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Giulia

Giulia, ribelle, caotica, indisciplinata e sognatrice è la figlia maggiore di una famiglia benestante del nord Italia.
Ha 21 anni e stranamente frequenta l’università consigliata dai suoi genitori.
Porta a casa sempre ottimi voti, fin da quand’era piccola, studia molto ed anche se fino alla quinta superiore ha sempre avuto una condotta molto negativa, ora sembra essersi tranquillizzata, almeno in ambito universitario.
Non è mai stata bocciata, ma in direzione aveva quasi ogni mese un motivo valido per subire qualche dura ramanzina.

Dati i meritevoli voti e la voglia di studiare, raggiunta la maggior età, i suoi genitori le concedono ogni estate, due mesi di vacanza premio nella loro casa estiva, situata in un piccolo paesino marittimo. Un posto tranquillo, per niente caotico, in cui Giulia si dedica allo studio con pause rilassanti al mare.

A differenza di quanto si può pensare, Giulia è una ragazza molto solitaria ed anche se le piace uscire con gli amici, dedica molto tempo della sua vita per se stessa.

Proprio qui, al mare, Giulia lo reputa quasi un rifugio dove poter aprire la sua anima liberamente e quando arriva in spiaggia, per lei è l’apoteosi dei sensi.

Per i primi due anni ha frequentato spiagge a pagamento in cui pur essendo da sola, tutte quelle persone attorno le creavano quasi fastidio. Per non parlare degli sguardi dei ragazzi, di chi si avvicinava per chiederle qualcosa pur di poter attaccar bottone e poi, vabbè, la lista è troppo lunga.

Ma finalmente, l’anno scorso, passeggiando ha scoperto questa piccola insenatura tra le rocce, posta ai margini di una fitta boscaglia.
Aveva camminato molto prima di trovarla, ma ben presto, scoperto un piccolo sentiero, in pochi minuti di cammino riesce a raggiungere facilmente la strada in cui passano gli autobus.
Giulia si rende conto di essere molto distante da casa. In autobus, tra il traffico estivo e le molteplici fermate, ci vogliono circa 40 minuti per raggiungere il paesino dove abita, eppure, ogni volta che mette piede in quel luogo, dopo aver chiuso gli occhi e preso un gran respiro, si sente finalmente libera da tutto e da tutti.

Così, nei giorni più soleggiati, dopo aver raggiunto il centro del paese con un piccolo bus, sale su un altro che la porterà nel suo piccolo paradiso.

Il luogo ormai lo conosce molto bene ed a parte qualche coppia di nudisti che è solita frequentare quel posto, non ha mai trovato malintenzionati o gente che venga a disturbarla.
Grazie proprio a questa notevole privacy, già da metà vacanza dell’anno scorso, ha deciso di cambiare i suoi vestiti direttamente sul posto.

Dopo una scrupolosa ricerca, ha trovato un piccolo passaggio che la porta tra dei fitti cespugli che la rendono totalmente nascosta da sguardi indiscreti. In questo luogo Giulia riesce a sentirsi abbastanza nascosta da potersi cambiare integralmente e addirittura, come fosse il suo camerino personale, lasciare i suoi indumenti per poi indossare uno dei trentadue nuovi bikini che ha comprato per questa stagione. Su quest’ultimi, non si è affatto risparmiata e scelti con cura, ne ha presi dai più “casti” a quelli più “sgambati”, per non dire addirittura “minimali” che sul suo prorompente fisico, non la fanno passare per niente inosservata.

Quando raggiunge la spiaggia così “svestita”, si sente finalmente in pace, stende l’asciugamano in terra e si tuffa subito in acqua. I pochi e soliti avventori non le pesano affatto, in quanto quasi non si accorgono della sua silenziosa presenza anche quando si presenta con i bikini più “ridotti”.
Passa così la giornata tra sole e acqua, nel silenzio spezzato solo dalle onde che si infrangono sugli scogli poco distanti e poi, quando inizia a imbrunire, ritorna nel suo “camerino” dove si spoglia, si asciuga e indossati abiti leggeri, ripone quelli bagnati in una piccola borsetta prima di dirigersi alla fermata del bus.

Giunta in strada, seduta sulla panchina, qualcosa in lei inizia ad agitarsi.
Sono ormai due settimane che Giulia sente questi tremolii prima che arrivi l’autobus.

Quando lo sente giungere, quando lo sente rallentare ed infine fermare, le manca il fiato.
Quando le porte si aprono di fronte a lei, quasi le manca la salivazione, quasi non riesce a salutare l’autista ed una volta salita, trovandosi di fronte il lungo corridoio, quei due occhi invadenti li sente subito puntati su di lei.

Non ha quasi mai il coraggio di guardarlo in viso, eppure lo vede, anzi, prima di vederlo lo sente che la sta fissando.
Aveva quasi pensato di prendere un altro autobus, ma il prossimo è troppo tardi e non troverebbe la coincidenza per il successivo che la riporta a casa. Per non parlare del precedente, 14. 10 del pomeriggio, proprio quando il sole è più caldo e lei sguazza nell’acqua più calda della giornata.

Quei due occhi non si staccano da lei fino a quando non trova un posto a sedere, per non parlare di quando il mezzo è affollato e si deve inoltrare sempre di più in quel lungo corridoio.
Più si avvicina e più si sente avvolta, penetrata, soggiogata da quello sguardo.
Lo sente con forza puntato prima sui seni, poi sulle cosce e quando infine si gira, quasi freme mentre sente tutta l’attenzione rivolta al suo culo.

Quell’uomo, certamente più grande di lei almeno di una decade, tutti i giorni in cui prende l’autobus è lì ad aspettarla. Sempre seduto nell’ultima fila al posto centrale, è sempre con lo sguardo fisso su di lei da quando sale da sola a quando scendono entrambi alla stessa fermata.

I primi tempi, Giulia ha provato ripetutamente a fulminarlo con gli occhi, ma di tutta risposta, lo sguardo dell’uomo si è fatto più duro, talmente duro da impaurirla quasi.

Quando i due però scendono, come per incanto tutto finisce.
Non ha mai avuto il coraggio di voltarsi a guardare in che direzione vada quell’uomo e quasi di corsa, raggiunge l’altro lato della strada dove dopo pochi minuti giungerà il bus per casa sua.

Un giorno però cambia tutto.

Tornata dalla spiaggia, sale sull’autobus e quasi si spaventa vedendo tutti i posti occupati dai ragazzini di una colonia estiva.

Anche questa volta, sente gli occhi puntati su di lei ma al solito posto che occupa l’uomo questa volta ci sono due ragazzini che stanno giocando. Solo guardando meglio, verso metà corridoio nota un posto libero e quando lo raggiunge, nel posto affianco il finestrino che da lontano era coperto da ragazzini in piedi sui sedili anteriori, trova l’uomo che quasi impassibile è lì a fissarla.

Nell’imbarazzo più completo, rossa in volto e per non dare sospetto ai restanti, se pur pochi viaggiatori adulti, quasi a fatica, riesce a sputare poche e rapide parole.

– Qui è libero? Posso? –

– Ma certo bella moretta! siediti pure! – afferma l’uomo senza smettere di fissarla morbosamente e sorridendo con uno sguardo da vero porco, volta addirittura il busto verso di lei come per poter guardare meglio quando si dovrà sedere.

Giulia a questo punto, si sarebbe aspettata la reazione più ovvia in cui l’uomo parte alla carica, si aspettava che iniziasse a importunarla o addirittura a toccarla e invece, niente di tutto questo accade.

L’uomo se ne sta li fermo, senza mai toglierle gli occhi di dosso nemmeno per un secondo.
Giulia sente quello sguardo scavare nella scollatura, lo sente in viso, sulle labbra e poi tra le cosce tanto da credere siano spalancate anche quando sono strette tra loro.

Dopo circa 40 minuti, i suoi pensieri vengono distratti, la loro fermata è prossima ed appena si alza mostrando così il culo fasciato da sottili e attillati shorts rosa, quasi ha un mancamento alle parole che sente uscire dalla bocca dell’uomo.

Alzato a sua volta, dopo essersi posizionato repentinamente alle sue spalle ed aver avvicinato il volto al suo orecchio, dice una sola frase.
– Anche oggi hai il perizoma – afferma quasi sottovoce, ma con tono di chi ne ha la certezza.

Giulia vuole quasi scappare e frettolosamente raggiunge l’uscita con il cuore che batte all’impazzata.
In pochi istanti si trova già dalla parte opposta della strada e quando vede il pullman ripartire, dietro a esso compare l’uomo, fermo e sorridente che la continua a fissare senza ritegno.

Tutte queste attenzioni la impauriscono da un lato, ma dall’altro la incuriosiscono.
– Chi è quest’uomo? Perché guarda solo me in questo modo? Quanti pensieri porci ha per la testa? –
Sono solo alcune delle domande che le frullano in mente fino quando arriva il bus della coincidenza.
Salita sul mezzo, cerca nuovamente quella presenza guardando il lato opposto della strada, ma questa volta non trova nessuno a fissarla e nemmeno a sorriderle.

Arrivata a casa, finalmente si riesce a calmare, si spoglia e buttandosi sotto la doccia si libera dalla salsedine del mare.
Indossato l’accappatoio si dirige in cucina, non mangia quasi niente e dopo essersi seduta sul divano, mentre guarda distrattamente un film si asciuga lentamente i capelli con un piccolo asciugamano.
Immersa nei pensieri spegne la televisione, si alza in piedi slacciando l’accappatoio e con un leggero movimento di spalle lo lascia cadere in terra.

Nuda e scalza, raggiunge il frigo, beve un sorso di birra e dopo averla posata sul tavolo, decide di andare a letto.
I sogni si susseguono, uno dopo l’altro, uno più sfocato dell’altro e difficilmente ricordabili.
La mattina arriva prima del previsto, Giulia pensa di aver dormito solo poche ore, ma quando guarda l’orologio, si accorge di averne dormite più di nove.
La fame dovuta alla cena leggera ora si fa sentire ed in pochi minuti, saltellando sempre nuda per casa, prende d’assalto il frigorifero.

Mentre quasi divora il ricco banchetto che si è preparata, guarda fuori dalla finestra e nota che anche oggi è una giornata splendida e ben soleggiata.

Si domanda se andando in spiaggia, anche questa sera troverà l’uomo ad attenderla in autobus.
Non ci vuole pensare oltre.

Tra dieci minuti un pullman passa sotto casa sua.

Quasi di corsa si fionda nell’armadio, prende il primo bikini che trova, vede solo che è nero ma non sa quanto sia ridotto o abbondante.

Rapidamente indossa un perizoma anch’esso nero, un paio di shorts bianchi ed attillati come quelli del giorno precedente, un reggiseno a fascia di colore bianco e una canotta grigia.
Deve fare in fretta, prende la borsetta dove infila il bikini e l’asciugamano, si butta in un paio di infradito, esce quasi di corsa da casa, fa shittare due volte la serratura e le chiavi le nasconde sotto il vaso di rose.

Giusto in tempo, appena esce dal cancelletto arriva il bus.

Diario di B.B.

lo sfondo dei miei racconti è Napoli o comunque la mia regione Napoli
Lo scorso venerdi, io e la mia migliore amica Melanie, abbiamo finito di lavorare tardi siamo uscite dall’ufficio e ad attenderci un vero tempaccio.
Tutto il giorno in ufficio, causa una finestra malridotta abbiamo desiderato, un posto caldo. Complice la pioggia, il freddo e la corsa all’auto senza ombrello, corsa resa difficoltosa dai tacchi, senza contare che trovare le chiavi in borsa è stata un impresa non facile.

Appena entrate in macchina, Melanie si volto dalla mia parte e vedendomi completamente zuppa, esplose in una risata fragorosa.
– “cosi ti ridi!?!” le dissi
– ma ti rendi conto della settimana che abbiamo avuto?
-Daniela per prima cosa accendi l’aria calda che sono completamente congelata, poi per riprenderci da questa settimana tremenda ho io la soluzione.
– Pensi davvero ci sia qualcosa che possa farmi riprendere?
-si, fidati di me domani mattina, passo a prenderti io alle 10, facciamo colazione insieme e poi andiamo alle terme.

-Ottima idea, però facciamo alle 10,30 domani devo davvero riposare.
Nel frattempo arrivammo sotto il portone di Melanie, ci salutammo e filai dritta a casa, doccia calda e subito a letto.
Il mattino seguente, mi svegliai verso le 9. 00, avevo dormito quasi 12 ore, finalmente ero nel mio letto a svegliarmi non era stato il rumore fastidioso della sveglia ma il borbottio della macchinetta del caffè in cucina.
Il profumo del caffè arrivo in anticipo, rispetto al mio papà che mi stava portando la colazione a letto.

