Archivi tag: lecca

Come in un sogno, in un gioco

La luce del fuoco disegna lampi asincroni e tenui sulle pareti, le fiamme proiettano le nostre ombre in direzioni casuali e mutevoli, è un effetto psichedelico, ma molto rallentato, che riempie lo spazio tra di noi, attori immobili delle nostre immagini del momento. Mi stai davanti e io ti vedo attraverso il controluce impazzito del fuoco, che arde voluminoso nel caminetto, hai spento tutte le luci, sacerdotessa esperta di questo rito pagano della tua fantasia, le tue linee sono morbide e disegnano intorno al tuo corpo un profilo slanciato, la mia mente si sforza di riproporre un’immagine familiare di te, scorre al suo interno la lista delle foto scambiate sull’e-mail del contrabbando libidinoso, e poi le discussioni e gli orgasmi in un monitor umido di desiderio.

Ora sto cercando di ricondurre questa tua figura di adesso a qualche cosa che so, o che è già stato, il mio pensiero si muove animato da un’energia rapida e urgente: la paura.
Cerco di guardarmi da fuori, mi sforzo di assumere una prospettiva esterna a me stesso, che mi ricomprenda in qualche schema banale e rassicurante, un’avventura, uno sporco incontro, una storia a temine, “sesso e nulla più…..” mi dico in tono rassicurante e indolente.

Penso a mia moglie e al bozzolo di inganni in cui l’ho rinchiusa, da lì non mi vede ma non crederebbe ugualmente ai suoi occhi, la immagino muoversi appagata nella sua casa, cerco di reprimere lo stupido senso di colpa che si fa strada facilmente in un punto scosceso della mia coscienza, ma sono troppo concentrato nell’immagine di me stesso per non pensare a lei. Lei intanto mi guarda, ha accatastato i miei vestiti vicino al camino, mi balena in mente il pensiero idiota del dolce tepore di quando li potrò rimettere, sono completamente nudo, era nei patti della sera prima: “Ti spoglio completamente e tu non mi puoi toccare, sarai il mio giocattolo perverso”.

La mia pelle ha il colore caldo dei riflessi del fuoco, se cominciassi a sanguinare nessuno se ne accorgerebbe. Lei ha occhi di un nero concavo, nell’oscurità della stanza scintillano, di una luce residuale e profonda, pozzi bui di stelle lontane, mi catturano con il loro acume melmoso, io mi sento di una nudità ancora più denudata, una figurina secondaria dell’umiliazione fisica, ha le pupille dilatate e la bocca leggermente socchiusa in una sorta di sorriso definitivo e compiaciuto, guardo il suo seno, i suoi fianchi rotondi e sensuali, ha messo la gonna di pelle nera di quella fotografia, piccole linee rigonfie sui glutei delimitano il contorno delle sue mutandine, porta calze velatissime, che sfumano come in un’aureola evanescente intorno alle caviglie sottili.

Un tacco lungo affinato e indecente, prolungamento dei suoi stessi pensieri, la fa sembrare altissima, sottile e potente. Mi rendo conto che il suo abbigliamento rappresenta meticolosamente qualche parte di me, lo conosco già: era in tutte le conversazioni notturne davanti al computer e in ogni fotografia che ci siamo scambiati al mercato osceno della comune perversione. Questo appuntamento è il capolinea, pericoloso, inopportuno quanto inevitabile, come un destino accessorio e secondario nella mia vita, un ramo della mia fantasia che pensavo seccato dalla banale quotidianità di una vita tranquilla, ma che ora rivive percorso da desideri troppo ingombranti e veloci.

Ci sono arrivato per inerzie successive, con la speranza che lei non ci fosse: avrei aspettato un po’ e poi sarei andato via col cuore sollevato. Ora mi guardi come un felino addomesticato da circo, so che non puoi farmi del male ma ho paura di te. Mi fa un po’ male a sinistra e sento caldo davanti e freddo, alla schiena. Il legaccio al polso lo hai serrato di più e ora mi duole, mi sento aderente e consono alla curvatura di questa sedia, ne seguo gli angoli col mio corpo, formando un segno visibile, come un quattro nell’ombra.

Provo a muovere le gambe ma rimangono serrate alle legature, così pure le braccia, sento formicolii gelidi diffondersi attraverso le vene in una direzione tra fuori e dentro, tra pelle e anima.
“Ora ti lego alla sedia – mi hai detto – vedrai che ti piace, ho portato le corde, lo farei con le calze ma il patto era che io restassi vestita, ricordi?”.
Il pesante nastro adesivo grigio posato sulle labbra da zigomo a zigomo mi obbliga a respirare col naso, sento le mie labbra paralizzate come appiattite in un’espressione di stupore.

Passi i tuoi occhi dappertutto sul mio corpo bianco, li fai scivolare nelle pieghe delle ascelle, fai scrutare loro le spalle, li fai scendere lungo il declinare dolce del torace fino alla pancia, poi verso la piega tenera del bacino, per tuffarli sul mio sesso, e farli poi riaffiorare più avanti e giù veloci e famelici per le gambe, fino alle caviglie serrate alla sedia con la corda sottile e penetrante. Per associazioni di immagini ora guardi i miei polsi, e chiudi il cerchio e la gabbia in cui mi hai rinchiuso.

Non sento emozioni catalogabili nel senso comune del termine, quanto piuttosto un languore, un formicolio, che si diffonde al limite esterno della mia pelle, come a difesa o in attesa di qualcosa. Non sono eccitato, non lo so perché, forse per dispetto o forse è colpa di mia moglie, ma il mio membro se ne sta afflosciato come svuotato o scuoiato da tribù primitive della mia coscienza. Lei se ne accorge e con un’ombra di disprezzo negli occhi pare all’improvviso animarsi di lussuriose intenzioni.

“Cos’è? Non ti piace? O non ci hai mai provato? Guardami, ora mi tocco per te”.
Avrei voluto darle dei baci, piccoli baci di superficie per capire chi fosse e magari trovare la via, ma ora, da questa posizione, mi stanno balenando nella testa migliaia immagini di sue possibili versioni e possibilità. Vedo la sua mano salire su per il suo petto, seguire lentamente la curva tenera del seno, insinuarsi nella piega della camicetta di raso, poi in successione rapida vedo il seno nudo, chiaro e il capezzolo viola e turgido.

L’altra mano, seguendo itinerari opposti, è affondata tra le cosce, premuta contro un punto basso del ventre, le ginocchia si sono unite e formano una sorta di tenaglia nella quale è racchiuso il suo sesso.
Il suo respiro si fa pesante, sembra assumere forme e volumi e viaggiare sulle stesse onde dei riflessi del fuoco su di noi, sento il cuore che mi batte sul collo, pompa sangue e attesa e sudore. Ora mi fissa di nuovo e i suoi occhi sono pugnali lanciati, sento un languore su per la schiena gelida, intanto lei si solleva un poco la gonna e si sfila le mutandine, le vedo a terra tra le sue scarpe, si china a raccoglierle, si avvicina e me le passa sulla fronte e poi me le preme sul naso “Senti il profumo del mio sesso, sai quante volte l’ho sentito sulle mie dita quando ci parlavamo di notte.

” Parla con una voce sussurrata, che mi arriva trasportata dalla luce del fuoco insieme all’odore denso e pungente del suo sesso, mi viene da pensare all’odore del mare nelle mareggiate d’inverno. Ora si abbassa, la vedo inginocchiarsi davanti alla mia sedia, vedo la sua testa passarmi a pochi centimetri, ne subisco il profumo, ma ho una percezione dilatata della realtà per cui il movimento di lei mi sembra lunghissimo, infinito, lei guarda in direzione del mio pene, lo sfiora col suo respiro, ci sento sopra il peso dei suoi occhi che scrutano e del suo naso che aspira, mi predispongo a percepire una qualsiasi sensazione umida di contatto che dia una direzione al tutto, invece lei gira la testa di lato e dice “Dai entra ! Puoi entrare ora !”.

E’ come se si accendesse una flash nella mia testa, per un attimo tutte le idee si fermano abbagliate e non capisco bene cosa stia accadendo, lei ha i gomiti poggiati sulle mie ginocchia nude, sento una pressione e capisco che si sta alzando. Di fianco qualcuno o qualcosa si muove, quasi ne intuisco il calore e il volume, l’ombra si espande laterale e si avvicina a lei, ora lo vedo, un uomo alto e vestito con una giacca blu e pantaloni grigi, ha il viso liscio e un’espressione per bene, gli occhi hanno angolature a scendere, ha capelli lunghi, tirati indietro e raccolti in un corto codino, lei gli va incontro e lo abbraccia, dopo un tempo incalcolabile, si voltano dalla mia parte, mi viene da pensare ai cacciatori dei safari, lei dice: ”Ti presento mio marito”.

Il nastro adesivo mi preme sulle labbra, sento di avere un’espressione acquosa e poco comprensibile, il fatto mi rassicura, mi si allineano nella mente tutte le ipotesi più abiette e banali, mi viene da ridere e comincio a sudare di un sudore immaginario e mi sento ingabbiato in un vicolo dell’infelicità. Ora lui la gira di spalle, le poggia le mani sui fianchi, non parla, le solleva la gonna, vedo le sue natiche chiare brillare come di bianco vapore, lui ci poggia le mani sopra e le stringe con forza.

Lei ha inarcato un poco la schiena e ha chiuso gli occhi, sembra godere di quella stretta energica, ora si volta e si accovaccia piano davanti a lui. Seduta sui talloni mi guarda e mi pare di leggere in fondo ai suoi occhi tutta la scena che seguirà, gli sbottona la patta dei pantaloni e tira fuori il suo pene già eccitato, mi guarda di nuovo mentre passa la lingua sulle palle, poi a salire sull’asta, fino alla sommità della cappella, chiude gli occhi e ingoia tutto con una bramosia a****lesca.

Vedo il pene dell’uomo apparire e sparire nel senso della lunghezza intorno alle sua labbra, lo ingoia tutto e poi lo fa rispuntare umido e turgido, lui è come svenuto in un’espressione allucinata e contemplativa. Per lunghi minuti rimango come imbalsamato nel mio stupore, poi lei si accorge che il suo uomo è arrivato, allora si alza, lo porta vicino a me tirandolo per il pene, me lo vedo proprio davanti; lei gli passa alle spalle, e da dietro comincia a masturbarlo, vedo la sua mano vicinissima percorrere ferocemente l’uccello, ogni tanto si ferma e se la passa sulla lingua così per rendere il movimento più fluido, poi, come una scossa a bassa tensione che scuote l’uomo, lei stringe con più forza e lo fa esplodere forte, un fiotto caldo e violento mi colpisce tra il collo e la spalla, sento il contatto tra il liquido e la mia pelle come un tocco leggero ma denso, poi rivoli giù per il petto a sporcare la mia identità frustrata.

