Archivio mensile:Giugno 2013

L’angelo di Ferragosto

Annus Mirabilis

La rivoluzione sessuale, iniziò
(forse un po’ tardi per me)
nel ‘novecentosessantatre:
quando il romanzo di Lady Chatterley
uscì dalla clausura
e il primo LP dei Beatles
passò la censura!

Fino a quell’anno
il piacere non era godimento
ma una specie di patto per l’anello,
una promessa di fidanzamento.
Il pudore mi prese a sedici anni
e contagiò per tanto la mia vita.

Poi si risolse ogni tenzone
e appianammo la situazione,
ogni vita riprese valore
ognuno era importante, finalmente.

Tutti vincemmo,
non si perdeva più niente.

La gente era felice, ecco perchè
fu stupendo il ‘novecentosessantatre
(forse un po’ tardi ma lo fu anche per me)
quando il romanzo di Lady Chatterley
uscì dalla clausura
e il primo LP dei Beatles
passò la censura!

(Libera traduzione da: Annus mirabilis di Philip Larkin, by Giovanna)

Prologo

Avevo trovato l’utile e il dilettevole ed ero grata al destino che mi aveva concesso quel colpo di fortuna.

Insomma, quell’estate avevo vinto uno “stage” presso un importante albergo della capitale, una notizia capitata all’improvviso, tra capo e collo, e proprio non avrei saputo come risolvere la questione dell’alloggio. Per fortuna, ne parlai al telefono con mia madre dalla stanza che condividevo, a Milano, con Monica la mia collega alla IULM.
Monica era di origine calabrese e, una volta capita la mia esigenza, esternò tutto il suo entusiasmo, poi mi raccomandò di aspettare l’indomani perché, forse, aveva una risposta ai mio problema.

E fu proprio così: Monica, che da quel giorno divenne la mia “Fata Madrina”, con un tocco di -bacchetta magica, fece di me una ragazza fortunata.
A Roma, ai Parioli, ci viveva la sua vecchia nonna con il figlio, scapolone e zio della mia amica. Ora il caso volle che lo zio di Monica volesse da tempo fare un viaggio in America, per andare a trovare i cugini che non vedeva da anni.

Quale occasione migliore? La nonna non avrebbe mai accettato in caso una badante, era una tipa all’antica, ma sarebbe stata felice di ospitare me, la migliore amica della sua nipotina preferita!
Insomma, il puzzle si ricompose e il lunedì successivo ero a Roma, in una bellissima casa padronale, a poche fermate di bus dall’Hotel Cavour, dove avrei lavorato per le prossime quindici settimane.
La nonna di Monica era una signora anziana, non brutta, di un’età indefinita che di certo superava i settanta.

Adesso, l’età doveva averla un po’ piegata ma da giovane doveva essere stata alta, bruna e fiera, come le donne del suo paese.
Era bruna e, probabilmente, dava ai capelli una botta di tintura, il viso aveva poche rughe e una bella pelle, che sembrava sempre abbronzata.
Gli occhi verdi aggiungevano un tocco di dolcezza al suo sguardo saggio e a volte melanconico.
Era molto riservata e fu un’ospite impeccabile. In quei pochi giorni mi affezionai talmente a lei, ne fui talmente conquistata che, alla fine, le chiesi se potevo chiamarla zia.

Lei finse di pensarci su un momento e poi acconsentì allegra:
– Certo, zia sì ma non nonna! Non come quella maleducata di Monica che si ostina a pensare che sono una vecchia! – ridemmo insieme pensando a Monica, anche lei impegnata, da qualche parte nel mondo, a tentare di costruirsi un futuro decente.
Due cose mi sono rimaste impresse della signora Stefania: la sua cucina eccellente e il racconto che mi fece una sera, sorprendendomi talmente che, ancora adesso, mi riesce difficile immaginare come, la vecchia nonnina, si fosse potuta “dar da fare” in maniera talmente spregiudicata, da meritarsi l’appellativo di “angelo del Ferragosto”.

1

Ora ti racconto un fatto che ormai appartiene al mio “passato remoto”, un po’ per il piacere di farlo, perchè voi giovani credete sempre che tutto il mondo lo avete inventato voi! Non è così, figlia mia, come dice la Bibbia: non c’è nulla di nuovo sotto il sole. E voglio parlartene anche per una forma di piccola vendetta personale nei confronti di mio marito che, ormai, è all’altro mondo a sbrigarsela da solo.

Non l’ho mai raccontato e ora, con te ne ho l’occasione… raccontare è importante, perchè, altrimenti, qualsiasi cosa è come se non fosse mai successa.

Mio marito era un affermato professionista calabrese; un bell’uomo di buona famiglia e, a modo suo, bravo padre e (secondo la mentalità disgustosa e antiquata che ci circondava) anche buon marito.
Il mio “bravo” marito però non sapeva che uno dei suoi amici di gioventù era gay, a quei tempi, in un paesino della Sila, quello era un argomento taboo.

Amedeo mi era molto affezionato sin da ragazzo. Mi confidava tutto e mi avvertiva anche quando “il maritino” stava per combinare qualche marachella.
Grazie alle sue soffiate, all’inizio del matrimonio, riuscii a beccarlo mentre si stava organizzando qualche avventura con la puttanella di turno.
In linea di massima lo perdonavo, anche perchè in Sila fare i separati in casa a vent’anni, per una donna… è dura.
Per il turismo è sempre stata una zona meravigliosa: Camigliatello, Spezzano, San Giovanni in Fiore ma nei lunghi inverni, soprattutto allora che andare sulla neve era per pochi, c’era solo solitudine e silenzio.

Poi, dopo un periodo di quiete, me l’ha fatta veramente sporca e da allora siamo stati in sostanza divisi, per quasi dieci anni.
Praticamente mi ero scordata persino come si fa, all’amore.
Si ragazza mia, anche io sono stata bella, desiderata e… e tutto il resto.
Comunque, il mio congiunto (approfittando del fatto che ero impegnata e addolorata per un male di mio padre, culminato con una difficile operazione) si scopava la babysitter, una ragazzotta di paese, appena maggiorenne.

Difficile immaginarla come donna, con le sue calze pesanti e i guanciotti arrossati dalla vita naturale; difficile immaginarla interessante, per un uomo come lui. Un professionista affermato che, volendo, avrebbe potuto permettersi veramente di meglio ma non finisce qui.
Tornata da Torino, stanca, distrutta, al paese trovai lui nero e lei disperata.
La ragazza mi raccontò che un giovane l’aveva messa incinta e adesso non poteva dirlo a casa, altrimenti il padre l’avrebbe uccisa.

Ne parlai con mio marito ma lui, che in quel periodo la detestava, disse che era solo una “zoccola”, niente a che vedere con una“santa” donna come me.
E così, “la santa”, che era una donna adulta ma abbastanza ingenua, ebbe pena della ragazza.
Mi feci carico del suo guaio ben conoscendo la mentalità retrograda di quei piccoli centri di montagna. Alla fine, grazie alle mie amicizie e sacrificandomi personalmente (ed economicamente) riuscimmo a farla abortire pur di non negarle un futuro, altrimenti la giovane sarebbe stata segnata a vita.

Pochi giorni dopo il fattaccio, mi accorsi che tutti erano ritornati felici e contenti, compreso mio marito, che aveva per me mille attenzioni.
Qualche mese più tardi gli comunicai che Teresa, la ragazza, a casa non serviva più: che fare?
Lui prese la palla al balzo e disse:
– Sai che possiamo fare? Adesso che con i miei soci abbiamo aperto lo studio più grande, la posso far assumere da noi, tanto lei il diploma se l’è già preso! –
Soluzione perfetta pensai: ormai avevo preso a cuore la situazione della “povera pastorella indifesa”.

Dopo un anno però, il mondo mi crollò addosso!
Amedeo, il nostro amico gay, litigò di brutto con mio marito e per togliersi la pietra dalla scarpa, mi fece una telefonata di fuoco.
– Guarda io non avevo avuto il coraggio di dirtelo – affermò – perché tu sei una brava donna e non volevo farti più male di quanto già ne hai ricevuto, ma ti avverto: guardati intorno perché, come diciamo noi, ti hanno messo in mezzo!
Ricordati solo questo, tuo marito è un vero porco! –
Come un velo di nebbia che si dirada, dinanzi a me la verità venne a galla.

Feci un po’ d’indagini discrete e scoprii, un po’ alla volta, il nido di vespe su cui ero stata seduta, senza accorgermi di nulla.
Morale della favola: mio marito aveva sedotto la ragazza, nonostante avesse venticinque anni di più; quando avevo seguito mio padre a Torino, se l’erano spassata talmente che l’aveva messa incinta e, dulcis in fundo, io stessa, ignara di tutto, l’avevo aiutata per liberarsi del bambino: cosa che mi ripugnava, dal punto di vista morale e religioso.

Adesso che lei lavorava al suo studio, erano veri e propri amanti e se la godevano come due piccioncini.
Chissà quante grasse risate si erano fatti alle mie spalle. Che stupida ero stata.
Piantai un enorme casino, li minacciai di brutto e la storia finì.
Passai poi un lungo, brutto, periodo chiusa in casa a piangere e a soffrire, ripensando a ciò che avevo vissuto.
I rapporti con mio marito erano sempre tesi e abbiamo dormito divisi per anni.

Anche lui prese una brutta botta. Finita la storia malefica con quella ragazza, che lo aveva fatto sentire un “giovanotto” e che, tra l’altro, gli aveva spillato un sacco di quattrini, si era ritrovato, solo e malvisto.
Il paese è piccolo, la gente parla e la sua tresca era diventata di dominio pubblico.
Avevo undici anni meno di lui e, nonostante tutto, ero una donna molto apprezzata.
Avevo un corpo e ben proporzionato.

La vita sana e l’aria buona mi avevano donato un fisico tonico e formoso.
Le gravidanze mi avevano riempito e fatta più donna: vestivo in maniera classica, mai volgare, e portavo sempre la gonna. Allora che le ragazze andavano in giro in Jeans sformati e di pessimo gusto, le mie gambe nervose, trattenute dalle calze di seta nere, e le scarpe eleganti attraevano gli sguardi vogliosi, persino quelli dei più giovani.
Poi, un bel giorno, arrivò la telefonata che mi cambiò la vita.

Era padre Fulvio, un prete che si occupava di volontariato nel mondo dei disabili, lo avevo conosciuto a Torino, nell’ospedale. Era tutto contento perché mi doveva fare una bella sorpresa: padre Fulvio era in Calabria, a Siderno Marina.
C’ero stata un paio di volte, c’era un mare stupendo e un panorama mozzafiato.
L’associazione di padre Fulvio organizzava ogni anno delle settimane di colonia, per i giovani con difficoltà.
Mi pregò di scuotermi dal mio torpore e di andarlo a trovare per passare una giornata diversa.

Volli spezzare la catena e uscire finalmente dalle mie quattro mura, così pochi giorni dopo, accompagnata da una mia amica, raggiunsi Siderno e passammo veramente una bella giornata.
Nel salutarci, il prete mi fece una proposta: perché non rendermi utile agli altri facendo del volontariato?
Insomma, mi chiese di occuparmi per le due settimane successive, aiutando i ragazzi del prossimo turno.

2

Non risposi subito di sì, nonostante tutto sono sempre una donna all’antica e volevo parlarne con mio marito.

Lui si mostrò entusiasta, non sopportava più tanta tensione e sperava che, rompendo la routine, qualcosa sarebbe cambiato anche tra noi due.
Così, nel mese di Agosto, partii con il mio borsone, come una studentessa alle prime armi. Portai perfino il costume da bagno… era tanto che non andavo al mare, chissà magari trovavo anche il tempo per fare un tuffo.
Avevo avuto anche un maschietto, così mi feci coraggio e non ebbi nessuna remora a trattare con quei giovani, purtroppo disagiati a causa di varie patologie.

Da loro imparai che l’allegria e la gioia di vivere si può trovare anche con poco, imparai ad apprezzare le piccole cose, che sono sempre le più belle.
Di giorno li aiutavo insieme alle altre “sorelle”, ci chiamavano così, come fossimo monache.
Collaboravo anche a lavarli, li accompagnavo a fare i bisogni, controllavo che tutto fosse in efficienza per non procurare loro ulteriore disagio.
Di sera poi, dopo cena, si parlava a lungo, specialmente con i più grandi e capii che la cosa che più gli mancava, era il sesso.

Scoprii che molti si eccitavano continuamente e si arrangiavano come potevano.
Ce n’era uno, Samuele, un ragazzo di ventisei anni, che appena lo toccavo si eccitava. Lavargli le parti intime non era facile, perchè il suo pisello, diventava gigantesco e duro e non sapevo come piegarglielo nella vasca del bidet.
La situazione, dopo il primo imbarazzo, divenne comica e ogni volta ci facevamo un sacco di risate.
In me però, nasceva anche una certa eccitazione, perchè erano anni che non facevo niente; quelle risate servivano anche a esorcizzare il mio turbamento.

Una mattina mentre andavo a fa la spesa con Colomba, una donna della mia età ma esperta di volontariato, portai la discussione sull’argomento: come si comportavano loro con i ragazzi maschi, quando questi si eccitavano?
– Beh, cara mia, ognuna si comporta come sente, non esiste una regola… sono giovani e, nonostante tutto, molti hanno le loro pulsioni: arrapano come chiunque, lo sai no?– e mi lanciò uno sguardo d’intesa.
– Con un po’ di discrezione, se te la senti, puoi fare come fanno tante altre… potresti dargli una mano.

– Esitai per un poco, poi capii:
– Ah, una mano… una mano nel vero senso della parola? – e con le dita mimai il gesto di chi tira una sega a un maschio.
Colomba rise di gusto: – Brava, hai capito al volo! –

3

Due giorni dopo, a Ferragosto, organizzammo la brace sulla spiaggia, portammo una chitarra e cenammo tutti in allegria.
Più tardi, la maggior parte tornò alla pensione, mentre alcuni dei giovani più grandi insistettero per restare almeno per quella notte, sull’arenile.

Mi offrii di far loro da assistente e mi lasciarono il vecchio pulmino Volkswagen per ritirarci a nostro piacimento.
Anche Samuele volle rimanere. Eravamo in quattro: due ragazzi, una ragazza ed io.
Chiacchierammo, giocammo e alla fine si doveva pagare pegno: io persi indecorosamente.
Era tardi e sulla spiaggia non c’era quasi nessuno… lontano qualche altro falò si spegneva, mentre i nottambuli se ne andavano via.

