Archivi tag: partner

Escort Service Cologne – my experience!

I was on the way to business in Cologne. It was a hard day and I felt tired as my partners stopped the work for the day. I went to my Hotel and wanted to eat something because I was very hungry. As I sat there at the table in this nice Restaurant, I started to feel lonely. From a friend I have heard that there is an Escort Service in Cologne with beautiful Ladies. My partner told me that he has had a good time with a woman he booked at the Escort Service Cologne. During our chat he gave me also the telephone number of the Escort Service. After a good meal I went to my room and called the Escort Service.

My first experience with the lovely Escort Lady

The Employee explained how the process works when someone wants to book a Lady. It sounded good and so we both agreed. I decided to book a pretty woman with blue eyes and blonde hair. She looked so good and her body was in a really good shape, and she was available this evening. Our meeting point was the Lobby of the Hotel. At 8 PM she walked through the door and left me breathless for a moment. She was attractive so much, and she also seemed to be sympathetic. She moved to me in a way that was very sensual and erotic. I congratulated myself for this excellent choice. She smiled at me and told me her name is Carla. Carla was wearing a hot dress in red, and she was looking really attractive. We started a little chat and decided to go to the Hotel Bar. She was not only beautiful, she also was intelligent. Carla was well-educated, and I was thankful for her company in Cologne. During the evening we drank a few cocktails and felt more and more relaxed. I must admit that I was very excited before she arrived. Carla told me about her favourite hobbies and left me speechless again and again. After a time, I got braver. I asked her if she wanted to accompany me to my room. Her answer was yes. Right after her answer we went to the lift and got up to my room.

Carla and I came closer

I opened the door of my room and let her enter. Carla looked around, went to the armchair and sat down. She offered a pair of well-formed legs. I went to her and stroke her face soft with me hand. She looked at me and asked me to take a seat next to her. I obeyed silently. Then she took my face in her hands and kissed me. Her lips felt so good. They were warm and soft, and she smelled like flowers in spring. From this moment on I got braver and braver. I took her hand and led her to my bed. We laid down and could not stop to kiss each other. My hands started to run over her body, and she moaned comfortably. She also started to explore my body with her hands. All her touches were gently and sensitive. Then I started to take off her shoes. She let me do this silently. After that, I began to take off her dress. What I saw then, it left me speechless again. Carla had a well shaped body. She was so beautiful. After a little glance at me, she took my shirt off and kissed me again. I could feel her skin next to mine now. What happened to me then, was the best experience I have ever had. Carla wanted to make me happy, and she reached it in a very erotic way. We spent the whole night making love, and she taught me new ways how to make it. After a long time, we ordered a little snack because we became a bit hungry. Also, we ordered a bottle of champaign. We ate and drank side by side in the bed. As we finished our meal, Carla wanted to make more love. And we did it again till dawn. At 6 AM we had to say goodbye.

My opinion about the Escort Service in Cologne

After this hot night with Carla, I only can recommend the Escort Service Cologne to every man who spends some days in this city and don t wants to be lonely. The Employees are friendly and courteous, and the Ladies are simply enchanting. If you want to know more about the Ladies, you can have a look at the website of the Escort Service Cologne. There you can check all the profiles and decide which Lady is your favourite. After your decision you can book her for sure and make an appointment. You can also arrange place and time of your date. As I have told you before, I have enjoyed my time with Carla, the beautiful Escort Lady in Cologne so much. I have spent a really good time with an attractive and well-educated woman. You also have the opportunity to spend a good time with a lovely Lady.

L';estetica del cazzo

Fin da piccola i miei genitori mi hanno trascinata per musei, pinacoteche e gallerie d’arte.

Che barba !!!

Loro affermavano che, anche se mi annoiavo, in realtà stavo accumulando cultura e conoscenza.

Vero, verissimo. Ma che barba !!!

Ricordo i miei piedi che si strascicavano a fatica lungo quei corridoi infiniti. Chilometri di quadri, statue, vasi e manufatti di ogni genere di cui non mi fregava assolutamente niente.

I figli sono troppo spesso vittime delle ambizioni dei genitori.

In età adolescenziale però, quando i primi pruriti fanno la loro comparsa, trovai nuovi stimoli e curiosità e, quello che fino ad allora non avevo notato, divenne l’obiettivo di ogni visita museale.

Il corpo nudo.

Il corpo nudo di uomini e di donne. Corpi strani, spesso deformi e tormentati, altre volte eroici ed algidi.

Ma sempre e comunque corpi nudi.

Tanto erano diversi dai corpi delle persone che mi circondavano da risultare artefatti, sintetici, irreali, sproporzionati.

Donne dai corpi opulenti con piccoli seni adolescenziali, uomini muscolosi, altissimi, con piselli a dir poco ridicoli al cospetto delle loro masse muscolari.

Di fronte all’estasi di mia madre ai piedi di un Ercole potentissimo, esternai la mia perplessità sulle proporzioni della figura dell’uomo. La risposta, anche se divertita, fu molto accademica e fredda e non mi chiarì affatto il dilemma che mi ponevo: ma gli uomini, anche quelli muscolosissimi, ce l’hanno davvero così piccolo?

Solo alcuni anni dopo potei chiarirmi, è proprio il caso di dire toccando con mano, il dilemma.

No, gli uomini, mediamente, non lo hanno piccolo come Ercole!!!

Che bello l’organo genitale maschile !!!

Ha mille nomi e mille forme diverse ed è sempre una sorpresa (non sempre positiva…ah ah ah…) quando il tuo partner te lo esibisce per la prima volta.

L’emozione di quando slacci la cintura, dopo aver pregustato palpandone la consistenza, l’impaccio di liberare l’oggetto del desiderio, l’ansia di poterlo vedere libero da costrizioni e ritrovarsi in ginocchio di fronte allo svettare della potenza della natura….

…ah…quanti ricordi !!!

No, questa non vuol essere un’ode al maschio (o ancor meno al suo membro!!!).

Semmai vorrebbe essere una sorta di catalogazione, seppur limitata, dei generi, delle specie e delle caratteristiche (negative e positive) delle mie esperienze.

Potrei iniziare tipo con…. mi ricordo di…. mi ricordo…

Mi ricordo di quando mi nascosi un pomeriggio intero in un canneto. Noiosissime vacanze in campagna in compagnia di soli maschi.

Loro giocavano sempre a calcio mentre io mi annoiavo a comporre ghirlande di fiori. L’unica volta che provai a giocar con loro a calcio fui severamente redarguita da mio padre. Non era cosa per ragazzine.

Altri tempi.

Li vedevo giocare, sudare, litigare. E io seduta silenziosa a bordo campo. Avevamo tutti intorno ai tredici, quattordici anni. Nessuno di noi (o meglio di loro…) pensava al sesso. Io ero già “diventata” donna e, a dirvi la verità, al sesso un po’ ci pensavo.

Più che al sesso, pensavo alla scoperta dell’altro sesso. Erano anni ormai che mi chiedevo come fosse il “pisello”.

Così, vista la loro strana abitudine di pisciare in compagnia al grido di “chi non piscia in compagnia o è un ladro o è una spia”, decisi di nascondermi dentro un canneto in posizione favorevole ad ammirare per la prima volta uno “spettacolo” riservato al genere maschile.

Quel giorno non ne volevano saper proprio di pisciare.

Sentivo le loro urla, il pallone rimbalzare, le imprecazioni per un goal sbagliato. Nel frattempo, le zanzare, mi stavano martirizzando.
E finalmente, dopo tanta attesa, gli arrivò l’agognato stimolo!!!

Arrivò prima il più piccolo del gruppo che, indifferente alla presenza dei compagni, si abbassò i calzoncino iniziando ad irrigare le piante sottostanti. Era circa cinque metri sopra di me e trattenendo il respiro, strizzai gli occhi per mettere a fuoco il suo pisellino.

Mi ricordo…mi ricordo ancora….

Mi ricordo del mio primo ragazzetto timido. Era spaventato più di me e quando si spogliò non mi dette neanche la possibilità di osservare ciò che mi stava per penetrare.

Fui io ad incoraggiarlo, curiosa.

Non mi parve paragonabile a quello di Ercole o David. Era molto peloso, storto sulla sinistra e il prepuzio non ricopriva il glande.

A quello ne sono seguiti molti altri: lunghi e lunghissimi, alcuni tanto corti da sparirti in mano (sigh!!!), tozzi come tappi di damigiana, superbi e presuntuosi, curvi in su, curvi in giù, dritti come un palo, a cono, alcuni con cappelle a punta, altri con cappelle simili ad albicocche, qualcuno sproporzionato rispetto alle palle, altri con palle sproporzionate rispetto al fusto…

Insomma, ogni volta che cali un paio di braghe ad un uomo, non sai mai cosa ti capita.

Un po’ come la shitola di cioccolatini di Forrest Gump.

Legare Eva

La prima volta vidi Eva sulla metro. Mi colpì il contrasto dei suoi occhi blu ed il candore della pelle d’avorio. Sembrava eterea. Al tempo stesso però il suo sguardo lasciava trasparire una timida sfrontatezza da puttanella vissuta che mi stava facendo crescere il pacco. Pensai “quanto mi piacerebbe legarla ed usarla per godere…”

Mi tornò in mente Akemi, una donna molto più grande di me che avevo conosciuto anni prima a Tokio.

Eravamo a casa di amici e avevamo imbastito una fitta conversazione sulla filosofia del piacere. Lei argomentava contro la cultura occidentale della “prestazione da medaglia” ed in favore “dell’egoismo dell’orgasmo”. Asseriva che durante una seduta di sesso ognuno debba preoccuparsi del proprio godimento e non di quello del partner. In questo modo si gode di più e ci si stressa meno, diceva. Le chiesi come avesse sviluppato il suo interesse per la filosofia del piacere e rispose “Con una corda, se vuoi ti faccio vedere.

” Andammo a casa sua dove mi mostrò delle illustrazioni di un uomo che aveva legato una donna in una posizione che gli consentiva di usarla come oggetto sessuale. Dopo qualche immagine mi mostrò una foto dell’uomo che sborra sulla donna già coperta di altra sua sborra sul viso, tra i capelli, sul seno e la pancia. “Vedi” mi disse “questo è shibari e questa è la raffigurazione dell’egoismo dell’orgasmo. Lei gode della sottomissione e umiliazione che lui le infligge per il suo piacere.

Nessuno si preoccupa dell’altro e tutti godono”. Quelle corde mi incuriosivano. Lei lo capì e ci furono altri incontri. Non parlavamo molto. Lei mi insegnò a legarla e ad usarla per il mio godimento. Ed io sborravo. Anche cinque volte in un pomeriggio.

Una brusca frenata mi fa riemergere dai miei pensieri mentre Eva perde l’equilibrio e mi cade tra le braccia. La stringo forte per non farla cadere e sento le sue tettine spingere contro il mio petto.

“Ahi!” disse con un filo di voce. “Ti sei fatta male?” le chiesi “Ho preso una storta e non riesco a poggiare il piede a terra”. Le dissi di non preoccuparsi, io l’avrei aiutata. La troietta era eccitante e non volevo perdere l’occasione. Scesi dalla metro lei si poggiò al mio braccio e per un po’ camminammo così. Poi disse che non ce la faceva proprio a camminare. Allora le dissi di lasciarmi fare, misi un braccio intorno alle spalle, uno sotto le gambe e la sollevai.

Era leggera e profumava di primavera. Arrivati da lei si tolse le scarpe, i pantaloni e le calze per occuparsi della caviglia. Era un poco gonfia, ma non sembrava preoccupante. Ci mettemmo del ghiaccio. Lei nel frattempo si era accorta che portarla in braccio mi aveva fatto sudare. Allora prese un asciugamano, mi tolse la camicia e inizio ad asciugarmi delicatamente il petto. Mi alza un braccio per asciugare l’ascella, poi si avvicina con la bocca bacia tra i peli e inizia a leccare con gusto.

Ho di nuovo il cazzo duro. Le ordino di togliermi le scarpe. Lei non se lo fa ripetere. Toglie i calzini e inizia a succhiarmi un alluce. La lascio fare un po’ poi mi alzo per togliere i pantaloni e in quel momento mi accorgo di un dettaglio che fino ad allora non avevo notato: Eva ha il pistolino. È un maschietto. Come ho fatto a non accorgermene. “Io sono etero” penso “e non me la faccio coi ragazzi”.

Certo, coi ragazzi no, ma Eva? Eva non è un ragazzo. Eva è la creatura più femminile che abbia mai incontrato e la voglio.

