Io e mia madre.

Racconto trovato in rete su xhamster.

Fin dalla più tenera età il seno femminile è stato per me un incubo e in particolare quelle di mia madre mi attraeva molto.
Raquel, così si chiama mia mamma, nonostante avesse partorito ben tre volte aveva un corpo da far invidia alle più affermate fotomodelle, a vederla era uno spettacolo, 38 anni, bionda, alta 175 cm. , gambe lunghe e cosce ben proporzionate che si perdevano in due favolose natiche, un ventre piatto, due grandi occhi neri, una bocca con labbra carnose e come già ho detto due bei grossi seni che ornavano il suo largo torace.

Mi ha allattato fino ad oltre i due anni poi nacque mia sorella che prese il mio posto, la odiai, ma non durò molto, due anni dopo dovette lasciare il posto al nuovo venuto mio fratello e l’odio che prima avevo nutrito per mia sorella lo riversai sul terzo nato. Per tutto il periodo dell’allattamento di mia sorella e di mio fratello sono sempre stato presente, assistevo alle loro poppate traendone anche profitto, gli anni passarono ed io crebbi, eppure la figura di mia madre con il seno al vento era sempre presente nelle mie fantasie.

Mia madre non fece mai niente per scacciare dalla mia mente la visione del suo seno, era un’abitudine vederla girare per casa con vestaglie trasparenti che mettevano in evidenza la sua quarta taglia con i capezzoli grossi, scuri che premevano contro la stoffa come volessero perforarla. Non solo, se andava in bagno lasciava sempre la porta aperta in modo che io potessi guardarla mentre stava seduta sulla tazza o sul bidet a fare i suoi bisogni o le sue pulizie, i movimenti le facevano aprire la vestaglia e mi mostravano il suo grosso seno che ondeggiava ad ogni suo movimento.

Se alzava gli occhi, mi guardava, sorrideva e non mi rimproverava mai, sembrava le piacesse mostrarmi il suo seno ed io mi premunivo di giustificare la mia presenza, un’altra sua abitudine che mi faceva impazzire era quando la vedevo in camera sua seduta davanti allo specchio nuda dalla cintola in su. Noncurante della mia presenza si passava la crema rassodante su entrambe i seni, quando finiva l’operazione le sollevava con le mani portandosi i capezzoli alle labbra, con la punta della lingua li titillava per diversi minuti, dopo si dava un ultimo sguardo allo specchio e diceva la frase che mi mandava in tilt.

“Siete magnifiche e vi amo. ”
In famiglia ero l’unico che aveva un’attrazione morbosa per il suo seno, rovistavo nella biancheria in cerca dei suoi reggiseni che portavo in camera mia, li conservavo sotto al cuscino ma puntualmente il mattino successivo li trovava, li prendeva e li riponeva nel suo cassetto, a volte li ha lasciati senza portarli via e me lo rammentava appena tornavo a casa dalla scuola.
“Amore, puoi anche controllare, ho lasciato le cose come stavano, non ho portato via niente dalla tua camera anche il cuscino è al suo posto.


Io arrossivo, correvo in camera dove sotto al cuscino trovavo il suo reggiseno ben piegato, lo prendevo, baciavo le coppe immaginando di baciare i suoi seni, lei sapeva di questa mia ossessione ma gli piaceva sentirsi guardata anche se gli occhi che la divoravano erano quelli del suo primogenito. In famiglia ero l’unico a godere della vista del suo seno, prima di mostrarsi svestita si assicurava che in casa non ci fossero nessuno, riservava unicamente ai miei occhi la bellezza delle suo bianco seno e non solo lasciava che la guardassi mi provocava pure torturandomi con domande del tipo.

“Ti piacciono le tette della mamma?”
“Vorresti toccarle?”
“Ti piacerebbe baciarle?”
Non si limitava solo alle frasi, la sera prima di andare a letto veniva nella stanza che dividevo con mio fratello per darci il bacio della buona notte, con mio fratello poggiava le labbra della bocca sulla fronte, con me invece senza farsi notare da mio fratello apriva la vestaglia e si chinava in avanti facendomi vedere il seno che penzolavano con i capezzoli che quasi mi sfioravano la bocca e invece di darmi il bacio della buona notte mi sussurrava.

“Vuoi succhiarle?”
“Peccato che non ho latte altrimenti te lo lascerei fare. ”
Già il latte, ricordo che alla fine di ogni poppata riservata prima a mia sorella e poi a mio fratello mi chiamava e mi faceva succhiare il latte in eccesso, mi avventavo sul seno come un affamato e lo svuotavo di ogni goccia, quella pratica è andata avanti fino a quando ha smesso di allattare l’ultimo nato lasciando in me il mai spento desiderio di succhiarle il seno.

