Diario di un segaiolo – Un nuovo guardone!

Mario e Paola come da precedenti accordi,avevano il mio permesso di incontrarsi clandestinamente (senza farsi vedere dagli altri amici in comune) anche senza la mia compagnia.
Paola dopo aver testato la prima volta il pene di Mario ne fu talmente attratta da ripudiare completamente il mio.
Io d’altro canto non avevo più lo stimolo di scoparla nonostante lei fosse una bellissima ragazza. Ormai ero un cuckold segaiolo e non mi eccitavo più a farci del sesso insieme.

Dopo averli ammirati quella prima volta non cercavo altro dal nostro rapporto se non il guardarli nelle loro effusioni.
Anche il solo ricordare quella serata mi portava sistematicamente a masturbarmi 5-6 volte al giorno perdendo qualsiasi interesse nei confronti della mia ragazza.
Io e Paola ci frequentavamo sempre, sembravamo una normalissima coppietta che usciva insieme per negozi o a prendere il gelato ma nel momento di andare a letto chiamavamo Mario ed era lui a finire la serata in bellezza.

Capitò altre volte ,durante quel fine estate, di ospitare Mario esclusivamente per la monta di Paola.
Volevamo sfruttare le doti dello stallone ora che era in città; da li a qualche settimana ci avrebbe salutato per ripartite all’università. Ci aveva comunque proposto che,qualora capitasse l’occasione di non avere coinquilini di mezzo,ci avrebbe invitato volentieri nel suo appartamento, sopratutto Paola, per scoparsela alla grande.
Stare con Paola in quel periodo fu il massimo.

Vedevo che era felicissima; io l’accontentavo fuori dal letto,Mario facevo il resto dentro il letto. Di fatto aveva due uomini tutti per se.
Quel rapporto a 3 soddisfava pienamente tutti: Paola aveva un ragazzo fedele e un amante focoso che la soddisfava in pieno, Mario si scopava una ragazza senza impegno, io ammiravo e mi masturbavo provando orgasmi immensi.
Mario e Paola mi diedero il permesso di filmarli e fotografarli in modo che,qualora si vedessero senza la mia presenza,io comunque potessi avere video e foto su cui masturbarmi.

Diventarono rare le volte in cui mi fecero assistere; i loro incontri clandestini si moltiplicavano. Capitava spesso che se Mario o Paola avevano casa libera passavano intere giornate chiusi in casa a scopare.
A fine serata così ,tramite messaggio o telefonata chiedevo un resoconto dell’accaduto ad uno dei due chiedendo di entrare il più possibile nei dettagli.
L’affiatamento tra i due ormai era al massimo. Mario ormai puntualmente decideva di sborrarla addosso, quasi mai veniva dentro la fica di Paola.

Paola pareva gradire sempre di più quel trattamento corpo e viso.
Tutto ciò che io non mi ero mai permesso di fare era diventata una bellissima routine tra i due.
Mario aveva sempre schizzi poderosi e violenti, ricchi di seme. Paola le piaceva parecchio e spesso era lei a incoraggiarlo con frasi sconce che mai aveva provato a dire nei nostri rapporti:
“Mmm è bella calda!” disse a Mario dopo l’ennesima sborrata tra seno e viso
“Ti piace la sborra eh?” le chiese Mario soddisfatto
“Moltissimo!” rispose lei prontamente e sorridendo mentre lo sperma caldo del mio caro amico le colava sul collo finendo nelle lenzuola.

“Te lo farò bere la prossima volta!” ribatté Mario.
Non era facile per lui trovarne una che ingoiava ma Paola pareva avere una certa predisposizione.
In quelle settimane ne aveva fatto di lei un esperta pompinara e il sesso orale non mancava mai nei loro incontri.
L’aveva inondata di sperma in ogni parte del corpo: dal pancino piatto al culo,dalle tette al viso.
Paola in quel periodo perse qualche kg.

L’attività sessuale tra i due era attivissima.
Io ormai umiliato e degradato felicemente a guardone mi limitavo solo a chiedere il permesso per assistere ai loro spettacoli e spesso li invitavo a casa per godermi la scena in prima fila.
Capitava diverse volte che mi chiedessero il lubrificante che usavo io per le mie seghe.
Era eccitante vedere che il più delle volte era la mia Paola a chiedermelo per poter masturbare meglio Mario con le sue mani fatate.

