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Una sera in piscina

E sempre stata una mia fantasia vederla nuda e magari che facesse qualcosa con altri, pero lei quando a letto fantasticavo su questo si stizziva.
Quella sera pero …..
L’ho accompagnata ad un corso d’aggiornamento fuori citta, la sera un suo collega invito mia moglie, io e gli altri due colleghi presenti al corso a cenare da lui.
Possedeva una bella casa con piscina un bel giardino mangiammo fuori bevemmo un po’ anche mia moglie che di solito non beve mai.

La giornata di giugno era calda e afosa uno dei presenti propose visto il caldo e la piscina disponibile del collega di un bel tuffo per rinfrescarci un po’. Il proprietario disse e lì a nostra disposizione io non parlai mia moglie chiese ma voi avete i costumi?
La risposta fu no ma ci tuffiamo nudi, mia moglie disse ma voi siete matti io nuda con voi tre maschi siete fuori e poi rivolgendosi a me disse tu lo faresti?
Allora delle chiese ma non hai mai fatto il bagno nuda a mezzanotte in spiaggia, lei rispose di no.

Loro dissero be noi lo facciamo e iniziarono a spogliarsi, mia moglie mi guarda perplessa ed io gli dico dai andiamo a rinfrescarci anche noi intanto cosa vuoi che sia vedono due tette e un po’ di pelo e iniziai a spogliarmi, mi tuffai e la invitai a entrare dicendoli che era magnifico, anche i suoi colleghi la invitarono dicendogli di non vergognarsi intanto era fatta come tutta e loro non era la prima volta che ne vedevano una nuda e non si sarebbero scandalizzati.

Mia moglie si verso un altro bicchiere di vino lo beve tutto d’un fiato si alza e inizia a spogliarsi i suoi colleghi esultarono facendogli un applauso dicendogli brava. Io ero già eccitato un po’ confuso era la prima volta che lo faceva ora, era in intimo in piedi a bordo piscina noi in acqua rimase li ferma un po’ poi ….. si tolse il reggiseno e libero la sua terza che si manteneva ancora su nonostante i suoi 37 anni e dalla piscina ci fu un boato di gioia e vidi che anche gli altri erano eccitati c’è l’avevano duro.

Poi si giro dandoci il lato b e si tolse anche gli slip dicendo chiudete gli occhi che entro, naturalmente nessuno chiuse gli occhi, si giro ed entro mi venne vicino e mi diede un bacio, parlammo un po’ ogni tanto gli tiravano un po’ d’acqua ci divertivamo e vedevo che ogni tanto guardava sotto i loro cazzi duri, la cosa mi eccitava parecchio. Giorgio usci dalla piscina e andò a prendere 5 bicchieri e del limoncello co il suo cazzo duro in bella vista mia moglie lo segui con lo sguardo poi Luca disse Giorgio guarda come te lo guarda e lei divento rossa e si appoggio a me io la abbracciai e le toccai le tette gli diedi un bacchio arrivo Giorgio con i bicchieri di limoncino si sedette a bordo piscina giusto in parte a mia moglie con il suo cazzo ancora dritto gli diede il bicchiere mentre Dario si sedette anche lui a bordo piscina e lo sguardo di mia moglie si sposto su di lui non l’avevo notato sottacqua ma aveva un cazzo enorme penso 24,25 considerando i miei 18.

Vide subito mia moglie che lo guardava e gli disse mai visto cosi grande, dopo alcuni istanti a bocca aperta disse no e divento rossa mentre noi scoppiamo in una risata.
I tre colleghi uscirono rimmanemmo noi due dentro lontani da sguardi e orecchie indiscrette gli dissi ti piaccerebbe mettere in atto le nostre fantasie e lei ma sei fuori ma era un sei fuori bo penso non convinto l’aiutai a uscire arrivo Dario li porse l’asciugamano e la scuadro da testa ai piedi dicendogli sei verramente figa, Luca ridendo disse intanto non ti fa un pompino che gli fai i complimenti mia moglie gli fece il dito medio e disse e chi te lo dice che non glielo faccio.

Tutti di shitto mi guardarono e Luca sempre lui disse non lo fa c’e suo marito e io risposi perche se non ci fossi lo farebbe? Lui siiii credimi e penso non solo a lui poi ci girrammo verso mia moglie e…….. stava toccando quel cazzo enorme di Dario io m i bloccai Luca rimase a bocca aperta Giorgio stava arrivando con altri limoncini si fermo davanti a loro poggio il vassoio per terra mentre vidi la mano di Dario toccarle la figa Giorgio si alzo mi guardo un attimo e inizio a toccarle le tette Luca era sempre fermo si giro verso di me verso loro e mia moglie si stava baciando con Dario e Giorgio le stava succhiando le tette allora io mi avvicino a loro mia moglie si stacca con la bocca da Dario Giorgio si ferma lei mi guarda senza staccare la mano da quel enorme cazzo passano alcuni secondi la bacio ci riguardiamo negli occhi vedo ls sua voglia gli prendo la testa tra le mani gli do un altro bacio poi gli guido la testa verso quel cazzo lei lo prende in bocca e inizia un pompino meraviglioso Giorgio le stava rittocando le tette Luca solo in quel momento realizzo penso quello che stava accadendo e esclamo arrivo mentre io avevo gia la lingua sulla sua figa mai sentita piena di umori cosi me la gustai un po poi fecci spazzio a Giorgio vedi Luca succhiarli le tette mentre lei aveva ancora quel cazzo in bocca lo spompinava con tanta passione mai vista io mi sedetti e mi gustai quella scena tanto fantasticata un po.

Poi Luca disse a Dario basta ora godere della sua bocca ora tocca a me lo scanso e infilo il suo in bocca a mia moglie Dario allora scanso Giorgi e infilo la sua lingua in quella figa fradicia d’umori, Giorgio si avvicino a Luca e mia moglie inizio a succhiare due cazzi cosi mi avicinai a loro ora ne aveva tre. Dario si stacco dalla figa con la lingua e la penetro con qun cazzo enorme mia moglie urlo di piacere.

Continuammo un po finche Dario non disse sto venendo allora mia moglie mollo tutto si giro e lo presse tutto in bocca mentre Luca aprofitto del buco libro e infilo il suo cazzo finche non venne il suo momento e sborro sulle sue tette ora cera Giorgio e sborro anche lui sulle sue tette ora infilai il mio mentre a Dario era tornato duro e stava gia rigodendo della sua bocca io gli venni dentro ,lei intanto continuava con quel pompino meraviglioso.

Aveva la sborra che colava dalla sua bella fighetta e andai a leccarla finche Dario non arrivo col suo cazzo lo avicino alla figa mi sfiorro la lingua la penetro di nuovo io l’asciai posto e andai a baciare mia moglie sapeva da cazzi ma era una cosa fantastica. Dario disse vengo pero questa volta mia moglie non si giro lo prese dentro urlando tutto il suo piacere. UN nuovo tuffo in piscina per lavarci l’odore del sesso uscimmo ci rivestiamo salutiamo lasciandoci con ci rivediamo?.

Insonnia d’Amore

La tua partenza è domani. Ci siamo salutati con eccessiva cordialità. In una tensione gravida di cose non dette. Io avrei potuto darti risposte concrete e assolute. Tu, troppo occupato ad inseguire il treno colmo d’iniziatici miraggi, hai dimostrato indolenza nel carpire e afferrare tutti i miei appunti di volo. E’ oramai notte fonda e devo ripararmi nella mia dimora. Ho fatto predisporre un piccolo scrittoio di legno di cedro. Pout pourri e coppe con petali di fiori, incensieri d’ottone e vasetti di cristallo pieni di confetti con tappi d’ambra molata.

Tovagliato e cortesia in morbido tessuto di fiandra e cuscini sparsi ovunque, odorosi di tegumenti d’olio essenziale di macis. Nella scelta della qualità dei singoli prodotti, regna un’indescrivibile eccitazione. Come una proverbiale direttrice di scena, ho immediatamente intuito l’esaltazione nell’occhio del mio sovrapposto. Ingiustificata, senza comprensione. Poiché la mia veglia cronica non è altro che una costipazione. Un’intossicazione di carta e d’Amore. Il giovane portiere, al piano terra, mi rifila tra le mani un prisma di bacetti al cioccolato.

Appeso alla corolla di raso blu, recita il biglietto: “Ora è notte”. Strano per la scrittura ed anche per lo stile. Quasi il nutrimento in un voluttuoso precetto di un immacolato utente dall’inchiostro simpatico. Deduco alla fine, sia l’omaggio dolce di un altro uomo, uscito timidamente in avanscoperta dal mio piccolo branco di scorpene melliflue. Ho lo stomaco pieno d’assenzio che mi torna in bocca, mentre l’ascensore del Grand Hotel Royal precipita verso le stelle.

