il mio amico Luigi

Come ti ho accennato, avevo un amico del cuore, un mio compagno di classe. Lui, ripetente capitò in classe mia e subito divenimmo amici. Aveva 19 anni ed io 18. Quell’anno cominciammo a studiare assieme, (i suoi genitori felicissimi perché ero bravino a scuola) e quindi tutti i pomeriggi ci incontravamo a casa sua.
Luigi, così si chiama, figlio unico, i genitori avevano un negozio, per cui eravamo sempre soli.
In quel periodo eravamo perennemente eccitati, e comunque di seghe sia io che lui ce ne facevamo in quantità.

Un pomeriggio mentre studiavamo mi disse che aveva il cazzo duro, mi chiese se volevo vederlo ed io risposi di sì: si sbottonò la patta e lo cacciò fuori. Lungo e largo, lo guardai sbigottito, il mio era senz’altro più piccolo, mi prese la mano e se la portò sul suo arnese. Che sensazione, duro, caldo, una consistenza diversa dal mio che differenza tra toccarsi il proprio e quello di un altro.
Senza che lui me lo chiedesse comincia a masturbarlo, mi piaceva moltissimo, anche a me era diventato duro.

Mi sbottonai il pantalone e lo cacciai fuori, lui se lo prese in mano e ci facemmo una sega reciproca schizzando quasi contemporaneamente.
Andammo avanti a seghe per qualche settimana, poi i giochi divennero più incisivi.
Incominciammo a metterci nudi sul letto, poi il primo pompino, facemmo la conta per stabilire chi doveva farlo,vinse lui ed io mi inginocchiai. Baciai la cappella, era rossa,setosa,odorava di maschio,aprii la bocca e ne feci entrare un po’,lui mi teneva la testa.

Lo presi in bocca e cominciai a muore il capo,andai avanti fino a quando non sentii sulla lingua una stilla dolciastra,mi fermai e mi alzai,ora toccava a lui. Me lo baciò,me lo prese tutto in bocca gli feci muovere la testa guidandola,
e andò aventi così per qualche minuto. Propose un 69 e ci stendemmo sul letto. La prima volta ci sborrammo in faccia,le successive decidemmo che per lo meno una volta uno schizzo dovevamo saggiarlo.

E anche questo fu fatto.
Comunque ogni giorno pensavamo una cosa nuova. Cominciammo a mettercelo tra le gambe da dietro mentre l’altro masturbava il compagno e spesso ce lo puntavamo sul buco del culo.
Era chiaro che volevamo provare il cazzo in culo,ma non riuscivamo mai a farlo entrare. Comunque ricordo la sua cappella dura che cercava di violare il buchetto e quelle spinte inutili. Eravamo stretti non c’era verso di farlo entrare.

A Luigi,un giorno,venne in mente che quando era più piccolo ed era ammalato,sua madre ,per mettergli le supposte usava lubrificare il buchino con l’olio d’oliva (quello che serve per cucinare,per intenderci)e decidemmo di provare così.
Io fui la cavia. Mi fece mettere sulla sponda del suo lettino a pecorina,mi chiese di tenermi aperto il culetto con le mani. Io vedevo la scena dallo specchio del suo armadio:era dietro di me,bagnò l’indice e il medio nella tazzina piena d’olio e cominciò a massaggiarmi l’ano.

Sentivo l’unto e guardandomi nello specchio provavo un piacere viscerale,non so spiegarti,ma era come vedere me in un film. Fece ad un tratto pressione con il medio e il buco del mio culo si aprì facendo entrare tutto il dito.
Lo tenne fermo per un po’ poi cominciò a sditalinarmi
. Mise altro olio e si unse per bene il cazzo. Mi poggiò la capocchia sul buchetto e spinse Entrò subito. La cappella aveva oltrepassato l’anello dello sfintere fu quasi per metà dentro di me.

Lo fermai con la mano sulla sua pancia,sentivo un po’ di bruciore,ma era sopportabile,ma ora non doveva muoversi,mi dovevo abituare. Man mano al fastidio iniziale subentrò uno strano calore,mi sentivo una cosa con il suo cazzo. Mi cominciò a piacere e allora spinsi indietro il culo,tenendolo ben aperto con le mani ,e lo feci entrare tutto. Fu a questo punto che lui cominciò a chiavarmi nel vero senso della parola. Ero eccitatissimo,eppure avevo il cazzo moscio.

Ogni volta che si ritraeva mi subentrava il timore di perdere il suo cazzo,che non mi riempisse più. Si ero riempito,non so spiegarti, ma questa era la sensazione che avevo,e la paura che non andasse fino in fondo(nei due sensi) mi sconfortava. Ormai ero completamente alla sua mercè,mi teneva per fianchi con le sue mani calde sudate. Il ritmo stava aumentando,mi stava chiavando come una donna. Per un attimo pensai a come doveva essere dilatato il mio ano,ma solo per un attimo,non mi importava più di nulla,mi stava facendo godere.

,Credimi, venni senza toccarmi,con il cazzo mezzo moscio,un attimo prima di sentirlo irrigidire. Avvertii distintamente i tre o quattro fiotti di sperma che mi invasero l’intestino e poi sentii lui abbattersi su di me.
Non so se persi i sensi o se mi addormentai,ma comunque per cinque buoni minuti non capii più niente. Fu Luigi che si staccò da me. Solo allora mi accorsi di aver sporcato il lettino e che un rivolo biancastro stava colandomi dal culo.

Scappai in bagno e mi ripulii. Seduto sul bidet cercai di calcolare i danni,ma tranne il buco dilatato niente altro. Ritornai di là e trovai Luigi steso sul letto ancora ansimante , con il cazzo ormai moscio appoggiato sulla sua pancia e consapevole che la prossima volta sarebbe toccato a lui.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *