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La prima volta ….2 cazzi

Ci risiamo, con i primi caldi, torna la voglia di bagni e tuffi, di fresco, di qualche situazione di refrigerio, visto che il mare è lontano, le alternative sono : la piscina …. ma troppo caos …. Il fiume ….. pericoloso …. o il lago …. decisamente abbordabile.

Armati di telo mare costume e bottiglia di acqua ghiacciata, ci incamminiamo sulla riva del lago che abbiamo scelto. Siccome la voglia è di libertà, cerchiamo un posto poco frequentato, e dopo un quarto d’ora di cammino, arriviamo nel luogo perfetto, una radura con erba bassa e schiacciata, segno che è usata sovente, un ingresso in acqua comodo, e piante tutte in torno.

Ci spogliamo completamente di vestiti ed inibizioni, e in un attimo siamo dentro a sguazzare come i bambini nella piscinetta.

Tempo 10 minuti, dalla vegetazione, sbucano tre ragazzi, dalla presunta eta di 25 / 30 anni. Porca miseria, penso, ci hanno invaso il nostro piccolo paradiso terrestre, menomale che hanno avuto l’ intelligenza di star al limite della radura, ovvero una decina di metri.

I tre, fan finta di niente, ma danno delle belle occhiate alla 4° di seno che sballonzola tra i giochi d’ acqua.

Al momento di uscire, Robi mi guarda preoccupata, per il fatto di esser completamente nuda, io la tranquillizzo, non credo ci sian pericoli.

Mentre ci avviamo agli asciugamani, vedo i ragazzi darsi gomitate, facendo finta di esser indifferenti, e parlottando tra loro. Dopo aver confabulato un po’, capisco questa agitazione, eran indecisi sul togliere i costumi o no, chiaramente da sfacciati, si tolgon tutto.

Vedo subito Robi, inforcare gli occhialoni da sole, e far la finta tonta, guardando di traverso i tre cazzi di giovane età, svettare all’ aria.

Poi decide di mettersi la crema solare, insistendo con estenuante lentezza, sul seno bello turgido, fin dove riesce, e poi chiede il mio aiuto, ma son sicuro che se avesse domandato ai ragazzi …. si sarebbe trovata con sei mani ovunque.

Parto dalla schiena, e comincio a schizzare liquido solare, come se fosse una sborrata gigante, poi con movimenti lenti forse fin che mai esasperanti, la spalmo ovunque, soprattutto sul lato del seno, che solitamente resta bianco.

Robi se ne accorge, di tutto questo esagerare, e mi redarguisce con un “ piantala di far il cretino, non vedi i ragazzi che mi divorano con gli occhi, e son lì col cazzo duro in mano …. ”

In effetti, è vero, i ragazzi … son impegnati a non farsi vedere … tutti rigidi ….

Ricomincio con la crema solare, partendo dalle caviglie, salendo con lunghe spalmate verso il culo, e interno coscia, e qui esce la maiala che è in lei … invece di trovar da ridire … allarga le cosce ogni volta che arriva la mano all’ incrocio ….

Dopo queste spalmate … vedo due dei tre ragazzi, alzarsi con il cazzo completamente in tiro, … buttarsi in acqua, forse per evitare spiacevoli figure, solo uno tiene duro, l’ unico di carnagione scura, tipo marocchino o tunisino, lui resta lì imperterrito col cazzo duro in mano … e proprio a dirla tutta un gran cazzo.

Dopo un attimo, Robi si gira a pancia in su, e vedo che si infila il perizoma, alzandosi in piedi, dicendomi che con il caldo, a furia di bere, deve far la pipi….

Ok rispondo reazione naturale, e la vedo infilarsi nella vegetazione.

Io son coricato, e curo i ragazzi in acqua, che si stanno schizzando tra di loro, poi mi giro a guardare il magrebbino e ….. cazzo è sparito.

Immediatamente mi alzo, e seguo il sentiero che ha preso Robi, facendo attenzione a non essere scoperto. Dopo pochi metri, vedo il ragazzo nascosto dietro una pianta, intento a farsi una sega, guardando la mia piccola, che qualche metro più avanti, è accucciata, con la fica in bella vista, dato il perizoma scostato, che sta facendo pipi, tanta pipi, che non finisce mai ….

Arrivo alle spalle del ragazzo, che non mi ha sentito, e gli sussurro all’ orecchio …. ” Ti piace è …. ” Lui si spaventa, si allontana da me per paura e smette di toccarsi

“ Si, mi piace da morire, non ho mai visto un seno così grosso, restare bello alto, e soprattutto così dal vivo”
Mi shitta la scimmia e dico … “ Ti piacerebbe toccarlo …..” ….. “ Non so cosa pagherei per poterlo fare “ e così dicendo, ricomincia a smanacciare il grosso cazzo scuro.

Nel frattempo, lei ha finalmente finito, e cercando di ricomporsi, ci viene in contro, non capendo la situazione, composta da me, con il cazzo duro, che parlo con un ragazzo nudo, anche lui con il suo affarone tra le mani, intento a menarselo

La fermo e le dico “ Amore, guarda il povero ragazzo, come è conciato per colpa tua, fai qualcosa per farlo rilassare “
Lei mi guarda stranita, poi guarda il cazzone del ragazzo, i suoi occhi, spalancati per poter vedere meglio le tette.

“ E cosa devo fare …. ” Dice lei, sapendo già cosa poteva fare …. ” Più che una sega …..”

A queste parole, il movimento della mano , del ragazzo aumenta di ritmo … e gli occhi brillano

Robi si inginocchia sull’ erba, trovandosi faccia / cazzo con il marocchino, allunga una mano, prende in mano il bastone di carne, e comincia un su e giù da professionista, passando la manina sul glande, per poi scendere al sacchetto dei coglioni, gonfio da esplodere, e risalire alla punta.

Io, per non esser da meno, le metto nell’ altra mano il mio, forse meno grosso del ragazzo, ma con altrettanta voglia di esplodere.
Il suo movimento di mani è perfetto, sale e scende alternatamente sui due cazzi rigidi, pensando che quella era la prima volta con due cazzi a disposizione. Dopo un po’ decide di baciare in punta di labbra, la cappella scura, facendo tremare il ragazzo, per poi spostarsi sul mio … infilandolo in bocca per metà.

La cosa si protrae per circa 5 minuti, quando, il ragazzo si fa intraprendente, e chiede se può toccarle le tette, …. un attimo di silenzio …. E poi lei si spinge in avanti, verso il ragazzo.

Che da ragazzo, si era trasformato in polpo, sembrava che le mani si fossero decuplicate, la maiala si sentiva mani ovunque, le tette non si vedevano più …. Scomparse sotto le manone del giovane, che si agitava sempre più, sudava e ansimava.

In mezzo a tutto questo trambusto, la porca non ha mai mollato le prese ai cazzi, anzi aumentava il ritmo, sperando che tutto finisse prima possibile. Ed infatti, ad un certo momento, percepi il trmare del giovane, e fece giusto in tempo a retrocedere quel tanto che basta, per non farsi sborrare in faccia.

Uno, due, tre schizzi enormi, seguiti da altri meno grossi, ma belli densi, coprirono quasi completamente il seno sinistro di Robi, io eccitato come non mai, prendo in mano il mio cazzo e lo punto diritto sul seno destro, e lo schizzo tutto abbondantemente di sborra più spessa di quella del ragazzo.

Che scena, la mia maiala, con tutte le tette colanti sborra, inginocchiata difronte a due cazzi semirigidi, sgocciolanti ….. mmmm che spettacolo

Siccome siamo tutti e tre nudi, a parte il perizoma di Robi, chiaramente umido all’ altezza della fica, non ci resta che incamminarci verso il lago, per poter calmare i bollenti spiriti, e darci una sciaccuata.

Giunti in spiaggia, troviamo gli altri due, finalmente mosci, che ci guardano stupiti, soprattutto lei … con tutto il davanti appiccicato.

Risata generale e bagno. Mentre ero in acqua, vicino a lei, le chiedo se le è piaciuto maneggiare due cazzi contemporaneamente.
Lei facendo si con la testa, si avvicina all’ orecchio sussurrandomi …. ” A te è piaciuto, vedermi con un altro cazzo in mano , che mi sborrava, ….. pensa se lo avessi infilato dentro, lungo e grosso com’è …. ”

Non so che espressione potessi avere, ma lei guardandomi …” Sei il solito porco …” e io nella mia mente penso ….. senti chi parla.

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Una donna come Michela

Avevo sempre sognato una donna come Michela, ma, dopo l’ennesima delusione, mi ero quasi arreso tentando di convincermi che una donna così albergava solo nel mio immaginario erotico ed in quello di chissà quanti uomini. Poi ho conosciuto lei: capelli lunghi e lisci di un rosso peccaminoso, non molto alta ma con un fisico decisamente atletico che, attraverso la generosa scollatura posteriore del vestito, lascia intravedere i diversi anni passati in palestra. Il vitino da vespa si appoggia su un culetto tondo e sodo il quale prosegue con due gambe che sembrano scolpite da Michelangelo tanto sono perfette.

Poi le caviglie, ho sempre avuto un debole per le caviglie, sottili ma decise, circondate da tre cinghiette nere delle scarpe, punta aguzza e tacco a spillo, in metallo, 12cm. Somigliano molto ai modelli che si trovano nei cataloghi di indumenti dei sexy shop. L’attrazione tra noi era stata fortissima sin dal primo momento, poi con il desiderio di conoscerci meglio, soprattutto sotto il profilo sessuale, avevamo scoperto di amare le stesse cose, praticamente tutto.

