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La prima volta ….2 cazzi

Ci risiamo, con i primi caldi, torna la voglia di bagni e tuffi, di fresco, di qualche situazione di refrigerio, visto che il mare è lontano, le alternative sono : la piscina …. ma troppo caos …. Il fiume ….. pericoloso …. o il lago …. decisamente abbordabile.

Armati di telo mare costume e bottiglia di acqua ghiacciata, ci incamminiamo sulla riva del lago che abbiamo scelto. Siccome la voglia è di libertà, cerchiamo un posto poco frequentato, e dopo un quarto d’ora di cammino, arriviamo nel luogo perfetto, una radura con erba bassa e schiacciata, segno che è usata sovente, un ingresso in acqua comodo, e piante tutte in torno.

Ci spogliamo completamente di vestiti ed inibizioni, e in un attimo siamo dentro a sguazzare come i bambini nella piscinetta.

Tempo 10 minuti, dalla vegetazione, sbucano tre ragazzi, dalla presunta eta di 25 / 30 anni. Porca miseria, penso, ci hanno invaso il nostro piccolo paradiso terrestre, menomale che hanno avuto l’ intelligenza di star al limite della radura, ovvero una decina di metri.

I tre, fan finta di niente, ma danno delle belle occhiate alla 4° di seno che sballonzola tra i giochi d’ acqua.

Al momento di uscire, Robi mi guarda preoccupata, per il fatto di esser completamente nuda, io la tranquillizzo, non credo ci sian pericoli.

Mentre ci avviamo agli asciugamani, vedo i ragazzi darsi gomitate, facendo finta di esser indifferenti, e parlottando tra loro. Dopo aver confabulato un po’, capisco questa agitazione, eran indecisi sul togliere i costumi o no, chiaramente da sfacciati, si tolgon tutto.

Vedo subito Robi, inforcare gli occhialoni da sole, e far la finta tonta, guardando di traverso i tre cazzi di giovane età, svettare all’ aria.

Poi decide di mettersi la crema solare, insistendo con estenuante lentezza, sul seno bello turgido, fin dove riesce, e poi chiede il mio aiuto, ma son sicuro che se avesse domandato ai ragazzi …. si sarebbe trovata con sei mani ovunque.

Parto dalla schiena, e comincio a schizzare liquido solare, come se fosse una sborrata gigante, poi con movimenti lenti forse fin che mai esasperanti, la spalmo ovunque, soprattutto sul lato del seno, che solitamente resta bianco.

Robi se ne accorge, di tutto questo esagerare, e mi redarguisce con un “ piantala di far il cretino, non vedi i ragazzi che mi divorano con gli occhi, e son lì col cazzo duro in mano …. ”

In effetti, è vero, i ragazzi … son impegnati a non farsi vedere … tutti rigidi ….

Ricomincio con la crema solare, partendo dalle caviglie, salendo con lunghe spalmate verso il culo, e interno coscia, e qui esce la maiala che è in lei … invece di trovar da ridire … allarga le cosce ogni volta che arriva la mano all’ incrocio ….

Dopo queste spalmate … vedo due dei tre ragazzi, alzarsi con il cazzo completamente in tiro, … buttarsi in acqua, forse per evitare spiacevoli figure, solo uno tiene duro, l’ unico di carnagione scura, tipo marocchino o tunisino, lui resta lì imperterrito col cazzo duro in mano … e proprio a dirla tutta un gran cazzo.

Dopo un attimo, Robi si gira a pancia in su, e vedo che si infila il perizoma, alzandosi in piedi, dicendomi che con il caldo, a furia di bere, deve far la pipi….

Ok rispondo reazione naturale, e la vedo infilarsi nella vegetazione.

Io son coricato, e curo i ragazzi in acqua, che si stanno schizzando tra di loro, poi mi giro a guardare il magrebbino e ….. cazzo è sparito.

Immediatamente mi alzo, e seguo il sentiero che ha preso Robi, facendo attenzione a non essere scoperto. Dopo pochi metri, vedo il ragazzo nascosto dietro una pianta, intento a farsi una sega, guardando la mia piccola, che qualche metro più avanti, è accucciata, con la fica in bella vista, dato il perizoma scostato, che sta facendo pipi, tanta pipi, che non finisce mai ….

Arrivo alle spalle del ragazzo, che non mi ha sentito, e gli sussurro all’ orecchio …. ” Ti piace è …. ” Lui si spaventa, si allontana da me per paura e smette di toccarsi

“ Si, mi piace da morire, non ho mai visto un seno così grosso, restare bello alto, e soprattutto così dal vivo”
Mi shitta la scimmia e dico … “ Ti piacerebbe toccarlo …..” ….. “ Non so cosa pagherei per poterlo fare “ e così dicendo, ricomincia a smanacciare il grosso cazzo scuro.

Nel frattempo, lei ha finalmente finito, e cercando di ricomporsi, ci viene in contro, non capendo la situazione, composta da me, con il cazzo duro, che parlo con un ragazzo nudo, anche lui con il suo affarone tra le mani, intento a menarselo

La fermo e le dico “ Amore, guarda il povero ragazzo, come è conciato per colpa tua, fai qualcosa per farlo rilassare “
Lei mi guarda stranita, poi guarda il cazzone del ragazzo, i suoi occhi, spalancati per poter vedere meglio le tette.

“ E cosa devo fare …. ” Dice lei, sapendo già cosa poteva fare …. ” Più che una sega …..”

A queste parole, il movimento della mano , del ragazzo aumenta di ritmo … e gli occhi brillano

Robi si inginocchia sull’ erba, trovandosi faccia / cazzo con il marocchino, allunga una mano, prende in mano il bastone di carne, e comincia un su e giù da professionista, passando la manina sul glande, per poi scendere al sacchetto dei coglioni, gonfio da esplodere, e risalire alla punta.

Io, per non esser da meno, le metto nell’ altra mano il mio, forse meno grosso del ragazzo, ma con altrettanta voglia di esplodere.
Il suo movimento di mani è perfetto, sale e scende alternatamente sui due cazzi rigidi, pensando che quella era la prima volta con due cazzi a disposizione. Dopo un po’ decide di baciare in punta di labbra, la cappella scura, facendo tremare il ragazzo, per poi spostarsi sul mio … infilandolo in bocca per metà.

La cosa si protrae per circa 5 minuti, quando, il ragazzo si fa intraprendente, e chiede se può toccarle le tette, …. un attimo di silenzio …. E poi lei si spinge in avanti, verso il ragazzo.

Che da ragazzo, si era trasformato in polpo, sembrava che le mani si fossero decuplicate, la maiala si sentiva mani ovunque, le tette non si vedevano più …. Scomparse sotto le manone del giovane, che si agitava sempre più, sudava e ansimava.

In mezzo a tutto questo trambusto, la porca non ha mai mollato le prese ai cazzi, anzi aumentava il ritmo, sperando che tutto finisse prima possibile. Ed infatti, ad un certo momento, percepi il trmare del giovane, e fece giusto in tempo a retrocedere quel tanto che basta, per non farsi sborrare in faccia.

Uno, due, tre schizzi enormi, seguiti da altri meno grossi, ma belli densi, coprirono quasi completamente il seno sinistro di Robi, io eccitato come non mai, prendo in mano il mio cazzo e lo punto diritto sul seno destro, e lo schizzo tutto abbondantemente di sborra più spessa di quella del ragazzo.

Che scena, la mia maiala, con tutte le tette colanti sborra, inginocchiata difronte a due cazzi semirigidi, sgocciolanti ….. mmmm che spettacolo

Siccome siamo tutti e tre nudi, a parte il perizoma di Robi, chiaramente umido all’ altezza della fica, non ci resta che incamminarci verso il lago, per poter calmare i bollenti spiriti, e darci una sciaccuata.

Giunti in spiaggia, troviamo gli altri due, finalmente mosci, che ci guardano stupiti, soprattutto lei … con tutto il davanti appiccicato.

Risata generale e bagno. Mentre ero in acqua, vicino a lei, le chiedo se le è piaciuto maneggiare due cazzi contemporaneamente.
Lei facendo si con la testa, si avvicina all’ orecchio sussurrandomi …. ” A te è piaciuto, vedermi con un altro cazzo in mano , che mi sborrava, ….. pensa se lo avessi infilato dentro, lungo e grosso com’è …. ”

Non so che espressione potessi avere, ma lei guardandomi …” Sei il solito porco …” e io nella mia mente penso ….. senti chi parla.

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UN INVITO A CENA- IL MERCOLEDÌ

Tornato a casa non faccio altro che pensare all umiliazione subita. Eppure non mi sono fermato, ho continuato a succhiare il dildo fino a che non restasse una sola goccia, una minima traccia del suo sperma. Anche quando lui è uscito, non ho smesso, volevo, desideravo tutta la sua sborra. Sono davvero così troia come dice lui?? Eppure nella mia vita ne ho combinate tante, a volte ho fatto di proposito la troia perché mi piaceva.

Ma non me ne sono mai preoccupato. Lui è riuscito a farmi sentire diverso, una sensazione più reale. Possibile che a 44 anni scopro di essere davvero cosi troia? Vado a letto molto confuso. Mi giro, mi rigiro, ma non riesco a dormire. Guardo il telefonino e sono le due. Lo spengo. Prendo mezzo sonnifero e mi addormento. Alle sette la maledetta sveglia suona. Questa volta la lascio suonare più volte. Poi con calma mi metto seduto sul bordo del letto e guardo il cell.

Ho quasi paura ad accenderlo, ma devo farlo. Mi aspetto un suo messaggio, invece niente. Strano, eppure ero sicurissimo. Mah forse si è stancato o ha capito che non deve rompere di notte. Un po’ mi dispiace, ma perché????? Comunque faccio la doccia, mi vesto, e quando sto per uscire vedo una busta ai piedi della porta. Giuro che rabbrividisco!!! Il solo pensiero che sia un suo messaggio mi spaventa a morte. La prendo in mano, la apro e dentro trovo una foto!!! Riconosco il suo cazzo in primo piano.

Giro la foto e c’è un suo mess scritto
” Notte troia, sono le due e mezza. Come vedi dalla foto sono eccitato e la colpa è tua. Più tardi al lavoro, alle 9. 30 esatte , devi andare nella sala ristoro, troverai un cappuccino ancora caldo con una schiuma speciale. Bevilo tutto. Notte troia!!!”
Non so se sono più preoccupato del fatto che sto coglione è venuto alle due e mezza del mattino davanti alla porta di casa mia, o se qualcuno al lavoro potesse accorgersi del gioco perverso che Ioan aveva partorito stamattina!!!
Agitatissimo corro al lavoro.

Per due ore faccio finta di fare qualcosa , ma in realtà continuo a fissare l’ora. Alle nove e 28 minuti mi alzo e dico a mia sorella che vado a prendere un caffè. Corro verso la sala ristoro, non c’era nessuno. Vedo sopra il tavolo un cappuccino ancora fumante. Cazzo l’ho mancato per poco. Mi avvicino e prendo il bicchiere in mano. Lo osservo bene e noto chiaramente che non è schiuma quella che galleggia , ma una calda, bianca, densa, copiosa sborrata.

Non ci potevo credere!!!! Ioan aveva macchiato un caffè con il suo sperma. Non so cosa fare, se bere tutto o gettarlo via. Ed ecco che mentre ho il bicchiere in mano entra mia sorella
” Sei scappato via, non ho fatto in tempo a dirti di portarmi un orzo!!! Tu che hai preso” mi chiede avvicinandosi alla macchina dei caffè
” Un cappuccino, bello schiumoso!!” Rispondo e inizio a berlo, piano piano, finché finisce.

Uno dei migliori cappuccini della mia vita!!!! In qualche modo è riuscito a farmi fare la troia anche stamattina.
Mentre mia sorella ritorna in ufficio, io devo trovare Ioan. Non so bene perché, lo devo vedere. Faccio il giro per dietro e arrivo al magazzino 3, sicuro di trovarlo la. Ma non c’è. Chiedo in giro, nessuno l’ha visto. Ma come? Nessuno lo ha visto oggi?? Eppure ci deve essere, mi ha preparato il cappuccino.

Ritorno in sala ristoro. Trovo dentro mio padre e altri due collaboratori. Li vedo ridere come pazzi. Chiedo a mio padre se avesse visto Ioan. E lui mi risponde che oggi non viene, che ha telefonato che sta male. E continua a ridere insieme agli altri. A quel punto completamente confuso chiedo cosa avessero tanto da ridere.
” È una scommessa che avevamo fatto con Ioan. Lui dice che tra le donne che lavorano qua ce n’è una in particolare più troia di tutte.

Ma tanto troia. Così tanto da essere sicuro al cento per cento che se avessimo lasciato sul tavolo un caffè pieno di sborra, lei trovandolo se lo sarebbe bevuto!!!!” Mi spiega mio padre
” E allora? Perché ridete? Cosa è successo? Che avete fatto???” Chiedo io con un groppo allo stomaco che quasi mi sento svenire.
” Ma niente, siccome per noi Ioan è sempre il solito esagerato, abbiamo voluto fare una prova, ma così per ridere!!” Continua mio padre.

” E quindi??? Dai sono curioso!!! Raccontami. ” gli dico facendo finta di essere allegramente curioso.
” Insomma alle nove abbiamo preso un caffè espresso dalla macchinetta e a turno tutti e tre siamo andati in bagno e…. si hai capito no..e poi lo abbiamo messo sul tavolo e siamo usciti. Dopo venti minuti siamo tornati e il caffè era sparito. E il bicchiere vuoto è dentro il cestino. Lo abbiamo segnato con una X.

È proprio quello!!!” E indica il bicchiere sul cestino e solo in quel momento mi accorgo della X scritta a penna!!!
” Quindi qualcuna delle ragazze lo ha bevuto? E avete visto chi?” Chiedo terrorizzato
” Macché Dio bono, è stata talmente veloce che non siamo riusciti a vedere nessuna!!! Ma Ioan aveva ragione, c’è una gran troia , e anche schifosa secondo me, perché solo una porca schifosa può fare una cosa del genere!!!” Sentenzia mio padre ancora ridendo.

” Secondo me ce n’è più di una qua dentro!!” Esclamo io. E poi chiedo a mio padre se posso andare a casa perché è tutta la notte che sto male e lui ovviamente acconsente. Esco dagli uffici e fuori c’è un caldo afoso tremendo. Inizio a sudare, mi sento male!!!! Arrivo alla macchina appena in tempo, accendo l’aria condizionata e mi stendo un po’. Sono sotto shock. Non riesco nemmeno a pensare.

Non voglio pensare!!! Squilla il cell. È lui. Accetto la chiamata ma non riesco a parlare.
” Chi è la mia troia????” La sua voce mi mette i brividi. Chiudo la chiamata senza dire nulla. Dentro la macchina mi gira la testa , e una frase rimbomba ovunque: chi è la mia troia?????? Chi è la mia troia???? CHI È LA MIA TROIA??????????.

Un piccolo aiuto

Non era tutti i giorni vacanza, di tanto in tanto come buoni samaritani aiutavamo i vari parenti.
Uno degli zii ormai pensionato stava per rientrare al paesello natale dalla Svizzera, la sua casa era rimasta inattiva per diversi anni.
In avanscoperta erano arrivati i figli due gemelli più o meno della nostra età, il loro compito era
di iniziare i lavori di ripulitura con eliminazione del vecchio e ormai consunto mobilio.

La squadra lavori era formata da me; Marco; e i due Gemelli per il trasporto c’era un carretto trainato da un vecchio trattore.
Un viaggio dopo l’altro arrivò mezzogiorno e finalmente il pranzo, chiaro che durante le ore di lavoro ci eravamo scambiati varie opinioni, commenti e scherzi.
Come da copione era una giornata caldissima e prima di pranzo ci stava una bella doccia, da farsi con il tubo dell’acqua del giardino e un pezzo di sapone sole.

Io fui l’ultimo mi asciugai e sorpresa, i miei vestiti e le mie scarpe erano sparite.
Dovevo aspettarmelo sapevo che i lontani cugini svizzeri o Marco mi avrebbero fatto qualche tiro, in fondo io non ero da meno e ragazzi miei in gruppo o ci stai o te ne vai.
dal piano superiore sentii:“Marco ci ha detto che ti piacciono le scarpe, ti abbiamo portato un regalo”
M lanciarono dal alto un paio di sandaletti da donna della mia taglia, rimasi stupito perchè erano nuove e pure carine.

Va bene alla guerra come alla guerra dicono i francesi, volete mettermi alla prova, misi le scarpe sgattaiolai fino alla moto e dai borsoni ritirai gonna e la camicia.
Feci la mia apparizione al piano superiore, i gemelli prima rimasero un po’ basiti poi scoppiarono in prima in una risata e insieme a Marco in un applauso.
Mi restituirono i miei vestiti ma io imperterrito rimasi in abiti femminili essere in quella situazione mi faceva sentire un tremolio eccitante nella pancia.

Pranzato ci sedemmo a riposare su un vecchio materasso buttato a terra, mi posizionai in mezzo ai gemelli per chiacchierare, Marco si era assopito sul vecchio sofà ormai semi distrutto.
Intorno la campagna silente guardai verso i pantaloncini dei gemelli e fissavo i sandaletti che mi avevano regalato, perché non tentare.
Accarezzai sopra i pantaloncini, nessuna reazione negativa anzi una lieve erezione, infilai piano piano le mani nei pantaloncini prima dell’uno poi dell’altro, capii che i gemelli gradivano il massaggio.

Entrambi lentamente abbassarono e poi si tolsero i pantaloncini.
Notai che lo avevano discretamente grosso le palle belle gonfie, insomma non ci volle gran che a convincerli ad accettare le attenzioni.
La sega piaceva a entrambi lo si capiva dai mugolio, quindi perché non andare oltre, dovevo come sempre stupire e colpire nel segno:”Allora vi piacerebbe mettermelo in culo ?”.
Si guardarono serrando le labbra, scambiandosi uno sguardo di furbo consenso e annuendo con la testa, ma non ebbero il coraggio di iniziare, risolsi la situazione a modo mio, misi le labbra sulla cappella di uno gli presi le mani e gli indicai cosa fare, poi sdraiato a pancia in giù allargai le chiappe con le mani.

Finalmente mentre il primo si faceva spompinare conducendo la mia testa il secondo avvistato il bersaglio puntò e pian piano fece entrare la sua grossa cappella fino ad arivare in fondo.
Ritmo regolare e costante niente fretta, da buoni gemelli lavoravano in sincrono, sentivo l’eccitazione aumentare, il piacere di quei cazzi che salivano e scendevano mi portarono al punto che per la prima volta venni senza toccarmi.
Continuammo a gustare i relativi piaceri, finché un colpo di clacson e il rumore di un motore ci distolse.

Marco da buon complice corse dabbasso e caricò alcune masserizie, non voleva perdere tempo o interrompere l’idillio, salutò lo zio con: “Gli altri stanno lavorando nel retro” , già sul mio retro e lo disse sicuramente ridendo tra i baffi.
Pericolo scampato, però quella situazione come nella prima esperienza mi fece contrarre e obbligò il gemello che mi stava inculando a spingermelo dentro fortissimo per non uscire, contemporaneamente preso da un fremito di ulteriore piacere dato dal pericolo aumentai la velocità e la profondità di spompinamento del altro.

Fecero decisamente fatica a non mugolare in quel momento topico, poi ripartito il trattore e con la certezza di essere isolati finalmente chi era dietro accelerò e con un ululato mi riempì di sborra calda.
Passò dietro il secondo e ripartì, nel frattempo era risalito Marco che, naturalmente ci guardava e ci aveva osservati nei minuti precedenti masturbandosi alla grande, me lo cacciò in bocca mentre il suo bacino oscillava fuori controllo, quindi tenendomi ferma la testa per bene fece in modo che la sua cappella non uscisse dalla mia bocca mentre con un grido veniva, a quel segnale anche il secondo gemello eccitatissimo mi martellò con tutta la sua forza e scaricò una discreta quantità di liquido in me.

Eravamo esausti ma data la giovane età il recupero fu rapido.
Pensate sia finita, macché Marco recuperò il pomello di una porta in porcellana con attaccata una catena, prima che potessi alzarmi, me la infilo lasciando penzolante la catena.
Di tanto in tanto mi alzavano la gonna per controllare la catena penzolante.
I controlli li aizzavano passate circa circa due ore uno dei gemelli non resistette mi alzò la gonna e gli venne duro all’istante.

Tolta il pomello mi fece mettere a pecora e con mi inculò con il suo bel cazzone, per togliergli ogni ritegno feci in modo che mi sborrasse in faccia.
Inutile dire che non appena gli altri videro si lanciarono, mi Incularono di nuovo e pure a loro chiesi la classica sborrata in faccia.
Al tramonto mi rivestii e finalmente rincasammo tutti soddisfatti.
Per i tre giorni successivi, ormai fatta quella approfondita conoscenza, fecero quello che a me piaceva, senza remore o inutili inibizioni.

Appena erano belli carichi, i gemelli senza preavviso mi prendevano, mi abbassavano i pantaloncini e mi inculavano; erano talmente bravi a farlo che non ne avevo mai abbastanza, come non potevo fare a meno die Marco che riusciva a farmi fare quei meravigliosi pompini e a venirmi in bocca, muovendo meravigliosamente il bacino, bloccandomi la testa senza darmi la possibilità di spostarmi.
Lo zio che coordinava il lavoro ci ringraziò con una bella mancia e dichiarando che non aveva mai visto dei lavoratori tanto volenterosi.

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Voglia di cose porche. parte 2

Quella settimana avevamo entrambi lavorato tanto, eravamo stanchi, ma più si avvicinava il week end più aumentavano i miei pruriti. Era arrivato il momento di realizzare almeno una delle nostre fantasie, e solo a pensare alla carica erotica che sentivo dentro, mi viene duro ancora adesso mentre scrivo.

Sapevo cosa volessi ma non sapevo dove potessi trovarlo. Per alcuni giorni mi piazzo al pc e cerco: “DISCOTECA TRASGRESSIVA”, “SERATA EROTICA”, “EVENTI HOT”, e tutto ciò che la mia mente riusciva a partorire pur di raggiungere il mio obiettivo.

Nulla, non trovai un bel niente nei paraggi ed avevo cominciato a rassegnarmi di dovermi affidare al fato; prima o poi sarebbe capitato e basta se proprio lo volevamo.

Proprio in quel momento però mi venne in mente che a poco più di un’ora da noi c’erano alcuni locali per scambisti. Un genere di locali di cui mi avevano parlato degli amici in passato, poiché ci avevano trascorso delle serate e si erano anche divertiti molto, mi ricordai della zona che mi avevano indicato in quanto da quelle parti se ne potevano trovare più di uno.

Premetto che nonostante gli inviti ricevuti, non ci ero mai voluto andare. Un po’ per pudore, un po’ per paura di trovare ambienti troppo squallidi, mi ero sempre rifiutato, e mai avrei immaginato di avere invece una smisurata voglia di andarci con la mia compagna. Già. Mi stavo scoprendo sempre più eccitato all’idea di partecipare con lei a quel genere di situazioni che mi avevano descritto con dovizia di dettagli.