Lui si accascia quasi svuotato, lei lo aggira, si avvicina mi guarda e dice “Ti amo piccola troietta stupita, ora ti pulisco” si abbassa e comincia a leccare lo sperma del suo uomo, lo raccoglie con la lingua e lo ingoia con movimenti fluidi da palcoscenico, lui intanto ha iniziato a toccarsi di nuovo, ha appoggiato una mano sulla mia spalla per sorreggersi e guarda il mio pene. Lei lecca, io sento la sua lingua strisciare ruvidamente oppure dolcemente sulla mia pelle, scivola sul seme, se ne impregna e ingoia, piano piano la sento avvicinarsi, come un serpente untuoso al mio membro, ci gira intorno indolente e sorniona, l’odore dello sperma è pungente, mi sento umido e appiccicoso, lui continua a toccarsi, ora la visione della moglie lo eccita di nuovo, lei se ne accorge e con una mano si dedica a lui, contemporaneamente sento come una ventosa umida e viva, guardo e vedo che lei me lo ha preso in bocca e me lo risucchia forte in gola, sento la sua lingua premerlo sul palato, come a volerlo svuotare.

Onde violente mi partono dal cervello e vanno a riempire i campi essiccati dei miei sensi, la vista del pene dell’uomo che si ingrossa riempie tutto il mio campo visivo, sento come un bruciore al ventre, il fuoco continua a illuminarci con variazioni calde e diradate, disegna profili avvinghiati e spudorati, un ritmo lugubre e a****le si è insinuato tra le nostre figure e sincronizza i piaceri delle nostre solitudini, vorrei che mi strappassero la benda dalla bocca e sputare lontano questo piacere immondo che mi sta divorando, l’uomo pare leggere qualcosa nei miei occhi, prende il bordo del pesante nastro e lo strappa via.

Finalmente liberate le mie labbra si espandono al respiro, l’uomo ora non guarda più la sua donna ma la mia bocca, lei intanto mi fa sentire il calore della sua lingua tra le cosce mentre con la mano me lo stringe, mi viene come un guizzo rallentato di piacere dal ventre e la disperazione lentamente cambia forma e colore, sono immobilizzato, incastrato e stritolato tra leve di un piacere invincibile, l’uomo libera il suo pene dalla morsa della mano della donna, afferra la mia testa dalla nuca e la spinge in avanti contro il suo uccello di nuovo eccitato, io chiudo gli occhi e lo prendo tra le labbra, poi apro la bocca lo sento scorrere accompagnato da un colpo misurato di bacino.

Ora sono una puttana formidabile, sento il suo cazzo avanti e indietro sulla lingua, io ne seguo il profilo trovando di volta in volta la giusta pressione, ne percepisco le vibrazioni, che si ricongiungono a qualcosa della mia eccitazione, onde della stessa madre che mi attraversano schiantandosi nella bocca di lei che mugola rapita. Il seme dell’uomo è sgorgato lento e non copioso, l’ho sentito in gola scendere attraverso i miei sensi e bagnare i territori vergini e assetati della mia perversione, lui se lo tiene in mano, quasi dolorante e io gli stillo le ultime gocce con la punta della lingua, lei ha capito, scosta le labbra dal mio, il mio pene, e inizia a masturbarmi con il ritmo di chi vuole farlo scoppiare subito, lo fissa un attimo, i suoi occhi sono diamanti neri, io mi sento deragliare sopra a un brivido caldo e violento, l’uomo si china e la sua bocca si apre a rubare le prime gocce pure e opaline della mia verginità indecente.

.

Kevin massaggiatore cubano

Ciao ragazzi,
ancora dolorante per la fantastica festa con i miei amichetti di circa 10 giorni fa’
mi sono concesso qualche giorno di digiuno sessuale, ero davvero arrossato e per almeno 3 giorni non riuscivo neanche ad andare al bagno, mi succede sempre quando esagero con grossi pistoloni.
Dopo qualche giorno torno per il mio appuntamento settimanale dalla mia estetista Gloria
che da qualche anno si occupa del mio fisico facendo di me una gran figa con una pelle vellutata come afferma soddisfatta lei.

In realtà mi ha chiamato chiedendomi di passare per provare un nuovo massaggiatore assunto qualche giorno prima che secondo lei sta risquotendo un discreto successo tra le sue clienti.
Più incuriosito che altro mi reco presso il salone e comincio a fare tutti i trattamenti di routine
mi fanno accomodare in una saletta per massaggi e mi sdraio aspettando il mio turno e socchiudendo gli occhi.
Improvvisamente la mia estetista entra accompagnando una persona che non conosco ma non vedo perchè sdraiato, passati davanti io sollevo la testa e vedo questo bellissimo ragazzo sorridente.

gloria ci presenta e si raccomanda di trattarmi bene e di fare tutto ciò che richiedo, lui sorride dicendo che vedrà di accontentarmi. Detto ciò comincia a massaggiarmi con le sue grandi mani , un massaggio energico, maschio che mi eccita tanto che per due volte chiedo di interrompere. ad occhi chiusi lo immagino nudo che mi massaggia a letto e poi mi scopa dolcemente come piace a me.
Finito il massaggio sono eccitatissimo, lui mi ha anche massaggiato le chiappe facendomi i complimenti per il mio fisico e la mia pelle bianchissima e soffice, io lo ringrazio lasciandogli una mancia e dicendo che non mi dispiacerebbe prendere un cafe fuori dal salone e lasciando il mio numero; spero ardentemente che mi chiami, mi sono innamorato di quella voce, del fisico e del modo gentile che ha di mostrarsi e comportarsi.

Ieri pomeriggio mi squilla il telefono , era Kevin, che piacevole sorpresa, ciao come va? Bene rispondo , tu?
lui mi ribatte: bene grazie, mi avevi chiesto di chiamarti e come vedi?
Sono al lavoro ma se vuoi alla chiusura ci possiamo vedere.
Sono basito, non pensavo di interessargli e invece….
Gli rispondo che sono a casa e non ho impegni, e se vuole possiamo vederci per un aperitivo.

Lui mi ribatte che mi chiama appena finisce e ci risentiamo più tardi.

Sono eccitatissimo, è davvero carino e chissà il resto, mi preparo mettendo roba comoda , non si sa mai. esco e vado all’appuntamento , in centro dove di solito mi fermo per l’aperitivo e dove ho conosciuto gran parte dei miei amanti.
il barman che mi conosce mi lascia sempre il solito tavolo, dico sempre che mi porta fortuna.

Kevin arriva con un pò di ritardo , si accomoda e mentre beviamo mi chiede sei conthai visto che ti ho chiamato?
Pur essendo contentissimo ed eccitato mantengo un contegno sobrio dicendo che comunque mi ha fatto piacere si sia ricordato e propongo un film al cinema, quindi ci alziamo e ci incamminiamo.
Vedo che lui non mi sembra entusiasta e a metà strada cambio idea: perchè non andiamo a casa mia dico
e lui :no , andiamo a casa mia, non mi sento di contraddirlo e lo accontento.

Zona loreto mi dice, viale Monza
mi dirigo verso lindirizzo indicatomi e in 10 minuti siamo a casa sua, piccolina ma molto bella e accogliente.
mi mette subito a mio agio: accomodati, mi dice mentre arriva con una bottiglia di vino bianco e due calici.
versa il vino e brindiamo , poi mi chiede: due minuti che mi cambio scusa
Mentre sorseggio il vino lui arriva con una canotta e un paio di calzoncini aderenti, BELLISSIMO, fisico da paura nerissimo e con due metri di altezza… un grosso mandingo che tra poco……..
Allora dimmi di te ,mi dice, io sono un pò confuso e lui lo sa, magari ha parlato con la mia estetista e lei , che mi vuole bene gli ha chiesto di farmi divertire.

In men che non si dica mi ritrovo il suo braccio dietro che mi avvicina a lui , siamo vicinissimi con i visi e io lo bacio teneramente, lui ricambia avvolgendomi tra le sue braccia, bacia benissimo ed ha un buonissimo sapore
mentre mi bacia mi accarezza dicendomi che tra poco mi farà impazzire.
E’ da quando mi ha massaggiato che non vede l’ora di possedermi. io sono arrapatissimo e gli chiedo: fammi andare in camera che mi spoglio e ti aspetto a letto amore, non avere fretta e alzandomi corro in camera da letto e in 30 secondi sono nudo sotto le lenzuola.

Condom e gel sul comodino, lo chiamo con voce soffusa, caro vieni.
Le luci sono basse e lui arriva nella penombra , si presenta con un grosso cazzo nero di almeno 23 cm. molto grosso almeno 5/6 cm di diametro eretto ,io mi avvicino e lo bacio sulla capela leccando l’apertura e dicendo :piacere di conoscerti spero non mi deluderai!!.
Si sdraia a fianco a me abbracciandomi e baciandomi, mi stringe a se, io allargo le gambe e mi faccio strusciare lo scroto dal suo grosso cetriolo nero che va avanti e indietro, sempre nella stessa posizione mi butto sopra , lui continua a pompare , è cosi lungo che viene fuori come se mi trapassasse.

Lui mi solleva con le sue grosse braccia e mi gira per un 69 , comincia a leccarmi il buchetto avidamente e io altrettanto avidamente comincio a leccare e ciuppare il suo grosso palo nero.
dopo qualche minuto mentre infoiatissimo lo lecco e succhio viene improvvisamente inondandomi la bocca con una quantita industriale di sperma.
Io eccitatissimo la lecco ed ingoio avidamente dicendo: ti è piaciuto allora??
Sei bravissimo ed io sono eccitatissimo, ma non è finita.

Lo credo bene ribatto, metti il condom gli dico mentre mi spalmo il gel nel buchetto avido, lui vuole fare la tua conoscenza, non si accontenta di una leccata e mettendomi nella mia posizione preferita: su un fianco aspetto che il mio amore mi penetri.
AAAhh è davvero grosso piano, fai piano amore è molto grosso.
Sento che quando entra la sua cappella le mie carni si allargano, decidiamo di cambiare gel, lui ne ha uno che usa da tanto che non conoscevo, appena spalmato lui comincia ad entrare , sento un enorme calore, ma niente dolore, lui è dentro e mi pompa lentamente sento tutta la sua grossezza e una goduria come non mai.

mi viene voglia di prenderlo a pecora e gli chiedo di uscire mettendomi in questa nuova posizione,
Dai inculami adesso amore, lui non si fa ripetere l’invito e spruzzando un po di gel mi incula mettendosi dietro di me.
AhHh dai bello esclamo mentre lui mi pompa , che bello, che grosso, come sono troia.
Sento che lui è eccitatissimo, si butta a pancia in aria e mi mette su di lui, e mi incula a smorzacandela
E’ bellissimo lui pompa velocemente ormai il mio culo lo ospita senza problemi, sto godendo cosi tanto che vengo sul suo petto, vengo sospirando e baciandolo in bocca con la sua lingua annodata alla mia
lui senza uscire mi gira su un lato e continua ad incularmi stringendomi a se finchè non viene spruzzando all’interno del condom nel mio culo.

