Archivio mensile:Giugno 2015

Nel culo per sbaglio…

Era inverno da poche settimane mi ero lasciato con una mia ex…conobbi questa nuova ragazza fu tutto veloce la conobbi su internet la sera e dopo poche ore eravamo in locale a bere qualcosa…quando la riporta a casa non mi lascio andare senza prima baciarmi con la lingua per più di un ora…il giorno dopo siamo usciti ancora insieme abbiamo passato il pomeriggio abbiamo cenato e poi una cosa tira l’altra ho detto dormiamo insieme? Senza batter ciglio lei dice va bene…ci troviamo a letto insieme bacio di qua bacio di là ad un certo punto mi mette la mano sul pacco e comincia a palmare…la guardo e gli dico ma che fai? Con aria disinibita mi dice niente…nello stesso tempo me lo aveva tirato fuori…era duro che ci potevo mettere un chiodo nel muro…scende giù va per metterlo in bocca e gli dico aspetta andiamo a lavarsi dopo una giornata in giro non chissà che c’è la sotto…non ho finito di parlare che mi ha spezzato il fiato succhi andò mi è leccandomi avidamente la cappella ero immobile godeva come non mai riuscivo solo a gemere…fino a che si ferma e ritorna su a baciarmi…ora toccava a me darle il ben servito…piano piano le apro la camicetta gliela tolgo e gli tolgo anche il reggiseno…mi si presentano due bocce enormi con dei capezzoloni fantastici…comincio a toccare e poi a succhiare a quel punto scendo giù e trovo un piccolissimo boschetto ben tenuto e curato…fantastico…comincio a tastare il terreno mentre succhio i capezzoloni…lei era in estasi e si lasciava fare…decido di infilare un dito…era stupendo aveva la figa strettissima godeva solo col dico stavo impazzendo all’idea di fottermela…presa dalla foga si tira su e si ri butta sul cazzo col cazzo in bocca e guardandomi negli mi dice…tu con questo coso mi spacchi non so se ci entra…cazzo ho pensato…come non ci entra? Vedrai che piano piano lo mettiamo non ti preoccupare…dopo poco si mette a pecora pronta per la monta io prendo un ultimo assaggio di figa e tanto che ero lì ho pensato bene di dargli una laccata anche al culo…alla terza laccata si toglie e mi dice noo…non ti piace che te lo lecco? No non mi piace niente che riguarda il culo…be nessun problema…e piano piano gli infilo tutta la Minchia…non posso descrivere che paradiso non era solo stretta era anche corta…lo scopata un po così fino che era bagniatissima allora mi ha preso e mi ha messo sotto cominciando a cavalcarmi…in meno di un minuto e venuta a goduto come non mai e poi si è accasciato su di me esausta…li gli ho detto ora tocca a me ma era distrutta così ci siamo messi a dormire…nel cuore della notte vengo svegliato da lei che me lo succhia avidamente…quando mi vede sveglio mi dice che mi sono dimenticato il resto è che lo devo prendere…in un baleno la metto sotto a pancia in su e glielo infilo vedo il cazzo sparire nel suo magnifico boschetto fino a non esplode sul suo ventre…a questo punto anche io finalmente esausto cado in profondo sonno…il mattino ci svegliamo e dopo circa un oretta a pensare se fare colazione oppure no mi riprende in bocca il cazzo e dopo una bella succhiata si mette a pecora e piano piano glielo infilo tutto dentro…comincia a gemere e dire che è una troia…si dico io sei una troia adesso ti scopo il culo vacca…lo infilavo e lo tiravo fuori dentro fuori dentro e fuori…godeva come una matta fino a che preso dalla foga lancio il cazzo verso di lei ma questa volta prende una direzione sbagliata…praticamente glielo piantato tutto nel culo e gli pure dato due pompate…cazzo era bellissimo ma io non sapevo fosse il culo…lei si toglie e si gira gridando che sono uno strano…non capivo che era successo…e lei mi dice cazzo mi hai rotto il culo lo hai messo fino alle palle fa malissimo…ero imbarazzato non mi era mai capitato e non sapevo che fare tante che sembrava lo avessi fatto apposta perché continuavo a dirgli che era una troia e che gli avrei fatto il culo…be sta di fatto che quelle 2 pompate le ricordo a distanza di anni è stata una sensazione bellissima non era la solita scopata in culo era 10 volte più bello….

Michela la mia nuova trombamica.

Racconto trovato in rete su xhamster

Ieri mattina stavo giocando a calcio con la mia squadra quando ho visto Michela che mi stava guardando giocare, lei è una mia amica ed è una grande figa, a dieci minuti dalla fine mi sostituiscono così corro a farmi la doccia prima che la partita finisse, sotto l’acqua bollente mi faccio una sega pensando a lei e quando esco dagli spogliatoi me la trovo davanti che mi chiede.

“Ciao Marco, i miei genitori sono fuori a cena, che ne dici di venire a mangiare a casa mia?”
“Grazie Michela mi fà molto piacere. ”
“Allora a stasera alle sette e mezza, vedrai ti stupirò. ”
La cena era ottima, Michela è un’ottima cuoca, dopo aver sparecchiato e pulito tutto decidiamo di sederci sul divano e accendere la tv, non troviamo niente di bello così Michela mi propone di vedere un film porno ed io accetto subito.

La protagonista del film è una bagnina che ha fatto una scommessa con una sua amica, chi sarebbe passato davanti a lei con un rigonfiamento nel costume avrebbe dovuto scoparselo in una cabina pubblica, passano molte persone fra le quali un diciottenne che prende seriamente la proposta della bagnina e dopo essersela portata in una cabina se la scopa in tutte le posizioni. A vedere quelle scene non mi trattengo e mi eccito, Michela era vicino a me con indosso una maglietta aderente, allungo una mano e le palpo la tetta destra, lei mi guarda perplessa ma poi se la toglie.

Escono fuori le sue tette, i capezzoli sono piccoli, rosei, lunghi e duri come chiodi, prendo in bocca un capezzolo, comincio a succhiarlo, baciarlo e leccarlo mentre con una mano giocavo con l’altra tetta, stringendola e palpandola. Le sue mani cercano il mio cazzo, piano piano cominciano ad accarezzarlo poi si china su di me e se lo prende tutto in bocca succhiando e pompando come un’ossessa, non resisto molto e per tutta risposta le dico.

“Fai piano Michela perchè se vai avanti così vengo subito. ”
Lei fece finta di non sentirmi anzi aumentò la velocità così dopo due secondi le riversai tutta la mia sborra calda in bocca, con le mani le presi il viso e la rialzai, con la punta della lingua le ripassai i lobi delle orecchie poi la baciai sul collo ed infine sulla bocca. Ci baciammo con foga per qualche minuto poi la spinsi lentamente verso il basso, lei si ritrovò distesa sotto ed io sopra, le aprii le cosce e le dissi.

“Adesso Michela tocca a me ricambiarti del piacere che mi hai dato. ”
Mi gettai a leccare la figa, iniziai delicatamente sollecitandole il clitoride con un dito e con la lingua, presto le sue labbra si bagnarono, la sentivo fremere ad ogni colpo di lingua, continuai così a lungo finchè Michela inarcando la schiena raggiunse il primo orgasmo gemendo a bocca spalancata, che piacere è stato per me succhiare il suo nettare e assaporare il profumo di lei reso più forte e salato dal sudore, a quel punto io le dissi.

“Michela, ho voglia di scoparti!”
Lei mi rispose.
“Fai pure Marco ma fallo in fretta perchè ho tanta voglia anch’io. ”
Michela mi passò le cosce intorno alla vita aiutandomi a scivolare in lei, il suo pube prese ad assecondare il mio ed ben presto il ritmo dell’amplesso divenne frenetico, esaltata com’era con le mani mi afferrava le natiche e mi aiutava ad accentuare ancor di più il ritmo, era una furia su quel divano, dopo un paio di minuti esplosi in lei allagandola.

“Sììììì… Bravo Marco… Sborra, sborrami dentro. ”
Lei gemette alle calde sferzate di sperma e reagì con un nuovo travolgente orgasmo, io mi abbandonai ansante al suo fianco, mi guardò un pò e poi mi chiese.
“Ti và Marco di fare una doccia assieme a me?”
“Certo Michela che mi piacerebbe fare una doccia con te”
“Va bene, allora andiamoci subito. ”
Così nudi ci siamo chiusi nell’esiguo spazio del box doccia, lei subito si inginocchiò davanti a me con le labbra morbidamente dischiuse a pochi millimetri dal mio cazzo, lo strinse con una mano poi gli dette un primo colpo di lingua sul glande, alzò lo sguardo e sorridendo osservò la mia reazione.

“Ti prego Michela prendilo in bocca!”
In un attimo il cazzo sparì tra le sue labbra, potevo sentire il suo palato e la sua lingua che lavorava frenetica sulla cappella, quando si accorse che il mio orgasmo era inevitabile si tolse il cazzo dalla bocca ma continuò a menarlo, ero al massimo dell’eccitazione e dissi.
“Michela ti voglio prendere inculare!!!”
“Cosa Marco???”
“Cosa vuoi farmi???”
“Ridimmelo se hai il coraggio ma fà presto che io non ne posso più.


“Ti voglio inculare!!!”
“Voglio montarti, cavalcarti ficcartelo così in fondo da farti urlare. ”
“Mettiti a pecora e dammi il tuo culo Michela. ”
“Lo vuoi???”
“Prendilo è tutto tuo. ”
Appoggiai il cazzo al buchino e spinsi piano ma un gemito di dolore mi indusse a fermarmi.
“Fai piano Marco ti prego. ”
“Se non lo vuoi non lo faccio Michela. ”
“Si si dai ma fai piano. ”
Immersi ancora il mio cazzo nel suo culo e riprovai cominciando a spingere lentamente, piano piano cominciò ad entrare.

“MMMHHH, come sei stretta Michela!”
Biascicai eccitato.
“OOOHHH, come è grosso e duro Marco!”
“MMMHHH, dai muoviti un pò!”
Biascicò lei, appoggiando saldamente le mani al muro. ”
“OOOHHH, siii, così, dai, dai!”
“Adesso inculami, inculami più forte, dai!”
“AHIAAA!”
Mormorò lei ma oramai facevo avanti e indietro con la potenza degna di un toro e lei subiva con lamenti e sussurri spezzati.
“Sììì….. Così….. Sììì…..”
“AAAHHH….. Come sei forte…..”
“Ancora dai sono tutta aperta!!!”
“AAAHHH….. Mi fai ancora male!!!”
“AAAHHH….. Sììì….. Sììì…..”
“Tienimi stretta….. Possiedimi!!!!!”
“NOOO!!! NOOO!!! AHIA!!! AHIA!!!”
“BASTA!!!!! BASTA!!!!!”
“Mi fà troppo male!!!”
“ESCI!!! ESCI!!!”
Non la ascoltai e continuai così fino a quando arrivai all’orgasmo, cacciai fuori il cazzo e le sborrai sulla schiena.

“Siii… Siii… Schizzami tutta la tua sborra sulla schiena. ”
“Mi è piaciuto Marco ma alla fine mi hai fatto un pò male, sei uno stronzo saresti dovuto uscire. ”
La abbracciai e le diedi un bacio in bocca poi le dissi.
“Scusa Michela ero troppo preso e non ti ho ascoltata. ”
Lei mi rispose.
“Per questa volta ti perdono Marco ma adesso finiamo di farci la doccia e usciamo dal bagno.


Dopo la doccia tornammo in salotto e ci buttammo sul divano, feci mettere Michela a cavalcioni con le ginocchia ai lati della testa, ora davanti al mio volto si apriva la sua figa e lei si trovava di fronte il mio pene, sdraiata sopra di me mi lavorava la cappella con la lingua mentre io le ricambiavo il piacere dedicandomi al suo clitoride e al buchetto del culo. Lei apprezzava molto il mio trattamento ingoiando con sempre maggior foga il mio uccello durissimo, si lasciò chiavare dolcemente in bocca mentre io la leccavo appassionatamente e la portavo lentamente ma inesorabilmente verso l’orgasmo.

Un suono gutturale uscì dalla sua gola piena del mio cazzo che le affondava in bocca, il suono si protrasse a lungo, il suo corpo vibrava sotto di me travolto dalle piacevoli fitte dell’orgasmo, si sedette su di me non del tutto soddisfatta accogliendo il mio sesso nel suo e disse.
“Non mi stancherei mai di fare l’amore con te Marco. ”
Così cominciò ad ondeggiare sinuosa mugolando per il piacere e io le risposi.

“Nemmeno io mi stancherei mai di far l’amore con te Michela. ”
Le accarezzai le cosce per poi agguantarle le chiappe accompagnando il suo movimento su e giù, rimasi così, immobile ad ascoltare le sensazioni che arrivavano dal mio membro, le toccavo le chiappe, il seno e tutto quello che potevo toccare. Il suo respiro era diventato molto pesante, poco dopo appoggiate le mani sulle mie spalle sollevò il busto dal mio e mugolando di piacere accelerò il movimento del suo bacino.

Sentii che mi stava facendo godere allora mi attaccai alle sue tette con le mani e qualche istante dopo vi affondai le dita stringendole forte, il mio pene schizzò lo sperma all’interno della sua vagina e lei in preda alle convulsioni arrivò all’ennesimo orgasmo.
“Siii Marco, è bello quando mi vieni dentro e riusciamo a godere assieme. ”
“C’è molta sintonia e complicità tra noi. ”
Credendo che i genitori da un momento all’altro sarebbero tornati Michela volle che le facessi un regalo.

”Marco riesci a farmi un ditalino e farmi squirtare???”
Non ci pensai due volte e chiesi a Michela di divaricare le cosce, con la lingua le leccavo il clitoride mentre con il dito medio e l’anulare percorsi delicatamente la sua intimità su e giù, le labbra si inumidirono e si spalancarono in tutta la loro estensione, entrai ed iniziai ad andare avanti e indietro piano. Dopo un pò Michela cominciò a gemere, dentro la sentivo molto lubrificata, smisi di leccarla e appoggiai una mano sulla sua vescica, girai ad’uncino verso l’alto le dita che aveva nella figa per poter sentire la ghiandola del punto G e le praticai una leggera pressione in senso circolare.

Il movimento fece crescere i mugolii di piacere a Michela che in quell’istante cominciò ad avere un orgasmo inaudito, dalla figa uscì uno schizzo che mi colpì prepotente in pieno petto, ne uscirono anche altri ma meno intensi e il suo corpo sembrava indemoniato da quanto si agitava. Una volta che si calmò la presi tra le braccia e la coccolai un pò, quando guardai il suo viso i suoi occhi brillavano di felicità e un aveva bel sorriso sulle labbra, le diedi un lungo bacio e me ne andai felice di avere una nuova trombamica disposta a darmela senza troppi problemi.

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La signora Baccieri (parte prima)

Quando comincio la vicenda Mario si trovo del tutto impreparato ad affrontare quella nuova scabrosa situazione. Aveva appena intrapreso una relazione con Adelia Baccieri, una ricca vedova che abitava a due passi da casa sua, la Baccieri una donna colta e determinata aveva tanto di quel denaro da poter vivere nel lusso per sette vite, era il lascito del suo oramai defunto marito, e lo usava principalmente per assecondare tutti i suoi capricci e quelli di sua figlia.

Venne il giorno in cui le strade di Mario e Adelia si incontrarono, l’amore sboccio all’improvviso ma fin da subito fu funestato dalla profonda differenza caratteriale che c’era trai due. Mario era remissivo, anonimo a dirla tutta, mentre invece Adelia incarnava in un unica persona
l’energia e l’intraprendenza di mille. Nonostante ciò si arrivo ben presto al matrimonio, che venne celebrato in una graziosa chiesetta alle porte di Napoli. Dopo una luna di miele talmente sfarzosa da sembrare quasi irreale, la coppia intraprese una vita matrimoniale come tante, la differenza di carattere tra i due non s**turiva quasi mai in un conflitto aperto, se non fosse stato per Claudia la figlia di Adelia tutto sarebbe andato per il verso giusto.

La Baccieri come detto era una donna energica, i suoi quarantanni non avevano danneggiato il suo enorme desiderio carnale, pretendeva di essere posseduta almeno due volte al giorno e come Mario scopri fin da subito, non assecondare le sue voglie si rivelava una vera e propria tortura. Perché Adelia era benissimo capace di lamentarsi tutto il giorno e incessantemente, in grado di far perdere la pazienza anche al più mite degli uomini. Quindi Mario non aveva scelta, anche usufruendo di farmaci doveva fare di tutto per soddisfare sua moglie, viceversa la sua sanità mentale ne avrebbe risentito.

I rapporti sessuali avvenivano alle prime ore del giorno e di sera, Adelia abituata ad un vita di eccessi, li consumava nelle maniere più bizzarre possibili. Ad esempio diceva al marito di sodomizzarla per tutto il rapporto e proprio quanto stava per venire lo faceva sborrare dentro la figa, alcune volte accadeva il contrario, altre volte invece voleva che al momento dell’eiaculazione prima gli sborrasse nella figa e poi immediatamente nel culo in modo da avere entrambi gli orifizi saturi di sperma.

Mario pian piano si abituò a queste stranezze e anche se non con pochi sacrifici riusci sempre a soddisfare la moglie. Questo rapporto non perfetto ma comunque solido, venne incrinato solo dall’astio che Claudia provava verso il padre acquisito. Lo odiava per diverse ragioni, tra le più rilevanti vi erano quelle economiche, in sostanza vedeva in Mario un arrivista senza scrupoli che pur di mettere le mani sull’enorme patrimonio di famiglia aveva sposato la madre per puro interesse.

Ma Claudia si sentiva danneggiata anche da un punto di vista sentimentale, pensava che quell’intruso rubasse tempo al rapporto madre-figlia che si era venuto a creare alla morte del padre, rapporto che da quel giorno era diventato fortissimo. Gli ci volle poco per trasformare l’odio che provava per Mario, in un piano ben congegnato per far andare in fumo quel matrimonio mai approvato, Penso “visto che non la ama, basta fargli vedere un po’ di figa per farlo cadere in tentazione, poi una telecamera piazzata al punto giusto e il gioco e fatto”
Claudia aveva ideato il più semplice dei complotti ma, nonostante la semplicità di fondo, bisognava trovare un donna abbastanza attraente e disposta a sedurlo.

In un primo momento si convinse che una delle sua amiche sarebbe stata disposta a farlo, ma bastarono poche telefonate per scartare questa ipotesi, penso ad una prostituta ma non conosceva l’ambiente, e poi non sapeva come sarebbe riuscita a convincerla. Alla fine la scelta ricadde su se stessa “A mia madre verrà un colpo quando mi vedrà scopare con Mario ma non ho scelta”. La telecamera comprata su ebay arrivo alla data prefissata, era piccola ma filmava con una risoluzione da 1080X720, di lingerie e vestiti sexy invece Claudia ne aveva tanti, ma comunque decise di comprare qualcosa di speciale lo stesso; mutandine rosse con reggicalze in pizzo, e poi un particolare reggiseno che l’asciava le tette completamente scoperte rialzandole e basta.

Devo dirvi prima di continuare che gran troia fosse, per appetito sessuale era la copia di Adelia ma la sua giovane eta amplificava ancora di più la smisurata libido ereditata dalla madre. Vi racconto una sua giornata tipo cosi capirete come sia possibile per una figlia ideare e mettere in pratica una simile porcheria. Si svegliava verso le 8. 00 ma prima di vestirsi per andare a lavorare (nella sua azienda) si masturbava furiosamente con un dildo e se lo faceva sprofondare talmente in profondità da raggiungere le porte dell’utero.

A lavoro flirtava contemporaneamente con sei e più uomini e con un numero simile quotidianamente consumava rapporti sessuali (si lo so è difficile da credere ma è la verità) scopava in continuazione, già verso le 2:00 di pomeriggio la sua figa era ricolma dello sperma di tre uomini diversi cosi come il suo stomaco dove con insalate light e qualche caffè si mischiavano le furiose sborrate dei suoi compagni occasionali, ritornava a casa verso le 9:00 e se non aveva in programma nessuna uscita serale, mangiava e andava a letto ma non prima di concludere la giornata cosi com’era cominciata, cioè masturbandosi con lo stesso dildo che ora ad ogni affondo era lubrificato dallo sperma dei suoi amanti.

Capirete che per una persona di questo tipo quelle regole morali comuni alla maggior parte della gente non valessero, e quindi inizio a sedurre Mario con la stessa sicurezza con cui flirtava con qualsiasi altro sconosciuto. I vestiti erano sempre succinti, ogni qual volta che vedeva Mario si metteva a sculettare, cercava sempre una scusa per rimanere da solo con lui e ogni volta che succedeva, lo ammagliava con la sua bellezza e con la sicurezza della più travagliata puttana in circolazione.

Passarono settimane, mesi, ma alla fine Mario cedette, la sua resistenza venne sconfitta dal seno candido, dal culo perfettamente modellato, dalle labbra carnose, tutte qualità che Claudia di volta in volta non mancava di esibire. Quando Mario entro nella stanza da letto della figliastra lei era già pronta, come da programma indossava le lingerie acquistate per l’occasione. Era semplicemente irresistibile, la telecamera era nascosta dietro alcune riviste, impossibile da individuare.

Il video che ne venne fuori assomigliava più ad un film porno diretto da una regista esperto, e non ad uno dei tanti filmati amatoriali in giro per la rete, racchiudeva 2 ore di sesso sfrenato. Dopo i primi tentennamenti Mario si s**teno (proprio come voleva Claudia) e inizio a fottere la sua figliastra allo stesso modo in cui fotteva con la madre, la sodomizzava per 20, 30 minuti e poi glielo sbatteva di nuovo in figa, proprio in figa venne per la prima volta, una sborrata devastante che avrebbe riempito un bicchiere fino all’orlo, ma Claudia ancora non soddisfatta prese il cazzo ancora duro di Mario dalla sua figa per metterlo dentro la sua calda bocca, non prima pero di essersi avvicinata il più possibile alla telecamera in modo da garantire un primo piano integrale, “vienimi in bocca, vienimi in bocca, dai!” la cosa non fu immediata a Mario ci vollero altri 10 minuti per immagazzinare dentro i testicoli una quantità di sperma uguale alla precedente, ma quando fu pronto gli riempì la bocca con 7 schizzi, Claudia tenne lo sperma tra le labbra senza deglutire e approfittando di un attimo di assenza di Mario prese la telecamera in mano e ingoio il tutto come facendosi un selfie.

Il piano era andato alla perfezione il video era scandaloso e lascivo come previsto e sua madre dopo averlo visto non poteva non lasciare quel marito che con tanta veemenza si era fottuto sua figlia. Ma in realtà le cose andarono diversamente. Il giorno dopo, di buon mattino, Claudia piuttosto che andare a lavorare prese il suo portatile e andò nella stanza di sua madre che ovviamente stava dormendo insieme a Mario, esordi gridando a squarcia gola “ora ti faccio vedere con che razza di uomo ti sei messa!” la faccia di Mario sbiancò in un lampo, aveva capito che la notte brava precedente non era altro che una subdola trappola, invece Adelia non sapeva cosa aspettarsi, ma quando si ritrovo lo schermo del computer ad un palmo dal naso con il video già in funzione capi tutto, fu colta da un terribile s**tto d’ira e poi urlo “uscite da questa stanza, tutte e due, uscite ora!!” Mario era distrutto non sapeva cosa fare, Claudia provava un misto tra soddisfazione e timore, uscita dalla stanza si allontano il più possibile dal patrigno e si chiese se tutto ciò avrebbe portato a qualcosa di buono.

