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La prima volta ….2 cazzi

Ci risiamo, con i primi caldi, torna la voglia di bagni e tuffi, di fresco, di qualche situazione di refrigerio, visto che il mare è lontano, le alternative sono : la piscina …. ma troppo caos …. Il fiume ….. pericoloso …. o il lago …. decisamente abbordabile.

Armati di telo mare costume e bottiglia di acqua ghiacciata, ci incamminiamo sulla riva del lago che abbiamo scelto. Siccome la voglia è di libertà, cerchiamo un posto poco frequentato, e dopo un quarto d’ora di cammino, arriviamo nel luogo perfetto, una radura con erba bassa e schiacciata, segno che è usata sovente, un ingresso in acqua comodo, e piante tutte in torno.

Ci spogliamo completamente di vestiti ed inibizioni, e in un attimo siamo dentro a sguazzare come i bambini nella piscinetta.

Tempo 10 minuti, dalla vegetazione, sbucano tre ragazzi, dalla presunta eta di 25 / 30 anni. Porca miseria, penso, ci hanno invaso il nostro piccolo paradiso terrestre, menomale che hanno avuto l’ intelligenza di star al limite della radura, ovvero una decina di metri.

I tre, fan finta di niente, ma danno delle belle occhiate alla 4° di seno che sballonzola tra i giochi d’ acqua.

Al momento di uscire, Robi mi guarda preoccupata, per il fatto di esser completamente nuda, io la tranquillizzo, non credo ci sian pericoli.

Mentre ci avviamo agli asciugamani, vedo i ragazzi darsi gomitate, facendo finta di esser indifferenti, e parlottando tra loro. Dopo aver confabulato un po’, capisco questa agitazione, eran indecisi sul togliere i costumi o no, chiaramente da sfacciati, si tolgon tutto.

Vedo subito Robi, inforcare gli occhialoni da sole, e far la finta tonta, guardando di traverso i tre cazzi di giovane età, svettare all’ aria.

Poi decide di mettersi la crema solare, insistendo con estenuante lentezza, sul seno bello turgido, fin dove riesce, e poi chiede il mio aiuto, ma son sicuro che se avesse domandato ai ragazzi …. si sarebbe trovata con sei mani ovunque.

Parto dalla schiena, e comincio a schizzare liquido solare, come se fosse una sborrata gigante, poi con movimenti lenti forse fin che mai esasperanti, la spalmo ovunque, soprattutto sul lato del seno, che solitamente resta bianco.

Robi se ne accorge, di tutto questo esagerare, e mi redarguisce con un “ piantala di far il cretino, non vedi i ragazzi che mi divorano con gli occhi, e son lì col cazzo duro in mano …. ”

In effetti, è vero, i ragazzi … son impegnati a non farsi vedere … tutti rigidi ….

Ricomincio con la crema solare, partendo dalle caviglie, salendo con lunghe spalmate verso il culo, e interno coscia, e qui esce la maiala che è in lei … invece di trovar da ridire … allarga le cosce ogni volta che arriva la mano all’ incrocio ….

Dopo queste spalmate … vedo due dei tre ragazzi, alzarsi con il cazzo completamente in tiro, … buttarsi in acqua, forse per evitare spiacevoli figure, solo uno tiene duro, l’ unico di carnagione scura, tipo marocchino o tunisino, lui resta lì imperterrito col cazzo duro in mano … e proprio a dirla tutta un gran cazzo.

Dopo un attimo, Robi si gira a pancia in su, e vedo che si infila il perizoma, alzandosi in piedi, dicendomi che con il caldo, a furia di bere, deve far la pipi….

Ok rispondo reazione naturale, e la vedo infilarsi nella vegetazione.

Io son coricato, e curo i ragazzi in acqua, che si stanno schizzando tra di loro, poi mi giro a guardare il magrebbino e ….. cazzo è sparito.

Immediatamente mi alzo, e seguo il sentiero che ha preso Robi, facendo attenzione a non essere scoperto. Dopo pochi metri, vedo il ragazzo nascosto dietro una pianta, intento a farsi una sega, guardando la mia piccola, che qualche metro più avanti, è accucciata, con la fica in bella vista, dato il perizoma scostato, che sta facendo pipi, tanta pipi, che non finisce mai ….

Arrivo alle spalle del ragazzo, che non mi ha sentito, e gli sussurro all’ orecchio …. ” Ti piace è …. ” Lui si spaventa, si allontana da me per paura e smette di toccarsi

“ Si, mi piace da morire, non ho mai visto un seno così grosso, restare bello alto, e soprattutto così dal vivo”
Mi shitta la scimmia e dico … “ Ti piacerebbe toccarlo …..” ….. “ Non so cosa pagherei per poterlo fare “ e così dicendo, ricomincia a smanacciare il grosso cazzo scuro.

Nel frattempo, lei ha finalmente finito, e cercando di ricomporsi, ci viene in contro, non capendo la situazione, composta da me, con il cazzo duro, che parlo con un ragazzo nudo, anche lui con il suo affarone tra le mani, intento a menarselo

La fermo e le dico “ Amore, guarda il povero ragazzo, come è conciato per colpa tua, fai qualcosa per farlo rilassare “
Lei mi guarda stranita, poi guarda il cazzone del ragazzo, i suoi occhi, spalancati per poter vedere meglio le tette.

“ E cosa devo fare …. ” Dice lei, sapendo già cosa poteva fare …. ” Più che una sega …..”

A queste parole, il movimento della mano , del ragazzo aumenta di ritmo … e gli occhi brillano

Robi si inginocchia sull’ erba, trovandosi faccia / cazzo con il marocchino, allunga una mano, prende in mano il bastone di carne, e comincia un su e giù da professionista, passando la manina sul glande, per poi scendere al sacchetto dei coglioni, gonfio da esplodere, e risalire alla punta.

Io, per non esser da meno, le metto nell’ altra mano il mio, forse meno grosso del ragazzo, ma con altrettanta voglia di esplodere.
Il suo movimento di mani è perfetto, sale e scende alternatamente sui due cazzi rigidi, pensando che quella era la prima volta con due cazzi a disposizione. Dopo un po’ decide di baciare in punta di labbra, la cappella scura, facendo tremare il ragazzo, per poi spostarsi sul mio … infilandolo in bocca per metà.

La cosa si protrae per circa 5 minuti, quando, il ragazzo si fa intraprendente, e chiede se può toccarle le tette, …. un attimo di silenzio …. E poi lei si spinge in avanti, verso il ragazzo.

Che da ragazzo, si era trasformato in polpo, sembrava che le mani si fossero decuplicate, la maiala si sentiva mani ovunque, le tette non si vedevano più …. Scomparse sotto le manone del giovane, che si agitava sempre più, sudava e ansimava.

In mezzo a tutto questo trambusto, la porca non ha mai mollato le prese ai cazzi, anzi aumentava il ritmo, sperando che tutto finisse prima possibile. Ed infatti, ad un certo momento, percepi il trmare del giovane, e fece giusto in tempo a retrocedere quel tanto che basta, per non farsi sborrare in faccia.

Uno, due, tre schizzi enormi, seguiti da altri meno grossi, ma belli densi, coprirono quasi completamente il seno sinistro di Robi, io eccitato come non mai, prendo in mano il mio cazzo e lo punto diritto sul seno destro, e lo schizzo tutto abbondantemente di sborra più spessa di quella del ragazzo.

Che scena, la mia maiala, con tutte le tette colanti sborra, inginocchiata difronte a due cazzi semirigidi, sgocciolanti ….. mmmm che spettacolo

Siccome siamo tutti e tre nudi, a parte il perizoma di Robi, chiaramente umido all’ altezza della fica, non ci resta che incamminarci verso il lago, per poter calmare i bollenti spiriti, e darci una sciaccuata.

Giunti in spiaggia, troviamo gli altri due, finalmente mosci, che ci guardano stupiti, soprattutto lei … con tutto il davanti appiccicato.