Appena entrati, avevano pagato l’iscrizione (esosa per i single ma free per le coppie) ed erano stati accolti con garbo dal proprietario, un tipo sui 50, distinto, piacente, che li aveva subito condotti all’angolo bar al piano terra dove aveva offerto loro da bere.

Gli aveva poi spiegato il regolamento della sua associazione, e raccomandato il massimo rispetto per tutti e per la privacy di tutti, e man mano gli aveva fatto fare un giro della struttura. Finiti i convenevoli, qualcuno di loro aveva iniziato a ballare avvinghiato con le signore già in pista, ed aveva ben presto scoperto che erano tutt’altro che sole, i mariti infatti erano seduti ai divanetti per godersi le mogli fare le porche con degli sconosciuti; qualcun altro si era diretto al piano superiore ed aveva subito infilato il cazzo in un glory hole.

Pochi attimi e qualcuno dall’altro lato aveva preso a succhiarglielo con maestria, qualcun altro ancora si era ritrovato in una gang bang nel privé a scopare una perfetta sconosciuta desiderosa di farsi penetrare ovunque.

Nel locale c’era chi voleva avere un ruolo attivo ma anche chi era lì solo per masturbarsi guardando gli altri godere.
Insomma il paradiso delle cose porche.

Ricominciai a cercare e ben presto li trovai tutti.

Visitai i loro siti internet con l’impazienza e l’eccitazione di un bambino che sceglie i suoi regali di Natale. Immaginavo di trovare delle immagini delle serate ed invece, giustamente a tutela della privacy, c’erano solo le foto degli ambienti e l’elenco degli eventi in programma.

Clicco, sfoglio, scorro, analizzo, valuto, leggo recensioni.. mi sento quasi in ansia.. è una decisione importante, non vorrei rovinare la nostra prima volta con la scelta sbagliata.

Alla fine mi decido ed il venerdì sera chiamo per avere informazioni. Mi risponde un uomo dalla voce garbata, mi chiede se sappiamo come funziona, se sono un single o in coppia, se fosse la nostra prima volta, “Sa glielo chiedo per evitare di accettare prenotazioni da più persone provenienti dalla stessa zona”. Mi sentii rassicurato dalle sue precauzioni, perciò confermai la prenotazione di un tavolo per una coppia al sabato sera.

Ero eccitatissimo.

Non vedevo l’ora. Finalmente stavamo per realizzare il nostro sogno erotico.
Decisi di non dire nulla a Sveva fino al giorno successivo. Aspettai impaziente l’arrivo del pomeriggio di sabato per inviarle un messaggio.
“Stasera ti voglio sexy, fammi vedere tutto ciò di cui sei capace!”
“Che intenzioni hai?”
“Divertirmi e vedere fin dove siamo capaci di arrivare”
“Ok”

La sfida era iniziata. Sentivo già la pressione aumentare nel mio pantalone.
Arrivò la sera e passai a prenderla.

Uno squillo e lei uscì.
“Cazzo quanto è bella!” pensai, aveva addosso un vestitino di pelle nera, aderentissimo e scollato da farla sembrare nuda. I capelli ricci biondi selvaggi, le sue bellissime gambe lunghe erano senza calze ma lucide d’olio idratante, mentre ai piedi aveva dei sandali aperti senza tacco intrecciati sopra a mo’ di schiava. Solo a guardarla avevo il cazzo talmente duro che mi faceva male!!

Aveva il passo leggero e fiero mentre si avvicinava alla macchina, era elegante e graffiante come una leonessa; mi fissava per eccitarmi e sentiva che ci stava riuscendo alla grande.

Quando entrò non potetti resistere, la baciai con foga e le misi immediatamente la mano sulla coscia.. era liscia e unta, se non ci avesse aspettato di meglio, l’avrei presa lì dov’eravamo!
“Sei uno schianto” dissi.
“Grazie”
E partimmo.

Mi raccontò di quanta fatica avesse fatto a trovare qualcosa di adatto, che si era dovuta arrangiare (“E menomale!” Pensai) poiché non aveva trovato ciò che avrebbe voluto indossare, e che aveva anche chiamato un’amica (Una gran golosona!) per farsi consigliare su cosa indossare, e che persino quest’ultima, che di remore di solito non ne ha, le avesse chiesto se fosse sicura di mettersi così in mostra.

Intanto avevo imboccato l’autostrada, e la mia mano non si era più scollata dalla sua coscia; continuavo ad accarezzarla e stuzzicarle il clitoride col mignolo, affondando colpi delicati ma decisi. Si parlava di questo e di molto altro quando le chiesi: “Me lo cominceresti a fare un pompino? Sono eccitatissimo!”. Mi sorrise col suo magnifico sorriso quando è imbarazzata ed eccitata. Mi sbottonò il pantalone, mi tirò fuori l’uccello non senza difficoltà visto che era in erezione già da un po’, e mentre si stava piegando ed avvicinando con la bocca al mio cazzo mi chiese: “Dove mi porti?”
“A scopare!” risposi.

Socchiuse gli occhi, si lasciò andare in un gemito voluttuoso di piacere, e cominciò a succhiarmelo come se non ci fosse un domani. Su e giù, su e giù a bocca spalancata, tanto che sentivo il glande penetrarle la gola. Avevo l’uccello completamente zuppo della sua saliva e lei che non smetteva di succhiarlo e leccarlo vorticosamente, ma dovevo anche stare attento alla strada e non fu affatto facile, anche perché poi prese a giocare con le palle e solo lei sa quanto il suo modo di massaggiarmele con la lingua e con le mani mi faccia godere.

Cominciai a sentire le tipiche contrazioni allo scroto che precedono una copiosa sborrata ed in pochi istanti le inondai la faccia e la bocca. Fu particolarmente brava perché per non sporcarmi i pantaloni cominciò a leccarmi ovunque per ripulire tutto.
“Brava amore mio, puliscimi bene che voglio essere impeccabile adesso che arriviamo!”.

Daniela…la mia amica su internet 2

Ero ancora incredulo, ma dopo averla vista su quel sito porno ero riuscito a scoprire la vita segreta della mia amica Daniela e finalmente stavo per incontrarla. Vado nel punto che ci siamo dati l’appuntamento circa con un’ora di anticipo, ansioso del suo arrivo nel frattempo ci messaggio un po’ scrivendogli come mi piacerebbe che si vestisse, ma lei mi rassicura dicendomi che avrebbe indossato degli abiti eccitanti comprati apposta per l’occasione. Nell’attesa guardavo le sue foto finché non arriva e si parcheggia vicino alla mia auto, abbassiamo entrambi i finestrini ma quando si gira e trova me nella macchina resta sorpresa e subito mi chiede cosa ci faccio li.

Senza rispondere scendo e avvicinandomi al suo sportello entro in auto e le dico che le devo parlare di una cosa. Daniela è scioccata dalla situazione e si sente a disagio nel farsi vedere da me vestita in quella maniera, non poteva essere più porca di così. Indossava delle calze coprenti nere con una minigonna di jeans stretta quasi inesistente e sopra un corpetto di raso nero lucido, anche quello molto aderente, che lasciava intravedere il reggiseno rosso mente gli comprimeva il seno rendendolo bello sodo.

Con gli occhi fissi ad ammirare tale bellezza le passo la bustina dove avevo le sue foto e le dico di aprirla. Tirate fuori immediatamente si riconosce in quelle immagini, resta senza parole e capisce allora che sono io la persona della chat con cui si doveva incontrare. Riprendo le foto e tolte di mezzo Daniela è ancora in silenzio e non sa cosa dirmi così mentre mi avvicino a lei gli chiedo se quello che mi ha raccontato era vero oppure no.

