Archivio mensile:Luglio 2015

La mia ragazza (racconto trovato in rete)

Da quando sto con Miriam, finalmente posso dire che il sesso è totale.
Mi presento, sono Mario e ho una insaziabile voglia di perversione.
Tutto quello che è normale nel sesso, per me è noia, tutto quello che va oltre le righe, è godimento alla massima espressione: così, dopo diverse esperienze con ragazze che non mi hanno soddisfatto (non per colpa loro)ho incontrato Miriam.
Difficile descrivere Miriam senza eccitarsi, è già sexy di suo, se poi penso a quello che le ho fatto…
Ma andiamo per ordine Miriam è alta 1,65, capelli biondi chiari, terza di seno, un culo che a solo sentirlo, ti viene voglia di morirci dentro: di solito veste con gonne e quello che mi fa impazzire, è che mette sempre dei tanga, perché lei dice, che il bordo le sfrega la fica e questo la eccita un casino mentre cammina.

Il suo sguardo, come tutto il suo viso, è un inno al sesso e, così è stato.
Dopo pochi giorni che eravamo insieme, le avevo già fatto il culo, era inevitabile, ce lo ha a mandolino, troppo invitante per resistere.
La prima volta che abbiamo fatto sesso, lo abbiamo fatto normalmente nel letto ma subito abbiamo capito tutti e due che avevamo bisogno di emozioni forti, soprattutto io.
Il primo pompino è stato delizioso, lei ha due labbra e una bocca leggermente larga, che sembrano fatte apposta per fare godere i cazzi.

Io ho un uccello di medio-piccole dimensioni per cui sin da subito ho tirato fuori delle variazioni che Miriam ha subito accettato di buon grado, sottomettendosi a ogni mia richiesta.
Quando ho visto come lei mi seguiva in tutto quello che le chiedevo, la mia fantasia più estrema si è sextenata in realtà e così, Miriam mi ha seguito fino all’inferno dandomi tutto e anche di più.
Dopo qualche giorno di pompini e scopate normali, le ho detto che volevo stare nel suo culo e lei, subito si è messa a pecorina e spostando lo slip di lato,mi ha detto;
“ è tuo”
Ma a me non bastava scoparle il culo, io volevo sentirla urlare per me e vederla sottomessa come una schiava.

La mia depravazione è un limite e un pregio e comunque io godo in questo modo, così, ho cominciato a violentarle l’anima e il corpo.
Ricordo che sono andato in cucina pensando al suo fantastico sedere e ho preso un cetriolo di circa 22 cm, bello grosso di circonferenza, lo avevo scelto la mattina sperando che lei mi dicesse che potevo averla anche dietro.
Prendo un preservativo , lo metto sopra il cetriolo, poi lo lubrifico bene, spalmo anche il mio cazzo con dell’olio di vaselina e poi
Adv
torno da lei e le dico;
“Vediamo quanto sei larga”
così dicendo le apro le natiche e mettendo in mostra un buco,non più vergine, ma poco usato, le infilo un dito dentro per prepararla, lei emette un piccolo gemito e si contrae attorno al mio dito, io allora ne metto un altro e comincio a allargarle il buchetto:
lei guarda il cetriolo che ho in mano e con la lingua si bagna le labbra e mi dice;
“Quello è veramente grosso, bisogna che fai piano”
io ascolto quello che dice, poi, le metto le mani sulle spalle e senza pensarci,le metto dentro in un colpo solo il mio cazzo.

Il suo urlo per l’intromissione violenta, mi eccita ancora di più, spingo forte il mio cazzo e nello stesso tempo appoggio il cetriolo alla sua fighetta e senza aspettare,lo spingo dentro.
Il cetriolo viene risucchiato dalle sue labbra vaginali, sento il contatto, la piccolissima pelle che divice i due buchi, mi permette di sentire quanto Miriam sia piena e in quel momento le sborro nel culo per la prima volta.
I suoi gemiti, adesso sono sospiri, il mio cazzo dietro l’ha appena sentito mentre il cetriolo, l’ha riempita per bene, ma davanti Miriam è bella aperta e si è subito adattata alle nuove misure.

Finisco di riempirle il culo di sperma, poi, esco e tiro fuori anche il cetriolo, le metto due dita in bocca e comincio a spingerle il cetriolo nel culo: questa volta il suo urlo di dolore si smorza sulle mie dita, sento e vedo dallo specchio che ho davanti al letto, che sta soffrendo molto, sono un bastardo, non me ne frega niente, lei mi chiede di smettere e, più me lo chiede, più io lo spingo dentro.

Vedo il suo buco dilatarsi all’inverosimile, si lascia andare verso il letto sperando di farlo uscire, io invece la seguo e le dico;
Mordi la mano se soffri troppo, levo le dita e le metto la mano davanti a sua disposizione e poi, faccio sparire tutto il cetriolo nel suo culo.
Vedo le lacrime scivolare giù per le guance e sento il morso che mi fa sanguinare la mano, quel dolore che mi ha provocato, io gli e lo ricambio con gli interessi, tengo solo la punta estrema del cetriolo, tutto il resto le sta martoriando il sedere; vedo il rossore del suo non più piccolo foro e continuo a sodomizzarla per cinque minuti, lei adesso è stesa sul letto, lo sguardo e la faccia sono tornati normali, sento che si sta sditalinando e poi la sento godere.

La sento dirmi cose volgarissime e io allora, per vendetta aumento il ritmo mentre viene.
Il suo buco del culo sfondato dal cetriolo, si è allargato a dismisura, quando lo tiro fuori, vedo un leggero rigagnolo di sangue e vedo le sue feci che hanno sporcato il preservativo, la guardo soddisfatto e le dico;
“Siamo solo all’inizio…vuoi che smetto e mi comporto normalmente?”
lei mi guarda e mi dice;
“No—mi hai fatto molto male ma mi è piaciuto..fai quello che vuoi, come vuoi, quando vuoi.


Quella dichiarazione d’amore e di sottomissione mi eccita da morire, la faccio vestire solo con una gonna e niente sotto e, una camicetta trasparente che mette in mostra i suoi seni pronti a essere torturati, la prendo per mano e la faccio uscire di casa, la faccio salire in macchina, la porto nel bosco dei guardoni che come dice il nome, è il posto dove i ragazzi vanno a scopare e dove tutti guardano.

Mi fermo in un posto che è ben visibile e tirando giù il vetro le dico;
“Mettiti a pecorina con la testa fuori”
lei esegue, le metto una mano nella fica e sento quanto è bagnata, nel frattempo noto come il buco del suo culetto stia tornando normale, prendo dal porta oggetti un vibratore nero di dimensioni ancora più grandi del cetriolo e subito lo metto dentro la fica.
Il vibratore nero, l’ho comprato in mattinata subito dopo avere acquistato i cetrioli, misura 25 cm e la circonferenza è veramente per fighe e culi ben dilatati, in caso contrario è dura tenerlo dentro.

Il suo urletto all’intrusione del cazzo finto, mi fa morire di piacere, comincio a spingerlo deciso, vedo la sua testa fuori dal finestrino che sobbalza alle mie spinte, le prendo i capelli e tirandoli forti all’indietro ,le dico;
“Ti piace brutta troia eh!!”
Senza aspettare risposta gli infilo tutto il vibratore dentro, Lei mi urla che le piace e subito dopo raggiunge un altro orgasmo da sballo.
Io sono ancora arrapato e voglio di più, vedo dei ragazzi che guardano e gli faccio cenno di venire alla macchina, loro si avvicinano e io gli dico che possono fare quello che vogliono con la mia ragazza.

Sono dei ragazzini sui 18 anni, non gli sembra vero, subito uno le mette il cazzo in bocca mentre un altre le strizza le tette, io continuo a torturarla con il vibratorenella fica, uno mi chiede se può scoparla, io gli dico che davanti è già piena ma che se vuole, puùò metterglielo nel culo, che a lei piace lo stesso.
Il ragazzino sale sulla macchina vede quel culo così bello, pronto, si tira fuori un cazzo enorme e mi dice;
“Non sono mai riuscito a metterlo nel culo di una ragazza perché ce l’ho troppo grisso…sei sicuro che posso?”
Io guardo quel cazzo che è veramente abnorme e gli dico;
Accomodati, non ti preoccupare se urla, gli piace e lo fa per eccitarmi”
Allora il ragazzo si posiziona e spinge il cazzo tra le natiche di Miriam, Il vibratore che ha davanti, non permette al ragazzo di metterglielo nel culo e allora, anche se contro voglia, lo tolgo e mi metto a guardare la scena.

Miriam,sta ricevendo un secondo cazzo in bocca, vedo che è già sporca di sperma nei capelli e sul collo, è leggermente sudata, io la tengo ferma per le spalle perché so che quando il ragazzo si spingerà nel suo culo, lei cercherà di sfuggirgli e così è.
Il ragazzo si sputa sul cazzo e cerca di bagnarlo, io gli dico di non farsi problemi e allora, lui le prende i fianchi, li stringe forte e poi, spinge il corpo di Miriam contro la sua cappella: un attimo di resistenza e poi vedo che la cappella sparisce insieme a metà di quel cazzo, sento un urlo strozzato sul cazzo che ha in bocca e vedo delle gocce di sudore colarle dalla fronte, le lacrime che per la seconda volta le scendono sulle guance, sono dovute al dolore, il ragazzo che le sta violentando il culo dice;
“Che bello…finalmente sento un culo stretto”
E così dicendo le mette dentro anche il rimanente del suo cazzo, io mi metto a fare una sega mentre vedo Miriam che viene sbattuta contro il finestrino da quel mostro di cazzo; duardo il suo culo dilatarsi all’impazzata e vedo che le palle del ragazzino si abbattono a frustare le sue natiche.

Quella scena di violenza anale è talmente forte che presto sborro sulla schiena di Miriam, vedo che lei sta succhiando un terzo cazzo, mentre il primo che gli ha sborrato in bocca, adesso sale e decide di pisciarle addosso.
Vedo il caldo di quella urina ,bagnarle la schiena e scendere sul suo corpo, le metto una mano nella fica e le dico;
“Pisciati addosso adesso! subito”
Miriam non può rispondere, vedo che stringe i muscoli vaginali e piano un rivolo di urina scende sulle sue cosce.

Il ragazzo che le ha spaccato il culo urla il suo piacere e, con un colpo terribile le viene dentro,poi lo tira fuori e portandosi davanti,fa spostare il ragazzo che sta godendo della bocca di Miriam e le dice,
“Adesso ripulisci tutto quello che mi hai lasciato attaccato e cerca di metterglielo in bocca, Miriam non riesce a metterlo in bocca e allora lo lecca da fuori cominciando a pulirgli tutti gli escrementi e il sangue.

Il ragazzo che ha dovuto toglierlo dalla bocca, apre la porta e facendo alzare Miriam gli e lo mette nella fica e comincia a farla impalare da sola, Miriam cerca di accontentare tutti e in quel momento mi da una mano per sentire il mio contatto e la stringe forte.
Mi rendo conto che sono un bastardo al massimo, ma è più forte di me, vederla presa da tutti, violentata e umiliata, mi fa godere come un pazzo, aspetto che tutti prendano Miriam come vogliono e dopo circa due ore, rimasti soli la porto verso casa.

Arrivati all’incrocio con l’autostrada vedo un cane lupo e mi viene in mente un ulteriore sconcezza, ho visto un sacco di film con a****li che scopano con uomini e così fermo la macchina e aprendole la fica le metto dello zucchero che tengo in machina, poi faccio avvicinare il cane,che sentendo lo zucchero comincia a leccarla voracemente: una volta finito lo zucchero, il cane sente l’odore della femmina in calore e allora, alzando le zampe va a coprirla e le mette il suo affare dentro e comincia a leccarla tutta.

