La maratona lacustre

UNO

Sguardo concentrato sull’obiettivo, respiro lento e regolare, passo svelto e deciso: è così che corro con il mio zaino tecnico sulle spalle senza indugio, ma anche senza fretta, verso una piccola insenatura lacustre nascosta da un folto canneto…un paradiso sconosciuto alle grandi masse che frequentano il lago nella stagione estiva.
La corsa non cambia ritmo nonostante il fondo sconnesso, continuo a respirare regolarmente e mi lascio catturare dalla natura circostante, uno stretto sentiero incastonato tra la montagna a destra e l’ampia distesa azzurra a sinistra, in un tratto di lago ben lontano dai centri abitati, un luogo precluso alle auto e perciò rimasto sconosciuto ai più.

La corsa regolare, i colori ed i profumi della bella stagione calmano il mio spirito frustrato dal lavoro e dagli affanni…un passo dopo l’altro, ancora ed ancora, sempre più avanti senza riposo, a testa alta nella corsa come nella vita…

L’ultimo cambio di pendenza è il più ostico ma il respiro non cambia ritmo: tra poco arriverò alla mia insenatura, potrò finalmente fermarmi, buttarmi in acqua e poi godermi il panorama in totale silenzio e libertà.

Giunto alla biforcazione del sentiero rallento il passo, cerco con lo sguardo la presenza di estranei; non c’è nessuno attorno: “Bene, ottima notizia” – penso inconsciamente, quindi mi inoltro nel canneto ed inizio la breve discesa verso l’insenatura…

Giunto a metà strada mi blocco: che ci fa un asciugamano steso sulla rena? Per di più attorno non c’è nessuno…chissà chi sarà colui che mi ha anticipato…

Che fare?

Tornare indietro o proseguire?

“La corsa fatta fin qui non può andar sprecata così” – penso tra me e me – “vero che non c’è molto posto in questa caletta e che avrei preferito starmene solo con i miei pensieri, però in due ci si sta comunque bene e di più di tornare indietro non se ne parla…almeno un bagno me lo merito, poi eventualmente me ne andrò!”.

Giungo al fondo della baia e mi guardo attorno: asciugamano, foulard rosa e borsa sportiva…. di sicuro una donna, probabilmente un’anziana della zona, le uniche che hanno voglia spingersi fin qui.

”Poco male dai, non avrà tanta voglia di conversare” penso risollevato “tra l’altro qui non c’è realmente nessuno, mancano le ciabatte e sarà andata a farsi una passeggiata, meglio così…”

Mi fermo vicino all’acqua, apro lo zaino tecnico e estraggo l’asciugamano; il leggero vestiario da corsa lo ripongo al suo interno e mi fermo con i piedi nell’acqua, assaporando la freschezza che sale tra le membra…poi deciso avanzo verso l’acqua più alta, mi tuffo e ad ampia bracciate mi inoltro fuori dall’insenatura naturale e dalla riva per raggiungere in breve tempo un tratto di lago più profondo dove finalmente mi rilasso…

DUE

Dopo un tempo che mi pare infinito, finalmente in pace con il mondo, faccio ritorno a nuoto alla mia insenatura…e qui con amarezza scopro che la proprietaria dell’asciugamano è tornata.

“Va beh dai, sono stato comunque fortunato” penso “mi sdraio un po’ aspettando di asciugarmi e poi farò ritorno a casa”.

Appena fuori dall’acqua guardo la mia vicina di asciugamano: “Cazzo, ma tu sei Giovanna” – esclamo con meraviglia e sorpresa – “che ci fai qui? Come fai a conoscere questa baia?”
Altroché anziana locale, Giovanna è un’amica di vecchia data che non vedo da tempo, bionda e giunonica, bella da spezzare il fiato.

Il rammarico iniziale lascia spazio alla gioia di questo incontro inaspettato…ed è così che ci mettiamo a parlare del più e del meno, come sempre si faceva in amicizia per telefono ma raramente di persona causa estrema lontananza che ci separava.
Tra una chiacchiera, una risata ed una confessione le ore scorrono piacevolmente senza che nessuno dei due se ne renda conto…

Il pomeriggio è avanzato ed è ormai ora che io mi riavvii verso casa…

“Aspetta un attimo” – mi dice Giovanna – “il tempo di un ultimo bagno e poi anch’io torno a casa” e senza aspettar risposta si butta in acqua!
“Il tempo per un’ultima nuotata c’è sempre” – le urlo io dalla riva – “aspettami lì in acqua che mi tuffo anch’io!!”

…ed è così che ad ampie bracciate la raggiungo: lei galleggia in acqua e mi sorride, un sorriso genuino che rende subito felici… Io la guardo e ricambio il sorriso…poi il mio sguardo scivola più in basso e mi accorgo che il freddo dell’acqua ha intirizzito la sua pelle ma anche i suoi capezzoli, che come due piccoli chiodi sporgono dal suo costume floreale, un bikini che solo ora mi accorgo contenere non proprio agevolmente il seno di Giovanna, una quarta piena e soda.

Una strana sensazione pervade il mio corpo fino a raggiungere il basso ventre: guardo quelle labbra rosee e carnose, i suoi occhi dolci e marroni, i suoi lunghi capelli biondi e i turgidi capezzoli…e mi ritrovo a perdermi nel desiderio folle di baciarla, folle e forse sbagliato perché siamo amici, folle ma quanto mai vivo e reale…

Non so se lei intuisca i miei pensieri e forse li condivida…

“Ho freddo…” – mi dice Giovanna.

“Vieni, ti scaldo un po’ e poi usciamo ad asciugarci” – le rispondo io…

Lei si avvicina ed io l’abbraccio in acqua: sento il profumo dei suoi capelli e della sua pelle ed è un profumo che inebria i miei sensi…lei si lascia andare al mio abbraccio e preme il suo abbondante seno contro il mio petto e quel contatto sextena un folle desiderio dentro me. Il cazzo mi si ingrossa di colpo e questo gonfiore preme contro il ventre di Giovanna…la quale anziché sottrarsi alla sua presenza come temo si appoggia invece a me in maniera ancor più provocante: ovviamente l’erezione aumenta.

