Archivio mensile:Novembre 2015

Mia cognata,parte 1,2 e 3

Parte 1.

Da qualche mese ha deciso di farla uscire con noi e portarla in casa,lei ha 19 anni ed’è serissima,però veste in una maniera veramente provocante,almeno secondo i miei gusti,più cerco di non pensare a lei e più mi crepo di seghe su di lei,per cercare di contenermi.
Ieri sera mio fratello aveva la febbre e lei è uscita con me e altri amici,io ero molto ubriaco e ho fatto ubriacare veramente molto lei,i nostri amici sono andati via,noi siamo rimasti ancora a bere e bere ancora,fuori in auto,non riusciva ad’ aprire lo sportello,sono andato ad’aprilo e mentre ero lì,mi si è poggiata per sbaglio con il suo culo,sul mio cazzo,non ho capito più niente,al punto che ho iniziato a strusciarle il cazzo dietro e lei nemmeno reagiva.

Ho iniziato a toccarle il culo e sfilarle il perizoma,strusciavo il mio cazzo su quel culo e a lei,stava bene…. Ero pronto ad’incularla,ma la mia coscienza,ha avuto la meglio su di me e mi sono fermato,questa è la parte uno,della storia con lei…..

Parte 2,il capodanno……..

Era passato un mese,da quella notte bizzarra,per quel mese non ho fatto altro che segare e risegare quel momento,arriva finalmente la notte di capodanno,decidiamo di festeggiare in un ristorante,lei era vestita,come potete vedere in foto,appena l’ho vista,con quella collana,che sembrava più un collare,stavo impazzendo….

Passiamo la serata,la vedo ballare,ubriaca,che mentre balla per quanto è ubriaca,toccava il cazzo a mio fratello,la osservavo…lei,lui,i miei amici,tutti bevevano come dei pazzi,ma io no,loro mi dicevano “perchè non bevi?” e io “devo guidare”,ma io sapevo,che mio fratello si sarebbe fatto riaccompagnare e mi avrebbe detto quella famosa frase,che alle 5 del mattino mi disse “per favore,riportala tu,che io non sono in grado di guidare e mi faccio riaccompagnare da F…(un nostro amico),gli ho detto ok,stai tranquillo,ci penso io…..Così,mi sono fatto 50 minuti di viaggio,con lei ubriaca che cantava urlava,come una matta,perchè ubriaca….

Fino a quando non arriviamo a casa sua,dove mi dà le chiavi di casa e mi chiede di aprire il portone,io volontariamente,ho fatto cadere le chiavi e le ho chiesto di raccorgliele,lei si piega,io gliel’appoggio nel culo,per vedere,anche come reagiva,non ha reagito,l’ho rialzata,le accarezzavo il collo,lei se la cantava ancora,ma questa volta l’eccitazione ha avuto la meglio sulla coscienza,non riuscivo a fermarmi,così l’ho presa per quel collare,perchè non è una collana quella e l’ho riportata in macchina,spogliata,l’ho messa in ginocchio,tirato il sedile dietro e fatto spompinare,sono venuto in 5 minuti,ero troppo eccitato,venuto sul suo viso,ma ho continuato,sono stato altre 2 ore a scoparla,in fica,mi sono preso perfino il culo,l’ho sborrata ovunque e l’ho scopata così forte che non sentiva più le gambe…Questa volta,l’eccitazione ha vinto…..e questa era la parte 2 della storia…..

CAPITOLO TERZO-i chiarimenti,la vacanza in Egitto nel febbraio 2015,il suo cambiamento

La settimana dopo,quella notte eccitantissima,troviamo un momento per parlare,lei mi dice che è stato sbagliato farlo,che deve finire qui,che lei non vuole questo e che dobbiamo mantenere questo segreto….

Io accetto,insomma,ho fatto quello che dovevo fare,l’ho finalmente scopata,dov’era il problema?Non c’era nessun problema se non ci si vedeva più,ma lei ogni giorno viene a casa e io devo guardarla,non riuscivo a capire se lei avesse dimenticato tutto,ma io no,non avevo dimenticato,non mi bastava la scopata da ubriaca,la volevo lucida…..
Venne il febbraio 2015 e si partì per l’Egitto,io la mia ragazza,lui e lei…Il secondo giorno scendemmo in piscina,quando lei scese,con il costume che potete vedere in foto,non capìì di nuovo un cazzo,io impazzisco per quel suo fisico,non è il migliore che ho visto eppure impazzisco….