Amanti della masturbazione, dei film hard e delle riviste per soli adulti, io con tendenze S/M, lei impazzita per l’a****l-sex. Finalmente avevamo trovato il partner giusto con cui dare sfogo a tutte le nostre fantasie, anche le più spinte, per troppi anni represse. Ed eccoci lì, lei seduta sul tavolo della cucina, con il vestito raccolto in grembo, le cosce spalancate inguainate in un paio di calze nere e rigorosamente con la cucitura, una guepiere con i laccetti sul petto che le stringe la vita tanto da far schizzare fuori le tette, non molto grandi, ma perfette con i capezzoli grossi e sempre in tiro.

I tacchi a spillo conficcati sul mio petto mentre mi dedico alla leccata di turno della passera, ovviamente completamente depilata per aumentarne le sensazioni al contatto con la mia lingua. Sta sfogliando una rivista anal per eccitarsi di più ed intanto dalla sua fica escono in continuazione rivoli di umore che io ingoio avidamente. Lei non riesce a star zitta ed una serie di mugolii misti ad apprezzamenti sul mio operato le escono dalla bocca ed io mi eccito pensando alla baldracca della porta accanto che sicuramente sarà dietro la porta ad ascoltare le nostre evoluzioni erotiche.

A volte mi viene voglia di aprire la porta d’ingresso a sorpresa per vedere se si limita ad ascoltare o si diverte anche a sgrillettarsi.
L’orgasmo di Michela arriva come al solito impetuoso e mi riporta con la mente a quello che sto facendo.
La sua fica cola e palpita sotto le mie stilettate, mi implora di smettere perché la clitoride le è diventata troppo sensibile, ma io le blocco le gambe con le mani e continuo a leccarla sempre più forte godendo di tutte le sue vibrazioni.

Alla fine cedo e le regalo un attimo di relax del quale lei mi ringrazia andando alla ricerca del mio cazzo che ormai è all’ultimo stadio dell’inturgidimento. Sa che non sono un coniglio e che soddisfarmi sarà un impresa e questo la eccita ancora di più. Mentre mi succhia l’uccello facendoci sopra dei delicati giochi di lingua io penso a quale sarà il prossimo gioco.
“Devo assolutamente pisciare,” mi dice lei, “aspettami un attimo che vado in bagno e torno subito”.

Ecco l’idea, mi stendo sul pavimento e la faccio sedere con la fica bene aperta sulla mia bocca e le ordino di pisciare lì. Lei, sempre ubbidiente, si accovaccia in modo da offrirmi la miglior vista della sua vulva e, dopo qualche istante, ecco che le prime gocce di pioggia dorata arrivano a bagnarmi la lingua. Io non resisto e comincio a massaggiarmi l’uccello e lei alla vista della mia eccitazione esplode in una pisciata gigantesca.

Mi prende la testa fra le mani e mi spinge la bocca sulla sua fica in modo che io sia costretto a berla tutta, cosa che io faccio con molto piacere. Poi mi chiede di pulirgliela con la lingua e di dedicarmi un po’ anche al suo culetto. La richiesta è chiara: vuole essere inculata. Non aspettavo altro, inizio ad insalivargli per bene lo sfintere fino a quando lo sento aprirsi alle spinte della mia lingua.

La faccio alzare in piedi e la giro a pecorina con le mani appoggiate al muro. Punto il cazzo e spingo con tutta la forza che ho. Lei grida e vedo che le scendono alcune lacrime dagli occhi, ma questo non fa che aumentare la mia foia e comincio a pomparla senza riserva. Si vede ad occhio che sta soffrendo, ma non si sposta di un millimetro sotto l’incalzare dei colpi del mio cazzo.

Poi il dolore cessa e comincia a salirle l’orgasmo. Stella è una vera maiala e riesce a godere con ogni parte del suo corpo, anche con il culo. L’inculata procede a ritmo serrato, il mio cazzo si fa più grosso ad ogni affondo, ma ormai il suo ano si è talmente allargato che non avverto più nessuna resistenza. È giunto il momento per passare al big boy, un cazzo in lattice di 25cm di circonferenza.

Lentamente esco dal suo sfintere e le ordino di non muoversi; dal suo sguardo eccitato ed impaurito intuisco che lei ha già capito le mie intenzioni, nonostante ciò non dice niente anche se vorrebbe fermarmi. Io sono arrapatissimo e, tirato fuori il fallo, glielo passo sopra la fica per inumidirlo un po’, giusto quanto basta per farlo scivolare meglio. Le faccio allargare le chiappe con le mani e appoggio la punta del cazzone al suo sfintere.

Un po’ di pressione e già comincia a farsi strada, aumento la pressione e riesco a far entrare la cappella. Mi fermo un istante per prendere bene la mira e poi giù, di cattiveria fino alle palle. Adesso 20cm di fallo artificiale le stanno sfondando il culo, penso che di questo passo, prima o poi, sarà pronta anche per ricevere la mia mano dentro al culo ma per il momento mi limito al fallo che comunque non si discosta molto come dimensione.

La vedo mordersi il labbro inferiore con forza e non riesco a capire se quella sbavatura sulla bocca è di rossetto oppure di sangue. La cosa non mi interessa, il solo desiderio è di cominciare a stantuffarla con forza ed è quello che faccio. Lei cerca di allargarsi le chiappe il più possibile per aumentare la facilità di penetrazione e ridurre il dolore, facendo questo la vedo impiantarsi le unghie laccate di rosso sui suoi glutei.

Adesso la mia perversione sta arrivando al limite: con decisione le afferro una mano e gliela posiziono sul fallo costringendola a pomparsi da sola. “Con forza le intimo, devi spingerlo con forza” ed ogni volta che la vedo rallentare il ritmo la sculaccio violentemente sulle natiche. Dopo un po’ di colpi la mano inizia a farmi male ed allora ricorro ad una cinghia in pelle per frustarla a dovere. Lo spettacolo mi ha eccitato all’inverosimile ed ho bisogno di un po’ di sollievo quindi la prendo per i capelli e le ficco il mio cazzo in bocca.

Lei lo succhia avidamente sperando che, una volta venuto, la smetterò con quel gioco sadico, ma io non ho nessuna intenzione di godere subito e quindi controllo la mia sborra che ormai mi sta facendo scoppiare i coglioni. Dopo una ventina di minuti decido di darle un po’ di riposo, ma la obbligo a tenersi il cazzo ben conficcato nel culo. Altra fantasia. Prendo il cuneo vaginale, quello con la pompetta per essere gonfiato e lo sostituisco al fallo, nel suo culo.

La faccio sedere sul tavolo e le faccio mettere il cazzone di gomma nella fica. “Fottiti la fica con questo” le ordino e lei lentamente comincia a trombarsi con il super cazzone toccandosi la clitoride per cercare un po’ di piacere. Ormai non ce la faccio più, devo sborrare. Quindi gli rimetto il cazzo in bocca e comincio a scoparla tra le labbra. Sul tavolo mi accorgo che sono rimaste alcune mollette da bucato e ne prendo due per attaccargliele sui capezzoli i quali si stringono fino ad appiattirsi.

Lei mi guarda, ma non osa toglierle, anche se dal suo sguardo si vede chiaramente che la fanno soffrire, e continua a impalarsi con il fallo, sempre più forte, presa da un’eccitazione che la sta portando violentemente all’orgasmo. Io scopandola in gola comincio ad azionare la pompetta per far gonfiare il cuneo che ha nel culo. Ad ogni spinta di cazzo corrisponde una pompata: la sfida ora è se lei riuscirà a farmi venire prima che io le spacchi completamente lo sfintere.

Quindi con un impegno mai visto comincia a spompinarmi, smettendola anche di sgrillettarsi per aiutarsi con la mano a masturbarmi.
Io godo e continuo a pompare aria nel cuneo. La difficoltà con la quale vedo il cazzone di gomma entrarle nella fica mi fa capire che ormai il culo deve essere allargato al massimo. Il cazzo comincia ad avere le pulsazione pre-orgasmiche e lei, all’idea di sfarsi sborrare nella gola si eccita ancora di più e intensifica la pompate nella fica.

Vengo un istante prima di lei, riempiendole la bocca a tal punto che alcune gocce di sperma le fuoriescono dalle labbra. Ingoia tutto e con un ultimo sforzo si ficca il cazzone nella fica, fino in fondo, talmente in profondità che non riesco a capacitarmi delle dimensioni del suo utero.
Urla e geme in preda ad un orgasmo intensissimo che le fa dimenticare immediatamente tutte le sofferenze patite, lasciandola stravolta distesa sul tavolo, con i due cazzoni ancora ben conficcati nella fica e nel culo, incapace per il momento di toglierli.

Io la guardo e nel compiacermi di quella visione sento la porta della mia vicina guardona aprirsi e richiudersi velocemente.