Ogni tanto per farmi felice mi umiliavano; Mario soprattutto sembrava divertirsi ed eccitarsi mentre mi dava del segaiolo impotente. Io lo aiutavo auto-umiliandomi:
“Oh si,sono un segaiolo guardone… scopati la mia donna ti prego!”
Onestamente non so quanto invece quelle cose divertissero Paola che a volte pareva avere quasi dei rimorsi nel vedermi in quello stato ,relegato in una poltroncina a masturbarmi in solitaria.
Le bastava poco per farsi passare il rimorso; riguardava Mario nudo su di lei e col suo pistolone a tiro e io venivo quasi cancellato in automatico.

A volte era stupendamente assatanata a letto ed era lei a prendere il controllo su Mario.
Capitava quando i due non si vedevano da un paio di giorni. Non vedeva l’ora di spogliarlo tutto e prendere in mano e in bocca la mercanzia dello stallone.
Capitò una volta che aspettammo Mario a casa mia.
Lei era talmente arrapata che appena il mio amico varcò l’uscio lo prese per mano e lo portò dritto in camera da letto.

“Abbiamo voglia eh!”disse lui divertito.
“Non sai quanta!” rispose lei con un sorriso.
La timida ragazza che avevo conosciuto io era ormai morta e sepolta. La nuova intraprendente Paola era diventata sicura, ancor più femmina e vogliosa di sesso.
In un battibaleno lo aveva buttato al centro del lettone matrimoniale senza più vestiti addosso.
Lei si tolse tutto impiegandoci ancora meno tempo. A quel punto anche io mi accomodai sulla poltroncina per gustarmi lo show.

Lui era seduto in mezzo al letto,schiena poggiata sul montante del letto, gambe divaricate mentre Paola ci dava dentro con succosi pompini palpando con gusto il grosso scroto dello stallone.
Era talmente arrapata che Mario non le resistette per molto; quel trattamento pompino palpata di palle fu un mix micidiale anche per lui:
“Cazzo sto per sborrare, bevilo tutto!” disse ansimando a Paola.
Le prese la testa e la tenne ferma sul suo cazzone mentre lui cominciò a scoparle la bocca fino a raggiungere un potentissimo orgasmo.

Gli schizzi potenti dentro la gola della mia morosa la portarono ad avere alcuni conati di vomito e diverso sperma colò dalla sua bocca.
Fu una delle prime volte che ricevette sperma in bocca.
Non la primissima però, quella me la raccontò al telefono.
Capitò in una sera dove lei prese la macchina e i due si appartarono lontani da occhi indiscreti.
Era un pomeriggio caldo e salirono sulle colline sopra la città,in una piazzola usata spesso dalle coppiette per divertirsi.

Lui stava nel sedile passeggero,lei alla guida.
Non ci misero molto a rimanere completamente nudi e reclinare i due sedili. Cominciarono i preliminari masturbandosi a vicenda e baciandosi focosamente.
Come ormai d’abitudine lei cominciò a prenderglielo in bocca leccandolo e succhiandolo con passione. Poi Mario si scostò dal suo posto passeggero in modo da farci mettere Paola.
Dopo averle lubrificato la vagina la penetrò a missionaria. Non avevano molto spazio nella piccola utilitaria per cui diverse posizioni per loro furono impraticabili.

La missionaria era la più comoda. Mentre Mario la stantuffava lei gli toccava i grossi coglioni gonfi e lo incitava.
“Sii scopami tutta!” quasi urlava al mio caro amico.
Arrivato al momento dell’orgasmo lui le salì a cavalcioni e si fece masturbare.
“Tieni la bocca aperta!” suggerì a Paola
Lo masturbò con la sua notoria abilità e lui giunse all’orgasmo spruzzando il suo seme su viso e seno. Alcuni di quegli schizzi caldi finirono in gola a Paola e fu per lei la prima volta che assaggiò dello sperma vero e proprio.