-Buongiorno, amore di papà. Mi hai detto di svegliarti che hai un appuntamento con Melanie.
-Grazie papììììì, ti voglio bene…..
Dopo aver fatto un abbondante colazione, mi alzai filai dritta in bagno a preparami. Presi il necessario per una giornata alle terme. Indossai un a comoda tuta e felpa con capuccio per difendermi dal freddo di quei giorni. E dopo aver indossato gli occhiali da sole, scesi dal mio palazzo dove nel frattempo era arrivata Melanie.

Corsi verso la sua macchina entrai ci abbracciammo e subito ci incamminammo verso le terme. Durante il viaggio Melanie mi disse che avremmo passato una giornata in pieno relax perché le terme, dove lavora il suo fratello maggiore come fisioter****ta e massaggiatore, erano chiuse perché si stavano preparando per un evento importante, che si sarebbe tenuto di lì a pochi giorni a Napoli e tutto doveva essere perfetto.
Quando arrivammo ad accoglierci c’era B, il fratello di Melanie che ci venne incontro.

-Salve ragazze, cosa mi raccontante?
-Daniela ed io abbiamo bisogno di rilassarci e di non pensare a nulla, ma soprattutto vogliamo per un po’ trovare rifugio da questo freddo tremendo.
-in questo caso so esattamente cosa fa al caso vostro, che ne pensate di una bella sauna per iniziare?
-Assolutamente Si.
Questa fu la mia risposta immediata cosi andammo negli spogliatoi e mi infilai il mio bikini, mentre difronte a me Melanie infilo un accappatoio senza nulla sotto.

-Melanie ma non indossi il costume?
-Daniela nella sauna siamo solo io e te e nel resto del centro solo Bruno che non entrerebbe mai senza prima avvisarci, io mi porto l’accappatoio sino a li per non prendere freddo e nella sauna ho l’asciugamano grande per spendermi sul pianale ma ho intenzione di godermi il caldo sulla pelle nuda.
-uh bene! Sono la solita goffa….
Scoppiammo in una fragorosa risata e feci lo stesso anche io.

Dopo poco eravamo nella sauna ci sedemmo una difronte l’altra Melanie stese l’asciugamano sul pianale e si stese completamente nuda di fronte a me.
Melanie è una bella ragazza mora, la classica napoletana anche se abbastanza magra, la forma del suo seno credo sia perfetta anche se è una seconda/terza, capelli ricci neri una bella bocca, fianchi longilinei, due belle gambe dritte, caviglie strette e un gran bel culo. Era difronte a me la osservavo in silenzio mentre era a pancia in giù, sul pianale con gli occhi chiusi.

-allora Daniela, hai ancora freddo?- mi chiese con voce quasi rauca.
-No Melanie finalmente no, grazie per avermi trascinata qui- Avevo proprio bisogno di staccare un po’ la spina.
Mentre mi parlava continuava a tenere gli occhi chiusi e la conversazione era caratterizzata da un tono lento e intervallato da lunghe pause. Che mi lasciavano il tempo di guardarla, i suoi capelli da prima vaporosi e ricci con il caldo e il sudore iniziavano ad appesantirsi e caderle sofficemente lungo il corpo.

Le goccioline di sudore rendevano lucida la sua pelle olivastra e luccicante la sua schiena e le natiche strette e sode.
L’avevo vista nuda migliaia di volte, ma questa volta non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso, cosi mi stesi anche io e inizia a guardare il soffitto in legno e dopo un po’ complice la musica di sottofondo e la luca soffusa per un breve istante credo di essermi assopita. Mi sveglio la sensazione di avere qualcuno accanto, cosi aprì gli occhi e Melanie non era più distesa ma seduta accanto alla mia testa, che mi fissava da prima il seno credo e poi con uno sguardo credo confuso e emozionato mi fisso per un breve istante gli occhi per poi tornare a guardare di fronte a se e mi sorrise.

-Ti stai rilassando, vero?- mi disse Melanie.
-Lo puoi dire forte!-le risposi.
-Daniela ora che ne dici di un bel bagno caldo in piscina termale?-
-Cara Melanie, oggi mi farai da “Cicerone “ nel mondo del benessare e del relax.
Cosi ci alzammo con l’asciugamano raccogliemmo i capelli a modo di turbante e ci infilammo gli accapatoi, Melanie suono il campanello per far arrivare suo fratello, B. Che arrivo con due cocktail analcolici alla frutta, una composizione bellissima e come se non bastasse una bottiglia di spumante in contenitore in metallo pieno di ghiaccio, due calici lunghi e un vassoio pieno di fragole.

Mi venne spontaneo di abbracciare B e ringraziarlo.
-Grazie, B oggi ci hai regalato un momento davvero speciale-
-Non ringraziarmi Daniela- mi rispose bruno ricambiando l’abbraccio tra il sorpreso e l’imbarazzato.
-Melanie era un po’ che era triste, da quando è tornata single e la tua presenza le fa bene, quindi questo è un piccolo gesto per dirti grazie, da parte mia e di mia sorella.
Nel frattempo arrivammo nella piscina calda mettemmo le nostre cose su due lettini comodi e aprì la borsa per infilarle il bikini, ma Melanie mi fermo.

-Daniela perché metti il costume non vedi che siamo solo io e te, ma come una piscina scavata nella roccia, luci soffuse musica di sottofondo, l’atmosfera tipo” laguna Blu” e tu che fai ti metti il costume!?!”-
Sorrisi e risposi- Hai ragione portiamo beviamo prima i nostri cocktail e poi portiamo lo spumante e il resto a bordo piscina e ci serviamo dalla piscina-
Cosi dopo un po’ di relax, ci alzammo lentamente eravamo una di fronte all’altra ci guardavamo negli occhi mentre entrambe ci togliemmo l’accappatoio, lascaindolo sui lettini ed entrammo in piscina.

Le nostre risate risuonavano visto che la piscina era ricavata dal tufo giallo tipico delle nostre zone, iniziammo a bere spumante e a mangiare frutta. Ad un certo punto l’alcool inizio a fare i suoi effetti:
-Daniela sai cosa pensavo?-
-no, dimmi?-
-Ti ricordi di quando mia hai parlato che viaggio tuo e di V. a Santo Domingo?-
-Certo, e allora?-
-Mi hai detto che i ragazzi domenicani sono belli, e poi ce ne era uno in particolare…il ballerino.


-Si Melanie, credimi quello è un posto da single e Mattias era uno spettacolo-
-Daniela, pensavo immagini se adesso entrasse proprio, Mattias qui in piscina e ci vedesse qui insieme, completamente nude e un po’ brille-
-Melanie, Melanie sei la solita porcellina, vorresti fare sesso a tre?-
-perché no? Se ci pensi sarebbe molto eccitante, vuoi sapere cosa farei?-
-Sentiamo un po’- le risposi divertita
– Si aprirebbe la porta della piscina e lui entrerebbe con solo un asciugamano lungo i fianchi credendo di essere solo, poi non appena si accorgerebbe di noi, imbarazzato chiederebbe scusa, mentre però continuerebbe a guardare le tue tettone e il mio bel culetto.


-Lo sapevo che di me avrebbe notato le TETTE…uffa…. – Melanie sorridendo rispose
-Le tettone le hai tu quindi poche storie, e fammi continuare, a questo punto quando si volta per andare via noi gli diciamo che può restare perché quello è una piscina termale e non ci da alcun fastidio la sua presenza, l’unica cosa che per la par condicio anche lui doveva entrare nudo nella piscina-
-Sei unica Melanie, ma come fai a pensare a ste cose- l’idea mi aveva fatto eccitare un po’ devo essere sincera cosi le chiesi se le dispiaceva se continuassi io il racconto…
E lei mi sembrò ben disposta anche perché forse si era finalmente messa a sua agio perché io ora partecipavo alla sua fantasia.

-Melanie, ora non restava altro da fare che tirare su il suo bel pizzellone…. –
-Come pensi di riuscirci?-
-Semplice mi sarei avvicinata a te e avrei iniziato a baciarti sul collo, e poi sulle labbra, la cosa ti dispiarebbe?-
A questa mia frase i suoi occhi cambiarono, mi avvicinai a lei, i nostri visi erano vicini e lei con voce bassa mi rispose.
-assolutamente no-
Senza pensare a nulla chiusi gli occhi e le mie labbra andarono a cercare la sua bocca da prima il bacio era dolce, lento come se stessi baciando un sogno e avessi paura che tutto svanisse.

Poi il bacio divenne passionale eravamo al centro della piscina, intorno a noi il silenzio, le mia gambe si serrarono intorno i suoi fianchi e le braccia lungo il collo, credo sia stato il bacio più lungo della mia vita. Mi ero eccitata come una ragazzina alle prime armi sentivo giù la mia farfalla completamente dischiusa, sentivo il calore dell’acqua entrare, ero completamente dilatata. Dovevo sapere se anche Melanie era eccitata cosi tolsi le gambe dai suoi fianchi per afferrarla con le mani strette decise e smisi di baciarla e guardandola negli occhi senza parlare la spinsi verso il bordo della piscina e la lasciai sedere su un gradino, e ripresi a baciarla mentre con la mano percorsi dai suoi fianchi fin tra le sue gambe.

Quando la mia mano scorse la sua Figa bagnata e dilatata l’eccitazione si impadronì di me, le mie mani iniziarono a cercare la sua clitoride, bella pronunciata e dura come il nocciolo di un oliva. Quando la toccai le emise un gemito e poi prese lei l’iniziativa , mi porto sul lato della piscina non visibile dall’ingresso mi fece stendere sul bordo e poi in ginocchio accanto a me mi monto sopra a 69.

-Daniela, visto che dici sempre che ti piace il mio culo, eccolo ora lo hai a portata di lingua-
Le sue natiche erano davanti al mio viso aperte mi lasciavano vedere la sua figa aperta calda vogliosa e inizia a leccarla la figa mentre le mani erano ferme sulle natiche, le stringevano ci affondavo le mie unghia, quando le inizio a leccarmi la clitoride ebbi uno spasmo di piacere e serrai le mie unghia sulle sue sode natiche..
-Daniela, cosi mi fai male….

attenta alle unghia-
Non le risposi neanche tanto era il piacere che provavo, continuavo a leccarle la figa e lei la mia sul mio viso colava il suo piacere dopo un po’ entrambe esplodemmo in un orgasmo fortissimo…. restammo per un po stese sui fianchi io continuavo a guardarle le natiche e la figa tutta aperta, e il suo interno rosa che pian piano si richiudeva. Dopo un po’ rientrammo in acqua e ci rilassammo al caldo della piscina restando abbracciate.

Da quella volta io Melanie, spesso di regaliamo momenti per noi, anche se ora entrambe siamo fidanzate ma amiamo coltivare questa nostra “amicizia” particolare.

Patty porca 01

Mi chiamo Patrizia; ho 48 anni, sono divorziata; ho una figlia di 22 anni che abita con me e un compagno che non vive con me. Sono bionda, alta un metro e sessanta, gli occhi azzurri; penso di essere una donna piacente; sono un po’ tettona, porto una quarta, e il mio fondoschiena è ancora ragionevolmente sodo. Vivo in una città di mare del nord Italia in un appartamento al piano terreno di un piccolo condominio.

Lavoro come infermiera.

Era una domenica; mia figlia Daniela era partita alle sei perché era parte del collegio arbitrale in una gara sportiva, sarebbe tornata nel primo pomeriggio; si era fermato per la notte il suo ragazzo, Simone, con cui si frequentavano da tempo.
Simone ha 26 anni, quattro più di Daniela. E’ un bel ragazzone alto, moro, muscoloso; lavora in una ditta di informatica.
A giudicare dai rumori e dai suoni che provengono dalla camera di mia figlia, confinante con la mia, sembra che i due scopino allegramente; qualche volta mi sembra di sentire dei mugolii soffocati, quasi di dolore.

Non parlo molto con mia figlia riguardo a faccende di sesso, ma per quello che mi è dato di capire credo di essere più aperta di lei. Fisicamente non mi assomiglia molto, probabilmente ha preso dal padre. Lei è alta, longilinea; ha una seconda di seno e questo è un po’ il suo cruccio, in compenso non ha bisogno di sostegno particolare. Le gambe le ha lunghe slanciate, il culetto piccolo e sodo.

Patrizia, la mamma di Daniela, la mia ragazza mi è sempre piaciuta.

Per me è proprio la MILF ideale; è una donna tutta curve, sensuale, con una certa propensione a mostrare le sue grazie; credo lo faccia spontaneamente, senza secondi fini. Al mare porta il bikini, non ha un filo di cellulite e se lo può permettere. Ha due belle tette valorizzate da ampie scollature; le gambe ma sopratutto il culo sono notevoli. E’ un po’ che frequento casa e mantiene quindi una certa libertà
Quando fa caldo, come in questi giorni, porta delle vestagliette di cotone leggero sotto le quali il seno si muove liberamente.

Quando si china un po’ in avanti riesco quasi a vederle i capezzoli. Seduta rimane con le gambe abbronzate quasi completamente scoperte offrendomi fugaci visioni dei suoi slip che mi sembrano assai ridotti.