Elisa libera di essere troia

Elisa libera di essere troia

Ciao, i protagonisti sono veri, ma i loro nomi non importano perciò li inventerò e ai fini della storia mi chiamerò Tito.
D’aspetto appaio un po’ di sovrappeso, cioè non sono magro ma neanche una palla sproporzionata, sono alto 1. 78 per 95 Kg non molto allenato.
Questa storia si svolge non molti giorni fa quando Elisa si è mollata con il suo ragazzo.
Elisa è sempre stata una ragazza solare e un po’ sprovveduta o almeno così tutti pensavamo, le capitava spesso di fare degli (ops!!!) Tipo mostrare le mutande sempre dai colori molto appariscenti o di vestirsi in modo provocante per poi dire che si vergognava per i centimetri di pelle nuda.

Ma ora torniamo alla storia, due giorni dopo essere tornata single Elisa mi invitò ad andare a casa sua dicendo che stava male per la solitudine, io non vidi niente di strano, erano 2 giorni che su i social si lamentava per la solitudine.
Quella sera stessa andai a casa sua trovando già la altri amici, eravamo in sei tutti maschi, ma facendo i lavori più diversi non era la prima volta che arrivavamo ad orari diversi.

Salimmo in casa trovando la porta aperta e lei dalla cucina ci urlo “Accomodatevi in salotto che arrivo subito”, dopo qualche minuto lei arrivò con le bevande, era vestita con un vestito a fiori lungo e calzava le pantofole. Iniziammo la serata parlando aspettando che arrivassero le ragazze, non pensavamo lei non le avesse neanche chiamate.
fatto sta che non so cosa ci fosse dentro le bevande ma io personalmente mi senti avvampare d’eccitazione e gli altri non sembravano sentirsi diversamente, lei nel frattempo ci provocava, prima si chinò a 90° mostrando per bene il suo sederino per prendere il vassoio con i bicchieri da portare via e andando in cucina ancheggiava.

Tornata si sedette tra me e Renzo, mentre parlavamo continuava a far cadere la mano sulle nostre gambe (la maiala stava controllando il punto di cottura).
Nessuno le saltava addosso solo perché c’erano gli altri, all’improvviso Elisa balzò in piedi e disse “devo farvi vedere una cosa” e svanì in un’altra stanza, a questo punto ci sentivamo come arieti proti a scornarci per la femmina, ci aveva caricati per bene.
Quando tornò nella stanza non crederete mai come si presentò, indossava un completo reggiseno nero di pizzo che conteneva seni di quarta misura di cui si intravedevano i capezzoli, scendendo mutandine tanga di pizzo nero da cui si intravedeva un monte pronunciato con peluria tagliata a striscia, poi calze autoreggenti che fasciavano gambe atletiche e in fine sandalo di vernice nero con tacco.

Gli sguardi di tutti erano calamitati come fossimo leoni con la gazzella, Elisa vedendo la nostra reazione si girò di trequarti mostrandoci il suo sedere sodo e tondo esclamando “qualcuno vuole darsi da fare? ”, aggiungo che la sua espressione e il suo sguardo sembravano dire, vieni qui che ti succhio anche l’anima.
Fu come a Pamplona, ci fiondammo da lei come tori e togliendoci i vestiti come se andassero a fuoco.

Qui il ricordo si fa confuso, posso dirvi con certezza poco di cosa fecero gli altri, cosa feci io invece me lo ricordo benissimo.
Ero il più vicino, perciò fui il primo ad accomodarmi, mi attaccai al suo collo mentre le sfilavo le spalline, un istante dopo c’era già qualcuno che armeggiava con la chiusura del reggiseno e qualcuno le stava sfilando le mutandine, una volta nuda lei esclamò “ragazzi ora calmatevi, vi voglio prendere tutti e sfogarmi ” si gettò in ginocchio e prese a spompinare e segare tutti i cazzi che trovava, inutile dire che rimanemmo poco li passivi ad aspettare il ritorno del nostro turno, la sollevammo, la portammo al divano per poi uno la impalava mentre gli altri si alternavano a incularla, farsi spompinare e segare.

Elisa ululava quando non aveva la bocca piena, io dalla mia stavo provando tutti i suoi buchi, quando fui pronto per venire ero nella sua passera e pensai “vengo fuori o la farcisco?”, pensiero inutile perché stavo già svuotandomi nel suo utero, lei mollò l’uccello che aveva in bocca e strillo “riempitemi tutti i buchi” eseguimmo tutti, chi nella passera e chi nel culo ma nessuno in bocca, Elisa non tardò a dimostrare la sua delusione e imbronciata disse “Uffa, volevo provare cosa si prova ad assaggiare almeno la sborra di uno di voi” e iniziò a raccogliere con le dita quello che le colava dalla passera per portarselo alla bocca.

Renzo sornione e con un mezzo sorriso esclamò “Ragazzi non ce la faccio a vedere una bella ragazza delusa, che ne dite di soddisfarle anche questo desiderio?” accettammo tutti e dopo esserci ripresi, con l’aiuto di pompini, seghe e spagnole la esaudimmo scaricandoci uno dopo l’altro riempiendole la bocca e imbiancandole anche la faccia e le tette.
finito tutto pareva uscita da un porno, tutta coperta di sperma che anche le colava fuori da tutti i buchi e avidamente lei raccoglieva tutto per gustarselo con una faccia di godimento.

Non so se capiterà più una gangbang , ma lei afferma che non vuole più dover pensare a qualcuno d’altro oltre se stessa e alle sue esigenze.
Pregusto che succederà ancora o quantomeno che io me la scoperò ancora sperando di soddisfare una tigre divoratrice inaspettata come lei.

Serata con la moglie troia

Lei era già a letto quando entrai in camera proveniente dal bagno , tra noi c’è grande intesa , sappiamo bene quali sono le serate dedicate al sesso senza bisogno di dirlo … sotto le lenzuola i nostri corpi si sono abbracciati e le nostre mani alla ricerca dei punti sensibili … all’inizio bisogna accontentare il tatto , stringere fra le mani le natiche o il seno aiutano ad eccitarsi … poi via il pigiamone , rimane solo il perizoma che indossato da lei che è di forme abbondanti quasi scompare ma risulta molto sexy.

Inizio ad annusarla , leccarla , morderla dappertutto , lei rimane passiva al momento , a cosce spalancate offre tutto il suo corpo ed io lo assaporo intensamente per un po’ ma poi il desiderio di prenderla si fa pressante e avvicino il mio cazzo al suo bacino , sfrego la mia cappella al suo monte di venere e poi affondo senza esitazioni nella sua passera umida tutto me stesso … lei mi accoglie nel suo nido caldo favorendo il mio compito , allarga le cosce al massimo sorreggendole con le mani e si offre come una puttana ai miei colpi potenti , un puro atto fisico , fuori e dentro con vigore primitivo , come fosse la prima volta , la porca apprezza tirandomi a se con le mani seguendo il ritmo della mia azione , io la scopo energicamente mentre le strizzo le tette e la bacio sul collo , dietro alle orecchie e scambio la mia saliva con la sua … dopo una decina di minuti rallento un attimo e mi sfilo , lei è già pronta … sa che io voglio che lo prenda in bocca e non esita un secondo , si china su di me e lo avvolge con le sue labbra carnose prima dolcemente poi con vigore fino in fondo alla gola … meraviglioso , appoggio le mani sulla sua nuca e la invito ad ingoiarlo tutto , fino a toglierle il respiro , la troia non si scompone , lo succhia come non avesse mangiato da giorni , io mi metto sopra di lei al contrario e comincio a leccarla anch’io , la sua passera è ancora grondante di saliva , la mordo fino a farle male , gli lecco il buco del culo mentre lo torturo con le dita e nel frattempo la scopo in bocca con forza ficcandoglielo fino alla trachea , lei rimane per alcuni attimi senza respiro e vedo lo spasimo ripercuotersi nella sua passera e nel culo … poi allungo le mani verso il comodino , apro il primo cassetto e prendo un grosso vibratore , è 10 centimetri più lungo del mio uccello e 2 più largo … un piccolo mostro , pari solo a quello di alcuni uomini di colore visti sui siti porno , lo struscio fra le sue labbra vaginali facendole prevedere che quella spranga affonderà nella sua passera … lei di istinto allunga la mano e lo tasta come volesse sentirne la misura nel timore di non riuscire ad accoglierlo , ma sa bene che nulla impedirà di averlo dentro di sé anche se sembra così enorme … e così succede … senza alcun problema lo spingo dentro di lei con dolcezza e decisione , è grande ma la sua figa lo è di più … gli piace da morire , penetra lentamente e completamente che è un piacere , lei continua a succhiarmelo con impegno , la maiala gode nel farsi sfondare da quel cazzo equino e continua a succhiare … succhia voracemente …
Dopo averla montata come una giumenta per una quindicina di minuti , le ho sfilato il cazzo da cavallo dalla sua toppa , mi sono girato e mi sono messo davanti alle sue cosce … ho insalivato il buco di culo della troia abbondantemente e ho fatto altrettanto col vibro … poi l’ho appoggiato al foro esercitando una discreta pressione … lei ha le gambe divaricate e le ginocchia sollevate a ponte , nel tenerlo premuto , essendo fatto di gomma , il vibro si ottunde ed aumenta il suo diametro , alla vacca non sembra dispiacere e non si sottrae alla spinta , anzi , ondeggiando leggermente il bacino cerca di accogliere il grosso fallo , vedo che cerca di farselo entrare millimetro dopo millimetro nonostante la misura , la vacca vuole quell’affare dentro di sé , è ansiosa di sentirsi sfondata , il suo ventre riflette il suo respiro … affannoso , incerto e timoroso , il vibratore gli fa un certo effetto ed è combattuta fra dolore e piacere … io credo le faccia più piacere … anche se a volte fa’ la schizzinosa , alla maiala piace farsi rompere il culo … continua a dimenarsi finché il fallo dopo alcuni minuti di spinta entra lentamente a fatica nel suo culo rotto da troia , è uno spettacolo , è grosso da far paura , il suo buco è stirato e gli dà sensazioni di gusto estremo , freme come una foglia al vento , lo gusta appieno nonostante gli provochi un po’ di dolore , si sente come una vacca da bordello e si tiene allargato con le mani le natiche mentre io lo muovo ritmicamente , non capisco bene se soffre o se gode da quanto il suo respiro è affannoso … avrei voluto fare qualche shitto ma il suo improvviso e intenso orgasmo ha mandato all’aria il piano … si rigira contorcendosi tutta e mugolando di piacere come una cagna , stringe le chiappe sul povero vibratore che quasi esplode … io continuo a masturbarle il clitoride e lei gode fino allo sfinimento … poi gli sfilo il vibro , la tiro verso di me e la scopo violentemente in figa fino a venirle dentro facendola godere ancora …che troia !!!.

QUELLA METROPOLITANA …..GALEOTTA

Era da tempo che la mia signora, voleva far un giro per Milano, per “ assaporare “ il caos cittadino, cosa alla quale abbiamo rinunciato anni fa, per andar a vivere in campagna.

L’ occasione, era una delle solite fiere fuori salone, e siccome la giornata prevista era di quelle calde, ne avremmo approfittato per un po’ di sole, per le ossa.

Robi, aveva optato per sandali con zeppa, comodi, per evitare affaticamento, una gonnella di jeans, che finiva con una balza di pizzo, forse un po’ corta, e una maglietta aderente color beige, che metteva in mostra la sua 4°.

Diciamo che non passava inosservata, anzi forse un tantino appariscente, ma si sa, alla maiala piace così.

In giro per la città, la solita bolgia, da prendersi a gomitate, per poter veder bene le cose più interessanti, io invece, poco interessato, stavo sempre un paio di passi indietro, tanto per non prendere gomitate gratuitamente.

Questo mi permetteva di guardar la mia piccola, da un punto di vista generico, e devo dire, che ogni volta che si sporgeva in avanti per curiosare da vicino, più approfonditamente, si vedeva benissimo la piega delle chiappe, ed ogni volta producevano un sussulto piacevole al sottoscritto e al ben capitato di turno.

Ad un certo punto, mi accorgo, che un paio di ragazzi, età stimata, circa 28 / 30 anni, curano ogni movimento di lei, e la cosa mi mette sul chi và là.

Li vedo abbassarsi sulle ginocchia, ogni volta che lei si sporge in avanti, per poter osservare meglio, lei chiaramente ignara della cosa.
Allora decido di avvicinarmi a Robi, e facendo finta di esser uno sconosciuto, le chiedo qualcosa in riguardo alle cose esposte, per poi avvisarla dei due ragazzi che la stan curando da qualche tempo, in modo da tener ben salda la borsetta.

Faccio finta di niente e mi allontano, mentre lei, si gira con fare disinteressato, a cercare con lo sguardo, i due ragazzi, che la stanno osservando, i loro sguardi si incontrano, ed entrambi sorridono, con quei sorrisi di circostanza.

Ad un certo punto, i due, si fanno intraprendenti, si avvicinano, tanto, al punto che, quando lei si abbassa come al solito, uno dei due, si trova così vicino da urtarla con il pacco gonfio dei pantaloni.

Robi, si alza di shitto, scusandosi, dicendo che non voleva esser così maldestra, per tutta risposta, il ragazzo sfacciato, le fa notare che invece lui voleva urtarla, mettendo in mostra un notevole rigonfiamento.

A lei scappa una risata, ma la cosa finisce lì. Lei si gira verso me, per capire cosa fare, ed io con un cenno, le faccio capire di entrare nel negozio difronte. Così facendo, i due ragazzi, spiazzati, proseguono lentamente per il loro percorso.

Entro anch’io e subito lei mi viene in contro ridendo, dicendomi, che secondo lei, i ragazzi, non puntavano la borsetta ma ben altro, risata generale.

Dopo qualche minuto, usciamo, e con piacere, notiamo che i ragazzi, non sono più visibili, bene, possiamo finire il nostro giro, senza troppe preoccupazioni, se non qualche altro complimento pesante, rivolto al bel culo che ogni volta lei mette in mostra, qualora si sporge in avanti.

Ma si sapeva, che sarebbe andata così, con una gonnellina inguinale …..ma che attizza ….

Pian piano, ci avviamo alla fermata della metro, meno male, penso, non son abituato alla bolgia, meglio la nostra quiete agreste.
Saliamo sul vagone, e come molte volte capita, non siamo vicini, tra di noi ci sono tre / quattro persone.

Alla prima fermata, la gente si muove, chi scende e chi sale, faccio per avvicinarmi …… e vedo che davanti a Robi, salgono i due della fiera, e si posizionano dietro lei, schiena al vetro.

Mi blocco subito, meglio tener le distanze dal “ nemico “ ….

Robi fa finta di niente, si gira con calma, ed accenna un sorriso. Ad un certo punto, durante il trambusto del cambio passeggeri, vedo Robi sussultare ed irrigidirsi, il solito intraprendente ragazzo, le ha appoggiato una mano su una chiappa, e la tiene lì , ferma, in attesa di reazioni.

Lei si gira con calma, verso di me, per una mia reazione, ma io le faccio intendere, che sia lei a decidere.

Mentre aspetto la sua reazione, guardo la mano del ragazzo, che continua ad accarezzare la chiappa di Robi, che si gira guardando il ragazzo, ma senza un espressione, che sia eloquente, e si rigira.

Dopo un attimo, vedo il secondo ragazzo, sistemarsi in modo da far da paravento, è a questo punto, che vedo lei, che si irrigidisce ulteriormente, mentre rossa in viso, si morsica un labbro.

Penso, ci siamo, shitta la rissa, lei si gira, guardandomi con la faccia paonazza, io le mimo con le labbra la frase: ti tocca la fica ?….

lei con un cenno mi indica si …. Lo fermo …. Le dico con le labbra … e lei fa cenno di no con la testa …. Che troia, penso …..

Mi sposto un po’ per vedere, ed in effetti, vedo il ragazzo che ravana tra le cosce della mia piccola, che comincia ad agitarsi e a mordersi sempre di più il labbro. Io l’ ho così duro, che non stà più nello slip
Anche i ragazzi maiali, hanno il loro problema, a mascherare l’ erezione.

Altro trambusto, con cambio passeggeri, e il porco intensifica il lavoro di dita, nella fica di famiglia.

Robi comincia a tremare, ci siamo, tra un po gode, spero solo che non lo faccia a bocca aperta, altrimenti … che figura …. Di colpo si irrigidisce, e cominciano a scenderle una quantità esagerata di goccioloni di sudore … ha goduto …. la porca.

Altra fermata, i due ragazzi, si spostano dalla postazione, e il porco nel muoversi, le sussurra qualcosa all’ orecchio e poi scende, mentre si richiudono le porte.

A questo punto mi avvicino, e chiedo come và, lei mi guarda con la faccia rilassata, di chi ha appena goduto con due dita nella fica, e mi dice “ Benissimo …. è stata una cosa indescrivibile …. ”

Le chiedo cosa abbia sussurrato il ragazzo passando, e lei mi dice che il porco si è sborrato nei pantaloni, ridendo.

Io la bacio in bocca e le sussurro “ sei una gran troia …..” e lei di risposta, appoggia la mano sul mio pacco ancora duro e sussurra “ si ….. la tua troia ….. porco”

Cazzo ….

ha ragione ….

le tettone di Nadia

Conosco N da quando avevo 16 anni, tra di noi già all’epoca nacque una grande intesa e simpatia, ma non dal punto di vista sessuale.
Infatti N era una ragazza molto timida e totalmente lontana dalle Maiale assatanate di sesso che noi machietti cerchiamo a quall’età.
Tuttavia devo dire che la ragazza era fatta proprio bene. Una bellissima bocca carnosa e rossa, un seno 5°misura che stava su da solo
ed ancora oggi mi chiedo come sia possibile, un fisico benfatto formosa ma mai grassa e un bel culo a mandolino.

Purtroppo tanta abbondanza non era da lei sfruttata anzi. mai N si vestiva provocante e mai metteva in rislato le sue grazie;
per questo diventammo amici senza che mai ci provassi.
A 15 anni di distanza, ci siamo visti un paio di vole in tutto, le comunico la mia intenzione di sposarmi. Ci incontriamo e le dò l’invito,
la trovo sempre bella e sempre opulenta.
Mentre la guardo e parliamo, mi scappa spesso lo sguardo sul suo decoltè messo ben in mostra da una scollatura generosa, e contraria alla sua
natura di donna pudica.

Lei mi sorride e mi dice:
Guardami in faccia quando parliamo!
IO: Scusa non Volevo è che mi scappa lo sguardo non ricordavo che fossero così grosse!
N: Come ti sei dimenticato 15 anni fa quando mi hai vista in ragiseno nella camera d’albergo alla gita della scuola?
Un lampo mi passò sulla fronte, non ricordavo affatto quell’episodio, ma tutto mi tornò in mente.
N: quella notte dormimmo insieme ed ancora mi chiedo come mai non provasti nemmeno a toccarmi?
IO: Mi sento un coglione! Non so risponderti!
N: Lo sai che quando mi hai comunicato che ti sposavi, la notte stessa ho sognato che ci provavi con me?
IO: Davvero! E cosa succedeva? Mi beccavo un ceffone?
N: No il bello è che io ci stavo!
A questa risposta un impulso investe il mio cazzo, che inizia ad irrigidirsi, così diventai più audace.

IO: Ma come io ti ho sempre considerata una Puritana!
N: Ero stupida ed ho capito cosa mi sono persa in tutto quel tempo che cercavo l’amore vero. Oggi cerco solo divertimento e buon sesso.
IO: Caspita, ma da quando tempo non ci si vede da secoli?
N: Cosa c’è sei intimorito?
IO: Ma che dici, intimorito da te? Sei tu che dovresti temermi visto che sei in auto con un lupo!
E poi io non sono un qualsiasi altro uomo, so resistere a qualsiasi provocazione.

N: non per vantarmi ma credo proprio che se io volessi tu cadresti ai miei piedi.
IO: Ti sfido ufficialmente fammi vedere se sei capace!
Lei allora senza proferir parola e passandosi la lingua carnosa
sulle rosse labbra lentamente e con maestria fa
uscire la tetta destra dalla scollatura.
La visione mi fa seccare la gola e la pressione mi sale al cervello, ma dovevo e volevo resistere in fodo dovevo sposarmi.

La sua tettona era meravigliosa, una palla di carne con una aureola rosa, grande il doppio di una moneta da 2€ ed un capezzolo turgidissimo,
tanto che avrei potuto attaccarci un quadro.
Ero inebedito.
N: Cosa c’è non vuoi un po’ di lattuccio, piccolo porcellino?
Cazzo avevo davanti a me una vera maiala vogliosa di scopare, ciò che avevo sempre desiderato nella vita si realizzava!
Avendomi visto indeciso fece lei la prima mossa.

Mi spinse la testa verso le due tettone ed iniziò a strofinarmele in faccia.
Il cazzo oramai mi stava scoppiando nella patta.
N: vediamo quanto ce l’hai grosso?
Così dicendo in un lampo mi sbottonò e mi afferrò la mazza che svettava nelle sue mani.
Oramai ero nelle sue mani, così le afferrai con forza la testa e la spinsi verso il mio cazzone.
Lei subito lo fece sparire nella sua bocca.

Era così brava da far sembrare che io non avessi mai ricevuto un pompino nella mia vita.
La sua lingua roteava intorno alla mia cappella, poi si staccava dal mio cazzo pur accompagnando il pompino con una spettacolare leccata.
La sensazione era unica. Sapientemente scendeva con la lingua fino alle palle per poi risalire fino alla cappella ed ingoiare interamente i miei 18 cm.
Dopo quel lavoro da professionista, la mia eccitazione era al massimo e l’adrenalina mi invadeva il cervello oramai volevo solo possedere quella maialona che stava spompinandomi con tanta foia.

Abbandonata ogni riserva, afferrai il mio cazzo glielo tolsi dalle labbra carnose e lo appoggiai alle sue enormi tettone.
IO: Fammi una spagnola vediamo se sei altrettanto brava!
N: E’ la mia specialità non sai quanti uomini mi hanno innaffiato le gemelle! Ora te lo stritolo!
E così dicendo serrò le sue tette intorno al mio uccello ed io lo vidi sparire in quel bellissimo ammasso di carne.
Le sue tette erano durissime e mi stritolavano il cazzo, lei poi si aiutava strizzandole all’inverosimile.

Iniziavo ad essere affannato. Allora lei si fermò.
N: Ehi mica vorrai già venire? Dobbiamo ancora giocare mio bel porcellone.
IO: Cazzo sei bravissima ma da quanto hai imparato a fare queste porcate?
N: Da quando ho scoperto il piacere di far godere gli uomini!
Così dicendo si fiondò sul mio cazzo e lo succhiò così forte da farmi perdere l’equilibrio, fu una sensazione bellissima mista a un po’ di dolore.

Io: Fai piano mica è di ferro il mio uccello?
N: Di ferro no! Però è un bel palo!
La guardai mentre diceva quelle parole, e la sua faccia da troia, le sue labbra carnose e rosse, il suo sguardo voglioso fecero shittare in me un impulso irrefrenabile.
Mi avvicina al suo orecchio e le dissi: Togliti la gonna e gli slip voglio leccarti la fica!
N: Basta che mi alzi la gonna, perchè sono senza mutande quindi puoi leccarmi benissimo!
La scaraventai sul sedile, aprii la portiera dell’auto, la tirai verso l’esterno per le gambe e le aprii con forza.

La sua figa era stupenda, sembrava un’ostrica chiusa ed affusolata.
Immersi il mio viso nella sua fessura, lei emise un gemito quando la mia lingua la penetrò.
Era un lago, bagnatissima e capiente.
La leccavo come un forsennato, lei mi gridava di leccare più forte e di farla godere.
Allora iniziai a lapparla intensamente e contemporanemente le spingevo tre dita nella figona, che entravano senza troppi problemi.
Io: ce l’hai proprio larga ma quanti cazzi ti sei fatta in questi anni?
N: Tanti anche e soprattutto di colore!
Io: Cazzo che troia che sei! e continuai a leccarla fino a sentirla urlare di piacere per un orgasmo mostruoso che le provocai.

Ripresasi dall’orgasmo, mi afferrò l’uccello e mi disse.
N: Sono una gran troia e mi piace, mi piace essere vacca e voglio provar sempre nuove sensazioni. Oggi voglio il tuo cazzo.
Io: E’ arrivato il momento che un gran porco dia una bella lezione ad una gran scrofa come te!
N: Si dammelo tutto! Fai vedere a questa maiala come tratti una troia!
Le spalancai le gambe, le alzai verso il tettuccio dell’auto, e si vedeva la sua figona grondande di umori, che erano arrivati
al sul bel buchetto che mi sembrava non tanto utilizzato.

Le appoggiai il cazzo alla fica e lo strofinavo in modo che gli umori uterini venissero portati verso il buchetto.
N: Ahh! Ma che fai dai scopami nella fica!
IO: No cara decido io quando e dove scoparti!
N: No per favore non metterlo nel culo sono vergine ed ho paura di farmi male!
IO: Come una cagna come te non l’ha mai preso in culo?
N: No, ho paura che mi faccia male, ti prego scopami nella figa!
Mentre lei finiva di proferire quella preghiera, il mio cazzo stava già entrando di forza nel suo culo.

Era veramente stretto ed era veramente vergine.
Per un attimo le mancò il respiro,poi cercò di divincolarsi, ma oramai il cazzo stava entrando grazie anche alla lubrificazione
degli umori vaginali.
N: Mi fai male!
IO: non preoccuparti ti abituerai!
Le iniziai a massaggiare a figona fradicia, le misi prima due poi 4 dita dentro per alleviarle il dolore.
Nel frattempo spingevo il mio cazzo sempre più infondo nel suo culo, ma non riuscivo più ad avanzare.

Così mi dedicai al fisting oramai le mie 4 dita erano tutte dentro e lei ansimava e gemeva.
Quindi diedi un colpo secco al suo culo ed il mio cazzo entrò completamente.
INIZIAI A STANTUFFARALA senza ascoltare i suoi lamenti pensando solo a me.
N: basta mi brucia, esci.
Io: Zitta troia comando io, ti svango tutto il culo ti sfondo!
N: Mhh! Ahhh! Siiii!
IO: allora ti piace PORCONA?
N: Sii! Ancora! Ancora SBATTIMI!
A quelle parole, tutte le inibizioni sparirono.

spingevo come un forsennato come se volessi dal culo farlo arrivare in bocca.
La sua faccia era goduriosa, si leccava le labbra e si masturbava la ficona. Mi guardava e mi diceva: Sono una gran porca vero?
IO: Non ho mai incontrato una troia come te! Sei proprio una gran TROIONA!
Mentre la inculavo lei era difronte a me a cosce spalancate e vedevo le sue tettone che sballonzolavano ad ogni mio colpo e
questo mi faceva arrapare ancora di più.

Oramai ero al limite e stavo per venire, lei se ne accorse e disse:
N: Voglio che mi vieni in faccia! Dai inginocchiati sul sedile posteriore ed inizia a menartelo così mi fai una maschera di bellezza!
Come un automa obbedii,anche se non capivo perchè dovessi andare sul sedile posteriore visto che ero fuori dall’auto mentre la inculavo.
Iniziai a menarlo con foga, lei me lo leccava ed ansimava.
Le sborrai 7 fiotti di sperma in viso, tutto, i suoi occhi, la sua bocca ed i suoi capelli erano coperti di banco sperma.

Mentre il mio sperma le scendeva sul viso, lei con la lingua cercava di prederne per assaggiarlo.
Il mio cazzo si era completamente scaricato ed aveva perso di rigidità
Improvvisamente sentii N. Ansimare e la vedevo muoversi ritmicamente come se stesse cavalcando un cazzo.
Non riuscivo a vedere perchè era buio e l’abitacolo dell’auto non era illuminato, quindi guardai attentamente
e mi accorsi che quella gran troia mi aveva fatto salire sul sedile posteriore, perchè così lei potesse impalarsi sul freno a mano.