Dopo le misure che ha provato Miriam in quella giornata, sicuramente l’unico problema cje le rimane è quello di adattarsi a quella nuova esperienza.
Io l’accarezzo mentre sento il ringhio affannoso del cane che ben presto fregandosene dei tempi di Miriam , le viene dentro, si sfila e si allontana.
Affascinato da quello che ho visto e sempre più porco e senza limiti, mi viene voglia di portarla nella stalla di un mio amico, dove si trova uno stallone bellissimo di 4 anni, così, prendo e ci vado.

lei è stravolta mi dice che è stanchissima, io le dico che non ho ancora finito con lei, lei mi risponde se possiamo continuare il giorno dopo, ma io ormai ho deciso, la porto fuori città, arrivo alla casa del mio amico, lo saluto, presento Miriam e gli dico se posso farle vedere il cavallo: ovviamente lui accetta e ci segue.
Io intanto che camminiamo, racconto a l mio amico cosa voglio fare, lui stupito e incredulo, si eccita subito e mi lascia strada.

La faccio entrare e subito la porto davanti al cavallo e le dico;
leccagli il membro fino a sentirlo duro”
lei è un attimo timorosa e io ribadisco;
“Subito”!!
Così, lei entra nel box e con una mano scende sul cazzone del cavallo, comincia a sfregarlo e a andare avanti e indietro, in pochi secondi lo stallone tira fuori un arnese enorme e nitrisce come un pazzo, quando poi lei comincia a lecacarglielo, io divento paonazzo dall’eccitamento.

Il mio amico guarda la scena, quando vede che Miriam riceve la sborra del cavallo e che viene imbrattata tutta, la prende per un braccio ,la fa piegare e aprendo la zip gli e lo mette in bocca, lei lo succhia con le ultime forze rimaste, io tiro fuori il mio cazzo e la faccio mettere a pecorina e ancora una volta lo metto nel suo culo, adesso ben aperto.
In poco tempo sia io che il mio amico, la riempiamo di nuovo di sperma, a quel punto decido che per quel giorno può bastare…con calma penserò a cosa farle nei prossimi giorni.

Adesso ho voglia di portarla a casa e riposarmi un poco e mentre torno con lei umiliata, sporca. violentata in tutti i modi, già penso alle porcate che ancora posso fargli e subito un nuoo eccitamento cresce nei miei calzoni, sporchi di feci e di sperma….

avventure in ascensore nn mia

Avventure in ascensore 

Sandy si era svegliata molto presto. A dire la verità non riusciva più a riaddormentarsi, dopo che si era svegliata di soprassalto, forse per un rumore improvviso. La strada era ancora deserta alle sei e mezza del mattino, ma lei si stava già infilando nella porta girevole dell’edificio in cui lavorava. La sua chiave elettronica da manager le permetteva di entrare e uscire a qualsiasi ora. Il tailleur nero le stava a pennello, gli occhiali da sole erano inforcati tra i capelli sopra la testa.

Il passo deciso sulle scarpe con i tacchi alti. La guardia notturna era ancora lì, avrebbe smontato due ore dopo, quando il turno del mattino gli avrebbe dato il cambio. Sandy si diresse con passo fermo verso l’ascensore. La guardia la salutò e lei ricambiò alzando la mano, in un consueto gesto, mentre la sua attenzione veniva attratta da un’altra parte. Nel corridoio a piano terreno, stava camminando un’altro uomo: tuta blu da tecnico, berretto con visiera e cassetta degli attrezzi appesa a una spalla.

L’uomo in blu si fermò davanti all’ascensore e premette il pulsante. Sandy non si affrettò, ma con passo lento e deciso s’avvicino. Le porte s’aprirono e Sandy entrò per prima. ”Centounesimo, grazie”. disse, senza nemmeno guardare l’uomo con la tuta. Le porte si chiusero e l’ascensore cominciò a salire. Sandy guardava avanti, sbirciava di tanto in tanto verso l’altra. Ma era decisamente più attratta dal numeratore digitale che segnava il numero dei piani. All’improvviso l’ascensore si fermò.

Il display del numeratore si oscurò e questo non era un buon segno. Passò qualche secondo, Sandy schiacciò il tasto dell’allarme, ma a quanto sembrava, anche questo era fuori uso. Cominciò a sudare. Improvvisamente l’uomo in tuta le prese un polso e lo torse dietro la schiena, obbligandola a girarsi verso uno degli angoli dell’ascensore. C’era un seggiolino angolare ricoperto di velluto, così come le pareti laterali. Il pavimento era di moquette e sulla parete di fondo era stato inserito uno specchio.

All’altezza dei fianchi c’era un leggero corrimano in ottone, perfettamente lucido, in cui ci si poteva addirittura specchiare. L’uomo in tuta premette la faccia di Sandy contro l’angolo. ”Vieni indietro coi piedi” ringhiòe Sandy si trovò spaesata, atterrita dal fatto che l’ascensore si fosse bloccata, non riusciva a ragionare e fece solo quello che l’altro le stava chiedendo. La sua indole battagliera da manager arrivista e schiacciasassi, se ne era rimasta a casa quella mattina.

Sandy, quindi arretrò con i piedi. L’uomo in tuta stava al suo fianco. Con un piede fece in modo che le gambe di Sandy si divaricassero. ”Scommetto che hai la fica rasata”. Sandy non rispose, non sapeva che cosa dire. ”Allora? Ti ho fatto una domanda”. Sandy annuì con la testa. La mano dell’uomo s’infilò sotto la gonna del tailleur e andò letteralmente a prendere e soppesare il sesso di Sandy. ”Scommettiamo che da oggi questa fica diventa mia?”Silenzio.

”Mi piacciono le manager vacche come te, sai? Volete fare le dure e non aspettate altro che qualcuno vi dica cosa dovete fare”. Sandy non capiva. Beh, certo, capiva cosa voleva dire l’uomo in tuta, ma non capiva perché tutto questo le stava piacendo e allo stesso tempo la urtava. La mano dell’uomo in tuta si scostò dal sesso di Sandy e lo schiaffeggiò dall’alto al basso. Un mugolio di dolore misto a piacere uscì dalle sue labbra.

L’uomo in tuta la schiaffeggiò ancora. ”Ti piace farti battere la fica, vero”?Ancora due colpi, forti, veloci e poi un terzo ancora più forte, dopo il quale la mano rimase lì, aderente al sesso ormai bagnato. La mano si fece largo sotto l’elastico del perizoma sottile. Due dita entrarono senza esitare. ”Per essere una manager sei piuttosto stretta. Sai”? Tolse le dita. ”Vediamo, ora facciamo uno scambio culturale”. L’uomo in tuta blu frugò nella borsa di Sandy.

”Bello questo cellulare. Lo tengo io e in cambio ti do il mio che è più anatomico”. Prese il proprio cellulare dalla tasca anteriore della tuta. Lo passò delicatamente sopra il perizoma. Poi lo passò sotto l’elastico e lo infilò nel sesso di Sandy. ”Ecco”. L’uomo in tuta digitò un numero sul cellulare di Sandy e il telefono inserito cominciò a vibrare. Sandy si accasciò quasi. ”Eh no! Devi stare bene in posizione. Ti piace eh, un bel telefono vibrante nella fica”?Ridacchiò.

“Quando avremo finito qui, te lo terrai lì. Io ti chiamerò tutto il giorno. Dovrai alzarti e con classe andare in bagno, levarlo e rispondere. Io ti darò delle istruzioni e poi lo rimetterai nella tua fica pelata. Intesi”?Sandy annuì con la testa. ”Ah, dimenticavo. Ogni volta prima di metterlo a posto, lo pulirai bene con la tua lingua da puttana”. Sandy annuì ancora, mentre il telefono continuava a vibrare. ”Per ricaricarlo lo lascerai dov’è.

Semplicemente attaccherai il filo al telefono e poi a una presa”. Una breve pausa. ”E ora, vediamo un po’ cosa c’è da aggiustare qua. Scostò il perizoma dal solco tra le natiche. ”Direi che un bel cacciavite può andare”. L’uomo in tuta aprì la cassetta degli attrezzi e scelse il cacciavite con il manico più grosso. Avvicinò il manico alla bocca di Sandy. “Dai usa la tua lingua per lubrificarlo”. Sandy non sapeva cosa le stesse succedendo e obbedì.

Leccò il manico del cacciavite, fino a quando non fu abbastanza coperto di saliva. Poi l’uomo in tuta lo fece scivolare sotto il tailleur e lo presentò davanti all’ano. ”Spingi un po’ in fuori, zoccola”. Sandy si sforzò, spingendo. ”Brava”. L’uomo spinse il manico del cacciavite lentamente, fino a farlo entrare completamente nell’intestino di Sandy. ”Hai un bel culo sai. Vieni ancora indietro”. Sandy arretrò ancora. L’uomo guidò la punta del cacciavite verso un foro nel pannello di controllo dell’ascensore.

“Ecco. Ora è bloccato. Facciamo vibrare il telefono e tu ti scopi il culo con il cacciavite”. Compose ancora il numero. ”Lo senti il telefono che ti vibra dentro? Dai, avanti a indietro, scopati il culo con quel bel manico”. Sandy si muoveva. Le piaceva. Sentiva nascere dentro di lei il suo essere vacca, come le aveva detto quell’uomo. “Forza, voglio vederti godere come una cagna. Perché tu sei una cagna, vero”?Sandy annuì e continuò a farsi scivolare nell’ano il manico del cacciavite, mentre il telefono vibrava e le procurava insaziabili sensazioni.

La sua voce uscì, finalmente, in gemiti di piacere irrefrenabili. ”Allora, cagna. Di chi sono questa fica e questo culo?” “Sono tuoi”. ”Bene. E ricordalo”. Sandy venne urlando il suo orgasmo nell’ascensore. L’uomo la fece rivestire. ”Ora vai al lavoro, fai la brava puttana. Ti chiamo io per darti direttive”. ”Sì Signore”. si limitò a dire Sandy e uscì sul 101° piano.

mare GROSSO!!

Gia il primo giorno in spiaggia avevo notato quella ragazza un po in carne, con un seno strepitoso e che indossava sempre costumi “erotici”…
Fortunato il suo ragazzo che poteva giocare con quella favola, o fortunata lei che poteva giocare con il cazzo del suo compagno ?
Gia… perché l’ occhio mi era caduto pure su di lui, ma non sulla persona ma nella sua zona inguinale!
Indossava sempre costumi a mutandina o tipo boxer ma sempre tremendamente attillati e lucidi! Ovviamente lasciavando in risalto quello che contenavano… e di roba ce n’ era!!!
Dopo qualche giorno che ci si vedeva, abbiamo fatto conoscenza e cosi la mia ragazza passava lunghi periodi a chiaccherare con la ragazza formosa, mentre noi ragazzi intervenivamo ogni tanto nel discorso.

Una sera si decide di uscire assieme a mangiare una pizza, la serata passa tranquilla e poi ognuno nella sua stanza dello stesso albergo.
La sera successiva, dopo aver cenato le ragazze dicono di aver voglia di andare per negozi… noi maschi ci guardiamo e diciamo che rimaniamo in hotel a bere e giocare a calcetto!
Loro partono e noi chiacchieriamo sul divano in reception facendo commentini e fantasticando su ragazze che passavano…
Ad un tratto, lui mi dice che deve andare in stanza a prendere il telefono, mi chiede di salire un attimo, e poi saremmo andati in giardino a giocare a biliardo.

Ok.
Saliamo ed entriamo nella sua stanza, mi dice che va un attimo al bagno.
Io ne approfitto per sbirciare le scarpe e i vestiti di lei lasciati fuori dall armadio quando ad un tratto lui esce dal bagno, in maglietta e mutande e vedendo che stavo guardando le scarpe della sua compagna mi chiese se mi piacessero…
Un po imbarazzato e un po sblordito risposi che le piu belle erano un paio di sandali in pelle rossi, con zeppa in sughero.

Lui mi disse: dai provateli!!!
E io lo guardai con una faccia sbigottita, ma piena di voglia di farlo.
Me lo ripete una seconda volta e allora io mi tolgo le ciabatte e poi gli domando cosa avesse in mente.
Schiettamente mi risponde che aveva visto il mio interesse per il suo cazzo e voleva solo divertirsi un pochino, uscire dalla monotonia di coppia.
Mi specificò che a lui non piacciono gli uomini, ma un bel trans si.

