LA MAMMA DEL MIO AMICO

Quando avevo 5 anni ci trasferimmo dal centro storico del mio paese in un appartamento su un complesso condominiale di nuova costruzione sul lungomare. Ricordo che ero felicissimo, tutto mi sembrava così bello e colorato. Fu proprio allora che tra le tante amicizie che strinsi con gli altri bambini delle varie palazzine e del quartiere , conobbi quello che sarebbe stato per molti anni il mio amico del cuore, Matteo. Matteo aveva esattamente la mia età, per cui fu più facile per i nostri genitori farci frequentare le scuole elementari nella stessa classe, e poi per puro caso ci trovammo insieme in classe anche alle medie.

Otto anni compagni di scuola e compagni di giochi e scorribande!!! Grande Matteo, ti ricorderò per tutta la mia vita. Chiaramente la nostra amicizia ciltre a farci fare le stesse esperienze di crescita obbligò per così dire ad avvicinare anche le nostre mamme, che sebbene molto diverse caratterialmente, da semplici vicine di casa diventarono anche amiche. Io e Matteo giocavamo sempre assieme, fuori e dentro casa. Negli anni la nostra amicizia si rafforzava ed eravamo ormai entrambi membri l’uno della famiglia dell’altro.

Anche le nostre mamme si frequentavano, e frequentavano a vicenda le nostre case. Mio padre conosceva la mamma di Matteo fin da quando erano ragazzi, e a volte raccontava degli aneddoti su di lei, che iniziai a comprendere sempre meglio crescendo. Diciamo che verso i dieci anni mi erano piuttosto chiari. Il quadro che dipingeva mio padre riguardo la signora Gioia, così si chiamava e si chiama la mamma di Matteo, era molto colorito!!! Da ragazza Gioia era una molto facile, la classica troietta con cui i ragazzi della stessa età si divertivano facilmente.

Premetto che la Gioia era una bellissima donna, tutt’ora lo è a dispetto dei suoi 64 anni. Ma a 25 , 30 anni era una bomba sexy. Anche mia madre era una bellissima donna, e lo è ancora. Ma due bellezze differenti. Mia madre è sempre stata molto posata e raffinata nei modi, più introversa. Ma la Gioia me la ricordo fin da piccolo una donna procace, formosa , a volte un po’ volgare, eccentrica, sicuramente estroversa, fin troppo.

Comunque tornando ai racconti di mio padre ricordo che venne fuori che ad un certo punto la reputazione della Gioia già a vent’anni era talmente compromessa , a tal punto che la chiamavano la Cicciolina ( soprannome che le restò addosso per sempre!!!), così da costringere i suoi genitori a farla sposare in fretta e furia per placare le malelingue. Allora lei tra tutti i ragazzi scelse quello più bello, si fece mettere in cinta, e cosi lo costrinse a sposarlo.

Il papà di Matteo è davvero un bellissimo uomo, educato, di buona cultura, ma ahimè mio padre ci disse che tutti lo conoscevano perché era gay. È sempre secondo mio padre lei scelse proprio lui perché lo sapeva, e lui accettò per convenienza, insomma ad entrambi serviva un matrimonio di facciata. Dal Vangelo secondo papà. Erano storie che ascoltavo spesso e mi divertiva sentirle. Ma erano storie. Fino a quando fui in grado di osservare coi miei occhi e imparare quella cosa che si chiama malizia!!!!!!! Ecco allora che mi accorsi ad esempio che il papà di Matteo non era mai a casa , spesso neanche la sera, che era un tipo taciturno e anche con la moglie non parlava mai.

Lei invece parlava, eccome se parlava!!! Di quanto bello era il dottore, o il nuovo vicino di casa, e di cazzi!!! Parlava di cazzi in continuazione!!! Con mia madre che poverina la ascoltava per ore, con le altre donne del quartiere, insomma aveva sempre ,concedetemi la battuta, il cazzo in bocca!!! Ma non solo, mi accorsi pure che era sempre scosciata, a differenza delle altre donne lei vestiva sempre in modo più succinto, minigonne corte, vestitini aderenti, camicette scollate.

Sempre truccata in maniera pesante e con le scarpe col tacco, anche quando veniva a scuola per un assemblea o cose simili, lei si distingueva. Ed era sempre quella che parlava , anzi urlava per prima. In qualche occasione mi accorsi che il mio amico Matteo era in imbarazzo, ma non gli dissi mai nulla. Nemmeno quando andavo a casa sua e lei apriva la porta in reggiseno e mutandine, o in baby-doll, o in vestaglia con le tette di fuori.

Senza avere la benché minima idea di chi avesse suonato alla porta, poteva essere un vicino, testimone di Geova, un prete, chiunque!!! Comunque era davvero bellissima, anche agli occhi di un ragazzino di 10,11 anni come me. Un giorno ricordo che radunò alcune amiche e vicine di casa , compresa mia madre, a casa sua e fece una presentazione di articoli di biancheria intima femminile per una casa di produzione per cui lei lavorava come venditrice a tempo perso.

Erano le 4 del pomeriggio, io ero in camera di Matteo che giocavamo coi lego, e lei intratteneva le signore presenti non solo mostrando i vari completini in mano, ma provandoseli lei stessa mettendo in piedi un vero e proprio défilé di moda, tra le risate di tutte e il battimano generale. Noi sentivamo ogni parola, e quando riuscì a coinvolgere qualche signora a provare personalmente la biancheria , compresa mia madre, spiammo da dietro la porta.