Lei arrossisce e si scusa per non avermelo detto. Le dico che è stata cattiva e merita di essere punita. Lei annuisce e si mette a pecorina, come per farsi sculacciare. Le do uno schiaffo sul culo e le dico “No cara, la tua punizione non sarà una semplice sculacciata.

Adesso ti lego in modo che non potrai più muoverti e poi ti uso come oggetto del godimento. Sarai la mia puttana, il mio giocattolo sessuale, lo sborratoio dei miei coglioni”. Lei accenna un sorrisetto mentre estraggo crema lubrificante e una lunga corda dallo zaino.

“Sei pulita?” le chiedo. Risponde “In che senso?” “Nel senso se hai svuotato il culo della tua merda. Sto per scoparti. Non vorrei ritrovarmi in un letto pieno della tua cacca puzzolente” le dico.

Eva arrossisce imbarazzata e non risponde. “Ho capito. Togli le mutandine, mettiti in ginocchio e aspettami” vado in bagno e riempio il clistere d’acqua. Mentre le accarezzo il buco del culo con il becco della peretta le spiego cosa farò: “Adesso ti infilo il clistere nel culo e lo stringo. Ti sentirai inondare da un piacevole getto di acqua calda”. Le piace. La puttanella spinge il culetto incontro al clistere. “Quando tolgo il clistere” le dico “corri in bagno, scaricati, lavati per bene e torna da me”.

Esegue tutto alla lettera. Le faccio un secondo clistere e poi un terzo. Le metto un piccolo dildo nel culetto, le lego una ball gag intorno alla bocca, e inizio lo shibari….

Servizio fotografico con svolta!

Mi chiamo Paola ho 32 anni, un viso da bambolina e nonostante la statura non troppo alta un bel corpo con tutte le curve al punto giusto che spesso richiamano lo sguardo degli uomini e sinceramente la cosa non mi dispiace.
Sono felicemente sposata ed il rapporto sessuale con mio marito è soddisfacente, anche se a letto non facciamo i fuochi artificiali.
Sono una dirigente presso una importante ditta di import/export, ma svolgo in segreto una seconda attività, quella di gestire un sexy shop on line.

Ed è proprio nello svolgimento di questo lavoro che mi è capitato di vivere una avventura che mi ha lasciato molto scossa.
Avevo ricevuto alcuni nuovi capi di abbigliamento e dovendo inserirli sul catalogo, ho contattato una modella e il fotografo per poter fare le foto necessarie a mostrare i nuovi capi ai clienti.
Mi sono recata nello studio del fotografo ma non ho trovato ancora la modella.

Aldo, il fotografo è un uomo di circa 50 anni, ottimo professionista, anche se un po’ caro, abituato a stare in mezzo a belle ragazze, seminude o completamente svestite.
Ama scherzare con loro e fare battute e commenti, ma mai volgari e sempre improntati alla risate allo scherzo piuttosto che al sesso.
Mente stavamo chiacchierando squilla il cellulare, è la modella che mi comunica di essere stata tamponata e deve andare al pronto soccorso perché ha subito un colpo di frusta e non può quindi presentarsi all’appuntamento.

Sono molto arrabbiata, sia per la preoccupazione per lo stato di salute della ragazza, sia perché volevo assolutamente inserire i nuovi capi sul catalogo, inoltre il fotografo vorrà certamente essere pagato per il tempo che perderà.
“Forse ho trovato una soluzione, mi dice Aldo, con il corpo che ti ritrovi potresti indossare tu i capi. ”
“Neanche per sogno, pensa se qualcuno mi riconoscesse e poi sinceramente sarei in imbarazzo a indossare davanti a te certi abiti e perizoma.

Per il fatto di farti riconoscere non devi preoccuparti, posso modificare il tuo volto inserendo quello della modella e per il resto fingi di essere su una spiaggia, so che indossi bikini miolto piccoli e spesso prendi il sole in topless.
Rimango un attimo pensierosa mentre Aldo continua, “ Prova solo ad indossare il vestito più coperto, ti cambi dietro il paravento e vediamo se poi vuoi continuare”
Mi ha convinto, vado dietro al paravento con il pacchetto con gli indumenti, mi tolgo il tailleur, il reggicalze che indosso con calze molto velate, e indosso un top bianco con mini nera e tanga nero.

Esco dal paravento e mi sistemo davanti all’obiettivo.
“Cerca di non essere così rigida, vedi di assumere una posa sexy,aspetta ti faccio vedere. ”
Aldo si avvicina, mi pone una mano su un braccio e un’altra su un fianco per farmi assumere la giusta posizione. Il suo tocco e leggero e per niente lascivo ma mi provoca uno stano brivido.
“Bene, così mi pari perfetta. ” shitta alcune foto e poi mi chiede se voglio continuare, ormai il ghiaccio è rotto e gli rispondo di si.

Dietro il paravanto indosso un mini abito elasticizzato turchese, molto carino e per niente volgare.
Mi sento più a mio agio e indosso un mini abito bianco in microfibra, molto orto che mette in evidenza il mio seno, devo però togliere il reggiseno e mi sento un po’ imbarazzata, ma dal momento che Aldo non mostra alcuna reazione poso anche con questo capo.
Gli abiti sono finiti, devo indossare una tuta a rete con solo il perizoma sotto.

Le mie tette sono in bella vista e fatico ad assumere una posa rilassata. Aldo si avvicina nuovamente per sistemarmi, ma il suo tocco questa volta è un po’ più prolungato, le sue mani si soffermano di più sul mio corpo e quando la sua mano mi sfiora un capezzolo provo come una scossa elettrica.
I miei capezzoli si irrigidiscono e sento come mille farfalle che turbinano nel mio stomaco.
Aldo sembra imperturbabile, ritorna alla macchina e shitta la foto.

Mi rimangono da indossare i perizomi, con null’altro addosso; sono turbata ed ecitata nello stesso tempo. Indosso un perizoma string con brillantini ed esco per la foto.
“Complimenti, non avevo mai notato che avessi un così bel seno, avresti dovuto pensarci prima a fare tu la modella, potevi risparmiare anche un bel po’ di soldi, bene adesso girati che facciamo una foto al lato b. Non c’è che dire, hai anche uno splendido culetto, sembri una brasiliana.