“Qui in basso mi sembra ci sia qualcosa che inizia a muoversi” – mi dice sorridendo e con uno sguardo malizioso che non lascia spazio a fraintendimenti.
“Certo che si muove, dolcezza” – le rispondo io – “è merito tuo e non hai ancora visto nulla!”.

Il desiderio di baciarla esplode nel suo fragore: le prendo il viso con le mani ed inizio a baciarla, prima lievemente sulle labbra, poi con più avidità e veemenza; lei apre la sua bocca e le nostre lingue iniziano a toccarsi, a conoscersi, a danzare fra loro…le sue mani mi accarezzano la testa, mandando brividi giù lungo tutta la mia schiena, mentre le mie mani scorrono dal suo collo al prosperoso seno, soffermandomi su di esso con ampie carezze a piene mani…

Per entrambi il battito cardiaco aumenta e con esso anche la nostra voglia di stare insieme; le mie mani scorrono lungo la sua schiena, liscia, vellutata e perfetta…e da lì si spingono ancor più giù verso il suo sedere, sodo e pieno; le sue mani invece continuano ad accarezzarmi la testa mentre il nostro lungo bacio non ha fine.

Il mio cazzo si ingrossa ancora di più e l’eccitazione sale…sale…. sale..

Scosto gli slip e con le mani cingo le sue chiappe, rotonde e morbide come piacciono a me…e poi con il dito medio mi avvicino al suo buchetto; lei spinge indietro il culo per sentire meglio le mie carezze ed il mio dito inizia a scorre tra la vagina perfettamente rasata ed il culetto, senza però penetrarla in alcun modo, e da lì lungo le grandi labbra, che piano piano si bagnano…

Il respiro di Giovanna inizia ad aumentare di frequenza, ci stacchiamo un attimo e ci guardiamo…i miei occhi scivolano giù verso l’incavo del seno e guardo con avidità le sue tette, lei mi sorride e di colpo si slaccia il pezzo sopra, mettendo in mostra due enormi mammelle, sode e ben proporzionate, lisce, morbide e perfette, ben divaricate fra loro e coronate da due rosei areole perfette e tondeggianti al cui interno spiccano due capezzoli turgidi.

“Che tette fantastiche che hai, Giovanna, le voglio tutte per me” – le sussurro all’orecchio – ed è così che inizio a far scorrere la lingua lungo il collo e sull’orecchio destro…. poi più giù verso il suo petto sentendo la fragranza della sua pelle…e da lì lungo la tetta destra fino a raggiungere il capezzolo…la lingua inizia a trastullarlo mentre con il dito medio infilato nel costume continuo ad accarezzare avanti ed indietro il tratto tra la vagina ed il sedere, inumidendolo con gli umori che la figa di Giovanna inizia a produrre per il piacere provocato dai miei baci, dalla mia lingua e dalle mie carezze.

Con la bocca ingoio la tetta destra e dolcemente inizio a succhiare la mammella…poi mi sposto sulla tetta sinistra e la lecco allo stesso modo…e dopo averla lungamente succhiata inizio a stringerla dolcemente con la mia mano sinistra, mentre giù di sotto mi soffermo con le dita sul limitare della figa, accarezzando la grandi labbra che sento ingrossarsi per l’eccitazione del momento. Con la mano sinistra gioco con i suoi capezzoli, prima l’uno e poi l’altro, titillandoli e leccandoli con la lingua e dolcemente stringendoli, strizzandoli e tirandoli verso di me con le dita….

”Che seno formidabile” – penso tra me – “è perfetto…”

Guardo Giovanna e mi perdo nei suoi occhi…

…e poi mi avvicino di nuovo al capezzolo sinistro con la bocca, lo succhio e me lo porto tra i denti, con la lingua che continua a dargli colpetti decisi; dolcemente inizio a mordicchiarlo mentre più in basso, con un colpo deciso ma anche dolce, affondo con il dito medio nella sua figa bagnata, che inizia a grondar piacere! Giovanna emette un respiro strozzato, mi morde l’orecchio mentre io inizio a muovere lentamente il mio dito dentro il suo fiore, uscendo e rientrando subito per non dar modo di richiudersi, provocandole un fremito sempre maggiore…lei con la mano libera mi abbassa il costume, prende in mano la mia asta ed inizia a scappellarmi il cazzo, con movimenti rapidi e sapienti, saggiando la venosità del mio bastone e accarezzandomi le palle, tese ed ingrossate.

Entrambi i respiri aumentano di intensità…

Al dito medio aggiungo l’indice, che scivola dolcemente al suo interno…e ad ogni colpo delle mia dita sento aprirsi il suo fiore, ingrossarsi il clitoride e spezzarsi il suo respiro…tolgo le dita inumidite e le avvicino al suo sedere sodo, titillando con il medio il suo buchetto…e poi senza fretta lo infilo dolcemente dentro, sentendolo schiudersi come un germoglio. Giovanna mi guarda eccitata e ci baciamo mentre ci masturbiamo reciprocamente…
Improvvisamente si sposta da me ed il dito esce dal suo culetto sodo e rotondo…ma la sua mano rimane sul mio cazzo pulsante continuando a tirarmelo…

“Dai che usciamo fuori sulla spiaggia, ho voglia di te” – mi sussurra eccitata Giovanna sempre con il mio cazzo in mano, per poi aggiungere maliziosa: “Ma lo sai che dietro i canneti del lago si nasconde sempre qualche guardone??”
“E se ci sono, cosa facciamo, tesoro?” – rilancio io, nell’eccitazione del momento.

“Li lasciamo guardare: a me non dispiacerebbe guardare qualcuno che si masturba mentre sto facendo l’amore con un uomo…tu non dirmi che sei geloso e bigotto, vero?”
“Macché, dolcezza” – rispondo eccitato io – “Anzi non si sa mai che qualcuno di loro, ammesso che ci sia, voglia partecipare al nostro gioco: vorrei vedere come ti comporteresti con due cazzi contemporaneamente…” rilancio io, ma per nulla convinto delle sue reali intenzioni.
“Ti potrei anche sorprendere, sai…e non ti conviene provocarmi, caro!” ribatte lei eccitata all’idea, con un seno orgoglioso, stupendo e maestoso ormai fuori dall’acqua ed un corpo rotondo e pieno, eccitante e voglioso.

Io la guardo e penso che la timida ragazza che conoscevo ora non esiste più, sostituita ad un’altra Giovanna, più conscia della sua sessualità, di certo più disinibita, sicuramente più donna…ma mi rinfranca sapere che questa baia sia sconosciuta ai più: confrontarmi con un altro cazzo più grande mi inquieta sempre…e poi dividere questo momento con un altro non mi esalta di certo…

TRE

Fuori dall’acqua ci mettiamo in piedi sul suo asciugamano; con un rapido gesto lei si lascia scivolare ai piedi gli slip e mi toglie il costume…poi si china davanti a me ed avvicina il dolce viso al mio cazzo duro e pulsante, iniziando con piccoli e timidi baci…poi leggere leccatine tra frenulo e glande…poi lunghe leccate lungo la mia asta nodosa: io le prendo il viso tra le mani ed affondo con calma il mio pene interamente dentro la sua bocca, che si apre per accoglierlo tutto, fino a sentirlo giù nella sua gola, con il piercing che struscia sull’asta vibrante.

Giovanna inizia a muovere avanti ed indietro la testa per farmi un pompino indimenticabile, mentre io assecondo i suoi movimenti spingendo il mio cazzo nella sua bocca avida e lasciando sulla mia cappella la sua saliva, che si mescola al mio liquido.

Dopo alcuni ampie ingoiate, lei scosta il viso ed inizia una lunga leccata dell’asta, accarezzando con le mani il mio culo sodo ed avvicinando le dita al mio buchetto.
Di solito questo contatto mi genera sempre un po’ di ansia ma stavolta è diverso e mi piace; Giovanna, forse conscia di questo piacere improvvisamente esclama: “Dai caro, stenditi sull’asciugamano che ti faccio un gioco particolare!”.

Io le ubbidisco senza fiatare (ormai sono in suo possesso) mi sdraio e lei si accovaccia tra le mie gambe.

“Ora rilassati” – aggiunge Giovanna – ed inizia nuovamente a leccarmi il cazzo con lingua sapiente…e poi questa lingua si avvicina alle mie palle dure e gonfie ed inizia a succhiarle.
Mi piace questo gioco ed allargo le gambe; lei scivola con la lingua più in basso e si avvicina al mio culo, iniziando a saggiare nuovamente il mio buchetto.

Un sospiro strozzato in gola, il gioco mi piace, non voglio che si fermi…Dopo lunghe leccate per aprirmi il sedere, lei si inumidisce un dito e senza darmi modo di fiatare o protestare lo infila dentro dolcemente ma senza indugio alcuno …
Il mio culo si apre inaspettatamente e la prima diffidenza lascia spazio ad una piacere diverso ed inaspettato: “sìì Giovanna, che bello: continua, ti prego” mormoro io eccitato…e lei spinge più a fondo il dito nel mio deretano, lo ritrae e lo rinfila: io sono in suo potere e mi piace, il gioco lo conduce lei ed io ho ormai perso ogni volontà..
Il mio cazzo è durissimo ed il suo dito che esplora il mio interno, stimolando la prostata, mi sextena un piacere nuovo e sconosciuto come scariche elettriche che, risalendo l’asta, mi fanno vibrare la cappella; Giovanna ammira la mia asta e del tutto inaspettatamente se lo mette tra le tette sode, iniziando a muoversi ritmicamente per aumentare il mio piacere.

Guardo il mio cazzo scomparire fra le sue tette morbide e riemergere subito dopo, mentre i suoi capezzoli sempre più turgidi strusciano sul mio corpo e questa visione mi eccita ancora di più; il suo dito fruga con sempre maggior intensità e velocità nel mio culo ed io inizio a mugolare ed ansimare: “Piano, Giovanna, piano, così mi fai sborrare subito” – le dico tutto frastornato.

Lei mi guarda accalorata con il cazzo fra le tette: “No, tesoro, prima devo venire io…e poi voglio vedere come te la cavi con il sesso orale, visto che tu ti vanti sempre di essere un maestro in quest’arte”…e quindi ritrae il dito dal mio culo.

“Peccato” – penso io – “mi piaceva tantissimo…”.
Giovanna si stende sull’asciugamano fronte a gambe aperte, mostrandomi la sua vagina rasata e curata ed il suo culetto morbido: è un corpo perfetto, sodo, giunonico e ben proporzionato; la pelle liscia e profumata; il viso dolce ed eccitato al tempo stesso; il suo fiore è già bagnato di fresca rugiada e sboccia di piacere, pronto a ricevere le mie attenzioni.

Mi chino sul suo viso e le nostre lingue iniziano nuovamente a danzare fra loro…poi scendo sul suo morbido collo…e poi di nuovo più giù verso il suo maestoso seno: lecco tutto attorno le sue rosee e tonde areole ed in seguito allungo dei teneri baci ai capezzoli.

Li porto tra le mie labbra e li succhio avidamente: sono come morbidi e fragranti cicchi d’uva matura, li mordo dolcemente e li assaporo con gusto.
La lingua scende sotto le coppe lungo la pancia verso l’ombelico, lentamente, millimetro su millimetro: la pelle è vellutata e morbida al tatto, profumata come un tappeto di rose, e mi perdo in queste sensazioni…non so più se lei sia una donna o una dea scesa dal cielo.

La voglia è tanta e piano piano scendo giù, verso il monte di venere e lungo le sue morbide cosce.

Mi metto tra le sue gambe che lei prontamente divarica ed ammiro la sua forma, perfetta, rosea e profumata; il cuore martella nel petto, ogni influenza esterna scompare, rimango estasiato alla sua vista ed un sacro fuoco mi pervade: con ampie lappate percorro le grandi labbra, dapprima dolcemente e poi con maggior intensità, assaporandone la morbidezza e pregustando il suo fiore.

Con la mano destra le divarico le labbra piene della mia saliva e mostro il suo interno bagnato ed il clitoride, che per l’eccitazione si è ingrossato e fa capolino dall’alto. Io guardo questa meraviglia di vagina, incantato da tanta meraviglia, e poi ritorno a leccarla così divaricata, infilando la lingua a punta nel suo fiore e poi spingendola verso il clitoride, in modo da darle tempo di prepararsi al prossimo trattamento.