Destino vuole,che lui e la mia fidanzata(studente di storia),vadano a visitare le piramidi,sinceramente,se sono andati a scopare,son contento per loro…. restiamo un’altra mezz’ora in piscina,poi lei torna su in camera,io dopo qualche minuto la seguo,la trovo senza la parte sopra del costume,che stava per entrare in doccia,quando entro si copre il seno,io le vado vicino e le sfilo di colpo la parte giù,l’abbraccio da dietro,lei mi dice “fermo,ne avevamo già parlato,non voglio”,ma io continuo ad’accarezzare il suo corpo tosto e a baciare il suo corpo,lei mi blocca la mano e mi dice ancora “ti ho detto fermati” e io rispondo “continua a ripetertelo”,poi si gira e ancora risponde “non voglio”,li le dico che se vuole che mi fermi,deve guardarmi negli occhi e dirmelo,ma non riesce a farlo,così la rigiro,metto a 90 e scopo sul comodino,poi sul letto,godeva,gemeva molto,la sua fica era bagnata fradicia e il suo sguardo eccitava troppo,era quello sguardo da ex ragazza seria,che si stava accorgendo di quanto in realtà non lo fosse,al contrario della volta scorsa,dopo 10-20 minuti,iniziò ad’essere int****ndente e sempre più porca,si muoveva come nessuna,la miglior scopata di sempre….

Finito il sesso,era arrabbiata con se stessa,mi disse che ce l’aveva con me e con lei,perchè tutto questo,le stava piacendo…Nei giorni successivi,era lei che veniva a cercarmi e appena eravamo soli,ne approfittavamo,ormai era fatta,io volevo lei,lei me…. Era passata dalla ragazza più seria che conoscevo a una che si è accorta che tradire era eccitante,ora bisognava farla passare alla ragazza più troia che c’era…è giusto,insomma,una del genere,va condivisa,non possono scoparla 2-3 persone in tutta la vita,non è giusto…..Questo era il capitolo terzo……Aspetto vostri commenti.

un dolce sorriso

Lo trovai lì, nudo nel bagno del college, il membro enorme e semirigido in mano, con oscene movenze lo stimolava, tenendolo scappucciato e non curandosi del fatto di essere nello spazio comune, dunque esposto alla vista di chiunque. Nel caso specifico, alla mia vista. Dopo essersi accorto della mia presenza, anzi, sembrò non curarsene più di tanto. Esibizionista come era, proseguì come se nulla fosse. Aveva voglia, si vedeva dalle dimensioni esagerate. Lo avevo interrotto, ce l’aveva con me, lo sentivo.

– Cos’hai da guardare? Non ne hai mai visto uno?

Nulla da dire, l’occhio mi era caduto lì e non nascondevo una certa ammirazione.

– Non ne avevo mai visto uno così grosso.

Di fronte al complimento si fece spavaldo.

– Se vuoi, puoi toccarlo. Se ti va.

Ricambiai con la stessa moneta.

– Qui, davanti a tutti?

Sul volto gli si dipinse un’espressione di autentico stupore, come dire “ma guarda tu questa troietta”.

Però doveva avere l’ultima parola, mi prese per un polso e mi trascinò nel primo cesso aperto. Una volta dentro, richiuse la porta alle nostre spalle, fermandola col chiavistello. C’era penombra, la giornata era uggiosa e dalla finestrella arrivava una lamina di luce livida. A malapena ci vedevamo in faccia.

Stavamo in piedi, lui di fronte a me, io di fronte a lui, il water fra di noi e non sapevamo che fare: perché una cosa è il sesso immaginato, la fantasia che si accende, che inventa e ti riempie dell’effimero entusiasmo dell’onanismo, altro è trovarsi col vero membro di Fabrizio a pochi centimetri da te, che potevi sentirne l’odore e se inspiravi per bene potevi anche immaginarne il sapore.