I suoi complimenti mi fanno piacere, adesso mi sento veramente eccitata, guardo Aldo ma mi pare che oltre alle battute non abbia fatto alcun cambiamento nel suo atteggiamento.
Indosso un altro perizoma con il fiocco sul sedere, mentre cammino mi muovo sensualmente, voglio proprio vedere che effetto farò sul fotografo.
Si vede chiaramente che la situazione lo ha emotivamente coinvolto, non è più rilassato come prima ,ma continua con estrema professionalità il suo lavoro.

Mi rimangono due perizomi aperti, indosso il primo, mi fermo avanti alla macchina foto, allargo un po’ le gambe mettendo bene in mostra la mia fighetta depilata. Sto pensando che mi comporto come una vera troia, in vita mia non avrei mai più pensato di vivere una esperienza simile.
Mi passo sensualmente le lingua sulle labbra mentre Aldo deglutisce vistosamente mentre mi shitta la foto.
“Adesso che mi hai visto anche la figa posso fare a meno di andare dietro al paravento per cambiarmi” Mi siedo su uno sgabello, sfilo il perizoma aperto facendo bene attenzione a mostrarmi il più possibile e mi infilo il secondo perizoma a farfalla, praticamente pochi centrimetri di stringa.

Il fotografo shitta quest’ultima foto, io mi tolgo la farfallina e rimango nuda davanti a lui, aprendo un po’ le gambe.
“Bene se abbiamo finito posso scaricare le foto sul p. c. e tu puoi rivestirti. ”
Si avvicina porgendomi la mano come per stringere la mia, ma quando è di fronte, mi cinge con il braccio il fianco, mi avvicina a lui; le sue labbra sono sulle mie ,la lingua cerca di farsi strada fra i miei denti.

La mia mente mi impone di serrare le labbra, ma il mio corpo non ascolta, apro la bocca e le nostre lingue si intrecciano.
La sua mano destra scende sul mio culetto e lo palpeggia, la sinistra si impossessa della mia tetta, la pastrrugna e il suo pollice mi massaggia il capezzolo.
Sono completamente partita con la testa, avvicino il mio pube al suo ventre per sentire attraverso i calzoni la sua notevole erezione.

Ci fermiamo per riprendere fiato e sento le mani di Aldo sulle mie spalle che mi spingono verso il basso, capisco cosa vuole, mi inginocchio, apro la patta dei suoi pantaloni ed estraggo il membro già dura o con una cappella violacea che già pulsa. Inizio a dargli dei colpesstini con la lingua, poi lo lecco con lunghi colpi e infine lo avvolgo con le mie labbra.

Le mani del fotografo sono sul mio capo e guidano il movimento della bocca.

Aspiro,lecco succhio e lo sento ingrossarsi ulteriormente. Continuo per qualche minuto poi “Fermati, non farmi venire, voglio scoparti”.
Smetto di succhiare e mi rialzo, mi guardo intorno ma nello studio non ci sono divani, letti, solo un paio di sedie e l’idea di stendermi sul pavimento non mi attira proprio, nonostante stia provando una intensa voglia di sentire quel cazzo entrarmi dentro.
“Avvicinati al muro, appoggia le mani e allarga bene le gambe”, mentre dice queste parole il fotografo si avvicina ad un mobiletto nel quale tiene le macchine fotografiche le altre attrezzature, apre un cassetto e ne estrae un preservativo che si infila subito.

“Con tutte le puttanelle che vengono in questo studio è sempre meglio essere preparati a farsi qualche bella scopata, per questo motivo tengo sempre il necessario a portata di mano”
Dovrei sentirmi offesa per sentirmi paragonare ad una puttanella, ma ormai Aldo è dietro di me, si appoggia al mio corpo, mi stringe e palpa con le mani i seni e con un solo colpo mi penetra sino in fondo alla figa completamente bagnata.

Comincia a darmi brevi e profondi colpi, poi estrae quasi completamente il cazzo e me lo infila in profondità per alcune volte di seguito. Continua con questa tecnica che non avevo mai provato e mi procura un gran piacere, e non ci metto molto a raggiungere uno squassante orgasmo. Sento le ginocchia che si piegano, ma il mio partner continua a scoparmi,sino a quando avverto che sta per venire. “Vorrei venirti in bocca, posso farlo?”
Annuisco, mi giro e inginocchio mentre lui si sfila il preservativo, si masturba per qualche istante e poi mi scarica tutto il suo seme nella bocca che avvolge il suo pene.

Ingoio tutto, non l’ho mai fatto con mio marito e sinceramente il gusto non mi piace troppo, deglutisco in fretta e mi rialzo.
Siamo uno di fronte all’altra, io completamente nuda, lui tutto vestito con il cazzo ormai moscio che esce dai pantaloni.
“E’ stato bello, ma non si ripeterà mai più, dimentichiamo quello che è successo”
“Certamente, è stato un momento di pazzia, lo conserverò come uno dei segreti più piacevoli della mia vita professionale, vorrei farti i complimenti per come usi la bocca, fai un pompino fantastico.

“Lo so, me lo dice sempre anche mio marito. ”.

L';INSEGNANTE DI BALLO

Buonasera
Racconto questa storia realmente accaduta;
Da circa un anno io e la mia ragazza stiamo prendendo lezioni di latino americano, sinceramente la cosa all’inizio mi imbarazzava un pò poi ha iniziato ad appassionarmi anche perchè è una danza molto sensuale, anzi molto molto… i corpi e le mani si uniscono con il partner, si sentono tutti i profumi che voi bellissime donne emanate, insomma un ballo che può diventare anche erotico ed eccitante… fatto stà che da quando andiamo a ballare il rapporto, sia sessuale che fuori dal letto, con la mia ragazza è molto migliorato….