Aveva la leva del freno a mano tutta nella fica.
A quella visione il mio cazzo in un attimo riprese vigore.
N: Però niente male! Sei di nuovo in tiro. Dai mettimelo in bocca così mi immagino che siete in due a scoparmi!
La sua faccia da troia ancora grondande di sperma, la leva del cambio che continuava a penetrarla ed il mio cazzo nella sua bocca
non ho resistito e le venni in bocca in poche pompate.

Da quella sera ci furono altri incontri in cui tutti miei più incoffessati desideri divennerò realtà.

Quella volta con il biker

L’ animo sportivo, lo aveva sempre avuto, ora la sua ultima passione, era la mtb, stupende gite nei boschi fuoriporta, a pochi km da casa, in compagnia, oppure anche da sola con il suo lui, con il quale, più di una volta, si era divertita a farsi cavalcare, in posti inconsueti, raggiunti proprio grazie all’ uso della mtb.

Quel giorno, il suo uomo, dovette dar forfet, perché bloccato a letto con il mal di schiena, ma lei voleva farsi il solito giro nei boschi, approfittando della bellissima giornata.

Lui aveva provato a farle cambiar idea, più che altro, per il fatto che in 2 ci si aiuta, ma una ragazza, da sola in giro nei boschi …. può facilmente trovarsi in situazioni scomode, fosse anche solo per un guasto alla bici, ma lei non demordeva, oramai era come drogata di mtb, non ne aveva mai abbastanza.

Così, inforcata la bici, partì per una nuova avventura, alla ricerca di nuovi sentieri da esplorare, e nuovi panorami da fotografare col telefonino.

Il giro, prometteva bene, aveva trovato nuovi sentieri mai percorsi, dietro un apertura tra i rovi, un percorso un po’ azzardato, per una donna sola, in mtb, in un posto sconosciuto e solitario, ma la voglia di azzardare era tanta.
Erba alta, e rami sui sentieri, facevano aumentare la fatica impegnata, ma il posto ne valeva, nessuno in giro, solo il canto di volatili e qualche scoiattolo curioso sui rami, erano l’ unica cosa che la circondava.

Poi ad un certo punto, un casolare semidiroccato, con a fianco un tavolone di sasso con relative panche dello stesso materiale.

Quale miglior occasione, per una sosta pipi, in tutta tranquillità. Si fermò tra i ruderi, si guardò in silenzio e decise dove farla, quindi via i pantaloncini da ciclista, e sfogò i suoi bisogni fisici. Poi decise di sedersi sulla panca, senza calzoni, per far asciugare le labbra della fica, ancora umide e arrossate dalla sella.

Il sole era piacevole, e lei prese a giocare con le labbra della arrossata fica, un po’ per farle asciugare, e un po’ per il piacere che il sole tiepido portava in mezzo alle cosce. In breve, il gioco sulle labbra, si trasformò in un frenetico ditalino, nel pieno silenzio della natura.

L’ unica cosa che si sentiva, era il respiro affannato della porca che si sditalinava con una frenesia mai provata, alternava lo sfregamento del clitoride gonfio, alla penetrazione di quante più dita riuscivano ad entrare nella fica larga e fradicia di umori ….

Poi d’ un tratto, l’ orgasmo breve, ma intenso che la fece tremare tutta.

Un attimo di respiro, e si infilò i calzoncini per tornare, ma la fica arrossata, le dava fastidio, schiacciata sulla sella. Pedalava con fatica, anche per le gambe molli dalla goduta, in un attimo, per scartare un ramo enorme nel sentiero, scartò nell’ erba alta, e lì accadde il guaio, non si accorse subito che una spina, aveva forato la ruota davanti.

Imperterrita, nel suo incedere, ritornò sui sentieri più frequentati , ma pian piano la gomma si afflosciò, fino al punto di doversi fermare. Dato che non siè mai visto che una ragazza, sappia cambiarsi la cameradaria, tirò fuori il telefono, per cercar aiuto a casa, cosa impossibile da farsi, perché nei boschi frequentati, non arrivava il segnale.

Armata di buona volontà, sconsolata e incazzata, iniziò a camminare verso casa, anche se a occhio e croce, dovevano essere una decina di km.

Dopo una mezzora di strada, spingendo la bici, finalmente intravide un altro ciclista, forse il buon samaritano ….
Quando questi fu vicino, si accorse, che non era il solito biker agguerrito che si incontra, bensì un ometto sulla sessantina, con una mtb da mercatone, però fornito della immancabile borsetta porta atrezzi, quindi ugualmente utile.

Ci volle poco, alla maliziosa biker, a convincere il tipo, a fornirgli assistenza, qualche parola sussurrata e qualche moina, ebbero l’ effetto di far si, che il ben capitato, impegnasse la sua camera d’aria di scorta, per la poverina.

In un attimo, fu tutto sistemato, e allora, lei che si sentiva in debito disse “ Non so come ringraziarla, purtroppo sono senza soldi, ma se mi dice dove possiamo trovarci per una birra insieme, non ci sono problemi. ”

Il buon samaritano, sorrise, e senza troppi giri di parole, abbassò i calzoni, lasciando cadere in balia della forza di gravità, un cazzo molle ma di discrete misure, dicendo che un servizietto ai gioielli, poteva bastare.

La porca, con ancora la fregola nella fica, restò senza parole, dimostrando però riconoscenza, per l’ operato del ometto, senza il quale, ora sarebbe ancora intenta a spingere la bici, si abbassò al livello del cazzo estraneo, e lo prese in mano con una, mentre l’ altra accarezzava i testicoli.

Vuoi la novità, vuoi l’ eccitazione per una bella ragazza estranea che stringe ciò che di più hai a cuore, ….

Il cazzo moscio, ben presto prese forme cilindriche, che neanche lui si ricordava di avere.
La porca, si trovo in un attimo un gran bel cazzo tra le mani, e fu un piacere, iniziare una poderosa sega al cazzo rinvigorito. E più segava, e più si induriva, accompagnato dai mugugni del fortunato soccorritore, che mai si sarebbe aspettato, da una gita in bici

La cosa si faceva …. Interessante, tant’ è che lei, infilò la mano sinistra dentro i calzoncini, ad accarezzarsi la fica, che stava tornando larga e umida.

La cosa fece intostare ulteriormente il cazzo che teneva in mano, facendolo arrivare a dimensioni inaspettate, non tanto largo, ma bello lungo, soprattutto,con una cappella di notevoli dimensioni, praticamente un fungo.

La porca, tirò fuori la mano dalla fica fradicia, per poter prendere il cazzo a 2 mani e poterlo menare con foga, ma il tipo, prese la mano di lei per annusarla, e dato che era ancora umida di umori vaginali, prese a leccarla, come un cagnolino.

Questo diede una scossa alla maiala, che mollò la presa, per raggiungere con la mano la borraccia dell’ acqua, e ne versò un po’ sulla grossa cappella, così da poterne assaporare la consistenza in bocca.

La scena che si presentava era così composta: un uomo di età avanzata, che leccava la mano di una ragazza inginocchiata davanti al suo grosso cazzo, con tutta la cappella nascosta in bocca, mentre con la mano libera faceva una poderosa sega aspettando lo schizzo finale.

Cosa che successe di lì a poco, perché aumentando il ritmo della sega e delle leccate al grosso fungo, l’ uomo comincio a tremare, e lei si tirò in dietro giusto in tempo, per evitare di soffocare a causa della abbondante colata di sborra calda, che usci senza schizzare.
Dopo una piacevole strizzata alle palle ed un ultimo accenno di sega, la biker, ringraziò per la camera d’aria, che le permise di tornare a casa senza dover camminare fino allo stremo delle forze.

Naturalmente senza che il suo lui, sapesse dell’ accaduto, che per prima cosa, la baciò in bocca, la stessa bocca che si era appena ingozzata di cazzo altrui.

Pompata sul treno

La giornata caotica, passata in mezzo al caos del carnevale, finalmente stava finendo. Quasi tutto il giorno in mezzo a schiamazzi, coriandoli, stelle filanti, pestoni di piedi e …. manate sul culo, o addirittura qualche tentativo di palpata in mezzo al culo, alla mia maiala, che per essere in tema mascherato, si è agghindata da troia, con camicetta semiaperta sulla 4°, stivaletti bassi e comodi per camminare, e solite calze parigine su collant velati e gonnella in similpelle a metà coscia.

Come dicevo, tutto passato, ora stavamo seduti, anzi quasi stravaccati sul divanetto del treno che ci avrebbe portato a casa, nel giro di un ora. La scelta del treno è stata azzeccata, col casino che c’ era, non avremmo trovato da parcheggiare
.
Il treno si avvia lento, a bordo quasi nessuno, una signora con bimbo in maschera e una coppietta di ragazzi in disparte che limona, e poi noi, io seduto a sfogliare pagine dal cellulare, e lei che appoggiata a me si sta addormentando

Dopo 10 minuti la prima fermata, vedo salire 2 persone, una signora che si siede appena dentro e un uomo vestito bene, distinto bell’ aspetto sui 50 anni, che sale guarda qua e là, e decide di sedersi praticamente difronte a noi, boh, penso, vorrà parlare, con tutto il posto libero, proprio qui.

