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Ventisei. (storia vera)

“Sorpresa sorpresa, una quarantenne!” Pensai dopo aver visionato la posta elettronica del social network che ero solito bazzicare nei miei ormai sempre più lontani 26 anni.
Ella mi scrisse parole piuttosto focose e colorite, ma io rimasi signorilmente distaccato per evitare di fare la figura del “solito macho da social network”.
Rincoglionito dai miei stessi ormoni e abbindolato dalle bollenti promesse della mia interlocutrice all’altro capo della connessione, decisi di mettere da parte un’ intelligente prudenza per un’intrepida follia under 30.

Diciamo che le buone maniere telefoniche non erano il suo forte e che fu piuttosto brusca nel farmi capire che era leggermente in ritardo.
Quando si presentò all’appuntamento non era sinceramente ciò che mi aspettavo e pensai che è stata fortunata a trovare uno come il sottoscritto che non si tira indietro di fronte ad una curvy.
Vestiva di nero contrastando con la sua pelle lattea, i capelli di un rosso irlandese e il rossetto di una tonalità vermiglio che circondava un’arcata dentariaperfetta.

Il seno prosperosissimo era graziosamente punteggiato di lentiggini che andavano perdendosi nella sua profonda scollatura.
Andammo in un piccolo pub qualche Km più in là rispetto casa sua, buona occasione per sondare chi avevo davanti sperando che il luppolo la aiutasse a sollevare un po’ il suo sguardo che si faceva costantemente elusivo.
Quando il fegato iniziò a bypassare l’alcool sbriciolando sotto i suoi cingoli qualche inibizione, ella mi raccontò della mamma anziana e del suo lavoro di segretaria.

Mi aspettavo avesse altri argomenti, ma tutta la sua vita girava intorno a quello e a qualche incontro hot.
Iniziò ad approcciarmi fisicamente e la lasciai fare, le parti basse si inondarono di plasma e abbassai leggermente la camicia davanti alla patta per evitare una volta usciti, che la cameriera pensasse che fossi armato per una rapina.
Le effusioni continuarono in macchina, in modo piuttosto fastidioso anche perché stavo guidando. Nonostante i ripetuti inviti a smetterla considerando la pericolosità della cosa, lei continuò.

Finimmo in una stradina di campagna, alle spalle di una vecchia cascina, immersi nei campi e illuminati scarsamente dai lontani lampioni.
Le nostre lingue si intrecciarono ripetutamente, le mani strisciarono eccitate sotto i nostri vestiti, sfiorando capezzoli, scivolando verso le inguini e successivamente iniziarono a spogliare di qualche indumento.
Poggiai la bocca sul suo seno e scesi verso il suo sesso che era bagnato, caldo e incredibilmente ampio. Lei mi ripetette spesso quella sera che le piacevano le mie mani, per cui terminato di assaggiarla, feci scivolare indice e medio dentro la sua vagina.

Con l’altra mano sfregai le dita sul clitoride, con i suoi gemiti che crescevano di intensità e aggiunsi pian piano dita alla penetrazione sino ad arrivare a inserirne quasi 5 fino alle nocche.
I suoi umori vaginali bagnavano il sedile e vederla sgocciolare goduta fu piuttosto eccitante.
Dopo aver raggiunto l’orgasmo slacciò la patta dei miei pantaloni e inghiottì il mio pene quasi per intero.
La calda e soffice sensazione delle sue labbra sulla mia zona più intima era qualcosa che non avevo provato in modo tanto piacevole prima di allora e quando svariati minuti dopo allontanò le labbra per continuare con la mano, zampillai di orgasmo per un tempo che speravo non finisse mai.

-fine prima parte-.

Confessioni di donne – Veronica la Maya…lona

Da giovane mi consideravano un po’ porcellina perciò le mie amiche ed i miei amici iniziarono, storpiando il mio cognome a chiamarmi Veronica la Maya…lona. Diedi loro dimostrazione della mia depravazione un’ estate in cui fui invitata alla fattoria di uno dei miei amici, Luca con Laura, un’ altra della nostra comitiva. Alla sua fattoria Luca ha due cani e un cavallo, a****le che peraltro io adoro.
Come già sapevo, Luca ha avuto molte occasioni per sperimentare le sue fantasie sessuali e Laura, la mia migliore amica, non è da meno.

Dunque un giorno di quest’estate Luca e Laura mi hanno detto di avere una sorpresa per me, e mi hanno portato nella stalla dove c’erano i due cani (maschi) e il cavallo. La prima cosa che ho notato è che il cavallo aveva un cazzo enorme e, per di più, in erezione.
Allora Laura si è accostata al cavallo e ha cominciato a masturbare l’enorme cazzo,mentre Luca si masturbava, ero evidentemente confusa e non sapevo cosa fare anche se ero molto eccitata.

Vedendomi titubante Luca mi disse di farmi fottere dal cavallo. Domandai preoccupata: “Ma non mi schiaccerà ?”.
“No, se sarai abbastanza troia!” mi rispose Luca.
Allora mi feci coraggio e mi avvicinai al cavallo.
Laura,che era già piena di sperma dell’ a****le, si fece da parte e mi aiutò a mettermi nella posizione giusta (doggy style).
Poco dopo sentii un forte dolore, mentre il cazzo entrava dentro di me, dolore che poi si trasformò in piacere.

Il cavallo andava su e giù ritmicamente e sembrava che godesse. spostai lo sguardo verso Luca che stava fottendo Laura che aveva preso in bocca il cazzo di uno dei cani.
“che stronzi “urlai, ma non mi staccai dal cavallo perché mi stava facendo godere troppo per smettere proprio in quel momento.
Ad un certo punto l’altro cane, visibilmente eccitato, me lo mise in bocca; on ce la facevo più, stavo per venire ero in un lago di umori e venni.

Insieme mi sborrarono il cavallo nella fica e il cane in bocca. Vennero anche Laura e Luca dopo un minuto. Mi staccai dal cavallo e inghiottii la sborra del cane, poi vogliosa di sborra di cavallo feci una pompa al cavallo che mi sborrò in bocca quasi subito mentre il cane allupato mi prendeva alla pecorina, venni un’altra volta.
Alla fine di quella estenuante giornata di sesso estremo l’ultima frase che ricordo di Luca fu:”hai visto che ce l’hai fatta? hai visto che sei stata abbastanza troia !?”
La domenica dopo, allo stesso orario arrivai alla casa di campagna di Luca.

Lui mi accolse con il solito sorriso e mi guidò in un campo a fianco alla “stalla delle sorprese. “
Mi disse di cominciare a spogliarmi e mi lasciò lì ad attendere.
Non sapevo che tipo di sorpresa avesse per me. Dopo una decina di minuti me lo vidi spuntare con un cavallo che portava nella mia direzione tirandolo per le redini.
Rimasi sbalordita, dissi che un a****le simile avrebbe anche potuto schiacciarmi, ma lui rispose che invece avrei provato molto più piacere e che avrei dovuto fidarmi di lui come l’ultima volta.

Così mi rilassai. Anche questa nuova esperienza mi eccitava terribilmente. Il problema è che ho un continuo bisogno di provare sensazioni nuove. Luca mi disse di mettermi sotto il cavallo e di stimolargli il pene succhiandoglielo, mentre lui lo avrebbe tenuto fermo. E così feci.
Il cavallo se ne stava buono buono e si lasciava spompinare, senza fare il minimo movimento, ma doveva piacergli molto la cosa visto che dopo un po’ quell’incredibile pene che avevo in bocca cominciò a spingermi la testa all’indietro….. non avevo mai visto il pene di un cavallo in erezione,è enorme…
Dissi a Luca che non avrei mai potuto metterlo tutto dentro, ma lui non mi rispose nemmeno.

Dopo un po’ portò una panchetta di legno abbastanza alta e la posizionò sotto il cavallo.
“Sdraiati sopra la panca e allarga bene le gambe”, mi disse. Non appena assunta la posizione da lui descritta lui prese il pene del cavallo e cominciò a strofinarlo sulla mia vagina…era già bagnato…quasi quanto me! Lo posizionò sul mio buchetto e mi disse: “Scivola un po’ più avanti…”.
Feci scivolare il mio sedere sulla panchetta e contemporaneamente la punta del pene del cavallo mi penetrò ! Dio…era mostruosa.. scivolai ancora più giù e ancora più giù…il cavallo mi entrava dentro con il suo enorme coso e la metà era ancora fuori ! Andavo sempre più giù fino a quando, dal dolore, capii che più in là non sarebbe potuto andare.

Così cominciai a muovere il mio bacino dall’alto in basso….
Godevo incredibilmente…. é un peccato che gli uomini non siano così dotati perché soltanto così una donna gode davvero.
Ansimavo …. anche Luca sempre intento a tenere il pene del cavallo ansimava con me. Se non lo si prova è indescrivibile…. indubbiamente il miglior orgasmo di tutta la mia vita.

Cosa succede nei sogni ?

E’ la mia terza doccia.
Mi sento sporca, sporca sulla pelle, sporca nella vagina, sporca,
sporca, sporca.
Una sporcizia sulla quale non basterebbe strofinare un’intera
saponetta ne un intero flacone di detergente intimo.
Mi sento sporca nell’animo.
Sporca di una sporcizia che solo il tempo riuscirà a lavare via, via
da quella donna che è stata abbastanza stupida da pensare che un po’
di sesso fosse la giusta medicina.
Sono le tre e mezzo, i vicini non hanno ancora picchiato sul muro ma
credo che non ci vorrà ancora molto.

Ma è più forte di me, forse
un’altra doccia o due riusciranno a ripulirmi abbastanza da farmi
passare il disgusto.
La giusta medicina…
Non mi fa nemmeno ridere l’ironia del pensiero. Mi sento stupida,
perché ora ci dovrò convivere, con una nuova ferita che mi sono auto-
inflitta.
Era il sesto uomo, ho tenuto il conto, tutti con un bel fisico, un
modo di porsi che, onestamente, quasi ogni volta è stato piacevole.

Tutti curati, intelligenti. Ma… Ma ogni uno di loro più o meno nello
stesso modo, un primo incontro, per capire se poteva piacermi, poi a
cena, perché non è bastato il primo incontro per decidere, poi…
Così con l’ultimo, il sesto, al terzo incontro ho ceduto, pensando che
ci fosse qualcosa di sbagliato in me, che il non sentirmi attratta
almeno da uno di loro fosse causato dalle mie ferite del passato. E
che, dopo qualche mese senza sesso – mi correggo: senza sesso con un
uomo – avessi perso contatto con la realtà, con quel che desiderasse
veramente il mio corpo.

Non mi è piaciuto il suo primo bacio; un primo allarme che non ho
voluto ascoltare. Allora l’ho lasciato fare, l’ho lasciato entrare in
casa.
L’ho lasciato baciarmi, spogliarmi.
Ansimare nel mio collo.
Leccarmi il seno, toccarmi la vagina, sporcandomi ad ogni suo tocco.
Penetrarmi.
Mi sono sentita violentata. Ma da me, non da lui.
Sorrido al pensiero. Mi immagino dai carabinieri.
“Devo denunciare una violenza sessuale”.

“Chi è la vittima?”
“Io. “
“E l’aggressore lo conosce?”
“Si, sono sempre io. “
Non sono sicura di avere finto bene, e non ero neanche bagnata. Mi ha
fatto male. Ma non ha capito. O forse non ha voluto capire, ma che
fosse l’uno o l’altro in fondo non fa molta differenza. Lo si sa bene
che non ci si può aspettare questo tipo di sensibilità da un uomo.
Credo che la capacità di ragionare d’un uomo sia inversamente
proporzionale al suo grado di eccitazione.

Da gentleman, a cena, ad orangutan, a letto.
Mi fermo qui! Non posso prendermela con lui per qualcosa che mi sono
fatta da sola. Anche se l’orangutan, se lo merita tutto.
Un brivido mi percorre tutto il corpo. Dovrebbe fare caldo ma ora mi è
venuto freddo. Contemplo l’ironia del momento, sotto la doccia,
saponetta in mano a lavare una sporcizia che so bene di non poter
lavare. Mi risciacquo velocemente, mi asciugo e torno a letto sperando
di poter dormire almeno due o tre ore.

Dopo essermi girata e ri-girata per mezzora, finalmente il sonno mi
viene all’improvviso, e l’ultimo pensiero chiaro prima di
addormentarmi è, devi perdonare te stessa Rebecca, in fondo l’hai
fatto pensando in bene.

schiava trav 9 – l';inizio della fine

Gli occhi mi si chiudevano , la faccia e il buchino mi dolevano dall’abuso continuo subito durante la notte, per non parlare della marchiatura…. aspettai che fossero le 8. 00 prima di rincasare per essere sicura che mia moglie fosse uscita per andare al lavoro.
Una volta entrata nel mio appartamento sentii il suo profumo, doveva essere uscita da poco. Sul tavolo della cucina un bigliettino: “Ciao amore ti ho lasciato qualcosa in frigorifero se hai fame , la caffettiera è pronta ,buon riposo ci vediamo stasera.

PS ha chiamato il signor Ferdinando ha detto che ti richiamava verso le 9. 00 …baci
Il mio Padrone mi ha chiamato a casa mia!!! Come ha avuto il mio numero? Perché non mi ha chiamato sul cellulare? Meglio sistemare i miei nuovi vestiti e la mia biancheria…meno male che mia moglie non è portata verso le faccende di casa e il mio armadio me lo sistemo sempre da me, certo che sapere che il mio nuovo guardaroba sarà al 95% femminile scarpe comprese mi crea non pochi problemi.

Ore 9:30 il telefono di casa suonò.
“Pronto?” CIAO SCHIAVA COM’E’ ANDATA STANOTTE? PERCHE’ NON MI HAI MANDATO LA FOTO DEL TUO MARCHIO? A PROPOSITO TI HA FATTO TANTO MALE QUEL CATTIVONE DI NICOLA? NON CREDO VISTO CHE LO HAI RIPAGATO CON UN POMPINO E SENZA NEMMENO CHIEDERE IL PERMESSO AL TUO PADRONE!!!
Oddio glielo aveva detto…..
MA PARLIAMO D’ALTRO, OGGI DEVI PRENDERE 2 PASTIGLIE CON UN PAIO DI BICCHIERI D’ACQUA OK?
“Si Padrone “ risposi guardandomi i piedi….

oddio non avevo tolto lo smalto dai miei piediiiiii.
BRAVA, POI DOPO AVER RIPOSATO, ESCI E TI COMPERI CALZINI CORTISSIMI E RICAMATI DA FEMMINUCCIA COLOR BIANCO O PASTELLO MEGLIO SE ROSA. LI INDOSSERAI CON I TUOI PANTALONI. POI TI PRENDI I PANNOLINI PER IL CICLO MESTRUALE…COSA CHE AVERRA’ CIRCA OGNI 28 GIORNI…SARAI TU A TENERNE CONTO…TI INDICHERO’ IO COME SIMULARNE IL DOLORE. FATTO QUESTO DOVRAI FARE UN’OPERA UMANITARIA…HO VISTO CHE A VENEZIA CI SONO PARECCHI RAGAZZII DI COLORE CHE ELEMOSINANO SUI PONTI DELLA CITTA’, NE PRENDI UNO LI OFFRI 100 EURO MA IN CAMBIO PRETENDI DI FARGLI UN POMPINO ALTRIMENTI NIENTE DA FARE…IN POCHE PAROLE PAGHI PER IL LORO CAZZO.

DOPO AVER MANGIATO E BEVUTO ( ride) LASCI IL TUO NUMERO DI CELLULARE E VATTENE A CASA E RIPOSA E SE TUA MOGLIE VUOLE SCOPARE ACCONTENTALA! CIAO PUTTANA CI SENTIAMO PRESTO!
Dopo avermi ripulito le unghie dei piedi e avermi fatta una doccia ho dormito come una ghira…al mio risveglio mi sono rivestita, collant color carne mutandine e reggiseno bianchi jeans e maglione color carne.
Ho fatto tutte le compere…. per quanto riguarda invece i ragazzi di colore mi hanno mandata al diavolo tutti ridendo di me.

Mi sono dovuta accontentare di un filippino piccolo e bruttino…ma ha voluto 200 euro !!!! Per non parlare della puzza del suo pene!!!!!
Tornata a casa e sistemate le mie cose mi sono messa una tuta sopra un paio di mutandine nere che avrei potute far passare per maschile non avendo pizzi o trine….
5 minuti dopo mia moglie rincasò e quello che successe fu l’inizio di ciò che io chiamo un cambiamento irreversibile di gabriella.

Dopo cena mia moglie quasi mi saltò addosso…. mi spogliò ..me lo prese in bocca mi fece mangiare la sua vagina …me lo menò ..quasi lo strappò ma…..non ci fu nulla da fare…. non si drizzava nemmeno a pregarlo…era praticamente MORTO!
Diedi la colpa alla stanchezza e ma ne andai a letto…. preoccupata soprattutto per il mio matrimonio…avevo una strana sensazione!!!!.

schiava trav 5

Sabato 14 all’ora prestabilita sono a mestre per l’appuntamento …. indosso pantaloni neri larghi e un pullover scollato a V bianco niente intimo ne calze avendoli eliminati tutti con grande stupore di mia moglie.
A proposito di lei l’altra sera non è stato poco il suo disappunto al mio rifiuto di far all’amore..ho dovuto mentire con tutte le mie forze per risultare credibile…mi sentivo un verme…la stessa cosa ho dovuto fare ieri sera …per fortuna stasera devo incontrarmi con Nicola e perciò per quanto la riguarda stanotte sono di turno.