Lei intratteneva con racconti di natura erotica le altre, ecco che sentimmo che il nuovo vicino di appartamento era un bell’uomo appena divorziato e viveva solo. E lei stava tutto il giorno in casa con addosso i suoi completini con la speranza che lui suonasse alla porta e la trovasse in déshabillé!!!! Risate sguaiate di tutte, tranne di Matteo che indietreggiò e mi disse ” Hai capito perché ti apre la porta sempre nuda????” Non dissi nulla, era già sufficiente l’espressione di disgusto che aveva il mio amico sulla faccia.

Sentii applaudire e mi rimisi a spiare e vidi mia mamma camminare in biancheria intima. Pensai che era bellissima!!!! Me la ricordo ancora. Qualche giorno dopo, di pomeriggio, andai a casa di Matteo. Suonai il campanello e mi apri la Gioia come al solito in reggiseno e mutandine. Fu la prima volta che mi venne da ridere. ” ehi, disgraziato!!!! Cosa c’è da ridere? Ti sei accorto solo oggi che sono sempre vestita così in casa???”.

” No Gioia, ma solo oggi ho notato nei tuoi occhi la delusione perché non sono il tuo vicino!!” Indicando la porta dove viveva l’uomo. ” Stai fermo con quella mano, scemo, vien dentro!!!!” E mi tira per un braccio dentro casa chiudendo la porta. ” Chi ti ha detto sta cosa? Avete ascoltato l’altro giorno dalla cambretta? Dimmi sennò ti do un ceffone!!!”. Gli dissi che anche Matteo aveva sentito. Come per dividere la colpa.

” Brutti deficienti tutti e due, stavo scherzando. Aspetta che torni Matteo e vede cosa gli faccio così impara a spiare!!!”. ” Ah Matteo non è a casa? E comunque io ho spiato ma per vedere quanto bell’e eravate, anche la mia mamma ho visto!”. Le dissi per calmarla un po’. ” Allora se non c’è Matteo vado via”. ” Aspetta cretinotti , vieni qua che ti do una cosa per tua mamma, è arrivata oggi” e mi accompagna in camera da letto.

Non ero mai entrato in camera sua e di suo marito. Mi colpì subito una cosa: non c’era un letto grande, matrimoniale, come avevano i miei genitori, ma due letti separati. Mi venne in mente il racconto di mio padre e pensai che allora era tutto vero.. il padre di Matteo era gay!!!! Perso nei miei pensieri non mi resi conto che dall’armadio prese una shitola chiusa con un nastro rosa e me la porse dicendo” Questo è il completino che hai visto addosso a tua mamma l’altro giorno.

Dille che è un regalo da parte mia. ” ” perché ci sono due letti staccati?” Non so cosa mi passò per la testa!!!! ” ehi, piccolo , ti sembra una domanda da fare? Fatti un po’ i cazzi tuoi che è meglio!!!!” Replicando volgarmente piuttosto seccata, tanto che agitando le braccia in modo teatrale le uscì una tetta dal reggiseno!!!! Le risi in faccia indicando con il dito la tetta. In fondo ero un ragazzino, e ho reagito da tale.

Diversamente avrei fatto davanti ad un pene , magari quello del marito!!! ” ah ridi perché mi hai visto una tetta? Mi prendi in giro? Allora toh, ridi adesso!!!” E si abbassò il reggiseno mostrandomi entrambi i seni. Rimasi un attimo in silenzio e poi le dissi” che belle tette grosse che hai!!! Più grosse di quelle di mia mamma!!”. ” tua mamma ha un fisico diverso, è più magra di me. E poi come fai a saperlo, la spii quando è nuda ? Dimmi la verità che la spii!!”.

Giuro che non avevo mai spiato mia madre nuda, mio padre si tante volte, ma non le dissi nulla. Feci solo un cenno con la testa di si. Non so perché mentii, ma ebbi come l’impressione che volesse farsi dire di sì , che la spiavo. ” lo sapevo piccolo porcellino, e dimmi la tua mamma in mezzo alle gambe è pelosa?” Mi chiese maliziosamente. Altro cenno con la testa per dire si. Poi abbassai lo sguardo e le fissai le mutandine trasparenti e dissi” si vede che tu non sei pelosa la sotto, come mai tu non hai peli?” Facendo finta di ignorare la parola depilazione.

” posso vederla la tua?” Sempre più sfacciato. E lei posò il pacchetto che aveva ancora in mano e mi disse sfilandosi la biancheria e restando completamente nuda con la passera a portata del mio naso” vieni qua che la zia Gioia ti fa un regalo!” E mi prese la testa affondando il mio naso tra le labbra della sua vagina perfettamente depilata” fai un bel respiro dal naso, forza” mi ordinò. Così feci e un odore fortissimo mi entrò nei polmoni e mi pervase il corpo e lo spirito!!!! Aspettò finché senti che non avevo più spazio nei polmoni e mi staccò la testa dalla figa.

” Lo hai sentito l’odore della mona? Lo hai sentito bene? Allora memorizzalo nella tua mente perché è l’odore che sentirai spesso quando sarai più ometto!!! Ora vai fuori dalle palle piccolo maiale!!!” E scappai di fretta da casa sua, così di fretta che mi dimenticai il pacco per la mia mamma. Ma una cosa non dimenticai mai, l’avevo memorizzata, stampata nella mia mente: quel tanfo terribile che avevo ancora nella faccia!!!! E come da pronostico quel tanfo mi è capitato altre volte di sentirlo nella mia vita, e ogni volta mi procura una nausea terribile!!!! Grazie alla Gioia che quel giorno mi fece capire che il mio naso era fatto per ben altri odori, come quello del cazzo del marito che diversi anni dopo ebbi l’onore di annusare e lasciarmi inebriare di piacere.

Ma questa è un altra storia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *