GIANNI 18 ANNI E…..

Era l’agosto del 2008 , io 18 anni appena compiuti e con la maturità ormai alle spalle mi preparavo a vivere , nella villa al mare dei miei genitori , le mie ultime vacanze da studente liceale. Io ho sempre avuto la caratteristica di sembrare più piccolo d’età rispetto ai miei coetanei e questo mi creava sempre un bel po’di problemi con le ragazze. A causa del mio aspetto da sedicenne , nessuna mi prendeva sul serio , ma le cose da quell’estate in poi sarebbero completamente cambiate.

Reduce dal terribile esame di maturità mi recai alla casa di famiglia al mare , un posto molto isolato con soltanto altre 2 abitazioni vicine , ma la vera sorpresa fu quella di ritrovarmi da solo o quasi , infatti i miei genitori mi avevano lasciato un messaggio riferendomi che erano dovuti partire improvvisamente , causa di uno dei tanti casini combinati da mia sorella più grande , studentessa universitaria di Milano. Dopo aver letto il biglietto iniziai a saltare ed urlare , essendo contento di restare finalmente solo , i miei infatti continuavano a trattarmi come se fossi un bambino di 10 anni e questo era seriamente opprimente ,in ogni caso questi miei festeggiamenti furono improvvisamente interrotti da una voce ; ” ciao Gianni ti aspettavo”.

Mi bloccai immediatamente un po’ per paura e un po’ per imbarazzo e girandomi vidi una delle cose più arrapanti della mia vita , era lei , Irina , la badante russa che fino a pochi mesi prima accudiva mio nonno ( passato poi a miglior vita ). Alla sola vista ebbi una tempesta ormonale devastante , quasi svenivo , lei aveva 30 anni , bionda , occhi azzurri , un fisico asciutto , delle gambe mozzafiato , non molto alta e con tette piccole , era il tipo di donna che avevo sempre sognato di scoparmi.

La cosa non mi meravigliò , i miei genitori avevano assunto Irina per controllare me e la casa , come vi ho detto mi consideravano un bambino e non si fidavano a lasciarmi per una settimana a casa da solo e neppure immaginavano che potessi provare delle pulsioni sessuali nei confronti di una donna così bella , erano due sempliciotti , molto religiosi , sicuramente avranno perso la verginità dopo il matrimonio. Per la prima volta in vita mia fui contentissimo di essere stato trattato da bambino , adesso avevo l’opportunità di poterci provare con Irina e decisi che in un modo o nell’altro avrei perso la mia verginità con lei.

Quella stessa sera cenammo in cucina parlando del più o del meno , lei mi conosceva poco e mi aveva visto soltanto in quelle rare visite a mio nonno , già all’epoca la guardavo con desiderio e facevo su di lei i sogni erotici più perversi. Finimmo di mangiare e ognuno di noi si ritirò nelle rispettive stanze , io arrapatissimo iniziai a masturbarmi nel letto pensando a lei , che dormiva a un solo metro dalla mia stanza e così mi addormentai dolcemente.

Il giorno dopo mi svegliai tardi e affacciandomi dal balcone della mia stanza la vidi che prendeva il sole in topless ai bordi della piscina di casa , come vi ho detto c’erano solo due case nel raggio di 4-5 km e avevamo un solo vicino confinante che era quasi sempre assente e lei consapevole di questo si lasciava andare , la cosa mi fece diventare il cazzo duro come il marmo e all’improvviso ebbi la sensazione di essere osservato , era Giulia , la figlia di quel mio vicino , anche lei diciottenne appena e come me dava l’impressione di essere molto più piccola della sua età.

Giulia era in costume da bagno color rosa , ferma a osservarmi dietro la finestra con i suoi occhi e capelli castani e un bel fisico piccolo ma formoso , lei si rese conto che mi ero accorto di lei e con aria di sfida e di sfottò mi mostrò il dito medio ridendo e andandosene dalla finestra. Incazzato per quel gesto e arrapato dal topless di Irina e dallo stesso bikini rosa di Giulia decisi di scendere in piscina , alla mia vista Irina cercò velocemente di coprirsi il seno , era imbarazzata e pensava che stessi ancora dormendo e così senza dirmi nulla si alzò e fuggì verso il bagno.