Una mercedes nera si ferma davanti a me dentro c’è il mio Padrone alla guida e mi fa cenno di salire….
!” ORA ANDIAMO A FARTI BELLA TROIA!” sogghignò Dopo circa 10 minuti ci fermammo davanti un caseggiato …non sembrava proprio un beauty center anzi era proprio misero come posto.
Appena dentro il mio Padrone parlava con un paio di ragazze vestite con un camice rosa e un uomo di mezza età che sembrava un medico.

” Venga”mi fece cenno una delle ragazze. “Si distenda sul lettino , ora ci occuperemo del suo corpicino rendendolo bello liscio dalla testa ai piedi,poi il nostro medico le darà una cura ormonale e le indicherà come verrà assunta…quindi vedrà che il pelo non sarà più un problema per lei…e non solo quello …. RISERO ENTRAMBI lasciandomi sbigottita.
Mi applicarono la ceretta prima sulle gambe poi sul petto intorno al sedere non trattenendo le risate vedendo il mio tatuaggio.

Il dolore della ceretta fu nulla a confronto della vergogna per le loro risate e battutine…ma sopportai …anzi se devo essere sincera mi bagnai pure e lo notarono….
Finita l’operazione mi spalmarono il corpo con della crema profumata …. si presero cura delle unghie delle mani e dei piedi..una volta sistemate chiesero al mio Padrone se potessero smaltarle…lui rispose che potevano usare lo smalto solo per i piedi perchè sono sposata e non voleva per il momento che mia moglie sapesse quanto checca ero.

Si dedicarono poi ai capèlli…non corti ma nemmeno lunghi ma quanto bastava per dar loro un giro femminile che avrei potuto nascondere usando del gel. Allo stesso tempo l’altra estetista si occupava delle soppraciglia assotiglliandole e arricciando le ciglia. Finita l’operazione il medico mi diede una capsula e dell’acqua non ritenendo utile informarmi a cosa fosse servita. Mi fu ordinato di vestirmi e di seguire il mio Padrone ma mentre lo stavo per fare una delle estetiste si rivolse al mio Signore e lui rispose sorridendo : ” PERCHE’ NO?
ABBIAMO UN PO’ DI TEMPO
GABRIELLA E’ DA UN PO’ CHE NON VEDI UNA FIGA VERO? BENE ,LA NOSTRA AMICA MI HA CHIESTO CHE AVREBBE VOGLIA DI FARSI LECCARE DA TE ..TE LA SENTI? OPPURE SEI FROCIA ANCHE DI LINGUA?
Mi sentii morire..mi stava trattando come una merda,ma non ebbi nemmeno il tempo di rispondere che la brunetta si sollevò il camice abbasso le mutandine e mi ficcò la fica sul naso strofinandocela sopra…mi sembrava di soffocare era bagnatissima mi stava lavando la faccia con la sua vagina ..me la fotteva come fosse fosse stata un cazzo..tutti intorno ridevano di me e mi esortavano a leccare strofinare annusare …quando venne lo fece tra i miei capelli dicendomi che quello era il miglior profumo per attirare gli uomini e che io ero stata creata per quello…..
Dentro di me mi sentivo strana la pastiglia che mi aveva dato il dottore mi faceva sentire stranamente debole e con lo stomaco sottosopra….

Uscimmo e ci avviammo verso Marcon all’ipermercato Valecenter…..
“Questa è una lista di indumenti intimi ,di calze ,camicie da notte babydoll abiti gonne e camicie…. tu hai i soldi se non ti bastano ne aggiungerai dei tuoi …. io non vengo con te..devo fare altre cose mentre ti aspetto…. muoviti che dopo devo portarti ad un sexy shop….

Quella volta con il mio capo nella piazzola in aut

Mi chiamo Sara e faccio l’infermiera ferrista in sala operatoria,premetto che quello che sto per raccontare mi e’ successo veramente
Sono sposata e ho 44 anni e una bambina di 4 anni,la storia comincia quando capisco che il mio primario e’ attratto da me ,con le sue battute con doppi sensi.
Una mattina mi chiama nel suo studio e mi chiede se voglio andare con lui ad un congresso di ortopedia del ginocchio a Parma.

Io al momento rimasi un po’ intimidita dalla sua richiesta,pero’me l’aspettavo perche’ sapevo che il primario aveva un debole per me.
Accettai ,quindi quella mattina verso le 7. 00 mi venne a prendere sotto casa,premetto che a mio marito non avevo detto la verita’ dicendo che sarei andate con delle mie colleghe.
Devo confessare che il mio primario e un uomo molto maturo rispetto la mia eta’ pero’ molto interessante,quindi per stuzzicarlo un po’ mi sono vestita un po’sul provocante tipo tacchi da 12 cm.

calze nere autoreggenti e gonna sopra il ginocchio con spacco centrale e una camicetta bianca senza reggiseno.
Quando arrivo’ con la sua auto scese per aprirmi la portiera ,e mi accorsi che mi guardo’ le gambe nel sedermi in auto e li dissi tra me e me cominciamo bene direi sara un viaggio molto interessante.
Durante il viaggio il mio primario continuava a guardarmi le gambe ,che io maliziosamente avevo accavallate e tirato un po’su la gonna,continuava a riempirmi di complimenti di quanto ero bella e femminile , e che mio marito fosse un uomo fortunato.

Arrivammo a Parma al congresso ,fu un po pesante ma passo’ in fretta, ripartimmo per Milano era abbastanza tardi, mio marito mi chiamo’ per chiedermi quando sarei tornata gli risposi che c’era traffico in autostrada e che non sapevo per che ora sarei arrivata a casa.
Il mio primario comincio ad essere un po’ piu’ spinto con i complimenti, forse perche’ aveva bevuto un po’ troppo durante le pause del congresso,in auto cominciava a fare caldo, gli chiesi se poteva accendere l’aria condizionata ,mi slacciai un po’ la camicetta,notai che il primario mi guardava il seno attraverso la camicetta ,l’aria condizionata mi aveva inturgidito i capezzoli, e essendo senza reggiseno era un bello spettacolo per i suoi occhi.