purtroppo però io ho un debole per l’insegnate di ballo.. dal primo momento che l’ho vista ho pensato che prima o poi avrei dovuto provarci… lei si chiama Michela, donna sulla quarantina, un po in carne, viso da vera porca, tette molto abbondanti ed ha un muovimento del corpo che ti lascia a bocca aperta;
Fatto sta che la nostra scuola organizza una “vacanza” che si chiamo salsa week, avremmo dovuto passare due giorni interi a fare corsi aggiuntivi in un hotel bellissimo che si affacciava sul mare; arrivati all’hotel io accuso un piccolo malore… insomma avevo qualche linea di febbre che per noi uomini vuol dire stare malissimo.. 🙂 apparte di scherzi non riuscivo a stare in piedi… pertanto per il dispiacere di far perdere queste lezioni alla mia ragazza prendo degli antidolorifici e vado a riposare dicendole che li avrei raggiunti quando sarei stato meglio… e così mi faccio una bella dormita fino a quando dopo circa un’oretta mi sento bussare alla porta di camera, così pensando che fosse la mia ragazza vado ad aprire in mutande… con mia bellissima sorpresa davanti a me mi ritrovo Michela che, su permesso della mia ragazza mi porta una spremuta ed un caffè sperando che mi facciano stare un pò meglio; con molta gentilezza invito Michela ad entrare senza troppe pretese sapendo che nella hall c’era la mia ragazza e che quindi non avrei potuto minimanente tentare un qualche tipo di approccio; insomma tra una chiacchiera ed una bevuta mi comunica che il gruppo era andato a visitare il centro e che non sarebbero ritornati prima di due orette circa; non potete immaginare come quella frase mi abbia fatto ritornare in forma smagliante, tanto è che di sotto qualcosa ha iniziato a muoversi… anzi ce l’avevo un pò barzotto ed essendo in mutante soltanto, la cosa era molto visibile….

anche Michele se n’è accorta ed era molto imbarazzata… così rischio il tutto per tutto e le racconto che mi eccitava moltissimo e che era dalla prima lezione che avrei voluto scoparla… lei rimane di sasso…. così dopo qualche minuto che non apre bocca parlo io e rassegnandomi le porgo le mie scuse ma non faccio in tempo a finire la frase che inizia a spogliarsi; aveva un corpetto ed una gonnellina, non potete immaginare quanto sono stati lunghissimi quei secondi mentre si stava spogliando… non passavano mai… avevo voglia di vederla nuda… il mio cazzo aveva voglia di vederla nuda… e così passati quei lunghissimi secondi rimane soltanto con le scarpe da ballo, luccicose scarpe da ballo che con quei 7 centimetri di tacco la rendono ancora più bella….

lei rimane in silenzio probabilmente aspettando una mia mossa… che puntualmente arriva; mi alzo cammino verso di lei ed inizio a baciarla, le mie mani non sanno dove toccare, ce ne vorrebbero 4 o 5 di mani perchè vorrei toccarla da tutte le parti in contemporanea ma inizio dai suoi stupendi seni, li massaggio e li strizzo con foga, poi inizio a leccare i suoi capezzoli che in pochi secondi di irrigidiscono, le mie mani scendono fino ad incontrare le sue labbra carnose e molto bagnate.. si la sua fica era un fiume in piena, così ne approfitto ed inizio a giocare con il suo clitornide, prima con le dita e poi con la lingua… la sento ansimare, la sento vibrare, la sento che vorrebbe urlare ma si trattiene, così quando non ce la fà più si alza ed inizia a succhiarmi il cazzo con foga, vorrebbeingollare anche le palle da quanto è eccitata… il mio cazzo è tutto dentro la sua bocca… io sono al settimo cielo ma non sono ancor soddisfatto, così estraggo il mio cazzo dalla bocca e inizio a scoparla… ha un muovimento di bacino che fa impazzire….

che troia che è… la scopo a ripetizione.. mentre le sono sopra inizia a stuzzicarsi l’ano e mi sussurra di scoparla nel buco che sta stuzzicando… così non me lo faccio ripetere due volte ed infilo tutto il mio cazzo nel suo culo fino a che le mie palle non incotrano la sua fica… da come sono entrato facilmente capisco che non è vergine così do dei colpi forti alternati a schiaffi nei glutei.. lei gode come una matta.. io non ho mai goduto così tanto ed infatti dopo qualche minuto non resisto più e le vengo tutto dentro il culo…..
dopo qualche minuto di relax si riveste ed esce dalla camera.

Purtroppo da quella volta non è più successo anche se frequento tutt’ora insieme alla mia ragazza la sua scuola di danza.
Peccato… speriamo succeda di nuovo
Grazie della lettura.

Come il cazzo nero e africano ha cambiato la mia v

Mi chiamo Chiara, sono alta un metro e 70, terza di reggiseno, culetto tondo e formoso e una passione sfrenata per gli africani, tutti, dal Maghreb all’africa più nera.

Lavoro come impiegata, ma durante il fine settimana faccio la promoter per le discoteche di Bologna, ed è grazie a questo lavoretto che ho avuto il mio primo contatto con un ragazzo di colore che mi ha cambiato la vita.

Sono sempre stata libertina e ho sempre adorato essere presa con forza, sottomessa e scopata dal mio partner e grazie al mio lavoro di promoter riuscivo sempre ad avere ragazzi per provare esperienze nuove, in periodo di Erasmus poi era festa grande.

Francesi, tedeschi, spagnoli (niente male quelli), romeni e altri…

All’appello mi mancava però di provare un uomo di colore, o un magrebino, benché alcune mie amiche mi sconsigliassero questa mia fissa, perché secondo loro “sono pericolosi”.

Una sera a Bologna, vicino al Parco nord, stavo distribuendo volantini per una serata, mi guardavo in giro e appena vedevo un ragazzo che mi sembrava africano lo fissavo, alcuni mi scopavano con gli occhi, ed ero già eccitata per questo, ma poi si avvicina un ragazzo in compagnia di alcuni amici, era un bellissimo ragazzo alto quasi due metri, possente e bellissimo, nero come la notte!

Dissi: Ciao! ti va una serata in una discoteca non tanto lontana da qui?
lui rispose: non sono di qua, non la conosco, ci accompagni? io risposi “si, certo!”
Nel tragitto mi raccontò che era un ragazzo senegalese e che si chiama Cheick, io dissi che mi chiamavo Chiara.

Arrivati alla discoteca mi chiese se potevo restare per una bevuta, per ringraziarmi di averli consigliato la discoteca, i suoi amici erano tutti sparpagliati ed io e Cheick ci mettemmo a bere un drink insieme.