Allora metto anche io i puntini sulle i e specifico che non mi piacciono neppure a me gli uomini, ma mi piace il cazzo, mi piace vestirmi da donna e trasgredire dal normale.
Bene, ti va di metterti qualcosa della mia compagna?
Si, volentieri!
Allora prende in bagno un costume due pezzi nero, con i contorni bianchi; mi dice di metterlo. Io allora vado in bagno, e mentre mi spoglio riapre la porta e mi passa una gonna rossa soffice e molto larga, lunga fino al ginocchio, e poi una canottiera bianca semplicissima e i sandali rossi che tanto mi piacevano.

Mi dice di vestirmi cosi e poi di uscire.
Eseguo, indosso le culottes e gia inizia a tirarmi, poi il pezzo sopra che rimane un po vuoto, poi infilo la canottierina semi trasparente e le gonnelline!
Sono figa…. mi manca il tocco! Ecco infilati i sandali che sono leggermente piccoli ma non importa.
Esco un po titubante e lo trovo disteso a letto, canottiera nera e mutande.
Si mette seduto e mi dice:
ciao tesoro, ho proprio voglia di un pompino!
Io felice mi avvicino atteggiandomi da zoccola, mi inginocchio sul letto e inizio a massaggiarlo attraverso le mutande.

Lui è compiaciuto, mi lascia fare e il suo cazzo inizia a prendere una forma immensa!
Non sta piu nelle mutande ed esce la cappella dall elastico sopra, è grossa, mi piace! Io mi sto bagnando, sto sporcando il costume!
Ad un tratto mi prende la testa e cerca di trascinarmi verso il suo membro.
Io mi fermo e domando e avesse un profilattico.
Hai ragione, è meglio!
Prendilo te, è nel biuty sopra la mensola in bagno.

Cerco…caspita, misura extra large.
Esco e lo trovo senza mutande, disteso con una erezione quasi totale.
Cavoli che dimensioni.
Scarto il preservativo e inizio a masturbare per irrigidire quel palo.
È pronto, glielo srotolo ed infilo.
Lui gode, si vede.
Prendo in bocca la punta e faccio gia fatica, lui mi domanda se mi piace.
Certo! Ma quanti cm è?
26!!!!
Accidenti, cose da film porno!
Come fa la tua ragazza?
Nessun problema, lei è abbastanza in carne ed ha molto posto per accoglierlo al suo interno!
Che figoooo!!!! Lavoro di mano e bocca, per la verità non riesco a inserirlo tantissimo ma sembra che a lui basti.

Proseguo e dopo un po mi dice che sta per venire; io domando come volesse farlo e lui mi dice di masturbarlo mentre sta seduto sulla sedia e io inginocchiato davanti.
Lo facciamo e gode da dio, io ho in mano questo enorme cazzo e mi piace molto, sono tutto bagnato nel costume, lui riempie il preservativo in una maniera che non avevo mai visto!
È contento e mi dice di fermarmi, è esausto.

Mi fermo ma ho il cazzo in tiro pure io, anche e confrontandolo con il suo sembra sia moscio.
Mi chiede se volessi farmi una sega, xo lui non me la fa, devo arrangiarmi ma mi lascia i vestiti della sua lei. Non sborrare sul letto!
Sulla porta dell armadio c’è uno specchio grande, mi masturbo di fronte a quello, guardandomi vestito da donna e vedendo il suo cazzo!
Vengo piacevolmente, tre bei fiotti che arrivano sul pavimento tranne uno che mi cade su un piede colpendo la fibia del sandalo.

Lui sorride e dice che bisogna pulire tutto dopo.
Mi riprendo e puliamo, sandalo, pavimento e costume.
Ci rivestiamo, e scendiamo in giardino, butto via il preservativo e ci sediamo aspettando le ragazze.
Dell’ accaduto non ne riparliamo piu, neppure nei giorni successivi.
Si puo definire la classica storia da mare!.

Monica la vicina di casa.

Racconto trovato in rete su xhamster

Erano le due e mezza del pomeriggio quando decisi di farmi una doccia veloce in vista dell’incontro galante con la bella vicina, poco prima delle tre sentii l’auto del vicino andare via, il bravo marito stava portando i figli al maneggio, mi affacciai alla finestra in tempo per vedere la Jeep svoltare l’angolo e sussurrai.
“Vai, vai al maneggio con i tuoi figli che ora al maneggio ci vado io caro avvocato o dottore dei miei stivali!”
“Si, vado a farmi maneggiare l’uccello dalla tua signora.


In realtà cercai con quelle parole di darmi la carica, di farmi coraggio, sarebbe stata la prima scopata dopo un periodo di astinenza di oltre quattro mesi, tutto successe un pomeriggio in cui io e Maura finimmo per litigare bruscamente e adesso eccomi qua a bussare alla porta accanto con una bottiglia di Martini in mano.
“Grazie del pensiero ma è meglio che riporti la bottiglia a casa sua, mio marito è quasi astemio e escludendo di finirla oggi noi due non saprei come giustificarne la presenza in casa.


“Vada!!! Se la riporti a casa sua la bottiglia che intanto accendo la moca. “
Il benvenuto che mi diede la vicina di casa fu freddo e distaccato, mentre ripercorsi il pianerottolo per riporre in casa la bottiglia pensavo a lei, aveva lasciato socchiusa la porta d’ingresso, era venuta ad accogliermi con una vestaglia di seta dal taglio semplice di color argento, i lunghi capelli castani lasciavano dietro di se una piacevole scia profumata che accese la mia immaginazione.

Cosa indossava sotto?
Forse nulla?
Oppure un classico baby-doll con tutto il resto dell’armamentario di seduzione femminile?
Entrai in quella casa trovandola ad aspettarmi poco lontano dall’ingresso, ai piedi senza calze portava un paio di pantofole rosa ornate di piume sulla parte superiore; si diresse verso la cucina scivolando sul pavimento in marmo lucido, la sua andatura mi parve appositamente studiata per mettere in risalto la nudità delle sue gambe. Tutto era visibile chiaramente dallo spacco della vestaglia stretta in vita da una cinta posta ad arte in modo da lasciare oltrepassare il mio sguardo, la seguii in cucina per non restare solo nel soggiorno ma anche per non staccarle gli occhi di dosso.

Con la mente davo sfogo alla mia fantasia, affacciandomi alla porta della cucina trovai che la situazione ci portasse ad una maggior confidenza, come se guardarla armeggiare ai fornelli ci avesse resi più vicini, poi lei mi chiese dandomi del tu.
“Marco, come lo preferisci, il caffè?”
“Di solito Monica dopo pranzo mi piace con poco zucchero preferibilmente con un pò di liquore come correzione ma se non hai amari o simili lo prendo tranquillamente liscio”
“Sei fortunato sai, in soggiorno abbiamo qualcosa per gli ospiti, vieni che diamo uno sguardo a quello che c’è.


Entrammo nel soggiorno e vidi il caminetto acceso, probabilmente da poco dato che l’ambiente non era molto caldo e la brace era poca, sul tavolino vicino al divano beige c’erano le bottiglie, avevo notato il Branca Menta e l’indicai come la mia ideale correzione del caffè, lei esclamò di adorare quell’amaro per via del gusto di menta. Ruffiana pensai, non devi darti arie da intellettuale ne di compiacermi nelle mie preferenze, io sono qui per darti quello che ho capito che stai cercando, un bel cazzo con cui godere per dimenticare la vita monotona che ti tocca fare con tuo marito, lui sicuramente si tromba la segretaria, la guardai cercando di simulare sorpresa e curiosità e la sfidai.

“Allora Monica, dopo il caffè ci facciamo due bicchierini con ghiaccio mentre facciamo qualche chiacchiera da condominio. “
“D’accordo Marco, tu prendi la bottiglia ed i bicchieri che io mi occupo del ghiaccio. “
La raggiunsi in cucina mentre stava versando il caffè, con movimenti lievi si voltò di spalle verso il frigorifero, restò un’istante piegata in avanti evidenziando le forme del suo sedere, vita stretta messa in risalto dalla cintura allacciata, bacino un pò largo ma glutei ben pieni e due lunghe gambe, nel prendere i cubetti di ghiaccio dal basso sportello del freezer si accovacci lasciando uscire tutta la gamba destra, era nuda o forse portava il tanga?
Lei alzò la testa sporgendo da dietro lo sportello del freezer, mi colse in contemplazione della sua coscia , mi sorrise guardandomi maliziosamente e alzandosi lasciò sul posto la vestigia, non c’è che dire, la mammina sapeva bene come giocarsi le carte riuscendo ad aumentare la mia eccitazione.

Restò completamente nuda, un fisico piacevole, anzi vista l’età di poco superiore ai quaranta non avrebbe sfigurato in qualche concorso di bellezza, restai un pò impacciato poi dopo qualche secondo mi avvicinai a lei appoggiando i bicchieri sul tavolo senza distogliere lo sguardo dal suo.
“Caro Marco dato che tutto sommato non abbiamo molto tempo a disposizione ho pensato di farmi trovare pronta, ho fatto bene???”
Me lo disse allungando le braccia verso la mia cintura che sfilò in due sole mosse.

“Certo Monica, hai fatto bene. “
Risposi mentre mi slacciai la camicia.
“Magari il caffè lo prendiamo dopo anche freddo. “
Le diedi uno sguardo più attento da capo a piedi, il collo era il punto più debole, quello in cui il tempo le aveva lasciato i segni più evidenti, tuttavia veniva bilanciato dalla fierezza del suo seno, un paio di belle tette dominate da turgidi capezzoli al centro di due ampie aureole.

Mentre mi slacciai i pantaloni i nostri visi vennero a contatto, abbassai la testa per baciarle il collo ma lei continuando ad armeggiare con la mia lampo parò l’assalto chiudendomi lo spazio, le nostre guance si toccarono e la fragranza del mio dopobarba si mescolò al suo profumo. Sfilai assieme pantaloni e slip, arrivati a metà gamba sentii la sua mano andare sotto a stringermi il cazzo, nello stesso istante io raggiunsi il suo monte di venere e con il dito più lungo iniziai a massaggiarle la figa.

I nostri sguardi si incrociarono, vidi nei suoi occhi l’eccitazione crescere sempre più e la stessa cosa stava avvenendo a me, bastarono due movimenti là sotto per farmi indurire il cazzo e quando lei si chinò davanti mettendomi le mani sui fianchi e iniziò a succhiarmelo tutti i miei timori furono spazzati via.
“Siii, brava Monica succhiamelo. “
Lei era molto brava, le mie mani si posarono sulla sua testa per darle il ritmo, si infilava tutto il mio cazzo in gola senza sforzi, mi stava facendo impazzire, capii che avrei dovuto essere meno egoista, non dovevo pensare solo al mio piacere ma dedicarmi a lei restituendole quello che mi stava facendo.

La presi per le spalle e la alzai, l’avvicinai al tavolo della cucina dove messi da parte bicchieri e tazzine la sollevai per i fianchi, si accomodò a gambe aperte inclinando il busto indietro appoggiando i gomiti, presi a massaggiarle la parte interna delle cosce con movimenti rotatori che si avvicinavano sempre più alla zona del pube. Mi accovacciai tra le sue gambe avvicinando la mia bocca alla sua peluria, trovai davanti a me una figa con un’apertura mai vista prima, le piccole labbra sporgevano molto nascondendo a stento il più turgido e voluminoso clitoride che avessi mai visto.

Mi fermai a pochi millimetri dal suo sesso, vidi il ventre della donna ritrarsi per lo spasmo, indugiai ancora una manciata di secondi respirandole addosso e poi iniziai a solleticarle con la lingua il punto d’incontro delle piccole labbra. Fu quando le baciai profondamente il clitoride affondandole la lingua sotto l’apertura della vagina che la sentii gemere fortemente; si lasciò cadere con il busto lungo il tavolo e con le mani mi accarezzò i capelli mentre io andavo aumentando il ritmo della mia lingua.

Controllai la sua eccitazione andando a giocare con le mani sul suo seno, trovai entrambi i capezzoli irrigiditi, ci giocai un pò con le dita poi le palpai le tette che tendevano a sporgere lateralmente, capii che riuscii a farle scalare la vetta del piacere quando lei mi strinse per qualche istante le cosce attorno alla testa per lasciarle cadere sulle mie spalle. Risalii dalla posizione rannicchiata tracciando un percorso con la mia lingua dalla sua figa fino all’ombelico e al suo seno, mi fermai ad ascoltare il suo respiro che tornava normale, mi alzai di poco per incrociare il suo sguardo e lei mi disse.