Il buio e l’allegria si resero complici delle nostre parole, il pegno divenne sfida; la sfida divenne tenzone, poi fu un continuo duello di… “e tu? e io; e te la senti, e non te la senti…” eccetera eccetera.

Insomma alla fine io ero la pesante signora borghese, che si finge emancipata, perchè è di moda negli anni sessanta… ma che non avrebbe saputo uscirsene dai luoghi comuni.
Incapace di trasgredire… incapace di godersela in libertà e schiava dei suoi taboo!
Così, il mio pegno prese una piega inaspettata: dovevo avere il coraggio di toccare il membro di Samuele davanti agli altri due.
Per stemperare l’atmosfera, mentre arrossivo nell’oscurità, dissi:
– E che ci vuole: è una settimana che glielo tocco… – e risi – Caccialo fuori, su, vediamolo questo pisellino! – lo presi anche in giro.

– No! – intervenne la ragazza – Devi farlo tu… deve fare tutto da sola, giusto? – disse, cercando la complicità dei suoi amici.
Accettai e mi spostai lentamente verso la sedia di tela su cui stava seduto il ragazzo.
D’un tratto si fece silenzio e tutti si divennero attenti ai miei gesti.
Con gli occhi bassi e col cuore che batteva all’impazzata, m’inginocchiai davanti a Samuele e iniziai delicatamente ad armeggiare con i bottoni del pantaloncino.

Il suo cazzo, da sotto, gonfiava la patta tendendo la stoffa sottile. Lo sentivo sotto le dita.
Piano piano lo liberai e adesso il suo affare svettava, duro come la pietra.
Nel buio sembrava una grossa melanzana. Lo sfiorai con la punta delle dita:
– Ecco, toccato. Avete visto, no? – dissi, fingendo di aver terminato il mio compito anche se ero certa che la cosa non sarebbe finita li.
Nonostante il fresco della notte estiva, dentro di me bruciavo e anche gli altri ragazzi erano evidentemente eccitati.

– E questo lo chiami toccare? – disse la ragazza infilando la mano sotto il costume del giovane accanto a lei:
– Glielo devi prendere tutto in mano, così! – e anche se non si vedeva bene, si capiva che aveva raggiunto il cazzo del ragazzo e lo stringeva forte, agitandolo a destra e a sinistra, come un manico di scopa.
– Se per te va bene…? – dissi, interrogando Samuele con lo sguardo.

Nei suoi occhi leggevo la febbre del piacere: lui non aspettava altro.
Non mi trattenni più… adesso ero un’altra donna. Tra le gambe sentivo un fuoco, un desiderio che non avevo mai provato.
L’eccitazione, troppo a lungo sopita, mi dava la carica e non pensai più a nulla.
Il mondo intorno scomparve: ora desideravo solo sentire quel pene turgido e liscio riempirmi le mani, desideravo solo donare piacere col mio corpo a quel giovane che impazziva di desiderio.

Impugnai saldamente il membro, era caldo, duro, eretto verso l’alto.
Di sotto, poggiava sullo scroto, gonfio e pieno, morbido come pasta per pizza appena lievitata.
Toccai tutto, carezzai tutto, volevo impadronirmi di quelle sensazioni e gustarmi quel cazzo completamente estraneo; erano anni che trattenevo i miei desideri, avevo conosciuto quasi solo il membro di mio marito, in fondo.
Sapevo masturbare l’uomo, l’avevo imparato da ragazza: ormai che c’ero era inutile fermarsi.

Mi misi di fianco, chinata su Samuele e iniziai a farglielo delicatamente in mano.
Anche la ragazza, stava masturbando il suo amico, lo faceva con più rabbia, più veloce, mentre si concedeva un ditalino pure lei.
La sua mano era nel costume e andava dentro e fuori col dito, ritmicamente.
Nessuno aveva più grande interesse per gli altri, ognuno era perso in se stesso alla ricerca di un piacere fin troppo negato.

– Sublime, sublime… – diceva Samuele, irrigidendosi sulla poltroncina.
Io gli tenevo una mano sulla spalla e l’altra saliva e scendeva, in modo cadenzato, sulla sua asta che superava in altezza l’ombelico.
Andavo svelta in su e poi di nuovo in giù ma con attenzione, aveva ancora la pelle chiusa sul pene e non volevo fargli male. Stavo ben attenta a far sgusciare solo parzialmente il grosso glande, rosso e lucido come un frutto maturo.

– Baciamelo! – mi ordinò senza controllarsi, io rimasi interdetta. Era una pratica che non avevo mai approfondito troppo con mio marito. Lui me lo aveva chiesto più volte oppure ci aveva provato ma io lo avevo accontentato poco e male: temevo il suo giudizio… dopo il piacere. Di sicuro avrebbe pensato che, sua moglie, faceva cose da puttana. E a cosa aveva portato tanto sacrificio? A nulla!
Persi ogni ritegno e ogni rispetto per quell’uomo che mi aveva fatto tanto male: ora toccava a me godere.

Decisi di far felice il povero ragazzo; fu facile, dovetti solo abbassarmi di poco e mi ritrovai la testa del suo cazzo a pochi millimetri dalle labbra.
Masturbandolo, il glande mi batteva sulla bocca, tirai fuori la lingua e lo assaggiai.
Al contatto con quella dolce sfericità sentii una gioia elettrica attraversarmi tutta la schiena e poi esplodere alla base della nuca: adesso lo volevo e così lo presi, succhiandolo dentro.

Mi abbassai lentamente, determinata a prenderlo completamente fino in gola.
Mi sentii invasa, riempita, Samuele godendosi quel pompino fece il pene ancora più gonfio.
Per vari minuti nemmeno lo toccai con la mani, facevo tutto con la bocca, volevo conoscerlo bene.
Prima lo ingoiai diverse volte, senza fretta, mentre, dall’ugola, producevo tantissima saliva e gli gocciolavo addosso dalla bocca ma non m’importava.
Anche i suoni gutturali di quel lavoro di bocca erano osceni e arrapanti; accovacciata, aprii le gambe e tastandomi la figa la trovai fradicia di liquido trasparente.

Bellissimo.
Mi lasciai andare senza pensare a niente, volevo solo il cazzo, in quegli istanti.
Farlo per il solo gusto di provare e dare piacere, senza alcuna implicazione sentimentale né amore, fu una scoperta incredibile.
Mi sentivo una porca, credevo di aver passato il limite, di essere diventata una depravata e, invece di mortificarmi, questa sensazione m’inebriava: mi sentivo forte, diversa.
A trent’anni passati compresi che il sesso non s’impara: basta liberare la nostra naturale libidine per capire tutto e subito.

Capii che il trionfo di quel gioco era il piacere e che sarebbe stato sancito dallo spruzzo di Samuele.
Il ragazzo aveva brividi continui e gli vibravano le mascelle per la goduria.
Non volli esagerare facendolo trattenere troppo. Spontaneamente glielo presi in mano e lo masturbai alacremente, mentre con le labbra non perdevo il contatto col suo cazzo, mai.
Ci volle poco.
A quella velocità, la sega risultò molto efficace e quando lui s’inarcò, in un fascio di nervi tesi, lo sperma passò rapidamente dal pene alla mia lingua.

Spontaneamente, alle prime gocce di sborra calda, stavo per sgusciare all’indietro, come avevo sempre fatto con mio marito… ma Samuele mi trattenne per la nuca.
Decisi di andare fino in fondo, quella volta: accettai tutta la sborrata di Samuele!
La mia bocca si riempiva come se ci spruzzasse dentro della panna spray.
Il ragazzo venne continuamente per quasi due minuti.
Mi riempì completamente e, anche se non avrei voluto, fui costretta a ingoiare una buona dose di sperma.

Il resto lo sputai sulla rena un attimo dopo aver finito.
Sedetti sulla sabbia sconvolta, non ero venuta ma avevo provato un piacere immenso, sconosciuto, intimo.
L’altra coppia, sdraiati su un telo, stava scopando come meglio poteva.
Samuele guardava il mare nero, un po’ impacciato ma felice.
Mi prese la mano e restammo così a lungo, ebbi la sensazione che mi volesse ringraziare.
Il giorno dopo arrivò anche padre Fulvio e con lui mi confessai.

Mi diede l’assoluzione molto volentieri e senza troppi pregiudizi.
Iniziai così la mia “carriera” di angioletto nelle comunità e, per vari anni, ho dedicato al volontariato almeno due settimane della mia estate.
Faccio bene il mio lavoro, m’impegno con tutta me stessa, specialmente di notte anzi, la notte direi che tanto angioletto non lo sono… i ragazzi lo sanno, mi cercano apposta, soprattutto la notte di Ferragosto.

Con mio marito le cose andarono meglio… lui non lo sapeva ma avevamo pareggiato i conti da tempo.

Delle sue porcate non m’importava più niente… ero troppo impegnata a organizzare le mie.
Non mi sento in colpa: tutto ciò che ho fatto, l’ho fatto a fin di bene.

FINE.

Regalo al mio Amore

Presto sarebbe stato il compleanno del mio amore, dovevo pensare ad un bel regalo originale, chiacchierando con una collega al lavoro ero venuta a sapere di un posto ad alcuni chilometri fuori città, in cui si svolgevano degli incontri tra coppie di scambisti. Ci pensai un po’ su e decisi di regalare al mio amore una serata “diversa” sapendo di fargli un bel regalo.
Così mi informai bene sul posto e su come avvenivano questi incontri.

Gli dissi, qualche giorno prima, che per festeggiare lo avrei accompagnato in un posto elegante e che si sarebbe dovuto preparare di conseguenza.
Il mio amore, è un bell’ uomo, molte donne mi guardano con invidia quando ci vedono insieme, come molti uomini guardano con invidia lui..
Quella sera, dopo una romantica cena, salimmo in macchina, mi misi alla guida e dissi al mio amore che stava per ricevere il suo regalo.

Dopo meno di un’ora di macchina arrivammo a destinazione, il luogo era una villa enorme immersa nel verde, diverse macchine erano già parcheggiate lì.
Entrammo e subito ci trovammo in una grande sala adibita a night bar, tutto molto raffinato, con luci basse e personale elegante. La sala non era affollatissima ma c’erano diverse persone, coppie e non.
Ci sedemmo al bancone e ordinammo due drink, con la richiesta , che il mio fosse poco alcolico, mentre li sorseggiavamo, mi guardai attorno con più attenzione, vidi diverse coppie interessanti ma nessuna ,mi colpì particolarmente.

“Mi hai portato proprio in un bel posto elegante e raffinato” disse il mio amore.
Io sorrisi e gli risposi “Non è questo il regalo tesoro, quello deve ancora arrivare”.
Finiti i nostri drink, mi alzai ,presi il mio amore per mano e lo condussi in un’altra sala adiacente con una grande scalinata, che portava ai piani superiori. Mi ero informata bene riguardo al posto e a come funzionavano le cose.

Salita la scalinata prendemmo uno dei due corridoi che si dipartivano su quel piano, lungo di esso c’erano oltre a dei bellissimi divanetti ,tante porte con delle piccole finestrelle a fessura. Sapevo che quelle porte erano tutte insonorizzate, sicché il mio amore non capì cosa accadeva al loro interno finché non gli proposi di sbirciare attraverso una delle fessure.
Lui si chinò e guardò, lessi un’ espressione di stupore sul suo viso ma anche di vivo interesse, stette qualche altro istante a guardare poi si rialzò.

“Allora?” gli chiesi “Cos’hai visto?”.
“amore ,Ll dentro…ci sono quattro persone che fanno un’ orgia” rispose, con un po’ di sorpresa
“Andiamo a guardare anche le altre” dissi.
Guardammo attraverso diverse porte, in alcune c’erano solo due persone, in altre quattro e in una addirittura sei.
In quel luogo si poteva sbirciare attraverso le porte, se la situazione interessava si poteva entrare e partecipare, oppure rimanere lì a guardare.

L’ importante è che in una stanza non ci fossero più di sei persone.
Al bar poi, si potevano fare degli incontri con altre coppie e poi salire in camera tutti insieme.
Oppure si poteva salire in una delle stanze col proprio partner e fare sesso aspettando che qualcuno venisse a partecipare.

Chiesi al mio amore, cosa volesse fare, adesso che sapeva cosa avveniva in quel luogo.
Mi disse che durante la visita in una di quelle stanza aveva notato una coppia che gli era piaciuta, così andammo a quella porta.

Mentre tornavamo a quella stanza , dissi , ridendo al mio amore “ Anche se è il TUO compleanno ,ricordati che c’è sempre quella regolina “
Il mio amore era visibilmente eccitato, se lo avessi toccato tra le gambe avrei trovato un bel pisellone duro.
Ci mettemmo a sbriciare alla porta della stanza scelta.
All’ interno, su di un letto matrimoniale c’erano un uomo e una donna intenti in una scopata, particolarmente focosa, lui teneva alte e aperte le gambe di lei e la penetrava velocemente con forza, lei si contorceva dal piacere e anche se non potevamo udire, si capiva che urlava dal godimento.

La donna mi piacque subito, bel fisico e bel viso, l’ uomo non mi disse un granché, ma sapevo che il mio amore si sarebbe eccitato vedendomi scopare con quello ,anche perché nella stanza si intravvedevano vari “falli” ed in particolare uno molto bello , nero! allora ok.

Bussammo, dopo qualche istante venne ad aprire l’ uomo che mi guardò subito con interesse, in particolare soffermò lo sguardo sulla mia scollatura, poi guardò il mio uomo e si girò verso la donna che sorridendo disse ,”Prego entrate”.

Entrammo e l’ uomo chiuse la porta, la donna mi venne vicino e mi guardò, era proprio bella ora che la vedevo bene, aveva un bel seno , e la passerina tutta depilata come me.
Io e lei iniziammo ad accarezzarci, le toccai le tette, il fondoschiena, le misi una mano tra le gambe e vidi che era ancora bagnata, lei mi spogliò, avevo un abitino nero particolarmente intrigante , e sotto un paio di autoreggenti, ed un paio di scarpe sempre nere, con un tacco 16 quando le vide disse “Oh, bene” e si abbassò, mi toccò le cosce e poi la figa, mi sfilò il perizoma e iniziò a leccarmi.

Mi eccitai subito tantissimo, la lingua di una sconosciuta che esplorava la mia fessura…presto fui bagnata e iniziai ad ansimare, mi girai verso il mio uomo, toccandomi le tette, lui, si stava masturbando in piedi, il mio uomo sapeva , che il regalo era solo per me , il mio uomo è solo per me , solo mio, l’uomo invece si era seduto e mi guardava, con eccitazione.
il mio amore si avvicinò e mi baciò pregustando ,una serata speciale.