Ad un certo punto il mio primario svolto’ in una piazzola di sosta per cammionisti,che dormivano nei loro camion,dicendomi che doveva fare pipi’ e che non ce la faceva ad arrivare al prossimo autogrill.
Parcheggio l’auto di fronte a degli alberi con i fari del auto che li illuminavano,scese e si mise a pisciare di fronte a me,mi fece notare palesemente il suo pene,era in erezione e se lo menava come se si stesse masturbando.

Sinceramente quel immagine del suo pene mi aveva turbata o forse eccitata.
Risali’ in auto e mi accorsi che non si era tirato su la cerniera dei pantaloni, con ironia glielo feci notare e lui mi rispose che gli si era incastrata,si intravedeva il suo pene rigido che per un po’usciva dai pantaloni,non mi ero mai sentita cosi eccitata nella mia vita, forse per la situazione che si era creata.
Il mio primario spense le luci del auto,io gli dissi non andiamo, e lui mi disse Lidia ti devo parlare,sono troppo attratto da te ,dal tuo corpo che mi fa impazzire,mi eccito ogni volta che ti vedo in ospedale e faccio dei pensieri troppo perversi.

Io rimasi imbarazzatissima, non so perche’ risposi che ero sposata,e non sarei capace a tradire mio marito.
Lui mi rispose che mi avrebbe voluta a tutti i costi ,che farebbe qualsiasi pazzia per me.
Mi bacio al l’improvviso, io rimasi ferma ,perche in fondo anche io lo desideravo,mi mise la sua mano tra le cosce,feci un po’di resistenza ma anche io mi stavo eccitando,con la sua mano arrivo’ a toccarmi la vagina,sentivo che ero bagnata e quindi lui comincio a masturbarmi.

Mi sentivo sempre piu’ eccitata ,abbasso il mio sedile mi spalanco le cosce e comincio a leccarmi la vagina,cominciai a godere, allora gli presi in mano il suo pene e cominciai a masturbarlo era durissimo quasi mi scoppiasse in mano,poi si mise seduto sul suo sedile e mi chiese di mettermi sopra di lui,lo fecci perche ‘ero eccitatissima, presi il suo pene e lo infilai nella mia vagina che era bagnatissima soprattutto della sua saliva, che mi colava dalle cosce, mi scopava come mai nessuno aveva fatto nella mia vita , neanche mio marito in dieci anni di matrimonio,mentre mi scopava mi leccava i capezzoli,godevo insieme a lui non potevamo piu’ smettere ,ad un certo punto mi bacia con la lingua e sento che mi sta venendo dentro,sentivo i suoi schizzi dentro la mia vagina e a quel punto venivo anche io.

Ci ricomponemmo e io dissi che era stato bellissimo ,ma pero’ era l’ultima volta.
Non fu cosi,perche ancora oggi scopiamo nel suo studio quando ne ho voglia.
Non voglio lasciare mio marito perche’ gli voglio bene, pero’ in fondo il mio desiderio che mi eccita da morire di essera scopata da un uomo ‘molto piu’ maturo di me non mi fa smettere questa relazione extra coniugale.

SARA 44 ANNI INFERMIERA.

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irene e la sua vita

Sono irene, una 21enne magra e piccolina con pochissimo seno, occhioni marroni e capelli castani lisci,
media lunghezza.
Il mio seno non supera la prima taglia e quindi non indosso mai il reggiseno.
Faccio la studentessa e per questo vivo lontana dalla mia città di origine; in un appartamento che condivido con 2 maschi e un’altra femmina.
Mi piace andare a fare jogging e l’ inverno pratico la palestra, ma non pesi, solo esercizi fisici.

Vesto in maniera abbastanza elegante, a volte sportiva.
La mia vita trascorre monotona e quasi tranquilla, esco con le amiche la sera, di giorno frequento le lezioni e studio.
Un solo problema condiziona la mia vita…..
Sono vincolata ad un ricatto.
È un segreto, non posso dirlo neanche a voi.
Posso solo dirvi che un mio “amico”economicamente benestante mi tiene in scacco grazie a questo segreto, utilizza questo per fare di me ciò che vuole.

Me lo ha detto subito: io lo so che…. quindi se non vuoi che lo dica a tutti devi fare quello che voglio io.
Io purtroppo non ho scelta. La rivelazione di questo mio segreto sarebbe molto meno sopportabile dall’essere tenuta in “ostaggio” da marco.
Fino a poco tempo fa avevo un ragazzo. Un tipo in gamba, carino e poco piu vecchio di me, che purtroppo mi ha lasciato per via delle mie mille scuse che dovevo inventare quando marco mi chiamava e ordinava di fare delle cose.

Mi ha lasciata dicendomi che sono una falsa ed una poco di buono.
Non ha tutti i torti però!
Vi spiego: quando uscivo col mio ragazzo, oppure quando avevamo rapporti intimi o altro, spesso arrivava la chiamata di marco che mi imponeva di andare o fare qualcosa x lui. Quindi io in fretta e furia dovevo piantare in asso il mio ex e soddisfare le esigenze di marco.
Ma in cosa consistono le richieste di marco?
Ovviamente si tratta di ricatto sessuale.

Marco ha voglia? Bene… io devo soddisfarlo e stare alle sue condizioni.
La maggior parte delle volte devo andare a casa sua e quando entro non so mai che tipo di voglie abbia.
Alle volte mi da dei completini intimi da indossare, alle volte mi vuole nuda, vestita; addirittura a volte con dei travestimenti. Ogni posto diventa buono x scoparmi, dal tavolo della cucina al divano, alla vasca da bagno al poggiolo.

