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Una sera in piscina

E sempre stata una mia fantasia vederla nuda e magari che facesse qualcosa con altri, pero lei quando a letto fantasticavo su questo si stizziva.
Quella sera pero …..
L’ho accompagnata ad un corso d’aggiornamento fuori citta, la sera un suo collega invito mia moglie, io e gli altri due colleghi presenti al corso a cenare da lui.
Possedeva una bella casa con piscina un bel giardino mangiammo fuori bevemmo un po’ anche mia moglie che di solito non beve mai.

La giornata di giugno era calda e afosa uno dei presenti propose visto il caldo e la piscina disponibile del collega di un bel tuffo per rinfrescarci un po’. Il proprietario disse e lì a nostra disposizione io non parlai mia moglie chiese ma voi avete i costumi?
La risposta fu no ma ci tuffiamo nudi, mia moglie disse ma voi siete matti io nuda con voi tre maschi siete fuori e poi rivolgendosi a me disse tu lo faresti?
Allora delle chiese ma non hai mai fatto il bagno nuda a mezzanotte in spiaggia, lei rispose di no.

Loro dissero be noi lo facciamo e iniziarono a spogliarsi, mia moglie mi guarda perplessa ed io gli dico dai andiamo a rinfrescarci anche noi intanto cosa vuoi che sia vedono due tette e un po’ di pelo e iniziai a spogliarmi, mi tuffai e la invitai a entrare dicendoli che era magnifico, anche i suoi colleghi la invitarono dicendogli di non vergognarsi intanto era fatta come tutta e loro non era la prima volta che ne vedevano una nuda e non si sarebbero scandalizzati.

Mia moglie si verso un altro bicchiere di vino lo beve tutto d’un fiato si alza e inizia a spogliarsi i suoi colleghi esultarono facendogli un applauso dicendogli brava. Io ero già eccitato un po’ confuso era la prima volta che lo faceva ora, era in intimo in piedi a bordo piscina noi in acqua rimase li ferma un po’ poi ….. si tolse il reggiseno e libero la sua terza che si manteneva ancora su nonostante i suoi 37 anni e dalla piscina ci fu un boato di gioia e vidi che anche gli altri erano eccitati c’è l’avevano duro.

Poi si giro dandoci il lato b e si tolse anche gli slip dicendo chiudete gli occhi che entro, naturalmente nessuno chiuse gli occhi, si giro ed entro mi venne vicino e mi diede un bacio, parlammo un po’ ogni tanto gli tiravano un po’ d’acqua ci divertivamo e vedevo che ogni tanto guardava sotto i loro cazzi duri, la cosa mi eccitava parecchio. Giorgio usci dalla piscina e andò a prendere 5 bicchieri e del limoncello co il suo cazzo duro in bella vista mia moglie lo segui con lo sguardo poi Luca disse Giorgio guarda come te lo guarda e lei divento rossa e si appoggio a me io la abbracciai e le toccai le tette gli diedi un bacchio arrivo Giorgio con i bicchieri di limoncino si sedette a bordo piscina giusto in parte a mia moglie con il suo cazzo ancora dritto gli diede il bicchiere mentre Dario si sedette anche lui a bordo piscina e lo sguardo di mia moglie si sposto su di lui non l’avevo notato sottacqua ma aveva un cazzo enorme penso 24,25 considerando i miei 18.

Vide subito mia moglie che lo guardava e gli disse mai visto cosi grande, dopo alcuni istanti a bocca aperta disse no e divento rossa mentre noi scoppiamo in una risata.
I tre colleghi uscirono rimmanemmo noi due dentro lontani da sguardi e orecchie indiscrette gli dissi ti piaccerebbe mettere in atto le nostre fantasie e lei ma sei fuori ma era un sei fuori bo penso non convinto l’aiutai a uscire arrivo Dario li porse l’asciugamano e la scuadro da testa ai piedi dicendogli sei verramente figa, Luca ridendo disse intanto non ti fa un pompino che gli fai i complimenti mia moglie gli fece il dito medio e disse e chi te lo dice che non glielo faccio.

Tutti di shitto mi guardarono e Luca sempre lui disse non lo fa c’e suo marito e io risposi perche se non ci fossi lo farebbe? Lui siiii credimi e penso non solo a lui poi ci girrammo verso mia moglie e…….. stava toccando quel cazzo enorme di Dario io m i bloccai Luca rimase a bocca aperta Giorgio stava arrivando con altri limoncini si fermo davanti a loro poggio il vassoio per terra mentre vidi la mano di Dario toccarle la figa Giorgio si alzo mi guardo un attimo e inizio a toccarle le tette Luca era sempre fermo si giro verso di me verso loro e mia moglie si stava baciando con Dario e Giorgio le stava succhiando le tette allora io mi avvicino a loro mia moglie si stacca con la bocca da Dario Giorgio si ferma lei mi guarda senza staccare la mano da quel enorme cazzo passano alcuni secondi la bacio ci riguardiamo negli occhi vedo ls sua voglia gli prendo la testa tra le mani gli do un altro bacio poi gli guido la testa verso quel cazzo lei lo prende in bocca e inizia un pompino meraviglioso Giorgio le stava rittocando le tette Luca solo in quel momento realizzo penso quello che stava accadendo e esclamo arrivo mentre io avevo gia la lingua sulla sua figa mai sentita piena di umori cosi me la gustai un po poi fecci spazzio a Giorgio vedi Luca succhiarli le tette mentre lei aveva ancora quel cazzo in bocca lo spompinava con tanta passione mai vista io mi sedetti e mi gustai quella scena tanto fantasticata un po.

Poi Luca disse a Dario basta ora godere della sua bocca ora tocca a me lo scanso e infilo il suo in bocca a mia moglie Dario allora scanso Giorgi e infilo la sua lingua in quella figa fradicia d’umori, Giorgio si avvicino a Luca e mia moglie inizio a succhiare due cazzi cosi mi avicinai a loro ora ne aveva tre. Dario si stacco dalla figa con la lingua e la penetro con qun cazzo enorme mia moglie urlo di piacere.

Continuammo un po finche Dario non disse sto venendo allora mia moglie mollo tutto si giro e lo presse tutto in bocca mentre Luca aprofitto del buco libro e infilo il suo cazzo finche non venne il suo momento e sborro sulle sue tette ora cera Giorgio e sborro anche lui sulle sue tette ora infilai il mio mentre a Dario era tornato duro e stava gia rigodendo della sua bocca io gli venni dentro ,lei intanto continuava con quel pompino meraviglioso.

Aveva la sborra che colava dalla sua bella fighetta e andai a leccarla finche Dario non arrivo col suo cazzo lo avicino alla figa mi sfiorro la lingua la penetro di nuovo io l’asciai posto e andai a baciare mia moglie sapeva da cazzi ma era una cosa fantastica. Dario disse vengo pero questa volta mia moglie non si giro lo prese dentro urlando tutto il suo piacere. UN nuovo tuffo in piscina per lavarci l’odore del sesso uscimmo ci rivestiamo salutiamo lasciandoci con ci rivediamo?.

Come in un sogno, in un gioco

La luce del fuoco disegna lampi asincroni e tenui sulle pareti, le fiamme proiettano le nostre ombre in direzioni casuali e mutevoli, è un effetto psichedelico, ma molto rallentato, che riempie lo spazio tra di noi, attori immobili delle nostre immagini del momento. Mi stai davanti e io ti vedo attraverso il controluce impazzito del fuoco, che arde voluminoso nel caminetto, hai spento tutte le luci, sacerdotessa esperta di questo rito pagano della tua fantasia, le tue linee sono morbide e disegnano intorno al tuo corpo un profilo slanciato, la mia mente si sforza di riproporre un’immagine familiare di te, scorre al suo interno la lista delle foto scambiate sull’e-mail del contrabbando libidinoso, e poi le discussioni e gli orgasmi in un monitor umido di desiderio.

Ora sto cercando di ricondurre questa tua figura di adesso a qualche cosa che so, o che è già stato, il mio pensiero si muove animato da un’energia rapida e urgente: la paura.
Cerco di guardarmi da fuori, mi sforzo di assumere una prospettiva esterna a me stesso, che mi ricomprenda in qualche schema banale e rassicurante, un’avventura, uno sporco incontro, una storia a temine, “sesso e nulla più…..” mi dico in tono rassicurante e indolente.

Penso a mia moglie e al bozzolo di inganni in cui l’ho rinchiusa, da lì non mi vede ma non crederebbe ugualmente ai suoi occhi, la immagino muoversi appagata nella sua casa, cerco di reprimere lo stupido senso di colpa che si fa strada facilmente in un punto scosceso della mia coscienza, ma sono troppo concentrato nell’immagine di me stesso per non pensare a lei. Lei intanto mi guarda, ha accatastato i miei vestiti vicino al camino, mi balena in mente il pensiero idiota del dolce tepore di quando li potrò rimettere, sono completamente nudo, era nei patti della sera prima: “Ti spoglio completamente e tu non mi puoi toccare, sarai il mio giocattolo perverso”.

La mia pelle ha il colore caldo dei riflessi del fuoco, se cominciassi a sanguinare nessuno se ne accorgerebbe. Lei ha occhi di un nero concavo, nell’oscurità della stanza scintillano, di una luce residuale e profonda, pozzi bui di stelle lontane, mi catturano con il loro acume melmoso, io mi sento di una nudità ancora più denudata, una figurina secondaria dell’umiliazione fisica, ha le pupille dilatate e la bocca leggermente socchiusa in una sorta di sorriso definitivo e compiaciuto, guardo il suo seno, i suoi fianchi rotondi e sensuali, ha messo la gonna di pelle nera di quella fotografia, piccole linee rigonfie sui glutei delimitano il contorno delle sue mutandine, porta calze velatissime, che sfumano come in un’aureola evanescente intorno alle caviglie sottili.

Un tacco lungo affinato e indecente, prolungamento dei suoi stessi pensieri, la fa sembrare altissima, sottile e potente. Mi rendo conto che il suo abbigliamento rappresenta meticolosamente qualche parte di me, lo conosco già: era in tutte le conversazioni notturne davanti al computer e in ogni fotografia che ci siamo scambiati al mercato osceno della comune perversione. Questo appuntamento è il capolinea, pericoloso, inopportuno quanto inevitabile, come un destino accessorio e secondario nella mia vita, un ramo della mia fantasia che pensavo seccato dalla banale quotidianità di una vita tranquilla, ma che ora rivive percorso da desideri troppo ingombranti e veloci.

Ci sono arrivato per inerzie successive, con la speranza che lei non ci fosse: avrei aspettato un po’ e poi sarei andato via col cuore sollevato. Ora mi guardi come un felino addomesticato da circo, so che non puoi farmi del male ma ho paura di te. Mi fa un po’ male a sinistra e sento caldo davanti e freddo, alla schiena. Il legaccio al polso lo hai serrato di più e ora mi duole, mi sento aderente e consono alla curvatura di questa sedia, ne seguo gli angoli col mio corpo, formando un segno visibile, come un quattro nell’ombra.

Provo a muovere le gambe ma rimangono serrate alle legature, così pure le braccia, sento formicolii gelidi diffondersi attraverso le vene in una direzione tra fuori e dentro, tra pelle e anima.
“Ora ti lego alla sedia – mi hai detto – vedrai che ti piace, ho portato le corde, lo farei con le calze ma il patto era che io restassi vestita, ricordi?”.
Il pesante nastro adesivo grigio posato sulle labbra da zigomo a zigomo mi obbliga a respirare col naso, sento le mie labbra paralizzate come appiattite in un’espressione di stupore.

Passi i tuoi occhi dappertutto sul mio corpo bianco, li fai scivolare nelle pieghe delle ascelle, fai scrutare loro le spalle, li fai scendere lungo il declinare dolce del torace fino alla pancia, poi verso la piega tenera del bacino, per tuffarli sul mio sesso, e farli poi riaffiorare più avanti e giù veloci e famelici per le gambe, fino alle caviglie serrate alla sedia con la corda sottile e penetrante. Per associazioni di immagini ora guardi i miei polsi, e chiudi il cerchio e la gabbia in cui mi hai rinchiuso.

Non sento emozioni catalogabili nel senso comune del termine, quanto piuttosto un languore, un formicolio, che si diffonde al limite esterno della mia pelle, come a difesa o in attesa di qualcosa. Non sono eccitato, non lo so perché, forse per dispetto o forse è colpa di mia moglie, ma il mio membro se ne sta afflosciato come svuotato o scuoiato da tribù primitive della mia coscienza. Lei se ne accorge e con un’ombra di disprezzo negli occhi pare all’improvviso animarsi di lussuriose intenzioni.

“Cos’è? Non ti piace? O non ci hai mai provato? Guardami, ora mi tocco per te”.
Avrei voluto darle dei baci, piccoli baci di superficie per capire chi fosse e magari trovare la via, ma ora, da questa posizione, mi stanno balenando nella testa migliaia immagini di sue possibili versioni e possibilità. Vedo la sua mano salire su per il suo petto, seguire lentamente la curva tenera del seno, insinuarsi nella piega della camicetta di raso, poi in successione rapida vedo il seno nudo, chiaro e il capezzolo viola e turgido.

L’altra mano, seguendo itinerari opposti, è affondata tra le cosce, premuta contro un punto basso del ventre, le ginocchia si sono unite e formano una sorta di tenaglia nella quale è racchiuso il suo sesso.
Il suo respiro si fa pesante, sembra assumere forme e volumi e viaggiare sulle stesse onde dei riflessi del fuoco su di noi, sento il cuore che mi batte sul collo, pompa sangue e attesa e sudore. Ora mi fissa di nuovo e i suoi occhi sono pugnali lanciati, sento un languore su per la schiena gelida, intanto lei si solleva un poco la gonna e si sfila le mutandine, le vedo a terra tra le sue scarpe, si china a raccoglierle, si avvicina e me le passa sulla fronte e poi me le preme sul naso “Senti il profumo del mio sesso, sai quante volte l’ho sentito sulle mie dita quando ci parlavamo di notte.

” Parla con una voce sussurrata, che mi arriva trasportata dalla luce del fuoco insieme all’odore denso e pungente del suo sesso, mi viene da pensare all’odore del mare nelle mareggiate d’inverno. Ora si abbassa, la vedo inginocchiarsi davanti alla mia sedia, vedo la sua testa passarmi a pochi centimetri, ne subisco il profumo, ma ho una percezione dilatata della realtà per cui il movimento di lei mi sembra lunghissimo, infinito, lei guarda in direzione del mio pene, lo sfiora col suo respiro, ci sento sopra il peso dei suoi occhi che scrutano e del suo naso che aspira, mi predispongo a percepire una qualsiasi sensazione umida di contatto che dia una direzione al tutto, invece lei gira la testa di lato e dice “Dai entra ! Puoi entrare ora !”.

E’ come se si accendesse una flash nella mia testa, per un attimo tutte le idee si fermano abbagliate e non capisco bene cosa stia accadendo, lei ha i gomiti poggiati sulle mie ginocchia nude, sento una pressione e capisco che si sta alzando. Di fianco qualcuno o qualcosa si muove, quasi ne intuisco il calore e il volume, l’ombra si espande laterale e si avvicina a lei, ora lo vedo, un uomo alto e vestito con una giacca blu e pantaloni grigi, ha il viso liscio e un’espressione per bene, gli occhi hanno angolature a scendere, ha capelli lunghi, tirati indietro e raccolti in un corto codino, lei gli va incontro e lo abbraccia, dopo un tempo incalcolabile, si voltano dalla mia parte, mi viene da pensare ai cacciatori dei safari, lei dice: ”Ti presento mio marito”.

Il nastro adesivo mi preme sulle labbra, sento di avere un’espressione acquosa e poco comprensibile, il fatto mi rassicura, mi si allineano nella mente tutte le ipotesi più abiette e banali, mi viene da ridere e comincio a sudare di un sudore immaginario e mi sento ingabbiato in un vicolo dell’infelicità. Ora lui la gira di spalle, le poggia le mani sui fianchi, non parla, le solleva la gonna, vedo le sue natiche chiare brillare come di bianco vapore, lui ci poggia le mani sopra e le stringe con forza.

Lei ha inarcato un poco la schiena e ha chiuso gli occhi, sembra godere di quella stretta energica, ora si volta e si accovaccia piano davanti a lui. Seduta sui talloni mi guarda e mi pare di leggere in fondo ai suoi occhi tutta la scena che seguirà, gli sbottona la patta dei pantaloni e tira fuori il suo pene già eccitato, mi guarda di nuovo mentre passa la lingua sulle palle, poi a salire sull’asta, fino alla sommità della cappella, chiude gli occhi e ingoia tutto con una bramosia a****lesca.

Vedo il pene dell’uomo apparire e sparire nel senso della lunghezza intorno alle sua labbra, lo ingoia tutto e poi lo fa rispuntare umido e turgido, lui è come svenuto in un’espressione allucinata e contemplativa. Per lunghi minuti rimango come imbalsamato nel mio stupore, poi lei si accorge che il suo uomo è arrivato, allora si alza, lo porta vicino a me tirandolo per il pene, me lo vedo proprio davanti; lei gli passa alle spalle, e da dietro comincia a masturbarlo, vedo la sua mano vicinissima percorrere ferocemente l’uccello, ogni tanto si ferma e se la passa sulla lingua così per rendere il movimento più fluido, poi, come una scossa a bassa tensione che scuote l’uomo, lei stringe con più forza e lo fa esplodere forte, un fiotto caldo e violento mi colpisce tra il collo e la spalla, sento il contatto tra il liquido e la mia pelle come un tocco leggero ma denso, poi rivoli giù per il petto a sporcare la mia identità frustrata.

Lui si accascia quasi svuotato, lei lo aggira, si avvicina mi guarda e dice “Ti amo piccola troietta stupita, ora ti pulisco” si abbassa e comincia a leccare lo sperma del suo uomo, lo raccoglie con la lingua e lo ingoia con movimenti fluidi da palcoscenico, lui intanto ha iniziato a toccarsi di nuovo, ha appoggiato una mano sulla mia spalla per sorreggersi e guarda il mio pene. Lei lecca, io sento la sua lingua strisciare ruvidamente oppure dolcemente sulla mia pelle, scivola sul seme, se ne impregna e ingoia, piano piano la sento avvicinarsi, come un serpente untuoso al mio membro, ci gira intorno indolente e sorniona, l’odore dello sperma è pungente, mi sento umido e appiccicoso, lui continua a toccarsi, ora la visione della moglie lo eccita di nuovo, lei se ne accorge e con una mano si dedica a lui, contemporaneamente sento come una ventosa umida e viva, guardo e vedo che lei me lo ha preso in bocca e me lo risucchia forte in gola, sento la sua lingua premerlo sul palato, come a volerlo svuotare.