“Grazie Marco, erano anni che un uomo non mi faceva godere così tanto. “
“Mio marito dura troppo poco, pensa solo a sé e neanche sa come baciarmi li, non l’ha mai fatto. “
“Gli altri uomini che ho incontrato nella mia vita si sono tutti concentrati a durare il più a lungo possibile rendendo il sesso una faticosa quanto infruttuosa cavalcata. “
“Tu invece ti sei rivelato un maestro del piacere femminile.


Quelle parole mi colpirono, da una parte ero lusingato ma dall’altra ero sorpreso dallo scoprire quanti uomini si era scopata la bella e matura mammina, era proprio una troia, insomma era larga, chissà cosa sarei riuscito a fare con il mio uccello perso dentro quell’ampia grotta, meglio sarebbe stato farsi concedere il culo nella speranza di trovarlo più stretto.
“Anni fa frequentai un corso di tantra dove appresi le basi delle tecniche per la sessualità consapevole, con la mia ragazza di allora raggiungemmo dei livelli orgasmici inimmaginabili, poi lei si stancò di me e mi lasciò ed io non ho più avuto un’altra storia seria, solo avventure.


Le dissi così con un sorriso sulle labbra un pò anche per schernirmi.
“Potrei mollare tutto per stare con te a scopare due tre volte al giorno. “
Fu la sua risposta che mi confermò quanto fosse sessualmente insoddisfatta.
“Non dire così, penso che anche tu puoi fare qualcosa per te stessa iniziando a stabilire la giusta armonia con il tuo partner. “
“Per capirsi reciprocamente meglio a volte è sufficiente provare a chiedere, esprimere i propri desideri per riuscire a migliorare l’intesa.


“Per ora lasciamoci trasportare ancora per qualche momento. “
Le dissi riprendendo la posizione eretta davanti alle sue gambe aperte, dopo averle fatto provare un’orgasmo sul tavolo in cucina la portai nel salotto, li la legna nel camino stava per terminare lasciando intravedere qualche sparuta fiammella emergere tra i tizzoni più grossi, la presi per le anche e la girai verso il camino, lei intuendo le mie intenzioni si chinò in avanti appoggiando le mani alla balaustra in marmo soprastante il caminetto.

Nonostante le sue gambe fossero lunghe valutai che per penetrarla da dietro non avrebbe dovuto divaricarle, la invitai con una pressione delle mani sulle cosce a chiuderle unendo i piedi all’interno di una sola e calda piastrella del pavimento, ora ho quello che voglio pensai, una figa carnosa e stretta con cui giocare ed iniziai. Feci scorrere la punta del mio cazzo sul suo culo partendo dall’osso sacro dove inizia il taglio dei glutei scendendo ed affondandoglielo nelle chiappe strette, quando raggiunsi l’imbocco dell’ano feci come per fermarmi, volevo capire se lei era disponibile a quell’idea ma non colsi alcun cenno.

Non mi andava di forzarla così con il pollice diedi un colpo verso il basso al cazzo, sulla punta sentii l’umido della sua figa allora la presi per i fianchi e mentre il mio cazzo prendeva posizione all’ingresso della sua figa vidi la sua chioma castana ondeggiare sulla schiena, lei girò il capo e mi disse.
“Dai!!! Adesso non farmi più aspettare Marco….. METTIMELO. ”
Fu accontentata subito, stringendola forte con le mani sui suoi fianchi presi a sbattere il mio basso ventre contro il suo bianco e morbido culo continuando in quella posizione per parecchio tempo, per rompere la monotonia del ritmo le afferrai dolcemente i capelli rallentando, le appoggiai le mani sulla schiena per farle abbassare il tronco e stendere le gambe così da cambiare l’angolo d’ingresso del mio cazzo.

Lei era molto collaborativa assecondando ogni mia mossa, era attenta al mio piacere muovendo il suo bacino in sintonia con il mio ritmo e aumentando la pressione sul mio cazzo contraendo la sua figa, ci bastò poco per capire le esigenze e le preferenze l’uno dell’altro per coinvolgerci reciprocamente. Quando mi accorsi che lei ebbe raggiunto il suo orgasmo mi fermai per qualche istante abbracciandola, la sollevai per andare sul divano in modo che potesse essere più rilassata, la misi a pecorina inginocchiata sui cuscini con il busto sulla morbida spalliera, mi bastarono pochissimi minuti di spinte poderose per essere pronto a venire.

“Che facciamo???”
“Ti vengo dentro o esco???”
Le chiesi ansimando.
“Sai che facciamo???”
“Una cosa che non faccio da anni, se ti va???”
Lei si voltò fissandomi con uno sguardo languido.
“Mi vieni in bocca!!!”
“Come i primi ragazzi che mi sono scopata da giovane, mi piaceva molto e sò che a voi maschietti sta cosa fà impazzire. “
“Ti va???”
Non aveva ancora finito di parlare che già ero salito in piedi sul divano stringendomi il cazzo per non sborrare all’impazzata e le dissi.

“Tieni TROIA, ti accontento subito e bevila tutta alla mia salute. “
Lei si sedette avendo capito che non c’era più tempo, si avventò sul cazzo e fui felice di lasciarlo in sua balia, fu bellissimo, ad ogni mio schizzo lei ingoiava, la sua bocca rimase sigillata al mio cazzo e non una goccia di sperma andò perduta, mentre mi faceva tutto ciò ogni tanto alzava gli occhi per fissarmi gemendo come per chiedermi se mi piacesse, quando ebbe finito prese fiato un’istante continuando a leccarmelo, ormai era completamente a riposo e io le sussurrai.

“Fantastico Monica, semplicemente fantastico. “
Lei mi guardò e con un gran sorriso sulle labbra mi disse.
“Grazie a te Marco, sei stato molto bravo vedrai che ci rivedremo ma adesso vestiti ed esci che mio marito e i miei figli stanno per arrivare, non vorrai che ci trovino così?”
Mi rivestii in tutta fretta e salutai la splendida quarantenne dai bollori nascosti dietro il ruolo di mamma e lavoratrice, quel pomeriggio dopo la nostra abbondante ora di sesso mi lasciò con la promessa di un nuovo incontro, non vi fu un impegno preciso ma lasciammo tutto in mano agli eventi che ci avrebbero guidati.

Magari avremmo avuto modo di conoscerci meglio, lei profonda conoscitrice dei dintorni ed amante della natura mi avrebbe portato nei luoghi della sua giovinezza lungo sentieri mai frequentati, torrenti incontaminati, laghetti d’alta valle splendidi d’estate e quasi ghiacciati d’inverno, ovviamente per fare l’amore a contatto con la natura ed al riparo da occhi indiscreti.

Storia di una sissy – .Continuazione

Dopo avermi rotto per bene il culo con il fallo, lo sostituii con il suo cazzo scuro. Entrò senza fatica ed incominciò a scoparmi continuando a rovesciarmi addosso una moltitudine di improperi ed umiliazioni, mi stava dominando,ero la sua schiava. Mi montò a lungo,non avevo più il culo e finalmente venne. Si tolse il preservativo pieno di calda sborra e tenendolo con le dita me lo mise in bocca. Con la lingua sentivo il calore del suo seme attraverso il sottile strato di lattice, poi lo tolse e lo svuotò sul mio petto.

spalmandolo tutto. Senza ripulirmi mi rivestii e me ne andai. Arrivato a casa mi spogliai,avevo il petto con le macchie di sborra asciutta,avevano ancora l’odore di sperma. Mi lavai e andai a letto. Purtroppo non ebbi più occasione di avere altri incontri,ma da quel giorno si risvegliò in me l’inclinazione ad essere passivo come lo ero stato agli inizi con il mio primo amichetto. Cosciente del mio ruolo, passati alcuni mesi andai ad un altro appuntamento con un trans.

Arrivato d lui,chiesi del bagno,mi chiusi dentro e ne uscii indossando calze autoreggenti e perizoma. Mi guardò un pò sorpreso,allorchè gli dissi che sarei stato solo passivo. Era un bel trans sudamericano,giovane con un bel seno e fisico asciutto. In ginocchio davanti a lui gli tolsi le mutandine ed iniziai a leccargli le palle,lui stesso dopo qualche secondo prese il suo cazzo ancora mezzo moscio e lo ficcò nella mia bocca. Ci volle poco a farlo rizzare,lo spompinavo al meglio delle mie capacità,finchè mi chiese se volevo mi venisse in bocca.

La cosa mi piaceva ma temevo che una volta venuto sarebbe finita così,mi fermai e gli chiesi se poi avremmo continuato. Ricevuta una risposta affermativa,continuai con il pompino ed ecco che un gemito precedette tre fiotti di caldo sperma mi riempirono il cavo orale,Ingoiai tutto,subito. Mi rialzai e mi fece stendere a letto,inrcedibilmente in pochi minuti il suo bel cazzo era nuovamente pronto. Disteso sulla schiena, mi sollevò le gambe ed in questa posizione si apprestava ad infilarsi il preservativo, gli dissi che dopo aver bevuto il suo sperma cosa serviva che lo mettesse e così mi penetrò a cazzo nudo.

Reduce dall’eiaculazione andò avanti parecchio,sentivo il suo membro nelle mie viscere come non mai, Mentre mi scopava mi prese l’uccello in mano ma gli dissi di toglierla poichè sarei venuto senza toccarlo. Sentivo l’orgasmo salire dall’ano verso le palle,incitandolo a sbattermi più forte mi sborrai addosso, ebbi un orgasmo veramente forte, con la mano raccolsi lo sperma e mo lo portai alla bocca. Lui continuava a trapanarmi e venne, poca roba che scaricò nel mio retto.

Si levò,qualche goccia colava fuori,lui stesso la prese e me la portò alla bocca. Era da molto tempo che non mi facevo sborrare nel culo,la prima da un trans,mi sentivo appagata e soddisfatta. Ritornai a casa, giuntovi ripensando alla scopata mi eccitai,rimasi solo con le calze e mi impalai con il mio dildo,sborrai a terra e con la lingua ripulii tutto il mio caldo seme. Scoperto il mondo dei sissy iniziai ad approfondire l’argomento e trovai che mi era molto congeniale,soddisfare ed obbedire al partner,trovai dei siti ove erano spiegate le modalità per diventare una sissy ed inizai ad applicarle.

Mi depilai completamente,imparai a truccarmi, mi procurai un costume da cameriera,biancheria intima,calze ecc, incominciai a tenere in esercizio il mio buco con il dildo,indossavo un butt plug durante le ore trascorse a casa, e così sono divento una sissy….

Lingua di Gatta 2

Lingua di Gatta 2

Dopo il nostro primo incontro, attesi con impazienza la settimana successiva, quando il marito fosse via per lavoro, settimana che purtroppo inizio’ male con un suo messaggio e mi diceva che il viaggio del marito era stato spostato a data da destinarsi.

Nei giorni successivi P, la vicina maialina, mi aveva tempestato di messaggi su whatsapp con foto di lei in varie pose e vari abbigliamenti. Alcune foto la ritraevano appena dopo la doccia, tutta nuda e ancora bagnata, altre foto erano più’ spinte che la vedevano sul divano intenta a toccarsi seno e fighetta.

Altre ancora erano foto di lei in intimo, con autoreggenti e slip, che mi chiedeva se fosse abbastanza carina per uscire, ma tutti i messaggi finivano con la solita raccomandazione….

P: “Mi raccomando non farti le seghe… non sprecare la mia sborra!”

Passarono altri interminabili giorni di suoi messaggi ed io che per promessa non mi masturbavo per accumulare quanto più’ sperma per lei. La settimana successiva ero al lavoro e sento il cellulare vibrare, apro il suo messaggio e vedo la sua figa ben aperta con il messaggio
P: ” inizia a prendere le misure!!!! da mercoledì a venerdì mio marito e’ via per lavoro….

voglio la tua lingua qui in mezzo!!!”