Cinque anni fa’ mia madre ha divorziato da mio padre, lui ha ottenuto l’affidamento di mia sorella e di mio fratello che all’epoca del divorzio avevano 11 e 9 anni, io restai con la mia madre per mia scelta e per decisione del giudice che concesse il divorzio, avevo 13 anni, adesso ho diciotto, non l’ho mai sentita lamentarsi di essere rimasta senza marito, ha sofferto molto di più per la separazione dagli altri due figli perchè poteva vederli solo due giorni alla settimana, l’unico rimastogli ero io.

Il mese successivo al divorzio mia madre ha un sussulto di libertà, cambia completamente vita, diventa più trasgressiva nell’abbigliamento e nel comportamento senza però mai trascendere nel volgare, attira l’attenzione di ogni passante uomo o donna che sia, i suoi colleghi di ufficio le fanno continue avance, gode di tutto questo e quando torna a casa mi fa il resoconto della sua giornata di lavoro suscitando in me invidia e gelosia e lei se ne accorge.

“Dimmi un po’, non è che sei geloso?”
“Dai confessalo, vorresti essere tu l’uomo che nel mio letto sostituirebbe tuo padre?”
Ogni volta non le rispondo mi limito a stringere i denti facendoli stridere e nel farlo le mascelle si induriscono, è il segnale che conferma a mia madre le sue intuizioni sui miei desideri.
“Anche se non rispondi so che è così. “
“Tu mi vorresti nel tuo letto. “
“Tu desideri ardentemente accoppiarti con tua madre.


Poi il fatidico giorno giunge inaspettato in vacanza d’estate nella nostra casa in montagna, rientrando da un’escursione vado nel salone, la porta è aperta, mia madre è seduta sul divano con indosso una camicia che le arriva fino alle ginocchia ed è completamente aperta sul davanti. Ha le mani appoggiate sui seni, se li sta’ stringendo, porta le dita sui capezzoli e li tortura, ha gli occhi chiusi, le sue labbra sono dischiuse, dalla gola salgono suoni che denotano un forte piacere, non ho mai visto mia madre godere e sono incantato.

Di colpo apre gli occhi, mi vede, sorride, la mia presenza non la infastidisce anzi stende le braccia verso di me, mi invita a raggiungerla, in un balzo sono seduto al suo fianco, mi fa’ il gesto di stendermi e di poggiare il capo sulle sue cosce. Con le mani si adopera per liberarsi della camicia, resta completamente nuda, senza distogliere lo sguardo dal mio china il busto in avanti e il suo seno mi ciondolano sul mio viso mentre un capezzolo mi sta sfiorando le labbra.

“Su, apri la bocca, è giunto il momento. “
“I tuoi sogni stanno per diventare realtà. “
“Dai succhiami le tette. “
“Sono anni che aspetti questo momento e sono anni che desidero che tu lo faccia. ”
Non mi sembra vero, sto’ certamente vivendo un sogno, quelle che pendono davanti ai miei occhi sono realmente i seni di mia mamma e me li sta offrendo invitandomi a succhiarglieli.
“Cosa stai aspettando???”
“Non è questo quello che hai sempre voluto?”
“Si, mamma.


Sollevo la testa quel tanto che basta per attaccarmi con le labbra al capezzolo e trascinarlo in bocca, le mie labbra hanno circondato la sua aureola grossa e scura, comincio a succhiare, i ricordi non mi tradiscono, è una cosa che ho sempre saputo fare trattandosi dei suoi seni. Con voracità passo da una tetta altra, mia madre lancia continui mugolii di piacere, con la mano prende a sbottonarmi la camicia, la fa’ scorrere sul mio torace, con le dita gioca con i miei capezzoli e continua a scendere.

Mi slaccia la cinghia dei pantaloni e apre la zip, sento la mano posarsi sugli slip che coprono il mio cazzo indurito, lo accarezza lentamente, le dita si infilano negli slip ed incontrano il cazzo e lo circondano.
“Però!!!”
“Sei ben messo. “
“Non credevo avessi un cazzo di tali dimensioni. “
“Da quanto è duro immagino che vorresti chiavarmi?”
Non è possibile, mia madre mi sta chiedendo se voglio chiavarla.
“Mamma sarei l’uomo più felice del mondo se mi permetti di chiavarti.


“Fallo!!!”
“Ho atteso questo giorno da tanto tempo, forse troppo tempo. “
“Vieni entra in me, prendimi, fammi tua. ”
Mi metto in piedi e mi libero dei vestiti, intanto mia madre ha spostato il bacino al bordo del divano ed ha allargato le cosce a compasso, una folta foresta di peli nascondono la sua figa, mi posiziono fra le sue gambe e gli spingo il cazzo dentro e lei solleva il bacino quel tanto che basta a farmi scivolare in profondo mentre lancia continui mugolii di piacere.

“Dai figlio mio, scopa la tua mammina. “
“Sono anni che un non prendo un cazzo. “
“Ho dimenticato cosa significa farsi chiavare da uno stallone bello e forte. “
“Fammi godere fino a sfinirmi. ”
“Non so come mamma ma metterò tutto il mio impegno per soddisfare la sua voglia di piacere. “
“Devo riuscire a farti dimenticare il periodo di astinenza. “
“Sono tuo figlio e non voglio deluderti. “
Lentamente comincio a pompare il mio cazzo nella sua giga e lei apprezza il mio modo di chiavarla.

“Sììì, continua così. “
“Dai… Fai impazzire la tua mammina. “
“Dio come sei bravo. “
Mi piace molto il modo in cui mi stai chiavando. “
“Dimmi amore chi è la tua maestra???”
“Chi ti ha insegnato a chiavare in questo modo???”
Senza smettere di pomparle il cazzo nella pancia le rispondo.
“Tu sei la mia maestra. “
“Io non ho avuto altre donne. “
“Tu sei la prima. “
“Ho fantasticato molto tempo di poterti possedere.


“Ho immaginato come sarebbe stato bello chiavarti e come procurarti piacere. “
“Ed ora eccomi qui con il mio corpo tra le tue cosce e con il cazzo dentro di te provando a darti il massimo del piacere. “
“Mamma io non ti ho mai tradito. ”
Gli occhi le si riempiono di lacrime.
“Amore, veramente sono la tua prima donna?”
“Prima di me non hai chiavato nessun’altra donna?”
“Non sei stato nemmeno con le prostitute?”
“No, fra me e te non c’è mai stata nessuna altra.


“Mi stai facendo dono della tua verginità?”
“Si mamma è così. “
“Figlio mio, stai facendo di me la donna più felice del mondo. ”
Mi circonda il torace con le braccia e mi attira a se, le sue lunghe gambe si incrociano sulla mia schiena, le bianche cosce stringono i miei fianchi, avvicino le labbra alle sue, le infilo la lingua in bocca e lei se ne impossessa e la succhia con avidità.

In tutto questo tempo il mio cazzo è nella sua figa, non ha avuto un attimo di tregua, ad ogni colpo lei emette lunghi mugolii che mi eccitano e mi incoraggiano a continuare nell’azione intrapresa ma poi la sento irrigidirsi e gridare.
“Sììììì, cosììììì. “
“OOOHHH Dio sto venendo. “
“Non credevo fosse più possibile. “
“Non smettere figlio mio. ”
“Non ne ho la benché minima intenzione mammina. “
Al contrario aumento l’andatura, affonda colpi sempre più profondi, le sue urla di piacere si intensificano, un ruggito mi dice che il suo piacere è giunto al culmine, sta godendo e un attimo dopo anch’io voglio sborragli dentro.

“Mamma, non riesco a trattenermi. “
“Vengooooo!!!!!”
“Si vieni pure figlio mio. “
“Non darti pensiero. “
“Scarica il tuo piacere nella mia pancia. “
“Riempimi la figa della tua sborra. ”
Lo sperma copioso si riversa nella sua figa andando ad infrangersi contro l’utero, lo sperma si unisce alle secrezioni vaginali, il mio corpo non più in tensione si abbandona sul suo e lei mi bacia il viso.
“Grazie. “
“Non credevo riuscissi a farmi godere.


“Per essere la tua prima volta sei stato meraviglioso. “
“Dai, tiralo fuori e lasciami andare in bagno. ”
Mi sollevo, le sfilo il cazzo dalla figa e mi metto al suo fianco, lei si alza e si dirige verso il bagno, entra e chiude la porta dietro di se. Resto solo a rimuginare su quanto è accaduto, ho scopato con mia madre, lei è cosciente di essersi accoppiata con suo figlio, da oggi la nostra vita non sarà più la stessa e sono perplesso.

Che futuro potrà mai avere il mio amore per mia madre?
Ci pensa mia madre a dissipare ogni mio dubbio, dopo circa un’ora esce dal bagno, è avvolta in un accappatoio rosa, si avvicina, si china e mi bacia le labbra.
“Tocca a te. “
“Quando avrai finito raggiungimi nella mia camera da letto. “
“Da questa sera sarà anche la tua camera. “
“Dormiremo nello stesso letto. “
“Sarai il mio amante e niente ti strapperà dalle mie braccia.


“Mamma sei protetta?”
“Voglio dire hai preso le dovute precauzione?”
Mia madre mi guarda con un ghigno dipinto sul volto, non mi risponde, si gira e scompare nella camera da letto, sono già passati due mesi da quella nostra prima volta, ci sollazziamo senza un attimo di sosta e il kamasutra diventa il libro più seguito.

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