Archivi tag: uomo

L';estetica del cazzo

Fin da piccola i miei genitori mi hanno trascinata per musei, pinacoteche e gallerie d’arte.

Che barba !!!

Loro affermavano che, anche se mi annoiavo, in realtà stavo accumulando cultura e conoscenza.

Vero, verissimo. Ma che barba !!!

Ricordo i miei piedi che si strascicavano a fatica lungo quei corridoi infiniti. Chilometri di quadri, statue, vasi e manufatti di ogni genere di cui non mi fregava assolutamente niente.

I figli sono troppo spesso vittime delle ambizioni dei genitori.

In età adolescenziale però, quando i primi pruriti fanno la loro comparsa, trovai nuovi stimoli e curiosità e, quello che fino ad allora non avevo notato, divenne l’obiettivo di ogni visita museale.

Il corpo nudo.

Il corpo nudo di uomini e di donne. Corpi strani, spesso deformi e tormentati, altre volte eroici ed algidi.

Ma sempre e comunque corpi nudi.

Tanto erano diversi dai corpi delle persone che mi circondavano da risultare artefatti, sintetici, irreali, sproporzionati.

Donne dai corpi opulenti con piccoli seni adolescenziali, uomini muscolosi, altissimi, con piselli a dir poco ridicoli al cospetto delle loro masse muscolari.

Di fronte all’estasi di mia madre ai piedi di un Ercole potentissimo, esternai la mia perplessità sulle proporzioni della figura dell’uomo. La risposta, anche se divertita, fu molto accademica e fredda e non mi chiarì affatto il dilemma che mi ponevo: ma gli uomini, anche quelli muscolosissimi, ce l’hanno davvero così piccolo?

Solo alcuni anni dopo potei chiarirmi, è proprio il caso di dire toccando con mano, il dilemma.

No, gli uomini, mediamente, non lo hanno piccolo come Ercole!!!

Che bello l’organo genitale maschile !!!

Ha mille nomi e mille forme diverse ed è sempre una sorpresa (non sempre positiva…ah ah ah…) quando il tuo partner te lo esibisce per la prima volta.

L’emozione di quando slacci la cintura, dopo aver pregustato palpandone la consistenza, l’impaccio di liberare l’oggetto del desiderio, l’ansia di poterlo vedere libero da costrizioni e ritrovarsi in ginocchio di fronte allo svettare della potenza della natura….

…ah…quanti ricordi !!!

No, questa non vuol essere un’ode al maschio (o ancor meno al suo membro!!!).

Semmai vorrebbe essere una sorta di catalogazione, seppur limitata, dei generi, delle specie e delle caratteristiche (negative e positive) delle mie esperienze.

Potrei iniziare tipo con…. mi ricordo di…. mi ricordo…

Mi ricordo di quando mi nascosi un pomeriggio intero in un canneto. Noiosissime vacanze in campagna in compagnia di soli maschi.

Loro giocavano sempre a calcio mentre io mi annoiavo a comporre ghirlande di fiori. L’unica volta che provai a giocar con loro a calcio fui severamente redarguita da mio padre. Non era cosa per ragazzine.

Altri tempi.

Li vedevo giocare, sudare, litigare. E io seduta silenziosa a bordo campo. Avevamo tutti intorno ai tredici, quattordici anni. Nessuno di noi (o meglio di loro…) pensava al sesso. Io ero già “diventata” donna e, a dirvi la verità, al sesso un po’ ci pensavo.

Più che al sesso, pensavo alla scoperta dell’altro sesso. Erano anni ormai che mi chiedevo come fosse il “pisello”.

Così, vista la loro strana abitudine di pisciare in compagnia al grido di “chi non piscia in compagnia o è un ladro o è una spia”, decisi di nascondermi dentro un canneto in posizione favorevole ad ammirare per la prima volta uno “spettacolo” riservato al genere maschile.

Quel giorno non ne volevano saper proprio di pisciare.

Sentivo le loro urla, il pallone rimbalzare, le imprecazioni per un goal sbagliato. Nel frattempo, le zanzare, mi stavano martirizzando.
E finalmente, dopo tanta attesa, gli arrivò l’agognato stimolo!!!

Arrivò prima il più piccolo del gruppo che, indifferente alla presenza dei compagni, si abbassò i calzoncino iniziando ad irrigare le piante sottostanti. Era circa cinque metri sopra di me e trattenendo il respiro, strizzai gli occhi per mettere a fuoco il suo pisellino.

Mi ricordo…mi ricordo ancora….

Mi ricordo del mio primo ragazzetto timido. Era spaventato più di me e quando si spogliò non mi dette neanche la possibilità di osservare ciò che mi stava per penetrare.

Fui io ad incoraggiarlo, curiosa.

Non mi parve paragonabile a quello di Ercole o David. Era molto peloso, storto sulla sinistra e il prepuzio non ricopriva il glande.

A quello ne sono seguiti molti altri: lunghi e lunghissimi, alcuni tanto corti da sparirti in mano (sigh!!!), tozzi come tappi di damigiana, superbi e presuntuosi, curvi in su, curvi in giù, dritti come un palo, a cono, alcuni con cappelle a punta, altri con cappelle simili ad albicocche, qualcuno sproporzionato rispetto alle palle, altri con palle sproporzionate rispetto al fusto…

Insomma, ogni volta che cali un paio di braghe ad un uomo, non sai mai cosa ti capita.

Un po’ come la shitola di cioccolatini di Forrest Gump.

Resta fermo

Nota al Racconto: Un gesto estremo per una donna ha un valore diverso per un uomo. Quando le differenze tra i due sessi fanno la differenza.

Mi fanno ancora male i muscoli. E’ stata una notte davvero intensa. Anche per te, credo.

Eppure sei lì, in piedi, nudo, di fronte al microscopico lavandino della nostra stanza d’albergo portoghese. Il pavimento in legno emana odore di foresta ed umanità. La persiana scalcinata permette alla luce del sole di baciare il tuo corpo perfetto come un lama radente.

Questo strano gioco di luce ti dipinge per quello che sei: una statua di un’eroe ellenico. Un bronzo di Riace, incredibilmente mio. Osservo le tue spalle da canottiere, la schiena ben disegnata, lo stretto bacino, i tuoi glutei muscolosi, le gambe possenti.

Accarezzo il tuo corpo con i miei occhi che durano fatica a stare aperti. Sono ancora incredula. Tutto quel ben di Dio è toccato a me!!! Neanche un mese fa mi sembravi irraggiungibile.

“Sei sveglia?…” – mi chiedi guardandomi con i tuoi occhi neri attraverso lo specchio

Sospiro languida come per risponderti di sì. Pigri rumori della strada interrompono il ruvido scorrere della lama sul tuo viso. Che gesto maschio quello del radersi!!!