La donna stava ancora leccandomi la figa, lui le prese la testa e la spinse su di me accompagnando i suoi movimenti, poi le disse di alzarsi e la fece stendere sul letto, le aprì le gambe e mi invitò a leccarle la figa.
Dopo pochi minuti ,mi misi anche io, sul letto e le leccai le tette, facendola gemere ancora di più, poi allargai le gambe sul suo viso e mi feci leccare ancora la figa.

Avevo il mio amore di fronte che guardava la donna che leccava me, ero eccitatissima, non vedevo l’ora di farmi scopare…le mie mani
Ormai ero completamente nuda , mi rimanevano solo le scarpe , che non avrei mai tolto
L’ uomo venne vicino a me e prese le mie tette in mano, le leccò, prese i capezzoli tra le dita e mi baciò, poi mi prese e mi fece mettere sopra di lui spingendomi verso il suo cazzo.

Andai a prendermi in bocca il cazzo dello sconosciuto, era più corto di quello di mio marito ma più grosso, lo assaporai per bene con la punta della lingua prima di ficcarmelo in bocca e succhiarlo tutto.
Mentre avevo in bocca il cazzo dell’uomo, il mio amore, che ancora stava guardando la scena , mi infilò due dita nella figa facendomi godere e succhiai il cazzo che avevo in bocca più avidamente.

Il mio amore sempre eccitato si spostò dietro di me e mi penetrò, mi facevo scopare a carponi, da lui mentre succhiavo un altro cazzo, era bellissimo, adoro avere due uomini, uno che tenendomi mi scopa con forza , un altro che mi scopa la bocca è ciò che amo di più in uno scambio, il fatto di poter essere… di più persone.
Mentre il mio amore mi scopava da dietro, la donna venne a succhiare il cazzo del suo uomo insieme a me, l’uomo godeva, si ritrovava con due bocche sul cazzo che lo succhiavano avidamente.

Dopo, la donna si mise sopra di lui e iniziò a cavalcarlo gemendo come una vera troia, io, che ero dietro di lei avvicinai il viso al suo culo e le leccai il buco, poi le misi dentro un dito. poi un altro, per allargarla, mi era venuto in mente di incularla con un cazzo finto ,che avevo intravisto ai piedi del letto, mentre lei si stava impalando sull’altro cazzo.
Mi voltai e dissi la mia idea al mio amore , che acconsentì subito, io mi spostai e mi mise dietro la donna per incularla.

il suo culo era stato sicuramente preso prima che arrivassimo , me ne ero accorta , mentre le infilavo le due dita, era liscio aperto eccitante , molto eccitante so riconoscere un culetto aperto !!!
Le grida di lei aumentarono, mentre il mio amore la teneva per i fianchi e l’uomo la afferrava per le tette, lei gridava e si dimenava, io che godevo da morire solo guardando quella scena, mi masturbavo lì di fianco.

La donna venne sul cazzo dell’uomo e il mio nero nel culo, poi il mio amore tirò fuori il cazzo che io avevo lasciato nel suo culo, mi ero persa , ero troppo occupata a toccarmi..
Lei si tolse da sopra l’uomo e io mi sbrigai per andare ad ingoiare lo sperma che colava fuori della donna, con lo sperma in bocca ci baciammo avidamente troppo bello.
Io non riuscendo a fermarmi ,mi misi sopra l’uomo infilandogli il cazzo nero tra le gambe in modo che rimanesse in piedi, e me lo infilai fino in fondo in un solo colpo ,
Mentre mi scopavo l’uomo che mi teneva per le tette notai che il mio amore si stava toccando, e, stava di nuovo per venire, allungai una mano ,gli presi il cazzo in bocca, finché lui non mi sborrò in bocca, non sprecai neanche una goccia.

Allora l’uomo sempre più eccitato, mi disse di girarmi, mi misi subito a pecora ,e attesi il suo cazzo, la sua donna , vedendomi un po’ puttana disse, nel culo, nel culo , voglio vederla presa anche nel culo.
Il suo cazzo, era più grosso di quello del mio amore, quindi dovette spingere con forza per aprirmi il culo, poi una volta entrato mi resi conto che con quello godevo di più che con quello del mio amore.

mentre venivo inculata , vedevo il mio uomo, che aveva messo la donna seduta su di un tavolino e la scopava , con un cazzo nero e grosso , tenendola a gambe larghe.
Io intanto godevo da troia con quel cazzone sconosciuto nel culo e le mie dita nella figa, venni così, gemendo e urlando di piacere.
L’uomo mi venne davanti e mi infilò il suo cazzo in bocca che succhiai tutto fino a farmi colpire in gola dalla sua sborra.

Il mio amore si stava ancora toccando , estasiato dal mio comportamento , e a guardarlo mi eccitai di nuovo. Volevo essere messa in mezzo questa volta e volevo il cazzo di quel uomo sconosciuto ,di nuovo nel culo.
“Dai amore” dissi ansimando, il mio culo è aperto , ma la mia figa ancora no “Riempimi di sborra , vieni a scoparmi”.
Lui dopo qualche spinta, tolse il cazzo dalla mia figa e, mi sborro addosso ricoprendomi le tette e la pancia, poi venne a mettermelo in bocca, per farsi ripulire.

Dopo averlo ripulito con la bocca, mi misi ,io a cavalcioni sopra la sua bocca per farmi leccare sapevo che a lui sarebbe piaciuto , infatti sentii, la sua lingua che mi leccava sia la fessura , sia il culo aperto dallo sconosciuto. Dopo la leccata mi sedetti sul suo cazzo di nuovo duro come una roccia, che mi entrò con facilità , aiutato dalla saliva e dai miei umori, ormai copiosi.

In pochi minuti venni molte volte “copiosamente” , come piace al mio amore
Ancora eccitata, mi tenni il culo aperto con le mani e feci segno all’uomo di venire ad incularmi ancora, il suo cazzo però si era ammosciato e dovette farselo succhiare dalla sua donna , che eccitata dalla mia “Venuta” ,si stava infilando il cazzo nero nella figa.
“Mai lasciare un cazzo nero e grosso incustodito”, dissi al mio amore , guardandolo negli occhi, “sono la tua puttana , si la tua puttana , guardami !!
Mentre lei era intenta a succhiare il suo uomo ,per farlo tornare duro, presi il cazzone ancora caldo e scivoloso dagli umori di lei , e mi scopai la forza la figa , anche in virtù del mio spettacolo,
In breve tempo il suo uomo fu di nuovo duro e venne a sfondarmi il culo come aveva fatto prima, riempita di cazzo ,godevo finalmente come volevo io, tutta piena, due cazzi duri che mi scopavano, uno nel culo , uno nella figa , mi sentivo una vera puttana per il mio uomo.

La donna mentre ci guardava, si masturbava ,sempre più forte, sia con il cazzone nero , sia con una mano. Ad un tratto cambiò ,con una mano , mi ripuliva dalla sborra del mio amore , spalmandosela sulle tette , con l’altra si apriva la figa con tre dita, portandosi alla bocca alternativamente , sia i suoi umori , sia lo sperma del mio uomo
Presto venni nuovamente, più per il cazzo che avevo nel culo che per quello del mio amore che avevo nella figa.

Il vedere il mio uomo eccitato e felice , mi faceva impazzire , essere per una notte la Sua puttana mi faceva stare su di giri
Solo io, alle fin riuscii ad avere la “forza” di ripulire i cazzi dei due uomini, che nonostante tutto non erano ancora del tutto rilassati, sentirli in bocca , leccargli la cappella alternativamente , sentire che erano ancora vivi , e che avrei potuto farli tornare turgidi ….

Lei ormai giaceva esausta e sfinita sul letto, ormai fradicio dei miei umori
La serata ormai stava finendo. io avevo , sempre e solo le mie scarpe tacco 16 … il mio uomo stava ricercando i vari pezzi del vestiario …. Lei si avvicina , mi schiaccia contro una parete , mi prende , con una mano i capelli da dietro , tirandoli leggermente indietro in modo che la mia bocca fosse sua.. sento la sua lingua che si fa strada nella mia bocca.. non tento neanche di resisterle ,la bacio con passione /amore , mentre l’altra mano mi stringe la figa ormai gonfia mi sento proprio “presa”, mi piace moltissimo.

Al mio uomo il tutto non passa inosservato… anche se distratto con i vestiti , si gira verso di noi , mi guarda , mi fissa e , mi dice “ sei un amore, sei il mio amore”, io mi rigiro , prendo l’uomo di lei , con una mano porta la sua bocca alla mia altezza , si schiude, la mia lingua si insinua e ci baciamo con trasporto all’ inizio io lui ….

Pochi secondi dopo è lui che mi prende con forza e mi limona , mentre l’altra mano scorre dal ventre alla mia figa entrandoci con tre dita , la mia bocca si apre ulteriormente il tutto non dura pochissimo vengo ancora copiosamente , la sua mano fradicia , i miei umori che mi colano sulle gambe ….
Mi giro , il mio amore ci stava ancora guardando io gli dico “si sono un amore , ma di puttana la tua puttana”
Felicissimi e appagati !!!!
Io e il mio amore , ci stiamo per rivestire lui senza problemi io un po’ incasinata, non trovo niente lui m fissa e “ dice amore , sei la mia puttana , ed allora solo con le scarpe fino all’entrata !!! capito !!
Ok obbedisco gli dico ,,,, Nella foga non mi ero accorta che la nostra finestrella era diventata l’attrazione del locale ,molti uomini , ma anche qualche donna erano i nostri eccitati spettatori e ci aspettavano fuori
Con un tono di sfida, il mio uomo mi dice “ allora puttanella, come la mettiamo “ a me !!,neanche 20 secondi stavo già aprendo la porta , dicendogli.. hai vestiti pensaci tu, io ho altro da fare ….

Prima di arrivare alla uscita , mi sono scappati gli occhi su due grossi cazzi già provati dal lungo toccarsi nel vederci nella stanza.
Mio amore gli dico girando solo la testa … “ ho la bocca un po’ secca , berrei volentieri qualcosa di dissetante “. guardo negli occhi i due energumeni , ci intendiamo senza parlarci ed in un secondo il più grosso , ed era grosso !!,mi si infila in bocca , con le mani mi prende la testa e in pochi colpi , vi assicuro colpi !! mi viene in bocca non riesco neanche a tenerlo tutto in bocca lo sperma , inizia a colare dai lati , anche perché non si ferma subito di scoparmi la bocca.

Ancora con il primo cazzone gocciolante in bocca , il secondo energumeno ,( altro cazzo più che notevole ), mi sdraia su di un divanetto con la pancia all’insù , mi guarda negli occhi e sempre fissandomi , mi prende subito con forza due minuti , ed anche lui viene copiosamente dentro di me …
Prima che il tutto degeneri il mio uomo , mi prende per mano e andiamo alla uscita, la macchina è parcheggiata proprio li fuori ed il posteggiatore l’aveva già scaldata.

Le apro la porta lei sale solo con il tacco 16 ,,,,partiamo macchina calda non serve rivestirsi ….
Entriamo in autostrada , usciamo dall’autostrada 5 minuti scarsi , il mio uomo si ferma in un parcheggio, mi guarda , mi da un bellissimo bacio d’amore. Sicuramente il “sapore” dell’energumeno era ancora tutto il ,
mi reclina il sedile , mi lecca e ripulisce il sesso e le cosce dal secondo energumeno….

Mi ringraziò per il bel regalo che gli avevo fatto e disse che era il regalo più bello che potesse aspettarsi.

Vita di parrocchia cap 3

Capitolo 3
Ormai la mia trasformazione si era quasi completata, caschetto castano, leggero filo di trucco tacco 12 abbigliamento giusto e un civettuolo cerchietto per i capelli, una vera troietta in autoreggenti! Ormai solo la mia paura del suo grosso cazzo mi fermava dalla pia piena e completa femminilità, decisi di donargli la verginità anale come se fosse una prima notte di nozze. A casa avvertii che sarei andato con Don Franco a fare un sopralluogo per il prossimo campo con gli scout e invece mi preparai la valigia con un completino bianco, guepiere e giarrettiere per le calze di seta, scarpe decoltè da sposa con il tacco 12.

Quando uscii dalla stanza per presentarmi a Franco ero da infarto, sotto il negligè trasparente svettava il mio cazzo dritto. In mano tenevo un regalo per Franco, una confezione di lubrificante alla ciliegia, il messaggio era chiaro sarebbe stato soddisfatto. Mi fece mettere in posizione, scostò il perizoma che copriva il mio buchetto liscio e vellutato e cominciò a leccarmi spingendo la lingua all’interno dell’ano sempre più cedevole, con il dito indice ogni tanto ne saggiava la resistenza alla penetrazione e dopo essersi unto le dita prese a penetrarmi gentilmente prima con uno e poi con due dita.

Ero in estasi, gli succhiai il cazzo per prepararlo e io stesso cosparsi il suo uccello di abbondante olio profumato. Quando finalmente mi appoggiò l’enorme cappella nel buchetto mi ritornarono in mente tutte le paure dimenticate. Io ero pronto e lui pure, iniziando a spingere sembrava che volesse spaccarmi in due e il mio piccolo culetto non sembrava idoneo a sopportare un calibro come quello di Franco. Lentamente sentivo cedere e ad ogni millimetro di strada guadagnata dal cazzo di Franco io mi mordevo il labbro dal dolore.

Avrei voluto smettere ma ormai Franco mi teneva saldamente per i fianchi e inesorabilmente incrementava la spinta. Al culmine del dolore, quando pensavo mi si stesse lacerando il culo, la maestosa cappella di Franco superò lo stretto anello e inaspettatamente il dolore si tramuto in intenso piacere, consentendo a Franco di affondare l’asta nel mio intestino accogliente. Mi ero documentato, prima dell’appuntamento avevo provveduto ad un clistere purificatore e il mio culo accolse al meglio la virilità del mio amore che lentamente stava stantufando il mio culetto.

Facendo attenzione a non retrocedere troppo Franco alternava spinte veloci a affondamenti profondi, fino a sentire le sue grosse palle sbattere sulle mie. Ero incredibilmente eccitato. Mi abbraccio e sollevandomi di peso si mise seduto con me sopra consentendomi di cavalcarlo a piacimento fino a sentirlo in profondità. In quel momento lui era mio ed io completamente suo. In quella posizione poteva masturbarmi liberamente e la stimolazione anale mi face venire sporcando il nostro letto nuziale.