Senza guardarmi e con un filo di voce sussurra un si, intanto inizio a accarezzargli la coscia e salendo arrivo a toccarla vicino all’inguine sfiorando di poco la figa. La bacio sul collo e la palpeggio per tutto il corpo, poi infilo una mano nel seno e massaggiandolo la incito a mostrarmi le sue famose doti da troia. Daniela lentamente si lascia andare e comincia a tastarmi il cazzo da sopra i pantaloni cercando di tirarmelo fuori mentre allargando le gambe fa salire su la minigonna mettendo in bella vista il minuscolo perizoma che a fatica copriva le grosse labbra della sua fichetta.

La guardavo ed era bellissima, la lingerie che indossava la rendevano ancora più sexy e attraente aumentando l’eccitazione che stavo provando verso di lei. Completamente innamorato la continuo a guardare mentre afferra con decisione il mio cazzo già durissimo iniziando a masturbarmi. È una vera porca, in un attimo la spoglio lasciandola solo con le calze, perizoma e reggiseno, poi le monto sopra e posizionato il cazzo tra le sue cosce mi preparo a penetrala.

La puttanella della mia amica si era già totalmente bagnata e senza problemi l’enorme pisello gli entra dentro, emette dei piccoli gemiti di piacere così inizio a spingere in profondità. Daniela ansimava sempre più forte e stringendola a me la baciavo con passione. Ora stava partecipando in pieno al rapporto è mentre la scopavo come una grande vacca la sentivo che mi incitava a non smettere. Girata la penetro a pecorina e le metto anche alcune dita nel culo fino a quando arrivato mi prega di volerlo ingoiare tutto, io sfilandolo lo avvicino al suo viso e Daniela masturbandomi si lascia schizzare e si fa riempire la bocca dal mio caldo sperma.

Finito di gustarsi la sborrata ci rivestiamo entrambi e mi promette che in cambio del mio silenzio lei sarebbe stata disponibile ogni volta che volevo bastava chiamarla e si prestava a me. Con un caloroso bacio la saluto dicendole che ci saremmo sentiti presto e salendo nella mia auto vado via lasciandola sola.

Sensazioni di un giovane depravato(3)

I miei erano al lavoro. Io ero sveglio da un pò ma restavo a letto ad accarezzarmi il cazzo. I passi di Lisa erano sempre più vicini. Aprì la mia porta e disse << Su, su fratellino svegliati che è già tardi. Io devo andare all’università>> poi si spostò verso la finestra e l’aprì. << Apro la finestra perché c’è puzza>>. Io risposi << Si Lisa mi alzo, in bocca al lupo per l’esame>>.

Le uscendo con un sorrisino sul viso mi rispose <<Crepi. Guarda che ho lasciato il libro di Fede in camera. Glielo riporti sono in ritardo. >>
Mi invitava ad entrare nella sua stanza?. Lisa uscì e io velocemente mi alzai dal letto e in pochissimo tempo ero già in camera sua. Il letto era disfatto. Mi chinai e iniziai ad annusare le lenzuola. L’odore di Lisa mi faceva arrittare il cazzo. Tolsi il pantaloncino e le mutande e mi infilai nudo nel suo letto.

Annusavo il suo cuscino e strofinavo il cazzo duro sulle lenzuola che avevano avvolto il suo corpo caldo e assonnato. Mentre ero in estasi nel suo letto mi venne voglia di sentire l’odore della sua figa. Mi alzai dal letto tutto nudo e con il cazzo in tiro. Mi misi alla ricerca dei suoi indumenti. Trovai una maglietta che aveva usato mentre si preparava all’esame. Iniziai ad annusarla. L’odore di Lisa era percepibile, ma sotto le ascelle sentì l’odore del suo sudore e il mio cazzo stava quasi per sputare un bel pò di seme.

Mi trattenni. Volevo annusare e godere ancora. Mi guardai attorno e scovai i suoi short. Mi avvicinai e li annusai. Erano poco odorosi, ma i miei occhi scrutando tra le pieghe dei pantaloncini individuarono due peletti della sua figa. Non resistetti. Li presi, li annusai e li leccai. Il mio cazzo era marmoreo e duro. Chissà se Lisa ha lasciato qualche mutandina. Apro il cesto. Eureka. I suoi slip odorosi. Ne prendo uno nero di pizzo.

No cazzo non sa quasi di nulla era quasi pulito. Ma sotto c’era un altro slip. Lo prendo mmmmm siiiiiiii. Una lunga sgommata gialla e bianca. La portai alle narici e sentì l’odore della sua fregna. Un odore forte di fica e di piscio che mi fecero oscillare il cazzo. Li annusai e baciai la sgommata della sua fica. Sentire il cotone pregno del suo sapore di sorca sulle mie labbra mi faceva contrarre indurire il mio cazzo all’inverosimile.

Sniffai per bene quelle mutandine e l’intenso profumo mi entrò nelle narici e nel cervello. I miei occhi andarono sullo specchio in cui si rifletteva il mio corpo nudo con il cazzo mostruosamente eretto, le mutandine di mia sorella Lisa tra le mani e il mio naso affondato tra quelle odorose fibre. La visione mi fece un pò vergognare ma d’altra parte mi eccitò ancora di più. Mi sentivo un porco, un depravato, un pervertito.

Ma questi pensieri mi eccitavano e mi spinsero ad essere più porco. Aprì il cassetto di mia sorella e presi dei collant. Li indossai. Mi piacque moltissimo la sensazione del collant sulla pelle. Li indossai. Il mio cazzo era coperto dal nylon. Lo scappellai stando attento a non sborrare. Adoravo sentire la cappella mentre si strofinava sui collant. Mi stesi sul letto di Lisa e , mentre sniffavo i suoi slip dall’odore pungente, muovevo lentamente il bacino.

La cappella tesa del mio cazzo strofinava sui collant di mia sorella.
Gli odori e le carezze del nylon mi fecero perdere la testa. Leccai i suoi slip, tutti in bocca. Volevo il suo sapore nella mia bocca. Lo ammorbidisco con la saliva e sento i suoi sapori invadere la mia bocca. Ricordo il sapore della sua piscia, ricordo, il suo pelo, ricordo la sua pelle, ricordo i suoi capezzoli. Stringo le gambe e muovo il bacino sempre più velocemente.

Lo strofinio dei collant sul frenulo e sulla cappella mi fanno schizzare nei collant di Lisa. Che schizzata. Che sborrata. Sono un porco depravato. Grazie Lisa.
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Sabato pomeriggio. I miei erano andati al supermercato a fare la spesa e Lisa era uscita insieme alla sua amica Gianna. Lisa era tornata tardissimo. Aveva passato la serata in una discoteca con gli amici. Avendo casa libera io ero in camera di Lisa alla ricerca della mia droga preferita: le sue mutandine.

Sulla sedia trovai la sua camicetta, la minigonna da troietta. Sullo schienale le sue calze velate e nere. Tuffai il mio naso sulle sue calze da puttanella. Odorai quel feticcio e aspirai l’odore dei suoi piedini, poi salendo, lungo le gambe arrivai alla giuntura dei collant. Si ecco il sapore della sua figa. Dai collant si sentiva l’odore della sua fregna e del suo sudore. Il cazzo era già duro come la pietra e premeva contro i miei pantaloncini.

I suoi collant li sentivo un po umidi e dall’odore pungente. Sudore di figa pensai. Annusai la sua camicetta all’altezza delle ascelle e il mio naso percepì l’odore eccitante del suo sudore. Lisa mi faceva arrapare come un cavallo. Subito mi tolsi i pantaloncini e mi infilai i suoi collant. Scappellai il mio cazzo duro e lo strofinai sulla sua camicetta. Misi il cazzo scalpellato nei suoi collant. Mi guardai allo specchio mentre mi accarezzavo il cazzo attraverso il nylon che aveva coperto la sorca di Lisa la sera prima.

