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L';estetica del cazzo

Fin da piccola i miei genitori mi hanno trascinata per musei, pinacoteche e gallerie d’arte.

Che barba !!!

Loro affermavano che, anche se mi annoiavo, in realtà stavo accumulando cultura e conoscenza.

Vero, verissimo. Ma che barba !!!

Ricordo i miei piedi che si strascicavano a fatica lungo quei corridoi infiniti. Chilometri di quadri, statue, vasi e manufatti di ogni genere di cui non mi fregava assolutamente niente.

I figli sono troppo spesso vittime delle ambizioni dei genitori.

In età adolescenziale però, quando i primi pruriti fanno la loro comparsa, trovai nuovi stimoli e curiosità e, quello che fino ad allora non avevo notato, divenne l’obiettivo di ogni visita museale.

Il corpo nudo.

Il corpo nudo di uomini e di donne. Corpi strani, spesso deformi e tormentati, altre volte eroici ed algidi.

Ma sempre e comunque corpi nudi.

Tanto erano diversi dai corpi delle persone che mi circondavano da risultare artefatti, sintetici, irreali, sproporzionati.

Donne dai corpi opulenti con piccoli seni adolescenziali, uomini muscolosi, altissimi, con piselli a dir poco ridicoli al cospetto delle loro masse muscolari.

Di fronte all’estasi di mia madre ai piedi di un Ercole potentissimo, esternai la mia perplessità sulle proporzioni della figura dell’uomo. La risposta, anche se divertita, fu molto accademica e fredda e non mi chiarì affatto il dilemma che mi ponevo: ma gli uomini, anche quelli muscolosissimi, ce l’hanno davvero così piccolo?

Solo alcuni anni dopo potei chiarirmi, è proprio il caso di dire toccando con mano, il dilemma.

No, gli uomini, mediamente, non lo hanno piccolo come Ercole!!!

Che bello l’organo genitale maschile !!!

Ha mille nomi e mille forme diverse ed è sempre una sorpresa (non sempre positiva…ah ah ah…) quando il tuo partner te lo esibisce per la prima volta.

L’emozione di quando slacci la cintura, dopo aver pregustato palpandone la consistenza, l’impaccio di liberare l’oggetto del desiderio, l’ansia di poterlo vedere libero da costrizioni e ritrovarsi in ginocchio di fronte allo svettare della potenza della natura….

…ah…quanti ricordi !!!

No, questa non vuol essere un’ode al maschio (o ancor meno al suo membro!!!).

Semmai vorrebbe essere una sorta di catalogazione, seppur limitata, dei generi, delle specie e delle caratteristiche (negative e positive) delle mie esperienze.

Potrei iniziare tipo con…. mi ricordo di…. mi ricordo…

Mi ricordo di quando mi nascosi un pomeriggio intero in un canneto. Noiosissime vacanze in campagna in compagnia di soli maschi.

Loro giocavano sempre a calcio mentre io mi annoiavo a comporre ghirlande di fiori. L’unica volta che provai a giocar con loro a calcio fui severamente redarguita da mio padre. Non era cosa per ragazzine.

Altri tempi.

Li vedevo giocare, sudare, litigare. E io seduta silenziosa a bordo campo. Avevamo tutti intorno ai tredici, quattordici anni. Nessuno di noi (o meglio di loro…) pensava al sesso. Io ero già “diventata” donna e, a dirvi la verità, al sesso un po’ ci pensavo.

Più che al sesso, pensavo alla scoperta dell’altro sesso. Erano anni ormai che mi chiedevo come fosse il “pisello”.

Così, vista la loro strana abitudine di pisciare in compagnia al grido di “chi non piscia in compagnia o è un ladro o è una spia”, decisi di nascondermi dentro un canneto in posizione favorevole ad ammirare per la prima volta uno “spettacolo” riservato al genere maschile.

Quel giorno non ne volevano saper proprio di pisciare.

Sentivo le loro urla, il pallone rimbalzare, le imprecazioni per un goal sbagliato. Nel frattempo, le zanzare, mi stavano martirizzando.
E finalmente, dopo tanta attesa, gli arrivò l’agognato stimolo!!!

Arrivò prima il più piccolo del gruppo che, indifferente alla presenza dei compagni, si abbassò i calzoncino iniziando ad irrigare le piante sottostanti. Era circa cinque metri sopra di me e trattenendo il respiro, strizzai gli occhi per mettere a fuoco il suo pisellino.

Mi ricordo…mi ricordo ancora….

Mi ricordo del mio primo ragazzetto timido. Era spaventato più di me e quando si spogliò non mi dette neanche la possibilità di osservare ciò che mi stava per penetrare.

Fui io ad incoraggiarlo, curiosa.

Non mi parve paragonabile a quello di Ercole o David. Era molto peloso, storto sulla sinistra e il prepuzio non ricopriva il glande.

A quello ne sono seguiti molti altri: lunghi e lunghissimi, alcuni tanto corti da sparirti in mano (sigh!!!), tozzi come tappi di damigiana, superbi e presuntuosi, curvi in su, curvi in giù, dritti come un palo, a cono, alcuni con cappelle a punta, altri con cappelle simili ad albicocche, qualcuno sproporzionato rispetto alle palle, altri con palle sproporzionate rispetto al fusto…

Insomma, ogni volta che cali un paio di braghe ad un uomo, non sai mai cosa ti capita.

Un po’ come la shitola di cioccolatini di Forrest Gump.

Resta fermo

Nota al Racconto: Un gesto estremo per una donna ha un valore diverso per un uomo. Quando le differenze tra i due sessi fanno la differenza.

Mi fanno ancora male i muscoli. E’ stata una notte davvero intensa. Anche per te, credo.

Eppure sei lì, in piedi, nudo, di fronte al microscopico lavandino della nostra stanza d’albergo portoghese. Il pavimento in legno emana odore di foresta ed umanità. La persiana scalcinata permette alla luce del sole di baciare il tuo corpo perfetto come un lama radente.

Questo strano gioco di luce ti dipinge per quello che sei: una statua di un’eroe ellenico. Un bronzo di Riace, incredibilmente mio. Osservo le tue spalle da canottiere, la schiena ben disegnata, lo stretto bacino, i tuoi glutei muscolosi, le gambe possenti.