Quando pochi minuti dopo anche lui venne dentro di me provai un altro tipo di orgasmo, diverso e ancora più piacevole. Scaricò la sua abbondante a****lità con dolcezza e decisione, da quel momento sapevo che avrebbe potuto chiedermi qualunque cosa….

Vita di parrocchia Cap 2

Capitolo 2
La sera dopo, appena libero degli impegni universitari e al termine della messa vespertina, ci trovammo ancora una volta soli al lavoro. Gli dissi che avevo visitato i siti porno gay nei quali navigava lui e ne consultammo alcuni eccitandoci in maniera pazzesca. Con un breve sguardo d’intesa eravamo già a letto completamente nudi, tenevo i capo sul suo petto villoso mentre osservavo estasiato il suo splendido cazzo, i nostri ritmi erano quelli di chi non ha fretta, lui spendidamente non si poneva con impazienza e consentiva che facessi gradualmente le mie prime esperienze.

Oltre al sesso io certamente provavo anche l’infatuazione tipica del primo amore e apprezzavo gli opposti che rappresentavamo. Lui certamente poteva considerarsi quello che viene definito Bear ed io biondino, con gli occhi chiari il suo boy-toy. Gli dissi che mi piaceva il suo pelo virile e Franco, e lui candidamente mi confessò che amava la mia pelle liscia e bianca, anzi, mi disse “mi piacerebbe depilarti e renderti ancora più bello, magari potresti farti crescere i capelli ancora più lunghi…” Decisi di accontentarlo lasciandomi radere il pube e le gambe.

Fu dolcissimo e delicato cospergendo la base del mio pene e lo scroto di fresca schiuma, poi con fare molto sensuale cominciò a rasarmi fino a farmi assumere l’aspetto di un ragazzino. A termine della rasatura facemmo una bella doccia insieme che culminò con un fantastico pompino di Franco e l’ingoio del frutto della mia venuta.
Inoltre cominciai a curare l’aspetto con pettinature più adatte ai suoi desideri e durante i nostri incontri successivi, anche un filo di trucco e di rossetto.

Fui molto meravigliato del risultato che progressivamente raggiungevo al punto che, anche per soddisfare le mie perversioni, andai a saccheggiare un enorme emporio di cinesi di una citta vicina con biancheria, scarpe e abbigliamento molto femminile. Ero in estasi, Franco la prima sera in cui mi vide enfemme rimase senza fiato, avevo le sue mani e la sua bocca ovunque, succhiò e lecco le mie parti intime, concentrando le massime attenzioni al mio ano vergine e stimolato frequentemente con la lingua e i polpastrelli.

Io ricambiai con dedizione consentendogli di venirmi finalmente in bocca, produsse una quantità sorprendente di sperma bollente che non riuscii ad ingoiare scappando in bagno a scaricarmi ma che mi lasciò per giorni il suo sapore in bocca. Nascosi a casa sua il mio guardaroba nuovo e i trucchi in modo che, prima dei nostri incontri potesse scegliere quale mise farmi indossare e andammo avanti per settimane nei nostri giochi.

L’unico nostro taboo rimasto da abbattere era la penetrazione, ne parlammo più volte, lui sicuramente lo desiderava ardentemente ma rispettava le mie paure, avrebbe voluto ricevere anche lui il mio cazzo ma non mi sentivo a mio agio nel ruolo e dovette aspettare ancora settimane prima di essere accontentato.

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Vita di Parrocchia

Capitolo 1
Ho sempre frequentato la parrocchia, prima per il catechismo, poi come scout e infine come animatore. L’ambiente familiare e le tante attività mi hanno portato ad avere un buon rapporto con il mio parroco che mi conosce fin da bambino e con il quale ho sempre avuto confidenza e complicità. Quando Don Mario ci comunicò che avrebbe lasciato la parrocchia per il suo meritato pensionamento, tutti ci domandammo chi lo avrebbe sostituito.

Pochi giorni dopo, durante una bella festa di ringraziamento per Don Mario, organizzata dal nostro gruppo di giovani, ci venne presentato Franco, un prete all’incirca della mia età che di primo impatto risultò essere molto diverso dal nostro anziano parroco. Era certamente un altro tipo di persona, privo anche a causa dell’età, della bonaria calma serafica dei Don Mario, Franco sembrava deciso ha tenere le distanze, pretendendo il lei e il Don. A me non era per niente simpatico.

Pur non essendo contento continuai a partecipare attivamente a tutte le iniziative parrocchiali e a accogliere i sacramenti come mia abitudine. Fu durante la confessione che mi accorsi della grande differenza tra Mario e Franco. Fin da bambino non feci mai mistero a Don Mario, durante la confessione, delle mie tendenze omossessuali represse, e lui è stato sempre comprensivo nel coniugare le mie pulsioni (lui le chiamava così) con l’assoluzione dai miei peccati e nella vita di parrocchia si è sempre comportato restando indifferente alle mie tendenze.

La prima confessione con Don Franco fu per me drammatica. Percepii subito la sua curiosità pruriginosa di indagare sulle mie inclinazioni sessuali e da quel momento fu chiaro un suo maggiore interesse verso di me. Settimana dopo settimana le mie confessioni divennero un vero e proprio processo di outing, nel quale raccontai delle mie preferenze tra gli amici della parrocchia, dei sogni erotici ad occhi aperti e della mia passione per la biancheria intima delle mie sorelle che amavo indossare di nascosto.

Don Franco più che un confessore stava diventando un confidente. Franco, ormai potevo chiamarlo per nome, non era particolarmente avvenente, basso, tarchiato e con una calvizia incipiente, torace ampio e barba molto folta ma sempre perfettamente rasata e non manifestava una propensione omosessuale in alcuno dei suoi comportamenti. In breve diventai il suo braccio destro laico in parrocchia, e venni coinvolto sempre più nelle attività della chiesa. Spesso lavoravamo fino a tardi nel suo ufficio nella casa parrocchiale per programmare e pianificare le molte iniziative.

Essendo esperto di computer la redazione del giornalino, degli avvisi e del sito divenne una mia prerogativa. Franco sapeva di poter contare su di me e ne approfittava. Una sera successe un fatto che fece capire tante cose. Mentre aggiornavo il sito della parrocchia consultai per caso la cronologia delle navigazioni internet e fu subito chiaro che Franco visitava con continuità forum e blog omosessuali. Da quel momento anche io cominciai a vederlo con altri occhi e i miei tormenti giovanili si trasformarono presto in una ossessione.

Avevamo le stesse passioni ma come potevo fargli sapere che ne ero a conoscenza. Dopo alcuni giorni decisi che avrei dovuto manifestarmi e scelsi di farlo durante una delle mie periodiche confessioni. Come consueto ci appartammo durante una delle nostre serate di lavoro in canonica e durante la nostra chiacchierata gli confessai di essere attratto da lui e di averlo desiderato. Franco, sembro confuso, balzo in piedi quasi tentato di interrompere il sacramento, ma poi decise di mettersi seduto e continuare ad ascoltarmi.

Ormai mi ero esposto, tanto valeva continuare, gli raccontai che pur non avendo mai avuto rapporti omosessuali mi masturbavo, anche più volte al giorno, pensando a lui. Chiuse frettolosamente la confessione dandomi una assoluzione generica e a quel punto si rivolse a me da semplice amico. Il mio racconto lo aveva fatto eccitare visibilmente, il mio occhio cadde sulla voluminosa protuberanza sotto la patta dei pantaloni neri che indossava come una divisa e amichevolmente glielo feci notare.

Abbassò lo sguardo imbarazzato e confuso e difronte all’evidenza cercò nel mio sguardo comprensione. “In fondo siamo uguali, indossiamo solo abiti differenti” gli dissi poggiando una mano sulla sua spalla. Sentii tutta la sua tensione attraverso le spalle muscolose e sollevando gentilmente una mano verso il mio viso con una carezza mi attiro verso di se poggiando le labbra sulla mia bocca. Rimasi un momento smarrito dalla sua reazione ma immediatamente dopo ricambiai con la medesima delicatezza.

Mentre continuavamo a baciarci a labbra serrate accarezzandoci le nuche la nostra eccitazione aumentò e, inconsapevole delle conseguenze che ciò stava sextenando sfiorai la sua virilità. Mi sembrò eccezionalmente dotato e sussultò continuando a baciarmi mentre, attraverso i vestiti, stringevo il suo membro possente nella mia mano. Ricambiò il tocco massaggiandomi e, senza smettere di baciarmi, cercò di aprire la patta. In pochi istanti si era liberato del colletto rigido e aveva sbottonato la camicia su torace peloso.

La mia mano accarezzava il suo petto e quando le sue labbra si schiusero la punta della lingua mi sorprese. Era in assoluto il mio primo bacio bagnato e lo stavo scambiando con il mio parroco nella canonica. Non ci fu bisogno di parlare, i fatti avevano superato ogni possibile previsione o sviluppo. Ormai avevo i pantaloni aperti e le sue mani accarezzavano il mio cazzo e le mia palle, in un attimo era in ginocchio con la mia cappella turgida poggiata sulle sue labbra , vedevo la lingua mulinare mentre mi scappellava ed ingoiare l’asta ritmicamente.

Ecco com’era un pompino! Lo spettacolo osceno della sua lingua che percorreva il mio cazzo bagnandolo di calda saliva mi fece esplodere di piacere sul suo viso facendogli raccogliere gli ultimi schizzi nella bocca assetata. Ero venuto silenziosamente si pulì il viso con la manica della camicia e prendendomi per mano mi portò nella sua camera da letto. Un ambiente semplice, il letto al centro e pochi mobili. Per prima cosa nascose in un cassetto crocifissi e immagini sacre e poi dopo essersi velocemente denudato si mostrò ai miei occhi in tutta la sua prestanza.

Aveva il cazzo più grosso che avessi mai visto, in particolare la cappella violacea era enorme e scoperta dalla pelle del prepuzio. Si sedette sul letto invitandomi verso di lui e, in pochi istanti, inginocchiato tra le sue gambe avevo a qualche centimetro dal mio viso il suo pazzesco membro eretto. Non ebbi il coraggio di prenderlo in bocco finché Franco spingendomi la nuca in basso mi costrinse a baciare la cappella ipnotica. Riuscii a malapena a prenderla nella bocca e mi sembrò così naturale ricambiare i movimenti che aveva appena dedicato a me.

Osservavo il suo sguardo serio mentre mi aiutava a spogliarmi, lasciandomi nudo coi i calzini. Mi baciò il collo, il petto e ancora sul viso, facendomi inebriare del mio stesso odore di sperma. Era molto peloso, anche sulla schiena e le braccia, il pelo del petto scendeva verso l’addome ricongiungendosi al pelo pubico scuro e lucido. Era muscoloso e possente le natiche sode anch’esse molto pelose così come le gambe. Mi disse che era dai tempi del seminario che non aveva più avuto esperienze sessuali e che gli avevo fatto letteralmente perdere la testa.

Al suo confronto sembravo ancora più efebico, alto magro e sinuoso quasi privo di peli e con un viso da ragazzino mostravo molto meno dei miei 24 anni. Rimase a contemplarmi mentre mi invitava al suo fianco nel letto ormai disfatto, la luce era soffusa e la temperature fresca, rimanemmo oltre un ora a scambiarci baci e carezze, che lui guidò sapientemente verso una sega che culminò con una copiosa sborrata sulla mia mano.

Andai a lavarmi nel bagno adiacente alla stanza e, non visto da lui, assaggiai il suo seme che, ancora caldo mi copriva il dorso della mano, era salato e profumato di maschio.
Ci ricomponemmo dandoci appuntamento all’indomani, anche per fare il lavoro che non siamo riusciti a fare in quella magica serata.

GIANNI 18 ANNI E….PARTE 3

Ormai ero completamente sconvolto , prima Irina e poi Giulia , cosa potevo desiderare di più ? beh Martina. Tutto cominciò il giorno dopo , mi recai in spiaggia stanco ma allo stesso tempo rilassato e scendendo i gradini della scaletta che mi separava dalla sabbia vidi Giulia con accanto un’altra ragazza. Mi avvicinai a salutarle e rimasi per pochi secondi a guardarla , una ragazzina molto graziosa , capelli rossi ricci , occhi verde smeraldo , un visino decorato da tante lentiggini , labbra color rosso fuoco , poco seno ma veramente molto sexy.

Giulia ruppe quel silenzio – Gianni ma che fai imbambolato stenditi al sole , lei è mia cugina Martina – , mi strinse la mano e al tatto sentii la sua pelle liscia e delicata che mi suscitava dei brividi caldi lungo tutta la schiena. Giulia iniziò a parlarmi ed io non ascoltati nulla perchè ero fottutamente perso nel consumare con gli occhi Martina , che timida e impacciata restò in silenzio e dopo poco si alzò e senza dirci nulla si tuffò a mare facendoci rimanere soli.

A quel punto Giulia mi tirò una sberla , – sei soltanto un porco , ti eccita mia cugina vero ? – ed io stordito un po’ da tutto , schiaffo compreso , le risposi – si è molto bella – , lei guardandomi con uno sguardo malizioso mi disse – ottimo va tutto secondo i miei piani – ed io – quali piani scusa ? – mi osservò con degli occhi maledettamente perversi e poi pronunciò le parole magiche – te la devi scopare , è da poche ore che è qui è già non riesco a sopportarla , ha 18 anni ma è rimasta una bambina.

Mi rompe le palle se fumo , è infantile , non sa nulla neppure di sesso , purtroppo la colpa non è tutta sua , i miei zii sono all’antica e 5 anni fa l’hanno spedita in un collegio femminile in Svizzera gestito dalle suore , ora ha concluso il liceo , ha litigato con i genitori ed è scappata qui da me. Io ascoltavo con molto interesse e dopo poco intervenni – è scappata ? – e lei – si li ha mandati a cacare perchè vuole fare l’università in Italia e in una struttura non religiosa , però è lontana anni luce , sai non conosce il sesso , non sa cosa sia perchè per anni in quella scuola l’hanno tenuta lontana da tutto , tu potresti farle da maestro -.

La cosa mi arrapava molto e le diedi la mia disponibilità. – Ok , vieni da noi a cena questa sera , mi raccomando tieniti pronto -. Si fece sera e andai a casa loro , prima di sederci a tavola vidi il look di Martina , un bel vestitino rosso che ben si abbinava al colore dei capelli e alle scarpe col tacco , lei era molto a disagio e infastidita , si capiva perfettamente che quegli abiti appartenessero a Giulia.

Quella sera trascorse velocemente mangiando , bevendo buon vino , ridendo , insomma fu tutto molto piacevole ma il bello ci sarebbe stato subito dopo. Martina era brilla ma di sicuro non ubriaca , anch’io e Giulia lo eravamo e scherzando non si fece scappare l’occasione dicendoci – ragazzi vi va di fare un gioco ? – ed io – quale gioco ? – Giulia mi guardò con il suo solito sguardo perverso – facciamo il gioco della bottiglia , Martina hai mai fatto questo gioco ? – Martina ci osservò stranamente e ci rispose così – no mai – e Giulia – ottimo allora iniziamo -.

Ci spostammo nel salone,
Giulia aveva già preventivamente organizzato tutto , l’intera sala era illuminata soltanto da una decina di candele , voleva dare un tocco di romanticismo molto probabilmente e questo non guastò. Dopo essere entrati ci inginocchiammo tutti e tre sul tappeto e iniziammo a giocare , la bottiglia scelse Giulia e lei sorridendo la girò nuovamente e questa si fermò indicando Martina , fu l’inizio di tutto. Giulia rise con la sua solita espressione sadica – allora Martina adesso devi fare tutto quello che ti dico io – Martina non era preoccupata anzi rideva e Giulia ne approfittava.

– Ora Martina bacerai Gianni sulla bocca , come in quei film che ti ho fatto vedere oggi pomeriggio – , lei arrossì , quasi tremava , ma nei suoi occhi si leggeva un misto tra eccitazione , terrore , perplessità e voglia di trasgredire , compresi subito che quella troia di Giulia le aveva fatto vedere dei porno , ma in ogni caso Martina si avvicinò a me lentamente , mi appoggiò molto dolcemente una mano dietro la testa e iniziò a baciarmi , era imbranata con la lingua e si capiva che era il suo primo bacio ma non fu un problema perchè da quel momento sarei stato il suo maestro.

Il sapore dolce della bocca mi fece impazzire , persi il controllo e mi feci trascinare , le afferrai il viso con le mani e ci scaraventammo sul tappetto , eravamo stesti l’uno sull’altra e a quel punto Giulia era già seduta sul divano a fumarsi una sigaretta e a godersi lo spettacolo. Stava nascendo qualcosa con Martina , mi resi conto che non si stava trattando soltanto di una scopata , ci spogliammo lentamente , lei aveva un completino da troia , rosso e con tanto di perizoma e pizzo un po’ovunque , naturalmente anche di questo si era occupata Giulia.

Era bella , con una pelle bianca lattea ed estremamente liscia , la spogliai e lentamente iniziai ad infilarle la mia asta tra le gambe , la figa sembrava sigillata e chiusa ermeticamente , fui costretto a dare un colpetto più forte e deciso per penetrarla completamente e fu a quel punto che diede un urlo di piacere che riecheggiò in tutta la sala , iniziai a scoparla con passione in quel mix di sangue e sudore che si depositava sull’incantevole boschetto rosso ed incolto della sua figa.

Aveva un fuoco tra le gambe e venne gridando dal piacere , a quel punto mi staccai da lei , presi un fazzoletto da terra per lavarmi il sangue dal cazzo e senza dirle nulla infilai tutta l’asta nella sua bocca , quasi soffocava e dopo pochi secondi riuscì a intuire la tecnica per spompinarmi , inziò a leccarmi il cazzo come fosse una caramella gigante , faceva versi strani , godeva , ciucciava e fu a quel punto che le inondai la faccia e la bocca con tutta la mia sborra.

Fu uno spettacolo vedere le gocce del mio sperma sparse sulle labbra e su quegli occhi verdi che da infantili erano diventati da troietta maliziosa , gemeva e si bagnava le dita leccando e ingoiando tutto il mio seme , che meraviglia. Ci ripulimmo e notammo la goccia del sangue vaginale che aveva macchiato il tappeto , questa cosa ci preoccupò per via delle spiegazioni che si sarebbero dovute dare ai rispettivi genitori ma allo stesso tempo ci fece arrapare nuovamente e scopammo per tutta la notte e in tutte le posizioni possibili nella stanza da letto.

Durante la notte anche Giulia partecipò alla nostra scopata , spiandoci e masturbandosi dietro la porta della camera da letto , io feci finta di nulla e mentre scopavo Martina a pecorina guardavo lei appoggiata al muro che si contorceva e veniva lamentandosi. Fu una notte fantastica e dopo quella io e Martina ci fidanzammo , mi ero innamorato di lei anche se durante quella storia , durata poi due anni , non mi feci scappare nessun altro tipo di avventura, continuai a scoparmi Giulia e Irina e tante altre ancora , ma queste sono altre storie che vi racconterò in futuro.

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Rossella, Ele e Giorgia (seconda parte)

ROSSELLA,ELE E GIORGIA (seconda parte)

Siamo rilassati, il fatto di avere finalmente rotto il ghiaccio scopando tutti ( ) ha fatto svanire la tensione che c’era tra noi.

Sapevamo prima di salire sulla barca che sarebbe successo qualcosa e l’attesa ci ha reso un po’ nervosi.
Ora che le carte sono state messe in tavola siamo tutti molto più tranquilli.
Stiamo sdraiati sul ponte a goderci il panorama mentre Stavros ci porta verso l’isola dove potremo sbarcare per la cena.
All’improvviso Rossella mi sussurra in un orecchio:
“Vieni ti devo parlare” e mi porta in cabina.
“Molliamo tutto e torniamo a casa”
“Scusa?”
“Non voglio più stare qua, voglio tornare in albergo”
“Che ti prende?”
“Mi sono fatta scopare da Chris!”
“Ti faccio notare che ero lì ad un passo ed ho visto, forse a te è sfuggito che nel frattempo mi scopavo Giorgia!”
“Ma è possibile che tu non capisca? Ho scopato con lui solo perché era lì, in quel momento avrei potuto scopare con chiunque altro, avevo solo voglia di scopare e basta, poteva essere Gep o Stavros o uno sconosciuto qualsiasi!”
“Beh, lo sapevamo che sarebbe potuto accadere ed è accaduto, non vedo il problema”
“Come puoi non capire? Abbiamo superato il limite, siamo a un punto di non ritorno, non voglio diventare una troia come Ele o Giorgia e farmi prendere da chiunque come una cagna in calore”
“Guarda che non c’è alcun limite da superare, siamo adulti e facciamo quello che ci pare.

E in più, giusto per la cronaca, quando Gep le ha proposto di farsi scopare da Stavros Ele ha rifiutato…”
“Ecco, vedi, sono persino più troia di Ele!”
“Magari! Ci sarebbe da divertirsi!”
“Sei il solito maiale, anzi maiale e pure coglione, come puoi non capire?”
“Cazzo, Ross, possibile che non capisca tu? Alla nostra età non abbiamo nulla da giustificare a nessuno, facciamo quello che ci pare, almeno in vacanza dove nessuno ci conosce.

Ti è piaciuto scopare con Chris?”
Esita ed arrossisce.
“Beh, sì, direi proprio di sì”
“Ecco, vedi, se fossi rimasta la bacchettona di qualche tempo fa ti saresti persa una succosa scopata!”
“A te è piaciuto con Giorgia?”
“Se devo essere sincero anche per me è stato lo stesso, poteva essere chiunque e mi sarebbe piaciuto lo stesso, in quel momento era solo una fica in cui infilarlo. Quello che mi ha fatto andare in orbita è stato il farlo davanti a te, mentre ci guardavamo scopare.

Quello è stato impagabile”
“Sì, quello mi ha eccitato non poco”
“Vedi, l’importante è farlo solo quando siamo insieme e quando ne abbiamo voglia entrambi, niente segreti, niente sotterfugi”
Mi abbraccia e mi bacia.
“Già forse hai ragione tu, adesso però ho voglia di stare un po’ da sola con te”
Restiamo sdraiati a farci un po’ di coccole lasciandoci cullare dal rumore del motore.
Dei leggeri passi lungo le scale ci preannunciano l’arrivo di Ele.

“Scusate ragazzi, non voglio disturbarvi ma devo proprio fare pipì”
Senza neppure guardarci corre verso il piccolo bagno a meno di un metro dal nostro divanetto.
Attraverso la porta socchiusa posso chiaramente sentire lo scroscio rimbalzare sul metallo della tazza per poi scemare piano.
Sento lo strappo della carta igienica e non posso fare a meno di pensare alla sua passera.
Mentre si lava cinguetta con voce maliziosa:
“Ho interrotto qualcosa?”
Le rispondo che stavamo solo riposando.

“Meno male, avevo paura di disturbarvi ma davvero non la tenevo più”
Esce dal bagno e ci viene accanto.
“Volete qualcosa di fresco?”
La osservo mentre prende le bibite dal frigorifero, indossa un vestitino prendisole molto semplice, annodato dietro il collo e piuttosto corto, l’ampia scollatura dietro mostra la bella schiena abbronzata e niente traccia di reggiseno, Mi viene in mente che è un capo perfetto per Ele, un vestito facile da togliere.

Trovo che sia una donna particolarmente attraente, magari non bellissima ma avvenente, con i lineamenti decisi, una faccia con carattere.
Quando ci porta le bevande ghiacciate però non è la solita Ele sfacciata e sicura di sé, sembra essere titubante.
“Ehm, ragazzi, vorrei chiedervi una cosa…”
“Dimmi pure”
“Prima, quando avete scopato sul ponte…. com’è stato? Vedervi è stato fantastico, sembravate l’immagine della libidine, era davvero eccitante da morire. Io e Gep abbiamo fantasticato a lungo ma non l’abbiamo mai fatto, con Stavros non mi sono sentita pronta per scopare con un altro davanti a mio marito, anche se a dire la verità mi sarebbe davvero piaciuto provare ad avere dentro un affare così grosso e lungo.

l’ho pensato a lungo e l’idea di farmi scopare da un altro mi ha sempre affascinato…ma voi l’avete fatto davvero!”
Rossella tace, quindi tocca a me rispondere.
“Stavamo proprio parlando di quello, Ross è un po’ pentita di essersi lasciata andare così, però le è piaciuto e ha goduto per bene!”
Rossella mi dà una gomitata nel fianco.
“Scemo, piantala!”
“Dai Ross, racconta, lo sai che sono curiosa di sapere com’è stato…e dimmi perché sei pentita”
“Non sono esattamente pentita, ma mi ha fatto impressione come mi sono fatta trascinare dalla libidine, in quel momento non capivo più nulla e non ragionavo più, ho scollegato il cervello e ho lasciato che comandasse la mia vagina, in quel momento volevo solo essere riempita, mi sentivo indemoniata”
Intanto Ele si è seduta sul divanetto al nostro fianco, il vestitino è salito ancora lungo le sue cosce mostrandomene una gran parte.

Rivivere la scopata a quattro di poco fa e il corpo di Elena in bella vista me lo fanno venire duro come un sasso, così con la scusa di farle un po’ di posto tiro indietro Rossella appoggiandole l’uccello sulle chiappe.
Lei si irrigidisce, imbarazzata.
Ele tocca il braccio di mia moglie, è un gesto che fa spesso, ormai la conosco, so che non c’è malizia in quel contatto.
“E tu, Stefano, che mi dici?”
“E’ stato bellissimo, anche noi ne abbiamo parlato più volte, ma farlo per davvero è stato grande.

Mi è piaciuto soprattutto perchè non è stato assolutamente programmato, è venuto da sé, solo per libidine, proprio come dev’essere”
“E baciare Giorgia come è stato?”
“A dire il vero non te lo so proprio dire, ero talmente presa che avevo solo voglia di occupare la bocca e lei era lì”
Ele scoppia a ridere:
“Bella questa! Occupare la bocca mi piace, vuoi dire che se avessi avuto un cazzo a tiro l’avresti succhiato?”
“Credo proprio di sì”
Ribatte Ross arrossendo fino alla radice dei capelli.

Questa affermazione mi eccita ancora di più e senza preoccuparmi della presenza di Ele lo strofino sempre più decisamente sulle sue chiappe, tentando di superare gli slip per infilarlo nella sua passera che sento bollente persino dietro la stoffa.
“Non ho mai pensato di andare a letto con una donna, ma da quando l’altra sera mi hai parlato di Joli continuo a pensarci, forse mi piacerebbe”
“Beh, con una donna è diverso, è comunque molto eccitante”
Ele con la voce un po’ roca ed esitante ci spiazza:
“Lo faresti con me?”
“Boh, non saprei, così sui due piedi, a freddo…”
“Ho voglia di provare a fare l’amore con una donna e tu saresti la persona giusta”
“Cosa te lo fa pensare?”
”Hai esperienza e sei una bella donna, mi piace il tuo corpo”
Parlano come se non fossi lì e me ne guardo bene dal farmi notare, ma ormai il mio uccello è decisamente puntato sull’apertura di Ross, lo slip mi impedisce di entrare, ma sono sicuro che le piace sentirselo appoggiare.

Ross la fissa pensierosa per un po’, poi guardandola negli occhi le accarezza il viso:
“Anche tu sei una bella donna, sei sexy ed intrigante, forse un giorno o l’altro lo potrei davvero fare con te”
Elena fa una adorabile faccina imbronciata:
“Un giorno o l’altro? Perché non adesso? Mi avete talmente eccitata con il vostro spettacolo…”
Mi aspetto una reazione negativa da Rossella, lei odia essere messa alle strette.
Invece si alza sorridendo sorniona e va a chiudere a chiave la porta della cabina.

Si piazza in piedi davanti ad Ele, le toglie il bicchiere dalle mani e le solleva il mento.
Fissandola negli occhi le dice sottovoce:
“Vuoi davvero farlo con me?”
L’altra annuisce in silenzio.
Non avrei mai pensato di vederla così timida e remissiva, eppure abbassa il collo per farsi slacciare il vestito che le scivola fino ai fianchi, lasciando libere le sue belle e piccole tettine.
Ross si slaccia il reggiseno e porta la testa di Ele verso le sue tette.

Lei resta immobile.
“Le puoi baciare e anche toccare, sai”
Muove il busto sfregandole sul viso di lei, i capezzoli sono già eretti e sporgono arroganti.
Ele finalmente si risveglia e alza le mani e le appoggia a coppa sui seni di Ross, le lascia lì ferme per un attimo come a saggiarne la consistenza, poi inizia un lento massaggio.
“Usa anche la bocca”
Ele avvicina le labbra al capezzolo coprendolo di lievi baci e dolci leccatine.

“Dai, mica lo rompi!”
Prende un po’ di coraggio e inizia a succhiarlo con un po’ più di energia.
“Brava, così, non smettere di palparle”
Rossella alza la testa, ha gli occhi chiusi e si sta davvero godendo le attenzioni alle sue tette, si abbassa le mutandine restando completamente nuda davanti ad Elena.
Le prende una mano e se la porta tra le gambe leggermente aperte.
“Toccala, senti come mi hai fatto bagnare”
Vedo la mano di Ele coprire la passera, accarezzare i peli come se stesse prendendone le misure, per poi sfregare il pollice lungo tutta la fessura.

Rossella è molto bagnata e le sue labbra si dischiudono sotto il tocco impacciato di Ele, con le dita se la apre per benino e anche dalla mia posizione vedo chiaramente il suo clitoride lucido di umori ed eretto che fa capolino.
“Brava, così mi piace molto”
Le tremano le gambe, so che sta per godere, fare la maestra ad Ele la sta eccitando più di quanto pensassi.
Sta ansimando, la sua bocca è aperta,di solito ci vuole ben altro per farla godere così.

“Leccala, voglio sentire la tua lingua”
Elena esita solo un momento, poi abbassa la testa tra le gambe di Ross, che alza una gamba appoggiandola sul divanetto per favorire l’accesso.
“Brava Ele, lecca, vai più veloce e premi sul clitoride, prendilo tra le labbra e succhiamelo piano”
Sono stupito da Rossella, non l’avevo mai sentita dare ordini in modo così deciso e diretto.
“Fermati, mi stai facendo venire”
Ele affonda ancora di più la testa, prendendo Rossella per i fianchi per tenersela contro.

Lei invece si stacca:
“Non ho voglia di venire così in fretta, voglio godermela per benino, alzati e spogliati”
Ele ubbidisce prontamente lasciando cadere a terra il leggero vestito assieme alle mutandine.
Con un cenno della testa Rossella mi chiede di spostarmi per lasciare a loro tutto il divanetto, così mi siedo su quello di fronte. Sono un metro più lontano, ma ho una visione migliore di entrambe.
Non posso non pensare a quando ho visto Rossella fare l’amore con Joli: allora la situazione era completamente diversa, erano molto più tenere ed affettuose, era la prima volta per entrambe e sembravano più impacciate.

Ora invece Rossella sembra molto più decisa ed esperta, come se avesse passato tutta la vita a letto con una donna.
Non posso fare a meno di confrontare il corpo di Elena con quello di Joli: lei è più matura, la carne meno soda e liscia, ma decisamente più sexy e voluttuosa.
Intanto Rossella ha fatto sdraiare Ele sul divanetto e la sta ammirando mentre fa scorrere le sue mani lungo tutto il corpo mollemente adagiato.

Ele è ancora un po’ tesa e non parla, se ne sta lì con gli occhi chiusi a subire il tocco di Ross.
“Sei bella Elena, mi piaci molto”
Non ha fretta e la accarezza piano dalle caviglie a salire fino alle cosce, ridiscende a massaggiarle i piedi per poi risalire di nuovo con una lentezza esasperante.
Elena muove i fianchi e spalanca le gambe visibilmente eccitata,chiedendo di più.
Rossella ignora la muta richiesta e passa oltre, accarezzandole la pancia con movimenti circolari.

Ancora più del vedere le due donne che fanno sesso mi eccita da impazzire il comportamento di Rossella, la sicurezza e la determinazione con cui conduce il gioco, come sembra dominare una tipa determinata e tosta come Elena.
E’ lei che comanda e l’altra è totalmente nelle sue mani.
Le due sono talmente prese dal loro gioco da ignorarmi completamente, così senza dare troppo nell’occhio tolgo il costume e mi tocco l’uccello al ritmo delle carezze di Rossella.

Le mani di mia moglie hanno raggiunto il seno di Elena, circondano ciascuna delle due belle tette, un dito sfiora i capezzoli già turgidi e duri come chiodi.
“Hai un bel seno, Elena, piccolo e sodo, proprio come il mio, mi fa venire voglia di baciarlo…e ora lo farò”
Ele inarca la schiena portando le tette sempre più vicino alla bocca di Ross, smaniando dalla voglia delle sue labbra.
Si avvicina con una lentezza esasperante, le fa sentire il soffio sui capezzoli senza ancora toccarli.

“Ti prego, non posso resistere, baciameli, ti prego”
Non ho mai visto Rossella comportarsi così, sembra quasi che voglia crudelmente far impazzire Ele.
Infatti dopo una sola piccola leccatina ai capezzoli che lascia una traccia di saliva, la sua bocca risale verso il collo.
Ele sta davvero smaniando e si porta la mano tra le gambe ma Ross la ferma con decisione.
“No, aspetta, non essere impaziente”
Dalla mia posizione posso chiaramente vedere che la fica di Elena è un lago, sta lasciando una chiazza umida sul divano.

Sapevo che i suoi succhi sono sempre abbondanti, ma vederlo dal vivo è tutta un’altra cosa.
Finalmente Ross si decide a baciarla sulla bocca, le loro lingue si intrecciano vogliose, Elena ha la bocca spalancata per accoglierla meglio, un filo di saliva le scende lungo il mento.
Mia moglie allunga una mano e ripercorre in senso contrario il corpo di Elena, scende fino a raggiungerle la passera cominciando a giocare un po’ con i peli arruffati.

Le sue dita cominciano a vagare sulla fica, solleticando le grandi labbra aperte a mostrare l’interno color salmone per poi tornare ad intrecciarsi con i folti peli scuri.
Sembra davvero che non abbia fatto altro per tutta la vita, la maestria con cui muove la mano sulla passera di Ele farebbe morire di invidia anche il più esperto dei maschietti.
Ele ormai è presa nella morsa di Ross e il suo bacino ruota e sussulta.

“Dentro, mettile dentro, riempimela, voglio sentirti dentro”
Rossella esegue prontamente, sa che la fica di Ele è spalancata e smaniosa, così non perde tempo, unisce due dita e le infila in un solo colpo.
La bocca di Ele è spalancata dal godimento, respira affannosamente e spinge avanti i fianchi per avere Rossella ancora più a fondo.
Afferra il suo polso e comincia a dirigere il ritmo come più le piace.
Sento fino a qui il rumore che fanno le dita scivolose mentre entrano ed escono coperte di succhi vischiosi.

“Dai, veloce, vai a fondo, non essere troppo tenera con la mia fica, non avere paura, mi fai solo godere”
Ross alterna spinte profonde a tocchi più delicati, sente che Ele è prossima all’orgasmo e non interrompe il ritmo costante.
Il corpo di Elena è coperto da una patina di sudore che rende la sua pelle ancora più luminosa.
“Godo, mi fai godere, non fermarti adesso”
Senza smettere di penetrarla con le dita Ross si abbassa per leccare il clitoride di Elena, vedo la sua lingua dare lappatine rapide e brusche sul bottoncino e quando sente di essere arrivata al risultato aggiunge un terzo dito.

Dai movimenti della sua mano intuisco che sta muovendo rapidamente le dita dentro la passera, andando a solleticare ogni centimetro del suo interno.
Ormai Ele è inarcata al massimo, i talloni piantati sul divanetto, geme e urla senza ritegno.
“Oh mio Dio, vengo, sto venendo, non fermarti”
Le dita dei sui piedi sembrano artigliare l’aria mentre le mani scorrono sul divanetto come per scavarlo, tutto il suo corpo è scosso da tremiti.

Finalmente si accascia spossata, il respiro è affannoso, tiene Ross per il polso per impedirle di togliere le dita da dentro la sua fica.
Rossella la lascia respirare per un momento poi riprende a leccarle la fica, adesso con passate lente e profonde per lappare tutti i succhi che la inondano alternando anche piccoli e leggeri morsi alle carnose grandi labbra.
“Oh cazzo, sto venendo ancora, non riesco a smettere di godere”
Ross aspetta che scemi la tensione di Ele per poi sdraiarsi accanto a lei.

La sfiora mollemente con la mano lungo tutto il corpo e le passa le dita intrise di umori sulle labbra.
“Senti che buona la tua passerina, è così dolce”
Poi la bacia dolcemente sulla bocca.
“Ti è piaciuto?”
“Da matti, pensavo di morire dal godimento, avevo il cuore in gola e spasmi in tutta la pancia. Credo di essere venuta tre o quattro volte di fila, non mi era mai capitato di godere in modo così intenso” Risponde con un sorriso pigro e beato stampato sul volto.

“Ma tu?”
“Io ho goduto di testa vedendo quanto ti piacesse farti scopare da me”
“Non mi sembra giusto che resti a bocca asciutta”
”Non ti preoccupare per me”
“Ma figurati, il minimo che possa fare è renderti il favore, anche se non so se sarò in grado di farti godere come hai fatto con me, visto che non l’ho mai fatto con una donna”
“E’ facile, basta lasciarsi andare e seguire l’istinto e soprattutto fare ciò che vorresti facessero a te”
Resto perplesso: Ross non hai mai voluto che le infilassi più di un paio di dita nella passera.

Ele accarezza i capelli di Ross:
“Mi piacerebbe baciarti là e cercare di farti venire”
Mia moglie si sdraia e guardandola con uno sguardo perverso le risponde:
“Eccomi sono tutta tua, scopami”
Sto per venire, non ho mai visto Rossella lasciarsi andare così.
Elena sembra impacciata e titubante e si china a baciare le tette di Ross.
“Ti piace così?”
“Ssst, non parlare, fai quello che ti senti e basta”
Lei non sembra avere la pazienza di Rossella e va subito al sodo, portando la mano tra le sue gambe e spostando in basso la testa per leccarle la passera.

Forse Ross ha ragione, l’istinto guida perfettamente Ele che in pochi minuti mostra una dimestichezza da lesbica navigata.
Ci vuole poco perché Rossella, già eccitata dal godimento di Ele raggiunga un orgasmo.
Le due tornano ad abbracciarsi e a sbaciucchiarsi come tenere amanti.
“E’ stata un’esperienza bellissima ed impagabile, Rossella, grazie per avermela fatta provare! Pensa che scema a non aver mai voluto provare in tutti questi anni!”
“Povero Gep! Se scopre che preferisci le donne mi prenderà a bastonate per averti traviata!”
“Scherzi? E’ stato bellissimo, ma non basta una bella goduta per farmi dimenticare un buon cazzo duro!”
Le due sghignazzano complici.

“Cazzo Elena, sei proprio una bella vacca, non ti smentisci mai!”
“Ti dirò di più, adesso vado a chiamare Gep!”
Senza neppure pensare di coprirsi esce dalla cabina.
Torna furiosa dopo pochi istanti:
“Maledetto stronzo!”
“Che è successo?”
”Andate un po’ a vedere cosa stanno combinando là fuori”
Ci affacciamo alla finestrella che dà sul ponte e assistiamo ad una bella scenetta:
Giorgia è sdraiata a succhiare il cazzo di Gep che naturalmente la sta filmando, Stavros la sta stantuffando con metodo mentre Chris se ne sta in disparte con l’uccello in mano.

“Hai visto che stronzo? Lo lascio da solo un attimo e corre dalla prima troietta che incontra”
Non riesco a resistere:
“Scusa Ele, ma nel frattempo tu stavi mica recitando il rosario,no?”
“Cazzo c’entra, con una donna è diverso!”
“Mah, sarà…. ”
“E pensare che avevo così tanta voglia di scopare”
“Dai vado io a chiamartelo”
Salgo sul ponte e dico a Gep che Ele lo vuole subito sottocoperta, ma lui dice di aspettare che sta per godere.

“Fossi in te lo farei subito!”
Niente da fare, ormai è troppo vicino all’orgasmo e si scarica nella bocca di Giorgia.
Mi segue con le gambe molli.
“Ele sta bene? Problemi?”
“No,no, ha solo voglia di vederti”
E’ talmente preso dai numeri fatti di sopra che ci mette un attimo a realizzare che le ragazze sono completamente nude e che i loro corpi sono ancora arrossati.
Mi guarda storto:
“Che avete combinato quaggiù?”
“Non guardare me, io non ho fatto nulla, ho solo guardato!”
“Stronzo! Volevo farmi scopare da te, ma vedo che hai già fatto da solo…vorrà dire che te ne stai a guardare mentre mi faccio scopare da qualcun altro, Rossella posso scoparti Stefano?”
“Mica è il mio schiavo, devi chiederlo a lui!”
Cerco di fare una faccia indifferente, ma il cazzo che svetta tremante mi tradisce.

Guardo prima Ross che mi schiaccia l’occhio sorridendo, poi Gep per avere il suo consenso.
Lui sembra esitare ma poi alza le spalle.
“Se ti va di scoparlo fai pure”
Ele, seduta sul divano, mi fa avvicinare, resto in piedi davanti a lei che guarda ammirata il mio cazzo prima di allungare la mano tra le mie gambe. Mi prende le palle in mano e sembra soppesarle prima di passare le labbra su tutta l’asta.

Il suo tocco esperto mi fa fremere e mi sembra che l’uccello mi si indurisca ancora di più.
E’ talmente teso da farmi male.
Allungo una mano a palpare una sua tetta, ferma e liscia, ruoto il capezzolo tra le dita fino a che non si indurisce quasi come il mio cazzo.
Guardo Ross che se ne sta distesa tranquilla e sorridente.
Ele con la bocca è superba e mi vorrei godere il magnifico pompino fino alla fine ma sono troppo curioso di vedere da vicino la sua passerotta.

Appoggiando le mani sulle sue spalle la faccio sdraiare sul divanetto mentre mi inginocchio tra le sue gambe.
Ho finalmente la sua fica a pochi centimetri dalla mia faccia e me la godo con gli occhi.
E’ un bel cespuglio arruffato e incolto, i peli si arrotolano in lunghe spirali nere, la fessura è spalancata e già grondante di umori. Mi piacciono le sue grandi labbra che sembrano disordinate, un groviglio di carne tenera e morbida alla cui sommità fa timidamente capolino il bottoncino tondo e liscio.

Dalle foto che mi ha mostrato Gep so che si bagna molto e che i suoi succhi sono molto densi
Sono curioso di annusarla, temo che il suo profumo intimo possa essere troppo forte per i miei gusti, invece ha un profumo leggermente acidulo e poco marcato che mi piace molto.
La sfioro con il pollice cercando di mettere ordine tra i peli che la circondano e mettere a nudo la maggior parte della fessura.

Come mi aspettavo è già aperta, mi chiedo se le si chiuda mai, spesso mi sono capitate passere da spalancare con pazienti colpi di lingua, ma la fica di Ele sembra non potersi nemmeno richiudere.
Passo le mie dita su e giù sulla passera carnosa apprezzando quanto sia liscia e morbida.
So che è impaziente di prendere il mio cazzo, temo che da un momento all’altro mi faccia alzare e allora non perdo tempo e affondo la mia lingua lì in mezzo.

Il suo sapore è ancora più dolce del suo profumo, subito la mia lingua si copre di umori densi, la lecco con lunghe passate da cima a fondo, dal suo clitoride che sento ergersi e indurirsi fino all’entrata della fica,talmente spalancata che quando le infilo la lingua fin dove posso mi sembra di non sentire neppure le pareti.
Mi piace la sua fica, è una fica da leccare per ore e ore senza stancarsi.

Sento che comincia a piacerle e che muove i fianchi, così spingo con le labbra fino a esporre del tutto il suo clitoride e inizio a suggerlo piano, come fosse un capezzolo, mentre lo sfioro con la punta della lingua sempre più velocemente.
Ansimando mi prende la testa tra le sue mani tirandomi verso l’alto.
“Dammelo, voglio scopare”
Mi alzo in piedi guardandola negli occhi velati, lei striscia col culo verso il bordo del divanetto e mi poggia le gambe sulle spalle.

Avvicino il mio cazzo alla sua fica spalancata con l’intenzione di sfregarglielo per un po’, ma la sua voglia è tanta, così lo impugna con una stretta decisa e ferma e lo dirige impaziente verso l’entrata.
Se lei vuole giocare duro io non mi tiro certo indietro e lo affondo con un solo colpo fino alle palle.
E’ talmente larga e bagnata che non offre alcuna resistenza.
Punto i piedi per terra per spingerlo dentro il più possibile, è bollente dentro e bagnata, molto bagnata.

Resto immobile pochi secondi per sentire la sua stretta sul mio uccello, nonostante le apparenze è stretta e mi avvolge completamente.
Lo sfilo lentamente quasi del tutto per poi rientrare fino in fondo, ogni volta lei contrae i muscoli della fica in una stretta che mi fa impazzire.
Cerca di impormi un ritmo veloce, ma so di essere troppo eccitato e rischio di venire immediatamente, così cerco di condurre la scopata a mio modo, con lenti e profondi affondi.

Quando lo sfilo quasi del tutto lasciandole dentro solo la cappella le ruota i fianchi con un movimento circolare del bacino.
Ogni colpo che le do le fa ballare le tette, mi piacciono un sacco, amo le tette piccole.
Di tanto in tanto osservo mia moglie sdraiata sul divanetto a fianco, ricambia lo sguardo sorridendo, la sua mano è tra le gambe e si masturba pigramente.
Cerco anche di capire se Gep si sia pentito ma lo vedo con cazzo di nuovo duro che ci gira attorno con la telecamera puntata per non perdere nemmeno un’inquadratura.

Ho voglia di vedere anche il suo mitico culo, così la faccio girare e mettere carponi sul divano.
Le sue natiche sporgono invitanti, un culo fantastico, due belle chiappe sode e rotonde che apro per guardarci in mezzo.
Ammiro il suo buchetto, appena appena più scuro del resto, perfettamente depilato e poco grinzoso.
Ci metto la lingua assaporandone il gusto amarognolo. Sotto le mie leccatine sento che si apre come fosse una fichetta in calore, invitandomi a penetrarlo.

Ci infilo la lingua fin dove riesco ed ad ogni passaggio resta sempre più aperto.
“Ho voglia di incularti, posso?”
“Prima dammelo ancora un po’ in fica”
La accontento e affondo di nuovo il mio uccello nella sua passera accogliente senza staccare gli occhi dal suo magnifico culo.
Mi dedico con impegno a fotterla a pecorina, appoggiando un piede sul bordo del divano per arrivare in fondo alla sua fica. Sento la cappella picchiare sul suo utero dilatato.

Lei sta godendo come una cagnolina in calore, gemendo e mugolando.
So di non riuscire a resistere ancora a lungo, per fortuna lei comincia a godere.
Lascio che si smorzino le ondate del suo orgasmo prima di sfilarlo dalla fica e puntarlo al suo culetto.
Nonostante abbia l’uccello ricoperto di umori faccio fatica ad entrare, è stretta anche lì, una vera sorpresa!.
“Piano, che mi fai male”
Non vorrei causarle dolore ma vedo che Gep mi fa segno di non fermarmi.

“Dai, Stefano, mettiglielo dentro, non farci caso dice sempre che le fa male e che non riesce ad entrare e poi se lo becca sempre tutto. Ele, non fare scene inutili, apriti ‘ste chiappe”
Le ubbidisce e con le mani divarica il più possibile i due bellissimi globi, esponendo il buchetto già abbastanza aperto.
Impugno saldamente il mio cazzo e lo sfrego sulla fica per raccogliere un po’ di succo, poi lo punto al buchetto e inizio a spingere piano ma senza esitazioni.

Il suo sfintere oppone un’ ostinata resistenza, Ele si lamenta, poi all’improvviso cede e mi ritrovo con metà uccello dentro di lei, che lancia un urlo e mi chiede di toglierlo subito.
Me ne frego e comincio a stantuffarla veloce tenendola ferma per i fianchi, nonostante lei urli e mi copra di insulti.
Il suo anello mi stringe per bene l’asta e non riesco a darle più di una ventina di colpi prima di cominciare a godere dentro di lei con lunghi fiotti.

A metà sborrata lo tolgo per innaffiarle la schiena e le deposito lunghe strisce opalescenti che Geps si affretta a immortalare con la sua telecamera.
Sono stremato e mi lascio cadere sulla schiena di Ele, ma Gep mi fa alzare perché vuole filmare il suo culo rimasto oscenamente aperto e con un filo di sborra che cola.
E’ infoiato come un gorilla e mi passa la telecamera chiedendomi di riprenderlo.
Solleva Ele tirandola per i fianchi e lo infila nella passera.

Dopo poche stoccate lo toglie e lo mette nel culo, dove entra senza sforzo alcuno.
La pompa un bel po’ alternando i buchi fino a venire rumorosamente.
Quando finalmente si accascia sul divanetto a fianco di Elena posso mollare la telecamera e andare da Ross.
Lei mi abbraccia felice:
“Eri bellissimo mentre scopavi Ele! Ti è piaciuto?”
“Da matti, la sua fica sembra disegnata sul mio cazzo, ma il suo culo mi ha fatto godere e nonostante le sceneggiate che ha fatto credo proprio sia piaciuto anche a lei! Scommetto che piacerebbe anche a te accettassi di fartelo fare!”
Mi guarda sorniona:
“Mah, mai dire mai!!”

(continua).

Mry e la vendetta chiusa

Dopo quella strepitosa sera non ci vedemmo più..ci sentivamo ogni tanto su fb..ma nulla di che..sembrava non fosse successo nulla..
loro non uscivano più con noi.. F. era diventato fortemente geloso di lei ma , quando la lasciava a casa , si presentava a noi e faceva il fighetto con le altre ragazze…

dopo estenuanti giorni nel vedere F. comportarsi in quel modo mi venne un idea..fare una serata drink con tutti quanti..maschi e femmine..sapevo che F.

avrebbe fatto il galletto e quindi pensavo di poterlo sfidare per fare ciò che avevo in mente..
dopo una decina di giorni per organizzare e preparare tutto , finalmente potei felicemente fare quello che volevo..
eravamo una ventina ( quella sera c’era anche monica ) …
Miry aveva una gonna cortissima di Jeans , tacchi alti e una di quelle maglie che scoprono la schiena e lasciano immaginare le forme del seno..

eravamo tutti in cerchio..iniziammo con dei giochi…tutti bevemmo a turno..
poi feci shittare la scintilla…
-Raga perché non ci sfidiamo? cioè che ogniuno di noi sfida uno o più persone a bere ed il primo che perde paga pegno il giorno dopo..
alcuni sembravano pensarci ma essendo un gruppo molto pazzo si decise nel fare ciò che proposi..

iniziarono 4 persone prima che chiesi la sfida..ma mentre la stavo chiamando F.

disse : chi mi vuole sfidare a vino? il primo che beve tutta la pet da 5 vince..

qualche compagno mi guardò , perché un’anno prima riuscii a finire 5l d vino , ma ne pagai le conseguenze..
accettai la sfida..e la volli perdere perché volevo che il fighetto doveva ubriacarsi tanto..
così fù..a lui la gloria..ma a me andava la sua ragazza..me lo sentivo..infatti miry mi chiese di portarli subito alla sua seconda casa dove non abitava nessuno..
ci mettemmo in macchina e partimmo..F.

dietro e miri al mio fianco..qualche minuto di silenzio e poi..
-Sei un grande 🙂 so che lui fa il latin lover con le altre..e oggi ha voluto fare il figo..ma guardalo ora dorme come un scemo..
-Cosa ci puoi fare miry , è stato sempre accecato dalla sfida con me e per di più quelli che se la tirano mi danno la nausea..
– Si lo so..ma lui mi piace così com’è..fa quello che gli dico quando è con me..comunque..mi daresti una mano a portarlo dentro casa e metterlo a letto?
– Certo .. te lo faccio questo favore 😉

entrammo e riuscimmo a mettere quella spugna fradicia sul letto…non capì manco chi eravamo…
– Miry ma rimani qui con lui tutta la notte? anzi sola tutta la notte?
mi rispose : No..rimani ho voglia di fare una cosa assurda!
-cosa? – le risposi ..
Miry si mise in ginocchio sul letto con il culone in mia vista .. mi sentii il cuore esplodere dall’eccitazione mentre lei con fermezza mi disse : Voglio farlo ora .. voglio provarlo da dietro con lui qui dormiente avanti a me!! Ma fa piano ti prego!

– se tu sei sicura tesoro fai fare a me e fidati..

iniziai ad avvicinarmi al suo bel culo..l’accarezzavo , ci giocavo , lo baciavo ..riuscii a farla eccitare solo con quelle cose..poi le tolsi il perizoma che aveva indosso quella sera ed iniziai a leccare lentamente il suo buchetto e a riempirlo di saliva…le tolsi la gonna..ed ogni tanto le tiravo uno schiaffetto sulle pacche..
iniziavo a massaggiarle il clitoride mentre piano piano facevo entrare il pollice nel buco che sembrava abbastanza largo per farci entrare la lingua..dopo aver fatto abituare il buco al pollice , ci infilai la lingua!! amo sentire il sapore che c’è..e la infilavo con tanta saliva..sentivo lei che si bagnava e mi spingeva con la mano la testa verso il buco…volevo farla godere con molto dolore..perché solo con il dolore si raggiunge il maggior piacere! ( almeno credo , per esperienza )
mi alzai mi tolsi i pantaloni e la girai per farmelo succhiare..
poi la guardai mi avvicinai al suo viso perso e la baciai…
la misi in posizione e puntai il mio pene contro il suo buco..
inizio a premere!
piano piano spingo e sento lei che spinge verso di me..mi tiene la mano ove ho messo per tenere allargato il culo..
quando vedo che entra dentro la cappella le dico :
-tesoro ora sentirai un piccolo fuoco dentro te!!

lei era persa non rispondeva più si muoveva leggermente solo verso me..poi arrivò il più bello..
entrai tutto d’un colpo…cacciò un urlo spaventoso..e F.

manco lo sentì..
iniziai a stantuffarla lentamente..sentivo che stringeva il buco..ma più lo stringeva più la sentivo calda..e così iniziai a stantuffarla più forte..lei iniziò ad urlare cose simili a : non mi sento un fuocherello , io mi sento ardere dentro!! ho i capezzoli durissimi!! mi stai facendo male!! Basta basta!!!

io non l’ascoltai..la stantuffavo a ritmo normale..poi quando la sentii soffrire troppo iniziai a calmarli , ma li mi stupì!!
iniziò a spingere contro di me dicendomi di spingere più forte!!
così feci ..le strappai la maglia che aveva ed iniziai a stantuffarla sempre più forte ..poi uscii fuori..mi sedetti al bordo del letto e la impalai seduta di schiena a me..la facevo saltare come una dannata dicendole che volevo riempirla fino allo stomaco , che volevo farle bere il mio sperma..
si faceva stantuffare come una schiava..
ma poi mi venne il colpo di genio..la mia posizione preferita ma da seduto…la feci fermare e poi girare di faccia a me .. ma con il pene sempre dentro il suo culo..quel giro ci fece godere tantissimo..iniziammo a cavalcarci mi faceva succhiare i suoi seni mentre io la tenevo dai glutei..dopo un po’ che la stantuffavo mi sentii venire ..venne tutto così automatico..si spostò , si inginocchio a terra e se lo punto in bocca…quanta ne uscì..e come se la ingoiò…

mi rieccitai nel vedere quella scena..tanto che lei mi disse : ho il culo aperto , ho bevuto il tuo seme , mi sento soddisfatta ma tu ce l’hai ancora duro..
allora mettiamoci a letto per bene e facciamo sesso finchè puoi.. affianco a questa spugna!!!

facemmo sesso quasi fino alla mattina.. F.

era proprio in c***..passai una notte stupenda..

da allora Miry ed io ci vediamo si..ci salutiamo..
ma facciamo sesso solo quando possiamo..
ma che ragazza maiala è!!.

sabato sera con amica e sorpresa

da molti anni conosco Fabiola una bellissima donna 38 anni bionda alta 170 formosetta ma nn grassa un seno properoso e tutte le sue belle curve al loro posto; siamo molto in confidenza e in qualche occasione abbiamo anche fatto sesso lei mi ha sempre detto che per me ha sempre avuto un debole fisico erotico anche per la mia apertura e fantasia a tutte le eperienze in campo sessuale ed erotico tra di noi c’è una grande complicità e nn abbiamo segreti.

lei mi ha telefonato chiedendomi di incontrarci per chiedermi un piacere mi all’incontro mi ha spiegato che era stata invitata da 4 uomini maturi tutti oltre i 55 persone sue conoscenti importanti per delle questioni sue personali ad una serata a casa di uno di questi mi chiedeva se potessi accompagnarla io le ho risposto che l’avrei accompagnata molto volentieri ma le ho chiesto ma dovrai fare sesso? e lei, penso proprio di si per questo vorrei che ci fossi tu ad accompagnarmi, certo però con 4 uomini nn pensavo arrivassi a tanto, ti faranno fare di tutto sei sicura di volerlo fare? lei, si devo è importante.

io, ok allora ti accompagno è sempre belle vederti.
Il sabato sera sono andato a prenderla a casa sono salito si stava vestendo aveva adosso un vestito nero lungo ed attillato con uno spacco alto decoltè sul seno da mozzafiato metteva in risalto quelle stupende tettone 4 misura dietro la shiena scoperta sino al sedere ho esclamato, mamma che figa che sei fabiola baciandola sulla giancia per nn rovinare il trucco molto marcato e toccandole il sedere trattenendomi dal saltarle adosso me lo aveva già fatto rizzare.