La mia lingua scorre sempre più all’interno della vagina…ed una volta inumidita la parte alta della patatina mi avvio verso il basso, portando gli umori di Giovanna mista alla mia saliva verso il suo dolce culetto.

Con la lingua, senza mai staccarla dalla pelle, ritorno poi verso il centro della figa, tra le piccole labbra, e la penetro fin dopo posso, immergendola nei suoi sapori profumati e cominciando a leccarla al suo interno con la punta della mia lingua, con fare ritmico e costante: Giovanna mugola di piacere e la figa risponde con umori sempre più intensi, un nettare dolce e vischioso che io, come un’ape avida di polline, assaporo senza perdermi nemmeno una goccia…
La sua figa è bellissima e questo sesso orale mi eccita da morire; dopo averla penetrata con la lingua fradicia di piacere mi avvio verso il clitoride, che mi sta aspettando.

Inizio dapprima a stimolarlo con ritmo leggero per non infastidire Giovanna…e poi in maniera via via più sostenuta con la punta della lingua…poi dolcemente lo metto tra le mie labbra ed inizio a succhiarlo, prima con calma e poi con avidità crescente, che genera in Giovanna una sorta di piacere misto dolore che le spezza il respiro.
I suoi capezzoli sono gonfi e turgidi, il suo viso etereo ora arrossato dall’estasi e dal piacere, la sua figa grondante di piacere che raggiunge il suo culetto.

Mentre continuo a succhiare il clitoride, con la mano destra mi avvicino alla sua vagina bagnata e con due dita la penetro velocemente: è così bagnata che le dita scivolano senza problemi schiudendo il suo fiore. Il respiro di Giovanna si fa roco e rapido ed ogni penetrazione delle dita le strappa un gemito di piacere…

Mi stacco dal clitoride e la guardo, con le dita sempre immerse nel suo piacere: lei si sta stringendo le tette, torcendo i capezzoli, turgidi e bellissimi, al centro di areole perfette e quasi marroni perché irrorate di sangue, e spinge senza sosta il bacino verso di me per godersi pienamente le mie dita…una visione paradisiaca.

“Sei magnifica Giovanna, una dea del sesso: spingi, tesoro, spingi” – la incito io e lei spinge ancora ed ancora senza sosta…

I movimenti del suo corpo e delle mie dita hanno allargato la sua vagina, dapprima stretta ma ormai molto larga e bagnata come un lago, e questi movimenti hanno divaricato anche il suo buchetto del culo, che si apre e si richiude senza sosta…
A questa incredibile visione il mio cazzo, che durante il cunnilinguo si era leggermente riposato, si rialza fremente; in un attimo tolgo le dita e mi avvento con la lingua sull’ano, leccandolo prima esternamente e poi infilandole la punta della lingua dentro, con movimenti ritmici avanti ed indietro.

Giovanna, colta di sorpresa, lancia un alto grido di piacere; io, entusiasta, non mi fermo e la penetro in profondità con la lingua, assaporando i suoi umori fuoriuscire che si mescolano a quelli della figa originando un nettare dolcissimo.

Con la lingua immersa nel culo lecco, lecco, lecco ed assaporo tutto il piacere che cola…

…e poi senza esitazione tolgo la lingua, mi stendo su di lei in posizione missionaria e con un alto gemito la penetro con il mio cazzo, gonfio e nodoso, direttamente nel profondo del suo fiore, bagnato di fresca rugiada: il glande le entra senza sforzo e le sue piccole labbra si serrano alla base dell’asta, una volta che tutto è dentro lei: “Sìììì” – sospira lei di piacere – “Sììì, spingi tesoro, non ce la facevo più ad aspettarti!”

Io inizio a spingere con la mia asta venosa e dura con lunghi e lenti colpi, facendola fuoriuscire tutta e ripenetrandola per non darle tempo di serrare il suo fiore, gustandomi la morbidezza della sua fonte, mentre i miei lenti movimenti avanti ed indietro lasciano i suoi fragranti umori sul mio cazzo, che misti ai miei diffondono nell’aria suoni e profumi d’amore…

…mi chino su di lei, le prendo la tetta destra con la mano, la stringo e la accarezzo sentendola più dura di prima e ci lanciamo così in un lungo, profondo ed appassionato bacio con la lingua, che sextena la parte più selvaggia di me: inizio perciò a spingere con più intensità dentro lei, facendo l’amore come mai mi era successo prima d’ora, e ad ogni colpo profondo e veloce Giovanna risponde con altrettante spinte del bacino, con veemenza ed ardore, in una passione che tutto travolge.

I nostri corpi accaldati si mescolano in un dolce suono d’amore e tutto si fonde all’unisono con i nostri intensi mugolii di piacere soffocati dal lungo bacio …le sue mani percorrono la mia schiena ed un lungo brivido scende verso il sedere, lì dove le sue mani si fermano assecondando e aumentando i miei movimenti dentro la sua vagina bagnata….

L’eccitazione velocemente risale dalle palle alla cappella con queste profonde e veloci spinte, mentre lei inizia a dimenarsi sempre più velocemente aumentando l’intensità dei colpi e dei sospiri di piacere; libero le tette e le guardo ondeggiare: una visione sublime, un mare di piacere, una melodia di suoni ove ci perdiamo l’un l’altra…Giovanna è una dea d’amore scesa in terra ed io non posso che adorarla senza tregua!

E spingo, spingo, spingo ed il mio cazzo infuocato scivola nella sua vagina così splendente e bagnata…sempre più a fondo con ardore…sempre più velocemente….

sempre più intensamente…e ancora…ancora…ancora fino quasi a scoppiare…

…ma prima che entrambi si sgorghi in una fontana impetuosa, mi ritraggo dal suo fiore con un lungo sospiro, rimanendo con il cazzo durissimo e teso di fronte al suo corpo scosso da fremiti, un cazzo pulsante e lucido da cui cola parte del divino nettare di Giovanna, che nitidi filamenti riuniscono alla vagina appena abbandonata…

QUATTRO

Con ampi e profondi respiri entrambi cerchiamo di calmarci prima che l’orgasmo ci travolga impetuoso, per proseguire la nostra maratona d’amore più tardi; il sole sta ormai tramontando dietro la ripida collina: in un attimo si è fatto sera e nessuno dei due se ne è accorto, tanto è il trasporto dei sensi.

Stesi a fianco l’un l’altra, con le dita intrecciate ed i visi vicini, cerchiamo un attimo di quiete, guardandoci negli occhi senza parlare, ebbri di passione e felicità, accaldati e vivi, rapiti nell’estasi d’amore…

…quando improvvisamente un sordo rumore proveniente dal canneto retrostante noi rompe il silenzio ed i nostri respiri:
“Che diamine è stato?” – mi allarmo io, abbracciando Giovanna per proteggerla.
“Nulla che ci possa distrarre, tesoro” – mi sussurra Giovanna tra un sospiro ed un altro, accarezzandomi il viso – “nulla che ci riguardi…o preferisci andar a vedere rinunciando a me?”
La guardo tra l’imbronciato ed il divertito.

“Rinunciare a te? E perché mai, tesoro, non hai ancora visto nulla! Ma non sei preoccupata? E se davvero ci fosse qualcuno qui che ci spia??”
“E se anche fosse? Ti darebbe fastidio?” – rilancia lei in maniera maliziosa – “O sei geloso??”…
“Ma figurati” – ribatto io fieramente…

…ma di fiero non c’è nulla, c’è solo l’imbarazzo di un’eventuale presenza sconosciuta che ci guarda ed un’insana gelosia nei confronti di Giovanna: in questo momento è mia, perché mai dovrei dividerla con qualcuno? Un intruso fra noi? Non voglio nessuno che turbi la nostra passione..
Ma sono pensieri irrazionali che come un lampo abbagliante nella notte attraversano la mia mente: lei è qui, è mia, e siamo soli, consumati di abbagliante passione l’un per l’altra: che perdo tempo a fare?

Inizio perciò a baciarla nuovamente mentre con una mano le accarezzo il seno; lei, pronta, allunga la mano sul mio pene per farlo tornare duro come prima ed inizia a masturbarmi, dapprima con calma e poi con rinnovata energia.

“Sei proprio fantastica, tesoro, ed io ti adoro, hai una manina divina, un corpo da dea e fai l’amore con passione travolgente: dai, adesso sdraiati ancora e divarica le gambe…aspetta, ti metto sotto il mio asciugamano piegato, voglio farti un gioco nuovo adesso” le dico.
Lei ubbidisce staccandosi dal mio abbraccio, spalancandomi nuovamente le gambe e mostrando entrambe le sue fonti di piacere di fronte a me.
“Cosa vuoi farmi, caro??” mormora divertita e maliziosa Giovanna per stuzzicarmi…

Senza una parola mi sdraio tra le sue gambe; un leggero bacio alla sua patatina e mi dirigo senza indugio di nuovo a leccarle il sederino: con lappate lente e regolari assaggio l’incavo del suo buchetto mentre Giovanna alza le gambe per offrirmelo in dono.

Io con decisione spingo la punta della lingua al suo interno e lo riempio della mia saliva continuando a trastullarlo con decisione fino a che è totalmente bagnato; lei apprezza il gioco e con la mano scivola giù ad accarezzarsi il clitoride, con sospiri di piacere, mentre con l’altra mano si accarezza le tette, subito raggiunte anche dalle mie mani.

La mia eccitazione è risalita senza fine, la sua pure: con un dito mi avvicino al suo buchetto e dolcemente lo infilo dentro al suo deretano, con un leggero gemito della mia amata.

Come un germoglio esso si chiude ed il mio dito si immerge al suo interno per ritrarsi subito dopo….

…lo spingo di nuovo a fondo per tutta la sua estensione, lo piego e lo muovo all’interno per saggiarne l’intorno e poi lentamente lo tiro indietro…e lo reinfilo e lo estratto…e ancora e ancora, sempre più velocemente: a Giovanna piace ed i sommessi respiri aumentano. Dopo qualche attimo aggiungo al primo un altro dito: senza forzare anch’esso penetra dolcemente nel suo buchetto, molle e bagnato, fremente di piacere e più largo di prima, in attesa della prossima mossa; piego le dita al suo interno, le muovo e poi le ritraggo: inizio così un lento, profondo e regolare movimento per godermi ogni attimo di piacere, e più passa il tempo e più il movimento acquista velocità.

Giovanna rialza la testa e mi guarda, io ritraggo le dita ebbre di piacere e le sorrido: il suo culetto si apre e si richiude con spasmi di piacere e la mia asta è dura e venosa, mai prima d’ora avevo provato sensazioni così intense e primordiali.

Nei suoi occhi mi perdo come nella vastità del mare, lei mi sorride ed il mio cuore è un martello nel petto.
Mi sdraio e la bacio…

…poi mi ritraggo, prendo in mano il mio cazzo e con la cappella grossa ed arrossata mi avvicino al suo buchetto fradicio, spingendolo leggermente.

Giovanna respira profondamente e non mi ferma.
“Sì tesoro, fammelo sentire dentro” – mi incita lei.

Io forzo leggermente e penetro con la cappella, fermandomi subito dopo per dar modo al suo germoglio di sbocciare pienamente, allargandosi ed abituandosi alla mia presenza. Esco e ripenetro il suo sfintere per qualche tempo con la sola cappella, aspettando che si allarghi e diventi sempre più bagnato…. e poi lentamente la penetro con tutta la mia asta fino alle palle, fermandolo dentro così.

“E’ bellissimo Giovanna, è bellissimo” – esulto con un fremito io – “ hai un culo fantastico: sei una dea, tesoro, lasciati inculare bene da me…”

…e lei alza le gambe appoggiandole alle mie spalle ed apre il suo culo sempre più…ed io come un mantice inizio a spingere con rinnovato ardore dentro di lei: ad ogni colpo il suo germoglio sboccia e si allarga sempre più…e poi come un’onda in piena che tutto travolge la passione si riprende i nostri corpi: io aumento i miei colpi dentro il suo culetto divino, percorrendolo con tutta l’asta venosa, sempre più intensamente, senza sosta, e ad ogni colpo si bagna di un piacere simile e pure diverso da quello vaginale: è la mia prima volta anale ed è una meravigliosa scoperta.

Dolore misto a piacere percorre con rapide scosse il corpo di Giovanna, rossa in viso e tutta sudata, che asseconda le mie spinte con movimenti alternati del bacino e che anzi rilancia con ardore infuocato: come fa l’amore lei non l’ho mai visto fare da nessun’altra donna prima d’ora!

