COME UNA PROSTITUTA PARTE 2^ 8STORIA VISSUTA)

Lo guardò ammirata, “effettivamente hai una grande bella mazza, voglio leccartela subito”, la scapocchiò e cominciò a far roteare la lingua sulla cappella e dopo un poco la ingoiò completamente dando inizio ad un frenetico pompino.
“Che grande bocchinara che sei, mi fai impazzire, ma adesso smettila, prima debbo chiavarti poi farti il culo e solo alla fine mi devi sbocchinare fino a quando ti riempirò la bocca di sborra che, sappi, dovrai bere fino all’ultima goccia”, e l’aiutò ad alzarsi.

“Andiamo a letto, tesoro?”.
“Certo, è il posto dove posso sfondarti meglio”.
La zoccolona prese l’amico per il cazzo e si avviò ancheggiando verso la camera da letto.
“Come sculetta bene, tua moglie è proprio come quelle signorine dei casini di una volta”
“Era così che la volevi?”.
“Certo, adesso bisogna vedere se è puttana come loro”.
“Fidati è molto meglio, vedrai”.

Giunti in camera la troia si stese al centro del letto e Lucio si svestì completamente e si avventò sul seno di mia moglie leccandoglielo e mordicchiando i capezzoli che subito diventarono durissimi.
“Che belle zizze che hai, che ne fai di queste belle tette?”.
“Faccio delle spagnole che piacciono tanto ai porconi come te”.
“Fammi vedere se sei brava” e glielo mise tra i seni.

La zoccola se lo strinse tra le tette e disse, “dai spingi, sarà come se mi stessi chiavando”.
Cosa che l’amico fece subito e la troia ogni volta cha la capocchia gli arrivava all’altezza della bocca faceva saettare la sua lingua sulla cappella facendolo letteralmente impazzire.
“Adesso ti debbo squassare la fica, stronza apri le cosce”.
La troia obbedì, l’amico si stese su di lei e le fece scivolare lentamente nella sorca tutta la sua varra e poi subito dopo cominciò a chiavarla come un forsennato.

“Puttana ti piace il cazzo, dove ti piace di più?”.
“Dappertutto, mi piace in mano, in bocca, tra i seni, nella fica e nel culo ma adesso stai bene nella fica, mi hai riempita tutta con quel bel pescione che hai, io già godo”.
“Che bello, una puttana che gode per davvero, che non finge, non mi era mai capitato, io invece non voglio ancora godere, ti debbo fare prima il culo e poi voglio godere nella tua bocca da bocchinara”.

Sentendo quel programma mia moglie strinse le gambe dietro la schiena dell’amico ed urlando godette.
“Adesso voglio sfondarti il culo, mettiti a pecora”.
“Falla mettere a sponda letto e sfondala stando in piedi, le piace di più”, dissi.
“Zoccola mettiti come piace a te”, le ingiunse l’amico.
Gioia si posizionò a pecora sul bordo del letto.
“Mentre la inculi deve farmi un bocchino, ho le palle che mi scoppiano” e mi sedetti sul letto col cazzo eretto davanti alla bocca della puttana che subito cominciò a sbocchinarmi.

“Giusto, per una troia come tua moglie un solo cazzo alla volta è poco” e lentamente ma inesorabilmente glielo fiondò nel culo fino alle palle e diede inizio ad un furioso andirivieni.
Gioia ebbe un grido di dolore che presto si trasformò in un mugolio di goduria.
“Gioia mia ti piace?”.
“È da morire, che grossa mazza che ha e come mi pompa bene”.
“Certo che ti pompo bene, hai un culo strettissimo nonostante le mazze dei negri che ti sei cuccata, ti piace essere inculata?”.

“Tantissimo”.
“Quante mazze hai preso in culo, troia?”.
“Tanti, sappi che tutti quelli che abbiamo incontrato hanno sempre voluto farmi il culo”.
“E devi sapere che sono oltre cento quelli che abbiamo incontrato, oltre, ovviamente quelli che l’hanno inculata prima che la conoscessi”, aggiunsi io.
“Puttanona quindi quanti metri di cazzo ti sei presa nel culo?”.
“Se ogni cazzo è circa quindici centimetri, sei fanno un metro, allora diciamo trenta metri di dure mazze”.

Trenta per sei faceva centottanta cazzi, la mia irreprensibile mogliettina ne aveva presi tantissimi ancor prima di incontrarmi, che adorabile stronza.
“Che zoccola, che puttana, allora non sei una rottainculo sei una sfondatainculo”.

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