Risata generale e bagno. Mentre ero in acqua, vicino a lei, le chiedo se le è piaciuto maneggiare due cazzi contemporaneamente.
Lei facendo si con la testa, si avvicina all’ orecchio sussurrandomi …. ” A te è piaciuto, vedermi con un altro cazzo in mano , che mi sborrava, ….. pensa se lo avessi infilato dentro, lungo e grosso com’è …. ”

Non so che espressione potessi avere, ma lei guardandomi …” Sei il solito porco …” e io nella mia mente penso ….. senti chi parla.

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Una sera in piscina

E sempre stata una mia fantasia vederla nuda e magari che facesse qualcosa con altri, pero lei quando a letto fantasticavo su questo si stizziva.
Quella sera pero …..
L’ho accompagnata ad un corso d’aggiornamento fuori citta, la sera un suo collega invito mia moglie, io e gli altri due colleghi presenti al corso a cenare da lui.
Possedeva una bella casa con piscina un bel giardino mangiammo fuori bevemmo un po’ anche mia moglie che di solito non beve mai.

La giornata di giugno era calda e afosa uno dei presenti propose visto il caldo e la piscina disponibile del collega di un bel tuffo per rinfrescarci un po’. Il proprietario disse e lì a nostra disposizione io non parlai mia moglie chiese ma voi avete i costumi?
La risposta fu no ma ci tuffiamo nudi, mia moglie disse ma voi siete matti io nuda con voi tre maschi siete fuori e poi rivolgendosi a me disse tu lo faresti?
Allora delle chiese ma non hai mai fatto il bagno nuda a mezzanotte in spiaggia, lei rispose di no.

Loro dissero be noi lo facciamo e iniziarono a spogliarsi, mia moglie mi guarda perplessa ed io gli dico dai andiamo a rinfrescarci anche noi intanto cosa vuoi che sia vedono due tette e un po’ di pelo e iniziai a spogliarmi, mi tuffai e la invitai a entrare dicendoli che era magnifico, anche i suoi colleghi la invitarono dicendogli di non vergognarsi intanto era fatta come tutta e loro non era la prima volta che ne vedevano una nuda e non si sarebbero scandalizzati.

Mia moglie si verso un altro bicchiere di vino lo beve tutto d’un fiato si alza e inizia a spogliarsi i suoi colleghi esultarono facendogli un applauso dicendogli brava. Io ero già eccitato un po’ confuso era la prima volta che lo faceva ora, era in intimo in piedi a bordo piscina noi in acqua rimase li ferma un po’ poi ….. si tolse il reggiseno e libero la sua terza che si manteneva ancora su nonostante i suoi 37 anni e dalla piscina ci fu un boato di gioia e vidi che anche gli altri erano eccitati c’è l’avevano duro.

Poi si giro dandoci il lato b e si tolse anche gli slip dicendo chiudete gli occhi che entro, naturalmente nessuno chiuse gli occhi, si giro ed entro mi venne vicino e mi diede un bacio, parlammo un po’ ogni tanto gli tiravano un po’ d’acqua ci divertivamo e vedevo che ogni tanto guardava sotto i loro cazzi duri, la cosa mi eccitava parecchio. Giorgio usci dalla piscina e andò a prendere 5 bicchieri e del limoncello co il suo cazzo duro in bella vista mia moglie lo segui con lo sguardo poi Luca disse Giorgio guarda come te lo guarda e lei divento rossa e si appoggio a me io la abbracciai e le toccai le tette gli diedi un bacchio arrivo Giorgio con i bicchieri di limoncino si sedette a bordo piscina giusto in parte a mia moglie con il suo cazzo ancora dritto gli diede il bicchiere mentre Dario si sedette anche lui a bordo piscina e lo sguardo di mia moglie si sposto su di lui non l’avevo notato sottacqua ma aveva un cazzo enorme penso 24,25 considerando i miei 18.

Vide subito mia moglie che lo guardava e gli disse mai visto cosi grande, dopo alcuni istanti a bocca aperta disse no e divento rossa mentre noi scoppiamo in una risata.
I tre colleghi uscirono rimmanemmo noi due dentro lontani da sguardi e orecchie indiscrette gli dissi ti piaccerebbe mettere in atto le nostre fantasie e lei ma sei fuori ma era un sei fuori bo penso non convinto l’aiutai a uscire arrivo Dario li porse l’asciugamano e la scuadro da testa ai piedi dicendogli sei verramente figa, Luca ridendo disse intanto non ti fa un pompino che gli fai i complimenti mia moglie gli fece il dito medio e disse e chi te lo dice che non glielo faccio.

Tutti di shitto mi guardarono e Luca sempre lui disse non lo fa c’e suo marito e io risposi perche se non ci fossi lo farebbe? Lui siiii credimi e penso non solo a lui poi ci girrammo verso mia moglie e…….. stava toccando quel cazzo enorme di Dario io m i bloccai Luca rimase a bocca aperta Giorgio stava arrivando con altri limoncini si fermo davanti a loro poggio il vassoio per terra mentre vidi la mano di Dario toccarle la figa Giorgio si alzo mi guardo un attimo e inizio a toccarle le tette Luca era sempre fermo si giro verso di me verso loro e mia moglie si stava baciando con Dario e Giorgio le stava succhiando le tette allora io mi avvicino a loro mia moglie si stacca con la bocca da Dario Giorgio si ferma lei mi guarda senza staccare la mano da quel enorme cazzo passano alcuni secondi la bacio ci riguardiamo negli occhi vedo ls sua voglia gli prendo la testa tra le mani gli do un altro bacio poi gli guido la testa verso quel cazzo lei lo prende in bocca e inizia un pompino meraviglioso Giorgio le stava rittocando le tette Luca solo in quel momento realizzo penso quello che stava accadendo e esclamo arrivo mentre io avevo gia la lingua sulla sua figa mai sentita piena di umori cosi me la gustai un po poi fecci spazzio a Giorgio vedi Luca succhiarli le tette mentre lei aveva ancora quel cazzo in bocca lo spompinava con tanta passione mai vista io mi sedetti e mi gustai quella scena tanto fantasticata un po.

Poi Luca disse a Dario basta ora godere della sua bocca ora tocca a me lo scanso e infilo il suo in bocca a mia moglie Dario allora scanso Giorgi e infilo la sua lingua in quella figa fradicia d’umori, Giorgio si avvicino a Luca e mia moglie inizio a succhiare due cazzi cosi mi avicinai a loro ora ne aveva tre. Dario si stacco dalla figa con la lingua e la penetro con qun cazzo enorme mia moglie urlo di piacere.

Continuammo un po finche Dario non disse sto venendo allora mia moglie mollo tutto si giro e lo presse tutto in bocca mentre Luca aprofitto del buco libro e infilo il suo cazzo finche non venne il suo momento e sborro sulle sue tette ora cera Giorgio e sborro anche lui sulle sue tette ora infilai il mio mentre a Dario era tornato duro e stava gia rigodendo della sua bocca io gli venni dentro ,lei intanto continuava con quel pompino meraviglioso.

Aveva la sborra che colava dalla sua bella fighetta e andai a leccarla finche Dario non arrivo col suo cazzo lo avicino alla figa mi sfiorro la lingua la penetro di nuovo io l’asciai posto e andai a baciare mia moglie sapeva da cazzi ma era una cosa fantastica. Dario disse vengo pero questa volta mia moglie non si giro lo prese dentro urlando tutto il suo piacere. UN nuovo tuffo in piscina per lavarci l’odore del sesso uscimmo ci rivestiamo salutiamo lasciandoci con ci rivediamo?.

UN INVITO A CENA- IL MERCOLEDÌ

Tornato a casa non faccio altro che pensare all umiliazione subita. Eppure non mi sono fermato, ho continuato a succhiare il dildo fino a che non restasse una sola goccia, una minima traccia del suo sperma. Anche quando lui è uscito, non ho smesso, volevo, desideravo tutta la sua sborra. Sono davvero così troia come dice lui?? Eppure nella mia vita ne ho combinate tante, a volte ho fatto di proposito la troia perché mi piaceva.