Nella metafora comune dei più nobili Sentimenti, devo escogitare qualcosa per diluire ed evaporare la tua presenza. Questa modesta alterazione di nefandezze mi permette di rimirarmi ancora allo specchio con lo stesso coraggio di sempre. E depredare ogni palpito in eccesso. Senza cipria né rossetto, sento l’ultima stilla d’alcool adulterarmi il grembo. Nella peculiarità di un sentore intrepido, decido che qualcosa è incompiuto e devio il percorso, per raggiungerti nella tua stanza. E calare finalmente le mie carte.

Come nella chimica della libido, attribuisco lo stato d’agitazione e spoliazione, alla stessa stregua di una droga o di una pozione miracolosa. Per solitudine ritrovata, rinascerò stavolta nella sterminata fascia di petali del mio notturno, che tutti gli altri allentano, per seguire il ritmo del sonno confortevole. Sempre sposa alla naturale onniscienza, sto per congiungermi all’evento. Nell’incandescente fornace di ricercato stile, passerò le ore a macchiarti di percezione e penna. Conoscendo oramai a memoria tutte le tue pieghe e le opere stampate nei vecchi trafiletti di giornale.

Mirabilie che hanno germogliato fatua luce, per corrompere e adulterare il mio cuore. Ceralacca nobile e carta da lettere profumata. Incastro il passpartout e apro la porta. La notte appare semplice come una linea retta.
Nel mio delirante vanto mi aggiro intorno al letto matrimoniale disfatto. Tu dormi. Con circospezione, in gran segreto. Come un’ospite che non vuole disturbare, mi avvicino allo scrittoio, bruciando alla candela tutti i vessilli corteggiati sulle requie. Le parole che non hai detto.

Guardando il corpo disteso e nudo e mi convinco che ho ragione. Quella carne bianca e tenera come burro da spalmare sul pane degli Angeli. Pronta a lasciarsi infiltrare, bacio dopo bacio in una croccante competizione dietro la quale non ha mai smesso di pulsare l’arduo gioco delle sistole e delle diastole. Se potessi raccontarti i dettagli della mia vera storia, non riusciresti mai a capire. Oramai sei tu, invischiato in un groviglio d’apparenza e casualità obbligata.

Io ti ho solo istruito a svolgere un compito nel quale ogni mossa disorienta e porta lontano. Il mistero del passato, il corteggiamento degli animi, il minuetto degli aggettivi e della sintassi. Sei talmente confuso che non sai nemmeno distinguere in un abisso di benessere, il solenne godimento che interviene e soccorre gli amplessi trasudati di riflesso nelle specchiere lucenti. La mia maniacale propensione a vivisezionare tutte le ammonizioni illustrate e le intonazioni della voce.

Sono io che ti opprimo con i miei muri spessi, nei quali ho vissuto prigioniera spalancando porte e finestre per dare alla luce una libertà alacre ed evanescente. Aprendo i cancelli che non portano a nessun luogo, ieri come oggi, con tutta la sorveglianza rivolta alla mia insonne materia lignea, così visibilmente complice nel conservare la sua corteccia densa e contorta che annuso e sfoglio, a filo di pagina. La nostra camera. Le pause insolite in una fede di cavezza, più forte delle catene e più tenaci dei grani liberati nella galleria di quadri viventi.

Quella Primavera appesa che mi hai regalato. Il gruppo immobile di persone vive, sospese nel rossore del bengala su quello di tenue arancio. Il quadro che mi ha adeshito in silenzio, giace arrampicato verso l’arcata e sfrangiato d’antica filigrana. La tua bellezza arresa davanti ai miei occhi, vivifica una volontà di riaffermare la più grande Passione d’Amore in una stagione di picche senza prese né regine su cui puntare. Sul tavolo delle possibilità ancora esistenti, nell’onnipresenza potenziale dove ogni lembo di carta forma una coppia, solo io rimango in gara.

Tu, mio compagno, sei degnamente scartato. Mi avvicino al letto attraverso un fluido invisibile che mi unisce, la vena connettiva che ci lega l’uno l’altro e disegna un cerchio nuovo, freddo. Rotondo, come la ruota di uno zero. A quest’ora il silenzio è talmente profondo che pare di udire perfino il fruscio dell’acqua scorrere nelle vecchie tubature idrauliche. Come per vocazione, rimango in balia a seguire le scintillanti linee gemelle delle sopracciglia e le labbra morbide che si schiudono.

Sento le palpitazioni che mi picchiano le tempie, mentre fisso disfatta i tuoi occhi serrati e forieri. Se solo volessi, potrei scorgere sotto le lenzuola la collinetta rigonfia del tuo sesso. Che non oso toccare. Seguo il solco delle vive rughe con tenerezza. Io che non ho paura dei silenzi e delle facce vuote e bianche. Tremo di fronte a queste fessure cremisi, tralignando fuori dai limiti di questa nuova straripante contingenza. Le ombre si adagiano su di me, coprendomi con un fitto strato di tinte scure.

Penetro in grassetto la fitta cabala d’associazioni con parole sfatte e incantatrici. Sangue e inchiostro. Perché ogni esistenza ha la sua croce ed ogni corpo la sua crepa. Una convulsa fascia ludica intessuta di dialoghi morsicati. Spari, fuochi, dispacci, smentite. L’improvvisa esplosione avvolta in un omogeneo e insensato gioco di valori. L’esperienza drammatica d’Amore e Delitto forma blocchi imprevedibili. Sbocchi impossibili. Con te volevo credere che era ancora possibile amare ad antri aperti e scoscesi.

Che ogni volta appaiono più morbidi e impregnati. Rimangono lì, appesi alla parete o legati alle mie mani per invischiarmi nella viscosa ragnatela del pentimento fulmineo. Mi afferra la gola invece che le labbra e disonora la mia sbiadita e crudele Sindone che protegge il tempo e il ricordo. Quindi non è possibile sperare nell’umido scalpiccio di due cervi impigliati per le corna. Ammettere di aver perso è sventrarsi della prima crepa. Poi della seconda.

Mi chiedo oggi a che serve perseverare con una sensazione obliqua che è solo apparenza all’inclinazione degli eventi. Forse è venuto il momento di restituirmi quello che ho perduto. Se non per me, per l’altra donna che viene dopo di me. Magari più ironica e generosa, meno azzardata e attentatrice. Fuggo via nell’articolato intrigo di cunicoli, sporgenze, falsi angoli che rendono il mio animo complicato e labirintico. Sto per sgusciare da un’oscura lotta intestina o forse è un semplice cambio di guardia.

I recalcitranti Inseparabili cominciano a pestarsi la coda. Il risveglio brusco nella cesura netta tra la notte e il giorno, segue modalità squisitamente crude e accecanti. Oramai sono solo un trofeo da esibire con diritto e rassegnazione alla luce del sole. Il punto d’osservazione in cui mi trovo non mostra più niente di quello che ho scritto stavolta. Il riposo e la simulazione non sono richieste, in questo versante d’esplorazioni. Sono una somma d’immagini deformate dei miei trofei, che messe insieme celano dall’indiscrezione degli sguardi altrui.

Le identità utili, che più per compagnia e consolazione, sembrano sopravvissute per la solitudine e la viandanza. Rientro nel mio appartamento e sorprendo qualcuno in piedi, davanti allo scrittoio di legno di cedro, con le spalle curve e le mani nervose. Sta frugando tra i miei fogli segreti. E’ il giovane portiere. “Ora è giorno” mi sorride. Tra zuccherosi baci e note fresche come la vita buia scolpita dagli eventi, approda l’epilogo appassionato di una partita a carte, capace di rallegrare ogni specie d’indivisibile congiunto.

Consumiamo insieme la colazione, tra fasci ingombranti di giornali e novelle e indiscrezioni. Sussurrati e ridenti nella fragranza dei petali di fiori ed essenze di macis. Ho la lingua dolce di cioccolata mentre l’ascensore del Grand Hotel Royal si affretta a planare al piano terra. Grata di Veglia e d’Amore, costringerò anche oggi i miei interventi ad una morsa d’ali d’Angelo e di Demonio, per spalancare buoni modelli di vita in trama leggera. Capaci di ospitare e raccontare ogni specie d’Inseparabile riunito.