Mi ero alzata prima di Simone, e fatta la doccia, sono andata in cucina a preparare la colazione; ero in accappatoio, uno di quelli corti e leggeri in microfibra che si usano nei mesi più caldi.
Nel frattempo si era svegliato anche Simone, era seduto in cucina con addosso solo le braghette del pigiama.

Uscì il caffè, lo versai nelle due tazzine e le presi in mano dirigendomi verso il tavolo; in quel momento il nodo che chiudeva la cintura dell’accappatoio, evidentemente mal fatto, si sciolse, la cintura cadde a terra e l’indumento si aprì completamente offrendo al ragazzo una panoramica completa delle mie tette e della mia figa.
Avevo le tazzine con il caffè bollente in mano e non potevo fare nulla.

Patty era davanti a me con l’accappatoio aperto: il mio sguardo scorreva sul suo corpo nudo.

Sulle tette abbondanti e toniche sporgevano i capezzoli grossi e scuri, circondati da ampie aoreole più chiare che risaltavano sulla pelle bianca non raggiunta dall’abbronzatura. In basso un triangolo perfetto di pelo biondo nascondeva la figa che immaginavo socchiusa in attesa di un cazzo che la riempisse.
Mi alzai per raccogliere la cintura mentre Patrizia posava le tazzine sul tavolo e chiudeva l’accappatoio.
– Grazie; me la dai? – mi chiese indicando la cintura
– Sei una bella donna, veramente –
– Detto da un ragazzo con la metà dei miei anni è proprio un bel complimento –
– E’ quello che penso… e che ho visto –
– Pensa alle ragazze! –
– Anche tu.. però.. mica male –
– Dai, basta scherzare –
– Sei proprio una MILF ideale –
– Cos’è una Milf? –
– In inglese “Mother I’d Like to Fuck”
– non capisco –
– la mamma che mi piacerebbe scopare –
– adesso basta – mi sorrise – dammi la cintura –
– Prendila! – avevo arrotolato la cintura e me l’ero infilata nelle braghette
– Dai, non scherzare – mi disse mentre con una mano teneva chiusa l’accappatoio porgendomi l’altra perché gli dessi la cintura
– Non scherzo, puoi prenderla –
– non importa – cercò di superarmi ed uscire dalla cucina ma mi misi sulla porta impedendoglielo
– non hai il coraggio di prenderla? –

La situazione era molto imbarazzante.

Simone si stava chiaramente divertendo, o anche qualcosa di più, visto il bozzo che gli stava comparendo sotto al pigiama. Poteva essere mio figlio anche se il suo sguardo, nei pochi secondi in cui mi aveva visto seminuda, era stato assai poco filiale. Pensavo a mia figlia. Pensavo anche che se il ragazzo era così, era forse meglio perderlo che trovarlo. Mi passarono davanti agli occhi alcune sue occhiate nella mia scollatura o sul mio fondoschiena.

– certo che ce l’ho –

Mi infilò una mano nel pigiama, la cintura era arrotolata attorno al mio cazzo, sentivo le sue dita che nel cercare di liberarla me lo toccavano portandomi così ad un’erezione completa.
Intanto l’accappatoio si era riaperto;
– hai delle belle tette Patty – dissi sfiorandole un capezzolo con un dito
– non toccarmi –
– e tu allora? –
Aveva il mo cazzo in mano; le presi un seno con una mano, palpandolo.

Non disse nulla, ma la sua mano si strinse sul mio uccello. Presi anche l’altro.
– ti piacciono? –
– me le immagino piene di latte, con i capezzoli ancora più grossi di adesso –
Le aprii completamente l’accappatoio, tirandolo giù fino ai gomiti, presi i capezzoli tra le dita, prima massaggiandoli, poi stringendoli; infine tirandoli verso di me. Intanto lei mi segava, lentamente…
– sei una vacca! –
– allora montami –
– prima la tua bocca –

Il suo pene era duro ed eretto nella mia mano, lo pensai piantato nella fighetta di Daniela, la immaginavo sotto di lui con le gambe attorno ai suoi fianchi mentre quel cazzone le devastava la passerina.

Mi pose le mani sulle spalle, costringendomi ad inginocchiarmi, il viso all’altezza del suo inguine.
Gli abbassai i pantaloncini, ripresi il suo cazzo in mano, lo avvicinai alla mia bocca, me lo spinse dentro.
Mi prese la testa con una mano, usava la mia bocca come una figa, il suo uccello entrava e usciva; andava sempre più a fondo; non riuscivo quasi a respirare; andò avanti così qualche minuto, mi colava la saliva.

– sei proprio una gran troia, quanti cazzi ti fai a settimana? –
Mi sfilò il cazzo dalla bocca, mi spinse contro il tavolo, le tette contro il marmo freddo. Mi scoprì completamente.
– hai un bel culo, mammina – mi arrivò uno schiaffone sulla natica
– fottimi –
Non ebbe nessuna difficoltà a penetrarmi, ero vergognosamente bagnata; pensai ancora a Daniela. Doveva leggermi nel pensiero.
– tua figlia ha una fighettina stretta, si lamenta quando la prendo così, di brutto.

Non è una vacca sfondata come te –
mi arrivò un altro schiaffone
– Daniela ha il culetto delicato, devo stare attento, perché ho le mani pesanti, il tuo mi sembra allenato…. –
mi colpì ripetutamente ridendo
– Tua figlia è ancora vergine li dietro; ma provvederò presto, forse le farò un po’ male; magari finchè non vuole darmi il suo mi rifarò sul tuo –
giunsero altri sculaccioni mentre mi arava violentemente la figa; ero completamente in sua balia.

Mi squassava tutta a colpi di cazzo, forse faceva con me quello che non poteva fare con mia figlia. Mi teneva per i fianchi spingendo la sua verga sempre più profondamente; ansimavo, gemevo.
– ti basta vaccona? –
stavo venendo, strinsi la mia vagina intorno al suo bastone duro
– Ora ti do la prima dose della giornata –
Mi riempì del suo sperma, come una vacca alla monta. Alla fine estrasse il cazzo, sentii la sua sborra colare; la raccolse con le dita, mi fece girare la testa verso di lui
– leccale, sei una porcona, ti piace di sicuro –
gli succhiai le dita, aveva ragione.

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La mia esperienza con una coppia cuckold parte 23

-Ventitreesima parte-

Ci coricammo a letto verso le due, prima di addormentarci mi disse che aveva un forte mal di pancia e che era meglio restare tranquilli quella sera, un po’ di riposo era una buona idea anche per me, mi addormentai molto velocemente, sicuramente prima di lei.
La mattina successiva fummo svegliati verso le 9 dall’arrivo di Carla e Manuela, Simona corse in bagno in quanto come al solito dormiva nuda e non voleva farsi vedere da loro, io restai ancora assonnato a letto in mutande, in quel momento entrò Manuela in camera con decisione, pensava non fossimo in casa:
– “Carla io comincio ad arieggiare la camera da letto…” – mi vide nel letto e restò sorpresa – “Scusa, pensavamo foste già usciti, che figura di merda…”;
– “Tranquilla non è successo niente, ora mi rivesto e me ne vado in cucina…”;
– “Scusa di nuovo…”.

Corse in salone da Carla, indossai un paio di pantaloncini corti e facendo il giro intorno arrivai vicino alla cucina, le sentii parlare tra di loro, Manuela stava parlando di quello che era successo:
– “Si, era in mutande, ha un fisico da paura ed un pacco mica da ridere, secondo me ce l’aveva duro, sai al mattino quando si è giovani succede, anche mio marito una volta era sempre in tiro così appena sveglio, avessi qualche anno di meno…” – Carla le rispose:
– Parla piano, eh lo so, ma hai visto Simona quanto è bella? Dura competere con una ragazza così, comunque lui è proprio un bel ragazzo…”;
– “Sai, a volte non basta essere belle, bisogna saperci fare con un cazzo ed io modestamente li so trattare bene…”.

Sorrisi divertito, a dirla tutta Manuela me la sarei scopata volentieri, mi faceva sangue la tipa, nonostante l’età restava molto appetitosa.
Simona mi raggiunse in cucina e mi preparò la colazione, mi disse che doveva andare dall’estetista e dalla parrucchiera, dovevamo lasciare la casa libera tutta la mattina, nel pomeriggio poi sarebbe tornata Carla da sola per preparare la cena in programma con i miei, io decisi di andare a farmi un giretto in moto, ci saremmo rivisti verso mezzogiorno.

Lasciai casa verso le 10,00 ed andai al bar, pensavo non ci fosse nessuno, invece incontrai Marco:
– “Hey, che cazzo ci fai qui?”;
– “E’ il primo giorno di ferie, quest’anno non andremo da nessuna parte, Sabrina ha le ferie ad agosto ed io adesso, che palle, oggi pomeriggio vado in piscina, vieni anche te?”;
– “Non so, stasera ho la cena con i miei, ti ricordi? Mi sa che Simona mi darà qualcosa da fare, ti faccio sapere ok?”;
– “Nessun problema, tanto io passerò 15 giorni in piscina, ci saranno altre occasioni, a proposito, mi hai incuriosito, cosa volevi dirmi di Simona?”.

Essendo il bar praticamente vuoto ci appartammo in un angolo per poter parlare tranquillamente:
– “Marco, tutto quello che ti racconterò dovrà restare tra di noi, mi fido di te e so che posso stare tranquillo, ok?”;
– “Gianluca, ci mancherebbe altro, mi conosci, però così mi preoccupi, che cazzo mi devi raccontare di così strano?”.
Cominciai dall’inizio, poche parole bastarono per scioccarlo, gli raccontai tutto per filo e per segno; il nostro primo incontro, la prima volta davanti al marito, tutto, restò senza parole soprattutto quando gli dissi l’età di Simona, aveva intuito che avesse qualche anno più di noi ma al massimo due o tre, non 32.

Alla fine del racconto era sconvolto:
– “Dai, non ci credo, mi stai prendendo per il culo, cos’è una candid camera?”;
– “E’ tutta la verità Marco, che tu ci voglia credere o no le cose stanno così. ”;
– “Cazzo mi sembra la trama di un film porno, ma la scopate anche insieme?”;
– “No quello no, c’è stata solo una volta che mentre la inculavo ha fatto un pompino al marito, mi ha accennato che l’idea la stuzzicherebbe ma io non credo di farcela…”;
– “A pensarci bene anche a me farebbe schifo, i vostri cazzi si toccherebbero, bleah!!!”;
– “Infatti, il problema è che io mi sono innamorato perso di lei, non so cosa fare…”;
– “Darti un consiglio è impossibile, credo che bisogna trovarsi personalmente in una situazione del genere, però lei mi sembra davvero presa da te, io direi che te la dovresti godere finché dura senza costruirci sopra troppo, non credo che ci sarà un futuro tra di voi, prima o poi si stuferà e cercherà un altro cazzo.

”;
– “E’ quello che penso anch’io, però ti assicuro che tenere la mente stabile è difficile…”;
– “Ti credo, è una figa pazzesca e quello che mi hai raccontato finora potrebbe fare la pornostar per quanto è porca, senza offesa naturalmente…”;
– “Tranquillo, la penso come te, è troia fino al midollo e lo dice pure lei, è assurda…”;
– “Cazzo, io pensavo che fosse troia Sabrina da quando sono riuscito a scoparle il culo, Simona lo vuole sempre li, mi sento un fallito…”.

Ridemmo e scherzammo a lungo, volle che gli raccontassi tutte le porcate più assurde che avevo fatto con lei, gli incontri in hotel fino ad arrivare alla decisione di andare a vivere insieme, arrivò a chiedermi consigli su come convincere Sabrina ad ingoiare, con Simona non ce n’era stato bisogno perché ne era ghiotta, però gli suggerii la tecnica di Roberta, restò anche li molto sorpreso. Parlammo a lungo della situazione e di come il marito potesse essere felice nel vedere sua moglie scopata da un altro, anche lui era del mio stesso parere, come si può accettare di condividere una donna così ed addirittura subire umiliazioni continue da parte nostra, pagando sempre il conto pure? Entrambi ce la saremmo tenuta strettissima se fosse stata nostra moglie.

Fummo interrotti da un sms di Simona:
– “Tesoro io sono a casa, tu dove sei?”.
Avevo perso la nozione del tempo, era già mezzogiorno, Marco volle sbirciare il nostro colloquio incitandomi a stuzzicarla;
– “Sono al bar con Marco, dieci minuti sono a casa, tu cosa stai facendo, la pancia ti fa ancora male oppure ti è passata? Ci sono rimasto un po’ male per ieri sera…”;
– “Sto meglio grazie, dai muoviti che ho voglia di te, Carla arriverà alle 15,00 non abbiamo molto tempo…”;
– “Ok dieci minuti sono a casa, prepara il culetto…”;
– “Sarà fatto, adesso ci metto dentro il plug così quando arrivi sarà già pronto…muoviti!!!”.