…ed io spingo, spingo, spingo…ed in queste spinte annego ogni dolore ed ogni pensiero: esistiamo solo io e lei in questo momento, il resto del mondo non conta.

Siamo un universo in espansione, brucianti di vivida passione l’uno per l’altra, un fuoco d’amore inestinguibile che si è impossessato dei nostri corpi e delle nostre menti: chi ci potrà mai fermare??!

CINQUE

CLACK!

Un sordo rumore di ramo frantumato spezza l’incanto!

…non siamo più soli, questa è la verità!

“Ciao, non vi volevo disturbare, nessuna paura” – afferma una voce profonda alle nostre spalle.

In un attimo esco da Giovanna (di malavoglia) e la cingo per proteggerla, il cuore in gola, avvampati entrambi nel fuoco d’amore.

“E tu chi cazzo sei? Cosa vuoi?” – esclamo sorpreso ed infastidito all’uomo che ci guarda sorridendo, tra un ansimo ed un altro.

Nella penombra della sera (“Che diavolo di ore sono?” – penso all’istante – “Non capisco più nulla: da quanto tempo siamo qui?”) la sua presenza alle nostre spalle è massiccia: lui è nudo e ci domina dall’alto, in piedi di fronte a noi.

I vestiti sono riposti accanto a lui sulla rena. Corpo giovanile, atletico e slanciato, capelli corti, i muscoli massicci in mostra, la pelle abbronzata o forse scura, lo sguardo fiero…ed una verga venosa che ci sovrasta, almeno 20 cm di asta dura e larga che sorpassa abbondantemente ed annichilisce le mie dimensioni.

“E’ da un pò che vi guardo…” – aggiunge tranquillo lui in un italiano zoppicante (Brasiliano o Cubano? O forse Colombiano? Non riconosco la cadenza, ma la pelle ambrata e l’accento ne tradiscono l’origine latina) – “…siete bravissimi e mi chiedevo se potevo unirmi a voi: sarei stanco di masturbarmi e se mi volete sono qui”.

Nessun imbarazzo, nessuna incertezza nella sua voce profonda e rassicurante.
“Se non mi volete me ne vado oppure resto a guardarvi” – aggiunge di nuovo lui – “Tanto qui sono di casa e ci vengo spesso”.
“Alla faccia del posto segreto che credevo fosse questa caletta…” – penso io amaramente.

Io guardo lui, lui guarda Giovanna e lei guarda me piuttosto intimorita senza che nessuno fiati più: se non fosse che tutti e tre siamo nudi, la scena avrebbe un che di comico.

La sua erezione rimane stabile in attesa di una nostra risposta, la mia invece ha perso di importanza vista lo spavento di questa improvvisata inaspettata..
Lo sguardo intimorito di Giovanna si sposta ad ammirare il corpo atletico dell’altro maschio latino, soffermandosi sul suo sesso eretto che la sovrasta: una lampo di eccitazione le attraversa gli occhi.
“Io credo che sia cubano” – mi dice senza guardarmi – “e mi ispira fiducia: perché non proviamo?”.

In effetti sarà per la sua presenza o per il suo modo di fare ma anch’io mi sento stranamente rassicurato e la paura (mista vergogna) del primo momento ha lasciato il posto ad una certa curiosità…curiosità mista però a gelosia: condividere chi, anche se per poco tempo, è stata esclusivamente mia, spezza la mia anima a metà…una sorta di desiderio/repulsione che mi lascia inquieto.

Senza attendere risposta Giovanna si avvia però a gattoni verso il cubano e la sua cappella così maestosa, inginocchiandosi di fronte ad essa.

In un attimo la fa scomparire all’interno della bocca: è così grande che lei deve aprirla totalmente per prenderlo tutto. Con fare sapiente lei comincia subito a succhiarlo, a baciarlo e a leccarlo, mentre lui le accarezza il viso, i capelli e la schiena.
Io sono rimasto indietro a godermi la scena.

Godermela non è però il termine giusto: da una parte la scena alla quale assisto è certamente eccitante, ma dall’altra parte brucia l’amarezza dell’abbandono.

Forse abbandono è una sensazione esagerata e forte, però mi sento escluso e messo da parte: l’altro uomo è certamente più giovane, forte ed atletico di me, come potrei competere?

…ma Giovanna non è dello stesso avviso: si stacca dal suo nuovo membro e si volta verso di me: non dice nulla ma con un cenno mi invita ad unirmi. Guardo i suoi occhi ed in essi mi perdo nuovamente: ogni volontà viene meno, ogni remora scompare: è solo un gioco diverso da prima, nella realtà siamo ancora uniti! Giovanna ritorna al suo pompino, io mi avvicino da dietro e comincio ad accarezzarle le tette a piene mani, alternando compressioni a leggeri sfioramenti delle mammelle e dolci ma decise strizzate ai capezzoli.

Le mie mani si alternano a quelle del cubano, in un gioco a 4 che disorienta Giovanna: lei non sa più chi è che cosa sta facendo, prova solo piacere per questo nuovo gioco e si abbandona al suo trasporto …
Improvvisamente lei si stacca e, voltata la testa, in un attimo prende in bocca il mio cazzo, cominciando a succhiarlo forte per farmi tornare l’erezione e la voglia che la comparsa del terzo incomodo e le mie ritrosie avevano inficiato, mentre con la mano destra afferra la possente asta del cubano continuando a toccarlo con mani esperte.

Dopo qualche attimo afferma la mia asta con la sinistra e, rimettendosi in bocca il cazzo dell’altro, inizia a massaggiarmi il pene per mantenere alta la mia libidine…ed è così che Giovanna, alternando ingoi con la bocca a massaggi manuali, prosegue il gioco a tre, mentre io e l’altro maschio continuiamo ad accarezzarla senza sosta a piene mani.

E’ la prima volta che affronto un incontro d’amore così, per di più con un perfetto sconosciuto, ma Giovanna sembra sapere il fatto suo: io la guardo passare dal mio cazzo all’altro e mi ritrovo a pensare come in fondo nemmeno lei io la conosca veramente, come tutto appaia torbido e nebuloso nell’incertezza della comprensione e come tutto sia invece semplice e naturale una volta caduto il velo della diffidenza.