Non nascondo che certe volte è anche piacevole fare sesso cosi… mi da le cose lui, casa sua…a volte mi piace tanto perché raggiungo l’ orgasmo.
Alle volte invece mi tratta peggio di una prostituta, mi insulta mi usa! Ma che ci volete fare? Non posso ribellarmi.
Quando stavo insieme al mio ragazzo, tante volte, dopo esser stata penetrata per ore da marco, dovevo accontentare mio ex per non litigare, e magari avevo ancora addosso lo sperma di marco.

Allora io gli dicevo che era meglio mettere un preservativo, ma lui non voleva..e allora altro sperma in vagina o ano o bocca…
Parecchie volte si meravigliava che fossi cosi bagnata…. ma per fortuna non sapeva la motivazione, io gli dicevo che ero particolarmente hot.
Diciamo che la mia vita sessuale era particolarmente attiva e tutto sommato cio non mi dispiaceva.
Sono sempre stata assai attiva fin da 16 anni.
Una mattina, ore 9 avevo lezione in università.

Scendo di corsa dalla scale ma purtroppo non riesco a prendere il tram….
Come faccio. Il prossimo è troppo tardi!
Fatalità un ragazzo si accorge e mi avvicina. Mi chiede dove dovevo andare.
All’ uni!
Ti ci porto io, arrivi prima che col tram.
Io non ti conosco, mi fido, ma ti pago il disturbo.
Quanto valgono le tue ballerine?
Come scusa?
Quanto le hai pagate?
Ma che centra?
Io ti porto e te in cambio mi regali le tue belle scarpette.

O mio dio. Ma sei matto?
No, adoro le ballerine e le tue sono veramente carine. Decidi te…prendere o lasciare.
Obbiettivamente quelle ballerine erano vecchiotte e non avevano granche di valore. Quindi dissi…ok aggiudicato.
Ma come facciamo però…. non posso andare scalza.
Non ti preoccupare, vengo a prenderti quando hai finito e ti riporto a casa cosi mi lasci le tue scarpette…
Titubante accettai…sembrava tutto sommato un tipo in gamba.

Mi portò all’ uni e lo salutai, lui però mi chiese il numero perché aveva paura che dopo non mi sarei fatta piu trovare.
Glielo diedi pensando che era meglio avere anche il suo…almeno potevo avere qualcosa x rintracciarlo.
Ci salutammo e andai in aula pensando a quanto strana è la mia vita, ma soprattutto pensando a dopo come sarebbe finita…
Ma questo lo raccontiamo nella seconda puntata.

Oh dolce sorella.. episodio 2: la sua prima mastur

Nel primo episodio mia sorella era entrata in camera mentre ero tutto nudo mentre mi facevo una sega. Dapprima intimidita, poi attratta dal mio corpo mi ha proposto di leccarmi i capezzolini. Per qualche motivo si è spinta e mi ha fatto un pompino facendomi venire due volte.
Dopo avermi lasciato nudo ed sconvolto, poco la rivedo tornare in camera.. completamente nuda.

“Sai, non mi sono mai masturbata prima d’ora.. visto che io ti ho visto farlo, ti va di guardarmi mentre mi.. tocco?”
Ancora nudo, con il pisello ancora in tiro e con un po di sborra sopra, accetto.

Martina si siede su una sedia davanti a me, divarica le gambe facendomi vedere perfettamente la “fessura” e inizia subito a far scorrere la sua manina mentre con il suo sguardo la vedo fissare il mio corpo nudo.

Da quella posizione ho modo di ammirare il suo bellissimo corpo, il suo bellissimo fisico da tanti allenamenti di pallavolo. Mentre la guardo fantastico su come quelle sue tettine ballassero ad ogni schiacciata.

Il suo seno è piccolino, con dei capezzolini tenerissimi, ma estremamente eccitante. Mi piace ogni singola parte di lei, provo un grande eccitamento.
La sua faccia ora si è arrossata: un misto tra eccitazione e vergogna. Mentre guardo quel suo musetto che respira in modo affannato, istintivamente mi metto la mano sul pisello e inizio a segarmi di nuovo.

Alla vista della mia mano che scorre su e giù sul pisello, la faccia di Martina si fa ancora più rossa e la bocca si muove nel vano tentativo di dire una frase, ma tutto ciò che le uscì fu un “aaahh” di puro godimento.

Infatti la sua mano ha iniziato a muoversi meglio e più velocemente lungo la patatina… per qualche motivo mi è venuto il sospetto che quella non era la sua prima masturbazione.

Da quel punto abbiamo iniziato a guardarci nel occhi e gemere di piacere, senza mai smettere di toccarmi, senza dire nessun’altra parola. I suoi “aahh” mi eccitavano tantissimo, così come a lei eccitava tantissimo vedermi da così vicino.
Senza smettere di fissarci, come comunicando telepaticamente, ci siamo avvicinati ancora di più fino a sederci l’uno accanto all’altra.

Da quella posizione ho potuto ammirare ancora meglio il suo corpicino, sentendo pure il suo respiro eccitato. Non ho saputo resistere e le ho appoggiato la testa sulle tette, succhiandogli e leccandogli i capezzoli. Questo le raddoppiava il piacere e lo manifestava con dei movimenti del proprio corpo, completamente in balia al piacere. Quindi sono andato avanti e con una mano le ho toccato la patata, dapprima con calma, poi sempre più forte fino ad inserire due dita dentro.

Inizio a masturbarla con foga e lei risponde aumentando la frequenza e l’intensità dei suoi gemiti continuando a contorcersi dal piacere. Poi mette entrambe le mani dietro di me abbracciandomi e, con uno slancio, si fa cadere a terra trascinandomi a terra. Finiamo a terra, lei distesa con le gambe divaricate, io inginocchiato di fianco a lei con una mano dentro la sua patata.

“Fa..aah.. mmi venire.. ahh” Mi dice lei aprendo lasciando cadere le braccia a terra in una posizione completamente passiva.