Marco restò a bocca aperta, era davvero un porca assoluta!!!:
– “Noo vabbè dai cazzo, vai a casa e scopala fino a quando arriva la tipa delle pulizie…”;
– “E’ quello che succederà, scusa ma devo proprio andare…”;
– “Che cazzo fai ancora qui, vai porca troia!!!”.
Ci salutammo e corsi a casa, feci le scale in un baleno, aprii la porta di casa:
– “Eccomi Simona, dove sei?”;
– “Sono in camera…”.
Entrai in camera e la trovai completamente nuda mentre si masturbava il culo con il dildo nero, quello grosso:
– “Oh porca puttana…”;
– “Quanto ci hai messo, dai vieni qui da me, dammi una mano…”.

Mi spogliai in un secondo e mi buttai sul letto mentre lei si continuava a scopare con il dildo:
– “Fammi vedere come ti piace usarlo…”.
Lo estrasse, il buco del culo che si strinse richiudendosi, non completamente però, si infilò il dildo in bocca insalivandolo abbondantemente, fece colare un po’ di saliva sulla punta e la spalmò sulla lunghezza con le mani, poi lo appoggiò sul buco, spinse con la pancia facendolo dilatare e se lo piantò dentro con decisione fino alla fine, era enorme e lungo ma quasi sparì completamente, teneva con due dita la sua estremità, poi lo lasciò e lo spinse fuori spingendo con la pancia fino a farlo uscire del tutto:
– “Mi piace giocarci così, vuoi provare anche tu?.

Feci la stessa cosa anch’io un paio di volte, poi presi il plug di vetro e lo insalivai per bene, glielo infilai piano piano, era bellissimo vedere come la parte più larga dilatava il buco del culo arrivando alla parte più stretta, per poi fermarsi lasciando solo il bordo a coprire l’orifizio:
– “Che spettacolo che sei Simona…”;
– “Hai parlato di noi a Marco?”;
– “Certo, abbiamo parlato di te, ti fischiavano le orecchie?”;
– “Cosa gli hai detto?”;
– “Quello che si poteva dire; che ti ho incontrata per caso in un locale e che mi sono innamorato perdutamente di te…”;
– “Non è che sei andato oltre vero?”;
– “Ma sei matta? Non sono mica scemo…”;
– “Mi raccomando Gianluca, teniamo la nostra storia tra di noi…”;
– “Tranquilla, adesso fammi vedere quanto ti piace il mio cazzo…”;
– “Lo sai quanto mi piace, fammi vedere te piuttosto cosa vuoi fare di me…”.

Mi coricai su di lei baciandola a lungo, ci sussurravamo parole dolci alternate a fantasie su cosa volevamo fare da li a breve, mi disse eccitatissima:
– “Voglio essere usata…”.
Mi misi con il buco del culo davanti alla sua bocca, era coricata a pancia in alto, cominciò a leccarmelo mentre con una mano mi segava e mi accarezzava le palle, bellissimo vederla così sottomessa, sentivo la sua lingua cercare di entrare, le dissi che non ero ricchione, doveva solo leccare e basta, si scusò, mi girai a “69” piantandole il cazzo tutto in gola, intanto giocavo con il plug, lo facevo uscire dal suo culo, lo insalivavo per poi rimetterglielo dentro, la sentivo gemere e respirare a fatica mentre mi spompinava, tornai a sedermi letteralmente sulla sua faccia mentre il mio cazzo la soffocava, era rossa e respirava dal naso a fatica, la saliva le ricopriva il viso quando lo estraevo:
– “Va bene così?”;
– “Si certo, usami a tuo piacere…”.

Le ordinai di inginocchiarsi a terra davanti al letto, lo fece volentieri, il volto era quello di una ragazzina in punizione, le piaceva giocare in questo modo, mi chiese cosa doveva fare, mi sedetti sul bordo e le dissi che avevo i piedi sudati, doveva provvedere alla loro pulizia, sollevò un piede e cominciò a leccarlo con particolare dovizia, ansimava eccitata mentre lo faceva e mi ripeteva che le piacevano moltissimo i miei piedi, leccò a lungo salendo fino al polpaccio e dietro al ginocchio, mi faceva solletico:
– “Sembri una cagnolina quando mi lecchi così…”;
– “Si, sono la tua cagnolina in calore…”;
– “Quindi vuoi il cazzo?”;
– “Si, lo voglio adesso…”;
– “E dimmi, dove lo vuoi?”;
– “Dove desideri…”;
– “Vieni qui, siediti sul cazzo…”.

Mi coricai sul letto, lei si mise in piedi davanti a me dandomi le spalle, si tolse il plug dal culo e si sedette sul cazzo penetrandosi fino in fondo:
– “Ohhh siii!!!”;
– “Muoviti a tuo piacere cagnolina…”.
Appoggiò i piedi sulle mie cosce, le mani sul mio petto e cominciò a fare su e giù fortissimo, spingeva con i piedi fino quasi a farmi male, non capivo come non poteva soffrire scopandosi così forte, ansimava e gemeva di piacere mentre il mio cazzo la penetrava fino alle palle senza sosta, ebbe un orgasmo poco dopo, si lasciò cadere sul letto, aveva il fiatone, era sudatissima, la baciai accarezzandole i capelli:
– “Ma non hai mai basta tu?”;
– “Mai, devo solo riprendere fiato, dammi due minuti…”;
– “Lo sai che ti amo?”;
– “Lo so, ti sembro strana vero quando faccio così?”;
– “Così come? Mi piace quando ti vuoi far sottomettere, lo faccio con piacere…”;
– “Lo so che pensi che sono una troia, non ti sbagli, mi sento una troia e voglio che il mio uomo mi usi, mi piace essere il tuo giocattolo, non ci posso fare niente…”;
– “Io penso che sei una donna straordinaria Simona, troia è una parolaccia, ti piace il cazzo, è tutto qui, cosa c’è di male?”;
– “Non c’è niente di male, il fatto è che io sono completamente dipendente dal cazzo, sono una drogata di sesso…”;
– “Ed io sono il tuo spacciatore…”;
– “Sono già di nuovo in astinenza padrone…”.

La baciai con passione, le sue mani cercavano di nuovo il mio cazzo, la feci mettere a quattro zampe per terra e mi sedetti nuovamente sul suo culo penetrandola in profondità, allargò le chiappe come adoravo vederle fare, ormai sapeva tutto quello che mi piaceva, non dovevo dirle più cosa doveva fare per eccitarmi, poco dopo le inondai l’intestino di sperma, lo lasciai dentro finché lo sentii finire di sborrare, poi lo estrassi e la feci girare per farmelo ripulire da inginocchiata, lo leccò a lungo ingoiando i residui che erano rimasti, quando fece per alzarsi notai una pozza di sperma sul pavimento, le presi la testa e glielo feci notare, non pensavo arrivasse a tanto, senza il minimo indugio si mise a leccarla mentre sorridendo mi guardava e si infilava due dita nel culo sporco del mio seme:
– “Che spettacolo che sei Simona…”;
– “Questo ed altro per il mio padrone…” – leccò tutto accuratamente e si ripulì le dita, poi si mise di fronte a me, il viso era provato dall’intensa attività, mi sorrise dicendo – “Adesso vieni che ti voglio fare il bagnetto…”.

Mi prese per mano precedendomi, il suo culetto arrossato danzava davanti ai miei occhi, entrammo nella vasca e volle lavarmi accuratamente.
Mangiammo velocemente qualcosa, mentre eravamo ancora a tavola arrivarono Carla e Manuela, la prima avrebbe preparato la cena mentre la seconda avrebbe finito di pulire per bene:
– “Siete ancora a tavola?” – chiese Carla;
– “Si, siamo rientrati tardi dalle commissioni e poi ci siamo persi, a proposito Manuela, puoi sistemare per cortesia in camera che abbiamo fatto un po’ di casino…”;
– “Certo Simona, ci penso io non ti preoccupare…”.

Mi fece l’occhiolino divertita:
– “Tu sei pazza!!!”.
Passai il resto del pomeriggio in salone a guardare la TV ed a giocare con i videogiochi, Simona fece una scappata a farsi rifare la piega ai capelli, Carla cucinava mentre Manuela finiva di pulire casa. Quest’ultima mi fece ammirare il suo corpo in più di un’occasione; mentre preparava il tavolo nel salone “casualmente” fece cadere i tovaglioli ed il suo bel culo si parò davanti a me, indossava un perizoma bianco molto invitante, in un’altra occasione prese dal tavolino di fronte a me la bottiglietta di birra per buttarla facendomi ammirare il suo enorme seno, insomma mi stuzzicava la signora.

Quando Simona tornò rimase in cucina con Carla per farsi dare le ultime indicazioni su come riscaldare la cena, poi ci preparammo per accogliere i miei genitori, era visibilmente emozionata, ci teneva a fare bella figura, indossò il vestito che aveva comprato il giorno prima ed un paio di scarpe con il tacco altissimo, era bellissima come suo solito, poi cambiò idea all’ultimo momento perché riteneva di essere troppo sexy e non voleva dar loro l’impressione di essere una troia, temeva il giudizio di mia madre in particolare.

Alla fine optò per un vestito più castigato, era comunque stupenda, mentre si metteva gli orecchini aveva le mani che le tremavano e mi chiese di aiutarla:
– “Mi puoi mettere tu gli orecchini per piacere?”;
– “Simona stai tranquilla, non ti riconosco, andrà tutto bene…”;
– “Lo spero, ci tengo tantissimo a fare bella figura con i tuoi, ti sembro stupida vero, considerando la situazione?”;
– “Non penso che tu sia stupida, anzi, mi fa piacere che tu abbia questo interesse nei loro confronti, tranquilla farai un figurone, ti amo…”;
– “Lo spero tanto, anche tu stai benissimo, ti amo tanto anch’io…”.

Suonarono alla porta, erano loro, andammo ad aprire insieme, entrarono e ci accomodammo tutti nel salone, li accompagnammo subito dopo a fare visita all’appartamento, Simona spiegò loro che l’affitto era pagato dall’immobiliare per la quale lavorava, contava di trasferirsi in pianta stabile qui perché gli affari le andavano molto bene. Mio padre non perdeva occasione per congratularsi con me per la sua bellezza mentre mia mamma si innamorò perdutamente dell’abitazione, disse che era bellissima e che si vedeva che era tenuta bene, si notava la presenza di una donna.

Simona fu sincera nel dire che della casa se ne occupava una signora, anche la cena era stata preparata insieme a lei, era occupatissima e non aveva molto tempo da dedicarle, mia madre si piazzò in cucina per dare una mano nonostante Simona non volesse, io e mio padre invece aspettavamo in salone sorseggiando un aperitivo:
– “Figliolo hai fatto bingo ad incontrare Simona; bellissima, ottimo lavoro e dimmi a letto com’è?”;
– “Ma papà dai, comunque tranquillo, tutto al top anche da quel punto di vista…”.

Quando arrivarono con gli antipasti stavamo ancora ridendo, mia madre subito ci riprese:
– “Cos’avete da ridacchiare come due oche? Andate a lavarvi le mani che la cena è pronta!“.
La serata passò senza intoppi, mia madre fu affascinata da Simona, cosa non così semplice per nessuno, figuriamoci per una donna che si era portata via suo figlio, mentre stavamo bevendo il caffè fece un discorso dei suoi:
– “Devo essere sincera con te Simona, ero scettica quando Gianluca mi ha detto che si sarebbe trasferito da te, quando sarai madre capirai la mia paura di veder andar via l’unico figlio che ho era tanta, ho cercato di convincerlo a pensarci bene prima di tuffarsi in un’avventura del genere…“ – Simona le rispose:
– “Lo capisco signora, però…”;
– “Lasciami finire cara, adesso che ti ho conosciuta ho capito perché si è innamorato di te, lo conosco bene Gianluca, è un bravo ragazzo ma non pensavo esistesse una donna che riuscisse a fargli mettere la testa a posto, è sempre stato molto superficiale da questo punto di vista, tu sei una ragazza splendida, adesso che ti ho conosciuta sono più tranquilla, sei molto matura per la tua età e credo che potresti essere davvero la sua donna per la vita, ti chiedo solo un piacere…”;
– “La ringrazio signora, dica pure…”;
– “Non spezzargli il cuore ti prego, proprio adesso che lo vedo coinvolto così sarebbe davvero troppo per lui, sembra un duro ma è molto sensibile…”;
– “Ma dai mamma….

”;
– “No Gianluca ha ragione, le garantisco signora che con lui sono partita con tutte le migliori intenzioni, sono molto innamorata di suo figlio, spero anch’io che filerà tutto liscio, è la prima vera storia anche per me ed anche l’unica spero…”.
Mia madre si commosse, seguita a ruota da Simona, si abbracciarono entrambe con gli occhi lucidi, anche mio padre era visibilmente teso ma spezzò l’atmosfera con una delle sue solite uscite:
– “Viva gli sposi!!!!! Ma dai…”;
Scoppiammo tutti a ridere di gusto terminando la serata verso mezzanotte quando se ne andarono, Simona era felice ma quando fummo soli calò sul suo volto un’espressione cupa, la abbracciai e le dissi:
– “Cos’hai? Mi sembra che sia andato tutto bene…”;
– “Sono felicissima, i tuoi sono meravigliosi, anche tua madre è una brava donna, mi dispiace solo averli ingannati…”;
– “Non li hai ingannati, semplicemente non si poteva dire le cose come stanno in realtà, mi sembra chiaro.

”;
– “Lo so, però sentir parlare tua madre così mi ha fatto sentire una persona cattiva, non meritano di essere illusi, sapessero le cose come stanno in realtà chissà cosa penserebbe di me…”;
– “Non pensare a quello, pensa che la verità la sappiamo io e te, loro saranno coinvolti in maniera marginale, comunque andranno le cose tra noi…”;
– “Loro soffriranno come soffriremo noi, siamo onesti che futuro possiamo avere io e te? Che progetti potremmo fare insieme, siamo destinati ad un rapporto senza futuro…”;
– “Ma che cosa dici? Lo sappiamo entrambi che il nostro rapporto non potrà mai essere normale, sei stata tu la prima a mettere le cose in chiaro, adesso il tuo ragionamento non ha senso…”;
– “Prima è prima, adesso le cose sono diverse, io ti amo da impazzire Gianluca, questo non lo avevo previsto, le parole di tua madre sono state come un fulmine a ciel sereno, vorrei costruire qualcosa di importante con te, vorrei dei figli da te, vorrei passare tutta la mia vita con te, ma c’è un problema di fondo…”;
– “Questo problema ha un nome ed un cognome, certi legami si possono cancellare, lo sai come la penso, io non ho cambiato idea, anzi dopo stasera sono sempre più disponibile, ce la caveremo Simona, lascia Paolo e diventa mia per davvero, solo mia…”;
– “Non è possibile Gianluca, non è possibile…”.

Corse in bagno e si chiuse dentro con gli occhi pieni di lacrime, restai fuori dalla porta cercando di convincerla ma la sentivo singhiozzare, mi chiedeva di lasciarla sola e di aspettarla in camera. La aspettai sul letto a lungo, quando arrivò si era calmata, gli occhi erano gonfi ed arrossati, si coricò mettendosi con la testa sotto la mia ascella, restammo in silenzio per qualche minuto che sembrarono durare un’eternità, cercai di dire qualcosa ma lei mi mise due dita sulla bocca:
– “Non dire niente, baciami e basta…”.

Ci baciammo delicatamente, le nostre labbra si sfioravano, erano salate, sapevano di lacrime, cercai nuovamente di parlarle:
– “Non c’è niente da aggiungere, voglio addormentarmi tra le tue braccia, parleremo domani…”.
La sentii addormentarsi, il braccio mi faceva male ma non osai toglierlo, stavo bene con lei accanto, tutto il resto non contava. Mi addormentai tardissimo, non saprei l’ora esatta, il mattino successivo quando aprii gli occhi non era a letto con me:
– “Simona dove sei?”;
– “Sono in cucina, ti sei svegliato dormiglione? Aspettami che sto arrivando.

”.
La sua voce sembrava serena, arrivò in camera poco dopo con un vassoio, mi aveva preparato il cappuccino, una brioche e le fette biscottate con la marmellata, bella come il sole e con un sorriso accecante, appoggiò il vassoio sul mio comodino, mi baciò delicatamente e mi chiese:
– “Dormito bene?”;
– “No, vogliamo parlare di ieri sera?”;
– “No, acqua passata, è stato solo un trip e basta, fai colazione e poi ci facciamo una passeggiata ok?”;
– “Io invece vorrei parlare…”;
– “Io no, adesso sto bene e non voglio parlarne più…”.

Si mise a messaggiare con Paolo mentre facevo colazione, mi disse che sarebbe arrivato nel tardo pomeriggio, avrebbe dormito nella sua stanza e domenica sera sarebbe tornato a casa. Voleva andare a cena in un ristorante in collina vicino a casa nostra, Carla glielo aveva suggerito, telefonò per prenotare, nel frattempo io avevo finito, era in mutandine e reggiseno sul letto, il cazzo mi pulsava, le accarezzai una gamba mentre stava parlando con il ristorante, mi guardò sorridente, passai le mani sulla sua figa, sulla pancia e sulle tette, quando riagganciò mi disse con tono divertito:
– “Cosa vuoi fare?”;
– “Niente…”;
– “Ho le mie cose lo sai…”;
– “E allora?”;
– “E se non avessi voglia?”;
– “Impossibile, tu hai sempre voglia…”.

Saltò di shitto sedendosi su di me, mi baciò con passione leccandomi il petto, si slacciò il reggiseno gettandolo a terra e mi disse:
– “Hai ragione…”.
Passò a leccarmi nuovamente il petto, poi la pancia, scese sulle gambe ed i piedi soffermandosi a lungo, ansimava come suo solito eccitata, leccò il cazzo da sopra le mutande mordicchiandolo, me le sfilò piano piano prendendosi la cappella in bocca e leccandola delicatamente:
– “Mi piace il cazzo di prima mattina…”.

Il pompino da antologia che seguì subito dopo mi tolse il fiato, non voleva essere sfiorata, si dedicava interamente a me e lo faceva con la solita passione travolgente, molto tempo dopo tornò a sedersi su di me baciandomi a lungo, era stata così brava che ero quasi al limite, mi guardò negli occhi e mi sussurrò:
– “Non devi venire adesso, è troppo presto…”;
– “Non te lo garantisco, è colpa tua, sei troppo brava…”;
– “Tu vieni quando lo decido io ok?”;
– “E’ una parola…”.

Spostò le mutandine di lato e lo accompagnò delicatamente nel culo, era caldo e stretto, non era stato preparato quindi l’attrito era notevole:
– “Così durerò due minuti…”;
– “Ti ho detto che non puoi venire, stringi i denti…”.
Cominciò a roteare il culo lasciandolo tutto dentro, stringeva le chiappe, lo faceva con forza, era bellissimo, poi nuovamente sussurrò:
– “Non devi venire adesso, è troppo presto…”;
Stringevo i denti per non esploderle dentro, mi vedeva in difficoltà e mi dava il giusto respiro senza farmi cedere, sembrava avesse il controllo sul mio membro, alternava soste prolungate per poi riprendere quella sensualissima danza, spostò le mutande di lato e cominciò a sgrillettarsi:
– “Prima devo venire io capito?”.

Appoggiò i piedi sul materasso alzandosi il più possibile per sgrillettarsi meglio, lo faceva ansimando e accarezzandosi le tette con l’altra mano, il suo sguardo era fisso su di me, sudavo come una bestia per non venire, non potevo, poco dopo per fortuna ebbe l’orgasmo:
– “Ohhh siii, eccolo stai fermo non venire tu!!!”.
Restando ferma si mise entrambe le mani sulle tette alzandosele verso la bocca e leccandosele con foga, era meraviglioso vederla così, le mutandine erano bagnatissime, il suo clitoride gonfio come se avessimo appena finito di scopare, ero al limite, finalmente era arrivato anche il mio momento, se lo sfilò dal culo e si sedette davanti a me mettendo i suoi piedini davanti al cazzo, poi guardandomi mi disse con passione:
– “Vienimi sui piedini ti prego…”.

Mi inginocchiai davanti a lei cominciando a segarmi, lei protese i piedi sfregandoseli nervosamente:
– “Lavami i piedini con il tuo sperma…”.
Pochi colpi e sborrai come una fontana, si alzò con la schiena avvicinando la bocca aperta e tenendo la lingua fuori, schizzai fino a sporcarle oltre ai piedi anche il viso fin dentro alla bocca, ingoiò subito leccandosi le labbra, poi prese un piede e cominciò a leccare il mio sperma avidamente, sempre i suoi occhi su di me, ripulì con cura entrambe le sue estremità, poi si prese il cazzo in bocca succhiandolo a lungo, non contenta leccò lo sperma dalle lenzuola con il sorriso sulle labbra:
– “Noi siamo nati per darci piacere a vicenda…”;
– “Concordo Simona…”.

Restammo abbracciati in silenzio a lungo finché si alzò di shitto e mi disse:
– “Tornando a ieri sera, io ti amo, tu mi ami?”;
– “Certo che si…”;
– “Basta, non c’è altro da aggiungere, finché sarà così sarà la nostra storia d’amore, la più bella che potessi vivere, se e quando finirà solo il tempo lo dirà, non parliamone più per piacere…”.
– “Allora piantala di avere queste crisi, mi fai preoccupare. ”;
– “Non capiterà più tranquillo.

”.
Dopo esserci fatti una doccia uscimmo per una passeggiata, incontrammo Marco, nel pomeriggio sarebbe andato in piscina con Sabrina, ci invitò ed accettammo, appuntamento sotto casa nostra alle 14,00. Pranzammo in un bar del centro dove insieme all’aperitivo c’era un ricchissimo buffet, poi andammo a casa a preparare il necessario. Puntualissimi Marco e Sabrina furono sotto casa nostra ed andammo in piscina con la loro auto. Arrivati sul posto ci piazzammo sui lettini, Simona sfoggiò un micro bikini da infarto; la parte superiore copriva a malapena i suoi seni mentre quella inferiore era alla brasiliana, le entrava tutto nel culo, una cosa spettacolare, aveva gli occhi di chiunque puntati addosso, andammo a farci un paio di discese sugli scivoli ed ogni volta che arrivavamo in fondo le uscivano le tette, lei non era per niente imbarazzata, anzi l’opposto, si concedeva volentieri al pubblico, anche Sabrina non era da meno e come Simona indossava un costumino che permetteva di ammirare tranquillamente le sue magnifiche forme.

Tornammo ai lettini poco dopo, Simona e Sabrina si erano messe una vicina all’altra, la loro complicità era fin troppo evidente, ridacchiavano e commentavano gli sguardi di apprezzamento che ricevevano divertendosi un mondo. Io e Marco fummo invitati ad una partita di calcetto organizzata da amici e le nostre due ragazze si piazzarono tra il pubblico incitandoci tutto il tempo, tornammo verso le 18,30 decidendo che ci saremmo tornati il giorno dopo già dal mattino, la sera invece l’avremmo trascorsa insieme, prima a cena e poi in discoteca.

Quando entrammo in casa trovammo Paolo che ci aspettava sul divano del salone:
– “Oh cazzo, mi ero dimenticata di te tesoro…” – si avvicinò dandole un bacio, lui la abbracciò:
– “Mi sei mancata Simona…” – lei si divincolò e con tono distaccato e sorridendo gli rispose:
– “Tu invece non molto, sono stata benissimo con Gianluca sai?”;
– “Me lo hai detto al telefono, mi fa piacere, però mi dispiace che non ti sono mancato…”;
– “Ma scherzo, certo che mi sei mancato, stasera si va in discoteca, devo cancellare la prenotazione al ristorante, tu cosa fai vieni con noi? Ti avviso che siamo insieme ad un’altra coppia…”;
– “Ma no dai, mi sentirei di troppo, vi aspetterò a casa…”;
– “Guarda che ho le mie cose quindi non ti aspettare chissà che cosa…”;
– “Non c’è problema, io sono venuto qui per stare insieme non per svuotarmi…”;
– “Scherzo, quando torniamo ti facciamo assistere ad un bello spettacolo, vero Gianluca?”;
– “Io sono sempre pronto lo sai…” – si avvicinò a me con aria da pantera, mi baciò e mi sussurrò:
– “Lo facciamo contento il poveraccio? In fin dei conti è venuto fin qui anche per questo…”.

Senza lasciarmi rispondere si inginocchiò davanti a me, mi tolse i pantaloni e le mutande e me lo prese in bocca con voracità, Paolo immediatamente si sedette sul divano, se lo tirò fuori cominciando a segarsi eccitato, ormai non mi faceva più l’effetto di una volta, riuscivo abbastanza bene ad ignorarlo, Simona succhiava il mio cazzo alternando lo sguardo su di me e sul marito, dopo aver lavorato a lungo si alzò e mi baciò, poi mi disse:
– “Ti bacio adesso perché tra poco non vorrai più farlo…”.

Si spogliò completamente e si mise a quattro zampe, camminando come una cagnolina arrivò davanti al marito e cominciò a succhiarglielo, Paolo appoggiò la mano sulla testa della moglie e le disse:
– “Ti amo Simona, sei sempre la numero uno…”.
Restai perplesso per qualche secondo finché Simona non cominciò prima ad ondeggiare il suo culetto come ad invitarmi, poi si penetrò il buco del culo con due dita dopo essersele abbondantemente inumidite, incularla davanti al marito seduto sul divano mi bloccava un attimo, però evidentemente era quello che entrambi volevano, titubai ancora un po’ poi Simona si girò e mi chiese:
– “Lo so che non ti piace molto farlo in questo modo ma avevo voglia del cazzo di mio marito in bocca, il tuo lo vorrei tanto volentieri nel mio culetto, ti dispiace? Te la senti?” – ero invogliato a risponderle che era troppo per me tutto ciò, inoltre il fatto che lo succhiasse a Paolo mi dava molto fastidio, restai fermo ed in silenzio finché tornò a chiedermi con aria eccitatissima: “Ti prego…”.