Noto in tutti i reparti, che qualche eletto ha predisposto celle aperte e spiragli su un qualsiasi lato. Un reticolato intelligente e adatto ad un fornito e ardito allevamento. Oramai il tuo sonno interminabile non mi riguarda. Ci penserà qualcun altro a somministrarti il conto, alla partenza. Non riconoscendo ostacoli mentali e sensibili, né penne sbavate d’inchiostro indelebile, rientro serena in ufficio. Le sistemazioni migliori per me insonne, rimangono sempre gli appunti di volo.

Non rischiando d’obliterare il biglietto, per un nuovo e surreale Romanzo d’Amore.

ANGELO, IL CAMIONISTA- seconda parte

Angelo, con ancora il cazzo a mezz’asta e gocciolante di sperma, prende dalla cabina un sacchetto con dentro una saponetta. ” Noi del sud ci laviamo alla vecchia maniera” disse. E allentando il tappo nero della sacca d’acqua , con mio stupore da sopra le nostre teste uscì un getto come se fosse una vera doccia. E visto che io ero quello più inzuppato dei due, mi invitò per primo a lavarmi. L’acqua era stranamente fresca, malgrado la calura del giorno.

” come mai si è mantenuta così fresca?” Chiesi. E lui mi fece notare che il suo era un camion frigo, perché trasportava prodotti freschi , frutta, verdura. Ed aveva appena scaricato la merce a Venezia su una nave da crociera. Il camion era vuoto. La temperatura dell’acqua era splendida, ancor più le sue mani che mi insaponavano il corpo. Iniziando dalle spalle, prima sul davanti, quindi scendendo sul mio torace, le ascelle, le braccia, la panza.

Quando arrivò al mio pube avevo ancora il cazzo duro, ma non se ne preoccupo’, anzi lo insaponò per bene, comprese le palle. Così bene che mi fece una sega facendo scivolare la mano sul mio cazzo e l’altra mano sulle palle. Si accorse che mi piaceva e facendomi l’occhiolino continuò a insaponarmi l’uccello. Io sono circonciso, percui la sua mano che mi scivolava sulla mia cappella mi faceva godere da matti. ” Ti piace eh porcone?” Mi chiese.

“Oh siiii continua che mi fai sborrare!” Risposi. Lui continuò sempre più velocemente finché gli schizzai addosso. ” Ecco ora siamo pari!!!” Disse ridendo. Poi si abbassò e scese giù passando il sapone tra le mie cosce. Allargai un po’ le gambe , e quando arrivò alle caviglie mi disse di girarmi. Questa volta sali’ dalle gambe fino al culo. Si fermò. Appoggiò la saponetta a terra e mi chiese di piegarmi un po’ in avanti.

Mi misi a 90 gradi , e lui con le mani mi afferrò le chiappe pelose e mi apri il culo. ” Ma quanto pelo hai? Vediamo se riesco a trovarlo..ah eccolo qua!!!! ” e con immenso stupore iniziò a leccarmi il buco del culo, ancora odoroso e sudato. E Angelo sapeva come leccare un culo, lo sapeva bene!!! Chissà quante fighe avrà mangiato nella sua vita. Perché il suo era un leccare tipico degli uomini etero , delle slinguate piene e lunghe, e quella particolarità di succhiarti il buco come se volessero tirar fuori qualcosa.

E la sua barba che mi strusciava apposta col mento in mezzo alle chiappe e sul buco dilatato!!!! Era padrone di quel che faceva, esperto linguista. Sentendomi gemere come una troia mi disse ” Scusa ma non potevo non mangiarti la figa prima di lavartela. Anche a me piacciono gli odori forti. ” poi mi insaponò il culo, o meglio dentro il culo, visto che entrò con almeno tre dita nel buco!!! E continuò a ravanare per un bel po’, finché senza chiedere il permesso mi inforco’ di netto col suo cazzo!!! Lanciai un urlo che rimbombò tra le mura dei capannoni abbandonati!!! ” Ehi, ti ho fatto male? Scusami, se vuoi mi tolgo!!!” Disse.

” No, no, lascialo pure, ma dammi qualche secondo per abituare l’ano alla circonferenza del tuo cazzo!!” Perché Angelo non aveva un cazzo di 25 cm, ma aveva un cazzo molto, molto grosso e duro. ” Appoggiati al camion con le mani , così non ti fai male alla schiena!!” Che premuroso!! Mi appoggiai proprio sotto la doccia, l’acqua scorreva lenta, ma mi piaceva il contrasto tra il fresco dell’acqua e il calore del suo cazzo dentro di me.

” Dimmi quando sei pronto” aveva fretta di trombarmi il maschio arrapato. ” Inizia pure , ma sappi che a me piacciono le maniere forti. Schiaffeggiami il culo mentre mi monti, e spaccami in due come un melone!!!” Senza mezzi termini. ” Ah bene, la signora ha qualche altra richiesta prima che inizi?” Chiese ironico. ” Beh visto che me lo chiedi, per caso tu fumi?” Muovendo il mio culo per far entrare il più possibile il suo cazzo.

Rispose guarda caso di si. ” Se mentre mi fotti fumi una sigaretta mi fai diventare ancora più troia!!!” Dissi. ” guai a te se ti muovi!!”mi ordinò. E sfilando il cazzo dal mio culo, andò verso la cabina e prese un pacchetto di marlboro rosse e un accendino. Chiuse il tappo della doccia, mi appoggiò pacchetto e accendino sulla schiena. Mi impalò di nuovo, questa volta sentii chiaramente le sue palle appoggiate alle mie, e pronunciò questa frase ” Dio mi è testimone!!! Questo pacchetto è a metà, dieci sigarette esatte.

Io ora ti monto come un toro e tu sei la mia vacca, e finché non resterà neanche una sigaretta nel pacchetto io non mi fermerò!!!” Suonò come una minaccia!! ” Ok ci sto!!!” E che altro potevo rispondere? Inarcai la schiena, ben saldo al camion, Angelo si accese una sigaretta, posò di nuovo pacchetto e accendino su di me e disse con accento del sud ” e mo’ so cazzi tuoi!!! Prima sigaretta!!!” E iniziò a schiaffeggiare le mie chiappe e a muovere il cazzo avanti e indietro.

Sentivo il fumo della sigaretta, ma ancor di più sentivo il culo bruciare ad ogni sberla, forte a mani aperte, Ci andava giù pesante, tanto che nemmeno mi accorsi che lasciava cadere la cenere tra le mie chiappe. ” Volevi essere la mia troia? Ti sto accontentando o vuoi di più?” Beh mancavano ancora nove sigarette, se continua così mi rovina, pensai. Ma da zoccola che sono risposi che volevo di più. Allora Angelo fece una cosa che nessuno mi aveva mai fatto prima.

Tolse per un attimo il cazzo dal mio culo, spense il mozzicone e me lo infilò su per il culo e subito dopo ci rimise il cazzo. ” Secnda sigaretta troia!!” E ripete’ la stessa scena, però con più irruenza. Questa volta sentivo perfettamente il suo cazzo strusciare tra le pareti del mio ano. Sempre più duro. Lo tolse e mi infilò su per il culo il secondo mozzicone di sigaretta, per poi ripomparlo dentro di nuovo e continuare a stuprarmi.

Angelo mantenne la parola!!! Mi trombo’ finché il pacchetto fu vuoto, e il mio culo pieno di mozziconi di sigaretta. Mi sborro’ dentro, e rimase così senza tirarlo fuori. ” Ti è piaciuto troia? Ora ti chiederai come farai a far uscire le sigarette dal culo vero?” Risposi di si a tutto. Allora mi afferrò per i fianchi e con il cazzo ancora duro , lo spinse ben infondo e fece dentro di me una pisciata calda che mi sentii bruciare dentro.

Ne fece un bel po. Poi dicendomi di stringere il buco fece scivolare fuori il suo uccello. Mi fece accucciare come se fossi seduto su un cesso, mi prese per le mani e mi disse ” Spingi fuori tutto !!!” E con uno sforzo deciso buttai fuori dal culo tutto quello che avevo dentro di me. Piscio, sborra, schiuma del sapone e i mozziconi di sigaretta, tutto per terra. E mi alzai. Subito Angelo conto’ i mozziconi ed erano otto!! Ne avevo ancora due dentro.

E ora come si fa? Chissà dove erano andati a finire, dopo tutto quello stantuffare!! ” Tranquillo, ci penso io!!!” Disse. E mi infilò due dita così a fondo che sembravano lunghissime. Le sentivo ravanare sul per il culo, finché Angelo esclamò ” fatto!!!!” E tirò fuori le dita con i due mozziconi di sigaretta, o quel che ne restava. Mi sentii sollevato. E potei rilassarmi e pensare alla splendida trombata appena ricevuta. Angelo finì di lavarmi e poi fu il mio turno.