Ma non me ne sono mai preoccupato. Lui è riuscito a farmi sentire diverso, una sensazione più reale. Possibile che a 44 anni scopro di essere davvero cosi troia? Vado a letto molto confuso. Mi giro, mi rigiro, ma non riesco a dormire. Guardo il telefonino e sono le due. Lo spengo. Prendo mezzo sonnifero e mi addormento. Alle sette la maledetta sveglia suona. Questa volta la lascio suonare più volte. Poi con calma mi metto seduto sul bordo del letto e guardo il cell.

Ho quasi paura ad accenderlo, ma devo farlo. Mi aspetto un suo messaggio, invece niente. Strano, eppure ero sicurissimo. Mah forse si è stancato o ha capito che non deve rompere di notte. Un po’ mi dispiace, ma perché????? Comunque faccio la doccia, mi vesto, e quando sto per uscire vedo una busta ai piedi della porta. Giuro che rabbrividisco!!! Il solo pensiero che sia un suo messaggio mi spaventa a morte. La prendo in mano, la apro e dentro trovo una foto!!! Riconosco il suo cazzo in primo piano.

Giro la foto e c’è un suo mess scritto
” Notte troia, sono le due e mezza. Come vedi dalla foto sono eccitato e la colpa è tua. Più tardi al lavoro, alle 9. 30 esatte , devi andare nella sala ristoro, troverai un cappuccino ancora caldo con una schiuma speciale. Bevilo tutto. Notte troia!!!”
Non so se sono più preoccupato del fatto che sto coglione è venuto alle due e mezza del mattino davanti alla porta di casa mia, o se qualcuno al lavoro potesse accorgersi del gioco perverso che Ioan aveva partorito stamattina!!!
Agitatissimo corro al lavoro.

Per due ore faccio finta di fare qualcosa , ma in realtà continuo a fissare l’ora. Alle nove e 28 minuti mi alzo e dico a mia sorella che vado a prendere un caffè. Corro verso la sala ristoro, non c’era nessuno. Vedo sopra il tavolo un cappuccino ancora fumante. Cazzo l’ho mancato per poco. Mi avvicino e prendo il bicchiere in mano. Lo osservo bene e noto chiaramente che non è schiuma quella che galleggia , ma una calda, bianca, densa, copiosa sborrata.

Non ci potevo credere!!!! Ioan aveva macchiato un caffè con il suo sperma. Non so cosa fare, se bere tutto o gettarlo via. Ed ecco che mentre ho il bicchiere in mano entra mia sorella
” Sei scappato via, non ho fatto in tempo a dirti di portarmi un orzo!!! Tu che hai preso” mi chiede avvicinandosi alla macchina dei caffè
” Un cappuccino, bello schiumoso!!” Rispondo e inizio a berlo, piano piano, finché finisce.

Uno dei migliori cappuccini della mia vita!!!! In qualche modo è riuscito a farmi fare la troia anche stamattina.
Mentre mia sorella ritorna in ufficio, io devo trovare Ioan. Non so bene perché, lo devo vedere. Faccio il giro per dietro e arrivo al magazzino 3, sicuro di trovarlo la. Ma non c’è. Chiedo in giro, nessuno l’ha visto. Ma come? Nessuno lo ha visto oggi?? Eppure ci deve essere, mi ha preparato il cappuccino.

Ritorno in sala ristoro. Trovo dentro mio padre e altri due collaboratori. Li vedo ridere come pazzi. Chiedo a mio padre se avesse visto Ioan. E lui mi risponde che oggi non viene, che ha telefonato che sta male. E continua a ridere insieme agli altri. A quel punto completamente confuso chiedo cosa avessero tanto da ridere.
” È una scommessa che avevamo fatto con Ioan. Lui dice che tra le donne che lavorano qua ce n’è una in particolare più troia di tutte.

Ma tanto troia. Così tanto da essere sicuro al cento per cento che se avessimo lasciato sul tavolo un caffè pieno di sborra, lei trovandolo se lo sarebbe bevuto!!!!” Mi spiega mio padre
” E allora? Perché ridete? Cosa è successo? Che avete fatto???” Chiedo io con un groppo allo stomaco che quasi mi sento svenire.
” Ma niente, siccome per noi Ioan è sempre il solito esagerato, abbiamo voluto fare una prova, ma così per ridere!!” Continua mio padre.

” E quindi??? Dai sono curioso!!! Raccontami. ” gli dico facendo finta di essere allegramente curioso.
” Insomma alle nove abbiamo preso un caffè espresso dalla macchinetta e a turno tutti e tre siamo andati in bagno e…. si hai capito no..e poi lo abbiamo messo sul tavolo e siamo usciti. Dopo venti minuti siamo tornati e il caffè era sparito. E il bicchiere vuoto è dentro il cestino. Lo abbiamo segnato con una X.

È proprio quello!!!” E indica il bicchiere sul cestino e solo in quel momento mi accorgo della X scritta a penna!!!
” Quindi qualcuna delle ragazze lo ha bevuto? E avete visto chi?” Chiedo terrorizzato
” Macché Dio bono, è stata talmente veloce che non siamo riusciti a vedere nessuna!!! Ma Ioan aveva ragione, c’è una gran troia , e anche schifosa secondo me, perché solo una porca schifosa può fare una cosa del genere!!!” Sentenzia mio padre ancora ridendo.

” Secondo me ce n’è più di una qua dentro!!” Esclamo io. E poi chiedo a mio padre se posso andare a casa perché è tutta la notte che sto male e lui ovviamente acconsente. Esco dagli uffici e fuori c’è un caldo afoso tremendo. Inizio a sudare, mi sento male!!!! Arrivo alla macchina appena in tempo, accendo l’aria condizionata e mi stendo un po’. Sono sotto shock. Non riesco nemmeno a pensare.

Non voglio pensare!!! Squilla il cell. È lui. Accetto la chiamata ma non riesco a parlare.
” Chi è la mia troia????” La sua voce mi mette i brividi. Chiudo la chiamata senza dire nulla. Dentro la macchina mi gira la testa , e una frase rimbomba ovunque: chi è la mia troia?????? Chi è la mia troia???? CHI È LA MIA TROIA??????????.

UN INVITO A CENA, IL MARTEDÌ

Lunedì pomeriggio, quando torno dal lavoro, sembro un sedicenne in piena tempesta ormonale!!! Mi sego almeno tre volte. L’ultima a letto prima di dormire. Non so a che ora ho preso il sonno, so solo che l’ultima cosa a cui penso è lui, il suo cazzo. In piena notte, mi arriva un mess sul cellulare. Guardo la sveglia, sono le due e mezza precise. Chi cazzo mi scrive a quest’ora? Preoccupato e infastidito prendo il telefonino in mano e mi accorgo che il mess è da parte di Ioan.

” Domani mattina vieni al lavoro con addosso un perizoma di pizzo, notte troia!!”. Ma sogno o son desto??? Ma questo è fuori di testa!!! Ma come si permette? Più infastidito ed eccitato che mai, mi rimetto a dormire. La sveglia squilla. Mi alzo e la prima cosa che faccio , rileggo il messaggio. È chiaro e inequivocabile. Viole che vada al lavoro con un paio di mutandine da donna. La domanda che mi pongo è come fa lui a sapere che io ho dell’intimo femminile in casa!!! Ci penso un po’, e poi mi convinco che lui non lo può sapere.

Certo la voglia di stupirlo è forte, ma non mi voglio concedere così facilmente. Decido di usare proprio questa scusa. Anche per capire come mai lui fosse sicuro del contrario. Non metto il perizoma. Vado al lavoro e fino a metà mattinata tutto tranquillo. Alle 10. 30 puntuale Ioan entra in ufficio e mi chiede appena ho 5 minuti di andare in magazzino per vedere come risolvere quel problema, ed esce.
” Ma si può sapere di quale problema state parlando da ieri?” chiede ovviamente mia sorella.