Mi sorridi complice. Nuda, mi stiro sul letto, il piacevole fresco delle lenzuola in lino. Mi lanci un bacio nel riflesso. Ci siamo regalati l’un l’altro stanotte!!! Quante volte lo abbiamo fatto? Non ricordo.

L’ultima, probabilmente, sognando anche se sulla mia pelle percepisco ancora il tuo piacere ormai secco.

Come fai ad essere così sveglio?

Ti sciacqui il viso e ti insaponi nuovamente. Seconda passata di lametta per la tua barba fitta e nera. Ah…se ti fossi raso ieri sera!!! Quanto sarebbe stato meglio. Sento ancora la pelle sensibilizzata dal passaggio del tuo viso che, come carta vetro, ha lasciato i suoi maschi segni ovunque tanto che, mi sembra di sentire ancora la tua presenza sul collo, sul seno, tra le gambe.

Sento pulsare tra le cosce. Ma non è il desiderio di farlo nuovamente. E’ il semplice desiderio di te. Ti volti verso di me. Sento una fitta di desiderio ancora più forte che mi impone di toccarmi. I tuoi pettorali, gli addominali scolpiti, il bruno cespuglio di peli che incornicia il tuo membro, stanco, ma sempre affascinante.

“Sei incredibile !!! Hai ancora voglia?…non ti è bastato?…”
“RESTA FERMO!!!…” – gli grido mentre la mia mano è già partita

Che rabbia che mi fai!!! Non capisci? Non è il mio organo sessuale che mi spinge a fare questo.

Non è la voglia di godere ancora. E’ un regalo, un dono che ti voglio fare e che parte dal cervello, dal cuore, dallo stomaco. Rimani fermo, ti prego. Fammi soltanto ammirare il tuo corpo, i tuoi occhi. E ti prego, non dire niente. Rovineresti tutto con le tue improprie considerazioni maschili.

Hai un espressione sorpresa mentre mi osservi. Cerco di immaginare cosa vedi. Le mie gambe larghe, le dita che allargano le grandi labbra come a creare lo spazio per la tua vista.

Penetrami con quei tuoi occhi neri…li sento!!! Hai la faccia insaponata, la mano ferma a mezz’aria col rasoio in mano. E stai obbedendo alla mia richiesta. Immobile, fermo, attonito. L’unico movimento è quello del tuo membro che risponde, come un “grazie”, al mio regalo.

A nessuno, mai, ho regalato questo. Il gesto più intimo di una donna. Lo sto regalando a te, sfacciatamente, spudoratamente. Sono tua!!! E vedere che ti stai eccitando mi gratifica.

L’eccitazione va alle stelle. Ci guardiamo dritti negli occhi. Forse hai capito?

La tua mano corre verso il tuo sesso eretto. Vuoi ricambiare il dono? Fallo. Fallo, amore mio.

Lo fai lentamente. Con lussuriosa sapienza. Lo tratti bene il tuo membro!!! Lo scappelli, lo sventoli per fargli acquisire quella forma che poche ore prima mi ha devastata. Sostieni il sacco glabro dei testicoli. Anche tu, adesso, sei sulla mia lunghezza d’onda.

E’ come se stessimo nuovamente facendo l’amore. Ti sento. Dentro, addosso, ovunque.

Ti volti verso di me. Il mio sesso ed il tuo…. sono in asse. Basterebbe un passo e mi saresti nuovamente dentro. Ma il regalo è questo: guarda quanto amo te, il tuo corpo. Guarda quanto ti desidero. Alzo con fatica le gambe doloranti, le allargo. Sono tutta tua.

E vengo…vengo per l’ennesima volta. Soffoco a stento i lamenti del piacere mentre ti osservo.

Anche tu stai per esplodere. Riversi la testa all’indietro come in uno sforzo. La tua mano accelera sul membro ormai gonfio e violaceo. Lo strizzi, lo trattieni, lo soffochi.

Poche gocce del tuo piacere si depositano come petali di un fiore incandescente.

Distillato d’amore?

Un nuovo flusso di calore violento mi assale. Il calore del tuo seme sul mio corpo.

Ci siamo regalati una cosa davvero grande!!!

Ti aspetto tra le mie braccia.

Chiudo gli occhi nell’attesa di un abbraccio, un bacio a fior di labbra.

Quando riapro gli occhi tu stai di nuovo curando la tua barba.

“Sei proprio una porcellina…. ” – dici ridendo

Neanche il coraggio di evitare il diminutivo.

Non hai capito niente gran bel pezzo di Bronzo di Riace!!!.

Sorpresa per matura

Mi reco spesso al mare vicino a Roma e spesso vado in una spiaggia dpove si pratica il nudismo. Giorni fa c’era una coppia sui 60anni con Lei ancora affascinante e con un bel corpo. Io come al solito mi metto in disparte tranquillo a prendere il sole integrale e la coppia era a circa 10m da me. Quando mi sono spogliato mi sono steso e messo steso tranquillo e beato. però sentivo che qualcuno mi osservava, mi sentivo scrutato e mi alzo e mi accorgo che la Lei di coppia mi osservava ogni tanto.

Guardava il mio corpo ed il mio cazzo beato sotto il sole. Passano circa 20 minuti e la tizia continua a guardarmi e fissarmi. In un attimo il marito si allontana per farsi un bagnetto a mare visto che il caldo iniziava a farsi sentire, e mi accorgo che la sua donna si alza e mi si avvicina per chiedermi se gli facevo una sigaretta visto che Lei le aveva dimentocate in macchina. Io gli faccio la sigaretta ed alla fine prima di tornare sul suo asciugamano, mi dice, “che bel cazzo che hai lo vorrei prendere tutto…” Si gira e si allontana.

Verso le 15. 00 vedo che la coppia si divide, il marito si riveste e va via. Bene adesso prendo io l’iniziativa e mi vado a stendere vicino a lei. Felice sia io che lei di stare vicino mi inizia a raccontare delle sua vita degli ultimi anni e tra questo mi confessa che vorrebbe trovare un uomo che un bel cazzo che la sfondi per bene. Io a questo punto mi offro volontario…..e lei inizialmente si fa una risata, forse incredula della situazione.

Dopo poco mi fa presente che abita vicino alla spiaggia e che il marito era andato via perchè doveva andare a lavoro. Bene Lei mi invita a casa sua. Cazzo già immaginavo di sbattergli il mio cazzo nel culo e sfondarla senza pietà. Arriviamo a casa sue e ci facciamo subito una doccia. Lei sotto la doccia inizia a toccarmi il cazzo che subito dopo diventa durissimo dritto e bello grosso. Io di mio inizio a toccarla tutta ed infilo subito le dita nella sua figa bagnatissima, e dopo gli infilo un dito nel culo cercando di capire se ci sarebbe stata a farselo mettere dietro.