Non ti fermare amore gli sussurro, non ti fermare sto per godere lui indemoniato continua finche non vengo nuovamente , quasi svengo dal piacere.
Lui estrae il suo cazzo e me lo infila in bocca, io succhio avidamente per ripulirlo mentre lui mi lecca il mio buchetto seviziato dicendomi che non aveva mai scopato una troia come me e che vuole rivedermi e conoscermi meglio.
Poi cadiamo esausti e dormiamo fino alla mattina dopo.

.

Serata movimentata

Quel pomeriggio faceva un caldo bestiale. Mi fiondai in un cinema più che altro per usufruire del fresco dell’aria condizionata. Non ricordo nemmeno che tipo di film dessero ma stare così in questa penombra e con il fresco mi ridava un po’ di tono.
Dopo un po’ entrò un uomo, si fermò un attimo per abituare gli occhi all’oscurità e poi venne a sedersi di fianco a me. È una cosa che a me da molto fastidio e poi se, addirittura, c’è la sala vuota mi agito di più.

Passato un po’ di tempo mi sentii sfiorare la coscia in maniera molto leggera, quasi si fosse trattato di qualcosa fatto inavvertitamente. Non ci feci molto caso ma di lì a poco sentii il tocco nuovamente. Ora ero quasi certo che il mio vicino lo stava facendo intenzionalmente.
Il terzo “attacco” fu un po’ più deciso e sentii la mano che, oltre a premere più arditamente, cambiava leggermente facendosi strada per raggiungere l’interno coscia e avvicinarsi sempre più verso il mio basso ventre.

Ero in una fase di attesa, cioè da un lato avrei voluto dirgliene quattro ma dall’altro ero molto incuriosito di sapere dove sarebbe finita la storia. O meglio dove sarebbe finita la mano!
Sentivo la pressione farsi sempre più forte e ormai sentivo il suo pollice sfiorare il rigonfiamento sotto il quale si celava il mio tesorino.
Ormai pieno di coraggio portò le sue mani ai miei pantaloni, abbassò la cerniera, sciolse la cintura e sbottonò quello che ormai era rimasto l’ultimo impedimento.

La sua destra si infilò leggera sotto i miei slip per poi riemergere stringendo il trofeo della sua vittoria.
Cominciò a masturbarmi, dapprima molto molto lentamente e poi sempre più freneticamente. Io cercai di resistere ma dopo un poco di tempo sentii gli schizzi di sborra uscire violentemente per finire chissà dove nel buio. Il piacere mi aveva imbambolato, non avevo provato un godimento così intenso come era successo qualche attimo prima.
“Andiamo” disse, “ho la macchina qui all’angolo, raggiungimi che andiamo a casa mia!”.

Detto ciò si alzò e andò verso l’uscita. Io stetti ancora lì un po’, mi sentivo piacevolmente svuotato.
Mi alzai e raggiunsi la biglietteria. Francamente non avevo alcuna voglia di andare con quel tipo. Vedendo che vi era una doppia uscita presi quella opposta a quella che mi aveva indicato l’amico e uscii nel crepuscolo che stava scendendo.
Fatti pochi metri mi sentii chiamare. Mi girai e vidi poco distante l’amico di prima che con un’aria un poco intimidatoria mi indicava la macchina.

“Come” dissi “non dovevi essere sull’angolo vicino all’altra uscita?”.
“Sì” disse “ma ho immaginato che saresti stato scorretto e avresti tentato di svignartela…”.
“No” dissi goffamente “ho sbagliato uscita, ecco tutto. ”.
“Bene allora visto che ci siamo riuniti andiamo. ”.
Arrivammo a casa sua, una villetta piuttosto isolata dal resto del rione. Mi fece scendere e mi fece strada fino all’interno della sua casa. Mi offri qualcosa da bere e poi si offrì di farmi vedere la casa.

Dopo aver visto tutto scendemmo verso quelle che pensai erano le cantine. Passammo una porta, il buio mi impediva di vedere alcunché.
Accese la luce e appena ebbi la possibilità di vedere mi resi conto di che posto fosse. Alle pareti erano appese fruste e frustini di ogni tipo, manette e corde. Al centro vi era un gran tavolaccio in legno con, ai quattro angoli, gli appositi strumenti per bloccare chiunque vi fosse stato adagiato.

“Si è fatto tardi” dissi “è ora che io vada, magari ci si vede una di queste sere. ”.
“Mi spiace, ma sei stato cattivo e devi essere punito. Lo sai bene pure tu!”.
“Io non ho fatto nulla” dissi.
“Beh! Ti sei lasciato fare una sega e poi, quando avresti dovuto ripagare il favore hai tentato di sottrarti. ”.
“Ma a me non piacciono gli uomini. ”.
“Quando hai goduto però ti piaceva.

Ora dovrai soddisfare me. ”.
“Che vuoi che faccia?”.
“Per prima cosa devi spogliarti completamente nudo. ”.
Aderii alla cosa piuttosto malvolentieri. “E ora?”.
“Ora devi metterti in ginocchio, ho una gran voglia di farmi spompinare da te. ”.
“Ma neanche per sogno!”.
Mi si avvicinò e all’improvviso avvertii un forte bruciore sulla natica, la prima sculacciata era partita. Preso di sorpresa non riuscii a contrastare la seconda mossa: si era seduto su una sedia e mi aveva attirato giù sulle sue ginocchia cominciando a sculacciarmi di santa ragione.

Sentivo le mie chiappe in fiamme mentre lui mi spiegava tutto ciò che avrei dovuto fare.
Fu interrotto dallo squillo del cellulare. “Resta qui, brutta troia! Non ho ancora finito con le tue chiappe. ”.
Rispose al telefono mentre io mi massaggiavo le natiche in fiamme. “Ciao Q. , non posso venire questa sera ho per le mani un bel porco a cui sto insegnando ad essere corretto e da cui voglio trarre il massimo del mio piacere.

”. Stette in attesa di udire ciò che diceva il suo amico e poi aggiunse: “Perché non vieni tu a casa mia, ce la godiamo assieme questa troia. Magari strada facendo passa a prendere J. , ha un cazzo talmente considerevole che glielo farà arrivare fino allo stomaco a questa bagascia. ”.
Ricevuta conferma dal suo interlocutore chiuse la conversazione e ritornò verso di me riprendendo a sculacciarmi meno violentemente di prima ma con metodo e continuativamente.

Avevo la sensazione che volesse mantenere il mio culo caldo e scarlatto. Smise quando suonarono alla porta e lui dovette andare ad aprire.
Tempo di andare e ritornare entrarono tre uomini. I due che non conoscevo si fregarono le mani vedendomi. “Ma che bravo sei stato lo hai tenuto in caldo per noi?”.
“Certamente, ma nel frattempo si è un po’ raffreddato, io direi di riscaldarlo un altro po’. ”.
Si spogliarono completamente nudi e io riconobbi, anche se non lo conoscevo affatto, J.

Aveva un cazzo che già da moscio era enorme. “Quando vedo un bel culo arrossato mi prende l’eccitazione!”.
“Tranquillo, tu Q. dammi una mano che mettiamo questa baldracca sul tavolaccio. ”.
I due mi sollevarono e mi misero sul tavolaccio a pancia in giù. “Io ora mi metterò a cavalcioni della schiena di questa zoccola e mentre continuo a sculacciare le sue natiche tu Q. mi farai una sega che anch’io ho voglia di essere soddisfatto.

J. ha dotazione adatta e sa come la deve usare. ”.
Sentivo le palle dell’amico strusciare sulla mia schiena prima che, assieme al cazzo, fossero abbrancate dalle abili mani di Q. Riprese la raffica di schiaffi ai miei poveri glutei che non potevo vedere ma che immaginavo ormai paonazzi.
Mentre pensavo al mio culo sentii un paio di mani forti afferrarmi la testa. Era J. che mi stava mettendo in posizione per potermi ficcare in bocca il suo enorme arnese.

“Tranquillo” disse “prima te lo sbatto in bocca spingendotelo fino alle palle e poi, dopo avertela scopata per benino, ti nutro copiosamente. Fai conto di venire allattato da un’enorme capezzolo! Un bel biberon stracolmo di caldo succo tonificante!!! Ah, ah, ah. ”.
Vedevo questo enorme fallo danzare ancora non del tutto duro davanti alla mia faccia. Prima di avvicinarlo alla mia bocca J. se lo prese in mano e usandolo a mo’ di manganello cominciò a colpirmi sulle gote, sulle labbra, sul naso e un po’ dove gli capitava.

Mi fece penetrare due dita in bocca in modo da aprirmela al massimo per poi imboccarmi con il suo grosso poppatoio.
Gli altri due intanto continuavano ad eccitarsi sempre di più: uno segando l’altro e l’altro prendendo a schiaffi il mio povero culetto.
Sentivo il cazzo di J. in gola e vedevo danzare le sue palle davanti agli occhi. Ad ogni colpo di fianchi cercava di entrare sempre più a fondo nella mia bocca.

Era sempre più irruente e avvertivo molto distintamente il suo indurimento dentro la mia bocca. Ad un tratto, fu veramente cosa di un millesimo di secondo, percepii che stava godendo e mi ritrovai con gola e bocca stracolma del caldo sperma di J.
Se possibile cercò di ficcare ancora più a fondo il suo uccello e tenendomi fermo in questa posizione, in maniera che lo sperma, anziché essere sputato scivolasse all’interno della mia gola.

“ Te l’ho detto che volevo sfamarti in notevole quantità. Se ingoi tutto fino all’ultima goccia ti faccio un regalo”.
Anche se avessi voluto non avrei potuto fare diversamente. Trangugiai tutto lo sperma che avevo ancora in bocca. Lui uscì piano piano dalla mia bocca. “E ora il tuo premio, te lo sei proprio meritato!!!”.
Sentii qualcosa di caldo sulla schiena, lo sculacciatore aveva goduto su di me. “Ora però ci diamo il cambio però!”.

Stava dicendo Q. Si dettero il cambio.
J. intanto si era girato e dopo essersi preso i glutei con le mani si avvicinò retrocedendo, li allargò il più possibile e mi si porse dicendo “Baldracca devi leccarmelo parecchio e bene perché è una cosa che mi piace assai. ”.
Sentii un nuovo calore alla schiena che mi fece capire che anche Q. aveva sborrato. Scese dalla mia schiena e tutti e due si avvicinarono a J.

“Guarda come lecca bene il porco. ”. E si misero a ridere a crepapelle.
Riuniti tutti e tre mi presero e mi girarono “ Caspita guarda lì come gli è venuto duro”.
“Gli ho fatto un segone al cinema che non avete idea. ”.
“Mi è venuta un’idea! Datemi una mano!”.
Mi presero e mi legarono sul tavolaccio a gambe e braccia aperte, mi bloccarono con una cinghia alla vita e con altre cinghie alle cosce.