” Nessun problema serio, non ti preoccupare. Ti racconto dopo. ” E finisco di mandare una email e vado camminando verso il magazzino 3, convinto di chiarire una volta per tutte quale è il ruolo di entrambi al lavoro. Il portone è appena aperto, il muletto parcheggiato fuori, entro.
” Dove sei? Ioan non ti vedo. Ci sei?” chiedo con tono serio.
” Troia sono qua, vieni avanti” risponde lui, e vedo il fuoco di una sigaretta che si accende.

E’ nell’ombra, ma ora lo vedo bene.
” Prima che mi dici qualunque cosa , sappi che non ho messo alcun perizoma. Non ti devi più permettere di mandarmi mess di notte, e soprattutto qua io sono il capo e tu un mio dipendente!!!” Esclamo con fermezza. Lui rimane un attimo in silenzio, poi accende una parte della luce del capannone e si illumina proprio dove eravamo noi. Lo guardo e mi accorgo che ha il cazzo duro fuori dai pantaloni.

” Guarda come ti aspettavo al solo pensiero di vederti in perizoma, troia!! E tu mi deludi così? Perché? Perché non hai messo quello che ti avevo chiesto ??” La sua voce non è quella di un uomo incazzato, ma quasi deluso.
” Prima cosa io non ho perizoma in pizzo a casa, e anche se ne avessi uno non lo indosserei mai al lavoro. Se vuoi, stasera, a casa mia o casa tua, ci troviamo e faccio quello che vuoi” gli dico fissandogli il cazzo che a sua volta fissava me!!!
” No, no ,no!! Troppo facile a casa mia, ti scopo e mi dici che sei la mia troia ma magari lo dici solo perché vuoi il mio cazzo.

Il mio uccello ti vuole qua!! Non lo vedi troia?? Devo essere sicuro che quando mi dirai che sei la mia troia tu lo pensi davvero!!!” Risponde e il suo discorso non fa una piega. Puttana che non sono altro!
” Allora scusami dai, dimmi cosa devo fare! Vuoi un pompino ora?” Disposto a farmi perdonare.
” Adesso non voglio nulla, ci penserò. Vai pure troia!” Ed esco e torno al lavoro. Un po’ triste, sia per non essere riuscito ad impormi, sia per averlo deluso.

A mezzogiorno io e mia sorella ci prepariamo per uscire ed andare a casa in pausa pranzo.
” Lo sai che oggi non ci sono vero? Te lo ricordi ?” Mi dice mia sorella.
” Ah si è vero, neanche papà viene oggi,mi pare. ” Le chiedo
” eh già. Oggi sei solo. Anzi siete soli tu e Ioan. Capito ? Siete soli voi due!!!” La furba ha già intuito qualcosa, ma non mi chiede nulla.

” Ok allora a domani! Vai avanti che avviso Ioan che arrivo alle due. ” Ma lei mi blocca e mi dice che il rumeno è già andato via. Vabbè, salgo in macchina e vado a casa. Non ho fame, ho solo voglia del suo cazzo. Penso a come era grosso e duro in magazzino. Prima di tornare al lavoro, decido di indossare un perizoma di pizzo nero. Gli farò una sorpresa!!! Ma appena prima di uscire mi arriva un messaggio.

” ciao troia, lo sai che oggi siamo soli vero? porta un dildo. Ok ? Mi raccomando non deludermi!!” Cazzo!!! Che richiesta impegnativa!!! Ok, prendo uno dei miei dildo, non il più grosso, lo metto in borsa e corro al lavoro. Il caldo oggi è insopportabile!!! Meno male che in ufficio c’è l’aria condizionata!!!
Dalla finestra vedo Ioan arrivare dal piazzale col muletto a petto nudo!! Già mi eccito !!! Entra in ufficio ed è tutto sudato.

” Cazzo che caldo oggi. Qua dentro si sta benissimo!!! Anzi così sudato rischio di prendermi qualcosa. Hai qualcosa per asciugarmi troia???” Mi dice con tono talmente maschile che mi fa uscire il mio istinto da troia. Mi alzo, vado verso lui e inizio a leccarlo ovunque. Petto, pancia, ascelle, schiena, spalle collo, finché non resta una sola goccia di sudore. Lui rimane zitto per tutto il tempo. Poi quando finisco mi guarda e sorride.

” Tu non sei una troia, tu sei una gran troia!!! E non sarò contento finché non sarai la mia troia!!!” Parole sante!!!
” Dai spogliati, voglio vederti nuda !!!!” Mi ordina. Consapevole che non sarebbe venuto nessuno, mi spoglio e resto in perizoma.
” Che ci fai in perizoma??? Questo dovevi metterlo stamattina!!! Ora non mi interessa più troia!!” E afferra il perizoma con una mano e con l’altra si fa forza sulla mia schiena e me lo strappa di dosso!! Un unico colpo !!! a****lesco.

” Hai portato quello che ti avevo chiesto??”
” Certo!!” E prendo dalla borsa il dildo. Lui mi fa cenno di darglielo.
” Potevi fare di meglio troia. Ma va bene per sta volta. In ginocchio !!” Mi ordina. Il dildo ha una ventosa sotto. Con un colpo lo attacca al lato della mia scrivania.
” Ciuccialo troia!!! Fammi vedere come te lo infili tutto in gola!!” Detto e fatto.

Inizio a spompinare il dildo, pensando che sia il suo cazzo, e ci metto tutta la passione che mi caratterizza. Lui mi osserva , si accende una sigaretta e commenta.
” Che gran troia bocchinara che sei!!! Guarda come succhi un pezzo di gomma!! Vorresti il mio vero?? Vero che vorresti in bocca il mio ?” E si slaccia i pantaloni e li cala insieme alle mutande. Ed eccolo in tutto il suo splendore, duro, eretto, fiero !!! Potevo sentire il suo odore.

” Si lo voglio!!! Ti prego dammelo!!” Lo imploro a bocca piena.
” Allora dimmi e guardami negli occhi, senza smettere di sbocchinare il dildo, sei la mia troia ???” Mi chiede e mi fuma sulla faccia.
” Si, sono la tua troia!!!” Gli rispondo forte.
” Bugiarda!!!! Sei solo una troia bocchinara!!! Me lo dici solo perché vuoi succhiare il mio cazzo!!! Vero??” Mi urla addosso e inizia a segarsi il cazzo.

” Non è vero!!! Sono la tua…” e mi ferma
” Zitta!!! Taci puttana e continua a succhiare. Quello è il cazzo che ti meriti ora. Un pezzo di gomma freddo e insapore. Non sa di nulla, eppure guarda come te lo mangi, lo divori. Te lo insaporisco io!!!” E mentre continuo a spompinare il dildo, Ioan ci sborra sopra , lo riempie di sperma caldo. E io continuo a succhiare il fallo di gomma pieno della sua sborra!!! Saporito, gustoso.

” Bene troia, per oggi può bastare, puliscitelo bene quel dildo del cazzo!!!” E si riveste e se ne va. Rimango a succhiare finché non rimane una sola traccia della sua sborra. Poi all’improvviso mi fermo. Mi rendo conto di quello sto facendo e mi prende un senso di vergogna e mi sento schifoso. Cazzo come posso essere caduto così in basso. È questo che vuole? Umiliarmi?? Mi rivesto, pulisco e torno a casa.

Stanotte il cell lo tengo spento. Giuro!!!!.

Quella vacanza in grecia

Il sole, quanto lo avevo sognato in quelle cupe giornate di Milano, e il mare che ora si stendeva davanti a me finalmente erano dei segni tangibili di libertà.
La barca era li ormeggiata davanti a me e aspettava solo di sciogliere le vele al vento per portarmi via tra le isole dell’ Egeo. Mentre finivo di caricare le ultime cose sulla banchina arrivava il traghetto da Kos, riversando il solito fiume di turisti accaldati e vocianti.