Onde violente mi partono dal cervello e vanno a riempire i campi essiccati dei miei sensi, la vista del pene dell’uomo che si ingrossa riempie tutto il mio campo visivo, sento come un bruciore al ventre, il fuoco continua a illuminarci con variazioni calde e diradate, disegna profili avvinghiati e spudorati, un ritmo lugubre e a****le si è insinuato tra le nostre figure e sincronizza i piaceri delle nostre solitudini, vorrei che mi strappassero la benda dalla bocca e sputare lontano questo piacere immondo che mi sta divorando, l’uomo pare leggere qualcosa nei miei occhi, prende il bordo del pesante nastro e lo strappa via.

Finalmente liberate le mie labbra si espandono al respiro, l’uomo ora non guarda più la sua donna ma la mia bocca, lei intanto mi fa sentire il calore della sua lingua tra le cosce mentre con la mano me lo stringe, mi viene come un guizzo rallentato di piacere dal ventre e la disperazione lentamente cambia forma e colore, sono immobilizzato, incastrato e stritolato tra leve di un piacere invincibile, l’uomo libera il suo pene dalla morsa della mano della donna, afferra la mia testa dalla nuca e la spinge in avanti contro il suo uccello di nuovo eccitato, io chiudo gli occhi e lo prendo tra le labbra, poi apro la bocca lo sento scorrere accompagnato da un colpo misurato di bacino.

Ora sono una puttana formidabile, sento il suo cazzo avanti e indietro sulla lingua, io ne seguo il profilo trovando di volta in volta la giusta pressione, ne percepisco le vibrazioni, che si ricongiungono a qualcosa della mia eccitazione, onde della stessa madre che mi attraversano schiantandosi nella bocca di lei che mugola rapita. Il seme dell’uomo è sgorgato lento e non copioso, l’ho sentito in gola scendere attraverso i miei sensi e bagnare i territori vergini e assetati della mia perversione, lui se lo tiene in mano, quasi dolorante e io gli stillo le ultime gocce con la punta della lingua, lei ha capito, scosta le labbra dal mio, il mio pene, e inizia a masturbarmi con il ritmo di chi vuole farlo scoppiare subito, lo fissa un attimo, i suoi occhi sono diamanti neri, io mi sento deragliare sopra a un brivido caldo e violento, l’uomo si china e la sua bocca si apre a rubare le prime gocce pure e opaline della mia verginità indecente.

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marika la moglie schiava(cap. 1 prologo castità fo

chi mi vuole contattare può scrivere a [email protected] com

Marika è una mia affezionata lettrice che non ha mai trovato il coraggio di manifestarsi fino a un giorno uggioso di fine gennaio.

Mi confida che è sposata, ma che spesso anche insieme al marito legge i miei racconti eccitandosi amorevolmente anche insieme a lui. La cosa però che le fa leggere e rileggere i miei racconti e a masturbarsi con essi è il suo immaginare che io sia un padrone perverso.

Mi dice anche che quando scopa con suo marito ha degli orgasmi molto più forti quando pensa ai miei racconti, alle mie storie e a un padrone perverso come me.

Devo dire che di primo impatto non avevo dato tanta importanza alle sue mail e pensavo che fosse la solita infoiata da sfumatura di grigio e non una vera schiava o una donna che esprimeva il potenziale di una schiava.

Marika capì il mio scetticismo e mi mandò le foto di una sessione che aveva fatto con una padrona.

Le foto erano molto belle , si sa infatti che sono particolarmente sensibile alle sessioni bdsm tra donne decisi quindi di metterla alla prova.

Come spessa mi capita per testare la volontà di sottomissione decisi di imporle la castità forzata,una scelta che si è rivelata più azzerata del solito data la volontà di sottomissione di Marika. Il suo essere continuamente in calore le rende difficile questa prova e il fatto che debba resistere alla voglia di scopare di suo marito per obbedire al suo padrone eccita in modo particolare anche me, infatti adoro schiave sposate sottomesse a tal punto di mettere le voluttà del loro padrone sopra il proprio marito.

Il primo giorno si rivela subito difficoltoso, dopo poche ore di castità già mi scrive che ogni mia parola la fa sobbalzare e che ha subito capito che questa prova sarà per lei un suplizio per esempio mi confessa che quando va in bagno si bagna al solo pensiero di non potersi toccare e questo la sta mandando in tilt. La sera mi racconta poi che quando stringe le gambe si sente tutta vogliosa e che suo marito la stuzzicava in continuazione perchè voleva scopare, ma lei si rifiutava.

Il giorno dopo mi racconta che durante la notte suo marito aveva sempre più voglia di scopare e che lei si è rifiutata facendogli solo una carezza e da qui ho capito che finalmente ho trovato una vera nuova schiava a cui avrei potuto far fare di tutto e su cui sfogare le mie perversione di dominatore.

La sera del secondo giorno si faceva per Marika ancora più difficoltoso comincia a bagnarsi senza neppure toccarsi, ogni volta che andava in bagno diventava umida e questa cosa la faceva impazzire.

Il terzo giorno si fa sempre più terribile per Marika ormai completa travolta dalla voglia le mutandine si inzuppano in continuazione della voglia repressa, bastano poche ore perchè si inzuppino delle sue voglie. Decido quindi per umiliarla ancora di più facendole indossare delle mutandine bianche: lo spettacolo è stato stupendo sono bastati pochi minuti per vedere la macchia bagnata con le sue voglie sulle mutande.

Suo marito nel frattempo è sempre più impaziente e sempre più voglioso di scopare e fa sempre più fatica a resistere alle sue avance finchè deve ammettere di essere diventata una mia schiava e che non può disubbidirmi, che le ho ordinato di stare una settimana in castità e che deve farlo per non essere punita severamente.

La reazione di suo marito fu da una parte compiaciuta dall’altra incominciò a insultarla volgarmente per sottolineare come avesse sposato una cagna, una troia contribuendo ad eccitarla ancora di più facendo soffrire maggiormente la sua passerina di voglia.

Le mie prime esperienze con il CAZZO..

Da adolescente facevo nuoto con frequenza quasi giornaliera per recuperare una postura sbagliata.
La piscina era frequentata da pallanuotisti..i semi professionisti avevano dai 25 ai 30anni..
Contrariamente al “pensiero comune” la piscina è un ambiente molto, molto gay..
A causa degli orari di studio intensi..mi trovavo negli spogliatoi spesso con il turno serale dei pallanuotisti.
Avendo spesso la testa tra le nuvole mi attardavo e spesso rimanevo tra gli ultimi ad uscire..
Non ho un ricordo di cosa kakkio facessi tutto quel tempo per prepararmi ma sta di fatto che negli spogliatoi ci passavo quasi un’oretta buona..
Ricordo in realtà, di quanto tempo passassi a guardare i loro corpi perfetti e scolpiti con qualcosa in più della normale invidia..una sorta di venerazione direi..
A metà inverno mi era capitato più di una volta di subire episodi di “nonnismo” tipici degli ambienti sportivi agonistici..
Tra di loro, credo tra i più grandi, c’era un ragazzo antipaticissimo e borioso..
Bello..alto..una statua..un bronzo di Riace..sguardo “malefico” e dotazione SUPER!!
Purtroppo mi aveva preso di mira e forse aveva anche notato che io (involontariamente spero) lo guardassi un pò troppo.

All’epoca ero ancora vergine..un adolescente timido ma curioso di scoprire qualsiasi cosa riguardasse il sesso in ogni sua forma..
Iniziarono gli “sfottò” un pochino più pesanti e iniziarono a prendermi in giro per il fatto che fossi ancora vergine in quanto il mio pisello non penzolava libero fuori dalla sua guaina ma era ancora chiuso come un “bocciolo prematuro”..
Non ho una grande “misura” e i miei 15 cm contribuivano a rendermi più inadatto al luogo ed a loro..
Una sera..mi bloccarono nella doccia..come in quelle scene dei film americani dove poi fanno qualche terribile scherzo al malcapitato di turno!
Bè qualcosa del genere..ma il finale fu diverso..molto diverso!
Di scherzoso c’era ben poco ed a lì a poco avrei capito che quella curiosità e quella maledetta voglia di guardarli e fissarli mi avrebbe messo in una situazione difficile..
In due mi tennero fermo nella doccia e lui, questo rompipallefacciadikazzo, mi allargò le gambe e prese la mia pisella tra le sue mani..
Iniziarono a schernirmi dicendo che erano settimane che li fissavo insistentemente..mi prese il cazzetto tra le mani ed iniziò a palparlo ed strofinarlo sulle sue grandi mani..io non mi scomposi e rimasi praticamente immobile..nè gridai né detti di matto..staccai semplicemente la mente dal corpo (fiducioso che in un luogo del genere avrebbero solo cercato di spaventarmi!!).

