Archivio mensile:Settembre 2016

Le mie storie (41) (terza parte)

…. La mattina presto, verso le nove (non sono certa dell’orario ma facciamo finta che sia così) la mia amica mi svegliò dicendomi che Robert avrebbe voluto portarla un paio di giorni in giro per Cuba da soli. Io rimasi un po’ interdetta, ma allo stesso tempo la cosa non mi dispiacque anche perché finalmente avrei potuto fare ciò che volevo. Mentre lei si fece una veloce borsetta, allo stesso tempo mi mostrò una serie di capi intimi che avrei potuto eventualmente usare in sua assenza.

Al momento mi venne soltanto da ridere, poiché non erano cose che mettevo generalmente è che avrei mai pensato di mettere. Poi una volta salutatala, dopo averle fatta le dovute raccomandazioni, tornai a dormire.
Qualche ora dopo naturalmente dopo aver fatto colazione, mi incontrai con ogni mattina con il nostro autista. Gli dissi che non sarei andata al mare e che al contrario avrei voluto fare un bel giro per la città, vivere un po’ i quartieri cubani, insomma fare la turista ma da dentro.

Lui fu molto gentile, ed anche contento di questa mia scelta. Mi portò nei mercati che frequentava lui e la sua famiglia, andammo in un paio di musei sconosciuti ai più poi mi chiese se volevo andare a casa sua per conoscere sua moglie ed i suoi figli. Naturalmente accettai di buon grado. La casa era umile ma molto ben tenuta con tante foto soprattutto dei figli e dei suoi due nipotini. Insomma passai tutto il pomeriggio a casa loro e rimanere a cena fu una cosa quasi scontata.

Naturalmente però chiesi ed ottenni di tornare in albergo per cambiarmi, farmi una doccia e comprare qualcosa da portare alla moglie. Convinta che non sarebbe successo niente, quasi per scherzo dopo aver fatto la doccia, tirai fuori dalla valigia di Renata un suo body di pizzo. Sinceramente non ricordo se mi avessi mai indossato uno prima, sicuramente non risiedano nel mio cassetto, ma tutto sommato non mi andava male, di sedere era perfetto (siamo entrambe culona), il seno me lo schiacciava un po’ facendolo apparire se possibile ancor più grosso.

Ma dopo aver messo una camicetta ed una gonna di tela, i miei seni erano al sicuro. L’unico fastidio era la parte posteriore del body che finiva la sua corsa tra le mie chiappe. Puntuale scesi ed andammo a casa sua. Non mi ero resa conto però che era stata organizzata una cena importante tutto per la sottoscritta, dove oltre la moglie e i figli ed i nipoti, arrivarono anche un’altra decina di parenti (credo fossero cugini).

Tra questi c’era xavier, che avrà avuto trentacinque anni, e con il quale subito si è creato un feeling. Abbiamo parlato di politica e di altre cose che vi risparmio. Poi verso le undici questo mio nuovo amico si è offerto di accompagnarmi in albergo ma prima mi ha proposto di andare in un locale. Naturalmente non me lo sono fatta dire due volte e siamo andati in un posto (non ricordo come si chiamasse) dove ballavano tutti una vera e propria meraviglia.

La si è aggiunto anche un suo amico Alfredo ed insieme ci siamo seduti a bere l’ennesimo moito. Un po’ felice per la bella giornata passata, un poco eccitata per l’alcol ed il locale molto coinvolgente, quando mi hanno accompagnata in albergo, li ho invitati a salire in camera, con la scusa (io lo sapevo benissimo) che dovevano farmi vedere un posto dove andare al mare il giorno dopo sulla cartina.
Mi sono seduta sul letto mio, xavier si è messo mio fianco mentre il suo amico era in piedi in faccia a me.

Ho aperto la cartina e dopo avermi mostrato questa nuova spiaggia, mi appoggiato una mano sulla coscia. In quell’istante, davanti a quel gesto apparentemente innocuo, ho avuto la netta percezione di ciò che sarebbe successo di li a qualche minuto e per un attimo, dopo i soliti battiti del cuore accelerati, mi sono sentita femmina e Troia allo stesso tempo. L’ho guardato in faccia e ci siamo baciati, l’amico inizialmente ci guardava. Poi xaver ha cominciato a sbottonarmi la camicetta mettendomi schiena sul letto, io ho lasciato fare e mentre lui baciandomi mi spogliava, ad un certo punto ho sentito due mani che mi allargavano le gambe e poco dopo la faccia del suo amico Alfredo che si insinuava tra le mie cosce.

Dopo credo più di vent’anni avevo di nuovo due uomini sopra di me e la cosa non mi dispiaceva affatto anzi. Uno mi baciava le labbra, l’altro dopo avermi sganciato il bottoncino del body, ha cominciato a leccarmi la micia. Dopo un po’ xavier si è abbassato la tuta ed ha tirato fuori il suo uccello già in erezione. L’ho guardato un attimo e l’ho preso in bocca. Intanto ero rimasta completamente nuda mentre succhiavo e mentre lo facevo ansimavo sotto i colpi della lingua di Alfredo.

Poi sono venuta ed ho sentito la sua lingua bagnarsi più che mai. Dopodiché si è alzato ed è venuto a fianco al mio letto anche lui con il membro bello duro. Ho cominciato a fare un po’ per uno in bocca, ero completamente eccitata, mi sentivo una ragazzina non nello stesso tempo avevo bene in mente ciò che stavo facendo, e ciò che avrei voluto fare. Certe volte avere quarant’anni aiuta anche in questi momenti.

Con le mani facevo si che nessuno dei due smettesse di essere eccitato. State pensando bene, sembravo proprio una pornostar. Ogni tanto mi guardavo allo specchio che era di fronte al letto ed avevo un misto di sensazioni, un poco finalmente riuscivo a vedermi donna, dall’altra parte c’era quella parte di me che si chiedeva come stessi riuscendo a farlo. Poi ho perso di vista letteralmente i due, chi e cosa facessimo anche perché era quasi del tutto buio (era accesa solo una lampada).

Mentre continuavo il mio pompino, credo che Alfredo si sia spostato, l’ho sentito aprire il preservativo e poco dopo alzarmi le cosce e mettermelo dentro. Stavo scovando con due bellissimi ragazzi e mi sentivo dannatamente bene. Dopo aver avuto un altro orgasmo, sentii venirmi sulla parte alta del pube mentre quasi contemporaneamente l’altro mi venne sul seno. Ero davvero stremata mentre loro sparirono entrambi nel bagno. Mi guardai inevitabilmente allo specchio e non sapevo se vergognarmi o essere tanto fiera di me che a quarant’anni (di lì a qualche giorno ne avrei fatto quarantuno) ero ancora così attiva.

Dopo una decina di minuti uscirono entrambi avvolti dalle asciugamani, mentre io ero seduta in mezzo al letto ancora tutta nuda. Mentre Alfredo si vestiva, l’altro venne da me e mi sussurrò nell’orecchio qual cosa che io interpretai come una richiesta di soldi per la benzina. Chiaramente avevo capito la cosa, ma in quel momento non ebbi nessun senso di colpa né di imbarazzo. Gli diedi venti euro (se non ricordo male), loro mi salutarono dandomi appuntamento la mattina dopo.

Così fu, lo zio non si presentò e venne direttamente a prendermi xavier fuori all’albergo; intanto mi ero messaggiata con la mia amica Renata dicendo che era tutto a posto (non raccontandole niente però) così come per lei. Prima di andare al mare andammo in un mercatino dove comprai gli immancabili souvenir da riportare a Napoli. Poi incontrammo Alfredo e dopo una mezz’oretta di macchina, arrivammo in un posto completamente diverso da quello dove ero stata i giorni prima con la mia amica.

All’apparenza era una strada normale dalla quale si vedeva il mare piuttosto vicino, poi dopo aver parcheggiato vicino ad altre tre macchine (non di più) prendemmo un sentiero tra i cespugli e dopo qualche minuto di cammino ci ritrovammo letteralmente in paradiso. Mai visto niente del genere in vita mia, era una caletta non più lunga di una ventina di metri con una spiaggia più bianca di quella dove ero stata, degli scogli sui lati e non più di tre ombrelloni distanti abbastanza l’ uno dall’altro.

Seduta sotto uno di questi ombrelloni c’era una signora più vecchia di me sulla cinquantina che evidentemente era anche lei “accoppiata” e mi salutò con un gesto della mano ed un sorriso. Io avevo messo uno dei miei soliti costumi coprenti, ma non so perché con naturalezza mi tolsi subito il reggiseno insieme al vestito. In genere non prendo mai il sole in topless, una vergogna matta, ma in quel momento ebbi la sensazione di vivere in un altro mondo, non so come spiegarvelo.

Andammo in acqua tutti e tre naturalmente cominciammo a giocare, a parlare insomma tutto in maniera tranquilla. Poi i due si coalizzarono contro la sottoscritta e mi tolsero il pezzo di sotto cominciando a tirarselo l’un l’altro con la stupida che stava in mezzo. Per la verità in tutto quel caos non mi rendevo conto di essere completamente nuda dentro al mare, ma ormai mi sentivo un’altra. Ad un certo punto anche Alfredo si tolse il costume un po’ per solidarietà, un poco (lo avrei capito dopo qualche istante) per mostrare il ben di Dio di cui la natura lo aveva fornito.

Infatti la sera prima un poco il buio un poco l’eccitazione, non mi ero resa conto bene di quanto grosso fosse il suo uccello. Così una volta rimasto anche lui senza nulla, dopo poco tra un saltello ed un altro, vedi uscire dall’acqua questo serpente tutto nero. Lui si mise a ridere io avevo gli occhi spalancati, poi venne addosso mi abbracciò e me lo strofinò su tutto il corpo. Intanto xavier era salito sulla spiaggia ad asciugarsi, credo dopo aver ricevuto un segnale dall’amico.

Rimasti nell’acqua tutti e due, si avvicinò con fare molto minaccioso, ma io mi resi conto che nell’acqua erano entrate anche quella signora che mi aveva salutato insieme al suo amico. Indossai così il pezzo di sotto che intanto mi era stato restituito e continuai a giocare con il mio amico, fino a quando dopo avermi stuzzicata più di una volta, glielo presi in mano e cominciai a masturbarlo sott’acqua fino a farlo venire.

Poi saliti di nuovo in spiaggia cominciammo a mangiare ed offrimmo quello che avevamo portato anche ai nostri vicini che erano lui naturalmente cubano e lei tedesca. Mi raccontò che non era la prima volta a Cuba, ed il suo compagno era sempre lo stesso quando sbarcava sull’isola. Invece le raccontai che stavo con un’amica eccetera. Il pomeriggio lo passammo in spiaggia ed io mi feci fare un bel massaggio; dopo di che organizzammo la serata sempre in un locale di loro conoscenza.

Mi lasciarono in albergo per venirmi a prendere dopo un paio d’ore. Io allora decisi di attingere alla valigia di Renata tanto ormai avevo fatto trenta poteva fare anche trentuno. Misi un suo vestitino molto leggero e trasparente con sotto un suo completino intimo di pizzo bianco che essendo perizoma, come sempre mi spariva dietro il culo, mentre sopra avendo lei una taglia abbondante meno di me, mi faceva le tette ancora più grandi di quanto le avessi.

Effettivamente guardandomi allo specchio, sembravo proprio un “troione”, non preoccupatevi di pensarlo, certe cose le so vedere anche da me. Per fortuna che non mi truccai tanto anche perché non so farlo.
Vi risparmio la cena ed il dopo cena ballerino, tornati in albergo ricominciammo da dove avevamo finito la sera prima. In breve rimasi soltanto in perizoma mentre questa volta non eravamo proprio al buio, così vidi due ragazzi improvvisare piccolo spogliarello per la sottoscritta.

Prima uno, poi l’altro rimasero solo con il boxer mettendo per l’ennesima volta in mostra quel fisico che già avevo ammirato più e più volte la mattina. Cominciai a baciarli alternativamente, poi mentre loro esploravano il mio corpo minuziosamente, io misi le mie mani nei loro slip e cominciai a giocare con i loro uccelli. Anche l’altro non era messo male, ma Alfredo aveva un vero e proprio totem di ebano. Mi piegai su di lui per assaggiarlo con le labbra e la bocca e quasi contemporaneamente sentii le mani di xavier che mi sfilavano la mutanda per cui appoggiarmi le sue dita all’ingresso della micia e del buco del culo.

Stavo di nuovo scopando con due uomini contemporaneamente, la cosa mi sembrava più naturale che mai, avevo un uccello in bocca e l’altro che si strusciava tra le mie natiche grosse. Godevo tanto, come non mi succedeva da una vita e chiaramente mi sentivo bene troppo bene. Mentre succhiav1do quell’enorme uccello, ebbi un’improvvisa sensazione di freddo scivolarmi tra le chiappe… era la mia crema per il corpo che stava scorrendo verso il buchetto del sedere.

Fermai un attimo il movimento della mia bocca che si stava gustando quella pompa come non mai, il tempo di sentire le dita spalmare la crema dove non batte il sole, e lentamente me lo ritrovai nel sedere. Intanto mentre ero felicemente inculata, terminai la mia opera con le mani compiacendomi per l’esplosione del Vesuvio nero. Alfredo a modi pennello giocò un poco con la mia faccia e poi scomparve nel bagno. Intanto dopo qualche minuto, l’altro uccello lasciò il mio sedere per venirmi sulla schiena.

Se vi state chiedendo come mai tanta dovizia di particolari, vi rispondo che oltre ad aver vissuto quella serata più volte anche una volta tornata in Italia (solo con il pensiero), questo pezzo che state leggendo lo sto scrivendo da alcuni giorni.
Ma la serata non era finita… ero stanca ma, sarà stata l’aria di Cuba, sarà stato il fatto che mi sentivo particolarmente libera, insomma ero eccitata da morire. I 2 ragazzi uscirono a distanza di qualche minuto l’1 dall’altro con gli asciugamani intorno alla vita.

Io invece ero comodamente stessa sul letto tutta nuda a leggere 1 rivista. Cominciammo a parlare 1 poco, soprattutto del fatto che il giorno dopo Renata sarebbe tornata, ed io non sapevo cosa fare, se farglieli conoscere oppure no, anche perché non sapevo come sarebbe tornata con Robert. Dopo 1 decina di minuti di chiacchiere, Alfredo si sedette a fianco a me e cominciò con 1 sacco di complimenti, dicendo che ero stata sicuramente la donna occidentale più interessante che avesse conosciuto.

Intanto con la mano mi accarezzò il ginocchio che io avevo piegato. Ridendo gli risposi che probabilmente diceva tutte le donne la stessa cosa, invece lui anche incalzato dall’amico sostenne che la cosa fosse vera. Quasi quasi cominciavo a crederci soprattutto quando la sua mano cominciò a scendere lungo l’interno coscia fino ad arrivare sulla micia che, detto tra noi, era ancora bagnata. Mise 1 dito dentro ed incominciò a massaggiarla, io lasciai la rivista, chiusi gli occhi e cominciai ad eccitarmi sotto i suoi movimenti.

Poco dopo sentii le mani di Xavier prendermi i seni e subito dopo la sua lingua salirmi sul collo fino a baciarmi. In breve eravamo di nuovo tutti e 3 sul mio letto. Sentivo i loro uccelli sul mio corpo che piano piano diventavano più duri. Li sentivo accarezzarmi sui fianchi, sulle cosce, non distinguevo chi di loro stesse facendo cosa, ero letteralmente in paradiso, con gli occhi chiusi ad ansimare sempre di più.

Mi fecero venire di nuovo, sentii dalle dita di Alfredo quanto avevo goduto, poi mentre assaporavo il frutto della mia micia, le mie cosce si allargarono per l’ennesima volta. Il mio bacino si sollevava sotto i colpi di quel membro nuovamente duro, intanto con la mano cominciai a masturbare l’ altro. Io ero loro, ma loro erano miei, e per la sottoscritta quel triangolo era dannatamente perfetto. Il sesso d’altra parte mi è sempre piaciuto tanto sin da piccola.

Ci muovevamo contemporaneamente, mi misi a pecorina sentendo oltre l’uccello nella fica anche 2 mani che massaggiavano forti il mio grosso sedere. Poi successe quello che non mi era mai successo, neanche in passato, neanche le altre volte che da ragazza (ventenne) mi era capitato di farlo in 3.
Li stavo prendendo in bocca quasi contemporaneamente tutti e 2, le loro cappelle giocavano con il mio viso e le mie labbra. io in maniera assolutamente comunista, ne prendevo in bocca prima 1 dopo alcuni secondi l’altro.

Alfredo si spostò, si stese sul letto con il suo uccello enorme diritto come 1 asta, io mi alzai sulle ginocchia fino ad appoggiare la mia micia sulla sua cappella e poco dopo lasciarla entrare fino in fondo. Su e giù, mi muovevo in maniera ritmica per sentirmi sempre più bagnata da quella lunga penetrazione. Poi in maniera del tutto inaspettata, Xavier con 1 mano dietro la schiena mi piegò in avanti fino a farmi penzolare i capezzoli sul petto dell’amico.

Sentii prima il suo dito bagnato giocare con il buco del mio sedere per qualche secondo, poi dopo avermi bene stretta sui fianchi con 1 colpo deciso me lo mise dietro. Solo dopo qualche secondo realizzai che mi stavano penetrando contemporaneamente tutti e 2. All’inizio non sapevo come muovermi per assecondarli, tanto che mi scappò anche 1 risata. Poi piano piano i movimenti diventarono sempre più coordinati fino ad essere perfetti, a farmi urlare di piacere.

È stato l’orgasmo più incredibile della mia vita, non vi nascondo che spesso di notte ci penso e ci ripenso. I loro uccelli dopo avermi penetrata per alcuni minuti uscirono da dentro per venirmi sul corpo per poi farmi leccare la loro cappelle bagnate. Ero sfinita, appagata ma sfinita. Guardai l’orologio che segnava le tre zero sette di notte. Mi alzai per andare in bagno a farmi una doccia e fare pipì. Mentre l’acqua mi scivolava addosso calda e rilassante, vidi aprirsi la porta ed entrare xavier.

Avevo la micia letteralmente in fiamme, cercavo di portarle ben essere bagnandola con l’acqua, non volevo darla a vedere al mio amico che intanto gentilmente cominciò a strofinarmi la schiena con la spugna. Le sue mani naturalmente scorrevano sul mio corpo indugiando soprattutto sui miei seni, strizzandoli e giocando con i capezzoli. Quando cercava di mettere la mano tra le cosce, gentilmente gliela toglievo portandola di nuovo sopra sulle tettone. Il problema si pose quando le mie chiappe sentirono lentamente il suo uccello che si induriva per l’ennesima volta.

Più si strusciava, più sentivo alzarsi dietro di me il suo arnese. Allora mi inginocchiai con l’acqua che continuava a scendere e gli feci un’altra pompa. Era insaziabile, anche dopo essere venuto mi disse che aveva ancora voglia di me. Intanto indossai l’ accappatoio e tornai in stanza. Alfredo dormiva beatamente tutto nudo con l’uccello al vento sul letto di Renata. Io mi stesi sul mio letto ed a bassa voce dissi all’altro che di li a poco sarebbero dovuti andare via per non farsi trovare il mattino dopo.