Io li osservavo un po’ distratto quando la vidi, bionda miele nascondeva i suoi riccioli sotto uno di quei cappelli di paglia larghi e due occhialoni alla Hepburn il vestito leggero come un soffio lasciava trasparire un seno quasi acerbo che rivelava una abbronzatura topless, mentre trascinava un trolley passò davanti a me e allora vidi che piangeva, il trucco colava e leggermente rigava le guance di rimmel. Dissi tra me “una vacanza e un amore finito! O peggio.

” In quella una sgommata e il suv frena prepotente sulla banchina, ne scende un buzzurro da film vanzina che la affronta e la strattona per farla salire in macchina colpendola di insulti, sta per alzare una mano per colpirla, non so come sono già sceso al volo e lo agguanto, molle come un polpo mi sguscia via e urla “tieniti quella Troia ! É tutta tua!” E via col macchinone falciando le stente aiuole del Marina.

Un gran bastardo borbotto tra me mentre mi volto, lei è lì quasi stenta a parlare, è scivolata a terra e si è sbucciato un ginocchio, sembra un fiore calpestato. “Posso aiutarla ? Mi scusi forse non dovevo intromettermi ma davvero non ho resistito, pe favore venga la porto da un dottore le medicherà il ginocchio…..”. Mi guardò attraverso gli occhiali scosse la testa e senza dir nulla cominció a raccogliere gli occhiali rotti e il cappello calpestato, meccanicamente fece per afferrare il trolley ma la maniglia le restò in mano, la fissò per un attimo e scoppiò a piangere silenziosamente mentre scivolava ancora a terra.

La strinsi in braccio per impedirle di cadere e restammo così sotto il sole abbracciati come due adolescenti lei disperata e io stupito. Poi la portai in barca la feci coricare in una cuccetta fresca e le diedi acqua e asciugamani, poi la lasciai riposare. Andai sul ponte e riordinai tutto poi mentre mi facevo la doccia sentii il suo sguardo su di me, mi voltai e mi scrutava dal portello di ingresso della barca.

Le chiesi come si sentiva, le vidi quegli occhi verdi brillare nella penombra della cabina poi arretrò sparendo all’interno. La seguii come affascinato e appena dentro lei mi abbracciò completamente nuda, il corpo era totalmente abbronzato da nudista, agile e vellutato, non un pelo sul corpo, mi strinse con delicatezza ma decisa, io ancora bagnato reagii subito con una erezione totale scorsi i fianchi le natiche e quel seno da ragazza capezzoli duri e prepotenti ci baciammo con foga non sapevo neanche il suo nome ma la volevo e sentivo la stessa urgenza in lei, succhiavo i seni e frugavo quel ventre liscio che mi allagava la mano, mente lei aveva preso possesso del mio cazzo e lo accarezzava e segava dolcemente.

La girai e la feci appoggiare sul tavolo del saloncino le alzai una gamba e la baciai leccandola fino ad arrivare alla fica, piccola rosea e odorosa di muschio, colava il suo umore e mi ci abbeverai la coprii di baci immersi in quel liquido poi usai la lingua come un cazzo e le esplorai la vagina fino a sentirla tremare gemere ed esplodermi in bocca. Mi alzai e la baciai afferrando quei riccioli ribelli, poi sollevandola come un velo la avvicinai al cazzo e lentamente godendo ogni centimetro della sua fica glielo piantai dentro, quegli occhi verdi divennero enormi il suo seno sussultava mentre continuavo a scoparla in piedi alternando profonde affondate a ritmi accelerati finché le misi la mano destra tra i glutei spinsi il dito medio nel suo ano e la vidi godere scuotendosi come percorsa dalla corrente elettrica.

Non avevo ancora goduto, la guardai abbandonata sul grande tavolo lucida di sudore e delle sue godute, io il cazzo teso come una sbarra pulsante di vene rigonfie la baciai in bocca sui seni nel ventre poi la rovesciai puntai il suo culetto abbronzato e infilai la punta del cazzo, dento fuori dentro fuori, ancora e ancora sempre più giù fino che le mie palle sbattevano sulle chiappe lisce di lei. Durai ancora poco poi stappai il culo e le misi tutto il cazzo in gola e la feci bere un lago di sborra che mi gogogliò dalle palle.

Rimanemmo insieme tutta l’estate e fu un orgasmo di sole vento sesso e sesso sesso.

Un piccolo aiuto

Non era tutti i giorni vacanza, di tanto in tanto come buoni samaritani aiutavamo i vari parenti.
Uno degli zii ormai pensionato stava per rientrare al paesello natale dalla Svizzera, la sua casa era rimasta inattiva per diversi anni.
In avanscoperta erano arrivati i figli due gemelli più o meno della nostra età, il loro compito era
di iniziare i lavori di ripulitura con eliminazione del vecchio e ormai consunto mobilio.

La squadra lavori era formata da me; Marco; e i due Gemelli per il trasporto c’era un carretto trainato da un vecchio trattore.
Un viaggio dopo l’altro arrivò mezzogiorno e finalmente il pranzo, chiaro che durante le ore di lavoro ci eravamo scambiati varie opinioni, commenti e scherzi.
Come da copione era una giornata caldissima e prima di pranzo ci stava una bella doccia, da farsi con il tubo dell’acqua del giardino e un pezzo di sapone sole.

Io fui l’ultimo mi asciugai e sorpresa, i miei vestiti e le mie scarpe erano sparite.
Dovevo aspettarmelo sapevo che i lontani cugini svizzeri o Marco mi avrebbero fatto qualche tiro, in fondo io non ero da meno e ragazzi miei in gruppo o ci stai o te ne vai.
dal piano superiore sentii:“Marco ci ha detto che ti piacciono le scarpe, ti abbiamo portato un regalo”
M lanciarono dal alto un paio di sandaletti da donna della mia taglia, rimasi stupito perchè erano nuove e pure carine.

Va bene alla guerra come alla guerra dicono i francesi, volete mettermi alla prova, misi le scarpe sgattaiolai fino alla moto e dai borsoni ritirai gonna e la camicia.
Feci la mia apparizione al piano superiore, i gemelli prima rimasero un po’ basiti poi scoppiarono in prima in una risata e insieme a Marco in un applauso.
Mi restituirono i miei vestiti ma io imperterrito rimasi in abiti femminili essere in quella situazione mi faceva sentire un tremolio eccitante nella pancia.

Pranzato ci sedemmo a riposare su un vecchio materasso buttato a terra, mi posizionai in mezzo ai gemelli per chiacchierare, Marco si era assopito sul vecchio sofà ormai semi distrutto.
Intorno la campagna silente guardai verso i pantaloncini dei gemelli e fissavo i sandaletti che mi avevano regalato, perché non tentare.
Accarezzai sopra i pantaloncini, nessuna reazione negativa anzi una lieve erezione, infilai piano piano le mani nei pantaloncini prima dell’uno poi dell’altro, capii che i gemelli gradivano il massaggio.

Entrambi lentamente abbassarono e poi si tolsero i pantaloncini.
Notai che lo avevano discretamente grosso le palle belle gonfie, insomma non ci volle gran che a convincerli ad accettare le attenzioni.
La sega piaceva a entrambi lo si capiva dai mugolio, quindi perché non andare oltre, dovevo come sempre stupire e colpire nel segno:”Allora vi piacerebbe mettermelo in culo ?”.
Si guardarono serrando le labbra, scambiandosi uno sguardo di furbo consenso e annuendo con la testa, ma non ebbero il coraggio di iniziare, risolsi la situazione a modo mio, misi le labbra sulla cappella di uno gli presi le mani e gli indicai cosa fare, poi sdraiato a pancia in giù allargai le chiappe con le mani.

Finalmente mentre il primo si faceva spompinare conducendo la mia testa il secondo avvistato il bersaglio puntò e pian piano fece entrare la sua grossa cappella fino ad arivare in fondo.
Ritmo regolare e costante niente fretta, da buoni gemelli lavoravano in sincrono, sentivo l’eccitazione aumentare, il piacere di quei cazzi che salivano e scendevano mi portarono al punto che per la prima volta venni senza toccarmi.
Continuammo a gustare i relativi piaceri, finché un colpo di clacson e il rumore di un motore ci distolse.

