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La prima volta ….2 cazzi

Ci risiamo, con i primi caldi, torna la voglia di bagni e tuffi, di fresco, di qualche situazione di refrigerio, visto che il mare è lontano, le alternative sono : la piscina …. ma troppo caos …. Il fiume ….. pericoloso …. o il lago …. decisamente abbordabile.

Armati di telo mare costume e bottiglia di acqua ghiacciata, ci incamminiamo sulla riva del lago che abbiamo scelto. Siccome la voglia è di libertà, cerchiamo un posto poco frequentato, e dopo un quarto d’ora di cammino, arriviamo nel luogo perfetto, una radura con erba bassa e schiacciata, segno che è usata sovente, un ingresso in acqua comodo, e piante tutte in torno.

Ci spogliamo completamente di vestiti ed inibizioni, e in un attimo siamo dentro a sguazzare come i bambini nella piscinetta.

Tempo 10 minuti, dalla vegetazione, sbucano tre ragazzi, dalla presunta eta di 25 / 30 anni. Porca miseria, penso, ci hanno invaso il nostro piccolo paradiso terrestre, menomale che hanno avuto l’ intelligenza di star al limite della radura, ovvero una decina di metri.

I tre, fan finta di niente, ma danno delle belle occhiate alla 4° di seno che sballonzola tra i giochi d’ acqua.

Al momento di uscire, Robi mi guarda preoccupata, per il fatto di esser completamente nuda, io la tranquillizzo, non credo ci sian pericoli.

Mentre ci avviamo agli asciugamani, vedo i ragazzi darsi gomitate, facendo finta di esser indifferenti, e parlottando tra loro. Dopo aver confabulato un po’, capisco questa agitazione, eran indecisi sul togliere i costumi o no, chiaramente da sfacciati, si tolgon tutto.

Vedo subito Robi, inforcare gli occhialoni da sole, e far la finta tonta, guardando di traverso i tre cazzi di giovane età, svettare all’ aria.

Poi decide di mettersi la crema solare, insistendo con estenuante lentezza, sul seno bello turgido, fin dove riesce, e poi chiede il mio aiuto, ma son sicuro che se avesse domandato ai ragazzi …. si sarebbe trovata con sei mani ovunque.

Parto dalla schiena, e comincio a schizzare liquido solare, come se fosse una sborrata gigante, poi con movimenti lenti forse fin che mai esasperanti, la spalmo ovunque, soprattutto sul lato del seno, che solitamente resta bianco.

Robi se ne accorge, di tutto questo esagerare, e mi redarguisce con un “ piantala di far il cretino, non vedi i ragazzi che mi divorano con gli occhi, e son lì col cazzo duro in mano …. ”

In effetti, è vero, i ragazzi … son impegnati a non farsi vedere … tutti rigidi ….

Ricomincio con la crema solare, partendo dalle caviglie, salendo con lunghe spalmate verso il culo, e interno coscia, e qui esce la maiala che è in lei … invece di trovar da ridire … allarga le cosce ogni volta che arriva la mano all’ incrocio ….

Dopo queste spalmate … vedo due dei tre ragazzi, alzarsi con il cazzo completamente in tiro, … buttarsi in acqua, forse per evitare spiacevoli figure, solo uno tiene duro, l’ unico di carnagione scura, tipo marocchino o tunisino, lui resta lì imperterrito col cazzo duro in mano … e proprio a dirla tutta un gran cazzo.

Dopo un attimo, Robi si gira a pancia in su, e vedo che si infila il perizoma, alzandosi in piedi, dicendomi che con il caldo, a furia di bere, deve far la pipi….

Ok rispondo reazione naturale, e la vedo infilarsi nella vegetazione.

Io son coricato, e curo i ragazzi in acqua, che si stanno schizzando tra di loro, poi mi giro a guardare il magrebbino e ….. cazzo è sparito.

Immediatamente mi alzo, e seguo il sentiero che ha preso Robi, facendo attenzione a non essere scoperto. Dopo pochi metri, vedo il ragazzo nascosto dietro una pianta, intento a farsi una sega, guardando la mia piccola, che qualche metro più avanti, è accucciata, con la fica in bella vista, dato il perizoma scostato, che sta facendo pipi, tanta pipi, che non finisce mai ….

Arrivo alle spalle del ragazzo, che non mi ha sentito, e gli sussurro all’ orecchio …. ” Ti piace è …. ” Lui si spaventa, si allontana da me per paura e smette di toccarsi

“ Si, mi piace da morire, non ho mai visto un seno così grosso, restare bello alto, e soprattutto così dal vivo”
Mi shitta la scimmia e dico … “ Ti piacerebbe toccarlo …..” ….. “ Non so cosa pagherei per poterlo fare “ e così dicendo, ricomincia a smanacciare il grosso cazzo scuro.

Nel frattempo, lei ha finalmente finito, e cercando di ricomporsi, ci viene in contro, non capendo la situazione, composta da me, con il cazzo duro, che parlo con un ragazzo nudo, anche lui con il suo affarone tra le mani, intento a menarselo

La fermo e le dico “ Amore, guarda il povero ragazzo, come è conciato per colpa tua, fai qualcosa per farlo rilassare “
Lei mi guarda stranita, poi guarda il cazzone del ragazzo, i suoi occhi, spalancati per poter vedere meglio le tette.

“ E cosa devo fare …. ” Dice lei, sapendo già cosa poteva fare …. ” Più che una sega …..”

A queste parole, il movimento della mano , del ragazzo aumenta di ritmo … e gli occhi brillano

Robi si inginocchia sull’ erba, trovandosi faccia / cazzo con il marocchino, allunga una mano, prende in mano il bastone di carne, e comincia un su e giù da professionista, passando la manina sul glande, per poi scendere al sacchetto dei coglioni, gonfio da esplodere, e risalire alla punta.

Io, per non esser da meno, le metto nell’ altra mano il mio, forse meno grosso del ragazzo, ma con altrettanta voglia di esplodere.
Il suo movimento di mani è perfetto, sale e scende alternatamente sui due cazzi rigidi, pensando che quella era la prima volta con due cazzi a disposizione. Dopo un po’ decide di baciare in punta di labbra, la cappella scura, facendo tremare il ragazzo, per poi spostarsi sul mio … infilandolo in bocca per metà.

La cosa si protrae per circa 5 minuti, quando, il ragazzo si fa intraprendente, e chiede se può toccarle le tette, …. un attimo di silenzio …. E poi lei si spinge in avanti, verso il ragazzo.

Che da ragazzo, si era trasformato in polpo, sembrava che le mani si fossero decuplicate, la maiala si sentiva mani ovunque, le tette non si vedevano più …. Scomparse sotto le manone del giovane, che si agitava sempre più, sudava e ansimava.

In mezzo a tutto questo trambusto, la porca non ha mai mollato le prese ai cazzi, anzi aumentava il ritmo, sperando che tutto finisse prima possibile. Ed infatti, ad un certo momento, percepi il trmare del giovane, e fece giusto in tempo a retrocedere quel tanto che basta, per non farsi sborrare in faccia.

Uno, due, tre schizzi enormi, seguiti da altri meno grossi, ma belli densi, coprirono quasi completamente il seno sinistro di Robi, io eccitato come non mai, prendo in mano il mio cazzo e lo punto diritto sul seno destro, e lo schizzo tutto abbondantemente di sborra più spessa di quella del ragazzo.

Che scena, la mia maiala, con tutte le tette colanti sborra, inginocchiata difronte a due cazzi semirigidi, sgocciolanti ….. mmmm che spettacolo

Siccome siamo tutti e tre nudi, a parte il perizoma di Robi, chiaramente umido all’ altezza della fica, non ci resta che incamminarci verso il lago, per poter calmare i bollenti spiriti, e darci una sciaccuata.

Giunti in spiaggia, troviamo gli altri due, finalmente mosci, che ci guardano stupiti, soprattutto lei … con tutto il davanti appiccicato.

Risata generale e bagno. Mentre ero in acqua, vicino a lei, le chiedo se le è piaciuto maneggiare due cazzi contemporaneamente.
Lei facendo si con la testa, si avvicina all’ orecchio sussurrandomi …. ” A te è piaciuto, vedermi con un altro cazzo in mano , che mi sborrava, ….. pensa se lo avessi infilato dentro, lungo e grosso com’è …. ”

Non so che espressione potessi avere, ma lei guardandomi …” Sei il solito porco …” e io nella mia mente penso ….. senti chi parla.

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Una sera in piscina

E sempre stata una mia fantasia vederla nuda e magari che facesse qualcosa con altri, pero lei quando a letto fantasticavo su questo si stizziva.
Quella sera pero …..
L’ho accompagnata ad un corso d’aggiornamento fuori citta, la sera un suo collega invito mia moglie, io e gli altri due colleghi presenti al corso a cenare da lui.
Possedeva una bella casa con piscina un bel giardino mangiammo fuori bevemmo un po’ anche mia moglie che di solito non beve mai.

La giornata di giugno era calda e afosa uno dei presenti propose visto il caldo e la piscina disponibile del collega di un bel tuffo per rinfrescarci un po’. Il proprietario disse e lì a nostra disposizione io non parlai mia moglie chiese ma voi avete i costumi?
La risposta fu no ma ci tuffiamo nudi, mia moglie disse ma voi siete matti io nuda con voi tre maschi siete fuori e poi rivolgendosi a me disse tu lo faresti?
Allora delle chiese ma non hai mai fatto il bagno nuda a mezzanotte in spiaggia, lei rispose di no.

Loro dissero be noi lo facciamo e iniziarono a spogliarsi, mia moglie mi guarda perplessa ed io gli dico dai andiamo a rinfrescarci anche noi intanto cosa vuoi che sia vedono due tette e un po’ di pelo e iniziai a spogliarmi, mi tuffai e la invitai a entrare dicendoli che era magnifico, anche i suoi colleghi la invitarono dicendogli di non vergognarsi intanto era fatta come tutta e loro non era la prima volta che ne vedevano una nuda e non si sarebbero scandalizzati.

Mia moglie si verso un altro bicchiere di vino lo beve tutto d’un fiato si alza e inizia a spogliarsi i suoi colleghi esultarono facendogli un applauso dicendogli brava. Io ero già eccitato un po’ confuso era la prima volta che lo faceva ora, era in intimo in piedi a bordo piscina noi in acqua rimase li ferma un po’ poi ….. si tolse il reggiseno e libero la sua terza che si manteneva ancora su nonostante i suoi 37 anni e dalla piscina ci fu un boato di gioia e vidi che anche gli altri erano eccitati c’è l’avevano duro.

Poi si giro dandoci il lato b e si tolse anche gli slip dicendo chiudete gli occhi che entro, naturalmente nessuno chiuse gli occhi, si giro ed entro mi venne vicino e mi diede un bacio, parlammo un po’ ogni tanto gli tiravano un po’ d’acqua ci divertivamo e vedevo che ogni tanto guardava sotto i loro cazzi duri, la cosa mi eccitava parecchio. Giorgio usci dalla piscina e andò a prendere 5 bicchieri e del limoncello co il suo cazzo duro in bella vista mia moglie lo segui con lo sguardo poi Luca disse Giorgio guarda come te lo guarda e lei divento rossa e si appoggio a me io la abbracciai e le toccai le tette gli diedi un bacchio arrivo Giorgio con i bicchieri di limoncino si sedette a bordo piscina giusto in parte a mia moglie con il suo cazzo ancora dritto gli diede il bicchiere mentre Dario si sedette anche lui a bordo piscina e lo sguardo di mia moglie si sposto su di lui non l’avevo notato sottacqua ma aveva un cazzo enorme penso 24,25 considerando i miei 18.

Vide subito mia moglie che lo guardava e gli disse mai visto cosi grande, dopo alcuni istanti a bocca aperta disse no e divento rossa mentre noi scoppiamo in una risata.
I tre colleghi uscirono rimmanemmo noi due dentro lontani da sguardi e orecchie indiscrette gli dissi ti piaccerebbe mettere in atto le nostre fantasie e lei ma sei fuori ma era un sei fuori bo penso non convinto l’aiutai a uscire arrivo Dario li porse l’asciugamano e la scuadro da testa ai piedi dicendogli sei verramente figa, Luca ridendo disse intanto non ti fa un pompino che gli fai i complimenti mia moglie gli fece il dito medio e disse e chi te lo dice che non glielo faccio.

Tutti di shitto mi guardarono e Luca sempre lui disse non lo fa c’e suo marito e io risposi perche se non ci fossi lo farebbe? Lui siiii credimi e penso non solo a lui poi ci girrammo verso mia moglie e…….. stava toccando quel cazzo enorme di Dario io m i bloccai Luca rimase a bocca aperta Giorgio stava arrivando con altri limoncini si fermo davanti a loro poggio il vassoio per terra mentre vidi la mano di Dario toccarle la figa Giorgio si alzo mi guardo un attimo e inizio a toccarle le tette Luca era sempre fermo si giro verso di me verso loro e mia moglie si stava baciando con Dario e Giorgio le stava succhiando le tette allora io mi avvicino a loro mia moglie si stacca con la bocca da Dario Giorgio si ferma lei mi guarda senza staccare la mano da quel enorme cazzo passano alcuni secondi la bacio ci riguardiamo negli occhi vedo ls sua voglia gli prendo la testa tra le mani gli do un altro bacio poi gli guido la testa verso quel cazzo lei lo prende in bocca e inizia un pompino meraviglioso Giorgio le stava rittocando le tette Luca solo in quel momento realizzo penso quello che stava accadendo e esclamo arrivo mentre io avevo gia la lingua sulla sua figa mai sentita piena di umori cosi me la gustai un po poi fecci spazzio a Giorgio vedi Luca succhiarli le tette mentre lei aveva ancora quel cazzo in bocca lo spompinava con tanta passione mai vista io mi sedetti e mi gustai quella scena tanto fantasticata un po.

Poi Luca disse a Dario basta ora godere della sua bocca ora tocca a me lo scanso e infilo il suo in bocca a mia moglie Dario allora scanso Giorgi e infilo la sua lingua in quella figa fradicia d’umori, Giorgio si avvicino a Luca e mia moglie inizio a succhiare due cazzi cosi mi avicinai a loro ora ne aveva tre. Dario si stacco dalla figa con la lingua e la penetro con qun cazzo enorme mia moglie urlo di piacere.

Continuammo un po finche Dario non disse sto venendo allora mia moglie mollo tutto si giro e lo presse tutto in bocca mentre Luca aprofitto del buco libro e infilo il suo cazzo finche non venne il suo momento e sborro sulle sue tette ora cera Giorgio e sborro anche lui sulle sue tette ora infilai il mio mentre a Dario era tornato duro e stava gia rigodendo della sua bocca io gli venni dentro ,lei intanto continuava con quel pompino meraviglioso.

Aveva la sborra che colava dalla sua bella fighetta e andai a leccarla finche Dario non arrivo col suo cazzo lo avicino alla figa mi sfiorro la lingua la penetro di nuovo io l’asciai posto e andai a baciare mia moglie sapeva da cazzi ma era una cosa fantastica. Dario disse vengo pero questa volta mia moglie non si giro lo prese dentro urlando tutto il suo piacere. UN nuovo tuffo in piscina per lavarci l’odore del sesso uscimmo ci rivestiamo salutiamo lasciandoci con ci rivediamo?.

Io e la mia (ex) prof

La storia che sto per raccontarvi risale a circa 2 anni fa quando avevo appena 18 anni e stavo frequentando l’ultimo anno di superiori con annesso “esame di maturità”.
Con la maturità andò abbastanza bene ma ciò che conta è che iniziai una relazione con una “matura”, trattasi della mia professoressa di economia. Lei 51 anni, una donna in carne, capelli scuri lunghi e un abbondante seno sulla quale una volta mi ero sparato una sega.

Negli ultimi mesi scolastici, il mio andamento non era buono, soprattutto nella sua materia e così mi propose di andare a ripassare di pomeriggio a casa sua (eh no, quel pomeriggio non successe un bel nulla) così seppur inizialmente esitante decisi di andarci senza alcun secondo interesse.

Arrivato a casa sua mi ospita e aveva preparato dei biscotti, così iniziò a farmi da ripetizione dopodichè scambiammo due chiacchiere e mi raccontò della sua passione per il ballo.

Si fece e tardi e vedendo che non tornavano nè il marito nè i figli gli chiesi se facessero sempre così tardi e scoprii che in realtà era divorziata e il figlio viveva con il padre.

Nei giorni successivi continuai ad andare a prendere ripetizioni e man mano si ampliavano le conoscenze reciproche dell’uno e dell’altra. Quella prof che tanto mi sembrava antipatica e rigida in classe si stava rivelando una signora gentilissima, socievole e divertente.

Si avvicinava sempre più l’esame e passavo sempre più ore a ripetere.

In quella casa notai una cosa però, la signora seppur benestante con una casa veramente spaziosa con annesso giardino e piscina all’esterno era sola. Una casa enorme per una signora sola. Così parlando del più e del meno mi disse che sarebbe voluta andare a prendersi un caffè sopra Posillipo io per scherzo dissi: “anch’io” e mi chiese se mi sarebbe fatto piacere farla compagnia.

Infatti il pomeriggio seguente non facemmo ripetizione e andammo a prenderci un caffè lì, la situazione ci metteva entrambi a disagio ma passammo un bel pomeriggio. I giorni successivi proseguimmo le ripetizioni e lei volle “sdebitarsi” il caffè a tutti i costri offrendomi un pranzo al nominato ristorante “La reginella”. Pranzammo e lei mi chiese se dopo l’esame non sarei scomparso perchè si era affezionata tantissimo a me.

In realtà io volevo attendere fino all’esame e poi vaporizzarmi ma la svolta avvenne proprio durante quella settimana.

Fino ad allora l’avevo sempre trovata composta con abiti che nascondevano completamente le forme ma a 4 giorni dall’esame con un caldo torrido mi ospitò con una canottiera molto scollata e pantaloncini scusandosi che era in quelle condizioni per il caldo ma io scherzando dissi magari facciamo anche un bagno in piscina. Lei era molto timida e “signora” e aveva vergogna a farsi vedere in costume ma dopo tanto insistenza accettò mentre io avrei dovuto farmi il bagno in slip.

Ma non avevo considerato che vedendola in costume mi sarebbe venuta un’erezione esagerata quasi volevo scappare ma lei diceva: “dai ora ti vergogni tu? hai gli slip non preoccuparti vieni in acqua” ma appena tolsi pantaloncino si vedeva in modo netto il cazzo gonfio sopratutto quando entrai in acqua lo slip divenne quasi trasparente ed era come se fossi col cazzo di fuori. Lei si fece rossa rossa ma molto imbarazzata fece finta di nulla dopodichè nel giro di 10 minuti si andò a rivestire e mi portò uno slip pulito che gli era rimasto del figlio.

Quando tornai a casa iniziai a segarmi su quelle tettone e iniziò a diventare il mio chiodo fisso. Il giorno seguente ritornai da lei (sarebbe dovuto essere l’ultimo giorno di ripetizione) e lei mi fece trovare due costumi che mi aveva comprato come regalo e una bella cenetta come buon auspicio per l’esame.

La serata terminò dopo aver guardato un pò la tv e tornai a casa, dopodichè la rividi direttamente dopo l’esame per rifesteggiare con un’altra cenetta.

Quella sera venne un temporale fortissimo con il quale non si poteva uscire e lei disse se vuoi puoi dormire qui tanto ho delle camere in più, così avvisai i miei genitori dicendo che ero da un amico e decisi di dormire lì.
Quando si fece orario di andare a letto lei si andò a cambiare in bagno e mi misi a spiare dal occhiello le sue abbondanti linee per poi segarmi e sborrare nel suo stesso letto.

Infatti dormimmo nello stesso letto ma seppur non successe nulla mi segai mentre dormiva sborrando nelle lenzuola e rimanendo col cazzo all’aria. La mattina dopo quando se ne accorse rimase sconvolta e gli spiegai tutta la situazione, AVEVO PERSO LA TESTA PER LEI. Così mi piombai e provai a baciarla e come risposta ricevetti le sue labbra e la sua lingua che non si opposero subito provai a spogliarla per scoparmela ma lei non volle finchè non si decise di concedermi soltanto una semplice sega.

Mi misi disteso sul letto e lei con le sue mani con tanta esperienza mi fece una sega eccezionale, me lo maneggiava con calma e con passione fino a che non la sborrai in 5 minuti tra le sue mani.

Di lì iniziò una vera e propria storia tra noi, mi riempiva di regali, vacanze, crociere ecc.. ma del sesso non se ne parlava al limite mi concedeva qualche sega una quantum dovetti aspettare diverso tempo per la prima scopata (infatti ve la racconterò in una storia separatamente).

Da allora fino ad oggi siamo stati insieme, ormai abbiamo una vita insieme e stiamo progettando di fare un figlio in modo che i miei siano costretti ad accettare la situazione. Mi fa fare il signore insieme a lei senza farmi mancare nulla è quasi come se pensasse lei alla casa però ci sono stati comunque dei problemi nel nostro percorso.

In seguito vi racconterò della nostra prima scopata, dell’incontro con i miei ecc…

Seguite!.

Le mie prime esperienze con il CAZZO..

Da adolescente facevo nuoto con frequenza quasi giornaliera per recuperare una postura sbagliata.
La piscina era frequentata da pallanuotisti..i semi professionisti avevano dai 25 ai 30anni..
Contrariamente al “pensiero comune” la piscina è un ambiente molto, molto gay..
A causa degli orari di studio intensi..mi trovavo negli spogliatoi spesso con il turno serale dei pallanuotisti.
Avendo spesso la testa tra le nuvole mi attardavo e spesso rimanevo tra gli ultimi ad uscire..
Non ho un ricordo di cosa kakkio facessi tutto quel tempo per prepararmi ma sta di fatto che negli spogliatoi ci passavo quasi un’oretta buona..
Ricordo in realtà, di quanto tempo passassi a guardare i loro corpi perfetti e scolpiti con qualcosa in più della normale invidia..una sorta di venerazione direi..
A metà inverno mi era capitato più di una volta di subire episodi di “nonnismo” tipici degli ambienti sportivi agonistici..
Tra di loro, credo tra i più grandi, c’era un ragazzo antipaticissimo e borioso..
Bello..alto..una statua..un bronzo di Riace..sguardo “malefico” e dotazione SUPER!!
Purtroppo mi aveva preso di mira e forse aveva anche notato che io (involontariamente spero) lo guardassi un pò troppo.

All’epoca ero ancora vergine..un adolescente timido ma curioso di scoprire qualsiasi cosa riguardasse il sesso in ogni sua forma..
Iniziarono gli “sfottò” un pochino più pesanti e iniziarono a prendermi in giro per il fatto che fossi ancora vergine in quanto il mio pisello non penzolava libero fuori dalla sua guaina ma era ancora chiuso come un “bocciolo prematuro”..
Non ho una grande “misura” e i miei 15 cm contribuivano a rendermi più inadatto al luogo ed a loro..
Una sera..mi bloccarono nella doccia..come in quelle scene dei film americani dove poi fanno qualche terribile scherzo al malcapitato di turno!
Bè qualcosa del genere..ma il finale fu diverso..molto diverso!
Di scherzoso c’era ben poco ed a lì a poco avrei capito che quella curiosità e quella maledetta voglia di guardarli e fissarli mi avrebbe messo in una situazione difficile..
In due mi tennero fermo nella doccia e lui, questo rompipallefacciadikazzo, mi allargò le gambe e prese la mia pisella tra le sue mani..
Iniziarono a schernirmi dicendo che erano settimane che li fissavo insistentemente..mi prese il cazzetto tra le mani ed iniziò a palparlo ed strofinarlo sulle sue grandi mani..io non mi scomposi e rimasi praticamente immobile..nè gridai né detti di matto..staccai semplicemente la mente dal corpo (fiducioso che in un luogo del genere avrebbero solo cercato di spaventarmi!!).

