Archivio mensile:Aprile 2012

L’intruso

Questo racconto in tre parti è molto lungo … spero che la vostra pazienza venga ripagata …

Nei panni di Marco
Eccomi qui. Un addio al celibato divertente e stuzzicante. Anche troppo, oserei dire. Certo che quella Denise me lo ha fatto quasi scoppiare …

Andiamo per ordine. Sabato Fabio convola a giuste nozze. Noi amici gli abbiamo organizzato il classico addio al celibato: cena allegra e poi, tutti alticci, in un locale di striptease.

Banale, forse, ma non per me, che non ero mai stato in luoghi di questo tipo. Denise è una ragazza molto giovane (intorno ai 20 anni), molto carina, con un corpo che si addice perfettamente al ruolo, ma, soprattutto, molto brava nella sua “arte”: far arrapare noi maschietti.

Io e il mio amico Cesare (fratello del futuro sposo) siamo letteralmente andati in bambola per lei. A suon di “strip-dollar” che uscivano dalle nostre tasche e finivano nel suo perizoma, abbiamo praticamente monopolizzato questa strafiga per buona parte della serata.

A forza di strusciamenti, lap dance e tante toccate maliziose delle sue sapienti dita sui nostri pacchi, abbiamo finito per “sostenere” un’erezione direi dolorosa per quasi due ore. Più di una volta, con il naso immerso tra le sue tette sode, mi sono inebriato del profumo afrodisiaco che emanava dal suo corpo. Ogni volta che ci saliva a cavalcioni e strusciava la sua figa rasata sulle nostre “patte ben ripiene”, mugolava come una gatta in calore e ci ricordava la possibilità di appartarci nel privee.

Questo refrain si ripeteva ad ogni giro di lap, indifferentemente che fosse con me o con Cesare.
Dopo qualche giro abbiamo iniziato a proporle una cosa a tre.
Da un primo secco rifiuto Denise è passata ad un “Uno alla volta”, poi un “Insieme ma uno alla volta, l’altro guarda”. Ammise che la cosa la intrigava. Ma il tempo passava e l’eccitazione montava di bestia. Quando si è decisa e ce l’ha comunicato si stava strusciando sull’uccello di Cesare e …
Ma può mai essere che quell’imbecille al suo “Dai, saliamo che vi desidero …” definitivo se ne viene nelle mutande? Va bene che lei se lo stava facendo scivolare tra le chiappe, in quel momento … ma poteva anche resistere ancora un po’.

Morale: non se n’è fatto niente. Non volevo andare su da solo con lei. O in tre o niente le dicevamo per convincerla, e così fu.
Usciamo dal locale tra uno sfottò e tante risate. Ci salutiamo appena oltre la soglia, quindi ognuno verso la propria auto.
Meno male che la serata è fresca e l’aria mi sferza abbastanza da farmi riprendere un po’ … altrimenti rischierei di stare tutta la notte con l’uccello in tiro e …
“Wow!” mi esce spontaneamente di bocca alla vista di quella splendida donna che sembra furibonda mentre smanetta in continuazione col cellulare.

Pochi metri oltre il posto in cui avevo parcheggiato l’auto, lei passeggia nervosamente, di fianco ad un fuoristrada fermo, leggermente di traverso rispetto al parcheggio (donne!), le quattro frecce lampeggianti.
Rallento il passo per studiare la situazione. Lei è elegante nel suo tailleur grigio. Capelli biondi ondulati (recente permanente, scommetto con me) che le scendono sulle spalle. Al collo spicca un girocollo di perle che impreziosisce il suo volto, ma anche il suo decollete.

E’ una favola. Anche incazzata è bellissima.
Con lo sguardo verifico che sia da sola (mi sembra impossibile!), mi accendo una sigaretta e faccio finta di controllare un’inesistente ammaccatura sulla fiancata della mia auto sportiva.
Lei continua a provare a telefonare, ma sempre senza successo (si direbbe).
“Problemi?” azzardo io, offrendo il miglior sorriso per non spaventare una simile bellezza da sola, di notte.
“Si vede?” risponde lei senza garbo.

Poi aggiunge:
“Mi scusi! ma questa notte sembra che niente vada per il verso giusto. Riunione fiume al lavoro, cena tutt’altro che rilassante e per finire la macchina che mi abbandona in mezzo alla via e quello str… ehm … di mio marito che <<non è raggiungibile>> … alle 3 del mattino!” mi spiega in maniera sempre più irata man mano che snocciola i problemi.
“Mmm” mormoro, cercando di rendermi utile. “La macchina cos’ha?”
“Non lo so.

Si è fermata di colpo e sono a malapena riuscita a parcheggiare. Adesso non si accende nemmeno il quadro. Che sia la centralina?”
Io che di elettronica capisco davvero poco glisso: “Ma ha provato a chiamare un carro attrezzi?”
“Si. Ma dicono che c’è stato un tamponamento a catena e che tutti i mezzi sono fuori. Non potranno venire prima di un paio d’ore …” risponde lei stizzita.
Sebbene perplesso non mi perdo d’animo.

Da vicino è ancora più bella. Un viso ben curato. Direi sui 35 anni, occhi grigi (almeno così mi sembrano, con la poca luce dei lampioni) labbra carnose, ben disegnate da una matita civettuola ed un rossetto che le risalta. Movenze fini, è di certo avvezza a quel tipo di abiti. Sotto la giacca un top scollato. Non indecente, ma che riesce a mettere in risalto un seno prosperoso ma ben sostenuto. La gonna è sopra al ginocchio.

Le gambe belle ed affusolate. Mentre faccio questo esame il mio sesso ha un lieve sussulto e penso tra me che non è il caso.
Altre domande di rito e poi le propongo di darle uno strappo, immaginando già un rifiuto, forse gentile ma fermo.
“Ma abito dall’altra parte della città!” è invece la risposta, che lascia aperto più di uno spiraglio.
“ti porto anche in capo al mondo” penso, ma invece dico “Non fa niente, tanto stanotte non ho sonno e domani non ho problemi di sveglie”, mentendo anche se solo sulla seconda affermazione.

Il sonno me l’ha ucciso Denise, poco prima.
“Un ultimo tentativo!” dice, provando a chiamare il marito. Sento distintamente il messaggio dell’operatore telefonico: “Il numero da lei chiamato …”.
Mette giù imprecando a bassa voce, quindi apre la portiera della sua auto, raccoglie una elegante 24 ore, l’immancabile borsetta e chiude con cura per poi avviarsi verso la mia auto. Resto per un istante sbigottito. Non avrei mai detto che …
Mi riprendo in fretta dallo stupore.

Apro la macchina e lei entra decisa dal lato passeggero. Mi sistemo in auto e la sua vicinanza mi dà un improvviso turbamento. Nel sistemarsi sul sedile la sua gonna è salita un po’, mettendo in mostra il merletto delle sue autoreggenti. Lei segue il mio sguardo e poi allunga una mano per aggiustare la gonna, senza troppo successo. Le sue splendide gambe sono in piena vista, fino al conturbante elastico.
Con un gesto quasi automatico allungo una mano verso le sigarette.

Poi mi fermo, potrebbe darle fastidio.
Lei coglie al volo la situazione e mi dice: “Fuma pure, se vuoi”.
Quell’improvviso passare al “tu” mi sembra un invito ad entrare in maggiore confidenza.
“Anzi, offrine una anche a me. Io, come se non bastasse, le ho appena finite. Non che fumi molto … ma quando sono così nervosa una sigaretta ci vuole proprio … in mancanza d’altro”.
La frase suonò strana, ma faccio finta di niente e le porgo una sigaretta.

La mia mano che tiene l’accendino si avvicina alle sue labbra, lei allunga una mano, come a riparare la fiamma da un vento che non c’è e sfiora leggermente la mia.
Quel tocco, così insulso e casuale, mi fa comunque rabbrividire.
“Quella Denise!” penso. Adesso mi eccito per un nonnulla.
Il contatto è prolungato. Poi lei lascia la mia mano con un sorriso.
“Ti spiace se aspettiamo ancora un minuto? Non mi piace fumare mentre guido.

Non mi gusto la sigaretta e poi è pericoloso …”
butto lì, cercando di apparire naturale, mentre penso alle fumate a 200 all’ora in autostrada …
“Ma certo! fumiamo pure tranquilli” risponde.
Dopo 30 minuti e un paio di sigarette la chiacchierata era molto meno formale e più rilassata. Lei continuava a lanciarmi quelli che il mio stato d’animo ipereccitato leggeva come segnali. Ma la testa mi frenava … fino a quando non riprese la frase sibillina.

Dopo diverse battute contro il marito, che apostrofò in tutti i modi possibili e di certo non carini, dice, rifiutando la terza sigaretta: “Sai, quando sono in questo stato di nervosismo ed anche le sigarette non raggiungono lo scopo di calmarmi c’è solo una cosa che posso fare…” e lascia la frase incompleta.
“Una doccia?” provo io, fingendo un’innocenza che non ho, mentre il mio sesso inizia a rinvigorirsi.
“Anche quella, volendo e potendo … ma quando non ci sono docce … come in questa strada … sento l’urgenza di masturbarmi”
getta la frase come una sassata, che percorre in una frazione di secondo la distanza che ci separa ed infrange il sottile vetro di inibizione che la mente frapponeva tra me e le mie intenzioni.

Si sistema sul sedile ed inizia ad accarezzarsi l’interno della coscia. Resto di pietra e non so fare altro che osservare quel gran bel pezzo di donna che inizia a percorrere con dita agili e lievi la pelle nuda, risalendo fino al proprio sesso, coperto da un perizoma nero, di fine fattura. Socchiude gli occhi e, conscia di dominare il campo, indugia sempre di più con le dita sul sesso.
Nel cercare la posizione più comoda mi offre uno spettacolo non secondo a quello che fino a poco prima mi aveva offerto Denise.

L’altra mano si insinua sotto la giacca del suo tailleur, cominciando a giocare con il suo seno destro. Lo accarezza e lo palpa mentre si morde il labbro inferiore …
La scena mi ipnotizza. Le pulsazioni mi salgono vertiginosamente e mi scuotono nel momento in cui inizio a percepirle sensibilmente sul glande. Sarei tentato di avventarmi su di lei, ma percepisco che sarebbe la mossa sbagliata, quella che rovinerebbe la magia.
Inizio, invece, a toccarmi a mia volta … riempiendomi gli occhi di lei e delle sue grazie ancora nascoste.

Lei agisce come se io non esistessi. Mi rendo conto che sto facendo la figura dell’emerito imbecille … quindi provo a prendere l’iniziativa. Allungo una mano, raggiungendo il suo seno sinistro e lo accarezzo, imitando i suoi stessi movimenti. Le mi prende la mano con la sua e la conduce sul suo seno destro, insinuandola sotto il leggero top. Le mie dita scivolano su quella pelle che sembra seta e sono così leggere da percepire il suo respiro affannoso.

Appena i polpastrelli raggiungono il capezzolo lei ha uno shitto, si scosta e si ricompone alla bene e meglio. In me l’effetto è come un elefante che entra di corsa in una cristalleria: disastro!
Sono già pronto a balbettare qualche scusa, ma lei mi precede e mi dice: “No, ti prego … non qui!” ed il mio cazzo ha un ulteriore sussulto. Mentre il sangue inizia di nuovo ad affluire anche al cervello, cerco di pensare ad un’alternativa.

Ma prima che possa fare mente locale, lei mi esorta a mettere in moto l’auto. “Muoviamoci da qui” dice. Mi avvio lentamente lungo la strada, sopravanzando la sua vettura. Dopo un paio di isolati mi dice di svoltare a destra. Percorro poche decine di metri, poi lei mi indica il parcheggio di un supermercato, ovviamente vuoto. “Entra qui! Staremo più tranquilli” suggerisce. Obbedisco come un automa, conducendo l’auto fino in fondo al parcheggio. Posiziono l’auto tra l’edificio del market e il deposito dei carrelli.

In una zona d’ombra, appena rischiarata da un lampione, distante una decina di metri. Il tempo di girare la chiave nel quadro e mi ritrovo lei che mi abbraccia, iniziando a baciarmi il viso con foga. Cattura letteralmente le mie labbra con le sue, forzandomi la sua lingua umida in bocca. Le mie mani iniziano a perlustrare il suo corpo. I suoi seni sono le prime vittime della mia veemenza. Dapprima da sopra il top, poi a pelle nuda catturo i suoi capezzoli, stringendoli e torturandoli un po’.

La mano sinistra disegna il suo corpo, fino ai fianchi … poi si insinua tra le sue cosce che si allargano per un consenso inequivocabile.
La mano sul suo sesso, ad accarezzare quella splendida figa umida di umori. Lei afferra il mio braccio, spingendolo in basso. Quando il polso raggiunge l’altezza del suo clitoride viene stretto dalla morsa ferrea delle sue cosce. Lei inarca il bacino e strofina il suo sesso sul mio avambraccio.

Inizia un movimento ritmico che mi fa intavvedere paradisiaci amplessi. Poi sposta l’attenzione su di me. In breve le sue dita corrono alla patta dei miei pantaloni oscenamente rigonfi. Prima con il solo sguardo, poi con un provocante movimento della testa la vedo abbassarsi verso il mio sesso. Allungo una mano ad azionare la leva del sedile. Un attimo e lo spazio tra il volante ed il mio ventre è agevole per i suoi movimenti.

Mi sorride, mentre la mano estrae il mio cazzo dolorante per la lunga attesa e continua a guardarmi mentre inizia ad assaporarlo con la sola lingua … la sua mano sinistra lo tiene ritto davanti a se. La sua lingua ne percorre l’asta, fino ai coglioni e poi su, fino a giocare col glande.
I primi tentativi di ingoiare la cappella vengono interrotti dall’insinuarsi di qualche pelo malandrino nella sua gola.
E’ un tormento sentirla cominciare a succhiare e poi subito vederla ritrarsi.