Finalmente il giorno era arrivato, potevo finalmente mettere le mani su quel corpo tanto desiderato e sta volta ero io a condurre il gioco, toccava me darle piacere. I due giorni successivi mi sembrarono lunghissimi, ma finalmente il mercoledì’ arrivo!
Sono le 11. 30 quando arrivo a casa, e appena chiuso la porta mi arriva il messaggio tanto agognato

P: “Finita la giornata lavorativa?”
IO: “Si sono arrivato a casa adesso, ora mi faccio la doccia”
P: “Bene… allora do una lavata alla mia figa e poi vengo da te… lascia la porta aperta.


IO: ” Ok dammi 15 min e poi sono tutto tuo!”

Così’ mi infilo di corsa in doccia, già pregustavo il momento di averla tra le mani. Finita la doccia, esco dal bagno e quello che vedo mi lascia senza parole, P era già entrata in casa e si era seduta sul tavolo completamente nuda e a gambe spalancate, mi guarda e mi dice:
P: “Non so se hai già’ pranzato… ma il dolce e’ il tavola..fai tu!”
e subito dopo esclama:
P: ” Wowww”

Il mio cazzo vedendola così’ e’ subito venuto duro e faceva capolino sotto l’accappatoio, lei con faccia angelica mi dice: “Allora ti va di leccarmela?”.

Liberatomi dell’accappatoio, mi avvicino al tavolo, mi siedo e con gli occhi fissi nei suoi, le apro per bene la figa e le do un bacio sul clitoride. Lei ha un sussulto, sentivo già l’inebriante profumo della figa bagnata e così inizio a leccarla avidamente. Le stuzzico le grandi labbra, le succhio il grilletto e infilo il più in fondo possibile la mia lingua dentro quella figa bagnata e desiderosa di piacere. Continuai a lungo a laccargliela e a succhiare ogni centimetro di quella figa prima di infilare un dito dentro, lei già da un po’ ansimava e con la voce rotta dal godimento, mi pregava di non fermarmi e di leccargliela.

Ormai erano già tre le dita che le avevo infilato dentro e che la stavano scopando con sempre più foga, a volte con solo due dita le stuzzicavo il punto G e la sentivo godere come mai, la sua figa era sempre più grondante, e il momento del suo orgasmo era sempre più vicino.

Di tanto in tanto smettevo di leccare, ma non di scoparla con le dita, per vedere il godimento sul suo viso.

P: ” Dai maiale leccamela… fammi sentire la tua lingua… voglio godere nella tua bocca…. LECCA PORCO LECCA!!!!!”
IO: ” P sei una maiala vogliosa…adesso ti faccio venire”
Così dicendo inizio a scoparle la figa con due dita dal basso verso l’alto con colpi secchi e profondi che terminavano sul punto G e intanto le succhiavo e leccavo il grilletto. Il suo ansimare si fece sempre più frequente intervallato da gridolini di piacere, avevo il viso tutto immerso nelle sue gambe e bagnato dai suoi umori.

Il suo orgasmo non si fece attendere molto:
P: ” Dai…dai…. ti prego non smettere sto per venire…. ti godo in bocca porco…daiiiiiiii”

Esplose in un orgasmo che non avevo mai sentito, le sua gambe si chiusero intorno al mio collo tanto che quasi restai senza respiro. Il suo godimento fu così’ intenso che la sua figa inizio’ a squirtare, non schizzo’ come si vede in certi video, ma schizzava ad intervalli durante le contrazioni dell’orgasmo, tutto quel succo mi fini’ in bocca e sul viso, ma la cosa mi ha acchitato e così ho messo più’ foga nel leccare.

Lei urlava come mai avevo sentito, tanto che temevo che qualcuno potesse sentire, ma in fondo non me me fregava niente!

Dopo che il suo orgasmo fosse passato, la guardo in faccia e la vedo rossa, sudata e ansimante. Mi guarda in faccia ed esclama ” Bravo porcellino la sai leccare la figa! Scusa se ti sono venuta il faccia”
IO: ” Grazie P hai una figa buonissima e comunque mai nessuna mi aveva squirtato in faccia…ma mi e’ piaciuto.

Lei accenna ad alzarsi dal tavolo, ma io le metto le mani sulle tette e la fermo, mentre con la bocca mi avvicino nuovamente alla sua figa grondante, lei un po’ stupita mi domanda ” che fai?” Io prima di riappoggiare la bocca sul suo frutto le rispondo
“L’altra volta me lo hai pulito tu con la bocca…adesso tocca a me!”
La mia bocca si appoggia nuovamente su quella fessurina e con la lingua inizio a leccarla tutta senza tralasciare nessun centimetro, sentivo la sua figa pulsare ancora dal recente orgasmo e lei, ormai rassegnata, si era sdraiata sul tavolo e si stava godendo il mio bidè orale!

Mentre la stavo leccando di istinto le afferrai le chiappe e le divaricai mettendo il mostra il suo culetto, estrassi la lingua e partendo dal buco del culetto le diedi una leccata fino al grilletto.

subito lei balzo’ su dal tavolo e guardandomi mi dice
“Che stai facendo? Sei pazzo?”
IO: ” Scusa…pensavo ti potesse piacere!”
P: ” Beh per piacere mi e’ piaciuto…e’ che non me lo aspettavo, certe cose che fai tu, mio marito manco le conosce. “
IO: ” Esagerata… che vuoi che sia”
P: “Ti dico solo che con R (il marito) quando me la lecca, io non ho mai schizzato da li come ora”
Per stemperare un po’ la cosa le rispondo ” E proprio sul mio tavolo dovevi schizzare? ahahahahahah” Anche a lei e’ scappata una risata subito interrotta da un gridolino di piacere perché’ la mia lingua si era insinuata ancora sul suo buchetto posteriore.

P: “No…no…fermati” così’ mi stacco e turbato le domando il perché’, lei scendendo dal tavolo e guardando il mio cazzo sempre duro mi risponde “Il cubetto e’ tabù” E così dicendo mi afferra il cazzo e mi trascina in camera da letto, si stende sul letto a gambe spalancate e dice ” Scopami…dai lo voglio dentro”

Io mi butto sul letto ed in mezzo alle sue gambe, inizio a baciarle e succhiare le tette per poi dirigermi verso la sua bocca per baciarla, lei mi afferra il viso e chiedendomi scusa vuole che non la baci, niente di affettuoso, niente baci, solo sesso!
La cosa non mi disturba per niente, così torno a succhiare i suoi capezzoli, quando sento la sua mano afferrare il cazzo e tirarlo verso la sua figa “Dai porco dammi due botte!”
Quello che ho sentito nel penetrarla, non ha paragoni, il mio cazzo e’ scivolato dentro di lei tutto fino in fondo, lei ha emesso un gemito di piacere seguito da “Finalmente!!!!!” Io stavo già’ per esplodere così restando dentro di lei mi sono fermato e ho continuato a giocare con il suo seno.

Lei, capendo la situazione mi ha detto “Vorresti già sborsare vero? Non ti sei masturbato in queste settimane come ti ho chiesto?”
IO: ” Si… non mi faccio una sega da due settimane come mi avevi chiesto”
P: “Bene non te ne pentirai…promesso!”

Passata l’eccitazione del momento inizio a pomparla, da prima lentamente, poi sempre più forte con colpi sempre più profondi. P, sdraiata sulla schiena si gode il mio cazzo che la scopava, ansimava e godeva nel mentre aveva portato le mani sulle tette e ci stava giocando.

Io resistendo a quello che stavo vedendo, le afferro la gambe e portandole sulle mie spalle inizio a scoparla come merita.

P: ” Dai…. scopami…. sfondami tutta!”
P: ” Dammi sto cazzo… voglio che mi spacchi la fica…dai porco scopami!!!!”
IO: ” P sei una gran maiala… ecco cosa ti meriti, un cazzo in figa e sborra in faccia!”
P: ” Bastardo…. ma sta volta non te la cavi come la volta scorsa con una schizzata in faccia…voglio di più….. spaccami tutta bastardo!”

I mie colpi si erano fatti sempre più violenti e profondi e la sua mano si era spostata dal seno alla figa, iniziando a masturbarsi mentre io la scopavo.

P: “Sto per venire…non fermarti… fammi godere ancora…. voglio venire anche sul tuo cazzo!”
IO: ” To P…. prendilo tutto…te la sfondo sta figa!”

I miei colpi si sono fatti irregolari, causa dell’orgasmo imminente, lei accortasi del fatto che a breve sarei venuto, si e’ sottratta da me e spingendomi per farmi sdraiare sul letto, si e’ inginocchiata sul letto davanti al mio cazzo pronto per esplodere.
Afferrato il mio cazzo dice ” sei maturo… sei pronto a sborrare vero?” io annuii senza dire parola e lei “Bene vediamo quanta sborra hai da darmi….

dai dissetami!!!”

Subito dopo si infilo’ il cazzo in bocca ed inizio’ a succhiare e leccare per ricevere la sua sborsata tanto desiderata. Sentivo la sua lingua da gatta scorrere lungo il mio cazzo e leccare la cappella, non resistetti a lungo ed urlai..

” P mi stai facendo godere…vengo… ti sborro in faccia daiiiiiiiii……” lei mi rispose ” niente sborrata in faccia sta volta…. ti aspetta di meglio PORCO!”

Pochi secondi dopo già le urlavo il mio orgasmo, il primo schizzo le fini’ sulle labbra.

Quello che avvenne dopo, mi lascio’ senza parole e mi eccito’ in un modo indescrivibile. Dopo il primo schizzo di sborra sulle labbra, P si e’ infilata tutto il cazzo in gola e continuando a pompare si vece venire tutto in gola, vedevo la sua bocca saldamente appoggiata al mio basso ventre, mentre sentivo la sua gola avvolgere la mia cappella pulsante dovuta dall’orgasmo.

Quando ebbi finito di riempirle la gola con la mia sborra, lei si stacco e con un sorriso malizioso disse ” Sta volta non serve che te lo pulisca con la bocca, mi hai riempita tutta la gola!” io dopo essermi ripreso, ma ancora ansimante le risposi
” P sei veramente una gran maialina, mai nessuna si era fatta venite direttamente in gola come hai fatto tu.

Ti e’ bastato lo sperma che ti ho schizzato in gola?” Lei rispose ” Si mi hai dissetata a dovere, anche se preferisco che mi schizzi in faccia, mi fa sentire più’ vacca!”

P: ” Posso farmi una doccia?” mi chiese
IO: ” Certo che puoi, ti prendo un accappatoio pulito” e così’ lei si dirige in bagno per farsi la doccia e dopo poco sento ” Credi che dovrei depilarmela? Sai adesso va di moda averla tutta depilata!”
Io entrando in bagno la vedo tutta nuda e bagnata sotto la doccia, mi eccito nuovamente ed il mio cazzo si fa ancora un po duretto, lei vedendo la mia eccitazione esclama ” Nn farti venire strane idee, per oggi ti basti… e poi devo andare a prendere mio figlio all’asilo”

Allora mi siedo sulla tazza a contemplare quello spettacolo della natura sotto la doccia e decido di risponderle ” Certo che una patatina tutta depilata ha il suo perché’… e si lecca meglio!”
P: “Allora domani me le depilo e poi vediamo se sai fare di meglio rispetto a prima”

Dopo un pomeriggio così’ impegnativo e dopo che lei se ne era andata, mi riposai e quando mi svegliai avevo un messaggio sul telefono, erano la 20 passate… il messaggio era una foto della sua figa totalmente depilata e diceva
P: ” E’ più appetitosa così’?”.

I miei due zii – Capitolo 4

Lo zio Berto non chiamò il fine settimana seguente e rimasi deluso. Mia madre mi disse che non lo aveva promesso ma io avevo aspettato per una settimana pensando che stavo per avere il cazzo come il suo, grosso! Mia madre non lo sentì durante il fine settimana, si accorse che ero triste e mi disse di dimenticarlo dato che era sempre inattendibile. Mi agitai, le dissi che non l’avrei mai dimenticato, che lui era speciale e che sapevo che mi avrebbe portato al cinema come aveva detto.

Lei alzò le spalle disse: “Vedremo” e nient’altro, ma io ero infelice.

Ogni sera ed ogni mattina quando mi svegliavo mi facevo una sega pensando a lui mentre mi infilavo un dito nel buco. Non ricordo che giorno fu ma ricordo che ero tornato a casa da scuola, mia madre mi disse che zio Berto aveva chiamato, aveva detto che mi avrebbe portato al cinema sabato e che lei era d’accordo dato che non avevo scuola il giorno seguente.

Inoltre dopo il film se volevo potevo ritornare o rimanere per la notte a casa sua. Devo aver sorriso molto perché mia madre disse che sembravo molto lieto ma dovevo prometterle che sarei stato bravo ed avrei fatto quello che diceva lo zio. Io glielo promisi ma sono sicuro che lei non stava pensando la stessa cosa a cui pensavo io. Quando lo zio mi chiamò al sabato, io avevo preparato una piccola borsa con dentro dei vestiti che lui controllò e, dopo aver parlato brevemente con mia madre, ce ne andammo mentre sentivamo le parole finali di mia madre: “Fai il bravo e fai quello che ti dice lo zio.

Mentre camminavamo lui mi mise una mano sulla spalla e disse: “Tua mamma si preoccupa troppo. Tu stai diventando un giovanotto e più grosso, non è vero?” Lo guardai, lui mi fece l’occhiolino e sorridemmo. Quando arrivammo al cinema mi comprò una bibita e del gelato ed io mi sentii veramente fortunato di avere uno zio così. C’erano molte persone ma appena le luci si spensero tutti si sedettero e guardarono il film.

A quel punto sentii la sua gamba contro la mia e poi la sua mano sulla mia gamba e la punta delle dita sulla gamba dei miei pantaloncini. Io guardavo il film ma il mio cazzo divenne subito duro così aprii la cintura dei pantaloncini e sentii la mano dello zio entrarci. Gli diedi un’occhiata ma lui stava guardando il film mentre mi teneva il pene e, ricordando quello che avevamo fatto sull’autobus, misi la mia mano nella sua tasca, solo che questa volta la spinsi in giù a trovare il suo cazzo.

Sentii il cotone delle sue mutande ma, in qualche modo, era riuscito a tirate il suo cazzo fuori della patta così fu facile per me prenderlo. La mia mano non riusciva a circondare un uccello così grosso che sembrava enorme mentre mi pulsava in mano. Ricordo anche che era bagnato ed appiccicoso ma lui non aveva sborrato ed ora naturalmente so che era solamente pre eiaculazione quello stava fluendo dal suo pene. Tolse la mano dai miei shorts, mi fece togliere la mano dalla sua tasca e mentre lo faceva mi disse sottovoce: “Più tardi.

Io ero felice perché avevo capito che avremmo continuato più tardi. Continuammo a guardare il film ma lui non fece più niente, ne fui deluso ma non gli chiesi il perché, mi chiesi invece se avevo fatto qualche cosa di male. Quando uscimmo dal cinema era tardi e mio zio mi chiese se ero stanco, io dissi di sì, un po’, allora disse che saremmo tornati a casa sua in taxi e saremmo andati a letto.

Prendere un taxi era una festa per me; mentre eravamo seduti dietro mi circondò con un braccio e ricordo il suo odore virile mentre mi stringeva a se, misi la testa contro il suo torace ed appoggiai una mano sulla sua gamba. Gli piacque e disse: “Non addormentarti ora, tra poco ci siamo. ” Pagò il tassista, entrammo e chiuse la porta dicendo: “Ora siamo finalmente solo noi due per la notte. ” Appoggiò a terra la mia borsa e disse: “Vieni.

E’ ora di andare a letto e per guadagnare tempo possiamo fare la doccia insieme. ” Stavamo per fare la doccia insieme! Ora avrei potuto vedere tutto di lui. Non potevo crederci. Ero un poco spaventato ma eccitato allo stesso tempo. Ci spogliammo in camera da letto e lo seguii in bagno. Lui non era alto circa un metro e settantacinque ma era in buona forma e le sue braccia e gambe sembravano forti.

Accese la doccia e si assicurò che non fosse troppo calda, poi si girò verso di me e disse: “Vieni sotto ed insaponati. ” Era la prima volta che lo vedevo nudo ed il mio cazzo cominciò a diventare duro senza che lo toccassi. Stavo guardando le sue palle, erano grosse e pendenti, senza peli, il suo cazzo non era duro, lo era solo a metà e la testa pendeva un po’ come le sue palle e sembrava muoversi un po’ su e giù mentre mi guardava.

Il suo pene in qualche modo sembrava minaccioso, ora sembrava di almeno venti centimetri e quindi molto più lungo del mio e grosso! Mi prese la mano e rimanemmo fermi sotto l’acqua. Quando fummo bagnati disse che mi avrebbe lavato e poi io avrei potuto lavare lui. Mi insaponò tutto, pose molta attenzione alle mie gambe e quando le sue mani insaponate si spostarono sul mio cazzo e le mie palle, la sensazione fu meravigliosa.

Nella tappa successiva spostò la mano insaponata sulle mie palle, contemporaneamente l’altra mano mi insaponava il culo, continuava a far correre le dita tra le mie natiche e strofinava una punta sulle labbra del mio buco. Tentai di muovermi ma non riuscii perché lui continuava a tenermi le palle e mi disse di rilassarmi. Lo feci ed il suo dito scivolò dentro di me, lo lasciò là dicendo: “Là, non è così male, vero?” Gli dissi di no e lui chiese se qualcuno me l’avesse già fatto, dato che non sapeva dello zio Giovanni, gli dissi di no.

Lui ne sembrò felice e mi disse che sarebbe stato meglio se avessi fatto quello che mi diceva. Strofinandomi con altro sapone mi disse di stare in piedi sotto la doccia e togliermi il sapone. Mentre lo facevo si insaponò e poi mi disse di lavarlo come lui aveva fatto con me.

Sapevo quello che voleva, mi mossi sulle sue gambe e, inginocchiatomi feci correre le mani tremanti sul cazzo e sulle palle.

Il suo pene ora era duro e diritto di fronte a lui e sembrava enorme. La testa sembrava mostruosa, aveva una cresta spessa e dietro un’asta molto venata che aveva un aspetto minaccioso ed anche bello allo stesso tempo. Mi disse di lavargli il culo ed io provai a fare quello che lui aveva fatto a me ma non riuscivo a prendere in mano le sue palle, erano troppo grosse così le tenni appoggiate ad una mano mentre l’altra si spostava sul suo culo.

Mi disse di infilarla nella sua fessura e sentire il buco. Quando lo feci mi sentii eccitato e poi vi spinsi dentro un dito. Lui non si mosse quando lo feci, era caldo dentro ed io lo sentii contrarsi ed afferrarmela. Dopo poco disse: “E’ abbastanza. Lasciami togliere questo sapone poi ci asciugheremo ed andremo a letto. ”

Uscimmo dalla doccia, mi avvolse in un asciugamano, mi asciugò e poi si asciugò.

Vidi che il suo cazzo ora non era duro ma semi duro ed aveva veramente un bel profumo per il sapone. Prese la mia mano e disse: “Vieni figliolo, andiamo a letto e dormiamo”, andammo nella sua camera da letto. C’era solamente un letto nella stanza così capii che avremmo dormito insieme. Presi la mia borsa e mi misi il pigiama. Lo zio mi guardò e sorrise e disse: “Io non porto pigiama Claudio, spero che non ci siano problemi?” Io stavo pensando che avremmo dormito insieme, il mio cazzo stava di nuovo diventando duro e speravo che non lo vedesse sotto il pigiama.

Mi limitai a rispondere: “No, è ok zio. Me lo tolgo anch’io. ” Mi sentivo imbarazzato ma lui disse “No. Tienilo se ti piace e se avrai troppo caldo potrò aiutarti a togliertelo. ”

Tirò indietro la coperta, andammo a letto e lui spense la luce. Le pesanti tende alla finestra bloccavano la luce esterna e la stanza era nell’oscurità totale.

Sentivo il suo calore vicino a me e mi sentivo tranquillo e sicuro.

Quando mi mossi disse: “Tutto OK?” ed io risposi: “Sì. E’ bello!”

Lo sentii muovere un braccio e la sua mano toccò la mia spalla mentre diceva: “Lascia che ti coccoli, è sempre bello, non è vero?” E mi tirò contro sé, ora aveva un braccio intorno a me e stava spingendo la mia schiena verso di lui. Sentivo il suo calore e mentre si spingeva contro di me sentii il suo cazzo che strofinava contro il cotone del mio pigiama.

La sua mano strofinò il mio torace e io cominciavo a sentire caldo.

Lo zio naturalmente lo capiva e disse “Hai caldo ragazzo. Lascia che ti aiuti a toglierti la giacca” e dicendolo mi sbottonò la giacca del pigiama aprendola e togliendomela! Devo ammettere che mi sentivo bene, ora potevo sentire il suo torace contro la mia schiena ed era bello. Restammo così per quelli che sembrarono secoli ma probabilmente fu solo un minuto, poi sentii la sua mano muoversi verso il basso davanti a me, fermarsi quando arrivò al cazzo e stringerlo sopra il cotone.

Spinsi indietro e dissi: “Oh zio” “Ti piace ragazzo?” e tutto quello che riuscii a dire fu: “Oh sì” mentre lo sentivo appiccicarsi a me.

Spostò la mano dal mio cazzo, la mise sopra la cintura del mio pigiama e disse: “Penso che è ora di toglierlo, non è vero? Guarda quello che dobbiamo fare. ” Così dicendo aveva trascinato in giù i miei pantaloni del pigiama e muovendo una delle sue gambe li aveva portati oltre le caviglie con un piede.

Gettò indietro le coperte, lo sentii muoversi ed improvvisamente ci fu una luce al lato del letto. La luce era fioca ed ora lo vedevo appoggiato ad un gomito che mi guardava con i suoi scintillanti occhi blu sorridendomi e disse: “Così, molto meglio senza. ” E prese il mio uccello e le mie palle in una mano e le strinse.

Era meraviglioso che lui mi rivolgesse tanta attenzione e gli afferrai il pene.

Quando le mie dita lo toccarono sentii che era bagnato sulla punta così lo strinsi. Sembrava così grosso ed in qualche modo vivo per come pulsava nella mia mano. Sentivo lo zio che ora strofinava il mio cazzo mentre giocava con le mie palle, faceva scivolare una mano tra le mie gambe ed era bello. Mi disse: “Hai un bel cazzo e lo zio ti aiuterà a farlo diventare più grosso, vedrai”

Ero felice che non avesse dimenticato quello che lui mi aveva detto, che mi avrebbe aiutato a far diventare il mio cazzo più grosso.

Gli dissi “Zio, ti lecco il cazzo come ho fatto sull’autobus” “Sì ma leccami anche le palle. Mi piace. Ma fallo bene. ” e mi tirò su di sé, stavo davanti ai suoi piedi ed il mio cazzo era sul suo torace.

“Così. Prendi il ‘persuasore’ dello zio e leccalo quanto vuoi ma leccami anche le palle, non dimenticarti. ”

Mi curvai in avanti e, con una mano di fianco a lui per mantenere l’equilibrio, mi misi sopra il suo “persuasore” come l’aveva chiamato e, tenendo il suo cazzo stretto nella mia mano, vi misi sopra la bocca.

Feci scivolare indietro il prepuzio con le labbra, la testa era di un profondo rosso, praticamente porpora, e la sua fessura si apriva e chiudeva colando pre eiaculazione. Leccai la testa, lasciai che la mia lingua scivolasse sulla fessura e la sentii aprirsi colando sopra la mia lingua. Andai ulteriormente giù sulla sua lunghezza finché non sentii la testa colpire il fondo della mia gola, Cominciai a muovermi su e giù.

Mentre lo stavo facendo lo sentii che mi muoveva le gambe ed iniziava ad allargarmi le natiche.

Mentre ancora una volta scendevo sul suo cazzo sentii qualche cosa di bagnato nella mia fessura e compresi era la sua lingua! Mentre io succhiavo il suo cazzo lui continuava a leccare la mia fessura, poi sentii la sua lingua leccare l’orlo del mio buco! Era fantastico e lui disse: “Non dimenticare le palle. Mettici sopra la bocca”

Mi mossi in giù per seppellire la faccia nelle sue palle, sentii il suo duro cazzo bagnato sul mio collo e leccai il suo scroto.

Quando fu eccitato dal mio leccare, spalancai la bocca, riuscii a prendere una delle sue palle in bocca, la succhiai delicatamente e lasciai che la mia lingua ci rotolasse sopra. Mentre lo facevo lo sentii anelare di piacere e contemporaneamente pigiare la bocca contro il mio buco, Sentii la sua lingua cominciare a bagnarlo. Era così meraviglioso ed io non avevo mai provato prima una cosa così. Sentii il mio buco rispondere a questa attenzione e sensazione nuova; la sua lingua penetrava sempre più profondamente stuzzicando i miei nervi e poi la mosse piano dentro e fuori quasi come la lingua di un serpente.

Dovetti smettere di leccargli le palle per il troppo piacere.

“Lecca il mio ‘persuasore’!” Comandò e così io ritornai al suo cazzo per dargli altra attenzione con la bocca.

Insieme alla sua lingua che continuava a penetrarmi, sentii qualche cosa di più duro ed indovinai che fosse un dito ma ero rilassato, il mio buco era così bagnato e lui mi stava dando tanto piacere che fu facile penetrarmi.

Sentii il suo dito che strofinava in qualche punto dentro di me ed il mio cazzo sembrò improvvisamente diventare molto più duro.

Lo zio mi allontanò da sé e disse: ”Lasciami dare una bella occhiata. Sdraiati sulla pancia. ”

Feci come mi diceva e quando fui in posizione lui si inginocchiò dalla parte della mia testa e disse: “Ti piace il cazzo dello zio, Claudio. ” Nella luce fioca sembrava grosso ma bello e dissi: “Oh sì, zio.

È così grosso!”

“Così ti piacerebbe avere un cazzo come questo. ” Continuò e mentre accennavo col capo e dicevo: “Sì, ma come?” Lui rispose: “E’ facile. Dovrai fare come dico. Io dovrò seminarti col mio seme e ti diventerà più grosso. ”

Avevo un’idea di quello che voleva dire e dissi: “Così se ingoio il tuo seme mi diventerà più grosso?” Ma lui sorrise e disse “Oh no. Non funzionerà così.

Io devo piantare il mio seme dentro di te. ”

Strofinò il suo cazzo lungo la mia faccia, era bello ma ora sapevo casa intendesse e dissi: “Non so zio. È così grosso. È così grosso e lungo!”

Ora aveva una mano sul mio culo. Lo carezzava e faceva correre le sue dita nella mia fessura. “Sarà tutto ok, fai come ti dico io e sarà facile, lo prometto. ”

Non ne ero ancora sicuro e dissi: “Ma zio è così lungo.

Dammene solo un po’, uh?”

Ora sentivo un dito penetrare il mio buco immaginai fino alla prima nocca. “Ok” disse: “Ma rilassati ed io ti darò solamente quello che puoi prendere. Forza. ”

Si mosse tra le mie gambe e le allargò! Mise le due mani sul mio culo ed allargò le natiche. Io ero impaurito e stavo cominciando a pentirmi di quello che avevo detto ma sapevo che non potevo dire di no.

Lo sentii muoversi ed ancora una volta la sua bocca era contro il mio buco e la sua lingua stava penetrando nel mio buco già bagnato facendomi ancora una volta contorcere di piacere.

Ero sdraiato sul letto, dopo poco si spostò, mi disse di inginocchiarmi e mettere le ginocchia contro il mio torace. Feci come mi diceva, lui mi prese e mi alzò un po’ dicendo: “Stringi il buco e poi rilassalo” Tentai di fare come chiedeva e lui disse “Così va bene.

Dannazione, hai un così bel buco. Così dannatamente stretto. Stringilo e rilassalo per lo zio”

Mentre lo facevo lo sentii muovere un dito dentro e fuori molte volte e poi un dito stava strofinando contro le labbra del mio buco. Sembrava qualche cosa di più ed era evidente che si trattava di due dita ed io mi tesi.

“Rilassati baby, Lo stai facendo benissimo. ” Tentai di rilassarmi il meglio che potevo e sembrò diventare tutto più facile.

Lo sentii muoversi ed ora sentivo il bagnato della testa dura e calda del suo cazzo contro il mio buco. Ero spaventato ed aspettavo che mi penetrasse. Avevo la faccia seppellita in un cuscino e sentivo il mio buco stretto che si tendeva mentre la cappella cominciava ad entrare.

Si fermò e disse “Tutto ok?” Attraverso il cuscino tentai di dire: “Sì ma fa male” ma tutto quello che lui sentì fu sì e disse: “Bravo ragazzo” ed andò più profondamente.

Ora mi sentivo pieno del suo cazzo, mi sentivo allargato completamente e dissi: “Non posso prenderne di più, zio. Per favore. Non di più. Sei troppo grosso. Seminami. ”

Le sue mani mi strinsero mentre diceva: “Spingi, figliolo, spingi. Ce n’è solo un poco ancora!”

Mentre tentavo di spingere lui mi teneva e spinse contro di me! Mi sentii ancora più allargato mentre la testa andava più profondamente ed improvvisamente mi sentii stringermi intorno al suo cazzo, ora sentivo il suo uccello duro e lungo che batteva in qualche luogo profondamente dentro di me.

Mi stava facendo male e volevo che uscisse!

Scossi la testa ed afferrai il cuscino dicendo: “No zio. Basta. Per favore toglilo. Mi fa male” Tentai di appiattirmi sul letto ma le sue mani mi trattenevano e non lo fece.

“Respira profondamente. Respira profondamente!”

Presi alcuni respiri profondi ed il dolore diminuì mentre cominciavo a rilassarmi.

“Non è stato poi così doloroso, vero?” Disse “Ora lascia che lo zio ti semini e ti aiuti ad avere un cazzo grosso.

Lui retrocesse ed io afferrai il cuscino mentre lui si ritrasferiva dentro: “Dannazione, il tuo buco è così stretto che mi sta afferrando l’uccello!”

Lo volevo e tentai di rilassarmi più che potevo ma mi sentivo ripieno del suo ‘persuasore’, il suo cazzo gigantesco, anche se ora il dolore stava passando e stavo cominciando a provare piacere.

Quando spinse dentro di nuovo sentii le sue palle dondolare sotto di me, capii che lo stavo prendendo tutto e non quello che riuscivo a prendere come aveva promesso ma non ero incazzato, mi sentivo in qualche modo orgoglioso di riuscire a prendere tanto cazzo dentro di me!

Sentivo la cresta del suo uccello che strofinava contro il muscolo interno del mio buco che si stirava prima che entrasse e poi improvvisamente lo estraeva! Nel momento in cui stavo pensando che mi sarei sentito vuoto lui tornava a sbatterlo dentro, con forza e profondamente mentre mi tirava contro di sé come se stesse tentando di andare ancora più profondamente.

Mentre lo faceva lo sentii dire “Arghhhhhhhhhhhhh. Sssssiiiiiii. Prendilo tutto ragazzo. Prendilo da tuo zio”

Sentii il suo cazzo che pulsava pompando profondamente dentro di me e capii che mi stava sborrando dentro quando sentii il flusso caldo del suo sperma.

Sentii il suo torace caldo sulla mia schiena e lui mi spinse giù sul letto. Con lui ancora dentro rotolammo su di un fianco e lui afferrò il cazzo duro.

Mi leccò il collo e disse “Bravo ragazzo. Ora dai a tuo zio il tuo regalo, fammi sentire che vieni. ”

Il suo cazzo ora non era più così duro, dovette carezzare solo poche volte il mio, io venni e lui disse: “Così figliolo. Vienimi in mano. Dammelo!”

Mentre le mie palle si contraevano lui tirò il mio prepuzio sulla cappella e lo strinse! Il mio sperma stava fluendo gonfiando il prepuzio fino a che finalmente lo lasciò andare lasciando che si versasse nella sua mano e tirò indietro il mio prepuzio facendo bagnare di nuovo il mio cazzo e le mie palle nel mio sperma!

Mentre eravamo sdraiati disse: “Ti è piaciuto, non è vero?” ed io dovetti confessargli che: “Sì, mi è piaciuto.

Il suo cazzo era ancora dentro di me e lui disse che dovevo tentare di tenere il suo seme dentro se volevo che il cazzo mi diventasse grosso e quando scivolò fuori dal mio buco bagnato, io strinsi il culo tentando di tenere il suo sperma dentro mentre ci addormentavamo.

Quando ci svegliammo lo zio mi disse che mi avrebbe portato a casa e naturalmente, se volevo che il mio cazzo diventasse veramente più grosso, mi avrebbe seminato ogni qualvolta avessi voluto.

La notte era stata piacevole ma non ero troppo sicuro e semplicemente gli dissi che gli avrei fatto sapere. Misi una mano sul suo cazzo sotto le coperte ed era duro. Gettò indietro le coperte e sorrise dicendo: “Ti piace?”

Io sorrisi: “Sì zio. È il più grosso che abbia visto!”

Mi abbracciò e disse: “Bene, sai dov’è quando lo vuoi. È tuo. Ora facciamo la doccia, ci vestiamo e facciamo colazione.

Devo andare al lavorare”

Saltò fuori dal letto, si mise un accappatoio ed andò alla doccia.

Quando lasciammo la sua casa mi abbracciò e tenendosi l’inguine disse: “Non dimenticare, Claudio. Quando vuoi farlo di nuovo sai dov’è. Ok?”

Gli gettai le braccia al collo, lo abbracciai: “Lo ricorderò, zio!”

E ci incamminammo verso casa.

Puntata pre vacanze, naturalmente come sempre i commenti sono ben accetti (anche quelli negativi), tutto utile per migliorare
Ciao.

un incontro casuale

Era un giorno come tanti altri, riunioni, presentazioni, telefonate infinite e via…. Alla fine della giornata, un appuntaemento di lavoro improvviso con un grande cliente e i partner inglesi in visita nella capitale della moda Italiana. Sono le nove in punto e nè io me tu sai cosa sta per riservaci questo destino…. tu ti stai preparando come si deve, doccia, depilazione, piastra ai capelli, indossi diversi vestiti ma alla fine scegli quello che piu avanti mi stregerà.

Ignaro di tutto cominciamo a bere un po di vino, si parla tra colleghi e clienti di lavoro di soldi di progetti e via…..i bicchieri diventano sei, e essendo in compagnia di british people, la situazione non poteva che precipitare nell’alcolismo puro…. alle 24 passano delle belle ragazze dal locale in sempione e ci danno dei biglietti per entrare in un famoso locale sempre nelle vicinanze, ovviamente le ragazze sono stupende e noi come dei babbi “pendiamo” dai loro occhi…..alla una ci separiamo, rimaniamo in tre fedelissimi colleghi, e ci avviamo presso questo locale tanto pubblicizzato….

siamo dentro e stiamo gustando una bel cocktail ghiacciato, per un attimo i nostri occhi si incrociano, io sento una scossa, ma non ci faccio caso, tra me e me dico è l’alcol…. faccio un giro vedo bella gente, ballo, la musica è fantastica, vado per il secondo giro al bancone, prendo il mio drink e……brang, il mio collega mi tira bruscamente in avanti e dice: ti piace il mio amico, io non faccio nemmeno in tempo a girarmi e…..sei tu……con quegli occhi grandi mi guardi e sorridi, in um nano secondo ci parliamo e ci diciamo un sacco di cose, ci confidiamo nonostante fossimo due perfetti sconosciuti.