Siamo usciti la villa era a circa 20 minuti di strada arrivati siamo stati accolti da un signore sui 55 anni in una elegante vestaglia ci ha fatti accomodare nell’immenso soggiorno dove c’erano gli altri 3 seduti Fabiola mi ha presentato come amico del quale aveva precedentemente parlato difatti sembrava ch già mi conoscessero e per un’attimo da come mi guardavano ho avuto una strana senzazione sono molto navigato in queste cose e capisco subito con chi ho a che fare.

Comunque per continuare dopo avere preso il caffè il padrone di casa ha iniziato afare i complimenti a fabiola per il suo look chiedendole di alzarsi per farsi vedere in tutta la sua bellezza, lei si è alzata facendo passerella davanti ai 4 spettatori già visibilmente eccitati, con molta eleganza ha iniziato a muoversi alzando un po il vesito sio alle cosce chinandosi in avanti sembrava che le tettone volesero uscire dal vestito, poi ha fatto scendere le spalline scoprendo i seni coperti e sostenuti da un reggiseno nero trasparente si vedevano le aureole e i capezzoli grossi e turgidi poi il vestito è sceso lungo le gambe Fabiola si è piegata per sfilarlo chinandosi mostrando in tutto il suo splendore il suo magnifico culo i 4 erano eccitati l’hanno fatta sedere in mezzo a due diloro che hanno tirato fuori le tette dal reggiseno liberandole in tutta la loro grandezza hanno cominciato a palparle per poi succhiarle facendo indurire i grossi capezzoli di fabiola gli altri 2 si sono messi davanti sfilandole le mutandine uno l’ha subito baciata in mezzo alle gambe lei era a suo agio ed aveva già i cazzi dei due uno per mano menandoli mentre uno dei due davanti si era spogliato nudo e da dietro gli dava il cazo in bocca dasucchiare intanto a mia volta colta da un’eccitazione incredibile ho chiesto di spogliarmi il padrone di casa mi ha detto certo devi spogliarti guardandomi in modo di strana complicità, intanto fabiola stava prendendo il primo cazzo nella sua figa ne succiava un’altro e ne menava un’altro mentre gli succhiava i capezzoloni se la sono chiavata a turno in vari posizione lei godeva conoscendola si stava divertendo ad un certo punto era sopra a uno che la chiavava e le ciucciava le tette uno davanti in bocca e uno dietro che le lerccava il buco del culo chiedendole se le piacesse lei ha mugugnato eccitata però ho notato che quello che le leccava il culo toglieva il cazzo dalla figa di fabiola per succhiarlo a sua volta questo mi ha fatto pensare, comunque per me niente di strano mi stavo menando eccitato poi quello che era davanti si è scambiato con l’altro dietro ha bagnato lo sfintere di fabiola con del lubrificante dicendo adesso te lo metto al culo così hai tutti i buchi occupati cosa di porcona ti va? lei ha risposto con un hummm humm eloquente, dopo un po di fatica per deflorarle l’ano ha iniziato ad incularla di brutto e lo stesso faceva quello sotto in figa facendola godere Fabiola mi parlava sempre della doppia penetrazione le piaceva essere completamente posseduta e io mi sono sempre chiesto come deve sentirsi una donna posseduta da due uomini, nn pensavo di scoprirlo proprio quella sera, ad un certo punto quello che nn poteva penetrare fabiola ha detto, ci vorrebbe un’altro buco lei guardandolo ha esclamato, io più di 3 non posso, e luio ma c’è unaltro buco quello del tuo amico e senza darmi il tempo di pensare è vento verso di me con il cazzo duro in mano grosso 20cm buoni un bel cazzo per le mie più spinti fantasie bisex me lo ha parato davanti alla bocca dicendomi dai sbocchinami che sono sicuro ti piacerà io ero disorientato preso di sorpresa ma tanto eccitato dal contesto veder fabiola chiavare furiosamente con 3 uomini lui molto deciso autoritario ho ceduto subito sbocchinandolo provando una piacevole eccitazione mi piaceva poi mi ha ordinato di mettermi a pecorina sulla poltrona ho ubbidito come ipnotizzato ha iniziato a leccarmi il buco del culo vergine mi piaceva era una cosa nuova e pensavo a quando ero io a fare la parte attiva mi penetrava con la lingua era bravo poi mi panetrava con le dita lubrificandomi con il gel per prepararmi io ero passivo una senzazione fantastica questo nuovo piacere lui disse sei pronto per farti inculare, e mi ha puntato la cappella sul buco del culo iniziando ad entrare faceva molto male fabiola se ne è accorta e si è avvicinata con gli altri mi ha baciato mi ha chiesto com’è? io, fa male ma mi piace e lei mi ha baciato in bocca l’altro continuava ad entrare nel mio culo sempre di più poi mi fabiola mi ha dato le sue tette da succhiare intanto mi allargava le chiappe con le mani l’uomo da ha dato 3 colpi decisi e mi entrato tutto nel culo un dolore terribile ma poi è passato per diventare uno strano piacere intanto fabiola e gli altri 3 si avevano ripreso la doppia penetrazione sul tappeto con il terzo sempre in bocca anche noi due ci siamo messi sul tappeto lui sotto e io sopra alla pecorina mi di fianco a fabiola mi mi mandava sguardi di libidine ad un certo punto quello in bocca a fabiola ha detto ho voglia di chivare anch’io pensavo si cambiasse con quello in culo a fabiola invece si è messo dietro di me si è lubrificato la cappella e mi ha iniziato a penetrare assieme al suo amico io ero inebetito dalla eccitazione e dalla sorpresa e con molta fatica me li sono presi tutti e due nel culo passato il male ho provato un grande piacere ad essere posseduto da 2 uomini a parte la sensazione fisica mista dolore piace il bello era essere sottomesso e posseduto passivamente da 3 uomini fantastico per un busessuale come me.

io e fabiola ci siamo fatti chiavare così per 20 minuti buoni scambiandoci sguardi di libidinosa complicità per finire in un bagno di sborra.
un’esperienza che ciha resi fabiola e me ancora più complici e spendidi amanti adoro quella donna.

Una nuova amica

Avevo bisogno di una femmina e ne avevo bisogno ora. Da quando due mesi era finita la mia storia con la mia ragazza, avevo deciso di farla finita con le donne, mi aveva usato solamente ed io ne ero ancora innamorato.
Volevo vendicarmi di lei e di tutto il mondo femminile. Le donne per me dovevano diventare solamente oggetto di piacere e niente altro, solo sesso e godimento. Lo avevo promesso a me stesso ed ero deciso a mantenere la mia promessa.

Mi trovavo quella settimana in villeggiatura insieme a dei miei cugina nella tenuta degli zii, in una spiaggia poco lontana dalla costa amalfitana. Non mi era mai piaciuto andare dagli zii perché mi teneva lontano dalla mia lei e di conseguenza dovevo stare lontano dalle tentazioni. Ma ora era tutto diverso, vivevo di tentazioni, ed ora speravo che si tramutassero in un bel corpo da toccare.
Sul lungomare era una delizia per gli occhi, avevo il cazzo duro nei pantaloni e l’eccitazione era tanta.

Decidemmo di prendere un cocktail in un lido sulla spiaggia, mentre intanto mio cugino decise di chiamare un suo amico per invitarlo a stare con noi. Venne insieme a dei suoi amici, una comitiva composta da 2 ragazzi e 3 ragazze. Dopo le presentazioni di rito. Vicino a me si siede, Livia. Una ragazza di 21 anni, di Bergamo, in vacanza con i suoi genitori. Facciamo subito amicizia. Sembra una ragazza molto simpatica e alla mano.

Parliamo un po’ di lei, di ciò che fa nella vita, è una studentessa di biologia a Milano. Fidanzata da oltre 4 anni con Giorgio, un carabiniere di istanza a Messina. La conversazione continua ancora per molto accompagnato da una capiroska che sembra averla messa su di giri, visto che tocchiamo argomenti che vanno aldilà di una semplice conoscenza. Sembra non preoccuparsene molto di avermi appena conosciuto, mi racconta delle sue avventure a liceo, dei suoi primi amori e delle sue iniziazioni al sesso.

Del resto è di Bergamo e si sa che al nord le ragazze sono molto più aperte all’erotismo. Confesso che i suoi racconti mi avevano spiazzato piacevolmente, non era facile parlare con una ragazza di certe cose, visto che di solito sono sempre molto pudiche. Decisi di giocarmi le mie carte incalzandola e con aria da innocente le dissi:
– peccato che sei fidanzata,avrei voluto conoscerti meglio, mi sei molto simpatica. E lei
– guarda che possiamo conoscerci meglio, per me non è un problema, guarda che sono in vacanza.

Ed io
– lo so, ma hai appena detto che sei fidanzata e non credo che potremmo andare molto a fondo alla nostra conoscenza
– ma per me non è un problema, occhio non vede,cuore non duole, io ora sono qui con te e si ti sai giocare bene le tue carte chissà!!!!!
Se giocavo bene le mie carte potevo avere lei. Il suo messaggio era fin troppo chiaro. Ero deciso ad averla e per questo decisi di chiedergli:
-visto che la serata si sta concludendo posso accompagnarti a casa?
– si, guarda abito poco distante da qui e un cavaliere mi servirebbe visto che sono da sola a casa, ed ho paura a entrare da sola.

– perché i tuoi genitori dove sono?
– sono in crociera da ieri e devo aspettare domani affinchè mi raggiunga una mia collega dell’università.
– ok capisco, allora andiamo altrimenti si fa tardi.
Durante il tragitto parliamo di cose talmente ridicole, che ogni due parole scoppiamo a ridere. Sto dando spazio a tutto il mio repertorio di battute, condite con qualche doppio senso. Arrivati davanti alla porta di casa mi appresto a darle un bacio, quando mi dice di salire su da lei per una birretta prima di andare.

Forse p meglio mettere la lingua al suo posto e aspettare. Mentre saliamo le scale osservo le sue gambe, abbronzate e lucide con un sole tatuato all’estremità della caviglia, la gonne fiorita che svolazza ad ogni passo, mi toglie il respiro.
Ci sediamo sul divano e :
– grazie per avermi accompagnato, sei stato molto gentile, ma dimmi la verita perché lo hai fato??
– per non farti ritornare sola a casa.
– peccato.

Pensavo perché ti piacessi e volevi prenderti cura di me questa sera
– ma io voglio prendermi cura di te, credimi lo voglio veramente.
– allora avvicinati e dammi un bacio.
Mi avvicinai con foga e misi tutta la mia lingua nella sua bocca, mentre con una mano gli tenevo forte il collo e gli stringevo una ciocca di capelli.
– ehi, con calma stallone. Allora sei proprio carico. Fammi vedere cosa hai nei pantaloni.

Avevo la Torre Eiffel nei boxer, e non era difficile accorgersene. Si inginocchiò e rapidamente sbottonò i miei jeans, lo prese in bocca e cominciò a succhiare come macchina.
– oh mio dio Livia, non ti fermare succhia ancora dai
– ma quanto ti piace avermi conosciuto stasera, ti faccio vedere io che ti combino
Alternava succhiate con la bocca a seghe con la mano. Non ci stavo capendo più niente, l mio sangue circolava solamente dentro il mio pene e lei lo aveva capito.

– al liceo ero la regina dei pompini ed ora lo sai il perché, se voglio posso farti venire subito
. no. Ti prego, fammi divertire ancora un po’.
– forse non hai capito, sono io a decidere, non ti faccio venire perché sono io a volermi divertire con te.
Si alza in piedi e mi bacia appassionatamente mentre gli infilo una mano sotto la gonna, palpo il suo bel culo e questa volta sono io a inginocchiarmi davanti a lei:
– ora leccami la fica, voglio sentire la tua lingua tutta dentro di me.

Non me lo faccio ripetere due volte e mi infilo sotto la sua gonna, gli tolgo il suo perizoma rosa e comincio a leccare prima piano e poi sempre più forte fino a che le sue gambe non iniziano a tremare, lecco tutto il suo nettare che esce dalla sua fica, tutta bella rasata, finche non mi esorta a smettere dicendomi:
– basta, ora sono un lago, fammi assaggiare l’odore della mia fica.

– no. Gli rispondo. Ora girati che te lo metto tutto.
La giro bruscamente facendole mettere le mani sul tavolo, gli alzo la gonna fino alla vita e gli infilo tutto il mio cazzo dentro la fica. E così lubrificata che entra senza problemi, comincio a spingere con forza, e lei:
– si, si, dai, spingi spingi , lo voglio sentire dentro lo stomaco, fammi godere, amo il tuo cazzo.
Più spingevo e più le sue parole diventavo spinte.

Era una troia di professione, ora ne avevo la conferma. Povero il suo fidanzato, era proprio un gran cornuto.
Ora la tenevo per i capelli, mentre con una mano le avevo tolto un seno dal reggiseno e lo stringevo con forza.
– dai troia , stai godendo, preparati che ora vengo.
– si dai, però aspetta che ora vengo io.
Mentre stavo pompando sento il suo corpo irrigidirsi, capisco che sta venendo e comincio a spingere con forza, mettendogli tre dita in bocca mentre stringo forte il suo capezzolo.

Lancia un urlo strozzato dalla mia mano nella sua bocca, mentre addenta le mie dita in uno spasmo di piacere assoluto. Ora la gira verso di me, è esausta la mia troia. Il mio cazzo è ancora vispo e lo infilo tutta nella sua bocca.
– dai piccola spompina ancora un po che ora ti innaffio dai.
Mentre lo pompa con la bocca tenendomi le palle con la mano sinistra sento la sborra che sta per uscire, lo estraggo dalla sua bocca e vengo copiosamente sul suo viso.

Il primo flotto finisce dritto sulla sua frangetta castana, gli altri sulla bocca e su gli occhi.
– no, dai i capelli no, mi hai riempita tutta.
– zitta, e guarda che on hai ancora finito, succhia e basta.
Mentre mi ripulisce la mazza con un dito cerco di raccogliere tutta la sborra sul suo viso.
– bevi tutta questa sborra che hai sulla faccia, fai la brava, devi essere precisa quando fai la troia.

– si, si ,si, fammela bere tutta, ho tanta sete. Uhmm quanto è buona.
Dopo esserci ripuliti e dati una sistemata, la invito domani in spiaggia. Sembra volermi dire di no, forse è già pentita ma in realtà è perché il mattino è in aereo porto per la sua amica. Mi dice che resterà ancora due settimane qui in vacanza e che vuole conoscermi ancora meglio.