A pranzo si scusò e disse che non sarebbe mai più successo , io le dissi di non preoccuparsi e che per me non era un problema il suo topless , pur essendo russa viveva in italia dall’età di 9 anni , essendo stata adottata da una famiglia italiana ( cattolicissima) e che ben presto la rese nuovamente orfana e con problemi economici. Il dopo pranzo lo passammo sul divano a guardare il TG e così lentamente mi si addormentò proprio accanto , aveva un shorts di jeans aderente e stracciato e la parte di sopra del bikini strettissimo da fare intravedere i capezzoli ,non riuscì a trattenermi e posai la mia mano sul suo interno coscia , sodo e caldissimo , lei si svegliò immediatamente tirandomi uno schiaffo e fuggendo verso la sua camera da letto.

Dopo un 30 minuti di imbarazzo decisi che dovevo andarle a chiedere scusa , anche perchè avevo il timore che potesse dirlo ai miei genitori , le nostre stanze confinavano e mi resi conto che lei non c’era ,mi affacciai nel corridoio e la vidi che cercava di rovistare nell’armadio , tra le borse di mia madre , non ci potevo credere , stava cercando di trovare e di rubare dei soldi, non persi l’occasione , mi fiondai nella mia stanza e afferrando la macchina fotografica shittai le foto del misfatto , lei dopo i primi flash si accorse di tutto e mi rincorse fino alla mia stanza.

Ero barricato dietro la mia porta e lei mi urlava – cosa fai ? ti prego , non dirlo a tua madre , non far vedere quelle foto , parliamone -. A quelle parole spalancai la porta e la presi per mano dicendole , – ok allora sarai la mia schiava per tutta la settimana , farai tutto e quando dico tutto è tutto , iniziando da ora. Spogliati , lei titubante mi guardava dicendomi – sei solo un bambino -.

Detto questo mi abbassai completamente gli slip mostrandole il cazzo completamente eretto , – ti sembra da bambino questo -. Lei rassegnata iniziò a spogliarsi togliendosi gli shorts , non aveva nulla da sotto e vidi la sua bella figa completamente glabra e non rasata , nessun pelo era mai spuntato sopra quella meraviglia , dopo si tolse la maglietta mostrandomi le sue piccole ma bellissime
tette. Lei – ora sei soddisfatto? – io – non abbiamo neppure cominciato – , mi avvicinai e la baciai violentemente , quasi divorandola , cercò ad un tratto di liberarsi ma le tirai uno schiaffo e la gettai sul letto , la presi per il collo e le infilai il cazzo in bocca , quasi soffocava e ci sbavava sopra come un cane , facendolo colare di saliva , essendo il primo pompino della mia vita non riuscì a resistere e le venni copiosamente in gola , quasi soffocava cercando di alzarsi dal letto , ma io non avevo ancora finito , le spalancai le gambe e le infilai il cazzo prima lentamente e poi sempre più velocemente , il rumore delle mie palle che sbattevano sulla sua figa risuonava in tutta la casa.

All’inizio mi pregava di fermarmi ma io al suono di quelle parole diventavo sempre più cattivo , iniziai a morderle i capezzoli , il collo , scesi con la lingua tra le labbra vaginali e a quel punto lei iniziò a lasciarsi andare , a gemere , a gridare dal piacere , scandagliai così tanto la sua figa con la lingua che riuscì finalmente a trovare due minuscoli peli biondi , li afferrai tra i denti e li strappai ritrovandomeli in bocca e ingoiandoli.

Lei urlava sempre di più
-sei un porco ,sei un porco , ora sfondami il culo , ti prego sfondami il culo – ,non me lo feci ripetere , la girai e avendo il cazzo bagnato dai liquidi della sua figa lo infilai in culo violentemente , urlava in modo disumano , dopo una decina di colpi sfilai il cazzo dal culo spalmandolo sulle sue cosce e in quel momento mi resi conto che Giulia dalla finestra ci osservava e la cosa mi eccitava ancora di più , afferrai la testa di Irina e guardandola in quegli splendidi occhi azzurri le sborrai una fontana di sperma nella bocca.

Dopo aver sborrato nella bocca di Irina guardai intensamente Giulia dalla finestra mostrandole e restituendole il gesto del dito medio, lei era eccitata ci guardava e si toccava e alla vista del mio medio venne spiaccicando il volto , le mani e le sue piccole tette sui vetri della finestra. Irina mi baciò con il mio seme ancora in bocca , fermandosi , piangendo e dicendo che ero stato l’unico a trattarla come voleva , desiderava essere scopata come una cagna in calore , voleva un sesso selvaggio , a****le , amava essere schiaffeggiata.

Il resto della giornata si concluse con due salti in piscina e una scopata dopo cena durata tutta la notte , ma io non ero ancora sazio , dovevo scoparmi quella troietta di Giulia. CONTINUA…….

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