Certo sono pensieri strani in questi casi, ma ammirare Giovanna alla prese con due gonfie aste pronte per darle piacere è un’esperienza travolgente che annienta ogni volere contrario, anche se la lama di un’irrazionale gelosia trapassa ancora il mio cuore.

Il cubano afferra dolcemente il viso di Giovanna, interrompendo il doppio pompino; senza dir nulla le cinge la grossa tetta destra con la mano, la stringe e l’accarezza ed un attimo si abbassa a succhiarle il capezzolo turgido; io lo guardo e mi abbasso a mia volta, per cominciare a leccarle la tetta sinistra: ora siamo in due contemporaneamente che giochiamo con il suo seno, che lecchiamo e gustiamo queste mammelle preziose e le nostre mani l’accarezzano tutta con avidità e ardore, mentre lei spinge indietro la bionda chioma fluente e sospira di intenso piacere…

D’improvviso l’intruso straniero si alza ed invita la mia amata a sdraiarsi sull’asciugamano; soddisfatto, si china verso i suo vestiti e ne estrae un profilattico.

Strappata la custodia, si infila con decisione la protezione aiutato da Giovanna, messasi seduta, che glielo srotola non senza fatica fino a coprire tutto il possente membro.
Il cubano afferra con decisione le sue tette ed inizia a strusciarvi addosso il suo cazzo, portandolo fra le mammelle per poi batterlo con colpi decisi sui capezzoli: io guardo rapito questa spagnola e li lascio giocare senza intervenire, finché Giovanna si stende e divarica le gambe, mostrando al cubano la sua splendida vagina imperlata di umori, che poco tempo prima era stata solo mia; l’uomo non attende oltre, si avvicina alla missionaria e con una leggera spinta infila la maestosa cappella nel suo fiore, strappando a Giovanna un forte gemito di piacere.

Il cubano spinge l’asta al suo interno e Giovanna grida di piacere: quel cazzo così grande le sta aprendo la figa come mai prima d’ora e la sta facendo sentire veramente donna.

L’uomo non attende oltre e comincia a spingere con forza: in un attimo la vagina di Giovanna si allaga di piacere e lascia sulla sua asta leggeri rivoli biancastri, il dolce nettare del suo fiore, profumato ed intenso, che espandono nell’aria l’aroma di piacere.

Giovanna asseconda come può la furiosa cavalcata dell’uomo e sotto i suoi colpi le tette sobbalzano senza sosta, aumentando la mia eccitazione; la sua pelle si accalora ed i gemiti di piacere vengono strozzati da un dito che si infila in bocca per non urlare.

Il cubano si ferma un attimo per far riprendere fiato a Giovanna…. poi, tenendole il cazzo sempre spinto dentro, si gira sul fianco portando la mia amata sopra di lui come un’amazzone.

Giovanna è sopra, il cubano sotto: lei inizia a dimenarsi strusciando il clitoride sul sottostante corpo e la sua vagina lascia la sua scia sulla sua asta e sul suo pube, che i suoi continui e rapidi movimenti la fanno sussultare senza posa. Giovanna spinge dall’alto ed i suoi gemiti di piacere si spandono nell’immota aria circostante, accompagnati da suoni e profumi d’amore.

A questa visione non resisto oltre e decido di uscire dal mio immobilismo: afferro con decisione lo stupendo seno di Giovanna che sobbalza ad ogni spinta ed inizio a massaggiarlo, a toccarlo, a strizzarlo, mentre con la mia bocca cerco avidamente la sua.

Trovatala, le nostre morbide lingue si avvinghiano tra loro in una nuova estenuante danza, mentre soffocano le grida di piacere in sommessi gemiti.

La mia libidine è tornata massima: mi stacco dalle sue labbra e avvicino il mio cazzo alla sua bocca; lei, prontamente, la apre e se lo infila tutto dentro in modo da poter giocare con due membri contemporaneamente: uno sotto, grande e possente, che spinge a forte ritmo nella figa bagnata, e l’altro in bocca, più contenuto ma gentile.

Le nostre mani percorrono tutto il corpo di Giovanna, come una spirale avviluppata all’infinito, trasmettendole sensazioni nuove ed intense, ben al di là di ogni altra forma precedente.
Giovanna si muove selvaggia il cazzo sotto di lei mentre succhia avidamente il mio, con una mano dietro al mio sedere per non lasciarmi andare. La sua lingua percorre tutta la mia asta, fermandosi sulla mia cappella arrossata, succhiata avidamente dalle sue carnose labbra…poi riprende la discesa e la risalita del membro finché le cingo il viso tra le mani ed inizio a scoparla in bocca, mentre sotto di lei l’altro uomo spinge intensamente senza posa, sextenandole grida di piacere soffocate dal mio pene in bocca.

Mai prima d’ora ho visto una donna (ma lo è davvero o è una dea?) così, ogni altra ragazza svanisce al suo confronto: che ne sarà di me domani, quando tornerò solo??!

SEI

Esausti, ci fermiamo di colpo per prendere fiato: io mi stacco dalla sua bocca e Giovanna si accascia sul petto del cubano, che tutto sudato la riceve tra le sue braccia. Morbide carezze calmano il suo corpo fremente e con lunghi respiri ognuno di noi cerca di ritrovare la giusta calma: ormai l’eccitazione ha raggiunto il suo apice.

La mia cappella è gonfia e arrossata causa della continua stimolazione sessuale e le mie palle sono tese nelle sforzo spasmodico di trattenere l’orgasmo per perdermi completamente nell’estasi d’amore, tuttavia non credo di poter resistere ancora per tanto tempo prima di esplodere perché ho già lungamente sorpassato i miei limiti. Giovanna respira affannosamente, la pelle è tirata ed accaldata, ela vagina grondante sicuramente infuocata dal continuo attrito e dalle dimensioni forse eccessive del cubano, che sotto di lei ansima pur mantenendo inalterata la penetrazione in lei.

Mi avvicino all’orecchio di Giovanna, china a cavalcioni del cubano.
“L’ultimo gioco, tesoro” – le sussurro – “un ultimo scambio, il più difficile, e poi ci liberemo in un orgasmo infinito…”.

In quella posizione china il culo di lei è in alto, maestoso, sodo, adorabile; il cubano ha intuito le mie intenzioni e le mette le mani possenti sulle chiappe, allargandole per offrimi il buchetto di Giovanna, che i miei trattamenti precedenti avevano già allargato per bene.

Anche lei ha intuito le mie intenzione ed inizio a mugolare, forse per la paura, probabilmente per l’eccitazione, allargando ancor di più il buchino quanto più le riesce.

La visione di quel culo sodo all’aria e della sottostante vagina riempita dall’enorme sesso del cubano è disarmante ma al tempo stesso incredibilmente eccitante ed il mio corpo risponde al richiamo sessuale: il mio cazzo è nuovamente duro, accarezzo con le mani la sua schiena e le sue chiappe morbide.

Con la lingua mi avvicino nuovamente al suo germoglio già violato e lo inumidisco, baciandolo e pregustando una nuova penetrazione …

…. poi appoggio la cappella arrossata all’ingresso del suo culetto…e con una leggera ma costante spinta penetro in lei!

Il buchetto cede mollemente nel gemito disincantato di Giovanna, ed i suoi muscoli si serrano dolcemente alla base dell’asta; il cubano da sotto le da una spinta nella figa, subito imitato da me con un’altra spinta alternata, dolce ma impenitente, ed i muscoli iniziano a rilassarsi offrendomi pienamente il suo germoglio: sento i suoi umori scendere nuovamente sull’asta e, sotto di me, la presenza imponente dell’altro cazzo che come un palo riempie la sua bellissima figa.

Appoggio le mani sulla mia schiena ed inizio lentamente ad inculare questa principessa di nome Giovanna, mentre il cubano sotto di lei spinge in maniera alternata; il corpo della mia amata è una favola e lei è una vera dea scesa in terra per offrire piacere agli uomini ed ottenere da quest’ultimi la loro più fervida e mistica adorazione. Lei inizia perciò a godere e dimenarsi per farci godere a nostra volta e le nostre grida di piacere si fondono tra loro e si spandono nell’immota caletta, che assiste silenziosa al nostro gioco d’amore.

Il cubano arresta la sua cavalcata e lascia che io sfoghi la mia calorosa passione giocando con lo splendido culetto di Giovanna, stesa a pecorina sul sottostante corpo…ed io spingo, spingo, spingo appassionatamente nel suo dolce culo e la mia asta scivola a gran velocità dentro e fuori di lei…spingo, spingo, spingo e lei geme di piacere ed io con lei mentre la mia cappella freme di gioia e di amore…. spingo, spingo, spingo e aumento i colpi sempre più in maniera selvaggia ed i nostri corpi sudati sono scossi da fremiti incontrollati.

“Giovanna, non ce la faccio piùùù…non resisto più…dove vuoi che ti sborri??” – le ansimo io.
“Dove vuoi …dove vuoi…dove vuoi tu” – tra un gemito e l’altro.
…ed è così che l’eccitazione sale dalle palle alla cappella infuocata lungo l’asta piantata in profondità nel culo, fino ad esplodere…
“Amore, sborrooooooooooo…”
“Anch’iooooooooooo…. ”

…ed il mio seme le riempie in profondità le viscere mentre all’unisono il suo piacere come un’onda si abbatte su di noi, tutto sommergendo in un mare di piacere: un duplice orgasmo ci ha alla fine travolto in un esplosione di piacere frenetico ed inarrestabile, il giusto trionfo di una sublime maratona d’amore, il coronamento più nobile della passione che per ore ha infiammato i nostri corpi e obnubilato i nostri sensi…

SETTE

…ed è così che ci lasciamo andare a lunghi gemiti ed ansimi troppo a lungo sopito, scossi da brividi incontrollati: l’esperienza è stata travolgente e non esiste null’altro attorno a parte noi ed il nostro piacere!!

Lentamente mi ritraggo dal suo culetto ma lo faccio a malincuore, conscio che ciò che è stato non tornerà mai più ma al tempo stesso entusiasta di averlo vissuto…ed il suo buchetto spasmodicamente si apre e si chiude, privato della mia presenza, lasciando colare un rivolo di piacere: un’immagine forte e totalizzante, un’esperienza unica ancorché irripetibile…

Il cubano (“ma come cazzo si chiama” – mi domando io – “nemmeno glielo abbiamo chiesto…”) abbraccia Giovanna e la calma, poi le sussurra qualcosa all’orecchio che non percepisco: sono ancora scosso dall’orgasmo e la mia testa, come tutto il resto del corpo, è svuotata di ogni energia.

Giovanna acconsente con un leggero movimento del capo ed il cubano esce dalla sua figa bagnatissima; io non capisco cosa possa succedere ancora…poi mi accorgo con sorpresa che il suo cazzo è ancora in tiro e non ha ancora sborrato!

Velocemente si toglie il profilattico e mette in bocca a Giovanna il suo cazzo; lei, da vera dea qual è, nonostante la fatica passata e l’orgasmo appena ottenuto, inizia a succhiarlo con rinnovata avidità, spinta da un desiderio infiammante di offrire piacere anche all’altro uomo, in un adorazione perpetua.

La sua lingua è un serpente sinuoso che assapora la lunga asta dell’amante e le sue labbra un rosso fuoco che scaldano senza posa la cappella arrossata del cubano…ancora…ancora…ancora…
…finché quest’ultimo prende il viso tra le mani e con un alto gemito esplode in una violenta sborrata in bocca a Giovanna: lei succhia ed ingoia come può, ma l’orgasmo è talmente copioso che parte del suo liquido le cola dalla bocca, scendendo lungo il collo per fermarsi sul seno..

…esausta, si accascia infine sull’asciugamano.

Io rimango in disparte ad osservare la scena, poi lentamente mi avvicino, la prendo tra le braccia e la tengo stretta così; a sua volta l’altro uomo le si avvicina dall’altra parte e la cinge con rispetto e riverenza: la nostra dea ci ha amato con passione inarrestabile, donandosi senza freni ed offrendoci un’incontro indimenticabile e noi altro non possiamo fare che adorarla all’infinito.

…e la notte cala su di noi come un sipario, avvolgendoci con il suo abbraccio materno, mentre gli ultimi spasmi d’ardore si dissolvono nell’immota insenatura che ci ha visto vivere, e forse morire, d’amore….

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