Sensazioni di un giovane depravato(3)

I miei erano al lavoro. Io ero sveglio da un pò ma restavo a letto ad accarezzarmi il cazzo. I passi di Lisa erano sempre più vicini. Aprì la mia porta e disse << Su, su fratellino svegliati che è già tardi. Io devo andare all’università>> poi si spostò verso la finestra e l’aprì. << Apro la finestra perché c’è puzza>>. Io risposi << Si Lisa mi alzo, in bocca al lupo per l’esame>>.

Le uscendo con un sorrisino sul viso mi rispose <<Crepi. Guarda che ho lasciato il libro di Fede in camera. Glielo riporti sono in ritardo. >>
Mi invitava ad entrare nella sua stanza?. Lisa uscì e io velocemente mi alzai dal letto e in pochissimo tempo ero già in camera sua. Il letto era disfatto. Mi chinai e iniziai ad annusare le lenzuola. L’odore di Lisa mi faceva arrittare il cazzo. Tolsi il pantaloncino e le mutande e mi infilai nudo nel suo letto.

Annusavo il suo cuscino e strofinavo il cazzo duro sulle lenzuola che avevano avvolto il suo corpo caldo e assonnato. Mentre ero in estasi nel suo letto mi venne voglia di sentire l’odore della sua figa. Mi alzai dal letto tutto nudo e con il cazzo in tiro. Mi misi alla ricerca dei suoi indumenti. Trovai una maglietta che aveva usato mentre si preparava all’esame. Iniziai ad annusarla. L’odore di Lisa era percepibile, ma sotto le ascelle sentì l’odore del suo sudore e il mio cazzo stava quasi per sputare un bel pò di seme.

Mi trattenni. Volevo annusare e godere ancora. Mi guardai attorno e scovai i suoi short. Mi avvicinai e li annusai. Erano poco odorosi, ma i miei occhi scrutando tra le pieghe dei pantaloncini individuarono due peletti della sua figa. Non resistetti. Li presi, li annusai e li leccai. Il mio cazzo era marmoreo e duro. Chissà se Lisa ha lasciato qualche mutandina. Apro il cesto. Eureka. I suoi slip odorosi. Ne prendo uno nero di pizzo.

No cazzo non sa quasi di nulla era quasi pulito. Ma sotto c’era un altro slip. Lo prendo mmmmm siiiiiiii. Una lunga sgommata gialla e bianca. La portai alle narici e sentì l’odore della sua fregna. Un odore forte di fica e di piscio che mi fecero oscillare il cazzo. Li annusai e baciai la sgommata della sua fica. Sentire il cotone pregno del suo sapore di sorca sulle mie labbra mi faceva contrarre indurire il mio cazzo all’inverosimile.

Sniffai per bene quelle mutandine e l’intenso profumo mi entrò nelle narici e nel cervello. I miei occhi andarono sullo specchio in cui si rifletteva il mio corpo nudo con il cazzo mostruosamente eretto, le mutandine di mia sorella Lisa tra le mani e il mio naso affondato tra quelle odorose fibre. La visione mi fece un pò vergognare ma d’altra parte mi eccitò ancora di più. Mi sentivo un porco, un depravato, un pervertito.

Ma questi pensieri mi eccitavano e mi spinsero ad essere più porco. Aprì il cassetto di mia sorella e presi dei collant. Li indossai. Mi piacque moltissimo la sensazione del collant sulla pelle. Li indossai. Il mio cazzo era coperto dal nylon. Lo scappellai stando attento a non sborrare. Adoravo sentire la cappella mentre si strofinava sui collant. Mi stesi sul letto di Lisa e , mentre sniffavo i suoi slip dall’odore pungente, muovevo lentamente il bacino.

La cappella tesa del mio cazzo strofinava sui collant di mia sorella.
Gli odori e le carezze del nylon mi fecero perdere la testa. Leccai i suoi slip, tutti in bocca. Volevo il suo sapore nella mia bocca. Lo ammorbidisco con la saliva e sento i suoi sapori invadere la mia bocca. Ricordo il sapore della sua piscia, ricordo, il suo pelo, ricordo la sua pelle, ricordo i suoi capezzoli. Stringo le gambe e muovo il bacino sempre più velocemente.

Lo strofinio dei collant sul frenulo e sulla cappella mi fanno schizzare nei collant di Lisa. Che schizzata. Che sborrata. Sono un porco depravato. Grazie Lisa.
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Sabato pomeriggio. I miei erano andati al supermercato a fare la spesa e Lisa era uscita insieme alla sua amica Gianna. Lisa era tornata tardissimo. Aveva passato la serata in una discoteca con gli amici. Avendo casa libera io ero in camera di Lisa alla ricerca della mia droga preferita: le sue mutandine.

Sulla sedia trovai la sua camicetta, la minigonna da troietta. Sullo schienale le sue calze velate e nere. Tuffai il mio naso sulle sue calze da puttanella. Odorai quel feticcio e aspirai l’odore dei suoi piedini, poi salendo, lungo le gambe arrivai alla giuntura dei collant. Si ecco il sapore della sua figa. Dai collant si sentiva l’odore della sua fregna e del suo sudore. Il cazzo era già duro come la pietra e premeva contro i miei pantaloncini.

I suoi collant li sentivo un po umidi e dall’odore pungente. Sudore di figa pensai. Annusai la sua camicetta all’altezza delle ascelle e il mio naso percepì l’odore eccitante del suo sudore. Lisa mi faceva arrapare come un cavallo. Subito mi tolsi i pantaloncini e mi infilai i suoi collant. Scappellai il mio cazzo duro e lo strofinai sulla sua camicetta. Misi il cazzo scalpellato nei suoi collant. Mi guardai allo specchio mentre mi accarezzavo il cazzo attraverso il nylon che aveva coperto la sorca di Lisa la sera prima.

Mi eccitava tanto guardarmi allo specchio in quella situazione. Guardai meglio alla ricerca dei suoi slip. Non c’erano vicino ai vestiti. Guardai nella cesta ma era vuota. Cazzo la lavatrice…..pensai. Andai in bagno. La lavatrice era piena di panni zozzi. Cercai e trovai subito ciò che cercavo. …. Le mutandine di Lisa. La troietta si era messa degli slip neri di pizzo. Erano umidissimi. La troia aveva sgocciolato parecchio in disco. Andai in cameretta mia.

Con il trofeo in mano e il cazzo mostruosamente eretto nei collant di Lisa. Affondai il mio naso in quel feticcio e ne assaggiai con la bocca l’umore. Un sapore mai assaporato: sentore di figa e di uovo. Lo stesso sapore che sentivo quando sborravo. La troia si era fatto sborrare negli slip. Che troia. La mia immaginazione la vedeva stesa sul cofano mentre Sandro, il suo ragazzo, la stantuffava come una vacca. O si era fatta scopare da Sergio l’amico di Sandro che a Lisa piaceva tanto? Nella mia mente vedevo Sergio che gli infilava il cazzo in bocca mentre Sandro la scopava a pecorina.

Che puttanella. L’eccitazione era a mille tirai fuori la lingua e leccai gli slip della troia di Lisa. Il mio cazzo si ergeva come quello di un cavallo. Li leccai leccai leccai. Li avevo completamente ripuliti e lavati con la mia bocca. Presi il mio cazzo e lo poggiai sui suoi slip e iniziai a segarmi. Nella mia mente mi dicevo <<sei un porco, sei un depravato. Farti le seghe sulle mutandine di quella troietta di tua sorella.

>>. Mentre mi menavo il cazzo immaginavo la sua figa pelosa colma di sborra che gocciolava. In quello stato di eccitazione l’avrei leccata tutta. Avrei infilato la mia lingua nella sua figa strapiena. Il mio cazzo inizio ad eruttare sborra sulle mutandine di pizzo. Ha schizzato per un po una bella quantità di broda.

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