Lui sorrise e prese posto sulla poltrona di fronte a me. Mi chiese se mi era piaciuta la serata, gli risposi che ero stata benissimo, ma che era un poco stanca. Mi disse che le donne italiane non si stancano mai, io non so a chi si riferisse ma non era il mio caso. Eppure dopo tutto quel sesso, una parte di me che evidentemente non voleva arrendersi all’età, ne voleva ancora forse consapevole che non si sarebbe ripetuto più tornata a Napoli.

Dissi che avevo bisogno di riposo, che la mia “amica” era in fiamme; lui ridendo rispose che avrebbe potuto spegnermele con il suo “estintore”. Mi venne vicino dicendo di stare tranquilla che non avrebbe fatto niente, ed in effetti mi cominciò a massaggiare le spalle con le sue mani forti. Mi girai sul fianco, dopo aver spostato i capelli lo lasciai fare e mentre sapientemente mi portava un altro tipo di benessere, mi confessò che oltre alla laurea in biologia era anche fisioter****ta.

Stavo quasi prendendo sonno dal relax quando Alfredo si svegliò ed accese il televisore. Niente da fare, tra un’imprecazione scherzosa ed un sorriso, ero di nuovo sveglia ed anche loro lo erano. Cominciammo a vedere un film che erano circa le quattro di notte; Xavier era accanto a me steso e mentre guardavamo mi faceva i cosiddetti grattini sulla parte alta della coscia fino ad arrivare a giocare con il ciuffo di peli che sovrastava la mia fica.

Non ricordo che il film fosse, ma si sparava ed uccideva come non mai. Ai titoli di coda gli chiesi se non fosse il momento di salutarci, ma entrambi mi dissero di no. Uno di loro mi disse dopo essersi messo di fronte a me completamente nudo “dicci di andare via e noi lo facciamo, ma lo vedo in faccia che hai ancora voglia”. Ero molto stanca, non sto scherzando, purtroppo però se c’è una cosa che non so fare è mentire.

Ancora non so da dove venisse la voglia, ma ero nuovamente eccitata. Cercai di contrastare con la ragione quell’ennesima tentazione, ma fu inutile. Alfredo si infilò anch’egli sotto il lenzuolo del mio letto e la sua mano cominciò a scivolare sul mio corpo. Entrambe si trovarono con le mani sulla mia micia, poi uno cominciò ad accarezzarla da fuori giocandoci un poco, mentre l’altro si infilò con la testa sotto il lenzuolo per baciarmi i seni.

Nonostante mi facesse un po’ male, lo presi dentro di nuovo fino a godere ancora. Poi uno dopo l’altro li feci venire con la bocca e con le mani. Dopo di che gli dissi anzi li pregai di andare via perché non volevo problemi con l’albergo…
di lì a poco sarebbe venuta Renata. (Continua…).

Nicola – Capitolo uno

Capitolo uno

Nicola era il ragazzo più carino su cui avessi mai posato gli occhi. Aveva scintillanti occhi grigio-verdi, capelli biondo scuro che gli solleticavano la nuca e si arricciavano giù sulle sopracciglia. Aveva un sorriso che faceva fondere il cuore. Era uno degli otto ragazzi affidati a me per le due settimane al campo estivo ed era anche il più quieto e timido. Mentre gli altri ragazzi giocavano giochi rudi, Nic stava seduto a gridare incoraggiamenti e ridere rumorosamente mentre gli altri si battevano, ma rifiutando sempre gli inviti ad unirsi a loro.

Comunque era piuttosto intelligente e creativo e gli piacevano i giochi meno attivi che proponevo. Era anche molto gentile contrariamente alla mia idea che tutti i ragazzi sono poco più che marmocchi viziati. Ed il fatto che sembrava avere simpatia per me non peggiorava certamente le cose.

Il problema era che anche se avevo l’idea di essere come un fratello maggiore per Nic, cominciavo anche ad avere pensieri che probabilmente non erano adatti ad un monitore.

Avevo 18 anni e forse inconsapevolmente gay, non ero mai stato interessato ai ragazzi, anche perché mi dicevo che non era possibile lavorarci in un campo estivo, ma c’era qualche cosa in Nic che mi avrebbe coinvolto prima o poi. E più lo guardavo, lo pensavo e lo desideravo, più mi impaurivo: voglio dire che se qualcuno avesse scoperto che ero attirato da un ragazzo, probabilmente sarei finito in prigione per il resto della mia vita.

Quindi potete comprendere come mi sentivo nei suoi confronti e mi trovai ad agire con lui in maniera differente che con gli altri: non mettendo un braccio intorno alle sue spalle quando andavamo alla colazione la mattina, o dandogli un pugno allegro quando diceva qualche cosa di sciocco. Continuavo a pensare al dilemma orribile che stavo affrontando: cedere ai miei desideri e correre il rischio di distruggere il resto della mia vita o tentare di mettere della distanza tra me e quel ragazzo che ammiravo sempre più e che gradualmente mi stava conquistando il cuore.

Le cose raggiunsero l’apice improvvisamente nel primo pomeriggio di venerdì. Si stava avvicinando l’ora di libertà per i ragazzi ed io ero seduto ai piedi della grande quercia vicino al lago dove facevamo canoa ed avevo finito con i ragazzi del mio gruppo. Avevo della roba da mettere nella mia cabina prima che cominciasse l’ora seguente, così mi alzai, mi stirai e poi mi diressi verso la cabina. Quando arrivai lanciai il mio blocco per appunti sul letto avendo un’urgente necessità di pisciare.

Lasciai la cabina ed andai verso i bagni, abbassai la zip della patta, intanto non c’era nessuno intorno. Spinsi la porta aprendola e sentii un botto come se rimbalzasse contro il muro, gettai uno sguardo nel locale e i miei occhi videro una forma nell’angolo. Era un ragazzo. Un ragazzo nudo. Nicola.
Dovetti averlo spaventato molto perché per molti secondi rimase fermo, fissandomi con la bocca aperta ed un’espressione di orrore puro e semplice sul viso.

Da parte mia io ero spaventato nel vederlo nudo come lui lo era di vedermi. Evidentemente era entrato dopo aver nuotato in piscina pensando di togliersi il costume da bagno e mettersi i vestiti prima che gli altri ragazzi ritornassero, evitando l’imbarazzo di doversi spogliare di fronte a loro. Chiaramente l’avevo sorpreso nel momento in cui si era tolto gli Speedo e stava tirandosi su le sue brillanti mutande blu.
Quando il mio shock cominciò ad affievolirsi e cominciai a vedere le implicazioni di quello che stavo vedendo, mi sentii praticamente come se il cuore mi uscisse dal petto ed il mio pene immediatamente divenne duro come pietra, i miei occhi scesero al centro della sua fanciullezza.

Era la prima volta in vita mia che vedevo un altro pene ed i miei occhi ci si incollarono sopra. Era corto e tozzo, circonciso e pendente pigramente sui due testicoli nel suo scroto stretto. Alcuni peli pubici biondo scuro, corti e ricci erano annidati intorno alla base del suo pene, ma l’asta sembrava completamente liscia come lo scroto. Compresi anche che la pelle più chiara era quella che era stata sempre nascosta dietro agli Speedo, a confronto del resto del corpo abbronzato.

Era una vista che affascinava e che ricorderò finché vivo.
Nicola si riprese e tentò rapidamente di girarsi per nascondermi le sue parti private. Ma mentre si stava tirando su le mutande, con una gamba piegata ed un piede in aria, mentre cercava di appoggiare il piede, perse l’equilibrio. Emise un breve grido mentre crollava indietro sul pavimento, tolse le mani della mutande in un tentativo disperato di attutire la caduta. La mutande finirono alle caviglie e lui colpì il pavimento freddo del bagno con un tonfo, contemporaneamente un flebile lamento sfuggì dalle sue labbra.

Dimenticando immediatamente le necessità della mia vescica e l’estasi pura e semplice che mi aveva investito, mi affrettai verso Nicola e mi lasciai cadere accanto a lui.
“Tutto ok, ragazzo?” Gli chiesi ansiosamente mentre lo guardavo per verificare che non avesse danni. Aveva gli occhi chiusi, senza dubbio stava aspettando che il dolore diminuisse. Mi aspettavo che scoppiasse in lacrime conoscendo la sua timidezza e sensibilità, ma non lo fece. Invece si sforzò di aprire gli occhi e disse piano: “Sì, tutto ok.

” Guardò me, poi abbassò lo sguardo sul suo corpo ed immediatamente le sue guance diventarono rosse ricordandomi che era nudo davanti a me. Abbassò le mani a coprirsi i genitali, anche se era troppo tardi.
Io tornai a guardare il suo inguine mentre ancora una volta eccitazione e trepidazione cominciavano a prendermi. Quasi senza pensarci gli afferrai il polso e glielo tirai delicatamente via dall’inguine.
“Ehi, Nic. ” Dissi con calma: “Non devi essere imbarazzato, sai.

Tutti i ragazzi ne hanno uno. ” Lui tornò a guardarmi, l’espressione imbarazzata sul suo viso gradualmente passò alla curiosità.
“Sì, lo so. ” Disse esitante.
“Ehi, ti sentiresti meglio se ti facessi vedere il mio?” Dissi in un soffio senza rendermi completamente conto delle implicazioni di quello che avevo detto, finché non l’ebbi detto e comprendendo solamente poi che avevo raggiunto un punto di non ritorno. La vista di Nicola nudo era stato un incidente, ma ora stavo offrendo intenzionalmente di mostrarmi a lui.

Cominciai improvvisamente a sudare di paura. Se lui avesse deciso che stavo andando troppo oltre…
Ma no, lui non disse niente e si limitò a guardarmi con curiosità negli occhi prima di abbassarli alla mia patta aperta.
Mi ci volle qualche secondo prima di comprendere che non era scappato, non aveva gridato ed aveva accettato la mia offerta. Quindi con mani tremanti e con difficoltà dato che ero ancora seduto, tirai il mio pene completamente eretto attraverso la patta.

Vidi divertito come i suoi occhi si allargarono alla vista della mia l’erezione di 16 centimetri.
“Wow!” E batté per un attimo le ciglia, guardandomi, come se volesse sincerarsi di quello che vedeva. “Posso toccarlo?” Chiese. Io accennai col capo, lui protese una mano e cautamente chiuse le dita intorno alla mia asta pulsante. Era la prima volta qualcun altro toccava il mio pene, era una cosa strana e piacevole allo stesso tempo.

“Wow!” Disse di nuovo mentre faceva scivolare la mano su e giù esitante sulla mia asta. “È così duro!”
Il suo commento mi fece gettare uno sguardo al suo pene e fui sorpreso nel vedere che era completamente eretto. Il suo uccello era cresciuto a circa 10 centimetri e puntava rigidamente verso il suo mento. Sapendo che ero ‘fiorito’ solamente a 14 anni, non avevo pensato che a qualcuno potesse accadere prima, quindi fu una sorpresa piacevole vederlo eretto e, immaginai, pronto all’azione.

“È piuttosto duro. ” Gli dissi.
Lui si guardò i genitali, poi fece un piccolo sorriso imbarazzato e disse: “Sì, credo di sì. ” prima di riportare la sua attenzione al mio pene. Smise di far scivolare la mano su e giù e lo strinse delicatamente un paio di volte, facendomi gemere di piacere e facendo diventare il mio pene ancora più duro. Lui ne era completamente affascinato e lo stava fissando come fosse un oggetto completamente estraneo ed in qualche modo lo era.

Poi cominciò a strofinare delicatamente il pollice sulla testa sensibile e sulla fenditura, io sentii che le miei ginocchia cominciavano a cedere. Questo ragazzo, questo bel ragazzino con scintillanti occhi grigio-verdi e capelli biondi, dal corpo liscio e flessibile, quel ragazzo timido ma con personalità, quello su cui fantasticavo da giorni ma che non avevo mai immaginato seriamente che potesse fare qualche cosa come quello che stava facendo, mi stava facendo una sega! Stava facendo nientemeno che un miracolo sul mio cazzo! Io ero in paradiso ed avrei voluto che non finisse mai.

Mentre stavo godendo del piacere che il suo semplice ed inesperto tocco mi stava causando, decisi era giusto rendergli il favore. Quindi senza chiedere il suo permesso, senza dire niente, portai una mano al suo inguine, l’area che lui aveva cercato così disperatamente di nascondermi solo pochi minuti prima, e chiusi la mano intorno al suo piccolo, rigido pene. Tutto il suo corpo si scosse a quell’intrusione intima, ma rimase silenzioso e non fece niente per fermarmi.

Come lui aveva fatto a me, carezzai lentamente la sua asta ed un basso lamento sfuggì dalle sue labbra. Poi io lo strinsi delicatamente alcune volte, facendolo tremare. Mi piaceva il suo pene morbido e liscio contro il palmo della mia mano. Strofinai il pollice sulla cappella, lui inspirò con forza, era un’indicazione del piacere puro e semplice che questo comportava.
“Ti piace?” Mormorai guardando profondamente nei suoi occhi.
“Mmm…” Rispose con un sorriso.

“È magnifico. Non immaginavo che ci fosse qualche cosa di così piacevole. ”
All’improvviso lui guardò di nuovo il mio pene. Io feci lo stesso e notai che del liquido pre seminale stava colando dalla mia fessura.
“Quello cos’è?” Chiese tornando a guardarmi.
“Si chiama liquido pre seminale. ” Gli dissi, poi mi fermai, incerto su cosa d’altro dire dato che non avevo mai discusso qualche cosa del genere con qualcuno, e men che meno con un ragazzo così giovane! Ci pensai per qualche secondo, poi dissi: “Esce dal pene di un ragazzo quando lui è molto eccitato.


“Eccitato?” Chiese.
“Sessualmente eccitato. ” Spiegai, mentre mi chiedevo perché stavo trasformando questa magnifica esplorazione della nostra sessualità in una lezione di biologia emotivamente fredda. “Quando un ragazzo è pronto per fare sesso, questo liquido esce per rendere più facile alla sborra, voglio dire, allo sperma, di uscire. ” Io stavo cominciando ad agitarmi ed il calore sessuale si stava trasformando rapidamente in ghiaccio.
“Lo sperma?” Chiese. Il piccolo sciocco ora sembrò più interessato nell’imparare come funzionava il sesso più che l’atto stesso!
Pensai rapidamente ad un modo per salvare quella situazione e rivolgerla di nuovo dalla lezione all’atto.

Volevo disperatamente riaccendere quella fiamma che era divampata, ma capivo che stavo perdendola ad ogni secondo che passava.
“Non fare caso a quello che ho detto!” Dissi forse un po’ più duramente di quanto avessi voluto.
“Ma cos’è?” Chiese innocentemente Nic.
“Dimenticalo!” Gli abbaiai contro improvvisamente ed immediatamente desiderai di non averlo fatto. Gli occhi di Nic si allargarono immediatamente al mio scoppio improvviso, poi guardò via, ed io mi sentii improvvisamente molto sciocco ed imbarazzato.

Lui doveva sentire lo stesso, perché la sua mano ritornò ancora una volta a coprire il suo inguine alla mia vista, ed io capii di averlo perso. Tossii stupidamente poi rimisi il mio uccello ora flaccido nei miei pantaloni.
“Um, sarà meglio che tu ti vesta…” Mormorai alzandomi.
“Ok,” Mormorò lui cercando anche di tirarsi su in fretta le mutande, riuscendoci questa volta.
Pensai che ormai tutto era finito, avevo avuto la mia opportunità e l’avevo mancata.

E Nic probabilmente ora mi odiava.
Ripensandoci probabilmente fu meglio che avessimo interrotto il nostro piccolo incontro sessuale perché Nic si era rimesso da poco i pantaloni quando gli altri 7 ragazzi nel mio gruppo entrarono grondanti nel bagno per cambiare i costumi da bagno. Mi ignorarono completamente mentre si spogliavano e penso che in altre circostanze, senza i miei crescenti sentimenti per Nic, è probabile che mi sarei eccitato leggermente. Ma non diedi a tutti nulla più di un sguardo superficiale e, con una triste occhiata finale a Nicola, lasciai la stanza.

I commenti come sempre sono benvenutì.

La Giovane Eleonora

Dicono che il nero “sfina”, ma ad osservarla bene, lei era proprio magra di suo e guardando con più attenzione il viso, sembrava anche decisamente piccola. Le gambe molto magre, le cosce poco pronunciate, i fianchi stretti ed il seno sotto lo zero, completarono la mia radiografia sul fisico di quella ragazzina confermando la sua età. “Cazzo, è davvero piccola!” penso di nuovo mentre la squadro senza farmi notare dal resto delle persone in sala.

Era la prima volta che la vedevo in Palestra, doveva essere una nuova iscritta, di quelle che pensano che si possa modellare il fisico in due mesi o poco meno, di quelle che pensano che fare quattro esercizi la possano rendere perfetta per la prova costume. Ma in questo caso il profilo non gli si adattava, era troppo “secca” e molto carina per avere bisogno di attività sportiva.
“Troppo giovane” mi dico ancora.

Lascio poi che i pensieri si dissolvano lentamente nella mia testa, “chi se frega del motivo per cui era lì” dico a me stesso mentre continuo furtivamente a squadrarla. Vederla su quella “panca” mentre fa gli addominali insieme alla sua amica, mi stava provocando un’erezione, lo ammetto. Qualcuno si domanderà cosa c’è di erotico in una ragazzina che fà degli esercizi? “Probabilmente nulla” gli risponderei, ma la tuta super attillata che gli modella le gambe, il sedere, passando poi aderente sulla fica, tanto da evidenziare lo spacco, bhè… quello si che provoca un’erezione immediata!
“Sa di essere una bella fichetta” mi dico mentre sollevo il bilancere, “altrimenti avrebbe indossato qualcosa di meno appariscente”.

In realtà, ve la dico tutta, il pantalone iper aderente lo indossavano un po’ tutte là dentro, ma vederlo su di lei, era tutta un’altra storia. Non era solo per il fatto che le modellava la fica in ogni sua curva, lasciando intravedere le grandi labbra ad ogni sollevamento delle gambe sulla panca per gli addominali alti, questa ragazzina era proprio bella, di una bellezza particolare. Capelli rossi leggermente mossi, occhiali neri che le donavano un “qualcosa” di studentessa che credo ecciti una bella parte del sesso maschile ed un’altezza sopra la media per l’età che dimostrava.

A completare il quadro fu la conottiera nera decisamente scollata ed osservandola bene (ed io la stavo praticamemte spogliando con gli occhi) si capiva che sotto non aveva nulla, si… insomma, il reggiseno non c’era! Non che ne avesse bisogno, come ho già scritto era piatta come una tavola da surf, giusto un leggero “bozzetto” acerbo all’altezza del petto lasciava intendere (insieme al resto) che sotto quei vestiti si nascondeva una splendida e dolcissima ragazza riservata.