Mi eccitava tanto guardarmi allo specchio in quella situazione. Guardai meglio alla ricerca dei suoi slip. Non c’erano vicino ai vestiti. Guardai nella cesta ma era vuota. Cazzo la lavatrice…..pensai. Andai in bagno. La lavatrice era piena di panni zozzi. Cercai e trovai subito ciò che cercavo. …. Le mutandine di Lisa. La troietta si era messa degli slip neri di pizzo. Erano umidissimi. La troia aveva sgocciolato parecchio in disco. Andai in cameretta mia.

Con il trofeo in mano e il cazzo mostruosamente eretto nei collant di Lisa. Affondai il mio naso in quel feticcio e ne assaggiai con la bocca l’umore. Un sapore mai assaporato: sentore di figa e di uovo. Lo stesso sapore che sentivo quando sborravo. La troia si era fatto sborrare negli slip. Che troia. La mia immaginazione la vedeva stesa sul cofano mentre Sandro, il suo ragazzo, la stantuffava come una vacca. O si era fatta scopare da Sergio l’amico di Sandro che a Lisa piaceva tanto? Nella mia mente vedevo Sergio che gli infilava il cazzo in bocca mentre Sandro la scopava a pecorina.

Che puttanella. L’eccitazione era a mille tirai fuori la lingua e leccai gli slip della troia di Lisa. Il mio cazzo si ergeva come quello di un cavallo. Li leccai leccai leccai. Li avevo completamente ripuliti e lavati con la mia bocca. Presi il mio cazzo e lo poggiai sui suoi slip e iniziai a segarmi. Nella mia mente mi dicevo <<sei un porco, sei un depravato. Farti le seghe sulle mutandine di quella troietta di tua sorella.

>>. Mentre mi menavo il cazzo immaginavo la sua figa pelosa colma di sborra che gocciolava. In quello stato di eccitazione l’avrei leccata tutta. Avrei infilato la mia lingua nella sua figa strapiena. Il mio cazzo inizio ad eruttare sborra sulle mutandine di pizzo. Ha schizzato per un po una bella quantità di broda.

Cristina, la sexy estetista

Qualche anno fa un caro amico decise di aprire un centro estetico e di li a poco, non essendo lui abilitato ad operare sui clienti, assunse una responsabile tecnica con diploma da estetista.
Un giorno andai a trovarlo e vidi questa ragazza intenta a lavorare sulle unghie di una cliente.
Me la presentò, disse di chiamarsi Cristina e colsi l’occasione per farle qualche battuta approfittandone per guardarla meglio.

Era una bellissima ragazza, non molto alta, fisico snello, seno proporzionato, culetto sodo, capelli castani, occhi verdi molto maliziosi e splendide labbra carnose.

Essendo esperta del settore poi riusciva ad enfatizzare al meglio la bellezza del suo viso con abile uso di makeup, cosa che non faceva che renderla ulteriormente sexy e attraente.

Subito la mia fantasia iniziò a galoppare immaginando le mani fatate di questa splendida fanciulla prendersi cura di me con delicati e sensuali massaggi…
Appena a casa la cercai su Facebook per poterla osservare con attenzione, primo perché mi eccitano i dettagli di una donna, poi ero curioso di sapere un po’ come fosse la sua vita, le sue abitudini e se magari aveva un fidanzato.

Più la guardavo nelle foto e più mi arrapava, era sensualità allo stato puro, i suoi occhi grandi e verdi, molto espressivi, li immaginavo mentre mi fissavano inginocchiata durante un pompino…creai pure una cartella nel pc contenente le sue foto per masturbarmi.

Dopo un po’ di tempo a meditare la cosa e parecchie seghe, mi feci coraggio e decisi di prendere un appuntamento presso il centro estetico per un trattamento di pulizia viso, una cosa banale purché fosse stata lei a mettermi le mani addosso, era la sola cosa che desideravo!
Mi preparai per bene, lavandomi e profumandomi e mi presentai all’appuntamento parecchio nervoso, ma eccitato al tempo stesso.

Lei era li che mi aspettava, coi capelli che le scendevano sul camice bianco, perfettamente truccata coi suoi bellissimi occhi verdi da gattona ben marcati.
Mi fece accomodare sul lettino e iniziò i lavori.
Il suo profumo mi inebriava e appena sentii le sue mani su di me iniziò e venirmi duro.
Mi premeva contro i pantaloni e approfittando di un momento in cui era voltata me li slacciai e lo tirai fuori.

Mi sentivo svenire, avevo brividi, poi caldo, non avevo idea di quale sarebbe stata la sua reazione, ormai mi ero lanciato nel vuoto…
si voltò, la sentii sussultare e disse:
“beh? Quello? Che è???”
il tono era alterato come ovvio, anche se avevo come l’impressione che sotto sotto un po’ se lo aspettasse, allora cercai di stemperare dicendole:
“visto che effetto mi fai? Ogni volta che ti vedo mi succede questo!”
“Ah sì?” disse lei
“E quindi? Che colpa ne ho io?”
“Hai solo la colpa di riuscire a farmi arrapare come poche” risposi io continuando a massaggiarmi il cazzo.

Lei rimase ferma per un attimo senza dire nè fare nulla mentre io mi scappellavo il cazzo, cercando di farle vedere al meglio la mia asta dura, con tutte le sue nodosità e venosità, i movimenti della mia mano, il prepuzio che scendeva e risaliva scoprendo e ricoprendo il glande nella sua interezza, la vedevo che era come ipnotizzata da questo movimento così maschile e virile, ormai inebriata dall’odore acre e maschio del mio cazzo voglioso di lei.

Di colpo si alzò in piedi e andò verso la porta, temevo se ne andasse, ma inaspettatamente una volta vicina all’uscita chiuse la porta a chiave e tornò da me.

Una volta risedutasi mi guardò e mi disse:
“Senti, se parli a bassa voce e non racconti nulla adesso possiamo starcene un attimo tranquilli, ma mi devi promettere che ciò che succederà qui dentro non esce da qui, non voglio che si spargano strane voci perché ci tengo al mio lavoro e alla mia reputazione ok?”

Io ovviamente la tranquillizzai, dicendole che non volevo assolutamente procurarle casini e che ci tenevo alla sua realizzazione professionale.

A quel punto, una volta tranquillizzata vidi la sua bellissima mano viaggiare sul mio basso ventre e fermarsi contro la mia che in quel momento teneva ancora il cazzo tra le mani.
Me la spostò e iniziò a fare lei gli stessi movimenti che facevo io prima scappellando il cazzo delicatamente col suo tocco delicato e femminile. La sua mano era curatissima con unghie lunghe laccate e french bianche.

“Che bel cazzo hai” mi disse sorridendomi

La vedevo concentrata mentre si prendeva cura amorevolmente della mia asta e per agevolare il massaggio si avvicinò e sputò sopra la cappella.

Diede ancora qualche colpo di mano, poi si avvicinò con la bocca e iniziò a darmi qualche leccatina tenendo il glande completamente scoperto.

Dopo poco mi disse “dai alzati in piedi, voglio succhiartelo bene”

Ero in estasi, mi alzai e lei si mise in ginocchio, se lo prese tutto in bocca come fosse un Calippo e cominciò a spompinarmi come una forsennata.

Io le tenevo la testa tra le mani seguendo i movimenti, le accarezzavo i capelli morbidi e setosi, si sentiva il rumore di saliva e le succhiate mentre lei mi guardava; i suoi occhi sensualissimi esaltati dalle lunghe ciglia piene di mascara ora li potevo osservare dalla prospettiva migliore…

Ci fissavamo, i nostri sguardi erano come fusi insieme, ogni cellula del mio corpo chiedeva di sborrare, di svuotarmi le palle nella morsa delle sue labbra carnose truccate di rossetto, le cui tracce rimanevano sul mio cazzo sbavato…sentivo che mi fissava per cercare di capire quando stavo per venire, voleva guardarmi negli occhi per godersi lo spettacolo della mia cavalcata verso l’estasi da sborrata, e così fu…mi diede delle succhiate rapide, tenendomi solo la cappella in bocca, sentivo la sua lingua stimolarmi il frenulo, la parte più sensibile, iniziai a non capire più nulla, mi massaggiava le palle con l’altra mano, sentii un fremito ed infine venni in un orgasmo violentissimo.