Tu mi prendi e dici: voglio ballare… Ci avviamo sulla pista e incominciamo a ballare, prima lontani e poi sempre piu vicini, io sento il profumo dei tuoi capelli, sento il tuo corpo snello e fine, ti stringo a me, e tu senti che qualcosa cresce……ti prendo e ti faccio girare come una ballerina, ti stringo di nuovo a me e ti bacio il collo per poi leccarlo con estrema delicatezza, ma tu in preda ad una eccittazione incontrollabile ti allontani…..io ti vengo a riprendere ma tu scappi perche hai paura, paura di lasciarti andare a questo sconosciuto che tanto ti piace….

di li a poco, ci salutiamo con un abbraccio, di sfuggita mi chiedi il mio nome e nel caos te lo grido, il tuo non l’ho sentito……passano i giorni e io penso a te, ti cerco su internet, chiedo a amici e colleghi di aiutarmi, ma nulla…. e tu tu stavi facendo lo stesso, e poco dopo ci ritrovamo su fb, ci scriviamo chattiamo fino a tarda notte, siamo sempre piu vicini…..un giorno per puro caso, ci vediamo a casa tua e come due buoni amici ci andiamo a fare una passeggiata al parco, ci diciamo tante cose, ci rispettiamo e ci vogliamo bene, ci sfioriamo e ci guardiamo negli occhi, questi occhi che si parlano ma la bocca tace……ti riporto a casa felice di aver passato un pomeriggio insieme.

Da li non ci sentiamo piu per un paio di settimane, quando improvvisamente tra una chat ed un’altra ci scriviamo e tu mi scrivi che sei sola a casa, una volta, due volte, tre volte…. ti chiedo se posso passare a prendere un caffe, tu un po te la tiri, ma poi accetti, e sei gia tutta eccitata, lo sento, dopo 20. minuti sono sotto casa tua, suono il citofono, mi apri e salgo……mi accogli in casa e con un top aderente ed un paio di leggings aderentissimi, mandi subito in confusione….

per rimediare scherziamo un po e ti chiedodi fare il caffe, tu con estremo garbo, e con tanta sensualita prepari il caffe, io ti osservo ti guardo e ti mangio con gli occhi, quando ti giri di spalle, mi alzo e ti prendo da dietro, ti bacio il collo e ti strofino il mio gonfiore sulle natiche, le mani sono già sui tuoi seni sento i tuoi capezzoli duri tra le mie dita, presa dalla crescente eccitazione le nostre labbra si incrociano in un abbraccio bagnato alla scoperta dei nostri posti piu nascosti, io ti prendo di peso e ti butto su quel piccolo divano azzurro, e ti strappa la maglietta ed i pantaloni, tu sei nuda bellissima, sei spaventata ma eccitatissima allo stesso tempo, e io senza indulgiare ti lecco, si ti lecco tutta, piano piano fino ad arrivare tra le tue bellissime gambe, sento l’odore del tuo sesso, sento l’odore del tua piacere che fuoriesce dalle tue labbra, in un attimo poggio la mia lingua sul tuo fiore, e piano piano con movimenti circolari, apro la strada al tuo mondo piu nascosto, tu gemiti fievolmente, ma i tuoi gemiti piano piano si trasformano in urla di piacere….

ormai tutta bagnata ti accarezzo con la mia mano e il mio dito medio affonda tra le tue labbra, qui vieni, vieni in un modo meraviglioso, io sono li per te, per il tuo piacere…. ormai eccitata al massimo ti lasci andare del tutto e ti riveli per quello che sei, una donna che vuole il sesso, me lo chiedi,me lo gridi, lo prendi in bocca e lo succhi come se da dentro vorresti l’anima, e.

senti che dentro cresce, cresce non riesci a prenderlo tutto e sbrodoli come una cagna affamata, io ti prendo e ti giro e con violenza ti penetro, penetro quel posto nascosto che tieni riservato, sei stretta e mi avvolgi in un caldo tepore umido e scivoloso…..ti posseggo con ritmo e tu godi, godi come una bambina innocente, ormai sono quasi arrivato, sento il tuo piacere dentro, accelero il ritmo e in un mare di piacere ti vengo sul corpo, sei piena del mio seme, e sei felice, ci guardiamo negli occhi e sorridiamo a questo momento speciale che il destino ci ha riservato…….

.

La doccia dalla mia vicina di casa.

Racconto trovato in rete su xhamster

Questa storia risale a quando avevo 13 anni, un pomeriggio tornando dalla palestra scopro che non c’era più acqua calda in casa, mia madre allora chiese alla vicina se potevo lavarmi a casa sua tanto mi aveva visto crescere, lei accettò, presi subito l’accappatoio e il cambio e corsi a casa sua. Bruna aveva trentanni anni, non molto alta un pò rotonda con una quarta di seno e un culo stupendo, per capirci una milf, aveva due figlie piccole e un marito che stava sempre al lavoro, il suo bagno era disordinato con tutti i panni sporchi del marito e i grembiuli di scuola delle figlie e in più non aveva la chiave per sicurezza.

Gli dissi di non entrare che mi vergognavo, cominciai a spogliarmi e iniziai a lavarmi, un piccolo vizio che ho ancora sotto la doccia è masturbarmi, così lo feci anche li, il caso ha voluto che nel frattempo che smisi per darmi un insaponata alle ascelle entrasse Bruna dicendo.
“Stai tranquillo non guardo devo solo fare pipi. “
Richiuse la porta si avvicinò alla tazza abbassò il pantalone della tuta e le mutande e si sedette, dalla porta alla tazza saranno stati due metri, ci mise tre secondi a sedersi ma per me fu un’eternità, nel mio cervello vedo ancora le immagini, notai un perizoma nero di pizzo e i suoi peli uscire dalle mutande.

Si sedette sulla tazza si girò verso di me e notò il mio imbarazzo, ero rosso come un pomodoro, il suo sguardo incrociato con il mio si abbassò verso il mio cazzo duro dalla sega che avevo interrotto fece un sorriso malizioso e disse.
“Caspita l’ultima volta non era cosi me l’ho ricordavo più piccolo. “
Sentii il rumore della pipi, mi eccitava, a dire la verità mi avevano eccitato di più le sue parole, passai da uno stato di imbarazzo ad uno stato di soddisfazione, vi giuro che in quel momento mi passarono in mente mille scene erotiche su di lei ma mai avrei pensato finisse così, finito di fare la pipi prese un foglio di carta igienica e si pulì.

In quel momento vidi il rosa della sua fica pelosa, passo dalla tazza al bidè per darsi una sciacquata, li la vidi ancora meglio, apri l’acqua si diete un insaponata strusciò le dita contro la sua fica come se si stesse facendo un ditalino. In tutto ciò c’era un silenzio tombale, si sentiva solo il rumore dell’acqua scorrere il suo sguardo era rivolto al mio cazzo duro ed il mio alla sua fica, si asciugò e gettò le mutande di lato mi diete una palpata al pisello e mi disse.

“Vuoi che finisca io?”
Rimasi perplesso alle sue parole, allungo una mano e prese a segarmi.
“Ti piace quello che ti stò facendo?”
Risposi di si scuotendo la testa, vedendomi imbambolato prese una mia mano e la portò sulla sua figa dicendomi.
“Ecco Marco adesso infilami due dita nella figa e vai su e giù”
Era la prima volta che entravo in una figa, i miei movimenti erano goffi e Bruna mi incitò ad andare più veloce.

“OOOHHH….. Dai Marco…..”
“Non ti fermare, vai più veloce. “
“Fammi godere….. Fai godere la tua vicina. “
Sentivo la sua mano sul mio cazzo che andava sempre più veloce ed io andavo sempre più veloce dentro di lei, presi coraggio e dissi.
“AAAHHH Sììì Bruna non ti fermare che vengo. “
Lei si abbassò di shitto e disse.
“Vienimi in bocca Marco ti voglio bere tutto. “
Sborrai subito e lei dopo aver ingoiato con un sorriso di felicità mi disse.

“Non c’è niente di più buono che un pò di sborra giovanile. “
Non sò se lei abbia goduto o meno perchè si rimise il pantalone della tuta e uscì dal bagno, rimasi per qualche istante fermo pensando agli ultimi minuti e realizzai quello che era successo. In bagno c’era ancora l’odore della sua fica, uscii dalla vasca e presi il perizoma che aveva lasciato a terra, gli detti un’annusata e sentii il suo odore forte ed intenso.

La cosa mi eccito da matti, lo indossai fantasticando che la sua passera stesse a contatto con la mia cappella, mi rifeci un’altra sega e gli sborrai nelle mutandine poi le tolsi e le rigettai a terra. Finii di lavarmi, mi asciugai, mi vestii e uscendo dal bagno ero diretto alla porta di casa per andarmene, lei stava nella sua camera che si stava cambiando passai a ringraziarla la salutai e me ne andai soddisfatto come non mai.

.

primi pompini e inculate durante il servizio milit

Durante il servizio militare a Taranto ho fatto tantissimi pompini nei cinema porno, penso qualche centinaio ingoiando litri di sborra calda densa e filante! A quei tempi non c’era il pericolo dell’AIDS e quindi ingoi liberi a volontà! Feci il mio primo pompino proprio in quel periodo, a un bel ragazzo moro siciliano, molto peloso, mi ricordo ancora l’emozione quando lentamente mi misi in bocca la sua cappella saporita e quando gemendo mi schizzò in gola un fiume di sborra che ingoiai avidamente tutto emozionato ed eccitato! Era la prima sborra di un altro uomo che assaggiavo e mi piacque molto! Infatti da lì in poi mi sono sextenato facendo pompini.

In libera uscita si andava a mangiare una pizza e poi in un cinema porno, dove lo soddisfavo con la mia bocca e lui svuotava le palle gonfie sborrandomi in gola molte volte! In seguito alcuni ragazzi e anche uomini più maturi si fecero avanti e sedendosi vicino aspettavano impazienti il loro turno!
Durante la proiezione del film capitava di fare anche 5 o 6 pompini a cazzi di varie dimensioni sapori e odori.

Ogni volta ingoiavo almeno 7/8 sborrate perché alcuni spesso facevano il bis per mia grande gioia!! Mentre lo succhiavo sentivo nei posti vicini chi si eccitava e preparava menandosi il cazzo guardandomi fare su e giù con la testa! Alcuni mi palpavano le chiappe e poi m’infilavano le dita nel culo. Spesso capitava chi mi voleva anche inculare, così ci appartevamo in un gabinetto per farmi montare a pecorina, alcune volte erano in 3 o 4 ad incularmi.

Una volta capitò un pugliese che ce l’aveva lungo e tozzo.. mi fece male quando entrò, ma dopo quando il mio culo si adattò a quelle dimensioni, mi lasciai andare al suo stantuffare e godetti da matti!! Prima di venire mi girò e mi sborrò in faccia e in bocca, poi mentre continuavo a leccarlo per pulirgli le ultime gocce, mi chiese se poteva pisciarmi in faccia! Lo lasciai fare e mi piacque tantissimo sentire il suo piscio schizzarmi in faccia.. una gran bella sensazione molto eccitante!
Il ragazzo pugliese, che mi pare di ricordare fosse di Foggia, in seguito diventò oltre al siciliano, per un bel po’ di tempo il mio “uomo”.. non si lavava mai il cazzo e a me faceva impazzire solo l’idea di annusarglielo.. figuriamoci il prenderglielo in bocca! Era sempre voglioso e pieno di sborra che mi scaricava in bocca in più riprese.. alcune volte durante la proiezione del film, gli facevo 2 o 3 pompini per svuotargli le palle.. altre volte dopo un primo pompino, mi portava nel gabinetto per incularmi! La puzza che c’era nei gabinetti, di piscio e cazzi, aumentava la mia eccitazione! Era molto bravo.. mi dava dei colpi secchi e potenti! Lentamente poi cambiando il ritmo fino a farmi venire! Mi sborrava nel culo aumentando il ritmo delle stantuffate.. e dovevo stare attento a non sbattere la testa contro la parete, per quanto erano potenti i suoi colpi!! A volte invece finiva sborrandomi in bocca, in faccia e visto che mi era piaciuto, concludeva con una gran pisciata in faccia e in bocca!! Che gran maschio!! Quanto mi ha fatto sentire femmina e gran troia!!!
Il più delle volte quando uscivamo dal gabinetto, c’era qualcun’altro che si menava il cazzo eccitato nel sentire i rumori e i miei gemiti di piacere.. e così li facevo poi sborrare io con la bocca! Alcuni preferivano incularmi e io li lasciavo fare molto volentieri!!
Bei tempi sigh!!.