Ma al primo tentativo senza il fastidio dei peli mi ripaga di tanta attesa. Lascia che il cazzo le si insinui in bocca, in profondità … Sento la sua lingua precedere le labbra, quasi ad aprire la strada alla sua gola. Resto in apnea quasi incredulo della sua abilità di pompinara. Inizia un lento movimento in su e giù … ingoiando ogni volta un po’ di più del mio cazzo … Sto ansimando e mi rendo conto che l’andamento della serata mi porterà presto a schizzare l’anima, ma non senza aver provato la sua splendida figa.

Lei mugula mentre mi succhia e scorgo la sua mano destra impegnata sul suo sesso, a masturbarsi con grande foga.
Prima ancora che possa fermarla, lei stessa si ritrae dal mio cazzo. Solleva il volto verso il mio e vedo l’espressione del suo dolcissimo volto in preda ad un’eccitazione pazzesca.
Si lecca le labbra, come ad assaporare il gusto che il mio cazzo vi ha lasciato sopra. Socchiude gli occhi mentre mi dona un sorriso, accompagnato da un mugolio che dice più di mille parole.

Allungo la mano sul lato del sedile. Sto per abbassare lo schienale quando lei mi ferma. “No …” mi gela.
“Vieni, scendiamo!” mi allibisce.
Prima che possa obiettare qualsiasi cosa ha già aperto lo sportello ed è scesa dall’auto. Allargando leggermente il top sul suo decollete, estrae i suoi magnifici seni, sorretti da uno spettacolare reggiseno a balconcino. Si allunga sul cofano della mia vettura e dopo avermi invitato a raggiungerla si gira mostrandomi la vista del suo splendido fondoschiena, alzando la gonna e chinandosi in avanti.

Ancora una volta ipnotizzato esco dall’auto, con il cazzo ben teso fuori dalla patta. Lei poggia entrambe le mani sul cofano ed un attimo dopo la mia lingua sta ricamando un pizzo di saliva al suo perizoma nero. Lo sposto con una mano ed insinuo la mia lingua nella sua figa fradicia. Poi ripeto l’operazione sul suo sfintere che cede alla soffice spinta della mia lingua, lasciandola entrare per quanto possibile … La sento pronta, mentre io lo sono da una vita.

Mi sollevo, ma prima che possa avvicinare il mio sesso al suo lei si gira, si accovaccia e riprende a succhiarmi. La vedo armeggiare con le mani e dopo qualche istante un preservativo cinge la mia cappella. E’ splendido vedere come lo srotola con la sola azione delle sue labbra …
“Che troia” credo di pensare, ma evidentemente a voce alta.
“Sì … dimmelo ancora …” mi incita, tornando a girarsi sporgendo il suo culo perfetto.

A tutte le emozioni della sera aggiungiamo anche l’aver trovato una splendida troia, amante del turpiloquio … il massimo!
La penetro senza troppi ulteriori indugi. Mentre il mio cazzo le scivola dentro la sento fermarsi, quasi sospesa nell’aria. Mi fermo ed aspetto la sua reazione di protesta, che non tarda ad arrivare.
“Non ti fermare …” mi dice, ma io non mi muovo.
Si volta verso di me e con il volto in preda all’eccitazione mi dice, quasi urlando: “Scopami! … Mettimi quel fottutissimo cazzo dentro la figa e sfondami!! … Fammelo sentire dentro …”
Cercava disperatamente il tasto giusto per far shittare la molla in me.

Poi alla fine prende ad implorarmi: “ti prego … riempimi del tuo cazzo, fammelo sentire fino all’utero … Ti scongiuro … voglio essere la tua troia … Fai godere questa vacca con il tuo cazzo marmoreo …” dice con voce sempre più concitata, spingendo col bacino verso il mio cazzo. Un po’ per smorzare l’eccitazione e durare di più, un po’ per stare al gioco, per tutta risposta io mi ritraggo, lasciando dentro di lei la sola cappella.

A quel punto la vedo abbassarsi ancora di più, le mani che afferrano le sue chiappe allargandole, mostrando il suo buchino oscenamente aperto. Con un dito raccoglie un po’ degli abbondanti umori della figa e poi inizia ad insinuarlo nel suo sfintere. Lo allarga e lo stuzzica sotto il mio sguardo sempre più arrapato.
“Ti prego … se lo preferisci, sfondami il culo … ma riempimi di cazzo!! …” A queste parole reagisco insalivando per bene il medio della mano destra, appoggiandolo al suo buco posteriore e spingendolo fermamente dentro.

Le sue mani sempre ad allargare le chiappe ed un prolungato mugolio di piacere accompagna lo sprofondare del mio dito, interamente dentro il suo culo …
Viene letteralmente fagocitato dalla sua voglia ormai irrefrenabile. Solo allora, all’ennesimo suo tentativo di impalarsi da sola rispondo con un unica lunga spinta. Il cazzo le entra dentro fino ai coglioni mentre il dito rimane sprofondato nel suo culo. La sento fremere e poi emettere un suono quasi a****lesco, che sembra sgorgarle dall’anima.

Sta venenedo … sento le pareti della sua figa stringere ritmicamente il mio cazzo mentre gode senza ritegno. Solo grazie al preservativo riesco a trattenere il mio orgasmo, mentre lei inizia lentamente a muoversi, scopandosi da sola sul mio cazzo. “Che grande figlio di puttana!” mi dice sorridendo “mi volevi far impazzire, eh? … Beh .. ci sei riuscito!”. Poi si stacca da me, si gira, lascia aderire le sue splendide forme al mio corpo e mi bacia in maniera lasciva.

La sua mano a mantenere viva l’attenzione del mio cazzo. “meriti un premio: dimmi come vuoi venire …”
Per tutta risposta le mie mani si poggiano sulle sue chiappe, un dito scivola lungo il solco, sfiora il buco del culo e poi si insinua nella passera. “Ok!” prende l’iniziativa “ci penso io, non te ne pentirai!”. Mi prende per mano e mi porta sul fianco dell’auto. Apre la portiera e mi invita a sedere.

Mi siedo sul sedile del passeggero, le gambe fuori dall’abitacolo. Lei si piazza con le chiappe all’altezza del mio viso, esplicito invito alla mia lingua. Prendo ad insalivare quel buco in maniera abbondante, provando di tanto in tanto a penetrare con un dito.
Lei si masturba con ritmo crescente, fino a quando non stabilisce che la lubrificazione è sufficiente. “Dai … adesso inculami!” mi dice in una maniera che non ammette repliche (se mai avessi avuto voglia di replicare).

Inizia a piegare le gambe fino al punto in cui il mio cazzo poggia contro il suo buchino. Poi inizia un fiume di parole che sembrano fatte apposta per “esorcizzare” una sorta di timore. “Piano, per favore … lascia fare me … ecco … così … adesso spingi un pochino … ma piano … ooohhh … sì … sento lo sfintere cedere … adesso la cappella sta passando … cosììììì …. piano piano ….

eccolo … la cappella è dentro di me … lasciamela assaporare …” così dicendo inizia a muovere piano il suo bacino sul mio cazzo, lasciando che la cappella allarghi il suo sfintere da dentro a fuori. “Mmmmm …. che libidine di cazzo … lo sento durissimo dentro di me …”. Poi riprende a spingere piano e a farlo scivolare dentro il suo budello. “Senti come è stretto? … scivola piano dentro di me … sento la tua cappella che si fa strada e che mi allarga … piano … è bellissimo …”
Poi un’altra pausa, studiata, eccitantissima.

Infine un’altra spinta, prolungata e profonda. Il mio cazzo le scivola nell’intestino fino a che i coglioni si fermano contro le labbra della sua figa … è tutto dentro …
“sìììì! … ” ansima “sei tutto dentro il mio culo … mi stai riempiendo le budella con il tuo cazzo … mmmm …”
Un rumore metallico gela il suo piacere e risuona come un campanello d’allarme alle mie orecchie. Dalla fila di carrelli inutilmente allineati si staglia l’ombra di un uomo.

Ci sta osservando, immobile. Quando si accorge di essere stato scoperto alza le mani, a dimostrazione della sua volontà di non nuocere.
E’ distante solo pochi metri e la sua voce, calda ed eccitatissima ci giunge chiara “Non temete, voglio solo guardare … è da un po’ che vi osservo …”. Non del tutto tranquillizzato afferro la donna per i fianchi e la spingo, seppur con scarsa convinzione, per valutare la sua reazione.

Lei resta impalata sul mio cazzo e dopo qualche istante di imbarazzo inizia piano a dondolarsi, cercando di riacquistare il feeling momentaneamente perduto …
“Se ti piace guardare e basta … l’importante è che te ne resti lì …” dice categorica, quasi a voler governare la situazione portandola a proprio vantaggio. Poi si rivolge a me “Dai, pompami il culo … sto ricominciando a scaldarmi!”
Ed è lei stessa ad iniziare uno stimolante smorzacandela sul mio cazzo ancora teso.

L’uomo sembra riprendere il lavoro di self service improvvisamente interrotto, agitando la mano sul proprio sesso. Lei ha lo sguardo calamitato dall’inatteso ospite, adesso sembra eccitata dall’idea di essere spiata, di essere oggetto delle attenzioni di un guardone.
Un po’ per esorcizzare la paura provata al momento, un po’ per il repentino cambio di situazione, inizio anche io a parlare. “Dai, troia! muoviti … fatti sfondare il culo, chè ti piace! … muovi quelle chiappe da zoccola, che te lo faccio uscire dalla bocca … così, brava! … sollevati sulle gambe e fatti cadere sul mio cazzo … così … ti piace eh, vacca?”
Cercavo di rendere meglio l’idea al guardone, immaginando che la penombra gli inibisse la visuale.

“hai il culo ben aperto … chissà quanti cazzi ti sei presa, troia!” …
“sììì, …. mi piace … adoro farmi inculare da grossi cazzi … non ne ho mai abbastanza …” rincara lei.
Il guardone resta al suo posto, continuando a far scivolare la mano sul suo membro … lo vedo spostarsi leggermente per cercare la migliore visuale, allora prendo l’iniziativa e, tenendo per le gambe la donna, sempre impalata sul mio cazzo, mi sollevo a fatica dal sedile, ponendomi in una migliore prospettiva, con la luce del lampione a rischiarare leggermente quanto prima appena percettibile nella penombra.

Le sue gambe oscenamente divaricate, le ginocchia raccolte quasi al petto, la figa perfettamente in vista e la base del mio cazzo che sparisce nel suo sfintere.
Con la forza delle sole braccia continuo ad inculare la troiona, facendo in modo che il guardone possa vedere il mio cazzo scivolare dentro e fuori, allargandole lo sfintere.
L’ospite sembra aver gradito, perchè prende a masturbarsi più forte. Anche lei rientra nella parte e gli si rivolge apertamente “Ti piace? … riesci a vedere questo grosso palo che mi apre in due? … mi sta riempiendo il culo in una maniera incredibile …”
Con le mani si allarga le labbra della figa, insinua un dito dentro il suo sesso e poi riprende a mugolare di piacere …
“Sì, mi piace guardarvi … siete eccitantissimi …” dice lui con la voce sempre più rotta dall’eccitazione.

La mano che continua a scorrere sull’asta.
“Mmmm …” gode lei, sempre più provocante “sembra che ti piaccia davvero … a giudicare dal tuo cazzo … Fammi vedere come ti masturbi …” lo sfida.
Lui si sposta in modo da essere illuminato dal lampione. Ha un cazzo di tutto rispetto. Per la prima volta illuminato decentemente: ha un aspetto assolutamente insospettabile. Di quelli che non ti aspetteresti di vedere alle 4 del mattino con il cazzo in mano in un parcheggio di supermercato …
Un po’ il suo comportamento “corretto”, consapevole del suo ruolo, un po’ la sfrontatezza della mia partner, fugati tutti i residui timori inizio a dare libero sfogo all’ulteriore libido aggiunta dall’evolversi della situazione.

“Non ha solo un culo da favola, sai? … ha anche una pelle come il velluto … due tette da sfidare le leggi di Newton e una bocca … una bocca … mmmm … da pompinara nata! …”
Lei mi fa capire di voler cambiare posizione. Fa uscire il cazzo dal suo sfintere nello scendere. Si gira verso lo sconosciuto e gli regala un bel primo piano del suo sfintere ancora ben aperto, tenendo le chiappe allargate con entrambe le mani.

“Guarda come mi ha sfondata per bene …” gli dice con voce civettuola.
Poi si gira nuovamente verso di me “Dai, rimettimelo nel culo … non vorrai lasciarmelo così vuoto, vero?” …
Adesso la posizione è più agevole, le appoggio la cappella al buco e spingo dentro. Scivolo dentro senza sforzo alcuno, percorrendo una via ampiamente battuta. Lei mi incita a sbatterla con forza ed io la accontento dandole vigorose spinte di bacino.

Ad ogni colpo di cazzo lei caccia un piccolo urletto, che diventa un esortazione a mentenere il ritmo “dai … dai … più forte … dai … sbattimi … spaccami il culo … sììì …”
Sento l’orgasmo salire e l’eccitazione toccare punte incredibili. Poi il pensiero va a Denise ed al triangolo mancato con Cesare. “Perchè no?” penso.
“Dai, troia … fai vedere al nostro amico come sei brava a succhiare …” e così dicendo le porto due dita alle labbra perchè lei simuli e magari … si lasci trascinare.

Lei regge il gioco e sebbene subisca il mio assalto al suo culo succhia le mie dita con abilità straordinaria. Poi si rivolge a me ma in maniera indiretta esorta l’ospite “certo che con un cazzo vero è un’altra cosa …” e mi fa un cenno per farmi capire che è d’accordo. “Cosa aspetti!” invito l’estraneo “un invito scritto?”
L’uomo si avvicina e dopo un istante il suo cazzo è parzialmente scomparso nella sapiente bocca della donna.

Tutti i motori sono su di giri … lei si stacca da noi e si sdraia letteralmente sul cofano dell’auto. Alza le gambe allargando le chiappe e facendomi entrare per l’ennesima volta nel suo culo. Osserva il guardone che non stacca gli occhi dal suo sfintere che si allarga per ospitarmi. “Ti piace vedere il suo grosso cazzo che mi entra nel culo, vero?” gli domanda in maniera ormai confidenziale.
“Sì, è una scossa di libidine, per me!” risponde lui riproponendogli il suo cazzo ormai viola da succhiare.

Capisco la sua ultima mossa, vuole far sentire guardone anche me. La guardo affascinato ingurgitare quel cazzo, lavorarlo con le labbra e con la lingua come la più esperta delle puttane. Poi ad un tratto vedo lei aprire le labbra mentre lui si inarca ed esplode tremendi schizzi di sborra sulla sua lingua protesa e sul suo viso.
La sua splendida faccia imbrattata di sperma è troppo per me e le mie residue resistenze all’orgasmo.

Esco dal suo culo, che vedo aprirsi e chiudersi palpitando, strappo via il preservativo ed aggiungo quello che mi sembra mezzo litro di sborra a quella dell’altro. Le dita di lei torturano il clitoride fino ad un nuovo tremendo orgasmo.
Il tempo di riprendere i sensi e l’uomo è scomparso nel nulla così come era arrivato.
Io e lei ci ricomponiamo in silenzio. Una sigaretta. Poi il cellulare … “Pronto! … alla buon’ora!! … ma si può sapere che c… ok, ok! … Sono troppo stanca anche per arrabbiarmi.

Vieni a prendermi che poi ti racconto … Una vera e propria avventura … la macchina mi ha lasciato a piedi … sono in Via …”

Le tenni compagnia fino all’arrivo dell’auto del marito. Non le chiesi di lei, nemmeno il nome. L’ultima cosa che vidi fu la splendida forma del suo fantastico culo mentre prendeva posto sul sedile dell’auto del marito.

Il punto di vista di Iaia
“Solo ragazzini in giro, stasera! Che palle!” mormoro tra me e me, mentre giro intorno all’auto, nervosamente.

Sono le 3 e la nottata sembra prendere una piega assolutamente nefasta. Avevo immaginato questa serata in maniera diversa. I preparativi per l’incontro tanto atteso con Stefano, un avvocato conosciuto in vacanza la scorsa estate, sono stati febbrili e meticolosi. Sin dal mattino, nella scelta dell’abito giusto, avevo provato quello stato di eccitazione tipico di chi sta per trasgredire, che desidera farlo.
La giornata in ufficio a pregustare quello che desideravo succedesse di lì a poco.

Vampate di calore tra le gambe ad ogni semplice passaggio mentale di come sarebbe potuta andare. Dissimulazione per evitare che i capezzoli turgidi fossero preda dei colleghi … che mai come quest’oggi ho “sentito” guardarmi con insistenza e desiderio. Solo verso le 5 del pomeriggio la telefonata che mi ha completamente gelato l’entusiasmo. Stefano mi chiama dall’aeroporto e mi racconta di un improvviso impegno di lavoro che lo sta portando a Roma per qualche giorno.

La delusione mi getta in uno stato di agitazione che non avrei mai pensato. Il nervosismo per l’occasione mancata invece di smorzare la mia eccitazione finisce per acuirla. Mi sono alzata dal letto, stamattina, con una gran voglia di avventura, alimentata durante tutta la giornata da fantasie e pensieri piccanti, e non ho intenzione di tornarmene indietro con le pive nel sacco. La telefonata è come una secchiata di sabbia su un falò: soffoca il fuoco ma le braci covano, lì sotto.

Spendo le ultime ore in ufficio a fare telefonate, nel disperato tentativo di arrangiare qualche fuoriprogramma che valesse la pena … fino a “costruirne” uno …
Ceno con un’amica in un piccolo locale del centro. Evito come la peste di pensare a cosa sarebbe potuto essere con Stefano. Tengo sveglia la mia libido con giochi di sguardi e di piccole provocazioni con gli uomini presenti nel locale. Alla fine del pasto mi alzo da tavola con la stessa grande voglia di sesso che avevo al mattino.

Qualche giro per locali a bere qualcosa, per mantenere alta la temperatura. Poi saluto la mia amica e salgo in auto. E’ dalle 2 che sono ferma qui. Branchi di ragazzi non disdegnano qualche stupido commento e qualche tentativo di approccio violento. Li dissuado facilmente, per fortuna. Poi … ecco la preda! Lo vedo venirmi incontro a piedi. Vestito sportivo ma con gusto si avvicina. Un bel tipo, non c’è che dire! Si ferma un istante presso quella che sembra essere la sua auto.

“Però!” penso tra me. Sembra proprio il tipo giusto per recuperare una serata “no”. Parto con la mia “scena”, cellulare, imprecazioni …
Non fatico ad essere “falsamente” scortese, gli eventi mi hanno minato il sistema nervoso. E’ carino, a suo modo gentile. Sui 40, di certo un professionista … magari un avvocato … come Stefano … Distolgo facilmente l’attenzione dal falso problema dell’auto e provo a sondare il terreno. Sembra quasi timido, non direi impacciato, ma di certo un po’ inibito dalla situazione.

Saliamo nella usa auto. Spero che non abbia fretta di andare via … e comunque so bene come fargliela passare. Due chiacchiere mi permettono di mettermi a mio agio. E’ proprio una persona piacevole … poi ha un sorriso accattivante ed un atteggiamento positivo. La sua pacatezza invece di sconcertarmi mi inebria. E’ una di quelle situazioni che prediligo: lui che nicchia, cerca di circuirmi e di creare una situazione favorevole all’approccio. Non immagina nemmeno lontanamente che mi porto dentro questa voglia da stamattina.

Sta tenendo il freno tirato, lo percepisco dai movimenti delle sue belle mani, sempre impegnate a giocherellare con qualche oggetto. Mi fa sorridere il fatto che sta cercando il modo di aprire una porta già spalancata. Nonostante i miei segnali di incoraggiamento è sempre sulle sue. Immagino che stia cercando il modo di piacermi e di “strapparmi” un numero di telefono e la possibilità di un successivo incontro. Non sa quanto poco sia questo, rispetto a quanto circola nei miei pensieri.

Si sta creando quella situazione per me ideale: quella in cui scaglio il mio fulmine a ciel sereno e svesto i panni di donna per vestire quelli provocanti della ninfomane. Dopo l’ennesimo sguardo denso di desiderio decido di prendere l’iniziativa e sconcertarlo. Non faccio altro che esternare una delle mie “verità nascoste”: quando sono nervosa (ed eccitata) finisco spesso per dirigere le mie attenzioni al mio sesso, sfogando in un sano autoerotismo la mia libido semirepressa.

L’ho fatto a lungo in auto, poco prima, da sola, in attesa di un’insperata preda. Inizio a farlo anche ora … rompendo gli indugi e gettando in chiara luce le mie intenzioni tutt’altro che pudiche.
Non ho particolari problemi a mostrarmi a lui: mi ha sempre eccitato eccitare, provocare anche in maniera aperta un uomo. Inizio a toccarmi e chiudo gli occhi desiderando le sue mani su di me. E’ quasi tenero quando frena il suo istinto di saltarmi addosso per accarezzarsi il sesso.

Decido lì per lì che devo sconvolgerlo. Voglio mantenere il comando e portarlo gradualmente al massimo della sua eccitazione. Lascio che la sua mano si impossessi del mio seno. Il contatto sulla mia pelle mi provoca un brivido infinito lungo l’autostrada che unisce il mio centro nervoso con il mio sesso. Pausa. Spostiamoci da qui. C’è quel posticino … lo guido io. Arriviamo al parcheggio che le mie gambe quasi tremano per l’anticipazione. Il sesso mi gronda umori e non vedo l’ora di risentire il contatto del suo corpo sul mio.

Famelicamente lo bacio e perlustro la sua bocca con la mia lingua. Ho il sesso che palpita e “uso” il suo braccio per strofinare il mio clitoride contro una superficie dura ed eccitante. Ore di eccitazione sfociano in una esplosione di carica erotica. E’ arrivato il momento di scoprire cosa si nasconde lì sotto. Con l’emozione che può accompagnare il momento in cui il telo cade a scoprire il monumento all’atto dell’inaugurazione libero il suo cazzo dagli indumenti, cercando con lo sguardo avido quanto le dita avevano appena percepito.

Ha un gran bel cazzo, duro come il ferro e di più che discrete dimensioni. Deve aver “patito” qualche momento di eccitazione, lo capisco dall’odore leggermente acre che ne emana. Non posso resistere alla voglia di sentirne il sapore. Passo la lingua sulla cappella e ne ricavo qualche residuo di liquido prespermatico che conferma la mia tesi: forse sono stata io con la prima eccitazione seguita dalla pausa, forse … sta di fatto che il suo sapore di sesso è una droga per me.

So che non attende altro. Con gesti lenti e studiati lo scappello e lo imbocco appena. Lo sguardo fisso su di lui a cogliere ogni variazione di espressione. Non appena leggo una parvenza di piacere per il calore della mia bocca … pausa per un piccolo e fastidioso pelo. Lo tengo in pugno … e non solo il suo cazzo …
Ci gioco un po’ … lo faccio fremere dal desiderio di sentire le mie labbra avvolgerlo.

Poi decido che sta soffrendo abbastanza e che merita un golino con i fiocchi. Muovo la mia testa in su e giù, facendo penetrare il suo membro nella mia bocca … sempre più profondamente. Cerco di tenere desta la sua attenzione visiva. Guardami! Non distogliere lo sguardo … guarda la mia bocca allargarsi sul tuo palo. Mi eccita da morire il suo sguardo pieno di libidine mentre la mia bocca gli dona piacere. La cappella è già gonfia e sono certa che la mia azione potrebbe essere “fatale”.

Ma non ho atteso una giornata per un pompino …
Scendo dall’auto, decisa a catalizzare la sua attenzione sugli altri miei orifizi. La mia voglia di cazzo ha raggiunto il suo acme e so che sentirlo dentro di me mi porterà in breve ad un orgasmo. La sua lingua non fa altro che gettare alcol sul fuoco della mia passione. Devo sentirlo dentro di me … ora!
Gli applico il preservativo come una troia consumata.

Voglio che tolga dalla sua mente l’immagine della “bella donna” e che inizi a trattarmi come una troia … Lo sento commentare, o forse lo immagino soltanto “Che troia …”. Una scossa mi percorre il corpo e sento urgente il bisogno di averlo dentro. Mi giro e sento il suo sesso appoggiarsi alla mia figa. La penetrazione tanto attesa mi toglie il fiato. Mi fermo per concentrare tutto il mio corpo su quel cazzo che si fa strada dentro di me.

La cappella inizia a farsi strada ed allargare il mio sesso … pausa … “No!” penso dentro di me. Non fermarti ora … dammelo tutto … Lui resta immobile e penso che voglia che sia io a scoparmi da sola. I miei tentativi sono vanificati dai suoi movimenti, spingo indietro il bacino ma lui fa lo stesso … La mia figa reclama il suo cazzo … cerco in tutti i modi di farlo spofondare dentro di me … ma capisco che sta giocando come il gatto col topo.

Ha capito che questo breve ma intenso prolungare l’attesa è il miglior modo per avermi alla sua mercè. Arrivo ad implorarlo pur di essere posseduta, convinta che voglia essere adulato, come tutti gli uomini, d’altra parte. Poi gioco la carta della disperazione: la promessa! Ti dò anche il culo, basta che mi prendi! Rendo più allettante l’offerta mostrandogli anche quel paradiso. Mi penetro da sola aspettando solo di sentirmi profanare. Invece lui sposta l’attenzione sul mio sfintere … ci gioca ancora … poi in un attimo l’esplosione: il suo dito si incunea dentro il mio condotto anale, stimola ancora di più i miei terminali nervosi e … finalmente scivola dentro di me … completamente … senza alcuna pausa … Il duplice stimolo è quanto necessitava al mio corpo stremato dall’attesa per sfogare in un orgasmo l’enorme grado di eccitazione.

Le miriadi di scintille shiturite da quel fuoco d’artificio si spengono riportandomi alla realtà. Una realtà impersonata da un perfetto sconosciuto che affonda dentro di me il suo cazzo magnifico. E’ il suo turno … e so già che quel dito era solo un assaggio, che il mio culo avrà il piacere di essere allargato da quel grosso uccello. Ci spostiamo, voglio che si goda lo spettacolo del mio corpo che si immola sul suo cazzo, volontariamente …
E’ allora che vedo l’ombra vicino ai carrelli.

Non posso non trasalire … ma solo per un istante. Poi sexteno la parte di me che mi vuole esibizionista. Mi calo piano su quel palo, attenta a gustare ogni singolo istante di piacere che quella penetrazione mi provoca. Non manco di esaltare ogni momento, ogni centimetro di carne che si insinua in me descrivendo le sensazioni a voce alta. La mia preda si gode la vista del mio sfintere che si allarga per ospitarlo e le mie parole hanno un effetto sconvolgente anche sul mio “ammiratore” nell’ombra.

Solo quando finisco di sprofondare su quel membro, completamente riempita da quel cazzo arriva il rumore … Il mio partner occasionale ha un sussulto. L’ombra dello sconosciuto guardone è un potenziale pericolo e lui reagisce di conseguenza. Sono troppo eccitata per recedere. Il guardone recupera parzialmente la situazione, la mia troiaggine raggiunge lo scopo: sfido chiunque ad uscire dal mio culo, ad un passo dal paradiso di un orgasmo agognato. Smorzo la blanda reazione dell’uomo sotto di me con ampi movimenti rotatori del bacino.

Il suo cazzo non ha mai perso turgore e vigore e continua a darmi una bellissima sensazione di pienezza. Non ci vuole molto per convincere il mio amante a “regalare” all’opite quello che lui desidera. Mi solleva di peso e sono con la figa aperta ad un paio di metri da lui. Il cazzo che si sta godendo il mio culo è ora visibile all’uomo che continua a menarselo mentre mi guarda. D’improvviso ho voglia di essere la SUA troia.

Tutto quello che succede dopo è per lui, per il suo piacere, che poi si riflette in me amplificato. Un uomo gode del mio corpo mentre un altro gode dello spettacolo del mio piacere. Sono percorsa da scosse continue. Pur assecondando gli affondi nel mio sfintere, avevo l’attenzione catalizzata dal guardone. Vedevo la sua mano scorrere sul cazzo imponente e godevo al pensiero che si stesse masturbando per me … guardando me … Cambiamo posizione e ne approfitto per mostrare al “nostro amico” il mio buchino ormai dilatato.

Sono una continua provocazione, per lui … che non desidera altro.
Mi chino per farmi scopare nuovamente nel culo. Posizione ideale per tormentarmi la figa e vedere da vicino anche l’altro cazzo. Mentalmente mi dipingo la scena delle mie labbra che si sostituiscono alle sue dita … Nemmeno il tempo di figurarmi la scena che il mio amante sembra leggermi nel pensiero. Appena titubante, insicuro di come possa reagire, mi fa succhiare le sue dita … ottima opportunità per far impazzire l’altro.

Faccio capire che la cosa non mi dispiace affatto … e finalmente assaporo anche il secondo cazzo. Non ho voglia di “giochini” quindi inzio subito a pomparlo con passione, gustando la sua consistenza e facendomi scopare in bocca.
Il precipitare degli eventi ha portato tutti noi vicini al limite dell’orgasmo. Lo percepisco dai movimenti dei miei due amanti, sempre più scomposti ed accelerati. Un ultimo tocco da esibizionista … cambio ancora posizione. Scelgo un punto abbastanza illuminato, sul cofano dell’auto e mi sdraio sulla schiena, alzando bene le gambe ed offrendo al cazzo della mia preda ed allo sguardo del guardone il mio culo ancora voglioso ed ormai completamente aperto.

Un attimo dopo ho il cazzo del guardone in bocca e mi godo lo sguardo ormai di pura libidine di chi mi incula con foga. Solo pochi istanti, poi sento il cazzo pulsare contro il mio palato … lo lascio uscire e spalanco la bocca per farmi vomitare addosso tutto lo sperma accumulato in quel tremendo amplesso. Lascio che la sborra mi riempia il viso, si depositi sulla lingua e nella mia bocca … L’altro uomo fa la sua scelta.

Esce dal mio sfintere, libera il cazzo dalla stretta di gomma e svuota i suoi testicoli direttamente sulla mia pelle e nella mia bocca … E’ troppo anche per me … con le dita a martorizzare la figa godo di un orgasmo violento e lunghissimo, che mi lascia spossata, sul cofano.

Il guardone racconta
“Che fantastica troia!” penso tra me e me, mentre nascosto dietro i carrelli mi godo la scena di lei che, scesa dall’auto, provoca il maschio con un accenno di danza.

Ha dei seni sodi e voluttuosi … “E che culo …” commento con me stesso , mentre lei mostra la merce al suo fortunato spettatore.
Sono qui da quando la macchina è entrata nel parcheggio ed ho iniziato a menarmelo non appena ho visto la sua chioma bionda sparire alla mia visuale per fare quello che immagino fosse un pompino favoloso … almeno a giudicare dall’espressione di lui …
“Certo che l’esibizionismo non le fa difetto!” commento felicitandomene per l’opportunità di guardare meglio la loro performance.

“Mmmm … ma guarda sta troia come se lo imbocca … gli sta mettendo il preservativo con le labbra …” la mia mano scivola leggera sul cazzo mentre osservo l’abile pompinara darsi da fare su quel cazzo. “Ecco, adesso si fa scopare … alla pecorina … come piace a me …” sono letteralmente estasiato dalla scena che si svolge davanti ai miei occhi. Sono completamente vestiti e questa precarietà aggiunge pepe alla situazione morbosa.

Devo rallentare il ritmo della mano, altrimenti me ne vengo subito …
Li vedo fermarsi e poi lei agitarsi e chiedergli di scoparla. “Questa troia è proprio affamata di cazzo … e quello stronzo non glielo dà … E scopala, coglione!” La vedo allargarsi le chiappe con le mani e “immagino” il suo culo aprirsi … socchiudo gli occhi e lo “vedo” concretizzarsi davanti ai miei occhi.
Poi sento l’orgasmo di lei e devo fermarmi per non sborrarmi sulla mano.

Si spostano … peccato … era un buon punto di vista.
Mi ha visto! Sono sicuro che mi ha visto … ed allora perchè fa così? Perchè si nasconde al mio sguardo, la puttana? Da qui non riesco a vedere niente … ma quella gran bagascia sa giocare il suo ruolo alla perfezione. Supplisce con le parole alla mia impossibilità di vedere. E’ una tortura pazzesca. Lei se lo sta infilando da sola nel culo … e ne gode da fantastica vacca.

Ed io non posso vederla … Porc… Cazzo! sono inciampato contro sto stramaledetto carrello … Che faccio? … Faccio capire di non voler fare niente di male se non guardare. Lei asseconda il gioco e contribuisce con la sua arte scopatoria a tranquillizzare l’uomo. Ma adesso cambia tutto … loro sanno che ci sono … e la cosa si fa man mano più eccitante …
Sono entrambi esibizionisti e completamente su di giri … mi avvicino e loro mi permettono la massima visuale.

Vedo la pelle delle sue cosce oscenamente aperte, la sua figa lasciata scoperta dal perizoma, spostato di lato. La parte alta delle cosce che termina nella morbida curva delle natiche al centro delle quali si incunea, massiccio il cazzo dell’uomo … E’ semplicemente spettacolare. Lo vedo entrare ed uscire per qualche centimetro … e in me esplode il desiderio di poter vedere ancora più da vicino quell’amplesso anale.
Lei mi sputa verbalmente addosso il suo piacere nel farsi sfondare il culo da quel cazzo ed io continuo a masturbare il mio che scoppia dalla voglia di un contatto con lei.

Non faccio un solo gesto verso di loro. Le faccio vedere tutta la mia eccitazione, cercando di istigarla a fare di più, a fare meglio …
Adesso scende letteralmente dalle braccia dell’amante. Si gira di spalle ed abbassandosi mi regala la vista del suo sfintere gonfio e slabbrato dalla possente intrusione del cazzo dell’altro. Vedere quel culo così usato e largo mi fa seccare la gola dall’eccitazione. Non ho che il tempo di imprimere nella mia memoria quella visione, lei è già impalata nuovamente su quel sesso che adesso la stantuffa con vigore.

Posso solo immaginare quel buco infilzato da continui affondi. Guardo il suo viso in preda al godimento più sfrenato e poi le sue tette muoversi al ritmo delle bordate che l’uomo le infligge. Dalla libidine del suo sguardo sul mio cazzo so che vorrebbe anche me … ma non posso far altro che guardare ed aspettare …
La magia si compie, l’uomo la istiga a leccare le dita ed io attendo con ansia che si decidano a coinvolgermi …
Ecco, è il momento … acconsentono a che mi avvicini, libero il mio cazzo dalla mano ed anelo solo di sentire le sue morbide labbra cingerlo e risucchiarlo.

E’ davvero una pompinara favolosa. Nonostante un gran cazzo le stia squassando il culo riesce a succhiarmi divinamente, ingurgitando una gran parte della mia mazza e lavorandola con le sole labbra, quasi a farsi scopare in bocca. Sono pronto a riversarle in gola tutto il frutto di tanta e tale eccitazione, ma lei vuole altro …
Si mette sul cofano e mi regala ancora una volta la vista del grosso cazzo che le entra nel culo.

Adesso è in perfetta luce e mi godo lo spettacolo del suo sfintere che si apre docile alla spinta dell’uomo. La sua espressione goduriosa si moltiplica nel vedere il mio cazzo svettare a pochi centimetri dalla sua bocca. Di profilo rispetto all’osservazione del suo partner mi imbocca l’uccello e lo lavora con la sua maestria, mostrando all’uomo tutta la sua troiesca fame di cazzo. Non resisto più … pochi colpi della sua morbida lingua e sento la cappella allargarsi ancora di più per espellere quello che mi sembra un torrente in piena di sborra.

Lo sento affluire dai testicoli e rovesciarsi su di lei ad ondate ritmate. Le copro il viso di getti copiosi e lei non disdegna riceverne in bocca e sulla lingua protesa …
E’ davvero una visione spettacolare. Ne conviene anche l’altro. Esce dal suo culo, che vedo contrarsi ed allargarsi ancora, come una piccola bocca famelica. Toglie il preservativo e si svuota completamente sul suo viso, contribuendo alla maschera di sborra cha avevo iniziato a farle poco prima.

Con il culo ancora aperto e le dita che si muovono rapide sul clitoride la vedo contrarsi in una smorfia di piacere infinito e godere di un orgasmo violento.
E’ l’ultima immagine che ho di questa gran bella avventura. Un attimo dopo mi incammino per la mia strada e raggiungo la mia auto.

Accendo il cellulare e dopo qualche minuto lo sento squillare.
“Ciao … si … tra mezz’ora sono da te … sei fantastica … Iaia … ti amo!”

Retroscena
Questo giochino era stato studiato e programmato da tempo da me e Iaia.

Non era previsto per quella sera, ma la sua voglia insoddisfatta per l’impegno di Stefano ha comportato un cambio di programma. Ovviamente io le sono sempre stato vicino. Ero a pochi metri quando svicolava dalle attenzioni indesiderate dei ragazzotti ed ero sempre nei pressi quando è arrivata “la preda”.
Solo quando la situazione è risultata completamente sotto controllo ho spento il cellulare e mi sono avviato verso il luogo convenuto. Confidando nell’assoluta capacità di Iaia di “governare” la situazione nella direzione voluta, mi è rimasto solo da attendere l’arrivo della coppia.

In origine avrei dovuto solo spiarla e godere della sua maialaggine. Il rumore è stato un fuori programma che, per fortuna, Iaia ha abilmente ricondotto nei giusti binari. Anzi … direi che è stato molto più sconvolgente che non “assistere”.
La cosa che più ha eccitato sia me che Iaia è il fatto di aver dato al nostro amico la sensazione che l’intruso fossi io ….

prime esperienze…

Premetto che questa è una storia assolutamente vera.
Avevo circa 15 anni quando ho avuto la mia prima esperienza,e vi assicuro che fu il più bel giorno della mia vita.

E’ mattina,a scuola c’è poca gente,tutti sono in gita. In classe siamo solo io,un mio amico e una ragazza,che mi piaceva da impazzire,con cui avevo una specie di rivalità. Ero stato tutto il tempo a fissarla,soprattutto a fissare le sue cosce ben fatte e il suo culo.

Alla penultima ora,per religione,questo mio compagno,testimone di geova,dovette andar via,ma avevamo un’ora di buca,e nessuno venne a “fare la guardia su di noi”.
Dunque adesso eravamo io e lei,soli! Dovetti andare in bagno e quando tornai vidi che era in una posizione (involontariamente) a pecorina appoggiata al suo banco mentre leggeva il MIO diario. Allora colsi l’occasione,mi avvicinai e mi appoggiai alla sua schiena.
<M*****a,che fai di bello?> le sussurrai. Lei sorrise maliziosamente,girò la testa e disse <E tu,che vorresti fare,di bello?>.

Il mio cazzo iniziava a raddrizzarsi sempre di più e lei piano piano iniziò a calarsi i pantaloni..poi le mutande…
Facendo il finto tonto le disse <Mì,che fai?> e lei <Secondo te? Caro mio…?>
Ci baciammo. Fu un momento fantastico,mentre la baciavo le toccavo quel culo che avevo sognato per mesi. Lei allora si girò e si mise a pecorina,con il petto disteso sul tavolo,in attesa che io facessi la mia mossa. Allora,avvicinandomi a lei,distesi le mie braccia sulle sue e infilai il mio ormai marmoreo cazzo nel suo bel culo stretto.

Non potete immaginarvi la sua faccia,la sua espressione…misto di dolore e piacere intenso <Ti amo cazzo!> disse.
Iniziai a sbatterla,le bloccavo la bocca con la mano e ,in nome della nostra rivalità le dicevo,eccitato, <Stai zitta stronza!Stai zitta,ti piace essere fottuta da me èh,ora non sono più minore di te! Eh,eh?!?!> e lei gemeva gemeva…
Le iniziai a palpare le tette e poco dopo le venni nel culo.
<Stronzo> mi disse,dopo sorrise maliziosamente.

Mi abbracciò,e intanto mi segava,mentre io le toccavo il magnifico culo.
Ci rivestimmo e stettimo zitti. Pensai “cazzo,sono un mostro,non sono un quindicenne”. <M*****a scusami> dissi. <Niente,anzi…>. <Mi sei piaciuta dal primo momento che ti ho vista e…>. <Tranquillo…anche tu,ti amo M***o> e pomiciammo. Intanto io ripresi a toccarle le cosce…il culo…la figa!

Dopo quella volta scopammo altre volte,tutt’ora ci sentiamo,ci amiamo….

CENA E DOPOCENA CON MIA ZIA

Quella notte, dopo aver cenato fuori, a mia zia diedi sessualmente il massimo: quel pasto a base di frutti di mare mi fece rizzare il cazzo in maniera mostruosa, già quando eravamo nel locale.
Mentre cenavamo, lei metteva il braccio sotto il tavolino e mi accarezzava il membro mentre le nostre bocche, tra un piatto e l’altro, si avvinghiavano destando scandalo negli altri avventori, soprattutto per la differenza d’età tra me e lei.

Non avevamo da temere nulla in quanto eravamo in un locale sul mare ad una trentina di chilometri da dove abitava la zia, che non era uscita mai e, pertanto, lì non la poteva conoscere nessuno, così come me che venivo dalla remota provincia.
Ad un tratto il cameriere che ci serviva venne “diplomaticamente” a dirci che eravamo degli ottimi clienti (sfido: la zia per quella cena aveva pagato centoventimila lire!), ma che dovevamo essere meno “affettuosi” tra di noi in quanto qualcuno in sala si era lamentato delle nostre effusioni.

Al che, dopo aver consumato una macedonia, mia zia, che non aveva mai ricevuto “rimproveri” del genere, ed io, che in fondo ero ancora un ragazzo timido, chiesimo il conto per poi andare subito via.
Mentre eravamo in auto per tornare a casa, la zia mi disse che in quel locale si era mangiato bene, ma che la prossima volta bisognava andare in un posto più “giovanile e moderno”, tipo una discoteca, dove fosse possibile pomiciare in pubblico senza che nessuno si lamenti.