A quel punto tutto si azzerò, decisi che non potevo farne a meno, mi avvinai e cominciai a segarmelo per farlo tornare bello duro e mi abbassai per infilarglielo, Paolo alzò leggermente la schiena dal divano e con le mani allargò le chiappe di Simona, quel gesto mi eccitò tantissimo e la penetrai in profondità:
– “Ohhh siii, così cazzo così!!!”.
Le sue gambe ebbero in fremito alla mia penetrazione, le mani di Paolo tremarono ed allargarono con maggior forza le chiappe della moglie, la situazione cominciava ad eccitare parecchio anche me, persi il controllo e le dissi:
– “Sei una troia Simona, una sporca troia!!!”.

Lei si tolse il cazzo dalla bocca e girandosi verso di me con il cazzo del marito in mano mentre lo segava con forza mi rispose:
– “Si sono la vostra troia!!!”.
Si riattaccò con voracità al cazzo di Paolo e cominciò a gemere molto forte incitandomi a continuare in quel modo, una mano scivolò a sgrillettarsi il clitoride, era la prima volta che la situazione mi eccitava moltissimo senza darmi problemi, non ignoravo più Paolo, lo guardavo intento a tenere aperte le chiappe di sua moglie mentre la inculavo, era eccitatissimo e con lo sguardo non si perdeva lo spettacolo, la scopavo forte, ogni affondo era sempre più deciso, lo tirai fuori, il buco del culo era arrossatissimo, restò dilatato grazie alle mani di Paolo, glielo infilai di nuovo dentro con violenza, il suo gemito, un misto di piacere e dolore, restò soffocato in quanto la sua bocca era occupata, le gambe tornarono a tremarle ogni volta che ripetevo la procedura, stava venendo ormai la conoscevo, ricominciai a scoparla forte e poco dopo ebbe un orgasmo, si tolse il cazzo dalla bocca ed urlo:
– “Ohhh siii, vengo!!!”.

Paolo tolse le mani dalle sue chiappe e con violenza le prese la testa e le infilò il cazzo in bocca riempiendogliela di sperma, si buttò con la schiena contro il divano:
– “Cazzo cazzo sborro!!!”.
Lei tossì e sputò lo sperma del marito sul suo cazzo, era tanto, poi si riattaccò con voracità ingoiando tutto, quella scena fu eccitantissima, continuai ad incularla mentre lei senza sosta ripuliva il cazzo, pochi colpi dopo stavo venendo anch’io, lo sfilai dal suo culo, la presi per la testa facendola inginocchiare davanti a me e cominciai a segarmi davanti alla sua bocca aperta, pronta a ricevere anche il mio seme, sborrai in maniera copiosa, non se ne perse nemmeno una goccia per poi attaccarsi al mio cazzo ripulendolo fino all’ultima traccia, mi girava la testa, guardai Paolo che era sconvolto mentre si continuava a segare nonostante il suo cazzo fosse ormai moscio, presi la testa di Simona e glielo piantai tutto il gola costringendola a restare ferma così, pochi secondi e cominciò a mancarle il fiato, quando lo tolsi tossì e la saliva colò sulle sue tette copiosa, lo rifeci altre volte, il suo viso era ricoperto di saliva e dello sperma di entrambi.

Il mio cervello tornò a ragionare, avevo superato ogni mio limite e me ne resi conto solo in quel momento, Simona sorrise soddisfatta, poi si sedette sulle gambe del marito e si baciarono a lungo, ero un po’ frastornato, li lasciai nel salone e andai sotto la doccia, ero sudatissimo, mentre mi lavavo ripensavo a quello che era appena successo, provavo un misto di eccitazione e di disgusto; non mi ero mai spinto fino a quel punto, mi ero fatto succhiare il cazzo da Simona mentre aveva ancora in bocca lo sperma di Paolo, potrebbe sembrare una cosa strana ma dopo averlo fatto ero un po’ disgustato, pensavo invece a come poteva Simona fare una cosa del genere senza nessun problema, era davvero una troia assoluta, in quel momento entrò lei, si infilò nella doccia con me, mi guardò e mi disse:
– “Sei stato spettacolare prima…”;
– “Dici?”;
– “Dico, ma stai bene?”;
– “Come puoi fare queste cose Simona, non ti senti sporca?”;
– “E’ una cosa che capita di rado, anzi a dirla tutta è successo solo con te a questi livelli, non mi sento sporca, anzi sono ancora eccitatissima, mi è piaciuto tantissimo, a te no?”;
– “Credo di aver oltrepassato il mio limite oggi…”;
– “Mi sembravi tanto eccitato anche te…”;
– “Lo ero, ma forse abbiamo esagerato…”;
– “Scusa, se non è un problema per me tu per cosa ti devi sentire in colpa? A me è piaciuto tantissimo e lo vorrei rifare tante altre volte, sono pronta anche ad andare oltre…”;
– “Non so, non capisci, non credo di essere la persona giusta per andare oltre…”;
– “Non c’è problema, non è importante, tutto quello che ti sentirai di fare per me va bene, i tuoi limiti li capisco, se un giorno te la sentirai di andare oltre non chiedermi il permesso, fallo e basta ok? Dai amore è stato bellissimo…”;
Evitai di continuare il discorso, uscii dalla doccia ed andai in camera a prepararmi per la cena, incrociai Paolo, mi fece un cenno con la testa come a salutarmi, poi la abbassò ed andò in bagno anche lui.

A mente fredda cercai di ragionare meglio, Simona era chiaramente intenzionata a provare la doppia penetrazione, mi stava dicendo quello pochi minuti prima, la cosa mi tentava ma pensare al mio cazzo che si toccava con quello di Paolo era oltre ogni mio limite, però anche quello che era appena successo lo consideravo tale, chissà, magari un giorno avrei nuovamente stupito me stesso.

Continua….

Polluzioni notturne

“Di nuovo…..ma diamine dovrò parlarci ” Rita era l’ennesima mattina che rifacendo il letto del figlio trovava il lenzuolo umido , macchiato di bianco propio al centro , era una macchia di sperma , inconfondibile , anche il pigiama era ugualmente macchiato , andò in bagno e come al solito le mutande di Andrea bagnate le aveva lavate. Non capitava tutte le sere ma erano ormai un paio di mesi che circa due volte a settimana accadeva.

Anche se si sentiva imbarazzata , doveva affrontare il discorso col figlio , del resto scocciare il padre che era andato via tre anni prima per un altra donna non era il caso. Ha 54 anni sapeva bene che i ragazzi si masturbano , sopratutto se diciottenni come il figlio, ma almeno che lo facesse al bagno come tutti o anche a letto ma senza sporcare tutto. Aspettò il rientro del figlio da scuola , frequentava l’ultimo anno del liceo.

Erano seduti al tavolo della cucina , mangiavano e parlavano del più e del meno , parlavano della giornata di scuola , ma Rita cercava il modo per affrontare il figlio , e spiegargli che non andava bene sporcare tutto. Non trovando altro modo affrontò l’argomento di getto approfittando di un momento di silenzio “Andrea so che stai crescendo e mamma è grande da capire che voi maschietti alla tua età fate certe cose , non ci vedo niente di male, ma ti chiedo almeno la cortesia di farlo in modo da non sporcare tutto.

Sono due mesi che mi tocca lavare in continuazione le tue lenzuola ed i tuoi pigiami. ” Andrea capendo a cosa si riferiva sua madre divenne rosso dall’imbarazzo la guardò e disse “Mamma scusa , ma non è come pensi…. ” Rita sentendosi presa in giro dal figlio che negava l’evidenza sbottò gridando ” E no cavolo!!!! Mo mi tratti pure da rimbambita….. Ho visto e pulito le macchie di sperma …so due mesi che lo faccio….

c’ho 54 anni che credi che non so che vi fate le pippe????!! ” Andrea si alzò colmo di rabbia e vergogna ” Mamma se ti dico che non è così non è così credimi!!!!!” andò di corsa in camera sua e sbattè la porta. Rita capì che aveva esagerato , che non aveva trattato la cosa col giusto tatto. Decise di non infierire ,si sentiva a disagio e sopratutto colpevole per aver offeso e imbarazzato suo figlio.

Rita approfittando di una telefonata col ex marito per altre questioni gli raccontò tutto , il suo ex marito la rimproverò , e poi gli disse che suo figlio poteva anche dire la verità , poteva soffrire di polluzioni notturni. Rita non aveva pensato a tale possibilità si senti stupida per non averci pensato , se così era , oltre che il figlio aveva ragione , il problema era proprio l’ inverso , cioè che suo figlio involontariamente veniva durante la notte propio perché non si masturbava , e l’accumulo di sperma fuoriusciva senza che lui se ne rendesse conto , Rita si sentiva ancora più in colpa ed in dovere di andare a fondo e risolvere il problema.

Fece passare un po’ di tempo , poi una sera decise di affrontare l’argomento con la dovuta calma. Dopo cena madre e figlio si misero in salotto a guardare la tv , il programma non era interessante per entrambi , così Rita si fece coraggio. Abbassò la televisione e si posizionò sul divano rivolta verso Andrea che era alla sua destra , lo guardò e disse ” Andrea devo chiederti scusa per la storia delle lenzuola macchiate….

“il figlio guardandola cercò di chiudere subito la discussione” tranquilla mamma tutto scordato ” sapendo che era successo ancora di aver sporcato con lo sperma le lenzuola durante la notte aggiunse” Pulirò tutto io scusa se non l’ho fatto prima” Rita , a cui non interessava quello aggiunse ” Andrea delle lenzuola non mi interessa mi interessa la tua salute …. Credo al fatto che tu non ti tocchi , ci ho pensato solo dopo…”evitò di dirgli che aveva parlato col padre e continuò” sai voi maschietti siete creati per eiaculare , e se non lo fate il fisico lo fa da solo per difesa e per non insorgere in problemi , quello che ti accade sono polluzioni notturno ….

” Andrea si sentiva sollevato dal fatto che la madre gli credesse ma terribilmente imbarazzato per l’ argomento” ok mamma… Grazie della informazione …. Cercherò di starci attento ” Rita non aveva finito il problema non era risolto ma solo evidenziato.
Capendo che il figlio si potesse sentire imbarazzato a trattare certi argomenti con lei , cercò di dare fondo a tutto il suo istinto materno , e con tutta la dolcezza che aveva si avvicinò al figlio , gli mise una mano sulla coscia e guardandolo disse” Andrea non devi vergognarti , io è te possiamo parlare di tutto siamo una famiglia , a questo servono le mamme ….

“lui col capo chino disse con voce flebile ” ok mamma , ma di questa cosa non c’è niente da dire…”Rita accarezzò la nuca del figlio , sospirò e disse ” Piccolo mio , sei grande vedrai che parlare con tua madre ti farà bene …. Con calma…. ” aspettò in silenzio , il figlio non parlava , lei non si sarebbe arresa , voleva risolvere la cosa , e lo voleva fare quella sera.

Rita decise di prendere lei l’iniziativa ” Andrea tutti gli uomini si masturbano , specialmente alla tua età , non vi è nulla di male , vedrai che se lo fai le polluzioni finiranno , anche noi donne lo facciamo…. “Andrea imbarazzatissimo interruppe la madre” Ti prego mamma ok ho capito ma non mi sembra il caso…”Rita bloccò suo figlio a sua volta” ma Andrea non fare il bigotto , prima di essere mamma sono donna , e non ti devi scandalizzare a parlare di certe cose , sono cose naturali , la masturbazione femminile e maschile è diversa , ma del tutto naturale , perché tu non lo fai , sei grande sono certa che sai come funziona…” Lui spazientito” Mamma so bene come si fa non posso farlo punto e basta !!”lei ” e perché mai????cosa te lo impedisce” lui ” Mamma basta non ne voglio parlare !!!” Visto che suo figlio non aveva il coraggio di guardarla in faccia , stando con la faccia fissa in avanti , lei si alzò e si piantò in piedi davanti a lui e disse” ora mi guardi e mi dici perché non ti masturbi, cosa te lo impedisce , non puoi continuare così ti farà male!!!!”Andrea la fissava si voleva sotterrare.

Rita era alta un metro e sessanta ma in quel momento al figlio sembrava un gigante , anche se lui era un ragazzo di un metro e ottanta , ben strutturato , era intimorito da quella donna e dalla situazione. Prima di parlare osservò sua madre , bellissima , capelli neri corti , terza di seno , fianchi stretti , mani e piedi perfetti curatissimi smaltati di bordò , gambe toniche e caviglie fine , il problema era propio quello , la bellezza di Rita , lui la fissò negli occhi, quegli occhi verdi con taglio orientale , che lo facevano impazzire , ma come dirglielo ” Mamma non posso dirtelo il motivo non insistere….

