Immagina. Puoi

A tutti piace farsi fare un pompino.
Ma c’è modo e modo.

Puoi chiedere, supplicare, negoziare, magari anche pagare.
Aspettare che te lo pulisca e disinfetti, facendoti capire che la cosa in fondo in fondo non le piace, e poi sentirtelo succhiare.
Meccanicamente. Senza poter davvero sfogarti dentro quella bocca.
Senza poter dettare tu i ritmi. Attento a non “forzare” che poi si arrabbia e tutto finisce.
Restando li, passivo, senza poter dire quello che veramente vorresti per il timore di offendere.

Anche se magari più che un pompino ti sta facendo una sega.
Per poi godere nel modo che hai negoziato prima e venendo subito allontanato e abbandonato alla ripulitura solitaria.

Oppure.

Immagina di fissare quella bocca, alzare lo sguardo fino ad incrociare i suoi occhi e poter dire quello che in quel momento desideri.
Nel modo in cui ti piace dirlo.
“Adesso succhiami il cazzo!”…”apri la bocca e fammi sborrare”…o ogni altra frase che ti passa per la testa.

Immagina di tirarlo fuori dalle mutande, senza troppi complimenti, magari sventolarglielo sotto il naso.
Perché vuoi vedere che effetto fa il tuo odore.

E poi immagina di vedere le labbra che si schiudono e accolgono al caldo della bocca il tuo pisello ancora moscio.
Un bocca che non fa storie, che non ha schifo del tuo sapore.
Un bocca che fa solo il suo dovere: succhia il cazzo del padrone.

E il tuo cazzo diventa duro come il marmo grazie al lavoro di quella bocca sottomessa e di quella lingua servile.

Immagina di poter finalmente parlare liberamente. Dire quello che vuoi…e sentire la dolce musica delle tue parole.
Perché farsi fare un pompino è qualcosa di più di una bocca che ti succhia l’uccello. E’ dominare. Sentirsi il padrone. Godere nel vedere quella bocca che ti serve …arrendevole e sottomessa.

E allora tu vuoi poterlo dire.
“Succhia, troia…ti piace il mio sapore? Si eh?…allora leccamelo tutto”

Immagina di vederla lavorare su è giù per il tuo cazzone venoso, intorno alla tua cappella gonfia.
Godere alla vista di tutto quello…. perché sai che il tuo uccello non profumava di rose, e proprio per questo glielo hai sbattuto in bocca.

Immagina di poter fare quello che ti va con quella testa che si muove su e giù.

Senza mani.
Poterla afferrare per i capelli per spingerla fino a dove vuoi. Anche ad ingoiartelo tutto.
Scopartela come hai visto in certi video.
Oppure spingerla sotto le palle e sentirla leccare là dove non batte il sole mai.
Commentando come vuoi. Insultandola. Umiliandola. Minacciandola.
“Te lo infilo in gola e ti scopo come una cagna”…”Prendi il cazzo in gola, troia di merda”…”Avanti, leccami i coglioni puttana bastarda…più giù…sotto, sotto, lecca cagna!” “Adesso ti piscio in bocca e ti faccio bere tutto”

Immagina di poterti fare tutti i tuoi porci comodi, senza fretta, nel modo che vuoi.

Senza proteste, lamenti, eccezioni.
E poi…quando stai per venire, decidere tu come farlo…in faccia, in bocca, sugli occhi…
Svuotarti i coglioni inondandola di sborra.

E poi immagina di aver voglia di sentirtelo succhiare e leccare ancora un po, mentre esausto ti accasci sul primo rialzo che trovi.
Potendo limitarti ad un cenno della mano.
Vieni qua.
E quella bocca che si chiude di nuovo intorno alla tua cappella, indifferente al fatto che gronda sperma.

Sentirla lavorare per ripulire ogni traccia.

E quando finalmente sei soddisfatto, alzarti, rimettere l’uccello a posto, e andartene senza nessun imbarazzo.
“Ciao troia, se avrò bisogno ti chiamo”
E sentirsi dire quello che ognuno vorrebbe sentire.
“E’ stato un piacere, grazie…quando vuole sono a sua disposizione”.

Immagina.

Puoi.

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