Lui si mise insistente ad armeggiare con il glande tirando giù la pelle della pisella..
Pizzicava con forza la cappella mentre un altro di loro mi tappava la bocca..
Ero fermo..bagnato della doccia..i vapori rendevano l’ambiente umido e caldo..
Iniziò con un accenno di sega a due mani..tipo prima una poi l’altra..
Il cazzetto ovviamente non rispondeva alle loro insistenti manovre..ero troppo agitato..troppo..
Poi lui dall’accappatoio fece spuntare il suo boa e come per mostrarmi quanto fosse più MASKIO di me iniziò a menarselo dicendo di fissarlo attentamente..iniziò a raccontarmi di quanti culi avesse rotto con quella mazza..e quante ragazzine si fosse portato a letto a differenza mia!
Poi quella mano me la fece annusare..e l’odore di CAZZO era forte, intenso..quel gesto, quel maledetto gesto provocò in me una sorta di sussulto nelle parti basse..
Se ne accorsero tutti..mollarono un attimo la presa quasi sorpresi anche loro della mia improvvisa erezione!!
Poi il bullo..riprese il mio cazzetto in mano e disse a tutti che ero eccitato come un FROCETTO!!
Ripartirono le offese..e lui iniziò a segarmi davvero..
Io chiusi gli occhi..immobile, mi abbandonai a loro..
Li sentivo tutti attorno a ,e..stringersi ed avvicinarsi..fino a quando capii che i loro CAZZI avevano voglia di usarmi..
E mi ritrovai con la mia pisella sempre più rigida nelle loro mani..
La sega divenne reale e fatta bene..
Sentivo i loro corpi vicino a me ed in quel fastidioso caldo umido mi lasciai così andare..
Un attimo prima..solo un attimo prima..lui arrestò la sua mano ed interruppe il mio inaspettato piacere di colpo!
Il bullo..direi oggi BULL..mi tirò la testa a se ed io capii che avrei dovuto assecondarlo..
Aprii la bocca e finalmente lui mise dentro il suo enorme boa odoroso..
Non avevo né mai fatto né mai ricevuto un pompino..lo avevo solo guardato sui giornaletti e su una videocassetta..
Inspiegabilmente però..mi trovai a mio agio e dopo pochi secondi passavo da un CAZZO all’altro succhiandomeli tutti avidamente quasi fossi una kazzo di skiavetta da gang..
Spompinai avidamente..con foga..sapevo bene che per levarmi da quella situazione avrei dovuto farli venire..e così feci..uno dopo l’altro..insalivandoli..gemendo..scodinzolando..sukkiando come una lurida cannetta..li feci venire tutti..skizzarono ovunque..sul mio viso..sul petto..
LUI però fu perfido..
Aspettò che tutti avessero dato al loro parte di “seme caldo” e mi costrinse ad ingoiare tutta la sua sbobba..calda..densa..non dimenticherò mai quella sensazione di impotenza e di sottomissione totale!
Mi disse che avrei dovuto segarmi anche io..e mi fece rendere conto che ormai..fino a quel punto ci ero arrivato da solo..perchè da diversi minuti non mi teneva più nessuno con forza!
Mi fecero girare verso la doccia..mi piegai in avanti un pochino e completai quell’opera di perversione davanti a loro..
Feci uno spruzzo pazzesco sotto i loro gridolini di apprezzamento!
Poi rientrai in doccia..aprii l’acqua e aspettai che tutti loro fossero andati via prima di uscire!
Fu una nottata complicata..ma strana..ebbi modo di agitarmi in preda a colpe che non avevo per poi lasciare andare in due seghe assurde sul ricordo di quando successo..
In quella piscina non tornai più..il timore e la profonda vergogna di rivederli mi tenne lontano da lì..
Ancora oggi non percorro mai quell’isolato a piedi..timoroso di essere attirato all’interno di quel luogo di sodomia e oblio totale..
Quella fu la mia prima esperienza bsx..ma da quel giorno capii che prima o poi mi sarebbe tornato il desiderio di CAZZO e di MASKIO..
Fu grazie alla TROIA di mia moglie che a distanza di tanti anni ebbi la riprova e conferma di essere cmq un passivo ossequioso e bisognoso di CAZZO..
A furia di vedere lei prenderne tanti così spesso mi ci sono ributtato a capofitto..ad oggi un pompino ad un grosso CAZZO è di sicuro una delle cose che preferisco fare..oltre che chiavarmi quella lurida di MIA MOGLIE!!.

Serata con la moglie troia

Lei era già a letto quando entrai in camera proveniente dal bagno , tra noi c’è grande intesa , sappiamo bene quali sono le serate dedicate al sesso senza bisogno di dirlo … sotto le lenzuola i nostri corpi si sono abbracciati e le nostre mani alla ricerca dei punti sensibili … all’inizio bisogna accontentare il tatto , stringere fra le mani le natiche o il seno aiutano ad eccitarsi … poi via il pigiamone , rimane solo il perizoma che indossato da lei che è di forme abbondanti quasi scompare ma risulta molto sexy.

Inizio ad annusarla , leccarla , morderla dappertutto , lei rimane passiva al momento , a cosce spalancate offre tutto il suo corpo ed io lo assaporo intensamente per un po’ ma poi il desiderio di prenderla si fa pressante e avvicino il mio cazzo al suo bacino , sfrego la mia cappella al suo monte di venere e poi affondo senza esitazioni nella sua passera umida tutto me stesso … lei mi accoglie nel suo nido caldo favorendo il mio compito , allarga le cosce al massimo sorreggendole con le mani e si offre come una puttana ai miei colpi potenti , un puro atto fisico , fuori e dentro con vigore primitivo , come fosse la prima volta , la porca apprezza tirandomi a se con le mani seguendo il ritmo della mia azione , io la scopo energicamente mentre le strizzo le tette e la bacio sul collo , dietro alle orecchie e scambio la mia saliva con la sua … dopo una decina di minuti rallento un attimo e mi sfilo , lei è già pronta … sa che io voglio che lo prenda in bocca e non esita un secondo , si china su di me e lo avvolge con le sue labbra carnose prima dolcemente poi con vigore fino in fondo alla gola … meraviglioso , appoggio le mani sulla sua nuca e la invito ad ingoiarlo tutto , fino a toglierle il respiro , la troia non si scompone , lo succhia come non avesse mangiato da giorni , io mi metto sopra di lei al contrario e comincio a leccarla anch’io , la sua passera è ancora grondante di saliva , la mordo fino a farle male , gli lecco il buco del culo mentre lo torturo con le dita e nel frattempo la scopo in bocca con forza ficcandoglielo fino alla trachea , lei rimane per alcuni attimi senza respiro e vedo lo spasimo ripercuotersi nella sua passera e nel culo … poi allungo le mani verso il comodino , apro il primo cassetto e prendo un grosso vibratore , è 10 centimetri più lungo del mio uccello e 2 più largo … un piccolo mostro , pari solo a quello di alcuni uomini di colore visti sui siti porno , lo struscio fra le sue labbra vaginali facendole prevedere che quella spranga affonderà nella sua passera … lei di istinto allunga la mano e lo tasta come volesse sentirne la misura nel timore di non riuscire ad accoglierlo , ma sa bene che nulla impedirà di averlo dentro di sé anche se sembra così enorme … e così succede … senza alcun problema lo spingo dentro di lei con dolcezza e decisione , è grande ma la sua figa lo è di più … gli piace da morire , penetra lentamente e completamente che è un piacere , lei continua a succhiarmelo con impegno , la maiala gode nel farsi sfondare da quel cazzo equino e continua a succhiare … succhia voracemente …
Dopo averla montata come una giumenta per una quindicina di minuti , le ho sfilato il cazzo da cavallo dalla sua toppa , mi sono girato e mi sono messo davanti alle sue cosce … ho insalivato il buco di culo della troia abbondantemente e ho fatto altrettanto col vibro … poi l’ho appoggiato al foro esercitando una discreta pressione … lei ha le gambe divaricate e le ginocchia sollevate a ponte , nel tenerlo premuto , essendo fatto di gomma , il vibro si ottunde ed aumenta il suo diametro , alla vacca non sembra dispiacere e non si sottrae alla spinta , anzi , ondeggiando leggermente il bacino cerca di accogliere il grosso fallo , vedo che cerca di farselo entrare millimetro dopo millimetro nonostante la misura , la vacca vuole quell’affare dentro di sé , è ansiosa di sentirsi sfondata , il suo ventre riflette il suo respiro … affannoso , incerto e timoroso , il vibratore gli fa un certo effetto ed è combattuta fra dolore e piacere … io credo le faccia più piacere … anche se a volte fa’ la schizzinosa , alla maiala piace farsi rompere il culo … continua a dimenarsi finché il fallo dopo alcuni minuti di spinta entra lentamente a fatica nel suo culo rotto da troia , è uno spettacolo , è grosso da far paura , il suo buco è stirato e gli dà sensazioni di gusto estremo , freme come una foglia al vento , lo gusta appieno nonostante gli provochi un po’ di dolore , si sente come una vacca da bordello e si tiene allargato con le mani le natiche mentre io lo muovo ritmicamente , non capisco bene se soffre o se gode da quanto il suo respiro è affannoso … avrei voluto fare qualche shitto ma il suo improvviso e intenso orgasmo ha mandato all’aria il piano … si rigira contorcendosi tutta e mugolando di piacere come una cagna , stringe le chiappe sul povero vibratore che quasi esplode … io continuo a masturbarle il clitoride e lei gode fino allo sfinimento … poi gli sfilo il vibro , la tiro verso di me e la scopo violentemente in figa fino a venirle dentro facendola godere ancora …che troia !!!.

UN INVITO A CENA

Sono appena tornato a casa , piuttosto brillo, dopo una serata decisamente molto strana. Un invito a cena dell’ultimo momento da parte di un mio dipendente, rumeno, appena tornato in Italia dopo una settimana di ferie in Romania.
Già di per se l’invito è risultato strano, perché io e lui, sebbene lavori per me da anni, non abbiamo mai avuto rapporti al di fuori dell’ambiente di lavoro.
Comunque accetto volentieri perché lui mi piace come persona, bravo lavoratore, simpatico e sempre disponibile.

Ha detto che voleva parlarmi, io e lui soli.
Non avendo idea di dove avesse prenotato, mi vesto sobrio, una camicia a maniche corte a righe blu e nero, pantaloncini stile blue navy, scarpe Adidas bianche e azzurre. Passa lui a prendermi. Alle otto puntuale la sua Golf è sotto casa mia. Entro in macchina e noto che il suo abbigliamento è molto sportivo. Pantaloni della tuta, canotta grigia. Infradito.
Subito gli chiedo dove avesse prenotato, e lui mi risponde che voleva una serata intima, in amicizia, e quindi andiamo a casa sua e cucina lui per me.