Il treno riparte, e il movimento concilia il sonno, ma non a tutti, il signore distinto, estrae un tablet e comincia a scorrere pagine, ma sovente butta l’ occhio sulle cosce in bella vista di lei li difronte, semi coricata addosso a me. Ad ogni suo movimento delle gambe, il tipo sbircia, ma soprattutto, dopo un po di volte, mi accorgo che fotografa le sue cosce, facendo finta di niente.
Ad una frenata brusca per la nuova stazione, lei si sveglia, ed apre gli occhi, incrociandoli con i miei …prontamente, le faccio cenno verso il tipo difronte, e lei da buona porca, non fa nessun cenno per ricomporsi, anzi cerca di spostar le gambe in modo che si riesca a scrutare in mezzo ancor meglio, e con un sorriso al tipo, si riaccomoda

Facendo finta di baciarla in testa, le sussurro un semplice maiala, e lei annuisce con la testa.

A questo punto, è una battaglia privata tra la maiala, che fa apposta a strusciarsi le cosce una contro l’ altra, spostando sempre più su la gonnellina, sistemando la generosa scollatura, e il tipo davanti, che fa finta di niente, facendo credere di non essere interessato, ma che ogni tanto, con non chalance, si sistema il pacco, decisamente duro, tra una occhiata e una foto.

Questa situazione, intriga anche me, infatti, mi si sta indurendo il tutto, e la porca, ci mette amorevolmente sopra la manina, per saggiarne la consistenza.

Alla ennesima fermata del treno, lei si ricompone, seduta bene, davanti al maiale, che oramai, non nasconde più gli sguardi, ma punta deciso sulle tette, la quali, sembrano voler scappar fuori.

Non sale nessuno, anzi ne scendono un paio, e si riparte, sia col treno … che con la stimolazione psicologica , del tipo e …. mia. Dopo un po’ di moine che sembravano più fatte da una troia, che non dalla mia maiala, di colpo si alza e dice di dover andare in bagno, avviandosi a destra nel corridoio.

Con fare tranquillo, il tizio di fronte, spegne il tablet e lo ripone in una valigetta che aveva con sé, poi resta a scrutare il paesaggio dal finestrino. Non passa però, piu di un minuto, che si alzi, e guardandomi, porga i suoi saluti, avviandosi a sinistra del corridoio …. Penso che debba scendere e saluti …ma …. Eccolo che ripassa davanti alla mia postazione, senza guardarmi, dirigendosi verso il lato carrozza dove è andata lei…

Eccolo là il porco, che và a cercare la maiala che lo ha stimolato, e adesso che faccio, son qui con il suo giacchino, la sua borsa e la mia roba ….. non posso piantar qui tutto, ma neanche portarmi tutto.

…..posso solo aspettare.

Passa il tempo …..5 minuti, ….. 10 minuti …. e non torna …. 15 minuti, diventano tanti, se stai aspettando qualcuno che torni da un bagno…. Dopo quasi 20 minuti …. eccola …. tranquilla … si siede e …. niente.

“ E quindi … tutto sto tempo …. ” …. “ Niente, per certe cose, ci vuol il suo tempo …. ” …. “ Sai il tipo che era seduto li davanti, ….

è venuto a cercarti, credo “ … “ Certo … è venuto a bussare mentre mi stavo preparando per pisciare … “ … “ E tu? …. ”…. “ Ho pisciato … e poi ho aperto per vedere se era ancora lì …. E c’ era, con la cerniera abbassata e il cazzo in vista, cosa potevo fare, se non farlo entrare “

Non avevo parole per continuare il discorso ….

“ L’ ho preso in mano ed è entrato, gli ho abbassato i calzoni e gli slip, e finalmente è diventato dritto e duro non tanto grosso, anzi ….

ma lungo e dritto come una candela. Siccome ero ancora con i collant abbassati, mi ha infilato un dito in fica, poi due e infine tre … e mi ha fatta scaldare … , poi si è tuffato con la faccia in mezzo allle tette, una in mano e una in bocca, che mi leccava il capezzolo, e il cazzo che avevo in mano, gli dè diventato ancora più duro. Allora ho appoggiato le mani alla parete, e gli ho offerto la fica tutta bagnata ,e in un attimo, me lo son sentito fino alle ovaie”

Non pensando più a dove eravamo, ho abbassato la cerniera, e mi sono masturbato, come un ragazzino….

“ E poi? …” ….. “ Ma sei scemo, ritira sto coso, poi ho deciso che sentendo pochissimo, dato il cazzo sottile, l’ho fatto sedere sul cesso, così con due colpi me lo sono ficcato tutto nel culo, e lì si che finalmente sentivo piacere, spingendolo fino in fondo, non riempiva, ma spingeva in alto, fin dove non era arrivato nessun altro cazzo”

“ Che troia …..” … “ Ma smettila di darmi della troia, visto che ti piace quello che ti racconto.

Purtroppo è andato su e giù poche volte, perché ha cominciato a tremare, così mi sono tolta da sopra e lui ha sborrato nel lavandino, e meno male che lo ha fatto lì, visto che non finiva mai di spruzzare, mi avrebbe fatto un clistere. Mi sono asciugata alla belle meglio, e sono uscita, senza neanche aprir bocca, lasciandolo lì tutto bagnato”

Meno male che stavamo arrivando in stazione, così a breve avrei potuto godere con lei a casa.

Scendendo dal treno, tutti e 2 abbiamo cercato con lo sguardo il tipo elegante, ma non lo abbiamo trovato ….. chissà dove abitava ….. ma chi se ne frega, tanto la cosa che contava di più, era lì con mè.

Non ha resistito al fascino del muscolo

Da qualche mese, frequentiamo una palestra, di un paese vicino al nostro, purtroppo, quasi mai contemporaneamente, avendo orari ed impegni sfalsati, quindi nessuno sa che stiamo insieme.

L’ altro ieri, son riuscito ad arrivare, mentre lei era già lì da circa una mezzora, entrando nella sala pesi, non la vedo, boh … penso, sarà in bagno, ed invece, ad un certo punto, vedo un ragazzone enorme, che mi pare sia di origine tedesca, spostarsi su un lato ed apparire Robi.

Praticamente le stava addosso appoggiato dietro alla schiena, correggendole la posizione dell’ esercizio, ma sicuramente facendoglielo sentire nella schiena.

Il tedescone, è il tipico esempio di ragazzo “ michelin “ tutto gonfio di muscoli, braccia esagerate, pettorali enormi e gambe da far invidia ad un puledro da corsa, ma la cosa strana che mi ricordo, è che in palestra non porta mai gli slip, sotto i pantaloncini attillati.

Dopo qualche esercizio quà e là, vedo che Robi parlotta con il tipo, e poi saluta un paio di altre persone e mi si avvicina, dicendomi che esce un attimo prima, perché il tedesco le ha chiesto se le và un caffè, quindi ci si vede a casa.

Le dico ciao a dopo.

Difatti qualche minuto dopo, il tipo saluta tutti, con un sorriso a 60 denti e va via veloce, come tutto eccitato.
Dopo circa un ora, decido che sia abbastanza, e quindi mi avvio verso casa, pensando alla mia maiala, chissà cosa avra da dirmi.

Per strada, ad un certo punto, vedo parcheggiata l’ auto di Robi, o cazzo, non è ancora a casa, sarà nel bar difronte all’ auto, chiaramente, non mi fermo e arrivo a casa.

Mi faccio una bella doccia, pensando alla porca, chissà cosa starà facendo, e solo questo, mi fa indurire il cazzo, lo sego un po’

Mentre mi appresto a guardar in frigo, cosa ci potrebbe esser per cena, suona il campanello, è lei, che entra con il viso tutto rosso, e i capelli arruffati.

“ Ciao, cosa è successo, come sei conciata, pensavo di trovarti già a casa, e invece …” lei prontamente risponde “ te lo avevo detto che andavo a bere qualcosa …” e dicendo così, si sfila il giaccone, restando in tuta, e non posso far a meno di vedere che all’ altezza del seno, è tutta macchiata

“ E quelle macchie ? ….. non mi sembra caffè…” “ Vero, perché quando ci siamo fermati davanti a bar, mi ha chiesto di salire sul suo fuoristrada, per usare un auto sola, e poi è ripartito, verso un posto isolato, dove poter parlare tranquilli “
“ E quindi niente caffè, ha cominciato a parlarmi di lui, che si è invaghito di mè, dal primo giorno che mi ha visto, e mentre parlava, si vedeva il pacco gonfiarsi, e così io per assecondarlo, gli ho messo sopra una mano.

L’ avessi mai fatto, …. È diventato un altro, ha cominciato a limonarmi, toccandomi le tette, prima da sopra, e poi da sotto la tuta. “
Naturalmente il racconto mi eccitava, pensare il muscoloso, che impazzisce per la mia maiala, che a sua volta si eccita e và matta per i muscoli …

“ Ad un certo punto, mi son trovata con la lingua in bocca, che non mi lasciava respirare, ma soprattutto, con 2 dita che mi frugavano nella fica, già tutta bagnata, che mi facevan tremare tutta.

A stò punto, anch’io ho voluto saggiare la situazione, e non immaginerai mai che cazzone strano mi son trovata in mano. Non tanto lungo, saran stati 15 cm, ma largo come una tazzina da caffè. ”

“ E quindi ti sei seduta sopra “…..” Ma mi hai preso per una troia ? “ …. “ Perché non è così ! “ …. “ No, al limite bongustaia, ahahah, lui voleva che io mi ci sedessi sopra, ma siccome è praticamente la prima volta che ci troviamo faccia a faccia, per non passar per un troione, mi son limitata ad un gran bel pompino.

