi fermai a cena a Piacenza. Solito posto, solita trattoria frequentata da camionisti e fuori il solito via vai di donnine carine. Arrivando ne noto una in particolare: fisico longilineo, due belle tette rotonde e gambe da urlo. Indossava una inequivocabile minigonna nera attillatissima che evidenziava un culo tornito da paura.

Entrai in trattoria pensando a lei. Mangia velocemente e uscii sperando di rivederla, non nascondo che il mio amichetto dava segni di irrequietezza a pensarla sul sedile della macchina. Niente, sparita. Un po’ deluso faccio un giro con la macchina cercandola ma nulla. Ormai un po’ deluso mi diressi in direzione dell’autostrada quando all’improvviso la vidi scendere dalla cabina di un camion posteggiato. Mi fermai senza esitazione e aprii lo sportello lato passeggero. lei si avvicinò e senza dire una parola salì.

“Ciao come ti chiami ?” dissi senza pensare “Rita” fu la sola cosa che disse. Non avevo chiesto nulla nemmeno quanto denaro poteva volere per farmi divertire un po’. Con la sua voce dolce mi disse di dirigermi verso una zona isolata vicino alla fiera. Detto fatto. Durante il tragitto palpava il mio cazzo ormai durissimo per l’eccitazione e pian piano mi sbottonava i pantaloni. Cominciavo ad avere problemi a guidare….. Iniziò a segarmi dolcemente passando la sua mano morbida sulla mia cappella.

Ad un semaforo me lo prese in bocca con altrettanta dolcezza. Stavo impazzendo!! Finalmente giunsi nel luogo indicato e riuscii a slacciare la cintura di sicurezza che ormai era diventata un incubo. A quel punto lei cominciò a pomparmi con più foga mentre io cercavi di tirare fuori dalla sua maglietta aderente le sue tette dure come il marmo. Erano stupende, non naturali ma stupendamente reali. Le continuava a insalivare il mio cazzo sempre più gonfio.

Calai la mano in mezzo alle sue cosce ed ebbi un brivido…. sorpresa!!! Un cazzo bello grosso non ancora completamente duro ma già di notevoli dimensioni. Ritrassi la mano di istinto e le sollevai la testa. Lei senza battere ciglio sentenziò: “Non ti piace? Ti da fastidio? Non hai mai avuto un bel cazzo tra le mani che non fosse il tuo?” In effetti non mi era mai successo. Non sapevo come comportarmi, volevo andarmene ma il mio cazzo si rifiutava di tornare calmo.

Continuava a pulsare nella sua mano che non lo aveva mai abbandonato. Non dissi nulla e lasciai fare. Lei continuo a toccarmi e a succhiarmi. La cosa strana è che io ritornai con la mano a cercare il suo cazzo piuttosto che le sue tette. La sua bocca continuava ad assaporare la mia verga che sentivo pulsare e scoppiare di piacere. Inizia a toccare il suo bel culo tornito: Meraviglioso, non un pelo e delle chiappe dure come il marmo.

Sollevò la testa e mi disse “Ti piace?”. “Certo” Risposi e le sfiorai l’ano con le dita. Era umido e lubrificato, probabilmente ancora dal rapporto di prima con il camionista. Anche lei tocco il mio culo con le dita. Mi ritrassi un attimo ma poi lasciai fare. Ormai ero curioso di vedere come sarebbe finita. Preso da non so che le dissi di infilarsi un preservativo. Non se lo fece ripetere e ne prese due.

Lo indossò e fece altrettanto a me. Durante questa operazione continuavo a guardarla e a sfiorarla. Stupenda, statuaria, porca all’inverosimile!! Volevo averla. Lei mi lesse nel pensiero e si girò su un fianco. “Prendimi!!” disse con voce sinuosa. Il cazzo mi stava esplodendo. Lo appoggia al suo buchetto e inarcando la schiena spinsi tutta la verga dentro di lei. Ansimava e muoveva il culo per farmi sprofondare tutto il cazzo nel suo morbido culo.

“Scopami porco!!” ripeteva ansimando “Sbattimi tutta maiale!!” Continuavo a pomparla. L’avevo girata a pancia sotto e sbattevo le mie palle sul suo culo. Con una mano cercai il suo cazzo. Durissimo. Pensieri strani cominciavano a passarmi in testa e lei capì. Mi fermò e si girò. Mi tolse il preservativo e ricominciò a succhiarmi il cazzo. Mi fece mettere in ginocchio sul sedile di fronte a lei e mentre continuava a leccarmi iniziò di nuovo a sfiorarmi l’ano con le sue dita.

Mi penetro con un dito dolcemente e io non reagii. Cosa stavo facendo? Non sapevo più se farla smettere o andare avanti. Senza esitare mi disse “Girati a pancia sotto” Come un robot feci quello che mi chiedeva. “Non lo hai mai preso?” mi disse dolcemente. No risposi, ma ormai ero succube delle sue azioni. Sentivo il suo cazzo in mezzo alle mie chiappe scivolare su è giù. Senti lei prendere qualcosa dalla borsa con un a mano.

sentii il freddo del lubrificante sul mio culo e strinsi le chiappe. Lei dolcemente me le accarezzo e me le allargò pian piano. Sentii la sua cappella sul mio buchetto vergine che spingeva a piccoli colpi. Bruciava, ma non mi ritraevo. Sentii la sua cappella aprire il mio orifizio e entrare dentro di me. Il mio cazzo era ancora più duro e strusciava contro la pelle dei sedili dell’auto. lei se ne accorse e passando una mano sotto la mia pancia mi tirò a è prendendomi il cazzo in mano.

Cominciò a spingere di più. Non capivo più nulla. “Scopami come una troia!!” Seppi dire solo questo preso da un enfasi di sensazioni nuove e mai provate. Lei comincio a penetrarmi più forte e più a fondo. Il bruciore iniziale era passato. Ero diventato io la sua troia. Mi stava scopando a grandi colpi e mi piaceva pure. Le non disdegnava il mio culo e sentivo il suo cazzo sempre più duro e caldo sprofondare nella mia pancia.

Continuava a segarmi il cazzo con l’altra mano mentre io sentivo il mio culo scoppiare pieno del suo. Con un grido liberatorio la sentii venire dentro di me. Il calore del suo seme nella mia pancia. Mi sfilò il cazzo dal culo e mi girò di shitto a pancia all’aria prendendomi il cazzo in bocca. Non sapevo più cosa stavo facendo ma stavo impazzendo di voglia e piacere. Continuò a pomparmi con vigore fino a quando esplosi con un grido liberatorio sborrandogli tutto in bocca.

Credo rimanemmo alcuni minuti entrambi come svenuti, mezzi nudi sui sedili. Dopo un po’ lei ruppe il ghiaccio “Ti è piaciuto?” Non potevo negare l’evidenza e ammisi del mio godimento sfiorandogli il culo. Stranamente il mio cazzo era rimasto ancora durissimo. Lei mi guardò, mi toccò, prese un nuovo guanto lo srotolò sul mio cazzo ancora insalivato e si girò di schiena. Come un porco assatanato da video hard gli spinsi il cazzo nel culo tutto in un colpo.

Era bello aperto e lubrificato. “Ora sono io la tua troia!! Scopami porco!!” Non ragionavo più la pompavo di santa ragione spingendo tutto il cazzo nel suo culo aperto. Stupendo!! Dopo pochi colpi venni di nuovo sborrando dentro di lei. Ancora una volta entrambi siamo rimasti alcuni minuti come in un estasi di piacere immobili sui sedili. Mi ripresi e ruppi il silenzio dicendo ” Mi hai fatto provare cose che non avevo mai nemmeno pensato di fare o di provare.

Grazie Rita”. Ci rivestimmo e accendendomi una sigaretta le chiesi “Quanto ti devo per le emozioni che mi hai fatto provare?” “Nulla!!” rispose e dandomi un bacio sulla bocca disse “ora sei anche tu la mia troia, ti aspetto, vienimi a cercare. ” La riportai verso la trattoria, scese dall’auto dandomi un bacio sulla guancia e se ne andò nel buio. Mi sono fermato ancora molte volte a cena a Piacenza e ogni volta l’ho cercata.

Non l’ho mai più rivista…….