E successe di tutto!!! CONTINUA.

Alina

<<E vieni…>> dice con un lento sorriso, il mio cervello anestetizzato recepisce piacere in tutto il corpo, la cappella è ben stretta tra alluce e indice del suo piede destro, mi munge così in un olio di noci commestibile…
Il mio cazzo freme e raggiunge l’orgasmo, schizzando a ripetizione al tocco fresco e duro del suo piede, il mio sistema nervoso si spegne per qualche secondo, il mio corpo si svuota in una libidine segreta.

Al mio risveglio un suo piede gioca ancora con il mio pene convalescente, l’altro è imperlato di seme e mi sfrega la coscia nuda, le dita squadrate passano sul mio inguine innaffiato di sperma tiepido…guardo le sue gambe nude nel muto piacere dell’orgasmo, io non indosso nulla, lei è scalza ma ho intravisto la sua fica da sotto la gonna.
Il piacere che provai a venire al tocco del suo piede la prima volta, io adagiato su un sottile materasso a terra, lei seduta su una poltrona ad armeggiare dall’alto sul mio pene con i piedi scalzi e lubrificati…l’orgasmo fu così intenso che il giorno successivo mi masturbai pensando al nostro incontro…nel mentre, i suoi piedi mi parvero senza odore, ma andando via, in auto, mi sentii la faccia pervasa da un aroma perverso di piedi femminili, piedi di una donna sulla cinquantina che in un buio pomeriggio di febbraio mi praticò un footjob – puro piacere, più forte di molte scopate, il mio cazzo da adolescente duro sotto le mutande grigie bagnate di liquido prima ancora di spogliarmi…mi dimenticai di tutto per circa un’ora, i suoi piedi stampati sulla faccia cieca per quasi tutto il tempo…
<<Come sei carino…>>
Leccai le sue piante nude come un bambino lecca il suo primo gelato…mezzo svenuto, un piede premuto sulla faccia priva di espressione, gli occhi chiusi mentre respiravo tra le sue dita…l’altro piede a sfregarmi il cazzo duro contro le mutande grigie, il tocco legnoso del suo piede, il peso della sua gamba attraverso la pianta, le dita ad artiglio che uncinavano la cappella, facendomi sibilare di piacere… i suoi tacchi neri riversi sul pavimento, le calze poggiate su una sedia…mi chiese di togliermi le mutante, era ora di farlo…il pene guizzò fuori dritto, godevo ad avere i suoi occhi sul mio corpo…me lo prese così, che ero ancora in piedi…lei seduta di fronte a me, i piedi asciutti, nudi, si chiusero delicatamente intorno al mio cazzo, mi voltai a guardare la scena nello specchio alla mia sinistra, lo smalto arancione nella fioca luce arancione della stanza…provai un piacere forte e innaturale quando mi schiacciò il pene contro lo stomaco con la pianta, un piacere molto vicino all’orgasmo…purtroppo non ho più sperimentato quel piacere…
Il nostro secondo incontro ebbe luogo qualche mese dopo, credo a maggio, subito prima della maturità…trovai una diversa disposizione dell’arredamento nella stanza, riconobbi il divano color sabbia…non indossava calze, e poco dopo essere entrato, mi ritrovai con il suo piede nudo sulla faccia, ad annusarlo selvaggiamente in una folle ricerca di molecole di sudore e acidi grassi…non ricordo molto, non mi tolsi la maglietta che finì per rimanere inzaccherata di sperma…appena uscito mi diressi verso la macchina, cercando di nascondere maldestramente la macchia dallo sguardo di una ragazza che avrà avuto la mia età…riflettei sul fatto che preferivo di gran lunga essere masturbato dai piedi di una donna col doppio dei miei anni, che perder tempo dietro alle ragazze…mi fece arrivare sfregandomi il pene in un’altra maniera, ma non ricordo quale…
Nel nostro ultimo incontro mi prese il pene con entrambe le mani, masturbandomi in una doppia sega oliata e rumorosa che si concluse con un orgasmo incontenibile…mi svuotai in preda a forti schizzi ritmati, un brivido mi sconquassava mentre il piacere mi accecò con un lampo incolore sotto le palpebre.

<<Forse l’abbiamo strapazzato un po’ troppo…>> sorrise con dolce ammiccamento.
Avevo passato la mezz’ora precedente sdraiato sul divano con lei, la faccia sepolta nelle sue piante, totalmente stordito….

Una moglie da ammirare 4

Dopo aver parlato a lungo con mia moglie dei problemi che arano nati in me, e vero che ora riuscivo ad avere delle erezioni ma solo quando ero eccitato vedendo mia moglie che scopava con altri, questo mi faceva partecipare ai giochi sessuali in cui godevo anche io.
Più si andava avanti, io nel mio volere di vederla come una vera mangiatrice di cazzi, proponevo, dei giochi che andavano oltre la trasgressione avvicinandosi alla perversione, Elena non diceva nulla ansi piaceva moltissimo anche a lei.

Dopo vari incontri con persone di sesso maschile, in cui mia moglie non si e mai tirata indietro, volevamo di comune accordo fare delle cose nuove, cosi decidemmo di fare del car sex, la sera si andava in quei luoghi che si poteva fare sesso con sconosciuti, quando andavamo mia moglie si vestiva da vera puttana, ci si fermava in un luogo aspettando che qualcuno si faceva vivo, infatti dopo poco si radunavano alcune persone vicino alla nostra auto, a quel punto mia moglie si denudava del tutto mettendosi in mostra aprendo lo sportello della l’auto, vedevi che loro tiravano fuori il cazzo per masturbarsi, avvolte erano più di 5 o 6, in cui facevo un cenno di avvicinarsi una volta vicini Elena iniziava a prenderlo in bocca facendogli un bocchino uno a uno a uno, mentre era alle prese con i cazzi io la scopavo da dietro, una volta che godevano si faceva sborrare sul petto, alla fine era piena sborra.

Ripensavo a quando si faceva sesso quando ero una persona normale,la scopavo, aveva la sua fica e il suo culo bello stretto ora devo dire che quando la scopo sento che il mio cazzo che ci sguazza dentro tutto questo era dovuto a super cazzi presi in precedenza specialmente di Ben e Amu che l’anno scopata con quei mostruosi cazzi per circa 10 mesi anche 2 o 3 volte a settimana, infatti a Elena gli mancavano molto, con loro raggiungeva il massimo della goduria, cosi pensai di rincontrarli di nuovo.

Ci incontrammo di nuovo questa volta mentre la scopavano dissi ad Ben che volevo vederla con due cazzi in fica, non se lo fece ripetere iniziando una manovra per entrare, piano piano vedevo che si faceva posto e la fica di Elena si dilatava sempre di più con qualche timida protesta di mia moglie che diceva che gli faceva male, una volta che entro del tutto queste proteste si tramutavano in urla di orgasmi incitandoli di non smettere, vedendola cosi frenetica presi il mio cazzo mettendoglielo in bocca, in poco dopo godetti mentre loro la stavano stantuffando fino a che godettero sborrandogli su di lei, mi guardo dicendomi che era stato meraviglioso, dopo circa 30 minuti ritornarono alla carica penetrandola sia in fica che in culo mi avvicinai a loro dicendogli di mettere i loro cazzi tutte e due nel culo, mentre uno era già dentro l’altro cercava di entrare, Elena questa disse che gli faceva troppo male rifiutandosi di farsi penetrare il cazzo di Ben ritorno nella fica pompandola di nuovo, mia moglie godeva sempre di più i suoi muscoli si contraevano fino a che sfinita si accascio, loro continuavano il loro su e giù fino a che godettero.

Mentre si ritornava a casa mia moglie disse che ero un depravato a farmi mettere nel culo quei due cazzi mostruosi, le risposi che vetrai che li riuscirai a farli entrare.
Elena gli piaceva scopare con loro sia per i loro cazzi, per la loro resistenza, si sentiva piena, lei voleva scopare con loro lasciando da parte tutto ciò che si faceva, quando ci siamo rincontrati, avevano di nuovo cercato di far entrare i due cazzi nel culo, ma con esito negativo, per circa3 o 4 incontri lo avevano fatto, e nel l’ultimo incontro era entrato un poco di più fino che alla fine dopo vari tentativi riuscì ad entrare del tutto, mentre loro le scopavano il culo io mi misi sotto di lei leccandogli la fica mentre lei mi succhiava il cazzo, da quella posizione vedevo quei mastodontici cazzi neri che le avevano dilatato il buco del culo spaventosamente che quando si tolsero per sborrare il suo culo rimase bello aperto.

Mia moglie ora li prendeva del tutto dentro di lei sia in fica che in culo in contemporaneamente, quando lo faceva godeva tantissimo, tanto che dissi a ben se avevano un altro amico sempre dotato come loro che la prossima volta di portarlo, di questo non dissi nulla a mia moglie volevo fargli una sorpresa, cosi quella sera invece di invece di un loro amico ne portarono due, in un primo momento Elena aveva non approvato tutto questo, portandomi in disparte per mostrarmi il suo disappunto, ma nel frattempo vedevo in lei la sua libidine, iniziando una opera di convinzione che poco dopo si dimostro efficace, ritornando sui nostri passi iniziarono a spogliarsi mentre Elena era rimasta seduta sul divano per osservare il tutto, una volta nudi mostravano i loro cazzi spaventosamente grandi e neri con delle cappelle rosse, avvicinandosi a mia moglie che presa da un attimo di libidine li prese in bocca mentre la denudavano, quella sera Elena ne prese due in fica e uno nel culo mentre il quarto ce l’aveva conficcato in gola smorsandogli le sue urla di godimento, la scopavano selvaggiamente, lei era in preda a lunghi orgasmi che più godeva e più la facevano godere era tutto un mugolio di parole, mentre io ero seduto sulla poltrona a guastarmi la scena mi masturbavo, una volta che godettero la imbrattarono tutta con la loro sborra mentre uno le godette dentro la bocca che lei ingoio tutta la sborra, rimanendo immobile su divano letto, la sera stessa la ripresero di nuovo facendola dire che era esausta che gli bastava cosi.

Ci siamo incontrati per circa 5 mesi, nel l’ultimo mese vedevo Elena che accusava sempre di più stanchezza nel fare sesso con loro, le dissi di smettere per qualche tempo per riprendersi, ma questo invece di passare peggiorava sempre di più fino a che dopo circa 4 mesi da l’ultimo incontro decidemmo di fare delle ricerche per dare un riscontro a ciò che stava accadendo, dopo delle accurate analisi e visite si riscontrava la cosa peggiore che si potesse avere che in 5 mesi lo persa per una forma di cancro fulminante.

Sono passati 5 anni di mia moglie, mia amante, mia complice, i miei più grandi ricordi di lei sono la sua immagine, le foto e video che gli ho fatto che ancora oggi li rivedo che mi fanno eccitare, era ciò che voleva lei, e nello stesso tempo ho voluto raccontare la nostra storia d’amore.

Una moglie da ammitare

Dopo aver parlato a lungo con mia moglie dei problemi che arano nati in me, e vero che ora riuscivo ad avere delle erezioni ma solo quando ero eccitato vedendo mia moglie che scopava con altri, questo mi faceva partecipare ai giochi sessuali in cui godevo anche io.
Più si andava avanti, io nel mio volere di vederla come una vera mangiatrice di cazzi, proponevo, dei giochi che andavano oltre la trasgressione avvicinandosi alla perversione, Elena non diceva nulla ansi piaceva moltissimo anche a lei.

Dopo vari incontri con persone di sesso maschile, in cui mia moglie non si e mai tirata indietro, volevamo di comune accordo fare delle cose nuove, cosi decidemmo di fare del car sex, la sera si andava in quei luoghi che si poteva fare sesso con sconosciuti, quando andavamo mia moglie si vestiva da vera puttana, ci si fermava in un luogo aspettando che qualcuno si faceva vivo, infatti dopo poco si radunavano alcune persone vicino alla nostra auto, a quel punto mia moglie si denudava del tutto mettendosi in mostra aprendo lo sportello della l’auto, vedevi che loro tiravano fuori il cazzo per masturbarsi, avvolte erano più di 5 o 6, in cui facevo un cenno di avvicinarsi una volta vicini Elena iniziava a prenderlo in bocca facendogli un bocchino uno a uno a uno, mentre era alle prese con i cazzi io la scopavo da dietro, una volta che godevano si faceva sborrare sul petto, alla fine era piena sborra.

Ripensavo a quando si faceva sesso quando ero una persona normale,la scopavo, aveva la sua fica e il suo culo bello stretto ora devo dire che quando la scopo sento che il mio cazzo che ci sguazza dentro tutto questo era dovuto a super cazzi presi in precedenza specialmente di Ben e Amu che l’anno scopata con quei mostruosi cazzi per circa 10 mesi anche 2 o 3 volte a settimana, infatti a Elena gli mancavano molto, con loro raggiungeva il massimo della goduria, cosi pensai di rincontrarli di nuovo.

Ci incontrammo di nuovo questa volta mentre la scopavano dissi ad Ben che volevo vederla con due cazzi in fica, non se lo fece ripetere iniziando una manovra per entrare, piano piano vedevo che si faceva posto e la fica di Elena si dilatava sempre di più con qualche timida protesta di mia moglie che diceva che gli faceva male, una volta che entro del tutto queste proteste si tramutavano in urla di orgasmi incitandoli di non smettere, vedendola cosi frenetica presi il mio cazzo mettendoglielo in bocca, in poco dopo godetti mentre loro la stavano stantuffando fino a che godettero sborrandogli su di lei, mi guardo dicendomi che era stato meraviglioso, dopo circa 30 minuti ritornarono alla carica penetrandola sia in fica che in culo mi avvicinai a loro dicendogli di mettere i loro cazzi tutte e due nel culo, mentre uno era già dentro l’altro cercava di entrare, Elena questa disse che gli faceva troppo male rifiutandosi di farsi penetrare il cazzo di Ben ritorno nella fica pompandola di nuovo, mia moglie godeva sempre di più i suoi muscoli si contraevano fino a che sfinita si accascio, loro continuavano il loro su e giù fino a che godettero.

Mentre si ritornava a casa mia moglie disse che ero un depravato a farmi mettere nel culo quei due cazzi mostruosi, le risposi che vetrai che li riuscirai a farli entrare.
Elena gli piaceva scopare con loro sia per i loro cazzi, per la loro resistenza, si sentiva piena, lei voleva scopare con loro lasciando da parte tutto ciò che si faceva, quando ci siamo rincontrati, avevano di nuovo cercato di far entrare i due cazzi nel culo, ma con esito negativo, per circa3 o 4 incontri lo avevano fatto, e nel l’ultimo incontro era entrato un poco di più fino che alla fine dopo vari tentativi riuscì ad entrare del tutto, mentre loro le scopavano il culo io mi misi sotto di lei leccandogli la fica mentre lei mi succhiava il cazzo, da quella posizione vedevo quei mastodontici cazzi neri che le avevano dilatato il buco del culo spaventosamente che quando si tolsero per sborrare il suo culo rimase bello aperto.

Mia moglie ora li prendeva del tutto dentro di lei sia in fica che in culo in contemporaneamente, quando lo faceva godeva tantissimo, tanto che dissi a ben se avevano un altro amico sempre dotato come loro che la prossima volta di portarlo, di questo non dissi nulla a mia moglie volevo fargli una sorpresa, cosi quella sera invece di invece di un loro amico ne portarono due, in un primo momento Elena aveva non approvato tutto questo, portandomi in disparte per mostrarmi il suo disappunto, ma nel frattempo vedevo in lei la sua libidine, iniziando una opera di convinzione che poco dopo si dimostro efficace, ritornando sui nostri passi iniziarono a spogliarsi mentre Elena era rimasta seduta sul divano per osservare il tutto, una volta nudi mostravano i loro cazzi spaventosamente grandi e neri con delle cappelle rosse, avvicinandosi a mia moglie che presa da un attimo di libidine li prese in bocca mentre la denudavano, quella sera Elena ne prese due in fica e uno nel culo mentre il quarto ce l’aveva conficcato in gola smorsandogli le sue urla di godimento, la scopavano selvaggiamente, lei era in preda a lunghi orgasmi che più godeva e più la facevano godere era tutto un mugolio di parole, mentre io ero seduto sulla poltrona a guastarmi la scena mi masturbavo, una volta che godettero la imbrattarono tutta con la loro sborra mentre uno le godette dentro la bocca che lei ingoio tutta la sborra, rimanendo immobile su divano letto, la sera stessa la ripresero di nuovo facendola dire che era esausta che gli bastava cosi.

