PADRE E FIGLIA- seconda parte

Rimasi sulla soglia della porta attonito. Perché Mario era nudo? Eppur sapeva che stavamo arrivando. Perché la mano sul culo della figlia? Ma soprattutto perché per Anna tutto ciò sembrava così normale? ” Hai visto Guerrino il mio papà?” Mi chiese lei voltando la testa all’indietro ma rimanendo ben salda al padre. ” Lo vedo eccome il tuo papà!!!”lanciando uno sguardo a Mario come per dire Che cazzo stai facendo?. Lui mi guardò a sua volta e fece un cenno con la testa come per dire Stai tranquillo è tutto a posto.

Chiusi la porta ed entrai, curioso di capire in che situazione mi fossi messo. Lo so, ora vi chiederete perché non sono venuto via, perché rimasi li per poi come al solito pentirmi. La verità? Ero curioso ma anche preoccupato per la bambina. Appoggiai la borsa a terra e mi lanciai nel l’ennesima avventura. ” Il papà si è fatto male alla caviglia, non ce la fa a prenderti in braccio zoccoletta!!” E la fece scendere.

Era già la seconda volta che la chiamava zoccoletta. Quindi non fu un caso la prima volta. Era abituato a chiamarla così. Mario era in piedi e Anna gli arrivava all’altezza del pacco, riabbracciò il padre con la guancia appoggiata al suo pene. Sembrò provasse piacere nel sentire il morbido e folto pelo nero accarezzare il suo volto. ” Ti sei fatto tanto male babbo? Un bacino e passa tutto?” Disse lei stringendosi più forte al papà.

Mario mi guardò cercando il mio permesso. Feci cenno di si con la testa, in fondo sono tenerezze che si fanno tra genitori e figli. Un bacio sulla bua, quante volte mia madre da bambino lo fece con me. Ma si, pensai, fatti baciare sta caviglia. ” Si Anna un bacetto al papi e passa tutto!!!” Rispose Mario Purtroppo o non purtroppo il bacio lei al padre lo diede, e piu di uno, ma non alla caviglia.

La ragazzina iniziò a dare bacini al pisellone del padre!!!! Che pur non eccitato era un bel pezzo di carne. Lo baciò tutto, ogni centimetro. Inutile dire che il cazzo di Mario iniziò a reagire a quei piccoli dolci bacetti. Ma lui la fermò prima. ” Brava la mia bambina, mi è passato tutto!” Disse lui allontanandola di qualche centimetro. Lui mi guardò imbarazzato, poi mandò Anna in camera a sistemare le sue cose così rimanemmo soli.

” Non pretendo nessuna spiegazione, non sono stato un santo nemmeno io alla sua età, voglio solo capire se questa cosa fra voi due e’ consapevolmente accettata e desiderata da entrambi, o se in qualche maniera tu l’hai spinta, obbligata, non dico abusata, ma costretta. Insomma lei lo fa perché le piace o c’è altro sotto ?”. Lui sorrise, e riconobbi il Mario del giorno prima. ” Non voglio risponderti, voglio che sia tu a giudicare.

Fai da spettatore e fingi che qualunque cosa accada , sia normale. Fidati di me. ” Sembrò molto sincero, e decisi di credergli. ” Dammi una sigaretta va, che sono agitato” risposi. ” Non ti do nulla. Siediti in poltrona e goditi lo spettacolo. Ma spogliati anche tu, nudo, senza imbarazzo. Ok?” Così feci, mi spogliai completamente e mi accomodai in poltrona. Mario si spaparanzo’ sul divano. ” Zoccoletta ?? Hai finito? Vieni dal papà??” Chiamò così la figlia.

E lei apparse dalla camera come una fatina delle favole, ma in versione pornografica!!! Tutta nuda, indossando solo un paio di ali rosa di tulle e un paio di gambaletti sempre rosa sotto alle ginocchia. I codini legati con due nastri di raso anch’esso rosa, a forma di fiocco con il nastro lungo che arrivava fino alle tettine piccole ma perfettamente sviluppate. La patatina era già ricoperta di pelo , dello stesso colore castano dei capelli.

Le labbra appena colorate con il lucida labbra rosa. Ad un tratto non mi sembrò poi cosi bambina, a parte l’abbigliamento, era una giovane adolescente , una donna in versione tascabile. ” Dimmi papi , cosa ti serve?” Chiese amorevolmente Anna. ” Prendi una sigaretta al papà e a Guerrino?”. E lei prese il pacchetto di sigarette e l’accendino da sopra il tavolo. Venne prima da me. Tirò fuori una sigaretta, me la mise in bocca e me la accese.

Poi corse dal padre e fece la stessa cosa. Le vidi il culetto, perfetto, liscio come la seta. ” Non ti sei ancora lavata oggi ?” Lei rispose di no. ” Piccola sporcacciona, sento l’odore della tua fighetta. Lo hai fatto apposta vero? ” lei rispose di si. ” Spiega a Guerrino che birichina che sei. Digli perché non ti sei lavata la patata!!”. Disse Mario. Allora lei si girò verso di me e con voce e fare da monella confessò ” Non mi sono lavata in mezzo alle gambe perché so che il papà sentendo la puzza non resiste e mi mangia tutta!!!! ” e rise.