In realtà un po’ del sapore lo aveva già conosciuto a furia di fare pompini ingoiando diverse volte il pre-sperma.
“E’ salato” disse sorridendo mentre ingoiava lo sperma di Mario.
Era proprio diventata una maialina provocante e di tutto questo se ne approfittava il mio caro amico.
La piazzola divenne il loro nido d’amore e spesso o con la macchina di lei e di lui,finivano per appartarsi anche 2-3 volte al giorno.

Coprivano finestrini e parabrezza con gli indumenti tolti ma un curiosone li avrebbe potuti spiare tranquillamente.
In città di guardoni se ne sentiva spesso parlare ma nessuno ne conosceva l’identità. Sta di fatto che diverse volte Mario e Paola si accorsero della presenza di un terzo incomodo che li ammirava durante le loro effusioni in macchina.
Lo presero in simpatia perché inizialmente il ragazzo spione era molto indiscreto e per nulla invadente.

Le prime volte li guardava a debita distanza. Era una presenza costante soprattutto nei pomeriggi soleggiati dove evidentemente riusciva a gustarsi meglio le scene di sesso.
Mi intrigava sapere che la mia donna e il mio amico venivano guardati da un altro.
Nelle prime volte in cui si accorsero della sua presenza finsero di non averlo visto e continuarono a scopare magari spostandosi per offrirgli una visuale migliore. Si divertivano a farsi guardare.

Lo spione d’altro canto prese più confidenza e ogni volta che i due si appartavano pareva avvicinarsi sempre di più alla macchina.
Si nascondeva timidamente tra i cespugli a bordo della piazzola in terra battuta e cominciava a menarselo. Era un giovincello un po’ bruttino, più piccolo di noi di almeno 3 anni.
Mario decise di rompere il ghiaccio armandosi di parecchia faccia tosta:
“Sappiamo che sei li dietro amico,ti piace guardare eh?” disse un pomeriggio sporgendosi fuori dal finestrino.

Lo spione rimase in silenzio probabilmente imbarazzatissimo. Mario cercò allora di metterlo a suo agio:
“Stai tranquillo, puoi guardare, basta che non tocchi nulla!”
Da dietro i cespugli arrivò la sua timida risposta
“Grazie, è bello vedervi fare l’amore e la tua ragazza è bellissima!”
Mario e Paola risero divertiti.
Tra i tre nacque una sorta di amicizia al punto che arrivarono persino a prendere accordi e spesso era lo spione a suggerire le posizioni da fare.

Loro cominciarono a parcheggiare la macchina in modo da avere il fianco destro della vettura quasi a contatto con la siepe dei cespugli dove stava lo spione. Riparavano il fianco rivolto verso lo sterrato con parasole e vestiti nascondendo quel lato da occhi indiscreti ma lasciavano praticamente libero l’altro lato in modo che il guardone potesse vedere tutto. Abbassavo del tutto i finestrini così poteva vedere tutto senza problemi di riflessi.
Il guardone poteva dunque ammirare tutte le scene, da quando Paola e Mario si spogliavano fino alle sborrate finali del mio amico sulla mia dolce metà.

Si lasciava spesso andare a complimenti su Paola “Mamma mia che bei fianchi che hai, meravigliosa!” oppure “Hai un seno bellissimo!”.
Lei ringraziava senza problemi e ritornava a concentrarsi su Mario.
Lui si coricava sul sedile passeggero e si godeva i pompini della mia ragazza:
“E’ brava vero?” chiese il guardone
“Bravissima amico!” rispose Mario mentre Paola gli ciucciava il pisello
Capitava anche si sfregasse il grosso cazzo tra i seni sodi simulando quasi una sega spagnola che per evidente mancanza di seno non poteva fare al massimo.

“Sei fortunato ad avere una donna così, d’altronde con quel pisellone te la meriti tutta!” gli disse una volta il guardone.
La storia del loro amico guardone me la tennero nascosta le prime volte ma poi mi confidarono la cosa,un po’ intimoriti perché temevano non la prendessi bene.
Io invece ne fui intrigato a tal punto che volevo organizzassero un incontro.
Lo scopo dell’incontro sarebbe stato appartarmi col giovane guardone e ammirare Mario e Paola in compagnia di un altro segaiolo.

Fu così che iniziai per la prima volta le seghe in compagnia, un nuovo capitolo umiliante della mia vita da segaiolo incallito.

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