Lui si mise insistente ad armeggiare con il glande tirando giù la pelle della pisella..
Pizzicava con forza la cappella mentre un altro di loro mi tappava la bocca..
Ero fermo..bagnato della doccia..i vapori rendevano l’ambiente umido e caldo..
Iniziò con un accenno di sega a due mani..tipo prima una poi l’altra..
Il cazzetto ovviamente non rispondeva alle loro insistenti manovre..ero troppo agitato..troppo..
Poi lui dall’accappatoio fece spuntare il suo boa e come per mostrarmi quanto fosse più MASKIO di me iniziò a menarselo dicendo di fissarlo attentamente..iniziò a raccontarmi di quanti culi avesse rotto con quella mazza..e quante ragazzine si fosse portato a letto a differenza mia!
Poi quella mano me la fece annusare..e l’odore di CAZZO era forte, intenso..quel gesto, quel maledetto gesto provocò in me una sorta di sussulto nelle parti basse..
Se ne accorsero tutti..mollarono un attimo la presa quasi sorpresi anche loro della mia improvvisa erezione!!
Poi il bullo..riprese il mio cazzetto in mano e disse a tutti che ero eccitato come un FROCETTO!!
Ripartirono le offese..e lui iniziò a segarmi davvero..
Io chiusi gli occhi..immobile, mi abbandonai a loro..
Li sentivo tutti attorno a ,e..stringersi ed avvicinarsi..fino a quando capii che i loro CAZZI avevano voglia di usarmi..
E mi ritrovai con la mia pisella sempre più rigida nelle loro mani..
La sega divenne reale e fatta bene..
Sentivo i loro corpi vicino a me ed in quel fastidioso caldo umido mi lasciai così andare..
Un attimo prima..solo un attimo prima..lui arrestò la sua mano ed interruppe il mio inaspettato piacere di colpo!
Il bullo..direi oggi BULL..mi tirò la testa a se ed io capii che avrei dovuto assecondarlo..
Aprii la bocca e finalmente lui mise dentro il suo enorme boa odoroso..
Non avevo né mai fatto né mai ricevuto un pompino..lo avevo solo guardato sui giornaletti e su una videocassetta..
Inspiegabilmente però..mi trovai a mio agio e dopo pochi secondi passavo da un CAZZO all’altro succhiandomeli tutti avidamente quasi fossi una kazzo di skiavetta da gang..
Spompinai avidamente..con foga..sapevo bene che per levarmi da quella situazione avrei dovuto farli venire..e così feci..uno dopo l’altro..insalivandoli..gemendo..scodinzolando..sukkiando come una lurida cannetta..li feci venire tutti..skizzarono ovunque..sul mio viso..sul petto..
LUI però fu perfido..
Aspettò che tutti avessero dato al loro parte di “seme caldo” e mi costrinse ad ingoiare tutta la sua sbobba..calda..densa..non dimenticherò mai quella sensazione di impotenza e di sottomissione totale!
Mi disse che avrei dovuto segarmi anche io..e mi fece rendere conto che ormai..fino a quel punto ci ero arrivato da solo..perchè da diversi minuti non mi teneva più nessuno con forza!
Mi fecero girare verso la doccia..mi piegai in avanti un pochino e completai quell’opera di perversione davanti a loro..
Feci uno spruzzo pazzesco sotto i loro gridolini di apprezzamento!
Poi rientrai in doccia..aprii l’acqua e aspettai che tutti loro fossero andati via prima di uscire!
Fu una nottata complicata..ma strana..ebbi modo di agitarmi in preda a colpe che non avevo per poi lasciare andare in due seghe assurde sul ricordo di quando successo..
In quella piscina non tornai più..il timore e la profonda vergogna di rivederli mi tenne lontano da lì..
Ancora oggi non percorro mai quell’isolato a piedi..timoroso di essere attirato all’interno di quel luogo di sodomia e oblio totale..
Quella fu la mia prima esperienza bsx..ma da quel giorno capii che prima o poi mi sarebbe tornato il desiderio di CAZZO e di MASKIO..
Fu grazie alla TROIA di mia moglie che a distanza di tanti anni ebbi la riprova e conferma di essere cmq un passivo ossequioso e bisognoso di CAZZO..
A furia di vedere lei prenderne tanti così spesso mi ci sono ributtato a capofitto..ad oggi un pompino ad un grosso CAZZO è di sicuro una delle cose che preferisco fare..oltre che chiavarmi quella lurida di MIA MOGLIE!!.

Esordi BSX a 15 anni…..

Da adolescente facevo nuoto con frequenza quasi giornaliera per recuperare una postura sbagliata.
La piscina era frequentata da pallanuotisti..i semi professionisti avevano dai 25 ai 30anni..
Contrariamente al “pensiero comune” la piscina è un ambiente molto molto gay..
A causa dei miei orari di studio intensi, mi trovavo negli spogliatoi spesso con il turno serale dei pallanuotisti.
Avendo spesso la testa tra le nuvole mi attardavo e spesso rimanevo tra gli ultimi ad uscire..
Non ho un ricordo di cosa kakkio facessi tutto quel tempo per prepararmi ma sta di fatto che ci mettevo un’oretta buona..
Ricordo però che guardavo i loro corpi perfetti e scolpiti con qualcosa in più della normale invidia!
A metà inverno mi era capitato più di una volta di subire episodi di “nonnisno”..tipici degli ambienti sportivi agonistici..
Io poi ero davvero giovane..tra i 15 ed i 16 anni..ovviamente ancora più che palesemente vergine..
Tra di loro, credo tra i più grandi, c’era un ragazzo antipaticissimo e borioso..
Purtroppo mi aveva preso di mira e forse aveva anche notato che io (involontariamente spero) li guardassi tutti un pò troppo e con insistenza attirato da quei corpi perfetti e da quei maestosi uccelli!
Iniziarono gli “sfottò” un pochino più pesanti e iniziarono a prendermi in giro per il fatto che fossi ancora vergine in quanto il mio pisello non penzolava libero fuori dalla sua guaina ma era ancora chiuso come un bocciolo prematuro ahimè..
Arrossivo..mi agitavo..tentavo di rispondere alle loro “battitacco”..ma alla fine “subivo”..ogni giorno di più..
Una sera..mi bloccarono nella doccia..tipo quelle scene dei film americani dove poi fanno qualche terribile scherzo al malcapitato di turno?
Bè qualcosa del genere..ma con un finale diverso..
In due mi tennero fermo nella doccia e lui, questo rompipallefacciadikazzo, mi allargò le gambe e prese il mio tenero pisello tra le mani..
Iniziarono a schernirmi dicendo che erano settimane che li fissavo insistentemente (io guardavo più che altro le loro spalle enormi e dritte..)..mi strinse l’uccello tra le mani ed iniziò a palparlo..io non mi scomposi e rimasi praticamente immobile..nè gridai né detti di matto..staccai semplicemente la mente dal corpo (certo del fatto che in un luogo del genere avrebbero solo cercato di spaventarmi)..
Lui si mise insistente ad armeggiare con il glande tirando giù la pelle del pisello..
Pizzicava con forza la cappella e uno dei due che mi tappava la bocca in modo cmq maldestto mi infilò due dita in gola..
Ero fermo..bagnato della doccia..i vapori rendevano l’ambiente umido e caldo..
Iniziò con un accenno di sega a due mani..tipo prima una e poi l’altra..
Il pisello ovviamente non rispondeva alle loro insistenti manovre..
Poi lui dall’accappatoio fece spuntare il suo boa e come per mostrarmi quanto fosse più MASKIO di me iniziò a menarselo dicendo di fissarlo attentamente..iniziò a raccontarmi di quante fike e culi avesse rotto con quella mazza..e quante pupe si fosse portato a letto a differenza mia!!
Mi stava umiliando..insultando..ma non avevo ancora capito cosa mi sarebbe successo..
Quella sua mano me la fece annusare..non c’era alcun odore perché anche lui era fresco di doccia..ma quel gesto..quel maledetto gesto provocò in me una sorta di sussulto nelle parti basse..ebbi un’erezione immediata..fulminea..il pisello diventò dritto e duro duro..
Se ne accorsero tutti..mollarono un attimo la presa quasi sorpresi anche loro!!
Poi il bullo..riprese il mio pisello in mano e disse a tutti che mi ero eccitato!!
Gli sguardi cambiarono..i loro occhi diventarono occhi di predatori..ed io sentii che stavo per diventare la loro preda!
Ripartirono le offese..e FINALMENTE iniziò a segarmi di nuovo..questa volta per davvero..
Provai una sensazione di felicità..sentii quasi le farfalle allo stomaco..
Lo strinsi a me più forte che potetti..aggrappandomi a quelle braccia di MASKIO!
Io chiusi gli occhi a memoria..ricordo vagamente..ero eccitato..avevo anche il pisello umido da una sorta di preeiaculazione!!
E mi ritrovai con il pisello sempre più rigido nella sua mano..
La sega divenne reale e fatta bene..
Si avvicinarono tutti..tutti attorno a me..quasi fossi la loro “vittima sacrificale”!!
Sentivo i loro enormi corpi vicino a me ed in quel fastidioso caldo umido mi lasciai così andare..
I loro UCCELLONI erano così vicini..ma così vicini che sembrano ancora più grandi!!
Un attimo prima..solo un attimo prima che io venissi..lui arrestò la sua mano ed interruppe il “mio piacere” di colpo!
Mi disse che avrei dovuto continuare da solo..e mi fece rendere conto che ormai..fino a quel punto ci ero arrivato da solo..perchè da diversi minuti non mi tenevano più con la forza..ero rimasto lì di mia volontà!
Mi fecero girare verso la doccia..mi piegai in avanti un pochino e completai quell’opera di perversione davanti a loro..
Feci uno spruzzo pazzesco sotto i loro gridolini di apprezzamento!
Poi uno ad uno mi accerchieranno con le loro maestose minkie in mano e mi infilarono in successione le loro cappelle in bocca..
Fu così che andò..li sbokkinai tutti..uno dopo l’altro mi inondarono la bocca, il viso ed il petto..
Fui bravissimo..a mio agio..in un ruolo che avevo intravisto solo sulle riviste porno..
Ma invece di una pornodiva ero stato IO a farli godere..io..un ragazzetto allora esile e timido li aveva fatti GODERE TUTTI..wow!
Fui felice di questo..appagato..soddisfatto di vare il loro seme bollente che mi colava addosso!
Poi rientrai in doccia..aprii l’acqua e aspettai che tutti loro fossero andati via prima di uscire!
Fu una nottata complicata..ma strana..ebbi modo di agitarmi in preda a “colpe e timori” che non avevo per poi lasciare andare in due seghe assurde sul ricordo di quanto successo..
In quella piscina non ci tornai più..
Quella fu la mia prima esperienza bsx, anzi gay..da quel giorno capii che prima o poi mi sarebbe tornato il desiderio di CAZZO e di MASKIO FORTE e VERO..
Ho atteso per anni ed una volta sposato con Valeria finalmente ho potuto dare libero sfogo alle mie pulsioni..condividere con LEI la passione per il CAZZO è stato liberatorio!
Ci piace il CAZZO..si lo ammettiamo!!!!
Lo adoriamo!!!.

Visita urologica imbarazzante

STORIA VERA
Soffro di una malattia che si chiama di La Peyronie. Non è grave, è solo un pochino fastidiosa. In pratica ho il pene un po’ curvato verso l’alto da metà in su. Ce l’ho da sempre e mi sono sempre vergognato di farmi vedere da un medico, ma a 21 anni, spinto dalla mia ragazza, vado a farmi visitare dal medico, che mi manda dall’urologo per una visita più precisa.
Dopo qualche settimana mi presento all’ambulatorio, entro e ci trovo non una, ma ben quattro donne: la dottoressa, l’infermiera e due studentesse.

Cominciamo bene. All’inizio mi siedo e la dottoressa comincia a chiedermi delle cose, prima generali e poi specifiche, ad esempio se avevo dolore o fastidio durante i rapporti sessuali o la masturbazione o se la mia fidanzata dice di provare fastidio. Poi mi dice di spogliarmi e mettermi in piedi per la visita. Questo ovviamente me lo aspettavo, faccio un sospiro e mi tiro giù pantaloni e mutande. Non sono fiero del mio pene.

Misurerebbe 13 cm e mezzo se fosse dritto, ma essendo storto sembra pure più corto. A parte la mia ragazza, non l’aveva mai visto nessuno, nemmeno sotto le docce in piscina, perché mi lavo col costume.
Comunque la dottoressa non mi visita subito e manda avanti le due studentesse. Mentre una delle due si mette i guanti, l’altra comincia a prendermelo in mano senza guanti e lo tocca in vari punti per sentire le placche fibrose.

La dottoressa le fa notare che di solito ci si mette i guanti per igiene e lei risponde “chiedo scusa, è l’abitudine”. Ilarità generale mentre io divento rosso in faccia. Intanto anche l’altra ha finito di mettersi i guanti e comincia a maneggiarmelo insieme alla collega.
La situazione diventa quasi pornografica. Sono nudo in compagnia di quattro donne. L’infermiera, si fa i cazzi suoi col cellulare ma ogni tanto butta l’occhio. La dottoressa scrive al computer e ogni tanto dà istruzioni alle studentesse su come e dove toccare per la visita.

Le due ragazze intanto toccano su e giù per il cazzo, palpano e quasi massaggiano (senza malizia, eh) per cercare di sentire le placche. Una, ancora senza guanti, è una ragazza normale mentre l’altra è molto carina, un po’ in carne, ma con due occhi verdi da favola e soprattutto un paio di tettone da urlo che si intravedono dalla scollatura del vestito sotto il camice. Sono tutte e due chine a guardarmi e toccarmi il cazzo e non posso fare a meno di fissare quelle due bocce.

Ovviamente succede il patatrac. Tocca e ritocca, domande sulla mia vita sessuale, quattro donne nella stanza, due che me lo maneggiano, l’occhio che cade sulla scollatura e ovviamente comincia a diventarmi duro. Provo a distrarmi, a pensare ad altre cose, ma è impossibile. Loro ovviamente se ne accorgono, lasciano andare e guardano la dottoressa in cerca di istruzioni. Lei alza lo sguardo e dice “Oh, perfetto, ci servirebbe proprio vederlo in erezione per valutare la deviazione dell’asse.

Tu non ti preoccupare e non ti sentire in imbarazzo, è normale che succeda in situazioni come questa, soprattutto alla tua età”. Sarà pure normale, ma io mi vorrei sotterrare.
Poi continua: “Quello che ti stavo per spiegare è che serve una foto del pene da allegare in cartella per quando farai visite da altri specialisti. Ti avrei chiesto di farla con calma a casa, ma dato che siamo qui possiamo già fare tutto, che ne dici?”.

Annuisco un po’ imbarazzato e lei chiede alle ragazze di fare tre foto col loro cellulare, una di fronte e due di profilo dai lati opposti. Imbarazzo estremo.
Fatto questo, la dottoressa si mette i guanti, mi visita mentre spiega ancora qualcosa alle studentesse, poi mi dice di rivestirmi. Mentre mi spiega le ultime cose, per fortuna mi si rammollisce di nuovo, così posso uscire dall’ambulatorio con dignità, anche se più imbarazzato che mai.

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MAMMA E FIGLIA PER L’ACQUISTO

MAMMA E FIGLIA PER L’ACQUISTO… 001

Ciao ragazzi, è molto che non inserisco storie.., ma solo perchè non riesco a completarle visto i miei impegni…. Ma questa vorrei raccontarvela…. in breve…

Sono stato all’estero e me la sono spassata, ma tornato in Italia avevo bisogno di guadagnare qualcosa e visto le offerte veramente minime del mercato mi sono proposto come venditore di un prodotto per la pulizia della casa….

In primis ho agganciato la reclutatrice … manager top e non so che altro,,,, gli sono piaciuto subito, una cinquantenne con la passera affamata di lingua e cazzo….

Mi ha inserito subito in un giro di appuntamenti dove dovevo presentare un aspirapolvere fantastico…. A donne sole in casa…..

Non mi sembrava il massimo… fino a quando sono andato da una signora nel parco Matilde di Bologna…

Marcella, mi fa fare la mia presentazione in una mattinata di febbraio poi mi offre un caffé e si siede a gambe larghe sul suo divano di pelle bianca.

E già il mio cazzo sussulta nel pantalone aderente…inizio a sudare !!!! Ma faccio l’offerta…

La mia richiesta le sembrava troppo alta ……mi chiede uno sconto, che io non posso farle…..