Ci siamo incontrati per circa 5 mesi, nel l’ultimo mese vedevo Elena che accusava sempre di più stanchezza nel fare sesso con loro, le dissi di smettere per qualche tempo per riprendersi, ma questo invece di passare peggiorava sempre di più fino a che dopo circa 4 mesi da l’ultimo incontro decidemmo di fare delle ricerche per dare un riscontro a ciò che stava accadendo, dopo delle accurate analisi e visite si riscontrava la cosa peggiore che si potesse avere che in 5 mesi lo persa per una forma di cancro fulminante.

Sono passati 5 anni di mia moglie, mia amante, mia complice, i miei più grandi ricordi di lei sono la sua immagine, le foto e video che gli ho fatto che ancora oggi li rivedo che mi fanno eccitare, era ciò che voleva lei, e nello stesso tempo ho voluto raccontare la nostra storia d’amore.

Una moglie da ammitare

Dopo aver parlato a lungo con mia moglie dei problemi che arano nati in me, e vero che ora riuscivo ad avere delle erezioni ma solo quando ero eccitato vedendo mia moglie che scopava con altri, questo mi faceva partecipare ai giochi sessuali in cui godevo anche io.
Più si andava avanti, io nel mio volere di vederla come una vera mangiatrice di cazzi, proponevo, dei giochi che andavano oltre la trasgressione avvicinandosi alla perversione, Elena non diceva nulla ansi piaceva moltissimo anche a lei.

Dopo vari incontri con persone di sesso maschile, in cui mia moglie non si e mai tirata indietro, volevamo di comune accordo fare delle cose nuove, cosi decidemmo di fare del car sex, la sera si andava in quei luoghi che si poteva fare sesso con sconosciuti, quando andavamo mia moglie si vestiva da vera puttana, ci si fermava in un luogo aspettando che qualcuno si faceva vivo, infatti dopo poco si radunavano alcune persone vicino alla nostra auto, a quel punto mia moglie si denudava del tutto mettendosi in mostra aprendo lo sportello della l’auto, vedevi che loro tiravano fuori il cazzo per masturbarsi, avvolte erano più di 5 o 6, in cui facevo un cenno di avvicinarsi una volta vicini Elena iniziava a prenderlo in bocca facendogli un bocchino uno a uno a uno, mentre era alle prese con i cazzi io la scopavo da dietro, una volta che godevano si faceva sborrare sul petto, alla fine era piena sborra.

Ripensavo a quando si faceva sesso quando ero una persona normale,la scopavo, aveva la sua fica e il suo culo bello stretto ora devo dire che quando la scopo sento che il mio cazzo che ci sguazza dentro tutto questo era dovuto a super cazzi presi in precedenza specialmente di Ben e Amu che l’anno scopata con quei mostruosi cazzi per circa 10 mesi anche 2 o 3 volte a settimana, infatti a Elena gli mancavano molto, con loro raggiungeva il massimo della goduria, cosi pensai di rincontrarli di nuovo.

Ci incontrammo di nuovo questa volta mentre la scopavano dissi ad Ben che volevo vederla con due cazzi in fica, non se lo fece ripetere iniziando una manovra per entrare, piano piano vedevo che si faceva posto e la fica di Elena si dilatava sempre di più con qualche timida protesta di mia moglie che diceva che gli faceva male, una volta che entro del tutto queste proteste si tramutavano in urla di orgasmi incitandoli di non smettere, vedendola cosi frenetica presi il mio cazzo mettendoglielo in bocca, in poco dopo godetti mentre loro la stavano stantuffando fino a che godettero sborrandogli su di lei, mi guardo dicendomi che era stato meraviglioso, dopo circa 30 minuti ritornarono alla carica penetrandola sia in fica che in culo mi avvicinai a loro dicendogli di mettere i loro cazzi tutte e due nel culo, mentre uno era già dentro l’altro cercava di entrare, Elena questa disse che gli faceva troppo male rifiutandosi di farsi penetrare il cazzo di Ben ritorno nella fica pompandola di nuovo, mia moglie godeva sempre di più i suoi muscoli si contraevano fino a che sfinita si accascio, loro continuavano il loro su e giù fino a che godettero.

Mentre si ritornava a casa mia moglie disse che ero un depravato a farmi mettere nel culo quei due cazzi mostruosi, le risposi che vetrai che li riuscirai a farli entrare.
Elena gli piaceva scopare con loro sia per i loro cazzi, per la loro resistenza, si sentiva piena, lei voleva scopare con loro lasciando da parte tutto ciò che si faceva, quando ci siamo rincontrati, avevano di nuovo cercato di far entrare i due cazzi nel culo, ma con esito negativo, per circa3 o 4 incontri lo avevano fatto, e nel l’ultimo incontro era entrato un poco di più fino che alla fine dopo vari tentativi riuscì ad entrare del tutto, mentre loro le scopavano il culo io mi misi sotto di lei leccandogli la fica mentre lei mi succhiava il cazzo, da quella posizione vedevo quei mastodontici cazzi neri che le avevano dilatato il buco del culo spaventosamente che quando si tolsero per sborrare il suo culo rimase bello aperto.

Mia moglie ora li prendeva del tutto dentro di lei sia in fica che in culo in contemporaneamente, quando lo faceva godeva tantissimo, tanto che dissi a ben se avevano un altro amico sempre dotato come loro che la prossima volta di portarlo, di questo non dissi nulla a mia moglie volevo fargli una sorpresa, cosi quella sera invece di invece di un loro amico ne portarono due, in un primo momento Elena aveva non approvato tutto questo, portandomi in disparte per mostrarmi il suo disappunto, ma nel frattempo vedevo in lei la sua libidine, iniziando una opera di convinzione che poco dopo si dimostro efficace, ritornando sui nostri passi iniziarono a spogliarsi mentre Elena era rimasta seduta sul divano per osservare il tutto, una volta nudi mostravano i loro cazzi spaventosamente grandi e neri con delle cappelle rosse, avvicinandosi a mia moglie che presa da un attimo di libidine li prese in bocca mentre la denudavano, quella sera Elena ne prese due in fica e uno nel culo mentre il quarto ce l’aveva conficcato in gola smorsandogli le sue urla di godimento, la scopavano selvaggiamente, lei era in preda a lunghi orgasmi che più godeva e più la facevano godere era tutto un mugolio di parole, mentre io ero seduto sulla poltrona a guastarmi la scena mi masturbavo, una volta che godettero la imbrattarono tutta con la loro sborra mentre uno le godette dentro la bocca che lei ingoio tutta la sborra, rimanendo immobile su divano letto, la sera stessa la ripresero di nuovo facendola dire che era esausta che gli bastava cosi.

Ci siamo incontrati per circa 5 mesi, nel l’ultimo mese vedevo Elena che accusava sempre di più stanchezza nel fare sesso con loro, le dissi di smettere per qualche tempo per riprendersi, ma questo invece di passare peggiorava sempre di più fino a che dopo circa 4 mesi da l’ultimo incontro decidemmo di fare delle ricerche per dare un riscontro a ciò che stava accadendo, dopo delle accurate analisi e visite si riscontrava la cosa peggiore che si potesse avere che in 5 mesi lo persa per una forma di cancro fulminante.

Sono passati 5 anni di mia moglie, mia amante, mia complice, i miei più grandi ricordi di lei sono la sua immagine, le foto e video che gli ho fatto che ancora oggi li rivedo che mi fanno eccitare, era ciò che voleva lei, e nello stesso tempo ho voluto raccontare la nostra storia d’amore.

Una moglie da ammitare

Dopo aver parlato a lungo con mia moglie dei problemi che arano nati in me, e vero che ora riuscivo ad avere delle erezioni ma solo quando ero eccitato vedendo mia moglie che scopava con altri, questo mi faceva partecipare ai giochi sessuali in cui godevo anche io.
Più si andava avanti, io nel mio volere di vederla come una vera mangiatrice di cazzi, proponevo, dei giochi che andavano oltre la trasgressione avvicinandosi alla perversione, Elena non diceva nulla ansi piaceva moltissimo anche a lei.

Dopo vari incontri con persone di sesso maschile, in cui mia moglie non si e mai tirata indietro, volevamo di comune accordo fare delle cose nuove, cosi decidemmo di fare del car sex, la sera si andava in quei luoghi che si poteva fare sesso con sconosciuti, quando andavamo mia moglie si vestiva da vera puttana, ci si fermava in un luogo aspettando che qualcuno si faceva vivo, infatti dopo poco si radunavano alcune persone vicino alla nostra auto, a quel punto mia moglie si denudava del tutto mettendosi in mostra aprendo lo sportello della l’auto, vedevi che loro tiravano fuori il cazzo per masturbarsi, avvolte erano più di 5 o 6, in cui facevo un cenno di avvicinarsi una volta vicini Elena iniziava a prenderlo in bocca facendogli un bocchino uno a uno a uno, mentre era alle prese con i cazzi io la scopavo da dietro, una volta che godevano si faceva sborrare sul petto, alla fine era piena sborra.