Poi uno estrasse da un comodino un flacone di liquido. Io non capivo ciò che stava succedendo ma loro si erano capiti perché tutti e tre ridacchiavano.
Scoprii che il flacone conteneva olio. Uno me ne verso un poco sul glande e cominciò a massaggiarmelo col palmo della mano. Gli altri due mi si misero a fianco e presero a divertirsi con i miei capezzoli.
Io mi eccitavo sempre di più ma quel depravato che mi stava frizionando il glande svolgeva in modo tremendamente lento la sua incombenza.

Avevo un cazzo talmente duro che quasi scoppiava ed era diventato quasi di colore violaceo. “Banda di debosciati smettetela e fatemi sborrare. ”
“J. vedi di farlo star zitto che ci sta annoiando. ”. L’uomo non se lo fece ripetere due volte salì sopra di me e di nuovo mi infilò in bocca il cazzo enorme, che nel frattempo gli era tornato in tiro dopo essersi a profusione sollazzato a torcere, titillare, mordicchiare i miei capezzoli.

Questo atto ebbe la capacità di eccitarmi ancora di più e schizzai fuori quello che a me sembravano ettolitri di sborra.
Quel depravato lascivo invece di fermarsi continuò a manovrare con ostinazione il mio cazzo e la cosa mi diventava sempre più fastidiosa.
“Sublime” disse J. “continua, continua a segarlo in questa maniera che quando sussulta la puttana succhia meglio. ”.
Dopo avermi riempito di carne mi riempì di nuovo di sperma che dovetti di nuovo ingoiare.

Poco dopo ebbi una nuova eiaculazione.

storia in autogrill 2

la continuazione

Sono totalmente ostaggio dei 2 che si denudano e tirano fuori 2 cazzi durissimi e gonfi e sono vogliosi di me…

mi sfilano le calze e mi spingono sul letto dietro ai sedili (mi mettono in posizione pecorina mentre marco viene avanti al mio viso e roberto si mette dietro e mi lecca l’ano e la figa a ritmo alternato e forsennato)

Marco mi scioglie i capelli e li raccoglie in una coda tra le sue mani e porta la capella a poggiare sulle mie labbra e mi dice:
Apri la bocca non farmi incazzare (e mi tira un ceffetto sulla guancia)brava cosi (e inizia scoparmi la bocca)…

Sento roberto dietro armeggiare con le dita e le labbra tra culo e figa…a un certo punto nn lo sento +…e inizia a sfregare la sua enorme cappella contro le grandi labbra…chiedendomi:
lo vuoi?lo desideri? (neanche il tempo di rispondere che entra con tutta forza dentro e inizia a scoparmi la vagina a mo di porno attore con forza e colpi secchi e ripetuti mentre mi afferra per le tette penzolanti)

Circa una 10ina di minuti e mi ritrovo la bocca piena di sperma di Marco che prima mi fa ingoiare e poi dice a Roberto
(dai ora vieni tu avanti)mentre roberto si sfila (mando giu il sapore dello sperma di marco..che ne fa talmente tanta che esce dalla bocca)roberto viene avanti e la sua cappella e molto + grande fatico ad aprire la bocca… mentre marco passa dietro e inizia a schiaffeggiarmi il sedere e dice (o roby hai visto che culone che cià sta troia) e inizia a sfregare la cappella contro le grandi labbra..

Mentre roberto me lo infila in bocca riprendono tutti e 2 allo stesso ritmo di prima con un po di difficoltà in + per la bocca… Marco da colpi ancora + violenti e secchi che tolgono il respiro..mentre roberto dalla troppa eccitazione in bocca dura pochissimo e mi schizza nell uscire dalla bocca in faccia…

Mentre nn vedo quasi nulla (ne ho molta sugli okki) sento roberto uscire dalla vagina ed entrare durissimo e di forza nel culo (vergine tra l altro) dio come e stretta marcooo…(e inizia ad aprirmi e molto umido ma io son molto secca) urlo dal dolore ma nessuno può sentirmi (tendine calate e vetri insonorizzati) e continua a pompare gridandomi zitta troia zitta… (marco passa a sukkiarmi i capezzoli e maneggiare le tette mentre si masturba)….

A un certo punto (circa una 20ina di minuti dopo) un urlo di piacere (ohooooo) e una forte sensazione di calore pervade il mio culo (roberto mi era venuto dentro e stava continuando a dare colpi di eiaculazione e di cazzo…

(si sposta quasi sfinito sul sedile mentre Marco) anche io voglio il tuo culo anche io… e si mette dietro…io lo supplico perchè mi avrebbe fatto male (ti prego no no) ma lui durissimo prima si inumidisce della mia figa e poi apre le chiappe e lo spinge dentro con forza facendomi urlare tanto ke roberto si preoccupa (ohi tt ok??) gli faccio cenno di si (cn le lacrime agli okki) mentre marco inizia a pompare sempre più forte…sempre più forte… e mi fa dondolare (mentre mi afferra per le tette e le palpa forte) prendi vacca prendi (ta…ta…ta…ta…ta…) e poco dopo viene dentro anche lui (urlando di piacere)…

Mentre mi lasciano un po li sul letto stanca e dolorante…bussano alla porta del camion…ero un po rasserenata forse qualcuno aveva sentito le mie urla…invece era un loro amico che vedendo il camion era passato a salutarli…

Da sotto vedendoli nudi e non vedendo me, pensava che stessero amoreggiando tra di loro e ha iniziato a prenderli in giro… i 2 vistisi costretti gli dicono no…no..shhhh che dici… (lo fanno salire e mi vede sul letto) oddio e questa ki è??
E loro è una vacca che abbiamo incontrato in autogrill ci stavamo divertendo tutti insieme… (fissandomi nuda si lecca anche lui le labbra e si avvicina…)che bella che sei,guarda che tette e che culo…oh raga (gli sussura all orekkio se può divertirsi anke lui) i 2 dicono si si certo (timorosi di qualche denuncia forse) e si cala i pantaloni….

Fortunatamente la sua dote non era gran chè ed ero già “larga”,mi mette a pecorina e inizia a battermi anche lui dietro ma nn sentivo nulla ormai (mi tastava le tette ma dietro nn lo sentivo…sentii solo quando anche lui venne dentro) si risistemò i calzoni ringraziò i 2 e se ne andò…

Ormai ridotta in quelle condizioni e i 2 ormai sazi, mi aiutarono a rivestire e a scendere dal camion mi ringraziarono tante volte, presi l auto e guidai fino casa… fortunatamente non incontrai nessuno lungo la strada erano tutti al matrimonio… alla sposa dissi che avevo forato ed avevo fatto tardi….

un esperienza unicaaaaa.

I MIEI NIPOTI -seconda parte

Con Maddy che mi succhia il cazzo e jacopo che mi lecca il buco del culo mi sento lo zio più fortunato del mondo!!! E più mi sentono godere e gemere più i due diavoletti ci danno sotto, e devo dire che hanno i geni di famiglia. Si perché nella mia numerosa famiglia tra troie, puttanieri, gay, e pure pedofili si potrebbe riempire un albero genealogico. ” Cazzo Jacopo, come fai a dire che tua sorella spompina male? È bravissima! Sei bravissima Maddy ” accarezzandole la testa.

” Piuttisto tu che fai tanto il gradasso, devi ancora imparare come si prepara con la lingua un buco del culo per essere scopato. Sei fortunato che allo zio non serve una grande preparazione. Lo senti come è già bello rilassato il mio buco ?” Rivolgendomi a mio nipote. Lui fa cenno di si con la testa senza staccare la lingua dal mio orefizio peloso. ” Hai ancora il tuo bellissimo uccello da 10 e lode in tiro?” Gli chiedo.

E mi risponde la sorella buttando uno sguardo al cazzo del fratello ” Si zio, ha la tega dura come il marmo!!!”. Allora rivolgendomi a lei ” Tesoro, ti dispiace riposarti un po’ finché la zia si fa spaccare il culo dal porco di tuo fratello?” E lei alzandosi in piedi , va a prendere la sedia dove era legata e la posiziona proprio davanti a me. Si siede, a gambe unite, e dice ” Appoggiati pure a me zio, così ti metti col culo a pecora e stai più comodo.

E tu idiota, vedi di scopartelo bene, con forza, da uomo che sei. Lo zio se lo merita dopo tutto quello che ha fatto per noi in questi anni!!!” Sembrava timida, invece è lei quella tosta!!!! Mi appoggio con la testa sulle gambe di mia nipote e mi metto in posizione. Sento Jacopo che cerca tra il pelo il mio buco umido e ci appoggia la cappella. ” Zio, colpo secco o delicato?” Chiede.

Guardo la Maddy senza dire parola. Lei capisce al volo. ” Secondo te????? ” dice al fratello. E con un unica botta mi penetra fino in fondo, fino alle palle. Affondo la faccia tra le vellutate cosce di mia nipote che avverte il mio dolore. Mi accarezza i capelli e sussurra” Questo è solo l’inizio ,zio!!!!”. Mai parole furono così profetiche. Jacopo , il mio Jacopo a cui facevo ripetizioni di latino e greco, inizia a scoparmi.

Diciamo che più che scopare, il suo modus operandi è più simile a quello di uno stupro. Ad ogni colpo subito ,affondo sempre più tra le cosce di Maddy , soffocando i miei gemiti di dolore e piacere. ” Ti piace zio ?” Mi chiede lei e il mio si vibra tra le sue perfette e morbide gambe che attutiscono ogni colpo profondo del fratello. ” Com’è quella frase che ci citavi sempre in latino?… aspetta, ah si!! ALEA IACTA EST !! Vero zio? “.

Bastarda troia secchiona!!! Hai ragione!! Percepisco uno scambio di cenni tra i due. Hanno qualcosa in mente!! Infatti Jacopo esce dal mio corpo, mi sputa dentro il buco ormai dilatato e entra solo con la punta della cappella. Inizia a schiaffeggiarmi le chiappe. Sempre più forte, sempre con più potenza. ” Ti ricordi zio che una volta, avevo dieci anni, avevo rubato dei soldi dal tuo cassetto e tu te ne accorgesti e mi hai sculacciato facendomi piangere?” Sono sincero, non lo ricordo, ma gli rispondo di sì.

” Ecco, questa è la mia vendetta!!!!” E va avanti a sculacciarmi quasi fino a farmi piangere. Porco vendicativo, così tratti la zia? Troppo preso dal bruciore infertomi da ogni singola sberla , non mi rendo conto che la Maddy, afferrando le mie mani , con una capacità e una velocità degna del grande mago Houdini , mi ammanetta un polso allo schienale della sedia. E subito dopo, quasi nello stesso istante lui fa lo stesso con l’altro mio polso.