Arrivati a casa ci trasformammo in dei “porci”: in quel ristorante avevamo bevuto parecchio ed i nostri freni inibitori erano ormai inesistenti; in più, grazie alle ostriche ed ai frutti di mare che avevo ingurgitato, il mio giovane cazzo (già “ipersensibile”) stava letteralmente scoppiando. E siccome l’alcol è un anestetico naturale, mia zia non sentì alcun dolore, ma solo un immenso piacere, quando quella notte arrivai per la prima volta a ficcare il mio cazzo fino in fondo al suo culo, lasciando fuori solo i testicoli.

Ormai il suo ano era pronto a ricevere la qualunque: prendendo spunto da ciò che aveva appreso negli anni precedenti dai giornaletti pornografici, l’aveva ben allenato con zucchine e manici di cacciavite (che, però, arrivavano fino ad un certo punto), ed inoltre, nei nostri originari amplessi, prima di penetrarglielo glielo inumidivo leccandoglielo o cospargendolo di vasellina, che spalmavo pure sopra il mio cazzo per agevolarne l’ingresso in quel suo delizioso anfratto. Quella notte, però, trovai l’ano della zia più slargato e pronto ad accogliere tutto il mio membro fino in fondo.

Quando le avevo già infilato la cappella sentii improvvisamente qualcosa che respingeva quest’ultima (temevo fosse della cacca in arrivo) e poi un suono di “trombetta”: era una scorreggia provocata da quell’abbondante cena. La zia si scusò, ma io, per non mortificarla e per “sdrammatizzare”, le risposi che era meglio una scorreggia che l’arrivo di uno… stronzo. Al che lei esplose in una fragorosa risata e mi chiese di metterle in faccia il mio culo per farsi perdonare.

Io, al principio, non capii, ma devo dire che non appena sentii la sua calda ed umida lingua ispezionarmi l’ano, anch’io lanciai una sonora scorreggia, che la zia odorò ed aspirò profondamente per poi dirmi: «Ha visto?! Anche tu sei uno “scorreggione”, ma sappi che la tua vecchia zietta da te accetta di tutto, visto che mi hai fatto scoprire i piaceri della vita. Meglio, come ti dicevo, pulire il culo a te, anziché a quell’impotente e deficiente di mio marito che, fortunatamente, sta morendo in quella casa in cui mi ha tenuta “prigioniera” per una vita…».

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cinema

appena andati al cinema mio marito ha insistito molto, cinema porno….
mi sono convinta..e via si entra…
vestita con tacchi e un vestitino nero con calze.
Ci siamo seduti poi inizia il film non c’era molta gente…poi ad un tratto mio marito si alza va al bagno…impiega tempo molto tempo…
ed ecco un tizio si siede alla mia sinistra e dopo un po’ un’altro….
si toccavano la zippo ma nulla usciva fuori, ero impaurita..poi ecco arriva mio marito e si siede dietro di me..
Il film continuava ed ecco da dietro mio marito mi tocca i seni…cacciandoli da fuori…mi toccava avidamente e i due tizi lo stresso tra le gambe i seni…divento calda ardo la fica e’ in fiamme….

mi sento le mutande abbassare poi ecco fuori il primo cazzo e la mia mano si posa li’.
Ecco l’altro tizio lo tira fuori e mi trovo con due cazzi tra le mani…le agito bene mio marito li guarda mi tocca e anche lui lo caccia fuori..
uno dei tizi si alza e mi mette il cazzo in bocca caldo grande, l’altro mi allarga le gambe e lecca avidamente…. sono un fiume non riesco a controllarmi….

poi provo ad alzarmi e li mi mettono giu’ piegata ed ecco arriva grande tutto dentro mi sbatte forte…..la mia bocca piene dell’altro……mi stanno fottendo…. forte e bello…si bellissimo mai provata tale sensazione altri uomini si avvicinano am si masturnano solo…. poi chiedo imploro al tizio di metterlo nel culo..ed ecco entra…. ma la mia bocca e’ gia piena dello sperma del tizio che si alza e va…sputo provo a pulirmi e si fa avanti un’altro e via di nuovo in bocca…..ed ecco arriva una sborrata sul sedere e’ arrivato…
mio marito si alza e va via…ed io li sono rimasta e riprendono a fottermi le calze sono rotte e il viso coperto di caldo sperma…..
cosi il mio culo..che esperienza…
Sabato vado al cinema..da sola….

La ragazza della campanula

Avete mai visto un prato di montagna? Ci sono prati ben curati, dove l’erba è tagliata e raccolta con molta fatica da uomini e donne abituate al lavoro duro, e prati selvatici, dove l’erba cresce fino a interrompere la vista. Un muro verde e giallo, che nasconde, che protegge. Chi si siede tra questa erba è isolato, i rumori ovattati. Ci si può sdraiare e osservare le nuvole che percorrono il cielo blu mare, come barchette impazzite.

Respirare l’aria fresca e pura. Sorridere agli insetti che attraversano il tuo spazio in cerca di un fiore dove posarsi.
Per sentirsi veramente inseriti in questa magia, è necessario togliersi di dosso ogni nostra maschera. Essere nudi, nella natura.
Giorgio era un naturista convinto. Amava stare nudo in casa, accogliere nudo gli amici più intimi con cui condivideva questa gioia, guardare la televisione o affannarsi ai suoi hobby nudo. Non raramente chiudeva a chiave il proprio ufficio, giustificandosi con l’eccessivo lavoro o con una telefonata importante, e si spogliava.

Stava nudo alla scrivania, per qualche minuto. Poi si rivestiva. Riapriva l’ufficio e accoglieva i colleghi con uno spirito diverso. Allegro e leggero.
La giornata era ideale, sebbene un po’ fresca. Giorgio aveva deciso di uscire dalla città di buon ora e recarsi al nord, verso le montagne. Aveva consultato su internet diverse mappe e aveva scelto il sentiero meno battuto. Si era inerpicato solo, tra faggeti e boschi secolari. Poche le case, pochissimi i segni dell’uomo.

Ammirava gli alberi, odorava i fiori, guardava dall’alto le formiche occupatissime nei loro maneggi e le sorrideva con un gigante buono.
Raggiunse un prato molto ampio, con erba molto alta, e decise di uscire dal sentiero e di inerpicarsi per diverse decine di metri. L’erba altissima copriva la visuale e lo nascondeva agli occhi di eventuali curiosi. Trovò una piccola zona piana, appoggiò lo zaino, stese la coperta, si spogliò completamente, e si sdraiò a godere del sole e dell’aria.

Si addormentò. I minuti passavano veloci. Si risvegliò e, nel silenzio della natura, prese a fischiettare imitando gli uccellini di passaggio.
Ma, ecco! Un leggero rumore lo turbò. Smise di fischiettare. Sembrava un fruscio. Nulla. Sarà stata una lucertola? Speriamo non sia una biscia. Riprese il motivetto canoro, fringuellando e pettirossando con vigore. Si sentiva un generale a capo di un esercito di passeracei.
Ancora il fruscio, forte, verso destra. Al suo fianco.

Si bloccò, terrorizzato. Voltò il viso e vide una ragazza. Una contadinella. Avrà avuto 20 anni. Era bloccata dallo stupore e dallo spavento. Un uomo nudo, di mezza età, nudo completamente proprio nel prato dove lei amava camminare e sdraiarsi. Anche lei, come Giorgio, per vedere le nuvole. Voleva scappare. Doveva scappare. Anzi, doveva urlare e fuggire, per correre a casa e denunciare quel depravato nudo che si mostrava alle ragazzine senza vergogna. Quel maiale con quella pelle scurita dal sole, e i peli del petto irsuti.

E poi… quel coso in basso. Flaccidamente e mollemente adagiato lungo il bacino. Ne aveva visti altri di peni, Marianna. Tre anni fa aveva avuto un fidanzato, per pochi mesi. Aveva scoperto il sesso con lui, ma non si era mai eccitata troppo. Forse paura delle prime volte? Ogni tanto si collegava in rete e, sola, si masturbava vedendo qualche filmato pornografico. E sognava di far sesso, finalmente, con un uomo vero. Ne aveva grande voglia.

Lo sognava involontariamente di notte, eccitandosi e bagnandosi, e volontariamente di giorno immaginando situazioni surreali. E questa era una situazione surreale. Marianna doveva fuggire, ed invece rimase.
Si avvicinò al pene e ne accarezzo l’asta molle con la sua mano, magra e timida. Accarezzò l’intera lunghezza con la mano aperta, dai testicoli alla punta. Poi chiuse la manina attorno alla circonferenza rosea che evidentemente si gonfiava di desiderio ed eccitazione. Masturbò in silenzio quel pene che, eccitato, mostrava tutto il suo desiderio e la sua capacità orgasmica.

Munse il pene, come spesso faceva quando mungeva il latte alle vacche dell’alpeggio. Poi si alzò, di fronte a Giorgio. E si spogliò completamente. Nuda.
Marianna aveva un seno medio, ma con capezzoli lunghi e scuri, circondati da un’areola piccola e turgida. Sapeva di non essere bella, ma Giorgio in cuor suo non aveva mai visto una ragazza così attraente e sexy. Anche se era una contadina, questa ragazza giovane e fresca emanava un profumo di bellezza molto intenso.

Il suo pube era peloso, e tra i peli Giorgio indovinava la fessura del piacere.
Marianna si sedette su Giorgio, sopra le sue coscie. Prese il pene in mano e lo accarezzò lentamente, passando leggermente le unghie sulla pelle tenera. Stringendo le dita, lo masturbò ritmicamente, guadando Giorgio negli occhi. Poi sollevò il busto e si portò sul pene. Appoggiò il pene alle sue dolci labbra vaginali, bagnatissime per la sorpresa e l’eccitazione del proibito.

E si lasciò cadere lentamente su quell’asta sconosciuta, sentendosi riempita di quella carne dura e calda.
Giorgio abbandonò la testa alle sensazione e con lo sguardo cercava le nuvole in cielo, mentre sentiva il suo pene avvolto nelle carni umide ed accoglienti di Marianna. La ragazza iniziò a muoversi, spostando il bacino su e giù, su e giù, ritmicamente, assaporando ogni centimetro di quel movimento. Mise una mano tra le coscie, e appoggiò un dito al pene di Giorgio, godendo con il polpastrello il punto di contatto tra pene e vagina, tra asta e labbra.

Si stava eccitando come mai nel passato. E anche Giorgio non era da meno.
Marianna si alzò, e con gli occhi quasi in lacrime per la voglia di sesso, si mise a pecora, allargando le gambe e mostrando la fessura del piacere. Giorgio si mise in ginocchio e di colpo la penetrò vaginalmente. Mettendo le mani sul fianco di Marianna, iniziò a penetrarla con forza quasi brutale, colpendola con colpi di anca in cui sfogava il piacere a****lesco che lo stava possedendo.

Marianna era molto più giovane, e ricordava a Giorgio tutto il suo passato, quando da adolescente e da ragazzo usciva con gli amici e progettava grandi cose per la sua vita. Ora era più che adulto e la vita pareva fosse sfuggita di mano. Perciò istintivamente penetrava quelle carni con insistenza, come a riappropriarsi della giovinezza che fu. Il pene entrava ed usciva dalla vagina con ritmo cadenzato, vedeva l’asta umidiccia di umori femminili scomparire e ricomparire.

Sentiva la punta penetrare, penetrare, penetrare, penetrare.
Si chinò sulla schiena di Marianna e prese ad accarezzare e a mungere i suoi seni che oscillavano verso il basso. Ne strizzò i capezzoli. E il pene penetrava con forza.
Giorgio sentì il liquido seminale venire fuori, sentì il pene indurirsi ancora di più, sentì l’anca colpire il sedere di Marianna nel tentativo di penetrarla ancora più all’interno. Sentì Marianna ansimare fortemente, quasi lamentarsi, anzi… Marianna godeva con forza.

Ma le sue orecchie erano ovattate per la pressione dell’eccitazione. E Giorgio si accorse soltanto che lo sperma esplose nella vagina, con forza, copioso ed abbondante. Continuò a penetrarla in modo che ogni spermatozoo fosse spinto più a fondo possibile nella vagina. E la penetrò finchè il pene non riuscì più a sopportare la frizione. Rimase immobile col pene flaccido nella vagina di Marianna. Poi spostandosi leggermente, il pene scivolò fuori, portandosi dietro molto sperma liquido che colò sul pelo e sui fianchi di Marianna.

Giorgio cadde all’indietro spossato e senza forze. Chiuse gli occhi. Non seppe quanto tempo. Forse si addormentò.
Quando aprì gli occhi Marianna era scomparsa. Al suo fianco vi era adagiato un fiore di campanula. Marianna conosceva il significato del fiore: “sottomissione”. Giorgio fu eccitato dal messaggio. La cercò, anche se non conosceva il nome della contadinella. Chiese informazioni presso le baite della zona. Qualcuno disse che una ragazza simile a quella descritta da Giorgio viveva in una valle attigua.

Ma era ormai sera tarda. Giorgio tornò in città. E da allora con la forte speranza nel cuore, Giorgio ogni volta che ha tempo libero ripercorre i sentieri con la fiducia di incontrare ancora la ragazza della campanula.

la famiglia che non ti aspetti parte 3

Dopo la bellissima scopata con mia suocera , stavo per andare a letto, quando appena mi avvicino alla scala, è sento una voce:
“marco, marco, marco, vieni qui” cazzo la zia Fina, mi chiamava, mi avvicino alla finestra e le dico :
“Zia che succede ,stai male”
“ no , entra marco, entra ho bisogno di aiuto” scavalcando la finestra il mio accapatoio si allentò, arrivato vicino il letto, mi avvicino al suo viso per chiedere cosa succedeva, lei mi disse:
“ devo andare in bagno” panico , mia suocera ,avrebbe sentito i rumori,
“ma zia , non puoi chiamare tua sorella, se ci sente, puo alzarsi , forse meglio che chiami lei”
“se volevo lei ,pensi che non l’avrei chiamata, è appena uscita dal bagno” io pensavo che lei aveva sentito tutto:
“allora zia , come facciamo?” la cosa di vederla pisciare, mi eccitava un molto, quella sera mi sentivo un porco.

La troia mi disse:
“trovami dove posso farla, mi sto pisciando addosso”
ricordai che fuori avevo visto un secchio ,esco prendo il secchio e rientro, accosto le finestre non si sa mai:,
“ecco qua , ho trovato questo secchio” ora come fare ,ha sempre il gesso, idea la sedia a rotelle, a il doppio cuscino, tolto il primo sotto c’è un buco per i bisogni, la sistemo sopra la sedia, lei appena poteva mi accarezzava e baciava il cazzo,
“dai zia aspetta un minuto, ecco fatto, ora facciamo un giochino mentre tu fai pipì”
con una mano la inizio a stimolare il clitoide e le grandi labbra della sua figa, appena inizia ad uscire la sua pipì, inzio ad infilare un dito nella sua figa, la troia non aveva mai provato tanti piaceri cosi diversi, costretto ad tapparle la bocca, la sua mano nel mio cazzo, la mia cappella si gonfiava, la sua mano saliva e scendeva ,aveva un ritmo costante , la fermo ,mi sposto davanti alla sedia , mi abbasso in ginochio, e inizio a leccare la figa , la mia lingua entra nei suoi piu profondi anfratti, lei ebbe un sussulto le usci un rivolo di pipì, mi stava pisciando in bocca, non mi fermai, la mia lingua era come inpazziata cercava ogni goccia della sua orina, la mia spasmodica ricerca ebbe un ottimo risultato, la zia inizio ad avere orgasmi, la mia bocca succhiò il clitoide, avevo le sue mani che spingevano la mia testa sempre piu dentro, appena mollò la presa , avevo il cazzo ke mi scoppiava, mi alzo , la prendo per metterla sul letto, lei voleva la posizione del missionario, ma io volevo il culo, appogiata a pancia sotto nel tavolo, iniziai a lubbrificare il suo buco , facendo entrare le dita , appena pronta infilai la cappella, poi un colpo , le mie mani tappavano la sua bocca, il mio cazzo entrava e usciva , pompandola a piu non posso, sentivo le sue chiappe, schiaffegiate dai colpi del mio bacino, lei da prima il dolore , poi il piacere , il mio sperma caldo, riempi il suo culo, appena sistemata la zia sul letto , lei mi disse
“ ma lo sai , che tu mi fai provare senzazioni che non avevo mai provato leccarmi , poi godere in quel modo dentro di me, tuo zio non mi ha mai leccata , immagina il culo , era vergine tu lo hai preso , e ti ringrazio almeno ho scoperto nuove senzazioni”
“ zia, io l’unica cosa che ti chiedo, di non toccarmi mentre ci sono loro, perche tua sorella ti ha visto, ed io non ti preoccupare , saro con te quando vuoi”
“ va bene lo prometto” esco dalla finestra salgo in camera mia moglie dormiva vestita , la sposto, la spoglio, rimane solo in mutandine, mi sdraio , e crollo.

La mattina seguente , sento mia moglie scendereal piano di sotto , dopo dieci minuti, stavo sognando che una bocca mi stesse facendo un pompino, apro gli occhi , vedo mia moglie che stava pompando in un modo forsennato sulla mia cappella, la bocca ingoia il mio cazzo fino alle palle , sposta il suo bacino sopra la mia faccia , iniziando un fantastico 69,
lei mi sposto in modo che potesse cavalcare, spostata il perizoma su una chiappa ,far entrare il mio cazzo in figa, lei da prima in ginocchio, poi uno smorza candela, le sue mani sui miei ginocchi, dalla sua figa scendevano sul mio cazzo tutti i suoi umori , inzio a stuzzicare il suo culetto ,infilando il dito, lei era impazzita, mai aveva fatto un cosa cosi, mai mia moglie aveva l’iniziativa a letto, ma mi eccitava, specialmente questa sua nuova carica era diversa.

Si alzo in piedi sul letto, si gira verso di me, metendo la mia faccia tra i suoi ginocchi, abbasso la sua figa nella mia bocca, inaziai a leccare, inarcando indiero la schiena con una mano prese il mio cazzo,il suo bacino premeva la sua figa nella mia bocca , appena le mie mani toccarono i suoi fianchi , si radrizzo e scivolando con il suo corpo sopra di me , arrivò con la sua figa vicino il mio cazzo , la sua mano condusse il mio cazzo dentro la sua figa , appena dentro , le sue mani mi bloccarono i polsi vicino la mia testa, spinse in giu il suo bacino, le mie palle avevano il contatto delle sue labbra vaginali, iniziò a roteare i fianchi, e mi disse:
“ ieri sera ti ho visto, con mia madre,………………….. ma hai superato la mia prova”
“quale prova angela”
“ se stamattina non mi riuscivi a soddisfare le mie voglie, non so cosa sarebbe successo, spero solo per te, che sia mia madre la sola donna che tu tocchi , io:
“ ma amore, con tua madre non so che mi sia successo” lei tappandomi la bocca mi dice:
“ meglio tu , che qualche stronzo che la prende in giro” continuammo a fare l’amore.

Scendiamo giu lei va in bagno a farsi una doccia, io mi faccio un caffe in cucina, arriva mia suocera, si avvicina e mi dice:
“ hai parlato con angela” io le faccio cenno di si lei.
“ cosa ti ha detto”
“ che meglio che un altro”
lei :“anche a me ha fatto un discorso simile, meglio io che qualche troia che conosci in giro” la chiamai vicino a me indossava una sottana senza mutandine, le alzo la sottana, fino a scoprire la sua figa
la faccio mettere seduta sul tavolo, allargando le labbra della sua figa inizio a leccere tutte le sue aperture, il sapore acre dei suoi umori invasero presto la mia bocca , avevo il gusto della sua figa in bocca, facendo appogiare la sua schiena sul tavolo, tenendo le sue caviglie la pentro in cucina , inizio a muovere il bacino colpendo con violenza la sua figa, volevo entrare con tutte le palle dentro, il suo godere attrasse mia moglie che era appena uscita dalla doccia, entra in cucina e dice:
“ bravi porci neanche il tempo” io continuavo a pompare sua madre, lei mi viene dietro mi accarezza prima il petto, le sue mani scendono alle mie palle , si apre l’accapatoio e mi fa sentire le sue tette nella schiena, il suo pube sopra le mie chiappe, le sue tette iniziano una discesa, prima la schiena, poi sopra le mie chiappe , in fine la sua bocca ciucciare le mie palle, appena la sua bocca toccò le palle spruzzaisperma dentro la figa di sua madre, lei continuò a leccarmi pulendo tutti gli umori che colavano lentamente dal mio cazzo , la sua lingua arriva anche dove io non immaginavo, il mio culo, ero in estasi mia suocera sul tavolo , lei sotto che mi stava pulendo , e si masturbava veemente , avevo il mio piccolo harem, ……………..
La mia vita trascorreva tranquillamente diviso tra mia suocera , e mia moglie, ed ogni tanto un colpo alla zia.

le zitelle della porta di fronte

Ciao sono Marco 33 anni , fisioter****ta, felicemente divorziato , quella troia di mia moglie , ha trovato un pirla pieno di soldi ed mi ha lasciato , la mia vita, dopo questa burrascosa parentesi, volgeva tra alti e bassi, avendo ereditato la casa della mia famiglia , sono andato a vivere nel palazzo dove ero cresciuto, nel mio stesso pianerottolo, vivono due sorrelle la ex maestra in pensione Maria mai sposata, e sua sorella Crocifissa ex impiegata alle poste in pensione, essendo solo, e la maestra è quella che mi ha battezzato, io mangiavo quasi sempre a casa loro, in fatti io le chiamavo zia Mariuccia aveva 60 anni ,la zia Crocetta 63 anni.

Una sera verso le 21,00 ,ero davanti al pc , in videochatt con una porcona , avevo il cazzo duro come il marmo, lei stava per togliere il reggiseno, drinnnnnnnnnn suonano alla porta con veemenza, ma chi cazzo è adesso, mi alzo vado alla porta , sento la voce di mariuccia, che strillava
< marco, marco, crocina e caduta in bagno,non si muove,marco marco apri la porta> apro di corsa la porta, ero in mutande con il cazzo in tiro, dopo un suo sguardo hai miei boxer, lei mi prende la mano e mi tira dentro casa sua, arriviamo in bagno, la zia crocina era a terra per fortuna non aveva nulla, ma la sua stazza impediva alla sorella di poterla sollevare, la scena che trovai entrando in bagno era , lei a terra con addosso un asciugamano che le copriva appena il suo prosperoso seno e il suo bacino facendo intravedere quei pochi peli della su figa, faccio in modo di scavarcarla , la prendo dalla schiena, metto le mani sotto le ascelle, ma non riuscivo ad alzarla , cerco di cinturarla ma le mie mani cingono le sue grosse mammelle , la tiro sù, avevo ancora il cazzo mezzo duro, alzandola strofinoil mio cazzo prima sulla schiena, dopo arriva nel solco delle sue chiappe, la zia crocina avrà pensato che mi eccitava, effetivamente quel culo e le sue tette mi avevano distratto, le mettiamo un accapatoio, per pochi secondi la vidi nuda, la accompagniamo sul letto, lei manda la sorella a prendere un bicchiere di acqua, le faceva male il culo, allora lei apre l’accapatoio,e mi mostra dove ha sbattuto, sopra l’osso sacro e sotto la coscia, ma non si era accorta che metteva in mostra il suo culo e la sua figa, non so cosa mi sia passato nella testa, sia per l’assenza di donne nella mia vita , sia per il segone che mi stavo facendo, avevo voglia di toccare quella figa ,la dovevo toccare, le inizio a fare un massagio alla coscia, e le dico:
< aspetta zia ti faccio un massaggio, vediamo se ti calma il dolore> quando arriva mariuccia la spedisco casa mia , per prendere una crema per le contusioni, sempre massagiando la coscia arrivai con la mano a sfiorare le labbra della sua figa, le mie dita entrarono piano piano nelle mutandine e poi nella sua figa, lei già bagnata, il mio cazzo sempre più duro ,era come il marmo, le iniziaii un bel ditalino,dopo pochissimo tempo i suoi umori fuoriuscirono dalla figa bagnado le mie dita, la guardo in viso, era con gli occhi chiusi , e si mordeva le labbra della bocca, preso dalla situazione continuai a penetrarla con le mie dita,lei inizia a godere, sentendo il ritorno di mariuccia mi fermo ,ci fu una smorfia di disappunto appena tolsi le dita dalla figa, erano bagnate dei suoi umori , mi leccai le dita per assaporare il nettare, il mio cazzo era sempre piu duro, i boxer non riuscivano piu a contenerlo, mi sposto dal lato opposto di mariuccia per non far notare il mio stato ,le devo spalmare la crema sulla parte contusa, la faccio girare pancia in giù , mettendomi sopra il suo enorme culo, mi appoggio sulle sue gambe in modo che il mio membro sia perfettamente nello spacco delle sue chiappe, le abbasso l’elastico delle mutande a metà culo , inziando il massaggio,ogni tanto scivolavo sopra le sue chiappe entrando anche sotto le sue mutande,mandai mariuccia a cercare un asciugamano pulito, lo porta lo metto in modo che mi copriva il cazzo ed il suo mezzo culo, con delle scuse facevo allontanare mariuccia, da sotto l’asciugamano da prima uscii il mio cazzo, poi scostando le mutande iniziai a fottere quella vecchia troia sincronizavo i movimenti , lei non emise nessun mugolio riusciva a frenare le sue emozioni fottevamo con la sorella a fianco che le teneva la mano, lei riusciva a far muovere la figa in un modo innaturale da dove avveniva uno sfregamento della cappella contro la parete internadella figa, il mio cazzo spruzzò sperma nella figa della troia l’unico accenno del suo corpo fu una sretta delle chiappe, appena possibile scesi dalla vacca, e mi sistemai i boxer, ritorna mariuccia si sposta dal mio lato del letto, vidi il suo sguardo cadere piu volte sul mio cazzo , lei mi dice di aspettare in cucina, mi deve parlare, mi metto seduto sul divano , dopo aver recuperato a casa un pantaloncino, arriva, si accomoda vicino a me , e dice :< marco mi sono spaventata, senti come mi batte il cuore >
mi prende la mano le appoggia sul suo seno per farmi sentire il battitito cardiaco, non aveva il reggiseno, appena la mia mano tocca il suo seno, il suo capezzolo diventa turgido , lei mi abbraccia, nel suo modo di stringermi la mia mano rimase sopra la sua tetta continuando a giocare con il suo capezzolo, ebbe un brivido, rimase ferma stringendomi un po di tempo, sapevo che non aveva mai avuto un rapporto con uomini, il mio cazzo divenne nuovamente duro, lei si scosto mi disse:> prendiamoci una tisana>
andammo in cucina mentre preparava la tisana la abbraccio piu volte da dietro appogiando il mio cazzo nel suo culo lei apprezzava questi miei gesti,
la zia crocina si lamentava , lei va vedere come stava , nel fratempo avevo già versato la tisana nelle tazze, lei ritorna ,e le dico sediamoci nel divano, le mi fa segno di segurla nel salone, ero dietro lei , indossava una sottona trasparente senza reggiseno, mutandine nere,arrivati nel salone metto un goccio di liquore nella mia tisana, mi siedo nel divano lei va a controllare sua sorella , e mi dice che le devo correggere la tisana, si accomoda vicino a me, e le dico:
< zia ti sei calmata, ora>
lei< ma quale> e sorseggia la tisana
io< zia ora ci penso io a calmarti fidati e rilassati>
lei obbedì senza fiatare , la faccio sdraiare sul divano prendo i suoi piedi, metto una gamba distea e l’altra gamba appogio la sua pianta tra il mio stomaco e il mio cazzo, nel modo di massagiarle le ho fatto divaricare le gambe è vedevo le sue mutande nere le labbra della figa era così grandi che le mutande non riusciva a contenerla dentro, i fiotti di peli uscivano dai suoi lati, , il liquore versato nella tisana pensavo che le stava facendo effetto, ma non era così ,notai che lei non lo aveva ancora bevuta la tisana , le mie mani iniziarono polpaccio, arrivo al ginocchio, scendo per la coscia, le sue gambe erano pelose, mi eccitavano, il mio cazzo già duro e spingeva contrio i mie boxer, mostrando il suo vigore, il suo piede scese sino a toccare il mio cazzo, le mie mani toccavo i suoi peli, spostando, le mutande entrai in contatto con la sua figa, le inizio un ditalino, lei cede definitivamente le armi, apre le gambe, avvicinandomi con la bocca alla figa, la inizio a leccare , lei aveva un lago in piena,
mi abbasso i pantaloncini, mettendomi in posizione sopra di lei , inserisco la mia cappella , lei mi dice:
cazzo era vergine veramente, la inizio a penetrare, le pareti della sua figa si allargarono ben presto, il mio cazzo entrava ed usciva velocemente, i suoi mugolii svegliarono la zia crocina, che la chiama:
< mariuccia che c’è>ma i mie colpi fanno gadere mariuccia che risponde:
la mia vemenza nel penetrarla la distraeva , ma la zia crocina chiamava sempre

non sò quante volte ebbe orgasmi, dopo poco la faccio mettere a pecora, la mia posizione preferita,e le penetro la figa da dietro, ogni colpo la sfondavo sempre di piu.

volevo farle il culo , ma non ho fatto i conti con la mia eccitazione e le mie palle rilasciarono del caldo sperma che le riempi la figa , ci acasciammo sul divano, il mio cazzo piano piano si ammosciò, sfilandosi lentamente dalla sua figa, i nostri umori colavano dalle sue profondità, ci sedemmo sul divano la strinsi a me le dissi:
lei:
io : < che sei una donna fantastica e quando vuoi ci saro sempre per tutto>
Lei mi bacia il collo , i miei ormoni viaggiavano a mille, io volevano il suo culo, mi spoglio nudo lei mi guardava , la alzo in piedi,le sfilo la vestaglia, alzo via la sottana, lei era in piedi davanti ame in mutande , il suo seno cadeva per il tempo trascorso, le abbasso le mutande al ginocchio, inizio nuovamente a leccare la sua pelosa figa, sfilo via le mutande, la posiziono a 90 gradi, con le mani si tiene al tavolo, le inumidisco il culo con la saliva, lei si fà fare tutto,apro con le mani le sue chiappe,infilo dentro il suo ano il mio cazzo ancora non duro, un colpo, un piccolo sussulto , avanti indietro il mio bacino piano piano, poi sempre piu veloce, la zia inizia nuovamente a godere, i suoi spasmi richiamarano l’attezione della zia crocina , che chiamava , ma questa volta non ebbe risposta, le mie mani cingevano isuoi fianchi, il mio cazzo aveva fatto largo nel suo culo, l’eccitazione e la foga non ci fece sentire l’arrivo della zia crocina, la vidi che guardava senza dire una parola,la mano infilata nelle mutande e si stava masturbando, le faccio cenno con la mano , in modo di entrare, entra e:
< ecco cosa erano i rumori>lei in mutande senza reggiseno, visibilmente eccitata si volta e va via,
io e mariuccia ci guardammo in faccia e lei stappando il suo culo dal mio cazzo si mise seduta sulla sedia io andai dalla zia crocina era nel suo lettone, dava le spalle alla porta, mi avvicino e mi sdraio sul letto alle sue spalle, le do un bacio sulla guancia poi scivolando con il corpo , le appoggio il marmoreo cazzo nelle sue chiappe, le mie mani arrivarono sopra le sue mammelle, e le dico:
< che succede perchè sei andata via> lei si spostò leggermente , e voltandosi verso di me appogia la schiena nel materasso, io le salto sopra , con le mie gambe allargo le sue, appogiando il mio cazzo nella sua figa e inizio lo strofinamento, era da prima rigida,dopo poco tempo e i suoi muscoli si rilassarono , potevo affondare meglio il mio cazzo contro le sue mutande, inizio a leccare i suoi capezzoli , era rilassata, chiamo mariuccia, lei arriva mi vede sopra la sorella, la convinco a sdraiarsi vicino a noi, non vi dico cosa ho dovuto inventare , ma le avevo convinte che riuscivo a scopare tutte 2 insieme, tolsi le mutande alla zia crocina , le avevo tutte sdraiate una la leccavo l’altra la penetravo con le dita alternado le posizioni, la zia crocina era la piu esperta delle due , facendo spostare la zia crocina sotto il mio cazzo in modo di farmi un pompino , leccavo la figa a mariuccia messa a quattro zampe, faccio arrivare mariuccia sopra la sorella penetrando la figa di mariuccia crocina leccava le mie palle, la lingua arrivava a sfiorare le labbra della figa di mariuccia che penso iniziava ad apprezzare anche la sorella, il mio dito allargava nuovamente il culo di mariuccia, lei godeva ma crocina reclamava il suo turno , erano due assatanate del sesso, crocina lo voleva in figa , mariuccia era indemoniata dopo tutta quell’astineza voleva recuperare, metto il mio cazzo nella figa di crocina, mariuccia le si mette con la figa in faccia e le spinge la sua figa sulla bocca , mi tira verso di lei e mi da un bacio in bocca, questa volta rimpii la figa di crocina di sperma, la foga del mio cazzo andò a finire , ci sdraiammo nel letto , avevo le due troie poste hai miei fianchi, la zia crocina provava a far riprendere il mio cazzo ma non era cosa facile mi avevano veramente spompato, e ci addormentammo cosi nudi e sporchi dei nostri umori.

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La sega di mia suocera

La mamma della mia ragazza, sebbene abbia passato i suoi bravi 50 anni è ancora una donna piacente e con un certo fascino.
Spesso la osservo, la guardo anzi…. la scruto.
Mi piace quel suo fisico snello, slanciato. Avrà poco seno ma ha un culo che mi piace e sul quale spesso faccio fantasie.
L’altro giorno, mentre ero solo sul divano, iniziai a pensarla e il cazzo iniziò a farsi duro.

Mi sono immaginato nella sua cucina ad osservarla mentre faceva i lavori di casa con quel suo grembiulino. sentivo il cazzo ingrossarsi.
Nella mia fantasia mi sono avvicinato a lei con la scusa di un bicchiere d’acqua e mentre con una mano tenevo il bicchiere e sorseggiavo, con l’altra le toccavo il culo. lei si girò di shitto e rimase senza parole. io posai il bicchiere e senza perdere tempo mi sbottonai i jeans e sfoderai il cazzo.

lei lo guardò e fece per allontanarsi ma io la tenevo a me bloccandola con la mano sul culo. mi appoggiai al lavabo e lei la tenni sul mio fianco destro. afferrai la sua mano e le feci toccare le palle. poi, pian piano le feci sentire la durezza del mio cazzo e iniziai a segarmi tenendo la sua mano nella mia.
giusto il tempo di avviarla e la lasciai fare da sola.

ci sapevo fare…ci sapeva fare davvero bene.
mi segava con velocità e con un buon ritmo.
mentre mi massaggiava il cazzo le infilai una mano sotto la gonna e iniziai toccarle il culo da sotto i vestiti. la mia mano cercava la sua fica. la trovai. era calda e pelosa. le infilai un dito dentro e lei emise un leggero sospiro.
il dito nella sua fica la fece eccitare e lei aumentò il ritmo della sega.

andava più veloce, mi faceva godere e dopo un pò spruzzai tutta la mia sborra a terra.
sfilai il dito dalla sua fica e lo leccai. lei sorrise, pulì la mia sborra finita a terra e si sciacquò le mani.
risvegliatomi da quel sogno mi feci un bel segone.
avrei tanto voluto sborrare sul bel culo di mia suocera.

LA FAMIGLIA CHE NON TI ASPETTI 2

Non passava giorno ,che spensassi a lei,anna ,mia suocera ,non avevo mai preso in considerazione a lei come donna , ma solo come mamma di mia moglie.
Anna una donna 58 anni mora 4^ coppa b ,di seno ,non piu sodo per il tempo passato, un culo in carne tag 46/48, una donna normale.
Dopo le parole della zia, finiziai a guardare come girava per casa , sempre in vestaglia semi trasparente, non portava mai il reggiseno,le sue tette ballavano ad ogni movimento,portava sempre dai tanga,che il suo culo risucchiava sempre tra le due chiappe, risaltando tutta la maestosità del suo culo, quando prendeva il sole in giardino , rovistando tra la sua biancheria intima messa nel cesto per essere lavata , con mia sorpresa notai che tutte le sue mutandine o perizoma, che lei indossava erano tutti sporchi dei suoi umori ,annusavo i suoi collant e mi eccitavo sempre più.

Una sera dopo aver fatto l’amore con mia moglie, lasciando attentamente le finestre ben aperte, nella speranza che il rumore fatto, l’avrebbe sveglia , e cosi fù ,dissi a mia moglie che mi sarei andato a fare una doccia , non avendo la doccia al nostro piano ,scesi al piano terra, entro nel bagno , la finestra ben aperta ,dopo un alcuni minuti , la notai nell’ombra ,stava li a guardarmi, iniziai ad eccitarmi, il mio cazzo inizio ad ingrossare,guardo nel cesto della sua biancheria da lavare , trovo un suo perizoma color carne ,sporco dei suoi umori,inzio ad annusare e a strofinare sul mio cazzo ,le indosso , e mi inizio a masturbare, ben presto il mio sperma caldo , riempì le sue mutande, ero certo che il gioco le piaceva ,mi metto sotto la doccia, mi giro in modo che lei ammirasse me ed il mio cazzo, inzio a insaponarmi e mi stavo masturbando, davanti mia suocera per la seconda volta.

Uscito dalla doccia ,con addosso solo l’accapatoio, esco fuori in veranda per fumare una sigaretta e per vedere d’ incontrarla ma lei non era li, notai la luce accesa in cucina, fumava una sigaretta con la scusa di vederla alzata a quell’ora le chiesi
”anna come mai sei alzata ?va tutto bene?la zia fina dorme”
”si tutto a posto,sentivo caldo ,e non riesco a prendere sonno,mi giro e rigiro nel letto e non riesco a dormire”
“ ma sono stato io in bagno a svegliarti , scusa pensavo che dormivi, poi anche io non riuscivo a dormire ,cosi ho deciso di rinfrescarmi,e rilassarmi”
“ti sei rilassato”
nel fratempo mi siedo davanti a lei, lasciando l’accapatoio lento ed aperto , in modo di mettere il mio cazzo in mostra, il suo sguardo cadeva li molto spesso
“certo una doccia rilassa sempre”
ma ad un tratto mi dice che va a letto buonanotte e scappa via.

Dopo alcuni giorni era intenta ad innafiare l’orticello, e nel modo di abbassarsi,mise le gambe aperte,mettendo in mostra le sue mutande rosse trasperenti ,con i ciuffi di peli, che facevano capolino , camicetta aperta, mostrava le sue tette,passando li e vedendo la scena mi buttai con la battuta,
“ma anna attenzione che se passa qualcuno ti salta adosso con tutto quel ben di dio”
lei senza neanche muoversi mi dice
“chi è questo pazzo che mi prende”
“ma che dici , stai benissimo chi sa quanti uomini in paese ti corteggiano “
“parli tanto per dire vero marco”
“no no parlo sul serio sei una donna attraente”
“ma tu queste cose in teoria non dovresti neanche dire”
mi venne l’impeto di dirle che lei mi spiava, ma le parole furono altre,
“io lo penso, ma se per te questo è un problema, scusami, ma vedendoti cosi ti dico, che sei una donna molto appetibile e pensavo che ci fosse chi ti faceva la corte “
“no non c’è nessuno ma tu veramente mi trovi appetibile per la mia età,potrei essere tua madre”
”si veramente lo penso e poi scusa, se tu saresti mia madre c’è il proverbio non c’è figa più divina che quella della tua mammina”
“lo sai che sei un bel porcone, mio caro genero”
“lo sai mia cara vecchia suocera, che io ti scoperei anche qui”
“marco cosa dici”
“hai un fisico da favola, un culo che ti parla quando cammini, ora vedo che anche in mezzo alle ganbe sei bella piena, ma secondo me il meglio sono le tette, se apriresti la camicia mi faresti confermare quello che dico”
Diventa rossa in viso e mi dice
“marco, questo caldo ti fa parlare a vanvera”
“ forse si forse no, chi sa ,vuoi che sia il caldo, sara il caldo, altrimenti……… scegli tu,pensaci”
mi alzo e vado via.

La sera andiamo a mangiare a casa di amici di famiglia , alzammo tutti un po il gomito, mia moglie angela era talmente ubriaca,che si addormento in macchina, la zia fina e mia suocera anna cantavano allegre, arrivati a casa mia moglie subito a letto tutta vestita, con mia sucera, mettiamo a letto la zia fina ,che non faceva altro che toccarmi il cazzo quando mia suocera era gira, ma mia suocera si accorse che lei mi palpava, con una scusa la mando in cucina per prendere delle pillole e acqua, voleva che le facessi un ditalino, ma la paura ,che mia suocera tornava era troppa, le dissi di lasciare la finestra aperta, che se riuscivo mi intrufolavo nel suo letto,
“dai marco andiamo fuori che Fina deve dormire”
“ok, notte zia “ e via fuori dalla stanza
“vuoi una sigaretta” mi disse mia suocera,
“si mettiamoci qui in veranda” lei accetto il posto
“ ma marco ,oggi cosa mi volevi dire”
“tutto e niente”
“ma come tutto o niente”
“niente se tu pensi a angela ,tutto se vuoi che io continuo , tu cosa vuoi?” ci fu silenzio, poi le dissi
“scusa ,quante volte ti masturbi pensando a me, ti ho vista mentre mi spiavi” lei abbasso lo sgurdo
“ e so che mi vedevi quando annusavo le tue mutande,con tutti i tuo profumi” lei mi disse
“ma con angela, come la mettiamo”
“io amo tua figlia non l’ho mai tradita(buggia) e non la lasciero mai , poi tu ,sei ,diciamo la mia ciliegina sulla torta”
“ma Fina perchè ti toccava” mi toccava inventare una cazzata, per non far scoprire che mi scopavo anche la zia Fina
“ti spiego l’altra mattina pensavo che riposava e mi sono masturbato con le tue mutandine lei mi ha visto , e ora vorebbe che io”
“ la porca domani ci penso io”
“non ti preocupare anna la risolvo io la situzione non sucedera mai piu”
“ Anna ti posso chiedere quanto mi dai visto da una donna matura”
“be fisicamente , 6 sei un po magro”
“ per il mio………..”
“sentendo i rumori che provengono dalla tua stanza , un bel 10”
“grazie” la prendo per le guance e le do un bacio in bocca ,lei non dice nulla,
“per poter confermare quello che dicevo oggi penso che ti dovrei spogliarti , solo per giudicare meglio”
le mie mani erano gia sui suoi bottoni il primo non disse nulla , il secondo nulla, il terzo mi disse
“ ma cosa fai marco”
“nulla che ti farà pentire, stanne sicura”
saltato anche l’ultimo bottone avevo il suo maestoso petto davanti a me le mie mani si tuffarono sotto il reggiseno, rosa ricamato, faccio saltare fuori dal regiseno le sue mammelle bianco latte con il segno dell’abbronzatura risaltava ancora di più il suo magnifico seno, inizia a succhiare i capezzoli che presto divennero turgidi, la sua mano cercava il contatto con il mio cazzo,ormai eravamo partiti, nessun freno ci teneva, era mia , la mia mano apri i suoi pantalonifino ad entrare nella sua figa, era già bagnata, un lago , purtroppo dovevamo rimanere lì ,allora lei messa davanti a me in piedi,pantaloni abbasati fino hai ginocchi ,inizio a leccarle la sua figa piena e pelosa, il mio cazzo stava scoppiando, mi alzo ,lei voleva essere penetrata ,sfilò una gamba dai pantaloni , mise con il culo a ponte appogiandosi al tavolo, la inziai a penetrare da dietro, il mio stantuffo arrivò ben presto fino in fondo alla sua figa, dato che la lubbrificazione era gia eccelente, spingevo come un forsennato, il piacere di vedere mia sucera ormai ridotta ad una troia mi eccitava, il mio spingere contro il suo culo enorme e bianco, il rumore provocato dai mie colpi risonavano nel silenzio, lei diceva solo
“non ti fermare,daiiiiiiiiiii non ti fermare, siiii dai continua”
“ zitta altrimenti ci sentono” ciaff ciaff ciaff sempre di piu lo stantuffavo finchè non le riempii la figa piena di sborra.

Appena ci risiamo sistemati , la faccio sedere vicino a me,
“Anna , io non ti mollo piu”
“ no mio caro sarò io a consumarti quel ben di dio, spero solo che non deluderai angela”
“ perchè ?”
“io devo recuperare un pò di tempo, eh eh eh “
“buona notte vado a letto a domani”
“ anche io vado a letto notte marco” mi da un bacio e via letto.

.

LA FAMIGLIA CHE NON TI ASPETTI

Ciao sono marco, sposato con prole, quello che sto per raccontarvi è successo circa un otto anni fà.
Vivo con mia moglie è sua madre, in un paesino della sicilia centrale , abbitiamo un casolare , al piano di sotto ci vive mia suocera Anna 58 anni portati benino ,vedova da 5 anni, e sopra io.
Tutto normale, le giornate, trascorrevano tranquille.
Fino a quando la sorella di mia suocera la zia Fina, più grande di lei di un paio di anni, ebbe un piccolo incidente e si ingesso una gamba, la zia Fina è un po sov****so, non riusciva a muoversi bene con le stampelle , ed aveva una sedia a rotelle per potersi spostare ,mia suocera ebbe la felicissima idea di ospitarla da noi , cosi era piu facile accudirla, il marito uno stronzo unico ,stava sempre fuori per lavoro, fà il camionista.

Una sera mia suocera e mia moglie mi dissero che l’indomani mattina dovevano andare in paese , per sbrigare alcune pratiche, rimaneva il problema della zia Fina, come fare?
La soluzione, rimane “marco”, fù la genialata di mia moglie.
Fortuna che ebbe quella fantastica idea, anche se in un primo momento non ero felice della soluzione, ma per fortuna è andata cosi.
La zia fina è una donna di anni 60 almeno una 6^ di seno , cadente sia dal peso che per l’età , un culo enorme,burroso,pieno di cellulite.

La mattina seguente , mi alzo,metto le ciabatte e scendo al piano di sotto, per fare colazione.
mia moglie mi saluta con un bacio, prendo il caffè,mi siedo sul divano, avevo il cazzo ancora in erezione mattutina,mia moglie e mia suocera stavano uscendo dal cancello , la zia mi dice
“marco scusa ,mi accompagni in bagno, devo fare pipi”
quelle parole mi eccitarono , mi alzai ed appena voltatatola vidi, sopra la sua sedia,aveva indosso, una vestaglia semi trasparente, aperta davanti,i primi due bottoni slacciati,aperta fino al seno,le sue mammelle grandi cadute e bianche, le sue areole grandi i capezzoli facevano capolino ad ogni suo movimento,avicinandomi vidi ,le sue mutandine bianche,da dove faceva uscivano folta peluria nera, non curata sicuramente ,
“certo mia bella ziona,andiamo”
il suo sguardo cadeva sul mio pigiama , che non riusciva a contenerela la mia erezione, il mio pensiero era di spiare dalla serratura, la cosa gia mi eccitava , arrivati nel bagno ,la volevo lasciare davanti la porta e lei mi disse:
“pensi che ci arrivo volando sul gabinetto , dai non fare il timido, mi devi aiutare “
arrivati davanti la tazza ,il problema delle mutande lei mi guarda e mi dice
“O mi tieni in equilibrio,o mi devi aiutare “ per tenerla in equilibrio la dovevo sorregere da fianchi.

la cosa mi iniziava ad eccitare
“ci penso io,bella ziona, tu tieniti”
“ marco , scusa ,spero di non creati imbarazzo,poi lo so che fa schifoquella di una vecchia,capisco che avrai avuto donne più belle di me ,sicuramente,ma devi fare tù , purtroppo mi devi sopportare”
Mi iniziava a piacere ed eccitare, il sottile gioco che si stava instaurando,e mentre la sbottonavo , in un colpo rimase in mutande, i suoi seni uscirono liberi di ballare,infilo le mani mettendole tra l’elastico e la sua pelle, mi inginocchiai avendo la sua figa a due centimetri, le sue mutande sporche dei suoi umori,emanava un odore acre, la cosa eccitava,penso anche lei,un ragazzo hai suoi peidi, aveva la sua faccia cosi vicino alla sua figa,che neanche il marito aveva mai fatto, io le dissi:
” zia ricorda che una donna , non fa mai schifo,anzi è sempre un onore, una gioia , ma sopratutto spogliare”
abbasai le sue mutande ,usci fuori una foresta nera e folta ,il mio cazzo pulsava da impazzire, la sua figa emanava odori sempre piu forti, dei suoi umori,avevo la tentazione di infilare la lingua ,ma riesco a trattenermi e lei mi disse;
“ma ti sei addormentato,”
“ma zia ti colori i peli”
“ no sono naturali “
mi alzo per uscire ,e lei mi dice :
“dopo che mi hai spogliato ,sei stato cosi vicino alla mia figa, da vedere se la coloro, vai via, aspetta “
mio cazzo era sempre piu duro, mi stava scoppiando, il rigonfiamento si notava sempre di piu, il rumore della della sua pipi ,mi eccitava ancora di più, cercavo di non guardare , ma il mio sguardo era sempre li in mezzo alle sue gambe, attirato dal rumore della sua pipì.

Nel modo di spostarla sul bidet,urtai con il mio cazzo ,sulle sue enormi tette ,lo strofinio fece irrigidire i suoi capezzoli, belli,grandi le sue mammelle cosi bianche, preso dall’ecitazione mi lanciai e presi una spugna le dissi
“allora ora tocca a me”
“ non esageriamo, gia mi hai vista anche troppo, si pulì,le passo una tovaglia per asciugarsi, per poter farla alzare la prendo sotto le ascelle ,il mio cazzo era in mezzo alle sue tette ,le sue parole furono:
“senti quanto è grosso, capisco come si divertire mia nipote la sera, beata lei,” mi inginocchiai nel modo di tirare sù le sue mutande, mi appogio la faccia sopra la sua pancia abbraciandola, la toccai per prima il suo culone,la scusa era sistemare lo slip, poi facendo scorrere le mani sempre tra l’elatico e la sua pelle,sono arrivato vicino la sua figa, toccando quei fantastici peli che la ricoprivano ,lei non poteva e non voleva opporsi , si teneva in equilibrio su una gamba, le mani appogiate al muro, stavo facendo il porco.

Ci spostiamo in cucina, il caldo afoso era opprimente,la faccio sedere sul divano lei mi disse
“veramente tu pensi ,che spogliare una donna, sia sempre un piacere”
” anche una vecchia zia come me”
“certo zia, cosa c’e di meglio del sesso sotto tutte le sue forme ”
“ parli cosi tanto per dire “
“ no zia “
“mi vuoi dire che tu , hai altre donne”
“no ,dico che tutti abbiamo diritto ad essere felici, che male c’e se la felicita comprende del sesso, anche extra coniugale”
“allora tu hai avuto altre donne oltre angela”
“no zia ,torno a ripetermi ,se mi capita non mi tiro indietro”
Avava le gambe su una sediami avvicino la mia mano inizia un leggero massaggio nella gamba, lei inizia a dirmi
“sai , che solo tu ,e il dottore , siete gli unici uomini,oltre mio marito, che le avevano toccato le gambe, mi siedo sul divano prendo le gambe ,quella con il gesso, appogiata su una sedia,l’altra gamba appoggiata con la pianta vicino al mio cazzo, aveva gia le gambe smi divaricate , con le mani massaggio il polpaccio sino al ginocchio ,lei con il piede cercava il contatto con il mio cazzo, preso dall’impeto, allungo sempre più sù la mano,arrivo sulla coscia, sbottono 2 bottoni della vestaglia, lei non dice niente,arrivo a sfiorare l’inguine,iniziava ad avere dei spasmi ,era sempre piu bagnata dai suoi umori che riuscivano a bagnare le sue mutandine, si era abbandonata sul divano aprendo le gambe, ormai non aveva piu difese, il suo piede che spingeva sul mio cazzo , scostai le sue mutandine zuppe, ed infilai 2 dita dentro quello che era ormai un lago di umori, inzio a a leccare la sua figa ben presto ebbi la mia faccia piena di umori, le sue mani mi spingevano sempre piu dentro la sua figa, lei era un fiume in piena:
“nessuno mai mi ha leccata la figa”
la mia lingua scivolo nell’ano, appena entrai nel buchino ,lei ebbe un orgasmo, ormai era in mio possesso dopo aver allargato con la lingua ed infilato 2 diti, mi tolgo il pigiama e i boxer lei ammirava il mio cazzo modestamente un bel cazzo, mi disse
“allora mia sorella ,aveva ragione che eri ben messo, non diedi peso alle parole, infilo il mio cazzo nella sua figa,entrava senza problemi visto la lubrificazione che lei generava, allora la metto in posizione appogiata alla spalliera del divano, messa in ginocchio ormai non sentiva neanche il gesso, le infilo il mio cazzo nella figa per bagnarlo bene e poi un colpo e via , sfondo il suo culone ,lei non poteva far altro che godere come un porca
“quello stronzo di mio marito solo tre colpi e veniva via”
quelle parole mi fecero eccitare ancora di piu, fino al punto di riempire ,quel bel culone del mio spera caldo ,bellisimo vedere come colava ,appena levato il mio cazzodal culo
“grazie marco, erano anni che non godevo”
Andammo in bagno per lavarci, messa lei sul bidet io davanti e le chiesi
“ ma mi dicevi di anna , del mio cazzo ,ma cosa mi dicevi”e mi racconta:
una sera dopo che avevo fatto l’amore con mia moglie le finestre erano rimaste aperte lei si era svegliata , uscita per fumarsi una sigaretta, mi aveva visto fare la doccia”
noi abbiamo la doccia giù in comune con mia sucera, la finestra del bagno era rimasta aperta e lei sentiti i rumori, non potendo dormire mi aveva visto dalla finestra, ed era rimasta senza parole da tanto ben di dio avevo in mezzo alle gambe, tanto che appena poteva tornava a spiarmi sotto la doccia.

il mio cazzo inizio nuovamente ad eccitarsi,lei era seduta ancora,si stava lavando,le misi il mio cazzo vicino la bocca ,e le dissi
“ zia vuoi un bel cono, prendi , succhia”
lo prese in mano lo infilo nella sua bocca, ma essendo lasua prima volta, puli solo i nostri umori dalla mia cappella ,la voglia era troppa , la presi , la misi appogiata con la gamba ingessata sulla vasca , con le mani si taneva in equilibrio, 90 gradi e la penetrai da dietronella sua figa,il calore del suo culone su tutto il mio bacino,con le mani,stringevo le sue tette enormi , era una posizione fantastica, iniziai a pomparla e lei mi disse
” ma non ti stanchi mai, non ora dai dai ,continua cosi daiiiiiiii,daiiiiiiiiiiiii
Avere lei cosi, pensare a mia suocera, che mi spiava, mi eccitavo sempre di piu ,allora pensai che dovevo scopare anche mia suocera …………….

La misi seduta sulla tazza, presi il mio cazzolo infilo nelle sue enormi tette facendomi fare una bella spagnola , le venni in faccia e sopra le tette di quella che ormai era la mia troia personale.
Tornati in cucina, dopo esserci sistemati e lavati, lei mi disse non sa cosa le era successo, io per tutta risposta le dissi:
” zia tu sei e sarai per sempre mia,non ti preoccupare, non ti lascio piu, le do un bacio in bocca e si apre il cancello, la macchina entra, sono ritornate ………………………………………………….