Che lo dico afare? Sia figa che culo erano aperti alla grande. Andammo subito a letto e dopo un bel 69, la giro e gli sbatto in fica i miei 23 cm duri grossi. Lei inizia a godere come una vera troia…. infatti lo era, e io la sbatto con colpi poderosi nella figa facendogli entrare tutto il mio cazzo dentro. Pecosina sublime, poi smorzacandela e varie…. Lei sborra tre volte urlando come una matta.

Alla fine ecco la mio sesso preferito e che amo alla follia. nuova pecorina, Lei che prende il mio cazzo e lo infila nel culo. Appena untrata la cappella, io gli do un colpo forte e lo faccio entare tutto nel suo culo dilaniato ed aperto più che mai, ed inizio ad incularla alla follia con colpi esagerati. lei che si dimenava e che mi confidava che mai aveva preso nel culo un cazzone grosso e che stava realizzando il suo sogno.

Alla fine io godo sborrandogli in faccia getti continui di sborra, facendola soffocare di sborra. Finito il tutto lei mi mostra il suo buco di culo, che una volta da me allargato con le mani, mi appare una carverna spalancata, che meraviglia. Il tutto nell’attesa che il suo cornuto del marito torni a casa con il suo cazzetto, pronto ad entare nelle caverne che gli ho fatto. questo succede giorni fa, ed oggi la tizia continua a farsi sfondare da me ogni volta che il marito non è in casa.

Che belle le donne mature, le amo.

Padrone IV

“Buon giorno”
“Buon giorno a lei”
Da qualche giorno non era più la prima ad arrivare in ufficio, il che la disturbava un poco ma non le importava più molto. Era la chiusura del trimestre e tutto l’ufficio era in subbuglio e molti erano costretti ad arrivare prima per poter consegnare in tempo i propri rendiconto. Per la prima volta da quando aveva iniziato a lavorare era stressata, doveva lavorare in fretta e con precisione, senza delle vere pause.

Padrone non si faceva sentire, si sentiva un po’ triste per questo, accarezzava spesso il foulard e si diceva che comunque stava bene anche senza quel gioco, che poi lei non aveva fatto nulla di male, anzi, l’ultima volta era anche stata premiata e che quindi non era colpa sua se non andava avanti, sospirava e si intristiva sperando che non fosse tutto finito.
Arrivata nel suo angolino, come tutte le mattine, andò al cassetto, lo aprì non aspettandosi nulla ma sul fondo trovò qualcosa di pesante avvolto in una stoffa rosa.

Lo tirò fuori e le sembrava proprio fosse una bottiglia al cui collo, per tenere chiuso il sacchetto, c’era un nastro a cui era appeso un foglietto, uguale a tutti gli altri che aveva ricevuto.
Finalmente, pensò, dopo tutto questo tempo di nuovo un segno di Padrone, era felice, dall’incarto le sembrava che fosse un regalo e quindi aspettare pazientemente senza scrivere ancora lei stessa dei biglietti aveva pagato. Aprì il bigliettino

Tre manciate in acqua calda.

Padrone

Non capiva. Non importava in quel momento, sciolse con cura e lentamente il nastro. L’incarto si aprì da solo come una corolla e rivelò la bottiglia in vetro dalla bocca larga. All’interno c’era come della finissima ghiaia rosa, l’etichetta diceva “Sali da bagno”. Oh, pensò, mai avuti… Tolse il tappo in sughero, il profumo di rosa e gelsomino l’avvolse con forza, era inebriante, le servì tutta la sua forza di volontà per riporre nella confezione la bottiglia e metterla nella borsa prima di cominciare a lavorare.

Arrivata a casa era distrutta, la giornata era stata nuovamente pesante ma il suo animo era leggero. Quello nella sua borsa era il primo regalo che non aveva potuto usare immediatamente, era qualcosa che poteva usare solo in casa e dovette aspettare per tutto il lunghissimo giorno prima di seguire le indicazioni del biglietto. Posò la borsa, prese la bottiglia ed andò subito in bagno. Tolse le scarpe che non sopportava più, rilesse il bigliettino per sicurezza ed aprì l’acqua calda.

Da quando si era trasferita nell’appartamento aveva sempre pensato che fare la doccia in una vasca da bagno era la cosa più scomoda del mondo, troppo ingombrante, il bordo da scavalcare ogni volta e la tenda che puntualmente sgocciolava in terra. Invece ora aprì completamente la tenda e la appiattì per bene contro il muro. Mentre l’acqua continuava a sgorgare fragorosamente dal rubinetto si spogliò e ripose gli indumenti nel cesto dei panni sporchi, il foulard per ultimo, lo piegò con cura e lo lasciò in bella vista sul ripiano degli asciugamani da dove ne prese uno pulito che lasciò cadere a terra vicino la vasca.

Dall’acqua si alzava un sottile strato di vapore, immerse una mano, perfetta, proprio la temperatura che piaceva a lei. Prese la bottiglia, la stappò e annusò di nuovo il contenuto fino a riempirsene i polmoni. Versò attentamente nel cavo della mano i sali e poi li lasciò cadere nella vasca per tre volte, come diceva il bigliettino, immerse la mano fino a toccare il fondo e scosse l’acqua per farli sciogliere completamente.
Il livello dell’acqua le sembrava giusto, la temperatura perfetta ed il profumo invitante, si decise ad entrare.

Immerse un piede, poi l’altro ed i polpacci tesi già le facevano meno male. Si sedette lentamente osservando il livello dell’acqua che saliva senza andare oltre il livello di pericolo di allagamento del bagno. Fece scivolare i pollici sulla nuca per raccogliere i capelli ed evitare di bagnarli.

“Mai più capelli legati”

Le tornò in mente una delle richieste di Padrone, aprì le mani e lasciò che i capelli si sciogliessero di nuovo sulla pelle nuda della schiena.

Se non li legava tanto valeva bagnarli completamente per tenerli composti, lasciandosi scivolare nella vasca si immerse completamente con gli occhi chiusi e senza la fretta di prendere di nuovo fiato, l’acqua era così calda ed accogliente, come le coperte calde in una fredda giornata invernale. Riemerse e con le mani lisciò i capelli per sistemarli, appoggiò la testa al bordo e chiuse di nuovo gli occhi per godersi appieno quel momento.
Il vapore caldo che si alzava dall’acqua portava con sé il profumo di rosa e gelsomino, si sentiva meglio, le piaceva quella fragranza e ne respirava a pieni polmoni.

Ogni respiro però, correndo sulla pelle nuda e bagnata del petto la raffreddava e lei muovendo sinuosamente la mano si portava dell’acqua a riscaldare quella parte esposta. Accarezzandosi la pelle nuovamente calda trovò che i capezzoli inturgiditi dal freddo non avevano affatto perso il proprio gonfiore, sorresse i seni tra le mani e con le dita continuò a stimolare quei due bottoncini sensibili. Dalla sensazione al basso ventre sapeva il motivo per cui i capezzoli erano ormai ben ritti, incrociando e stringendo con forza le cosce sentiva il suo sesso pulsante e voglioso.

Con un respiro liberatorio immerse la mano destra e la fece scivolare più in basso dell’ombelico, giù attraverso i peli pubici fino a trovare il clitoride, per un istante perse il respiro e strinse forte il capezzolo che aveva ancora le attenzioni dell’altra mano.
Il calore dell’acqua ed il suo profumo sembravano averla ubriacata, sapeva di essere pronta, fece scivolare l’indice tra le pieghe soffici della sua carne. Entrando dentro sé stessa riconobbe come frutto del suo desiderio e non dell’acqua tutto intorno a lei quella sensazione di viscosità che le circondava il dito.

Andò dritta ed immediata a quel punto magico che… ancora una volta le prese il respiro e le fece contrarre tutti i muscoli nel tentativo di controllarsi.
Sentiva già le gote in fiamme e che il respiro le si faceva sempre più affannato, quel punto è sempre lì e lei si è chiesta ogni volta come sia possibile che i suoi ragazzi non lo avessero mai trovato. Accarezzandosi con il massimo dell’amore per sé stessa aveva la convinzione che Padrone invece lo avrebbe trovato subito e che con la Sua mano tra le gambe lei si sarebbe sentita appagata, ma la mano di un uomo come lui doveva sicuramente essere più forte e decisa della sua così, cercando di figurarsela, premette anche il medio all’entrata del suo sesso fino a farlo scivolare dentro a raddoppiare il piacere.

Ma non sarebbe stato soltanto da dentro che le avrebbe dato piacere, sapeva che si sarebbe sentita felicemente sopraffatta dalla sua presenza e così iniziò a massaggiarsi il clitoride con le pressioni del palmo.
Chiuse gli occhi e dipinse nella sua immaginazione quell’uomo che le avrebbe dato piacere in quel modo così totale e mentre pensava questo la sua mano continuava a stimolarla, le gambe ormai spalancate per accogliere tutta la forza della sua passione.

Sentiva la testa girare per il caldo, i respiri troppo frenetici e per i movimenti ritmati della mano. Sull’orlo del piacere contrasse le dita per sfiorare di nuovo quel punto così intimo e sensibile e l’onda di appagamento che ne shiturì si estese a tutto il corpo scuotendola dal profondo.
Negli istanti successivi rimase immobile a godersi gli ultimi istanti di annebbiamento dei pensieri, immerse un poco il viso nell’acqua calda per rinfrescare i tizzoni ardenti dei suoi zigomi.

Si abbandonò completamente al relax dell’acqua che la cullava stingendola nel suo abbraccio, stanca, distrutta ma appagata.

Potete trovare il seguito di questa storia e gli altri miei racconti sulla mia pagina de “I racconti di Milu”.

I giorni passano, le settimane volano.

L’estate è passata, arriva settembre iniziano le scuole, i primi malanni di stagione non si fanno aspettare, la ditta dove lavora mamma ha deciso di organizzare una gita cui possono partecipare dipendenti e clienti. Il programma: da VENEZIA crociera del mediterraneo otto giorni sette notti,
partenza il 23. Al mattino Anna le accompagna all’autobus
per raggiungere la località di partenza. Non riuscivo ad accompagnarle ero assente per un servizio. In mattinata Marina era salita da Anna con un pacchetto di punture da far fare alla figlia
e si era raccomandata di badare ai due ragazzi, lasciandoli la massima libertà di agire nei loro
confronti come se fosse una vera e propria zia.

La mia giornata trascorre nella normalità; nel pomeriggio Anna mi telefona dicendomi di passare al market ed comprare due bottiglie di Coca Cola, affettati ed un po’ di frutta. Passando davanti al negozio di intimo in vetrina mi innamoro di un trittico che senza batter ciglio acquisto e mi faccio fare un pacchettino. Con il borsello (degli strumenti), sacchetto della spesa, e pacchetto mi avvio a casa sua.
Portone come sempre aperto, suono Marco mi apre la porta.

Lui con un amico giocano davanti al pc in cameretta, sulla console un sacchetto di carta, (ero allo scuro di tutto il pacchetto sulla consolle era la cura:quattro confezioni di Epagriseovit) poso sulla sedia la mia borsa sul cuscino di Anna lascio il pacchetto appena acquistato e richiudo, in cucina,bottiglie e l’affettato in frigo e
mi siedo sul divano. Dal bagno esce Anna in tuta,mi abbraccia senza dirmi nulla, parliamo del più e del meno, mi chiede se ho sentito la mamma.

Nell’accompagnarle ha incontrato Tommaso e Marina che partivano anche loro per festeggiare i 25 anni di matrimonio, le hanno chiesto di badare ai ragazzi che erano più tranquilli ed in particolare ad Elisa che doveva seguire la cura. Si sono trasferiti nel mese di Agosto
nell’appartamento al primo piano ricevuto in eredità dopo aver ristrutturato, Mattia 14 è nato lo stesso giorno di Marco, frequentato la stessa classe praticamente tra loro c’è sempre stato un cordone ombelicale.

La sorella era andata dalla nonna ed alle 19 doveva rientrare.
Anna, aspettava l’affettato per finire di preparare le pizze, finito chiede a Mattia di inviare
un messaggio a Elisa. (allo scuro di tutto il pacchetto sulla consolle era la cura della quattro
confezioni di iniezioni), neanche il tempo di inviarlo, arriva: Elisa, carattere forte, un bel tipetto alta 1. 65 castana chiara, in ballerine e leggings una maglietta che copriva il sedere, da entra
in cucina si avvicina ad Anna e la bacio, mi saluta.

E curiosa tra i fornelli, Anna chiede se pizza
questa sera e di suo gradimento conferma. Si siede sul divano ed inizia a fa mille domande,
la cosa che più la scoccia e la preoccupa sono le punture, io sto a sentire i loro discorsi, per
correttezza non intervengo. Elisa racconta che tutti gli anni all’inizio dell’anno scolastico
sua mamma di concerto con il medico la obbligano a fare una cura ricostituente contro la sua
volontà, e mentre per gli anni scorsi era una praticona vicina di casa francese di settant’anni
che quando pungeva faceva male, quest’anno cambiando abitazione la mamma parlando con
Anna si era tolta la preoccupazione affidandosi a lei.

Mentre apparecchiava tavola e facendosi
aiutare, Anna”vuoi toglierti il pensiero subito o dopo cena” – Elisa “non saprei, se…. lo/la
chiami subito (non sapendo che ero io a doverla bucare) quanto ci mette ad arrivare?”
la mamma, la chiamava quando ero in casa, era sempre disponibile anche se solitamente
veniva alle sette prima di cena. Continuando la conversazione Anna le chiede vuoi farla
sempre alle sette? Elisa: “no, domani e domenica visto e considerato che, ci mettiamo d’accordo”
Anna, si rivolge a me:”sulla consolle ci sono le shitole prendile e prepara.

Elisa, in un attimo sentendo Anna dandomi quell’ordine sbiancò in volto. Dalla sua bocca
un sibilo……………. NOOOOOOOOOOOOOO.
Io nel mentre mi ero alzato a prendermi medicinale e borsello, ed in bagno per alcol e cotone [Marco che ha una vista che fulmina in casa nessuno e capace di muovere un dito che lui non si accorga rivolgendosi a Mattia inizia il rito], Elisa non aveva paura delle iniezioni, ma una buona
dose di vergogna nel doversi mostrare ad una persona che vedeva per la prima volta ed un uomo seppur più grande di qualche anno.

a confortandola Anna: me ne ha fatta quaranta ha una mano leggera. non ho sentito male, e solo un tipo di medicinale mi ha infastidita, Marco e Mattia fanno
gli assistenti, mentre Anna ed Elisa vanno in camera mentre io finisco di preparare, come entra in
camera Anna vedendo il pacchetto sul letto lo apre, dentro un coordinato intimo, entro con la
siringa Elisa è seduta sul letto e annuisce.
Mi vergogno un po’ – alla fine confessa.

Ma dai, è solo una puntura, abbassa i leggings da brava e sdraiati. Sarò delicato.
Davvero? Mi fido.
Leggings calati fin ai polpacci e le cosce coperte da un paio di mutandine nere, di pizzo, coprenti
che lo fasciano strette le natiche sode di una diciassettenne, Anna, le tira giù fino a metà e le prende
le mani per consolarla, – Da che parte vuoi che iniziamo: destra o sinistra.
Elisa: Sinistra – risponde lei.

Inizio a massaggiare il gluteo interessato. E’ sodo da morire.
Anna osserva ogni mia mossa, ogni mio sguardo verso le natiche di Elisa come nuovo le mani
gelosa.
Sei pronta?
Si
Allora buco! Con la mano sinistra sollevo la carne bianca a mò di pizzicotto, ed infilo l’ago.
che entra come se fosse burro, è già nel culetto e le inietto piano il liquido.
Anna:”Non ha fatto storie, è stata brava”.

Finito… – Lei di già… Tolgo l’ago e massaggio soffermandomi per bene.
Anna, dall’altra parte del letto si leva la tuta si prova le mutandine, ed il reggiseno.
Elisa la guarda fissa: “ma tu……………………. ti spogli davanti ad un uomo così ed ha una
donna. Anna: “tranquilla mi ha già vista nuda più volte ed anche davanti al ginecologo, poi sia
io che te Elisa siamo fatte uguali”. Entrambe si rivestono ed andiamo un cucina.

Ormai la pizza ci aspetta, ed i ragazzi son impazienti di mangiare, Elisa ogni tanto si
massaggia, finito tutti i piatti nel lavandino ci sediamo sul divano, i ragazzi continuano in
cameretta con il pc. Io ed Elisa ci accordiamo come fare domattina e domenica.

Buona Notte.

IL MIO PLUG

Prima di iniziare per quelli che non sanno cosa sia un plug anale andate a vedere una mia foto qua. Il mio plug ha un nome, o meglio io gli ho dato un nome. Per tutto quello che ha subito e gli ho fatto passare il nome che più lo rappresenta , a mio avviso chiaramente, è SPARTACO!!! Nome che mi ricorda un gladiatore romano, maschio e cazzuto. Io amo il mio Spartaco. Ricordo come fosse ieri la sera che entrò a far parte della mia vita , e non fu il solo posto in cui entrò !! Non sapevo cosa fare e avendo già un reparto giochi ben fornito , decisi di prendere la macchina e andare a fare visita al mio amico Fausto, titolare di un piccolo sexyshop non lontano da casa mia, per completare la mia collezione con un oggetto che scandalosamente mi mancava: un bel plug !!! Arrivai al negozio, erano le 23 circa , e quando entrai Fausto, conoscendo le mie esigenze particolari, come di consueto chiuse il negozio, attaccando sulla porta un foglio con scritto VENGO SUBITO.

Se avesse scritto ” torno subito” sarebbe stata una menzogna!!!! Lo era comunque, anche se iin modo più veritiero, nel senso che Fausto non era un uomo che veniva subito, ma ci metteva un bel po’. Comunque dopo avermi salutato alla sua solita maniera, cioè togliendosi i pantaloni e restando col cazzo a penzoloni, e facendo lo stesso con me, lasciandomi a culo scoperto, mi chiese che cosa mi servisse. Risposi un plug.

E lui me ne fece vedere diversi , di diverse misure e materiali. Allora nel vedermi indeciso volle sapere su quale misura ero più indirizzato. Non ebbi esitazioni nel rispondere che la misura che stavo cercando era esattamente quella del suo uccello, che ritenevo di circonferenza perfetta. Al che lui mi propose di provarne qualcuno non prima di avermi messo il suo cazzo nel culo, in modo da trovare con più precisione quello giusto.

Mi sembrò un’ottima idea!!! Fausto, che aveva un occhio di riguardo per il suo cliente preferito approfittò per farmi provare un lubrificante nuovo che a detta sua non lasciava le mani unte o appiccicose. Ritenni cortese accettare il suo invito. Apri’ una confezione nuova mentre io gli stavo succhiando il cazzo per farglielo venire il più duro possibile. Mi lubrifico’ il buco del culo e mi infilo il suo grosso membro dentro il mio corpo.

Senza troppi movimenti, mi lasciò il tempo per memorizzare la circonferenza del suo pene, e quando gli dissi che ero pronto per provare il primo plug, lui tolse di colpo il cazzo dal mio culo e dopo un altra svelta spatolata di quel devo ammettere molto efficace lubrificante mi infilò di netto il primo plug. Ahia!!! che maniere Fausto!! Sempre il solito. Comunque convenni che quel plug non aveva la circonferenza che volevo.

Allora lo tolse con la stessa grazia che usò nel mettermelo. Mi fece provare il secondo. Niente , nemmeno questo era quello giusto. Nella sua immensa saggezza Fausto ritenne che fosse il caso di rinfrescare la mia memoria e mi impalò di nuovo il culo col suo pisellone. Questa volta avendolo prima ben lubrificato mi scopo’ , e bene direi, mi fece suo tra i vibratori e i dildo. Gli scaffali tremarono finché non si lasciò andare e urlò di godimento nel riempirmi il culo di sperma caldo.

Forza Fausto, proviamo il terzo plug!!! E finalmente lo trovai. Il mio Spartaco. Avendo il culo pieno di sborra decidemmo che era meglio che lo tenessi su, almeno finché non fossi arrivato a casa e potessi scaricare tutto lo sperma che avevo dentro di me. Quindi pagai, mi rivestii, e con Spartaco nel culo uscii dal negozio. Fui felicissimo!!!! Spartaco mi fece godere fin da subito!!! Quando salii in macchina e mi sedetti con Spartaco che spingeva dentro di me mi sembrò di essere in paradiso.

Tanto che neanche me ne accorsi che nel passare sula corsia opposta per dirigermi verso casa, una volante della polizia mi fermò. Proprio di fronte al negozio. Forse mi stavano aspettando, non lo so. Ricordo solo che quando mi chiesero patente e libretto mi accorsi di non avere il portafogli in tasca della tuta. Lo avevo probabilmente dimenticato da Fausto. Che gran casino. Quando spiegai al poliziotto che la patente non l’avevo con me, allora lui mi chiese cosa avessi comprato al sexyshop.

Non ebbi il coraggio di parlargli dì Spartaco. Tanto più che Fausto non mi fece nemmeno lo scontrino. Allora risposi che non avevo comprato nulla. E perché allora avevo tirato fuori il portafogli per poi dimenticarlo in negozio? La domanda fu più che lecita. Ma non ottenendo nessuna risposta, il poliziotto mi invitò a scendere dalla macchina. Fu allora che mi ricordai che il mio amico cazzone Fausto vendeva popper di sottobanco!!! E di sicuro il poliziotto volle accertarsi che io non avessi acquistato della droga.

Scesi e mi fece mettere di spalle con le mani dietro la nuca. Non fece nemmeno in tempo a perquisirmi che accadde l’inverosimile che tuttavia mi tolse da quella spiacevole situazione. Io indossavo un paio di pantaloni neri della tuta tagliati al ginocchio, chissà perché non misi gli slip quella sera. Io cercai con tutto me stesso e con tutta la volontà di stringere le chiappe. Ma complice tutto il lubrificante usato in precedenza e lo sperma di Fausto che spingeva , SPARTACO quella sera volle fare il suo debutto in società , e si lasciò scivolare fuori dal mio buco per poi cadere a terra passando da un lato dei miei pantaloni.

Si fermo’ proprio davanti agli stivali del poliziotto. Con tutta la sua imponenza, unto di sborra ma fiero, restò immobile finché con un calcio il poliziotto lo allontanò facendolo ruzzolare sotto la mia macchina, restai in silenzio ma preoccupato per il mio Spartaco. Finché il poliziotto non mi disse di andarmene , forse più scandalizzato e imbarazzato lui di me. Recuperai il mio amore da sotto la mia auto, e di fretta me ne andai verso casa!!! Durante il tragitto mi assicurai che Spartaco stesse bene e non avesse subito danni.

Fu in quell’istante che ci innamorammo l’uno dell’altro!!! Un amore vero, sincero, eterno. La nostra storia continua tutt’ oggi, e continuerà per tutta vita. Il mio grande amore, SPARTACO!!!.

B&B

B&B

Quel giorno Luca si era recato al lavoro come sempre in trasferta. Amava il suo lavoro perché lo portava a conoscere ogni giorno gente nuova e posti nuovi, si trattava di un lavoro di rappresentanza.
Luca era un uomo di 48 anni che si presentava molto bene, aspetto curato sorriso smagliante ed occhio furbo.
Nell’ambito del suo lavoro era molto stimato, si occupava di promuovere prodotti per la ristorazione.

Un giorno come un altro al mattino presto si alzò e come sempre si mise in viaggio alle sette del mattino.
Quel giorno si doveva recare a Fiorenzuola. La giornata era calda e soleggiata e Luca guidava vestito di tutto punto come si addice ad un “commerciale” , aria condizionata accesa e stereo a palla per percorrere i circa 65 km che lo dividevano dalla località da raggiungere.
Si trattava di un bellissimo Bed and breakfast di proprietà della signora Angy Martini.

Si diceva in giro che che la signora Angy Martini era una bellissima donna di mezza età proprietaria del “B&B Le Vigne” che era rinomato anche per l’ottimo carnet dei vini che offriva ai suoi clienti.
Finalmente giunto sul posto Luca scese dall’auto si ricompone indossando la giacca che aveva appeso al gancio in macchina per evitare che si sgualcisse e si avviò verso l’ingresso del locale in direzione degli uffici.
Ad attenderlo la bellissima donna che non deludeva affatto le aspettative di Luca, indossava un abito a tubino rosso corto al ginocchio e smanicato, leggermente scollato sul seno e un paio di scarpe nere con tacco dodici, Luca non esitò a presentarsi alla donna cominciando ad illustrarle i prodotti da lui promozionati.

La donna lo ascoltava quasi rapita, era un buon affabulatore Luca e con il suo sorriso circondato dalle sue labbra carnose aveva affascinato la signora che cominciava a fantasticare con la mente.
Angy immaginava già come avrebbe potuto far suo quell’uomo affascinante che era li dinanzi a lei.
Luca continuava ad illustrare i sui prodotti ignaro delle fantasie di Angy che già immaginava di far visitare a Luca le varie stanze dell’attività, la sala ristorante, l’area break e la camera da letto… si la camera da letto perché il locale disponeva di un’unica camera da letto calda ed accogliente.

Ed e’ proprio li che la bella Angy portò Luca viaggiando con la fantasia, lo fece accomodare sul letto, lo bendò e si allontanò un attimo dalla stanza, Luca la chiamò…. ”signora Martini…. ” Dove è finita…
Lei tornò nella stanza tutta nuda, Luca non poteva saperlo perché era bendato e anche lei era bendata, disse a Luca che voleva fare un gioco con lui, il gioco degli odori, dei sapori, delle voci e delle sensazioni sulla pelle.

Luca si lasciò guidare mentre lei cominciò a baciarlo sulla bocca, cominciò a spogliarlo per fargli sentire il contatto della sua pelle e lui si lasciava guidare sussurrandole nelle orecchie che poteva fare di lui ciò che voleva. Hai baci seguirono carezze e strusciamenti vari, lei scese con le labbra fino al pube di lui che era completamente depilato, il suo pene emetteva una leggera bava ed era dritto e duro come fosse un mattarello, lei cominciò a baciarlo e a succhiarlo, nel mentre lui ansimava e vibrava con fremiti di piacere.

