ANGELO, IL CAMIONISTA- seconda parte

Angelo, con ancora il cazzo a mezz’asta e gocciolante di sperma, prende dalla cabina un sacchetto con dentro una saponetta. ” Noi del sud ci laviamo alla vecchia maniera” disse. E allentando il tappo nero della sacca d’acqua , con mio stupore da sopra le nostre teste uscì un getto come se fosse una vera doccia. E visto che io ero quello più inzuppato dei due, mi invitò per primo a lavarmi. L’acqua era stranamente fresca, malgrado la calura del giorno.

” come mai si è mantenuta così fresca?” Chiesi. E lui mi fece notare che il suo era un camion frigo, perché trasportava prodotti freschi , frutta, verdura. Ed aveva appena scaricato la merce a Venezia su una nave da crociera. Il camion era vuoto. La temperatura dell’acqua era splendida, ancor più le sue mani che mi insaponavano il corpo. Iniziando dalle spalle, prima sul davanti, quindi scendendo sul mio torace, le ascelle, le braccia, la panza.

Quando arrivò al mio pube avevo ancora il cazzo duro, ma non se ne preoccupo’, anzi lo insaponò per bene, comprese le palle. Così bene che mi fece una sega facendo scivolare la mano sul mio cazzo e l’altra mano sulle palle. Si accorse che mi piaceva e facendomi l’occhiolino continuò a insaponarmi l’uccello. Io sono circonciso, percui la sua mano che mi scivolava sulla mia cappella mi faceva godere da matti. ” Ti piace eh porcone?” Mi chiese.

“Oh siiii continua che mi fai sborrare!” Risposi. Lui continuò sempre più velocemente finché gli schizzai addosso. ” Ecco ora siamo pari!!!” Disse ridendo. Poi si abbassò e scese giù passando il sapone tra le mie cosce. Allargai un po’ le gambe , e quando arrivò alle caviglie mi disse di girarmi. Questa volta sali’ dalle gambe fino al culo. Si fermò. Appoggiò la saponetta a terra e mi chiese di piegarmi un po’ in avanti.

Mi misi a 90 gradi , e lui con le mani mi afferrò le chiappe pelose e mi apri il culo. ” Ma quanto pelo hai? Vediamo se riesco a trovarlo..ah eccolo qua!!!! ” e con immenso stupore iniziò a leccarmi il buco del culo, ancora odoroso e sudato. E Angelo sapeva come leccare un culo, lo sapeva bene!!! Chissà quante fighe avrà mangiato nella sua vita. Perché il suo era un leccare tipico degli uomini etero , delle slinguate piene e lunghe, e quella particolarità di succhiarti il buco come se volessero tirar fuori qualcosa.

E la sua barba che mi strusciava apposta col mento in mezzo alle chiappe e sul buco dilatato!!!! Era padrone di quel che faceva, esperto linguista. Sentendomi gemere come una troia mi disse ” Scusa ma non potevo non mangiarti la figa prima di lavartela. Anche a me piacciono gli odori forti. ” poi mi insaponò il culo, o meglio dentro il culo, visto che entrò con almeno tre dita nel buco!!! E continuò a ravanare per un bel po’, finché senza chiedere il permesso mi inforco’ di netto col suo cazzo!!! Lanciai un urlo che rimbombò tra le mura dei capannoni abbandonati!!! ” Ehi, ti ho fatto male? Scusami, se vuoi mi tolgo!!!” Disse.

” No, no, lascialo pure, ma dammi qualche secondo per abituare l’ano alla circonferenza del tuo cazzo!!” Perché Angelo non aveva un cazzo di 25 cm, ma aveva un cazzo molto, molto grosso e duro. ” Appoggiati al camion con le mani , così non ti fai male alla schiena!!” Che premuroso!! Mi appoggiai proprio sotto la doccia, l’acqua scorreva lenta, ma mi piaceva il contrasto tra il fresco dell’acqua e il calore del suo cazzo dentro di me.