Marco da buon complice corse dabbasso e caricò alcune masserizie, non voleva perdere tempo o interrompere l’idillio, salutò lo zio con: “Gli altri stanno lavorando nel retro” , già sul mio retro e lo disse sicuramente ridendo tra i baffi.
Pericolo scampato, però quella situazione come nella prima esperienza mi fece contrarre e obbligò il gemello che mi stava inculando a spingermelo dentro fortissimo per non uscire, contemporaneamente preso da un fremito di ulteriore piacere dato dal pericolo aumentai la velocità e la profondità di spompinamento del altro.

Fecero decisamente fatica a non mugolare in quel momento topico, poi ripartito il trattore e con la certezza di essere isolati finalmente chi era dietro accelerò e con un ululato mi riempì di sborra calda.
Passò dietro il secondo e ripartì, nel frattempo era risalito Marco che, naturalmente ci guardava e ci aveva osservati nei minuti precedenti masturbandosi alla grande, me lo cacciò in bocca mentre il suo bacino oscillava fuori controllo, quindi tenendomi ferma la testa per bene fece in modo che la sua cappella non uscisse dalla mia bocca mentre con un grido veniva, a quel segnale anche il secondo gemello eccitatissimo mi martellò con tutta la sua forza e scaricò una discreta quantità di liquido in me.

Eravamo esausti ma data la giovane età il recupero fu rapido.
Pensate sia finita, macché Marco recuperò il pomello di una porta in porcellana con attaccata una catena, prima che potessi alzarmi, me la infilo lasciando penzolante la catena.
Di tanto in tanto mi alzavano la gonna per controllare la catena penzolante.
I controlli li aizzavano passate circa circa due ore uno dei gemelli non resistette mi alzò la gonna e gli venne duro all’istante.

Tolta il pomello mi fece mettere a pecora e con mi inculò con il suo bel cazzone, per togliergli ogni ritegno feci in modo che mi sborrasse in faccia.
Inutile dire che non appena gli altri videro si lanciarono, mi Incularono di nuovo e pure a loro chiesi la classica sborrata in faccia.
Al tramonto mi rivestii e finalmente rincasammo tutti soddisfatti.
Per i tre giorni successivi, ormai fatta quella approfondita conoscenza, fecero quello che a me piaceva, senza remore o inutili inibizioni.

Appena erano belli carichi, i gemelli senza preavviso mi prendevano, mi abbassavano i pantaloncini e mi inculavano; erano talmente bravi a farlo che non ne avevo mai abbastanza, come non potevo fare a meno die Marco che riusciva a farmi fare quei meravigliosi pompini e a venirmi in bocca, muovendo meravigliosamente il bacino, bloccandomi la testa senza darmi la possibilità di spostarmi.
Lo zio che coordinava il lavoro ci ringraziò con una bella mancia e dichiarando che non aveva mai visto dei lavoratori tanto volenterosi.

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Elisa libera di essere troia

Elisa libera di essere troia

Ciao, i protagonisti sono veri, ma i loro nomi non importano perciò li inventerò e ai fini della storia mi chiamerò Tito.
D’aspetto appaio un po’ di sovrappeso, cioè non sono magro ma neanche una palla sproporzionata, sono alto 1. 78 per 95 Kg non molto allenato.
Questa storia si svolge non molti giorni fa quando Elisa si è mollata con il suo ragazzo.
Elisa è sempre stata una ragazza solare e un po’ sprovveduta o almeno così tutti pensavamo, le capitava spesso di fare degli (ops!!!) Tipo mostrare le mutande sempre dai colori molto appariscenti o di vestirsi in modo provocante per poi dire che si vergognava per i centimetri di pelle nuda.

Ma ora torniamo alla storia, due giorni dopo essere tornata single Elisa mi invitò ad andare a casa sua dicendo che stava male per la solitudine, io non vidi niente di strano, erano 2 giorni che su i social si lamentava per la solitudine.
Quella sera stessa andai a casa sua trovando già la altri amici, eravamo in sei tutti maschi, ma facendo i lavori più diversi non era la prima volta che arrivavamo ad orari diversi.

Salimmo in casa trovando la porta aperta e lei dalla cucina ci urlo “Accomodatevi in salotto che arrivo subito”, dopo qualche minuto lei arrivò con le bevande, era vestita con un vestito a fiori lungo e calzava le pantofole. Iniziammo la serata parlando aspettando che arrivassero le ragazze, non pensavamo lei non le avesse neanche chiamate.
fatto sta che non so cosa ci fosse dentro le bevande ma io personalmente mi senti avvampare d’eccitazione e gli altri non sembravano sentirsi diversamente, lei nel frattempo ci provocava, prima si chinò a 90° mostrando per bene il suo sederino per prendere il vassoio con i bicchieri da portare via e andando in cucina ancheggiava.

Tornata si sedette tra me e Renzo, mentre parlavamo continuava a far cadere la mano sulle nostre gambe (la maiala stava controllando il punto di cottura).
Nessuno le saltava addosso solo perché c’erano gli altri, all’improvviso Elisa balzò in piedi e disse “devo farvi vedere una cosa” e svanì in un’altra stanza, a questo punto ci sentivamo come arieti proti a scornarci per la femmina, ci aveva caricati per bene.
Quando tornò nella stanza non crederete mai come si presentò, indossava un completo reggiseno nero di pizzo che conteneva seni di quarta misura di cui si intravedevano i capezzoli, scendendo mutandine tanga di pizzo nero da cui si intravedeva un monte pronunciato con peluria tagliata a striscia, poi calze autoreggenti che fasciavano gambe atletiche e in fine sandalo di vernice nero con tacco.

Gli sguardi di tutti erano calamitati come fossimo leoni con la gazzella, Elisa vedendo la nostra reazione si girò di trequarti mostrandoci il suo sedere sodo e tondo esclamando “qualcuno vuole darsi da fare? ”, aggiungo che la sua espressione e il suo sguardo sembravano dire, vieni qui che ti succhio anche l’anima.
Fu come a Pamplona, ci fiondammo da lei come tori e togliendoci i vestiti come se andassero a fuoco.

Qui il ricordo si fa confuso, posso dirvi con certezza poco di cosa fecero gli altri, cosa feci io invece me lo ricordo benissimo.
Ero il più vicino, perciò fui il primo ad accomodarmi, mi attaccai al suo collo mentre le sfilavo le spalline, un istante dopo c’era già qualcuno che armeggiava con la chiusura del reggiseno e qualcuno le stava sfilando le mutandine, una volta nuda lei esclamò “ragazzi ora calmatevi, vi voglio prendere tutti e sfogarmi ” si gettò in ginocchio e prese a spompinare e segare tutti i cazzi che trovava, inutile dire che rimanemmo poco li passivi ad aspettare il ritorno del nostro turno, la sollevammo, la portammo al divano per poi uno la impalava mentre gli altri si alternavano a incularla, farsi spompinare e segare.

Elisa ululava quando non aveva la bocca piena, io dalla mia stavo provando tutti i suoi buchi, quando fui pronto per venire ero nella sua passera e pensai “vengo fuori o la farcisco?”, pensiero inutile perché stavo già svuotandomi nel suo utero, lei mollò l’uccello che aveva in bocca e strillo “riempitemi tutti i buchi” eseguimmo tutti, chi nella passera e chi nel culo ma nessuno in bocca, Elisa non tardò a dimostrare la sua delusione e imbronciata disse “Uffa, volevo provare cosa si prova ad assaggiare almeno la sborra di uno di voi” e iniziò a raccogliere con le dita quello che le colava dalla passera per portarselo alla bocca.

