yoga

Fare yoga è bello, mi ha sempre intrigato! Ma quando l’ho capito veramente, era passato circa dopo un mesetto che avevo iniziato a seguire delle lezioni private a casa di un’amica…soprattutto dopo quel che mi è capitato.
Partiamo dall’inizio:
Una mia cara amica ha, per caso, iniziato a seguire delle lezioni di yoga qualche anno fa. Da allora è diventata sempre più brava, tanto da poter diventare prima assistente e poi maestra di yoga nella scuola in cui ha iniziato.

L’anno scorso stavo parlando con lei, una ragazza giovane, alta circa 170cm, corporatura magra, capelli biondi e lunghi fin poco sopra le spalle, uno sguardo stupendo con le sue pupille marroni tendenti al nocciola, un culetto che farebbe invidia alle più belle attrici di Hollywood e due piccoli seni che però ti fanno pensare “quanto li vorrei poter coprire con il palmo della mano”, voce calma e suadente, ma allo stesso tempo ferma, di chi sa cosa vuole dalla vita.

Parlando, esce il discorso dello yoga e sul fatto che anche io avrei voluto provare e lei, che chiameremo “V”, si propone di farmi delle lezioni gratuite.
Dopo qualche mese da quella chiacchierata, finalmente riusciamo ad organizzare la mia prima lezione: V mi fa fare un’ora intensa, dove mi fa provare varie tipologie di yoga; alla fine della lezione mi sento stanco e stremato, ma contento e le dico che voglio continuare. Così ci organizziamo in modo da poter far una volta alla settimana una lezione da circa un’ora a casa sua e io, in cambio, per ripagarla, le offro sempre la cena.

Così si susseguono le lezioni, pian piano, un’ora alla volta e passa circa un mese da quella prima lezione; nel giorno e nell’ora decisi per quella settimana, come sempre, arrivo da lei appena finito di lavorare con lo zainetto in spalla contenente i vestiti da usare per la lezione. Ci salutiamo e vado in bagno a cambiarmi; nel mentre V va a preparare nella stanzetta predisposta allo yoga i tappetini. Messi via i vestiti del lavoro ed indossati i pantaloncini e la maglietta, la raggiungo e mi siedo sul mio tappetino, in attesa che lei si sieda sul suo, posizionato davanti al mio.

Ma, prima di sedersi, mi dice di alzarmi che questa volta avremmo fatto yoga in un modo leggermente diverso dal solito, in un modo più “naturale” e, dicendo questo, si toglie la maglietta e continua dicendomi “togliti i vestiti…tutti! Spogliati completamente che facciamo yoga nudi”. Io, incredulo, la guardo mentre si toglie il top e i pantaloni e, mentre si sta togliendo le mutandine, mi dice di muovermi a spogliarmi, che dobbiamo iniziare la lezione!
Ancora con la bocca aperta, intento ad ammirarla li, nuda, davanti a me, con quelle sue tette che spuntano dal petto, grandi come una coppa di champagne, con in punta dei capezzoli rosei, la pancia piatta, le anche che spuntano leggermente a lato e la sua bella fighetta, quasi completamente rasata, con un piccolo triangolo di pelo castano chiaro posizionato poco sopra le grandi labbra.

Con un piccolo gesto con la mano, V richiama la mia attenzione e mi dice di muovermi; mi tolgo la maglietta e i pantaloncini e rimango un attimo fermo prima di togliermi le mutante, l’ultimo baluardo che mi copre un’erezione ormai non più controllabile; prendo un lungo respiro e le abbasso.
Appena finito di spogliarmi, senza neanche guardarmi, mi fa il gesto di sedermi sul tappetino ed iniziamo la lezione facendo tutte le posizioni fatte già le altre volte, solo che ogni volta che si china con le gambe dritte e mette le mani vicino ai piedi, faccio fatica a concentrarmi e le guardo quel bel culetto che si ritrova, pensando a quanto sarebbe bello prenderla da dietro in quella posizione e di farle sentire quanto è duro il mio cazzo; come anche ogni volta che facciamo una posizione in cui si deve allargare bene il bacino e mette in mostra il suo monte di venere, è sempre un casino e vi assicuro che nello yoga posizioni del genere sono mooolto frequenti.

Quindi io, in pratica, sono perennemente con l’uccello in tiro. Ad esempio, un altro momento incasinato, avviene quando dobbiamo fare una delle tante posizioni per allungare la schiena: spostando il peso sulle spalle, testa all’indietro e gambe e piedi portati fin dietro la testa fino a toccare terra con le dita dei piedi…il problema dell’avere un’erezione in quella posizione è il trovarsi la cappella a pochi centimetri dalla faccia e non è stato molto bello!
Finalmente, dopo quasi un’ora, arriviamo agli ultimi 15 min di lezione in cui si fa riposo: come sempre, mi fa sdraiare sul tappetino, pancia all’aria, gambe e braccia distese e lasciate morbide per terra e occhi chiusi.

Inizia la solita solfa sul cercare di lasciarsi andare, sentire ogni parte del corpo pesante, di non muoversi, occhi chiusi, respiro cadenzato e sento che, come le altre volte, si avvicina a me per mettermi sugli occhi una cosa fatta da lei x coprirli ed aiutare nel rilassamento. Però la sua voce la sento sempre molto vicina a me, poco sopra la testa, finché non sento qualcosa avvicinarsi alla faccia, subito penso sia una sua mano e mi domando il perché, anche se spero vivamente che poi scenda più giù ed inizi a segarmi l’uccello, che è sempre in tiro! Ma poi, invece, la sua voce cambia, e mi dice che devo continuare a tenere gli occhi chiusi e tirar fuori la lingua: io ovviamente eseguo e subito dopo sento qualcosa di morbido ed umido sopra la mia bocca.

“Lecca” mi ordina e capisco che finalmente è arrivato il momento: si è inginocchiata su di me e mi ha sbattuto in faccia la sua patatina!
Nella mia testa c’è una festa! Era parecchio che mi immaginavo questo momento e non credevo sarebbe realmente successo…quante seghe mi sono fatto pensando a lei!
Lecco, lecco le grandi labbra, la parte attorno, infilo la lingua dentro, le mordicchio il clitoride che ormai è gonfio dall’eccitazione; le metto le mani attorno ai fianchi e cerco di girarla, in modo da fare un bel 69, ma lei resiste in quella posizione.

Per fortuna mia, resiste poco. Quando sento i suoi primi umori colarle sulle cosce e sul mio viso, lei finalmente decide di girarsi. Le sue ginocchia sono attorno alla mia testa, le mie mani esplorano ogni parte del suo culetto e la mia lingua continua a farle provare un piacere immenso e lei si china su di me, innanzitutto lo sfiora con le mani ed io ho già i brividi! Poi lo prende con la mano destra, lo stringe e tira giù tutta la pelle e la tira su, poi giù e poi su, piano piano, mi sta facendo impazzire! Lei ormai è quasi arrivata all’orgasmo, si ferma un attimo e credo stia inarcando la schiena, perché non sento più i suoi seni sfiorarmi la pancia.

La sento ansimare sempre più profondamente, sempre di più, finché non diventano quasi dei piccoli urletti di piacere: sta godendo! Io però in resisto! Tra la vista della sua fighetta, le sue mani che continuano a segarmi molto lentamente e sentirla godere, sto per venire anche io: con una maon cerco di portarla giù, stavolta mi lascia fare e finalmente sento le sue labbra attorno al cazzo. Lei ha degli spasmi sul ventre, segno che sta godendo ancora…ci sta mettendo davvero impegno in quel pompino e pochi secondi e le riempio di sperma la bocca.

V sento che continua a ciucciare ed in parte ingoia, in parte fuoriesce e cola lungo la mia asta.
Ma dopo un’ora di eccitazione continua, non mi basta un pompino. La faccio girare con la schiena per terra e continuo a leccarle la figa, facendola arrivare quasi al secondo orgasmo. A quel punto mi dice “ti prego, non resisto più! Scopami” per fortuna ho ancora l’uccello in tiro ed una voglia matta di ficcarmi quella gran fica di V e la accontento all’instante.

Mi porto su di lei e, baciandola in bocca, la penetro con un colpo solo. Scosto un attimo la faccia dalla sua, per guardarla mentre me la sto scopando: è bellissima! Il suo volto ha un’espressione di goduria, il suo respiro è sempre più simile a degli urletti e questo mi eccita ancora di più! Voglio sbattermela fino allo sfinimento, voglio riprendermi di tutte quelle volte che mi sono toccato pensando a lei e di quanto sarebbe stato bello fare sesso con lei.

V ha il suo secondo orgasmo e mi dice che vuole che le venga sulle tette. Quindi mi fa uscire da quell’antro bagnato e caldo che è il suo monte di venere e, messomi sopra di lei, lo prende in mano per farmi una di quelle che definirei tra le seghe migliori mai ricevute, fa certi movimenti con la mano che non capisco, ma che mi fanno godere come un maiale: poco tempo dopo, sto già per venire.

Credo che lei senta il mio cazzo pulsare sempre di più, perché V si mette in posa per riceverlo tutto sui seni. Poche menate e le sborro copioso addosso, qualche schizzo più lungo addirittura le arriva in faccia. Le ultime gocce le lecca e poi mi sposto leggermente, per darle modo di mettersi meglio. Mi guarda compiaciuta con ancora degli schizzi sulla faccia e con le dita ne prende un pochino e se le porta in bocca, leccandole simulando un pompino.

Questo è troppo! Mi sta venendo di nuovo voglia, ma ho bisogno di 5 min di riposo, così lei ne approfitta e va a lavarsi.
Quando torna, purtroppo, mi dice che è tardi e che, a malincuore, deve andare via.
Ed aggiunge che la prossima volta che accadrà, farà in modo di avere tutto il tempo necessario per poterlo fare tante volte in più, che vuole provare altre posizioni.
NON VEDO L’ORA!
In attesa della lezione della prossima settimana, sto cercando di trattenermi dal masturbarmi con l’immaginarmi quello che potrà accadere.

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