Le mie storie (45)

In questo anno ho avuto tutti rapporti interpersonali molto particolari. Su un paio di storie ci avevo anche investito del sentimento, ma purtroppo dall’altra parte c’erano troppe complicazioni. Adesso invece che mi trovo (non è la prima volta) nei panni dell’amante, devo dire che non è poi tanto male. Certo non sono ipocrita, lo so che non è molto etico, ma ai suoi indubbi vantaggi.
Per esempio stamattina (domenica) alle otto è suonato il citofono ed era lui che coperto dalla passione della corsa, ha fatto il suo allenamento facendo tappa a casa mia.

Quando ha squillato per la verità ero appena sveglia e guardavo un po’ di televisione. Ho avuto il tempo di lavarmi i denti, sciacquarmi la faccia e mentre stavo per cambiarmi il pigiama che indosso di solito (cioè una lunga maglietta con la foto di cucciolo) con una sottoveste leggermente più sensuale (non è trasparente ma almeno è femminile), era già fuori la porta. È entrato piuttosto sudato, ma con una busta piena di cornetti di ogni specie.

Siamo andati in cucina, ho messo su il caffè e il latte mentre lui era in bagno a ricomporsi.. Ci siamo seduti al tavolo ed abbiamo cominciato a mangiare anzi per la verità mangiavo solo io perché lui aveva già fatto colazione. Così mentre pucciavo il cornetto nella tazza di latte e caffè, lui ha cominciato ad insinuare la sua mano tra le mie cosce e dopo qualche minuto anche lui “pucciava” le sue dita nella mia micia.

Sesso e cibo contemporaneamente sono al massimo, ed io ero seduta con le cosce aperte, la mutandina spostata e lui che mi faceva bagnare. Poi mentre mangiare cominciava ad essere un po’ più complicato, data l’eccitazione, lui lo ha tirato fuori dalla tuta ed io, con la bocca ancora sporca di cioccolata mi sono abbassata per succhiarglielo. La posizione non era delle più comode così l’ho fatto sedere su tavolo ed ho ripreso il mio pompino.

In bocca al sapore dolce della cioccolata cominciava a mischiarsi quello un po’ più amaro del suo sperma ma ormai, anche se aveva tolto le dita da dentro, ero già bella e eccitata. Mi sono aiutata con la mano e poi l’ho fatto venire in bocca ma non ho ingoiato perché, per la verità, il tutto non era propriamente gustoso. Lui mi ha ringraziata, mi ha detto che l’ho riportato letteralmente alla vita da quando ci frequentiamo.

Mentre parlava però, anche io reclamavo (interiormente) il mio orgasmo. Così, dopo essermi tolta la mutanda, mi sono seduta sulle sue gambe ed ho cominciato ad accarezzargli i capelli e le orecchie. Abbiamo cominciato a baciarci e le nostre mani hanno preso ognuna strade diverse. Le sue si sono infilate sotto la maglia e sono arrivate una al seno e l’altra sotto al culo, mentre una delle mie ha cominciato a risvegliare il suo uccello.

Con costanza e manualità, pian piano lo sentivo crescere. Quando è tornato bello duro e grosso, mi sono alzata e mi sono avviata in camera da letto. Lui chiaramente mi ha seguito arrivati vicino al letto mi ha spinta sul materasso e dopo avermi messa a pecorina, me lo ha messo dentro. Vi confesso che è indubbiamente la mia posizione preferita sarà perché le tettone ballano libere e leggere grazie alla forza di gravità.

Sono venuta, ma lui ha continuato a scoparmi fin quando non mi è venuto sulla schiena. Poi, quasi come un orologio svizzero, è arrivata la telefonata della moglie (per fortuna avevamo già finito) che gli ricordava di fare la spesa.
Un saluto ed è cominciata la mia domenica….

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