” Dimmi quando sei pronto” aveva fretta di trombarmi il maschio arrapato. ” Inizia pure , ma sappi che a me piacciono le maniere forti. Schiaffeggiami il culo mentre mi monti, e spaccami in due come un melone!!!” Senza mezzi termini. ” Ah bene, la signora ha qualche altra richiesta prima che inizi?” Chiese ironico. ” Beh visto che me lo chiedi, per caso tu fumi?” Muovendo il mio culo per far entrare il più possibile il suo cazzo.

Rispose guarda caso di si. ” Se mentre mi fotti fumi una sigaretta mi fai diventare ancora più troia!!!” Dissi. ” guai a te se ti muovi!!”mi ordinò. E sfilando il cazzo dal mio culo, andò verso la cabina e prese un pacchetto di marlboro rosse e un accendino. Chiuse il tappo della doccia, mi appoggiò pacchetto e accendino sulla schiena. Mi impalò di nuovo, questa volta sentii chiaramente le sue palle appoggiate alle mie, e pronunciò questa frase ” Dio mi è testimone!!! Questo pacchetto è a metà, dieci sigarette esatte.

Io ora ti monto come un toro e tu sei la mia vacca, e finché non resterà neanche una sigaretta nel pacchetto io non mi fermerò!!!” Suonò come una minaccia!! ” Ok ci sto!!!” E che altro potevo rispondere? Inarcai la schiena, ben saldo al camion, Angelo si accese una sigaretta, posò di nuovo pacchetto e accendino su di me e disse con accento del sud ” e mo’ so cazzi tuoi!!! Prima sigaretta!!!” E iniziò a schiaffeggiare le mie chiappe e a muovere il cazzo avanti e indietro.

Sentivo il fumo della sigaretta, ma ancor di più sentivo il culo bruciare ad ogni sberla, forte a mani aperte, Ci andava giù pesante, tanto che nemmeno mi accorsi che lasciava cadere la cenere tra le mie chiappe. ” Volevi essere la mia troia? Ti sto accontentando o vuoi di più?” Beh mancavano ancora nove sigarette, se continua così mi rovina, pensai. Ma da zoccola che sono risposi che volevo di più. Allora Angelo fece una cosa che nessuno mi aveva mai fatto prima.

Tolse per un attimo il cazzo dal mio culo, spense il mozzicone e me lo infilò su per il culo e subito dopo ci rimise il cazzo. ” Secnda sigaretta troia!!” E ripete’ la stessa scena, però con più irruenza. Questa volta sentivo perfettamente il suo cazzo strusciare tra le pareti del mio ano. Sempre più duro. Lo tolse e mi infilò su per il culo il secondo mozzicone di sigaretta, per poi ripomparlo dentro di nuovo e continuare a stuprarmi.

Angelo mantenne la parola!!! Mi trombo’ finché il pacchetto fu vuoto, e il mio culo pieno di mozziconi di sigaretta. Mi sborro’ dentro, e rimase così senza tirarlo fuori. ” Ti è piaciuto troia? Ora ti chiederai come farai a far uscire le sigarette dal culo vero?” Risposi di si a tutto. Allora mi afferrò per i fianchi e con il cazzo ancora duro , lo spinse ben infondo e fece dentro di me una pisciata calda che mi sentii bruciare dentro.

Ne fece un bel po. Poi dicendomi di stringere il buco fece scivolare fuori il suo uccello. Mi fece accucciare come se fossi seduto su un cesso, mi prese per le mani e mi disse ” Spingi fuori tutto !!!” E con uno sforzo deciso buttai fuori dal culo tutto quello che avevo dentro di me. Piscio, sborra, schiuma del sapone e i mozziconi di sigaretta, tutto per terra. E mi alzai. Subito Angelo conto’ i mozziconi ed erano otto!! Ne avevo ancora due dentro.

E ora come si fa? Chissà dove erano andati a finire, dopo tutto quello stantuffare!! ” Tranquillo, ci penso io!!!” Disse. E mi infilò due dita così a fondo che sembravano lunghissime. Le sentivo ravanare sul per il culo, finché Angelo esclamò ” fatto!!!!” E tirò fuori le dita con i due mozziconi di sigaretta, o quel che ne restava. Mi sentii sollevato. E potei rilassarmi e pensare alla splendida trombata appena ricevuta. Angelo finì di lavarmi e poi fu il mio turno.

E successe di tutto!!! CONTINUA.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *