Viaggio con sorpresa.

Viaggio molto per lavoro e a volte mi sento un po’ solo, pertanto non disdegno incontri inaspettati. Una sera, durante un viaggio di ritorno verso casa mi fermai a cena a Piacenza. Solito posto, solita trattoria frequentata da camionisti e fuori il solito via vai di donnine carine. Arrivando ne noto una in particolare: fisico longilineo, due belle tette rotonde e gambe da urlo. Indossava una inequivocabile minigonna nera attillatissima che evidenziava un culo tornito da paura.

Entrai in trattoria pensando a lei. Mangia velocemente e uscii sperando di rivederla, non nascondo che il mio amichetto dava segni di irrequietezza a pensarla sul sedile della macchina. Niente, sparita. Un po’ deluso faccio un giro con la macchina cercandola ma nulla. Ormai un po’ deluso mi diressi in direzione dell’autostrada quando all’improvviso la vidi scendere dalla cabina di un camion posteggiato. Mi fermai senza esitazione e aprii lo sportello lato passeggero. lei si avvicinò e senza dire una parola salì.

“Ciao come ti chiami ?” dissi senza pensare “Rita” fu la sola cosa che disse. Non avevo chiesto nulla nemmeno quanto denaro poteva volere per farmi divertire un po’. Con la sua voce dolce mi disse di dirigermi verso una zona isolata vicino alla fiera. Detto fatto. Durante il tragitto palpava il mio cazzo ormai durissimo per l’eccitazione e pian piano mi sbottonava i pantaloni. Cominciavo ad avere problemi a guidare….. Iniziò a segarmi dolcemente passando la sua mano morbida sulla mia cappella.

Ad un semaforo me lo prese in bocca con altrettanta dolcezza. Stavo impazzendo!! Finalmente giunsi nel luogo indicato e riuscii a slacciare la cintura di sicurezza che ormai era diventata un incubo. A quel punto lei cominciò a pomparmi con più foga mentre io cercavi di tirare fuori dalla sua maglietta aderente le sue tette dure come il marmo. Erano stupende, non naturali ma stupendamente reali. Le continuava a insalivare il mio cazzo sempre più gonfio.

Calai la mano in mezzo alle sue cosce ed ebbi un brivido…. sorpresa!!! Un cazzo bello grosso non ancora completamente duro ma già di notevoli dimensioni. Ritrassi la mano di istinto e le sollevai la testa. Lei senza battere ciglio sentenziò: “Non ti piace? Ti da fastidio? Non hai mai avuto un bel cazzo tra le mani che non fosse il tuo?” In effetti non mi era mai successo. Non sapevo come comportarmi, volevo andarmene ma il mio cazzo si rifiutava di tornare calmo.

Continuava a pulsare nella sua mano che non lo aveva mai abbandonato. Non dissi nulla e lasciai fare. Lei continuo a toccarmi e a succhiarmi. La cosa strana è che io ritornai con la mano a cercare il suo cazzo piuttosto che le sue tette. La sua bocca continuava ad assaporare la mia verga che sentivo pulsare e scoppiare di piacere. Inizia a toccare il suo bel culo tornito: Meraviglioso, non un pelo e delle chiappe dure come il marmo.

Sollevò la testa e mi disse “Ti piace?”. “Certo” Risposi e le sfiorai l’ano con le dita. Era umido e lubrificato, probabilmente ancora dal rapporto di prima con il camionista. Anche lei tocco il mio culo con le dita. Mi ritrassi un attimo ma poi lasciai fare. Ormai ero curioso di vedere come sarebbe finita. Preso da non so che le dissi di infilarsi un preservativo. Non se lo fece ripetere e ne prese due.

Lo indossò e fece altrettanto a me. Durante questa operazione continuavo a guardarla e a sfiorarla. Stupenda, statuaria, porca all’inverosimile!! Volevo averla. Lei mi lesse nel pensiero e si girò su un fianco. “Prendimi!!” disse con voce sinuosa. Il cazzo mi stava esplodendo. Lo appoggia al suo buchetto e inarcando la schiena spinsi tutta la verga dentro di lei. Ansimava e muoveva il culo per farmi sprofondare tutto il cazzo nel suo morbido culo.

