Campeggio – Preludio

La scuola era finita da poco, e per fortuna nessuno di noi del gruppo era stato bocciato. Avremmo quindi avuto tempo libero fino a settembre. Eravamo un gruppo di 4-5 amici e capitava, alquanto spesso, di riunirci a casa di uno di noi per passare qualche ora ai videogiochi o, se qualcuno di noi riusciva a procurarsi materiale interessante, a masturbarci. In quel periodo gli ormoni erano a mille e le energie difficili da contenere e poi era bastato poco….

uno di noi era riuscito a sottrarre una videocassetta di un film porno, con Moana Pozzi. La prima volta fu imbarazzante, eravamo tutti li a guardare quel fisico meraviglioso, quelle tette che sobbalzavano ad ogni spinta del cazzo di un nero che la sbatteva con foga, senza sosta. Avevamo tutti i pantaloncini rigonfi ed era chiaro che qualcosa andasse fatto. Marco, nome di fantasia, il più sfrontato del gruppo non ci mise molto, si abbasso i pantaloncini, si sedette sul divano e disse: “Fate come volete ma io non posso resistere ancora”!.

A quel punto nell’imbarazzo generale fu chiaro che non avremmo dovuto far altro che seguire il suo esempio. Di li a due minuti eravamo tutti con il cazzo in mano, a tirarcelo con gli occhi fissi sulla tv per evitare di guardarci l’un altro. Fu questione di poco e il primo a venire fu Luca, lo sentimmo sospirare profondamente. A ruota tutti gli altri. Io fui l’ultimo, mi era difficile, nonostante avessi il cazzo durissimo, concentrarmi perchè mi sentivo osservato anche se sapevo che gli altri, come me, avevano lo sguardo puntato sulle tette di Moana.

Alla fine sborrai, anche copiosamente, e mi lasciai andare sul divano, sempre con il cazzo in mano. Senza dire niente, e sempre senza guardarci, ci recammo uno alla volta in bagno per sistemarci (inutile sottolineare che non ci fossero genitori in casa). Nonostante le premesse imbarazzantissime quella fu la prima di una lunga serie di riunioni che andarono via via “sciogliendosi” fino ad arrivare a vere e proprie gare di sborrate. Spesso si gareggiava a chi schizzava più lontano, o a chi ne produceva di più.

Insomma ci si divertiva, ognuno al proprio posto, ben distanziati gli uni dagli altri per evitare di toccarci, perchè la cosa ci faceva rabbrividire alla sola idea.

Le cose andarono avanti per un pò in questa maniera fino a quando non accadde qualcosa di diverso. Con il passare dei giorni ognuno dei componenti il gruppo era partito per le sue vacanze. Rimanevamo solo io e Luca, che saremmo andati in campeggio insieme con la sua famiglia.

Nonostante il numero ridotto era difficile rinunciare a qualche sborrata in gruppo e continuammo la tradizione anche noi due da soli.

Mancavano solo un paio di giorni alla partenza e quel pomeriggio Luca venne a casa mia, poichè i miei erano entrambi fuori per lavoro e mia sorella era in vacanza con il fidanzato. Si prevedeva un pomeriggio passato ai videogiochi con una piccola pausa masturbatoria poichè Luca aveva portato dei giornaletti porno nuovi di zecca.

Avevamo cominciato a sfogliarli e già eravamo con i cazzi in mano. Mi ero fissato sulla pagina dove una giovane pornostar, non so se sia mai diventata famosa, cavalcava rivolgendogli la schiena e tenendo le gambe spalancate verso di me. Lei era bellissima e quella posizione meritava di essere battezzata con un caldo schizzo quando fui interrotto nelle mie fantasie da una cosa che mi fece sobbalzare. Era Luca e aveva allungato la sua mano sul mio cazzo.

Mi sentii profondamente disgustato ma ero anche come immobilizzato. Sentivo la faccia bruciarmi dal calore e lo stomaco mi si fece un blocco solido e pesante. Volevo sottrarmi a quell’attenzione non richiesta ma mi accorsi di aver lasciato il mio cazzo e che quel “pilota automatico” non era così spiacevole. In preda ad un forte conflitto interiore, chiusi gli occhi e mi persi in quel movimento. Sentivo la mano di Luca che faceva su e giù, in maniera ritmica, con i tempi giusti.

Mi persi un pò nei miei pensieri, pensando che quella poteva essere la mano della giovane pornostar, e che avrei dato non so cosa per farmi segare da lei. La immaginavo mentre con una mano mi segava e con l’altra si toccava gemendo di piacere. Non ci volle molto e senti l’orgasmo montarmi da lontano. Mi chiesi se fosse il caso di fermarsi ma ormai la mia volontà era totalmente soggiogata al piacere che mi stava ribollendo feroce nel basso ventre, canalizzandosi verso il mio cazzo da cui proruppi in in getto copioso.

Se fossimo stati in gara avrei sicuramente vinto per lo schizzo più lungo e abbondante. Sembrava non sborrassi da anni, quando erano passate neanche 24 ore dall’intimità della mia cameretta dove aveva avuto luogo la mia ultima sega solitaria. Sborrai e sborrai, e poi mi afflosciai sulla sedia. Passato il momento di piacere mi assalì il panico. Come avevo potuto non ribellarmi a quanto successo? Cosa dovevo fare? Mentre me lo chiedevo sentivo Luca che, non essendo ancora venuto, si concentrava sul suo di cazzo, ora.

Aprii gli occhi ed effettivamente era così. La mano sinistra, quella che mi aveva masturbato, era ricoperta della mia sborra e la teneva sulla sua gamba. La destra viaggiava veloce sul suo cazzo. Lo guardavo e le domande continuavano ad affollarsi nella mia mente, fino a quando non lo vidi esplodere anche lui in un’abbondante sborrata. Devo essere sincero, probabilmente avrebbe vinto lui la gara di cui sopra. Anche lui si abbandono, esasusto e soddisfatto alla sedia su cui era seduto.

Senza dire niente, dopo un pò, andò a recuperare qualcosa per pulirci ed eliminare eventuali tracce lasciate in giro. Io ero ancora senza parole, interdetto e abbastanza disorientato. Luca invece era tornato ad essere normale; mi disse che doveva andare ma che ci saremmo rivisti il giorno dopo per organizzare le ultime cose prima della partenza. Mentre lui si richiudeva la porta di casa alle spalle, io ero ancora imbambolato, con il cazzo all’aria.

Mi diedi una scossa e recuperai il giornaletto che Luca mi aveva lasciato; lo nascosi in camera mia. Mi diedi una sistemata e decisi che era il caso di distrarsi con una partita ai videogiochi.

Il pensiero di quanto successo però mi tormentò fino a sera, quando decisi che forse era il caso di svuotarsi di nuovo le palle, per cui recuperai il giornaletto con la ragazza a cosce aperte e mi masturbai su di lei.

Tra tutti i pensieri che mi attanagliavano c’era anche quello relativo al fatto che avrei dovuto condividere la vacanza con Luca, stessa tendina in campeggio e la cosa mi inquietava non poco. Forse era il caso di inventarsi un malanno e lasciar perdere, forse no. L’accaduto era destabilizzante, a me piacevano le ragazze, e ormai sentivo che sarebbe stata questione di poco per avere finalmente la mia prima scopata con una di loro.

Quanto successo mi lasciava interdetto, quel tocco non mi era piaciuto, ma avevo lasciato che la cosa succedesse e avevo anche ricavato una decisamente appagante sborrata. Questo voleva dire forse essere omosessuale? Non capivo, ero troppo confuso e decisi di non decidere. Decisi di vedere cosa sarebbe successo.

Quel campeggio, lo posso dire a posteriori, fu un casino!.

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