Ripensavo a quando si faceva sesso quando ero una persona normale,la scopavo, aveva la sua fica e il suo culo bello stretto ora devo dire che quando la scopo sento che il mio cazzo che ci sguazza dentro tutto questo era dovuto a super cazzi presi in precedenza specialmente di Ben e Amu che l’anno scopata con quei mostruosi cazzi per circa 10 mesi anche 2 o 3 volte a settimana, infatti a Elena gli mancavano molto, con loro raggiungeva il massimo della goduria, cosi pensai di rincontrarli di nuovo.

Ci incontrammo di nuovo questa volta mentre la scopavano dissi ad Ben che volevo vederla con due cazzi in fica, non se lo fece ripetere iniziando una manovra per entrare, piano piano vedevo che si faceva posto e la fica di Elena si dilatava sempre di più con qualche timida protesta di mia moglie che diceva che gli faceva male, una volta che entro del tutto queste proteste si tramutavano in urla di orgasmi incitandoli di non smettere, vedendola cosi frenetica presi il mio cazzo mettendoglielo in bocca, in poco dopo godetti mentre loro la stavano stantuffando fino a che godettero sborrandogli su di lei, mi guardo dicendomi che era stato meraviglioso, dopo circa 30 minuti ritornarono alla carica penetrandola sia in fica che in culo mi avvicinai a loro dicendogli di mettere i loro cazzi tutte e due nel culo, mentre uno era già dentro l’altro cercava di entrare, Elena questa disse che gli faceva troppo male rifiutandosi di farsi penetrare il cazzo di Ben ritorno nella fica pompandola di nuovo, mia moglie godeva sempre di più i suoi muscoli si contraevano fino a che sfinita si accascio, loro continuavano il loro su e giù fino a che godettero.

Mentre si ritornava a casa mia moglie disse che ero un depravato a farmi mettere nel culo quei due cazzi mostruosi, le risposi che vetrai che li riuscirai a farli entrare.
Elena gli piaceva scopare con loro sia per i loro cazzi, per la loro resistenza, si sentiva piena, lei voleva scopare con loro lasciando da parte tutto ciò che si faceva, quando ci siamo rincontrati, avevano di nuovo cercato di far entrare i due cazzi nel culo, ma con esito negativo, per circa3 o 4 incontri lo avevano fatto, e nel l’ultimo incontro era entrato un poco di più fino che alla fine dopo vari tentativi riuscì ad entrare del tutto, mentre loro le scopavano il culo io mi misi sotto di lei leccandogli la fica mentre lei mi succhiava il cazzo, da quella posizione vedevo quei mastodontici cazzi neri che le avevano dilatato il buco del culo spaventosamente che quando si tolsero per sborrare il suo culo rimase bello aperto.

Mia moglie ora li prendeva del tutto dentro di lei sia in fica che in culo in contemporaneamente, quando lo faceva godeva tantissimo, tanto che dissi a ben se avevano un altro amico sempre dotato come loro che la prossima volta di portarlo, di questo non dissi nulla a mia moglie volevo fargli una sorpresa, cosi quella sera invece di invece di un loro amico ne portarono due, in un primo momento Elena aveva non approvato tutto questo, portandomi in disparte per mostrarmi il suo disappunto, ma nel frattempo vedevo in lei la sua libidine, iniziando una opera di convinzione che poco dopo si dimostro efficace, ritornando sui nostri passi iniziarono a spogliarsi mentre Elena era rimasta seduta sul divano per osservare il tutto, una volta nudi mostravano i loro cazzi spaventosamente grandi e neri con delle cappelle rosse, avvicinandosi a mia moglie che presa da un attimo di libidine li prese in bocca mentre la denudavano, quella sera Elena ne prese due in fica e uno nel culo mentre il quarto ce l’aveva conficcato in gola smorsandogli le sue urla di godimento, la scopavano selvaggiamente, lei era in preda a lunghi orgasmi che più godeva e più la facevano godere era tutto un mugolio di parole, mentre io ero seduto sulla poltrona a guastarmi la scena mi masturbavo, una volta che godettero la imbrattarono tutta con la loro sborra mentre uno le godette dentro la bocca che lei ingoio tutta la sborra, rimanendo immobile su divano letto, la sera stessa la ripresero di nuovo facendola dire che era esausta che gli bastava cosi.

Ci siamo incontrati per circa 5 mesi, nel l’ultimo mese vedevo Elena che accusava sempre di più stanchezza nel fare sesso con loro, le dissi di smettere per qualche tempo per riprendersi, ma questo invece di passare peggiorava sempre di più fino a che dopo circa 4 mesi da l’ultimo incontro decidemmo di fare delle ricerche per dare un riscontro a ciò che stava accadendo, dopo delle accurate analisi e visite si riscontrava la cosa peggiore che si potesse avere che in 5 mesi lo persa per una forma di cancro fulminante.

Sono passati 5 anni di mia moglie, mia amante, mia complice, i miei più grandi ricordi di lei sono la sua immagine, le foto e video che gli ho fatto che ancora oggi li rivedo che mi fanno eccitare, era ciò che voleva lei, e nello stesso tempo ho voluto raccontare la nostra storia d’amore.

Quella volta con il biker

L’ animo sportivo, lo aveva sempre avuto, ora la sua ultima passione, era la mtb, stupende gite nei boschi fuoriporta, a pochi km da casa, in compagnia, oppure anche da sola con il suo lui, con il quale, più di una volta, si era divertita a farsi cavalcare, in posti inconsueti, raggiunti proprio grazie all’ uso della mtb.

Quel giorno, il suo uomo, dovette dar forfet, perché bloccato a letto con il mal di schiena, ma lei voleva farsi il solito giro nei boschi, approfittando della bellissima giornata.

Lui aveva provato a farle cambiar idea, più che altro, per il fatto che in 2 ci si aiuta, ma una ragazza, da sola in giro nei boschi …. può facilmente trovarsi in situazioni scomode, fosse anche solo per un guasto alla bici, ma lei non demordeva, oramai era come drogata di mtb, non ne aveva mai abbastanza.

Così, inforcata la bici, partì per una nuova avventura, alla ricerca di nuovi sentieri da esplorare, e nuovi panorami da fotografare col telefonino.

Il giro, prometteva bene, aveva trovato nuovi sentieri mai percorsi, dietro un apertura tra i rovi, un percorso un po’ azzardato, per una donna sola, in mtb, in un posto sconosciuto e solitario, ma la voglia di azzardare era tanta.
Erba alta, e rami sui sentieri, facevano aumentare la fatica impegnata, ma il posto ne valeva, nessuno in giro, solo il canto di volatili e qualche scoiattolo curioso sui rami, erano l’ unica cosa che la circondava.

Poi ad un certo punto, un casolare semidiroccato, con a fianco un tavolone di sasso con relative panche dello stesso materiale.

Quale miglior occasione, per una sosta pipi, in tutta tranquillità. Si fermò tra i ruderi, si guardò in silenzio e decise dove farla, quindi via i pantaloncini da ciclista, e sfogò i suoi bisogni fisici. Poi decise di sedersi sulla panca, senza calzoni, per far asciugare le labbra della fica, ancora umide e arrossate dalla sella.

Il sole era piacevole, e lei prese a giocare con le labbra della arrossata fica, un po’ per farle asciugare, e un po’ per il piacere che il sole tiepido portava in mezzo alle cosce. In breve, il gioco sulle labbra, si trasformò in un frenetico ditalino, nel pieno silenzio della natura.

L’ unica cosa che si sentiva, era il respiro affannato della porca che si sditalinava con una frenesia mai provata, alternava lo sfregamento del clitoride gonfio, alla penetrazione di quante più dita riuscivano ad entrare nella fica larga e fradicia di umori ….

Poi d’ un tratto, l’ orgasmo breve, ma intenso che la fece tremare tutta.

Un attimo di respiro, e si infilò i calzoncini per tornare, ma la fica arrossata, le dava fastidio, schiacciata sulla sella. Pedalava con fatica, anche per le gambe molli dalla goduta, in un attimo, per scartare un ramo enorme nel sentiero, scartò nell’ erba alta, e lì accadde il guaio, non si accorse subito che una spina, aveva forato la ruota davanti.