Sono praticamente ammanettato alla sedia con mia nipote seduta sotto di me. ” Che diavolo significa questo? ” riemergendo dalle calde cosce di Maddalena, che divarica le gambe mostrandomi la figa. Come un tendone di un teatro che si apre e al centro del palco vedi una figura quasi aliena , che sembra morta dal fetore che emana. E invece è viva , respira, suda, viscida e spaventosa. Penso tra me e me , non vorranno mica che…???? Non faccio in tempo a formulare il terribile pensiero, che Jacopo mi penetra con tutta la forza che ha spingendomi con il suo bacino in avanti , in modo che io, privo di equilibrio e appoggio non posso evitare di affondare con la faccia nella vulva di Maddalena, che subito richiude le gambe bloccando la mia testa tra le sue cosce, e lui alzando una gamba, si appoggia con il piede sulla mia nuca obbligandomi a rimanere con la testa bloccata.

Non respiro. Inizio a sudare. E lui ricomincia a trombarmi. Apro la bocca e mi ritrovo il clitoride di Maddy a portata di lingua. Provo a liberarmi da quella morsa mortale, ma Jacopo spinge col piede ancora più forte. Mi hanno fregato. Eccome se mi hanno fregato!!!! Piccoli, cari, dolci nipoti. ” Zio, se vuoi che ti lasciamo andare ci devi far godere di bocca e di culo,ok?” Ordina Jacopo con voce dura e ferma.

Ecco il momento in cui torna inesorabile e accusatorio nella mia mente quel pensiero: ma chi cazzo me l’ha fatto fare di mettermi in questo casino? Non potevo starmene a casa mia stasera? E come tutte le volte, mi abbandono al destino, e visto che ormai ci sono, divertiamoci. E così faccio. Lecco la figa a mia nipote che gode come una pazza, e io di conseguenza godo come una pazza a farmi trombare dall’altro nipote!!!! Vedendo che la cosa era di gradimento a tutti e tre, ci rilassiamo e ci facciamo sopraffare dal piacere.

Un piacere intenso e stranamente coinvolgente che per il resto dell’amplesso ci fa diventare una cosa unica, tre corpi e menti fuse assieme. Non a caso nello stesso momento Maddy ha il suo orgasmo , uno tsunami che mi inonda la faccia, la barba. Jacopo sborra dentro di me, e mi riempie il culo di sperma caldo e denso. Io vengo insieme a loro senza il bisogno di una sega, di niente. Solo grazie al piacere mentale.

Ognuno riempie la mansarda con le proprie urla e gemiti. Con i propri odori corporei. Con i propri sudori. E per ultimo con i propri respiri pesanti ma liberatori. Restiamo ognuno appoggiato all’altro senza parlare per un po’. Forse si aspettano che sia io a parlare per primo. Penso a cosa dire. Non voglio fare romanzine, è stato bellissimo. Non voglio nemmeno lamentarmi del trattamento subito, è stato bellissimo. Non voglio nemmeno stare zitto, vestirmi e andare via senza dire una parola, ripeto : è stato bellissimo!!!!! Allora senza muovermi, rimanendo ancora schiacciato tra i loro giovani corpi dico con quel tono scherzoso che da sempre mi caratterizza” Quando tornano i vostri genitori????”.

FINE.

Alina

<<E vieni…>> dice con un lento sorriso, il mio cervello anestetizzato recepisce piacere in tutto il corpo, la cappella è ben stretta tra alluce e indice del suo piede destro, mi munge così in un olio di noci commestibile…
Il mio cazzo freme e raggiunge l’orgasmo, schizzando a ripetizione al tocco fresco e duro del suo piede, il mio sistema nervoso si spegne per qualche secondo, il mio corpo si svuota in una libidine segreta.

Al mio risveglio un suo piede gioca ancora con il mio pene convalescente, l’altro è imperlato di seme e mi sfrega la coscia nuda, le dita squadrate passano sul mio inguine innaffiato di sperma tiepido…guardo le sue gambe nude nel muto piacere dell’orgasmo, io non indosso nulla, lei è scalza ma ho intravisto la sua fica da sotto la gonna.
Il piacere che provai a venire al tocco del suo piede la prima volta, io adagiato su un sottile materasso a terra, lei seduta su una poltrona ad armeggiare dall’alto sul mio pene con i piedi scalzi e lubrificati…l’orgasmo fu così intenso che il giorno successivo mi masturbai pensando al nostro incontro…nel mentre, i suoi piedi mi parvero senza odore, ma andando via, in auto, mi sentii la faccia pervasa da un aroma perverso di piedi femminili, piedi di una donna sulla cinquantina che in un buio pomeriggio di febbraio mi praticò un footjob – puro piacere, più forte di molte scopate, il mio cazzo da adolescente duro sotto le mutande grigie bagnate di liquido prima ancora di spogliarmi…mi dimenticai di tutto per circa un’ora, i suoi piedi stampati sulla faccia cieca per quasi tutto il tempo…
<<Come sei carino…>>
Leccai le sue piante nude come un bambino lecca il suo primo gelato…mezzo svenuto, un piede premuto sulla faccia priva di espressione, gli occhi chiusi mentre respiravo tra le sue dita…l’altro piede a sfregarmi il cazzo duro contro le mutande grigie, il tocco legnoso del suo piede, il peso della sua gamba attraverso la pianta, le dita ad artiglio che uncinavano la cappella, facendomi sibilare di piacere… i suoi tacchi neri riversi sul pavimento, le calze poggiate su una sedia…mi chiese di togliermi le mutante, era ora di farlo…il pene guizzò fuori dritto, godevo ad avere i suoi occhi sul mio corpo…me lo prese così, che ero ancora in piedi…lei seduta di fronte a me, i piedi asciutti, nudi, si chiusero delicatamente intorno al mio cazzo, mi voltai a guardare la scena nello specchio alla mia sinistra, lo smalto arancione nella fioca luce arancione della stanza…provai un piacere forte e innaturale quando mi schiacciò il pene contro lo stomaco con la pianta, un piacere molto vicino all’orgasmo…purtroppo non ho più sperimentato quel piacere…
Il nostro secondo incontro ebbe luogo qualche mese dopo, credo a maggio, subito prima della maturità…trovai una diversa disposizione dell’arredamento nella stanza, riconobbi il divano color sabbia…non indossava calze, e poco dopo essere entrato, mi ritrovai con il suo piede nudo sulla faccia, ad annusarlo selvaggiamente in una folle ricerca di molecole di sudore e acidi grassi…non ricordo molto, non mi tolsi la maglietta che finì per rimanere inzaccherata di sperma…appena uscito mi diressi verso la macchina, cercando di nascondere maldestramente la macchia dallo sguardo di una ragazza che avrà avuto la mia età…riflettei sul fatto che preferivo di gran lunga essere masturbato dai piedi di una donna col doppio dei miei anni, che perder tempo dietro alle ragazze…mi fece arrivare sfregandomi il pene in un’altra maniera, ma non ricordo quale…
Nel nostro ultimo incontro mi prese il pene con entrambe le mani, masturbandomi in una doppia sega oliata e rumorosa che si concluse con un orgasmo incontenibile…mi svuotai in preda a forti schizzi ritmati, un brivido mi sconquassava mentre il piacere mi accecò con un lampo incolore sotto le palpebre.

<<Forse l’abbiamo strapazzato un po’ troppo…>> sorrise con dolce ammiccamento.
Avevo passato la mezz’ora precedente sdraiato sul divano con lei, la faccia sepolta nelle sue piante, totalmente stordito….

Un gran bel dubbio

Premessa con Davide e Paola (nomi cambiati) ci conosciamo da parecchi anni e oltre ad essere una coppia scambista da privè (dove comunemente non vado) sono anche i proprietari di un casone sul mare dove organizzano talvolta delle cene che spesso si trasformano in enormi mangiate di pesce (Davide è peshitore) e poche volte in splendide orge. Quello che però è importante è che siamo amici.
Davide sempre un po’ fuori, anzi molto fuori dalle righe con parole e fatti, Paola invece molto più sulle sue ma quando vede una donna o un gruppo di cazzi e non deve pensare ai figli o ad altri mille impegni, si sextena.

Pochi giorni prima di capodanno ricevo una telefonata da Davide che mi invita da loro per festeggiarlo assieme, cenone in 12, quattro coppie e un singolo oltre a me, figli fuori dalle palle, pesce, musica e sesso.
Programma allettante ma ero già impegnato con amici in montagna.
Il 2 Gennaio lo sento per “la buona continuazione” e per sapere come era andata, chiaramente il pesce era Moby Dick, ovviamente peshito da lui, il prosecco era l’intera produzione di Valdobbiadene e l’orgia conseguente era durata per un mese con salti dall’armadio e acrobazie varie.

Peshitori si nasce non si diventa, comunque il 3 dovevo essere da loro per finire gli avanzi visto che il congelatore era pieno di pesce ma quante balene esistono in Adriatico?
Verso le 19 arrivo, Davide nella tettoia per all’accensione della griglia con la solita bottiglia di birra, ovviamente da 66cl quelle più piccole non le conosce e Paola nel capanno che apparecchia la tavola con Lorena e Gianni (vecchi amici anche loro).

Entro.
Il racconto della serata cambia: pesce si ma comprato a parte due sardelle peshite da Davide, prosecco tanto, sesso niente a parte qualche autoreggente e qualche gnocca all’aria.
Super canzonatura a Davide che già sapeva è nel suo essere l’esagerare solo per poi riderci sopra per poi riesagerare di nuovo. E’ fatto così.
Alle 20 circa arrivano gli altri che praticamente conosco tutti meno che Stefano e Teresa nuovi entrati nel gruppo, con lui molto effemminato e lei un po’ troppo castigata per i miei gusti.

La cena viaggia bene con Paola e Lorena che si divertono a mostrare la dimenticanza di non aver indossato l’intimo.
Il cazzo sale ma la cena finisce senza un nulla di fatto, però il pesce ottimo, complimenti alla pescheria.
La gente va via ma Paola mi trattiene a sparecchiare assieme a Stefano e Teresa.
Davide si porta Teresa a vedere la griglia e a dargli una mano a mettere a posto.

Mentre Stefano lava i piatti chiedo, sparecchiando a Paola chi sono, mi spiega che vanno anche loro nella parte naturista della spiaggia a prendere il sole e che talvolta lui va nella pineta a caccia di cazzi da succhiare mentre lei è più riservata ma quando si sextena è più troia di lui, anche tre in un pomeriggio.
Finite le incombenze, Paola mi prende per mano e mi dice “vieni che voglio farti il regalo di Natale che non ti ho fatto” e mi porta su nell’unica camera del capanno e mi spiega:” spogliati e distenditi sul letto a gambe larghe e aspetta, per nessun motivo devi accendere la luce, né toccare né parlare, vado a preparami” ed esce.

Obbedisco ed al buio con il cazzo dritto aspetto, la porta si apre e mi sento prendere in bocca il cazzo, lo lecca, lo bacia e mi succhia le palle poi incomincia.
Lo succhia sempre più veloce stringendo con le labbra l’asta e muovendo la lingua sulla cappella, sto per esplodere, la tentazione di afferrare la testa e schiacciarla sul cazzo è tanta ma non lo faccio, poi la porta si apre di nuovo ed entra un’altra figura ma sono troppo impegnato a sborrare per curarmi di lei.