Adelia rimase in camera, e ci rimase per molto molto tempo, forse 4 ore , finalmente verso mezzogiorno usci prima dalla stanza da letto e subito dopo di casa. L’inquietudine di Claudia aumentava, si chiedeva se le sue azioni avessero inclinato per sempre il suo rapporto con la madre. Passarono altre ore, infine oramai quasi buio Adelia ritornò. Aveva con se due sacchi di plastica ricolmi di cibo e con un sorriso stampato sulle labbra disse “ora ragazzi miei vi faccio una bella cenetta” figlia e marito erano allibiti e si chiedevano che cosa fosse successo di tanto significativo da trasformare la furibonda donna piena di astio in un allegra casalinga pronta a preparare il pranzo a tutta la sua famiglia.

Adelia non rispose a nessuna domanda “prima la cena” disse. La cena consistette in carne arrosto con contorno di verdure lessate, piacque a tutti. Poi alla fine un dolce al limone che concluse il pasto e diede il via alla lunga riflessione che Adelia nel tempo trascorso da sola aveva avuto modo di maturare “Claudia tu sei mia figlia e come tale ti voglio un gran bene e non potrei immaginare la mia vita senza te, sei pero anche un gran troia e come tu sai sono a conoscenza delle tue abitudini sessuali, abitudini che in fondo approvo in quando a suo tempo le ho praticate anch’io, non so con precisione cosa ti ha spinto a fare quello che hai fatto, ma posso immaginare che qualunque sia stata la ragione per te fottere con il tuo patrigno sia un po la stessa cosa che fottere con qualsiasi uomo, In fondo non potevo pretendere che la parentela acquisita potesse fermare i tuoi propositi.

Invece è da te Mario che mi aspettavo più forza di volontà, ti sei fatto abbindolare come un fesso, ma conosco i tuoi sentimenti e so che mi ami. Veniamo al dunque. Facciamo finta che tutta questa storia non sia mai accaduta, lasciamoci tutto alle spalle, pero Claudia non puoi pretendere che dopo quello che hai fatto io non ti punisca in qualche modo, hai sbagliato è ne devi sopportare le conseguenze. ” Mario stette in silenzio ma sapeva bene di averla fatta franca, anzi visto da come stava evolvendo la situazione tutta la colpa se la sarebbe presa l’odiata figliastra.

Fu Claudia infatti a parlare “punizione? Che genere di punizione?” Adelia si avvicino alla figlia gli mise entrambe le mani sulle guance in modo tale da fargli increspare le labbra e sulle labbra la bacio profondamente mettendogli l’intera lingua in bocca “mamma che cazzo fai!!!!” Anche Mario fu profondamente sorpreso, l’unica che mantenne la calma fu proprio Adele “tesoro, ti sei scopato tuo patrigno e adesso ti scoperai anche tua mamma, è questa la tua punizione” Claudia era scioccata e immediatamente corse via dalla madre e andò nelle sua stanza “Adelia ma cosa ti salta in mente sei impazzita!?” “ Accidenti stai zitto Mario, da oggi in poi le cose in questa casa prenderanno una piega diversa, diventeremo una famiglia dalle larghe vedute, e tu non hai voce in capitolo.

Quella troia di mia figlia ci si abituerà subito vedi quindi di farlo anche tu!” <fine prima parte>.

Annusare e non toccare

Massaggiarle i piedi a fine giornata è l’85% della nostra attività intima di coppia nella quale sono in qualche modo attivo. Ogni giorno, qualsiasi cosa accada, dopo una giornata passata insieme felicemente, dopo l’ufficio, dopo la doccia, dopo il jogging, dopo uno screzio, addirittura durante un litigio di coppia in corso, arriva sempre il momento in cui lei mi porge i piedi ed io senza dire nulla abbasso il capo, piego la schiena e la servo.

Un tempo lo facevo mentre eravamo entrambi sul divano, guardando un film, da un paio di anni a questa parte inginocchiandomi sul pavimento dinanzi a lei. Questa condizione è arrivata senza che ne parlassimo, senza che lo chiedesse ed in modo del tutto naturale. Un tempo era la coccola speciale, ora è la prassi. La mia attenzione rivolta al 100% a suo servizio. Ogni giorno, ogni sera, nei week end anche più volte al giorno se lei è a casa e lo vuole.

La guardo dal basso, osservo le sue gambe lisce e la pelle ambrata finire sotto la vestaglia di seta nera. La sto massaggiando da più di mezz’ora abbondante. Senza darmi attenzione, guardando la tv, una sua mano si spinge sotto gli slip a giocare con il suo sesso. Non tento nessun approccio, so che mi respingerebbe togliendomi anche la possibilità di massaggiarla, faccio maggiore pressione per portarle più piacere passando da un piede all’altro, per dirle che sono lì.

Minuti interminabili quasi a dolermi le mani, poi un briciolo di attenzione.

Nessuno dei due dice nulla, lei si alza dinanzi a me e con il gesto più sensuale che io potessi sperare lascia scivolare gli slip giù dalle anche accompagnandoli con una carezza sino alle caviglie. Intravedo la sua fica depilata alla luce della tv nella stanza buia.

E’ nuovamente seduta, questa volta sulla punta del divano, gomiti sulle ginocchia, viso chino verso di me e sguardo privo di emozioni, severo e sensuale.

Mi spinge sotto le narici gli slip che tiene fra le mani e con un piede mi calcia le ginocchia facendomi capire di doverle aprire:

“Respira, fa vedere come tira” mi dice.

Il pene mi duole nella gabbietta di castità, l’eiaculazione che non mi è concessa da dieci giorni mi sembra dover arrivare all’istante.

“Annusa come si deve, fa male?” mi chiede guardandomi fra le gambe.

“No” le dico, perché il dolore fisico non è nulla confronto al piacere che mi sta dando modo di provare nel donarle la mia libertà e lei lo sa.

“Fammi vedere quanto desideri la mia fica tesoro” mi sussurra dolcemente…
…poi vicino all’orecchio “la vorresti scopare non è vero?”

Ancora un calcetto, ed apro di più le gambe mentre annuso.

“Siii, guarda come tira il cazzetto, guarda come la vorresti fottere”

Faccio solo in tempo ad accennare un bacio agli slip e li ho in bocca forzati dalle sue dita esili e sensuali, il profumo della sua french manicure fresca di giornata si mischia a quello dei suoi umori, chiudo gli occhi.

Uno schiaffetto su una guancia, afferra con l’altra mano i miei capelli e buttandosi indietro con il corpo porta i talloni sul divano e mi guida col naso sul suo sesso aperto dinanzi a me.

Ho i suoi slip in bocca, non posso baciare, non posso leccare, guidato dalla sua mano sul capo la accarezzo con il naso, con l’intero viso, la bava che perdo si mischia alla sua eccitazione ed i suoi umori sono su tutta la mia pelle, fronte, mento, guance, naso, pochi istanti e la sua fica odora volgarmente di sesso, io odoro volgarmente di sesso e lei mi accarezza dolcemente i capelli quasi fossi il suo cane.

“Può fare quello che vuole la mia fichetta, non è vero amore?” Mi chiede.

Le dico si con il capo, mugugnando ad occhi chiusi senza smettere di respirarla.

“Non la biasimi se fa la biricchina ingiro, non è vero?”

Ora le dico no con la testa, con tutto il corpo, ancora ad occhi chiusi, con le sue labbra aperte ed umide fra il naso ed il mio labbro superiore.

“Che bravo l’amore mio” mi dice.

Alza il bacino, mi allontana per mezzo secondo, mi scosta di qualche centimetro, poi con una mano dietro la nuca mi preme forte il viso sul suo sfintere.

“E il mio culetto tesoro, anche lui fa tanto il biricchino, può?”

Le sto dicendo si con tutto il corpo, tutto il mio corpo mugugna imbavagliato perdendo bava, sto esplodendo nella gabbietta che mi chiude in trappola il pene e mi impedisce di avere un’erezione completa.

Dentro di me le sto urlando si, si chiava amore mio, scopa e fatti scopare, sii donna come, quando e quanto lo vuoi, sei libera e tu comandi e decidi.

Mi sto agitando fra le sue gambe.

Con un tono di voce più duro, tirandomi per i capelli a se: “Annusa il buco del culo ho detto”.

Le sono dentro con il naso, respiro il lieve profumo di sudore dietro la pelle fresca, cerco con il labbro superiore di baciarla, agito il corpo attraversato da fremiti come se stessi per venire.

“Niente seghette nemmeno questa settimana, il prossimo week end Lui starà qui e ti vorrò fresco, in ginocchio ed attento..”

Si, si, mugugno mentre le dico si con la testa, mentre le dico grazie con tutto me stesso.

Mi allontana di colpo.

“Fatti un bidet ghiaggiato. ”

Cerco di riavvicinarmi ma lei mi tiene lontano per i capelli.

“Hai annusato, non c’è altro per te.

Vai in bagno e non farmi ripetere le cose due volte. ”

Con una mano a coprirsi la fica capisco che il mio momento di sfogo è finito.

Primo Incontro con Claudia

Prima che arrivasse lei la mia vita era piatta e grigia.
Mi alzavo ogni mattina alla stessa ora, sempre la stessa colazione, prendevo sempre lo stesso tram, sedendomi sempre allo stesso posto, facevo le mie 4 ore di lavoro e uscivo a mangiare. Naturalmente lo stesso panino prosciutto, mozzarella e carciofini. RIentravo a lavoro e facevo le mie solite 4 ore.

Tornavo a casa sullo stesso tram, allo stesso posto. Salivo le solite scale e bum mi si presenta lei: 20 anni, alta 1,75, corpicino perfetto, capelli medio-lunghi e faccia acqua e sapone.

Meraviglia delle meraviglie esce esattamente dalla porta davanti alla mia. All’inizio penso: è un miraggio. Chiudo gli occhi, li strofino vigorosamente e li riapro. Lei è ancora lì, mi guarda e mi sorride.
Impossibile: Mi pianto un pizzicotto sul braccio e per poco non urlo dal dolore. Non sto sognando, è proprio di fronte a me e mi sta sorridendo. Arrivato al pianerottolo mi dice, porgendomi la mano: “Piacere, sono Giulia. Sono arrivata stamattina, mi sono trasferita qui dal paese per iniziare l’università.

” Che bella voce, accidenti. “piacere mio” le rispondo stringendole la mano, mentre dentro di me pensavo ‘e che piacere’, “ Io sono Michele, abito qui di fronte. Bel palazzo vero? è proprio comodo per l’università. ”
“Già. L’ho scelto apposta perché è l’unico vicino che affitta gli appartamenti a poco. ”
“Già non è tanto caro, rispetto ai prezzi che ci sono in giro. Ora ti lascio andare ai tuoi impegni, altrimenti il tuo fidanzato si ingelosisce” e le pianto un gran sorriso malizioso, sperando che la risposta sia esattamente da sogno.

“Non ho un fidanzato, l’avevo al paese. Ma ho deciso di lasciarlo trasferendomi qui. Era troppo geloso e non avrebbe permesso niente della esperienza universitaria. Sai com’è, le feste, la vita notturna ecc. ”
“Sisi certo, allora porterai un po’ di vita in questo palazzo pieno di vecchi sordi. ”
“Non pensavo di poter organizzare feste qui. Non sapevo nemmeno a chi chiedere, sei il primo che mi parla. Tutti mi hanno schivato e fatto finta di non vedermi”
“Non farci caso! Sono una branca di vecchi sordi e rincoglioniti.

