Annusare e non toccare

Massaggiarle i piedi a fine giornata è l’85% della nostra attività intima di coppia nella quale sono in qualche modo attivo. Ogni giorno, qualsiasi cosa accada, dopo una giornata passata insieme felicemente, dopo l’ufficio, dopo la doccia, dopo il jogging, dopo uno screzio, addirittura durante un litigio di coppia in corso, arriva sempre il momento in cui lei mi porge i piedi ed io senza dire nulla abbasso il capo, piego la schiena e la servo.

Un tempo lo facevo mentre eravamo entrambi sul divano, guardando un film, da un paio di anni a questa parte inginocchiandomi sul pavimento dinanzi a lei. Questa condizione è arrivata senza che ne parlassimo, senza che lo chiedesse ed in modo del tutto naturale. Un tempo era la coccola speciale, ora è la prassi. La mia attenzione rivolta al 100% a suo servizio. Ogni giorno, ogni sera, nei week end anche più volte al giorno se lei è a casa e lo vuole.

La guardo dal basso, osservo le sue gambe lisce e la pelle ambrata finire sotto la vestaglia di seta nera. La sto massaggiando da più di mezz’ora abbondante. Senza darmi attenzione, guardando la tv, una sua mano si spinge sotto gli slip a giocare con il suo sesso. Non tento nessun approccio, so che mi respingerebbe togliendomi anche la possibilità di massaggiarla, faccio maggiore pressione per portarle più piacere passando da un piede all’altro, per dirle che sono lì.

Minuti interminabili quasi a dolermi le mani, poi un briciolo di attenzione.

Nessuno dei due dice nulla, lei si alza dinanzi a me e con il gesto più sensuale che io potessi sperare lascia scivolare gli slip giù dalle anche accompagnandoli con una carezza sino alle caviglie. Intravedo la sua fica depilata alla luce della tv nella stanza buia.

E’ nuovamente seduta, questa volta sulla punta del divano, gomiti sulle ginocchia, viso chino verso di me e sguardo privo di emozioni, severo e sensuale.

Mi spinge sotto le narici gli slip che tiene fra le mani e con un piede mi calcia le ginocchia facendomi capire di doverle aprire:

“Respira, fa vedere come tira” mi dice.

Il pene mi duole nella gabbietta di castità, l’eiaculazione che non mi è concessa da dieci giorni mi sembra dover arrivare all’istante.

“Annusa come si deve, fa male?” mi chiede guardandomi fra le gambe.

“No” le dico, perché il dolore fisico non è nulla confronto al piacere che mi sta dando modo di provare nel donarle la mia libertà e lei lo sa.

“Fammi vedere quanto desideri la mia fica tesoro” mi sussurra dolcemente…
…poi vicino all’orecchio “la vorresti scopare non è vero?”

Ancora un calcetto, ed apro di più le gambe mentre annuso.

“Siii, guarda come tira il cazzetto, guarda come la vorresti fottere”

Faccio solo in tempo ad accennare un bacio agli slip e li ho in bocca forzati dalle sue dita esili e sensuali, il profumo della sua french manicure fresca di giornata si mischia a quello dei suoi umori, chiudo gli occhi.

Uno schiaffetto su una guancia, afferra con l’altra mano i miei capelli e buttandosi indietro con il corpo porta i talloni sul divano e mi guida col naso sul suo sesso aperto dinanzi a me.

Ho i suoi slip in bocca, non posso baciare, non posso leccare, guidato dalla sua mano sul capo la accarezzo con il naso, con l’intero viso, la bava che perdo si mischia alla sua eccitazione ed i suoi umori sono su tutta la mia pelle, fronte, mento, guance, naso, pochi istanti e la sua fica odora volgarmente di sesso, io odoro volgarmente di sesso e lei mi accarezza dolcemente i capelli quasi fossi il suo cane.

“Può fare quello che vuole la mia fichetta, non è vero amore?” Mi chiede.

Le dico si con il capo, mugugnando ad occhi chiusi senza smettere di respirarla.

“Non la biasimi se fa la biricchina ingiro, non è vero?”

Ora le dico no con la testa, con tutto il corpo, ancora ad occhi chiusi, con le sue labbra aperte ed umide fra il naso ed il mio labbro superiore.

“Che bravo l’amore mio” mi dice.

Alza il bacino, mi allontana per mezzo secondo, mi scosta di qualche centimetro, poi con una mano dietro la nuca mi preme forte il viso sul suo sfintere.

“E il mio culetto tesoro, anche lui fa tanto il biricchino, può?”

Le sto dicendo si con tutto il corpo, tutto il mio corpo mugugna imbavagliato perdendo bava, sto esplodendo nella gabbietta che mi chiude in trappola il pene e mi impedisce di avere un’erezione completa.

Dentro di me le sto urlando si, si chiava amore mio, scopa e fatti scopare, sii donna come, quando e quanto lo vuoi, sei libera e tu comandi e decidi.

Mi sto agitando fra le sue gambe.

Con un tono di voce più duro, tirandomi per i capelli a se: “Annusa il buco del culo ho detto”.

Le sono dentro con il naso, respiro il lieve profumo di sudore dietro la pelle fresca, cerco con il labbro superiore di baciarla, agito il corpo attraversato da fremiti come se stessi per venire.

“Niente seghette nemmeno questa settimana, il prossimo week end Lui starà qui e ti vorrò fresco, in ginocchio ed attento..”

Si, si, mugugno mentre le dico si con la testa, mentre le dico grazie con tutto me stesso.

Mi allontana di colpo.

“Fatti un bidet ghiaggiato. ”

Cerco di riavvicinarmi ma lei mi tiene lontano per i capelli.

“Hai annusato, non c’è altro per te.

Vai in bagno e non farmi ripetere le cose due volte. ”

Con una mano a coprirsi la fica capisco che il mio momento di sfogo è finito.

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