Accarezzo il tuo corpo con i miei occhi che durano fatica a stare aperti. Sono ancora incredula. Tutto quel ben di Dio è toccato a me!!! Neanche un mese fa mi sembravi irraggiungibile.

“Sei sveglia?…” – mi chiedi guardandomi con i tuoi occhi neri attraverso lo specchio

Sospiro languida come per risponderti di sì. Pigri rumori della strada interrompono il ruvido scorrere della lama sul tuo viso. Che gesto maschio quello del radersi!!!

Mi sorridi complice. Nuda, mi stiro sul letto, il piacevole fresco delle lenzuola in lino. Mi lanci un bacio nel riflesso. Ci siamo regalati l’un l’altro stanotte!!! Quante volte lo abbiamo fatto? Non ricordo.

L’ultima, probabilmente, sognando anche se sulla mia pelle percepisco ancora il tuo piacere ormai secco.

Come fai ad essere così sveglio?

Ti sciacqui il viso e ti insaponi nuovamente. Seconda passata di lametta per la tua barba fitta e nera. Ah…se ti fossi raso ieri sera!!! Quanto sarebbe stato meglio. Sento ancora la pelle sensibilizzata dal passaggio del tuo viso che, come carta vetro, ha lasciato i suoi maschi segni ovunque tanto che, mi sembra di sentire ancora la tua presenza sul collo, sul seno, tra le gambe.

Sento pulsare tra le cosce. Ma non è il desiderio di farlo nuovamente. E’ il semplice desiderio di te. Ti volti verso di me. Sento una fitta di desiderio ancora più forte che mi impone di toccarmi. I tuoi pettorali, gli addominali scolpiti, il bruno cespuglio di peli che incornicia il tuo membro, stanco, ma sempre affascinante.

“Sei incredibile !!! Hai ancora voglia?…non ti è bastato?…”
“RESTA FERMO!!!…” – gli grido mentre la mia mano è già partita

Che rabbia che mi fai!!! Non capisci? Non è il mio organo sessuale che mi spinge a fare questo.

Non è la voglia di godere ancora. E’ un regalo, un dono che ti voglio fare e che parte dal cervello, dal cuore, dallo stomaco. Rimani fermo, ti prego. Fammi soltanto ammirare il tuo corpo, i tuoi occhi. E ti prego, non dire niente. Rovineresti tutto con le tue improprie considerazioni maschili.

Hai un espressione sorpresa mentre mi osservi. Cerco di immaginare cosa vedi. Le mie gambe larghe, le dita che allargano le grandi labbra come a creare lo spazio per la tua vista.

Penetrami con quei tuoi occhi neri…li sento!!! Hai la faccia insaponata, la mano ferma a mezz’aria col rasoio in mano. E stai obbedendo alla mia richiesta. Immobile, fermo, attonito. L’unico movimento è quello del tuo membro che risponde, come un “grazie”, al mio regalo.

A nessuno, mai, ho regalato questo. Il gesto più intimo di una donna. Lo sto regalando a te, sfacciatamente, spudoratamente. Sono tua!!! E vedere che ti stai eccitando mi gratifica.

L’eccitazione va alle stelle. Ci guardiamo dritti negli occhi. Forse hai capito?

La tua mano corre verso il tuo sesso eretto. Vuoi ricambiare il dono? Fallo. Fallo, amore mio.

Lo fai lentamente. Con lussuriosa sapienza. Lo tratti bene il tuo membro!!! Lo scappelli, lo sventoli per fargli acquisire quella forma che poche ore prima mi ha devastata. Sostieni il sacco glabro dei testicoli. Anche tu, adesso, sei sulla mia lunghezza d’onda.

E’ come se stessimo nuovamente facendo l’amore. Ti sento. Dentro, addosso, ovunque.

Ti volti verso di me. Il mio sesso ed il tuo…. sono in asse. Basterebbe un passo e mi saresti nuovamente dentro. Ma il regalo è questo: guarda quanto amo te, il tuo corpo. Guarda quanto ti desidero. Alzo con fatica le gambe doloranti, le allargo. Sono tutta tua.

E vengo…vengo per l’ennesima volta. Soffoco a stento i lamenti del piacere mentre ti osservo.

Anche tu stai per esplodere. Riversi la testa all’indietro come in uno sforzo. La tua mano accelera sul membro ormai gonfio e violaceo. Lo strizzi, lo trattieni, lo soffochi.

Poche gocce del tuo piacere si depositano come petali di un fiore incandescente.

Distillato d’amore?

Un nuovo flusso di calore violento mi assale. Il calore del tuo seme sul mio corpo.

Ci siamo regalati una cosa davvero grande!!!

Ti aspetto tra le mie braccia.

Chiudo gli occhi nell’attesa di un abbraccio, un bacio a fior di labbra.

Quando riapro gli occhi tu stai di nuovo curando la tua barba.

“Sei proprio una porcellina…. ” – dici ridendo

Neanche il coraggio di evitare il diminutivo.

Non hai capito niente gran bel pezzo di Bronzo di Riace!!!.

Sorpresa per matura

Mi reco spesso al mare vicino a Roma e spesso vado in una spiaggia dpove si pratica il nudismo. Giorni fa c’era una coppia sui 60anni con Lei ancora affascinante e con un bel corpo. Io come al solito mi metto in disparte tranquillo a prendere il sole integrale e la coppia era a circa 10m da me. Quando mi sono spogliato mi sono steso e messo steso tranquillo e beato. però sentivo che qualcuno mi osservava, mi sentivo scrutato e mi alzo e mi accorgo che la Lei di coppia mi osservava ogni tanto.

Guardava il mio corpo ed il mio cazzo beato sotto il sole. Passano circa 20 minuti e la tizia continua a guardarmi e fissarmi. In un attimo il marito si allontana per farsi un bagnetto a mare visto che il caldo iniziava a farsi sentire, e mi accorgo che la sua donna si alza e mi si avvicina per chiedermi se gli facevo una sigaretta visto che Lei le aveva dimentocate in macchina. Io gli faccio la sigaretta ed alla fine prima di tornare sul suo asciugamano, mi dice, “che bel cazzo che hai lo vorrei prendere tutto…” Si gira e si allontana.

Verso le 15. 00 vedo che la coppia si divide, il marito si riveste e va via. Bene adesso prendo io l’iniziativa e mi vado a stendere vicino a lei. Felice sia io che lei di stare vicino mi inizia a raccontare delle sua vita degli ultimi anni e tra questo mi confessa che vorrebbe trovare un uomo che un bel cazzo che la sfondi per bene. Io a questo punto mi offro volontario…..e lei inizialmente si fa una risata, forse incredula della situazione.

Dopo poco mi fa presente che abita vicino alla spiaggia e che il marito era andato via perchè doveva andare a lavoro. Bene Lei mi invita a casa sua. Cazzo già immaginavo di sbattergli il mio cazzo nel culo e sfondarla senza pietà. Arriviamo a casa sue e ci facciamo subito una doccia. Lei sotto la doccia inizia a toccarmi il cazzo che subito dopo diventa durissimo dritto e bello grosso. Io di mio inizio a toccarla tutta ed infilo subito le dita nella sua figa bagnatissima, e dopo gli infilo un dito nel culo cercando di capire se ci sarebbe stata a farselo mettere dietro.

Che lo dico afare? Sia figa che culo erano aperti alla grande. Andammo subito a letto e dopo un bel 69, la giro e gli sbatto in fica i miei 23 cm duri grossi. Lei inizia a godere come una vera troia…. infatti lo era, e io la sbatto con colpi poderosi nella figa facendogli entrare tutto il mio cazzo dentro. Pecosina sublime, poi smorzacandela e varie…. Lei sborra tre volte urlando come una matta.

Alla fine ecco la mio sesso preferito e che amo alla follia. nuova pecorina, Lei che prende il mio cazzo e lo infila nel culo. Appena untrata la cappella, io gli do un colpo forte e lo faccio entare tutto nel suo culo dilaniato ed aperto più che mai, ed inizio ad incularla alla follia con colpi esagerati. lei che si dimenava e che mi confidava che mai aveva preso nel culo un cazzone grosso e che stava realizzando il suo sogno.

Alla fine io godo sborrandogli in faccia getti continui di sborra, facendola soffocare di sborra. Finito il tutto lei mi mostra il suo buco di culo, che una volta da me allargato con le mani, mi appare una carverna spalancata, che meraviglia. Il tutto nell’attesa che il suo cornuto del marito torni a casa con il suo cazzetto, pronto ad entare nelle caverne che gli ho fatto. questo succede giorni fa, ed oggi la tizia continua a farsi sfondare da me ogni volta che il marito non è in casa.

Che belle le donne mature, le amo.

Afose giornate Mantovane

Con un alias diverso negli episodi “Cugini” ho descritto l’esperienza estiva, quella in cui passai dalle esperienze private a quella pubblica di troietta dei miei cuginetti.
Gli ingredienti del pasticcio sono, un minuscolo paese agricolo della piana mantovana, dove tutti sanno di tutti, un gruppo di ragazzi con età oscillante fra i teenager e la maggiore età, pertanto le ragazze erano frequentabili solo sotto lo sguardo attento di parenti o vicini, ecc le scappatelle erano rare, contingentate come tempi e a forte rischio di sganassone.

Insomma maschi e femmine sempre ben separati.
Noi maschietti potevamo scorrazzare per i campi o andare a fare il bagno al fiume.
Le abitudini erano ferree, nelle ore più cade del pomeriggio, quando il sole picchiava duro, cessavano tutte le attività, il paese intero cadeva nelle braccia di morfeo.
Che palle, per noi pieni di ormoni e di vita, ma era propio in quelle ore che noi attuavamo le nostre strategie.

Ormai dopo quella festa in casa, fra me e i cuginetti erano cessati gli imbarazzi, anzi andavo io da loro sperando in qualche nuova trovata.
Nelle borse della moto portavo sempre il necessario, asciugamano e costume da bagno, la gonna che avevamo abilmente sequestrato alla cugina, le scarpe con zeppa, e l’immancabile Leocrema, tanto utile per tutti gli usi, per evitare troppe manovre mettevo i pantaloncini senza le mutande e una maglietta.
Erano circa le due del pomeriggio decisi di fare una sorpresa a Marco, i suoi lavoravano in fabbrica a Mantova e fino a sera non sarebbero rientrati, sapevo che era sempre eccitato e pronto.

Capitai dalui mentre stava riparando la moto in garage.
Entrai e gli chiesi qualcosa di fresco da bere, tempo di andare a prendere nel frigorifero la classica acqua e tamarindo rapidissimo mi denudai misi le scarpe, la gonna e una dose di crema sullo sfintere. Appena mi vide il suo costume da bagno non fu più in grado di contenere i 24 centimetri di cui era dotato, mentre sulla sua faccia si era disegnato un sorriso idiota di felice sorpresa.

Bando alle ciance partii all’arrembaggio :“Marco ti andrebbe di mettermelo in culo” , contemporaneamente appoggiai una gamba sul vecchio divano e allargai le chiappe con la mano mettendo in evidenza il buco, non fece un fiato appoggiò la cappella spinse forte e me lo infilò tutto in un colpo solo, che volete a me piace farmelo infilare così.
Arrivato in fondo si fermò qualche secondo, e poi iniziò il magico gioco del su e giù dentro e fuori.

Lo incitavo con “Dai inculami , siii cosi tutto in culo”, anzi dirglielo eccitava anche me, mi gustavo le spinte profonde. Purtroppo fu breve era talmente eccitato che gli bastarono dieci minuti per allagarmi il culo, ma che volete non tutti i giorni è festa ma il pomeriggio era ancora lungo.
Vuoi per la prestazione vuoi che non c’era un filo di vento ma il caldo era opprimente, la soluzione: andare al canale a fare il bagno.

Passammo a prendere anche Francesco, il terzo complice e via tra i campi di granoturco fino al canale.
Qualche tuffo una nuotata poi Marco vista la solitudine del posto si tolse il costume, con le braccia appoggiate al bordo del canale mi chiese sottovoce:“Hai mai fatto un pompino ?”.
Effettivamente non ne avevo mai fatti come non mi ero mai fatto inculare fino a quella festa, ero un po’ titubante, ma perché non provarci, ormai puttana ero e puttana rimanevo.

L’acqua del canale arrivava giusta alle mie spalle, con poca fatica gli alzai le gambe mettendolo a galleggiare in orizzontale, avvicinai la bocca alla sua cappella e leccai, il sapore era quello dell’acqua, per cui fui incoraggiato a infilarmelo in bocca, e cominciai ad appoggiare le labbra, lo feci entrare in bocca e sentii il un sospiro di soddisfazione, incoraggiato cominciai a succhiare e ad ogni movimento della mia testa sentivo una vibrazione dalle sue gambe unito a un gemito di piacere, non riuscivo però a farglielo indurire, era l’effetto dell’acqua fredda, purtroppo o per fortuna, la cosa mi piaceva volevo continuare quel gioco.

Uscimmo dall’acqua ci sdraiammo sul prato, sotto il sole caldo le cose migliorarono, mentre mi impegnavo con il pompino sentii salire l’eccitazione, e in quel mentre avvenne quello che speravo succedesse, due mani mi allargarono le chiappe, era Francesco, mi puntò la cappella, bagnata a tal punto che non dovetti nemmeno usare la crema, aspetti il momento della spinta, lo incoraggiai con :“ dai dai adesso mi incula siiii, dai sfonda il culo alla troia” ,spinse la cappella risalì veloce e forte, un calore piacevole si impadronì della mia pancia, entrò fino in fondo e un brivido di piacere profondo piacere mi corse fino al cervello.

Un cazzo in culo e uno in bocca, mai provato, ero eccitatissimo, passammo una mezzora favolosa
i due si alternavano, il piacere era talmente alienante che non riuscii a capire chi dei due me lo stesse sbattendo in culo e chi in bocca bocca, capii che quello dietro veniva quando mi afferrò forte le spalle spingendolo e bloccandolo bene in fondo, ebbi solo una reazione quando il liquido caldo mi schizzò in bocca mentre due mani mi bloccavano la testa, lasciai che la sborra calda colasse e poi ripresi a succhiaire di gusto quella cappella.

Quando tornai sulla terra dalle emozioni capii che fu Marco a godere del pompino con quasi ingoio.
Francesco nonostante mi avesse già allagato il culo non mi toglieva quel palo dal culo, gli si afflosciò un attimo ma poi rispingendolo con due colpetti, se lo fece venire duro di nuovo e senza toglierlo riprese, fu stupendo perché mi riinculò con una calma e una profondità meravigliosa, me lo faceva sentire tutto, mentre Marco si gustava lo spettacolo da vicino di quel cazzo che andava avanti e indietro, anzi si divertiva a dare ordini :”Dai tutto in un colpo, Veloce adesso, dai forte fammi sentire le palle che sbattono”, io igemevo di piacere, mi stavo davvero divertendo e soprattutto stavo godendomi la quarta inculata di quel giorno.

Quando sentii i colpi farsi più decisi e veloci capii che l’apoteosi era vicina appena mi disse “Stingi quel culo puttana che ti vengo dentro” mi masturbai e venimmo quasi in contemporanea. Fu davvero un pomeriggio da favola come altri che seguirono.

Ventisei. -parte terza- (storia vera)

La suoneria passò i giorni successivi a tormentarmi i coglioni insistentemente. Un carico di inutili sms con domande cretine stile “Dove sei?” o “Cosa stai facendo?” non solo erano uno spreco di credito, ma anche un illogico spreco di tempo. Calcolando che non facevo certo la vita di James Bond, non potevo che stare nei soliti posti dove generalmente tutti noi pisquani con uno stipendio medio restiamo.
Principiai a palesare che fosse una persona molto solitaria e con scarsi interessi; sul primo aspetto della cosa nessun problema , sul secondo iniziarono i primi seri problemi di interazione tra di noi.

La frase “Non cacarmi il cazzo e fatti una vita tua” era qualcosa che per empatia faticavo sempre di più ad evitare mi varcasse l’arcata dentaria.
La accontentai per vederci la sera dopo, andando a bere qualcosa. Vagliando che stava per ordinarmi una birra dopo che le avevo già largamente rivelato precedentemente di essere totalmente astemio, mi fece fiutare che le sue orecchie erano congiunte da un dotto che aggirava completamente la sua materia grigia.

Riflettendo che il più delle volte ero io ad iniziare le conversazioni, le lasciai campo libero e disgraziatamente ottenetti il mutismo supremo. Persino il casello automatico dell’autostrada che percorrevo per incontrarla, era più loquace di lei.
Cercai di riparare alla situazione pagando il conto e invitandola a fare un giro a piedi e quando le tornarono le parole, mi propose di fare una capatina in un motel.
Accettai rincretinito dalla curiosità di venire al dunque, considerando che ormai ella non voleva che quello.

Varcata la soglia della stanza, fui sollevato nel constatare che il posto non era poi male; rilassato dalle luci soffuse me la tirai vicino e iniziammo a baciarci. Tra una pausa e l’altra mi spogliai, ma lei espresse il desiderio di strapparmi di dosso la camicia, cosa che rifiutai considerando che poi non sarebbe certo toccato a lei raccattare e rammendare i bottoni sparsi in giro. Non contenta volle che io indossassi i suoi collant neri e le risposi “Non ho voglia di imitare Renato Zero, abbi pazienza” e mi calai i pantaloni alle caviglie e sorpresa delle sorprese, lei scoprì con ilare delizia che non portavo la biancheria.

Lei ridacchiò divertita, con il cazzo che per il moto di calata dei jeans, ancora scampanava battendomi sulle cosce. Un po’ arrossita l’eccitata segretaria, si inginocchiò e mi fece una fellatio.
Mi godetti la sua graziosa testa rossa fare avanti indietro, con il tepore bagnato della sua bocca gettare benzina sul fuoco della mia libido.
Dovetti sospendere prima che la cosa potesse procurarmi un orgasmo anticipato e la accompagnai verso il letto.

Scoprii che era piuttosto reticente a spogliarsi interamente e non insistetti: sventuratamente non tutte le curvy hanno un buon rapporto con la proprio corpo e la cosa mi fece una certa tenerezza.
Denudai lo spogliabile, per cui restò con la camicetta aperta, i seni fuori dalle coppe del reggiseno e a intimo sfilato. Le “divorai” i seni e lei accettò di farsi infilare il cazzo tra i due. Fu la prima volta che potei farlo perché sciaguratamente non conobbi altre “tettone” all’infuori di lei.

Per ricambiare le passai la lingua sul clitoride, alternando di tanto in tanto le dita e quando la temperatura toccò lo Zenith sessuale, infilai un preservativo e varcai la sua soglia più intima.
Percepivo il tepore caldo e bagnato della sua cervice, accogliente e dolce sul mio membro; le sue mani si aggrapparono alla mia schiena con forza, quando iniziai ad aumentare il ritmo con il bacino.
Si aggrappò alle mie natiche e tentò di penetrarmi l’ano con un dito, cosa che mi fece trasalire considerando che quell’ispezione rettale non solo non era richiesta, ma non gradita.

Mi sussurrò “Voglio che tu sia il mio schiavo. ” e io non riuscendo a formulare una battuta a tono bruciante come una folgore divina, tra un ansare l’atro replicai con un semplice “Mammanco per il cazzo!” e la pompai più forte.
Quel sussurrare fu l’unico abbassamento di tono di una serie infinita di grida da set della Evil Angel, condita di continui “Oh siii, porco!” e altre amenità che mi fecero esplodere in una risata atomica.

La feci mettere su un fianco, le strinsi le mani sulla spalla che stava aderente al materasso e ricominciai a spingermi nuovamente dentro di lei. Ricevetti qualche eccitante sculacciata sul fianco, per cui mossi una gamba per offrirle parte di un gluteo venendo incontro a tutta la sua smania di punirmi e dominarmi.
Quando la misi a carponi, ammirai il suo rubicondo culo dividersi il due emisferi perfetti, al cui centro c’era un ampio ano per cui il primo pensiero ardito fu quello di un eccitante rapporto anale che non avvenne, anche perché mi accorsi poco dopo che ella trovava piuttosto fastidiosa la posizione anche su una penetrazione vaginale.

Nonostante i 26 anni, cominciavo a sentire la fatica: abbandonarmi ai bollenti spiriti di una donna tanto formosa, era un compito piuttosto faticoso e la breve pecorina mi aveva abbastanza fiaccato; inoltre, ormai l’orgasmo era alle porte e la voglia di ricoprirle quelle favolose lentiggini di sperma era incontenibile.
Mi sfilai il condom e lei si sdraiò e mi misi con il pene vicino al suo seno; lei mi accarezzava alternativamente cosce, scroto e petto, ma fu quando mi titillò un capezzolo che l’eruzione di sperma che si abbatté sui suoi seni fu bollente, abbondante e sfinente.

(fine terza parte).

Ventisei. (storia vera)

“Sorpresa sorpresa, una quarantenne!” Pensai dopo aver visionato la posta elettronica del social network che ero solito bazzicare nei miei ormai sempre più lontani 26 anni.
Ella mi scrisse parole piuttosto focose e colorite, ma io rimasi signorilmente distaccato per evitare di fare la figura del “solito macho da social network”.
Rincoglionito dai miei stessi ormoni e abbindolato dalle bollenti promesse della mia interlocutrice all’altro capo della connessione, decisi di mettere da parte un’ intelligente prudenza per un’intrepida follia under 30.

Diciamo che le buone maniere telefoniche non erano il suo forte e che fu piuttosto brusca nel farmi capire che era leggermente in ritardo.
Quando si presentò all’appuntamento non era sinceramente ciò che mi aspettavo e pensai che è stata fortunata a trovare uno come il sottoscritto che non si tira indietro di fronte ad una curvy.
Vestiva di nero contrastando con la sua pelle lattea, i capelli di un rosso irlandese e il rossetto di una tonalità vermiglio che circondava un’arcata dentariaperfetta.

Il seno prosperosissimo era graziosamente punteggiato di lentiggini che andavano perdendosi nella sua profonda scollatura.
Andammo in un piccolo pub qualche Km più in là rispetto casa sua, buona occasione per sondare chi avevo davanti sperando che il luppolo la aiutasse a sollevare un po’ il suo sguardo che si faceva costantemente elusivo.
Quando il fegato iniziò a bypassare l’alcool sbriciolando sotto i suoi cingoli qualche inibizione, ella mi raccontò della mamma anziana e del suo lavoro di segretaria.

Mi aspettavo avesse altri argomenti, ma tutta la sua vita girava intorno a quello e a qualche incontro hot.
Iniziò ad approcciarmi fisicamente e la lasciai fare, le parti basse si inondarono di plasma e abbassai leggermente la camicia davanti alla patta per evitare una volta usciti, che la cameriera pensasse che fossi armato per una rapina.
Le effusioni continuarono in macchina, in modo piuttosto fastidioso anche perché stavo guidando. Nonostante i ripetuti inviti a smetterla considerando la pericolosità della cosa, lei continuò.

Finimmo in una stradina di campagna, alle spalle di una vecchia cascina, immersi nei campi e illuminati scarsamente dai lontani lampioni.
Le nostre lingue si intrecciarono ripetutamente, le mani strisciarono eccitate sotto i nostri vestiti, sfiorando capezzoli, scivolando verso le inguini e successivamente iniziarono a spogliare di qualche indumento.
Poggiai la bocca sul suo seno e scesi verso il suo sesso che era bagnato, caldo e incredibilmente ampio. Lei mi ripetette spesso quella sera che le piacevano le mie mani, per cui terminato di assaggiarla, feci scivolare indice e medio dentro la sua vagina.

Con l’altra mano sfregai le dita sul clitoride, con i suoi gemiti che crescevano di intensità e aggiunsi pian piano dita alla penetrazione sino ad arrivare a inserirne quasi 5 fino alle nocche.
I suoi umori vaginali bagnavano il sedile e vederla sgocciolare goduta fu piuttosto eccitante.
Dopo aver raggiunto l’orgasmo slacciò la patta dei miei pantaloni e inghiottì il mio pene quasi per intero.
La calda e soffice sensazione delle sue labbra sulla mia zona più intima era qualcosa che non avevo provato in modo tanto piacevole prima di allora e quando svariati minuti dopo allontanò le labbra per continuare con la mano, zampillai di orgasmo per un tempo che speravo non finisse mai.

-fine prima parte-.

Beccato

In giro a fare shopping, ero con una mia amica che mi raccontava di una sua esperienza con un tizio particolarmente capace;
la mia amica più simpatica che carina aveva accalappiato un bel ragazzo, almeno in foto era molto carino e la sua storia ben raccontata mi cominciava a coinvolgere.
Mentre immaginavo di subire io le gioie che ha avuto la mia amica tempo 5 minuti le mie mutandine erano zuppe, le mie cosce si stringevano per fermare quel flusso di voglia e gli uomini notavano con facilità la turgidità dei miei capezzoli che sporgevano dalla camicetta.

Presa dalla troppa voglia decido di interrompere l’uscita e scappo a casa intenzionata di abusare del mio uomo.
Lui non mi aspettava a quell’ora e speravo nell’effetto sorpresa per sconvolgerlo con la mia passione ed invece quella rimasta un po’ sorpresa sono io.
Facendo piano nell’entrare in casa, appena dentro comincio già a sentire qualcosa, i gemiti di persone che facevano sesso;
quasi subito capisco che si trattano di gemiti provenienti da un alto parlante.

Maliziosamente mi avvicino all’uscio ed eccolo li che si segava con il pc sul petto guardando un porno. (per la cronaca guardava questo
Irrompo in stanza dicendo “beccato col dito nella marmellata”, lui aveva la faccia sorpresa e la mano si era fermata sulla sua dura cappella come se volesse nascondere la vergogna.
Stava per alzarsi chiedendo scusa ma io subito lo fermo lo invito a continuare, mentre lui riprende a menarselo io comincio a spogliarmi.

Lui si distraeva dal video per guardare me ed io gli ho detto di non distrarsi e di guardare il video o se no saranno guai.
una volta nuda mi avvicino, gli levo la mano e gli dico con aria minacciosa ” continua a guardare il video”.
Allora gli afferrai la base del cazzo, era cosi duro e grosso mentre lo guardavo e cosi comincia a leccarlo per la lunghezza, da sotto a sopra.

Poi gli succhiavo le palle mentre la mia mano lo segava e lui gemeva e quasi non riusciva a guardare nemmeno il video.
Allora continuai a menarlo mentre la mia lingua si dedicava alla sua cappella, partendo prima dal frenulo e poi tutto intorno,per poi cominciare a succhiare con forza infilandolo tutto in bocca o per lo meno tutto il possibile mentre con le mani comincia a stringergli le palle.
Con l’altra mano ritorno a menarlo mentre gli succhio la cappella ed è li che lui schizza, mi riempie tutta la bocca mentre geme felice e sorridente.

Ingoiato tutto mi rialzo, gli levo il pc dal petto, gli do un bacio e dolcemente gli sussurro “adesso tocca a te”.
Lui era confuso e mi guardava stranito ed io con calma gli metto il mio indice in bocca e gli dico ” adesso io guardo i porno e tu mi lecchi fino a che te lo dico io”
Ci scambiamo i posti e lui affonda il suo viso tra le mie cosce mentre io sistemo il computer caldo sulle mie tette.

A quel punto io non mi sono messa a vedere un classico porno, mi sono rivista tutti i tributi e le sborrate che mi sono stati dedicati dai miei dolci fan, il mio ragazzo leccava e succhiava il mio clitoride, infilava le sue dita dentro mentre io guardavo tanti cazzi duri che schizzavano le mie immagini.
La mia patatina si inondava e sbrodolava mentre gemevo e mi leccavo le labbra guardando tanta sborra calda tutta dedicata a me.

Sono venuta quando dopo l’ennesima schizzata sul pc il mio ragazza mi infila tutta la lingua dentro.
Ovviamente l’ho fatto continuare e mi sono regalata un altro paio di venute. Alla fine lui si alza con la bocca arrossata e la lingua stanca ed io mi sono andata a docciare abbastanza soddisfatta.
FINE.