Smetto di toccarmi e concentro entrambe le mani per giocare con il suo corpo, aumentando la stimolazione in lei, fino a che con un ultimo grande urlo di piacere Martina viene.
Stando sempre sdraiata con le gambe aperte, ci fu un primo squirt, poi una serie di gemiti culminanti con il versamento di un po di liquido da parte della vagina.
Mentre lei era nello stato di trance per l’orgasmo, io ho ripreso a segarmi fino a venire culminando con un piccolo schizzo finito proprio sopra la sua tetta sinistra.

Il timore di aver fatto qualcosa di non dovuto sparisce immediatamente: infatti Martina si spalma immediatamente lungo tutto il seno con un sorriso soddisfatto sulle labbra.
“Ooh.. fratellone.. mi fai eccitare un casino..”

Sfinito e sorpreso, mi sdraio di fianco a lei mentre guardo il suo musetto ancora arrossato. Il suo respiro è ancora affannato e non accenna a muoversi da quella posizione rilassata.
“E’ stato magnifico..” Mi dice ad un tratto, girando improvvisamente la testa nella direzione opposta alla mia.

Riesco anche a sentire un singhiozzo, le giro il viso verso di me e la vedo in lacrime.
“Ti ho mentito” Mi comunica piangendo
“Non è vero che non mi sono mai masturbata… è che volevo vederti nudo e spogliarmi nuda per te e giocare con i nostri corpi come abbiamo fatto. Volevo venire e farti venire su di me… ti ringrazio… sei così eccitante, mentre io sono una cattiva ragazza”.
Finito la frase, con un po di fatica, lei si rialza e corre in lacrime verso il bagno, dove aveva lasciato i vestiti.

Riesco solo a dirle che è stata l’esperienza più bella della mia vita e che non c’è nulla da vergognarsi.. e che ho apprezzato moltissimo.
Si gira per dirmi velocemente grazie.

Qualche ora dopo, rimarrà in silenzio per tutta la sera senza rivolgere parola. Dirà ai nostri genitori di avere la febbre e, prima di andare a letto, mi riempirà di abbracci e coccole continuando a chiedermi scusa. Io la consolerò rafforzando le tenerezze nei suoi confronti.

In realtà non siamo mai stati così tanto affezionati!.

La mia ex fidanzata da verginella a porcona…per

Anni fa, ero fidanzato con una ragazza. (Federica).
Siamo stati insieme 7 anni. Era la mia prima fidanzata e io il suo primo fidanzato. Ci siamo cresciuti. Avevamo fatto tutto insieme. Del sesso in coppia le avevamo provate tutte.
Iniziò per gioco, durante un rapporto che li chiesi se li piaceva provare un altro cazzo. Le prime volte non rispondeva, poi per la mia insistenza, iniziò a fantasticare e a rispondermi di si.

Conosceva solo il mio cazzo e aveva voglia di provare con un altro uomo. Io ero stato l’unico e il solo…. fino ad allora.
Una sera in macchina, mi chiese se quello che gli chiedevo durante il rapporto erano domande fatte così o se veramente volevo vederla scopare con un altro. Solo sentirla parlare di un’altro cazzo mi eccitai tantissimo. Iniziai a fantasticare e a cercare il modo di realizzare il suo e il mio di desiderio.

Voleva farsi un esperienza con una persona più matura. Così iniziai le mie ricerche su internet.
Fu così che conoscemmo Umberto,un tizio di un paese vicino la nostra città. Era una persona sulla 50/60, un po’ rude di modi. C’incontrammo in una casa di campagna di un suo amico, fuori paese. Erano le 20 di una serata invernale. La mia fidanzata era molto eccitata, per l’occasione aveva indossato l’intimo che piaceva a me.

La volevo così quella sera.
Suonammo e il cancello e si aprì. La casa era un po’ malconcia. Ci venne incontro questo tizio, era alto quanto me, più robusto con una stempiatura alta, carnagione meridionale e abbigliamento un po’ da mafioso. Mi mise un po’ di paura, soprattutto, quando con dei modi burberi, prese per un braccio Federica e la porto in una stanza da letto, usci e mi disse di non avere paura che la faceva solo godere.

Le chiesi se aveva paura, ma lei con un misto terrore ed citazione mi disse di stare tranquillo.
Chiuse la porta della stanza e cercai di capire cosa stesse succedendo, senti solo Federica urlare di piacere e goduria. Provai a sbirciare dal buco della serratura e non si vedeva nulla, aveva otturato il buco.
Mi sedetti sul divano, sentendo le urla di piacere e inizia a farmi una sega, ero eccitatissimo. Non mi era mai successa una cosa del genere, e soprattutto non avevo mai sentito Federica godere così.

Dopo quasi un ora, da quella stanza,uscì Umberto quasi nudo, con solo un paio di mutande bianche e calzini, andò dritto al frigorifero, si bevve mezza bottiglia d’acqua e fece un rutto. Li chiesi di Federica, mi disse che mi aspettava. Andai e la trovai nuda sotto le lenzuola. Mi abbraccio e mi disse grazie. Li chiesi perchè quel grazie. Mi rispose per la nuova esperienza.
Andammo via, in macchina, mi accorsi che piangeva.

Mi disse che aveva avuto paura, che però le era piaciuto, e si stava preoccupando in caso lo voleva rifare di nuovo. Io al momento mi arrabbiai, ma quando da solo a casa ripensai a quello che era successo, mi parti un segone.
L’indomani sera, ci appartammo dalla nostra comitiva per parlare dell’accaduto. Andammo in macchina e mi feci raccontare quello che era successo in quella stanza. Mi raccontò che Umberto li aveva chiesto perché voleva provare un altro uomo e che lei aveva risposto per gioco che il suo pene era il doppio del mio.