Imperterrita, nel suo incedere, ritornò sui sentieri più frequentati , ma pian piano la gomma si afflosciò, fino al punto di doversi fermare. Dato che non siè mai visto che una ragazza, sappia cambiarsi la cameradaria, tirò fuori il telefono, per cercar aiuto a casa, cosa impossibile da farsi, perché nei boschi frequentati, non arrivava il segnale.

Armata di buona volontà, sconsolata e incazzata, iniziò a camminare verso casa, anche se a occhio e croce, dovevano essere una decina di km.

Dopo una mezzora di strada, spingendo la bici, finalmente intravide un altro ciclista, forse il buon samaritano ….
Quando questi fu vicino, si accorse, che non era il solito biker agguerrito che si incontra, bensì un ometto sulla sessantina, con una mtb da mercatone, però fornito della immancabile borsetta porta atrezzi, quindi ugualmente utile.

Ci volle poco, alla maliziosa biker, a convincere il tipo, a fornirgli assistenza, qualche parola sussurrata e qualche moina, ebbero l’ effetto di far si, che il ben capitato, impegnasse la sua camera d’aria di scorta, per la poverina.

In un attimo, fu tutto sistemato, e allora, lei che si sentiva in debito disse “ Non so come ringraziarla, purtroppo sono senza soldi, ma se mi dice dove possiamo trovarci per una birra insieme, non ci sono problemi. ”

Il buon samaritano, sorrise, e senza troppi giri di parole, abbassò i calzoni, lasciando cadere in balia della forza di gravità, un cazzo molle ma di discrete misure, dicendo che un servizietto ai gioielli, poteva bastare.

La porca, con ancora la fregola nella fica, restò senza parole, dimostrando però riconoscenza, per l’ operato del ometto, senza il quale, ora sarebbe ancora intenta a spingere la bici, si abbassò al livello del cazzo estraneo, e lo prese in mano con una, mentre l’ altra accarezzava i testicoli.

Vuoi la novità, vuoi l’ eccitazione per una bella ragazza estranea che stringe ciò che di più hai a cuore, ….

Il cazzo moscio, ben presto prese forme cilindriche, che neanche lui si ricordava di avere.
La porca, si trovo in un attimo un gran bel cazzo tra le mani, e fu un piacere, iniziare una poderosa sega al cazzo rinvigorito. E più segava, e più si induriva, accompagnato dai mugugni del fortunato soccorritore, che mai si sarebbe aspettato, da una gita in bici

La cosa si faceva …. Interessante, tant’ è che lei, infilò la mano sinistra dentro i calzoncini, ad accarezzarsi la fica, che stava tornando larga e umida.

La cosa fece intostare ulteriormente il cazzo che teneva in mano, facendolo arrivare a dimensioni inaspettate, non tanto largo, ma bello lungo, soprattutto,con una cappella di notevoli dimensioni, praticamente un fungo.

La porca, tirò fuori la mano dalla fica fradicia, per poter prendere il cazzo a 2 mani e poterlo menare con foga, ma il tipo, prese la mano di lei per annusarla, e dato che era ancora umida di umori vaginali, prese a leccarla, come un cagnolino.

Questo diede una scossa alla maiala, che mollò la presa, per raggiungere con la mano la borraccia dell’ acqua, e ne versò un po’ sulla grossa cappella, così da poterne assaporare la consistenza in bocca.

La scena che si presentava era così composta: un uomo di età avanzata, che leccava la mano di una ragazza inginocchiata davanti al suo grosso cazzo, con tutta la cappella nascosta in bocca, mentre con la mano libera faceva una poderosa sega aspettando lo schizzo finale.

Cosa che successe di lì a poco, perché aumentando il ritmo della sega e delle leccate al grosso fungo, l’ uomo comincio a tremare, e lei si tirò in dietro giusto in tempo, per evitare di soffocare a causa della abbondante colata di sborra calda, che usci senza schizzare.
Dopo una piacevole strizzata alle palle ed un ultimo accenno di sega, la biker, ringraziò per la camera d’aria, che le permise di tornare a casa senza dover camminare fino allo stremo delle forze.

Naturalmente senza che il suo lui, sapesse dell’ accaduto, che per prima cosa, la baciò in bocca, la stessa bocca che si era appena ingozzata di cazzo altrui.

COME UNA PROSTITUTA (STORIA VISSUTA) FINALE

Questo termine per me nuovo mi fece arrapare tantissimo, non resistetti più, bloccai la testa di Gioia e le scaricai in gola tutta la mia sborra urlandole in pieno viso “bevila tutta fino all’ultima goccia, sfondatainculo!!!”.
Gioia provò ad ingoiarla tutta ma essendo tanta una parte le uscì dalle labbra, la vista di questa scena fece ingrifare ancor di più l’amico che adesso le assestava nel culo delle varrate sempre più violente e profonde che sextenavano ancor di più Gioia che urlava “dai, dai, spingi più forte, sono la tua vacca, la tua scrofa, dai sborrami in culo, voglio godere”.

L’amico non se lo fece ripetere due volte, fece uscire il cazzo quasi del tutto e con un colpo deciso glielo affondò nel culo fino alle palle riempiendoglielo di una quantità enorme di sperma.
Appena la sborra le inondò il culo la troia emise un urlo bestiale e venne.
Ci abbattemmo stremati sul letto e notai con piacere che l’amico accarezzava delicatamente il viso di mia moglie.
Dopo poco chiesi a Gioia se, per cortesia ci preparava un caffè e lei andò in cucina.

Rimasti soli Lucio mi disse: “complimenti, hai una moglie bellissima che ispira tanta tenerezza, una donna da passarci ore a baciarla sulla bocca, ma che quando chiava si sextena talmente che è meglio di tutte le prostitute che ho incontrato, è fondamentalmente una zoccola nata per fottere ed è tanto depravata che un uomo pensa solo di squassarle la fessa, di sfondarle il culo e sborrarle in bocca, sei proprio un uomo fortunato, ed adesso, per completare la serata, se permetti voglio trattarla da vera puttana, voglio sborrarle in bocca”.

Fallo, a mia moglie piace tantissimo bere la sborra, sappi lei dice che “lo sperma è il nettare degli dei”.
Prendemmo il caffè e ricominciammo ad accarezzarla.
Lei subito prese in mano i nostri cazzi già ridiventati duri.
“Che bello avete già ricaricato le batterie, dai ricominciamo ho ancora tanta voglia” e sistemò l’amico al centro del letto si infilò il cazzo nella pucchiacca e gli disse: “adesso voglio chiavarti io” e cominciò una frenetica cavalcata.

Che meraviglia vedere l’adorabile madre dei miei figli fottersi uno sconosciuto nel nostro letto matrimoniale.
“Dai, tesoro perché non mi inculi, lo sai che godo come una matta con due cazzoni nel corpo”.
Allargai le gambe dell’amico e mi posizionai dietro di lei, le puntai la cappella sul buco nero e con un sol violento colpo glielo schiaffai nel culo.
La troia gradiva moltissimo, “forza sbattetemi sono la vostra vacca, mio dio che bello, mio dio che bello”.

A sentirla urlare così mi arrapai come una bestia e poco dopo le scaricai in culo un fiume di sborra.
Quando estrassi il cazzo dal culo della depravata Lucio la fece stendere pancia in aria ed andò a sedersi sul suo ventre, “adesso basta, ho voglia di un pompino” e le portò la mazza all’altezza della bocca.
La viziosa cominciò subito a far roteare la lingua sulla cappella dell’amico accompagnando questo delizioso lavoretto di bocca con un sapiente massaggio di palle che lo mandarono in estasi.

“Apri la bocca zoccola voglio chiavarti in bocca”.
E così fece e poco dopo urlando “puttana, puttana ti sborro in bocca” le inondò la bocca di sperma.
A questo punto il porco prese dal portafoglio che aveva messo sul comodino un biglietto da 100 € e con questo si ripulì il cazzo imbrattandolo di appiccicoso sperma ed andò ad incollarlo sulla fronte della mia adorata mogliettina “prendi zoccola questa marchetta te la sei proprio meritata”.

Io e Gioia rimanemmo esterrefatti ma con uno sguardo tranquillizzai mia moglie.
Andammo a fare una doccia, ci asciugammo ed io diedi a Claudio 100 € dicendogli “questi vuole darteli Gioia per come l’hai fatta impazzire, la banconota sporca di sborra la troia vuole metterla in una cornice, è la prima volta che viene pagata come una prostituta”.
“Tua moglie è meglio di tutte le prostitute che ho incontrato, credimi”.

Gli credetti.