La guardavo negli occhi e vedevo che ingoiava ogni singolo fiotto, uno dopo l’altro, mentre la mia asta pulsava nervosamente nella sua bocca, finché le contrazioni si calmarono, lo tenne ancora qualche secondo in bocca, me lo ripulì bene con la lingua e si rialzò in piedi, pulitissima, come se nulla fosse accaduto, aveva ingoiato tutto la bella Cristina…

Mi rivestii, la salutai e la ringraziai della bellissima esperienza. Lei mi disse di ricordarmi di mantenere il segreto, andò alla porta, la aprì assicurandosi che non ci fosse nessuno e mi disse di andarmene, prima che qualcuno si accorgesse che c’era qualcosa di strano.

Le diedi un ultimo bacio, godendomi più che potevo le sue labbra carnose e sensuali che mi hanno regalato momenti di estasi pura e la salutai, portando per sempre nei pensieri quell’esperienza favolosa.

Una donna si racconta

Mi farò sborrare dentro da tre ragazzi contemporaneamente questa notte. E quando avranno finito si sentiranno più leggeri e io più pesante. Sarò carica delle loro sborrate. Mi farò sborrare nella passerina perché sono porca; mi farò sborrare in bocca perché sono una golosona maliziosa; mi farò sborrare nel culo perché sono troia. E mi farò sborrare da tutti e tre contemporaneamente perché stanotte voglio essere piena di sborra.
Mi vestirò come una puttana.

Metterò le calze a rete e la mini nera. Sopra indosserò una camicetta trasparente e un super push up. Trucco appena appena, da ragazzina monella-innocente, con il solito lucidalabbra rosa pronto a stamparsi sui loro cazzi. E per finire un bel tacco 12. Ecco, così vestita potranno fare di me ciò che vogliono. Sarò alla mercé della loro porcaggine.
Mi divertirò a mettere un preservativo a ognuno di loro usando solo la bocca, così da fargli capire quanto sono troia.

È da ragazzina che mi esercito a metterli sui falli di gomma; non è difficile, ci vuole solo pratica: basta appoggiarlo sulla punta della cappella dal lato giusto e spingere con la bocca facendo attenzione che i denti che non lo rompano fino a quando non si arriva fino in fondo. Non giungo mai a srotolarlo tutto fino alla base ma l’importante è metterne una buona parte, poi mi aiuto con la mano. Infilerò i preservativi a ognuno e succhierò assaporando il lattice, proprio come fanno le puttane.

Poi lo toglierò in tempo e li farò schizzare nella mia bocca, che si riempirà come un preservativo. La mia bocca sarà il vuotatoio delle loro palle. Dopo potranno farsi un altro giro su di me e scoparmi come vogliono.
Farò tutto questo perché me l’hai ordinato, perché mi hai ordinato di farmi sbattere come una troia, di vestirmi come una puttana e di comportarmi come una sgualdrinella. Il mio culo è di tua proprietà, così come la bocca e la fica.

Se hai deciso di fittarli a degli sconosciuti obbedirò come una cagnetta in calore.
Dal tizio numero 1 mi farò prendere da dietro e impalare il culo, mentre sarò appoggiata sopra al tizio numero 2 che, sdraiato sul letto con il cazzo in tiro dentro la mia fica bollente, mi scoperà senza pietà. Sentirò il cazzo numero 1 aprirmi il culo e dovrò cercare di essere alla sua altezza, muovendo i fianchi per il cazzo numero 2 senza che nessuno di questi abbandoni il mio corpo.

Il cazzo numero tre sarà in piedi ai bordi del letto scopando la mia bocca e cercando così di attutire i forti gemiti da essa shituriti. Il mio corpo si annullerà completamente in favore delle loro voglie più perverse. Riceverò più di un orgasmo, e questo farà capire a tutti quanto sono troia.
Quando avranno finito si rivestiranno e se ne andranno, mentre io rimarrò qualche minuto sul letto con la loro sborra che inizierà a colarmi dappertutto, tranne che dalla bocca.

A quel punto la loro lunga astinenza –mantenuta appositamente per l’occasione – si sarà già fatta sentire e il tutto inizierà a colare sporcandomi l’interno coscia e macchiando le lenzuola. Rimarrò lì ancora qualche minuto, con ancora indosso le calze e i tacchi. Rimarrò lì, con indosso le loro calde sborrate e con la mia vergogna da troia. Incomincerò a sentire più forte il dolore battermi sul culo arrossato, scopato con forza e schiaffeggiato con veemenza.

Avrò ancora in bocca il sapore dell’ultima ricca sborrata, mandata giù senza troppi indugi. Poi mi toglierò il foulard nero che ha fatto da benda ai miei occhi per tutto il tempo e mi rivestirò con calma.
Tornerò a casa e non appena arrivata scriverò questa esperienza come una scrittrice troia, che annota le sue porcate con frenetica lussuria e che mentre sta scrivendo è completamente bagnata là sotto. Scriverò in questo modo perché tu mi hai detto di farlo in questo modo.

Le scriverò come se non fossero ancora accadute, come se stessero per accadere tra poco. Scriverò così in modo tale da potermi bagnare ogni volta che rileggerò quanto scritto, con l’eccitazione che cavalcherà i ricordi di una serata indimenticabile e con la vivida sensazione di stare per riviverli.

Mi hai domata e ora faccio parte della tua collezione. Sei la mia Dea e io la tua schiava. Ordina e obbedirò.

LA PRIMA VOLTA AL CINEMA PORNO. by Ilary Pozzi

Il primo rapporto omosessuale non si scorda mai, si può addattare il detto, in effetti ancora oggi mi capita di pensare alla prima volta che ho toccato intimamente un uomo.
E successo quando ho compiuto i diciotto anni, il giorno del mio compleanno, devo premettere che le mie fantasie erano già tutte rivolte al cazzo, fu’ dalla prima volta che vidi un giornale pornografico che iniziai a desiderare di essere io la troia che soddisfava uomini nudi con il cazzo duro.

Quel giorno di tanti anni fa’ entrai provando vergogna dentro al cinema dove si proiettavano i film pornografici, mi sentivo tutto eccitato al solo pensiero di poter vedere delle scene pornografiche in pubblico, così tutto rosso dalla vergogna finalmente mi presentai davanti al bigliettaio e pagato il biglietto finalmente entrai nella sala buia.
Ricordo con eccitazione che ero pervaso da mille brividi di godimento, un ragazzino sporcaccione ! Andai a sedermi al centro della sala con gli occhi fissi su una scena di sesso anale, un cazzo enorme sullo schermo che sfondava il buco del culo di una ragazza.

Dentro di me sentivo un fuoco e dopo pochi minuti il desiderio di masturbarmi, e cosi senza nessuno intorno pian piano mi abbassai la cerniera dei pantaloni e poco dopo il mio cazzo era fuori dai pantaloni con la mia mano che timidamente cominciava la masturbazione.
Mi sentivo letteralmente per aria, tutto il. mio corpo era pervaso da mille brividi, io il bravo ragazzino che si stava masturbando con estranei che potevano vederlo in un cinema pubblico, con il rischio che mi riconoscesse qualcuno magari e si sapesse che facevo queste cose.