Che durante la giornata si era eccitata pensando alla sera prima, al cazzo di Umberto e di quanto aveva goduto. Si accorse che il mio cazzo era diventato duro e mi fece un pompino, alzava la testa per raccontarmi come l’aveva succhiato a Umberto e come l’aveva presa. Mi disse che volle sborrarli in bocca e che la sua sborra aveva un gusto più dolce della mia. Insomma tutto di Umberto era stato più bello di me.

Dopo un po’ di settimane una sera mi confessò che aveva cercato Umberto. Aveva il suo numero e lo aveva chiamato. Si erano dati appuntamento la sera stessa. Ma senza di me. VVolle portarmi lo stesso, ma disse di aspettare in macchina. Io mi feci la mia solita sega pensando a quello che stava succedendo in casa. Umberto non sapeva della mia presenza.
Questi incontri divennero sempre più frequenti e sempre perché era lei a cercarlo.

Una sera, ero nascosto in macchina, e da lontano vidi entrare nel vialetto della casa un’auto. Mi nascosi e spiai, scese un tizio che aveva la stessa età di Umberto. Entro e usci dopo un ora.
Poco dopo usci Federica. Mi disse che Umberto aveva raccontato a un suo amico di lei, e che il tipo voleva partecipare. Se l’erano scopata in due. Federica, la mia fidanzatina verginella, era diventata la porca desiderata dai mariti porci e insoddisfatti della zona.

L’idea mi piaceva e mi faceva eccitare sempre più, Mi ero accorto che Federica non godeva più con me. Voleva sempre di più. Dopo quella sera, si era creato un giro in quella casa da paura. Io nascosto e questi uomini che entravano ed uscivano da casa e dalla sua vagina.
Mi lasciò Federica, forse per Umberto o forse per qualcuno che aveva conosciuto in quella casa. Fatto sta e che quando ripenso a quei periodi, sborro sborro e sborro.

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la vicina di casa

Oggi voglio parlarvi di come ho scoperto il piacere per le situazioni “particolari”.
Avevo circa 18 anni quando un giorno in bagno, pronto per entrare nella doccia, mi rendo conto di aver lasciato la finestra aperta e proprio in quel momento la mia vicina di casa stava stendendo i panni sul terrazzo. Li per li ho provato un po’ di imbarazzo perché prima di allora nessuna donna aveva visto il mio corpo completamente nudo e non avendo mai avuto un fisico atletico ne definito, mi sono vergognato un bel po’.

Al tempo stesso però, nel rendermi conto che la signora di tanto in tanto buttava l’occhio, ho cominciato a provare piacere per la situazione ed il mio amico laggiù ha deciso di mettersi in mostra, in tutta la sua forma smagliante da diciottenne…

avendo notato un certo interesse da parte della vicina, in quei giorni non riuscivo a smettere di pensare a quell’evento, finalmente una donna mi aveva visto nudo e non solo, anche in erezione! Inutile dirvi che mi masturbai tantissime volte ripensandoci.

Qualche settimana dopo mi ritrovai di nuovo in bagno per fare la barba e decisi di lasciare di proposito la finestra aperta, sperando di rivivere nuovamente quella sensazione, ma stavolta ero determinato a spingermi oltre. Sono ancora una volta in bagno nudo, mi sto radendo in piedi davanti al lavandino e l’orario è più o meno lo stesso dell’altra volta, quindi lei dovrebbe uscire a momenti, dato che il suo terrazzo è zeppo di panni.

Neanche a dirlo che me la vedo li di fronte, con un vestitino estivo, il classico abitino che si porta dentro casa, ma si vede chiaramente che non porta il reggiseno. Comincia a raccogliere i panni facendo finta di non avermi visto ed io faccio altrettanto ma sangue già ribolle, cerco di far finta di niente tagliando la barba, ma senza rendermene conto dopo pochi istanti il mio bacino già si muove avanti e dietro molto lentamente.

I glutei di contraggono, il pene strofina sul bordo del lavabo e sta iniziando ad indurirsi, tutto questo sotto gli occhi di lei che si nasconde dietro le lenzuola, ma evidentemente guarda verso di me.
Sono eccitatissimo, cerco di proseguire senza guardarla, ignorandola, ma il mio bacino si muove sempre più vistosamente ed il mio respiro diventa sempre più pesante mentre il mio pene ha raggiunto la sua massima erezione.
Non resisto più, guardo verso di lei, è piegata a 90 per sistemare i panni nella vaschetta, ma in questa posizione riesco chiaramente a vederle il sedere coperto dalle mutandine.

Finisco velocemente di fare la barba e lavo il viso, sono ancora molto eccitato ed inizio ad accarezzare il mio pene lentamente, anche se la voglia di impugnarlo con forza e agitarlo violentemente è tanta, ma non voglio dare nell’occhio. Lei è ancora lì, sembra quasi che stia facendo tutto con molta calma, ma può essere una mia illusione, intanto sono li, nudo, in piedi, col sedere appoggiato al lavandino e mi accarezzo il pene mentre lei può vedermi di lato.

Ad un certo punto si piega nuovamente ed io sono lì, pronto a godermi di nuovo le sue mutandine ma mi accorgo che stavolta sono tutte arrotolate nel suo sedere, non posso credere ai miei occhi! Ho davanti a me il suo culetto quasi nudo. Gli slip sono completamente dentro e si intravede persino un po’ di peluria!
Il solo pensiero che potesse averlo fatto di proposito mi manda in estasi, non capisco più nulla ed ora la mano è li che fa su e giù sul mio pene come uno stantuffo tenendolo stretto fra le dita.

Lei guarda fugacemente, ora si è chinata di fronte a me mentre sistema i panni nella vaschetta e le sue cosce sono completamente aperte, gli slip infilati nella vagina e la peluria completamente scoperta.
La scena è degna di un film porno, una signora quarantenne sposata, in veste di casalinga sta guardando il figlio diciottenne dei vicini che si masturba con foga spiandola. Sono ormai agli sgoccioli, non riesco più a resistere, ho il cuore a mille e sto ansimando, per fortuna la mamma è di la con un’amica (di quest’ultima vi racconterò molto presto.