“ Intanto che vai avanti con il racconto, piglia in mano questo e fai andar su e giù la pelle “

“ All’ inizio, ho avuto dei problemi, ad infilarlo in bocca, mi sentivo tirare gli angoli delle labbra, ed intanto lui mi rovistava le altre labbra. Aveva un profumo ed un sapore dolce, però quando lo spingeva fino in fondo, mi venivano i conati, da quanto era grosso, gli leccavo la cappella, girando tutto in tondo e sentivo che tremava ad ogni colpo di lingua, e nel frattempo, mi titillava i capezzoloni… che brividi, scendevo a succhiargli le palle, gonfie ed implumi, e poi risalivo fin su, alla cappella, e nuovamente tutto in gola.

Siamo andati avanti così per almeno venti minuti, fin quando non è più riuscito a trattenersi, e mi ha riempito la gola e la bocca di un grosso getto caldo di sborra dolce. Mi son sentita soffocare, non so da quanto non sborrava, a meno che sia sempre così abbondante. ”

A sto punto non sono più riuscito a trattenermi, e le ho riempito la mano, e sborrato sulla tuta, e lei portandosi alla bocca la mano appiccicata, la ha leccata, dicendomi che quella di prima, era più dolce.

Che troia, lo dice solo per farmi eccitare ancora.

“ E poi …” finendo di leccarsi la mano …” e poi ho cercato di ingoiare il tutto, ma era troppa, e così mi è colata dalla bocca, formando le macchie che hai notato prima. Lui insisteva per farmi godere con le dita, ri infilandomele nella fica dilatata dalla voglia, ma io ho preferito sfilarmi i fuseau, e farmi dare una bella leccata alla fica fradicia.

Era un piacere, vedere tutti quei muscoli tesi per tenermi con le gambe aperte, e guardare un ragazzone così succube per una fica allagata. Credo di essergli venuta in bocca almeno 2 volte, non tirava mai su la faccia dalla fica larga e fradicia, ed intanto gli stava tornando duro, …. Ci ho pensato un momento sul da farsi, se fare la pudica, e quindi continuare a fargliela leccare ancora un po’, oppure sfondarmi la fica vogliosa, con quel gran bel cazzo corto ma largo.

Poi ho pensato a tè, … e così ho tenuto la fica per il vecchio cazzo di famiglia, anche se un po’ mi è spiaciuto. ”

“ Che brava mogliettina troia, vai a farti una doccia, che puzzi di sudore e sborra, così dopo cena, mi racconti ancora qualche particolare che ti è sicuramente sfuggito, mentre ti darò una bella ripassata “

“ Sei proprio un gran porco, non ne hai mai abbastanza, di quello che ti dico, vuoi sempre tutti i particolari, tipo, ….. che ogni tanto mi leccava il buco dietro, per infilarci un dito, e io tremavo…..ok, ora doccia….

La prossima volta che sarò negli spogliatoi della palestra, assieme al tedesco, lo guarderò sicuramente in modo diverso dal solito, soprattutto il suo cazzo.

A capodanno si è fatta ” il bis “

Per capodanno, come al solito, siamo stati invitati in casa di amici, tutti più attempati di noi, e così, per movimentare la serata, lei ha deciso di stupire tutti, me compreso.
Camicetta scura, ma semitrasparente, dove si poteva benissimo intravedere il reggiseno di pizzo che a fatica contiene la quarta, gonnellina corta nera in similpelle, perizoma bianco, che contrasta, collant velati e le calze di lana che spopolano, le parigine a metà coscia e per finire stivale alto in pelle che da quel tocco fetish.

Siccome Robi ha una decina d’ anni in meno di tutte le altre presenze, chiaramente invidiose, è stata subito presa di mira, in senso bonario, per il suo look “ libertino “ ma largamente apprezzato dai maschi.
La serata è passata via tranquilla senza troppi eccessi, dato che si svolgeva in appartamento condominiale, tra un brindisi, una battutina piccante e un bacio di buon anno fino alle 2. 30, quando i primi han cominciato a salutare.

Qui è shittata la molla alla maiala, “ e se andassimo a cercar una discoteca che ci fa entrare “ sapendo benissimo che non ballo, ma in queste situazioni di vino euforia e arrapamento, può capitar di tutto “ ok, salutiamo

Dopo una mezzoretta di auto siamo arrivati in una discoteca che frequentavamo saltuariamente, tempo addietro, e dopo un po’ di insistenza e moine da parte della maiala, siamo entrati.

Io ho cercato subito un posto a sedere abbastanza defilato e invece Robi si è lanciata in pista sculettando da maiala, con gonnellina che si sollevava inpunemente, e la quarta nel reggiseno che dava il meglio.

Tempo neanche un quarto d’ ora, era attorniata da tre o quattro galletti da pista, che le ronzavano intorno
Lei, nel dimenarsi, ogni tanto si girava verso di me, per veder le mie reazioni, e io con un cenno davo l’ approvazione, e lei continuava ad agitarsi, mentre gli avvoltoi, restati in 2 continuavano il loro corteggiamento, facendosi sempre più pressanti, con paroline all’ orecchio o strusciatine del pacco, mentre ballavano.

Dopo circa un ora di salti strusciamenti e toccatine varie, vedo lei che viene vero di me, e gli altri che vanno al loro divanetto, più defilato del mio

“ Cosa è successo “ e lei, “ Ho sete, e voglio fermarmi un attimo, ma non ordinarmi niente perchè quei due mi aspettano al loro divanetto per bere insieme, tanto gli ho detto che sono divisa e che tu sei un amico, ahah “
Mentre ride, si avvia in bagno, dal quale torna poco dopo, tenendo stretto tra le mani il perizoma che indossava.

Penso, che troia, vorrà far vedere la figona attraverso i collant.

Piano piano, sculettando si infila tra i divanetti, dove oramai e il momento delle slinguate e toccacciamenti, e arrivata a destinazione i due avvoltoi si fiondano per salutarla con un bacio, il primo, il più grosso, cerca di baciarla sulla bocca, ma lei si sposta leggermente, mentre l’ altro di fronte la bacia sulla guancia, ma appoggiandosi con le mani al seno.

shitta una risata a tutti ….. e a me comincia ad intostarsi il cazzo nei pantaloni. Appena seduta, accavalla le gambe e comincia a sorseggiare qualcosa in una coppa, tra una risatina e una toccatina di coscia.

Decido di andar in bagno a sistemare la belva nelle mutande, ma quando torno , la maiala è seduta in grembo al torello, gambe leggermente divaricate, ma senza essere volgare.

Lui ha un bicchiere in mano e l’ altra appoggiata sullo schienale, e vedo lei che muove il bacino avanti e indietro, come a strusciarsi sul pacco che mi sembrava di notevoli proporzioni.

Ogni tanto si ferma, ride e parla con quello difronte, poi ricomincia a dondolarsi sul pacco.
Non capisco, ma mi vien duro, e così credo anche quello difronte a Robi, che vedo sistemarsi il pacco di sovente, la danza và avanti per circa 20 minuti, poi con un balzo la vedo alzarsi e guardarsi intorno. Di shitto anche l’ altro si alza e dicendole qualcosa all’ orecchio le prende una mano e se la infila nei pantaloni.

Vedo cambiar la sua espressione, togliere la mano e nel dire qualcosa all’ orecchio del tipo, far no con la testa.

Poi con una slinguazzata al tipo in piedi , si gira a salutare quello che era seduto sotto di lei, e avvicinarsi con calma verso di me
Arrivata al tavolo mi chiede un fazzoletto, “ cosa è successo, di colpo così, piantati lì…” e intanto le porgo il fazzoletto, pensando fosse per il sudore, ma lei prendendolo, se lo passa sotto la gonnellina, in mezzo alle cosce.

“ Sei sudata anche lì “ …..” quasi …. ” prendendomi la mano se la porta in mezzo alle cosce, e lì …. stupore, sento che il collant è bucato e la fica tutta aperta, stà sgocciolando sborra.
“ ma cosa è successo…” “ In bagno prima ho strappato il collant, …sai , non si sa mai, e difatti mi son cacciata dentro un gran bel cazzo, grosso e nodoso, peccato che sia venuto in fretta, così l’ ho tenuto dentro fin quando non si è ammosciato tutto ed è uscito”
“ E l’ altro cosa voleva, visto che gli hai detto no …” “ L’ altro me lo ha messo in mano, ed era enorme, il problema è che voleva ficcarmelo nel culo, e io ho detto no, primo perché mi avrebbe sfondata, e secondo, perché gli ho detto che il culo è solo per una persona, tu “

Lusingato, arrapato e voglioso, le ho infilato la lingua in bocca, pastrugnandole la fica umida, attraverso i collant, facendola mugolare come una cagna in calore.

Inutile dirvi come sia finita la notte / mattina, con una corsa a casa, con il cazzo in tiro che mi sgocciola nelle mutande, perché dopo la scopata del pomeriggio e la chiavata della notte, l’inculata del primo mattino, può esser solo un ben augurante bis.

Chissà invece come poteva andare a finire, se, invece che un divanetto defilato, avessero avuto un salottino privè, che strafogata di cazzoni si sarebbe fatta la maiala, comunque, se l’ anno comincia così, non oso pensare cosa possa succedere, prima del prossimo capodanno.