Sento la sborra che viene deglutita mentre il ritmo del pompino si smorza per farmi godere al massimo.
Con il cazzo mollo al buio rimango disteso mentre entrambe le figure escono.
Dopo un veloce passaggio in bagno scendo e trovo Paola sorridente e Stefano pure, li guardo e le sorrido sussurrandole ad un orecchio:”sei stata fantastica” Paola si mette a ridere: “sei sicuro che sia stata io?” piccolo soprassalto:” certo, che sei stata tu” ride di nuovo “sicuro?” Stefano interviene con l’unica frase che non doveva dire :”hai un bel cazzo”e torna a voltarsi per mettere via i cd.

Faccio finta di nulla poi passati alcuni minuti, guardo l’ora e visto che è piccola Saluto e mentre esco Paola mi dice :”uno guardava e uno succhiava, chi era chi non te lo dico neanche se paghi comunque com’era il pompino?” “fantastico, grazie ma siete proprio stronzi, dai eri tu, vero?”
Uscendo senza risposta passo da Davide a salutare ma era troppo indaffarato a scopare a pecorina Teresa e a gridarle “troia” per rispondermi
Tornando a casa ho provato e riprovato a cercare di capire chi me lo avesse succhiato ma niente e pure Davide l’indomani non me lo ha saputo dire o meglio voluto.

Comunque chiunque sia stato, veramente notevole
PS
Spero Paola.

L';AMICA DI MARTA

Erano diversi mesi che scopavo Marta uno o due volte a settimana, dei lunghi pomeriggi a casa mia dove si faceva infilare il palo in tutti i suoi buchi con copiose venute nella sua figa pelosa e calda…… E venne il giorno quando parlò della sua amica e collega di lavoro che sapendo della nostra relazione quella mattina , quando lei le aveva detto dell’ennesimo pomeriggio da maiala le aveva risposto “Beata te!” e le aveva espresso il suo desiderio di avere anche lei una storia extraconiugale.

Mi venne semplice dire ”Portala qui con te una delle prossime volte” Mi guardò con cattiveria mostrando gelosia… poi , tranquillamente disse “… ti piacerebbe, ma guarda che non ce la avresti tutta per te, la dominerei anch’io” E raccontò di come aveva provato nel passato con allusioni a farle capire che avrebbe voluto fare l’amore con lei …… ma l’altra era sembrato non capisse. Maria, questo il nome della sua amica, era una donna sposata di 43 anni madre di due figli con un menage familiare ormai stanco con il marito spesso assente per lavoro e che la montava di rado, tanto che lei era arrivata a sospettare che avesse una amante.

Me la descrisse come una donna dai capelli rossicci, un po’ ricci, alta 1,70, un po’ giunonica, tette da 4 misura, cosce un po’ esagerate e con rotondità un po’ spinte ma “ancora capace di far drizzare il cazzo ad un uomo” concluse sorridendo. Ci volle poco per concludere che avrebbe tentato di coinvolgerla nei nostri pomeriggi “come regalo speciale per te” disse e aggiunse “ ma non azzardarti a tentare di scoparla senza di me!” Questo lo vedremo dopo che l’ho conosciuta mi dissi mentalmente.

Passarono 3 settimane durante le quali Marta, durante i nostri pomeriggi di fuoco nei quali i suoi buchi venivano ben aperti e la sborra colava abbondante, parlava dei suoi progressi nel coinvolgimento di Maria fino al giorno in cui, con il messaggino della mattina con il quale normalmente mi confermava che nel pomeriggi sarebbe venuta a casa mia per farsi aprire gli orifizi , annuncio “Verrò con Maria….. fammi fare bella figura” con tante faccine sorridenti….

Il pomeriggio suonò il citofono, al solito aprii ed aspettai come sempre di sentire aprirsi la porta dell’ascensore per aprire anche il portone dell’appartamento…. Marta apparve in tutta la sua troiaggine ma sola…. Entro rapidamente e mentre, come il solito mi tastava il pacco con una mano sentendo la mazza che si stava indurendo, le domandai “Dov’è?” Stringe più forte e mentre lui completò l’erezione e rispose con una sguardo di sfida “Arriva da sola tra poco….

doveva portare i figli dalla suocera, ha inventato la scusa di una riunione all’ultima momento a scuola” Mi aprì la patta , lo tirò fuori e come al solito, inginocchiandosi sulle calze velate nere, lo prese in bocca cominciando a succhiarlo ….. indossava una gonna leggera a fiorellini colorati su sfondo nero, scarpe lucide con tacco alto, camicetta rossa attillata che evidenziavano quelle tetta da 5 misura soffocate in un reggiseno stretto…. L’avrei già messa a pecorina sul tavolo e scopata selvaggiamente come accadeva sempre, era il nostro rituale iniziale, ma la mentre , inconsciamente, mi spengeva ad aspettare l’altra….. passarono 5 minuti, il suono del citofono la fece smettere, si rialzò e andò ad aprire e guardandomi disse “Le ho spiegato dove venire…” apri il portone lasciandolo accostato, quando senti la porta dell’ascensore aprì e Maria entro….. era effettivamente una donna robusta , indossava un vestito blu con dei pallini bianchi morbido che fasciava il suo copro abbondante ma proporzionato, tette grandi, si immaginavano i capezzoli, grandi, capelli fino alle spalle arricciati di un rossiccio tendente al castano, le calze color carne fasciavano dei polpacci robusti, cosce disegnate dal vestito sicuramente grandi ma si facevano immaginare sode, fianchi tondi che facevano pensare ad un culo abbondante….

Allungai la mano, “Francesco, piacere”….. timidamente ed arrossendo un po’ rispose “Maria lieta” stringendomi la mano con la sua un po’ sudata, sicuramente per una forma di agitazione…. Marta le mise la mano intorno la vita e senza parlare la accompagnò verso il divano ed entrambi si sedettero, vicine, gli occhi di Marta facevano capire che era meglio non perdere tempo, parlare poco e passare ai fatti….. mi sedetti a fianco di Maria che ora era in mezzo a noi,,, Marta allungo una mano poggiandola su una coscia di Maria e la stringe leggermente come ad incoraggiarla, lei la guardò e Marta guardava me e quegli occhi erano chiari, dicevano chiaramente “non perdere tempo, inizia”….. poggiai la mia mano sulla coscia di Maria comincia a massaggiarla, lei si girò verso di me, un po’ rossa in volto, il respiro già un po’ forzato….

mi dissi che tanto valeva non preoccuparsi molto di come poteva reagire e cominciare a farla sentire un po’ troia… feci scorrere la mano verso il ginocchio superai il bordo del vestito la mano fini sul ginocchio e comincia a risalire la coscia questa volta sotto il vestito, …. il respiro saliva…. Arrivai al bordo superiore della calza…..autoreggente, no, avevo toccato quello che era un reggicalze … cazzo, si era attrezzata proprio bene la timidona….

Va bene, facciamo venir fuori la zoccola che hai dentro fu il mio pensiero… la seconda mano inizio a sbottonare i bottoni del vestito mentre la prima superato il bordo della calza e toccata una pelle lisci di una coscia comunque soda era arrivata alle mutandine, la coscia orami scoperta sotto l’azione del salire della mano…. Bagnata , poco…. Scosto il bordo delle mutandine, il respiro era salito, gli occhi chiusi, forse per un senso di imbarazzo, la testa che tendeva ad abbandonarsi indietro… scosto il bordo della mutandina, pelo….

Morbido , senza perdere tempo dito nella figa, infilaggio deciso, primo gridolino, apre gli occhi e mi guarda, il respiro sta salendo, lo sguardo è un misto di incertezza e di “non ti fermare”, entra un secondo dito, cola abbondantemente… intanto Marta si è alzata e è già mezza spogliata, rimasta in reggiseno, autoreggenti, mutandine di pizzo, tutto rigorosamente nero e scarpe ancora ai piedi , va bene, non perdiamo tempo…. Inizio decisamente a spogliare Maria con la mano libera, il vestito è tutto sbottonato comincio a sfilarglielo, lei mi asseconda intanto le due dita continuano a stantuffarla con lei che mi sembra già in estasi….

Davvero non la montano da parecchio mi viene da pensare…. Marta si è avvicinata, inginocchiata, sta sbottonando la mia cinta e inizia sfilarmi i pantaloni….. mi alzo e faccio alzare Maria , intanto Marta mi sfila i pantaloni, Maria e ormai senza vestito, ho tirato fuori le dita che le stimolavano la figa e le sbottono il reggiseno, Marta mi sta sfilando la camicia, appena fatto afferro con le due mani le mutandine di Maria e le tiro giù, un piccolo brivido, forse non si aspettava una così rapida evoluzione ma alza le gambe una per volta per farsele sfilare…… è con la figa di fuori , un pelo morbido rossiccio arricciato ma ordinato le copre le grandi labbra, sicuramente è passata dall’estetista in previsione della giornata….

penso che non avrà abitudini particolari ma che sarà abituata a delle montate abitudinarie, forse veloci, mi viene da pensare che il marito nemmeno le lecca da figa prima di montarla…. Allora la prendo per mano, la porto verso il tavolo, con decisione la riverso a pecorina sul tavolo, con aria un po’ spaurita mi lascia fare, è a pecora, ha allungato le mani sul tavolo, occhi aperti sguardo in avanti…. Lo aspetta….

ha voglia la puttana…. Lo prendo, è duro, bello turgido e senza esitazione lo poggio sulla figa e dopo un attimo lo infilo dentro deciso, lei si irrigidisce e lancia un grido secco nemmeno soffocato, Marta è di fronte che alterna lo sguardo tra me e lei e sorride, inizio subito a pomparla colpi ben decisi, la zoccola non ci mette molto a scaldarsi, struscia le mani sul tavolo, ha appoggiato la testa di lato, adesso ha chiuso gli occhi, per apprezzarlo meglio mi dico ed allora spingo più forte , l’ansimare e le grida aumentano , anche di tono, Marta le mette una mano sulla bocca e mentre Maria sballonzola tutta sbattendo la pancia sul bordo del tavolo sotto i colpi avvicina la sua bocca all’orecchio dell’amica e sussurra “Piano bella mia, ci sono i vicini, non strillare troppo” e poi tolta la mano le infila un dito in bocca “Succhialo” dice, l’altra inizia a farlo, si sta lasciando andare completamente….. Marta mi guarda sorridendo e strizza l’occhiolino….

Continuo a pompare, sbatto il mio inguine su quelle chiappe morbide, abbondanti, l’afferro per le spalle con una mano mentre l’altra tasta la coscia, morbida ma ancora soda…. Continua così per diversi minuti, i gridolini di Maria sono soffocati dal dito di Marta nella sua bocca… poi Marta mi strizza l’occhio e con un gesto della testa indica la camera da letto, con un gesto chiaro di un dito mi fa capire che dovrei infilare il cazzo in bocca all’amica ….. vuole andare di là ….

mi fermo e lo tiro fuori, Maria rimane a pecora sul tavolo, mentre mi tiro indietro Marta la prende per mano , la fa sollevare e sempre tenendola per mano la guida verso la camera da letto, le seguo, Marta spinge l’amica sul letto, la posizione di traverso stesa sul letto , le gambe penzoloni, l’altra la lascia fare, mi guarda, comprendo, salgo sul letto, avvicino il cazzo alla bocca di Maria che mi guarda e sgrana un po’ gli occhi alla vista di un cazzo tosto , bello turgido….

le prendo una mano e gliela metto sul cazzo, un attimo ed inizia a stringerlo, leggero, le afferro il polso e la guido verso la sua bocca, mi guarda, sembra aver timore, non apre la bocca, con la mia mano le faccio aprire la bocca, nessuna resistenza….. questa qui è una zoccola che vuole fare la santa penso spingo il cazzo in bozza e sempre tenendola per il polso la spingo a mandare il cazzo avanti e indietro… non è inesperta, stringe le labbra e d inizia a succhiarlo….

Pochi attimi e Marta ne approfitta per entrare in azione, scende con la testa sulla figa dell’amica ed inizia a leccarla, aprendole le gambe per farlo meglio l’altra tira su le gambe poggiano i piedi sul letto, con le mani cerca la testa di Marta ma la blocco, la fermo, quella diavola di Marta è sextenata ormai, le ha aperto la figa con le dita e la lingua è già dentro…. Maria è andata ormai, si agita, strilla , tutto soffocato dal cazzo che sta avidamente spompinando… tiene il cazzo da sola e succhia, anche forte a volte devo farle capire che non deve esagerare, l’altra mano sul lenzuolo, continua cosi per un po’ , poi Marta alza lo sguardo verso di me….. lo vuole….

Tiro fuori il cazzo dalla bocca di Maria e scendo dal letto, mi metto dietro Marta e la infilzo di colpo, si lamenta senza smettere di leccare la gnocca dell’amica che ora con la bocca libera riprende a gridare…… mi fermo, sfilo le mutandine di Marta che le prende per un attimo si ferma a leccare e con la mano le infila nella bocca dell’amica…. “cosi stai zitta” le dice e riprende la leccata mentre io la infilo ….. ancora un po’ ne poi passo al culo….

Stavolta strilla “piano…. ” Rantola ma affondo deciso …. Maria comprende dove è il mio cazzo , l’ho piantato di colpo nel culo di Marta proprio per far capire all’altra cosa sto facendo , Maria guarda con uno sguardo di interesse, sembra tranquilla, forse pensa che lei non subirà quella sorta visto che Marta mi aveva raccontato che nelle sue confidenze le aveva raccontato che il marito avrebbe voluto incularla ma lei si è sempre rifiutata ….

Pompo Marta nel culo per diversi minuti, “ piano, piano “continua a dire… Marta si morde il labbro per non urlare, il cazzo la sta allargando per bene. L’altra ormai è fuori controllo, afferra la testa di Marta e la spinge contro la sua figa….. “Fammi respirare “dice Marta tirandosi indietro…. Sfilo il cazzo, lei si alza, la scosto, salgo sul letto rapidamente la tiro bene sul letto, mi piazzo in mezzo alle sue cosce che tiene aperte e glielo infilzo dentro… sono bello infuoiato, inizio la pompa, spingo forte, inizia a gridare davvero riprende le mutandine di Marta e gliele infilo ancora in bocca, i colpi sono forti profondi la impalo senza mezze misure… si contorce per la spinta secca, urla ma le mutandine di Marta in bocca attutiscono le grida, inizio a pomparla senza mezzi termini………La casalinga disperata è un bagno , il lenzuolo sotto la figa è tutto bagnato, le mani sono sulle mie chiappe che mei le stringono… molti arretrati pensò, scommetto che il marito sborra molto presto….. continuo per una decina di minuti, il cazzo sempre più duro ….

Marta intanto guarda e si tocca la figa seduta sul letto, ha due dita dentro e gode alla grande…. Poi, si ferma e scende dal letto, esce dalla stanza …
Pompo Maria alla missionaria mi preparo a sborrarle dentro, poi sento le mani di Marta che mi tirano indietro, mi fermo, mi rialzo…. Marta ha indossato un dildo nero, grande, soprattutto nel diametro…. Sono sorpreso, mi scosta , l’amica non si rende conto di cosa sta accadendo, Marta le si stende sopra e le infila quel cazzo di gomma nella figa… stavolta Maria strilla davvero ma quella matta di Marta prende a pomparla con maestria, cerca di spingere indietro l’amica….

“Tienila ferma” mi quasi urla Marta, afferrò l’altra per le braccia e la immobilizzo, le gambe ormai si muovono all’impazzata ai fianchi di Marta…… voglio inculare Marta, lascio le braccia di Maria , mi metto dietro e infilo il cazzo nel culo di Marta ancora aperto e riafferro le mani di Maria per tenerla ferma…. Andiamo così per qualche minuto…. Poi Marta molla, non lo regge nel culo…. “mi fai male!”
Mi tirò indietro… Marta si alza, l’amica è esausta, la fa girare a pecorina , gira intorno al letto la tira bene per le braccia e mi strizza l’occhio e le offre il cazzone alla bocca, l’amica sorpresa apre la bocca lo prende e lo succhio , io le sono dietro le tocco la figa e poi il culo, salgo sul letto, la voglio inculare, le poggio il palo sul buchetto, lei tenta di ritrarsi ma Marta stringe e tira le braccia, non si può muovere, il buchetto è ben lubrificato, l’afferro con una mano per un fianco, stringo forte le rotondità forse le faccio male, ma devo tenerla ferma mentre con l’altra mano punto il cazzo sul buco del culo e spingo, inizia ad entrare, lei grida ma il cazzo di plastica in bocca spinto da Marta le impedisce di urlare, affondo senza pietà, il cazzo continua ad entrare.

È oltre per metà dentro, lei inizia a muoversi, le urla sono soffocate ma sono tante, sembra iniziare a piangere, mi fermo ed inizio a stantuffare , lentamente e poco per volta le urla smettono e cominciano a sentirsi dei versi di piacere, Marta senza pietà le tiene sempre il dildo sin bocca…….. Colpi che aumentano di intensità, quella sotto che ormai gode decisamente….. “Ora basta” dice Marta e lascia l’amica che si divincola tentando di allontanarsi, lo tiro fuori, “Mettiglielo in bocca “ dice Marta mentre gira intorno al letto….

Ho capito , invertiamo le posizioni, afferrò le braccia di Maria che sconcertata forse inizia a capire e cerca di muoversi, ma la tengo ferma, il cazzo le scivola in bocca, Marta è dietro di lei e le infila il dildo nel culo…. L’altra si agita, strige la bocca, sento i denti sul cazzo, lo tiro fuori , lei urla, ancora le mutandine di Marta in aiuto infilate in quella bocca. Marta sembra impazzita, spinge il dildo sempre più a fondo mentre l’altra tenta di svincolarsi dalla mia presa e piange ormai copiosamente dal dolore …….

………. pochi minuti e poi finalmente Marta tira fuori il dillo , è sporco di sangue, l’amica si rivolta sul letto, supina, distrutta, le lacrime agli occhi…. Sto scoppiando , me ne frego delle sue lacrime, le sono sopra, le allargo le cosce e la penetro , scivola dentro in un attimo, lei comincia ad ansimare , mi mette le mani sul culo e alza le cosce…. Pochi minuti di monta con lei che non si trattiene più e le sborro dentro, a lungo, la riempio abbondantemente ….

Nemmeno glielo ho anticipato ma resto sempre dell’idea che una donna che va a cazzi deve preoccuparsi lei di non farsi mettere incinta.
Marta è tornata, si è tolto il dildo, sale sul letto, si avvicina al cazzo ancora sporco di sborra e vede la sborra che cola dalla figa dell’amica…, “Adesso riempi pure me…..” e prende il cazzo in bocca….. Maria lentamente scende dal letto, barcolla, si avvia verso la porta, verso il bagno….. sulle chiappe il sangue di quel culo rotto….. il cazzo è già duro a sufficienza sotto le slinguazzate di quella assatanata di Marta….. facciamola finita….. la stendo sul letto, le i apre le cosce, in un attimo le sono dentro ed inizio a montarla, la vacca, inizia subito a godere….. ci metto parecchio a venire, lei viene in continuazione, 3, 4 forse 5 volte….. l’amica non torna….. finalmente esplodo dentro quella figa calda e bagnata, la riempio , le molla la presa, esausti entrambi….. mi siedo sul letto, dal bagno viene un rumore dell’acqua e dei rumori di dolore contenuto, qualche lacrima forse ……… Maria evidentemente si sta lavando i buchi cosi violentemente abusati ……..
Si rivestono e vanno via, prima di uscire Marta bacia Maria sulla bocca…… “E l’inizio mia cara, le prossime volte sarà meglio e non soffrirai” mi strizza l’occhio ed escono…… le vedo dalla finestra che si salutano , ognuna verso la propria macchina, Maria cammina piano, mi sa che il culo le fa davvero male…… vado in bagno per una doccia….

Quando prendo l’accappatoio in tasca trovo un biglietto….. “Maria…. ed un numero di telefono” mi sa che la zoccola vuole vedermi da solo………

Lorena e Letizia

L’altra sera Lorena e’ venuta a casa mia per vedere la partita Italia -Inghilterra. Con lei c’era il suo ragazzo e Letizia una sua amica.
Mia cugina Lorena mi fa impazzire da anni. Adoro le sue gambe, i suo piedini, le sue mani, il suo culetto. Lei mi eccita da morire e sa che amo i suoi piedini e non perde occasione per mostrarmeli.
Quella sera mentre il suo ragazzo era tutto preso dalla partita lei si sfilò le ballerine e stese le sue gambe poggiando i suoi meravigliosi piedini sul tavolinetto del salotto.

Si iniziò ad accarezzare il suo piede con l’altro e muoveva lentamente le dita dei piedi con le unghie smaltate di nero. Mentre il ragazzo guardava la partita io fissavo i piedi di mia cugina e il mio cazzo si induriva ad ogni piccolo movimento delle dita. Ad un certo punto distolsi lo sguardo dai piedi di mia cugina e vidi la sua amica che mi fissava divertita. Mi son sentito una merda mia cugina aveva raccontato tutto alla sua amica.

Mi sentivo umiliato, ma la cosa mi eccitava di piu’. Le birre erano finite mi alzai per prenderne delle altre ma si intravedeva che avevo la verga dura alla sola vista dei piedini e delle dita della mia adorata cugina. Letizia l’amica di mia cugina si alzò e mi disse:
<< dai che ti do una mano>>.
Io e Letizia ci spostammo in cucina e lei mi disse:
<< Ti piacciono tanto i piedini di Lorena>>.