Mi sentii per la prima volta nella mia vita in estasi, era come un orgasmo continuo, ma il piu bello doveva ancora arrivare….
Pochi minuti dopo un guardone si sedette davanti a me , che vergogna provai nel vedere un uomo che mi fissava, il primo momento cercai di nascondere il cazzo con le mani, ma quello sguardo fisso nella sala semibuia mi fece comportare con mia sorpresa da troietta , levai la mano e timidamente mi ritrovai li a masturbarmi molto sensualmente con l’indice e il pollice che massaggiavano la cappella davanti al guardone, mi sentivo tanto puttana e desiderato.

Con mia sorpresa il mio spettatore che era un uomo sui quaranta anni di età, si alzo dal suo posto e venne a sedersi in parte a me, il cuore mi scoppiava in gola, seduto in un cinema con cazzi e scene di sesso sullo schermo. Vidi la sua mano avvicinarsi al mio cazzo e scostata la mia comincio lui a farmi una sega, mi ricordo che mi sembro di impazzire dalla goduria e fu cosi che anche la mia mano raggiunse la sua patta…
Si slaccio subito la cerniera e mi ritrovai un cazzo grossissimo e duro in mano, il mio primo cazzo !!! Ero li in mezzo la sala con alri guardoni che si avvicinavano e guardavano noi che ci masturbavamo a vicenda.

Non posso descrivere quello che ho provato, so solo che ad un certo punto non riuscii più a trattenermi e parti una sborrata indimenticabile. … il vecchio porco era riuscito a farsi il ragazzino.
Mi ricordo che subito dopo, con le guance rosse dalla vergogna per quello che avevo fatto scappai subito dal cinema porno, per ritrovarmi nel bagno di casa a masturbarmi ancora pensando di me stesso che ero un frocio adesso..
Da quella volta iniziai quella che amo definire la mia carriera di frocione insaziabile di cazzi, e oggi sono diventata una travestita, la Ilary pozzi, succhia cappelle sfondata che lecca buchi di culo e gira video pornografici.

..
Non male direi……

UN LAVORO PER IL FIGLIO DI LIVIA 1

Avevo conosciuto Livia in chat, 42 anni, infermiera,era divorziata, si era sposata molto giovane ed aveva un figlio ormai grande, di 23 anni con un uomo di 15 anni più vecchio di lei. Ci incontrammo dopo la prima sera di chat, al porto nautico di Pescara, alta 1,70 , magra ma con le rotondità giuste, capelli neri corti, tacco 12 che metteva in risalto le sue gambe affusolate che si intravedevano attraverso lo spacco della gonna nera stretta, una camicetta rossa attillata su un seno terza misura.

Dopo i saluti con tanto di baci sulle guance e le mie mani che l’aveva presa per i fianchi mentre la baciavo e che avevano sentito dei fianchi morbidi che me lo avevano già fatto diventar duro, ci accomodammo in macchina. Era il tramonto, cominciava ad imbrunire. Parlammo dei noi , ci raccontammo rapidamente le nostre storie, con la mia mano sulla spalliera del suo sedile che poco per volta era poi scesa sulle sue spalle, fino a quando , finiti i discorsi di rito la bacia e lei rispose subito, aprendo la bocca , lasciano la mia lingua intrecciarsi con la sua mentre le mie mini aprivano i bottoni della camicetta e alzavano il reggiseno, alla ricerca dei capezzoli….

piccoli, già duri, scuri su una piccola aureola…. rispondeva a tutto il mio palpare e alla mia bocca attaccata alla sua, il respiro che saliva, doveva avere molte voglie in sospeso…. la mano cominciò a correre sotto la gomma, lo spacco si apri, i due lembi sovrapposto della gonna si aprirono, calze nere velate autoreggenti, la mano era già arrivata alle mutandine di seta nera, bagnate all’inverosimile,,, al tocco della figa attraverso la seta lancio un primo mugolio e finì di aprire le gambe che non erano più serrate da appena avevo iniziato a baciarla e stringerle le tette… le nostre bocche si erano staccate , ansimava muovendo la testa mentre le mie dita salivano e scendevano sulle grandi labbra che oramai aveva infradiciato completamente le mutandine con i loro umori….

“Andiamo da me ” le dissi “c’è un bel letto che ci aspetta” ” “No, no..ahh..” rispose lei iniziando a godere intensamente…. pensai di rinviare l’invito a poco dopo, continuando il lavoro di mani sulla sua figa…. iniziai a sfilarle le mutandine, lei sollevo le chiappe sode dal sedile per facilitare l’operazione, le mutandine scivolarono fino alle ginocchia lasciano scoperto il suo pelo nero, curato che le ricopriva la figa….. era irto, fitto… due dita le penetrarono la figa con decisione, tutte , “Ahh, ….

Ahhh… ” godeva muovendo indietro la testa, le cosce ormai ben aperte, belle , ben tornite, una calza che aveva iniziato a scivolare sulle coscia fino a metà lasciando una pelle leggermente abbronzato…. colava di umori in maniera esagerata—- continuando a spingere le dita dentro e fuori dalla sua figa sbottonai la patta e liberai il cazzo oramai duro e diritto , lo guardo mentre si mordeva il labbro e l’afferro con una mano iniziando a segarlo….

via via che aumentavo il ritmo della masturbazione girando e rigirando le dita dentro quella figa pelosa che ormai grondava con una abbondanza sorprendente lei aumentava il ritmo della sega, continuammo cosi per diversi minuti con lei che dimenava la testa e irrigidiva le cosce muovendo sul sedile e lanciando grida sempre più forte…… il cazzo mi scoppiava, non volevo sborrare cosi, volevo scoparla… la fermai e liberai l’arnese dalla sua stretta , cominciò allora a toccarsi il seno a stringendosi i capezzoli mentre con l’altra mano afferrava il sedile stringendolo forte….

la mia mano continuava, adesso le dita dentro erano diventate tre e l’altra mano stringeva una coscia con forza “Andiamo a scopare…. ” “No, no”ripetè tra i tanti gridolini e la testa che andava da tutte le parti….. dopo poco venne potentemente, alzando il culo dal sedile irriggidendo le cosce , urlando un lungo “Ahhhhhh…” ed afferrando con entrambe le mani il braccio della mano che l’aveva ridotta una straccio grondando di liquido….. pochi istanti di tranquillità con lei che ansimava forte e dio che la guardavo e stavo per ripetere il mio invito a raggiungere il mio letto che lei tuffò la bocca sul cazzo che stava diritto e con una cappella rossa che pulsava dalla voglia di scoppiarle dentro inziando un fantastico pompino accompagnato da una sega delicata di mano….. le labbra circondavano il mio cazzo con una fantastica pressione, ritmo che cresceva , esplosi in una sborrata esagerata nella sua bocca che continuò il saliscendi rallentando gradualmente il ritmo fino a trasformarsi un una superba succhiata e leccata di pluzia dopo aver ingoiato tutto quanto le avevo sparato in bocca….

“Fantastico ma avrei voluto volentieri riempirti la figa…. ” le dissi guardando la negli occhi “Forse una delle prossime volte”…. si ricompose e disse “Devo andare, ho un impegno…” Ci rivedremo? “Non lo so” rispose “sentiamoci in chat”
Chattammo per diverse sere , troppe per i miei gusti, quell’incontro mi aveva messo dentro una grande voglia di scoparla…..ma ad ogni invito a venire da me per riprendere il discorso cosi bene iniziato in macchina la risposta era sempre un rifiuto.

Arrivo il giorno in cui il discorso in chat arrivo su suo figlio…. triste perchè non trovava lavoro…. “Puoi aiutarlo? ” mi chiese… all’epoca era dirigente di una multinazionale, certo che avrei potuto…. e questa fu la mia risposta “….. ma devi venire a letto con me” aggiunsi subito. La risposta fu un no e la cosa andò avanti per 3 sere di chat in questo modo, fin quando alla fine, abbastanza incazzata disse “va bene”.

Concordammo per il giorno dopo, da me, nel pomeriggio……continua.