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Una donna come Michela

Avevo sempre sognato una donna come Michela, ma, dopo l’ennesima delusione, mi ero quasi arreso tentando di convincermi che una donna così albergava solo nel mio immaginario erotico ed in quello di chissà quanti uomini. Poi ho conosciuto lei: capelli lunghi e lisci di un rosso peccaminoso, non molto alta ma con un fisico decisamente atletico che, attraverso la generosa scollatura posteriore del vestito, lascia intravedere i diversi anni passati in palestra. Il vitino da vespa si appoggia su un culetto tondo e sodo il quale prosegue con due gambe che sembrano scolpite da Michelangelo tanto sono perfette.

Poi le caviglie, ho sempre avuto un debole per le caviglie, sottili ma decise, circondate da tre cinghiette nere delle scarpe, punta aguzza e tacco a spillo, in metallo, 12cm. Somigliano molto ai modelli che si trovano nei cataloghi di indumenti dei sexy shop. L’attrazione tra noi era stata fortissima sin dal primo momento, poi con il desiderio di conoscerci meglio, soprattutto sotto il profilo sessuale, avevamo scoperto di amare le stesse cose, praticamente tutto.

Amanti della masturbazione, dei film hard e delle riviste per soli adulti, io con tendenze S/M, lei impazzita per l’a****l-sex. Finalmente avevamo trovato il partner giusto con cui dare sfogo a tutte le nostre fantasie, anche le più spinte, per troppi anni represse. Ed eccoci lì, lei seduta sul tavolo della cucina, con il vestito raccolto in grembo, le cosce spalancate inguainate in un paio di calze nere e rigorosamente con la cucitura, una guepiere con i laccetti sul petto che le stringe la vita tanto da far schizzare fuori le tette, non molto grandi, ma perfette con i capezzoli grossi e sempre in tiro.

I tacchi a spillo conficcati sul mio petto mentre mi dedico alla leccata di turno della passera, ovviamente completamente depilata per aumentarne le sensazioni al contatto con la mia lingua. Sta sfogliando una rivista anal per eccitarsi di più ed intanto dalla sua fica escono in continuazione rivoli di umore che io ingoio avidamente. Lei non riesce a star zitta ed una serie di mugolii misti ad apprezzamenti sul mio operato le escono dalla bocca ed io mi eccito pensando alla baldracca della porta accanto che sicuramente sarà dietro la porta ad ascoltare le nostre evoluzioni erotiche.

A volte mi viene voglia di aprire la porta d’ingresso a sorpresa per vedere se si limita ad ascoltare o si diverte anche a sgrillettarsi.
L’orgasmo di Michela arriva come al solito impetuoso e mi riporta con la mente a quello che sto facendo.
La sua fica cola e palpita sotto le mie stilettate, mi implora di smettere perché la clitoride le è diventata troppo sensibile, ma io le blocco le gambe con le mani e continuo a leccarla sempre più forte godendo di tutte le sue vibrazioni.

Alla fine cedo e le regalo un attimo di relax del quale lei mi ringrazia andando alla ricerca del mio cazzo che ormai è all’ultimo stadio dell’inturgidimento. Sa che non sono un coniglio e che soddisfarmi sarà un impresa e questo la eccita ancora di più. Mentre mi succhia l’uccello facendoci sopra dei delicati giochi di lingua io penso a quale sarà il prossimo gioco.
“Devo assolutamente pisciare,” mi dice lei, “aspettami un attimo che vado in bagno e torno subito”.

Ecco l’idea, mi stendo sul pavimento e la faccio sedere con la fica bene aperta sulla mia bocca e le ordino di pisciare lì. Lei, sempre ubbidiente, si accovaccia in modo da offrirmi la miglior vista della sua vulva e, dopo qualche istante, ecco che le prime gocce di pioggia dorata arrivano a bagnarmi la lingua. Io non resisto e comincio a massaggiarmi l’uccello e lei alla vista della mia eccitazione esplode in una pisciata gigantesca.

Mi prende la testa fra le mani e mi spinge la bocca sulla sua fica in modo che io sia costretto a berla tutta, cosa che io faccio con molto piacere. Poi mi chiede di pulirgliela con la lingua e di dedicarmi un po’ anche al suo culetto. La richiesta è chiara: vuole essere inculata. Non aspettavo altro, inizio ad insalivargli per bene lo sfintere fino a quando lo sento aprirsi alle spinte della mia lingua.

La faccio alzare in piedi e la giro a pecorina con le mani appoggiate al muro. Punto il cazzo e spingo con tutta la forza che ho. Lei grida e vedo che le scendono alcune lacrime dagli occhi, ma questo non fa che aumentare la mia foia e comincio a pomparla senza riserva. Si vede ad occhio che sta soffrendo, ma non si sposta di un millimetro sotto l’incalzare dei colpi del mio cazzo.

Poi il dolore cessa e comincia a salirle l’orgasmo. Stella è una vera maiala e riesce a godere con ogni parte del suo corpo, anche con il culo. L’inculata procede a ritmo serrato, il mio cazzo si fa più grosso ad ogni affondo, ma ormai il suo ano si è talmente allargato che non avverto più nessuna resistenza. È giunto il momento per passare al big boy, un cazzo in lattice di 25cm di circonferenza.

Lentamente esco dal suo sfintere e le ordino di non muoversi; dal suo sguardo eccitato ed impaurito intuisco che lei ha già capito le mie intenzioni, nonostante ciò non dice niente anche se vorrebbe fermarmi. Io sono arrapatissimo e, tirato fuori il fallo, glielo passo sopra la fica per inumidirlo un po’, giusto quanto basta per farlo scivolare meglio. Le faccio allargare le chiappe con le mani e appoggio la punta del cazzone al suo sfintere.

Un po’ di pressione e già comincia a farsi strada, aumento la pressione e riesco a far entrare la cappella. Mi fermo un istante per prendere bene la mira e poi giù, di cattiveria fino alle palle. Adesso 20cm di fallo artificiale le stanno sfondando il culo, penso che di questo passo, prima o poi, sarà pronta anche per ricevere la mia mano dentro al culo ma per il momento mi limito al fallo che comunque non si discosta molto come dimensione.

La vedo mordersi il labbro inferiore con forza e non riesco a capire se quella sbavatura sulla bocca è di rossetto oppure di sangue. La cosa non mi interessa, il solo desiderio è di cominciare a stantuffarla con forza ed è quello che faccio. Lei cerca di allargarsi le chiappe il più possibile per aumentare la facilità di penetrazione e ridurre il dolore, facendo questo la vedo impiantarsi le unghie laccate di rosso sui suoi glutei.

Adesso la mia perversione sta arrivando al limite: con decisione le afferro una mano e gliela posiziono sul fallo costringendola a pomparsi da sola. “Con forza le intimo, devi spingerlo con forza” ed ogni volta che la vedo rallentare il ritmo la sculaccio violentemente sulle natiche. Dopo un po’ di colpi la mano inizia a farmi male ed allora ricorro ad una cinghia in pelle per frustarla a dovere. Lo spettacolo mi ha eccitato all’inverosimile ed ho bisogno di un po’ di sollievo quindi la prendo per i capelli e le ficco il mio cazzo in bocca.

Lei lo succhia avidamente sperando che, una volta venuto, la smetterò con quel gioco sadico, ma io non ho nessuna intenzione di godere subito e quindi controllo la mia sborra che ormai mi sta facendo scoppiare i coglioni. Dopo una ventina di minuti decido di darle un po’ di riposo, ma la obbligo a tenersi il cazzo ben conficcato nel culo. Altra fantasia. Prendo il cuneo vaginale, quello con la pompetta per essere gonfiato e lo sostituisco al fallo, nel suo culo.

La faccio sedere sul tavolo e le faccio mettere il cazzone di gomma nella fica. “Fottiti la fica con questo” le ordino e lei lentamente comincia a trombarsi con il super cazzone toccandosi la clitoride per cercare un po’ di piacere. Ormai non ce la faccio più, devo sborrare. Quindi gli rimetto il cazzo in bocca e comincio a scoparla tra le labbra. Sul tavolo mi accorgo che sono rimaste alcune mollette da bucato e ne prendo due per attaccargliele sui capezzoli i quali si stringono fino ad appiattirsi.

Lei mi guarda, ma non osa toglierle, anche se dal suo sguardo si vede chiaramente che la fanno soffrire, e continua a impalarsi con il fallo, sempre più forte, presa da un’eccitazione che la sta portando violentemente all’orgasmo. Io scopandola in gola comincio ad azionare la pompetta per far gonfiare il cuneo che ha nel culo. Ad ogni spinta di cazzo corrisponde una pompata: la sfida ora è se lei riuscirà a farmi venire prima che io le spacchi completamente lo sfintere.

Quindi con un impegno mai visto comincia a spompinarmi, smettendola anche di sgrillettarsi per aiutarsi con la mano a masturbarmi.
Io godo e continuo a pompare aria nel cuneo. La difficoltà con la quale vedo il cazzone di gomma entrarle nella fica mi fa capire che ormai il culo deve essere allargato al massimo. Il cazzo comincia ad avere le pulsazione pre-orgasmiche e lei, all’idea di sfarsi sborrare nella gola si eccita ancora di più e intensifica la pompate nella fica.

Vengo un istante prima di lei, riempiendole la bocca a tal punto che alcune gocce di sperma le fuoriescono dalle labbra. Ingoia tutto e con un ultimo sforzo si ficca il cazzone nella fica, fino in fondo, talmente in profondità che non riesco a capacitarmi delle dimensioni del suo utero.
Urla e geme in preda ad un orgasmo intensissimo che le fa dimenticare immediatamente tutte le sofferenze patite, lasciandola stravolta distesa sul tavolo, con i due cazzoni ancora ben conficcati nella fica e nel culo, incapace per il momento di toglierli.

Io la guardo e nel compiacermi di quella visione sento la porta della mia vicina guardona aprirsi e richiudersi velocemente.

Valeria e il marito

Erano giorni che continuavo a pensare a Valeria, al suo profumo, alla sua pelle delicata, al sapore della sua fighetta stretta.
Il mio cazzo diventava enorme ogni volta. Spingeva contro la patta dei pantaloni e mi faceva male.
Avevo una voglia infinita di lei, ma non volevo solo scoparla, ma la volevo dominare completamente. Volevo far diventare il marito un cuckold e scoparmi Valeria davanti a lui. Avevo scoperto di avere un amico in comune con suo marito e colsi l’occasione per farlo entrare nel nostro giro di partite di calcetto.

In uno spogliatoio si dice di tutto e lui avrebbe potuto ammirare le mie dimensioni e gli avrei potuto mostrare anche qualche mio video con Carla o qualche altra mia scopamica.
Continuavo a messaggiare con Valeria e le mie conversazioni con lei erano sempre più hot. Ormai lei desiderava il mio cazzone come io desideravo la sua fighetta stretta, ma cercavo di prolungare l’attesa per farla sextenare, magari davanti al maritino.
Dopo la prima partita avevo potuto osservare la “dotazione” del marito di Valeria.

Piuttosto normale, troppo normale per una donna così vogliosa.
Capivo quanto invece potesse sentirsi piena con il mio cazzone. Per istigarla e continuare a tenerla in pugno, le inviavo spesso le foto del mio cazzo duro e lei mi rispondeva con le foto della sua fighetta bagnata.
La desideravo impazientemente ma volevo portare avanti il mio piano.
Approfittai del fatto che il maritino fosse lento a prepararsi per tornare a casa così, dopo la seconda partita me la presi con calma e restammo soli negli spogliatoi.

<<Sei sposato?>> Gli chiesi, sorridendo dentro di me, conoscendo già la risposta ma soprattutto perché mi ero già scopato quella bomba della moglie.
<<Sì. Tu?>>
<<No, no. Non riesco a stare solo con una donna. Ho diverse scopamiche. >>
<<Dici?>>
<<Sì, non mi credi?>>
<<Non ti conosco abbastanza per dirlo. >> E sorrise.
Sollevai il mio cazzo che anche da moscio faceva la sua porca figura rispetto al suo cazzetto. <<Con questo cazzo, non mi è difficile entrare tra le cosce di ogni donna.

>>
Lui si sentì piuttosto a disagio, probabilmente pensando alle sue normali dimensioni.
<<Ti lascio vedere qualche video. >> Aggiunsi.
Ancora senza mutande e con il cazzo che mi penzolava, presi il mio smartphone e gli mostrai alcuni video con Carla e con un altro paio di mie scopamiche.
Erano video che già avevo selezionato per l’occasione, dove le pompavo alla grande, in ogni loro pertugio. Tutte belle donne, non da meno di Valeria, ma Valeria era ormai al centro dei miei desideri da settimane.

I nostri cazzi si indurirono a sentire quei gemiti e guardando quelle immagini.
Il mio cazzo era quasi il doppio del suo.
<<Sono sicuro che se tua moglie potesse vederlo, si farebbe scopare senza pensarci due volte. >>
<<Non conosci mia moglie. Lei è fedelissima. >>
“Dovresti averla vista quando mi diceva di spingerglielo forte nel culo. ” Pensai e ridevo dentro di me.
<<Dicono tutti così. Sai quante mogli insoddisfatte ho conosciuto? Ma le esperienze migliori sono gli scambi di coppia e i mariti cuckload.

>>
<<Hai avuto queste esperienze?>>
<<Certo. >> Intanto mi rivestivo e facevo calmare la mia erezione, era imbarazzante essere duro senza nessuna donna in giro e con un altro uomo nelle vicinanze.
<<Ti piacerebbe provare?>>
<<No, non sono il tipo e neppure mia moglie. >>
<<Glielo hai chiesto?>>
<<No, ma sono sicuro. >>
<<Non esserlo così tanto. Non conosco tua moglie, ma ho conosciuto tante donne che dovevano essere fedelissime. >>
<<Mi stai dicendo di mettere alla prova mia moglie?>>
<<Non ci conosciamo così bene.

Potremmo fare una cena a quattro con Carla. La bionda. Ti piaceva vero? Ti ho visto mentre ti accarezzavi il cazzo a vederla. >> E sorrisi.
<<Tua moglie com’è?>> Chiesi a bruciapelo.
<<È meravigliosa. >>
<<Hai una foto?>>
Mi mostrò una foto casta della moglie. Se avesse saputo che già le avevo ispezionato ogni singolo lembo di pelle, cosa avrebbe pensato?
<<Accidenti. Una bella gnocca. >>
Incalzai. <<Questa foto mi stimola davvero.

Che ne dici di una cena a quattro e poi vediamo come avanza la serata?>>
<<Ma io non ti conosco bene e poi mia moglie…>>
<<Tua moglie cadrà inebriata quando vedrà le mie dimensioni, fidati…>> Iniziavo in qualche modo a deriderlo per farlo sentire insignificante, ma allo stesso tempo per sfidarlo sulla fedeltà della moglie. Già immaginavo Valeria inginocchiata davanti a me a ciucciarmi il cazzone davanti al marito. Stava per ritornarmi duro solo al pensiero, così ritornai a parlare.

<<Allora? Che ne dici? Non ti piace Carla? Hai visto che è una belva a letto?>>
<<Sì, ma mia moglie…>>
<<Vi divertirete entrambi. O più che tua moglie hai paura di non essere all’altezza con Carla?>>
Continuavo a metterla sul tono della sfida per provocarlo e spingere ad accettare.
<<Non è questo. Sono anche io un bel torello. >>
<<Hai video tuoi?>>
<<No, ma te lo posso assicurare. >>
<<Certo, certo. >> Continuavo a percularlo.

<<Comunque non ti sto invitando a fare una serata e uno scambio di coppia al primo appuntamento, ma ti sto dicendo che possiamo iniziare a conoscerci. Poi magari quando sarai solo chiederai a tua moglie cosa ne pensa di me. Io farò lo stesso con Carla e se loro sono d’accordo, potremmo in futuro incontrarci per uno scambio. >>
Le mie intenzioni erano di avere uno scambio al primo appuntamento, ma le mie parole erano per rassicurarlo.

Si notava che avesse interesse, ma allo stesso tempo aveva una paura folle di fare una stronzata con la moglie, non conoscendo che Valeria fosse già la mia troia.
<<Dai Sabato. Io e Carla siamo liberi. Ti posso assicurare che lei è una bomba. >>
Lui ci pensò qualche secondo.
<<Solo una cena?>>
<<Sì, al primo appuntamento non mi è mai capitato di avere uno scambio completo, neppure con le coppie più infoiate.

>> Stavo raccontando un mare di bugie per convincerlo.
Titubò ancora, ma poi cedette <<ok, facciamo sabato. >> Il corpo di Carla era perfetto e sicuramente aveva fatto centro nei pensieri perversi del marito di Valeria.
Ci scambiammo i numeri.
Avvisai Valeria. Le scrissi che Sabato avrebbe avuto una grossa sorpresa e che il marito si sarebbe trasformato in un cuckload.
Lei si spaventò. <<Cosa diavolo vuoi fare? Io amo mio marito.

>>
<<Anche lui ama te. Ma gli ho proposto una cena a quattro con Carla e non ha rifiutato. Stiamo meditando di fare uno scambio di coppia. >>
<<Mio marito?>>
<<Sì. È un piccolo porcellino. Dovevi vedere come si toccava il cazzo mentre gli mostravo un mio vecchio video con Carla. >>
<<Sul serio?>>
<<Certo. E lasciatelo dire. Non è così dotato come immaginavo. Il mio cazzo è il doppio del suo. Ora capisco perché mi vuoi così intensamente.

>>
<<Stronzo. >>
<<Ti scoperò davanti a tuo marito. Non sei felice?>>
<<Ma stai scherzando vero?>>
<<No piccola troietta. Sabato vedrai. Fammi solo il piacere di far finta di non conoscermi, ovviamente. >>
<<Va bene. >> Disse in modo accondiscendente e ubbidiente la mia piccola troietta.
A fine conversazione le inviai la foto del mio cazzone duro alla massima erezione. “Sabato te lo infilo tutto nel culo davanti a tuo marito. ” Le scrissi.

Lei rispose con la foto del suo buchetto del culo.
“Fagli vedere come desidero essere sfondata”.
Arrivò il Sabato. Carla era già stata indottrinata da me. Avrebbe dovuto prendere l’iniziativa prima con me e poi andare dal marito di Valeria, così da lasciarmi il campo libero con il mio desiderio più perverso.
Carla aveva un vestitino aderente che mostrava tutte le sue curve. Senza reggiseno e senza mutande. Aveva dei capezzoli già turgidi.

Valeria non era da meno, esplosiva nel suo vestitino nero con una scollatura da paura che mostrava un seno prorompente.
Valeria fu un ottima attrice, nonostante durante la cena non mancavo di metterle la mano sulla coscia sotto il tavolo e spingermi oltre per stuzzicarla.
Intanto Carla faceva lo stesso con il maritino di Valeria.
L’atmosfera iniziava a surriscaldarsi e il vino aiutava la serata ad accelerare.
Durante la cena avevamo parlato del più e del meno, lavoro, vacanze, progetti, ma era il momento giusto per spostare l’attenzione su qualcosa di più eccitante.

<<Valeria, tuo marito è davvero fortunato, lo sai? Darei qualsiasi cosa per una notte con te. >>
<<E io darei qualsiasi cosa per una notte con te. >> Disse Carla rivolgendosi al marito di Valeria e stringendogli il pacco duro sotto il tavolo.
Valeria non sapeva cosa dire e neppure il marito, ma Carla si avvinghiò a lui e inizio a succhiargli il collo, mentre con la mano continuava a strofinargli il cazzo prima sul pantalone, e poi sbottonandolo.

<<Che ne dici se ci diamo anche noi da fare?>> Mi rivolsi a Valeria.
Le abbassai una spallina e le tirai fuori una delle sue enormi tette. La inizia a stringere forte mentre lei guardava il marito che si faceva aprire la patta dei pantaloni da Carla.
Iniziai a succhiare il capezzolo di Valeria mentre lei iniziava a stringermi la testa contro al suo petto.
Con la mano mi intrufolai in mezzo alle sue gambe che erano già un lago.

La mia erezione era spaventosamente visibile anche dal pantalone. Mi alzai in piedi e puntai la patta verso il viso di Valeria che mi apri la cerniera. E mi abbassò il pantalone. Il mio cazzone era già fuori dalle mutande che non potevano contenerlo più.
<<È grandissimo!>> Esclamò Valeria. Come se non lo conoscesse già.
<<Vedi?>> Rivolgendomi al marito. <<Cosa ti avevo detto? Tutte troie. >>
E iniziai a schiaffeggiare il viso di Valeria con il mio cazzon duro.

<<Tua moglie da ora sarà la mia troia. >>
Non avevo paura a essere troppo duro. Carla era inginocchiata tra le cosce dell’uomo e glielo succhiava voracemente, mentre l’uomo le teneva la testava e dettava il ritmo.
Io presi Valeria per i capelli e la feci muovere sulle ginocchia e avvicinare al marito.
Eravamo molto vicini e mentre lui guardava spinsi nella gola di Valeria, tutto il mio cazzone duro. Si stava abituando al mio cazzone mentre il marito guardando la scena venne nella gola di Carla che continuava a succhiarglielo.

Scopavo la gola di Valeria come un cavallo scopa la sua giumenta e lo sguardo del marito cornuto, mi eccitava da morire. Tutto il suo make up si scioglieva mentre continuavo ad affondare il mio cazzo nella sua bocca.
Presi Carla per i capelli, e la portai vicino al mio cazzone. Le due donne mi leccavano il cazzo mentre il maritino di Valeria continuava ad osservare.
Avevo le mie mani sulle due teste delle due donne.

<<Valeria cosa provi ad assaggiare un vero cazzo?>> Le chiesi.
<<È meraviglioso. >> Mi rispose come una gattina in calore.
Il marito guardava e si toccava per farselo tornare duro.
Io non riuscivo più a contenermi a causa di quelle due bocche che si alternavano a succhiare e leccare tutta la mia asta comprese le palle. Venni in faccia ad entrambe che si scrutarono per qualche secondo e iniziarono a leccarsi a vicenda per provare la mia sborra calda.

Dopo qualche altra leccata la mia verga era già pronta per la fighetta di Valeria.
Intanto Carla tornò a dedicarsi al marito che era tornato a sua volta duro. Lo eccitava vedermi trattare la moglie come una troia.
Iniziai a massaggiare la fighetta strabagnata di Valeria con la mia cappella. Era sensibilissima e si stava bagnando ancora di più. Addirittura gocciolava, talmente fosse bagnata.
Carla si era seduta sul cazzetto del marito che provava a scoparla con foga, ma Carla era abituata a ben altra foga.

Misi Valeria a pecora sul tavolo a vista del marito. Spinsi violentemente il mio cazzone duro nella sua fighetta.
La schiena di Valeria si inarcò cercando di farlo entrare il più possibile e emettendo un urlo non male. Le misi la mano sulla bocca e le spinsi tutto il mio cazzo fino alle palle. Mentre il marito strabuzzava gli occhi. Iniziai a scoparla come un a****le violento. L’idea che il marito ci guardasse mi infoiava in una maniera incredibile.

Sentivo Valeria gemere profondamente come non aveva fatto nelle altre occasioni che ci eravamo visti.
Il marito si faceva cavalcare con foga da Carla che lo fece venire nella sua fighetta depilata.
Era stremato sulla sedia, con il cazzetto moscio, mentre Carla si avvicinava a Valeria e iniziava a baciarle la bocca, mentre continuavo a pomparla forte fino a farla venire due volte.
Con un movimento rapido, mi sputai sulla mano, la passai per il suo buchetto del culo e tirai fuori l’asta dalla sua fighetta completamente fracida.

Misi la punta dritta verso il suo buchetto e glielo aprii senza pietà.
Il marito guardando la scena tornò duro e venne a riprendersi Carla per incularsela a sua volta.
<<Mi stai distruggendo. >> Mormorò Valeria tra un gemito e l’altro.
<<Sei la mia troia, fai vedere a tuo marito cosa sei ora. >> E continuavo a sfondarle il culo e sculacciarla, mentre di tanto in tanto le tiravo i capelli.

Mentre continuavo a pomparla, il marito venne dentro al culo di Carla, palesemente insoddisfatta delle prestazioni dell’uomo.
La feci avvicinare. Tirai fuori il cazzone dal culo di Valeria e lo misi in bocca a Carla che se lo faceva arrivare in gola.
<<Vedi? Sono il padrone qui. Tua moglie merita di più del tuo cazzetto. >>
Tirai di nuovo il cazzo dalla bocca di Carla e lo infilai di nuovo nel culo di Valeria.

La tirai su. Ero in piedi e spingevo lei su e giù sul mio cazzone di fronte all’uomo.
La sua figa era aperta davanti a lui e completamente fracida.
<<La vedi come si incula tua moglie? Te l’avevo detto che sarebbe caduta ai miei piedi. >>
<<Digli che è un cornuto Valeria. E digli che non hai mai goduto come con me. >>
<<Sei un cornuto. Non ho mai goduto così in vita mia.

>> Mentre continuava a gemere sotto i colpi del mio cazzo duro.
La portai in camera da letto. La misi giù sul letto con la testa giù e il culo all’aria. E continuai a pomparla forte. Il marito si stava toccando e tornando duro e stava tornando a prendersi Carla che stava leccando la figa di Valeria.
<<No. Non la meriti. Sei un frocetto. Masturbati da solo. >> Gli dissi.
<<Loro meritano un cazzo come il mio.

Non il tuo cazzetto. >>
L’uomo si sentì umiliato, ma mi obbedì, mentre continuavo a pomparmi la moglie e davo razioni di cazzo anche all’insoddisfatta Carla.
Le scopai entrambe per tutta la notte. Tanti orgasmi e tanto sperma sulle lenzuola della coppia. Mentre il marito continuava a masturbarsi più volte sulla sedia guardandoci.
Mi addormentai in mezzo alle due donne. Tutte e tre nudi. Mentre il marito si era addormentato sulla sedia tutto solo, con tutte le mani impiastricciate della sua sborra.

Valeria mi sussurrò: <<Sono felice mio toro. Hai mostrato all’uomo che amo come voglio essere scopata. >>
<<Io continuerò a scoparti. Come hai visto lui si è eccitato parecchio stasera. Ti scoperà con più convinzione in futuro, ma non lo farà mai come me. >>
<<Come te è impossibile mio toro. A quando la prossima?>>
<<Domani mattina non avete ospiti vero?>>
Valeria sorrise e mi baciò mentre con la mano tornò a stringermi il cazzo.

.

L’odore del sesso

Cos’è successo?
Dove sei andata? Dove è finita la ragazzina a cui infilavo le margherite
tra i capelli, quelli fluenti, lunghi e lisci come seta, non quella
acconciatura da matrona romana che hai ora, che giocava e si rotolava nei
prati con me e rideva e si scherniva e poi mi baciava d’impluso con tutta
la foga spensierata dei vent’anni?

Ti guardo ora. Non sei più la stessa. L’espressione indurita tra gli occhi
e lo sguardo cupo che non si accende più per me.

Niente più corse nella
spiaggia deserta all’imbrunire, niente più falò e stelle cadenti e baci e
carezze e ansimi e sussurri e il tuo corpo morbido e il mio teso e proteso
verso di te.

Una fila interminabile di ombrelloni. Tutti dello stesso color ruggine,
perfettamente allineati. In questo nostro nuovo mondo non c’è più spazio
per il disordine.
Una casa di proprietà, due figli, un rassicurante conto in banca e un suv
nuovo fiammante come si conviene ad una famiglia come la nostra.

Tutte le
cose giuste e al loro posto.

Lo vedo. Lo vedo come lo guardi, non è una novità per me quel tuo sguardo
sornione e malizioso.
Mediamente alto, mediamente sovappeso e mediamento sposato. Pizzetto e
tempia rasata. Occhi azzurri.
Io gli occhi ce li ho marroni, il colore più anonimo dell’universo. Come me.
Sguardi ricambiati e insistenti tra le sdraio e i lettini unti di crema
solare e corpi bagnati.

Sguardi azzurri e neri che si intrecciano, sopra i nostri bambini che
giocano assieme, sopra la noia del matrimonio, sopra la noia di tutta
questa vita.
`Allora vado’
`Sì, resto io con i bambini’
Si è truccata. Solo un velo leggero, ma c’è. Non ci sarebbe nessun bisogno
di restare. Giulia e Federico dormono come sassi e in ogni caso sono
abbastanza grandi per poter stare qualche ora da soli.
Ma non ne ho voglia.

Non ho più voglia di attrezzatissimi villaggi con le
palme, di vialetti lindi e ordinati, di animatori forsennati e insistenti
e dei loro giochini demenziali. Ho voglia di disordine.
Chiudo gli occhi. In questo momento vorrei essere su una spiaggia deserta,
con il vento dell’oceano che ti soffia forte sul viso e una ragazza che si
lasci infilare fiori tra i capelli.

E invece esco. D’impulso. Aria. Ho bisogno di aria.

Il tirreno non è
l’atlantico ma se chiudo gli occhi potrei farlo diventare, non sono poi
così vecchio da non saper più sognare.
Passo accanto all’anfiteatro, tronfio di musica e baldoria.
Dall’altoparlante la voce del capo animazione che arringa la folla in
delirio da vacanza. Stanno facendo un gioco, mi sembra ci capire,
reclutano coppie tra gli uomini-bambini e li fanno giocare insieme proprio
come grossi bambinoni ritardati. Sto per passare oltre quando qualcosa mi
induce a fermarmi.

Una risata che ben conosco, in quel bosco di rumori e
schiamazzi. Una risata argentina, fresca e allegra come non la sentivo più
da vent’anni.
Infatti è lei sul palco. Accanto, tra lei e l’animatore c’è il tipo della
spiaggia.
Ondeggia, si muove e ride in quel gioco per bambini deficenti.
Il tipo col pizzetto è istrionico, si vede lontano un miglio che cerca di
far colpo su di lei, che d’altro canto non si rifiuta affatto.

Se volete
far colpo su mia moglie fatevi venire gli occhi blu. Sono una garanzia.
Ecco, dovrei sentire dolore adesso, gelosia la chiamano, e invece nulla.
Il vuoto.
Il gioco prevede che i due si struscino e si intrecciano in posizioni
complicatissime, chiaramente erotiche. I suoi seni si posano sulla schiena
dell’uomo, che si volta sopreso. Ha chiaramente gradito e lo sguardo che
le getta nella scollatura è carico di cupidigia.

Sorride soddisfatta. Ha notato l’abbraccio azzuro sui propri seni e lo
sguardo che gli rivolge è più di una promessa.
Non so perché lo faccio.
Perché me ne sto acquattato dietro un salice, nell’ombra deserta dei campi
sportivi a spiare come un guardone mia moglie che si concede ad uno
sconosciuto.
Neanche una traccia di quel dolore che dovrebbe arrivare e non arriva.
Rimango a guardarlo mentre le palpa il seno, lo stringe con forza, le mani
a coppa sopra la stoffa leggera del vestito estivo.

Non le aveva così grandi una volta le tette. Credo le siano cresciute con
le gravidanze e dopo sono rimaste lì voluminose e ingombranti, pronte a
far la gioia di qualche infedele con gli occhi azzurri e il pizzetto.
La bacia sul collo e subito vedo mia moglie arrendersi languidamente con
la libido sul viso.
Se volete scoparvi mia moglie baciatela sul collo. Non resiste, garantito.
Affonda una mano nella scollatura, impasta a lungo, a semicerchio poi le
sbottona il vestito.

Una mammella, grossa e pesante sguscia fuori dal reggiseno, mezzo
abbassato.
E’ bianca come il latte e la sua apparizione imprevista e prepotente
squarcia il buio della notte e mi suscita un brivido del tutto inspettato.
Non lo conosco più il tuo corpo. Non conosco queste tue nuove forme
procaci da signora. Troppo tempo è passato dall’ultima volta che ti ho
sfilato la camicia da notte e ammirato il tuo corpo nudo nella luce
tiepida e discreta della nostra camera.

Ti bacia le tette. Una alla volta. Succhia, e quei larghi alveoli viola
che così tante volte ho leccato, spariscono ingoiati nel lordo pizzetto di
una bocca estranea e sconosciuta.
Ti solleva la gonna, mentre tutto intorno i grilli iniziano a frignare
salmi ossequiosi.
Le mutandine bianche, nel fondo delle cosce abbronzate. La sua mano che vi
penetra, tu che reclini il capo e sospiri.
E’ fatta, chiaramente si è arresa, niente più impedirà a quest’uomo di
scoparsi mia moglie nel silenzio complice di quest’angolo appartato.

Non certo io che me ne sto impietrito dietro questo albero piangente a
ruminare sentimenti che dovrei provare e non provo e altri nuovi che non
dovrei avere e ho.
Si inginocchia davanti a te e la sua nuca rasata sparisce sotto la gonna
nera, le mutandine cadono alle caviglie e tu strabuzzi gli occhi, sospiri
e lasci che quest’uomo, di cui non conosci neanche il nome, ti lecchi
voluttuosamente la fregna.

Te l’ho insegnato io questo gioco. All’inizio non volevi saperne di
rapporti orali. Cose da a****li dicevi. Solo poco alla volta ti sei
lasciata andare ai miei baci e alle mie esplorazioni bagnate.
`porca miseria, sto venendo!’ mi hai urlato con voce ridicolmente ingenua
quella prima volta. Mi sembra di sentire ancora il bruciore delle tue
cosce sulle guance, il tuo sapore sozzo sulle lingua.
E’ la vampata di un attimo poi torno al presente.

Il presente ora è
davanti a me, sotto la luce diafana dei lampioni del campo di
pallacanestro. E’ mia moglie, quella che ho sposato più di dieci anni fa,
è la madre dei miei figli che poggiata contro un albero, le mutande calate
e le gambe divaricate, si fa leccare la fica da quest’uomo.
In fondo sapevo che sarebbe arrivato questo momento. Lo sapevo dal giorno
in cui ho iniziato a non guardarla più mentre si spogliava, la sera.

Ad
ignorarla per giornate intere a respingere digustato l’idea di dover fare
qualcosa con quell’arpia velenosa con cui avevo appena finito di
azzuffarmi per una luce lasciata accesa o per il volume troppo alto.
Qualche estemporanea e sbrigativa avventura extraconiugale, mi aveva
definitivamente spento ogni residuo trasporto.
Eppure mi sembra di scoprirti in una luce nuova mentre quest’uomo ti
spoglia e si spoglia a sua volta davanti a te.
Forse sarà per quel seno bianco che ciondola mollemente fuori dalla
spallina, o forse sarà anche per la mano che ora gli insinui nei
pantaloni, ma qualcosa mi si muove dentro.

Un desiderio nuovo che credevo
ormai scomparso mi assale nel vedere quella mano muoversi nei pantaloni
dello sconosciuto.
Gli stai toccando il cazzo. Stai stringendo un cazzo che non è il mio. E
muovi quella mano stancamente mentre lui ti abbassa vestito e reggiseno in
unica soluzione e le mammelle ti balzano fuori tremolando come due
sacchetti di gelatina.
Lavori per liberarlo, cinghia bottoni, lampo e infine arrivi.
Un brivido e una fitta violenta al costato quando finalmente ti vedo
stringergli il cazzo eretto.

Lo masturbi mollemente, con quel ritmo stanco
che ben conosco. Non dura molto. Lui ti pone le mani sulle spalle
costringendoti ad abbassarti. Lo sappiamo tutti e tre cosa devi fare, ora.
O almeno quello che lui pretende da te.
Ecco. Ora voglio proprio vedere cosa succederà. Se davvero mia moglie se
lo farà mettere in bocca quel cazzo schifoso. Perché lei la odia sul serio
questa cosa qui.
Dopo anni di insistenze e tentativi io ci avevo perso ogni speranza a
farmi fare una pompa da mia moglie finchè nella più inaspettata delle
sere, per la prima ed unica volta, successe davvero.

Era morta sua madre quella stessa mattina e non so se per la depressione
seguita o cosa ma finimmo a letto praticamente subito e lì tra un
singhiozzo e una lacrima mia moglie finalmente acconsentì a farselo
mettere in bocca.
Mi sembrò di toccare il cielo con un dito, anche se tecnicamente non fu
una gran cosa. Era la prima volta in vita sua che lo faceva e non sapeva
bene come muoversi.

Se lo strofinò un po’ tra le labbra aperte e quando
finalmente si decise ad infilarselo in bocca non gli riuscì di andare
oltre il glande.
Io comunque eiaculai quasi subito. Non me ne accorgo al momento, ma anche i grilli hanno smesso di lagnarsi e ora siamo tutti lì ad aspettare e vedere cosa farà mia moglie.
E finalmente Marianna si muove. Lo tiene tretto nel pugno, apre la bocca,
si china e –proprio in quel momento con un gran fracasso partono gli
irrigatori automatici.

Per una attimo la scena è comica, tu balzi in piedi
nuda e lui, che ti viene dietro, con quel cazzo penzoloni sembra quasi un
satiro che rincorre la preda.
Si rincorrono e cercando di allontanarsi dal getto d’acqua finiscono per
cadervi proprio sotto e avvinghiati uno all’altra tentano di liberarsi
degli ultimi indumenti che hanno indosso.

E ora guardate me. Sono quello di spalle, stempiato e un po’ ingobbito.
Guardatemi mentre mi masturbo guardando mia moglie fare sesso con un altro
uomo.

Guardatemi mentre le ammiro il corpo nudo e abbronzato e la riscopro
come fosse la prima volta.
Tra le pieghe della gonna sollevata in vita, le si intravede la fica.
Smetto anche di masturbarmi per osservare meglio questo buco che una volta
mi apparteneva e dove presto un altro uomo penetrerà al posto mio, se non
faccio niente.
E’ da così tanto tempo che non gliela vedo che mi sorprendo a scoprirla
perfettamente liscia e glabra.

Non sapevo si depilasse là. Ai nostri tempi
o alla nostra età, non c’era e non c’è questa moda di radersi il pube. Il
fatto che l’abbia fatto me la fa riscoprire più giovane e disponibile.
Forse non è ancora gelosia ma inizio a provare quantomeno invidia per
questo stronzo con gli occhi azzurri che è riuscito a portarsi a letto,
cioè sul prato, mia moglie con le sue nuove tette e la figa depilata.

Succede senza che me ne accorga. Lei è distesa prona e lui le è sopra
mordicchiandogli l’orecchio. Adesso dovrei intervenire e strappargliela
via. Mi accorgo che sta succedendo qualcosa solo quando vedo il culo nudo
di lui muoversi ritmicamente su e giù.
Una fitta mi trapassa il cuore. Dovrei scappar via ora oppure saltargli
sopra e strapparglielo di dosso, qualunque cosa. E invece rimango qui a
soffrire guardando mia moglie che si fa scopare come una cagna da un altro.

Vi vedo bene ora che ti ha fatto mettere carponi. Non si è preso neanche
il disturbo di toglierti il vestito. Hai la gonna arrotolata sulla schiena
e dalle spalline abbassate le pesanti mammelle, fuori dal reggiseno
oscillano violentemente, dal viso allo stomaco, infrangendosi con un tonfo
sordo ora su uno e poi sull’altro.
Neanche le più trucide mignotte si fanno sbattere così in mezzo al campo
di uno squallido giardino periferico.

Puttana! Puttana! Puttana! Grido.
Poi vengo sborrando copiosamente sulle margherite. Rientri che è quasi l’alba. Sgaiattoli in bagno cercando di non far
rumore. Mi assicuro che i bambini dormano e ti raggiungo. In mano tengo
stretta una sbarra di ferro.
Sei davanti allo specchio e ti bagni il viso. Hai gli occhi cerchiati di
rosso. Devi aver pianto. Sollevi lo sguardo e guardi senza capire la mia
faccia truce riflessa nel chiarore del neon.

Hai dei lividi sul collo e sulle braccia. Una spallina del vestito è
strappata e sotto si vede la mammella gonfiare il reggiseno. Puzzi di
sesso ed erba bagnata.
Sento un brivido alla schiena mentre sollevo la pesante sbarra. Mi fai
schifo, ti odio come non mai e ho una voglia matta di scoparti.
Senza una parola ti vengo dietro con la sbarra spianata. Ti strappo di
nuovo il vestito, denudantoti il petto e affondo il viso nell’incavo del
collo.

Ti irrigidisci, poi chiudi gli occhi e ti lasci andare e mi
carezzi, cercando con la tua bocca la mia. Sobbalzi quando senti la mia
sbarra infilarsi tra le tue chiappe.
Ti faccio chinare sul lavandino, scopro la tua fica, la tua nuova fica,
depilata e sozza e guardo la tua faccia attonita rattrappirsi in una
smorfia di piacere mentre la mia sbarra penetra lentamente dentro di te.

Trattata come una schiava

Una giornata di inverno ,Venezia, ho conosciuto il mio Signore in un sito di incontri BDSM e dopo varie insistenze da parte sua sebbene avessi improntato il nostro rapporto virtualmente accettai di incontrarlo per quello che Lui definì “solo un caffè tra amici”. Mi diede però degli ordini precisi: dovevo indossare sotto i miei abiti maschili questa lista di indumenti intimi: REGGISENO PERIZOMA E REGGICALZE ROSA ,MINISOTTOVESTE TRASPARENTE BIANCA E ROSA CALZE CON LA RIGA NERE.

Dovevo indossare una cavigliera in segno di schiavitù ,le unghie dei piedi dovevano essere smaltate di rosso e le mie natiche dovevano portare una frase umiliante che mi sarei scritta con il rossetto “ROMPIMI IL CULO”. Finita la vestizione avrei indossato un paio di pantaloni piuttosto aderenti ( forse un po troppo visto che ad uno sguardo attento si sarebbe potuto notare il mio reggicalze, un maglione nero cardigan chiuso con una zip e un cappotto grigio.

Gli ordini prevedevano che io fossi andato a prenderlo alla stazione S. Lucia e come segno di riconoscimento dovevo tenere in mano e bene in vista un mensile per sole donne. Lui lo avrei riconosciuto invece da un pacchetto dono dorato di cui non sapevo il contenuto. Attesi il suo treno con il cuore in gola. Alle 10. 30 del mattino in perfetto orario arrivò…scesero i passeggeri…scrutai ad uno ad uno gli uomini che scendevano finchè visi Lui…il mio Signore.

Era alto circa 185 cm robusto barba incolta e capelli grigi corti ,occhi scuri penetranti …tra le sue mani il pacchetto. Le gambe mi tremavano……Mi fissò e mi mise una mano attorno le spalle come fossimo vecchi amici : “Ciao Gabriella” mi disse incurante che qualcuno potesse sentire che si indirizzava a me come ad una femmina. ” Ti ho portato un presente ma lo aprirai tranquilla quando ci siederemo ad un bar a prendere il famoso caffè”.

Annuii….
“Che c’è sei timida? Rispondi e rivolgiti a me come tuo Padrone chiaro?” Si Padrone risposi in un sussurro…..Mollò la presa e mi disse di accompagnarlo in un bar tranquillo…. arrivati sul posto mi fece segno di sedermi al tavolo che ad ordinare ci pensava lui. Vidi che parlava col banconiere mentre ordinava ed entrambi scoppiarono in una sonora risata.
Il cameriere arrivò con uno strano sorriso servì un Cappuccino e una brioche al mio Padrone e a me un “cannolo”.

Padrone sussurai io stupita, a me niente da bere? E perchè quella risata prima? ” La sua risposta fu come un pugno allo stomaco. “Per questa volta ti accontanto troia! La risata era rivolta a te perchè ho detto al banconiere che per te andava benissimo un cannolo perchè ne sei pazza visto che sei una checca! Per quanto riguarda il fatto che non ho ordinato nulla da bere per te lo capirai dopo….

intanto apri il tuo regalo,è solo la prima parte poi avrai la seconda!” Sbiancai ,guardai verso iul personale e mi accorsi dei sorrisi ironici…mi aveva sputtanato per tutto il locale…unica soddisfazione era che non mi conoscevano …..Aprii lentamente il pacchetto …..e appena visto il contenuto richiusi la shitola nervosamente
“Che fai scema non lo tiri fuori? Non ti piace?” “La prego non me lo faccia fare…. “
Rise. ” Daiiiii tira fuori il regalinoooooo” rise nuovamente e chiamò a se il cameriere: ” La mia amica è timida e non ha coraggio di far vedere che bel regalo le ho fatto,potrebbe farlo lei al suo posto? Ha promesso che se lei le farà questa cortesia le darà cento euro di mancia che ne dice? ” Io supplicai ,stavo per alzarmi ed andarmene ma Lui mi intimò che se me ne fossi andata non lo avrei rivisto più…..rimasi…rimasi piangendo quando il cameriere tirò fuori un fallo di lattice nero grosso e lungo oltre 25 cm…oltre ad esso un biglietto….

PER LE TUE SERATE SOLITARIE…IL TUO PADRONE! Scoppiò a ridere e chimò a se i suoi colleghi…. uno di loro mi disse che se non mi fosse bastato quello mi avrebbe dato il suo…meno lungo ma bello caldo. ” Ottima idea disse il mio Padrone,cercavo appunto qualcuno che desse da bere alla mia puttanella,le andrebbe di farsi fare un pompino con l’ingoio? Poverina ha mangiato senza bere!!!!” E via risate.
“ALZATI E VIENI CON NOI CAGNA …mi portarono in uno sgabuzzino mi venne ordinato di inginocchiarmi e di aprire la patta del cameriere.

“SPOMPINALO E INGOIA TUTTO CHIARO? ” Supplicai invano presto mi trovai piangente a eseguire il Suo ordine eccitata ma umiliata…. tenevo gli occhi aperti mentre la carne riempiva la mia gola..vidi un flash..oddio mi stavano fotografando…riprendendo e quello che era peggio avevano il mio cellulare in mano…. tutti i miei contatti
Il mio numero e tutto il resto era nelle loro mani. Dietro di me il mio Padrone armeggiava con il mio cardigan ,lo aprì e lo sfilò….

subito dopo le scarpe e i pantaloni fecero la stessa fine…lasciandomi in intimo…il cameriere mi scopava la bocca e il mio Padrone mi stava infilando il suo cazzo nel culetto…senza nemmeno un pò di saliva…. venivo ripresa,girata mostrata dovevo sorridere con la gola piena…dire il mio nome e cognome reale e che in realtà sono una troia travestita…. venivo inculata e riempita tra le labbra…. il mio Padrone fece un cenno al cameriere e questo annuì.

” Spalanca la bocca cagna” Obbediii e mentre mi veniva intimato di bere ogni goccia di sborra il mio Padrone mi riprendeva in primo piano e mi riempiva l’intestino di caldo sperma…. quando ebbero finito i loro comodi il mio Signore mi disse di vestirmi ridendo del fatto che il suo sperma sarebbe ricaduto sulle mie mutandine e sui miei pantaloni.
Stavo uscendo dal locale mentre il mio Padrone continuava a parlare col cameriere…risate ancora risate di scherno…uscì anche Lui.

” Mi ha detto che vorrebbero usufruire dei tuoi servigi,io ho detto che sei sposata ma che con un pò di preavviso potranno farti ciò che vogliono. ” Mi girava la testa un senso d’ansia mi penetrava il cervello ..la mia vita non sarebbe stata la stessa mai più…” Dimmi una cosa troia” …. COSA PADRONE? A quanto vedo non hai molto pelo ma dovrai privarti anche di quello dovrai essere liscia per sempre e se a tua moglie non va bene non me ne frega un cazzo,inoltre adesso mi devi portare in un luogo dove eseguono i tatuaggi.

SI SIGNORE…. Brava! Rispose Lui dandomi una manata sul culo che attirò gli sguardi della gente attorno a noi…Dopo circa un quarto d’ora in cui attravversammo le calli e i campi di Venezia arrivammo in un piccolo negozio dove sapevo esserci un tatuatore…entrammo e mentre io stavo salutando il mio Padrone mi fecce cenno di stare zitta. “
Buongiorno ,il mio amichetto qui deve farsi un tatuaggio ” -io trasalii. – “Ma una cosa particolare! ” Si appartarono e non riuscii a sentire cosa si stessero dicendo finchè il mio Padrone mi chiamò usando il mio nome femminile….

stava succedendo troppo spesso questa situazione , il mio orgoglio stava andando a farsi fottere…Andai nell’altra stanza e il padrone del negozio un tipo anziano piuttosto brutto e pieno di tatuaggi mi disse che il tatuaggio che mi sarebbe stato fatto era piuttosto particolare e che ci sarebbero dovute più sedute …il prezzo solitamente piuttosto alto in questo caso lo avrebbe barattato con dei piacerini da parte mia come pattuito con il mio Padrone.

Io sbottai piansi e supplicai ma non ci fu nulla da fare ormai non ero più mia…corpo volontà e anima erano del mio Padrone e quindi obbedire ai suoi ordini perchè il tatuaggio fosse eseguito sul mio corpo fu l’unica cosa da fare.
Mi spogliai completamente eccezion fatta per la biancheria,mi venne indicato un seggiolino …dovevo inarcarmi e mettere in mostra le chiappe. “il tatuaggio che ti verrà imposto indicherà cosa sei di chi sei e cosa vuoi,verrà eseguito il disegno di un pene gocciolante verso il tuo buchino il tuo nuovo nome la tua essenza e i tuoi desideri….

perciò un bel cazzo con su scritto “INCULATEMI ” e la dicitura SISSY GABRIELLA SCHIAVA DI …..
di quello che tua moglie penserà e se tua moglie lo accetterà o meno non me ne frega un cazzo…però tu dovrai firmare questo contratto in cui dici che accetterai tutto ciò che ti verrà ordinato da me ivi compreso il tatuaggio ,la graduale proibizione di avere alcun tipo di rapporto sessuale che non sia passivo,la gabbiatura del tuo clitoride e per ultimo ma non meno importante la somministrazione di ormoni femminili e il totale lavaggio del cervello a favore di una personalità totalmente sottomessa e femminile.

Se accetti firma altrimenti quella è la porta…. farò in modo che chiunque ti abbia incontrata dimentichi tutto di te e la tua vita prosegua inalterata…altrimenti sarai la mia schiava totale.
Rigirai tra le mani il contratto il cuore mi batteva a mille…le lacrime mi scendevano…..la mano mi tremava mentre la penna segnava sulla carta l’addio a Gabriele. ” PIEGATI GABRIELLA E LASCIAMI LAVORARE…..DOPO MI DOVRAI SODDISFARE PER BENE E IO SONO PIUTTOSTO PERVERSO” esclamò il tatuatore mentre il mio Padrone al telefono organizzava un’incontro con un non ben definito medico …….

Il tatuatore non pretese nulla quella giornata ma sapevo benissimo che sarei dovuta tornare parecchie volte e parecchie volte avrei dovuto accontentarlo…. stavo per tirarmi su i pantaloni quando il mio Padrone mi fermò…devi ancora avere la seconda parte del regalo…. apriti il culo veloce…. quello che ti metterò ora è un buttplug…lo dovrai tenere sempre ad eccezione di quando che andrai al bagno e quando dovrai soddisfare le voglie di tua moglie..cosa che farai sempre meno…anche perche la cura che ti verrà imposta non ti darà possibiltà per molto tempo di poterlo fare! E mentre parlava mi inseriva il fallo senza alcun problema trovandomi bagnata del suo sperma.

Ora rivestiti ma non mettere il cardigan…. ti accompagno fino a casa tua !
Ma a casa c’è mia moglie! Risposi. Tu fai quello che ti dico…
Una volta dentro il portone di casa lo supplicai di farmi rimettere il cardigan…me lo concesse ma ad un patto: dovevo leccare le sue scarpe…cosa che feci con la paura che qualcuno scendesse le scale e mi vedesse…..una volta eseguito mi restituì la maglia e suonammo il campanello …mia moglie aprì….

Presentai il mio Padrone a mia moglie come un vecchio amico di Padova lei lo fece accomodare e lui approfittando di un suo momento di disattenzione mi palpò il culo e mi spinse il butt ancora più dentro…sudavo tutta.
“Sai Gabriele stavo per uscire mi hai trovato per errore” mi disse
SIGNORA SE DEVE ANDARE VADA PURE TANTO IO NON RIMANGO MOLTO DEVO RIPARTIRE PRESTO lui replicò.
Stavo per convincerla a restare quando invece lei decise di ascoltarlo….

La salutammo mentre in cuor mio sapevo che iniziava la mia fine….

Non aveva ancora sceso le scale che Lui mi sbatte contro il muro …il volto quasi schiacciato contro la parete mentre mi abbassava i pantaloni e mi strappava di dosso il cardigan senza nemmeno aprirlo…..
” Ti prego potrebbe tornare!!!!” supplicai…” Me ne fotto ,anzi meglio cosi vede ciò che sei in realtà!!! ”
Rimasi vestita solo dell’intimo e della sottoveste.

. mi prese per un braccio e mi portò in stanza da letto.
“Ora lo farai con me nel tuo letto matrimoniale e tu sarai la mia sposa schiava, togliti le mutandine il buttplug e toccati il buchino mentre mi spoglio cagna”
Mi rendevo conto del pericolo che correvo ma ero inebriata, inebetita, vogliosa..osservavo il suo corpo nudo mentre mi scopavo con le dita….
” Ti piace il cazzo del tuo uomo vero? Vieni a succhiarmelo svelta…inginocchiati!”
Succhiai come la più esperta delle puttane …l’asta la cappella e le palle nemmeno un millimetro veniva dimenticato dalla mia lingua, pompavo come un’ossessa ma non volevo che mi venisse in gola..lo volevo dentro di me….

mi stava succedendo una cosa sconvolgente mi stavo innamorando del mio Padrone…volevo essere la sua donna.
Distenditi e apri le gambe voglio scoparti come la femmina che sei…..e voglio vederti in faccia mentre lo faccio …voglio baciarti e farti gustare il sapore della mia saliva e della mia lingua in bocca…devi imparare a baciare gli uomini troia!
Detto questo mi infilò la sua virilità dentro di me …mi chiavava nel letto di mia moglie …come fosse stata una luna di miele….

ogni colpo sembrava una stantuffata prima lenta poi veloce il culetto pulsava attorno il suo membro…impazzivo…. ma la cosa non durò molto perché usci da me …mi guardò negli occhi e io languidamente dissi:”Perchè Padrone? “Perché non lo meriti puttana…. ora me ne vado ma mi farò vivo presto…ti contatterò per cellulare o via WhatsApp e seguiranno vari ordini..ora apri il tuo armadio butta in questo sacco tutti i tuoi pantaloni eccetto tre paia di tua scelta poi tieni due paia di slip e due paia di calzini….

qualche maglione e due paia di camicie…nient’altro..mi farò vivo presto prepara dei soldi per fare un po’ di shopping se non li hai procurali….
Se ne andò portando con se il sacco con i miei indumenti e lasciando nel mio corpo il vuoto…mi osservai allo specchio ero vestita come una cagna in calore e dietro di me un tatuaggio che nessuna donna con il cervello a posto avrebbe mai potuto farsi disegnare…mi stavo sedendo decisa di spogliarmi e cambiarmi quando mi suonò il cellulare…numero sconosciuto….

“Pronto?” “Ciao troia sono il tuo tatuatore ti aspetto nel mio negozio tra una mezzora…. “

Accesi la luce del comodino e guardai la sveglia erano le 16:15 ,osservai il cellulare visto che lo avevo tacitato,nessun messaggio ne telefonata. Mi alzai andai in bagno e mi lavai il viso…avevo bisogno di farmi la barba..non amavo vedermi la ricrescita sul volto mi dava un senso di sporco,presi il rasoio e mi accorsi che anche per quanto riguardava il resto del corpo la situazione non era migliore…non sarei davvero piaciuta al mio Padrone…il mio PADRONE oddio dovevo chiamarlo!!!! Composi il numero del cellulare e attesi la sua risposta.

Dopo una decina di suonate un “PRONTO” caldo risponde alla mia chiamata. “pronto Padrone sono Gabriella il signor Nicola mi ha detto di chiamarla. ” E TU OBBEDISCI A NICOLA TESTA DI CAZZO?HO SENTITO QUELLO CHE HAI COMBINATO STANOTTE,FAI PROPRIO DA VOMITARE!!! MA TUTTO SOMMATO HAI GUADAGNATO UNA BELLA SOMMETTA ANCHE SE A TE VERRANNO BEN POCHI EURO IN TASCA. “Si Padrone” risposi aspettandomi che almeno la metà andasse in tasca sua. ALLORA FACCIAMO DUE CONTI 3500 EURO ANDRANNO PER COMPERARTI UN PO’ DI GUARDAROBA 950 EURO LI METTIAMO VIA PER DELLE CURE MEDICHE CHE TI VERRANNO DEDICATE 40 EURO SERVONO A ME PER VENIRTI A TROVARE E 10 EURO LI LASCIO A TE TI VA BENE TROIA?Addio a tutto il guadagno di una notte,sono stata scopata umiliata riempita di sperma filmata il tutto per 10 euro!!!!!!! “Si Signore”
singhiozzai.

“ORA HO DA FARE CAGNA RIMANIAMO D’ACCORDO COMUNQUE CHE CI RITROVIAMO SABATO POMERIGGIO A MESTRE ALLA STAZIONE …IO VERRO’ CON LA MIA MACCHINA ANDREMO A FARE SPESE. DOVRAI INDOSSARE IL BUTTPLUG NIENTE INTIMO NE CALZE NON DEPILARTI TI PORTERO’ IO IN UN SALONE DI BELLEZZA ,DA ORA IN POI TI PROIBISCO DI TAGLIARE I CAPELLI DI USARE INTIMO MASCHILE QUINDI QUEL POCO CHE HAI LO GETTI ,DA OGGI PISCI SEDUTA COME UNA DONNA E QUESTA SERA INIZIERAI A NEGARTI A TUA MOGLIE E LO FARAI SEMPRE PIU’ SPESSO,UN’OTTIMA SCUSA FEMMINILE E’ L’EMICRANIA !!!!!UN’ULTIMA COSA : SONO D’ACCORDO CON NICOLA E CON GIANNI IL CAMERIERE…QUANDO QUALCUNO DAI GUSTI UN PO’ STRANI VORRA’ I TUOI FAVORI TU DOVRAI RISPONDERE IMMEDIATAMENTE ALLA LORO CHIAMATA,ABBIAMO BISOGNO DI SOLDI CHIARO? Mi stava trattando come una puttana ma non riuscivo a dire di no temevo che mi avrebbe lasciato e sentivo che avevo bisogno di lui come dell’aria che respiravo.

“ Si Padrone” BENE TROIA VAI A FARE IN CULO ADESSO HO COSE PIU’ IMPORTANTI DA FARE ORA…A PRESTO! “ CLIK Aveva chiuso la comunicazione. Mi rimanevano ancora un paio d’ore prima di andare a lavorare di notte all’albergo( questa volta per davvero ) Il tempo di prendere turtta la biancheria intima e gettarla via nelle immondizie. Stavo per uscire quando suonò il campanello di casa. “chi è? ( chiesi al citofono) APRI TROIA SONO NICOLA.

Oddio era venuto fino a casa mia come poteva sapere il mio indirizzo? Aprii e in un attimo salì le scale,entro in casa mia e mi prese la testa tra le mani e mi ficcò la lingua in bocca senza nemmeno dire una parola.
PECCATO CHE NON USI UN ROSSETTO ALLA FRAGOLA TROIA…SPERO TI SIA LAVATA I DENTI NON VORREI AVER LECCATO LA SBORRA DEI MIEI AMICI!!! Scoppiò a ridere! “Come mai sei qui? “chiesi.

PASSAVO DI QUI PER DIRTI CHE DOMENICA SERA VERRAI DA ME ,TI FARO’ GUADAGNARE 10000 EURO MA LE COSE CHE DOVRAI FARE SARANNO PIUTTOSTO COMPLICATE ,PRIMA DI TUTTO DEVI ESSERE FEMMINILE SIA FUORI CHE DENTRO…VOGLIO CHE TU SIA VESTITA COMPLETAMENTE COME UNA FEMMINUCCIA SCARPE PARRUCCA E TRUCCO COMPRESI. VERRANNO PER TE UNA VENTINA DI UOMINI DI OGNI ETA’ E PURE UNA DONNA MA NON ESALTARTI NON POTRAI SCOPARLA SOLO LECCARLA E FARTI FOTTERE DAI SUOI GIUOCATTOLINI.

TUTTO COME IL SOLITO SARA’ FILMATO !
“IL mio Padrone lo sa? CERTO CHE SI INFATTI E’ LUI CHE MI HA CHIESTO DI TROVARTI QUALCHE LAVORETTO. SEI CONTENTA GABRI? Pure i diminuitivi ora…. ” Si grazie Signor Nicola.
SECONDO TE BASTA UN GRAZIE? DOV’E’ TUA MOGLIE ORA? “Al lavoro tra poco torna a casa” BENE VIENI! Mi spinse vero il balcone di casa con cui avevo visibilità alla porta di casa mi tirò giù i pantaloni e mi scopò come un’ossesso…non si fermò nemmeno quando mia moglie suonò il campanello accellerò i movimenti e mi sborrò dentro ….

dovetti andare ad aprire con lo sperma che scendeva caldo giu per le mie cosce….

Sabato 14 all’ora prestabilita sono a mestre per l’appuntamento …. indosso pantaloni neri larghi e un pullover scollato a V bianco niente intimo ne calze avendoli eliminati tutti con grande stupore di mia moglie.
A proposito di lei l’altra sera non è stato poco il suo disappunto al mio rifiuto di far all’amore..ho dovuto mentire con tutte le mie forze per risultare credibile…mi sentivo un verme…la stessa cosa ho dovuto fare ieri sera …per fortuna stasera devo incontrarmi con Nicola e perciò per quanto la riguarda stanotte sono di turno.

Una mercedes nera si ferma davanti a me dentro c’è il mio Padrone alla guida e mi fa cenno di salire….
!” ORA ANDIAMO A FARTI BELLA TROIA!” sogghignò Dopo circa 10 minuti ci fermammo davanti un caseggiato …non sembrava proprio un beauty center anzi era proprio misero come posto.
Appena dentro il mio Padrone parlava con un paio di ragazze vestite con un camice rosa e un uomo di mezza età che sembrava un medico.

” Venga”mi fece cenno una delle ragazze. “Si distenda sul lettino , ora ci occuperemo del suo corpicino rendendolo bello liscio dalla testa ai piedi,poi il nostro medico le darà una cura ormonale e le indicherà come verrà assunta…quindi vedrà che il pelo non sarà più un problema per lei…e non solo quello …. RISERO ENTRAMBI lasciandomi sbigottita.
Mi applicarono la ceretta prima sulle gambe poi sul petto intorno al sedere non trattenendo le risate vedendo il mio tatuaggio.

Il dolore della ceretta fu nulla a confronto della vergogna per le loro risate e battutine…ma sopportai …anzi se devo essere sincera mi bagnai pure e lo notarono….
Finita l’operazione mi spalmarono il corpo con della crema profumata …. si presero cura delle unghie delle mani e dei piedi..una volta sistemate chiesero al mio Padrone se potessero smaltarle…lui rispose che potevano usare lo smalto solo per i piedi perchè sono sposata e non voleva per il momento che mia moglie sapesse quanto checca ero.

Si dedicarono poi ai capèlli…non corti ma nemmeno lunghi ma quanto bastava per dar loro un giro femminile che avrei potuto nascondere usando del gel. Allo stesso tempo l’altra estetista si occupava delle soppraciglia assotiglliandole e arricciando le ciglia. Finita l’operazione il medico mi diede una capsula e dell’acqua non ritenendo utile informarmi a cosa fosse servita. Mi fu ordinato di vestirmi e di seguire il mio Padrone ma mentre lo stavo per fare una delle estetiste si rivolse al mio Signore e lui rispose sorridendo : ” PERCHE’ NO?
ABBIAMO UN PO’ DI TEMPO
GABRIELLA E’ DA UN PO’ CHE NON VEDI UNA FIGA VERO? BENE ,LA NOSTRA AMICA MI HA CHIESTO CHE AVREBBE VOGLIA DI FARSI LECCARE DA TE ..TE LA SENTI? OPPURE SEI FROCIA ANCHE DI LINGUA?
Mi sentii morire..mi stava trattando come una merda,ma non ebbi nemmeno il tempo di rispondere che la brunetta si sollevò il camice abbasso le mutandine e mi ficcò la fica sul naso strofinandocela sopra…mi sembrava di soffocare era bagnatissima mi stava lavando la faccia con la sua vagina ..me la fotteva come fosse fosse stata un cazzo..tutti intorno ridevano di me e mi esortavano a leccare strofinare annusare …quando venne lo fece tra i miei capelli dicendomi che quello era il miglior profumo per attirare gli uomini e che io ero stata creata per quello…..
Dentro di me mi sentivo strana la pastiglia che mi aveva dato il dottore mi faceva sentire stranamente debole e con lo stomaco sottosopra….

Uscimmo e ci avviammo verso Marcon all’ipermercato Valecenter…..
“Questa è una lista di indumenti intimi ,di calze ,camicie da notte babydoll abiti gonne e camicie…. tu hai i soldi se non ti bastano ne aggiungerai dei tuoi …. io non vengo con te..devo fare altre cose mentre ti aspetto…. muoviti che dopo devo portarti ad un sexy shop.

Il silenzio assoluto per tutta la durata del viaggio verso lo sexy shop sembrava più assordante delle urla di una scolaresca elementare…Mi sentivo strana ,vuota e lo stomaco sottosopra.

ATTENDI GABRI …. mi disse appena arrivati nei pressi del negozio.
20 minuti che mi sembrarono ore prima che tornasse in macchina accompagnato da un vecchio uomo grasso dalla calvizie incipiente e barba incolta…entrarono nell’auto ,il tipo puzzava di fumo e aglio il sorriso terribile di chi ha i denti ingialliti dalla nicotina e mal curati. GABRI TI PRESENTO ALDO ORLANDI IL TITOLARE DELLO SHOP,ALDO TI FA UN DONO,LA CB6000, ORA MOSTRACI IL TUO CLITORIDE CHE TE LO SISTEMIAMO CONTRO TUTTE LE TENTAZIONI…PER IL MOMENTO TI LASCIO UNA COPPIA DI CHIAVI PER OVVIE RAGIONI FAMILIARI,E’ UN ATTO DI FIDUCIA CAGNA, PIU’ AVANTI INVECE LA TERRO’ IO….

Sollevai la gonna e abbassai le mutandine, aldo mi prese il pene tra le dita infilò l’anello nell’asta del mio membro fino alla base dei testicoli,poi venne la seconda parte del device…lo assicurò con un lucchetto e il gioco era fatto…. in gabbia!
BENE , VISTO CHE IL COSTO DEL CB è PIUTTOSTO ELEVATO VEDI ALMENO DI RINGRAZIARE ALDO….
“Grazie Signor Aldo” dissi timidamente. ” Risero come degli invasati. MA DAI GABRIELLA NON ESSERE RIDICOLA….

TIRA FUORI IL CULO CHE ALDO HA VOGLIA!!!!!
Non feci a respirare che Aldo mi rigirò mi strappò via il perizoma e mi inculò …. piansi come una pazza per il dolore…aveva un cazzo corto ma grosso sembrava volesse spaccarmi gli intestini…sentivo il mio pisello agitarsi nella gabbia ad ogni affondo ma contrariamente al solito non sembrava volersi indurire ma era bagnato…quasi fosse una fica…..Il mio Padrone riprendeva la scena …sembrava che tutti volessero un ricordo di quello che mi facevano.

Aldo mi scopava mi sculacciava e dio solo lo sa quanto fu terribile ,mi prese la testa e mi baciò in gola…tolse il cazzo dal mio sederino e me lo mise in bocca,poi di nuovo in culo e poi nuovamente in bocca…..mi stantuffava la gola le ganasce …le labbra sembravano ventose…. sentivo che stava per venire e pregavo non volesse farlo in bocca……infatti non era quello l’obiettivo ahimè…lo tirò fuori due secondi prima appoggiò la cappella sulle mie narici e venne!!!!!!!!! Mi stava sborrando dentro il nasooooooo!!!!!!!! Lo sperma mi finì in gola attraverso il naso…così non solo il gusto ma pure l’odore rimasero in me per un pezzo!!!!”Te lo hanno mai detto che hai i capelli che odorano di fica Gabriella? ” esclamò Aldo…il mio Padrone scoppiò in una sonora risata…SI GLIELO DICONO SPESSO AHAHAHAHAHAH…..
Aldo salutò il mio Padrone mi guardò mi aprì la bocca e ci sputò dentro…”mi sono accorto sai che la schifavi troia per questo ti sputo addosso”
Ripartimmo verso Venezia …arrivati a Piazzale Roma prendemmo un taxi e andammo verso il negozio di Nicola…ero truccata vestita femminea e ingabbiata….

Nicola nemmeno mi aveva riconosciuta.
“TE LA LASCIO QUI…NELLE BORSE CI SONO I SUOI VESTITI E UN PAIO DI PANTALONI IL MAGLIONE PER RINCASARE…TUTTO IL RESTO E’ CIO’ CHE LE SERVIRA’ IN FUTURO…. QUESTO E’ IL MIO IBAN I PROSSIMI GUADAGNI DI GABRI LI ACCREDITI SUL MIO CONTO A LEI LASCIA UNA DECINA DI EURO…MI RACCOMANDO RIPRENDILA MENTRE VE LA FATE,AHAHAHAHAHHAH…. UN’ULTIMA COSA…DOMANI MATTINA FALLE PRENDERE QUESTA PASTIGLIA…A TE GABRI LASCIO LA shitOLA…NE DOVRAI PRENDERE UNA AL DI’….

AH NICOLA PROSEGUI COL SUO TATUAGGIO CON UN’AGGIUNTA ! A quel momento sussurrò a Nicola qualcosa che non capii…. Risero entrambi…e a me quella risata gelò il sangue.
Il mio Padrone mi salutò ordinandomi di chiamarlo l’indomani..io rimasi con Nicola che proseguì a definire il mio tatuaggio.

Il tatuaggio era stato eseguito velocemente anche perché il più era stato già fatto la volta precedente, quando chiesi a cosa si riferisse il mio Master riguardo la sorpresa invece non ebbi risposta, l’unica cosa che mi era data sapere era che sarebbe stata un ricordo indelebile per me….

Chissà perché mi sentii raggelare dal modo in cui me lo disse. Chiesi se potevo chiamare mia moglie per rassicurarla visto che era dal tardo mattino che ero fuori da casa. Nicola assentì.
“Ciao cara sono Gabriele come va? “L’ultima parola mi rimase strozzata in gola, Nicola mi alzò la gonna estrasse il butt plug senza nemmeno preoccuparsi di sgonfiarlo creando un vuoto dietro con un flop come avesse stappato una bottiglia di spumante…Io stavo ancora parlando con mia moglie mentre lui mi infilava tre dita in culo e mi leccava il lobo dell’orecchio…mi sembrava di impazzire non riuscivo a parlare ma dovevo farlo.

“Si cara sono un po’ stanco ma devo fare sto turno maledetto speriamo che sia una notte tranquilla…no non chiamarmi stanotte c’è anche il padrone dell’albergo non voglio farmi vedere ricevere telefonate private…buonanotte tesoro m…. ” Altre due dita mi stava infilando la manoooooooo. Chiusi la comunicazione. “Ti supplico Nicola mi fa male…..” Questo è nulla vedrai più tardi..mi rispose.
Mangiammo un paio di panini bevendo vino lui e acqua io. Verso le 20.

30 mi fece fare una doccia …mi fece lavare i capelli e arricciarli, mi ordinò di truccarmi di smaltarmi le unghie di indossare l’intimo ( reggiseno e reggicalze lillà calze nere mini sottoveste dello stesso colore molto trasparente…niente mutandine. Completamente depilata pube compreso. Poi fu la volta di una gonna a fiori al ginocchio svasata e di una camicia rosa trasparente. Scarpe tacco 12 lillà. Mi riempì di profumo J’ADORE DIOR …perfino dentro il buchino lo spruzzò….

“Bene sembri pronta…manca solo la collana da cagna e il guinzaglio, poi ti metti al centro della stanza in ginocchio …la testa china verso il basso …non guarderai finchè non te lo dico”
Le luci si abbassarono…musica classica non saprei dire l’autore…poi la voce di Nicola.
“Signori sedete ognuno al vostro posto , questa sera prima di poter godere delle grazie di gabriella vi delizierò di uno spettacolo a cui il suo Padrone mi ha richiesto di rendervi partecipi.

Gabriella avrà un segno tangibile della sua appartenenza al suo Signore in modo che chiunque,quindi voi compresi ,sappiate che possiederete il suo corpo ma non la sua anima. Perchè da stasera gabriella appartiene totalmente al suo Master. Gabriella verrà MARCHIATA!
Alzai la testa di shitto vidi di fronte a me una trentina di persone sedute come fossero al cinema giovini e vecchi uomini e alcune donne…poi Nicola e altri due uomini dalla stazza imperiosa muscolosi e virili.

Stavo per alzarmi…scappare…ma mi bloccarono …piansi supplicai promisi di fare ciò che volevano ma pregavo di non venir marchiata…..invano.
I due uomini mi tenevano bloccata per le braccia…una ballgag mi venne inserita tra le labbra e una mascherina mi impedì la visione di ciò che mi stava per succedere……
Mi venne alzata la gonna fino all’ombelico…. mi vennero aperte le gambe, tutt’intorno un silenzio surreale.
“Adesso stai ferma…vedrai che poi ti piacerà troietta….

sentirai un po’ di male all’interno della coscia sinistra ,lo faccio li perché non sia molto visibile,verrai marchiata con le sigle del tuo Padrone per ricordarti per tutta la vita chi sei e a chi appartieni…. sopra delle iniziali il tuo stato di schiava verrà indicato dalla parola sissy di… Questo è tutto…. ”
“SIGNORI E SIGNORE LA MARCHIATURA DI GABRIELLA” appena finito di nominarmi il ferro rovente incise le mie carni. Urlai come una cagna scalciai sbattevo i piedi verso terra la testa si muoveva spasmodicamente come fossi un’ossessa..il dolore fu lancinante …piansi….

piangevo come una bambina e Nicola mi accarezzava la testa e mi asciugava gli occhi dopo avermi tolta la mascherina..i due uomini visto che mi ero calmata mollarono la presa. Ero stata marchiata come una vacca …la vacca di FB.

“ORA SIGNORE E SIGNORI DIVIDETEVI PER SESSO, LE SIGNORE TUTTE A SINISTRA I MASCHIETTI A DESTRA! GABRIELLA ORA SI TOGLIERA’ LA GONNA E LA CAMICETTA,SI METTERA’ A 4 ZAMPE E VOI MASCHIETTI UNO ALLA VOLTA PRENDERETE POSSESSO DEL SUO CORPO, CHI ASPETTA IL SUO TURNO SI MASTURBERA’ OPPURE SI FARA’ MASTURBARE DELLE SIGNORE PRESENTI TRA NOI…POTRETE VENIRLE IN CULO IN BOCCA IN FACCIA TRA LE MANI SUI CAPELLI MA NON SPORCATELE GLI INDUMENTI,FATTE ATTENZIONE A NON TOCCARE LA FERITA ALLA FINE DELLA NOTTATA DEVE ESSERE MEDICATA E COPERTA..PER IL MOMENTO ABBIAMO USATO UNA MEDICAZIONE PER SCOTTATURE DOMANI MATTINA FINIREMO L’OPERA,UN’ULTIMA COSA PER QUANTO RIGUARDA LE DONNE…IL SUO CLITORIDE NON DEVE ESSER LIBERATO DALLA GABBIA PERCIO’ QUELLO CHE POTRETE FARE E’ INCULARLA CON DEI STRAPON O FARVELA MANGIARE,VEDETE VOI.

LA PUTTANELLA QUI DAVANTI A VOI GRADUALMENTE NON POTRA’ SCOPARE MA BENSI’ VENIR UNICAMENTE SCOPATA. AI SUOI PIEDI C’E’ UNA CASSETTA SIETE PREGATI/E DI LASCIARE UN VOSTRO CONTRIBUTO. BUON DIVERTIMENTO. “
Un ragazzo di circa 20 anni si avvicinò a me si tirò fuori il cazzo dai pantaloni…. mi guardava mentre si segava e mentre lo faceva il membro cresceva a dismisura…o mio dioooooooo…..non so la misura esatta ma credo che si avvicinasse ai 25-30 cm…era già duro e lungo ..si sputò sulla mano e lo segò…..si mise dietro di me tirò su la sottoveste e mi ordinò di aprirmi le natiche….

appoggiò la cappella al buco la inserì dolcemente : “ avanti inculati scema!” spinsi all’indietro piano mi sembrava di esser penetrata da un palo…avevo paura…altro paio di centimetri…non ero nemmeno a metà…. ”M’hai rotto i coglioni me lo fai ammosciare!” Mi prese per i fianchi e spinse il cazzo interamente nel mio intestino. “Nooooooo ti pregoooooo mi rompiiiiiiiii” E tutti nella stanza a cantare alcune strofe di teorema modificata a loro piacimento “ PRENDI UNA TROIA ROMPILE IL CULO FALLE SENTIRE CHE E’ DUROOOOOOOO….

FALLO SENTIRE FINO ALLE PALLE ,FALLE UN CASINO DI MALEEEEEEEEEEE AHAHAHAHAHHAAHAHAH “Risero tutti mentre dal sedere mi uscivano dei rigoli di sangue. “DAI CHE HAI SVERGINATO LA CHECCA SERGIO AHAHAHAHAHHAHA” Mi prendeva come un ossesso mi pizzicava i seni mi scullacciava mi tirava i capelli e mi metteva le dita in bocca…. mi inculava mentre un vecchietto col cazzo mezzo moscio si segava nella mia bocca. ” DAI NONNO CHE CE LA FAIIIII STAI ATTENTO A NON PISCIAREEEEE AHAHAHHAAHHAH”Sentii sergio venirmi dentro urlando ,un suo amico lo rassicurò del fatto che non potevo rimanere incinta e rise…il vecchio invece venne nella mia bocca con il cazzo mezzo moscio…per fortuna due o tre gocce di sperma se così si può chiamare.

Liberarono il mio corpo lasciano il posto ad altri 5 uno in bocca uno in culo uno si faceva segare mentre uno dei due si segava dentro uno dei miei orecchi e l’altro tra i miei piedi velati di nero. Il ragazzo che mi stava scopando in bocca venne subito al suo posto arrivò una donna di mezza età…si tolse la gonna e le mutande si sedette in una poltroncina allargò la figa e mi obbligò a mangiarla ….

dio puzzava di piscio i conati di vomito mi facevano quasi svenire…. ma non era finita ..il tipo che si segava sui miei piedi prese posto sull’altro orecchio e assieme all’altro mi riempirono i due buchi nati per ben altri scopi…. sborra negli orecchi in culo in bocca sulle mani…non capivo più nulla …. Nicola prese un’altra volta voce tra i presenti:
“SIGNORI UOMINI ORA FACCIAMO UN ALTRO GIOCHINO ,DIECI DI VOI SI SIEDANO IN PRIMA FILA….

GABRIELLA SI INCULERA’ DA SOLA SU COLORO CHE CE L’HANNO DURO MENTRE LO SUCCHIERA’ A COLORO CHE CE L’HANNO ANCORA MOLLE O SEMIDURO”
Mi prese per un braccio e mi alzò…. mi infilò due dita dentro per controllare se ero umida a sufficienza….
“ INIZIA TROIA!”
Uno dopo l’altro mi impalavo o lo succhiavo ,il buco del culo era un cratere e la mandibola mi doleva da quanto avevo succhiato …quando finivo con i cazzi toccava alle fighe ai buchi di culo ai piedi ai baci in bocca….

mi facevo schifo da sola ma allo stesso tempo mi eccitai…. ma un’eccitazione strana…non sentivo più una capacità di erezione…ma diedi la colpa alla gabbia…. verso le 3 di notte crollammo un po’ tutti…chi se ne andò a casa chi si mise a dormire per terra stremato come me…..
Al mattino verso le 7 mi svegliai…non c’era più nessuno eccetto Nicola ed io. “ PRENDI UN CAFFE’ CALDO GABRI E LA TUA PILLOLA” “Grazie signor Nicola.

” TI FA MALE IL MARCHIO? TI HO MEDICATA E TI HO MESSO NELLA BORSA TUTTO L’OCCORRENTE PER FARLO POI DA SOLA,VISTO IL POSTO DOV’E’ SITUATO NON CREDO TUA MOGLIE LO NOTERA’,TI HO APERTO ANCHE LA GABBIA,UNA VOLTA A CASA SE TUA MOGLIE CHIEDERA’ UNA NOTTE DI SESSO LA POTRAI SODDISFARE. I SOLDI LI ACCREDITERO’ POI SUL CONTO DEL TUO PADRONE..SONO PARECCHI STAVOLTA CIRCA 10000 EURO. UNA COSA GABRIELLA TE LA DEVO CHIEDERE…IO HO MASSIMO RISPETTO DEL TUO PADRONE E QUINDI NON HO FATTO SESSO CON TE MA VORREI BACIARTI COME UN UOMO BACIA UNA DONNA…..TI VA?
Lo guardai …ero ancora vestita di soli i miei indumenti intimi femminili.. mezza truccata stanchissima..avvicinai la mia bocca alla sua elo baciai…lui mi infilò la lingua dentro ..giocava con la mia….

sentii il suo membro premere contro di me…duro…. volli premiarlo anche se non sapevo realmente perché…. glielo presi in mano ,mi inginocchia e lo spompinai fino all’orgasmo…..
Indossai i miei pantaloni e il maglione…non mi sentivo più a mio agio nei miei abiti maschili…..salutai Nicola mi avviai con le borse cariche di indumenti femminili e del mio destino.

Un sabato diverso.

………………………. i ragazzi continuano in cameretta con il pc.
Io ed Elisa ci accordiamo come fare domattina e domenica.

Anna, accompagna i ragazzi alle nove e mezza a casa loro, Elisa anche se Mattia
è in casa ha bisogno di potersi confidare con qualcuno che la stia ad ascoltare e possa darle
qualche consiglio.

Mentre aspetto, mi arriva un messaggio whattsapp: Enrica, mi scrive quando posso dedicarle una mezz’ora, concordo con lei alle undici. Aspettandola, lavo i piatti e mi faccio una doccia, poi divano, dopo una cinquantina di minuti arriva, Marco è fra le braccia di Morfeo.
Si siede affianco e racconta di Elisa, sono anche rimaste che una sera in settimana vanno a
mangiare una pizza sole. Andiamo nel letto ed hanno inizio le danze, si può immaginare il mio stato, una diciottenne che ha bisogno di cure, un sedere all’aria, Anna che prova l’intimo.

Il mio gigio basta sfiorarlo ed è subito in tiro, anche la gigietta non si fa mancare nulla è bastato toccarla che è bagnata come se fosse appena uscita dalla doccia. In silenzio ci coccoliamo per una buona ora, stanchi sfiniti ci addormentiamo nudi.
Mattino anche se è sabato sveglia presto, alle sette e quaranta prima di andare in Croce devo scendere a bucare Elisa, mi accompagna Anna che sveglia Mattia perché ha scuola.

Mi porto tutto il necessario, mentre si alza e va in bagno io preparo, aspiro il liquido delle fiale
nella siringa, preparo il cotone con il disinfettante, sono pronto. Elisa, abbassa prima i pantaloni rosa del pigiama poi la mutandina nera con i bordi pizzo. Anna si siede sulla sponda accanto tenendole la mano. [Decisamente il lettino singolo è molto più pratico di quello matrimoniale], massaggio bene pizzicotto, infilo l’ago nella morbida carne faccio l’iniezione, collabora, finisco
lo tolgo e mentre massaggio si gira e mi bacia sulla guancia, tirandomi a se, con le mutandine abbassate mi lascia vedere la phica di una ragazzina.

Anna, controlla che Mattia e li salutiamo.
Saluto Anna che mi chiede a che ora penso di arrivare,l’ideale sarebbe verso le tredici
ed io confermo. Con lo scooter rientro in casa per prendermi la maglietta, lo metto sul cavalletto.
Sul portone di casa incontro Enza, con la figlia più piccola Cristina che ritornano da una corsa in tuta da ginnastica e scarpette sudate, vedendomi mi ferma: “Ti ho cercato ieri tutto il giorno,
tua mamma per lasciarti un messaggio non era in casa.

Ho bisogno che mi controlli, come possiamo fare?”Io: “fino alle dieci e mezza sono in Croce, poi ho un altro appuntamento”, Enza:”Ok”. Entro in Croce tempo di prendere un caffè, si deve uscire un anziano caduto in casa
ha bisogno di essere ricoverato, si parte per il servizio. Al rientro due anziani che aspettano per
misurare la pressione. Finito, sistemo prima l’ambulatorio per prepararlo per le analisi di
lunedì, e sistemo lo studio medico, non sapendo cosa mi aspettava sulla sedia dietro il paravento
sistemo un paio di gambali verdi.

Dopo dieci minuti arriva Enza, da quando si era trasferita sotto di noi con la scusa di un ampio terrazzo ed io ragazzotto non perdeva l’occasione di prendere il sole in reggiseno o innaffiare i fiori con le maglie con un ampio decolté, tutta vestita di nero,(ama molto vestirsi di nero) giacca di pelle nera corta, vestito molto aderente sopra il ginocchio senza maniche
un paio di stivaletti neri con un leggero tacchetto.

[Molto provocante e vederla farebbe resuscitare
un morto, diciamo che non mi dispiacerebbe mastruzzarla un po]. Entra nello studio, ci sediamo
io alla scrivania, con vergogna mi espone il suo problema: “Facendosi la doccia giovedì sera, e giocando con le labbra su quella interna sx ha sentito come un cecio molliccio. Guardandosi allo specchio, una pallina giallastra”.
Chiedo; quando è stata dal gine, la pallina di sebo non esce nel giro di un’anno
almeno come quello che dice di grandezza,che l’ultima visita la fatta quando la figlia aspettava la nipotina, almeno son sei anni e dopo nulla più.

Era tra l’incudine ed il martello, era ancora in tempo ad andare via, però non si poteva tirare indietro la pallina la preoccupava, dal cassetto
prendo il foglio anamnesi per accompagnare il vetrino,le domande mettono in vergogna me a farle prima di Lei, scoprivo la sua vita nell’intimità, divento tutto rosso se ne accorge fa finta di nulla.
Nome: Enza Cogmone:…… Anni 55, Primo ciclo: 15 anni Aborti: nessuno Figli: 2
eccc:…… Ultimo rapporto sessuale: non ricordo (almeno tre anni) Inizio menopausa: 49 anni
Perdite: nessuna Caldane: Presenti.

eccc:…………Cure in atto: nessuna
Prelevo un vetrino e scrivo il suo nome.
Con molta discrezione [e calma interiore], ci alziamo: va dietro il paravento si spoglia,
metto i fermo alla porta (con il suo consenso), sulla sedia le dico”se vuole ci sono i gambali per
non appoggiare i piedi per terra” lei:”grazie li ho visti immaginavo” siamo ormai alla fine
dell’estate ed i vestiti sono pochi,sono pronto, mentre si spoglia:
Lei ”lavandomi sotto il seno destro facendo l’autopalpazione ho avuto la percezione di sentire un nodulo” Io:”ok, controllo” sono davanti lettino ha già tolto le mutandine nere di pizzo
messo i gambali, non riesce a slacciarsi il reggiseno nuovo l’aiuto.

Mentre aspetto, sostituisco
l’ago con un 26G alla siringa che mi servirà per aspirare il sebo. Arriva si siede sul lettino e si
massaggia la mammella, tremando eseguo per la prima la destra, effettivamente c’è qual cosina, palpo la sinistra sono dure come il marmo Enza si rilassa ed emetti dei lamenti, si siede alzo la
staffa poggia destra, il suo corpo profuma di pesca molto invitante, si posiziona ha una phica ben curata , parzialmente depilata coperta da una peluria castana metto le mie mani sotto il sedere la
porto sul bordo, mi avvicino lo sgabello indosso i guanti, dal cassetto sotto il lettino, e prendo
uno speculum medio apro le labbra con la sinistra ha la bava come le lumache (segno che durante
la visita al seno si è eccitata) lo infilo e; vedo la pallina che è come un fagiolo, infilo, ha un collo
dell’utero bello rosa, da far invidia ad una vergine, con la spatola faccio il prelievo, finito
striscio il campione prelevato sul vetrino, tolgo, disinfetto il labbro, con la sinistra tengo la pallina
e con la siringa preparata in precedenza buco come pungo con l’ago la rosa del sedere si
contrae, la guardo un’espressione di dolore che sparisce subito, ed aspiro il sebo in un attimo si
riempie, prima di toglierla faccio un secondo buco per permettere eventuali residui di uscire.

Tiro fuori l’ago e premo non esce più nulla. Chiede come fare: può lavarsi, deve medicarsi.
Dico:“se vuoi solo se ha voglia di farsi vedere lunedì o martedì per controllare un eventuale possibile arrossamento. Abbasso la staffa per scendere con la destra prendo il suo polpaccio
e l’aiuto. Una visione di una phica, che mi lascia senza respiro. (Vede la mia faccia e sospira)
Si riveste, sistemo il lettino e butto il materiale che mi è servito, tolgo il fermo dalla porta
le scrivo su un post stick il mio numero di telefono ed usciamo.

Porgo le chiave dello studio medico alla Libe, Enrica aspetta il mio rientro a casa.
Uno squillo di telefono per avvisarla, mentre salgo le scale l’ascensore si ferma al quarto piano, suppongo che sia Lei, lascio le mie chiave appese alla porta e preparo un asciugamano grande
sul mio lettino per non bagnare di acqua e sapone di Marsiglia Bio, (Enrica, è incinta da sette
mesi la gravidanza benissimo, unico problema di molte signore con l’aumentare del peso del
bimbo/a, l’intestino è diventato pigro) bisognava aiutarlo per evitare, le pomate sono state un
valido aiuto fino al settimo mese, regolarmente Enrica mi chiamava per l’applicazione.

Anche se più volte ci fosse presente Paolo, non ha mai voluto imparare, anche perché non
voleva, non aveva la mano leggera. Bussa ed apre la porta, toglie le chiavi e le poggia con le
sue ed il cellulare sul mobiletto dell’ingresso, viene in soggiorno e si siede, sto ancora
armeggiando con il sondino vaginale da avvitare (decisamente più comoda per permettere di far defluire il liquido); finisco e con il braccio destro mi blocca, sospira: “sono stanca, e devo ancora aspettare due mesi”.

Dai; il caldo sta per terminare. Aspettando che si raffreddi l’acqua passiamo un quarto d’ora di brillante conversazione, mi chiede:”dove lo facciamo”- io:”ho preparato in camera mia”, aiutandola a togliersi lo scamiciato la canotta viene,per velocizzare non ha indosso le mutande, reggiseno non lo porta perche stringe, ripasso la canotta vedo i seni turgidi, capezzoli
scuri pronti a dispensare il latte. Nuda dall’ombelico, il pelo della phica in bella evidenza. un sedere che farebbe resuscitare anche un morto; chiedo di distendersi sul fianco sinistro avendo
la sacca appesa, alla sinistra, con la mano allargo le chiappe per riuscire a mettere un po’ di
detergente sulla rosellina e con l’indice destro la penetro con delicatezza (sentendola sospirare)
togliendolo al suo posto metto la cannula, nonostante tutto ho dovuto faticare non poco per farle
assorbire tutta l’acqua saponata.

Lei con la mano si massaggiava la pancia anche perché il bimbo/a, che era dentro la pancia continuava a dare calci come un asinello. Mentre il liquido
entrava ed essendo soli, mi dice:”devo chiederti una cosa, devi promettermi che non ti metti a
ridere e che non lo dici a nessuno” – io”dimmi”- lei:”Vorrei dare il buchetto a Paolo, ho paura
che mi faccia male e che quando chiedo di smettere lo faccia”- io:”dopo questo lavaggio
potrebbe essere il momento giusto” nel mentre la sacca si svuota, chiudo la chiavetta.

E con la sonda dentro cerchiamo di stare ancora qualche minuto sul letto, non riuscendo
più a trattenerla andiamo in bagno come si siede sulla tazza la tolgo, e butta acqua e feci a
non finire, soddisfatta lei:”ci voleva proprio”. Con sacca e sonda vado nel secondo bagno e
lavo con cura il tutto. Mi chiama e mi chiede di lavarsi, le do il sapone intimo ed un asciugamano mi avvio in cucina, nel giro di qualche secondo arriva con a sola canotta, mi viene dietro mi
abbraccia all’orecchio mi sussurra:”me lo provi a mettere dietro?” Rimango a dir poco fulminato
ed io balbettante “sei sicura, sicura” lei”si, sono da parecchi giorni che voglio farlo” cerco in
bagno una crema per le mani quella usate da mamma, Enrica seduta in soggiorno su una sedia,
mi avvicino armeggia con la cintura dei miei pantaloni la molla, il suo telefono squilla
essendo in piedi per prenderlo mi cadono e rimango in slip, il gigio è in tiro, lo passo a lei
che con una mano risponde e con l’altra me li toglie, lei; risponde a Paolo che vuol sapere
come va, “tranquillo ha quasi finito di entrare,” e chiude.

Prende il mio gigio fa due
considerazioni con quello che ha in casa e con il tubetto della crema lo spalma bene, si alza
si appoggia al tavolo, lo stesso faccio io con il buco e lo appoggio, alla prima un piccolo segno
di lamento e poi essendo pulito è entrato, e così che Enrica in men che si dica a ricevuto due
clisteri al prezzo di uno. Va ancora una volta in bagno e le passo lo scamiciato che lo indossa
e mi saluta mettendomi la lingua in bocca, augurandomi un buon sabato e ringraziandomi.

.

E – Impiegata domina la direttrice e suo marito

Non la sopportavo più.
Ormai era un anno che ero diventata impiegata in questa azienda, e avevo come direttrice una vera stronza.
Godeva nel dare ordini e prenderti di mira ogni volta che poteva.
Ovviamente dall’alto della sua posizione poteva anche permetterselo.
Non si faceva scrupoli a mettermi in imbarazzo anche davanti agli altri colleghi.

Questa mattina infatti, arrivò al lavoro, ed eccola lì.
Una bella donna per quello, seduta sulla sua poltrona con un abito grigio chiaro, e le gambe in bella vista appoggiate sulla sua scrivania.

E inizia così la mia giornata di lavoro.

Alle 19. 00 finalmente il mio turno di lavoro è finito.
Giulia, la mia direttrice, è andata a casa mezz’ora fa, quando è passata a prenderla suo marito, un bell’uomo con un fisico asciutto e sempre elegante.
Mi alzo, e vedo che sulla sua scrivania è rimasto un book che le serve sicuramente.
Uff… Mi tocca portarglielo a casa.

Vabbè, farò una toccata e fuga e poi me ne andrò dritta a casa.

Mezz’ora dopo arrivo davanti a casa sua, attraverso il giardino per entrare dalla porta posteriore, quando improvvisamente il mio occhio cade sulla finestra che dava sul salotto.
Rimasi impietrita…
Vedevo suo marito in slip bianchi, bendato e legato su un mobiletto.

Non capivo che cosa stava succedendo, quando mi accorsi che dall’altra parte c’era Giulia seduta con una specie di frustino per cavalli e vestita con dei leggins attillati bianchi, una canottierina nera e un paio di stivali che le arrivavano al ginocchio.

Si era avvicinato a suo marito e dopo avergli messo la mano sopra le mutande, iniziò ad accarezzargli il pacco.
Adesso ho capito, quella stronza era una dominatrice anche a letto.
Ma vedendo quella scena improvvisamente mi eccitai…
Anche perché ormai era da più di un anno che non avevo fidanzato e il sesso, mi mancava decisamente tanto.
Allora mi balenò un’idea, potevo vendicarmi di quella stronza scopandomi suo marito.

Si, mi piace decisamente come idea.

Entrai pian piano dalla porta della cucina che dava sul giardino, e presi in mano l’oggetto che trovai su un comodino lì di fianco.
E proprio in quel momento, Giulia entrò nella stanza, dandomi le spalle.
Allora la colpì alla testa, e la feci svenire.

Oddio, che cosa ho fatto…
Forse…forse potrei andarmente ora.
Non saprebbe mai chi la ha colpita…magari me la cavo anche…
Si, forse è meglio andarmene.

Pero, in quel momento la guardai…
Distesa li…in mio potere…
Mi piaceva…era in mano mia…
Dopo tutto questo tempo finalmente sono io che posso comandare…

Allora la legai, e la trascinai in salotto, dove suo marito era ancora legato e bendato, e senza che si fosse accorto di niente la misi seduta appoggiata al muro.
Mi girai verso di lui, e quello che vidi mi piaceva parecchio.
Era proprio un bell’uomo, un bel fisico, e da quello che si vedeva doveva avere proprio anche un gran bel cazzo.

Allora mi avvicinai a lui e all’improvviso,mi disse:

“finalmente sei tornate amore!”

Io rimasi in silenzio, non sapendo cosa fare.
Allora presi coraggio e appoggia una mano sul suo bel pacco…
mmmh…
Mi piaceva quello che sentivo…
Presi ad accarezzarglielo dolcemente, mentre lui mi disse:

“Sono in estasi amore…
Sarà un mese che non lo facciamo e mi sento le palle piene ormai!”

A quella frase mi venne ancora più voglia.

Allora lo slegai e lo feci alzare in piedi, presi una corda e gli legai le braccia ad una trave del soffitto.
Mi avvicinai a lui e gli accarezzai il petto.
Poi feci scivolare la mano lungo i suoi addominali, fino ad arrivare al quel pacco delizioso e presi ad accarezzarglielo…
Mi avvicinai poi con le labbra alle sue e presi a leccargliele lentamente, facendolo leggermente ansimare…
Fino a che pochi secondi dopo si trasformò tutto in un bacio passionale e sensuale…con le nostre lingue che si intrecciavano con frenesia e puro piacere…
Ero decisamente presa da quella situazione…
Stavo eccitando il marito della mia direttrice!
Stavo iniziando a bagnarmi anche…
Allora smisi di baciarlo e mi tolsi il vestito, rimanendo solo in mutandine e autoreggenti nere…
Presi ad accarezzargli ii pacco un’altra volta per qualche secondo, dopo di che decisi che era venuto il momento di vederlo davvero, anche perchè si vedeva chiaramente che era diventato bello duro.

Gli presi gli slip e glieli tolsi, rimanendo per un attimo sconcertata…
Ce l’aveva veramente bello grosso!
Tutto in tiro…poi legato cosi…mamma mia…
Era cosi virile…

Non resistevo più…
Volevo assolutamente assaggiarlo!
Allora mi chinai davanti a lui e mi avvicinai…potevo sentire il suo profumo maschile…
Tirai fuori la lingua e gli leccai lentamente la cappella…facendolo tremare di piacere…
Infatti emise un leggero gemito di piacere.
Doveva essere decisamente molto che non lo facevano per reagire cosi per una semplice leccata.

La cosa però mi divertiva parecchio…
Quindi gli presi il cazzo in bocca fino alla base e cominciai e succhiarglielo molto lentamente…

“Oh si amore…
sei migliorata molto con la bocca sai…!”
Mi disse, credendo fossi Giulia.

Lo stavo facendo godere decisamente parecchio…
Aveva persino le gambre che tremavano leggermente da quanto gli piaceva…
Mi stavo eccitando anche io…
Avevo in bocca il più grosso cazzo che avessi mai visto…
Duro…succoso…che lo sentivo pulsare mentre con la lingua glielo massaggiavo dolcemente…insalivandolo tutto…
mmmh…adoravo quella sensazione…

Però volevo divertirmi ancora di più…
Smisi di spompinarlo e tirai fuori il cazzo dalla mia bocca che sgocciolava tutto…

Presi un’altra corda e gliela attorcigliai attorno al cazzo e alle palle, stringendoglielo un po.

Poi, dopo averglielo accarezzato di nuovo, presi a massaggiarglielo segandolo pian piano…
Lo sentivo pulsare mentre lo stringevo e glielo muovevo su è giu…
E intanto lui continuava ad emettere gemiti soffocati…

Dopo un po lasciai quel grosso cazzo pulsante, glielo slegai e gli slegai anche le braccia.
Senza che ci potessi fare niente, improvvisamente si tolse la benda!
Rimasi impietrita e anche lui per qualche secondo mi guardò senza sapere cosa dire.

Poi lo sguardo gli cadde su sua moglie legata e ancora svenuta appoggiata alla parete.
Allora reagì malamente e mi chiede abbastanza sconcertato che cosa stesse succedendo..
Io stetti qualche altro secondo in silenzio, pensando al da farsi, e decisi di provarci di cattiveria.
Gli mollai uno spintone e lo feci semidistendere sul mobile di prima.
Mi inginocchiai davanti a lui, gli ripresi il cazzo in mano e mentre ripresi a massaggiarglielo, gli dissi guardandolo in maniera innocente:

“sono un collega di tua moglie…vedi…lei mi tratta sempre male a lavoro…
passavo di qua…e ti ho visto legato e in mutande…e non potevo resisterti…
allora ho addormentato tua moglie…”

E prima che lui avesse il tempo di rispondere e reagire, lo guardai dritto negli occhi, e gli mollai una leccata molto lenta al cazzo ancora tutto duro…

“oh…” gemette

Non disse altro…
allora capì che aveva troppa voglia per reagire!
Era mio!
Mi rimisi il cazzo in bocca e andai giù fino alla base, stando ferma li qualche secondo, facendo anche qualche versetto di soffocamento, tornando su poco dopo e riprendendolo in mano, completamente fradico della mia saliva.

Lo guardai con un sorriso maliziosetto, vedendo che non sapeva come reagire…
Allora vidi che li vicino c’era una videocamera.
Allora mi alzai e andai a prenderla.
La accesi, la girai verso di lui e subito dopo verso di me, e dissi:

“questa registrazione è per Giulia…
spero che ti piaccia…”

Mi chinai nuovamente ai piedi del mobile e mi ripresi con la videocamera mentre una mano preso il cazzo di suo marito e ricominciai a succhiarglielo lentamente, facendo versetti da vera troietta…

Quanto mi piaceva questa situazione…
Ormai lui era completamente mio schiavo…
Si vedeva che non poteva far altro che godere, anche se sapeva bene che stava tradendo sua moglie.

Allora dopo un po misi giù la videocamera e lo feci distendere per terra.
Lui obbedi senza obbiezioni…
Lo guardai stando in piedi sopra il suo viso con le gambe aperte, e gli dissi:

“ora tocca un po anche a me divertirmi…non credi…”

E nel mentre mi stavo massaggiando un po la mia fighetta già bella bagnata dall’eccitazione davanti ai suoi occhi.
Quindi mi chinai sopra le sue labbra e dopo neanche un secondo si era già messo in bocca tutta la mia figa.

“Bravo bambino…. cosi…leccala tutta che ti fa bene…”

Sentivo la sua lingua e le sue labbra che la esploravano tutta quanta…si divertiva a giocare con il mio clitoride…per poi entrare in profondità…
Era cosi godurioso…
sentivo che me la bagnava tutta quanta…che la ciucciava avidamente…

Mi girai con la testa e vidi che aveva il cazzo completamente di marmo, ma era troppo impegnato a lavorarsi la mia fighetta per farci caso…
Allora mi alzai in piedi e lo guardai…
Aveva un’espressione che sembrava mi implorasse di risedermi sopra la sua faccia.

Ma avevo altro in mente ora.

Voleva che Giulia vedesse…volevo farla soffrire…
Quindi mi avvicinai a lei…mi chinai…
E le mollai uno schiaffetto per farla riprendere.
E infatti dopo qualche secondo mise a fuoco che c’ero io, ed ero nuda con suo marito poco più in la col cazzo in tiro.
Inizio a sbraitare e a urlare, dandomi della puttana e della troia…
Allora presi gli slip di suo marito e glieli ficcai in bocca, bloccandogliela con del nastro adesivo…
La guardai negli occhi, e le dissi:

“Non fai più la stronza ora, vero?
Be…goditi lo spettacolo…”

E le leccai la bocca incerottata con le mutande del marito.

Tornai verso di lui e gli ordinai di sedersi.
Lui obbeddì e io mi misi davanti.
Gli mostri le mie belle chiappette, le allargai un po, e gli dissi:

“ora leccami il buchino…da bravo…”

Non se lo fece ripetere due volte!
Si appoggiò la faccia sul mio culo e cominciò e leccare avidamente il mio sederino…tutto quanto…
Passava in continuazione la lingua sul buchino, e mi stava facendo veramente godere parecchio…
Avevo persino iniziato a gemere…
ogni tanto lo sentivo anche entrare dentro con la lingua…

“mmmh….

o si…. continua…. “

Abbassai lo sguardo, e vidi che aveva cominciato a segarsi il cazzo da solo…
Significava che stava godendo parecchio…e mi piaceva…
Allora guardai Giulia, come per dirle…. hai visto… ecco come si fa a far godere un uomo…
E il suo sguardo era pieno di odio…
Quanto mi piaceva…

Dopo 4 o 5 minuti cosi, avevo il culo in fiamme…
Non resistevo più…ero tutta fradicia di saliva e avevo il buchino completamente dilatato e massaggiato da quella lingua meravigliosa…
Allora mi tolsi da quella posizione e feci alzare il marito di Giulia.

Lo presi per mano e mi avvicinai a lei.
Avevo in mente un primo piano tutto per lei…
Mi misi praticamente a mezzo metro dal suo viso, allargai le gambe e presi il cazzo di suo marito in mano.

“Senti come pulsa….
Indovina dove lo metti ora…” gli dissi sorridendo…

Appoggiai la cappella sul mio buchino tutto bagnato e indietreggiai col culo pian piano, facendola entrare tutta…
Oddio…era cosi grossa…ma è entrata senza problemi… mi deve avere lubrificato per bene con tutta quella saliva…

Improvvisamente iniziò a spingere dentro e fuori anche il resto del suo cazzo…

“oh! oh! oddio….

“!

Sentivo tutta la sua asta entrare dentro il mio culo…
Si…che goduria…
Iniziava anche ad aumentare leggermente l’intensità…

Ah…mi stava trapanando il culo…!
Godevo come una vacca in calore…
Ad ogni colpo che mi dava, avevo la fighetta che gocciolava di umori…
mmh…..si…. !

Stava aumentando di velocità, e sapevo che di li a poco sarebbe venuto se non si fosse fermato…
Vedevo che però Giulia non tentava neanche più di liberarsi o di urlare…
Inizialmente non capivo il perchè, mai poi mi accorsi che teneva le gambe completamente chiuse…
Allora mi venne un dubbio…
Feci fermare suo marito dallo sbattermi il culo e chinandomi le aprii le gambe.

Ed infatti eccola li!
Era bagnata!.
Aveva i leggins umidi!

Allora guardandola, le dissi:

“che troia!
ti eccita vedere tuo marito che si sbatte un’altra donna a pochi centimentri dal tuo viso, vero?
che puttanella che sei!”

Mi venne un’idea allora…
Presi delle forbici e le tagliai il pezzo di leggins bagnati, lasciandole scoperta tutta la fighetta…
depilata…
liscia…
inumidita…

Mi faceva voglia…non so perchè…
però improvvisamente volevo veder godere anche lei…

Allora la feci distendere sulla schiena e le sollevai le gambe facendogliele mettere all’indietro, sputai sulla sua fighetta e con un dito iniziai a massaggiargliela pian piano…
E dopo pochi secondo eccola che cominciava a diventare già molto più bagnata e anche se aveva in bocca gli slip di suo marito si stava lasciando a andare a qualche gemito di piacere.

Mi stavo divertendo molto a stimolare Giulia…
Ma non mi ero dimenticata di suo marito…
Mi girai a guardarlo, e vidi che quello spettacolo di sua moglie che si stava facendo fare un ditalino da un altra donna, doveva eccitarlo davvero molto.
Si stava segando quel cazzo durissimo senza mai distogliere lo sguardo da noi due.
Allora con l’altra mano gli feci segno col dito di avvicinarsi.
Quando fu qui, smisi di masturbare Giulia e gli presi il cazzo in mano, glielo massaggiai lentamente e poi me lo misi in bocca e gli feci due o tre succhiotti…
Poi guardai Giulia e le chiesi:

“lo vuoi?” mentre continuavo a segarlo pian piano.

E lei con lo sguardo sempre un po incazzato, ma molto più eccitata che altro, mi fece di si con la testa.

Allora le tolsi il nastro adesivo…ovviamente di cattiveria, facendola urlare un attimino per il dolore e le tolsi dalla bocca anche gli slip di suo marito.
Le tolsi i leggins, e poi feci avvicinare suo marito.
Le senza battere ciglio apri la bocca davanti al cazzo di suo marito, che glielo mise in bocca senza pensarci due volte…
Era ancora legata ovviamente, quindi non poteva far altro che farsi scopare la bocca.

E direi che le piaceva anche, perchè vedevo che usava spesso anche la lingua per poter assaporare meglio quel gran cazzo che si ritrovava in bocca.

Dopo un po che guardavo quella scenetta, feci allontare un po suo marito da lei.
Le slegai le braccia e la spinsi su un materasso li vicino.
Le misi una cinghia sulla bocca e le legai le braccia alle gambe (e lei si lasciava fare – ormai da dominatrice era diventata una dominata schiava del piacere), in maniera che prendesse la posizione che più le si addice…quella da cagna…
Suo marito poi si avvicinò, gli presi il cazzo e gli appoggiai la cappella sulla figha di Giulia completamente fradicia di umori.

Non dovette nemmeno spingere per entrare, la cappella del cazzo gli venne praticamente risucchiata dentro…
Cominciò quindi ad entrare velocemente da quanto era bagnata.
Non opponeva la minima resistenza…
Giulia stava continuando a gemere come una troia, e si lasciava stantuffare la figa gocciolante come preferiva suo marito…a volte velocemente senza pietà e altre volte rallentando un po…

Vederla godere cosi tanto, mi faceva eccitare da matti…
Allora ordinai a suo marito di fermarsi e di allontarsi.

Slegai completamente Giulia, tirando via le corde violentemente cosi da farle un po di male…
Sembrava anche che le piacesse…
Ormai era diventata una brava schiavetta…

Allora la feci alzare in piedi e mi inginocchiai davanti a lei…
Le sollevai una gamba…mi avvicinai con la bocca alla sua figa e presi a leccargliela…
Le labbra…
Il clitoride…
Giocherellavo con quella figa già bella aperta e fradica di umori, mentre Giulia mi guardava con uno sguardo assente ma di puro piacere…
Gemendo lentamente…e avendo qualche brivido ogni tanto…

Dopo un po che me la stavo gustando per bene, feci distendere Giulia su un divano e feci avvicinare suo marito a lei.

Senza che dicessi nulla lei prese il suo cazzo in mano e cominciò a segarlo con avidità.
Inizio anche a muovere il bacino, simulando un amplesso…cosa che portò suo marito a massaggiarle la figa…
Dapprima lentamente, giocherellandoci un po…ogni tanto entrando…

E intanto vedendo quella scena, mi ero messa a sditalinarmi anche io…

Dopo un po ecco che suo marito aumenta di intensità e dallo sguardo di Giulia capisco che non lo aveva mai fatto…
Infatti cominciò a gemere parecchio e pochi secondi dopo ecco che inizia a squirtare copiosamente…non capendo più niente, e facendo addirittura fatica a tenere il mano il cazzo di suo marito.

A quella scena non resistetti più…
Avevo bisogno che suo marito mi scopasse la figa grondante di umori…
Allora feci smettere suo marito dallo sditalinarla, feci sollevare lei e mi distesi con il viso rivolto sulla figa di Giulia.
La feci scendere un po e comincia e leccargliela per bene, mentre con una mano diedi dei colpetti alla mia fighetta per far capire a suo marito di darsi da fare.

Cosa che fece immediatamente.
Mentre mi lavoravo per bene la figa di sua moglie sentì il suo cazzo che ormai era all’apice della sua durezza, entrarmi finalmente dentro la mia fighetta fradicia e vogliosa…
Non opponeva nessuna resistenza…sentivo il suo cazzo che entrava ed usciva senza problemi…
Avevo la figa in fiamme ormai…
Suo marito che mi stava stantuffando senza pietà…
Suo moglie che era un lago…potevo bere i suoi umori ogni volta che non la lingua le entravo dentro la figa…
Era terribilmente godurioso…

Ormai stavo per venire…
Ma volevo fare ancora una cosa…
Volevo che suo marito mi riscopasse alla grande il culo…
Allora lo fermai tirando fuori il cazzo dalla mia figa.

Alzai Giulia, feci distendere lui a pancia in su.
Mi distesi sopra di lui e feci risedere lei sopra il mio viso, però stavolta per leccarle il buchino del culo.
Presi il cazzo di suo marito e lo appoggiai nel mio buchino ancora bagnato da prima…
E non se lo fece ripetere…cominciò a stantuffarmi di nuovo il buchino che dopo pochi secondi era di nuovo completamente dilatato e riceveva quel gran pezzo di cazzo senza resistenza…

E mentre tutto questo mi faceva impazzire di piacere sentivo il buco del culo di Giulia che si stava dilatando…allora ci infilai la lingua dentro e sapevo che intanto lei si stava sditalinando per bene…
Dopo pochi secondi infatti il suo buco del culo pulsava tremendamente e mi risucchiava completamente la lingua…
Iniziò a gemere sempre più forte…stava per venire… ormai era questione di secondi…
Il che fece eccitare tremendamente anche me e anche suo marito che aumento di molto l’intensità con cui mi stava scopando il culo…
Mi stava facendo impazzire…non potevo resistere ancora molto…

“oh…..ohhh……oddio…”

Ed ecco che sia io che Giulia veniamo urlando di puro piacere….

lei che con la mia lingua dentro il suo buco del culo che le lecca tutto l’interno ed io che con quello stallone da monta di suo marito che mi sbatte il culo senza pietà, vengo squirtando alla grande….

Ma suo marito non è ancora venuto…
Allora cerco di spingere anche io, concedengogli più che posso del mio culo…sento il suo cazzo, che ora arriva ancora più in profondità, pulsare sempre più prepotentemente mentre mi scopa sempre più velocemente…

Ohhh….

si……siii……sto per venire…. aaaaaa!!!

Gli tiro fuori il cazzo pulsante dal mio culetto e glielo appoggio sulla mia fighetta che tengo bene aperta con l’altra mano e glielo sego, facendolo sborrare sopra di lei…

Sento il suo sperma caldo scivolarmi lungo tutta la figa, quasi a voler entrare…

“ohhhh…. oddio…. è stato fantastico…” disse lui ansimando…

Mentre Giulia era distesa per terra che non riusciva nemmeno a muoversi…ma si capiva dall’espressione che quella era stata la scopata più bella della sua vita.

.

Chiara

Chiara ha appena compiuto vent’anni anni e frequenta l’università. A scuola è bravissima, il suo comportamento è assolutamente inappuntabile. Molte sue compagne la invidiano per la sua bellezza acqua e sapone. I compagni di classe, mormorano che Chiara, sappia sin troppo bene di essere molto bella e che, per questo motive, lei snobbi i ragazzi che la vogliono corteggiare. Lei è sognatrice e romantica, ed è sempre in attesa del suo Principe Azzurro. La ragazza ha adocchiato da un po’ di tempo un suo compagno.

Lui si chiama Luca ed è un ragazzo bellissimo ma molto timido. Lei ha notato che lui, durante le ore di studio in classe, la guarda con insistenza, ma poi non riesce mai a farsi avanti. Chiara pensa che sarà lei a dover prendere l’iniziativa, facendogli capire che è perdutamente innamorata di lui. La famiglia di Chiara è formata dal padre, uno stimato avvocato, molto in vista. Un uomo all’antica, maschilista ed autoritario, inflessibile e inamovibile nelle sue decisioni.

Egli impone una disciplina rigidissima, alla figlia femmina, mentre per il maschio, è di manica larga, concedendogli tutti i comportamenti tirannici e a volte crudeli, che il fratello usa mettere in atto, normalmente con la sorella. Poi c’è la mamma di Chiara che è la classica casalinga, sicuramente una bella donna, bionda , con un corpo minuto, dal quale sporge il seno abbondante e prepotente. Non si trucca mai, perché il marito non vuole, e lei di questo marito ne è certamente succube.

In casa comanda lui, ed è sempre lui che, ritenendo la moglie incapace a svolgere le normali attività casalinghe, assume domestiche e colf delle più disparate etnie. Le scelte del padre, “stranamente” si indirizzano sempre su donne giovani e carine e con forme fisiche statuarie, anche molto disponibili, ad esempio a servirgli il caffè, indossando gonne corte e camicette scollate. Chiara pensa che suo padre scelga queste donne solo per il proprio divertimento sessuale e che la mamma ne sia certamente consapevole.

Lei, per non perdere l’agiatezza che il marito le offre, si adatta e chiude un occhio, anzi, indubbiamente li chiude tutti e due. Per l’educazione dei figli la mamma, si limita a qualche sporadico e generico discorsetto sulle insidie del mondo moderno e sulle
depravazioni dei giovani d’oggi. L’ultimo componente della famiglia è il fratello di Chiara. Un ragazzo diciottenne che lei mal sopporta. Lui, è un ragazzo educato male, spocchioso, arrogante, a volte prepotente e violento.

Chiara è la vittima sacrificale, colei che deve sopportare, suo malgrado, questi comportamenti da parte del fratello.
Chiara si sottrae al getto d’acqua calda della doccia ed esce dalla cabina, ella, si sofferma davanti allo specchio ad ammirare il suo acerbo e giovane corpo.
Esamina con attenzione ogni parte di sé. E’ orgogliosa del suo seno bello sodo, con quei capezzoli eternamente eretti, anche se, a dire la verità, lei desidererebbe qualcosa in più della seconda misura di reggiseno, che porta.

Il suo visino dolce è incorniciato da capelli biondi, pettinati a caschetto, con la frangetta sbarazzina che gli cala sulla fronte, evidenziando i suoi occhi, color verde chiaro, profondi come le acque limpide di un ruscello di montagna. Mentre si ammira eccitata, quasi inconsapevolmente, la sua mano destra, accarezzando il suo corpo, scende lungo il ventre piatto e le sue dita affusolate si infilano dentro al serico boschetto del pube e scivolano dolcemente fra le labbra della sua fighetta vogliosa.

Concentrata con gli occhi chiusi, sulle piacevoli sensazioni che le sue dita le procurano, si fa cogliere di sorpresa dal violento bussare, contro l’uscio del bagno. E’ suo fratello Mirko, che con il solito stile, da bulletto maleducato.

“Ehi, fighetta sei ancora lì? Porca troia muoviti!!! Mi serve il bagno. !! Che cazzo stai facendo?”

“Arrivo stai calmo…. tra due minuti esco!”
Ora i colpi alla porta sono più forti, e, in qualche modo, più autorevoli.

E’ papà………
“Sei sorda? Apri la porta! Sei in bagno da due ore” “Un attimo papà, arrivo. “

Gira la chiave ed apre la porta. Davanti c’è suo padre e dietro Mirko che si infila subito dentro il bagno. Chiara, ancora nuda, raccoglie l’asciugamani e se lo avvolge a vita coprendosi l’inguine. E’ imbarazzata, i capelli ancora bagnati, il seno scoperto ed esposto agli sguardi di suo padre e di quel delinquente e maiale di suo fratello.

Il padre si lamenta ancora con lei.
“Stai sempre ore in bagno, che cavolo ci fai sempre qui dentro ?”
Lo sguardo del padre la mette sempre a disagio, i suoi occhi, mentre parla, sono fissi ad indugiare sulle sue tettine nude, sembra quasi che gliele voglia accarezzare con lo sguardo. Poi, lui distoglie lo sguardo e si avvicina alla tazza e girandogli le spalle abbassa l’elastico del pigiama, estrae il cazzo mezzo duro e libera il getto dell’urina a lungo trattenuta.

Chiara, sente lo scroscio che il getto potente procura e si asciuga velocemente i capelli con il phon. Intanto Mirko, che deve farsi una doccia, dietro di lei si sfila la maglietta e tranquillamente si abbassa i pantaloni del pigiama rimanendo in mutande. Chiara, lo vede parzialmente nudo, riflesso nello specchio, e ammira la ben distribuita muscolatura di suo fratello. Quando lui si abbassa gli slip lei lo guarda ancora e vede il pene di Mirko a riposo, lui è certamente un cafone maleducato, ma possiede un cazzo di tutto rispetto.

E’ incappucciato, largo e soprattutto molto lungo. Lui si mette al suo fianco per guardarsi allo specchio e mentre fa questo con la mano destra se lo impugna tirandoselo verso il basso ripetutamente. Quando lo lascia libero il membro è semirigido e si è ulteriormente allungato e ingrossato. Chiara è talmente ammirata da tanta abbondanza che non si accorge che suo fratello la sta guardando. Poi lui si sposta, e Chiara, guardando nello specchio, vede suo padre ancora girato di spalle che muove energicamente il braccio destro e comprende che lui se lo sta scrollando.

Difatti da li a pochi secondi si gira ed esce dal bagno. Chiara termina di asciugarsi i capelli e si gira per raccogliere le sue mutandine che aveva abbandonato in terra poco prima. Mirko ha i suoi piedi proprio sul perizoma di sua sorella.
“Scusa, potresti darmi le mie mutande? Ci sei sopra con i piedi !” “E lasci sempre tutto in giro tu…. “
Poi, lui si china, raccoglie le piccole mutandine di Chiara e guardandola negli occhi con aria insolente e si porta le mutandine al viso per annusarle:
“Cosa hai da guardare puttanella? Che buon profumo che ha la tua figa ! Ora mi ci pulisco il cazzo.

Lo hai mai visto un cazzone come il mio ? Troietta, ti piacerebbe, eh?” Poi appallottola il perizoma, è eccitato ed eretto, lo annusa ancora una volta, se lo porta sulla cappella asciugandosi il liquido colante che ne fuoriesce e quindi con aria di disprezzo gli tira sul viso le mutandine bagnate. Chiara avvampa di vergogna e di rabbia, si gira di shitto ed esce sbattendo la porta. Corre in camera sua, vorrebbe gridare di rabbia per la cattiveria del fratello e per quel suo gesto scandaloso con le sue mutandine, ma si morde la lingua, in studio c’è papà e se sente qualcosa arriva subito e naturalmente prende le difese del figlio maschio.

Ad aiutare Chiara a dimenticare questa arrabbiatura il giorno successivo arriva una splendida notizia. Luca, finalmente si è fatto coraggio e lui, il più bello ed ambito fusto dell’università, vuole conoscerla; per questo la invita, attraverso un’amica comune, ad una festa di compleanno. In condizioni normali, l’idea stessa di andare ad una festa con un ragazzo sarebbe stata improponibile, ma la fortuna vuole che i suoi genitori quel fine settimana vadano al mare con degli amici.

Quindi Chiara sarebbe stata sola a casa, con il fratello.
E’ il destino, pensa Chiara, potrò andare alla festa con Luca. L’unico ostacolo rimane Mirko. Il papà infatti non la lascia mai sola a casa, se non c’è almeno il fratello a custodirla. Lui, naturalmente, essendo maschio, la sera, può uscire quando vuole, mentre Chiara essendo femmina, praticamente mai.. E’ giovedì sera, l’indomani mattina, presto, i genitori partiranno e Chiara parlerà con suo fratello.

Poi presa dalla smania, decide che andrà la sera stessa a parlarci, in modo di risolvere subito il problema.. Suo padre a cena aveva ordinato all’altro maschio della famiglia……..
“Mirko vedi di tenere d’occhio tua sorella quando siamo via, controlla che non vada troppo in giro e che si dedichi allo studio”
E rivolto a Chiara: ”Che non ti venga in mente di uscire la sera, mi raccomando. “
L’umiliazione per Chiara è fortissima il solito maschilismo del padre che mette il potere nelle mani del fratello minore.

Come se non bastasse ci si mette pure la mamma…………
“La domestica non viene, quindi devi tenere in ordine tu, capito?”
Visti i presupposti la faccenda si presenta ancora più complicata. Chiara deve armarsi di molto coraggio per chiedere la solidarietà del fratello. Dopo cena, si fa coraggio e dopo aver bussato, alla porta della camera di suo fratello, entra. Lui è disteso sul letto, nudo, la sua mano destra si sta adoperando ad accarezzarsi il cazzo semirigido, sta guardando un film in televisione.

Il mega televisore che lui ha in camera era stato regalato, a Natale, ad entrambi, da alcuni parenti. Naturalmente Mirko aveva provveduto ad appropriarsene e a metterlo in camera sua. Senza scomporsi, Mirko continua a massaggiarsi il pene e con voce incazzata:”Che cazzo ci fai qui ?”
L’esordio non è dei migliori, ma Chiara si fa coraggio e si siede sul bordo del letto del fratello. Prende il lenzuolo e gli copre l’inguine.

Lei è vestita con il pigiama perché gli crea comunque imbarazzo farsi vedere nuda dal fratello. Forse per lo sguardo libidinoso che Mirko usa con lei.
“Niente, ho bisogno di un piccolo favore da te”
Il fratello come se non avesse nemmeno sentito, rivolge lo sguardo verso di lei e le domanda: “Ma tu, con questo caldo, vai a letto con il pigiama?”
“No, non dormo con il pigiama, ma me lo sono messo per venire da te” “Ah quindi dormi tutta nuda, porcellina ? Ti fai i ditalini sotto le coperte?”
Chiara finge di non aver sentito e prosegue nel discorso avviato in precedenza.

“Ho bisogno di un favore da te, sabato sera devo uscire con un’amica, ma non voglio dire niente a mamma e papà, tu dovresti coprirmi. “
“E perché dovrei farlo? Cosa me ne viene in tasca a me? Mi fai un bel pompino?”
“Dai smettila, ti prego fai il serio. una volta tanto. Tu sai che non ti chiedo mai nulla e soprattutto ti sopporto alla grande. “
Lui, con indifferenza la liquida.

“Ci penserò, ora vai fuori dalle palle che mi hai fatto perdere mezzo film”. Ma Chiara capisce che non deve lasciarlo riflettere troppo.

Sarebbe perfino capace di parlare subito ai genitori di questo tentativo di corruzione. Quindi insiste……
“E quando deciderai ?”
“Dai, togliti dai coglioni, fammi finire di vedere ‘sto cazzo di film, poi decido, adesso vai a dormire e fatti tanti bei ditalini !”
Il tono è arrogante e perentorio, se non fosse che lei ha così bisogno di questo rompishitole insolente saprebbe bene cosa rispondergli, ma si deve limitare ad augurargli la buona notte, con tono speranzoso.

E’ mezzanotte, Chiara dorme profondamente e non si accorge che Mirko è entrato in camera sua. Sente una mano posarsi sulla bocca e si sveglia di soprassalto, lo vede e si divincola, ma lui gli fa segno di tacere. Chiara si alza a sedere sul letto, e le lenzuola scivolano giù lasciandola nuda fino alla cintola. Anche lui è ancora nudo, la guarda con il solito sguardo da maiale e poi si siede sul bordo del letto.

“Sognavi un bel cazzo ? Sembravi rapita in estasi. ”
Lui le alza il lenzuolo scoprendola fino ai piedi. Lei, adesso,è totalmente nuda e vede che il cazzo di suo fratello si è drizzato aderendogli al ventre. Chiara tende le braccia verso il basso e si riporta il lenzuolo fino al collo, poi bisbigliando per non svegliare i genitori.
“Cosa vuoi adesso? Non potevi lasciarmi dormire”
“Ci ho pensato e potrei anche coprirti per sabato, ma tu cosa mi dai in cambio?”
“Facciamo che avanzi un favore?”
Chiara prova ad evitare il nocciolo della questione, ma si rende conto che il fratello non si accontenterà di così poco.

“No, troppo comodo: facciamo che per due giorni tu sei ai miei ordini farai tutto quello che dirò io. “
Chiara si ricorda dei giochi che facevano da bambini, e decide di sottostare a questo capriccio di Mirko………
“Ok, io faccio tutto quello che vuoi tu, tanto ci sono pure abituata. Tra te e papà a dare ordini ! Però poi tu, mantieni la parola e non fai il bastardo! Ok?” “Mi sa che non ti vedi con un’amica, se ti interessa così tanto uscire sabato, comunque sono cazzi tuoi.

Ok affare fatto! Da domani mattina sei la mia serva, come quando eravamo piccoli, ti ricordi ?” Chiara si rincuora, effettivamente Mirko ha solo in mente un gioco da bambini, è assurdo pensare male. Lo sopporterà tutto il giorno come quando da piccini nei loro giochi lui era il Re e a lei toccava sempre il ruolo della schiava conquistata in terra d’Africa. Rincuorata e pregustando l’uscita con Luca, Chiara, si rilassa e sorridente, si mette seduta e lo bacia sulla fronte, poi si lascia nuovamente cadere con la testa fra i cuscini.

Lui per tutta risposta……. “Ruffiana ! Ora me ne torno in camera mia. Voi femmine siete tutte troie, fareste qualsiasi cosa per ottenere i vostri scopi.. “
Poi Mirko si alza dal letto di Chiara, si china su di lei e sottovoce la lascia con un inquietante:
“Buonanotte, riposati, ne avrai bisogno per domani. “
L’indomani mattina la sveglia suona alle sei per i genitori che poi svegliano anche Chiara. E’ la madre ad entrare in camera.

“Alzati noi stiamo partendo, tra mezz’ora sveglia tuo fratello e preparagli la colazione e poi andate a scuola. In frigo c’é tutto il mangiare pronto, vi basterà per due giorni. ”
La ragazza si alza e prepara la colazione mentre i genitori escono di casa suggerendo le ultime raccomandazioni.
Appena li vede allontanarsi in macchina Chiara ne approfitta subito per mettersi una gonna corta che il padre non le permette mai di indossare.

Si infila poi una maglietta aderente che mette in risalto il suo seno e soprattutto i suoi capezzoli. Quando la colazione è pronta entra in camera del fratello per svegliarlo. Dorme supino, profondamente, è completamente scoperto e il cazzo duro per l’erezione mattutina si erge quasi parallelo al ventre. La cappella gonfia, parzialmente coperta dal prepuzio, sembra invitare Chiara a toccarla e a baciarla. Dopo averlo osservato per alcuni attimi, turbata ed eccitata, lo copre con il lenzuolo e apre le imposte chiamandolo per svegliarlo.

“Dai Mirko, sono già le sette, la colazione è pronta, devi andare a scuola. “
Intanto corre in cucina per togliere dal fuoco il latte quando sente dalla camera da letto Mirko con un tono molto duro.
“Ehi, schiava, portami la colazione a letto e richiudi le imposte, cretina. Io oggi non ho nessuna intenzione di andare a scuola. ” Ci vuole una forte dose di autocontrollo da parte di Chiara per non mettersi a gridare, ma, memore del patto della notte precedente, fa buon viso a cattivo gioco e sfoderando il migliore dei sorrisi porta la colazione a letto al fratello.

“Scusami, non sapevo che non volessi andare a scuola, speriamo che mamma e papà non si accorgano di nulla”
Intanto chiude nuovamente le imposte e appoggia il vassoio con la colazione sul comodino.
“Io vado a scuola, tu che fai?”
“Mi faccio i cazzi miei. Ora vai via, ci vediamo per pranzo e torna a casa immediatamente dopo scuola, non ti perdere in chiacchiere come al tuo solito, devi prepararmi il pranzo”
Poi, gettandole una occhiata distratta alle gambe:
“Ma come ti sei conciata, sembri una troia ! Guarda che se cerchi cazzi in giro io ce l’ho qui bello e pronto per te! “
Chiara mordendosi la lingua e trattenendo a stento le lacrime per l’atteggiamento volutamente aggressivo ed umiliante del fratello esce e si prepara per andare a scuola.

La mattinata a scuola si volge tranquillamente. Dalla sua amica riceve la conferma dell’appuntamento con Luca per la sera successiva. “Devo solo sopportare Mirko fino a domani sera…” pensa.
Quando suona la campanella che segna la fine delle lezioni esce subito, prende l’autobus ed arriva a casa. Il fratello è allungato sul divano e gioca con dei video giochi, non si gira nemmeno per salutarla. “Ma quanto cazzo ci impieghi per venire a casa.

Ho fame, dai schiavetta, muovi le chiappe !”
Chiara, che ormai ha capito l’antifona, rassegnata, risponde dalla cucina.
“Dieci minuti, il tempo di preparare qualcosa”
“No cocca, vieni qui a chiedermi cosa voglio mangiare prima”.
Chiara entra in soggiorno e chiede al fratello cosa vorrebbe mangiare. Il fratello la guarda dall’alto in basso e sorridendo le dice:
“i patti erano chiari, dovrai essere la mia serva come quando giocavamo da bambini, non mi sembra che tu stia rispettando i patti.


“Scusa, Mirko, dimmi cosa devo fare. ” “Ad esempio da bambini quando io ero il Re, ti inginocchiavi per aspettare gli ordini. E cerca di usare un tono più sottomesso quando parli con me”
Chiara si inginocchia e frugando nella sua memoria cerca le parole adatte tra la voglia di ridere di quella scenetta, cui la costringe il fratello, ed un sentimento di inquietudine per quel non so che di perverso che c’è nell’atteggiamento di Mirko.

“Cosa desideri mangiare Mirko?”
Il fratello ordina una pasta alla carbonara. La sorella prima di alzarsi chiede: “Vuoi mangiare qui o a tavola?”
Il fratello le risponde che mangerà a tavola, di sbrigarsi e, intanto di portargli una Coca.
Chiara si alza, gli porta la Coca e prepara da mangiare. Appena è tutto pronto, chiama il fratello a tavola. Versa la pasta nei due piatti e, per dimostrarsi abbastanza servizievole aspetta che il fratello si sieda per accomodarsi a sua volta.

Poi gli domanda con il tono più umile possibile: “Va bene così?”
Ma la dolce Chiara non aveva la più pallida idea di quanto Mirko volesse forzare le cose, in questo gioco, e, indicando il piatto della sorella, risponde con tono deciso:”No, non va bene. Chi ti ha detto che tu puoi mangiare seduta a tavola con me? Tu mangi dopo, in piedi, come le cameriere. “
Chiara rimane sconvolta dalla studiata perfidia del fratello ed a malincuore, guardando il suo piatto fumante di pasta, si alza e ripone il suo piatto sulla credenza.

“Accendimi il televisore e prendimi il telecomando, poi rimani qui in piedi, come fanno le cameriere. “
Il fratello mangia con calma, con gli occhi fissi sulla televisione, mentre Chiara deve rimanere in piedi al suo fianco. gli riempie il bicchiere ed aspetta.
La ragazza è molto combattuta. ormai ha accettato il gioco ed ha deciso di bere fino in fondo l’amaro calice, ma c’è qualcosa di strano nella situazione: si sente le guance rosse ed una strana sensazione inspiegabile di dolce stordimento.

Quella stessa sensazione che provava da bambina quando giocava con il fratello. Alla fine del pranzo,con molta calma, Mirko si alza e prima di crollare sul divano lascia le ultime disposizioni:
“Adesso sparecchia, poi puoi mangiare, ma non ti azzardare a sederti. Io vado in salotto, quando hai mangiato preparami il caffè e poi vai a mettere in ordine la mia camera. “
Chiara come un automa risponde meccanicamente: “va bene. ” Sparecchia la tavola, poi, anche se si sente un po’ stupida, malgrado il fratello non la possa comunque vedere, mangia in piedi qualche boccone della pasta ormai fredda e prepara il caffè per il fratello.

Glielo porta in salotto e, senza nemmeno che lui debba dire nulla, prima di porgerglielo si inginocchia. Il fratello sorride divertito ed accarezzandole la testa le sussurra: “Vedo che ti ricordi, brava, ma vedrai come ti metterò alla prova. Ora vai a sistemarmi la camera. ” Lei era colpita dal suo stesso atteggiamento remissivo e dal morboso atteggiamento del fratello. Viveva con leggerezza quel gioco, quasi contenta di essere tornata bambina. Ma c’era comunque qualcosa che non capiva.

Non riusciva a mettere a fuoco una strana sensazione che provava, derivante dalle parole e dai gesti del fratello. Si alza, riprende la tazzina vuota dalle mani del fratello e la riporta in cucina. Poi prima di andare a sistemare la camera entra in bagno. Si chiude la porta a chiave alle spalle, il cuore ha accelerato il battito, si sente strana. Deve verificare una cosa. Allunga una mano sotto la corta gonna e si sfiora le mutandine.

E’ come sospettava, scosta l’elastico e con l’indice, si fa strada tra la peluria trovando immediatamente le grandi labbra completamente bagnate.
Incredibile, si è eccitata. La bambina di qualche anno prima non sa cosa pensare e cerca di giustificarsi: “Forse non centra nulla quel rompishitole di Mirko. Sarà un caso. “
Indugia un po’, accarezzandosi. Il respiro si fa affannoso. Sente caldo. Poi si ferma chiedendosi cosa diavolo stesse facendo. Si sciacqua il viso con acqua fresca ed esce dal bagno.

Entra nella camera da letto del fratello cercando di scacciare il pensiero di quei momenti ed inizia a risistemare quel disastro che Mirko ha lasciato. Porta via i resti della colazione, sistema il letto, poi si abbassa e a fianco del comodino trova una rivista pornografica. La prende in mano, sotto si trovano i boxer di Mirko. La rivista è piena di donne nelle posizioni più sconce, ma a Chiara queste cose fanno solo tristezza.

La richiude scuotendo la testa e sta per portare i boxer del fratello in lavanderia quando si accorge di sentire tra le dita una sensazione di umidità. Infatti, guardando con più attenzione, Chiara nota una larga chiazza umida nei boxer che avvicina ala viso per annusare. Ancora quella strana sensazione, ancora le guance si infiammano.
E’ sperma, la ragazza non ha una grossa esperienza a riguardo, solo qualche affannoso petting con un coetaneo al mare.

Così entra nella stanza lavanderia chiudendo la porta alle spalle, annusa ancora e prova con i polpastrelli a verificarne la viscosità e la consistenza. Al disgusto si unisce la curiosità: non aveva mai pensato al fratello sotto quel punto di vista. Certamente anche lei qualche volta ha indugiato nel letto con una mano tra le cosce, pensando a qualche scena ardita vista in tv. Spesso si è masturbata, ma non hai mai guardato al fratello come ad un ragazzo, ormai grande, con le sue voglie e i suoi segreti.

Getta nel cesto della biancheria sporca i boxer di Mirko e si lava le mani accuratamente. Poi, per la seconda volta nel giro di poche decine di minuti, allunga una mano per assaporare l’umidità fra le labbra della sua gnoccolina.
“E’ meglio che mi calmi, altrimenti rischio di saltare addosso a Luca quando uscirò con lui, domani sera. ” Pensando a queste cose, torna in camera del fratello per finire di riordinarla.

Mirko,intanto,è assorto a guardare i suoi videoclip alla televisione e Chiara si rifugia in camera sua per studiare.
La quiete purtroppo dura poco, dopo nemmeno mezz’ora il fratello entra in camera blaterando: “Ah sei qui. E’ così che rispetti i patti? Non dovresti essere al mio servizio?”
Chiara si era sforzata di dimenticare per qualche ora il tirannico e capriccioso ricattatore e cerca di calmarlo:
“Scusa ma non mi avevi dato altri ordini, devo anche studiare.

Io,a differenza tua, ci vado a scuola. “
E’ un attimo, Chiara non ha nemmeno il tempo di capire cosa sta succedendo, il fratello ha già fatto partire uno schiaffo di man rovescio che lascia un segno rosso vivo sulla guancia destra della ragazza.
“E’ così che si risponde, stronza?”
Gli occhi azzurri di Chiara si riempiono di lacrime mentre si alza in piedi, stringendo i pugni: “Ora bas…..”
Non fa a tempo a finire la frase che Mirko ha già alzato il braccio e la colpisce di nuovo al volto e subito con un tono che non ammette repliche.

“Inginocchiati e chiedi scusa. “
Per Chiara è come una scossa elettrica; è furibonda, ma al tempo stesso confusa e, senza rendersi nemmeno conto di quello che sta facendo, e soprattutto del perché, lentamente si inginocchia mentre si asciuga le lacrime. Il fratello non ha il volto adirato, anzi, si direbbe quasi divertito mentre la sorella con un ultimo singhiozzo e massaggiandosi la guancia arrossata è in ginocchio e mormora uno: “Scusami. “
Mirko si siede ai bordi del letto, di fronte alla sorella inginocchiata.

Chiara tra la rabbia e la vergogna per aver di nuovo obbedito al fratellino tiene lo sguardo basso. Il fratello le accarezza una guancia e con un tono quasi consolatorio le dice:
“Devi imparare ad essere più sottomessa, altrimenti i nostri patti vanno a monte. “
In un attimo, mentre Chiara pensa a quanto sia strano quello che da due giorni le stia succedendo e a come stranamente non sia in realtà veramente arrabbiata con il fratello, la mano di Mirko scende lungo il collo e scivola verso il seno.

La maglietta sottile disegna alla perfezione i capezzoli di Chiara, sorprendentemente sensibili. Chiara non ha il tempo di rendersi conto di nulla anche se il respiro si fa affannoso e il fratello ha due dita sul suo capezzolo destro e stringe. Chiara, sempre con lo sguardo basso, sente improvvisamente caldo mentre il fratello stringe con forza il capezzolo, riesce a mormorare un: “No, cosa fai”
Ma è un lamento quasi impercettibile, biascicato, il fratello subito le dice…”stai zitta, fai quello che ti dico e taci, chiarooo …..?”
Poi si abbassa verso il suo orecchio e le mormora:

“Quando ti dico di inginocchiarti devi aprire le gambe, tenerle allargate, capito? Non siamo mica in chiesa.

” Chiara non è più in grado di fare nessuna domanda riesce solo a dire:
“Sì, subito”
Con le mani si alza un po’ la gonna stretta e corta ed allarga le ginocchia, poi meccanicamente mette le mani dietro la schiena. Il fratello, mentre si china a parlarle all’orecchio tende il braccio destro e lo infila fra le cosce divaricate di Chiara. Le dita si intrufolano nella deliziosa nocciolina umida di Chiaretta e si spostano sul grilletto, masturbandola lentamente…
“Ti piace troietta…? La smetterai di fare la ribelle o devo iniziare a pensare a cosa raccontare a papà ? Hai la figa bagnata fradicia, ti piace fare la schiava vero?”
“Dai fermati, ti prego, non va bene siamo fratelli..”
Lui per tutta risposta toglie la mano dalla passerina e, sollevandole la maglietta, le afferra nuovamente un capezzolo e lo torce con forza.

“Aagghhh, scusami, scusami Mirko, sono stata una stupida, non ti farò più arrabbiare, prometto. “
Il fratello molla la presa si alza di shitto e le dice in modo perentorio.
“Ora vai a lavarmi il motorino che devo uscire. “
Prima di andarsene sottolinea la frase con uno schiaffo dietro la nuca. Non è forte ma fa perdere l’equilibrio a Chiara che cade sul letto su cui prima era seduto Mirko.
Mirko esce e Chiaretta rimane ferma, in ginocchio, le cosce spalancate, il viso sprofondato nel letto, gli occhi bagnati di lacrime e non può fare a meno di allungare un mano in mezzo alle gambe ed avere la conferma: le mutandine sono tutte bagnate.

La ragazza è molto arrabbiata con sé stessa ma non può fare a meno di indugiare nel boschetto ad accarezzarsi pensando alla dolce umiliazione che le recenti prove di sottomissione le hanno procurato. Solo un minuto con il respiro affannoso poi si alza, si cambia ed esce per lavare il motorino al fratello.
Mirko esce in giardino con una birra in mano e si accomoda su di uno sdraio all’ombra ad osservare la sorella che, obbediente, sta lavando lo scooter.

Chiara cerca di non incrociare lo sguardo per la vergogna,

ma anche perché non vuole rischiare di subire nuove umiliazioni e punizioni.
Con la pompa ed una spugna si dedica con attenzione alla pulizia del motorino. Per lei non é una novità, anche il padre le ordina spesso di lavarle l’auto. Le poche volte che lei si è lamentata chiedendo a suo padre il motivo per cui non faceva fare questo lavoro al figlio maschio, il genitore maschilista ha sempre risposto di non rompere e di lasciare in pace “l’altro uomo di casa !”.

Lei subiva tutte queste umiliazioni, al solo scopo di poter uscire con Luca, oppure, in fondo al suo animo, l’essere in qualche modo schiava di suo fratello, le procurava uno strano piacere?
Mentre, con la mente era occupata da questi pensieri, proseguiva nell’opera di pulitura del motorino di Mirko, lui comparve sulla soglia della porta, che dava nel cortile e si avvicinò a controllare, il lavoro che la sorella stava svolgendo. Chiara meccanicamente si scostò, con le mani dietro la schiena e lo sguardo basso, ad attendere il giudizio del fratello.

Esattamente come faceva suo padre, lui diede una rapida occhiata e con il solito tono strafottente, indicando le ruote.
“Pulisci bene anche le ruote, cretina! Devono sembrare nuove, e sbrigati !”
La ragazza, ormai assuefatta ai modi ostili del fratello si limitò a mormorare: “scusa..”
La ragazza si adopera subito a pulire per bene le ruote della moto, mentre Mirko rientra, soddisfatto, in casa. Mirko, dopo qualche minuto, si presenta per uscire, esamina accuratamente il motorino e poi ci sale su, guarda la sorella, con il solito sorriso strafottente e mettendo in moto.

“Io esco, hai qualche ora di libertà, ma non muoverti da casa. Poi ti chiamo. “
Mentre il fratello se ne va, Chiara rientra in casa tirando un sospiro di sollievo, finalmente un po’ di pace. Cercando di scacciare il pensiero di quello che è successo in quella giornata si rimette a studiare perché ormai sono già le diciassette e l’indomani, sarà un sabato impegnativo. Ci sarà prima l’università e poi, la sera, l’appuntamento con Luca.

Alle diciannove in punto sente suonare il telefono, è Mirko che con estrema insolenza…………
“Senti schiava, vengo a casa con degli amici, prepara qualcosa per cena. “
Il tono era di quelli che non ammettevano repliche, ma Chiara si permise comunque, con il tono più rispettoso possibile di obiettare…………
“Mirko, lo sai che papà non vuole che invitiamo gente a casa…. “
Ma non riesce a finire il discorso perché il fratello con un tono molto duro la interrompe:
“Non ti azzardare a contraddirmi, stupida, io faccio quello che voglio.


Chiara rimane zitta per un attimo e capisce che é meglio non contraddirlo:
“Va bene, dimmi cosa devo fare”
“Niente di particolare, apparecchia la tavola per quattro persone in sala da pranzo, vengono dei miei amici, guardiamo un film e mangiamo una pasta. Tu vedi di comportarti come ti ho insegnato oggi. Capito?” Chiara percepisce il pericolo di essere messa in ridicolo davanti a dei ragazzini amici del fratello ed inizia ad essere veramente a disagio.

“Ma Mirko, i tuoi amici non fanno parte del nostro accordo …mi vergogno. Non vorrai trattarmi come mi hai trattato oggi davanti a loro?”
“Chiara non rompere i coglioni! Tu comportati bene, sii obbediente e sottomessa, può darsi che loro nemmeno se ne accorgano. Del resto tu sei solo una donna “
“Comunque anche se se ne accorgono nemmeno ti conoscono e poi tu fai quello che ti dico io o ti metti in un mare di guai… chiaro?” “Ok capito, è tutto chiaro, preparo e vi aspetto”
Apparecchia la tavola, mette l’acqua per la pasta sul fuoco, ci aggiunge il sale e aspetta che bolla.

Poi va in bagno a mettersi in ordine, per essere presentabile agli amici del fratello. Mentre è ancora in bagno, sente la porta di casa aprirsi e dei ragazzi che ridono e parlano fra di loro. Poi la voce di Mirko che la chiama e subito dopo sente bussare con violenza contro la porta del bagno. “Che cazzo ci fai sempre in bagno ? Esci di lì che i miei amici devono andare a pisciare !”
Mirko parla volutamente ad alta voce, per far sentire anche ai suoi amici, come lui tratta sua sorella maggiore.

Quando Chiara esce dal bagno lui, sempre ad alta voce……
“Vai in camera tua e aspettami. “
Intanto i ragazzi sono entrati in bagno e senza nemmeno chiudere la porta, a turno tirano fuori il cazzo dalla patta dei jeans e iniziano a pisciare rumorosamente. Chiara si allontana e se ne va in camera sua, si toglie la gonna corta e si infila i pantaloni della tutina rosa. Dopo pochi secondi Mirko entra e la guarda fissa negli occhi.

“E’ meglio che ci chiariamo subito, mettiti in ginocchio!”
Chiara si inginocchia immediatamente, apre le ginocchia come piace al fratello, poi abbassa la testa e mette le mani dietro la schiena. “Brava così mi piace. Non userò giri di parole, ora farai quello che ti dico e guai a te se sbagli anche solo la più piccola cosa. Ti farò fare letteralmente la serva per me ed i miei amici questa sera, voglio che li lasci a bocca aperta.


Poi volge lo sguardo verso il letto e nota la minigonna che Chiara si era appena tolta.
“Perché ti sei cambiata? Non vuoi far vedere le gambe ai miei amici? Non hai capito un cazzo ! Rimettiti quella…. anzi mettiti quella bianca che non metti mai. “
Chiara arrossisce immediatamente, quella gonna é ancora più corta e, soprattutto, é plissettata e larga. Non la mette mai perché qualsiasi movimento rischia di mostrare le mutandine.

la ragazza rimane anche meravigliata del fatto che il fratello se la ricordasse. Chiara azzarda una resistenza. “Quella non la metto mai…”
Anche questa volta non riesce a finire la frase perché un sonoro ceffone la colpisce su una guancia.
Chiara si massaggia la parte colpita poi si scusa con suo fratello. Lui, seccato per l’insubordinazione della sorella, la prende per i capelli e…. “Mettiti la gonna bianca e visto che fai la furba ti togli pure le mutande ! Muoviti, e poi vieni di là a servire a tavola !”
La ragazza si alza in piedi e si avvicina al cassetto dove tiene le gonne, prende quella bianca e sfilando i pantaloni della tuta si infila la gonna.

Mirko è lì che la osserva con attenzione e attende che lei obbedisca ai suoi ordini….
“Togliti le mutande, muoviti…..”
Chiara si solleva lentamente la gonna e, altrettanto lentamente, infila i pollici nell’elastico del perizoma. Lei spera che lui se ne vada, in modo da non privarsi dell’indumento che le copre la sua intimità.
Mirko non si muove e aspetta di assisterere al suo spogliarello integrale.
“Ma sei stupida o lo fai apposta? Fai veloce,sfila queste di mutande!” “Ti prego Mirko, mi vergogno troppo, la gonna è trasparente ed appena mi muovo mi si vede tutto.

Ti prego, questo no. “
In quel momento Mirko fa una cosa che sorprende di nuovo Chiara. Senza andare tanto per il sottile si avvicina alla sorella le alza la gonna e con uno strattone le strappa le mutande di dosso. La ragazza ormai è psicologicamente turbata, controllata da un despota che gode nell’infliggerle ogni sorta di umiliazione.
Infatti non ha più alcun istinto di ribellione, si limita a coprirsi il sesso con una mano.

La testa diviene sempre più bassa ed il viso sempre più rosso dalla vergogna. Poi muove le gambe per far scivolare a terra le mutandine strappate. Mirko le raccoglie e se le avvicina al viso annusandole. L’afrore che l’umido indumento emana è la chiara ammissione che il fare la schiava sia una attività, che la eccita moltissimo. Così Mirko si rivolge a lei con voce più dolce…
“Vedo e sento che ti piace essere la mia schiava …! Ora vieni di là che ti presento i miei amici, vedi di essere gentile con tutti e cerca di farci divertire.


Il fratello si mette in tasca le mutandine strappate di Chiara, apre la porta e con finta galanteria la fa passare per prima. Giusto per assestarle una manata sul culo. Mentre percorrono il corridoio che porta alla cucina lui ne approfitta e le palpa il culo facendole scivolare le dita nella sua profumata piccola albicocca bagnata. Lei non si lamenta e nemmeno cerca di sottrarsi al palpeggiamento insistito.
Chiara è combattuta tra il piacere fisico che sente in quei brevi attimi e quello cerebrale, altrettanto intenso.

Lei cammina a piccoli passi tenendo le mani sul davanti, temendo che si possa vedere quello che sta succedendo lì sotto.
Giunti in salotto Mirko sfila la mano da sotto la gonna di Chiara e la presenta ai suoi giovani amici già abbandonati sulle poltrone.
“Questa è mia sorella Chiara, loro sono i miei amici Nicola, Enrico e Mattia. “
Poi Mirko si siede sull’unica poltrona ancora disponibile lasciando sua sorella in piedi in mezzo a loro.

I ragazzi la squadrano da capo a piedi e la salutano con un sorrisino ironico.
La ragazza mantiene lo sguardo basso e mormora a sua volta un saluto. I tre sono dei ragazzi tutti diciottenni, sono molto diversi fisicamente tra di loro. Nicola è grassottello con i capelli rossi e le lentiggini sul viso. Enrico è invece magrissimo, carino di viso, con capelli e occhi scurissimi mentre Mattia è piccolino di statura, capelli biondi, ricciolini, fisicamente magro, quasi scheletrico.

Indossano tutti i jeans e delle normali t-shirt di vari colori con delle scritte sopra.
Mirko prende per primo la parola per riprendere il suo ruolo di fratello padrone….
“Cosa fai lì impalata, vacci a prendere qualcosa da bere. “
Lei legge gli sguardi sorpresi, e forse anche imbarazzati, dei tre ragazzi; si volta per andare in cucina ed è perfettamente cosciente che la gonna con il movimento si è sollevata scoprendole abbondantemente il sedere, nudo.

Prende un vassoio e ci mette su varie bibite assortite con relativi bicchieri, infine raggiunge i ragazzi e si china per posare il vassoio sul tavolo basso, situato fra le poltrone. Con malizia estrema, nel compiere questa operazione si posiziona in modo da volgere il suo bel culetto dalla parte degli amici di Mirko.
“Ehi sorellina, ci devi servire, versaci da bere!” “Cosa volete bere?”
Chiara si mise a mescere loro le bibite prescelte e si preoccupò ancora di eccitare i giovani ragazzi, mostrando il più possibile delle sue parti intime.

Poi Mirko esordisce: “vai in camera tua, ti chiamo quando mi servi. “
Il modo di dare ordini di Mirko, era certamente studiato per umiliare in ogni modo la sorella, ma lei, da quel momento in poi, capì di non dover subire più passivamente il comportamento del fratello.
Lei all’improvviso aveva percepito la potenzialità che aveva la situazione che si stava creando. Così decise di stare al gioco e ricavare quello che fosse possibile ottenere, almeno a livello cerebrale.

La ragazza aveva iniziato il suo gioco, si era seduta al posto del banco e stava preparando le sue mosse. Soprattutto aveva capito che la situazione era eccitante e che, in fondo, in fondo nel suo DNA esisteva, forse da sempre, il desiderio di essere una vera schiava.
La donna a disposizione di tutti per soddisfare i desideri e le voglie più recondite di tutti quelli che avrebbero voluto abusare della sua femminilità e della sua.

ancora adolescenziale, sessualità. Era pronta ad offrire a tutti i suoi servigi.
Quando la voce di suo fratello, arrivò alle sue orecchie, lei obbedì di buon grado e raggiunse in salotto lui e i suoi amici, pronta a questo nuovo tipo di “sacrificio”.
“Inginocchiati qui, davanti a me e fai vedere ai miei amici cosa sai fare !”
Lei finse di essere titubante, abbassò lo sguardo e fece segno di no con il capo.

Mirko si alzò dalla poltrona e la schiaffeggiò ancora, lei sentì il piacere salirle dal ventre, percepì l’umore che stava riempiendo la sua vagina. Si piegò volontariamente all’ordine di suo fratello e si inginocchiò fra le sue gambe divaricate. Volutamente con malcelata inesperienza, abbassò la zip dei jeans di Mirko, poi aprì la fibbia della cintura di cuoio e fece uscire il bottone metallico dall’asola. Allargò i lembi dei pantaloni e, prendendoli lateralmente, li tirò delicatamente verso il basso.

Mirko, aiutò sua sorella, in questa operazione, agevolandone il compito e sollevando il bacino. Rimase in slip bianchi elasticizzati,essi si avvolgevano attorno al grosso cilindro duro, formato dal cazzo di suo fratello.
La cappella fuoriusciva dall’elastico e lei la sfiorò con le dita, non prima di essersele inumidite con la saliva.
Ancora una volta Mirko sollevò il bacino e lei provvide a sfilargli gli slip. Il grosso cazzo si proiettò fuori come una molla, vibrò e rimase fermo, rigido.

Lei si alzò in piedi e poi si chinò tenendo le gambe divaricate e tese, imboccò il pene di Mirko e inizio ritmicamente a pompare. Lo spettacolo, per i ragazzi seduti dietro di lei era molto eccitante. Tutti e tre, quasi simultaneamente, si liberarono dei jeans, seguiti a ruota dalle mutande e dalla maglietta. Vedevano il magnifico culo e la nocciolina depilata di Chiara e fra le gambe divaricate di lei, potevano ammirare altresì, la bocca della ragazza che scorreva abile sul cazzo del loro amico.

Mirko a questo punto prese per i capelli sua sorella e la allontanò dal cazzo.
“Ehi troia, ora succhia anche loro ! Muoviti, succhiali, nella stessa posizione di prima !”
Chiara, si asciugò con il dorso della mano destra la bocca bagnata poi si girò verso i tre ragazzi e li vide nudi con le loro nerchie dure.
Quello che lasciò a bocca aperta Chiara, fu il pene di Mattia.
Visto nudo, il ragazzo, era veramente scheletrico e anche le gambe erano sottilissime e mingherline.

Era pure piccolino di statura e l’unica cosa di veramente esagerato era il cazzo. In mezzo a tanta desolazione pareva di trovare un oasi nel deserto. Il cazzo era duro, larghissimo dalla base fin sotto la cappella, era lievemente incurvato verso destra. Il glande usciva a fungo da questo grosso tronco e vi sporgeva in modo esagerato. Lei lo osservò a lungo poi si rimise in posizione di vera troia e aprendo la bocca al massimo di quanto gli era consentito, lo circondò con le labbra riuscendo ad ingoiarne un pezzo.

Lei iniziò il pompino, ma, il giovane resistette solo pochi secondi, forse perché molto eccitato dallo spettacolo precedente.
La “Fontana di Trevi” si riversò nella sua bocca. Ingolfata, cercò di ingoiare quanto più seme fosse possibile, poi volle tirarsi indietro per respirare.
Lui la prese per i capelli e la obbligò a ingoiare tutto il cazzo. Quando lui ebbe terminato, Chiara riuscì a prendere il sopravvento e approfittando dell’estasi profonda che aveva provvisoriamente intontito Mattia, riuscì a liberare il suo cavo orale dalla ingombrante presenza del grosso cazzo del giovane.

Lei riprese fiato, respirando affannosamente, la bocca mostrava, ai lati, delle colature di sborra, che scendevano giù verso il mento e rimanevano appese, tremule ed elastiche, per poi cadere sulla maglietta della ragazza.
Quando riaprì gli occhi, fu colpita dalla scena che si svolgeva sulla poltrona di fianco a quella di Mattia.
Suo fratello Mirko, il super macho, stava succhiando il cazzo del “rosso” ovvero di Nicola.

Lei si abbandonò sulla poltrona lasciata libera da suo fratello e assistette eccitata alla scena.

Quando poi vide Enrico alzarsi in piedi e prendere Mirko per i fianchi, sollevarlo in modo da portare il culo del ragazzo a portata di cazzo, lei lasciò che la sua mano destra si insinuasse fra le cosce spalancate e iniziò a sditalinarsi furiosamente. Mattia, con il cazzo ancora gocciolante la raggiunse inserendo la sua bocca fra le sue cosce di lei, le aprì la figa con le dita e iniziò a leccarla sapientemente.

Chiara, gode come una matta, mentre il ragazzo la lecca, vede Enrico che incula suo fratello Mirko che a sua volta succhia il cazzo a Nicola. Sta quasi per arrivare all’orgasmo, quando vede Mattia sollevare il viso dalle sue cosce e avvicinare il cazzo, tornato miracolosamente duro, alla sua figa fradicia.
Lo sente entrare, il mostro si fa largo dentro la sua vagina scivolosa. La penetrazione è inizialmente faticosa ma poi le pareti della figa di Chiara si allargano e si adattano alle dimensioni mostruose del grosso membro, così il gigantesco pitone gli penetra fino alla radice.

Pochi colpi e lei viene, gode con un orgasmo infinito, intenso, appagante al massimo.
Mentre si gode ad occhi chiusi il suo piacere, sente il cazzo sfilarsi repentinamente da lei e simultaneamente sente sul viso e sul corpo lo sperma bollente che la colpisce con getti violenti e densi. Mattia esausto si accascia su di lei e la bacia sul collo e sul viso, le stringe convulsamente le tette con le mani e poi si abbandona, quasi esanime, sopra Chiara.

Mentre questo succede anche il trio “gay” sta raggiungendo il culmine del piacere e in successione, prima Enrico, che sborra nel culo di Mirko, poi Mirko che segandosi eiacula sul corpo di Nicola, e poi quest’ultimo che si libera del suo seme inondando la bocca di Mirko. La sera, lei telefonò a Luca, e gli spiegò che un improvviso mal di testa, l’aveva bloccata e che sarebbe andata a letto.
L’appuntamento per il momento era annullato.

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I MIEI NIPOTI- prima parte.

Ecco un altra storia che vi giuro ha sconvolto anche me , ma è autentica al centoxcento. Ho un fratello e una sorella più giovani di me, entrambi convivono coi rispettivi compagni, ma non sono sposati e non hanno figli. Quindi io all’età di 44 anni non sono ancora zia!!! Però sono sempre stato molto legato ad una mia cugina di primo grado,questo fin da piccoli. Un altra sorella. È stata la prima con cui ho fatto outing , l’unica con la quale ho sempre parlato liberamente di tutto.

Io a lei, lei a me. Sono stato il suo testimone di nozze, e quando ha partorito i suoi due splendidi figli, ho fatto da madrina a entrambi. A tutti gli effetti i figli di mia cugina sono i miei nipoti, e per loro sono lo zio gay!!! Il maschio si chiama Jacopo, è il maggiore dei due, la femmina ,di due anni più giovane ,si chiama Maddalena. Sono stato il loro babysitter da sempre, ogni volta che potevano facevano i capricci per venire a trovare lo zio Guerrino.

Non ricordo il momento in cui hanno scoperto che ero gay, forse ci sono arrivati in maniera naturale, senza fare proclami. Certo a volte mi hanno fatto domande che mi hanno messo in difficoltà e in imbarazzo, ma alla fine ho capito che ero io l’unico a farsi dei problemi. Jacopo è stato il primo a parlarmi di sesso e della sua prima volta con una ragazza. Aveva quattordici anni, gli occhi che brillavano!!! La Maddy invece è sempre stata un po’ più timida, e anche se mi ha confessato di aver fatto sesso , non mi ha mai detto ne’ quando ne’ con chi.

Oggi sono due studenti modello ,esempio di educazione ,intelligenza , integrità, maturità , serietà. Jacopo è al secondo anno di università, Maddalena all’ultimo anno di liceo. Non bevono, non fumano, non frequentano locali trasgressivi. Pochi amici, tutti e due casa e studio. Chi non vorrebbe due figli così??? Beh, io no!!! E se continuerete a leggere il seguito capirete il perché. La settimana della Befana, parlo di quella appena passata, mia cugina e il marito decidono di fare una sciata in montagna.

I ragazzi erano a casa per le vacanze natalizie, ed erano soli. Vivono in una grande villa abbastanza isolata, in mezzo al verde. A Natale per motivi vari non sono riuscito a vederli. Quindi sapendo che li avrei trovati a casa a studiare, decido, la sera prima del sei Gennaio ,di far loro una sorpresa. Mi vesto da zia befana e senza avvisarli mi presento a casa loro. Le luci sono accese, anche il camino, sono sicuramente in casa ma non li vedo.

Giro per tutte le stanze ma nulla. Finché dalla mansarda, l’unico posto che non avevo ancora controllato, sento la voce di Jacopo. Stava parlando , quasi urlando , ma non capisco una parola. All’improvviso sento il suono di una sberla accompagnato da un urlo femminile. È sicuramente Maddy!!! Per accedere alla mansarda si sale per una scala a chiocciola. Mi precipito su, la porta è socchiusa. Non entro subito, magari mi sbaglio e Jacopo è con la sua ragazza.

Rimango ad ascoltare e sento con chiarezza mio nipote gridare icon tono autoritario ” dopo tutti questi anni che sei la mia troia, puttana, non hai ancora imparato come succhiare il cazzo a tuo fratello!!!”. E di nuovo una sberla e il pianto di una ragazza. Rimango atterrito!!! Ha detto a tuo fratello, ho sentito bene. La ragazza è la mia Maddy!!! E sta piangendo. Con tutto il mio coraggio spalanco la porta ed entro.

La scena è allucinante!!! Maddy è legata ad una sedia ,nuda a gambe divaricate. Lui in piedi nudo, con anfibi e passamontagna nero. Rimango pietrificato. Talmente sconvolto da dimenticare che isono travestito da vecchia , con tanto di maschera da befana. Mi guardano di shitto e urlano !!! Urlo anche io!!!! Lui si lancia verso di me sbraitando chi cazzo fossi, di certo con cattive intenzioni, Io mi tolgo la maschera e urlo ” fermo Jacopo!! Sono lo zio Guerrino!!!”.

E si blocca. Maddalena vedendo che ero io impreca” ma cosa ci fai qua zio??”. ” Fortuna che sono arrivato bambina mia, giusto in tempo per salvarti!!!” Rispondo con voce rotta. Loro due si guardano un attimo e poi scoppiano a ridere. Ma a ridere di gusto. Mi sento male, le gambe mi abbandonano e cado a terra. ” Jacopo, muoviti, slegami che lo zio sta male!!! Calmati zio, adesso arrivo io!!”. Jacopo slega la sorella che corre subito in mio soccorso.

” Zio, stai male? Ti sei spaventato?? Forza Jacopo prendi un bicchiere d’acqua per lo zio!!! Muoviti!!”. Jacopo ,completamente rintontito , corre a prendere l’acqua. Maddy è seduta con me a terra, mi abbraccia e mi accarezza. ” Che cosa state facendo bambina mia?perche’ sei nuda e perché piangevi? Perché Jacopo ti picchiava? Dimmi, abusa di te? Ti obbliga a fare cose che non vuoi?”. La fisso negli occhi, i suoi bellissimi occhi verdi, e cerco invano quel l’innocenza che ha da sempre caratterizzato il suo sguardo.

Ma non la trovo. Non sto guardando la mia Maddy, non è lei!!! È lia personificazione della Maddalena. Di una donna impura. Per la prima volta vedo la vera Maddy. Torna Jacopo col bicchiere d’acqua, me lo passa e lo bevo. Lo osservo, nudo, è un uomo , bello, muscoloso, adulto. E molto dotato. Per la prima volta mi rendo conto che non è più un bambino. I miei nipoti sono due pervertiti!!!!! Finita l’acqua mi alzo in piedi.

” Fatemi togliere tutti sti stracci che sono tutto sudato!!!” E si mettono a ridere. ” Ah ridete? Per poco vostra zia non fa un infarto e voi la prendete per il culo!!! Grazie!!!” Borbotto spogliandomi, rimanendo in mutande e maglietta. ” Certo che come befana eri più bella!!! ” dice Jacopo. ” Continuate pure a ridere di me. Sfogatevi pure. Perché quando avete finito facciamo un bel discorso serio!!!i ” usando un tono accusatorio.

” Dai Maddy , lo zio ha ragione, gli dobbiamo delle spiegazioni. Meglio se ci vestiamo intanto” dice il maschio alla sorella. Ma subito li fermo” Eh no, voglio leggere la vergogna sui vostri volti, quindi restate così come siete. Nudi come due vermi! E poi sapete quante volte vi ho visti nudi? Certo non eravate ancora così ben sviluppati!!”e guardo l’uccello di mio nipote, che anche non in erezione è comunque grosso e lungo!!! ” Hai visto zio che cazzo grosso mi è venuto? Tu che te ne intendi, che voto gli daresti?” Mi chiede facendo dondolare il pisello su e giù.

Non voglio cadere nel suo tranello e mentendo gli dico” Mah,, sette, sette e mezzo!” E Maddy da dietro mi suggerisce” Alza, alza!!!”. ” ok, un otto e mezzo dai!!!”. ” Alza zia, alza!!! ” ancora lei. ” Vabbè ammetto che hai un bel pisellone , ma non posso darti 10. Ho visto di meglio!!!”. E da dietro mia nipote quasi come fosse un consiglio, esclama” E dagli sto cazzo di dieci!!! Se te lo dico ci sarà un motivo!!”.

Piccola grande zoccoletta, che segreti mi nascondi?penso tra me e me. ” Guardalo bene zio, che voto mi dai , sii sincero!!!” Me lo chiede come quando da bambino mi chiedeva un gelato. ” E va bene, la verità è che hai un bellissimo uccello, da uno a dieci ti do quindici!!!” Ed ecco che il suo cazzo si fa grosso e duro, perfettamente in erezione. ” Che ti avevo detto? Si eccita se gli dici che ha un bel l’uccello!!!” Mi dice la zoccola di mia nipote.

” So zio che non ti piace la figa, ma ne hai viste di sicuro più di noi. Ora dimmi , che voto daresti alla passera di Maddalena?” Dice Jacopo, e ci giriamo entrambi a fissare la patata di mia nipote che si siede su un mobile basso e allarga le gambe. È completamente depilata,come quando era bambina. Senza esitazione rispondo ” Zero!!!!” E ridiamo tutti e tre. ” Dai zio, fai il serio almeno per una volta!!!!”.

Che coraggio a dirmi una cosa del genere. Comunque sto al gioco, i toni non sono così differenti da come quando giocavamo a Monopoli, solo che l’argomento è ben diverso. Ma non sono mai stato lo zio bacchettone, e non lo sarò certo adesso. Se voglio farmi raccontare tutto, devo comportarmi normalmente. Quindi mi avvicino alla figa di mia nipote, lei con le dita allarga le grandi labbra, la osservo attentamente e mentre lo sto facendo quello stronzo di mio nipote mi spinge la testa e mi ritrovo con la vagina in faccia! Mi tiro su di shitto e mando a fanculo Jacopo!!! Ovviamente lui ride, ormai sono diventato il loro pagliaccio.

Mi rendo conto che i fratelli hanno un intimità, una complicità molto forte. O reagisco e faccio lo zio, l adulto, o rischio di perdere il loro rispetto. E che cazzo, a 44 anni, dopo tutte le esperienze che ho vissuto, mi faccio infinocchiare da due sbarbatelli??? Non esiste. Volete giocare? Giochiamo pure, ma a modo mio. E cosi , spogliandomi nudo anche io, in mezzo a loro due, con voce seria prendo il comando ” Pensavo di chiedervi da quanto tempo andasse avanti questa cosa tra voi due.

Chi ha cominciato, se eravate d’accordo entrambi fin da subito, se lo sa qualcun altro. Invece non me ne fotte più una minchia di sapere tutte queste cose. È evidente che siete complici, quindi a tutti e due piace fare…. dico sesso, ma ho intenzione di entrare nei particolari. E visto che siamo tutti maggiorenni, consapevoli, e porci!!! E se per caso non lo siete vi faccio diventare io, essendo il più esperto, il più grande, ora comando io.

È chiaro a tutti e due???” Urlando come un matto, tanto che li spavento e qui volevo arrivare. Silenzio tombale, mi accendo una sigaretta, e mi metto in piedi davanti a entrambi, gambe leggermente divaricate, cazzo barzotto ma pronto ad ogni mio comando. Guardo prima lei ” Tu, piccola puttanella, sentivo che tuo fratello si lamentava perché ancora non sai fare un pompino, giusto?” Non risponde. Allora guardo Jacopo e chiedo a lui ” E’ vero o no che non sa fare pompini? Tu lo hai detto, ti ho sentito bene.

L’hai pure schiaffeggiata e fatta piangere. Quindi rispondimi, e’ o non è una brava pompinara? ” alzando la voce. ” Dai zio, era un gioco, non stavo dicendo sul serio!” Risponde il codardo. ” Beh ora sono io che giudico chi è brava o bravo o no. Ok? Quindi giù in ginocchio e inizia a sbocchinare, e ti conviene impegnarti!!!” Ordino a lei. Guarda un attimo il fratello in cerca di aiuto , ma da lui solo freddezza.

Allora lei si inginocchia e mi prende il cazzo in bocca. La troietta non è male, infatti mi viene subito duro. Jacopo guarda la scena e poi esclama ” Si!!! Vai zio, sei un grande !!!! “. Gli spengo subito l’entusiasmo. ” Che è sto tifo da stadio? Massimo rispetto per tua sorella che mi sta facendo una pompa niente male. Tu , grande padrone, Master del cazzo!!!! Ti do due secondi per inginocchiarti dietro di me e leccarmi il culo!!!!” Maddy ride, ma senza fermarsi di succhiare.

Jacopo è incredulo, ” Non hai capito che non sto scherzando? O ti muovi o faccio del male a tua sorella!!”. E prendo in mano la coda di capelli di Maddalena usandola per bloccarla con il mio cazzo in gola facendola soffocare. “Ok ok zio, fermati, faccio quello che mi hai chiesto, basta che non le fai del male!” E si inginocchia dietro di me. Mi apro con le mani le chiappe pelose e mostrandogli il buco gli dico” lo vedi? Tutto tuo.

Leccalo per bene!!!” E inizia a passarmi la lingua sul buco. Non farei mai del male ai miei nipoti, sia chiaro. Ma meritano una lezione stile zio Guerrino. E ho in mente un bel po di cose da insegnare a sti pivelli. CONTINUA.

Al mare con una coppia di amici!

Era giunto il momento di partire. La nostra vacanza al mare ci attendeva. Eravamo in quattro persone: Mattia, cioè io, la mia ragazza Giulia, Luca e la sua ragazza Claudia. Quest’ultimi erano amici di Giulia, ed io ancora non li conoscevo molto bene, eravamo usciti qualche volta tutti insieme ma nulla di più. Avevamo tutti tra i 18 e i 20 anni. Ora partivamo insieme per il mare, dopo mesi di lavoro e studio, il caldo di luglio in Sardegna ci aspettava.

Partimmo alle 18. 00 pomeridiane con la mia auto, per andare a prendere il traghetto. Assonnati ma eccitati per il viaggio, si rideva e scherzava. Io sbirciavo l’altra coppia dallo specchietto retrovisore. Luca aveva 20 anni come me, biondo capelli corti e cresta, fisico atletico, un bel ragazzo. Claudia era bassa, capelli molto lunghi e una quarta di seno messo in bella mostra da una canottiera scollata. Ogni tanto vedevo che si baciavano e palpavano intensamente senza preoccuparsi della presenza di Giulia ed io sui sedili anteriori.

Quando arrivammo a destinazione l’atmosfera tra noi era molto rilassata, volevamo goderci la nostra settimana di vacanza fino in fondo!

Dopo aver parcheggiato nella stiva, salimmo e ci accomodammo nella nostra piccola cabina. Per risparmiare ne avevamo presa una per tutti, con un letto matrimoniale e due singoli. Ci aspettavano quasi 10 ore di viaggio.
Visitammo il traghetto, il ponte, i vari negozi, le sale, e bevemmo qualche birra in compagnia, felici di essere insieme a divertirci.

Tornammo nella cabina e ci preparammo per la notte. Io e Giulia lasciammo il matrimoniale agli altri e ci stendemmo su un singolo. Mi spogliai restando in mutande, e cosi fece pure la mia ragazza. Il caldo si faceva sentire, ma eravamo molto eccitati e nel buio della stanza ci baciavamo e toccavamo piano. Giulia aveva un culetto fantastico, non piccolo, ma corposo e invitante, perciò non potevo che strizzarle le chiappe mentre le nostre lingue si mescolavano di continuo.

Nel frattempo due metri più in là, Luca e Claudia sembravano essere molto più vogliosi di noi perchè li sentivamo ansimare forte. Il buio non ci permetteva di vederli, ma ero sicuro che stessero scopando. Sentirli poco lontano da noi ci rese ancora più vogliosi, allora tolsi le mutandine a Giulia e la feci mettere sopra di me, per fare la 69. Ovviamente anche la mia ragazza era molto eccitata, aveva la figa bagnatissima e la mia lingua trovava gusto nel leccare i suoi umori.

Mi tolse i boxer e cominciò a baciare la mia asta durissima cercando di soffocare i gemiti che le provocavo.

Mentre ci dedicavamo al sesso orale, gli altri erano passati al sodo. Il letto sbatteva forte contro il muro e Claudia ormai aveva smesso di trattenersi. Ad ogni colpo entrambi sospiravano oppure grugnivano. Sentirli mi eccitava; le nostre bocche aumentavano sempre di più il ritmo sui nostri sessi, stringevo il culo a Giulia e la leccavo con passione e foga.

Il mio pene scivolava rapidissimo dentro e fuori la sua gola. Infilai il pollice nella sua vagina calda, era bollente e colma di piacere. Continuavo a stuzzicare il clitoride e insieme muovevo il dito dentro di lei. Scoppiò in un orgasmo potente, quasi urlando il suo godimento. Poco dopo sentii Luca e Claudia godere a loro volta. Non ce la facevo più perciò mi inginocchiai sul letto cosi che Giulia potesse masturbarmi e massaggiarmi le palle.

Si puntò il pene al viso e in pochi secondi scaricai il mio seme su di lei, urlando di piacere. Sentii la sua lingua sulla cappella, come sempre mi puliva dallo sperma rimasto, per non sprecarne una goccia.

Le ragazze andarono in bagno insieme a ripulirsi. Restammo io e Luca nella cabina, dove l’odore del sesso si sentiva profondo ed intenso.

Luca:”Ci voleva proprio eh..!?”
Io:”Si, hahaha, il modo migliore per cominciare una vacanza!”

Restammo li a ridere un po’ aspettando che le altre uscissero dal bagno.

Quando aprirono la porta accesero la luce che accecò per qualche secondo me e Luca. Quando riuscii ad aprire gli occhi, vidi le ragazza ancora nude, che giravano per la stanza cercando gli indumenti. Claudia era molto sexy, le sue tette erano una meraviglia e vederla completamente nuda mi eccitò. Anche di culo non era per niente male. Luca intanto osservava la mia ragazza, anche lui gustandosi la visione. Dopo aver scopato nella stessa stanza, era quasi naturale essere nudi di fronte agli altri.

Anche le ragazze ci guardavano, con qualche occhiata di sfuggita, mentre parlavano fra loro di quello che avremmo visto in Sardegna. Io e Luca andammo in bagno, lui si lanciò sotto la doccia mentre io feci pipì. Lo guardavo attentamente. Aveva un bell’arnese, sicuramente più lungo del mio, anche se di poco.
Quando uscì dalla doccia ed entrai io ,gli dissi ridendo:” Complimenti per il tuo attrezzo!”
Lui, ridendo a sua volta:”Grazie, anche tu non sei messo male!”

Alle 7 di mattina arrivammo in Sardegna.

Avevamo dormito poco ma eravamo elettrizzati dall’avventura che stavamo vivendo! Recuperammo l’auto e ci dirigemmo verso il nostro appartamentino in un piccolo paese vicino a Porto Cervo. Il sole splendeva caldo, il mare era splendido e i nostri cuori ridevano felici e leggeri.
Il nostro appartamento era situato in un piccolo paese tranquillo, silenzioso e pacifico. All’interno c’era la cucina, la sala da pranzo, una camera matrimoniale piuttosto spaziosa, una stanza da letto molto più stretta ed infine un piccolo bagno.

Sistemai i miei bagagli nella stanza più grande e cominciai a cambiarmi per la spiaggia. Indossai un costume a slip molto attillato, Giulia si vestì con un costume semplice.

Tornammo in auto e dopo un quarto d’ora arrivammo alla spiaggia, che trovammo piuttosto affollata. Piantammo gli ombrelloni, presi delle birre e cominciammo a prendere il sole. Il silenzio faceva da padrone, solo qualche ragazzino urlava in lontananza.

Mentre guardavo l’orizzonte, la riva e la gente che passava, notai che la maggior parte delle donne era in topless.

Io e Luca le scrutavamo tutte intensamente e ridevamo insieme quando ne vedevamo una figa. Purtroppo però erano ben poche quelle bone, tante erano vecchie o piatte o brutte!
Le ragazze stavano prendendo il sole già da un po’, quando io dissi loro:”Come mai non rimanete in topless, come tutte fanno qui? Non vi conosce nessuno, potete farlo liberamente!”

Dopo qualche attimo di esitazione e di sussurri tra loro, si tolsero i reggiseni e si stesero a ricevere raggi solari sulle mammelle.

La situazione mi stava già eccitando, non riuscivo a fare a meno di guardarle. Dissi a Luca:” Wow, ti divertirai di sicuro con le tette che si ritrova Claudia!”
Lui:”Certamente, sono uno spettacolo! Puoi toccarle se vuoi!” e rivolto alla sua ragazza:”Ti sta bene amore?”
Claudia annuì restando con gli occhi chiusi. Giulia invece alzò la testa divertita, e dandomi il suo consenso. Allungai una mano e la poggiai aperta su un seno di Claudia.

Era bellissimo, prosperoso e morbido, con il capezzolo che si induriva sotto la mia pelle. La mia ragazza posò la mano sull’altro seno, ed insieme cominciammo a massaggiarli dolcemente. Claudia si stava godendo le nostre attenzioni e ce lo comunicava con degli “mmm” inequivocabili!

Il mio pene intanto si era indurito al massimo, ovviamente lo slip faceva notare tutta la mia eccitazione. Sentivo gli sguardi addosso, alternativamente di Luca e di Giulia. Quest’ultima mentre continuava a palpare un seno, aveva preso a baciare Claudia, prima sulle labbra, poi direttamente con la lingua.

L’altra le toccava i seni e la figa coperta dal costume.

Per me e Luca era uno spettacolo incredibile. Vidi che anche lui era eccitato, nonostante avesse un costume a pantaloncino, il rigonfiamento era evidente. Il seno che stavo ancora toccando mi inebriava i sensi, non capivo più nulla. Non ero abituato a quell’abbondanza poichè la mia donna portava solamente una seconda! Con la mano libera tastavo le cosce di Giulia e così fece pure Luca, una mano sulle gambe della sua ragazza e una mano sulla mia compagna.

Era uno strano scenario, l’eccitazione si sentiva tra noi, quattro giovani infoiati che si palpavano un po’ ovunque. Se non ci fossero state altre persone sulla spiaggia, probabilmente saremmo andati oltre.

Luca all’improvviso ci avvisò dell’avvicinamento di un signore nella nostra direzione. Ci ricomponemmo subito per non fare figuracce. Scoppiammo a ridere, divertiti, eccitati e delusi per l’interruzione.
Il pomeriggio proseguì tranquillo, fino a quando decisi di fare il bagno.

Giulia mi seguì subito.

Dopo qualche nuotata Giulia mi disse:”Ti sono piaciute le tette di Claudia vero?”
Io:”Devo ammettere che ha un gran bel seno, sono sincero! Ma anche a te sono piaciute, visto che ti sei anche messa a baciarla!”
Giulia, ridendo:”No, non è vero!”.

Mentre parlava mi abbassava gli slip e cominciava a menarmelo. Eravamo coperti dall’acqua che ci arrivava fino al petto e lontani dagli altri bagnanti.

Le misi una mano sul culo e con l’altra la penetravo in figa. Era fradicia di umori.

Io:”Ti prego amore, fammi sborrare che altrimenti scoppio!”

La guardavo negli occhi mentre aumentava il ritmo e stringeva la presa sul mio pene; io la masturbavo con più foga. Adoravo vederla godere, guardarla in viso quando stava venendo. Arrivammo insieme poco dopo, stremati dopo tanti piaceri vissuti quel giorno al mare.

Tornando a riva, scoprimmo che gli altri due aveva ben capito cosa stavamo facendo in acqua.

Ormai non avevamo più nulla da nascondere quindi fummo quasi felici di essere stati scoperti.

Luca volle asciugare direttamente la mia ragazza con un grande telo da mare. Mentre le passava la schiena le disse:”Posso toccare?”
Giulia:”Certo, fa pure” Con aria divertita.

Il ragazzo mentre continuava ad asciugarla, le toccava il culo, lo palpava forte e faceva segni di apprezzamento. Anche il seno non fu risparmiato, anzi, Luca prese anche a succhiare per qualche secondo entrambi i capezzoli.

Io e Claudia guardavamo divertiti la scenetta, mentre Giulia si gustava le attenzioni dell’amico.

Stranamente non ero geloso di ciò che stava accadendo. Solitamente non avrei mai permesso che accadesse una cosa del genere, ma data la situazione e date soprattutto le persone con cui eravamo, l’episodio non mi fece ingelosire, anzi mi piacque moltissimo. Se fosse stato un altro uomo a palpare la mia donna, di certo non sarei rimasto a guardare.

Sembrava ormai che tra noi quattro, dopo la notte passata in cabina insieme, fosse permesso tutto. Questo fatto mi tranquillizzava e allo stesso tempo mi incuriosiva.

Io:” Hei, allora anche io devo assaggiare le tette di Claudia!”
Claudia:”Hai ragione, vieni dai!”

Andai da lei, contenta come me, tastai i suoi meloni con le mani, per poi appoggiarci le labbra. I capezzoli erano duri e appuntiti, tesi e morbidi come piacevano a me.

Li leccavo e succhiavo, prima a destra e poi a sinistra. Con una mano le palpavo il culo, per non essere meno di Luca! Anche le sue chiappe erano morbide e sode, molto eccitanti.
Non riuscivo a smettere di baciare i seni alla ragazza, erano troppo belli! Fu lei, posandomi la mano sul pacco duro, a chiedermi di staccarmi.

Poco dopo prendemmo le nostre cose e ci dirigemmo verso casa. Avevamo vissuto un’esperienza molto importante, tutti insieme, senza rancori, anzi impreziositi dalla presenza degli altri.

La serata ci aspettava, ma ancora non sapevo a che cosa andavo incontro!
Quella sera andammo in un bellissimo locale a ballare. La nostra complicità era il nostro punto di forza, infatti ci divertimmo moltissimo!
Verso l’una di mattina però tornammo già a casa, dovevamo ancora recuperare dalle fatiche del viaggio in traghetto.

Una doccia mi rinfrescò, prima di andare a dormire. Quando arrivai in camera, trovai Giulia sotto le coperte, allora la raggiunsi e la abbracciai, le nostre bocche si baciavano dolcemente.

La mia mano scorse il suo corpo morbido e tonico, scoprendo che era completamente nuda. Tastai bene le sue chiappe, con la lingua andai a bacarle il seno. La ragazza, vogliosa ed ansimante, aprì le gambe, invitandomi a esplorare il suo fiore. Prima di accontentarla mi tolsi i boxer restando nudo. Sentìì la sua mano andare a toccare subito il mio pacco. La mia erezione non si fece attendere, sotto lo stimolo del suo massaggio, il mio pene si eccitò immediatamente.

Cominciai pure io ad accarezzarle la fica, scoprirla bagnata me la fece apprezzare ulteriormente. Esternamente era morbida e dolce, depilata da poco; all’interno sul dito la sentivo calda e pulsante, grondante di liquidi.

Toccandoci e baciandoci, eravamo pronti per passare oltre quando all’improvviso la luce della stanza si accese e subito entrarono Luca e Claudia tenendosi per mano. Erano nudi.

Luca:” Possiamo stare qui con voi!?” In mano aveva una specie di borsettina.

Io:”Ehm, si va bene!”

Mi trovavo spiazzato dal loro arrivo in un momento molto intimo, ma anche incuriosito da cosa sarebbe potuto succedere. Guardando Giulia, avevo capito che anche lei provava le stesse emozioni, perciò accettava la loro presenza.
Si sedettero sul letto e ci chiesero di togliere il lenzuolo che ci copriva. Lo togliemmo e ora eravamo tutti e quattro nudi di fronte agli altri. Ci guardavamo divertiti.
Non sapevo cosa avesse in mente l’altra coppia, ma l’idea mi piaceva.

L’erezione che era svanita a causa del loro agguato, ora stava tornando poichè le tette di Claudia sobbalzavano ad ogni suo piccolo movimento ed io non potevo fare a meno di apprezzarlo. Tutti si resero conto della mia eccitazione, ma non fu affatto imbarazzante.

Luca aprì la cerniera della borsa, un beauty case da viaggio. Io e Giulia attendevamo di scoprirne in contenuto, non sapevamo proprio che cosa potesse contenere. Dopo attimi di suspance, il ragazzo rovesciò il contenitore facendo uscire tutto.

Subito non capii, ma poi guardando meglio vidi un tubetto di lubrificante e diversi tipi di dildo e plug.

Io:”Wow!”

Ridemmo insieme, divertiti dalla situazione. Claudia prese in mano uno dei plug più piccoli e disse:”Questo è per uso anale, come questo e questo. ” Indicò un altro plug uguale ed un altro più grande.

Claudia:”Questi invece sono per la vagina” Ci mostrò i dildo, uno lungo trenta centimetri, flessibile, l’altro più largo, duro e meno lungo.

Giulia:”E dobbiamo metterli?” Disse, un po’ preoccupata.
Luca:” Voglio metterti questo piccolo plug anale se me lo permetti. Vedrai che non ti farò male, anzi lo apprezzerai molto. Ti farò anche un massaggio. ”

La mia ragazza era un po’ preoccupata, ma allo stesso tempo eccitata dall’idea.

Giulia:”Va bene, ma fai piano per favore, non sono abituata a prenderlo dietro. ”
Luca:”Non ti preoccupare, stenditi, poi se non te la senti, mi fermo quando vuoi.

Il giovane si sedette sulle cosce della fanciulla, ammirando il suo culo fantastico. Prese il tubetto di lubrificante, lo spremette sulla sua schiena e sulle chiappe. Giulia rabbrividì al contatto con il liquido freddo. Le mani di Luca cominciarono un massaggio lento e sensuale sulla pelle morbida. La accarezzava e premeva, le scapole, i fianchi, il fondo schiena e le chiappe. La ragazza si stava rilassando e si godeva il massaggio. Ormai era tutta lucida per il gel.

Luca mentre le palpava il culo, si stava eccitando ed il suo pene era bello duro e pulsante.

Vederlo eretto mi fece un certo effetto, mi piacque. Presi a toccarmi il pene dolcemente, senza fretta, mentre il massaggio continuava. Anche Claudia si stava toccando, con una mano il clitoride e con l’altra stringeva i seni.

Luca ora aveva preso a massaggiare e a lubrificare l’ano. Dolcemente ha infilato una falange dell’indice, per poi tornare a stimolarlo esternamente.

Questo procedimento proseguì per almeno due minuti e vedere il dito dell’amico affondare nella carne di Giulia fu uno spettacolo molto provocante. Lei godeva, ce lo faceva capire; le piaceva essere penetrata nel culo.

Il massaggiatore fece un cenno a Claudia, senza smettere di palpare. Quest’ultima smise di masturbarsi per prendere uno dei plug più piccoli e bagnandone la punta con il gel, lo passò a Luca. L’oggetto avrà avuto un diametro di almeno due centimetri.

Il ragazzo appoggiò il plug all’ano e lentamente lo infilò dentro, poco a poco. Quando fu entrato tutto, per una lunghezza di cinque centimentri, Giulia godette in un orgasmo profondo e appagante, gemette a gran voce, gustandosi ogni secondo del piacere che stava provando. Il massaggio intenso e sensuale e il plug nel culo l’avevano scossa a tal punto da non poter più trattenersi.

Quando si riprese si sedette sul letto e ci trovò molto contenti per lei e soddisfatti per aver contribuito al suo desiderio.

Giulia:”Posso tenerlo?” Chiese maliziosa a Claudia e Luca.
Claudia:”Certo! Quelli sono fatti apposta per essere tenuti dentro quanto si vuole!” e poi rivolta a me:”Mattia, lo metteresti tu a me per favore? Sono più elastica di lei quindi non ci metterai molto, ed ho voglia di un bel massaggio”
Io:”Ma certo!”

La ragazza si stese e mi sedetti sopra di lei. Spruzzai il lubrificante e cominciai il massaggio sulla schiena.

Il pene eretto stuzzicava il suo culo a causa dei movimenti delle mie braccia. Aveva una pella veramente morbida e vellutata, mi piaceva accarezzarla. Le palpavo le chiappe formose ed eccitanti, le massaggiavo il buchetto voglioso che si contraeva ad ogni mio passaggio.
Poco dopo mi feci passare l’altro plug da Giulia, lo appoggiai all’ano e lo inserii dentro la dolce carne di Claudia che gemette felice per il mio trattamento.

Claudia:”Amore, scopami ti prego!”

Luca si posizionò subito dietro di lei e le infilò dentro il cazzo duro.

Spingeva rapido e potente, godevano insieme. Io e Giulia ci gustavamo lo spettacolo masturbandoci a vicenda. Era fantastico tutto quanto. Vedevo le loro facce vogliose che godevano e il cazzo che usciva e entrava mentre il plug anale ampliava il piacere di lei. Sentivo il loro respiro affannoso e le loro carni che sbattevano.

Giulia abbandonò il mio pene per dedicarsi a godere dalle mie dita. Lei e Claudia vennero insieme godendo forte, gemendo di lussuria.

Subito dopo Luca estrasse il pene e si masturbò ferocemente. Venne copiosamente in grossi schizzi di sborra calda e bianca, ricoprendo tutto il culo della sua ragazza.

Qualche secondo più tardi mi prese una strana voglia. In tutto quel tempo ancora non avevo goduto ed il desiderio accumulato mi portò a fare cose che non avrei mai immaginato di poter fare. Mi avvicinai a Claudia, ancora stesa, e al suo culo, appoggiai la lingua sulla sua pelle bagnata si sperma.

Lo leccavo tutto, lo ingoiavo, era ancora caldo. Mi piaceva sentirlo sulla lingua, portarlo in bocca e poi deglutirlo. La ragazza stupita muoveva il bacino per facilitarmi il lavoro. Leccarle le chiappe era sublime ed estremamente eccitante. Quando arrivai alla fessura del culo, tolsi il plug e lappai dolcemente il suo buchetto morbido e delicato.

Ora che era pulita da tutta la sborra, Claudia si alzò e mi chiese se poteva farmi finalmente godere.

Ovviamente accettai. Posizionò il mio pene tra le sue grandi tette, le strinse ed iniziò una spagnola incredibile. Era la prima volta che ricevevo una spagnola. La morbidezza dei suoi seni mi stimolava, i capezzoli duri mi solleticavano il bacino e i suoi occhi colmi di desiderio mi imploravano di riempirle il viso di sperma. Giulia per aumentare il mio piacere mi leccava i capezzoli con passione.
Durai al massimo cinque minuti, dopo di che urlai il mio piacere e scoppiai tutto il mio seme in faccia a Claudia che contenta cercava di riceverne in bocca il più possibile.

Quando ebbi finito aveva capelli, tette e muso pieni di crema.

Contenti e appagati avevamo vissuto un’esperienza entusiasmante.
Un’altra doccia ci permise di poterci buttare definitivamente a letto.

Serata a …. sorpresa

Ciao amore, le dissi rientrando in casa, oggi nell’ intervallo, mi ha chiamato al telefono la mia ex collega, Rita, te la ricordi ? “ quale, la maiala? “ esatto, proprio lei, dopo cena viene a trovarci per una chiaccherata e per farci vedere le foto delle ferie della scorsa estate.

“ Bene, mi è sempre stata simpatica” e non solo simpatica, oserei dire, visto come le scruti sempre da capo a piedi.

“ Guarda che la gelosa dovrei essere io, casomai “. Sai benissimo, che più che qualche bacetto fraterno, purtroppo, non c’è mai stato.

La serata prometteva bene, cena leggera, ma con buon vino, battute allusive piccanti e qualche toccata reciproca, ci fece arrivare al momento del dopo cena belli carichi.

Ore 21. 15 il suono del campanello, ci riporta alla realtà, e io faccio subito l’ appunto a Robi, che non è ancora vestita in ordine, ma lei prontamente mi dice che prima vuol vedere come sarà vestita Rita, e di conseguenza si sistemerà.

Alla porta si presenta una gran figa, bella donna, di quasi un metro e ottanta, gambe perfette, con una seconda di reggiseno, ben riempito, vestita con una camicetta semitrasparente e una gonna appena sopra il ginocchio, di quelle che scendendo dalla vita si allargano, calze velate e scarpe con un bel tacco.

A questo punto, Robi, è corsa in camera a prepararsi, e poco dopo ne è uscita con un abitino rosso, di quelli aderenti, con calze a rete nere e scarpe con tacco, insomma arrapante come il solito.

Dopo i soliti convenevoli, abbiamo iniziato a guardare il cd delle ferie di Rita e amica, fatte in un posto sconosciuto della grecia, solito bel mare, con poca gente e poco vestita. Lei e amica, sempre senza reggiseno, e dei perizomi , non piccoli, …. micro, sorseggiando del buon vino, che aiutava nelle battute piccanti.

La cosa mi manda in eccitazione, e anche Robi, dopo un po’ di culi e tette, ha cominciato a far complimenti all’ ospite, sulle gambe perfette senza cellulite e con occhiate ammiccanti, proprio alle sue gambe.

Rita a questo punto, per non esser da meno comincia a sfiorare le gambe di Robi, facendo altrettanti apprezzamenti fino a sollevare un po’ l’ abitino della mia maiala, per vedere dove finivano le autoreggenti …… ma sorpresa non erano calze, bensi il body ha rete con tanto di apertura in mezzo alle gambe e chiaramente senza perizoma, cioè con la gran fica depilata in bella mostra, sormontata solo da pochi peli, ben curati.

Colta di sorpresa, Rita se ne esce di shitto con “ ma che bella fica carnosa, mmmm viene voglia di morsicarla” era quello che si aspettava la mia maiala, sfilato il vestito si prodiga in una scosciata incredibile dicendo “ pronti, però fammi vedere la tua “
Oramai erano sextenate, ma soprattutto, nessuna delle due maiale mi teneva in considerazione, tanto meno il mio pacco gonfio e umido

Via camicetta, reggiseno e gonna, mi trovavo davanti a gli occhi il bel culo di Rita, solcato da un filo di cotone, che teneva insieme il perizoma.

In tanti anni di lavoro assieme, non l’ avevo mai vista così, come dopo solo mezzora di complimenti con mia moglie, ah ….. le donne

Robi a testa indietro sul divano e Rita a 90° sulla sua fica con la lingua infilata dentro ….. uno spettacolo mai visto. La fica rosa di Rita, tutta aperta in bella mostra, che non ho esitato dal doverla leccare, assaporando il succo che produceva in abbondanza.

A questo punto ho abbassato i pantaloni e ho liberato il cazzo che tenevo a bada con le mani.

Qui mi ha colto sul tempo Robi, che prontamente mi ha fermato dicendo “ fermo, voglio assaggiare il sapore di un’ altra fica “ e così dicendo di shitto, forma un 69 con Rita. Non capivo più niente, il cazzo duro che sgocciolava di voglia, mia moglie, con la faccia infilata nella fica di Rita, che per anni si è rifiutata e ora è lì in bella vista, la mia porca tutta tremante a gambe spalancate con una lingua estranea che la risucchia, io che mi segavo alla grande, così non ho più resistito e l’ho infilato nella fica di Rita, con la lingua di Robi che leccava tutto ciò che si trovava davanti, fica, clitoride gonfio, cappella e palle.

Con tutta la buona volontà, è dura trattenersi, in una situazione simile, perciò dopo una dozzina di spinte ho svuotato tutto nella fica di Rita, che mugugnava goduta, ma soprattutto Robi che leccava ciò che fuoriusciva, sborra, cazzo, succhi vaginali, come sempre, una maiala.

Cerco di infilarglielo in gola, ma lei preferisce tuffare la faccia tra le labbra carnose della fica di Rita, cercando di succhiare la sborra che cola fuori, mai vista così sextenata, tutta la faccia bagnata dai succhi della fica e dalla mia sborra abbondante.

A questo punto le 2 porche si son messe a forbice, ovvero fica contro fica, strusciandosi con la mia sborra che faceva da lubrificante. Dopo poco Robi ha cominciato a sudare e tremare, sintomo che stava per godere, e così Rita spostandosi un po’, le ha infilato dentro 3 dita, giusto quei 30 secondi prima che lei godesse. Sembrava posseduta, si agitava, spingendo sulle dita affinchè ne entrasse sempre un pezzo in più, facendo un infinità di versi mai sentiti neanche quando si scopa qualche grosso cazzo.

Uno spettacolo che non so cosa avrei pagato per vedere, e invece era tutto lì gratis, sul divano di casa nostra.

Mentre Rita si leccava le dita succose, Robi ha cominciato a strusciarsi seno contro seno, limonando l’ ospite, come se si amassero da sempre. Oramai le dita si muovevano ovunque senza un preciso senso, l’ importante sembrava dover toccare il più possibile, tette, culo e interno fica di Rita, che a sua volta ansimava come una vaporiera.

La “ battaglia “ è finita con Rita a gambe aperte che si faceva sditalinare da Robi, che intanto le leccava i capezzoli e lei che smanacciava il mio cazzo fradicio, cercando di portarselo alla bocca, solo allora, ho capito quanto sia porca la mia Robi, perché prontamente con la scusa di leccarmelo anche lei, ha cominciato a slinguarsi il mio cazzo, che nel frattempo è tornato duro, ma ogno yanto, toglierle il mio cazzo dalla bocca, e limonare la nostra ospite che mi palpeggiava le palle, dicendomi “ pensa tutti questi anni cosa ci siamo persi “

Ma ora avremo tutto il tempo che vogliamo per poter recuperare, anche senza foto del mare.