Ok, mi sta bene, ma perché mi sei venuto a prendere tu, so dove stai, sarei venuto io, penso e gli chiedo. La sua risposta mi lascia di stucco “Volevo essere galante!”mi dice. Però, mica male , penso.
Arriviamo a casa sua, nel suo appartamento, dove noto che ha già iniziato a preparare la cena. C’è un buon odorino!!!
” Mettiti comodo, fai come fossi a casa tua” mi dice. Lui è un bell’uomo di 54 anni, divorziato, brizzolato, pizzetto, fisico massiccio, peloso.

Mi sono sempre chiesto se ci fosse stato, non so, un sesto senso.
” Apro una bottiglia di vino rumeno, l’ho portato apposta per te!!”. Stappa un vino rosso e lo versa in due bicchieri. Brindiamo. ” A noi due!!” Dice. apprezzo.
Lui si rimette ai fornelli, io sul divano dopo il secondo bicchiere di vino sono già ubriaco.
” Di cosa volevi parlarmi?” Chiedo non sapendo che altro dire. Lui risponde” Dopo cena, ti spiego.

Ma mettiti pure più comodo, ti ho detto di fare come a casa tua. Non mi hai detto una volta che a casa tua stai sempre nudo?”. Io e la mia boccaccia da puttana!!! Ha ragione, una volta gli dissi proprio così.
” Vorresti che mi mettessi completamente nudo?” Chiedo io per essere sicuro. Lui risponde di sì, con naturalezza.
” ok, mi spoglio ma solo se lo fai anche tu” dico io
” ma certo!!” Risponde e si spoglia rimanendo nudo.

Lo seguo a ruota.
” Altro bicchiere di vino?” Chiede lui. Annuisco , e mentre lo versa nei bicchieri non posso non guardare il suo pacco. Un signor pacco!!! Forse arrossisco, ma credo sia colpa del vino. Brindiamo. Questa volta mi permetto di decidere io ” brindiamo al tuo bellissimo uccello!!!” Cazzo, sono ubriachissimo. Ma il brindisi ha successo.
” Tu pensi che il mio cazzo sia così bello da meritare un brindisi?” Chiede lui, e se lo tocca come per sistemarlo e metterlo in posa.

“Io credo che meriti più di un brindisi, hai un pene molto notevole. Ma questo lo sai anche tu. ” Rispondo scolandomi tutto il bicchiere di rosso.
” Allora a questo punto devo dirti il perché di questo invito a cena. Ma tu avrai fame! Vuoi prima mangiare?” Chiede.
Io incuriosito più che mai dal motivo della mia presenza a casa sua, tra l’altro entrambi nudi, gli rispondo che non ho fame, casomai più tardi.

Allora lui spegne i fornelli, viene a sedersi sul divano con me, si accende una sigaretta e mi spiega.
” vedi, caro Guerrino, sono andato una settimana nel mio paese in Romania, perché dovevo firmare le carte del divorzio definitivo. Solo che non pensavo fosse così difficile e doloroso. E quando dopo due anni che non vedevo mia moglie, la mia ex moglie ormai, la vidi entrare nell’aula del tribunale, era così bella che mi ha preso un colpo al cuore.

Mi sono accorto di amarla ancora. Prima di firmare le ho chiesto di poterle parlare in privato. Lei guardandomi con una freddezza spaventosa mi rispose di no. E quando la implorai di concedermi solo 5 minuti, lei rifiutò ancora. Anzi mi disse che potevo dirle la, davanti a tutti quello che desideravo dirle. Allora non avendo alternative le feci una sola domanda “. E si ferma per un attimo di parlare.
” Che cosa le hai chiesto” domando curioso.

” Le ho chiesto perché mi avesse lasciato”. E si ferma ancora. Lo vedo in netta difficoltà.
” Se non te la senti di dirmi cosa lei ti ha risposto non ti preoccupare, posso capire, sono cose molto private” gli dico sentendomi Pinocchio.
“Te lo devo dire , perché è la ragione per cui ti trovi qua. Lei seria e glaciale rispose che il mio cazzo e’ talmente piccolo da non essere riuscito mai a procurarle un solo , un unico, miserabile orgasmo!!!!!” Il silenzio cala nella stanza.

Gli guardo il cazzo, poi lo riguardo meglio, e inizio a riflettere, io di cazzi ne ho visti tanti, un numero non quantificabile, di grandi e di piccoli. Anche molto piccoli. Il suo, seppur non in erezione, aveva una misura medio alta, che se anche eccitandosi non fosse cresciuto di un millimetro, non si può considerare in nessun modo un pene piccolo.
” E tu cosa le hai risposto? Come hai difeso davanti a tutti la tua virilità? Perché non puoi avere accettato una simile menzogna!!!” Gli chiedo anche un po’ alterato.

” Mi vergogno a dirtelo, ma ti confesso che l’imbarazzo è stato talmente forte da ammutolirmi. Volevo solo uscire da quella grande stanza e nascondermi sotto terra. Dopo avere firmato, umiliato e ferito me ne sono tornato a casa dei miei e mi sono chiuso nella mia camera per due giorni!!” Dicendomi questo, non alza neanche lo sguardo, e con le mani si copre il sesso, chiudendo le gambe. È chiaro che seduto di fianco a me c’è un uomo ferito nel l’orgoglio, spogliato di ogni sicurezza e derubato della sua virilità.

Mi ha fatto una pena incredibile. Un uomo come lui, bello, alto, forzuto, maschio, ai miei occhi all’improvviso diventa piccolo e insicuro come un bambino. Devo fare qualcosa, è chiaro che se sono qua è perché ha bisogno di aiuto. Non so perché ha scelto me, non so che cosa voglia da me, ma decido di fare di testa mia. Beviamo un altro bicchiere di vino e a quel punto mi sento un supereroe.

“Tu hai un bellissimo cazzo, e ho intenzione di dimostrarti quanto può far godere una troia come me. Ci stai?” E alzando lo sguardo con un cenno di sorriso mi risponde di SÌ.
” Bene, tu ora lasciati andare e rilassati che in questa prima parte faccio tutto io. Allarga le gambe , accenditi una sigaretta e goditi la prossima ora!!”
Detto e fatto, a gambe larghe si accende una sigaretta, e mi posiziono a 4 zampe davanti a lui.

Inizio a leccargli i piedi. Prima uno, poi l’altro. Mentre lo faccio gli osservo il pacco. Ha davvero due palle grosse e un pene notevole. Passo la lingua sotto le piante dei piedi, succhio le dita, lecco tra una e l’altra, lentamente. Voglio che si senta un Re. Lui apprezza moltissimo, tanto che vedo il suo uccello crescere.
“Chi è il più maschio di tutti?” Chiedo a lui.
“Suppongo che dovrei risponderti IO!!”.

Non ci siamo ancora , devo fare di più. Salgo leccandogli le gambe pelose, fino ad arrivare ai coglioni. Grossi, pelosi, sudati. li divoro letteralmente!!! E lo sento gemere, e lui sente me gustarmi le sue gustose palle.
“Chi è il più maschio di tutti?” Richiedo.
“Inizio a sentirmi io!!!” Bene , continuò. Senza usare le mani, afferro al volo il suo cazzo con la bocca, duro, grosso, nodoso. Lo succhio lentamente.

Mentre lo faccio penso, le donne sono tutte cretine. Lo prendo tutto in bocca, e mentre gli faccio uno dei miei migliori pompini, cerco col culo uno dei piedi e mi infilo l’alluce su per il buco e me lo scopo. Godo io, gode come un pazzo lui. A bocca piena gli chiedo
“Chi è il più maschio di tutti?”
” io cazzo, io sono il più maschio!!!” Ci siamo quasi.
” Allora maschione infilami il cazzo nel culo, e scopami come una Troia!!” Detto e fatto.

Così semplice. Mi prende per i fianchi e mi posiziona a pecorina sul divano. Mi allarga le chiappe e mi sputa sul buco. Ci appoggia la cappella e con un colpo secco mi infila tutto il cazzo dentro. Fa male, ma fa godere da matti. Soprattutto quando inizia a pompare come un matto. Il vino fa la sua parte e io gemo sempre più forte. Mi sbatte in modo superbo. Poi mi gira a gambe all’aria e riprende a trombarmi.

Lo guardo in faccia, e la sua espressione è cambiata. Vedo un uomo, un vero uomo che sa come usare il suo cazzo per far godere una donna o un uomo che sia. Mi fissa con uno sguardo da porco e sento il suo piscio scaldarmi le viscere. Bravissimo.
“Chi è il più maschio di tutti?”chiedo ancora con la voce rotta dal piacere.
” Io sono il più maschio troia!!! Ed è esattamente quello che ho detto a mia moglie mentre piangendo mi supplicava di non lasciarla.

Ma io sai cosa le ho detto”
E continua a sbattermi mentre i miei occhi sgranati rispecchiano la confusione che all’improvviso mi riempie la testa.
“Le ho detto che un maschio come me ha bisogno di scopare delle troie focose, non una frigida e incapace come lei!!!!” E nel dire queste parole mi schizza dentro e lancia un urlo da a****le.
“Cazzo tu si che sai come far godere un uomo, grazie bella troia!!!”.

E mi lascia la, sul divano, confuso, fregato, sporco, fuori e dentro. Mi vesto e mi faccio riaccompagnare a casa. In macchina gli chiedo perché mi avesse raccontato tutta quella storia all’inizio, che ci sarei stato comunque.
“Chissà perché ma quando vedete un uomo in pena, ci mettete più intensità nel fare l’amore, in due parole diventate più troie. Chissà perché, è sempre così “.
Sono passate più di 5 ore e ancora mi sto chiedendo se non avesse ragione.

FINE.

LETTERA AD UN POTENZIALE AMICO

Caro Lorenzo,
io sono Gianni,noi non ci conosciamo, almeno per ora,tu hai risposto ad una mia inserzione su FERMOPOSTA, di cui ti invio una fotocopia.
Nella tua lettera dici che probabilmente abbiamo gli stessi gusti, credo che tu abbia perfettamente ragione, infatti mi sembra di capire che,anche a te,faccia piacere mettere in mostra la tua signora provocando eccitazione negli uomini che l’ammirano ricavando da tale situazione un intimo godimento.
Io ritengo di essere ad oggi, più fortunato di te in quanto mia moglie ha accettato,non solo di mostrare, ma anche di concedere le sue grazie ad altri uomini,che l’hanno scopata con gusto, facendomi letteralmente impazzire di goduria quando l’ho sentita gridare in preda alla libidine più sfrenata ed ho visto gli uomini abbattersi sfiniti sul suo corpo dopo averle inondato di sborra la fica,il culo,la bocca ed il viso.

Ti allego alcune fotocopie, non ben riuscite a dire il vero, che potremo ammirare insieme in originale se il nostro rapporto,che pare parta nel modo giusto,abbia un seguito.
In esse si vede mia moglie,da me fotografata, mentre si fa sbattere,inculare o fa pompini sia a ragazzi bianchi che a negri.
Essendo state shittate in stagioni differenti potrai notare che, in quelle circostanze,la mia signora indossa la sola pelle, o calze tenute su da un reggicalze oppure una guepiere, queste
ultime preferibilmente di colore nero non disdegnando il bianco.

Mia moglie é solita esordire con un pompino accompagnato da un sapiente massaggio alle palle,fino a quando quelli che inizialmente lei definisce UCCELLI non si trasformano, per la sua maestria, in MAZZE DURE, a quel punto é solita aprire le gambe e farsi stantuffare in fica il più a lungo possibile.

Il più delle volte,però, preferisce estrarre il cazzo dalla fica e portarselo sul buco del culo facendosi così inculare nel modo che più le piace, cioè in modo selvaggio e violento, con suo sommo godimento qualunque sia la dimensione di quelli che lei definisce anche PESCIONI.

Infatti, l’ho vista farsi sfondare il culo da negri megadotati, ai quali non sembrava vero di poter rompere il culo ad una donna bianca e che quindi ti lascio immaginare con quanto veemenza e forse anche con una punta di sadismo sprofondavano le loro mazze nel burroso culo di mia moglie.
Sempre,quando ho potuto,ho ripreso queste scene, esse sono motivo di sempre nuova eccitazione,ogni qualvolta io e mia moglie le rivediamo, rivivendo quelle bellissime esperienze che hanno, contrariamente a quanto si può credere, cementato la nostra unione tanto che ci adoriamo e siamo una coppia felicissima.

Ma bando alle mie memorie, passiamo a te ed alla tua signora.
Sono perfettamente disponibile a commentare una cassetta della tua signora usando il linguaggio appropriato alle scene, comunque voglio anticiparti che,vedendo le foto che mi hai inviato, ho fatto delle considerazioni ed ho così fantasticato.
Innanzitutto devo dirti che tua moglie ha due meravigliosi seni tra cui vedrei adagiato uno di quei PROBOSCIDONI che hanno tra le gambe i negri, ed ho immaginato tua moglie che,strofinandolo con le sue mammelle,lo induriva e scapocchiava leccando, appena le raggiungeva le labbra,la grossa capocchia dell’arrapatissimo negro, fino a farselo scoppiare sul viso,infilandosi in bocca quanto più possibile la mazza e bevendo golosa la sborra che sgorgava copiosissima, è uno dei giochini preferiti da mia moglie.

Inoltre, penso che un uomo impazzirebbe a leccarle lo stupendo corpo, dandole,ora a succhiare, ora a farselo menare l’uccello per vederselo trasformare in duro cazzo degno di una tale femmina,per poi cominciare ad affondarlo, nella bocca che mi sembra non aspetti altro, in quella sicuramente sugosissima fica, in quell’arrapante e certamente sfondato culo.
Adesso termino qui un commento che richiederebbe una vita,in quanto credo che tua moglie sia un perfetto a****le da letto.

Nella tua risposta,ti prego di esprimere un tuo parere sul tono della mia lettera,(commenti scarsi, giusti o pesanti); mi regolerò di conseguenza per il futuro.
Se ti fará piacere sentirmi telefonicamente, puoi inviarmi un tuo recapito con gli orari più idonei a questo tipo di conversazioni.
Se mi permetti di darti un consiglio, prova ancora a convincere tua moglie ad accettare degli incontri multipli per due motivi, i primo perché impazzirai di gioia a vedere tua moglie godere, PERCHE’GODRA’, alle prese con più uomini infoiati che le tappano tutti i buchi facendole una doccia di sperma, ed in secondo luogo perché é da egoisti voler tenere solo per sé un PUCCHIACCONE come la tua signora,la quale, pur avendo io una moglie parimenti chiavabile, mi ha fatto arrapare ammirandola in foto,tanto da farmi sparare una sega bestiale.

Inoltre, guardandola e riguardandola sono convinto che sia in grado di soddisfare contemporaneamente due uomini con le mani, uno o due con la bocca mentre uno la pompa in fica ed un’altro le spacca il culo.
In tale evenienza,la logica conclusione é quella che spesso adotto con mia moglie. Alla vista di situazioni del genere, mi avvicino a lei per quanto molto indaffarata e le porgo il mio cazzo in bocca, lei lo avviluppa con tutta la tenerezza possibile ed ingoia tutta la mia libidine e completiamo il tutto con un profondo bacio d’amore.

Auguri, ed a presto.

…più di una SPA naturista!

un giovedì qualunque sul lago di Garda. Bellissima giornata. Marie ed io passeggiamo in tarda mattinata sulle rive del lago nei dintorni di Desenzano. Lei indossa un vestitino leggero corto quel che basta per lasciare intravedere le bellissime gambe abbronzate rese ancora più slanciate dal tacco 12 che indossa con spavalderia. La stoffa leggera del vestitino stretto in vita da una spessa cintura di pelle evidenzia i fianchi sottoli e lascia indovinare i magnifici seni.

Certo non passa inosservata mentre la brezza del lago le scompiglia la cashita di capelli ramati. Passeggiamo chiacchierando. Lei inconsapevole (forse) degli sguardi che attira sia degli uomini che delle donne. Ci fermiamo in un bar del centro per l’aperitivo solo il tempo per decidere dove mangiare. Optiamo per un ristorante con la terrazza sul lago. Non ho portato casualmente Marie sul lago, ho uno scopo, ancora non dichiarato perché temo che mi mandi a quel paese, cerco di trovare il coraggio per farle la proposta, coraggio che non riesco a trovare.

In un tavolo non troppo lontano dal nostro pranzano due uomini sufficientemente distinti che continuano a guardare Marie.

Uno di questi, seduto di spalle continua a girarsi per osservarla. Io che pure sono abituato a queste situazioni trovo la cosa poco elegante, lo faccio notare a mia moglie che condivide ma pare non disprezzare. Ti guardano come se fossi nuda –le dico- Pensa se lo fossi davvero come ti guarderebbero.

Lei sorride e torna a dedicarsi al pesce alla griglia che sta mangiando. Insisto: sarebbe divertente vedere che effetto faresti girando nuda per un locale…una cosa tipo club naturista. Altro sorriso sornione. Insisto: ho letto su internet che nei dintorni c’è un club naturista molto rinomato, perché non andiamo a vedere solo per dare una occhiata ? Nemmeno mi degna di risposta ma la gonna comincia casualmente ad alzarsi. I due signori del tavolo vicino cominciano ad agitarsi tanto che quello seduto di spalle cambia posto per vedere meglio.

La gonna sale sempre di più, la loro agitazione aumenta. Ormai non staccano più gli occhi da mia moglie. Le gioca e io mi diverto. Gioca e si eccita. approfitto della sua eccitazione per insistere. Allora…cosa mi dici della idea del club? passano due o tre interminabili minuti poi mi guarda con fare malizioso e mi risponde che se era solo per dare una occhiata potevamo andare ma –mi dice- tu sai che non sono posti adatti a me, non mi sognerei mai di lasciarmi toccare da qualcuno che non conosco.

Non ci speravo. Cerco di nascondere la mia eccitazione con scarso successo. Controllo l’indirizzo e gli orari del club sul cellulare. Apre alle 15:00. Ormai non riesco più a mangiare nulla, lei invece continua a giocare con i due. la gonna si è alzata al punto di lasciare intravedere le mutandine nere che indossa. Nere e con tutta evidenza …umide. Ore 14:45 paghiamo il conto e prendiamo la via del club. Un ultimo sguardo malizioso ai due e lasciamo il ristorante.

Pochi chilometri per arrivare al club. Location molto discreta, dall’esterno sembra un capannone industriale. Entriamo e ci accoglie una signora che non si può definire simpatica ma certo efficiente. Ci attrezza con le ciabattine i teli di spugna ci fa presente le regole della casa e ci accompagna agli spogliatoi che, guarda caso, non si distinguono tra maschi e femmine. Cominciamo a spogliarci in compagnia di una coppia in verità non troppo bella. Marie si spoglia ed io la aiuto a riporre gli indumenti nell’armadietto.

Gesto fatto sia per gentilezza sia per verificare che le mutandine fossero bagnate e…. sono bagnate fradice. Le speranze aumentano
Questo voglio sentire…se la sua è una effettiva indifferenza oppure…. beh…. oppure!!! hahahaah
La mia eccitazione comincia a crescere dando segni evidenti. Lei indossa il telo di spugna fino a coprirle i seni ma lasciando inevitabilmente scoperte le gambe, lunghe e bellissime. Cominciamo a visitare il locale: zona sauna…zona piscina idro…bagno turco…bar e zona relax all’interno, all’esterno hot garden con piscina idro labirinto e stanza del sale.

Gli occhi dei presenti si sgranano al passaggio di Marie ma lei sembra non dare particolari segnali di interesse. Decidiamo di iniziare con la sauna. Entriamo e la troviamo abbastanza affollata. Un paio di coppie non troppo interessanti stavano giocando tra di loro. Marie non sembra particolarmente interessata, nemmeno si toglie e il telo. Decide per la vasca idro. Usciamo dalla sauna, inevitabilmente per entrare nella vasca deve togliere il telo, lo fa sul bordo della vasca con un movimento provocatorio.

Immersi nella vasca ci sono tre bei ragazzi che osservano Marie rapiti, … evidentemente non si aspettavano una simile visione. In effetti in fisico scultoreo di Marie sembra scolpito dal Canova Boccheggiano. Entriamo cominciamo ad abbracciarci baciarci e toccarci sotto il pelo dell’acqua mentre i ragazzi guardano. Non resistono a lungo. Il primo ragazzo, il più bello e evidentemente il più intraprendente si avvicina a mia moglie e allunga una mano sotto l’acqua fino ad accarezzarle l’interno della coscia.

Mi aspettavo che lo allontanasse invece con mio grande stupore allarga spudoratamente le gambe. Il ragazzo raccoglie il messaggio, comincia a toccarla ovunque, la bacia sul collo. Marie si discosta da me per godere appieno di quell’approccio spudorato. Lo lascia fare, le offre la bocca da baciare poi con un gesto felino si mette a sedere sul bordo della vasca a gambe divaricate. Il ragazzo, che scopriremo poi si chiama Gianni, capisce il messaggio e tuffa la testa tra le gambe di Marie che sembra ormai persa.

Un altro ragazzo ormai coinvolto dalla scena , esce dalla vasca e mostrando un fisico e una dotazione poco comune, dura, durissima e spavalda, si avvicina a Marie che stava godendo senza ritegno della lingua del primo arrivato e le infila il magnifico cazzo in bocca che lei spalanca e fa entrare fino in gola.
Mi allontano per lasciare spazio anche al terzo che intuisce l’invito, anche lui comincia a toccare Marie.

Lei è ormai persa. Una lingua tra le gambe…un magnifico cazzo in bocca e un terzo che la tocca ovunque. Mi allontano per godere appieno di quella scena, una visione inaspettata per me. Mi tornano alla mente le parole di Marie: Non è il posto per me…non mi sognerei mai di….
La mia erezione è smisurata…. mentre Marie si lascia travolgere da un orgasmo incontenibile.
Si ricompone…allontana i ragazzi tranne Gianni e si avvicina a me portando il ragazzo che con molta cortesia si presenta.

Rimaniamo un po’ a parlottare, Gianni dimostra di essere una persona intelligente e colta, una piacevole compagnia oltre che un bellissimo ragazzo. Moro, alto non meno di 1. 85 occhi verdi e un enorme cazzo che continua a rimanere duro. Marie non smette di accarezzarlo sotto il pelo dell’acqua mentre parliamo. Lo tiene in mano quasi avesse paura di perderlo. Decidiamo di andare al bar a bere qualche cosa. Gianni ci accompagna.

Tutti e tre indossiamo il telo di spugna che non nasconde la mia e l’erezione prepotente di Gianni che sembra ormai rapito da Marie. Con i bicchieri in mano ci accomodiamo sugli sdrai, Marie in mezzo a noi. Le chiacchiere continuano mentre lei con fare molto disinvolto infila la mano sotto il telo di Gianni godendosi quel membro smisurato con fare sognante. Propongo la stanza del sale (dagli effetti notoriamente benefici) entriamo …lei si sdraia nuda sul ripiano e Gianni ed io cominciamo a massaggiarla col sale.

Nella stanza è presente una biondina assai carina che osserva la scena. Io da un lato, Gianni dall’altro continuiamo a massaggiare Marie che non molla l’attrezzo di Gianni, prima sdraiata sulla pancia poi ad un tratto si gira sulla schiena e apre le gambe. E’ eccitata da morire, mugula e gronda umori, spalanca le gambe (un chiaro invito per Gianni) che capisce, si pone davanti a lei e le infila il magnifico cazzo tra le gambe.

Bastano pochi colpi e Marie esplode in un orgasmo senza fine. La biondina presente si avvicina con un gesto gentile scosta Gianni e comincia a leccare Marie tra le gambe con una maestria veramente degna di nota. Altro orgasmo di Marie esplosivo. Piccola pausa poi con fare sognante lei si alza e si ricompone. Indossa il telo e mi dice…dai amore…si è fatto tardi, vogliamo andare? Saluta Gianni e riprendiamo la via di casa senza commenti.

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Tecnica per esibizionista in Bed & Breakfast

Dopo un po’ di esperienza eccovi servita una lezione per chi vuole iniziare ad esibirsi.

All’esibizionismo ci sono arrivato casualmente, come mia moglie (potete leggere il suo resoconto nella storia del Circolo Culturale). Ad un certo punto ho iniziato a pianificare come potermi esibire.

Non mi piace esibirmi all’aperto, preferisco esibizionirmi a sconosciuti senza destare clamore e senza sconvolgere troppe persone. Così l’occasione ideale si è proposta quando per lavoro ho iniziato a frequentare Verona e dovevo starci anche a dormire.

Verona è una città stupenda ma i bed & breakfast sono molto cari, soprattutto se c’è qualche evento o concerto importante in Arena. Fatto sta che ho potuto girare ogni sorta di posto, dalla topaia a quello elegante. Questi luoghi sono stati una palestra per il mio esibizionismo, ed ora desidero condivere con voi la prima di queste avventure.

Sono finito in un B&B becero, un po’ disordinato, in un edificio vecchio poco fuori dal centro.

Mi pare si chiamasse “Easy sleep”. La cosa buona dei posti vecchi è che le serrature hanno tutte il foro della serratura da cui spiare; un’altra cosa buona è che il bagno è in comune, eh eh…

Così quella volta sperimentai con successo la mia tecnica. Io ho sempre pianificato di mostrarmi nudo facendo finta che “per sbaglio” avessi lasciato la porta della camera o del bagno aperta, o non chiusa a chiave.

Quella sera come ospiti c’eravamo io, una ragazza di colore molto in carne, e una giovane sui 30 anni bionda dall’accento dell’est europa. Quindi, se mi fossi esibito avrei avuto solo pubblico femminile: dunque ok, si può procedere; poi mi sono rilassato un po’ e ho iniziato a gustare un po’ di immagini su questo sito affinché il mio uccello si presentasse bello sull’attenti. Dopodiché ho aspettato che fosse l’orario da dopocena, presumendo che di sera qualcuno dovesse andare in bagno per lavarsi i denti o per una doccia, quindi mi appostai in bagno senza chiudere la porta e continuando a menarmi l’uccello per tenerlo in erezione.

Cercai una posizione che potesse farmi apparire come se fossi tranquillo in bagno ma facendomi i fatti miei, ma che mi permettesse di vedere la reazione di chi sarebbe entrato. Così scelsi di stare di fronte al lavandino, accanto alla porta. Mi resi conto di un problema: con il corridoio buio le altre ospiti avrebbero notato la luce proveniente dalla serratura, così con un po’ di carta igienica lo tappai.

Aspettai, quanto aspettai…? Più di un’ora, dalle 21 alle 22.

15. Stavo lì, nudo, menandomi l’uccello in continua concentrazione per percepire l’arrivo di qualcuno. E fantasticavo sulle reazioni di chi mi avrebbe visto. Sarei stato estasiato se una ospite dopo avermi visto avesse accennato ad un sorriso compiaciuto; oppure immaginavo che dopo aver apprezzato il mio pene un’ospite entrasse in bagno e si denudasse per ricambiare il favore… see… figurati.
Finalmente verso le dieci rientra qualcuno. Il cuore inizia a sobbalzare, il respiro si spezza, gelo, ho mille pensieri dal “che cazzo sto facendo” al “dai, non mollare, è da tanto che fantastichi su questo”.

Però nessuno entra in bagno. Ma io attendo, sempre più teso, quasi agitato, e dopo essere rimasto fermo con l’uccello in mano inizio a smazzarmelo nervosamente sù e giù, velocemente.

Ad un certo punto, un altro rumore: qualcuno sta uscendo dalla camera.

forse verrà in bagno.

tremo.

smetto di masturbarmi e mi preparo ad esibire il mio corpo.

sono un misto di paura ed eccitazione.

“che cazzo sto facendo” penso

“ormai sei qua, abbi coraggio” mi rispondo.

Ed ecco la porta si apre.
E’ l’ospite di colore grassoccia.
Appena apre la porta guarda dentro: i suoi occhi mi sono addosso.
Lei si spaventa, ha un tremito, blatera qualcosa dando un piccolo urlo.
Con vergogna abbassa lo sguardo, ma cercando la maniglia per richiudere la porta, rialza gli occhi, mentre è un po’ china, e cerca un’ultima volta la vista del mio uccello.

E se ne va…

Che emozione. Davvero che emozione, anzi: che misto di emozioni: soddisfazione, vergogna, orgoglio, eccitazione: tutto assieme.

Poi mi son rivestito e son tornato in camera.
Questa tecnica in futuro mi ha permesso ad ottenere varie reazioni diverse da parte di varie persone. Magari ve li racconto più avanti.

Io e mia moglie saremmo lieti di leggere le vostre tecniche per esibirvi.

Spero commenterete qua sotto, e spero qualcuno di voi mi racconterà se ha provato ad usare questa tecnica.
Ciao a tuttti.

Cosa non fare dopo un pranzo in famiglia

Ogni volta che ci vediamo so che mi osservi. Non posso dire che mi dispiaccia.
Sei un uomo affascinante, elegante, bello ma tenebroso. Sei l’uomo che sicuramente molte hanno desiderato e mi eccita ogni volta pensare e poi trovare conferma nei tuoi occhi sfuggenti che non puoi fare a meno di guardare proprio me, e il mio corpo giovane e snello.

Fin da piccola mi dicono che ti assomiglio e questa cosa mi ha sempre resa orgogliosa, tra i tre eri il fratello più bello, la mamma è sempre stata un po’ invidiosa.

Ogni volta che ti vedo c’è anche la zia e capisco che per te non debba essere facile, avete la stessa età ma i suoi 45 anni pesano sui suoi fianchi, la sua cellulite, i capelli sempre più radi e gli occhi sempre più stanchi. Tu invece riesci a rimanere affascinante sempre, o sono io che ormai non riesco a evitare di fantasticare?

Non posso credere di esserci riuscita, sì lo so che non si fa, lo sai anche tu, siamo zio e nipote, non si fa.

Non si dovrebbe fare.. Ma noi lo abbiamo fatto e mi vengono ancora i brividi a ripensarci..

Quella domenica eravate venuti tutti a pranzo da noi. Ovviamente, come per i ragazzini quando si esce la sera, mi sono messa in tiro apposta per te: trucco, jeans attillati, reggiseno col push up. E ho ottenuto come sempre quello che volevo, che tu mi osservassi e ti soffermassi più del dovuto quando ho distolto lo sguardo dopo il bacio di saluto e le due battute che ci scambiamo sempre.

Dev’essere dura la vita in una famiglia dove tua moglie non lavora e hai due figli tanto agitati che quando sei a casa non ti lasciano mai in pace, si nota dal tuo sguardo rassegnato, che avrebbe voglia di qualche distrazione ma non può, proprio non può.

Dopo quel pranzo è avvenuto il miracolo: siete soliti rimanere da noi, la zia chiacchiera con la mamma e i bambini giocano, ma non si sa come loro sono usciti per una passeggiata, io dovevo studiare, e papà era completamente preso dalla partita di rugby che davano dopo pranzo, rinchiuso nel suo studio.. Tu ti eri appisolato sul divano in salotto, e quando sono scesa per cercare il computer mi è venuto in mente di farti uno scherzo svegliandoti con un “Buh!” e una pacca sulla spalla.

Ti sei svegliato di soprassalto e così, sempre per giocare, mi hai presa per le spalle e tirata verso di te.. Ridevo come quando facevo la lotta con te da piccola. Ma questa volta era diverso, ridendo ti ho guardato negli occhi e ho capito di non poter resistere più, ti desideravo troppo. Presa dalla pazzia ti ho baciato, è durato poco perché volevo vedere subito la tua reazione.. Avevi l’aria stupita, ma non troppo.

Mi hai solo sussurrato: “Sei sicura?” e io ho annuito sorridendo. “Quando mi guardi con quegli occhi da cerbiatto impazzisco, letteralmente”.

Ero già completamente tua, e lo sapevi. Ho solo 18 anni e poca esperienza. Hai capito subito con grande piacere che mi sarei affidata completamente a te.

Mi hai stretto tra le tue braccia possenti per baciarmi di nuovo, mentre ti spostavi per metterti seduto sentivo le tue mani che mi scendevano lungo la schiena.

” Avevi voglia di toccarmi il culo vero?” “Sì, da quando ti è diventato così bello e sodo.. Non sai quante volte ho sognato di tenerlo tra le mani, senza sentire neanche un briciolo di grasso molle o cellulite” e mentre lo dicevi me lo stringevi tra le mani, mi ci hai dato una pacca e mi hai fatto sussultare. “Ti piace insomma?” “Lo adoro.. Ora voltati”.
Mi hai fatta girare di schiena e sedermi sopra di te, ti sei goduto la vista del mio culo che strofinavo sul tuo pacco, ormai troppo gonfio, lo sentivo da sotto i jeans.

Ho preso l’iniziativa e mi sono in ginocchio davanti a te, ti ho slacciato la cintura e tirato giù pantaloni e boxer tutti insieme.
Per quanto ti avevo osservato sapevo già che sarebbe stato notevole, tu invece non ti aspettavi che in un attimo me lo sarei infilato tutto in bocca. Te lo succhiavo con piacere e sembrava che anche tu apprezzassi molto.. Qualche leccata partendo dalla base fino alla punta e sentivo il tuo sforzo per trattenere possibili rumori in modo da non rischiare troppo.

La consapevolezza di provocarti un piacere così forte riusciva a farmi pentire sempre meno di ciò che stavamo facendo.

A un certo punto hai deciso di farmi smettere, mi hai tirata su per i capelli. ” Almeno puoi toglierti i pantaloni?” avevamo paura che spogliarsi avrebbe portato troppe complicazioni se fosse arrivato qualcuno all’improvviso.. Ma dopotutto ci vuole un attimo a infilarsi un paio di jeans.
Così ti monto di nuovo addosso e sento ancora meglio quello che hai tu, sotto le mutande, mentre mi struscio su di te come se la mia fica già bagnata non avesse mai sentito niente di più duro.

Ho fatto per baciarti ma mi hai allontanata, mi hai tirato su la maglietta e sei rimasto qualche secondo in contemplazione della mia terza abbondante di reggiseno, che nel frattempo si era spostato e lasciava già intravedere più di una semplice scollatura.. Allora hai portato entrambe le tette fuori dalle coppe e hai cominciato a leccarmi i capezzoli. Me li stringevi tra le labbra, li succhiavi avidamente, mi stavi facendo morire dalla voglia di essere presa e sbattuta da te violentemente.

E come se non bastasse, hai infilato una mano sotto le mie mutandine completamente fradice per toccarmi e farmi godere come non avevo mai goduto.
Ti ho amato in quel momento, ho cominciato a chiederti di scoparmi e tu non rispondevi, allora ti imploravo lamentandomi, e continuavi con quella bocca e quelle dita, allora ti odiavo, ma questo non riuscivo a dirtelo.

Al limite della mia sopportazione ti sei fermato e hai deciso finalmente di darmi ascolto: “Ok dolcezza, adesso vedrai..”.

Mentre lo dicevi mi hai fatta sdraiare, ti sei sfilato i pantaloni e ti sei messo davanti a me. Vederti in camicia proprio lì.. Non posso neanche ricordare l’effetto che mi facevi. Le gambe hai deciso di tirarmele su e mi hai sfilato le mutandine. Capivo dal tuo viso che non vedevi l’ora di mettermelo dentro, ma prima ti sei chinato e me l’hai leccata un po’, ero completamente depilata e la tua barba mi faceva il solletico, tanto perché soffrissi ancora qualche attimo.

Quando mi hai infilato il tuo cazzo enorme tutto dentro, senza esitare, è stato il momento migliore, lo sentivo andare dentro e fuori e mi bagnavo sempre di più. Continuavi a farmi tenere le gambe alzate e questo mi dava una sensibilità che non avevo mai provato prima.

Ad un certo punto ti sei avvicinato a me e mi hai baciata, poi mi hai chiesto: ” Posso prenderti anche da dietro? Mi piacerebbe troppo”.

Forte ma anche delicato, avrei potuto desiderare di meglio? “Certo che puoi, non vedevo l’ora!” ho risposto.
Allora ci siamo alzati e mi sono appoggiata in avanti sul bracciolo del divano, portando il mio culo ben in alto e appoggiandomi coi gomiti al cuscino.
Questa volta non ha potuto resistere un secondo e mi ha penetrata subito, senza pietà, ti sentivo tutto dentro di me, il tuo corpo battere contro il mio, le tue braccia allungarsi per raggiungere i miei capezzoli e strizzarli.

Stavo per venire e non riuscivo a trattenere i gemiti di piacere che cominciavano a farsi sentire troppo, allora mi hai messo una mano sulla bocca. Quell’orgasmo proibito è stato il più lungo e intenso che abbia mai avuto.

Poi è stato il tuo turno di venire, mi hai chiesto se prendevo la pillola e mentendo ti ho risposto di sì perché volevo sentire che effetto mi avrebbe fatto il tuo sperma caldo dentro di me, era la prima volta che lasciavo farlo a qualcuno.

Dopo l’ultimo colpo sei venuto e mi hai riempita del tuo liquido caldissimo, continuando a muoverti lentamente e godendo come non avevi mai fatto prima, o almeno, così mi hai detto.
Poi mi hai chiesto di rimanere ferma e hai messo il tuo cazzo ancora gonfio e pulsante davanti a me per farmi succhiare quello che era rimasto..

Ci siamo rivestiti velocemente e io sono tornata in camera mia, tu hai acceso la televisione.

Ogni volta che ci vediamo so che mi osservi, e ogni volta quello sguardo fisso su di me mi fa desiderare di essere soli all’istante, perché ho una voglia matta di te.