Come faccio a dirlo? Perchè a parte la sua amica, non parlava con nessuno, a differenza delle sue coetanee che invece chiacchieravano con tutti i ragazzi. E questo non faceva che altro che aumentare la mia eccitazione, ho sempre avuto un debole per le ragazze, donne, riservate e con una certa classe. Ma dovevo metterci una pietra sopra con lei, era davvero troppo piccola, inavvicinabile anche per me che dimostravo meno della mia età.

Così ho iniziato ad accontentarmi di guardarla, di rubare ogni centimetro della sua pelle appena ne avevo l’occasione, anche solo “infilare” lo sguardo sotto la canottiera per sbirciare quello che in futro sarebbe diventato il suo seno, era già molto. Fino a quando la fortuna non mi diede un (insperato) aiuto.
La palestra che frequento è un po’ fuori mano dalla città, ma proprio per questo, avendo spazio a sufficienza, offre servizi e sale che altri non hanno.

Uno di questi vantaggi è che ha molto “verde” intorno a sè per gli sport all’aperto ed una piscina. Io non sono un nuotatore professionista, di norma sono sempre nella sala pesi, ma il costume nella mia borsa non manca mai, nel caso volessi fare qualche vasca dopo l’allenamento.
Ed è infatti qui che inizia tutto il casino con lei, proprio quando avevo accantonato l’idea di… bhè… insomma, avete capito… eccola che arriva in costume perfarsi una nuotata tutta sola.

Bisogna (devo) ammetterlo, oggi le ragazzine delle superiori non sono più come quelle di quando frequentavo la scuola. Ora sono (o mi sembrano) più belle, alte, sviluppate, piene di gioventù e freschezza. Per non parlare poi della perfezione dei loro corpi, dei loro seni e delle gambe che non hanno un filo di cellulite. Lei non faceva eccezione. La vedo uscire di fretta dalla doccia adiacente alla piscina con un costumino due pezzi giallo e nero che gli stava decisamente troppo piccolo, talmente piccolo che le faceva un leggero “effetto push up” a quei due bozzetti che aveva al posto delle tette.

Lo slip, anch’esso microscopico, gli si infilava continuamente tra le sode e vellutate natiche, per poi dividere in due la sua giovane e fresca fica nella parta anteriore. Così cambio i miei programmi, mi tolgo la tutta, prendo il costume e velocemente mi cambio.
Sin dal momento che entra in acqua, non le stacco gli occhi di dosso, anche in immersione cercavo di sbirciare i suoi lineamenti più nascosti dai suoi movimenti leggeri e fluidi.

Ovviamente l’erezione del sottoscritto non tarda ad arrivare, ma nuotando a stile libero, speravo nessuno la notasse. Il primo giorno non accadde nulla, come il secondo, ed anche il terzo. Ci vuole quasi una settimana per incrociarla nuovamente, ormai frequantavo più la piscina che la sala pesi pur di vederla.
La mia pazienza fu però premiata dalla costanza. È una Domenica quando la rivedo di nuovo, la incrocio entrando nello spogliatoio degli uomini che ha la porta adiacente a quello delle donne.

È questione di pochissimi secondi, il mio sguardo incontra il suo, un sorriso di cortesia da parte di entrambi e poi ognuno per la sua strada. Ma in quei pochissimi decimi di secondo, finalmente la osservo da vicino, i suoi occhi neri ed i capelli rossi lisci tirati da una lunga coda che le arriva fino alle spalle lasciandole il collo scoperto, svegliano nuovamente il mio uccello! Avrei voluto baciarla sul collo e morderla dolcemente dietro le orecchie, poi altri lunghissimi baci lungo tutto il suo corpo, fino ad arrivare alle cosce, per poi prendere in bocca le dita dei sui piedi nudi una ad una.

Ricordo che quel giorno entrai in piscina dopo parecchio tempo, per paura di non poter controllare la mia erezione e con il rischio di fare una figuraccia nell’acqua, mi feci una sega sotto la doccia della piscina, una lunga ed appagante masturbazione pensando a lei che era, seppur divisa da un muro, qualche metro più in là. Il fascino che lei aveva su di me, stava diventando sempre più forte. Così dopo essermi svuotato le palle, torno nuovamente in piscina.

Dopo la settima “vasca”, mi accorgo che lei sta nuotando nella corsia vicino la mia e nella stessa direzione. Mi rendo subito conto che non gli sono mai stato cosi vicino, in acqua, sullo stesso lato ed a pochi centimetri da lei. Comincio di nuovo a provare una certa eccitazione, “non è possibile Chase, ti sei appena masturbato e già ti si stà gonfiando nuovamente” penso mentre mi tengo a galla e rimanendo al centro della corsia.

A cavallo tra sogno e realtà, osservandola, subito saltano fuori le mie fantasie più nascoste: immagino di spingerla lungo la parete della vasca e baciarla, assaggiando le sue morbide e fresche labbra, provo ad allargare le sue esili gambe, spostare il suo costumino e penetrarla dolcemente nella sua giovane fica, immaginando i suoi gemiti di piacere ed i sui movimenti metre mi prende dentro tutta l’asta. Passano pochi secondi da quella fantasia e mi accorgo che la stavo stupidamente fissando mentre fantasticavo su una improbabile scopata.

Ovviamente se ne accorge, così interrompe anche lei la sua nuotata e mentre si avvicina lentamente a me, sorridendo mi saluta:
«Ciao»
«Ciao…» gli rispondo senza aggiungere altro. Non ci potevo credere, mi stava emozionando una ragazzina.
«Non ti vedo spesso in piscina…» continua lei poggiando le braccia sul divisorio in plastica galleggiante.
«Si, bhè, ecco… sono di più in palestra, ma ora che siamo quasi in piena estate, preferisco nuotare, e tu? Sei nuova di qui?» non credo a quello che ho detto.

Ci stavo provando con lei.
«Diciamo di si… non sono di questa città, vengo venti giorni all’anno con i miei genitori a trovare i nonni ed in attesa delle vacanze vere e proprie con i miei amici, vengo a nuotare qui» mi risponde continuando a muoverele sue esili gambe nell’acqua «comunque il mio nome è Eleonora» conclude allungando una mano.
«Il mio è Chase e… quindi sei solo di passaggio in questo posto» gli rispondo mentre stringendole la mano un brivido mi attraversa tutto il corpo.

«Eh si… in un certo senso sono un’ospite… il prossimo fine settimana torno in Sardegna…».
«La Sardegna… ci sono stato solo un paio di volte, una bellissima terra… come le sue ragazze…» adesso stavo veramente superando il limite flirtando con Eleonora.
«Ma grazie…» mi risponde arrossendo per la prima volta «ora devo andare, ancora un paio di vasche e poi ho finito, tra poco passa a prendermi mia cugina, ci vediamo domani, se ci sei…» mi liquida sorridendo e tornando ad allenarsi.

Quindi anche io torno a nuotare, ma riesco a malapena a portare a termine dieci vasche, poi mi rendo conto che non posso restare lì, vederla davanti a me che spalancava le gambe sott’acqua mi turbava non poco. Ogni volta che spingeva con le gambe e le apriva, immaginavo la sua fica completamente aperta pronta ad accogliermi e quel sorriso innocente che mi regalava ogni volta che accadeva, non faceva altro che provocarmi erezioni saltuarie.

Così decido di lasciare la piscina, forse una doccia fredda calmerà i miei bollenti ed impuri spiriti. L’erezione del mio cazzo sotto i boxer mi accompagna fin sotto la doccia, decido quindi di non usare quella maschile interna e mi lavo in quella pubblica.
Solamente sotto la doccia mi accorgo che lei si era fermata in acqua in mezzo alla corsia a guardarmi. Così sfruttando la distanza tra me ed Eleonora, faccio finta di non notarla e voltandomi verso di lei, inizio ad insaponarmi il petto con il bagnoschiuma cercando di nascondere il mio cazzo tra le gambe ruotando di tanto in tanto su me stesso.

Ma la mia erezione non si poteva nascondere più di tanto, la voglia di “farmi” quella ragazzina sembrava non volermi abbandonare ed era sempre più evidente ogni minuto che passava. Così chiaramente evidente che si poteva notare da sotto il costume anche a Km di distanza. Ed infatti il mio “pacco” non sfuggì all’attenzione di Eleonora. Con la coda dell’occhio notavo che ogni tanto lei mi guardava con insistenza proprio in mezzo alle gambe, “in fondo” mi dissi “è una ragazza nel fiore degli anni ed in pieno sviluppo ormonale”.

A quel punto decisi di non nascondermi più e la guardai apertamente, lei alzo gli occhi incrociando il mio sguardo e poi tornò velocemente alla mia erezione, fece questo passaggio ancora un paio di volte mentre io restavo fisso sul suo viso. Poi accennai un sorriso e lei mi seguì mostrandomi le sue splendide labbra in un dolce sorriso confidenziale. Entrando negli spogliatoi la guardo e lei mi saluta rapidamente alzando una mano, io feccio altrettanto.

Da quel momento in poi si istaurò una sorta di complicità che mi portò a compiere il primo passo, “chi se ne frega dell’età” mi dico organizzando mentalmente un sistema per portarla fuori da quel contesto e forzando ogni volta un modo per incrociarla.
Così quando la incontravo in piscina, facevo in modo di nuotare sempre nella medesima corsia, si parlava poco e di cavolate: il tempo, l’ultimo film visto, di tanto in tanto si creavano (creavo) delle “situazioni sessuali” come toccargli il sedere facendo finta di aiutarla ad uscire dal bordo vasca della piscina, o guardarla intensamente mentre nuotando apriva le gambe, altre volte infilavo la testa sott’acqua per vedere la sua apertura totale.

Uno dei miei “giochi sessuali” preferiti rimaneva comunque quello di mostrare il più possibile le erezioni che tutte le volte avevo, sia fuori che dentro l’acqua e come già detto, persino sotto la doccia o attraverso i pantaloncini se ci incontravamo fuori dalla piscina. Una volta osai anche nel mostrare una parte del mio pisello, non volevo essere sfrontato, ma cercavo comunque di catturare la sua “attenzione” con giochetti erotici. Così una mattina, nuotando da un bordo all’altro della piscina, lasciai uscire la punta del mio pisello da un lato del costume.

Scelsi anche lo stile “rana”, che mi permetteva ad ogni movimento delle gambe, di “ritirare” su il costume mostrando l’asta del mio pisello rigida, ed anche se non si scopriva per tutta la sua lunghezza, ero sicuro che lei un’occhiatina gliela avrebbe data, tra una bracciata e l’altra.
Ma il tempo passava velocemente, da quando l’avevo conosciuta era trascorso quasi tutto il tempo della sua vacanza, mi restava poco tempo per “concludere”. Decido di muovermi proprio il giorno prima della sua partenza, un Sabato di fine Giugno.

Il centro sportivo era già deserto, come la piscina. Tutti erano in vacanza, nessuno era rimasto in città a prendersi i trenta gradi all’ombra, tranne ovviamente io ed Eleonora e pochi altri ragazzi che se ne stavano stesi a prendere il sole sui lettini.
Quel giorno, quel sabato, ho giocato “il tutto per tutto”. La vedo atteaversare l’entrata principale della struttura, aveva solo una magliettina corta che lasciava l’addome scoperto ed una gonnellina a fisarmonica bianca tipo quella delle tenniste, per il resto degli occhiali da sole leopardati ed infradito.

Facendomi forza delle poche persone presenti (e quindi di occhi indiscreti nei limiti) diedi sfogo a tutta la mi eccitazione accu ulata in quelle settimane. Gli mostravo più volte il mio pisello sott’acqua nuotando, cercavo di sfiorarla e toccarla con qualunque scusa. Ma dovevo osare di più, il tempo ormai era scaduto!
Attendo che esce dall’acqua, un’ultima palpatina al suo sedere mentre l’aiuto ad uscire dalla piscina, ed infine la vedo prendere la direzione degli spogliatoi.

Due minuti dopo, sono anche io sotto la doccia degli uomini e poi di corsa a cambiarmi. L’aspetto fuori dal cancelletto dell’impianto sportivo e quando la vedo uscire, sorridendo gli prendo la mano e la trascino dietro la palestra.
«Dove mi porti?» mi domanda lasciandosi guidare.
«In nessun posto in particolare, voglio stare un po’ da solo con te…» gli rispondo sempre sorridendo.
Camminiamo per diversi minuti e quando finalmente mi rendo conto che la distanza tra noi ed il resto degli iscritti è accetabile per avere un po’ di intimità, faccio il primo passo.

La guardo per diversi secondi, non ricordo di aver detto molte cose sensate in quel lasso di tempo, poi all’improvviso, lentamente ma deciso, avvicino la mia bocca alla sua ed inizio a baciarla. Lei forse non se lo aspettava più di tanto, ma accetta quei baci e lascia che per po’ le nostre lingue si incrocino. Allora oso un po’ di più e mentre con una mano le stringo il solido e fresco culetto, con l’altra provo ad afferrare quello che doveva essere un seno.

È molto piccolo, non riesco a “sentirlo”, così mi stacco da lei e con una mano sposto tutta su un lato la canottiera scoprendole il seno.
«No, aspetta Chase… se passa qualcuno e ci vede?».
«Non ti preoccupare, quelle poche persone che ci sono stanno in piscina… nessuno in questo periodo vieni qui e se anche fosse, la siepe ci copre» le dico cercando di convincere più me che lei.
La visione di quel seno acerbo inizia a gonfiarmi lentamente il pisello e mentre lo sento crescere tra le gambe, inizio a mordicchiare prima ed ha baciare dopo, il suo piccolo capezzolo.

Poi mi inginocchio ed inizio a toccarle le coscie, la gonna corta mi facilita il compito, quindi inizio baciarle la pancia un po’ ovunque mentre con le mani sfioro ogni centimetro delle sue gambe. Eleonora sembra opporre un po’ di resistenza, mi dice a tratti frasi come “dai alzati” o “non qui, Chase…”, ma io non mi arrendo, voglio convincermi che infondo entrambi vogliamo la stessa cosa.
Allora delicamente, come se fossi un professionista della lotta corpo a corpo, con uno sgambetto le faccio perdere l’equilibrio e le mi braccia ammortizzano la sua caduta a terra.

«Aspetta, Aspetta… Chase…» mi dice intuendo le mie intenzioni.
Ma ormai non sento ragioni, la voglio, adesso, subito. Cosi metto una mano sotto la sua gonnellina e tiro giù le sue mutandine giusto di pochi centimetri, successivamente mi abbasso i pantaloni della tuta, giusto a scoprire il cazzo ormai gonfio. Scivolo verso il basso, porto la mia testa all’altezza della sua fica e la bacio più volte giocando anche con la lingua in mezzo al suo spacco.

Per la prima volta la sento ansimare, avverto il suo respiro farsi più pesante. Quindi afferro il mio uccello ormai dritto, aiutata dallo strusciare il mio cazzo tra le sue gambe, la pelle che ricopre la cappella é giá scivolata giù, quindi guido con la mano la mia asta verso la fica di Eleonora. Lo passo un paio di volte sopra e sotto il suo spacco, poi muovo su e giù la mano lungo il mio cazzo, giusto il tempo che qualche goccia di sperma esca dal buco della mia cappella.

Continuo a strusciare in alto ed in basso la mia cappellla lungo il suo spacco, lo sperma unito ai suoi umori, mi suggerriscono che posso finalmente penetrarla. Cerco il suo buchetto, infilo delicatamente la mia cappella gonfia dentro e centimetro dopo centimetro, affondo tutta la mia asta dentro di lei. Inizio a spingere avanti ed indietro, a contrarre i glutei, cercando di spingere il mio pisello umido e gonfio sempre più in profondità. Eleonora inizia ad ansimare con più vigore, anche io mi lascio scappare qualche gemito mentre continuo a spingere.

Sento la sborra salire lungo l’asta, il fatto che non abbia il preservativo non mi ferma, voglio riempirla del mio sperma. Eleonora ormai si lascia andare, divarica un po’ di piùle gambe per accogliermi sempre di più dentro di sè, finalmente avverto quella sensazione che anticipa l’orgasmo, ci sono… sento gli spasmi del mio cazzo ed una prima schizzata si fa strada dentro la sua fica… poi una seconda, una terza… vengo più volte… avevo giocato con lei per ore ed il mio cazzo era stato in tiro per quasi tutto il tempo, mi ero “caricato” così tanto che fu una liberazione totale svuotarmi dentro di lei… sentivo lo sperma fuoriuscire a fiotti dal mio pene, getti potenti e ripetuti… poi dopo l’ennesima schizzata ed ormai completamente svuotato, provo a riprendere fiato.

Rimango qualche secondo dentro di lei ed anche Eleonora, con le gambe divaricate, prende fiato. Poi sfilo il mio cazzo da lei e mentre lentamente si affloscia, mi alzo e rimetto il mio pisello unto di sperma nei boxer. Pochi secondi dopo anche lei è in piedi, ed ancora con le mutandine abbassate, si guarda tra le cosce.
«Sei contento ora?» mi dice mentre si passa dei fazzoletti di carta sulla fica per ripulirsi dallo sperma che gli colava lungo le gambe.

Mi rendo conto di quello che avevo fatto solo quando la sento pronunciare quelle parole. Così mentre Eleonora continua a ripulirsi la fica dai miei umori, realizzo che ho combinato un bel casino di aver corso un grande rischio: venire dentro di lei senza precauzioni!
«Ti sei divertito è? » continua mentre si tira su le mutandine «per fortuna già da qualche mese prendo la pillola per regolarizzare il ciclo» conclude sorridendo mentre si sistema la canottiera.

Ricambio il sorriso mentre mi passo una mano dietro la testa sollevato come per dire a me stesso “Chase sei un incosciente, ti fai sempreguidare dal tuo uccello”.
Quel giorno l’accompagno a casa in auto, ma mi fermo centinaia di metri prima per non correre il rischio che ci vedano insieme. Ci scambiamo i numeri di cellulare, prima che lei torni nella sua città. Ancora adesso ci scriviamo, ma già so che questi messaggi lentamente si diraderanno sempre più, fino a cessare del tutto.

Finita l’estate Eleonora inizierà l’ultimo anno scolastico, poi andrà all’Università e sarà circondata da ragazzi che vorranno insinuarsi nel suo posto più intimo, ed io sarò solo il ricordo di un pomeriggio di sesso… forse!

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La mia esperienza con una coppia cuckold parte 23

-Ventitreesima parte-

Ci coricammo a letto verso le due, prima di addormentarci mi disse che aveva un forte mal di pancia e che era meglio restare tranquilli quella sera, un po’ di riposo era una buona idea anche per me, mi addormentai molto velocemente, sicuramente prima di lei.
La mattina successiva fummo svegliati verso le 9 dall’arrivo di Carla e Manuela, Simona corse in bagno in quanto come al solito dormiva nuda e non voleva farsi vedere da loro, io restai ancora assonnato a letto in mutande, in quel momento entrò Manuela in camera con decisione, pensava non fossimo in casa:
– “Carla io comincio ad arieggiare la camera da letto…” – mi vide nel letto e restò sorpresa – “Scusa, pensavamo foste già usciti, che figura di merda…”;
– “Tranquilla non è successo niente, ora mi rivesto e me ne vado in cucina…”;
– “Scusa di nuovo…”.

Corse in salone da Carla, indossai un paio di pantaloncini corti e facendo il giro intorno arrivai vicino alla cucina, le sentii parlare tra di loro, Manuela stava parlando di quello che era successo:
– “Si, era in mutande, ha un fisico da paura ed un pacco mica da ridere, secondo me ce l’aveva duro, sai al mattino quando si è giovani succede, anche mio marito una volta era sempre in tiro così appena sveglio, avessi qualche anno di meno…” – Carla le rispose:
– Parla piano, eh lo so, ma hai visto Simona quanto è bella? Dura competere con una ragazza così, comunque lui è proprio un bel ragazzo…”;
– “Sai, a volte non basta essere belle, bisogna saperci fare con un cazzo ed io modestamente li so trattare bene…”.

Sorrisi divertito, a dirla tutta Manuela me la sarei scopata volentieri, mi faceva sangue la tipa, nonostante l’età restava molto appetitosa.
Simona mi raggiunse in cucina e mi preparò la colazione, mi disse che doveva andare dall’estetista e dalla parrucchiera, dovevamo lasciare la casa libera tutta la mattina, nel pomeriggio poi sarebbe tornata Carla da sola per preparare la cena in programma con i miei, io decisi di andare a farmi un giretto in moto, ci saremmo rivisti verso mezzogiorno.

Lasciai casa verso le 10,00 ed andai al bar, pensavo non ci fosse nessuno, invece incontrai Marco:
– “Hey, che cazzo ci fai qui?”;
– “E’ il primo giorno di ferie, quest’anno non andremo da nessuna parte, Sabrina ha le ferie ad agosto ed io adesso, che palle, oggi pomeriggio vado in piscina, vieni anche te?”;
– “Non so, stasera ho la cena con i miei, ti ricordi? Mi sa che Simona mi darà qualcosa da fare, ti faccio sapere ok?”;
– “Nessun problema, tanto io passerò 15 giorni in piscina, ci saranno altre occasioni, a proposito, mi hai incuriosito, cosa volevi dirmi di Simona?”.

Essendo il bar praticamente vuoto ci appartammo in un angolo per poter parlare tranquillamente:
– “Marco, tutto quello che ti racconterò dovrà restare tra di noi, mi fido di te e so che posso stare tranquillo, ok?”;
– “Gianluca, ci mancherebbe altro, mi conosci, però così mi preoccupi, che cazzo mi devi raccontare di così strano?”.
Cominciai dall’inizio, poche parole bastarono per scioccarlo, gli raccontai tutto per filo e per segno; il nostro primo incontro, la prima volta davanti al marito, tutto, restò senza parole soprattutto quando gli dissi l’età di Simona, aveva intuito che avesse qualche anno più di noi ma al massimo due o tre, non 32.

Alla fine del racconto era sconvolto:
– “Dai, non ci credo, mi stai prendendo per il culo, cos’è una candid camera?”;
– “E’ tutta la verità Marco, che tu ci voglia credere o no le cose stanno così. ”;
– “Cazzo mi sembra la trama di un film porno, ma la scopate anche insieme?”;
– “No quello no, c’è stata solo una volta che mentre la inculavo ha fatto un pompino al marito, mi ha accennato che l’idea la stuzzicherebbe ma io non credo di farcela…”;
– “A pensarci bene anche a me farebbe schifo, i vostri cazzi si toccherebbero, bleah!!!”;
– “Infatti, il problema è che io mi sono innamorato perso di lei, non so cosa fare…”;
– “Darti un consiglio è impossibile, credo che bisogna trovarsi personalmente in una situazione del genere, però lei mi sembra davvero presa da te, io direi che te la dovresti godere finché dura senza costruirci sopra troppo, non credo che ci sarà un futuro tra di voi, prima o poi si stuferà e cercherà un altro cazzo.

”;
– “E’ quello che penso anch’io, però ti assicuro che tenere la mente stabile è difficile…”;
– “Ti credo, è una figa pazzesca e quello che mi hai raccontato finora potrebbe fare la pornostar per quanto è porca, senza offesa naturalmente…”;
– “Tranquillo, la penso come te, è troia fino al midollo e lo dice pure lei, è assurda…”;
– “Cazzo, io pensavo che fosse troia Sabrina da quando sono riuscito a scoparle il culo, Simona lo vuole sempre li, mi sento un fallito…”.

Ridemmo e scherzammo a lungo, volle che gli raccontassi tutte le porcate più assurde che avevo fatto con lei, gli incontri in hotel fino ad arrivare alla decisione di andare a vivere insieme, arrivò a chiedermi consigli su come convincere Sabrina ad ingoiare, con Simona non ce n’era stato bisogno perché ne era ghiotta, però gli suggerii la tecnica di Roberta, restò anche li molto sorpreso. Parlammo a lungo della situazione e di come il marito potesse essere felice nel vedere sua moglie scopata da un altro, anche lui era del mio stesso parere, come si può accettare di condividere una donna così ed addirittura subire umiliazioni continue da parte nostra, pagando sempre il conto pure? Entrambi ce la saremmo tenuta strettissima se fosse stata nostra moglie.

Fummo interrotti da un sms di Simona:
– “Tesoro io sono a casa, tu dove sei?”.
Avevo perso la nozione del tempo, era già mezzogiorno, Marco volle sbirciare il nostro colloquio incitandomi a stuzzicarla;
– “Sono al bar con Marco, dieci minuti sono a casa, tu cosa stai facendo, la pancia ti fa ancora male oppure ti è passata? Ci sono rimasto un po’ male per ieri sera…”;
– “Sto meglio grazie, dai muoviti che ho voglia di te, Carla arriverà alle 15,00 non abbiamo molto tempo…”;
– “Ok dieci minuti sono a casa, prepara il culetto…”;
– “Sarà fatto, adesso ci metto dentro il plug così quando arrivi sarà già pronto…muoviti!!!”.

Marco restò a bocca aperta, era davvero un porca assoluta!!!:
– “Noo vabbè dai cazzo, vai a casa e scopala fino a quando arriva la tipa delle pulizie…”;
– “E’ quello che succederà, scusa ma devo proprio andare…”;
– “Che cazzo fai ancora qui, vai porca troia!!!”.
Ci salutammo e corsi a casa, feci le scale in un baleno, aprii la porta di casa:
– “Eccomi Simona, dove sei?”;
– “Sono in camera…”.
Entrai in camera e la trovai completamente nuda mentre si masturbava il culo con il dildo nero, quello grosso:
– “Oh porca puttana…”;
– “Quanto ci hai messo, dai vieni qui da me, dammi una mano…”.

Mi spogliai in un secondo e mi buttai sul letto mentre lei si continuava a scopare con il dildo:
– “Fammi vedere come ti piace usarlo…”.
Lo estrasse, il buco del culo che si strinse richiudendosi, non completamente però, si infilò il dildo in bocca insalivandolo abbondantemente, fece colare un po’ di saliva sulla punta e la spalmò sulla lunghezza con le mani, poi lo appoggiò sul buco, spinse con la pancia facendolo dilatare e se lo piantò dentro con decisione fino alla fine, era enorme e lungo ma quasi sparì completamente, teneva con due dita la sua estremità, poi lo lasciò e lo spinse fuori spingendo con la pancia fino a farlo uscire del tutto:
– “Mi piace giocarci così, vuoi provare anche tu?.

Feci la stessa cosa anch’io un paio di volte, poi presi il plug di vetro e lo insalivai per bene, glielo infilai piano piano, era bellissimo vedere come la parte più larga dilatava il buco del culo arrivando alla parte più stretta, per poi fermarsi lasciando solo il bordo a coprire l’orifizio:
– “Che spettacolo che sei Simona…”;
– “Hai parlato di noi a Marco?”;
– “Certo, abbiamo parlato di te, ti fischiavano le orecchie?”;
– “Cosa gli hai detto?”;
– “Quello che si poteva dire; che ti ho incontrata per caso in un locale e che mi sono innamorato perdutamente di te…”;
– “Non è che sei andato oltre vero?”;
– “Ma sei matta? Non sono mica scemo…”;
– “Mi raccomando Gianluca, teniamo la nostra storia tra di noi…”;
– “Tranquilla, adesso fammi vedere quanto ti piace il mio cazzo…”;
– “Lo sai quanto mi piace, fammi vedere te piuttosto cosa vuoi fare di me…”.

Mi coricai su di lei baciandola a lungo, ci sussurravamo parole dolci alternate a fantasie su cosa volevamo fare da li a breve, mi disse eccitatissima:
– “Voglio essere usata…”.
Mi misi con il buco del culo davanti alla sua bocca, era coricata a pancia in alto, cominciò a leccarmelo mentre con una mano mi segava e mi accarezzava le palle, bellissimo vederla così sottomessa, sentivo la sua lingua cercare di entrare, le dissi che non ero ricchione, doveva solo leccare e basta, si scusò, mi girai a “69” piantandole il cazzo tutto in gola, intanto giocavo con il plug, lo facevo uscire dal suo culo, lo insalivavo per poi rimetterglielo dentro, la sentivo gemere e respirare a fatica mentre mi spompinava, tornai a sedermi letteralmente sulla sua faccia mentre il mio cazzo la soffocava, era rossa e respirava dal naso a fatica, la saliva le ricopriva il viso quando lo estraevo:
– “Va bene così?”;
– “Si certo, usami a tuo piacere…”.

Le ordinai di inginocchiarsi a terra davanti al letto, lo fece volentieri, il volto era quello di una ragazzina in punizione, le piaceva giocare in questo modo, mi chiese cosa doveva fare, mi sedetti sul bordo e le dissi che avevo i piedi sudati, doveva provvedere alla loro pulizia, sollevò un piede e cominciò a leccarlo con particolare dovizia, ansimava eccitata mentre lo faceva e mi ripeteva che le piacevano moltissimo i miei piedi, leccò a lungo salendo fino al polpaccio e dietro al ginocchio, mi faceva solletico:
– “Sembri una cagnolina quando mi lecchi così…”;
– “Si, sono la tua cagnolina in calore…”;
– “Quindi vuoi il cazzo?”;
– “Si, lo voglio adesso…”;
– “E dimmi, dove lo vuoi?”;
– “Dove desideri…”;
– “Vieni qui, siediti sul cazzo…”.

Mi coricai sul letto, lei si mise in piedi davanti a me dandomi le spalle, si tolse il plug dal culo e si sedette sul cazzo penetrandosi fino in fondo:
– “Ohhh siii!!!”;
– “Muoviti a tuo piacere cagnolina…”.
Appoggiò i piedi sulle mie cosce, le mani sul mio petto e cominciò a fare su e giù fortissimo, spingeva con i piedi fino quasi a farmi male, non capivo come non poteva soffrire scopandosi così forte, ansimava e gemeva di piacere mentre il mio cazzo la penetrava fino alle palle senza sosta, ebbe un orgasmo poco dopo, si lasciò cadere sul letto, aveva il fiatone, era sudatissima, la baciai accarezzandole i capelli:
– “Ma non hai mai basta tu?”;
– “Mai, devo solo riprendere fiato, dammi due minuti…”;
– “Lo sai che ti amo?”;
– “Lo so, ti sembro strana vero quando faccio così?”;
– “Così come? Mi piace quando ti vuoi far sottomettere, lo faccio con piacere…”;
– “Lo so che pensi che sono una troia, non ti sbagli, mi sento una troia e voglio che il mio uomo mi usi, mi piace essere il tuo giocattolo, non ci posso fare niente…”;
– “Io penso che sei una donna straordinaria Simona, troia è una parolaccia, ti piace il cazzo, è tutto qui, cosa c’è di male?”;
– “Non c’è niente di male, il fatto è che io sono completamente dipendente dal cazzo, sono una drogata di sesso…”;
– “Ed io sono il tuo spacciatore…”;
– “Sono già di nuovo in astinenza padrone…”.

La baciai con passione, le sue mani cercavano di nuovo il mio cazzo, la feci mettere a quattro zampe per terra e mi sedetti nuovamente sul suo culo penetrandola in profondità, allargò le chiappe come adoravo vederle fare, ormai sapeva tutto quello che mi piaceva, non dovevo dirle più cosa doveva fare per eccitarmi, poco dopo le inondai l’intestino di sperma, lo lasciai dentro finché lo sentii finire di sborrare, poi lo estrassi e la feci girare per farmelo ripulire da inginocchiata, lo leccò a lungo ingoiando i residui che erano rimasti, quando fece per alzarsi notai una pozza di sperma sul pavimento, le presi la testa e glielo feci notare, non pensavo arrivasse a tanto, senza il minimo indugio si mise a leccarla mentre sorridendo mi guardava e si infilava due dita nel culo sporco del mio seme:
– “Che spettacolo che sei Simona…”;
– “Questo ed altro per il mio padrone…” – leccò tutto accuratamente e si ripulì le dita, poi si mise di fronte a me, il viso era provato dall’intensa attività, mi sorrise dicendo – “Adesso vieni che ti voglio fare il bagnetto…”.

Mi prese per mano precedendomi, il suo culetto arrossato danzava davanti ai miei occhi, entrammo nella vasca e volle lavarmi accuratamente.
Mangiammo velocemente qualcosa, mentre eravamo ancora a tavola arrivarono Carla e Manuela, la prima avrebbe preparato la cena mentre la seconda avrebbe finito di pulire per bene:
– “Siete ancora a tavola?” – chiese Carla;
– “Si, siamo rientrati tardi dalle commissioni e poi ci siamo persi, a proposito Manuela, puoi sistemare per cortesia in camera che abbiamo fatto un po’ di casino…”;
– “Certo Simona, ci penso io non ti preoccupare…”.

Mi fece l’occhiolino divertita:
– “Tu sei pazza!!!”.
Passai il resto del pomeriggio in salone a guardare la TV ed a giocare con i videogiochi, Simona fece una scappata a farsi rifare la piega ai capelli, Carla cucinava mentre Manuela finiva di pulire casa. Quest’ultima mi fece ammirare il suo corpo in più di un’occasione; mentre preparava il tavolo nel salone “casualmente” fece cadere i tovaglioli ed il suo bel culo si parò davanti a me, indossava un perizoma bianco molto invitante, in un’altra occasione prese dal tavolino di fronte a me la bottiglietta di birra per buttarla facendomi ammirare il suo enorme seno, insomma mi stuzzicava la signora.

Quando Simona tornò rimase in cucina con Carla per farsi dare le ultime indicazioni su come riscaldare la cena, poi ci preparammo per accogliere i miei genitori, era visibilmente emozionata, ci teneva a fare bella figura, indossò il vestito che aveva comprato il giorno prima ed un paio di scarpe con il tacco altissimo, era bellissima come suo solito, poi cambiò idea all’ultimo momento perché riteneva di essere troppo sexy e non voleva dar loro l’impressione di essere una troia, temeva il giudizio di mia madre in particolare.

Alla fine optò per un vestito più castigato, era comunque stupenda, mentre si metteva gli orecchini aveva le mani che le tremavano e mi chiese di aiutarla:
– “Mi puoi mettere tu gli orecchini per piacere?”;
– “Simona stai tranquilla, non ti riconosco, andrà tutto bene…”;
– “Lo spero, ci tengo tantissimo a fare bella figura con i tuoi, ti sembro stupida vero, considerando la situazione?”;
– “Non penso che tu sia stupida, anzi, mi fa piacere che tu abbia questo interesse nei loro confronti, tranquilla farai un figurone, ti amo…”;
– “Lo spero tanto, anche tu stai benissimo, ti amo tanto anch’io…”.

Suonarono alla porta, erano loro, andammo ad aprire insieme, entrarono e ci accomodammo tutti nel salone, li accompagnammo subito dopo a fare visita all’appartamento, Simona spiegò loro che l’affitto era pagato dall’immobiliare per la quale lavorava, contava di trasferirsi in pianta stabile qui perché gli affari le andavano molto bene. Mio padre non perdeva occasione per congratularsi con me per la sua bellezza mentre mia mamma si innamorò perdutamente dell’abitazione, disse che era bellissima e che si vedeva che era tenuta bene, si notava la presenza di una donna.

Simona fu sincera nel dire che della casa se ne occupava una signora, anche la cena era stata preparata insieme a lei, era occupatissima e non aveva molto tempo da dedicarle, mia madre si piazzò in cucina per dare una mano nonostante Simona non volesse, io e mio padre invece aspettavamo in salone sorseggiando un aperitivo:
– “Figliolo hai fatto bingo ad incontrare Simona; bellissima, ottimo lavoro e dimmi a letto com’è?”;
– “Ma papà dai, comunque tranquillo, tutto al top anche da quel punto di vista…”.

Quando arrivarono con gli antipasti stavamo ancora ridendo, mia madre subito ci riprese:
– “Cos’avete da ridacchiare come due oche? Andate a lavarvi le mani che la cena è pronta!“.
La serata passò senza intoppi, mia madre fu affascinata da Simona, cosa non così semplice per nessuno, figuriamoci per una donna che si era portata via suo figlio, mentre stavamo bevendo il caffè fece un discorso dei suoi:
– “Devo essere sincera con te Simona, ero scettica quando Gianluca mi ha detto che si sarebbe trasferito da te, quando sarai madre capirai la mia paura di veder andar via l’unico figlio che ho era tanta, ho cercato di convincerlo a pensarci bene prima di tuffarsi in un’avventura del genere…“ – Simona le rispose:
– “Lo capisco signora, però…”;
– “Lasciami finire cara, adesso che ti ho conosciuta ho capito perché si è innamorato di te, lo conosco bene Gianluca, è un bravo ragazzo ma non pensavo esistesse una donna che riuscisse a fargli mettere la testa a posto, è sempre stato molto superficiale da questo punto di vista, tu sei una ragazza splendida, adesso che ti ho conosciuta sono più tranquilla, sei molto matura per la tua età e credo che potresti essere davvero la sua donna per la vita, ti chiedo solo un piacere…”;
– “La ringrazio signora, dica pure…”;
– “Non spezzargli il cuore ti prego, proprio adesso che lo vedo coinvolto così sarebbe davvero troppo per lui, sembra un duro ma è molto sensibile…”;
– “Ma dai mamma….

”;
– “No Gianluca ha ragione, le garantisco signora che con lui sono partita con tutte le migliori intenzioni, sono molto innamorata di suo figlio, spero anch’io che filerà tutto liscio, è la prima vera storia anche per me ed anche l’unica spero…”.
Mia madre si commosse, seguita a ruota da Simona, si abbracciarono entrambe con gli occhi lucidi, anche mio padre era visibilmente teso ma spezzò l’atmosfera con una delle sue solite uscite:
– “Viva gli sposi!!!!! Ma dai…”;
Scoppiammo tutti a ridere di gusto terminando la serata verso mezzanotte quando se ne andarono, Simona era felice ma quando fummo soli calò sul suo volto un’espressione cupa, la abbracciai e le dissi:
– “Cos’hai? Mi sembra che sia andato tutto bene…”;
– “Sono felicissima, i tuoi sono meravigliosi, anche tua madre è una brava donna, mi dispiace solo averli ingannati…”;
– “Non li hai ingannati, semplicemente non si poteva dire le cose come stanno in realtà, mi sembra chiaro.

”;
– “Lo so, però sentir parlare tua madre così mi ha fatto sentire una persona cattiva, non meritano di essere illusi, sapessero le cose come stanno in realtà chissà cosa penserebbe di me…”;
– “Non pensare a quello, pensa che la verità la sappiamo io e te, loro saranno coinvolti in maniera marginale, comunque andranno le cose tra noi…”;
– “Loro soffriranno come soffriremo noi, siamo onesti che futuro possiamo avere io e te? Che progetti potremmo fare insieme, siamo destinati ad un rapporto senza futuro…”;
– “Ma che cosa dici? Lo sappiamo entrambi che il nostro rapporto non potrà mai essere normale, sei stata tu la prima a mettere le cose in chiaro, adesso il tuo ragionamento non ha senso…”;
– “Prima è prima, adesso le cose sono diverse, io ti amo da impazzire Gianluca, questo non lo avevo previsto, le parole di tua madre sono state come un fulmine a ciel sereno, vorrei costruire qualcosa di importante con te, vorrei dei figli da te, vorrei passare tutta la mia vita con te, ma c’è un problema di fondo…”;
– “Questo problema ha un nome ed un cognome, certi legami si possono cancellare, lo sai come la penso, io non ho cambiato idea, anzi dopo stasera sono sempre più disponibile, ce la caveremo Simona, lascia Paolo e diventa mia per davvero, solo mia…”;
– “Non è possibile Gianluca, non è possibile…”.

Corse in bagno e si chiuse dentro con gli occhi pieni di lacrime, restai fuori dalla porta cercando di convincerla ma la sentivo singhiozzare, mi chiedeva di lasciarla sola e di aspettarla in camera. La aspettai sul letto a lungo, quando arrivò si era calmata, gli occhi erano gonfi ed arrossati, si coricò mettendosi con la testa sotto la mia ascella, restammo in silenzio per qualche minuto che sembrarono durare un’eternità, cercai di dire qualcosa ma lei mi mise due dita sulla bocca:
– “Non dire niente, baciami e basta…”.

Ci baciammo delicatamente, le nostre labbra si sfioravano, erano salate, sapevano di lacrime, cercai nuovamente di parlarle:
– “Non c’è niente da aggiungere, voglio addormentarmi tra le tue braccia, parleremo domani…”.
La sentii addormentarsi, il braccio mi faceva male ma non osai toglierlo, stavo bene con lei accanto, tutto il resto non contava. Mi addormentai tardissimo, non saprei l’ora esatta, il mattino successivo quando aprii gli occhi non era a letto con me:
– “Simona dove sei?”;
– “Sono in cucina, ti sei svegliato dormiglione? Aspettami che sto arrivando.

”.
La sua voce sembrava serena, arrivò in camera poco dopo con un vassoio, mi aveva preparato il cappuccino, una brioche e le fette biscottate con la marmellata, bella come il sole e con un sorriso accecante, appoggiò il vassoio sul mio comodino, mi baciò delicatamente e mi chiese:
– “Dormito bene?”;
– “No, vogliamo parlare di ieri sera?”;
– “No, acqua passata, è stato solo un trip e basta, fai colazione e poi ci facciamo una passeggiata ok?”;
– “Io invece vorrei parlare…”;
– “Io no, adesso sto bene e non voglio parlarne più…”.

Si mise a messaggiare con Paolo mentre facevo colazione, mi disse che sarebbe arrivato nel tardo pomeriggio, avrebbe dormito nella sua stanza e domenica sera sarebbe tornato a casa. Voleva andare a cena in un ristorante in collina vicino a casa nostra, Carla glielo aveva suggerito, telefonò per prenotare, nel frattempo io avevo finito, era in mutandine e reggiseno sul letto, il cazzo mi pulsava, le accarezzai una gamba mentre stava parlando con il ristorante, mi guardò sorridente, passai le mani sulla sua figa, sulla pancia e sulle tette, quando riagganciò mi disse con tono divertito:
– “Cosa vuoi fare?”;
– “Niente…”;
– “Ho le mie cose lo sai…”;
– “E allora?”;
– “E se non avessi voglia?”;
– “Impossibile, tu hai sempre voglia…”.

Saltò di shitto sedendosi su di me, mi baciò con passione leccandomi il petto, si slacciò il reggiseno gettandolo a terra e mi disse:
– “Hai ragione…”.
Passò a leccarmi nuovamente il petto, poi la pancia, scese sulle gambe ed i piedi soffermandosi a lungo, ansimava come suo solito eccitata, leccò il cazzo da sopra le mutande mordicchiandolo, me le sfilò piano piano prendendosi la cappella in bocca e leccandola delicatamente:
– “Mi piace il cazzo di prima mattina…”.

Il pompino da antologia che seguì subito dopo mi tolse il fiato, non voleva essere sfiorata, si dedicava interamente a me e lo faceva con la solita passione travolgente, molto tempo dopo tornò a sedersi su di me baciandomi a lungo, era stata così brava che ero quasi al limite, mi guardò negli occhi e mi sussurrò:
– “Non devi venire adesso, è troppo presto…”;
– “Non te lo garantisco, è colpa tua, sei troppo brava…”;
– “Tu vieni quando lo decido io ok?”;
– “E’ una parola…”.

Spostò le mutandine di lato e lo accompagnò delicatamente nel culo, era caldo e stretto, non era stato preparato quindi l’attrito era notevole:
– “Così durerò due minuti…”;
– “Ti ho detto che non puoi venire, stringi i denti…”.
Cominciò a roteare il culo lasciandolo tutto dentro, stringeva le chiappe, lo faceva con forza, era bellissimo, poi nuovamente sussurrò:
– “Non devi venire adesso, è troppo presto…”;
Stringevo i denti per non esploderle dentro, mi vedeva in difficoltà e mi dava il giusto respiro senza farmi cedere, sembrava avesse il controllo sul mio membro, alternava soste prolungate per poi riprendere quella sensualissima danza, spostò le mutande di lato e cominciò a sgrillettarsi:
– “Prima devo venire io capito?”.

Appoggiò i piedi sul materasso alzandosi il più possibile per sgrillettarsi meglio, lo faceva ansimando e accarezzandosi le tette con l’altra mano, il suo sguardo era fisso su di me, sudavo come una bestia per non venire, non potevo, poco dopo per fortuna ebbe l’orgasmo:
– “Ohhh siii, eccolo stai fermo non venire tu!!!”.
Restando ferma si mise entrambe le mani sulle tette alzandosele verso la bocca e leccandosele con foga, era meraviglioso vederla così, le mutandine erano bagnatissime, il suo clitoride gonfio come se avessimo appena finito di scopare, ero al limite, finalmente era arrivato anche il mio momento, se lo sfilò dal culo e si sedette davanti a me mettendo i suoi piedini davanti al cazzo, poi guardandomi mi disse con passione:
– “Vienimi sui piedini ti prego…”.

Mi inginocchiai davanti a lei cominciando a segarmi, lei protese i piedi sfregandoseli nervosamente:
– “Lavami i piedini con il tuo sperma…”.
Pochi colpi e sborrai come una fontana, si alzò con la schiena avvicinando la bocca aperta e tenendo la lingua fuori, schizzai fino a sporcarle oltre ai piedi anche il viso fin dentro alla bocca, ingoiò subito leccandosi le labbra, poi prese un piede e cominciò a leccare il mio sperma avidamente, sempre i suoi occhi su di me, ripulì con cura entrambe le sue estremità, poi si prese il cazzo in bocca succhiandolo a lungo, non contenta leccò lo sperma dalle lenzuola con il sorriso sulle labbra:
– “Noi siamo nati per darci piacere a vicenda…”;
– “Concordo Simona…”.

Restammo abbracciati in silenzio a lungo finché si alzò di shitto e mi disse:
– “Tornando a ieri sera, io ti amo, tu mi ami?”;
– “Certo che si…”;
– “Basta, non c’è altro da aggiungere, finché sarà così sarà la nostra storia d’amore, la più bella che potessi vivere, se e quando finirà solo il tempo lo dirà, non parliamone più per piacere…”.
– “Allora piantala di avere queste crisi, mi fai preoccupare. ”;
– “Non capiterà più tranquillo.

”.
Dopo esserci fatti una doccia uscimmo per una passeggiata, incontrammo Marco, nel pomeriggio sarebbe andato in piscina con Sabrina, ci invitò ed accettammo, appuntamento sotto casa nostra alle 14,00. Pranzammo in un bar del centro dove insieme all’aperitivo c’era un ricchissimo buffet, poi andammo a casa a preparare il necessario. Puntualissimi Marco e Sabrina furono sotto casa nostra ed andammo in piscina con la loro auto. Arrivati sul posto ci piazzammo sui lettini, Simona sfoggiò un micro bikini da infarto; la parte superiore copriva a malapena i suoi seni mentre quella inferiore era alla brasiliana, le entrava tutto nel culo, una cosa spettacolare, aveva gli occhi di chiunque puntati addosso, andammo a farci un paio di discese sugli scivoli ed ogni volta che arrivavamo in fondo le uscivano le tette, lei non era per niente imbarazzata, anzi l’opposto, si concedeva volentieri al pubblico, anche Sabrina non era da meno e come Simona indossava un costumino che permetteva di ammirare tranquillamente le sue magnifiche forme.

Tornammo ai lettini poco dopo, Simona e Sabrina si erano messe una vicina all’altra, la loro complicità era fin troppo evidente, ridacchiavano e commentavano gli sguardi di apprezzamento che ricevevano divertendosi un mondo. Io e Marco fummo invitati ad una partita di calcetto organizzata da amici e le nostre due ragazze si piazzarono tra il pubblico incitandoci tutto il tempo, tornammo verso le 18,30 decidendo che ci saremmo tornati il giorno dopo già dal mattino, la sera invece l’avremmo trascorsa insieme, prima a cena e poi in discoteca.

Quando entrammo in casa trovammo Paolo che ci aspettava sul divano del salone:
– “Oh cazzo, mi ero dimenticata di te tesoro…” – si avvicinò dandole un bacio, lui la abbracciò:
– “Mi sei mancata Simona…” – lei si divincolò e con tono distaccato e sorridendo gli rispose:
– “Tu invece non molto, sono stata benissimo con Gianluca sai?”;
– “Me lo hai detto al telefono, mi fa piacere, però mi dispiace che non ti sono mancato…”;
– “Ma scherzo, certo che mi sei mancato, stasera si va in discoteca, devo cancellare la prenotazione al ristorante, tu cosa fai vieni con noi? Ti avviso che siamo insieme ad un’altra coppia…”;
– “Ma no dai, mi sentirei di troppo, vi aspetterò a casa…”;
– “Guarda che ho le mie cose quindi non ti aspettare chissà che cosa…”;
– “Non c’è problema, io sono venuto qui per stare insieme non per svuotarmi…”;
– “Scherzo, quando torniamo ti facciamo assistere ad un bello spettacolo, vero Gianluca?”;
– “Io sono sempre pronto lo sai…” – si avvicinò a me con aria da pantera, mi baciò e mi sussurrò:
– “Lo facciamo contento il poveraccio? In fin dei conti è venuto fin qui anche per questo…”.

Senza lasciarmi rispondere si inginocchiò davanti a me, mi tolse i pantaloni e le mutande e me lo prese in bocca con voracità, Paolo immediatamente si sedette sul divano, se lo tirò fuori cominciando a segarsi eccitato, ormai non mi faceva più l’effetto di una volta, riuscivo abbastanza bene ad ignorarlo, Simona succhiava il mio cazzo alternando lo sguardo su di me e sul marito, dopo aver lavorato a lungo si alzò e mi baciò, poi mi disse:
– “Ti bacio adesso perché tra poco non vorrai più farlo…”.

Si spogliò completamente e si mise a quattro zampe, camminando come una cagnolina arrivò davanti al marito e cominciò a succhiarglielo, Paolo appoggiò la mano sulla testa della moglie e le disse:
– “Ti amo Simona, sei sempre la numero uno…”.
Restai perplesso per qualche secondo finché Simona non cominciò prima ad ondeggiare il suo culetto come ad invitarmi, poi si penetrò il buco del culo con due dita dopo essersele abbondantemente inumidite, incularla davanti al marito seduto sul divano mi bloccava un attimo, però evidentemente era quello che entrambi volevano, titubai ancora un po’ poi Simona si girò e mi chiese:
– “Lo so che non ti piace molto farlo in questo modo ma avevo voglia del cazzo di mio marito in bocca, il tuo lo vorrei tanto volentieri nel mio culetto, ti dispiace? Te la senti?” – ero invogliato a risponderle che era troppo per me tutto ciò, inoltre il fatto che lo succhiasse a Paolo mi dava molto fastidio, restai fermo ed in silenzio finché tornò a chiedermi con aria eccitatissima: “Ti prego…”.

A quel punto tutto si azzerò, decisi che non potevo farne a meno, mi avvinai e cominciai a segarmelo per farlo tornare bello duro e mi abbassai per infilarglielo, Paolo alzò leggermente la schiena dal divano e con le mani allargò le chiappe di Simona, quel gesto mi eccitò tantissimo e la penetrai in profondità:
– “Ohhh siii, così cazzo così!!!”.
Le sue gambe ebbero in fremito alla mia penetrazione, le mani di Paolo tremarono ed allargarono con maggior forza le chiappe della moglie, la situazione cominciava ad eccitare parecchio anche me, persi il controllo e le dissi:
– “Sei una troia Simona, una sporca troia!!!”.

Lei si tolse il cazzo dalla bocca e girandosi verso di me con il cazzo del marito in mano mentre lo segava con forza mi rispose:
– “Si sono la vostra troia!!!”.
Si riattaccò con voracità al cazzo di Paolo e cominciò a gemere molto forte incitandomi a continuare in quel modo, una mano scivolò a sgrillettarsi il clitoride, era la prima volta che la situazione mi eccitava moltissimo senza darmi problemi, non ignoravo più Paolo, lo guardavo intento a tenere aperte le chiappe di sua moglie mentre la inculavo, era eccitatissimo e con lo sguardo non si perdeva lo spettacolo, la scopavo forte, ogni affondo era sempre più deciso, lo tirai fuori, il buco del culo era arrossatissimo, restò dilatato grazie alle mani di Paolo, glielo infilai di nuovo dentro con violenza, il suo gemito, un misto di piacere e dolore, restò soffocato in quanto la sua bocca era occupata, le gambe tornarono a tremarle ogni volta che ripetevo la procedura, stava venendo ormai la conoscevo, ricominciai a scoparla forte e poco dopo ebbe un orgasmo, si tolse il cazzo dalla bocca ed urlo:
– “Ohhh siii, vengo!!!”.

Paolo tolse le mani dalle sue chiappe e con violenza le prese la testa e le infilò il cazzo in bocca riempiendogliela di sperma, si buttò con la schiena contro il divano:
– “Cazzo cazzo sborro!!!”.
Lei tossì e sputò lo sperma del marito sul suo cazzo, era tanto, poi si riattaccò con voracità ingoiando tutto, quella scena fu eccitantissima, continuai ad incularla mentre lei senza sosta ripuliva il cazzo, pochi colpi dopo stavo venendo anch’io, lo sfilai dal suo culo, la presi per la testa facendola inginocchiare davanti a me e cominciai a segarmi davanti alla sua bocca aperta, pronta a ricevere anche il mio seme, sborrai in maniera copiosa, non se ne perse nemmeno una goccia per poi attaccarsi al mio cazzo ripulendolo fino all’ultima traccia, mi girava la testa, guardai Paolo che era sconvolto mentre si continuava a segare nonostante il suo cazzo fosse ormai moscio, presi la testa di Simona e glielo piantai tutto il gola costringendola a restare ferma così, pochi secondi e cominciò a mancarle il fiato, quando lo tolsi tossì e la saliva colò sulle sue tette copiosa, lo rifeci altre volte, il suo viso era ricoperto di saliva e dello sperma di entrambi.

Il mio cervello tornò a ragionare, avevo superato ogni mio limite e me ne resi conto solo in quel momento, Simona sorrise soddisfatta, poi si sedette sulle gambe del marito e si baciarono a lungo, ero un po’ frastornato, li lasciai nel salone e andai sotto la doccia, ero sudatissimo, mentre mi lavavo ripensavo a quello che era appena successo, provavo un misto di eccitazione e di disgusto; non mi ero mai spinto fino a quel punto, mi ero fatto succhiare il cazzo da Simona mentre aveva ancora in bocca lo sperma di Paolo, potrebbe sembrare una cosa strana ma dopo averlo fatto ero un po’ disgustato, pensavo invece a come poteva Simona fare una cosa del genere senza nessun problema, era davvero una troia assoluta, in quel momento entrò lei, si infilò nella doccia con me, mi guardò e mi disse:
– “Sei stato spettacolare prima…”;
– “Dici?”;
– “Dico, ma stai bene?”;
– “Come puoi fare queste cose Simona, non ti senti sporca?”;
– “E’ una cosa che capita di rado, anzi a dirla tutta è successo solo con te a questi livelli, non mi sento sporca, anzi sono ancora eccitatissima, mi è piaciuto tantissimo, a te no?”;
– “Credo di aver oltrepassato il mio limite oggi…”;
– “Mi sembravi tanto eccitato anche te…”;
– “Lo ero, ma forse abbiamo esagerato…”;
– “Scusa, se non è un problema per me tu per cosa ti devi sentire in colpa? A me è piaciuto tantissimo e lo vorrei rifare tante altre volte, sono pronta anche ad andare oltre…”;
– “Non so, non capisci, non credo di essere la persona giusta per andare oltre…”;
– “Non c’è problema, non è importante, tutto quello che ti sentirai di fare per me va bene, i tuoi limiti li capisco, se un giorno te la sentirai di andare oltre non chiedermi il permesso, fallo e basta ok? Dai amore è stato bellissimo…”;
Evitai di continuare il discorso, uscii dalla doccia ed andai in camera a prepararmi per la cena, incrociai Paolo, mi fece un cenno con la testa come a salutarmi, poi la abbassò ed andò in bagno anche lui.

A mente fredda cercai di ragionare meglio, Simona era chiaramente intenzionata a provare la doppia penetrazione, mi stava dicendo quello pochi minuti prima, la cosa mi tentava ma pensare al mio cazzo che si toccava con quello di Paolo era oltre ogni mio limite, però anche quello che era appena successo lo consideravo tale, chissà, magari un giorno avrei nuovamente stupito me stesso.

Continua….

La mia esperienza con una coppia cuckold parte 24

-Ventiquattresima parte-

Finimmo di prepararci appena in tempo per uscire di casa, Paolo alla fine decise di uscire con noi, si sarebbe presentato come il fratello maggiore in visita per motivi di lavoro, concordammo tutto prima di farci sgamare. Cenammo tutti insieme in una pizzeria del centro, Marco capì subito che Paolo non era il fratello bensì il marito:
– “Ho capito perché cercava un altro cazzo, sta messo male il tipo, lei ama il suo portafogli non lui…”.

Dopo cena andammo in una discoteca vicina alla nostra città, era un posto frequentato da gente con i soldi, c’era anche un privée al quale si poteva accedere solo tramite inviti, io e Marco eravamo conosciuti ma quella sera oltre ad accedervi ci riservammo un tavolino con due divanetti, uno di fronte all’altro, tutto grazie alla generosità di Paolo naturalmente. Simona e Sabrina diedero spettacolo, la loro complicità si manifestò con prepotenza; dopo aver bevuto parecchio si esibirono in pista con una serie di atteggiamenti a dir poco sconvolgenti, ballarono strusciandosi una all’altra sotto gli occhi increduli di tutti, Marco fece notar loro che forse stavano esagerando e come risposta si baciarono appassionatamente più volte con la lingua, anche sui divanetti, arrivando anche ad infilarsi a vicenda le mani sotto le gambe, non nascondo che era eccitantissimo vederle scambiarsi effusioni, fantasticai di averle entrambe a mia disposizione nel letto e credo che anche Marco e Paolo avessero le mie stesse fantasie.

Tornando a casa Simona si addormentò, era visibilmente brilla, aiutato da Paolo la svestimmo mettendola a letto, poi scambiammo due chiacchiere in salone:
– “Sono felice che la convivenza tra di voi vada così bene, la vedo molto coinvolta, forse troppo…”;
– “Non voglio mentirti Paolo, stiamo davvero molto bene insieme…”;
– “L’ho sentita strana però durante la settimana, ha avuto qualche crisi?”;
– “Più di una, l’ultima ieri sera dopo la cena con i miei, è piaciuta moltissimo ad entrambi e mia madre le ha chiesto di non ferirmi illudendomi, è rimasta sconvolta, è stato duro farla calmare…”;
– “Niente che il tuo cazzo non abbia risolto immagino, conosco le sue crisi esistenziali, di solito dopo una bella scopata oppure un costoso regalo si ripiglia…”;
– “Non ha voluto niente quella sera, solo addormentarsi tra le mie braccia.

”;
– “Certo certo, poi il giorno dopo era raggiante e si è fatta scopare a sangue vero? La conosco bene ti ripeto, fa parte del suo modo di vivere avere crisi di questo tipo per poi farsele passare subito dopo, un classico…”;
– “Certo, tu la conosci meglio di me sicuramente…”;
– “Quello non mi preoccupa, il fatto di come è presa da te mi lascia perplesso, non era mai successo prima, non sono geloso come hai avuto modo di constatare, però una cosa è farmela scopare, un’altra è allontanarla dal mio cuore, non voglio perderla…”;
– “E da me cosa vuoi? Lo sai cosa provo per lei, il fatto di essere ricambiato per me non costituisce un problema, anzi…”;
– “Immagino, chiederti di fare un passo indietro sarebbe inutile, avrei più timore della sua reazione nel caso finisse tutto tra di voi che non il fatto che voi vi amiate, psicologicamente è fragile, non voglio che tra di voi finisca, mi sento solo un po’ troppo escluso, non so se mi spiego…”;
– “Non ti posso essere utile io, devi confrontarti con lei…”;
– “L’ho già fatto, lei dice che mi ama ma che non può più fare a meno di te, il mio problema è che adesso tu sei al primo posto, io sono di contorno, è una cosa nuova anche per me…”;
– “Non so cosa dirti…”;
– “Lo so, devo solo accettare il mio ruolo, in fin dei conti l’ho spinta io verso questo tipo di deviazione, però non avevo messo in cantiere un tale evolversi dei fatti, scusa se mi sono permesso di parlartene…”;
– “Tranquillo, adesso però andiamo a letto che è meglio, buonanotte”;
– “Buonanotte Gianluca, a domani.

”.
Tornai a letto ripensando alle parole di Paolo, ero felice di essere al primo posto per lei, se lo diceva lui per me era una conferma delle mie sensazioni, il suo era amore, sentendomi arrivare mi abbracciò, stava dormendo ma mi parlava ugualmente:
– “Ti amo Gianluca. ”;
– “Anch’io tesoro…”.
Non mi rispose, stava parlando nel sonno, mi addormentai in fretta con lei abbracciata, una sensazione magnifica.
La mattina successiva fummo svegliati dal telefono che suonava, era Marco:
– “Hey dormiglioni, andiamo in piscina allora? Noi stiamo facendo colazione, veniamo da voi oppure ci vediamo direttamente la?” – Simona mi fece cenno che voleva stare ancora un po’ a letto;
– “Facciamo che ci vediamo la, tienici tre lettini, viene anche Paolo, noi tardiamo un po’.

”.
Riagganciai il telefono e chiesi a Simona:
– “Tutto bene? Ti vedo distrutta…”;
– “Quanto ho bevuto ieri sera? Ho un mal di testa…”;
– “Parecchio, avete dato spettacolo ieri sera te e Sabrina…”;
– “Ricordo in parte, sai che mi piace proprio, non sono mai stata attratta da un’altra donna ma con Sabrina c’è un feeling particolare, non nascondo che mi piacerebbe avere un’esperienza lesbo con lei…”;
– “Sarebbe uno spettacolo vedervi…”;
– “Ti eccita l’idea?” – mi accarezzò il cazzo, era durissimo, immaginarle avvinghiate a scambiarsi piacere mi aveva eccitato da impazzire – “Direi che ti eccita parecchio, immagina la mia lingua nella sua bocca e sulle sue tette, ha una fighettina liscia e stretta sai, quando ci siamo cambiate costume insieme ieri pomeriggio mi sono bagnata nel vederla, è molto bella…”;
– “Mamma mia, non farmici pensare…”;
– “Immagina di rientrare a casa e trovarci nel letto intente a leccarcela a vicenda, come reagiresti?”;
– “Penso che mi unirei a voi immediatamente…”;
– “Sei porco, chi scoperesti per prima?”;
– “Dipende, magari darei precedenza all’ospite…”;
– “Le vorresti scopare il culo? E’ bello il suo vero?”;
– “Certo, lo sai che ho una predilezione per i bei culi, il tuo è più bello però…”;
– “Bugiardo, poi che ne sai se lo concede?”;
– “Marco mi ha detto che ultimamente l’ha convinta e sembra piacerle parecchio…”;
– “Chissà cosa avrai raccontato di me? Glielo hai detto quanto sono porca?”;
– “Tra maschi certe confidenze si fanno…” – mi tirò fuori il cazzo e cominciò a leccare la cappella dolcemente, la sua lingua percorreva lentamente tutto il cazzo arrivando fino alle palle:
– “Gli hai detto come lo succhio bene?”;
– “Certo, gli ho detto anche sei golosa di sperma, Sabrina invece non ingoia…”;
– “Davvero? Non sa cosa si perde…” – il pompino adesso aveva un ritmo decisamente più sostenuto – “Ho voglia del tuo cazzo dentro la mia figa mestruata…”;
– “Prendine uno nel cassetto e ti spacco in due…” – lo prese, lo scartò e me lo infilò con la bocca, era bravissima nel farlo, poi lo succhiò a lungo prima di fermarsi e chiedermi con aria eccitata:
– “Scopami adesso non ce la faccio più…”.

La feci coricare pancia in su e le sfilai le mutandine, presi il filo dell’assorbente interno e lentamente lo sfilai, gemeva guardandomi mentre si accarezzava le tette, era ancora abbastanza sporco di sangue, lo avvolsi in un fazzoletto di carta mentre con le mani mi segava ansiosa di essere scopata, lo appoggiai e la penetrai con decisione:
– “Ohhh siii che bello siiii!!!”.
La sua voce attirò Paolo, si fermò in mezzo alla porta della camera da letto cominciando immediatamente a segarsi, lei lo guardò e gli disse:
– “Buongiorno tesoro, mi sta scopando mentre ho le mestruazioni, vuoi controllare l’assorbente?”;
Lui si avvicinò ed aprì il fazzoletto guardando eccitato quello che conteneva, poi lo richiuse andando fuori dalla stanza, lei sorrise e mi disse – “Conoscendolo adesso andrà in bagno e si masturberà sborrando sull’assorbente, lo eccita l’odore delle mestruazioni, è uno schifoso segaiolo…”;
– “E’ proprio un vecchio porco segaiolo, che sfigato…”;
– “Hai ragione Gianluca, è un vecchio porco pervertito, scopami ti prego…”.

Cominciai a scoparla con forza affondando con decisione il cazzo ad ogni colpo, mise le sue gambe attorno ai miei fianchi abbracciandomi forte e graffiandomi la schiena, adoravo quando faceva così, gemeva a gran voce e mi incitava a scoparla sempre più forte, ebbe il primo orgasmo quasi subito ma mi pregò di continuare senza fermarmi. La scopai molto a lungo, senza sosta, Paolo tornò poco dopo rimettendosi in silenzio ad ammirarci, stavolta senza segarsi, si era già soddisfatto in bagno, alternai figa e culo a lungo, ero in formissima quella mattina, sembrava che non dovessi venire, il secondo orgasmo fu dirompente, le gambe cedettero e mi chiese di fermarmi, mi sfilò il preservativo e me lo passò, poi si attaccò al cazzo con voracità succhiandomelo in maniera spettacolare, mentre lo faceva lo avvolsi in un altro fazzoletto e lo appoggiai sul comodino, la feci mettere a pecorina inginocchiata sul letto, mi alzai in piedi e la inculai con decisione, il mio piede era vicino al suo viso, lei si prese in bocca il pollice succhiandolo e leccando fin dove arrivava, esplosi nel suo culo riempendola:
– “Ohhh siii com’è caldo, ti amo Gianluca!!!”.

Quando glielo sfilai lo ripulì a lungo mentre le accarezzavo i capelli, Paolo era sempre lì, non si perdeva un gesto della moglie, io lo guardavo con aria di superiorità, accompagnai la sua testa facendomi leccare le palle ed il buco del culo, era uno sfigato a mio parere, lo vedevo eccitato come un maiale mentre umiliavo lui tramite Simona, poi gli chiesi:
– “Sei mai riuscito a far godere così tua moglie?”;
– “Così mai…”;
– “Simona digli quanto ti piace scopare con me…”;
– “Mi piace da impazzire…”;
– “Non dirlo a me, dillo a lui, non ha ancora capito come farti godere…” – si girò verso di lui con il mio cazzo in bocca e con tono di disprezzo gli disse;
– “Tu non riuscirai mai a farmi godere come lui, hai il cazzo piccolo e duri poco, lui mi spacca in due e mi fa avere almeno due orgasmi ogni volta, vergognati…”.

Non mi era mai piaciuto umiliarlo e l’avevo punita tempo fa perché lei invece lo aveva fatto, adesso, forse perché sentivo la competizione con lui, lo volevo invece far sentire una merda, Simona non aspettava altro a quanto pare, lui abbassò lo sguardo abbandonando la camera, dimenticavo che a lui eccitava, forse gli avevo fatto un piacere, infatti lei mi guardò e mi disse:
– “Tra ieri sera ed oggi lo hai reso felice, ci hai stregati tutti e due Gianluca…”;
– “Dici? Non mi frega un cazzo di rendere felice lui…”;
– “Io sono in Paradiso con te…”.

Restammo abbracciati finché Paolo non ci avvisò che la colazione era pronta, ci preparammo ed andammo in piscina, arrivati sul posto occupammo i lettini che ci avevano riservato, anche Sabrina era distrutta:
– “Ciao ragazzi, che botta ieri sera, quanto abbiamo bevuto Simona?”;
– “Lascia perdere, devo ancora ripigliarmi adesso…”;
– “Ho visto che siete arrivati tardi, hai fatto bene a dormire un po’ di più. ”;
– “Veramente abbiamo tardato per altri motivi…”;
– “Ma come? Ma non hai le tue cose scusa?”;
– “E allora?”;
– “Wow, siete terribili voi due!!!” – la giornata era cominciata bene, pronti via già si parlava di sesso;
– “Non sai quanto Sabry, se vuoi ti racconto i dettagli…”;
– “Dai dai che sono curiosa!”.

Si misero, per fortuna, a parlare sottovoce ridacchiando come due oche lanciandomi occhiate divertire, Marco mi disse di portare pazienza, noi due andammo a farci un bagno, le ragazze non se la sentivano, Paolo invece andò a guardare quelli che giocavano a bocce. Mentre facevamo il bagno Marco volle sapere anche lui i dettagli della mattinata, gli raccontai anche quello che avevamo fatto la sera prima e manifestò con decisione il suo pensiero:
– “Cazzo amico, non ti offendere ma Simona è una troia pazzesca, dove cazzo l’hai trovata? Mi è venuto duro al solo pensiero, meno male che siamo in acqua e non si vede! E Paolo quanto sfigato è? Incredibile!”;
Ridemmo a lungo prima di tornare dalle ragazze, erano entrambe coricate sui lettini con le chiappe in vista, la gente che passava era incantata nel vederle, il resto della giornata passò velocemente ed in allegria, era piacevole passare il tempo con loro, Paolo restò tutto il tempo in disparte, quasi non si notava la sua presenza, decidemmo di passare anche la serata insieme, si fecero la doccia a casa nostra, furono entrambi colpiti dall’appartamento.

Mentre le ragazze finivano di preparare la cena feci notare a Marco la presenza del canale satellitare, avremmo visto tutte le partite della Juve insieme quella stagione.
Paolo tornò a casa subito dopo cena, mentre Marco e Sabrina rincasarono molto tardi, Simona era felice dell’ottimo rapporto che si stava instaurando tra di noi. La mattina seguente Sabrina era a casa e sarebbe andata con lei nella palestra che frequentava, io purtroppo dovevo rientrare al lavoro.

Il giorno successivo rientrai al lavoro controvoglia, non mancava tantissimo alle ferie, ne avevo davvero bisogno, nella pausa pranzo tornai a casa, Simona mi aveva preparato un pranzetto leggero, mentre eravamo a tavola ricevetti un sms, era di Roberta, Simona lo notò e subito si avvicinò per leggerlo incuriosita:
– “Ciao, non volevo scriverti questo messaggio ma alla fine non ho resistito, ho saputo che hai una nuova ragazza, io invece non riesco a dimenticarti, sono stupida vero?”.

Si mise a ridere anche se si vedeva che era decisamente infastidita, poi disse:
– “Poverina, è dolce però, adesso sono curiosa di leggere la tua risposta…”;
– “Non credo che le risponderò, c’è poco da dire…”;
– “Secondo me una risposta gliela devi dare, qualunque sia, non è giusto ignorarla, vedi te cosa dirle ma qualcosa lo merita, la capisco in fin dei conti. ”;
– “Boh, ci penso…”;
– “Se non ti dispiace vorrei leggerlo quando lo invierai, semplice curiosità.

”.
Roberta mi aveva messo in difficoltà, era ormai un ricordo per me ma non volevo risponderle in modo sgarbato oppure offenderla, ce l’avevo con lei perché si era dimostrata succube del padre ed aveva scelto lui al posto mio, però le volevo comunque bene, non l’avevo mai amata veramente, però nutrivo molto affetto per lei, dovevo pensare a come risponderle, tenendo conto che l’avrebbe letta anche Simona. Nel pomeriggio rimuginai sul fatto a lungo senza arrivare ad una decisone, quando rientrai andammo a farci la nostra solita corsetta, Simona naturalmente mi chiese se le avevo risposto, lo avrei fatto quando saremmo rientrati.

Il cellulare l’avevo lasciato in casa, entrai io per primo sotto la doccia, Simona mi disse che avevo altri due messaggi di Roberta da leggere, erano arrivati quando eravamo fuori, nel primo scrisse: “Mi aspettavo almeno una risposta, ma sono un’illusa, in fin dei conti non mi hai mai amata. ” – Mentre il secondo, inviato pochi minuti dopo – “Non ho mai smesso di amarti, sono proprio stupida, sto male Gianluca. ”.
Le risposi immediatamente: “Mi dispiace che tu non hai superato la cosa, non ti ho risposto perché non volevo ferirti, il problema è che io adesso amo un’altra ragazza, però ho comunque molto rispetto per te, se vuoi quando ritorni a casa ne parliamo, divertiti stupida.

”.
Simona mi disse che le avevo dato il benservito in maniera educata ed elegante, mi meritavo un premio, mi prese per mano invitandomi a seguirla in camera, si coricò sul letto togliendosi l’accappatoio e restando completamente nuda, notai che non aveva l’assorbente interno, mi fiondai immediatamente con la testa in mezzo alle sue meravigliose gambe, la pelle era ancora umida e liscia come la seta, si era depilata di fresco, passai delicatamente la lingua sul taglio della sua splendida figa, lei mi accarezzò i capelli, infilai la lingua nella fessura, le labbra si aprirono permettendomi di assaporare gli umori che immediatamente la lubrificarono abbondantemente:
– “Quanto mi è mancata la tua lingua in questi giorni…”.

Leccai a lungo entrambi i buchetti, era fradicia già dopo pochi passaggi, quando ebbe il primo orgasmo colava come una fontana, ci volle veramente poco e lo raggiunse solo con la lingua, senza nemmeno penetrarla con le dita, chiese una sosta attaccandosi con voracità al mio cazzo, era rimasto duro come il marmo tutto il tempo, me lo succhiò a lungo e con notevole maestria, si girò a “69”, la sua figa grondante si spalancava nuovamente davanti ai miei occhi, la penetrai con le dita leccandole il clitoride, la sentivo gemere con il mio cazzo in bocca, penetrai anche il buco del culo dilatandoglielo per bene, infine la feci girare a pancia in su, appoggiai la punta e con un colpo deciso la penetrai in profondità, mi abbracciò e con le gambe mi circondò i fianchi tirandomi a se con forza, la scopai a lungo finché ebbe il secondo orgasmo, intenso e duraturo:
– “Scoperei con te tutto il giorno, mi fai sempre godere come una pazza, ti amo, capisco perché Roberta è così disperata…ma tu sei mio adesso, solo mio e se ne deve fare una ragione!”.

Riprese a succhiarmelo, stavo per venire, lo intuì, mi cavalcò infilandoselo ancora un volta nella sua figa calda e grondante, poi mentre si accarezzava le tette mi chiese di venirle dentro, sborrai immediatamente, la inondai con abbondante sperma mentre lei restava immobile con il cazzo piantato dentro fino in fondo:
– “Ohhh siii com’è caldo, lo sento che mi entra dentro, che bello Gianluca!!!”.
Restò ferma a godersi la sborrata abbassandosi per baciarmi, poi si tolse, si coricò a pancia in su raccogliendo con le dita lo sperma dall’interno della sua figa per poi ingoiarlo guardandomi eccitata, io restai immobile a godermi lo spettacolo, infine si riattaccò con foga al cazzo ripulendolo da ogni goccia.

Continua….

Viaggio con sorpresa.