“Scopami porco!!” ripeteva ansimando “Sbattimi tutta maiale!!” Continuavo a pomparla. L’avevo girata a pancia sotto e sbattevo le mie palle sul suo culo. Con una mano cercai il suo cazzo. Durissimo. Pensieri strani cominciavano a passarmi in testa e lei capì. Mi fermò e si girò. Mi tolse il preservativo e ricominciò a succhiarmi il cazzo. Mi fece mettere in ginocchio sul sedile di fronte a lei e mentre continuava a leccarmi iniziò di nuovo a sfiorarmi l’ano con le sue dita.

Mi penetro con un dito dolcemente e io non reagii. Cosa stavo facendo? Non sapevo più se farla smettere o andare avanti. Senza esitare mi disse “Girati a pancia sotto” Come un robot feci quello che mi chiedeva. “Non lo hai mai preso?” mi disse dolcemente. No risposi, ma ormai ero succube delle sue azioni. Sentivo il suo cazzo in mezzo alle mie chiappe scivolare su è giù. Senti lei prendere qualcosa dalla borsa con un a mano.

sentii il freddo del lubrificante sul mio culo e strinsi le chiappe. Lei dolcemente me le accarezzo e me le allargò pian piano. Sentii la sua cappella sul mio buchetto vergine che spingeva a piccoli colpi. Bruciava, ma non mi ritraevo. Sentii la sua cappella aprire il mio orifizio e entrare dentro di me. Il mio cazzo era ancora più duro e strusciava contro la pelle dei sedili dell’auto. lei se ne accorse e passando una mano sotto la mia pancia mi tirò a è prendendomi il cazzo in mano.

Cominciò a spingere di più. Non capivo più nulla. “Scopami come una troia!!” Seppi dire solo questo preso da un enfasi di sensazioni nuove e mai provate. Lei comincio a penetrarmi più forte e più a fondo. Il bruciore iniziale era passato. Ero diventato io la sua troia. Mi stava scopando a grandi colpi e mi piaceva pure. Le non disdegnava il mio culo e sentivo il suo cazzo sempre più duro e caldo sprofondare nella mia pancia.

Continuava a segarmi il cazzo con l’altra mano mentre io sentivo il mio culo scoppiare pieno del suo. Con un grido liberatorio la sentii venire dentro di me. Il calore del suo seme nella mia pancia. Mi sfilò il cazzo dal culo e mi girò di shitto a pancia all’aria prendendomi il cazzo in bocca. Non sapevo più cosa stavo facendo ma stavo impazzendo di voglia e piacere. Continuò a pomparmi con vigore fino a quando esplosi con un grido liberatorio sborrandogli tutto in bocca.

Credo rimanemmo alcuni minuti entrambi come svenuti, mezzi nudi sui sedili. Dopo un po’ lei ruppe il ghiaccio “Ti è piaciuto?” Non potevo negare l’evidenza e ammisi del mio godimento sfiorandogli il culo. Stranamente il mio cazzo era rimasto ancora durissimo. Lei mi guardò, mi toccò, prese un nuovo guanto lo srotolò sul mio cazzo ancora insalivato e si girò di schiena. Come un porco assatanato da video hard gli spinsi il cazzo nel culo tutto in un colpo.

Era bello aperto e lubrificato. “Ora sono io la tua troia!! Scopami porco!!” Non ragionavo più la pompavo di santa ragione spingendo tutto il cazzo nel suo culo aperto. Stupendo!! Dopo pochi colpi venni di nuovo sborrando dentro di lei. Ancora una volta entrambi siamo rimasti alcuni minuti come in un estasi di piacere immobili sui sedili. Mi ripresi e ruppi il silenzio dicendo ” Mi hai fatto provare cose che non avevo mai nemmeno pensato di fare o di provare.

Grazie Rita”. Ci rivestimmo e accendendomi una sigaretta le chiesi “Quanto ti devo per le emozioni che mi hai fatto provare?” “Nulla!!” rispose e dandomi un bacio sulla bocca disse “ora sei anche tu la mia troia, ti aspetto, vienimi a cercare. ” La riportai verso la trattoria, scese dall’auto dandomi un bacio sulla guancia e se ne andò nel buio. Mi sono fermato ancora molte volte a cena a Piacenza e ogni volta l’ho cercata.

Non l’ho mai più rivista…….

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