gli zii

La casa delle vacanze era di un cugino di mio padre che ci ospitava da anni il mese di agosto. Era un uomo alquanto massiccio che esercitava su di me un fascino intenso. Di recente questi era diventato mio zio, sposando la sorella più piccola di mia madre e quell’estate eravamo tutti li…Il primo pomeriggio nelle ore di caldana consacrate al riposino, ero solito spiare la mamma e la zia che parlavano fra loro mentre riordinavano la cucina.

Le osservavo dalla serratura della camera. coperte solo di una vestaglietta che lasciava sfuggire pezzi importanti del seno prominente di mia madre mentre la zia, dal fisico più asciutto, esibiva più che altro natiche alte e sode che si intravedevano ogni qual volta si piegava in avanti lasciando, a volte, intravvedere del pelo nero fra le cosce. Questa attività mi eccitava molto e quasi sempre finivo con masturbarmi.
Quel giorno le sorelle scherzavano di sesso; mia madre stuzzicava la sorella a raccontare qualcosa delle sue esperienze con lo zio.

Sentivo che chiedeva notizie sulle dimensioni e la zia prese una zucchina dal cesto delle verdure e la sventolò con sorpresa di mamma. Mi posizionai meglio per ascoltare. La zia lamentava che non gradiva molto essere presa con un membro di tali dimensioni e la mamma esprimeva invece invidia. Zia disse che si rifiutava categoricamente di riceve tale scettro sia nella bocca che nel sedere nonostante le continue richieste dello zio che rimaneva molto contrariato dal suo rifiuto.

Da parte sua mamma le consigliò di non essere così rigida se voleva armonia in casa. ” A volte i matrimoni si rompono proprio per simili cose,la pace in famiglia val bene una zucchina in culo!” concluse senza eleganza. Ma la zia rispose che mai avrebbe fatto simili cose da vera troia!
La scenetta mi aveva messo un forte agitazione tale da farmi tremare.

Poco dopo, addormentate le donne, decisi che era il momento che aspettavo da tempo.

Raggiunsi lo zio che sonnecchiava all’ombra di un albero e gli salii sulle ginocchia accoccolandomi sul suo membro trattenuto a stento dai calzoncini da bagno.
Ero allora magro e praticamente senza peli e anche un po gracilino.
Lo zio istintivamente mi passò la mano fra i capelli accarezzandomi.
“zio, vedrai che io farò per te quelle cose che la zia non vuole fare” sussurrai.
lui mi disse “di che parli?” e io gli spiegai che avevo sentito la zia raccontare a mamma le sue pretese e che io non mi sarei mai rifiutato di farlo contento.

“Non c’è bisogno che lasci la zia, quelle cose da troia le potrai fare con me Zio”.
Non rispose ma sentii una pressione fra le mie natiche.
Il giorno dopo, sempre all’ora del sonnellino mi accorsi che lo zio si allontanava verso la pineta e lo segui.
si fermò e lo raggiunsi. “Fatti vedere, piccolo, togliti quegli slip”
Subito gli obbedii. “bravo girati e piegati. Hai un bel culetto tesorino. ” E mentre me lo accarezzava mi prese con l’altra mano il pisello.

In un attimo gli venne fra le dita. “Sei una porcellina. Vediamo cosa puoi fare” Mi fece inginocchiare e con una mano mi aprì la bocca tenendomi strette le guance. Con l’altra liberò dai pantaloncini il membro in erezione che aveva davvero le dimensioni della zucchina…. Mi mise in bocca la cappella e mi disse ” lecca come fosse un gelato e stai attento a non mordere se no le prendi secche” Obbedii e poco dopo lo estrasse e si masturbò schizzandomi sul petto e sul viso.

“vai in spiaggia e lavati. Se sei sicuro di voler continuare questo gioco ci vediamo domani” “zio vedrai che sarò capace di accontentarti se vuoi insegnarmi”.
Il giorno successivo mi aspettava seduto su di un tronco. Raggiuntolo mi fece denudare e mi ordinò di stendermi a bocconi sulle sue ginocchia. Mi cacciò due dita in bocca e, insalivate per bene, iniziò a lavorarmi il buchino, prima girandogli intorno e poi entrandoci sempre più a fondo e a lungo provocandomi un piccolo orgasmo.

I miei mugolii lo eccitavano visibilmente. Improvvisamente smise di masturbarmi l’ano e iniziò a sculacciarmi con foga. ” Sei una sporcacciona, fai le porcherie con lo zio. vergognati” E mentre con una mano mi sculacciava con l’altra mi masturbava provocandomi un emozione terribilmente intensa. Scaricai ancora il mio pisellino fa le sue dita.
Mi alzò e mise in ginocchio. “ora lo dovrai prendere per bene” E senza troppi complimenti, sempre tenendomi la bocca spalancata con la mano, vi infilò il suo cazzo e lo spinse avanti indietro fino a venire copiosamente nella mia gola.

Tossii e vomitai. e lui mi rimandò a lavarmi al mare.
Il giorno dopo la cosa si ripetè: mi masturbò a fondo l’ano e mi obbligò a prenderlo in bocca ma. , dopo essere venuto , mi chiuse con forza la bocca obbligandomi ad inghiottire lo sperma. “Se vuoi essere la mia troia devi abituarti al mio sapore” e mi fece stendere sulle sue ginocchia e ancora mi punì della mia sfacciatagine sculacciandomi e masturbandomi.

A tale trattamento doloroso non potevo trattenere di piangere ma mi accorsi che le mie lacrime lo eccitavano e da allora non feci nulla per trattenerle. “Perchè mi batti zio? non sono stato bravo?” ” Si piccolo sei bravo ma queste porcherie che fai le devi espiare ogni volta con una punizione. Cosi torni puro per la prossima volta. “
Per il giorno successivo organizzo un uscita in barca con la scusa della pesca.

” Oggi è il tuo giorno tesoro! “..
Estrasse il suo membro già in buona erezione e me lo infilò in bocca spingendo e forzando. Resistetti senza vomitare. “sei ancora deciso a prenderlo nel culetto, tesorino? Nella bocca non puoi riceverlo fino in fondo ma nel tuo culetto può penetrare tutto e lo sai che ti farò male!” “Si zio per farti contento puoi fare con me quello che non fa la zia!” risposi con tutta la dedizione di cui ero capace.

Mi ribaltò sulla panca della barca con il culetto ben in alto, mi ordinò di tenermi ben aperte le natiche con le mani e di non levarle più di li fino a nuovo ordine. Mi infilò nell’ano il collo del tubetto di crema che aveva portato e lo spremette con forza. La crema mi inondò l’intestino spargendomi all’interno una sensazione di freschezza e di apertura. Mi infilò le dita della mano n bocca e poi con le dita iniziò a sollecitarmi l’ano.

Poi iniziò ad infilarle prima due poi tutte quattro e a quel punto mi resi conto che di cosa mi sarebbe successo. Iniziai a piangere e strillare e lo zio mi infilò in bocca il foulard impedendomi di urlare. Subito dopo senti che puntava il membro sul mio ano che colava crema. Spinse un poco e sentii che la punta si faceva strada in me. Il dolore iniziò a martellare forte. Tentai di divincolarmi ma lo zio mi bloccò col suo peso e infilò ancora più a fondo il suo membro facendo penetrare fino in fondo nel mio culo.

Gridai dal dolore ma il foulard soffocava ogni grido. Lo zio si agitò dentro e fuori mentre piangevo copiosamente. Poi rallentò e mi prese i mano il pisello masturbandomi con foga. Venni violentemente e ma il piacere che fuoriusciva dal mio pisello provocò un forte restringimento dello sfintere provocando a me altro dolore e allo zio una sensazione così forte che esplose nelle mie viscere. Crollò su di me e rimanemmo immobili per qualche decina di secondi.

Poi, senza preavviso, estrasse di un colpo il membro dal mio sfintere provocando un violento grido mal soffocato dal foulard. Mi alzò,mi girò e, con mia sorpresa, mi baciò a lungo nella bocca e mi coccolò carezzandomi il culo devastato. Mi coccolò a lungo. ” Ti ho fatto molto male piccolo?” “Si zio ma è tanto piaciuto a te e questo mi fa felice. Ma questa volta non mi punirai vero? ho già sofferto molto oggi.

” “Tesorino è necessario che ti punisca sempre. Rimettiti sulla panca con il culetto alto che ti segnerò con la corda. ” E mi affibbiò cinque brucianti frustate sulle natiche. Ma poi mi girò a pancia in alto e mentre piangevo copiosamente mi prese il pisello in bocca e per la prima volta mi soddisfò fino in fondo..”Sei davvero la mia troia e mi dai molto più piacere della zia. Se vuoi sarai mia per sempre”
“grazie zio”
E così è stato.

Ogni volta che mi voleva lo raggiungevo in spiaggia o in pineta e mi possedeva brutalmente. Il mio culo si abituò presto alle sue misure e portava sempre i segni della sua cintura ma ogni volta era una emozione violenta e la sottomissione alle sue voglie e la piena soddisfazione che si prendeva di me era il mio piacere vero. E poi una certa soddisfazione nel sapere che mi preferiva alla zia…
ma il giorno prima della partenza accadde una cosa che non mi spettavo.

La zia aveva manovrato in modo di far allontanare tutti quanti e così rimasi solo con lei.
“guarda che sò che cosa fai con lo zio” mi disse all’improvviso,” e dirò tutto ai tuoi! di come ti fai scopare in bocca e nel culo!
“ti prego no zia. farò quello che vuoi ma non dire nulla!”
“voglio proprio vedere cosa ci trova in te mio marito! spogliati!” Rimasi nudo in un attimo e la zia mi fece girare, piegare osservandomi da tutte le angolazioni.

Non avevo un solo pelo su tutto il corpo ed il cazzetto pendeva morbido fra le palline. ” sembri proprio una ragazzina! E si vede che mio marito non solo ti sbatte ma ti lascia dei bei segni di cinghia sulle chiappe. Ti gode in tutti i modi il porco!” Mi spinse sul letto rovesciandomi sulla schiena e mi sali sopra bloccando i mie fianchi fra le sue ginocchia. Alzò la vestina e mi accorsi che sotto era completamente nuda.

Il cazzetto si rizzò in un baleno e la zia si abbassò infilandoselo nella vagina calda e umida. La mia verginità finiva lì. Si agitò sopra di me velocemente e sentii la figa della zia stringersi attorno al mio piccolo cazzo che esplose dentro il suo ventre.
“Sei gustoso, capisco che puoi piacere anche ad un uomo. Ora girati che ti faccio quel che ti fa mio marito!”
obbedii senza capire ma lei estrasse dalla tasca della vestina una zucchina tale che le dimensioni dello zio sembravano più modeste.

Senza troppi complimenti me la puntò nell’ano e girandola la spinse dentro. “HAA zia mi fai male!!” “Tesoro ti ho sentito piangere e lamentarti sotto mio marito, ho tutto il diritto di farti male anch’io!”
Mi sbattè con foga la zucchina nel culo per qualche minuto poi la estrasse lasciandomi dolorante ma con la medesima sensazione di sottomessa appartenenza che mi dava prendere il cazzo dello zio.. Notai che teneva una mano sulla sua figa e che era scossa da piccoli tremiti.

Aveva goduto di me! Abusare del mio corpo da ragazzina le aveva procurato piacere! E questo mi eccitò facendomi rizzare il pisello. Zia apprezzò la cosa e mi ributtò sulla schiena cavalcandomi ancora. “E’ vero sei una vera troia da godere! se vuoi che mantenga il segreto dovrai essere il mio giocattolo come lo sei per mio marito. “
E quel mese di agosto fu l’inizio di una lunga vita di sottomissione a due padroni così diversi ma ugualmente esigenti.

Zio non smise mai di godere alla grande in me ma anche la zia non era da meno e col tempo prese anche lei gusto a frustarmi ma notai che portava sulle natiche e a volte anche sui seni e su tutto il corpo, i segni della cinghia….

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