Era bellissimo, uno sguardo magnetico che mi faceva sesso, ma non riuscivo a guardarlo negli occhi, lui si accorse del mio disagio e mi chiese se c’era qualcosa che non andasse, non so cosa mi prese ma gli dissi:

“Se ti dicessi che ho sperato davvero che tu mi invitassi ad accompagnarti qui perché mi piaci tu cosa diresti?”
“Che io ho sperato che venissi con me, perché sei molto carina e mi dai l’idea di essere un fuoco!”
Scoppiamo a ridere, poi, si fece più audace, mi mise una mano sulla coscia, si avvicinò, sentivo il suo maschio odore e mi stavo bagnando, iniziai a gemere come una bambina, lui si accorse che ero pronta per essere scopata e mi portò in un parcheggio non lontano dalla discoteca, dove aveva la macchina, ci mettemmo in auto, ci baciammo, fu piuttosto violento, mi toccava, aveva mani in ogni parte del mio corpo, mi desiderava, voleva nutrirsi del mio corpo.

Gli sbottonai i pantaloni ed usci qualcosa di meraviglioso: un cazzo grosso, infinito, la sua cappella circoncisa era una meraviglia.
Mi gettai a succhiarli il cazzo, con la mano mi spingeva fino in gola il suo palo, dissi: Piano, non sono abituata!
“Devi abituarti troia!”. sentii un brivido che mi attraversava, finalmente qualcuno che se ne fregava di me, che mi usava, mi sottometteva e mi scopava come volevo.

Si mise sopra di me, mi impuntò il suo missile e lo fece entrare con violenza: “ahh, oh mio dio, ma è enorme! oh si, ahhh piano tesoro, la mia ficaaa” ma lui se ne fregava, trattava la mia piccola figa bianca con rabbia e depravazione, ad ogni colpo aumentava la velocità ed io ero sempre più alla sua mercé.

“Troia adesso usciamo, voglio prenderti da dietro”, uno schiaffo ed io obbedì, uscimmo dalla macchina, mi misi sul cofano e si prese il mio culetto che fino a poco prima gli sculettava in modo provocatorio davanti, voleva essere provocante, volevo farlo scoppiare di desiderio e volevo che mi scopasse fino a farmi male e così fece.

“Mi avevano detto di quanto troie sapete essere voi italiane, ma adesso ho prove!”
“MMM siiii sfonda il mio culo ahh si, Cheick, sfonda la tua puttana italiana!”

Mi scopò con violenza, mi sottomise in tutto e per tutto, mi riempì il culo di schiaffi fino a farlo diventare rosso, fino a quando emise un urlo… stava venendo, sentivo un lago che mi riempiva il culo, uscì dal mio culo e mi ritrovai allagata di sborra, mi usciva da tutte le parti, le mie cosce erano dei torrenti in piena, provai di asciugarmi alla bene e meglio e tornammo in discoteca, salutai Cheick dicendoli che era stato qualcosa di sublime e sperando di rincontralo, appena i suoi amici mi videro stordita e con i capelli in disordine vidi Cheick sorridere e i suoi amici sghignazzare, ma non me ne fregava niente, perché da quella sera ho capito di amare i cazzi neri e africani.

.

Paul, che piaere ritrovarti!!!

Ciao a tutti,
volevo condividere l’ennesima storia che mi ha coinvolto della quale spero vi piaccia essere aggiornati.

Ieri pomeriggio come ogni due settimane mi reco dalla mia amata estetista in centro per la solita depilazione unghie e capelli
Mantenersi in ordine è fondamentale per me anche perché i miei amanti mi fanno tanti complimenti per il mio aspetto

La mia estetista dice che sono il ragazzo che in assoluto spende più di molte donne altolocate

Proprio per questo motivo mi ha chiesto di provare un suo nuovo massaggiatore gratuitamente, il quale si è molto dato da fare ma ho bocciato perché troppo mingherlino.

Sono molto contento invece della nuova pettinatura, un caschetto quasi femminile che mi migliora il viso e il sorriso,

Tutti questi giri mi hanno messo languore, quel languore al quale non so resistere e mi è tornato in mente quel marcantonio di Paul e senza esitazione gli ho fatto uno squillo, sono ancora eccitato per la piacevole serata trascorsa con un vero stallone nero che mi ha posseduto e fatto suo schiavo con piacevole autorità.

Non mi risponde, riprovo e ancora niente, aspetto qualche minuto che poi diventa quasi un’ora e quando sconsolato decido di tornare a casa mi squilla il telefono.
E’ lui, sono euforico , di solito prima di rivedere un amante passa tanto tempo , questo vuol dire che gli ho lasciato un bel ricordo.

Rispondo e sento : ciao bel TROIONE, come stai?? Rispondo sommesso: tutto bene e tu?? Lui con quella voce profonda mi dice che è contentissimo di sentirmi ,che addirittura voleva chiamarmi per rivedermi e che se lo richiamo in 5 minuti forse poteva organizzare una sorpresa per me.

Molto incuriosito ,lo richiamo dopo appena 5 minuti e lui mi dice che se voglio ci rivediamo al posto della scorsa volta per un aperitivo che lui è ancora al lavoro ma non tarderà e mi conferma che ha una bellissima sorpresa per me.

Acconsento e mi reco presso il baretto con uno certo anticipo, devo dire la verità, sono molto eccitato di incontrare Paul, ma questa storia della sorpresa mi incuriosisce e impaurisce, staremo a vedere cosa succede.

Dopo circa le 20,00 arriva lui con un pacchetto,mi bacia in bocca teneramente, si siede e ordina un cocktail per lui e per me.

Si avvicina e mi sussurra: stasera dobbiamo festeggiare e tu sei la cosa perfetta per questa occasione.
Io gli rispondo come mai questo entusiasmo, cosa è successo.
Lui mi guarda e mi dice che è il suo cinquantesimo compleanno e che nei giorni scorsi pensava già di trascorrerlo con me.

anche per la storia della scorsa settimana dove si è sentito travolto.
Mentre mi parla con la sua voce rocca sono travolto dalla libidine e onorato di questo suo invito , finiamo di bere e cci incamminiamo verso il suo nido d’amore.

Questa volta siamo a piedi e mentre rientriamo parliamo amabilmente di tante cose, sembriamo due innamorati ,lui ogni tanto si avvicina e mi bacia dicendomi che è contentissimo di stare con me stasera, io rispondo che anche a me fa piacere.