Renzo sornione e con un mezzo sorriso esclamò “Ragazzi non ce la faccio a vedere una bella ragazza delusa, che ne dite di soddisfarle anche questo desiderio?” accettammo tutti e dopo esserci ripresi, con l’aiuto di pompini, seghe e spagnole la esaudimmo scaricandoci uno dopo l’altro riempiendole la bocca e imbiancandole anche la faccia e le tette.
finito tutto pareva uscita da un porno, tutta coperta di sperma che anche le colava fuori da tutti i buchi e avidamente lei raccoglieva tutto per gustarselo con una faccia di godimento.

Non so se capiterà più una gangbang , ma lei afferma che non vuole più dover pensare a qualcuno d’altro oltre se stessa e alle sue esigenze.
Pregusto che succederà ancora o quantomeno che io me la scoperò ancora sperando di soddisfare una tigre divoratrice inaspettata come lei.

Sorpresa per matura

Mi reco spesso al mare vicino a Roma e spesso vado in una spiaggia dpove si pratica il nudismo. Giorni fa c’era una coppia sui 60anni con Lei ancora affascinante e con un bel corpo. Io come al solito mi metto in disparte tranquillo a prendere il sole integrale e la coppia era a circa 10m da me. Quando mi sono spogliato mi sono steso e messo steso tranquillo e beato. però sentivo che qualcuno mi osservava, mi sentivo scrutato e mi alzo e mi accorgo che la Lei di coppia mi osservava ogni tanto.

Guardava il mio corpo ed il mio cazzo beato sotto il sole. Passano circa 20 minuti e la tizia continua a guardarmi e fissarmi. In un attimo il marito si allontana per farsi un bagnetto a mare visto che il caldo iniziava a farsi sentire, e mi accorgo che la sua donna si alza e mi si avvicina per chiedermi se gli facevo una sigaretta visto che Lei le aveva dimentocate in macchina. Io gli faccio la sigaretta ed alla fine prima di tornare sul suo asciugamano, mi dice, “che bel cazzo che hai lo vorrei prendere tutto…” Si gira e si allontana.

Verso le 15. 00 vedo che la coppia si divide, il marito si riveste e va via. Bene adesso prendo io l’iniziativa e mi vado a stendere vicino a lei. Felice sia io che lei di stare vicino mi inizia a raccontare delle sua vita degli ultimi anni e tra questo mi confessa che vorrebbe trovare un uomo che un bel cazzo che la sfondi per bene. Io a questo punto mi offro volontario…..e lei inizialmente si fa una risata, forse incredula della situazione.

Dopo poco mi fa presente che abita vicino alla spiaggia e che il marito era andato via perchè doveva andare a lavoro. Bene Lei mi invita a casa sua. Cazzo già immaginavo di sbattergli il mio cazzo nel culo e sfondarla senza pietà. Arriviamo a casa sue e ci facciamo subito una doccia. Lei sotto la doccia inizia a toccarmi il cazzo che subito dopo diventa durissimo dritto e bello grosso. Io di mio inizio a toccarla tutta ed infilo subito le dita nella sua figa bagnatissima, e dopo gli infilo un dito nel culo cercando di capire se ci sarebbe stata a farselo mettere dietro.

Che lo dico afare? Sia figa che culo erano aperti alla grande. Andammo subito a letto e dopo un bel 69, la giro e gli sbatto in fica i miei 23 cm duri grossi. Lei inizia a godere come una vera troia…. infatti lo era, e io la sbatto con colpi poderosi nella figa facendogli entrare tutto il mio cazzo dentro. Pecosina sublime, poi smorzacandela e varie…. Lei sborra tre volte urlando come una matta.

Alla fine ecco la mio sesso preferito e che amo alla follia. nuova pecorina, Lei che prende il mio cazzo e lo infila nel culo. Appena untrata la cappella, io gli do un colpo forte e lo faccio entare tutto nel suo culo dilaniato ed aperto più che mai, ed inizio ad incularla alla follia con colpi esagerati. lei che si dimenava e che mi confidava che mai aveva preso nel culo un cazzone grosso e che stava realizzando il suo sogno.

Alla fine io godo sborrandogli in faccia getti continui di sborra, facendola soffocare di sborra. Finito il tutto lei mi mostra il suo buco di culo, che una volta da me allargato con le mani, mi appare una carverna spalancata, che meraviglia. Il tutto nell’attesa che il suo cornuto del marito torni a casa con il suo cazzetto, pronto ad entare nelle caverne che gli ho fatto. questo succede giorni fa, ed oggi la tizia continua a farsi sfondare da me ogni volta che il marito non è in casa.

Che belle le donne mature, le amo.

LETTERA AD UN POTENZIALE AMICO

Caro Lorenzo,
io sono Gianni,noi non ci conosciamo, almeno per ora,tu hai risposto ad una mia inserzione su FERMOPOSTA, di cui ti invio una fotocopia.
Nella tua lettera dici che probabilmente abbiamo gli stessi gusti, credo che tu abbia perfettamente ragione, infatti mi sembra di capire che,anche a te,faccia piacere mettere in mostra la tua signora provocando eccitazione negli uomini che l’ammirano ricavando da tale situazione un intimo godimento.
Io ritengo di essere ad oggi, più fortunato di te in quanto mia moglie ha accettato,non solo di mostrare, ma anche di concedere le sue grazie ad altri uomini,che l’hanno scopata con gusto, facendomi letteralmente impazzire di goduria quando l’ho sentita gridare in preda alla libidine più sfrenata ed ho visto gli uomini abbattersi sfiniti sul suo corpo dopo averle inondato di sborra la fica,il culo,la bocca ed il viso.

Ti allego alcune fotocopie, non ben riuscite a dire il vero, che potremo ammirare insieme in originale se il nostro rapporto,che pare parta nel modo giusto,abbia un seguito.
In esse si vede mia moglie,da me fotografata, mentre si fa sbattere,inculare o fa pompini sia a ragazzi bianchi che a negri.
Essendo state shittate in stagioni differenti potrai notare che, in quelle circostanze,la mia signora indossa la sola pelle, o calze tenute su da un reggicalze oppure una guepiere, queste
ultime preferibilmente di colore nero non disdegnando il bianco.

Mia moglie é solita esordire con un pompino accompagnato da un sapiente massaggio alle palle,fino a quando quelli che inizialmente lei definisce UCCELLI non si trasformano, per la sua maestria, in MAZZE DURE, a quel punto é solita aprire le gambe e farsi stantuffare in fica il più a lungo possibile.

Il più delle volte,però, preferisce estrarre il cazzo dalla fica e portarselo sul buco del culo facendosi così inculare nel modo che più le piace, cioè in modo selvaggio e violento, con suo sommo godimento qualunque sia la dimensione di quelli che lei definisce anche PESCIONI.

Infatti, l’ho vista farsi sfondare il culo da negri megadotati, ai quali non sembrava vero di poter rompere il culo ad una donna bianca e che quindi ti lascio immaginare con quanto veemenza e forse anche con una punta di sadismo sprofondavano le loro mazze nel burroso culo di mia moglie.
Sempre,quando ho potuto,ho ripreso queste scene, esse sono motivo di sempre nuova eccitazione,ogni qualvolta io e mia moglie le rivediamo, rivivendo quelle bellissime esperienze che hanno, contrariamente a quanto si può credere, cementato la nostra unione tanto che ci adoriamo e siamo una coppia felicissima.

Ma bando alle mie memorie, passiamo a te ed alla tua signora.
Sono perfettamente disponibile a commentare una cassetta della tua signora usando il linguaggio appropriato alle scene, comunque voglio anticiparti che,vedendo le foto che mi hai inviato, ho fatto delle considerazioni ed ho così fantasticato.
Innanzitutto devo dirti che tua moglie ha due meravigliosi seni tra cui vedrei adagiato uno di quei PROBOSCIDONI che hanno tra le gambe i negri, ed ho immaginato tua moglie che,strofinandolo con le sue mammelle,lo induriva e scapocchiava leccando, appena le raggiungeva le labbra,la grossa capocchia dell’arrapatissimo negro, fino a farselo scoppiare sul viso,infilandosi in bocca quanto più possibile la mazza e bevendo golosa la sborra che sgorgava copiosissima, è uno dei giochini preferiti da mia moglie.