Allora lui ribatte’ ” Hai capito Guerrino che troietta la mia Anna? Per farsi leccare la passera dal babbo la lascia sporca e puzzosa!!! E allora guarda cosa mi fa fare !!!” E afferrò la figlia per i fianchi, se la mise in piedi sopra il divano e lui con la testa appoggiata allo schienale la fece sedere sulla sua faccia e iniziò a divorare il pube della figlia. Con una tale voracità che sembrava un a****le e lei la sua preda, il pasto del giorno.

Lei all’inizio rise, poi dal riso passò al gemito, e dopo qualche minuto dal gemito passò all’ orgasmo. Quando Mario se la tolse dalla faccia e rimise la figlia a terra , aveva tutta la barba nera unta, ricoperta di umore vaginale. Rimasi in silenzio, anche quando lui disse alla figlia ” Non chiedi a Guerrino se vuole qualcosa da bere? Vai in cucina e sul lavello c’è un bicchiere grande pulito. Me lo porti?” Lei corse.

Non pensai alle intenzioni di Mario , ancora stravolto e eccitato dalla precedente scena. Quando Anna tornò con in mano quello che era inequivocabilmente un boccale di birra, mi sorse il dubbio. Ma non dissi nulla. ” Ora zoccoletta di papà, appoggia il bicchiere a terra e riempilo più che puoi di pipì “. Così lei fece. Ne riempi metà. ” Ora prendi il bicchiere e portalo al papi. Tienilo ben saldo mi raccomando!!!” E lei tenendo con due mani il grosso bicchiere , lasciò che il padre ci infilasse dentro il pisello e pisciasse fino a riempirlo tutto.

” Senza bagnare per terra, piano piano portalo a Guerrino e poi corri dal papi”. Lei attenta a non rovesciare neanche una goccia, mi portò il bicchiere. Era pesante e caldo. Me lo lasciò tra le mani e corse dal padre. ” Ci credi Anna che Guerrino riesce a bere tutto il bicchiere in un solo sorso?” Chiese il porco alla sua zoccoletta. E lei facendo un espressione di stupore rispose” No!!! Non ci credo!!! Fa schifo la pipì, è tanta quella.

Secondo me vomita!!!”. Piccola ingenua , ne devi fare ancora di strada !!! Ovviamente per me era un gioco da ragazzi, ma non faccio mai niente per niente. E allora decisi di fare una scommessa e dissi ” Se io lo bevo tutto, senza interruzione, poii voi fate una cosa per me?” ” Che cosa?” Chiese Mario. Ed io, stanco di subire tutte quelle scenette senza partecipare feci la mia scommessa ” mentre tu Mario mi scopi a novanta, lei da sotto mi succhia l’uccello, così io mi becco una sborrata in culo e lei in bocca!!!” ” Assolutamente non se ne parla, chiedi troppo !!! Ora stai esagerando Guerrino !!” Esclamò lui.

Non dovetti neanche rispondere che la puttanella disse ” Dai papi, digli di si, tanto non ce la fa, sono sicura!!! Fa troppo schifo!!! Vedrai che vinciamo noi, accetta babbo. Sono proprio curiosa di vedere se ha il coraggio di bere tutto il bicchiere. Vedrai che si ferma subito, ha ha ha!!!” Sebbene Mario conoscesse molto bene la mia abilità, difronte allinsistenza della figlia non riuscì a non accettare la scommessa. Mi guardò e muovendo solo le labbra lessi la sua supplica ” ti prego no”.

Pensai , allora perché hai riempito sto bicchiere ? Per far divertire voi due e basta? Iniziai a bere , e per mia fortuna il sapore non era male. Senza mai fermarmi, con un unico solo lento sorso svuotai tutto il boccale. ” No papi!!! L’ha bevuto tutto !!! E ora?” Disse lei preoccupata al padre. ” E ora cazzo, visto che hai insistito tu , dobbiamo pagare la scommessa!!! Forza succhiamelo e fammelo venire duro!!!!” Il tono di Mario era molto infastidito.

Io mi alzai , mi appoggiai con le mani al tavolo, culo a novanta, gambe divaricate, dissi ” Quando volete io sono pronto!!!” E mi accesi una sigaretta. In pochi secondi il cazzo di Mario venne duro come il marmo. Tolse le ali da fatina alla figlia e la trascinò con se. ” Che devo fare papi?” Chiese lei e furono le sue ultime parole. Lui le ordinò ” che minchia vuoi fare? Vai sotto e prendigli il cazzo in bocca e non lasciarlo finché te lo ordino io, ok???” Impaurita dal tono incazzato del padre si infilò in ginocchio sotto di me e mi prese l’uccello già duro in bocca.

Sentii le mani forti di Mario afferrarmi le chiappe, spalancarle e sputarmi sul buco del culo. Poi vi appoggio la cappella , e con violenza mi impalò con un unico colpo secco. Pensai che fosse giusto così, strinsi i denti e mi godetti scopata e pompino. Quando venne lui dentro di me io venni in bocca a lei che molto brava ingoiò tutto!!! Mario non si fermò subito , dopo avere sborrato continuò un altro po a scoparmi finché il cazzo iniziò a sgonfiarsi.

Allora lo sfilò dal culo, e ordinò alla figlia di fare altrettanto, e lei si tolse il mio uccello dalla bocca. Si alzò e corse dal padre. Io con la flemma di un condannato a morte, mi rimisi in sesto, mi vestii, li guardai e dissi ” Ci vediamo al mare domani?”. Nessuno dei due rispose. Allora me ne andai. Il giorno dopo al mare non vennero, e neanche i giorni successivi. Meglio così, finalmente un po’ di meritato relax!!!! FINE.

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