Una ragazza carina come te l’avranno scambiata per qualche venditrice porta a porta, per questo ti hanno schivato”
“Grazie per i complimenti, sei molto gentile a parlare con me. Ricambierei volentieri la gentilezza, invitandoti a bere un caffè a casa, ma stavo giusto uscendo a fare spesa, perché non ho nulla. ”
“Figurati, ti lascio andare prima che chiude il negozio. Se vuoi una mano, ti accomagno volentieri. Tanto ci devo andare pure io” Che grandissima balla, io a fare la spesa ci vado sempre alla stessa ora e sempre di giovedì, che non è oggi.

Ma devo cogliere la palla al balzo.
“Davvero un galantuomo. Si va bene dai, allora ti aspetto qui che passi da casa. Immagino dovrai lasciare la borsa e prendere quelle per la spesa. ”
“Non ti voglio far aspettare qui fuori, entra pure in casa da me. Devo farmi una doccia veloce, spero non ti disturbi. Oggi sul tram faceva caldissimo e sono completamente sudato. ” Non era vero, il sudore era l’eccitazione di poter invitare a casa un bocconcino del genere, la doccia era la scusa per poter entrare in confidenza e magari concludere qualcosa.

“Ok. Allora entriamo”
Apro la porta di casa, accendo la luce e l’accompagno verso il soggiorno. “siediti pure qui, fai come se fossi a casa tua, vuoi che ti porti da bere qualcosa mentre aspetti. Fa caldissimo fuori. Una coca gelata farà sicuramente un buon effetto”
“Grazie mille, direi che sarebbe perfetta”
Sguscio in cucina, recupero bicchiere e lattina, lei mi segue e si siede al tavolo, mentre prendo i ghiacciolini dal freezer.

“Gran bella casa, pulita e ordinata. Tua moglie o la tua compagna hanno proprio un gran gusto nell’arredamento”
“Nono sono single e l’ho arredata io. Lo faccio di mestiere e quindi mi sono arrangiato. ”
“Ah capisco. Allora magari mi daresti una mano per arredare anche casa mia. Non ci sono molti mobili e vorrei renderla più confortevole. ”
“Certo, lo farò molto volentieri” le rispondo porgendole il bicchiere con la bibita gelata.

“Io mi assento di là per farmi una doccia, se dovesse servirti qualcos’altro serviti pure”
“Ok. Grazie, farei anche io volentieri una doccia. Hai ragione, la coca era quello che ci voleva con questo caldo”
“Se vuoi precedermi e fartela tu non ti fare problemi. Ti cedo volentieri il posto”
“Davvero gentile, vado solo di là a prendere accappatoio e cambio, arrivo subito. ”
“Per l’accappatoio puoi usare il mio, ne ho diversi non è un problema.


“Ok. però il cambio è difficile che tu porti le mie mutandine e usi il reggiseno” ribatte scoppiando a ridere
Rido pure io dicendole “certo sia slip che reggiseno non fanno parte del mio corredo, di solito li levo e non me li metto io di certo” continuo a ridere.
Lei ride della mia battuta ed esce dalla porta, per rientrarvi 5 minuti dopo con un perizoma nero davvero sexy e un reggiseno nero semi trasparente.

Io faccio di tutto per dissimulare la mia eccitazione, ma non riesco ad evitare l’inizio dell’erezione che, complici i pantaloni attillati e la mia discreta dotazione, si nota immediatamente. Naturalmente non le è scappato questo particolare e sorridendomi, mi chiede “ti dispiace indicarmi dove è il bagno, che non so dove andare”. Mentre penso ‘Io so dove dovresti andare, ma non è in bagno. Direttamente in camera da letto e ci divertiremmo un sacco.

’ le dico “la porta a vetri in fondo”
“Accidenti, ma è totalmente trasparente. Hai proprio fatto una scelta fantastica. A questo punto, non la chiudo neanche tanto fa lo stesso. Giusto?”
“Se per te è un problema la porta a vetri, io mi rintano in cucina fino a quando hai finito la doccia, per non turbare la tua privacy. ”
“Ma quale privacy che muori dalla voglia di farti la doccia con me, ammettilo!”
Mentre penso ‘Accidenti mi ha beccato, come ha fatto?’ lei mi incalza sfilandosi il vestitino “Su non stare lì immobile, spogliati pure tu che così facciamo prima”.

Non me lo faccio ripetere 2 volte, mi fiondo in camera e riesco in un battibaleno in mutande, mentre lei mi segue e si ferma all’ingresso della camera rimanendo in intimo, un perizoma bianco semi trasparente e un reggiseno anche lui bianco tutto pizzo.
“Certo che hai proprio un gran bel corpicino, Giulia. Complimenti!”
“Grazie, vedo che anche tu hai un bel fisico. E anche un bel pacco, fondamentale per una porcellina come me”
Immediatamente mi si fionda tra le braccia e cominciamo a baciarci, prima solo a stampo poi sempre più appassionatamente strofinando i nostri corpi l’uno contro l’altro.

“Beh, non dovevamo fare la doccia. Andiamo, che poi si fa troppo tardi e non possiamo uscire per la spesa. ”
Io le sfilo il reggiseno, scoprendo così due fantastiche coppe di champagne da fine del mondo. Accompagno la scoperta con un sonoro fischio e mi chino per baciare i due capezzoli che sentivo già duri mentre ci strusciavamo poco prima. Apro e regolo l’acqua e, con un gesto fulmineo, le sfilo anche il perizoma scoprendo la fichetta completamente depilata, umida e pronta per essere penetrata.

“Non vale però, tu ancora hai le mutande e io sono già nuda. ” Così dicendo, mi strappa di dosso i boxer, rivelando il mio membro già abbastanza duro, eccitato dalla vista di tutto questo panorama.
“Però, tu prima parlavi di panorami. E la torre che hai lì sotto cosa aspettavi ad esporla. Bello scacco, caro il mio arredatore”
Così dicendo, si inginocchia davanti a me, prende il mio membro in mano e comincia a massaggiarlo fino a farlo diventare di marmo.

Non contenta, inizia a leccarmelo dalle palle alla punta ingoiando quello che riesce a starci, fino a farmi venire copiosamente in bocca. Ripulisce tutto il caldo liquido con la sua lingua, bevendolo avidamente. Nel frattempo l’acqua si è scaldata al punto giusto allora entriamo nella doccia, grande abbastanza per starci comodi tutti e 2. Inizia lei a lavarmi, facendomi eccitare di nuovo per bene. Una volta che mi ha ripulito completamente, inizio io a lavarle prima le gambe, sfiorando solo ai lati le grandi labbra della fichetta, facendola così impazzire al punto da prendere la mia mano e ficcarsela contro perché la masturbassi.

Inizio con un ditalino lieve con un dito soltanto, integrandolo subito con due dita spinto dai suoi mugolii di apprezzamento. Quando i mugolii si trasformano in piccoli urletti, sostituisco le dita con il mio membro stantuffando pesantemente, facendola esplodere in un orgasmo che mi riempie dei suoi caldi umori. Lei ripulisce rapidamente con la lingua tutto il mio membro, leccando avidamente ogni residuo dei suoi preziosi liquidi. Finiamo quindi di lavarci e ci sediamo in terrazza vestiti soltanto dell’accappatoio.

“Certo che ci sai proprio fare con quell’attrezzo” commenta lei
“Grazie e lui si è trovato molto bene con la tua fichetta. Davvero molto eccitante. Sei brava, sai. Non sono in molte a saperci fare con la lingua. Tante la usano solo per parlare”
“Io con la mia lingua ci faccio tante cose. Sarei curiosa di vedere cosa fai tu con la tua…”
“Vuoi provare?” Così dicendo, la prendo per mano e la porto in camera.

La faccio stendere sul letto a fichetta al cielo e con 2 dita comincio a stimolare di nuovo quella fichetta bagnata. Quando sento un minimo di apprezzamento, inizio a leccarle anche il clitoride, mordicchiandolo leggermente senza smettere la stimolazione manuale. Nel giro di qualche minuto, mi ritrovo di nuovo inondato dei suoi caldi umori dolci e provvedo quindi a ripulirla per bene, senza trascurare un minimo pezzetto di pelle.
“Wow, nessuno mi aveva mai fatto godere tanto.

Sei davvero un vicino d’oro”
Questo è stato il mio primo incontro con Giulia, al quale ne sono seguiti altri, che racconterò nelle prossime puntate.

Michele.

Incontro al Solarium

“Finalmente ho trovato un po di tempo per andare ad abbronzarmi al solarium.
Ormai sono sempre insieme al mio ragazzo e non trovo mai un po di tempo per me…”.

Arrivata, pago la seduta ed entro nella stanzetta. Appoggio la borsa sulla sedia e inizio a spogliarmi.
Mi tolgo la maglietta bianca e il reggiseno e li metto nell’appendino.
Poi mi levo anche i leggins neri e li appoggio nella sedia.

Rimasta in mutandine, mi guardo allo specchio… “ho davvero un bel fisichetto, non c’è che dire…”.
Allora tiro fuori il cellulare dalla borsa per farmi una foto sexy da inviare al mio ragazzo per provocarlo un po..

s**ttata e inviata.
Mi tolgo anche le mutandine e le metto nell’appendiabiti, rimanendo tutta nuda e pronta per prendermi un po di abbronzatura.
Mi distendo dentro il solarium e lo accendo.

Passa qualche minuto, e inizio ad avere caldo…sto anche cominciando a sudare un pochino…
Sento la mia passerina che si sta scaldando e anche un po bagnando di sudore…e mi viene un po di voglia…
Allora comincio ad accarezzarmela, toccandola e divaricando le gambe, per aprirla un po di più…

Dopo un po che la massaggio lentamente, sento che si sta inumidendo anche internamente…allora sollevo un po il coperchio del solarium e apro ancora di più le gambe portandole un po indietro…
Entro pian piano con un dito dentro la mia fighetta e facendolo uscire me lo ritrovo con qualche umore addosso…

“Maledizione…
Il mio ragazzo ormai non mi scopa da un mese…
Ho una voglia di essere fottuta…”

E mentre lo pensavo continuavo a toccarmi.

Improvvisamente sento la porta aprirsi, ed entra un uomo di circa 40 anni.
Vergognandomi, scendo subito dal lettino e cerco qualcosa per coprirmi, quando l’uomo mi afferra per il braccio e mi dice sottovoce:

“Aspetta…mi dispiace di essere entrato senza bussare, ma la porta era socchiusa e senza volerlo ti ho vista…be…mentre ti toccavi…e sono rimasto li a guardarti per qualche minuto…
Non volevo spaventati, ma ecco, se ti va, presumendo che tu abbia voglia, potrei darti una…mano…”

E mente lo diceva, mi squadrava per bene tutto il corpo…
Era da tanto che qualcuno non mi fissava in quella maniera…desiderosa di possedermi…e devo dire che era eccitante come cosa.

Senza volerlo, mi cadde l’occhio sul suo pacco…era già tutto rigonfio…

A quella vista, ero cosi eccitata che non mi capitava da molto tempo…
Allora con la mano libera, mi avvicinai lentamente al gonfiore nei pantaloni, e lo toccai… L’uomo ebbe un sussulto e vidi un espressione di piacere nel suo viso.
Era cosi duro…
Potevo sentire il calore anche attraverso i pantaloni…
Allora glieli slacciai e glieli tirai giù, lasciandolo in mutande.

Attraverso le mutande si vedeva bene la forma del suo cazzo già bello duro…
Allora mi avvicinai con la bocca…tirai fuori la lingua e glielo leccai lentamente dalla base fino alla punta, inumidendogli gli slip.
Poi glielo presi in bocca mentre era ancora dentro le sue mutande.

Vedendolo fremere, gli abbassai le mutande, rivelando quel gran bel cazzone vistoso tutto in tiro per me…
Non era minimamente paragonabile a quello del mio ragazzo…questo era almeno il doppio…
Dio, com’ero eccitata…

Glielo presi con una mano e pian pano cominciai a fare un movimento rotatorio avanti e indietro, rivelando la sua grossa capella ogni volta che gli tiravo giù la pelle.

Il tipo era completamente andato…iniziava già a gemere per quei movimenti cosi lenti, ma cosi profondi e decisi…
E anche io ero ormai completamente presa…
Sentivo la mia passerina in fiamme, che gocciolava umori bel pavimento…e non resistevo più…
Dovevo prendere in bocca quel vistoso cazzo…
Stavo per fare un pompino ad uno sconosciuto che aveva un pene grosso il doppio di quello del mio ragazzo…
Mi sentivo cosi troia, ma mi piaceva troppo per poter res****re…
Allora tirai in giù la pelle, gli leccai lentamente la cappella, facendo fremere, e poi lo presi in bocca, spingendolo fino alla gola.

Appena me lo misi in bocca, sentii il cazzo indurirsi e gonfiarsi ancora di più…
Cominciai allora a leccarglielo mentre era ancora dentro la mia bocca, e l’uomo si lasciò andare a qualche gemito di piacere.
Allora per un po lo spompinai tirandolo fuori dalla mia bocca, leccandoglielo e poi succhiandoglielo nuovamente.
Quando capii che non sarebbe resistito ancora per molto, lo tirai fuori dalla mia bocca e mi alzai in piedi.

Mi misi a pecorina sul lettino, facendo avvicinare il tipo…

Allora si appoggio a me, si prese il cazzo in mano e se lo strusciò un po sulla mia passerina completamente fradicia e sul mio culetto…
Dio…ero eccitata da morire…
Subito dopo, punto la sua cappella piena della mia saliva sul buchetto della mia fighetta, e molto lentamente spinse dentro tutto il cazzo penetrandomi tutta…
Mmmhh…arrivava fino all’utero praticamente…
Non mi era mai successo col mio ragazzo…
Inizio a stantuffarmi per bene…sentivo la mia fighetta tutta bagnata che non opponeva nessuna resistenza.

Ad ogni uscita, aveva il cazzo ricoperto dei miei umori.

Continuò cosi per qualche minuto…quel tanto che bastò per farmi venire una volta.
Mi sentivo la figa che pulsava dal piacere…
E mentre pulsava, senti il suo cazzo che fremeva e si stava ingrossando dentro di me…
Capii subito che stava per venire.

Allora glielo tirai fuori, e velocemente lo presi in mano e mi misi in bocca la cappella.

Cominciai a segarlo mentre gli leccavo tutta la cappella…
Stava pulsando…sempre piú forte…
L’uomo inizio ad ansimare sempre più velocemente…ed eccolo…sentii qualche goccia di sperma sulla mia lingua…

Continuavo…e infine venne copiosamente dentro la mia bocca.
Sentivo quel dolce gusto salato della sua sborra arrivarmi fino in gola…era talmente tanto che non riuscivo a deglutirlo tutto, e infatti molto fuoriuscì ricoprendomi il viso e le tette.

Che esperienza magnifica….

La casa al mare

Salve sono Angela,ragazza di 27 anni del sud Italia,fisicamente un po’ in carne ,meglio definirmi come una ragazza formosa. Porto la 5 di reggiseno,4 di mutandine e adoro vestire solo abiti aderenti e scollati è mai senza tacco. Frequento un amico di nome Paolo anche lui del sud Italia,ha 35anni fisicamente robusto ma no grasso,molto carino e con lui ho un intenso rapporto di amicizia da circa 6 anni,anche se però negli ultimi due anni abbiamo cominciato a frequentarci più spesso,tanto che siccome lui fa l’imprenditore a circa 80 km da dove originariamente nati e cresciuti ,i invita ultimamente a trascorrere i fine settimana da lui.

Lui abita in una zona di mare sulla costa laziale,in prov. latina. Cosi per me è diventata una abitudine il venerdì sera trasferirmi da lui e restare fino al lunedì mattina. Premetto che viene a prendermi e mi riaccompagna. Non nego che oramai cd lui vivo anche rapporti di sesso Poiche lui molto attratto dalle donne in carne e formose come me. Adora il mio modo di vestire,tanti che solitamente tutti i venerdì sera quando mi viene a prendere e arriviamo a casa ,mi fa trovare sempre abitini o completino intimi in regalo.

Cosi li indosso e già dal venerdì sera c’è ne usciamo e andiamo un giro a cena o locali ,poi il sabato mattina lui va in ufficio mentre io o mi godo il mare o esco con lo scooter per poi fargli trovare un buon pranzetto per le 14. Oramai li finisco molti amici e spesso anche se sto a casa sua ,non abbiamo problemi entrambi a uscire con altri amici e amiche. La scorsa settimana ci fu una festa di alcuni amici della base nato di Gaeta,fummo invitati e giunti li ,notavo lo sguardo di molti che mi scrutavano dalla testa i piedi e in particolare per la scollatura e per le generosi dimensioni del mio decolte’.

Durante la serata Paolo fu invitato da alcuni amici e amiche americani suoi clienti e io invece venni affiancata da TOM un giovane americano leggermente di colore più di un mulatto di professione credo Militare. Tom lo conosco già da alcuni mesi ,frequenta casa di Paolo ,oltre ad essere suo amico e anche suo cliente. Cosi cominciamo a chiacchierare e bere vari drink,so bene che suscitò interesse per lui,poiché me lo ha detto anche Paolo più volte.

quella sera indossavo un abitino leggero a fantasia leopardata corto al ginocchio e scollatura molto generosa sia avanti che sulla schiena. Si rideva e di chiacchiera e verso le 23:30 mi chiese se avessi voglia di un gelato presso una nota gelateria di Terracina,comune distante circa 25 km. Cosi accettai e uscimmo con la sua mustang ,percorremmo una stradina di collina che congiunge Gaeta a fondi per poi arrivare a Terracina. Durante questa attraversata Tom passava la sua mano sulle mie cosce e si complimentava dicendomi che ero una bella ragazza.

Guunti a Terracina prendemmo il gelato e lui fissava il modo come io leccavo il gelato e diceva che avrebbe voluto essere lui al posto del gelato. Io ridevo e sapendo di questa sua debolezza per me ,giocavo accentuando ancora di più il modo di leccare il gelato. Dopo varie cose ,risate e complimenti alternati a palpate di cosce e di fianchi iniziammo a prendere la strada per il ritorno,e mentre si camminava in auto ,Tom inizio a fare complimenti più spinti è più ose’sia sul modo dp he avevo di leccare il gelato sia sulle mie forme,Fini a confessarmi che era eccitato.

nel percorrere la stra di ritorno verso la zona della collina si fermò in un posto dove si vede tutto il promontorio,c’era un bel freschetto e li lui scese dalla vettura è mi invitò a seguirlo per vedere il panorama ,scesi e mentre fissavamo il panorama lui da dietro mi cinse la vite e comincio a baciarmi sul collo ,io un po’ incredula inizialmente non mi scollai,poi lui si fece più intraprendente e inizio’a palparmi il sedere e poi una mano fini tra la scollatura è una tra le cosce ,fino a spostare il mio perizoma e in poco prese a infilarmi con le dita la vagina.

Confesso che quella situazione mi eccito molto ,tanto da restare ferma e lasciandolo fare. Ero in preda ad un eccitazione da adolescente,lui mi giro mi baciò e poco dopo mi stese sul cofano della mustang,mi allargo’ le gambe e spostato il perizoma prese a leccarmi la figa. Pochi minuti e raggiunsi un violento orgasmo,lui felice di ciò si alzò e mi penetro’in figa,notai che aveva un membro molto grosso ,simile a quello di Paolo ma fors e’un po più lungo.

Gidevo tantissimo,è anche lui Poiche ansimava molto,doveva essere fortemente eccitato poiche’sentivo che si ingrossava di più dentro di me e per non farlo venire subito,mi staccai ,mi chinai e cominciai e leccarglielo per poi affondarlo tutto in gola,era enorme e fuoriusciva. Ad un tratto lui mimfece rialzare. E’mai chiese di stendermi sul sedile del passeggero,mi divaricò le cosce e mi sali addosso penetrandomi con forza. Sentivo i brivido attraversare il mio corpo,dava colpi forti e precisi,poi ad un tratto lo estrasse e diresse la cappella sul pelo della mia figa scaricando una notevole quantità di sperma bianchissima.

Premetto che raggiunsi diversi orgasmi. Ricomposti mi propose di passare la notte a casa sua,ma preferì farmi accompagnare a casa di Paolo promettendogli che ci saremmo rivisti. Giunta a casa di Paolo credevo di non trovarlo ancora,invece lo trovai li che si era appena fatto una doccia e stava in camera da letto con l’asciugamano avvolto alla vite. Appena mi vide ,notai la sua eccitazione,poiché vidi alzarsi l’asciugamano sul membro,lui mi chiese ridendo se mi fosse piaciuta la passeggiata fatta con Tom,io nel rispondere ero attratta dalla sua erezione ,tanto che gli tirai l’asciugamani ,e li lui mi prese mi afferrò per i fianchi e come sempre si comporta da vero porco mi spinse sul letto mettendomi a pecora e mi penetro’in che lui molto violentemente da dietro facendomi raggiungere altri orgasmi.

Prima di venire mi fece girare e mi sborro’anche lui sulla figa e sulla pancia. poiche’come ho detto inizialmente ,con Paolo vivo storie di sesso già da un po’ ,tutti credono che io sia la sua donna è questo non mi dispiacerebbe,ma lui non si dichiara,ma quello che vivo con lui mi fa eccitare da matta e quindi anche se solo una amica non rinuncerei per nulla a questo rapporto,speriamo che fiorirà qualcosa di più.

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Amore inappellabile

Mi chiamo Enzo e frequento il liceo. Ho un corpo piuttosto sportivo, faccio esercizio due volte la settimana, sono alto un metro e settanta e peso settanta chili.
Il primo giorno di scuola ero una matricola indifesa. La televisione aveva dipinto il liceo come una terra di nessuno ed un’area infestata da attaccabrighe. Con mia sorpresa tutto andò per il meglio. Il giorno era passò ed io avevo incontrato molti nuovi amici. Venne l’ora di algebra, ero in una bella stanza fresca.

Trovai un posto vicino ad alcuni vecchi amici in fondo. C’era un posto vuoto dietro di me, quel posto era utile per i miei libri ed il mio zaino.
La settimana passò tranquilla e venne il fine settimana. Il lunedì arrivò più presto di quanto non mi aspettassi, il giorno passò in fretta ed io mi trovai nell’aula di algebra a risolvere un esercizio. Ne ero a metà quando sentii qualcuno entrare. Non mi presi la briga di guardare, poi sentii parlare sottovoce vicino alla cattedra dell’insegnante.

In seguito sentii il mio zaino appoggiarsi al mio banco. Qualcuno aveva occupato il posto dietro di me. Ero un po’ agitato ma non potevo occuparmene, dovevo finire in fretta. Cominciai a sentire rumori di respirazione dietro di me. Non erano proprio udibili ma mi irritavano. Aggiungiamo che il mio banco cominciò a muoversi per i colpi che l’invasore stava dando ad una delle gambe della mia sedia. Ora ero incazzato. Avevo finito la mia prova, mi alzai e la portai all’insegnante.

Guardai chi era seduto dietro di me. Era un ragazzo che sembrava confuso mentre fissava l’esercizio. Distolsi lo sguardo, mi stava facendo incazzare. Poi finì la sua prova, la campana suonò ed io ero determinato a fargli sapere che mi stava infastidendo; ma lui se ne andò velocemente come se avesse fretta.
Il giorno seguente ci restituirono il compito, avevo fatto tutto giusto e lo feci sapere ai miei amici. Sentii un sospiro dietro di me e pensai: “Uh, quel ragazzo.