“non fu sufficiente per far arrendere Rita.
La madre si mise in ginocchio , era attaccata alle gambe di Andrea ,afferrò le mani del figlio che erano sulle ginocchia , lo guardò negli occhi e con tono compassionevole disse” amore dimmi perché non lo fai perché non puoi, i tuoi amici non credo hanno lo stesso problema , fa come loro , non so guarda i filmini , pensa a qualche donna che ti attrae…..”Andrea la guardò e disse ” Mamma il problema è propio questo….

la persona che mi viene in mente quando mi tocco…. E non dovrebbe venirmi in mente…”Rita non capiva , rimase muta a fissare il figlio che la fissava a sua volta , capendo che la madre non l’avrebbe finita fino a che lui non gli avesse detto la verità , decise di dirla” Mamma ogni volta che mi tocco penso a te…. “Rita divenne rossa e strabuzzò gli occhi”A me????” Senza rendersene conto si era alzata e distanziata dal figlio che disse” Si mamma a te….

due mesi fa ti ho vista in giardino a prendere il sole , non sapevi che ero dietro la finestra, stranamente mi sono fissato a guardarti , ho sempre saputo che sei bella ma quel giorno ti ammiravo come donna, ho esaminato tutto il tuo corpo e mi piaceva molto , seni fianchi gambe , i tuoi piedini perfetti , già mi sentivo stranamente eccitato , poi quando hai tolto il bikini …. “Rita ” ero certa di essere sola”Andrea ” ma non lo eri, alla vista dei tuoi seni nudi non ho resistito e mi sono toccato…” Andrea guardò la madre , era visibilmente scioccata e da quel giorno ogni volta che mi toccavo pensavo che a farlo eri tu , e non solo ,ho immaginato tante altre cose , così sapendo che era orribile e sbagliato avere tali pensieri non mi sono più toccato, perché so che se lo faccio , ho pensieri sessuali su di te , mia madre….

” Si alzò e si chiuse in camera senza aspettare la replica di Rita , che era senza parole confusa più che mai , pronta a passare una notte insonne.
Per tutta la notte Andrea si sentì a pezzi per aver confessato a sua madre il suo segreto , ma anche Rita non stava meglio , ora che sapeva tutta la verità si sentiva spiazzata , non sapeva che fare. Per i due giorni seguenti madre e figlio finsero normalità , ma non era così.

Rita era terribilmente confusa , si sentiva la causa del malessere del figlio non sapeva come aiutarlo , su internet cominciò a documentarsi e capì che le fantasie di figli verso le proprie madri era più frequente di quello che pensava. Cercò di focalizzare il problema , di scomporlo , di trovare una soluzione. Si convinse che il problema principale era la salute di Andrea , se continuava ad astenersi dal masturbarsi poteva creare seri danni al suo apparato genitale , e risolvere ciò era più importante dell’aspetto psicologico della sua fantasia su di lei , che per quanto imbarazzante e perversa era molto meno grave della salute.

Quando la mattina Rita vide il letto del figlio senza lenzuola andò subito in bagno. Trovò le lenzuola bagnate , capì che Andrea aveva di nuovo eiaculato , mise il tutto dentro la lavatrice e utilizzò il tempo della mattinata per pensare ad una soluzione.
L’ unico suo pensiero era ormai la salute del figlio , doveva farlo masturbare , e doveva far si che diventasse una abitudine , Andrea non poteva continuare così , il pensiero delle conseguenze di tale astinenza la terrorizzava , aveva letto cose molto gravi , non poteva permetterlo , il suo piccolo aveva bisogno di aiuto , e chi poteva darglielo meglio di lei , sua madre.

Andrea tornato da scuola non aveva idea delle intenzioni materne , pensava solo a trascorrere l’ ennesima monotona giornata , così dopo pranzo andò in camera sua , si sdraiò sul letto e accese la tv.
Rita dopo aver custodito la cucina andò in bagno , si sciacquò il viso e dopo essersi asciugata si fissava nello specchio. Vedeva una donna di 54 anni con tutte le rughe che lo testimoniavano , non capiva come suo figlio la ritenesse tanto eccitante , anche se in effetti si manteneva molto in forma.

Cercò di focalizzare la sua attenzione sulla soluzione del problema di Andrea , doveva per forza andare oltre ai blocchi psicologici che la situazione creava , doveva superare ogni freno inibitorio , ogni senso di imbarazzo , doveva essere si madre , ma pensare come se non lo fosse in alcuni momenti , si convinse che avrebbe dovuto agire come se fosse un medico , ed il suo paziente era suo figlio , ma non doveva vederlo come tale almeno solo per la durata della terapia che aveva escogitato per tutta la mattinata.

Visto che tutto ebbe inizio dall’essere vista in topless, pensò che vedere il suo corpo nudo avrebbe fatto cedere Andrea ,che finalmente poteva liberarsi e interrompere la sua astinenza. Si spogliò completamente nuda , indossò l’accappatoio e si diresse verso la camera del figlio.
Andrea era disteso sul letto a guardare la tv “Che fai tesoro?” Lui vedendo sua madre temette subito che volesse parlare di nuovo di quell’argomento imbarazzante ” niente di che mi rilasso un po’ prima di mettermi a studiare ….

“Rita si avvicinò prese la sedia della scrivania , la posizionò davanti il letto del figlio , si sedette , Andrea la guardò perplesso , non capiva cosa volesse sua madre seduta davanti i suoi piedi in accappatoio , era una situazione molto strana. Rita si fece forza , era totalmente convinta di fare la cosa giusta , guardò il figlio e disse” Spengi la televisione…. ” lui temendo di trovarsi di nuovo in discorsi fastidiosi ” Perché mamma…?? Non vorrai ricominciare con….

“sua madre lo interruppe ” Fai come ti dico …fidati…” Andrea sbuffando con fare scocciato prese il telecomando e spense la tv , lo posò a terra e fissò la madre , era stufo di quella situazione si era pentito amaramente di aver parlato con lei. Ma presto si sarebbe ricreduto.
Rita si alzò slacciò l’accappatoio e lo fece cadere a terra , rimase completamente nuda davanti agli occhi sbarrati del figlio.
Andrea incredulo ammirava il corpo perfetto della madre , terza di seno , sodo con grandi mammelle marroni e capezzoli dritti , pancia appena accennata , fianchi stretti , gambe toniche e perfettamente modellate , e la fica perfettamente depilata , un triangolo di pelo nero che inchiodò il suo sguardo.

Andrea confuso disse ” Mamma ma che fai??!?” Rita rimanendo nuda rispose” voglio che non ti trattieni più, la tua salute viene prima di tutto…. ” lui ” ma mamma ti prego non è il caso che …. ” Rita” Andrea zitto !!! Non preoccuparti tesoro se è mamma che ti eccita e se ti serve pensare a me per liberarti , voglio aiutarti , i tuoi pensieri sono più comuni di quel pensi , non voglio che ti ostini ad astenerti dal masturbarti rischiando di provocarti danni ….

e se i pensieri che hai su di me ti creavano fastidio e senso di colpa ora facendolo insieme e non più di nascosto , non avrai più nessun tipo di blocco …. ” Andrea rimase in silenzio , fissava sua madre , non sapeva se considerare la situazione come un’occasione d’oro o come una cosa grave.
Rita si rimise seduta , aveva ancora dei sensi di pudore , teneva le gambe chiuse , guardava il figlio immobile e disse” tesoro sei rimasto deluso …non ti piaccio nuda non sono come immaginavi…”Andrea ” mamma al contrario sei stupenda , ma sono confuso ed in imbarazzo scusa , ma così non riesco a,… Bè hai capito….

” Rita capì che forse suo figlio aveva ragione , la situazione era già assurda di suo,in oltre così sembrava molto forzata, si alzò e disse” hai ragione amore , ti ho messo in imbarazzo, facciamo così ora vado in camera a leggere un pò , se vorrai puoi venire e se ti piace ciò che vedi ……potrai toccarti liberamente…” sorrise al figlio e andò in camera sua.
Andrea si sentiva confuso , rimase sul letto , la mente fu invasa da mille sensazioni.

Si sentiva imbarazzato , sua madre era arrivata a tanto per lui , forse ai suoi occhi era un caso clinico , o forse no , forse voleva solo aiutarlo senza giudicarlo male , o forse no , insomma non era certo di nulla. L’unica certezza era che sua madre era veramente bella , l’immagine di quel corpo nudo non lo avrebbe più lasciato era impressa nella sua mente in modo indelebile. Pensando a quel corpo perfetto cominciò a palparsi il cazzo , il pensiero di sua madre nella sua camera nuda che lo aspettava lo eccitava , poteva essere una occasione unica , non sapeva che fare , se approfittarne oppure lasciar perdere.

Rita era distesa sul suo letto , completamente nuda , provava a leggere un libro , ma senza riuscirci , era troppo distratta dal pensiero di suo figlio , se avesse accettato il suo invito e finalmente si sarebbe liberato, oppure se aveva fatto peggio e lui ai sarebbe chiuso ancora di più.
I suoi dubbi svanirono quando sentì i passi di suo figlio , era entrato in camera sua , non voleva bloccarlo così continuò a far finta di leggere.

Andrea ammirava il corpo nudo della madre , si avvicinava senza staccare gli occhi da quel seno sexy , e mentre girava intorno al letto lo sguardo cadde sul pelo della fica , poi le cosce un po’ aperte gli permisero di godere della vista di due labbra vaginali rosa e perfette , anche i piedi furono oggetto di attenzione piccoli curati con piante morbide senza callosità. Arrivato al lato sinistro del letto, dove la madre era stesa si fermò , era a pochi centimetri da lei , nuda , bella , e non doveva nascondersi , era eccitato , emozionato , prese il libro dalle mani di Rita lo chiuse e lo mise sul comodino , lei lo lasciò senza opporre resistenza , i suoi occhi si fissarono in silenzio per qualche istante con quelli del figlio.

Andrea dubbioso disse”Mamma pensi sia la cosa giusta???” Rita guardò la patta dei pantaloni del figlio , il bozzo della sua eccitazione era evidente , alzò la mano sinistra e la posizionò sopra l’asta turgida” Ecco la risposta amore mio…. La tua eccitazione risponde alla tua domanda…. E’ inutile far finta di niente , io ti eccito e se è l’unica cosa che può aiutarti a masturbarti ed evitare problemi in futuro, allora è giusto così …..” Sentire la mano della madre sul cazzo gli fece venire i brividi lungo tutta la schiena.

Rita tolse la mano , ma il figlio le bloccò il polso e la rimise sul cazzo” allora non togliere la mano mamma…..toccami un pò…. ” lasciò il polso di Rita , che lo guardò e senza dire nulla cominciò ad accarezzare il bozzo , sentiva il cazzo durissimo sotto il suo palmo , si meravigliò di non provare ne imbarazzo ne vergogna , ma solo voglia di aiutare il suo piccolo. Andrea guardava la mano smaltata di rosso della madre che stringeva il suo cazzo , lo aveva afferrato con tutti i pantaloni della tuta e i movimenti lenti lo faceva scappellare dentro le mutande ormai zuppe di liquido pre seminale.

Rita stringeva il cazzo del figlio e lo segava con movimenti lenti e continui” amore ti piace??” lui ” siii sii mamma!!!” lei ” E’ questo che immaginavi???” lui ” si anche …. immaginavo che mi seghi che mi guardavi il pisello e ti piaceva mi dicevi volgarità sul mio cazzo… Immaginavo che lo chiamavi così …. cazzo…..” Rita tolse la mano e disse “Allora spogliati fammelo vedere!!!!Fammi vedere il cazzo!!!” il suo sguardo e la sua voce divennero provocanti e colmi di malizia.

Andrea rimase totalmente nudo in pochi secondi , il suo cazzo svettò eretto , gli occhi di Rita non poterono evitare di fissarlo , era notevolmente grosso , si sentiva orgogliosa , e pensò che se fosse stata una donna qualsiasi , e no sua madre , ci si sarebbe divertita molto. Rita pensò che non era forse il caso di toccare il pene del figlio nudo , le sembrava troppo , cosi disse “Forza amore, fammi vedere come ti tocchi il cazzo pensandomi…..” suo figlio afferrò l’asra e cominciò a segarsi guardando il corpo della madre “Mamma sei stupenda!!!! ti piace il mio cazzo???”Rita capì cosa volesse suo figlio ” Si tesoro , hai un cazzo bello duro dai toccalo toccari il cazzo” sentire sua madre dire certe cose lo eccitava da matti.

Rita si spostò , si mise in orizzontale sul letto , piegò le gambe appoggiando le piante dei piedi sul letto , e le allargò , mettendo difronte a suo figlio la sua fica , la mano di Andrea a quella vista si mosse freneticamente.
Rita voleva farlo venire a tutti i costi , cominciò a toccarsi i seni e guardarlo in maniera porca e disse ” Daiii daii amoreee vieni…..sborra sborra sborraaaaa!!!” il figlio non credeva che fosse tutto reale , era troppo bello ed eccitante un sogno che si realizzava , quei gesti quel corpo e quelle frasi lo fecero sbottare.

Sentendo la sborra trasalire , Andrea salì in ginocchio sul letto , si mise tra le cosce della madre , lei per un istante pensò che suo figlio volesse penetrarla , ma mise solo la cappella sul pelo nero e cominciò a coprire il ventre materno di bianco sperma caldo” ECCOMIIIIIIII MAMMA SBORRROOOO TI SBORRO” Rita vedendo e sentendo il primo schizzo spontaneamente allungò la mano , afferrò il cazzo del figlio e lo segava aiutandolo ad eiaculare ” Siii sii amore sborra sborra liberatiii ” Andrea guardava e sentiva la mano di Rita che stringeva il suo cazzo , era la sensazione più erotica che avesse provato.

Rita stringeva ancora il cazzo del figlio nella mano , lo sentiva più moscio , Andrea guardò il corpo della madre coperto di schizzi , il suo seme era arrivato fino ai seni , guardò il suo pene avvolto dal calore del palmo di quella mano che più volte lo aveva amorevolmente accarezzato , si getto sul corpo di sua madre in preda ad un pianto , i sensi di colpa lo avvolsero” Mammma …mammma ma cosa ho fatto!!??!?! sono un mostro …..” Rita lo abbracciò forte , gli accarezzava la nuca e diede sfogo a tutto il suo senso materno cercando di tranquillizzarlo ” No ..no amore mio non sei un mostro , tranquillo , sei un ragazzo d’ oro , non hai fatto nulla di male , tranquillo” lui ” lo pensi davvero mamma???” Rita lo coccolò e ci parlò spiegando che tutto era più normale di quello che pensasse , anche se anche lei sapeva benissimo che era una situazione assurda , peccaminosa e deprorevole , la salute psico fisica del figlio era più importante.

Lo fece tranquillizare , gli disse che quello sarebbe stato il loro segreto e che in fondo erano entrambi consenzienti e che non facevano male a nessuno. rimasero sul letto abbracciati in silenzio per un ora , ed Andrea si sentì notevolmente sollevato , e Rita , si sentiva di aver fatto il suo dovere di madre.
Andrea col capo sulla spalla della madre disse ” Mamma sei una donna bellissima…. “lei ” Grazie tesoro , ma credo che mi vedi più bella di quella che sono” la mano destra di lui cominciò ad accarezzarle il corpo , prima i seni , poi la pancia poi le cosce ” No mamma , sei veramente bellissima , e mi ecciti da matti……” Rita sentì la cappella del figlio contro la sua coscia destra , capì che si era eccitato di nuovo , alla sua età e con tutti gli arretrati che aveva era normale che avesse quella carica.

Rita afferrò l’ asta dura di Andrea con la mano destra , la strinse e muovendo lentamente il pugno lo cominciò a scappellare lentamente ” Sento quanto ti eccito , hai di nuovo il cazzo duro……” assecondava suo figlio anche nel linguaggio , del resto glielo aveva detto espressamente come gli piaceva che lei parlasse ” Si mamma …..assss …..mi piace come lo tocchiiii…..non fermarti…..” Rita non aveva nessuna intenzione di farlo , segava suo figlio lentamente , con tutto l’amore che aveva.

Mentre la madre scappellava il cazzo , Andrea la palpava sul seno , era bellissimo , poi la sua mano destra scese , e cominciò ad accarezzare il pelo del pube , le sue dita scivolarono fino ad accarezzare il clitoride , poi si fecero spazio tra le grandi labbra , erano umide , Rita si sentì eccitata , quella sensazione la sconvolse , non voleva e non doveva farsi coinvolgere, la sua doveva essere una missione per aiutare suo figlio e non doveva assolutamente diventare una sua fonte di piacere , la cosa la imbarazzava , così per non bloccare sgarbadamente suo figlio , si fece toccare un pò , poi fu disposta ad un atto estremo pur di non continuare a provare piacere” Amore…..ti voglio succhiare il cazzo!!!!” quella frase fece breccia nella mente di Andrea che incredulo si bloccò, e come se non volesse perdere quell’ occasione si mise a pancia su togliendo le mani dal corpo materno.

Rita afferrò il cazzo del figlio con la mano sinistra , piegò il busto verso quel cazzo grosso e duro , e senza perdere tempo avvolse la cappella con le sue labra , cominciò a succhiare , e a passare la lingua sul prepuzio , regalando ad Andrea la più grande sensazione erotica della sua vita” ODDIOOO MAMMAAAA stupendoooo…. stupendooo e la prima volta che me lo succhianoooo…. sei brav…bravvv…bravissimaaa…. ” la bocca di Rita accolse al suo interno tutto il cazzo , cominciò a muovere su e giù la testa velocemente , succhiando con voracità , la saliva gli fuoriusciva dai lati della bocca bagnando tutta l’ asta , ed emettendo suoni inequivocabili.

Mentre assaporava il cazzo del figlio , Rita si rese conto che era molto eccitata , sentiva la fica fracica , le piaceva la sensazione della cappella dura in bocca , godeva nel sentire la sua lingua scivolare su quel pene , era grosso duro e giovane , ma cercava di rimuovere quelle sensazioni , era suo figlio , non doveva eccitarsi , ma il suo corpo diceva tutt’ altro.
Sentendo il suo cazzo risucchiato nella bocca materna Andrea godeva come non mai , sentiva la sborra pronta per uscire ” Mammaaaa mammaaaa sto per venireeeeeee…..” Rita succhiò ancor più voracemente , poi tolse il cazzo dalla bocca e cominciò a segarlo , il suo viso era attaccato al cazzo mentre guardava suo figlio ” Si amore sborra , dai sborra , sborrami in faccia !!!!” lui ” SIIII SIIII TI SBORROO IN FACCIAAA MAMMAAAAAA” il primo schizzo di sperma bianco arrivò fin sopra i capelli di Rita , poi toccò a fronte occhi naso e bocca ad essere ricoperti.

Col viso ricoperto di sperma del figlio continuava ad accarezzare e scappellare lentamente il cazzo , lui disteso con occhi chiusi esausto e svuotato , lei enormemente soddisfatta ed eccitata” Bravo il mio piccolo , ne hai veramente tanta……”poi diede un bacio al pene e alzandosi disse” vado a farmi una doccia , hai imbrattato tutta mamma …..” sorrise e si chiuse in bagno.
Sotto la doccia non poté evitare di masturbarsi , la sua fica era zuppa di voglia , ripensò a quel grosso cazzo e le sue dita si penetrarono furiosamente.

Appena raggiunto l’ orgasmo si fermò sotto il getto dell’ acqua , era confusa , la sua eccitazione non era prevista , sperava di poter continuare a resistere , e non commettere stupidaggini , che avrebbero potuto modificare il rapporto col figlio , ancora di più di quanto già lo avesse fatto.
La notte entrambi faticarono a prendere sonno , i pensieri di ciò che era accaduto regalavano immagini continue nelle loro menti.

Verso le 10 della mattina arrivò un messaggio sul cellulare di Rita , era suo figlio ” Mamma è tutta la mattina che ti penso , al mio rientro vorrei trovarti a preparare il pranzo nuda!!” lei sorrise e rispose ” Ok , ma ora sttai attento alle lezioni!!!!” pensò che non poteva aspettarsi altro da un diciottene colmo di testosterone impazzito.
Appena a casa Andrea aprì la porta , getto lo zaino a terra e si fiondò in cucina.

Sua madre totalmente nuda impegnata ai fornelli” Mamma grazie , sei un sogno…. ” lei sorrise guardandolo ” Si ma ha scuola non devi distrarti , voglio che sei concentrato e continui ad avere un buon rendimento. ” lui sedendosi su una sedia” promesso!!!!” la cucina era piccolissima , in silenzio si mise ad ammirare il corpo materno , la madre gli dava le spalle , il suo culo rapì completamente i suoi occhi , perfetto , tondo e tonico.

Mentre la madre armeggiava ai fornelli , Andrea tirò giù pantaloni e mutabde , afferrò il suo cazzo duro e cominciò a segarsi” Mamma sei bellissimaaa…. non riesco a non toccarmelo…” Rita si voltò vide il figlio che si segava , quella vista fu sufficiente per darle un brivido di piacere ma finse naturalezza” Non vuoi mangiare prima??” lui ” no , non resisto mangiamo dopo……. ” lei fissava il cazzo si era incantata ” mamma ti piace il mio cazzo????” lei ” si….

te l’ ho fatto propio bello , e grosso…..” poi per non provare ancor più eccitazione si voltò di nuovo , spense i fornelli ma finse di cucinare ancora. Andrea si segava col culo di Rita , che nel frattempo si era spostata propio difronte al figlio , visto le dimensioni ridotte della stanza distava dal figlio solo pochi centimetri , tanto che lui mentre si segava con la mano sinistra poté allungare la destra e palpare le natiche sode , ma piacevolmente soffici della madre , che lo fece fare senza opporre la minima resistenza.

Guardando quel culo perfetto si segava e preso dall’ eccitazione chiese alla madre “Mamma piegati mettiti a 90 gradi fammi vedere la ficaaaa!!!” Rita che come obbiettivo aveva ormai solo il piacere del figlio appoggiò gli avambracci sul piano della cucina , piegò la schiena e mise il culo propio difronte al viso di Andrea , divaricando le gambe , la sua fica si manifestò davanti gli occhi del figlio in tutta la sua magnificenza.

Quella visione fu troppo invitante , Andrea dopo pochi attimi lasciò il cazzo ,mise le mani sulle natiche della madre e le divaricò , poi immerse il viso fra di loro. Rita sentì la faccia del figlio attaccarsi a lei , il naso premeva sul suo buco del culo , e la lingua la penetrava nella vagina , sentiva tutto l’ardore dì Andrea , spingeva il suo viso e leccava come un assatanato , cercò di farlo smettere”Ooooddiooo Aaandreaa che f..fff..faiiii che faiiii smettilaaaa….

” ma il figlio non sentiva ragioni e continuava a leccare senza sosta , e lei anche se provava a resistere e combattere la sua eccitazione , dovette cedere al piacere ” Ooo ssignore miooo ……okkk. okk daiii leccamelaaa siiii siiii …..”.
Eccitata ormai non considerava più quel diciottenne suo figlio , ma un giovane col cazzo enorme e duro , che poteva soddisfarla. Rita mentre il figlio le assaporava fica e culo alzò il suo piede destro , portandolo in dietro , e con la pianta riuscì ad accarezzare il cazzo , lo strofinava , la cappella le inumidì tutta la pianta , poi abbilmente con le dita del piede sollazzava i testicoli.

Entrambi erano all’apice del piacere , Rita perdendo ogni freno inibitorio disse”Scopamiii…scopami amore …. ” sentendo tale richiesta Andrea non aspettò un secondo , si tirò su , prese il suo cazzo e lo indirizzò sulla fica materna , la cappella pigiava sullo spacco delle grandi labra , e grazie al livello di umidità della vagina il suo cazzo entrò senza fatica “Asssss aaaaaa…. odddiooo che cazzzoooo” Rita lo sentì fino al collo dell’utero , si rese conto che era veramente enorme.

Anche se Andrea non era esperto , i suoi colpi virili facevano godere Rita , la quale provava a dare indicazioni al figlio , per ottenere il massimo piacere”Mmmm Aasss,…. siii piu pianoo ecco bravoooo siii..siii pianoo e spingiiii assss…. che cazzo che haiiii che cazzoooooo…. ” Andrea avrebbe voluto resistere , non avrebbe mai voluto smettere , ma la fica calda e fracica della madre , che pulsava attorno al suo cazzo , era troppo , senti lo sperma trasalire ” Mmmaammm mammaaa sborrrooo SBORRROOOOO SBORRRROOOOOOOO……..” Rita non pensò minimamente di farlo togliere”Siii siii amoreee daiii vienimi dentro tutto dentroooo….

asssss siiii caldoooo cosiiiii” la sensazione che lo sperma caldo del figlio le diede fu fantastica , si sentiva colma di cazzo e di sborra , cosa che le era sempre piaciuta. Rita cercò di godersi quel cazzo fino alla fine , aspettò a toglierlo dalla fica , si continuava a muovere cercando di farsi penetrare , smise solo quando il cazzo ormai moscio fuoriuscì. Abbracciò suo figlio , che si scusò per non aver resistito oltre” scusa mamma , non ho resistito , se aspettavo ti sarebbe piaciuto di piu…” lei prese il viso di Andrea tra le mani e sorridendo disse” Amore mi è piaciuto tsntissimo , non preoccuparti avrai molte occasioni per soddisfare mamma.


Andrea non soffrì mai piu di polluzioni notture , ma il suo piacere divenne dipendente dalla madre , che fu ben felice di assecondarlo , non più per missione materna , ma per puro piacere.