Arriviamo a casa e lui mi chiede se voglio mangiare qualcosa, io rispondo che di sera non mangio mai magari beviamo un goccio di vino, lui acconsente e prepara mentre io mi avvicino al suo bellissimo divano stranamente già aperto dove mi metto in libertà e mi siedo quasi sdraiandomi; lui si avvicina con due bicchieri, si inchina mi porge il mio e mi chiede di brindare , io lo bacio appassionatamente e acconsento, lui mi sussurra che stasera sarò suo e che mi farà godere come mai, io gli dico che spero di essere il suo regalo di compleanno preferito.

Ripensandoci, è 20 anni più grande di me e tutto questo mi fa eccitare tanto.
Mentre beviamo ci facciamo le coccole e io sono sempre più eccitato.
Lui mi chiede di spogliarmi sorridendo , io mi alzo ubbidiente e comincio a denudarmi, lui comincia ad accarezzare la mia pelle candida vellutata e depilata, i suoi occhi si illuminano mentre mi palpa il culetto dicendomi: questo è solo mio, io rispondo , certo amore e tutto tuo; a questo punto lui apre la shitola estraendo un bellissimo collant a rete fitta con giarrettiere ed una vestaglia trasparente che mi chiede di indossare, io ubbidisco e completata la vestizione mi sdraio aspettando il mio stallone.

Lui comincia a spogliarsi ma accende la t v dove trasmettono ,sarà qualche rete privata o un CD un film porno con una bellissima ragazza bianca ed un ragazzo di colore superdotato che io guardo interessato sopratutto quando lei prende in bocca il grosso cazzone nero del partner.
Lui si sdraia a fianco a me, mi abbraccia e mi bacia e mi chiama il suo regalino, io comincio a strusciarmi sul suo lungo pelo abbracciandolo e baciandolo appassionatamente mentre con una mano comincio a maneggiare il suo enorme cazzo nero già turgido in mio onore, lui chiude gli occhi e mormora con voce rocca: dai prendilo in bocca come sai fare tu, in contemporanea mi solleva e posizionandomi come in un 69 dove comincia a leccarmi il culo mordendomi le chiappe e schiaffeggiandole mentre io vado avanti e indietro sulla sua enorme cappella succhiando il grande cazzo nero del mio master.

Sto godendo come un matto e gli sussurro: amore fammi tuo, sodomizzami ti prego ,
lui, sei quasi pronto , mentre mi spruzza il gel infilando le sue grosse dita nel mio buchetto impaziente, io con la bocca gli infilo un condom continuando a pomparlo.
Lui mi mette a pecora e continuando ad infilarmi le sue grosse dita mi sussurra: amore adesso ti inculo come piace a te ,io gli rispondo ce si amore non aspetto altro, fai piano.

Sento il suo grosso cazzo che cerca di entrare mentre lui mi chiede di dilattarmi, io cerco, mentre lui vorrebbe entrare, di allargarmi più possibile, ma non riusciamo.
Gli chiedo di metterci su un lato e di provare penetrarmi , lui mi bacia arrapato e dopo ulteriore gel e due schiaffi alle chiappe riesce ad entrare con mio grande piacere , mordendomi un orecchio mi sussurra: hai visto amore ti sto scopando , ti piace? Tantissimo tesoro, non ti fermare dai sto godendo , hai un cazzo fantastico , il mio cazzo preferito , dai entra entra, lui aumenta il ritmo chiedendomi così? si dai fammi godere come una troia dai , si sei la mia troia ,e mi solleva come un fuscello rimettendomi a pecora e riprovando ad incularmi.

questa volta la via è aperta sento che entra impetuoso dicendomi: te lo spacco questo culo bellissimo.
Siamo sudatissimi ed io sento le sue palle che sbattono su di me mentre mi sodomizza entrando fino in fondo.
Voglio cambiare posizione e lui mi accontenta per almeno un’ora, poi mi fa sdraiare e mi salta sopra entrando ormai nel mio culo con estrema facilità e comincia a pomparmi mettendomi le mani attorno al mento e facendo forza e dicendomi : ti piace così??
Ormai io sono in sua balia e accetto tutto, credo idi essermi innamorato e farei tutto.

Poi mi fa girare estraendo il suo grosso fallo che continua a maneggiare dicendomi: ancora? si amore vienimi in bocca dai , lui, ti piacerebbe? Si ,sarò la tua troia fino in fondo. Io mi sono sdraiato mentre lui si avvicina con il suo cannone pronto ad esplodere.
Io lo prendo in bocca ma lui lo prende e comincia a maneggiarlo velocemente mentre lo avvicina alla mia bocca ed io cerco di leccarlo
Dopo circa 5 minuti esplode la sua furia in un mare di crema che mi ha riempito la bocca completando il mio piacere , ho deglutito ed ho preso in bocca il suo cazzo succhiando fino alla fine i suoi umori , lui mi ha accarezzato e baciato dicendomi : grazie amore bellissimo regalo di compleanno , si davvero bello tesoro ,vieni abbracciami e ci siamo addormentati fino al giorno dopo.

LA MIA PRIMA VOLTA SCOPATA DA DIETRO

La mia prima inculata

A VENTISEIANNI anni suonati, CONVIVO , e con innumerevoli “esperienze” alle spalle, finalmente posso dire di aver provato a essere inculata. Tra le lenzuola non sono mai stata una bigotta, e la mia innata curiosità nel passato, mi aveva fatto esplorare buona parte delle sfaccettature sessuali che attirano le fantasie di una donna, mai però avevo voluto donare il mio buchino posteriore. Non era la paura di provare dolore fisico, o la consapevolezza di effettuare “sesso estremo” a fermarmi, quanto l’atavico pensiero che mi portava a voler donare il mio culetto, solamente nel momento in cui mentalmente sarei stata pronta.

Ho praticato sesso fin da giovinetta, e sempre nella mia mente ho riservato “qualcosa” per dopo, per i primi fidanzatini c’era la “mano”, per il primo amore la “bocca”, per il mio primo vero amore la “fessura” in mezzo alle cosce, adesso per il mio futuro marito …il culetto.

Era una promessa che avevo fatto a me stessa e di cui nessuno era a conoscenza, mi sarei donata completamente solo quando il mio uomo mi avrebbe portato all’altare, offrendogli come dono di verginità il mio buchetto immacolato, cosa che è accaduto l’altro ieri.