Lui era piacevolmente vittima di quella donna, non diceva nulla, non era stupito o impaurito anzi…. sembrava quasi che i due si fossero messi d’accordo su quel gioco fatto di sensazioni.
Lei a quel punto cominciò a cavalcarlo facendo scorrere quel duro mattarello nella sua fica….
E mentre lo cavalcava tolse la benda all’uomo che vide di fronte a se un corpo meraviglioso che inarcava la schiena per far entrare il cazzo di lui ancora più in profondità….

Mentre le voci avevano stabilito contatti e fantasie, le mani rapinavano sospiri e la lingua di lei disegnava arabeschi nella bocca di lui, il desiderio scorreva mentre lei assaporava nuovamente umide fragranze di lui fino a chiudere le vie di fuga lasciando scorrere il desiderio che le pervadeva la fica.
Appagato nell’essere uomo a quel punto Luca prese la donna che fino a quel momento aveva condotto il gioco prendendosi in dono la posta più alta e la sdraiò sul letto lasciandola ancora bendata, si alzò dal letto e prese dalla rastrelliera dei vini una bordolese di vino bianco la stappò ne bevve un sorso per dissetarsi e dalla sua bocca lo fece bere ad Angy che distesa sul letto fremeva ancora per il piacere provato a sentirsi ripiena di lui.

Assaporò le labbra di Luca quasi mordendole e facendo scorrere nuovamente la lingua nella bocca di lui. Lui la fermò e baciandola prima sui seni scese più in basso strusciando le labbra sul suo ventre fino ad arrivare al monte di venere completamente depilato.
Giunto alla meta divina prese la bordolese e dopo averne bevuto ancora un sorso le allargò le gambe e la introdusse dentro la fica di Angy facendone riversare tutto il liquido e usando il collo della maestosa bottiglia per scoparla in profondita’.

Ormai colma della bottiglia e del liquido che faceva pressione lei era in preda all’eccitazione più intensa si divincolava e fremeva emettendo gridolini di piacere, ansimava e inarcava la schiena per far entrare ancora più in profondità l’oggetto inusuale e sentiva le bollicine del vino che le facevano solletico nella fica procurandole orgasmi continui, lui a quel punto le tolse la bottiglia dalla fica, avvicino la sua bocca bevendo avidamente dalla sua fonte mentre le infilava il collo della bottiglia nel buchino prelibato che per l’eccitazione era aperto e pronto ad accoglierlo…
Poi prese una coppa da spumante la avvicinò alla fica e ne fece entrare del liquido che profumava di vino sperma di lui e di lei, la sbendò e avvicinò il bicchiere alla bocca di Angy facendole bere il nettare divino per poi baciarla mentre lei con ancora la bottiglia nel buchetto prelibato si prodigava in un ennesimo orgasmo.

Lui non ancora pago di un’intera mattinata di orgasmi e godimento le tolse dal culo la bottiglia e dopo averlo leccato infilò nel buco ancora largo il suo cazzo che non aveva mai smesso di essere duro come un mattarello scopando la donna tanto troia quanto femmina fino a riempirla del suo caldo orgasmo.
Come nulla fosse successo si ritrovarono nell’ufficio ancora a parlare di lavoro e la troia Angy ancora una volta cominciava a fantasticare….

Ma questa è un’altra storia……

COME UNA PROSTITUTA (STORIA VISSUTA) FINALE

Questo termine per me nuovo mi fece arrapare tantissimo, non resistetti più, bloccai la testa di Gioia e le scaricai in gola tutta la mia sborra urlandole in pieno viso “bevila tutta fino all’ultima goccia, sfondatainculo!!!”.
Gioia provò ad ingoiarla tutta ma essendo tanta una parte le uscì dalle labbra, la vista di questa scena fece ingrifare ancor di più l’amico che adesso le assestava nel culo delle varrate sempre più violente e profonde che sextenavano ancor di più Gioia che urlava “dai, dai, spingi più forte, sono la tua vacca, la tua scrofa, dai sborrami in culo, voglio godere”.

L’amico non se lo fece ripetere due volte, fece uscire il cazzo quasi del tutto e con un colpo deciso glielo affondò nel culo fino alle palle riempiendoglielo di una quantità enorme di sperma.
Appena la sborra le inondò il culo la troia emise un urlo bestiale e venne.
Ci abbattemmo stremati sul letto e notai con piacere che l’amico accarezzava delicatamente il viso di mia moglie.
Dopo poco chiesi a Gioia se, per cortesia ci preparava un caffè e lei andò in cucina.

Rimasti soli Lucio mi disse: “complimenti, hai una moglie bellissima che ispira tanta tenerezza, una donna da passarci ore a baciarla sulla bocca, ma che quando chiava si sextena talmente che è meglio di tutte le prostitute che ho incontrato, è fondamentalmente una zoccola nata per fottere ed è tanto depravata che un uomo pensa solo di squassarle la fessa, di sfondarle il culo e sborrarle in bocca, sei proprio un uomo fortunato, ed adesso, per completare la serata, se permetti voglio trattarla da vera puttana, voglio sborrarle in bocca”.

Fallo, a mia moglie piace tantissimo bere la sborra, sappi lei dice che “lo sperma è il nettare degli dei”.
Prendemmo il caffè e ricominciammo ad accarezzarla.
Lei subito prese in mano i nostri cazzi già ridiventati duri.
“Che bello avete già ricaricato le batterie, dai ricominciamo ho ancora tanta voglia” e sistemò l’amico al centro del letto si infilò il cazzo nella pucchiacca e gli disse: “adesso voglio chiavarti io” e cominciò una frenetica cavalcata.

Che meraviglia vedere l’adorabile madre dei miei figli fottersi uno sconosciuto nel nostro letto matrimoniale.
“Dai, tesoro perché non mi inculi, lo sai che godo come una matta con due cazzoni nel corpo”.
Allargai le gambe dell’amico e mi posizionai dietro di lei, le puntai la cappella sul buco nero e con un sol violento colpo glielo schiaffai nel culo.
La troia gradiva moltissimo, “forza sbattetemi sono la vostra vacca, mio dio che bello, mio dio che bello”.

A sentirla urlare così mi arrapai come una bestia e poco dopo le scaricai in culo un fiume di sborra.
Quando estrassi il cazzo dal culo della depravata Lucio la fece stendere pancia in aria ed andò a sedersi sul suo ventre, “adesso basta, ho voglia di un pompino” e le portò la mazza all’altezza della bocca.
La viziosa cominciò subito a far roteare la lingua sulla cappella dell’amico accompagnando questo delizioso lavoretto di bocca con un sapiente massaggio di palle che lo mandarono in estasi.

“Apri la bocca zoccola voglio chiavarti in bocca”.
E così fece e poco dopo urlando “puttana, puttana ti sborro in bocca” le inondò la bocca di sperma.
A questo punto il porco prese dal portafoglio che aveva messo sul comodino un biglietto da 100 € e con questo si ripulì il cazzo imbrattandolo di appiccicoso sperma ed andò ad incollarlo sulla fronte della mia adorata mogliettina “prendi zoccola questa marchetta te la sei proprio meritata”.

Io e Gioia rimanemmo esterrefatti ma con uno sguardo tranquillizzai mia moglie.
Andammo a fare una doccia, ci asciugammo ed io diedi a Claudio 100 € dicendogli “questi vuole darteli Gioia per come l’hai fatta impazzire, la banconota sporca di sborra la troia vuole metterla in una cornice, è la prima volta che viene pagata come una prostituta”.
“Tua moglie è meglio di tutte le prostitute che ho incontrato, credimi”.

Gli credetti.

Io e Maria

A 19 anni fui inviato a Pordenone a fare il servizio militare. Ero fidanzato con Maria, 19 anni come me, mia ragazza dalle scuole medie. Insieme dall’età di 13 anni, eravamo come marito e moglie, facevamo l’amore il sabato sera in auto e dopo andavamo a mangiare la pizza. Lei si lamentava che si sentiva tutta appiccicosa fra le gambe e terminavamo la nostra serata davanti al portone di casa sua a parlare del nostro futuro.

Il giorno della partenza ci lasciammo piangendo entrambi. Lei accettò il lavoro in un bar e io iniziai la mia esperienza come militare. Abituato a fare l’amore e a poter contare su una fidanzata fissa mi trovai immediatamente male a vedere che i miei commilitoni si masturbavano leggendo giornali porno a colori.
Una sera uscii a mangiare la pizza con Gabriele. Si rivelò da subito un ragazzo sensibile, gentile e affettuoso. Poco prima di rientrare decise di confessarsi: mi piacerebbe farti un pompino, ti va? Erano tre settimane che nessuno (me compreso) mi toccava con un dito e complici le due peroni grandi bevute in pizzeria mi sbottonai chiudendo gli occhi.

Gabriele prese a succhiarmi l’uccello con una tale maestria che mi fece strabuzzare gli occhi “Che ne dici, succhio meglio della Maria?” Mi disse. “Sì!” Mormorai, era bravissimo, il mio cazzo era di ferro e Gabriele lo ciucciava nel migliore dei modi. Poco prima di venire sentii che forse dovevo avvisare Gabriele che mi guidò con maestria verso l’orgasmo e luna eiaculazione copiosa sul suo petto. “Ti è piaciuto?” “Tanto” Gli risposi.
Nei giorni a venire come in una fase dell’innamoramento diventammo coppia fissa, la sera, in libera uscita non vedevamo l’ora per uscire e stare da soli, lui mi faceva un pompino, io ricambiavo con una sega, poi baci, coccole e un venerdì sera finimmo per fare l’amore.

Io e Gabi eravamo diventati una coppia fissa e quando mi ripresi dalla prima fase di innamoramento mi resi conto di aver trascurato Maria che lavorava nel bar del Silvio, un uomo di 52 anni, separato con figli. Una sera dopo aver fatto l’amore in un motel confessai a Gabi che avrei voluto mettermi con lui e cominciare una nuova vita.
“Guarda che io convivo già con un uomo, finito il militare torno da lui!”
Quella frase mi lasciò di sasso, Gabi si era divertito senza pensare ad un futuro insieme.

“Io ti amo Gabi..” Avevo detto dopo aver fatto l’amore, lui si stava rivestendo e io ero nudo con il pisello ritornato piccolo e ancora umido. Ripresi a chiamare Maria, la avevo trascurata, lei si era tenuta il lavoro. Rientrato dal servizio militare festeggiammo con una cena, all’atto di scopare il mio pisello non ebbe l’erezione, fu per me la dimostrazione che amavo Gabi. La serata terminò con un suo orgasmo pigro dopo che la avevo stimolata con le dita.

Ancora nudi in macchina Maria prese la parola:
“Gianni non preoccuparti, capita, volevo dirti che sono in cinta di due mesi, Silvio ci ha provato dal primo giorno che sono entrata al bar e una sera che mi ha accompagnato a casa ha fatto una deviazione nel bosco e mi ha annunciato che mi avrebbe assunto a tempo indeterminato. Ho pensato al nostro futuro e ho accettato”.
“Accettato cosa?”
“Sono diventata più carina abbiamo fatto l’amore, lui è stato bravo, mi ha rispettata!”
“Che vorresti dire?”
“Ha compreso i miei tempi, mi ha aspettato, mi ha fatto venire mi ha trattato con tenerezza..solo che ho scoperto di essere incinta”
“Santo cielo Maria, hai scopato con Silvio…potrebbe essere tuo nonno!”
“Silvio ci aiuterà, mi ha detto che assumerà anche te al bar, a patto che tu mi sposi…”
Ho 50 anni compiuti il quindici marzo.

Maria ne ha 50 e il bar è diventato nostro. Nove anni fa Silvio è morto di infarto nel letto con Maria, l’uso del viagra gli è stato fatale. Io scoprii subito dopo il militare di essere sterile e oggi io e Maria abbiamo 4 figli, tutti del Silvio che a modo suo ci ha voluto bene. Gabriele ogni tanto mi viene a trovare. Fine prima parte.

Un sabato imprevedibile

Ieri sera come da programma sono uscita tutta vestita da troietta in calore in cerca di avventure sessuali,miniabitino nero,scarpe con tacco,autoreggenti nere velate,perizoma di pizzo nero,parrucca mora,trucco completo e depilazione totale..insomma una gran bella topina viziosa e porca…mi reco come sempre ai laghetti,dove al sabato sera girano parecchie auto e pochi camion..dopo una breve perlustrazione fermo l auto in un parcheggio con tre o quattro auto in attesa e scendo per esibirmi..cosa che adoro..tipo apro il baule chinandomi e facendo vedere il culetto col perizoma,girando attorno all’auto..cose così..sculettando come al solito..aggiustandomi le autoreggenti..fumando una sigaretta in modo provocante..si avvicina un gentilissimo marocchino,parlava bene l italiano,il pacco era abbondante..decido di dargli corda..di solito sinceramente li evito..per una questione di..uhm..poca igiene..ma questo era davvero carino..si presenta..Omar..mi piace..non era molto pratico,cosa che mi piace..lo prendo per mano e lo porto a fare un giretto intorno al laghetto..non c’era nessuno,solo il sentiero illuminato,e le panchine vuote..siamo arrivati Omar..mi chino..gli slacciò i pantaloni sentendo un cazzo enorme e duro..gli metto un preservativo con la bocca(di solito no ma prevenire è meglio che curare)..beh..ragazzi..era profumato cazzo..ed era così duro e grosso.. incredibilmente mi chiede”ma sei uomo o donna??”…ahahah…non avete idea di che piacere faccia a una troietta travestita una domanda così..gli dico..oggi sono femmina…