Una serata imprevedibile parte seconda

…accompagnato il marocchino all auto,dopo pochi minuti mi lampeggia un auto..mi avvicino e con mia sorpresa vedo una coppia..quella è la zona Delle coppie ma raro cmq incontrarne e rarissimo che si facciano avanti…lei era vestita quasi come me..solo bionda..lui sui 40 non male..ma meglio lei..decisamente..dopo i primi convenevoli salta fuori che ho la casa libera..decidono di seguirmi..dieci minuti e ci siamo..cerco di camuffarmi un po’ nell entrare perché i vicini sapete com’è..dopo un minuto mi suonano..lei in piedi era davvero una bella topina..due belle tette rifatte,gran culo e belle gambe..il viso carino ma gran bocca da troietta..ci sediamo sul divano e porto il vino..io in mezzo e già capisco da lì dove si andrà a parare..sarò il loro oggetto del desiderio..il che mi eccita a dismisura..lei inizia ad accarezzarmi le gambe..a farmi complimenti..e sorridermi..inizio a baciarle il collo..un profumo buonissimo..direi Alien..mi fa morire..le metto la mano sul seno e sento la consistenza del seno rifatto..sodo..grosso..bello..lui nel frattempo inizia a infilare la mano sotto al miniabitino tra le mie gambe..sente le autoreggenti e si eccita..gli metto la mano sul pacco e ne ho la conferma..durissimo..bacio lei sulla bocca con passione..ci evitiamo..mi giro e bacio lui..mi trovo due bocche sulla mia..tre lingua che si avvinghiano..mmmm…io a gambe ormai aperte..la mano di lui e la mano di lei che mi accarezzano..le loro bocche sulla mia…eccitatissimo mi giro inginocchiata sul divano..lei si mette davanti a me con le gambe aperte..e lui dietro a guardarmi e toccarmi il culetto..sento che mi sposta il perizoma..sento la sua lingua bagnata che mi penetra piano..mentre io inizio a leccare la figa della moglie..ho il cazzo che mi scoppia..metto in un secondo il preservativo e la scopo..a gambe aperte..il marito dietro tutto eccitato ne approfitta..mi allarga le chiappe..mi mette due dita nel culo..lo massaggia un po’..e poi sento il suo cazzo entrare forte..i movimenti si sincronizzano..io scopo lei e lui incula me..lei dopo dieci minuti di gemiti inizia ad avere una serie di orgasmi in sequenza e sbrodola una quantita di succo esagerata..si gira a pecorina..mentre suo marito mi continua a stantuffare forte il culetto..inizio a leccarle il culetto da dietro..entrambe a pecorina..lui diventa matto e incula sempre più forte..sta per godere..mi fermo e mi giro di shitto togliendogli il preservativo..lo prendo in bocca succhiandolo con tutta la forza che avevo..sento il suo sperma in gola..mando giù tutto eccitata..lui urla..lo lecco e succhio fino a pulirlo completamente..mi rigiro verso di lei e la bacio facendole sentire il sapore dello sperma di suo marito..la metto a pecorina di nuovo e decido che è il momento di venire..inizio a scoparla forte..eccitante tutte e due..inizia a gemere..per poi godere come una cagnolina in calore..al che non resisto e godo..le sborro nella figa col preservativo..me lo tolgo..e glie lo metto tutto in bocca..me lo pulisce perfettamente la troietta..due belle troiette piene di sperma alla fine..esausti e ancora sconvolti dalla scopata ci beviamo un po’ di vino e ci rilassiamo ridendo e scherzando..a lui torna voglia dopo mezz’ora.. inizia a chiedere cosette a me e sua moglie..ci mettiamo a 69..io sotto..lei mi sbocchina mentre io le lecco la figa e il culetto..poi lui si mette dietro di lei..inizia a incularla mentre il le lecco la figa..vedo il cazzo entrare nel culo da sotto..e mi eccita..il mio cazzo diventa durissimo nella sua bocca..lui sta per venirle nel culo..aspetto solo che sbrodoli lo sperma dal culo per ingoiarlo tutto..eccolo..con la lingua lecco il culo pieno di sperma e me lo porto in bocca..e lo ingoio..mmmm…mi eccita..sto per esplodere..lei lo sente e aumenta.. esplodooo..in bocca alla moglie..la vacca se la beve tutta..ingoiandola fino all’ ultima goccia..esausti crolliamo sul divano..ci scambiamo i numeri di telefono e ci salutiamo..loro hanno un po’ di macchina per tornare a casa..una gran bella coppia..spero proprio di rivederli..bacioni a tutti..vostra veronica.

Confessioni di donne – Veronica la Maya…lona

Da giovane mi consideravano un po’ porcellina perciò le mie amiche ed i miei amici iniziarono, storpiando il mio cognome a chiamarmi Veronica la Maya…lona. Diedi loro dimostrazione della mia depravazione un’ estate in cui fui invitata alla fattoria di uno dei miei amici, Luca con Laura, un’ altra della nostra comitiva. Alla sua fattoria Luca ha due cani e un cavallo, a****le che peraltro io adoro.
Come già sapevo, Luca ha avuto molte occasioni per sperimentare le sue fantasie sessuali e Laura, la mia migliore amica, non è da meno.

Dunque un giorno di quest’estate Luca e Laura mi hanno detto di avere una sorpresa per me, e mi hanno portato nella stalla dove c’erano i due cani (maschi) e il cavallo. La prima cosa che ho notato è che il cavallo aveva un cazzo enorme e, per di più, in erezione.
Allora Laura si è accostata al cavallo e ha cominciato a masturbare l’enorme cazzo,mentre Luca si masturbava, ero evidentemente confusa e non sapevo cosa fare anche se ero molto eccitata.

Vedendomi titubante Luca mi disse di farmi fottere dal cavallo. Domandai preoccupata: “Ma non mi schiaccerà ?”.
“No, se sarai abbastanza troia!” mi rispose Luca.
Allora mi feci coraggio e mi avvicinai al cavallo.
Laura,che era già piena di sperma dell’ a****le, si fece da parte e mi aiutò a mettermi nella posizione giusta (doggy style).
Poco dopo sentii un forte dolore, mentre il cazzo entrava dentro di me, dolore che poi si trasformò in piacere.

Il cavallo andava su e giù ritmicamente e sembrava che godesse. spostai lo sguardo verso Luca che stava fottendo Laura che aveva preso in bocca il cazzo di uno dei cani.
“che stronzi “urlai, ma non mi staccai dal cavallo perché mi stava facendo godere troppo per smettere proprio in quel momento.
Ad un certo punto l’altro cane, visibilmente eccitato, me lo mise in bocca; on ce la facevo più, stavo per venire ero in un lago di umori e venni.

Insieme mi sborrarono il cavallo nella fica e il cane in bocca. Vennero anche Laura e Luca dopo un minuto. Mi staccai dal cavallo e inghiottii la sborra del cane, poi vogliosa di sborra di cavallo feci una pompa al cavallo che mi sborrò in bocca quasi subito mentre il cane allupato mi prendeva alla pecorina, venni un’altra volta.
Alla fine di quella estenuante giornata di sesso estremo l’ultima frase che ricordo di Luca fu:”hai visto che ce l’hai fatta? hai visto che sei stata abbastanza troia !?”
La domenica dopo, allo stesso orario arrivai alla casa di campagna di Luca.

Lui mi accolse con il solito sorriso e mi guidò in un campo a fianco alla “stalla delle sorprese. “
Mi disse di cominciare a spogliarmi e mi lasciò lì ad attendere.
Non sapevo che tipo di sorpresa avesse per me. Dopo una decina di minuti me lo vidi spuntare con un cavallo che portava nella mia direzione tirandolo per le redini.
Rimasi sbalordita, dissi che un a****le simile avrebbe anche potuto schiacciarmi, ma lui rispose che invece avrei provato molto più piacere e che avrei dovuto fidarmi di lui come l’ultima volta.

Così mi rilassai. Anche questa nuova esperienza mi eccitava terribilmente. Il problema è che ho un continuo bisogno di provare sensazioni nuove. Luca mi disse di mettermi sotto il cavallo e di stimolargli il pene succhiandoglielo, mentre lui lo avrebbe tenuto fermo. E così feci.
Il cavallo se ne stava buono buono e si lasciava spompinare, senza fare il minimo movimento, ma doveva piacergli molto la cosa visto che dopo un po’ quell’incredibile pene che avevo in bocca cominciò a spingermi la testa all’indietro….. non avevo mai visto il pene di un cavallo in erezione,è enorme…
Dissi a Luca che non avrei mai potuto metterlo tutto dentro, ma lui non mi rispose nemmeno.

Dopo un po’ portò una panchetta di legno abbastanza alta e la posizionò sotto il cavallo.
“Sdraiati sopra la panca e allarga bene le gambe”, mi disse. Non appena assunta la posizione da lui descritta lui prese il pene del cavallo e cominciò a strofinarlo sulla mia vagina…era già bagnato…quasi quanto me! Lo posizionò sul mio buchetto e mi disse: “Scivola un po’ più avanti…”.
Feci scivolare il mio sedere sulla panchetta e contemporaneamente la punta del pene del cavallo mi penetrò ! Dio…era mostruosa.. scivolai ancora più giù e ancora più giù…il cavallo mi entrava dentro con il suo enorme coso e la metà era ancora fuori ! Andavo sempre più giù fino a quando, dal dolore, capii che più in là non sarebbe potuto andare.

Così cominciai a muovere il mio bacino dall’alto in basso….
Godevo incredibilmente…. é un peccato che gli uomini non siano così dotati perché soltanto così una donna gode davvero.
Ansimavo …. anche Luca sempre intento a tenere il pene del cavallo ansimava con me. Se non lo si prova è indescrivibile…. indubbiamente il miglior orgasmo di tutta la mia vita.

schiava trav 7 -appartenenza

Il tatuaggio era stato eseguito velocemente anche perché il più era stato già fatto la volta precedente, quando chiesi a cosa si riferisse il mio Master riguardo la sorpresa invece non ebbi risposta, l’unica cosa che mi era data sapere era che sarebbe stata un ricordo indelebile per me…. Chissà perché mi sentii raggelare dal modo in cui me lo disse. Chiesi se potevo chiamare mia moglie per rassicurarla visto che era dal tardo mattino che ero fuori da casa.

Nicola assentì.
“Ciao cara sono Gabriele come va? “L’ultima parola mi rimase strozzata in gola, Nicola mi alzò la gonna estrasse il butt plug senza nemmeno preoccuparsi di sgonfiarlo creando un vuoto dietro con un flop come avesse stappato una bottiglia di spumante…Io stavo ancora parlando con mia moglie mentre lui mi infilava tre dita in culo e mi leccava il lobo dell’orecchio…mi sembrava di impazzire non riuscivo a parlare ma dovevo farlo.

“Si cara sono un po’ stanco ma devo fare sto turno maledetto speriamo che sia una notte tranquilla…no non chiamarmi stanotte c’è anche il padrone dell’albergo non voglio farmi vedere ricevere telefonate private…buonanotte tesoro m…. ” Altre due dita mi stava infilando la manoooooooo. Chiusi la comunicazione. “Ti supplico Nicola mi fa male…..” Questo è nulla vedrai più tardi..mi rispose.
Mangiammo un paio di panini bevendo vino lui e acqua io. Verso le 20.

30 mi fece fare una doccia …mi fece lavare i capelli e arricciarli, mi ordinò di truccarmi di smaltarmi le unghie di indossare l’intimo ( reggiseno e reggicalze lillà calze nere mini sottoveste dello stesso colore molto trasparente…niente mutandine. Completamente depilata pube compreso. Poi fu la volta di una gonna a fiori al ginocchio svasata e di una camicia rosa trasparente. Scarpe tacco 12 lillà. Mi riempì di profumo J’ADORE DIOR …perfino dentro il buchino lo spruzzò….

“Bene sembri pronta…manca solo la collana da cagna e il guinzaglio, poi ti metti al centro della stanza in ginocchio …la testa china verso il basso …non guarderai finchè non te lo dico”
Le luci si abbassarono…musica classica non saprei dire l’autore…poi la voce di Nicola.
“Signori sedete ognuno al vostro posto , questa sera prima di poter godere delle grazie di gabriella vi delizierò di uno spettacolo a cui il suo Padrone mi ha richiesto di rendervi partecipi.

Gabriella avrà un segno tangibile della sua appartenenza al suo Signore in modo che chiunque,quindi voi compresi ,sappiate che possiederete il suo corpo ma non la sua anima. Perchè da stasera gabriella appartiene totalmente al suo Master. Gabriella verrà MARCHIATA!
Alzai la testa di shitto vidi di fronte a me una trentina di persone sedute come fossero al cinema giovini e vecchi uomini e alcune donne…poi Nicola e altri due uomini dalla stazza imperiosa muscolosi e virili.

Stavo per alzarmi…scappare…ma mi bloccarono …piansi supplicai promisi di fare ciò che volevano ma pregavo di non venir marchiata…..invano.
I due uomini mi tenevano bloccata per le braccia…una ballgag mi venne inserita tra le labbra e una mascherina mi impedì la visione di ciò che mi stava per succedere……
Mi venne alzata la gonna fino all’ombelico…. mi vennero aperte le gambe, tutt’intorno un silenzio surreale.
“Adesso stai ferma…vedrai che poi ti piacerà troietta….

sentirai un po’ di male all’interno della coscia sinistra ,lo faccio li perché non sia molto visibile,verrai marchiata con le sigle del tuo Padrone per ricordarti per tutta la vita chi sei e a chi appartieni…. sopra delle iniziali il tuo stato di schiava verrà indicato dalla parola sissy di… Questo è tutto…. ”
“SIGNORI E SIGNORE LA MARCHIATURA DI GABRIELLA” appena finito di nominarmi il ferro rovente incise le mie carni. Urlai come una cagna scalciai sbattevo i piedi verso terra la testa si muoveva spasmodicamente come fossi un’ossessa..il dolore fu lancinante …piansi….

piangevo come una bambina e Nicola mi accarezzava la testa e mi asciugava gli occhi dopo avermi tolta la mascherina..i due uomini visto che mi ero calmata mollarono la presa. Ero stata marchiata come una vacca …la vacca di FB.