Mario il mio uomo ci aveva tentato parecchie volte, e sempre si era dovuto arrendere ad un mio netto rifiuto, ed è per questo che la prima notte di nozze, non credeva alle sue orecchie quando alzandomi e toccandomi le natiche domandai semplicemente “lo vuoi? È il mio regalo di nozze. ”

Ci avevo riflettuto parecchio prima del matrimonio, e grazie anche alla grande rete, avevo scoperto che l’anal è una delle metodologie di sesso più usato soprattutto fuori dallla convivenza, allo scopo principale di evitare gravidanze indesiderate.

Sempre sul web avevo appreso che per avere la giusta dose di piacere, si doveva prima usare una crema lubrificante a base d’acqua, crema che avevo provveduto ad acquistare on line. Meglio inoltre se il partner evitava “possessi rudi”, prediligendo una “penetrazione dolce”, anticipata se possibile da un’attività stimolatrice, con la lingua o con le dita, atta a far rilassare il muscolo. Speravo prima di prendere la decisione che anche Mario fosse al corrente di queste piccole accortezze, mi sarebbe dispiaciuto se il mio regalo si fosse trasformato in una situazione dolorosa, o ancor più imbarazzante per il mio futuro sposo.

Comunque sarebbe andata il dato ormai era tratto, e non mi rimaneva che portare avanti il mio intendimento di offrire il mio culo, all’uomo con cui due giorni prima avevo salito i gradini dell’altare. Lui capì al volo la situazione, e come per incanto nei suoi occhietti si risveglio quella luce birichina che vedevo ogni qual volta era al massimo dell’eccitazione corporale. Si alzo dal letto e avvicinandosi mi sussurrò “non ti preoccupare farò piano”.

Non riuscì a evitare di guardare il suo attrezzo che spiccava in mezzo alle sue gambe, con una grandezza che adesso mi sembrava impressionante. Mario per mia fortuna è “ben dotato”, una dotazione che in altre occasioni mi aveva fatto urlare dal piacere, ma che in quel frangente mi sembrava impossibile da ospitare nel mio piccolo orifizio.

Lui inizio a baciarmi, sentivo la sua lingua esplorare la mia bocca, le sue mani avvicinarsi sempre di più al mio fondo schiena, il suo bigolo spingere sulla mia vulva che iniziava a bagnarsi di umori.

Mi girò, e delicatamente mi fece stendere sulla pancia, prese un cuscino e lo incastro sotto la mia pancia in maniera che il mio culetto fosse ben alto e esposto completamente alle sue prossime mosse. Lo sentii inginocchiarsi dietro di me, e immediatamente dopo senti la sua lingua iniziare a darsi da fare attorno al mio buchino. Per me erano tutte sensazioni nuove e cercavo di gustarmi ogni istante, ringraziando al contempo il mio uomo, anche se nel mio sub inconscio mi domandavo, non senza una punta di gelosia, dove avesse imparato le tecniche che stava usando su di me.

Non avevo tempo però in quel momento per le domande da moglie, volevo essere la femmina da letto che il mio uomo aveva sempre desiderato, e soprattutto volevo gustarmi quell’anal che da sempre attirava le mie curiosità sessuali. Lasciai perciò perdere i pensieri strani, e mi concentrai su quello che stava avvenendo. Essendo di spalle non vedevo nulla e le sensazioni che provavo erano del tutto nuove per me. Sentii il freddo del lubrificante che il mio uomo stava applicando tutto intorno al buchino.

Inizialmente fu una sensazione fastidiosa, poi però il mio corpo si abituò e riavverti lo stimolo dell’eccitazione, che si faceva strada nel mio basso ventre. Improvvisamente senti un dito farsi strada dentro il mio corpo, non avevo avvertito dolore e la sensazione era come di riempimento. Il dito inizio a muoversi all’interno del mio corpo, era un movimento lento e regolare, che non faceva altro che far salire la mia “temperatura interna”. Non avevo dolore per il momento, ma non provavo neppure quel piacere che alcune donne dicono di avvertire.

Ero sicuramente eccitata, ma fino a quel momento era un eccitazione “normale”, e non certo da ricondurre al sesso anale. Improvvisamente il dito dentro di me raddoppio di larghezza, il mio lui aveva infatti introdotto anche l’anulare, e con quello stava allargandomi internamente il condotto, condotto che di li a poco avrebbe ospitato la sua verga.

E finalmente il momento arrivò, senti le dita uscire e poi senti la punta del suo attrezzo posizionarsi sul buchino, attendevo l’entrata quando le mie orecchi sentirono per l’ennesima volta la domanda “vuoi veramente?”.

Mi piacque la sensibilità di Mario in quel momento, il mio uomo voleva accertarsi di non ferirmi, e io non volevo altro che donarmi a lui, dissi un “si” roco di eccitazione e di voglia, che lo convinse ad entrare dentro di me. Sentii un leggero dolore ma niente di insopportabile, l’eccitazione crebbe però a dismisura, nel momento in cui il suo pene guadagnava centimetro dopo centimetro l’interno del mio corpo. Arrivo alla fine con un ultimo colpetto, e finalmente era tutto dentro il mio culetto.

Stette fermo qualche secondo e poi inizio il classico movimento di va e vieni, iniziavo ad avvertire piacere sia fisico che mentale. Quello mentale proveniva dalla situazione che stavo vivendo, il fisico dettato dallo sfregare del cazzo del mio uomo sulla sottile parete che separa la vulva. Senza rendermene conto la mia mano andò a cercare il clitoride, mi toccavo seguendo il ritmo che il mio uomo aveva imposto alla cavalcata, sentivo che stavo per avere un orgasmo travolgente e per qualche secondo smisi.

Fu solo un attimo, il tempo di sentire la verga del mio uomo vibrare letteralmente dentro di me, avvertì che stava per raggiungere l’estasi, e iniziai nuovamente a toccarmi. Sentii lo schizzo colpire le mie viscere, e all’unisono l’orgasmo arrivò come se fosse una scarica elettrica, un orgasmo diverso da quello mai provato sino allora, sicuramente più intenso e molto più profondo.

Lui uscì e rimanemmo esausti qualche minuto sul letto, alla fine fui io a riscuotermi per prima, e girandomi verso di lui sussurrai un grazie che mi veniva dal profondo del cuore, grazie per essere diventato mio marito, grazie per avermi fatto godere, ma soprattutto grazie per avermi fatto conoscere… il sesso anale.

.