Inoltre, penso che un uomo impazzirebbe a leccarle lo stupendo corpo, dandole,ora a succhiare, ora a farselo menare l’uccello per vederselo trasformare in duro cazzo degno di una tale femmina,per poi cominciare ad affondarlo, nella bocca che mi sembra non aspetti altro, in quella sicuramente sugosissima fica, in quell’arrapante e certamente sfondato culo.
Adesso termino qui un commento che richiederebbe una vita,in quanto credo che tua moglie sia un perfetto a****le da letto.

Nella tua risposta,ti prego di esprimere un tuo parere sul tono della mia lettera,(commenti scarsi, giusti o pesanti); mi regolerò di conseguenza per il futuro.
Se ti fará piacere sentirmi telefonicamente, puoi inviarmi un tuo recapito con gli orari più idonei a questo tipo di conversazioni.
Se mi permetti di darti un consiglio, prova ancora a convincere tua moglie ad accettare degli incontri multipli per due motivi, i primo perché impazzirai di gioia a vedere tua moglie godere, PERCHE’GODRA’, alle prese con più uomini infoiati che le tappano tutti i buchi facendole una doccia di sperma, ed in secondo luogo perché é da egoisti voler tenere solo per sé un PUCCHIACCONE come la tua signora,la quale, pur avendo io una moglie parimenti chiavabile, mi ha fatto arrapare ammirandola in foto,tanto da farmi sparare una sega bestiale.

Inoltre, guardandola e riguardandola sono convinto che sia in grado di soddisfare contemporaneamente due uomini con le mani, uno o due con la bocca mentre uno la pompa in fica ed un’altro le spacca il culo.
In tale evenienza,la logica conclusione é quella che spesso adotto con mia moglie. Alla vista di situazioni del genere, mi avvicino a lei per quanto molto indaffarata e le porgo il mio cazzo in bocca, lei lo avviluppa con tutta la tenerezza possibile ed ingoia tutta la mia libidine e completiamo il tutto con un profondo bacio d’amore.

Auguri, ed a presto.

Impossibile resistere

Era l’età nella quale in cui, un gioco divertente e sopra le righe ripeti più e più volte aspettando con ansia la prossima partita. Insomma era scoccata un intesa e una complicità davvero speciale, a me piaceva trovarmi all’improvviso in una situazione strana e ai miei cugini piaceva prendermi.
A volte non era possibile utilizzare il pomeriggio, specialmente quel del sabato o della domenica, già quei pomeriggi li passavamo in gruppo, e allora perché non approfittare dei dopocena.

si quelle lunghe e noiose serate in cui i parenti si riunivano in una sola abitazione per giocare a carte, parlare di malattie e morti o guardare vecchi film alla TV.
In uno di quei sabati era la mia casa quella libera, il primo ad arrivare fu Francesco. Gli offrii una gazzosa fresca, lui non era un assaltatore, aveva bisogno della carica di lancio.
“Mi dai dieci minuti devo fare la doccia e torno, intanto guarda la TV”, era la scusa per andare in bagno e preparami, feci una doccia veloce e tutti i preparativi necessari, tra cui allargare la sfintere, per un giochino che mi era venuto in mente.

Uscii pronto alla battaglia con solo l’asciugamano in vita, che naturalmente feci cadere subito, aveva voglia di fare qualcosa ma era indeciso, il mio culo era ben lubrificato e pronto, lui guardava me e la bottiglietta, Feci la mia mossa: “Allora prendi la bottiglia e cacciamela qui” allargai il buco, la prese e cominciò a spingere, gli feci vedere che doveva usare un movimento oscillante e rotatorio. Piano piano la bottiglia saliva, eccola ora spingeva nel punto più resistente, feci un sospiro e passato il punto salì tutta all’improvviso lasciando fuori solo il collo, da li cominciò a tirarla fuori e a rimetterla, vedere il mio culo che si allargava e si richiudeva lo caricò, lui prese coraggio e si tolse i pantaloni prese il suo uccello in mano, gli era diventato di marmo.

Mi buttai sul tappeto, con un cuscino sotto la pancia, e finalmente me lo infilò facendomelo sentire tutto, avanti e indietro dentro e fuori, sempre più forte quasi al culmine iniziò con: “Troia me lo hai fatto indurire, adesso ti sfondo, stringi quel culo puttana, fammi godere troia”.
Con quelle parole mi eccitava, sapevo di essere una troia ormai, e di contro io rispondevo: “Dai tutto dentro, dai spingi, me lo devi rompere il culo”.

Così aumentava la forza delle spinte, sentivo il rumore delle sue palle che sbattevano forte. Meno male che la casa era isolata e avremmo visto da lontano l’arrivo di qualcuno.
“Stò per venire troia” Venne tirandomi forte per le spalle, e finì dicendomi “Dio mio che inculata favolosa, neanche con la morosa mi viene così duro” e senza accorgersene mi dette un bacio sulla schiena.

Da lontano sentimmo il rombo della moto di Marco che stava imboccando la stradina sterrata, l’unica luce era quella della TV, il resto era buio, solo le stelle e una falce di luna, ne approfittai scesi le scale esterne della casetta e gli andai in contro nel prato antistante, chiaramente ero nudo.

Vedeva la mia siluette perché il sole cocente mi aveva abbronzato e reso simile allo sfondo scuro, rimaneva in evidenza solo il segno del costume, feci lo spiritoso “Ma lo sai che Francesco mi ha messo in culo la bottiglia della gazzosa” mi girai mostrando le chiappe allargate cercando di evidenziare il buco, sapevo che avrebbe reagito bene era un a****le da monta, si calò i pantaloncini, prese in mano l’uccello già abbastanza duro,e senza troppi complimenti me lo infilò fino in fondo con un solo colpo ( diciamo che ormai la strada era fatta) e li in giardino in piedi iniziò a farmi gustare i suoi 24 centimetri, solo che le zanzare erano un tormento, meglio tornare in casa.

Mentre Francesco guardava Marco mi inculava con calma, guardando meglio nella penombra mi resi conto che Francesco non solo guardava, ma ancora eccitato e si stava masturbando, alla grande, poverino perché lasciarlo solo, mi posizionai e avvicinai le labbra alla cappella, prima una passata con la lingua poi la cappella in bocca e vai di pompino. Giocammo cosi e dopo una ventina di minuti Marco venne, come suo solito riempiendomi il culo con una discreta quantità di sborra caldissima, neanche il tempo di toglierlo, che Francesco me lo sbattè nuovamente dentro, questa volta ormai addestrato ripeteva :”Troia, Puttana, ti allago il culo, te lo faccio sentire fino nella gola, guarda come gode,”.

Aveva finalmente imparato e spingeva spingeva, finalmente con colpi forti e profondi mi inondò con la sua seconda scarica di sborra, era decisamente sfinito e le palle gli si erano ridotte di parecchio. Non passò neanche un minuto che sentii l’uccello di Marco ancora dietro, il guaio è che stavo venendo e purtroppo venni, ma Marco non mollava anzi venendo il mio culo si era ristretto e lui godeva ancora di più, di buono c’era che ero pieno del loro liquido scivoloso, mi rilassai e ripresi a sentire piacere, favoloso quando Marco riesplose.

Mi Guardarono se ne avessero avuto la forza ne avrebbero fatto una terza, e io non avrei rifiutato ma propio non gli si raddrizzava.
Ora ero io che volevo venire ma non ci riuscivo mi serviva qualcosa di grosso dietro, indicai la bottiglietta, Francesco, che ormai conosceva il trucco me la ricacciò con metodo in culo e finalmente di fronte a loro ebbi la mia seconda favolosa venuta. Quindi una bella doccia e buonanotte, in attesa di un nuovo giorno.

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