Diario di un rapporto molto particolare. – 7

CuckolF – Parte terza

Bull Bruno non si fa sentire praticamente mai, direttamente con me. Manda sempre avanti Marisa.
Parlando infatti con lei al telefono ho avuto conferma del fatto che ha apprezzato le mie prestazioni cuckolF. Spero ciò non preluda al ripetersi della cosa. Ad ulteriore mio scorno personale, mi ha detto mia moglie che bull Bruno le ha riferito di quanto io abbia particolarmente gradito la monta cui mi ha sottoposto, visto che guaivo come una vera e propria cagna in calore per tutto il tempo e che secondo lui ho disperatamente bisogno di più cazzo.

*****

Telefonata di Marisa:

-Paolo…?

-Si…dimmi

-Volevo dirti che domani sera vengo con Bruno a dormire a casa…però non c’è bisogno che prepari niente perché saremo a cena fuori e arriveremo tardi. L’importante è che metti a posto casa e fai trovare la camera da letto in ordine…

-Come mai non rimanete da lui? Stavolta ha pure la casa pulita…

Non riesco a non ironizzare io.

-Ecco…proprio a proposito della sua casa…ti volevo parlare proprio di questo…

Alzo le antenne. Di solito tutte queste esitazioni preludono a qualche fregatura…

-No…niente…siccome Bruno è rimasto molto ben impressionato da come gliela hai sistemata la volta scorsa…ha pensato di approfittarne per fare una pulizia proprio a fondo che avrebbe dovuto fare da tanto…

-“Fare”? Vuole farle in prima persona, intendi?

-Dai non fare lo scemo…quando fai così proprio non ti sopporto! Fare, far, fare…non stiamo a giocare con le parole…insomma hai capito, non mi far incazzare…

Adesso sono IO che faccio incazzare LEI?? Vabbè…me ne sto zitto.

-…insomma dicevo, visto che ti ci vorrà una giornata sana, Bruno avrebbe pensato che potresti occupartene domenica prossima, così non ti crea problemi col lavoro…

Ecco, sta a vedere che adesso finisce pure che lo devo ringraziare…

-…per cui, rimanendo a dormire da noi, domenica mattina, senza perdere tempo, ti porterebbe lì con la macchina e poi ti viene a riprendere la sera, come l’altra volta…

-AH, COME L’ALTRA VOLTA? Allora mi devo portare i soldi per il taxi…30 euro mi è costato, l’ ALTRA VOLTA…ci pagavo direttamente una donna delle pulizie, ci pagavo…

– Senti, sei proprio stronzo quando fai così…mi pare che gli accordi erano chiari fin dall’inizio no? Sei stato tu a dire che ti saresti occupato delle faccende di casa, o mi sbaglio!?

-Delle faccende di casa nostra, non di quelle di casa sua!

-E che differenza fa?? Il rapporto è sempre lo stesso, che la casa sia in un posto o nell’altro cosa cambia?

Mi scoccia ammetterlo, ma il ragionamento non fa una grinza…

-Senti ma…se proprio dovessi andare…ma…verresti pure tu ad accompagnarmi lì, oppure no?

-E che verrei a fare, scusa? Tanto dovresti fare tutto da solo comunque.

E poi ho sentito che ha intenzione di portarti lì presto presto…proprio non ce la posso fare ad alzarmi presto anche di domenica. Così invece almeno mi riposo un altro po’ mentre lui ti accompagna e poi torna qui.

-Ma come “presto presto”…quanto presto?

-Non lo so…poi magari te lo dice meglio lui domani sera, tu magari è inutile che ci aspetti sveglio, ti conviene dormire un po’…poi quando arriviamo magari ti svegliamo noi e ti facciamo sapere di preciso…Okkeiallorarimaniamocosìciao!

Magari, si.

*****

Usualmente al mattino sono io il primo ad alzarmi e a preparare la colazione, ma stamani proprio non ce l’ho fatta.
E’ stata invece Marisa a svegliarmi dopo aver preparato lei la colazione per entrambi, fatto questo abbastanza insolito.
Se è vero infatti che in assenza di bull Bruno i ruoli tra noi sono molto meno rigidi, è altrettanto vero che Marisa approfitta sempre volentieri del suo ruolo di hotwife e del mio di sissy cuckold per farsi servire e riverire in tante piccole cose.

Oggi però, avendo forse la coscienza sporca per quello che mi aveva fatto subire ieri, si è dimostrata subito particolarmente tenera.
Dopo essersi fatta riassumere per sommi capi gli eventi di ieri (ed essendomi io anche un tantino lamentato del mio essere stato praticamente in balia delle mattane di Bull Bruno e delle condizioni disastrose in cui versava la casa), si è dimostrata premurosamente preoccupata tanto del mio stato d’animo che delle mie condizioni fisiche (ha voluto a tutti i costi che le mostrassi le condizioni in cui versava la mia “figa anale” e avendola trovata un bel po’ arrossata ha insistito per applicarmi lei stessa una crema emolliente e rinfrescante).

Ha manifestato una certa sorpresa nel venire a conoscenza dell’ulteriore prestazione sessuale di Bruno, e uso il termine “ulteriore” perché, a quanto sembra, pare che ieri sera si fosse dato particolarmente da fare anche con lei.

Ho molto apprezzato il suo interessamento nei miei riguardi, anche se una cosa mi è suonata un tantino stonata: all’esternare la mia soddisfazione circa l’imminente ritorno della vera colf di bull Bruno, si è dimostrata piuttosto evasiva cercando subito di cambiare discorso e alle mie insistenze per avere rassicurazioni in merito ha risposto con un preoccupante:

-Vabbè, dai…vedremo.

*****

Serata tranquilla in casa con Marisa. Bull Bruno non si è presentato, di solito è da noi le sere del martedì e del giovedì, infatti mi aspetto una sua visita per oggi. Quando lui non c’è le cose tra me e mia moglie scorrono quasi normalmente, più o meno come per una qualunque coppia (sesso a parte, s’intende). Unica anomalia rispetto a una qualunque serata tra marito e moglie, la seconda applicazione di crema emolliente alla mia abusata figa anale, che Marisa ha insistito per somministrarmi.

Ho anche tentato di tornare sull’argomento “cuckolF”, facendole presente che è un tipo di esperienza che va un po’ “oltre”, principalmente per il fatto di essere completamente alla mercé di uno cui, di tanto in tanto, piace eccedere un po’ troppo. Se lei fosse presente sarebbe diverso, ma lo stare a tu per tu con lui soltanto, in una casa isolata a 20 km da casa nostra, mi fa sentire molto poco tranquillo.

Per tutta risposta si è limitata ad alzare gli occhi al cielo e ad accusarmi di essere paranoico.
A questo punto sarei stato tanto, ma taaanto, tentato di rivelarle il contenuto dei DVD che avevo avuto modo di visionare, sia pure frettolosamente, martedì sera, ma ho lasciato perdere per paura che non sapesse trattenersi poi dal parlarne con lui, mettendomi così in ulteriori guai.

Per quanto riguarda stasera, sono ancora in attesa di comunicazioni circa la presenza di bull Bruno per cena o meno e dell’eventuale menù richiesto.

***

Grosse novità in materia di castità: ho avuto un cambio di gabbietta!

La cosa si è svolta più o meno così:
Me li vedo entrare in casa verso le 14,00 (evidentemente durante il periodo della loro pausa pranzo), mentre sono in cucina a prepararmi un paio di panini. Vengo convocato in soggiorno e mi è richiesto di spogliarmi completamente, lì, davanti a loro.
Senza sapere come interpretare la cosa (non che abbia molto indosso: solo una felpa e un paio di shorts), rimango un po’ confuso, sul momento, ma non è mia abitudine discutere gli ordini e inoltre la presenza di bull Bruno mi mette come sempre in soggezione, per cui mi sbrigo a fare quanto ordinato.

Una volta nudo, Marisa, con la chiave che porta sempre con lei agganciata ad un braccialetto, come fa ogni volta che mi consente di lavarmi, apre il lucchetto e mi dice di togliere la CB, senza aggiungere altro. In tutto ciò lui si limita a guardarmi in quel solito modo, tra il sarcastico e l’arrogante, che mi intimidisce tanto.

Non sapendo cosa altro pensare, temo che abbiano deciso di darmi un po’ di “sfogo” imponendomi di masturbarmi lì, davanti a loro che, completamente vestiti, se ne staranno lì a guardarmi come ai vecchi tempi.

Nonostante la lunga astinenza, trovo l’idea estremamente umiliante. Ho la sensazione di arrossire violentemente e farfuglio qualcosa del tipo:

-Ma…non ne ho bisogno…davvero.

Loro si guardano e scoppiano a ridermi in faccia dicendomi di non farmi illusioni poiché non hanno nessuna intenzione di porre fine alla mia prolungata castità, ma che, al contrario, sono lì proprio per fare in modo di prolungarla indefinitamente.
A questo punto lui tira fuori un sacchetto di velluto rosso e, tenendolo in mano, mi comunica che è per me.

Ora, vuoi per la particolare situazione in cui mi trovo, vuoi per il mio stato confusionale, (anche se ora mi vergogno perfino di averlo pensato) mi viene in mente che lì dentro possa esserci un qualcosa, uno strumento o che so io, per realizzare una vera e propria castrazione (d’altronde lui non perde occasione per minacciarmi di questo…).

Ovviamente so che mia moglie non arriverebbe mai a tanto e che l’idea in sé è veramente fuori dal mondo, però tant’è: mi si gela il sangue nelle vene e percepisco distintamente nelle orecchie il mio stesso battito cardiaco accelerare all’impazzata.

Non ho altro tempo per pensieri assurdi perché mia moglie mi si rivolge con un “Dai, prendilo, che aspetti?” che mi fa uscire dallo stato di trance e avvicinarmi a Bruno che però, quando sono abbastanza vicino da prendere il sacchetto, lo allontana bruscamente da me dicendomi che, per riceverlo come si conviene, devo inginocchiarmi davanti a lui.

Eseguo.

Una volta preso il sacchetto e allentatone il laccetto che lo tiene chiuso, mi ritrovo tra le mani la mia attuale nuova gabbietta.

Sostanzialmente è composta da due pezzi: un anello in cui far scorrere asta e testicoli e una gabbia metallica da fissarvi poi tramite un lucchetto; il tutto in acciaio inossidabile molto pesante.
Mi viene ordinato di metterla subito, direttamente lì in ginocchio, per cui, dopo aver scelto l’anello della giusta dimensione tra i tre facenti parte della confezione e averci fatto passare, non senza difficoltà, palle e base del pene, faccio scivolare il mio affarino, ancora rattrappito dalla paura e dalla lunga detenzione, nella gabbia vera e propria e collego tra loro i due pezzi.

A questo punto è direttamente lui a prendere dalle mani di Marisa il lucchetto della vecchia CB ancora aperto e, dopo essersi chinato su di me, a farlo shittare al suo posto, imprigionandomi.

Percepisco l’odore del suo dopobarba e ne noto la piacevole fragranza.

A questo punto sono fatto alzare, mia moglie, prendendo in mano la nuova gabbietta, controlla che non mi permetta alcuna possibilità di evasione. Vengo quindi rispedito, nudo così come mi trovo, alle mie faccende.

Appena il tempo di registrare con la coda dell’occhio un bacio appassionato prima di uscire dal soggiorno, che sento il rumore della porta di casa richiudersi alle loro spalle.

Temo che d’ora in poi, dalla nuova gabbietta metallica non uscirò più nemmeno un secondo, dato che, per la sua particolare conformazione, questa, a differenza della CB, permette di lavarsi senza doverla rimuovere. Basta l’impiego di un semplice getto d’acqua, seduto sul bidet o direttamente sotto la doccia.

Ho cercato su internet di che modello si tratti, credo di averlo identificato come un “birdcage”, se non erro.

In effetti, essendo molto più pesante, questo modello si sente di più ma solo se sei nudo. Con un paio di mutande a sorreggerla non c’è differenza. All’inizio mi sembrava dovesse essere più scomoda, invece ora che la sto portando da una dozzina di ore posso affermare che mi pare addirittura più confortevole dell’altra.

La vera grande differenza è di tipo psicologico, comunque. Con l’altra avevi la consapevolezza che in caso di necessità, oppure se ti fossi semplicemente stancato di portarla, avresti sempre potuto tagliare il perno di teflon cui è assicurato il lucchetto e liberarti, con questa invece hai la sensazione di qualcosa di permanente e dalla quale, senza chiave, potresti uscire solo con l’aiuto di un fabbro. Molto differente come stato mentale, credetemi.

Non ho ancora fatto la prova se sia più o meno visibile sotto ai pantaloni.

Lo scoprirò domani.

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