Io mi senti’ avvampare ma risposi con gli occhi bassi:
<< Si>>.
Lei mi rispose:
<< E i miei ti piacciono?>>
io le guardai i piedi mentre lei li sfilava dai suoi sandali. Il mi cazzo ebbe un sobbalzo.
<< Meravigliosi!>> esclamai.
Ma in quel momento il ragazzo di mia cugina grido’ :
<< Ma arrivano ste birre? ma che state a pomicià?>>.

Fini’ il primo tempo 45 minuti a cazzo duro più recupero. Alla fine il ragazzo di Lory si alzo’ e usci a pendersi le sigarette. Restammo soli io, Lory e Letizia.
Allora Lory si rivolse a Letizia e le disse:
<<Hai notato quanto è porcellino il mio caro cugino. Ha avuto il cazzo duro per tutto il primo tempo. Glieli hai mostrati i tuoi?>>
Letizia ribadi’:<<Si appena li ha visti si tava sborrando nei pantaloni>>Si misero a ridere.

<<Che pervertito>> disse Lorena. Poi disse <<Letizia mostragli i tuoi piedini>> e Letizia li mise accanto a quelli di Lory: Le unghie di Letizia erano rosa. Io mi inginocchiai e mi avvicinai ai quattro piedini.
<<Baciami i piedi porco>> disse Letizia e io iniziai a baciarli senza sosta.
<<Che porco si arrapa di piu’ a vedere i nostri piedi che a vedere le nostre fighette>> disse Lorena e risero mentre io baciavo e poi iniziai a leccerle la pianta e a succhiarle le dita.

<< Mica si sta toccando?>> chiese Letizia.
<<No ti toccare il cazzo porco altrimenti te li sogni i nostri piedini>> mi urlo’ Lorena.
Poi passai a leccare quelli di Lorena. Nel frattempo stava iniziando il secondo tempo e Lory prese il cellulare e chiamo’ il suo ragazzo
<< Amo’ dove sei? Ho capito vabbè ci vediamo a fine partita. Salutami Marco>>.
Chiuse il telefonino e mi urlo'<<Sei fortunato lui resta al bar e tu hai 45 minuti per leccarci per bene i piedini>>.

Io mi lancia a leccarli tutti quelli di Lory e di Letizia. Ero in paradiso. Lory si alzo’ e a piedi nudi ando’ in camera mia ed usci’ con una cordicella. Poi mi lego’ le mani dietro la schiena e poi mi abbasso’ pantaloncini e mutande facendo uscire il mio cazzo duro come il marmo.
<< Guarda come gli viene duro a sto pervertito il cazzo a leccarci i piedini>>.

Letizia sorrise ed annui’ <<Che cane leccapiedi. Te lo vorresti toccare? Ti vorresti fare una sega? Porco!>>. Ed io dissi<<Si>>.
Lorena sorridendo confermo’<<Lui è un gran segaiolo, gli piace farsi le pippe. Pippaiolo. Segaiolo. Di a Letizia quante seghe i sei fatto annusando i miei collant? DILLO>>.
Io con un filo di voce risposi<< infinite>>.
Lorena urlo’ << COSA? QUANTE PIPPE TI SEI FATTO SU I MIEI COLLANT?>>
<<INFINITE>> risposi io.

Letizia, allora, si rivolse a Lorena << Che cane! Sei una bestia che si mena il cazzo. Sei un segaiolo. >>
Poi Lorena le disse:<< Poi adora sentire l’odore della mia fighetta attraverso i miei slip zozzi>>
<<Un maiale schifoso>> rispose Letizia.
Poi Letizia in Leggings neri apri’ le gambe e sorridendo mi disse<< Vieni ad annusarmi la topa porco di merda. >> io mi inginocchiai e strisciai tra le cosce di Letizia.

<<Annusale la fighetta porco>> mi disse Lory.
L’odore della sua figa mi fece impazzire il cazzo: La prostata mi si contraeva facendo sollevare il mio cazzo duro.
<<UHHHHHHHHH come gli vibbra il cazzo al porcellone. Scommetto che gli sta gocciolando il cazzo a sta puttanella>> disse Lorena.
<<Mica sborra il porcello?>> replico’ Letizia. Mentre mi spingeva il mio viso sulla sua fica. Poi ancora << Dai porco lo senti il mio odore? Leccami i leggings pervertito.

Oggi non ho messo neanche gli slip. >>
<<Ma se gli dici cosi’ questo si sbrodola in un secondo>> rispose Lorena.
Io leccavo i leggings e sentivo l’odore della fighetta di Letizia e lei ridendo segui’ << Prima di venire qui in quel bar in cui abbiamo preso quel prosecco in attesa del tuo ragazzo ho fatto la pipi e non c’era la carta e mi sono rimessa i leggings>>
Lory le disse <<Che sporcacciona>> e sorrise e poi si rivolse a me ulrlandomi << Hai capito schiavetto gli stai leccando la piscia>>.

<< Scommetto che gli piace al pervertito segaiolo>> replico’ Letizia.
Tutto cio’ mi eccitava damatti e leccavo ancor piu’ avidamente quei leggings che coprivano la fighetta di Letizia.
Lory:<<UHHHHHHHHHH guarda come gli piace a sta troietta l’odore della tua piscia. Ti sta leccando come un forsennato. >>
Letizia:<<Adesso basta. Spostati e mi scanso’. >>
Il mio cazzo era in uno stato di eccitazione impressionante.
Lory:<< Guarda come l’hai ridotto? A vederlo cosi’ me lo farei infilare nella fighetta il suo cazzo.

La vuoi la mia fighetta? eh porcellone>> e io <<Si ti prego Lory, ti prego posso infilartelo in figa>>
Lei si infilo’ la mano sotto i pantaloni e ne tiro’ fuori un dito bagnato. << Guarda sto maiale me l’ha fatta bagnare la fighetta. Annusami il dito porco>>. Mi avvicino’ il dito al naso e io annusai la sua broda.
Ad un certo punto squillo’ il telefonino di Lory:<< Dmmi Amo’….

si ok fai come vuoi. Ci vediamo domani. Vieni tu a prendermi a casa e poi andiamo da te vabbe’. Ok si si ci accompagna Lorenzo. Tu dai fai il bravo…. ahhhh vediamo domani. Ciao>> e poi a me e a Letizia:<< Va con Marco appena finisce la partita. E t porco ci puoi leccare ancora e poi ci porti a casa hai capito porcellone>> Io annui’.
Letizia:<<la vuoi leccare la figa bagnata di Lory?>> e io <<SIIIIIIIIIIIIIIIIII>>
Lory<< Dai andiamo sul letto>>.

Mi distesi mentre Lory si sfilo’ i pantaloni e attraverso gli slip si intravedeva il peletto. Poi si sedette sul mio viso. Subito avverti’ l’umido della sua figa e iniziai a leccargliela.
Lory:<<Aspetta Porco. Prima di tutto leccami il culetto>> abbassandosi gli slip << Sai quel porco dopo avermi sbattuta la figa mi ha sborrato sul culetto. Ripuliscilo tutto che me lo sento ancora impastricciato di sborra>>
Letizia << Lecca stronzo.

Guarda il cazzo gli sta scoppiando>> e risero.

LA PRIMA VOLTA AL CINEMA PORNO. by Ilary Pozzi

Il primo rapporto omosessuale non si scorda mai, si può addattare il detto, in effetti ancora oggi mi capita di pensare alla prima volta che ho toccato intimamente un uomo.
E successo quando ho compiuto i diciotto anni, il giorno del mio compleanno, devo premettere che le mie fantasie erano già tutte rivolte al cazzo, fu’ dalla prima volta che vidi un giornale pornografico che iniziai a desiderare di essere io la troia che soddisfava uomini nudi con il cazzo duro.

Quel giorno di tanti anni fa’ entrai provando vergogna dentro al cinema dove si proiettavano i film pornografici, mi sentivo tutto eccitato al solo pensiero di poter vedere delle scene pornografiche in pubblico, così tutto rosso dalla vergogna finalmente mi presentai davanti al bigliettaio e pagato il biglietto finalmente entrai nella sala buia.
Ricordo con eccitazione che ero pervaso da mille brividi di godimento, un ragazzino sporcaccione ! Andai a sedermi al centro della sala con gli occhi fissi su una scena di sesso anale, un cazzo enorme sullo schermo che sfondava il buco del culo di una ragazza.

Dentro di me sentivo un fuoco e dopo pochi minuti il desiderio di masturbarmi, e cosi senza nessuno intorno pian piano mi abbassai la cerniera dei pantaloni e poco dopo il mio cazzo era fuori dai pantaloni con la mia mano che timidamente cominciava la masturbazione.
Mi sentivo letteralmente per aria, tutto il. mio corpo era pervaso da mille brividi, io il bravo ragazzino che si stava masturbando con estranei che potevano vederlo in un cinema pubblico, con il rischio che mi riconoscesse qualcuno magari e si sapesse che facevo queste cose.

Mi sentii per la prima volta nella mia vita in estasi, era come un orgasmo continuo, ma il piu bello doveva ancora arrivare….
Pochi minuti dopo un guardone si sedette davanti a me , che vergogna provai nel vedere un uomo che mi fissava, il primo momento cercai di nascondere il cazzo con le mani, ma quello sguardo fisso nella sala semibuia mi fece comportare con mia sorpresa da troietta , levai la mano e timidamente mi ritrovai li a masturbarmi molto sensualmente con l’indice e il pollice che massaggiavano la cappella davanti al guardone, mi sentivo tanto puttana e desiderato.

Con mia sorpresa il mio spettatore che era un uomo sui quaranta anni di età, si alzo dal suo posto e venne a sedersi in parte a me, il cuore mi scoppiava in gola, seduto in un cinema con cazzi e scene di sesso sullo schermo. Vidi la sua mano avvicinarsi al mio cazzo e scostata la mia comincio lui a farmi una sega, mi ricordo che mi sembro di impazzire dalla goduria e fu cosi che anche la mia mano raggiunse la sua patta…
Si slaccio subito la cerniera e mi ritrovai un cazzo grossissimo e duro in mano, il mio primo cazzo !!! Ero li in mezzo la sala con alri guardoni che si avvicinavano e guardavano noi che ci masturbavamo a vicenda.

Non posso descrivere quello che ho provato, so solo che ad un certo punto non riuscii più a trattenermi e parti una sborrata indimenticabile. … il vecchio porco era riuscito a farsi il ragazzino.
Mi ricordo che subito dopo, con le guance rosse dalla vergogna per quello che avevo fatto scappai subito dal cinema porno, per ritrovarmi nel bagno di casa a masturbarmi ancora pensando di me stesso che ero un frocio adesso..
Da quella volta iniziai quella che amo definire la mia carriera di frocione insaziabile di cazzi, e oggi sono diventata una travestita, la Ilary pozzi, succhia cappelle sfondata che lecca buchi di culo e gira video pornografici.

..
Non male direi……