Viaggio molto per lavoro e a volte mi sento un po’ solo, pertanto non disdegno incontri inaspettati. Una sera, durante un viaggio di ritorno verso casa mi fermai a cena a Piacenza. Solito posto, solita trattoria frequentata da camionisti e fuori il solito via vai di donnine carine. Arrivando ne noto una in particolare: fisico longilineo, due belle tette rotonde e gambe da urlo. Indossava una inequivocabile minigonna nera attillatissima che evidenziava un culo tornito da paura.

Entrai in trattoria pensando a lei. Mangia velocemente e uscii sperando di rivederla, non nascondo che il mio amichetto dava segni di irrequietezza a pensarla sul sedile della macchina. Niente, sparita. Un po’ deluso faccio un giro con la macchina cercandola ma nulla. Ormai un po’ deluso mi diressi in direzione dell’autostrada quando all’improvviso la vidi scendere dalla cabina di un camion posteggiato. Mi fermai senza esitazione e aprii lo sportello lato passeggero. lei si avvicinò e senza dire una parola salì.

“Ciao come ti chiami ?” dissi senza pensare “Rita” fu la sola cosa che disse. Non avevo chiesto nulla nemmeno quanto denaro poteva volere per farmi divertire un po’. Con la sua voce dolce mi disse di dirigermi verso una zona isolata vicino alla fiera. Detto fatto. Durante il tragitto palpava il mio cazzo ormai durissimo per l’eccitazione e pian piano mi sbottonava i pantaloni. Cominciavo ad avere problemi a guidare….. Iniziò a segarmi dolcemente passando la sua mano morbida sulla mia cappella.

Ad un semaforo me lo prese in bocca con altrettanta dolcezza. Stavo impazzendo!! Finalmente giunsi nel luogo indicato e riuscii a slacciare la cintura di sicurezza che ormai era diventata un incubo. A quel punto lei cominciò a pomparmi con più foga mentre io cercavi di tirare fuori dalla sua maglietta aderente le sue tette dure come il marmo. Erano stupende, non naturali ma stupendamente reali. Le continuava a insalivare il mio cazzo sempre più gonfio.

Calai la mano in mezzo alle sue cosce ed ebbi un brivido…. sorpresa!!! Un cazzo bello grosso non ancora completamente duro ma già di notevoli dimensioni. Ritrassi la mano di istinto e le sollevai la testa. Lei senza battere ciglio sentenziò: “Non ti piace? Ti da fastidio? Non hai mai avuto un bel cazzo tra le mani che non fosse il tuo?” In effetti non mi era mai successo. Non sapevo come comportarmi, volevo andarmene ma il mio cazzo si rifiutava di tornare calmo.

Continuava a pulsare nella sua mano che non lo aveva mai abbandonato. Non dissi nulla e lasciai fare. Lei continuo a toccarmi e a succhiarmi. La cosa strana è che io ritornai con la mano a cercare il suo cazzo piuttosto che le sue tette. La sua bocca continuava ad assaporare la mia verga che sentivo pulsare e scoppiare di piacere. Inizia a toccare il suo bel culo tornito: Meraviglioso, non un pelo e delle chiappe dure come il marmo.

Sollevò la testa e mi disse “Ti piace?”. “Certo” Risposi e le sfiorai l’ano con le dita. Era umido e lubrificato, probabilmente ancora dal rapporto di prima con il camionista. Anche lei tocco il mio culo con le dita. Mi ritrassi un attimo ma poi lasciai fare. Ormai ero curioso di vedere come sarebbe finita. Preso da non so che le dissi di infilarsi un preservativo. Non se lo fece ripetere e ne prese due.

Lo indossò e fece altrettanto a me. Durante questa operazione continuavo a guardarla e a sfiorarla. Stupenda, statuaria, porca all’inverosimile!! Volevo averla. Lei mi lesse nel pensiero e si girò su un fianco. “Prendimi!!” disse con voce sinuosa. Il cazzo mi stava esplodendo. Lo appoggia al suo buchetto e inarcando la schiena spinsi tutta la verga dentro di lei. Ansimava e muoveva il culo per farmi sprofondare tutto il cazzo nel suo morbido culo.

“Scopami porco!!” ripeteva ansimando “Sbattimi tutta maiale!!” Continuavo a pomparla. L’avevo girata a pancia sotto e sbattevo le mie palle sul suo culo. Con una mano cercai il suo cazzo. Durissimo. Pensieri strani cominciavano a passarmi in testa e lei capì. Mi fermò e si girò. Mi tolse il preservativo e ricominciò a succhiarmi il cazzo. Mi fece mettere in ginocchio sul sedile di fronte a lei e mentre continuava a leccarmi iniziò di nuovo a sfiorarmi l’ano con le sue dita.

Mi penetro con un dito dolcemente e io non reagii. Cosa stavo facendo? Non sapevo più se farla smettere o andare avanti. Senza esitare mi disse “Girati a pancia sotto” Come un robot feci quello che mi chiedeva. “Non lo hai mai preso?” mi disse dolcemente. No risposi, ma ormai ero succube delle sue azioni. Sentivo il suo cazzo in mezzo alle mie chiappe scivolare su è giù. Senti lei prendere qualcosa dalla borsa con un a mano.

sentii il freddo del lubrificante sul mio culo e strinsi le chiappe. Lei dolcemente me le accarezzo e me le allargò pian piano. Sentii la sua cappella sul mio buchetto vergine che spingeva a piccoli colpi. Bruciava, ma non mi ritraevo. Sentii la sua cappella aprire il mio orifizio e entrare dentro di me. Il mio cazzo era ancora più duro e strusciava contro la pelle dei sedili dell’auto. lei se ne accorse e passando una mano sotto la mia pancia mi tirò a è prendendomi il cazzo in mano.

Cominciò a spingere di più. Non capivo più nulla. “Scopami come una troia!!” Seppi dire solo questo preso da un enfasi di sensazioni nuove e mai provate. Lei comincio a penetrarmi più forte e più a fondo. Il bruciore iniziale era passato. Ero diventato io la sua troia. Mi stava scopando a grandi colpi e mi piaceva pure. Le non disdegnava il mio culo e sentivo il suo cazzo sempre più duro e caldo sprofondare nella mia pancia.

Continuava a segarmi il cazzo con l’altra mano mentre io sentivo il mio culo scoppiare pieno del suo. Con un grido liberatorio la sentii venire dentro di me. Il calore del suo seme nella mia pancia. Mi sfilò il cazzo dal culo e mi girò di shitto a pancia all’aria prendendomi il cazzo in bocca. Non sapevo più cosa stavo facendo ma stavo impazzendo di voglia e piacere. Continuò a pomparmi con vigore fino a quando esplosi con un grido liberatorio sborrandogli tutto in bocca.

Credo rimanemmo alcuni minuti entrambi come svenuti, mezzi nudi sui sedili. Dopo un po’ lei ruppe il ghiaccio “Ti è piaciuto?” Non potevo negare l’evidenza e ammisi del mio godimento sfiorandogli il culo. Stranamente il mio cazzo era rimasto ancora durissimo. Lei mi guardò, mi toccò, prese un nuovo guanto lo srotolò sul mio cazzo ancora insalivato e si girò di schiena. Come un porco assatanato da video hard gli spinsi il cazzo nel culo tutto in un colpo.

Era bello aperto e lubrificato. “Ora sono io la tua troia!! Scopami porco!!” Non ragionavo più la pompavo di santa ragione spingendo tutto il cazzo nel suo culo aperto. Stupendo!! Dopo pochi colpi venni di nuovo sborrando dentro di lei. Ancora una volta entrambi siamo rimasti alcuni minuti come in un estasi di piacere immobili sui sedili. Mi ripresi e ruppi il silenzio dicendo ” Mi hai fatto provare cose che non avevo mai nemmeno pensato di fare o di provare.

Grazie Rita”. Ci rivestimmo e accendendomi una sigaretta le chiesi “Quanto ti devo per le emozioni che mi hai fatto provare?” “Nulla!!” rispose e dandomi un bacio sulla bocca disse “ora sei anche tu la mia troia, ti aspetto, vienimi a cercare. ” La riportai verso la trattoria, scese dall’auto dandomi un bacio sulla guancia e se ne andò nel buio. Mi sono fermato ancora molte volte a cena a Piacenza e ogni volta l’ho cercata.

Non l’ho mai più rivista…….

Grazia

…conobbi Grazia in circostanze di lavoro. Lei segretaria cinquantenne mora, seno prosperoso, rotondetta in alcuni punti (essenziali), insomma quello che adoro!! Lì per lì non ho dato peso a lei e mi sono recato in un locale attiguo ove un mio collega stava sbirciando dei video su internet. Si trattava di video un po’ osè ma nulla di trascendentale, in ogni caso i commenti si facevano sentire. Lei apparse all’improvviso sulla porta commentando “….

a me piace più il reale del virtuale…”. rimasi un po’ perplesso e data anche la mia timidezza iniziale non risposi. Terminai le cose da fare e vista ormai l’ora tarda mi avviai ad andare a casa. Non ero ancora arrivato alla macchina che mi suonò il cellulare, numero che non conoscevo…. “chi è?” dall’altra parte la sua voce che riconobbi subito. “…Indovina…”. Dopo tre secondi era davanti a me. Mi disse se volevo fare un giro in macchina con lei per bere qualcosa.

Accettai subito e salii. Guidò chiacchierando del più e del meno per pochi minuti e si fermò in un luogo appartato dicendo “..l’aperitivo lo prendiamo qui!!! Reale però!!” Non feci in tempo a realizzare che lei mi stava già slacciando i pantaloni. Preso alla sprovvista lasciai fare ma non rimanendo passivo, mentre lei tirava fuori il mio cazzo già quasi totalmente duro gli misi una mano nella scollatura tastandogli le grosse tette un po’ molli ma caldissime.

Lei continuava con una mano ad accarezzarmi il cazzo quasi facendomi una sega e con l’altra si slaccio totalmente la camicetta. Le sue tette mi facevano impazzire!! In un attimo si chinò e fece sprofondare il mio cazzo pulsante nella sua bocca….. si sollevò un attimo e disse “…meglio la realtà vero?”. Stavo impazzendo!! Il mio membro era ormai durissimo e lo sentivo indurirsi nella sua bocca. Succhiava la cappella e poi lo prendeva tutto in bocca fino in gola con fare goloso….

mi sentivo morire!! Tralascia le tette per scendere con la mano sotto la gonna in mezzo alle sue cosce, niente mutandine e una figa bagnata bollente, talmente bagnata che le mie dita scivolarono immediatamente dentro di lei. Lei sussultò di piacere e continuò a pomparmi con ancora più foga. Lascia fare, era bravissima!! Stavo per venire e lei se ne accorse dicendomi “…bevo dopo l’aperitivo, prima voglio che me lo dai…” Ero quasi inebetito ma preso dalla situazione quasi irreale non ci pensai due volte a ribaltare totalmente il sedile anche di lei chinandomi con la faccia in mezzo alle sue cosce.

Stupenda!! Un pelo nero rado morbido morbido, un sapore acre di voglia di cazzo, dolcissimo. La penetrai con la lingua stringendo una tetta in una mano e con l’altra sfioravo il suo culo. Ansimava come una puttana in calore. Non resistei più e in un attimo ero sopra di lei con il cazzo gonfissimo che puntava dritto sulla figa bagnata. La penetrai in un sol colpo. Lei si inarcò sulla schiena ansimando e muovendosi assecondando i miei colpi.

Meravigliosa, scivolavo dentro di lei che colava come non mai bagnandomi le palle e il sedile della macchina. Continuavo a pomparla toccandogli il culo. Stavo per sborrare ma lei se ne accorse e mi spinse fuori dalla sua figa prendendomi in bocca tutto il cazzo bagnato. Inizio a pompare con ancor più vigore di prima. Appoggiavo le mani sul tettuccio della macchina e spingevo il mio cazzo nella sua bocca fino in gola. “Sei pronta per l’aperitivo? Eccolooooooo!!!!” Le sborrai in bocca svuotando tutto il mio cazzo.

Non fece una piega e bevve tutto!! “Stupendo disse ottimo aperitivo”. (continua).

Alonso Il mio nuovo amore

Ciao a tutti
Volevo condividere questa mia nuova avventura durante un piccolo periodo di ferie in una bellissima città del Brasile.
Arrivano da diversi giorni , passata la stanchezza del viaggio, comincio ad annoiarmi.
Va bene il mare, le passeggiate al mattino e alla sera , ma poi la notte comincio ad avere un leggero languorino.
Sono partito per dimenticare un bellissimo ragazzo africano conosciuto nei mesi scorsi con i quale ho passato bei momenti.

Passo quindi in spiaggia le mattinate e i pomeriggi aspettando una conoscenza prima o poi , è nel frattempo la voglia cresce.
Una mattina , poco prima di pranzo si avvicinano due ragazzi , uno sulla ventina grassoccio e suo cugino Alonsco, vendono ostriche.
Alonso è molto più carino e nonostante abbia circa 45 anni ha un fisico da paura, alto e robusto ma senza un filo di grasso.
Nero come la notte e non proprio elegante, sono molto trasandati nella loro abbigliamento da lavoro ma simpatici e cortesi.

Parlano anche italiano e quindi mi posso intrattenere cordialmente mentre mi aprono qualche ostrica , io ho nel frattempo ordinato ai camerieri in spiaggia della birra che condivido con loro.
Noto che Alonso comunque mentre parlo mi scruta, sembra quasi che si sia accorto che anche io lo guardo con interesse ,mi tratta come se fossimo amici di una vita e insiste per lasciarmi. il suo numero di telefono per rivederci.

Memorizzo il numero , pago le ostriche e loro continuano il loro lavoro.
Mentre si allontana, si gira un paio di volte e mi sorride salutandomi.
La giornata continua senza altri episodi e al tramonto torno a casa (ho affittato una casa per stare più tranquillo) vado a cena e verso la mezzanotte in giro per bere qualcosa, incontro Alonso, molto elegante che accompagna due belle ragazze.
Mi presenta alle due e mi offre da bere una birra, è molto più interessato a me che non alle due, comunque mi congedò e torno a casa contento della serata.

L’indomani torno al mare senza neanche pensare al giorno prima, all’ ora di pranzo rivedo lui, oggi da solo.
Si avvicina sorridente e mi dice che se voglio nel pomeriggio possiamo fare un giro in città insieme.
Io gli dico che la compagnia delle due ragazze di ieri è molto meglio della mia e lui mi risponde che lo annoiano e vorrebbe uscire con me.
Ci diamo appuntamento nel tardo pomeriggio e ci vediamo in centro.

Io esco in abbigliamento informale come sempre: boxer da mare , maglietta e ciabatte,
Troppo caldo per altri abbigliamenti ; noto con piacere di aver seguito l’abbigliamento dei più e cominciamo il giro tra migliaia di ragazzi e ragazze che non vedono l’ora di conoscersi. Finiamo in una discoteca strapiena, beviamo tanto e mi devo sedere perché sento di aver esagerato un po’.
Lui mi fa accomodare in un prive dov’è la musica è meno forte e si può parlare tranquillamente.

Si vede che ha in mente qualcosa ma ancora non capisco e la cosa mi fa un po’ paura.
Il prive è molto comodo e riservato, mentre parliamo lui mi tocca ed è sempre più amichevole, anche lui ha bevuto quindi è anche euforico nei suoi discorsi.
Io non lo seguo molto parla troppo e io vorrei altro , avevo paura di bere per quello.
Siamo seduti su un grande divano e mentre parla io mi avvicino e gli metto la mano sulla spalla.

Lui mi guarda e sorride socchiudendo le tendine davanti a noi.
Io sono elettrizzato, sono al cospetto di un mandingo nero che tra un po vorrà fare qualcosa, forse darmi uno schiaffo forse baciarmi è ancora altro.
Mentre aspetto la sua mossa chiudo gli occhi e mi appoggio alla sua spalla , lui chiama la cameriera ordina altre due bibite e chiede di lasciarci in pace per almeno una mezz’ora. Appena torna con le consumazioni lui tira ancora la tenda creando una penombra con in sottofondo al musica.

Si avvicina e mi bacia dicendomi che non aspettava altro , io non parlo ma sono eccitato più di lui.
Mentre mi tocca prende la mia mano e la porta sul suo pene che sembra molto grosso , non vedo l’ora di toccarlo, maneggiarlo comincia il divertimento.
Lui si leva la maglietta, e si abbassa il boxer , ha un bellissimo pene nero di almeno 23 cm molto grosso con la cappella semicoperta proprio come piace a me.

Provo un piacere infinito a succhiare un cazzo che posso scappellare a mio piacimento.
Cominciai a maneggiarlo per farlo indurire e non ci volle molto, lui nel frattempo mi baciava avidamente dicendomi che non vedeva l’ora di scoparmi, poi
poi lasciandomi la maglietta mi ha spogliato del mio boxer e mi ha fatto sedere su di lui.
Era caldissimo e io, che normalmente sono depilato anche nelle parti intime apprezzavo tanto il suo corpo peloso che si strusciava su di me.

Lui mi teneva stretto a se e sentivo il suo sesso l’unico le mie parti intime che pulsava mentre lui continuava a baciarmi e a leccarmi.
Io avevo vogli di succhiarlo e lo ho fatto sdraiare e mi sono messo in ginocchio per poterlo fare in maniera comoda, lui ha acconsentito e si è sdraiato.
Il suo cazzo nero sembrava ancora più grande e grosso, nerissimo e aspettava la mia bocca avida
Mi avvicino a lui scappellandolo e leccandolo , lo prendo in bocca a malapena ha un sapore buonissimo , di uomo rude , cerco di buttarlo tutto dentro spompinandolo come meglio posso.

Sono in paradiso perché mentre succhio lui mi accarezza e mi infila un suo dito nel mio buco ormai sudato e ansioso.
Lo voglio dentro di me, sono sudatissimo che succhio un magnifico cazzone nero ma non ho preservativi e lui continua a masturbarmi il mio culo.
Mi fermo prima di mettermi nei guai lui mi chiede di continuare ma io insisto che stiamo facendo una stupidaggine lì in discoteca.
Ci rivestiamo e andiamo via , lui incazzato nero mi dice che non va bene , gli chiedo di rivederci l’indomani più calmi , lui acconsente e andiamo ogni uno a casa sua.

Non lo vedo per almeno tre giorni, penso che deve proprio essere incazzato , forse pensa di aver esagerato ma non è un ragazzino chissà se lo rivedrò.
Lo rivedo dopo qualche giorno molto freddo e staccato , gli chiedo cosa ha e lui come avevo immaginato mi dice che si vergogna del comportamento la sera in discoteca. io sorrido e gli dico che a me è piaciuto tanto e che vorrei finalizzare l’incontro , lui mi abbraccia e mi dice che anche lui vorrebbe farlo in maniera molto più educata perché gli piaccio troppo.

Io gli chiedo di venirmi a trovare a casa e lui acconsente.
Io abito in un condominio controllato e quindi devo avvertire come in albergo che viene qualcuno a trovarmi, lui non si fa attendere arriva per l’ora di cena ma ne io ne lui abbiamo intenzione di mangiare.
Ho passato tutto il pomeriggio dalla ragazza che mi depila e mi massaggia nel negozio di estetista sotto casa , lei incuriosita mi ha chiesto come mai tutto questo lavoro e io gli ho spiegato che ho conosciuto un bel mandingo e che stasera sarò suo.

Lei moto incuriosita mi ha chiesto come fosse fisicamente e io le ho raccontato della discoteca.
Lei contenta per me mi ha regalato un gel anale che usa per quando il suo fidanzato , molto superdotato la scopa
Io sono pronto e lo aspetto a casa; lui è molto prestante e ha un fisico fantastico, ma io ho davvero un bellissimo fisico che comunque fa effetto e poi sono depilato e pulito e profumato.

Alonso come ho detto non si fa aspettare arriva intorno alle 20’00 e io lo aspetto in vestaglia leggera bianca lui ha un bel boxer e una maglietta a con disegni e un paio di ciabatte, gli chiedo di versare da bere e gli chiedo di portare tutto in terrazzo visto che sono. Affacciato lui ubbidisce e beviamo mentre cala il tramonto.
Mentre conversiamo sento che una mano mi accarezza il culo e improvvisamente lui mi bacia.

Io non aspettavo altro lo abbracciò e lo stringo mentre condivido il. Bacio e lui fruga tra le mie intimità posteriori.
Rientriamo e nella penombra ci avviciniamo al letto mentre lui lentamente si spoglia.
Io , visibilmente eccitato continuo a baciarlo , lui mi prende e mi butta sul letto e comincia a leccarmi i capezzoli dopo avermi levato la vestaglia siamo nudi nel mio letto e adesso chissà cosa succede.

Lui vuole leccartele mie zone intime e quindi facciamo un 69 dove io succhio avidamente quel bellissimo cazzo nero che non ho mica dimenticato
Lui sta godendo e lecca il mio culo profumato e anche il mio piccolo cazzo , gli chiedo di smettere per non venire.
Lui adesso si mette inginocchiato vicino alla mia bocca e mi infila il suo cazzo cercando di scoparmi la bocca.
Con la mano mi schiaffeggia il culo, poi comincia ad infilarmi le dita nel culo
Io adesso vorrei che mi possedesse e lo chiedo timidamente lui sorride e mi chiede di sdraiarmi con lì culo in alto , obbedisco e lui comincia ad allargarmi le chiappe, a leccarmi e ad infilare le dita nel mio culetto.

Io gli passò il gel datomi dall’estetista e lui comincia a spalmarlo anche all’interno mentre io continuo a succhiare il suo cazzone.
Gli infilo il condom con la bocca , fortuna ho preso la misura xl , gli chiedo di penetrarmi e mi metto di fianco , la mia posizione preferita
Lui mi solleva una gamba e prova , premetto che di cazzi xl ne ho preso diversi e questo era davvero xl piano piano lui cerca di infilarlo , la crema rende le mie parti intime insolitamente calde mentre lui prova a penetrarmi finché non sento che la mia carne si allarga e finalmente
Lui comincia a pomparmi.

Il sogno si avvera e io comincio a godere sento questo grosso palo che entra ed esce e lo sentì dentro di te
Lui sta godendo come un matto ma continua a procurare il mio piacere
Mi mette alla pecorina e ricomincia a pomparmi sento il suo palo in pancia poi mi scopa in almeno altre tre posizioni
Ormai ho la sua misura e può entrare dentro me quadro vuole
Ora si leva il condom e comincia a masturbarsi io nel mentre lo lecco e succhio
Un minuto dopo mi viene in bocca copiosamente
E viene a leccarmi per condividere i suoi umori
Poi mi abbraccia teneramente.

Ho passato i restanti giorni con lui fino alla partenza
Spero di poter tornare nei prossimi mesi
Per adesso ci sentiamo con whatshap
Carlo.

La mia prima… volta. by Loredana C.

Ero finalmente a casa, tolsi le scarpe e mi misi sul letto, mentre di fronte mi guardavo riflessa allo specchio dell’armadio.
Mi alzai all’impiedi sul letto e lasciai scivolare lentamente la camicetta cominciando a carezzarmi in modo languido, ondulavo i fianchi con dei lenti movimenti lascivi.
Guardavo lì, in quel angolo buio la poltrona.
Tolsi i fermagli dai miei capelli, passando le mani dietro la nuca, li raccolsi verso l’alto per poi lasciarli ricadere sulle spalle, i miei seni erano ancora coperti dal reggiseno, presi i seni a coppa nelle mani per offrirli a lui..
Continuando a muovermi lasciva, mi alzai la mini nera, denudandomi piano e poco a poco.

Gli mostravo le mie gambe inguainate nelle calze di seta bianche sorrette dalla bianca giarrettiera, lentamente scoprii la parte nuda delle mie cosce e le mie mutandine ricamate che mi donavano un aria molto sexy, lasciando intravedere in trasparenza la peluria del mio pube.
Arrotolai il dietro della gonna per scoprire interamente i miei glutei, ammirandomi per lunghi istanti, mi muovevo con l’intento di far sporgere il sedere allargando un po’ le gambe, guardando riflessa la mia “micetta” stretta nel tessuto delle mutandine.

Mi ero fatta prendere dal gioco, tanto che mi rivolsi a lui senza pudore.
Era seduto in quella poltrona in quel angolo in prenombra al lato dell’armadio, vedevo solo il suo volto che mi guardava e cominciai a sussurrargli.
– Guardami.. non mi trovi bella? – lui annuiva. Mi feci più… audace e provocante.
– Guarda i peli della mia… micetta sotto le mutandine… ti eccitano? –
Ero veramente eccitata da ciò che facevo e dicevo.

Mi rigirai di fronte allo specchio, dritta continuavo a sussurrargli: – Vuoi le mie tette? –
Mentre glielo dicevo strinsi ancora i seni offrendoli: -Ti piace guardarmi le tette? Vorresti succhiarmele?-
Ne tirai fuori una carezzandola, poi l’altra, strinsi con un po’ di forza i capezzoli, tirandoli con le dita si eressero di più…
– Vuoi che mi tolga la gonna? –
Lentamente abbassai la gonna sculettando, cadde ai miei piedi, la gettai con un calcio sulla poltrona… a lui.

– Vuoi guardare la mia…fighetta?-.
Afferrando l’elastico, lo feci arrotolare lentamente lungo i fianchi facendo apparire allo specchio la parte alta del pube, il tessuto oramai era ridotto come un cordoncino che mi stringeva il sedere e copriva solo metà della mia fighetta.
Ero eccitata e sentivo il sesso inumidirsi.
Resistevo al forte desiderio di toccarmi, intanto i miei movimenti diventavano sempre più sensuali e più lascivi.
Partecipavo con tutto il mio corpo a quell’esibizione, che mi aveva presa senza pensarci.

Mi spogliai completamente togliendomi lentamente il reggiseno, le mutandine, lasciando le calze e il reggicalze il cui colore bianco dava risalto alla mia pelle ambrata e faceva da cornice alla mia peluria scura.
Posai le mani ai lati del pube, rivolta a lui mi carezzavo i peli, con le dita aprii le labbra e mi rivolsi a lui come non mai avevo pensato od osato dire.
– Dimmi che sono abbastanza… puttana per te? –
Stavo aprendomi di più con le mani…- Ti piace la mia figa? Vedi come sono bagnata?-
Non so nemmeno come riuscivo a dire quelle cose…che sapevano di donna senza ritegno.

Avevo visto di nascosto qualche film porno in qualche notte insonne in tv.
– Vuoi leccarmela?… – ora ero davvero senza pudore.
Ora ero lì… e stavo dicendo e non solo dicendo, stavo facendo la puttana davvero per lui.
Ero lì e in piedi cominciai a toccarmi cercando il mio bottoncino gonfio, lo presi fra le dita e iniziai a massaggiarmi, guardandomi negli occhi che vedevo pieni di piacere.
– Guardami bene, ora voglio godere per te – gli continuavo a dire.

Avevo divaricato di più le gambe, girandomi verso quella poltrona, e cominciai a masturbarmi prima lentamente e poi aumentando sempre di più il movimento del mio dito che mi penetravo dentro.
Ero in piena di libidine, era la prima volta che mi facevo così, e ora davanti a lui e davanti allo specchio.
Ora messa di lato, guardandolo: – Guardami…. Ti piace?… La tua puttana –
Poi mi girai ancora di fronte mentre mi mettevo un altro dito dentro, sentivo tutta la mia mano bagnarsi, umida delle mie secrezioni.

Ora sentivo anche la sua di voce incitarmi e a ripetermi … – puttana –
Sentivo la mia vagina palpitare, cosi come i miei battiti, che sentivo in quel silenzio della stanza rotto dai miei lievi e ora più frequenti mugolii di piacere.
Tolsi la mano portandola alla bocca guardai le dita che erano stati dentro di me e…mi assaggiai per la prima volta, timidamente passai la lingua sulla punta del dito, sentii il mio sapore, lentamente succhiai il dito pensando al sapore di lui, al sapore di maschio… a cui gli facevo un pompino immaginario.

Riportai le mie dita ancora … nel mio piacere.
Guardavo il mio clitoride duro che premevo, titillavo, m’inarcavo di più in avanti vacillando un po’.
Cercavo di non cadere e anche di resistere, per prolungare il piacere al massimo.
Sentivo tutte le vene del mio corpo pulsare.
Sentivo l’orgasmo che stava per arrivare.
Mi spinsi di più, al massimo, il ventre in avanti e con le dita ora tutte dentro, vacillai di più tenendomi in equilibrio, che persi subito e mi ritrovai distesa sul letto in preda al più forte orgasmo totale.

Premevo entrambi le mani come per non fare uscire quell’orgasmo, non contavo più ora quante dita che mi scopavo … da sola.
Sentivo la sua voce dirmi: – Godi puttana..godi troia. – me lo diceva sempre di più.
Sentivo la mia rispondergli, quel sì mischiato ai gridolini di piacere che non trattenevo più.
Gridai quel godo e quel sì prolungato al tremendo orgasmo che mi era sempre rimasto dentro le altre volte.

Sentivo gli umori bagnarmi e colarmi all’interno delle cosce che tenevo alte e aperte al massimo verso quella poltrona.
Lo sguardo fisso alla mia immagine riflessa che godeva senza ritegno.
Ero in preda a spasmi e forti contrazioni, quello stato di languore e libidine totale mentre sentivo i fiotti d’umori che m’inondavano di spruzzi la vagina.
Sentivo ancora forti le contrazioni del ventre non finire più e la sua voce – sei…la mia cagna…-
Restai sdraiata e non pensavo più a niente…solo alla mia goduria che provavo nel venire masturbandomi cosi violentemente e dolcemente nello stesso momento.

Quando mi calmai del tutto o quasi mi alzai dal letto e andai verso di lui.
Salii con i piedi e sedendomi sulla sua faccia tenendomi alla spalliera di quella poltrona aprii le gambe e mi abbassai e gli gridai …
– Puliscimi … sono la tua …troia -.

per Vittorio

Quest’estate abbiamo organizzato una cena da me e con Vittorio eravamo rimasti d’accordo che veniva con il suo amico meccanico, un tipo possente ma un po’ tamarro, ma a me i tamarri sono sempre piaciuti.
La moglie Anna Maria è una tipa un po classica, così Stefania, mia moglie vestita per l’occasione, se la prende e comincia il classico chiacchericcio femminile.
I due ragazzi cercano Paolo in giro per casa ma non lo trovano, così, girovagando per il giardino, arrivano in una depandance, una specie di fienile che usiamo per garage che d estate è fresco e adibiamo a monolocale.

I ragazzi invece di trovare Paolo trovano Monia, il suo alterego femminile, alta statuaria con uno stacco di coscie che farebbe invidia a molte donne. Truccata, depilata e vestita per l’occasione fanno finta di non aver capito di chi si tratti.
Monia intanto stessa su una sdraio con un vestito cortissimo tira fuori l’arnese e comincia a menarselo guardandoli con occhi di sfida mentre i ragazzi ci scherzano su bevendo un coktail.

Nel frattempo Stefania, dopo aver rimbambito di chiacchere Annamaria, l’ha praticamente mezza drogata con un intruglio in un cocktail e si apprestano a raggiungere i ragazzi nella depandance.
Monia intanto ha preso e coraggio si è messa in ginocchio e ha raggiunto carponi i ragazzi, prendendo per la cinta vittorio e tirandolo a se, gli apre la patta dei pantaloni mentre lui si toglie la camicia e comincia a succhiarglielo.
Stefania e Annamaria sono arrivate dal retro e Annamaria è rimasta esterefatta , Stefania sminuisce e le dice di continuare a bere il cocktail.

Annamaria beve ma non riesce a togliere gli occhi di dosso a suo marito che steso sulla sdraio si fa spompinare da una donna sconosciuta.
Stefania le dice chi è quella donna, Annamaria ancora più esterefatta continua a bere ancora e ancora.
Stefania quindi le chiede se vuole unirsi a loro, lei è un po’ ritrosa, allora Stefania comincia a spogliarla e ad accarezzarla.
Annamaria continua a girarsi verso il marito, lo vede godere e vede il culo di Monia muoversi come se fosse una pornostar, prova un po’ di invida e un po’ d imbarazzo, è l’unica nuda in sala mentre si sentono solo i gemiti di Vittorio per lo strepitoso pompino di Monia.

Annamaria si capisce che è sul punto di cedere allora Stefania la prende per mano e la avvicina ai due, anche il meccanico posa il bicchiere e capisce che è il momento di entrare in azione e va verso stefania.
Annamaria si piega su Vittorio, lo bacia sulla bocca poi scende delicatamente sul suo pene ed io le lascio succhiare il tuo cazzo ma dalla mia mano però perché deve capire che non è più roba solo sua.

Il meccanico prende prepotentemente mia moglie stefania e comincia a baciarla e toccarla dappertutto. Con fare cafone come se fosse roba sua le alza la gonna le mette le dita sotto le mutande e la bacia molto volgarmente mettendole tutta la lingua in bocca, Stefania all‘inizio è sopraffatta dal suo fare ma poi reagisce cacciando fuori tutta la lingua e prendendogli il cazzo in mano e orientandolo verso la fica di tua moglie piegata a novanta gradi su di te.

Appena l’uomo entra rudemente dentro Annamaria lei ti lascia il cazzo e ti guarda come a chiederti il permesso chiedendoti un bacio, io mi riprendo subito il tuo cazzo tra le labbra mentre stefania lecca voracemente i pettorali del meccanico, il quale poi mi offre il suo cazzo da lubrificare(ho già capito cosa ha in mente) mentre Stefania si è seduta sulla tua faccia chiedendoti di leccargliela tutta.
Ed ecco il nuovo scenario:
Il carrozziere/meccanico entra nel culo di tua moglie, tu entri nel mio a smorzacandela mentre lecchi la fica di Stefania.

Ma questa situazione dura poco poiché Stefania vuole il cazzo del carrozziere, allora si stende accanto a tua moglie a gambe all’aria, e lui, avido di fica come è, subito entra dentro di lei.
A quel punto Annamaria rivuole il tuo cazzo e viene a prenderselo di prepotenza, io la lascio fare e vado a leccare le tette rifatte(ha esagerato la troia ha voluto una sesta) di mia moglie. In realtà sono un po’ gelosa vedendo il feling creatosi tra quei due tamarri di Stefania e il carrozziere, lei lo capisce e comincia a succhiarmi il cazzo e mi provoca, mi dice.

” quanto sei bella amore mio, sei proprio una bella puttanella”, il carrozziere capisce il gioco esce il cazzo dalla fica di mia moglie e me lo propone. E lei continua:
“Dai su succhialo, lo vedi quant’è grosso? Non è mica il tuo, lo so che glielo vuoi succhiare frocietta”
Io non resisto e glielo succhio mentre lei mi succhia il mio, poi lui rientra dentro di lei ed io sono li ad aspettare che lui decida di uscire per risucchiarglielo arrivo anche a chiederglielo ma lui si diverte a darmelo quando vuole.

Vittoro intanto sta sfondando il culo di Anna maria in tutte le posizioni e lei lo incita toccandosi fica e tette, Vittorio non ha mai visto sua moglie così e questo lo sta arrrapando molto.
MA anche questa non è una situazione destinata a durare in questo gioco.
Infatti tu vieni a scompaginare le parti mi prendi per un braccio e mi inginocchi a te, ti è piaciuto troppo il pompino di prima e me lo ficchi fino in gola, io non respiro ma continuo perché mi fa piacere che ti piace come ti spompino, Stefania e Annamaria si dedicano a far riprendere il cazzo del carrozziere che è già venuto una volta dentro mia moglie, Annamaria ci guarda gelosa ma intanto succhia e smanetta il cazzo del tuo amico.

Poi Stefania si rompe e decide che ti vuole provare mi dice: ”Togliti lo voglio provare io” e si siede sul tuo cazzo andando su e giù, mentre il carrozziere si prende tua moglie nella stessa posizione.
Stefania mi ordina: ”Ehi amore mio lecca un po’ le palle a Vittorio che gli piace” Io sono li a obbedire perché l’amo e perché mi piacciono le tue palle e ti lecco le palle mentre con la mano le masturbo il clitoride.

Intanto i gemiti e le urla di piacere hanno attirato dei curiosi che hanno tirato fuori gli smartphone e cominciano a fotografare e a riprendere.
Non ci vuole molto che vieni anche tu dentro Stefania (è così una brava troia che a pecora è irresistibile, muove il culo come una pornostar, ti eccita a non finire e gli vieni dentro con tutta la forza che hai), poi stanca si defila un po’ ed io mi ritrovo ben presto con la tua mazza ancora armata su per il culo mentre il carrozziere ripassa Annamaria culo e fica gino a sborrare copiosamente sulle sue tette.

Intanto tu mi stai facendo morire, mi sento donna per la prima volta nella mia vita, cambiamo varie posizioni, prima a pecora poi ti cavalco il cazzo, Stefania mi sente venire analmente per la prima volta nella mia vita viene e mi bacia in bocca:
“Che brava la mia puttanella ti voglio sempre così” mi dice.
Mentre dice così sente arrivare da dietro il carrozziere che le sfonda il culo senza lubrificarglielo e le dice:
“Stefania mi fai impazzire, ti voglio”, E lei “Si anche io ti voglio dai scopami”
Dopo questa affermazione mi viene immediatamente duro mentre mi stai montando a pecora, annamaria se ne accorge e comincia a stuzzicarmi con la bocca e le mani per farmi venire: dopo poco sono un lago di sborra che inonda viso e labrra di tua moglie.

Poi tocca a te venire ma preferisci la mia faccia e le mie di labbra.
Annamaria corre a baciarmi mentre il carrozziere continua a scopare mia moglie in diverse posizioni, mentre lei lo incita con diverse esclamazioni del tipo:
“Si dai sfondami, si lo voglio, che cazzo che hai, sarò per sempre la tua puttana”
Alla fine viene anche lui sborra sul viso della sua prediletta, mia moglie ovviamente, che prima lo pulisce tutto,
poi gli bacia il cazzo, poi viene da me ed annamaria e dice :”ma voi siete sempre i miei amori speciali”.

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