Allora chiama la figlia , una biondina che si presenta con un tanga e due tette enormi fasciate da un reggiseno in lycra da cui svettano due capezzoli turgidi da infarto….

Il mio cazzo, arriva alla tasca mi sento davvero in imbarazzo….., ma la ragazzina…..

“ Dai mamma anche un mio amico vende così, fagli un assegno e portiamocelo in piscina…. sono sicura che saprà ringraziarci a dovere…!!! “

Non vi racconto il resto, ma lascio immaginarvelo, mamma e figlia nude in piscina che hanno abusato del mio palo di carne……

Mi hanno presentato molte loro amiche…..e sto guadagnando un sacco di soldi e fighe…..

Viva l’Italia…..

MAMMA E FIGLIA PER L’ACQUISTO… 002

Qualcuno mi ha scritto che non potevo solo lasciagli immaginare cosa sia successo in piscina con la mamma e la figlia….

E allora, sempre in breve vi racconto come è andata….

La signora… Marcella… ha firmato l’assegno mentre mi guardava mentre la figlia mi tirava fuori l’uccello….

La ragazzina, Silvana, mi ha spinto nella piscina coperta…..acqua tiepida e mani che mi stingevano un pisellone che mi era diventato di marmo.

Non si erano spogliate nessuna delle due, ma la mamma in piedi sul bordo piscina ci guardava con una passerona gonfia nei suoi leggins che sembravano voler esplodere da un momento all’altro, mentre la figlia continuava a tenermi a galla tenendomi il cazzo fuori dall’acqua…

Le sue mani iniziano a massaggiarmi i coglioni mentre la mamma, si spoglia del suo vestitino … mostrando due tette enormi un po’ cadenti con due capezzoloni bruni e turgidi….

Silvana, sposta la sua mano dal cazzo alle palle, mi massaggia e poi mi si infila fra le natiche, mi massaggia il buchetto del culo…. questo mi fa eccitare ancora di più, mentre guardo la mamma che si sfila le mutandine mostrandomi una passerona gonfia e pelosa…..

Un triangolo perfetto, peli lisci curati da un parrucchiere di classe…. , ma ho un dito nel culo…. È il cazzo durissimo….

La giovane troietta mi gira verso il bordo in travertino della piscina.. si sfila il costume e mi struscia le sue grosse tette sulla schiena… sono durissime ha due bulloni al posto dei capezzoli.

La mamma si siede a gambe larghe davanti al mio viso…. Sono a ad un tiro di lingua dalla sua grossa e gonfia figa pelosa….

Labbra Viola e interno rosa…che fantastica visione….

La giovane troietta mi tira il cazzo indietro e mi spinge la testa fra le cosce della mamma, io inizio a succhiare avidamente le sue labbra scure, un dolce nettare già mi scorre in bocca, lei ansima spingendomi la testa fra e sue gambe mi piace scoparla con la mia grossa lingua, mentre la bambina mi masturba sottacqua…..

Cinque dieci minuti……e sono steso a pancia all’aria con la mamma che mi cavalca e silvana seduta sulla mia faccia….

Il sapore è diverso la fighetta è più stretta è rosa e molto più appiccicosa…. Sta sbrodolando nella mia bocca mentre io sborro nella rovente passera della madre…….

Mi hanno violentato per tutto il pomeriggio…. Marcella ama prenderlo nel culo e Silvana ancora verginella adora succhiarmelo dopo che le ho chiavato la mamma…..
P. S. : succhiare le tette a tutte e stato uno sballo…….

Esibizionismo altruistico

Un lungometraggio sui tre giorni, che Patrizia e io trascorremmo nella città di cupole e fontane, sarebbe ragionevolmente vietato ai cardiopatici di tutte le età.
Gli impegni che ci avevano spinti nella Capitale erano importanti a tal punto da farci percorrere mezza Italia in auto sotto un sole scottante, un luglio la cui colonnina di mercurio era impietosa e febbrile.
L’unica auto a disposizione nell’autonoleggio era nera ed entrambi odiamo l’aria condizionata: nulla di meglio per iniziare con il piede sbagliato una breve ma tanto attesa parentesi, lontano da tutto e da tutti, noi due soli, come sempre immersi nel nostro smisurato amore e sopraffatti dalla passione che proviamo l’uno per l’altra.

Il link di google maps, che avrebbe dovuto guidarci all’appartamento preso in affitto, ci condusse esattamente dall’altra parte della città e l’aria, che in autostrada aveva refrigerato le menti, era un lontano ricordo.
Facemmo subito conoscenza di un famigerato blocco d’ingresso della ZTL, ma, alla fine, arrivammo a destinazione.
Lo spettacolo che ci si presentò fu unico, Patrizia è la maga delle prenotazioni on line … e dire che per due giorni l’avevo derisa chiedendole se voleva scrivere un trattato sugli immobili in affitto a Roma.

Una terrazza di 250 metri quadri a pochi metri da Piazza Trilussa, ascensore privato, Gianicolo sulla sinistra, Cupolone al centro e Tevere a destra.
Ancora non sapevamo cosa fosse l’edificio alle nostre spalle.
Quasi nessuno avrebbe potuto vederci, privacy totale nel centro della città più bella del mondo.
Il ricordo del caldo patito, dei chilometri percorsi, di google maps e della multa svanirono in un batter d’occhio.
Ci abbandonammo incondizionatamente a noi stessi per tutta la notte e, alle prime luci dell’alba, realizzammo che tutta quella privacy, in realtà, soffocava un lato della nostra personalità sessuale.

Un incontrollabile e non voluto desiderio di farci vedere nella nostra intimità irruppe devastante. L’idea di far eccitare chi ci avrebbe ammirato ci eccitava da morire. Ci mettemmo sul bordo della terrazza, Patrizia, in piedi, appoggiò il dildo sul pa****tto, si chinò e iniziò a giocarci, al contempo impreziosendo il nostro legame di un rapporto orale senza precedenti.
Non l’avevo mai vista così eccitata, incapace di controllo guaiva come una gattina, ero preoccupato che la foga, con cui spingeva avrebbe fatto cadere le anfore che, nell’antichità, avevano illuminato la strada dei consoli e che, in quei momenti, riflettevano, entusiaste, la luce di uno spettacolo erotico capace di scolorire le tinte dell’alba romana.

Impossibile contare i suoi orgasmi, si cosparse viso e corpo del copioso frutto, che le donai orgoglioso. Patrizia è una bomba di sensualità, fisico unico, cervello raro, personalità spiccatamente dominante, culo da brevettare, donna, donna unica, nessuno le resiste.
Siamo pazzi l’uno dell’altra, i nostri corpi si uniscono più volte al giorno da tre anni, sempre, anche nella banale normalità della vita familiare di coppia.
Tuttavia, va detto che la carica di passione sessuale che, in quei frangenti, letteralmente ci sconquassò, era superiore e diversa da quella cui eravamo abituati.

Già, proprio così, la possibilità di essere visti e di dare piacere a qualche sconosciuto di aveva fin resi incapaci d’intendere e volere.
Nessuno, però, con certezza assoluta, ci vide ed era chiara la sensazione di rammarico di Patrizia e anche mia. Lei trovò parziale sollievo quando capì che il misterioso edificio alle spalle della terrazza era la casa circondariale. La permanenza dei detenuti, che ebbero la fortuna di ammirare il corpo interamente nudo di siffatto inno alla bellezza femminile, peraltro volutamente fluttuante su tacchi a spillo funambolici, fu certamente allietata.

Tantissime docce, necessarie a calmare la sua bollente intimità, bagnata dall’inconscio e umano desiderio di farsi ammirare, di eccitare eccitandosi, un circolo vizioso senza fine, perfetto connubio di dare e avere.
Nudi e inermi innanzi a tale pulsione demmo luce a un tourbillon di sesso al limite dell’umana immaginazione ma, mai, fummo certi di essere visti.
Patrizia non può controllare il potere che esercito su di lei. Posso farle e farle fare ciò che voglio senza costrizione alcuna, solo con quell’enorme organo sessuale posto sulle spalle, che gli uomini hanno dimenticato di avere.

Complicità e passione sono ovviamente alla base e, per lei, l’inverso è fin più semplice, bastando la sola vicinanza a innescare in me una reazione chimica, in grado di ammaliare e confondere un intero esercito.
Parentesi finita, auto nera, afa, ultimi acquisti, lei sgomenta dal ritorno alla vita normale.
Ama le sorprese e, quindi, non le avevo detto che, in realtà, il supposto giorno del rientro era quello della festa a bordo lago annualmente organizzata da amici di vecchia data.

La sua reazione, quando lo seppe, ripagò il mio difficile silenzio.
Villa da mille e una notte, open-bar, piscina panoramica, musica house, gente giusta, atmosfera perfetta, il tutto all’interno di un uliveto millenario, che si estendeva a perdita d’occhio.
Donne impotenti innanzi alla ineguagliabile dirompenza del suo fisico e lei, così, tanto per fugare ogni possibilità di competizione, indossava un mini tanga brasiliano, il cui tenue e flebile disegno sembrava creato per dilungare fino al fondo schiena la perfetta linea delle sue gambe statuarie, esposte su di un piedistallo a spillo a dir poco vertiginoso.

Non ce n’è mai per nessuna, neanche una fotomodella ventenne nel fiore degli anni può ipoteticamente offuscare l’indescrivibile reazione sextenata in chiunque dalla sua imparagonabile e unica sensualità.
Van Gogh, Renoir, Manet e Cezanne sarebbero meno famosi se le loro opere incrociassero Patrizia.
Gli occhi eccitati degli uomini presenti alla festa, definibili spermatici, vedevano solo lei, che, intimamente e sinceramente inconscia della portata della sua carica erotica, con il suo incedere, senza rendersene conto, trasformava le loro sagome, impotenti schiave del suo essere.

Mi dispiace per loro, ma Patrizia è mia e va detto che lo stesso effetto lo subisco io in misura ben maggiore, giacché, non mi dispiacerà mai ripeterlo, ciò che ci lega è del tutto sconosciuto all’umano sapere.
I numerosi bicchieri e il caldo intenso svegliarono, ancora inaspettatamente, la nostra voglia di regalare gratuite emozioni ai terzi.
La passione offuscò il nostro intelletto e ci guidò a margine dell’area destinata alle auto degli ospiti, sotto un ulivo, pieno tramonto, magico gioco di commistione di luci e ombre, che permeavano aria intrisa d’incontrollabile eccitazione.

Un ragazzo discuteva animatamente al cellulare a pochi metri da noi, su un pastino posto a un livello di poco inferiore.
Tra i nostro corpi e il resto del mondo, solo da un lato, v’erano i pochi centimetri del tronco dell’ulivo.
Ciò che ci faceva stare lì non era una conscia volontà, programmata, ma un desiderio incontrollabile, intimo, votato a dar piacere a noi e agli altri. Di certo non solo a noi e non solo agli altri.

Lei era visibilmente eccitata.
Voce flebile, incapacità di pronunciare una frase con soggetto, verbo e complemento oggetto al posto giusto, guance rosse, capezzoli pubblici, mini tanga brasiliano quasi scomparso sul lato anteriore, sopraffatto da vasi sanguigni al limite della tenuta.
Ci adagiammo su alcuni asciugamano e la passione, che fece svanire i costumi da mare, ci regalò un nuovo rapporto orale, prima lei in ginocchio, poi, vicendevolmente, poi, ancora, lei sopra di me, fintanto che, d’un tratto, si spostò e, donandomi l’esclusiva, prona sulle sue ginocchia, eresse e donò al pubblico la vista del suo monumentale fondo schiena.

Intuivo chiaramente che, se, in quel momento, qualcuno si fosse fatto avanti, avrebbe facilmente ottenuto la sua ospitalità più intima; comprendo perfettamente, è nella natura di ogni donna.
Qui, però, si trattava di una pulsione differente, me ne resi subito conto, ma, per comprenderne la ragione, ci volle molto tempo.
Noi siamo un’entità unica. Quando la passione prende il sopravvento ci sovrasta completamente, il cervello va in stallo e, fantastico e unico, i corpi agiscono in maniera autonoma e incontrollata, donando l’uno all’altro il massimo piacere possibile, esistiamo solo noi, niente e nessun altro.

Quel giorno, invece, Patrizia si unì a me controllando i gesti del suo corpo, forse perché, inconscia della sua devastante sensualità, pensava di donare più piacere ai fortunati spettatori.
Si sedette quindi su di me, dapprima con le ginocchia ai miei fianchi, come adoriamo, per molto molto tempo.
Sembrava che tutto fosse di nuovo normale ma, d’un tratti, si alzò, mise di nuovo i sandali con il tacco a spillo e, piedi ai lati delle mie anche, sulla punta dei piedi, mi cavalcò con una foga impressionante.

L’erotismo permeò di sé l’aria.
Intanto, quel fortunato ragazzo, che assisteva dalla posizione migliore, parlava o, per meglio dire, faceva finta di parlare ancora al telefono e avrebbe potuto farlo in eterno, dato che la batteria veniva costantemente caricata dall’elettrica sensualità del nostro rapporto sessuale.
Credo che Patrizia sia un dono della natura unico. Se ogni uomo avesse una donna come lei, il mondo sarebbe migliore, grondante di amore e passione.
Beati quei pochi eletti che hanno assistito a tale atto, autisti, parcheggiatori, festeggiati e chissà chi altri e un tanto, oggi, lo posso affermare oggi con assoluta certezza.

Già, perché ho compreso che, quel giorno, Patrizia diede luogo a uno spettacolo parzialmente controllato, che nessuna operatrice del panorama pornografico mondiale passato e presente, neanche astrattamente, potrebbe mai immaginare.
La classica e becera scaletta di routine fu da lei realizzata come un’opera d’arte, votata a donare gioia e felicità agli altri, più che a se stessa e la cosa merita particolare considerazione, laddove si consideri l’effetto che Patrizia, già nella normalità, fin vestita, provoca spontaneamente e involontariamente su chiunque.

Fui attore coprotagonista di qualcosa di unico.
Si mise carponi innanzi a me, poi, ripetutamente soddisfatta, si appoggiò in piedi al tronco del fortunato ulivo. Godette di tutta la mia più sonora e possente virilità e la scaletta classica finì come da copione destando nelle olive sovrastanti non pochi dubbi sulle loro capacità produttiva.
Poi, come niente fosse, tornammo alla festa e Patrizia con naturalezza, si tuffò in piscina.

VISITA ALLA SAUNA 4 MIGLIO

Dopo anni di sogni, immagini nella mia mente ecco che mi decido a realizzare una mia vecchissima voglia. In un caldo sabato di agosto salgo in macchina e decido di raggiungere la sauna tanto blasonata di 4 miglio a roma. Avrei voluto andarci da trav come è mia natura ma essendo la prima volta decido per una cosa esplorativa no trav non conoscendo le abitudini ed il posto. Finalmente parcheggio ed entro, subito il primo imbarazzo alla cassa c’è una dolce fanciulla che mi squadra e mi consegna asciugamani e flip flop pago saluto e vado verso gli armadietti.

Giunto li ancora in imbarazzo noto alcuni uomini attempati brutti e con delle pance notevoli intenti a cambiarsi come me, cerco un camerino e sono pronto sperando di realizzare il mio sogno da troia. È tutto molto buio e non so cosa fare vedo gruppetti di uomini che parlano altri soli appoggiati al muro alcuni rilassarsi in piscina ma nessun movimento. A questo punto tiro un bel respiro e decido di raggiungere la Dark room ed il labirinto.

Nel quasi buio vedo una trans altissima ed alcuni uomini intorno che armeggiano, mi avvicinò e cerco di propormi toccando di qua e di là ma senza essere cagata neanche un po, tra l altro sembrava infastidita anche la trans. Ad un certo punto intravedo nella penombra un arco completamente buio ed intuisco che forse all interno potrebbe esserci la Dark con il labirinto, altro respirone ed entro. Non si vede assolutamente nulla faccio piccoli passi con le braccia tese stile sonnambula x paura di sbattere su un muro e continuo.

Sento la presenza di qualcuno il respiro il rumore delle ciabatte ma non vedo nulla. Improvvisamente mi ritrovo un cazzo tra le mani direi bello cicciotto e duro come la pietra e di lì a pochi secondi una mano che mi rovistare il pacco sotto l asciugamano. Evviva era quello che cercavo! L esperienza che desideravo, l idea di essere in un posto e fare la troia del primo che passa in silenzio senza vederlo ed subendo tutte le sue porcate mi fa impazzire.

Mi inginocchio ed immediatamente mi affonda il cazzo con decisione fino in gola, mentre ingoiavo quella nerchia con le mani cercavo lentamente altri cazzi x attirare l’attenzione su di me in modo da essere preda di un branco. Ogni tanto sfioravo qualche pancia grande, culo, petto ed anche qualche cazzo moscio che si a girava nella Dark in cerca di soddisfazione, ma era tutto troppo frenetico tranne l omone panciuto che mi stava trapanando la gola instancabile.

All improvviso un attimo prima di venire l omone sfila il cazzo è gli sento dire” scusa ma sono arrivato da poco” e svanisce. Rimango come una cretina li seduta ad aspettare sempre in modalità sonnambula con le mani tese sperando di toccare qualcosa di interessante. Nulla non sento più nessuno non sfioro più niente, allora mi alzo e mi sposto sempre a piccoli passi, all improvviso tocco un uomo lo esploro con le mani, era piccolo e con una grossa pancia per toccarli il cazzo mi sono dovuta chinare.

Il suo cazzo era stranissimo moscio con una bella cappella ma senza praticamente l asta insomma tutta cappella. Mi leva l asciugamano lo mette in terra e mi ci fa sedere sopra, le spalle e la testa appoggiate al muro, si avvicina e sento la sua cappellona moscia sfiorare le mie labbra allungo le mani e sento le sue cosce. Mi viene un enorme dubbio, come può un uomo in piedi avere il cazzo a tiro della mia bocca quando sono seduta x terra.

“Cazzo ma che sto facendo un pompini ad un nano”. in quel momento presa da un improvviso slancio di troiaggine pura socchiudo le mie labbra e comincio a roteare la lingua morbida intorno a quella cappella importante. Il mio lavoro delicato e morbido di lingua la stava facendo ingigantire schiudendola e scappellandola come un fiore. Provo con le labbra, quasi non entra nella mia bocca allora non potendo vedere lo prendo in mano per capire meglio le sue dimensioni.

Era diventato un cazzo bellissimo non lungo ma durissimo con la base larga ed una cappella x lo meno il doppio, allungo le mani per capire il resto ed alzandole gli tocco il viso…….. cazzo è davvero un nano. Stavo li tutta nuda seduta con il culo per terra a gambe larghe con un nano deforme dalla cappella gigante. Nulla mi ha mai fatto sentire più troia. Allargo le labbra e lui mi tiene la testa ferma con entrambe le mani e ci spinge la cappella dentro, ma non riesce ad entrare allora comincio a lavorare con labbra e lingua con una passione ed una maestria che mi stupisco da sola.

Era bella liscia grandissima dura e morbida, estremamente pronunciata riuscivo a sentirla distintamente con la lingua. Lui spingeva ma non c era verso di infilarla in bocca, volevo farlo godere a tutti costi e gli dico sottovoce “proviamo così ” mi giro in un attimo e mi metto come una cagna inginocchiata con la schiena inarcatissima e i gomiti appoggiati sul divanetto, lui capisce al volo mi sputa un paio di volte tra le chiappe e mi appoggia il cappellone, attende qualche secondo e parte con un colpo secco.

Dolore lancinante, ma non glie lo faccio notare con la mano lo fermo un attimo per riprendermi poi lo lascio andare, sento la sua cappella scorrere dentro di me come un pugno nel culo ma oramai è solo piacere. Oramai me l ha decisamente sfondato facendolo diventare largo come la fica di una vecchia ed in quel momento comincia a sfilarlo e a rimetterlo con colpi secchi e ben piazzati, insomma mi stava letteralmente prendendo a cappellate fino a quando non decide di ingropparmi come una vacca, mi affonda il cazzo è mi salta sopra tenendosi con le braccia e le gambe a penzoloni, sento la sua pancia calda e sudata sulla schiena e la sua cappellona scavare veloce dentro di me ed ecco arrivare da li a poco un siluro di sborra bollente e copiosa.

Come per scendere da cavallo quando sfila il cazzo il momento in cui esce la cappella ormai enorme fa quasi lo stesso rumore di quando stappi il vino.

piscina e…

Piscina, estate. Siamo io e Marco, e nel primo pomeriggio cerchiamo un posto all’ ombra sotto una pianta.
Cerca di qua cerca i la finchè troviamo un posticino in un angolo.
Fa caldo e tanta gente fa il bagno.
Io e marco ci mettiamo in costume, lui indossa un paio di slip gialli satinati molto aderenti che lasciano vedere le sue notevoli dimensioni.
Le vicine di ombrellone sono delle donne di circa 35 anni fisicamente molto carine, noi iniziamo a fantasticare un po su come sarebbe bello fare sesso di gruppo con loro.

Ovviamente gli animi si scaldano e sia io che marco facciamo fatica a far stare dentro al costume i nostri cazzi.
Marco, per chi non lo conosce dalle mie storie precedenti, è l’ amico con cui giochiamo sessualmente.
Io dolcemente con un dito gli accarezzo il pene che ormai è gonfio…e mi accorgo che una delle vicine nota qualcosa e con un sorriso si gira dall’ altra parte.
Allora decidiamo di non andare oltre per non fare brutte figure e perché entrambi siamo impegnati con le nostre rispettive ragazze.

Passato un po di tempo facciamo un bagno, e quando ritorniamo al nostro posto, vediamo che le vicine se ne erano andate.
Peccato.
Chiacchierando e guardandomi in giro mi accorgo che una di loro ha dimenticato il proprio costume sulla siepe…
Mi alzo e lo prendo.
È un bel costume, intero, effetto pvc. Colore grigio con i dettagli bianchi e schiena nuda.
Mmm, solamente a sentirlo in mano mi fa eccitare.

Dai mettitelo esclama marco!
Ma sei matto? Qui alla vista di tutti?
Dai che ormai cè poca gente e se stai sdraiato nessuno se ne accorge.
No, non qui. Andiamo nello spogliatoio!
Mmm, va bene, ok.
Ci alziamo e ci dirigiamo nelle cabine spogliatoio, ne cerchiamo una libera e ci chiudiamo dentro.
Mi tolgo gli slip e mi infilo il costume da donna.
Mi sta bene, aderente al punto giusto.

Marco inizia ad accarezzare il tessuto lucido e scivoloso e simultaneamente io accarezzo il suo pene.
È una clava! I suoi 26 centimetri si esprimono belli pieni.
Gli abbasso leggermente gli slip e inizio a masturbarlo.
Bagno con un po di saliva per farlo scivolare meglio. È molto contento, mi inginocchio a lui e inizio a fargli un pompino.
Poi me lo sfrega sul sedere, sulla pancia e sul mio pene che gia quasi sta per esplodere.

Accarezzo, sego, lecco e si strofina…ad un certo punto si impunta davanti, proprio sul mio pene e inizia come a scoparmi. Dopo poco io vengo riempio all’interno il costume della ragazza, sono completamente bagnato.
Allora mi mette a pecorina sulla panchina e infila il suo enorme cazzo tra la coscia e il costume, ci gioca un po, fino a quando sento il suo liquido caldo scorrere tra la mia pelle ed il costume.

Contento come non mai gli do una pulita con la lingua e le labbra.
Si ricopre con gli slip ed esce dalla cabina.
Io mi tolgo il costume da donna e mi pulisco un po con lo stesso. Mi rivesto ed esco dirigendomi al mio posto dove c’è già marco.
Riappoggio il costume pieno di sperma sulla siepe nella posizione in cui l’ho trovato e vado a farmi un bagno.

Quando ritorno, il costume non c’era più e marco mi racconta che la padrona è ritornata a prenderlo.
Si è accorta di qualcosa?
No non credo perché lo ha messo direttamente in borsa ed è andata via.
Chissà cosa penserà quando troverà quel liquido nel suo costume!!!!!!!.