Mi voltai e chiesi “Cosa c’è?”
“Oh… Uh… Mi sono preso un 5. ” e si nascose vergognosamente la faccia.
Normalmente io sono il tipo adatto a confortare qualcuno ma quel ragazzo mi aveva fatto incazzare. “Oh… Che peccato. Mi spiace. ” Mentii e mi voltai. L’insegnante ci diede il compito per quel giorno. Era facile. A metà sentii un colpo sulla mia spalla. Mi voltai. “Si?”
“Ehi, umm. Non so cosa fare.


Pensai: “Chi se ne frega. ” Ma non sono maleducato, così risposi: “Ok, cosa non trovi?”
“Tutto” Lui sorrise e guardò altrove.
“Dannazione” pensai. Ma gli dissi che l’avrei aiutato e guardammo il primo problema. “Oh, questo è facile. ” Lo guardai: “Devi razionalizzare l’equazione moltiplicando dal… ” Lui mi guardò negli occhi. “Il termine di B dovrebbe annullarsi e dovrebbe risolvere fino a…” Non riuscivo ad articolare i miei pensieri! Mi trovai a fissarlo negli occhi, non avevo mai notato i suoi brillanti occhi nocciola.

Nello stomaco mi volavano le farfalle, avevo la bocca leggermente aperta, il mio cuore correva. Che sensazione era? Non riuscivo a distogliere lo sguardo. Era passato circa un minuto. Dovevo smettere. “Quindi, questo e quello che devi fare. “
“Mi spiace, non ho capito quello che hai detto. ” e sorrise. Le farfalle svolazzavano. Non potevo fare a meno di sorridergli. No! Dovevo smettere, distolsi lo sguardo.
Finii per spiegargli di nuovo tutto.

Questa volta mi concentrai sul suo foglio ma con la coda dell’occhio potevo vedere che mi fissava. Alla fine comprese.
Mi voltai per finire il mio lavoro. Cosa stavo pensando? Cosa stava accadendo? Non riuscivo a trovare una risposta alle mie domande. Sentii un altro colpetto sulla mia spalla. Mi voltai ed il mio stomaco fu di nuovo infestato dalle farfalle. I suoi occhi incontrarono i miei. L’incantesimo fu estasiante, mi fermai e continuai aiutarlo.

Ok, io sono etero, lo sono sempre stato. Ma capivo che mi piaceva veramente quel ragazzo. Credo che questo mi rendedde bisessuale. Così quella notte ho osato guardare un porn gay. Con mia sorpresa non era così sporco come avevo immaginato ma lo tolleravo e ne ero eccitato. Pensai ad Oscar e me mentre facevamo qualche cosa come quello che vedevo ed ebbi un’immediata erezione. Conclusi che ero semplicemente attirato da lui. Lui era alto un metro e settanta e pesava circa 65 chili, indossa vestiti molto gonfi così era difficile capire com’era il suo corpo.

Non era grasso ma neppure magro.
Erano passati mesi ed eravamo diventati grandi amici. Lui cominciò ad aspettarmi all’uscita per andarcene insieme. Mi scaldava il cuore vedere la sua faccia mentre mi attendeva. Cominciammo a vederci anche dopo la scuola. Continuavano quegli sguardi strani tra di noi. Accadde un venerdì. Dovevo vedermi con lui dopo la scuola, volevo chiedergli di andare al cinema. Niente di più che “una cosa tra amici”, io volevo solo passare del tempo con lui.

“Cosa farai questo fine settimana?” Chiesi nascondendo ansiosamente i miei sentimenti.
“Niente di particolare. Perché me lo chiedie?” Disse sorridendo. Io pensai ‘maledizione sei così grazioso’, ormai avevo cominciato a pensare quanto era attraente.
“Potremmo andare a vedere un film. ” E sorrisi rivelando le mie fossette.
“Sicuro. Domani?”
“Sì! Haha. Vuoi invitare qualcuno?” la mia voce diventò seria.
“Uhhh. No solo noi. “
Avrei voluto sorridere e celebrare la mia vittoria.

Ma dovevo celare i miei sentimenti. Lui non doveva sapere, avrebbe rovinato la nostra amicizia.
Il giorno dopo non arrivava mai, ma poi arrivò. Ci incontrammo alle 7 ed era scuro fuori. Lo vidi arrivare e lo chiamai, si fermò e mi venne incontro.
Trovammo un posto nell’ultima fila ed il film cominciò. Era una commedia. Il genere perfetto di film per vedere il suo sorriso illuminarsi. A metà mise un braccio sullo schienale del mio sedile.

“Si sta solo rilassando. ” Pensai.
Cinque minuti più tardi il suo braccio si spostò sopra la mia schiena ed intorno al mio collo. La sua mano stava stringendomi la spalla. Le sue dita carezzavano il mio deltoide. Il mondo si era fermato. Tutte le mie preoccupazioni erano cessate. Tutta la mia cavità toracica si stava scaldando di felicità. Non potevo crederlo. Mi sentivo in pace. I due minuti sembrarono eterni ma non lo erano.

Tolse il braccio e mi guardò. “Oh. Mi spiace! Haha non mi ero accorto di quello che stavo facendo. ” Sorrise. “Ora non farti idee. ” Disse sarcasticamente.
La mia pace diminuì, pensai spesso a quella volta con lui e mi torturai al pensiero che non fosse un incidente.
Era quasi la fine dell’anno, stavano per iniziare le prove finali, erano facili, non richiedevano alcuno studio ulteriore. La settimana prima delle prove Oscar mi aveva contattato, aveva bisogno di un compagno di studio ed io accettai.

Avevamo deciso di incontrarci sul campo della scuola il fine-settimana. Il tempo era nuvoloso e c’era vento. Io non avevo portato la giacca. Quando arrivai Oscar mi stava aspettando seduto su di una panca. Indossava la sua giacca marrone preferita.
Rise quando mi vide a braccia nude. Gli assicurai che stavo bene ma mentii, stavo gelando! Tentai di non mostrarlo. Quando cominciai ad istruirlo, la mia bocca tremava. Lui ridacchiò e si tolse la giacca, si mise dietro di me e me la mise sulle spalle.

“Mettitela. ” Disse.
“E’ un po’ gay. ”
“Non è il caso, mettitela. Per favore. ” Lo ascoltai.
“Ora le idee mi si schiariscono. ” E ridemmo. Sentivo il profumo della sua giacca, era di lavaggio recente, un che di detersivo, mi stava calmando.
Feci lezione per un po’, le iperboli erano il suo punto debole. Lo guardai e fui intrappolato nel suo sguardo, uno sguardo più forte del solito, sentii che dentro c’era la sua anima.

Pura e gentile. Notai con la coda dell’occhio che la sua mano era arrivata più vicino al mio braccio invece di rimanere appoggiata alla panca. Lui si chinò molto lentamente, io non capivo cosa stava per fare. Ero indifeso. Involontariamente mi piegai. Lui afferrò la mia nuca e la strofinò. Io afferrai piano la punta del suo mento. Finalmente potevo sentire il suo alito sulle mie labbra. Chiusi gli occhi. Le nostre labbra si incontrarono.

2

Le nostre labbra si erano incontrate. Volarono scintille. Anche ad occhi chiusi vedevo il’arcobaleno. Le farfalle nel mio stomaco si erano trasformate in uccelli. Ci baciammo così due volte. Lui aprì gli occhi mentre lo facevo anch’io. Ci guardammo. La sua faccia sembrava sorpresa. Felice di avermi baciato. Sorrise. Non potevo desiderare di più. Lo presi nelle mie braccia. Lui mi prese nelle sue. Ci baciammo violentemente ed appassionatamente. Il mio respiro accelerò.

Vidi che ambedue stavamo ansando mentre ci baciavamo. Questo aggiungeva calore.
Poi lui cominciò a strofinare le mie braccia. Le sue labbra stavano baciando le mie guance. Lentamente cominciò ad abbassarsi fino a baciare il mio collo. Si fermò là e cominciò a succhiarmi il collo. Io gettai indietro la testa. Questo mi aveva dato l’erezione più dura che avessi mai avuto. Lui continuò a baciarmi il collo. Le sue mani cominciarono a cercare la mia pancia.

Si avvicinò sempre di più finché non toccò la mia erezione attraverso i pantaloncini. Io mi ritirai, aveva spedito brividi lungo la mia spina dorsale. Cominciai a baciare il suo collo. La sua pelle era tremendamente fredda. Quando mi aveva dato la sua giacca aveva accettato di gelare. Poi cominciai a tastargli lo stomaco e lo trovai duro. Sotto tutti i suoi vestiti larghi aveva dei bei muscoli.
La mia mano arrivò al suo cazzo, sentivo il calore irradiare dai suoi pantaloni.

Lo strofinai. Lui si lamentò e cominciò a togliermi la giacca. Mi venne freddo. Lui lo notò e mi tenne più stretto. Cominciò a baciare il mio torace attraverso la camicia e si abbassò finché non arrivò alla vita. Alzò la camicia e cominciò a leccarmi gli addominali facendomi venire la pelle d’oca su tutto il corpo. Mi slacciò i pantaloni facendoli scendere a metà strada e si inginocchiò. La zona del mio pene cominciò a raffreddarsi rapidamente.

Lui afferrò il mio uccello attraverso i boxer, la mia erezione era completa e pronta, 17 centimetri intonsi. Lui sorrise e l’annusò, poi strofinò il naso sull’asta del mio pene.
Capii cosa stava per accadere, cominciò a leccare la mia asta. Io mi lamentai di piacere completo ed assoluto, il mio cazzo pulsava. Oscar prese il mio pene nella sua bocca. Era così caldo! La temperatura contrastava con quella esterna e la sua bocca era un paradiso.

Ruotò la lingua intorno al mio uccello nella sua bocca, cominciò a salire e scendere, lentamente. Poi aumentò la velocità, mi stava succhiando sempre più velocemente. Aprii la bocca e gettai indietro la testa. Stavo per sborrare. Oscar rallentò, non riuscivo a trattenermi. Contrassi le dita dei piedi e sparai come non l’avevo mai fatto prima. Sparai quattro fiotti di succo di ragazzo caldo nella sua bocca. Ero in paradiso! Era sublime. A questo punto l’estasi governava il mio corpo… Lo sentii mormorare: “mmmmm.

” Tenne la bocca sul mio cazzo mentre ingoiava. Quando ebbe finito cominciò a baciare il mio seme, salì e cominciò a leccare e giocare con l’ombelico.
Si avvicinò sempre di più alla mia faccia. Non glielo permisi, mi alzai e mi sedetti sulla panca. Mi misi rapidamente i pantaloncini, lo guardai e sorrisi mentre cominciavo ad alzargli la camicia e strofinare il suo uccello coperto.

Il treno

Storia raccontata da un amico.
Avevo 14 anni. Gli esami di scuola media erano andati bene, per la prima volta andavo in vacanza da Roma in Puglia dai nonni con il treno da solo. Io tutto felice perché in poco tempo avevo realizzato il sogno di indipendenza di un adolescente, e poi il giorno prima la mia amica più grande di me mi aveva regalato il primo bocchino della mia vita … ero alle stelle … I miei conoscevano il capotreno e mi raccomandarono a lui.

Infatti mi fece accomodare in uno scompartimento vuoto. Il treno partì, il viaggio sarebbe durato circa 10 ore. Ero seduto vicino al finestrino e mi godevo il panorama; entrò il capotreno lasciò il suo bagaglio e sorridendomi tornò nel corridoio, era sicuramente lo scompartimento a lui riservato quindi non sarebbe entrato nessuno. Abbassai un po’ lo schienale della poltrona e mi distesi rilassato. I miei pensieri tornarono al giorno prima quando nella pineta al mare, al riparo dei cespugli, la ragazza mi abbassò pantaloni e slip iniziando una languida sega.

Io ero al settimo cielo, ma volevo di più, infatti la spinsi all’ingiù facendogli capire di inginocchiarsi; lo leccò sul glande, poi passò a succhiarmi le palle una per volta, risalì l’asta prendendolo in bocca iniziando un movimento di vai e vieni molto lento. Sentivo la sua gola caldissima, succhiava divinamente, gemevo, i suoi movimenti si fecero più veloci, dopo alcuni risucchi scaricai una quantità incredibile di sborra nella sua bocca che non poté trattenere tanto che un rivolo uscì dai lati della labbra finendo sul mento.

Il resto la bevve avidamente a più riprese. Al pensiero mi era venuto duro. In quel momento rientrò il controllore, cercai di ricompormi nascondendo alla meglio la mia erezione. Lui se ne accorse facendomi diventare rosso per la vergogna, fece finta di niente e mi disse di stare comodo. Si sedette vicino alla porta; parlammo del più e del meno, sulla mia famiglia, sulla scuola, ma notavo che il suo sguardo finiva sempre alla mia patta.

Passò nel corridoio una bella ragazza, fece un apprezzamento sul suo bel didietro, sorridendo, mi chiese se avevo una ragazza, se avevamo fatto tutto e di non vergognarmi perché eravamo tra maschi. Risposi di si ma ci eravamo fermati solo ad alcune masturbazioni. Si meravigliò dicendo: “Ma come! Io alla tua età mi ero già fatto alcune ragazze e a volte anche qualche maschietto”. Queste parole mi turbarono. Dissi che a me non era ancora successo, replicò: “Non è successo di farti un maschietto … o di essere fatto?”.

Non dissi nulla, lui non insistette.
Si era fatta sera, il controllore andò a fare l’ultimo giro. Io nel frattempo pensavo e ripensavo a quelle parole e mi eccitai al fatto che si era scopato non solo le ragazze ma anche maschi e poi da attivo o da passivo? Spensi la luce, lo scompartimento era rischiarato solo dal blu della lampada notturna cercai di addormentarmi. Ero agitato, pensavo a prima.

Arrivò il capotreno, vide che cercavo di dormire, chiuse le tendine e la porta con la sua chiave e si sedette rilassandosi. Dopo un pó credendo che stessi dormendo iniziò a toccarsi, abbassò i pantaloni, tirò fuori un cazzo che ancora morbido era quanto il mio in erezione. Guardava nella mia direzione facendosi un sega, il suo cazzo cresceva era arrivato ad almeno 20 cm. Si spostò sedendosi accanto a me continuando il suo lavoro di su e giù, con l’altra mano cominciò a toccarmi e a risalire la gamba, mi slacciò i calzoni, la sua mano si insinuò andando a toccarmi le palle.

Le accarezzava con dolcezza, le soppesava, ne cercava la consistenza. Iniziai a sospirare facendo finta di svegliarmi, lui se ne accorse invece di lasciare il suo lavoro passò ad impugnare il cazzo e farmi una sega. Lo lasciavo fare, a me piaceva, ad un tratto mi lasciò e si tolse i vestiti. Ritornò da me e io come in trans mi lasciai spogliare e stendere sui sedili di velluto dello scompartimento, si mise tra le mie gambe, mi leccò i capezzoli, la sua lingua scese lungo lo stomaco, giocò con i pochi peli che avevo all’inguine, prese in bocca il glande e iniziò a succhiare.

Ebbi un sussulto di piacere, succhiava meglio della mia ragazza, vedevo le labbra al lavoro andare su e giù facendo scomparire il mio cazzo in fondo alla gola, tremavo per il piacere. La sua mano andò ad accarezzare i testicoli, li prese in mano avvicinandoli alla bocca ogni volta che scendeva li leccava. Sentivo ormai che ero vicino all’orgasmo lui se ne accorse e accelerò i movimenti. Venni in maniera incredibile, non ne fece uscire nemmeno una goccia; nella poca luce notturna vidi la sua soddisfazione di avere in bocca la mia sborra nel mandarla giù lentamente.

Si sedette prendendo fiato. Sussurrando disse: “Adesso tocca a te … se non l’hai mai fatto ti aiuto io … “. Salì sul sedile mettendo le ginocchia ai lati delle mie spalle. Mi ritrovai con il suo cazzo che mi sfiorava il viso, lo prese in mano masturbandosi lo alzò e vidi le sue palle piene, disse : “dai … leccale” avvicinandole alla mia bocca. Le toccai con la punta della lingua, poi presi confidenza e le leccai, erano liscie e calde sicuramente si era depilato, ci presi gusto, ad ogni passaggio cercavo di lambire i contorni del suo scroto con vivi apprezzamenti dell’altra parte.

Si spostò lentamente all’indietro passando la parte sotto del suo cazzo sulla mia lingua e disse :”sei bravo, prometti bene … adesso apri la bocca ed esci bene la lingua …”. Feci come mi aveva detto ed iniziò a passare la sua cappella rossa, vitrea e grande sulla mia lingua, aveva un sapore strano tra il dolce e il salato. La strofinava lentamente e a ogni passaggio la punta della cappella ormai umida cercava di entrare nella mia bocca.

Lo sentivo ansimare, cominciò a scoparmi in bocca lentamente facendo entrare la cappella, la mia bocca produceva molta saliva, gemendo disse :”… siiii … adesso chiudi , fai scorrere le labbra e succhia …”.
Chiusi le labbra intorno a qual palo, lo sentivo tremare, iniziai a muovere la testa verso di lui facendolo entrare sempre di più. Il sapore era divenuto più intenso, gustoso, mi stavo eccitando, lui accompagnava I miei movimenti con il bacino, a volte lo sentivo toccare la gola.

Era ormai 10 minuti che lo succhiavo, cambiammo posizione lui si sedette e io in ginocchio sul sedile continuavo a farlo scivolare in bocca, ora ne sentivo per bene la lunghezza e la durezza, lui con la mano mi accarezzava la testa e le spalle, lo sentii arrivare alle mie natiche e accarezzarle, cercava il solco, si bagno la mano con la saliva e cercò il mio ano ungendolo, inizio un ditalino da farmi impazzire.

Lo sentii dire :”…. aspetta … facciamo diversamente … “ ; si alzò e venne ad inginocchiarsi alla mie spalle. Mi spinse in avanti facendomi appoggiare con in gomiti sul sedile, lui era su di me scendeva con la lingua lungo la schiena, arrivò al mio culo e lo lambiva lungo tutto il solco, allargò le natiche e lecco il buco, una fitta di piacere mi pervase, lui insisteva, sentivo la lingua saettare ed entrare con molta saliva tanto che a volte mi colava sulle palle, risalì lungo il solco e la schiena all’improvviso sentii la presenza del suo cazzo duro e bollente che strusciava tra le mie chiappe, lo puntò sul buco e tenendolo in mano iniziò a spingere costantemente.

Avvertii una fitta di dolore ma allo stesso tempo piacevole, il mio buco si arrese a quella spinta, lo sentii cedere e far entrare la grossa cappella, lui si fermò un attimo poi passò a spingere e ritirarsi entrando sempre di più. Rimasi meravigliato come quella grossa cappella e l’asta di 20 cm. era riuscita ed entrare nel mio culo , senza dolore eccessivo, pensavo a tutto quello che mi avevano raccontato sulle inculate, al dolore che si provava , io invece godevo di quella presenza bollente dentro di me che ormai senza più ostacoli scivolava profondamente nel mio retto dilatato.

Lui cavalcava velocemente tenendomi saldamente per i fianchi, a volte si poggiava su di me, sentivo le sue palle sulle mie, cercava di far entrare qualche cm. in più e ansimava. Una mano mi lasciò un fianco e prese il mio pene dicendo :”hooo!!! ti sfondo il culo, tutto dentro tieni …. ti piace eh …. vedo che ce l’hai durissimo … bravo … avevo capito che volevi essere inculato … tra poco ti sborrerò nel culo … stai pronto … godoooo … “.

Lo sentii spingere e irrigidirsi donandomi sei schizzi bollenti, lubrificanti da sciogliermi e venire tra le sue mani, quello che avevo nel culo enormizzò il mio piacere. Lo uscì piano per farmi assaporare ancora quella presenza, quando fu fuori un getto di sperma caldo traboccò dal mio culo, lo raccolse con un dito spalmandolo intorno all’ano facendomi sentire i bordi e mi resi conto quanto era aperto. Ci sdraiammo addormentandoci.

Le prime luci dell’alba illuminarono lo scompartimento, ero ancora nudo e delle chiazze biancastre molto evidenti avevano macchiato i sedili di velluto, il capotreno non c’era allora mi rivestii e andai in bagno a ripulirmi. Quando tornai lui era la, sorridendomi come se non fosse successo nulla mi diede del caffè. Chiuse la porta un’altra volta e mi disse: “Sai mi hai fatto godere tantissimo stanotte … spero che sia piaciuto anche a te … però abbiamo interrotto qualcosa …” io vergognandomi un po’ risposi affermativamente con un cenno della testa.

Mentre parlava si alzò slacciandosi i calzoni facendoli cadere a terra con i boxer. Adesso vedevo con la luce le fattezze di quel cazzo che mi aveva fatto godere quella notte, lungo almeno 20 cm con una cappella pronunciata e abbastanza grosso, due grosse palle pendenti. Mi piaceva, lui prese la mia mano e la portò sul suo cazzo e la iniziò a farla scorrere sulla sua asta facendo scomparire la cappella ad ogni passaggio, quel calore nelle mia mano mi piaceva, mi lasciò e io continuai ciò che mi aveva insegnato, stava diventando duro l’altra mano istintivamente andò a prendere le palle e accarezzarle sentendo un apprezzamento dell’altra parte.

Mi disse : ” adesso riprendiamo da dove eravamo rimasti …” si mise di fronte a me in piedi, io ero seduto, avvicinò la cappella alla mia bocca, vedevo una goccia trasparente sulla punta, spennellò le mie labbra, quella goccia le bagnò rimanendo attaccata con un filo, sembrava miele, istintivamente con la lingua la assaggiai era salata ma dolce allo stesso tempo , approfittando di questa apertura della bocca mi fece scivolare il glande e una parte dell’asta all’interno.

Ora ne sentivo meglio il sapore caldo e salato facendomi provare delle sensazioni stranissime. Mi prese la testa facendola muovere avanti e indietro, iniziai un pompino incredibile sembravo che non avessi fatto altro nella mia vita. Succhiavo e leccavo quella cappella con un gusto mai provato prima , cercavo di ingoiarlo più che potevo ma non ci riuscivo lui gemeva e tremava, allo stesso tempo stringevo le sue palle calde. Sentivo il suo cazzo che diveniva sempre più duro cambiare sapore ne apprezzavo il calore, provavo un piacere nuovo , avevo bisogno di bere, le labbra gonfie, formicolanti, la mia bocca produceva una quantità incredibile di saliva.

Lui aveva gli occhi chiusi e la testa reclinata all’indietro godendosi il lavoro. Ormai sapevo quello che mi aspettava, mi avrebbe sborrato in bocca ma non volevo più evitarlo, ne avevo bisogno. Dopo alcuni risucchi e di rapidi su e giù mi pareva di sentire la cappella dilatarsi e vibrare, infatti non mi sbagliavo un primo schizzo violento caldo, appiccicoso si mischiò alla mia saliva , ingoiai liberando momentaneamente la bocca che fu riempita da altri schizzi sempre della stessa consistenza del primo, molto salati, gelatinosi e caldi.

Lui in estasi diceva “non mandare giù, fammi vedere con la bocca aperta”. Ormai la mia bocca e la gola non potevano più trattenere tutto quel liquido, un po’ mi traboccò dall’angolo delle labbra. Mi fece aprire la bocca per vedere il suo seme abbondante che galleggiava all’interno poi mi ordinò di ingoiare. Io ubbidii bevendo in due riprese tutto il contenuto. Ne sentii la consistenza grumosa nel mandare giù ma non mi dava fastidio, anzi migliorava le mie sensazioni.

Mi era piaciuto tanto da leccare anche quel rivolo che avevo sul mento. Lui riportò il suo cazzo alla mia bocca ancora bagnato dalla sborrata, lo succhiai e ripulii dalle ultime tracce di sperma. Mi disse :” sei stato bravissimo … non potevamo lasciarci così … adesso non ne potrai più fare a meno, ne avrai bisogno e cercherai sempre più sborra da succhiare e da bere“.
Il viaggio finì, giù dal treno c’erano i nonni ad aspettarmi ma il mio pensiero era rimasto lì nello scompartimento, infatti come lui mi aveva detto avevo già voglia e bisogno di un’altra dose si seme caldo.

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IL MARITO DI MIA SORELLA

Il marito di Rosy

CIAO SONO UNA DONNA (A DETTA DI MOLTI BELLA) DI 44 ANNI DA ANNI FEDELMENTE SPOSATA. VORREI RACCONTARE ALLE LETTRICI DI QUESTA RUBRICA LA RECENTE SCOPERTA CHE HO FATTO E CHE STA SCONVOLGENDO LA MIA ESISTENZA. MIO MARITO È ALL’OSCURO DI TUTTO. VENGO A FATTI………………………………………………………………………………………………………………………………… QUALCHE MESE FA È CAPITATO MA NON’ E’ LA PRIMA VOLTA, DI OSPITARE IL MARITO DI MIA SORELLA. ?LA SERA STESSA COME AL SOLITO GLI AVEVO PREPARATO LA CAMERA DEGLI OSPITI, SAPENDO GIA’ CHE SI SAREBBE FERMATO DA NOI ALMENO 5 GIORNI.

? QUALCHE SERA DOPO POCO PRIMA CHE RINCASASSE MIO MARITO, MIO COGNATO MI CHIESE SE POTEVA FARE UNA DOCCIA NELLA MIA CAMERA PERCHÈ NELLA SUA SI ERA ROTTA UNA MANOPOLA. FU COSI’ CHE NON APPENA ENTRO’ NEL MIO BAGNO, INIZIO’ UNA LUNGA DOCCIA LASCIANDO SPUDORATAMENTE (NE SONO SICURA) LA PORTA APERTA COSICCHÈ SI POTESSE INTRAVEDERE DALL’OPACO BOX DOCCIA TUTTA LA SUA NUDITA’.

LA CURIOSITA’ È FEMMINA E INCURANTE DI OGNI COSA RIMASI A SBIRCIARE QUEL GRAN PEZZO D’UOMO , RIMASI DI STUCCO QUASI, NON CI CREDEVO, TRA LE MUSCOLOSISSIME COSCE SCENDEVA UNA SPECIE DI SERPENTE……. ANCHE SE QUELLA TROIA DI MIA SORELLA GIA’ MI AVEVA CONFIDATO LE DOTAZIONI DI SUO MARITO. ?PENSAI ALL’INIZIO CHE FOSSE LA CORDA METALLICA DELLA DOCCIA CHE ANDREA SI FOSSE LASCIATO SCENDERE TRA LE GAMBE. MA QUANDO VIDI CHE SE LA PASSAVA TRA I CAPELLI CAPII CHE ERA PROPRIO IL SUO SMISURATO UCCELLO.

?UNA VAMPATA DI CALORE E DI CALDI UMORI MI PRESE TRA LE GAMBE. ?SUONO’ IL CAMPANELLO E L’ARRIVO DI MIO MARITO INTERRUPPE QUELLA SCENA. ?DOPO QUELL’IMMAGINE, PER ME ANDREA ERA DIVENUTO UN QUALCOSA DI SPECIALE, DI DIVERSO, DI NUOVO, DI UNICO, INSOMMA ERA UNA SORPRESA CHE FORSE AVREI SCOPERTO VOLENTIERI, SOLO CHE LUI VOLESSE. IO DA BRAVA MOGLIE NON CE L’AVREI FATTA. ?E LUI VOLEVA ECCOME SE VOLEVA. I GIORNI SUCCESSIVI FURONO PER ME ASSAI STRANI E NUOVI.

PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI PROVAVO PER UN’ALTRO UOMO DESIDERI DI UN’ATTRAZIONE SESSUALE SCONVOLGENTI. ERO QUASI INTIMIDITA IN SUA PRESENZA E LUI CERTO FIN DA SUBITO LO AVEVA BEN CAPITO ESSENDO SICUREMENTE SPESSO OGGETTO DI ATTENZIONI FEMMINILI. ?MA AL DI LA’ DI QUESTO NON AVREI MAI IMMAGINATO DI POTER CADERE TRA LE SUE BRACCIA. ??L’OCCASIONE CAPITO’ TRE GIORNI DOPO, QUANDO MIO MARITO UNA MATTINA DOVETTE FARE TARDI A LAVORO ALLA QUALE SI AGGIUNSE CHE MIO COGNATO MI CHIESE UNA COMPRESSA PER UN FORTE MAL DI TESTA (CI CREDETE?).

?MIO MARITO MI AVVERTI’ CHE ANDREA SE NE STAREBE STATO A LETTO E DI NON DISTURBARLO PER UN PO’. ?IL FATTO DI ESSERE IN CASA DA SOLA CON ANDREA MI TURBAVA. ?QUANDO SENTII LA SUA AUTOREVOLE VOCE CHIAMARMI DALLA SUA CAMERA SAPEVO DI ESSERE FRAGILISSIMA. ?PUR GIA’ VESTITA CON UNA CAMICETTA ASSAI CASTA CHE NASCONDEVA IL MIO SODO SENO, INDOSSAVO COME SEMPRE UNA GONNA APPENA SOPRA IL GINOCCHIO. ?APPENA MI AVVICINAI ALLA PORTA ANDREA MI CHIESE SE AVEVO UN TERMOMETRO.

?VIDI CHE ERA CORICATO SENZA PIGIAMA, NUDO SOTTO UN LENZUOLINO SOTTILE, CON LE GAMBE CHE FUORIUSCIVANO DAL LETTO DATA LA SUA STATURA. ?QUANDO TORNAI CON IL TERMOMETRO MI TREMAVANO LE GAMBE E LA FEBBRE BEN PRESTO VENNE A ME. ?APPENA GLI FUI A TIRO MI FECE SEDERE VICINO A LUI SUL LETTO E MI DISSE: “SEI LA MIA COGNATINA PREFERITA,SEI UNA DONNA SENSUALMENTE STUPENDA”, MI PRESE CON IL SUO POSSENTE BRACCIO DIETRO LA VITA E MI MISE SUBITO LA LINGUA IN BOCCA STRAPPANDOMI LA CAMICIA.

ERO ASSOLUTAMENTE ALLA SUA MERCÈ. ?”LO SO CHE MI HAI SPIATO DURANTE LA DOCCIA E MUORI DALLA VOGLIA DI CONOSCERMI MEGLIO; SAI, SEI FORTUNTA PERCHÈ HO UN MODO TUTTO MIO PER PROVARMI LA FEBBRE”. ?POSSO SAPERE SE SONO MALATO SOLO SE IL MIO UCCELLO NON VA IN EREZIONE E TU ADESSO FARAI QUESTO TEST. ?QUELLA SIMPATICA INIZIAZIONE MI AVEVA UN POCO RILASSATA. ?MI PRESE LA MANO E ME LA INDIRIZZO’ SOTTO IL LENZUOLO…IN BREVE TOCCAI PRIMA E VIDI POI IL PIU’ SMISURATO PENE CHE MAI AVREI IMMAGINATO POTESSE Es****rE.

LUI LO IMPUGNAVA CON UNA MANO DALLA BASE, IO CON ENTRAMBE LE MIE,UNA SOPRA L’ALTRA, ED ANCORA FURIUSCIVA UNA CAPPELLA TURGIDA COME UNA LATTINA. ?MI PRESE LA TESTA E MI PORTO’ VERSO IL SUO TROFEO. ERA IMPOSSIBILE PER ME PRENDERLO IN BOCCA, MI LIMITAI A SUCCHIARGLIELO COME UN ENORME GELATO. LA COSA SORPRENDENTE È CHE DOPO UN PO’ QUELLA PROBOSCIDE INIZIO’ AD INDURIRSI ED A STARE ERETTA DA SOLA. ASSOLUTAMENTE SCHOCCATA DELLA COSA EBBI IL PRIMO ORGASMO QUANDO ANDREA MI INFILIO’ IL DITO NEL CULO.

?NON CAPII SUBITO COME SI POTESSE USARE TALE ARNESE. PENSAI SINCERAMENTE AD UNA MALFORMAZIONE, MA BEN PRESTO IL COGNATINO MI FECE PROVARE LA PIU’ ESALTANTE GIORNATA DELLA MIA VITA SESSUALE. ?PER PRECAUZIONE MI DISSE CHE NON MI SAREBBE MAI STATO SOPRA, MA CHE AVREBBE LASCIATO CHE FOSSI IO DA SOPRA A MENARE LE DANZE. IN REALTA’ SCONVOLTA COM’ERO EBBI DIVERSI ORGASMI, IL PIU’ TRAVOLGENTE FU QUANDO ANDREA MI PENETRO’ PER LA PRIMA VOLTA.

?MI SEMBRO’ DI ESSERE TRAPANATA, CON LE GAMBE ALLARGATE INTORNO AL SUO CORPO, MENTRE LUI IN PIEDI MI TENEVA STRETTA A SÈ. ALTO COM’ERA LA MIA BOCCA ERA ATTACCATA AI SUOI CAPEZZOLI PER TRASMETTERGLI LE MIE EMOZIONI, ORA GLIELI MORDEVO ORA GLIELI LECCAVO, QUASI A COMUNICARGLI ORGASMI E RILASSAMENTI. ?UN’ALTRA STRAORDINARIA PROVA LA EBBI QUANDO MI MISE ALLA PECORINA: PER NON FARMI MALE MISE UN CUSCINO TRA IL SUO PUBE ED IL MIO CULETTO DI MODO CHE ANCHE QUANDO SPINGEVA ALMENO 10 CENTIMETRI DEL SUO CAZZONE NON ENTRAVANO.

MA ERA LA GROSSEZZA DELLA CAPPELLA A STORDIRMI IN VAMPATE CONTINUE. ?FU COSI’ CHE DOPO UN’ORA DI SESSO INIZIAI AD AMARE QUELL’a****lE DI MIO COGNATO CON CONFIDENZA CRESCENTE. ?”ANDREA, TESORO MI PIACEREBBE PORTARTI ALL’ORGASMO”?”TRA LE TUE TETTE, DAI FAMMI UNA SPAGNOLA!!” MI DISSE. ?SI SEDETTE A CAVALCIONI ALL’ALTEZZA DEI MIEI FIANCHI E PUR DA QUELLA DISTANZA IL SUO SERPENTE SDRAIANDOSI SULLA MI PANCIA, PASSANDO TRA I MIEI SENI, ARRIVAVA AL FINE ALLE MIE LABBRA.

LO SUCCHIAI COME POTEVO, LE SUE MANI ALLA BASE DEL CAZZONE E LE MIE NELLA PARTE TERMINALE LO SEGARONO PER 10 MINUTI. NON POTETE IMMAGINARE DOVE ARRIVO’ LA SUA SBORRA, IL SECONDO GETTO RAGGIUNSE IL MURO DIETRO IL LETTO, CON IL RESTO ANDREA MI RIEMPI’LA BOCCA. CARE LETTRICI TRASCORSI IL GIORNO SUCCESSIVO A…CURARMI LE FERITE…?MA PRIMA CHE LUI TORNASSE A CASA DA MIA SORELLA MI CONCESSE UN SUPERBO BIS. DA ALLORA PER LA MIA MICINA NON C’È PIU’ SPAZIO PER MIO MARITO……………….

ODDIO TROPPO SPAZIO VOLEVO DIRE DA COME ME L’HA ALLARGATA.