OPERE DI “PENE” PER DONNE DI CHIESA (1)

Da cultore delle donne anziane (dai settant’anni in su) ho la buona e sana abitudine di recarmi spesso in chiesa, un luogo solitamente frequentato da esponenti del gentil sesso in età avanzata.
Si pensa, erroneamente, che a messa vadano solo donne cattolicissime che ripudiano il sesso, mentre invece in tante cosiddette “bizzocche” alberga un’intensa voglia di accoppiarsi con l’uomo, specie se più giovane di loro.
Provate, ad esempio, ad entrare in chiesa da una porta laterale anziché da quella della facciata principale: mentre attraversate a ritroso il luogo sacro per andarvi a sedere su una delle ultime panche, vedrete tanti sguardi di fedeli mature ed anziane fissare il vostro cavallo dei pantaloni, probabilmente alla ricerca del loro “oggetto di desiderio”.

Il sottoscritto, pertanto, proprio in chiesa ha fatto tante conquiste, entrando dalle porte laterali, squadrando la situazione e “concentrandomi” sulle “fedeli” che notavo essere particolarmente interessate alle mie parti intime.
Tra queste, nelle ultime settimane, ne ho adocchiate due, entrambe ultrasettantenni ed originarie del Nord Italia, ma vedove di mariti siciliani che avevano lasciato loro le case in cui abitare in un paese vicino al mio.
Una, di nome Leda, è un donnone robusto e dal culo generoso, ma con le gambe muscolose che vanno ad assottigliarsi sino alle caviglie, mentre la sua amica, di nome Pina, ha un fisico asciutto, molto simile a quello della “mitica” Granny Shirley (tra intenditori del porno maturo ci intendiamo…).

Ho notato che queste due signore si recavano insieme ogni sera in chiesa per la novena in onore del santo patrono del loro paese, e che puntualmente, quando facevo ingresso dalla porta laterale situata accanto all’altare maggiore, dopo avermi fugacemente guardato in viso puntavano i loro occhi sulla mia “patta”. Allora mi son detto: «Queste due me le devo urgentemente fottere…». Così, qualche settimana fa, ho deciso di far di tutto per tentare un qualche approccio con loro.

Mi son seduto quindi sulla loro stessa panca in maniera tale che, al momento dello “scambiatevi un gesto di pace”, potessi stringere loro la mano sfregando le loro piante con il mio dito a mo’ di solletico (inequivocabile manifestazione di interesse sessuale). Così feci, e già notai in loro un particolare trasporto verso di me, fatto di sorrisi e sguardi compiacenti.
Alla fine della messa uscimmo “casualmente” insieme dalla stessa porta laterale da cui ero solito entrare, ma non sapevo che pretesto prendere per avviare una qualche discussione con loro.

Intanto ci avvicinavamo al transitatissimo crocevia antistante alla chiesa, ed ho subito notato che le due anziane, per via dell’età, esitavano ad attraversare la strada, timorose che qualche autoveicolo se le mettesse sotto. Allora mi feci avanti io e, bloccando il traffico con il segnale della mia mano, le feci attraversare.
«Grazie!… Grazie!…», mi disse Leda, ossia la signora robusta.
«Si figuri!…», risposi io. «Siamo fedeli cattolici ed è, quindi, nostro dovere dare una mano d’aiuto a chi ha una qualche difficoltà».

LEDA: «Ooohhh… Ma lei è un ragazzo d’oro!… Oggi non se ne trova di gente così buona ed altruista. Possiamo offrirle un caffè? Io e la mia amica Pina a quest’ora, dopo la messa, lo prendiamo sempre».
IO: «Con piacere! Ma ve lo offro io».
LEDA: «Vabbè… Intanto andiamo al bar e poi… decidiamo chi paga».
Alla fine pagai io, e la signora Leda, che delle due amiche era la più loquace, mi disse che avrebbe ricambiato offrendomi un caffè a casa sua.

LEDA: «Lei e Pina (ossia la sua amica) tenetevi pronti per domenica prossima: sotto casa mia passerà la processione del santo patrono e ci tengo a vederla insieme a voi. Sa, caro amico: qui da noi è bellissimo veder passare il santo sotto casa, e visto che lei è stato così gentile voglio farle questo “regalo” insieme al mio caffè e dopo, magari, a qualche bel piatto di spaghetti…».
Mentre ci scambiavamo i numeri di telefono, già pregustavo i piaceri cui sarei andato incontro con queste nuove amicizie “ecclesiastiche”…
(continua).

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