Se lo prese di nuovo in mano, lo menò un po’, ma era imbarazzato: evidentemente anche per lui era la prima volta con una persona diversa da lui, non gli si induriva più di tanto. Mi si avvicinò, però non sapeva da dove cominciare. Il sesso è conquista, non imposizione. Mi sorprese con un sorriso dolce, invitante, e con una carezza che mi fece su un braccio. Istintivamente aprii la mano, glielo impugnai.

Lo teneva fuori dai pantaloni, con la sola lampo tirata giù. Con un cenno degli occhi lo invitai a sbottonarseli e in un attimo se li calò fino alle caviglie.

Adesso era nudo, dalla vita ai polpacci, la pelle bianchissima solcata da una lanugine scura, una peluria rossiccia che incorniciava un paio di testicoli grossi così e un cazzo di almeno una ventina di centimetri, che gli pendeva fino a metà coscia.

Mi accorsi che in quello spazio angusto e maleodorante non si sentiva nemmeno un respiro, né mio né suo. Lo presi frontalmente, ma mi veniva male, era una posizione innaturale. Dovevo mettermi accanto a lui, per impugnarlo nel verso giusto, ma il bagno era stretto, c’era sempre il water di mezzo, non riuscivo a trovare la posizione ideale per masturbarlo con la mano destra.

– Bacialo. Prendilo in bocca.

Me lo disse in un orecchio, forse perché un tantino si vergognava o aveva paura che qualcuno ci sentisse.

Lo guardai negli occhi, volevo fulminarlo ma mi ritrovai docile in ginocchio di fronte a lui. Lo baciai sul pube, nel punto in cui il cespuglio di peli contornava l’attaccatura del membro. Indugiai sul dorso con qualche altro bacio e gli presi in mano le palle. A quel punto lui non ne poté più, mi prese delicatamente per i capelli e mi guidò a prenderglielo in bocca. Non avevo esperienza alcuna, ma lui fu un bravo maestro.

– Piano, piano, gioia mia, sennò ti affoghi.

Riuscivo a tenere in bocca e a leccare la cappella, ma se lui spingeva un po’ verso la gola mi afferrava il conato e allora mi doveva guidare nei movimenti, con lentezza e paziente dolcezza. Gli diventò duro, durissimo, e in erezione forse raggiungeva i trenta centimetri.

– Brava, brava, amore mio. Quanto sei brava.

Mi parlava come se fossi una femminuccia e in realtà lo ero, avevo fama del ricchione del college universitario solo maschile, tutti mi toccavano il culo e mi piaceva, avevo le tette – piccole ma sode – e non c’era uno che non me le avesse toccate, ma ero profondamente infelice perché amavo Giovanni e lui si era messo con Marisa, una ragazza vera, che magari aveva meno tette di me ma aveva la passera, io invece avevo il pistolino e Giovanni mi aveva pomiciata – come tutti i compagni, ma lui con più passione, con un pizzico di trasporto in più, mi aveva pure baciata sulla bocca ma senza lingua – però mi aveva detto che di spogliarmi non ne voleva sapere, perché scopare una ragazza col pisello non gli andava.

Fabrizio invece non si poneva problemi e ora che gli stavo facendo un pompino, il primo della mia vita e probabilmente anche della sua, guardandolo dal basso verso l’alto sembrava in paradiso, mi accarezzava i capelli, il viso e mi pizzicava i capezzoli con entrambe le mani, fino a quando non cominciò ad accelerare il ritmo.

– Gioia mia, sto venendo. E ora dove vengo?

Non seppi cosa rispondergli, non ne ebbi il tempo: mi schizzò tutta la faccia e meno male che riuscii a chiudere gli occhi.

Ne presi un bel po’ anche in bocca, mi sporcò la maglietta e i pantaloni. Uscì dal bagno trascinando i piedi, dato che aveva i pantaloni alle caviglie, incurante di eventuali altre presenze: e meno male che non c’era nessuno. Si sciacquò l’uccello, poi tornò dentro, mi offrì pietoso un fazzolettino e un sorriso dolce.

Uno strano villaggio vacanza 01

Marcello e Sara, una coppia bolognese di trent’anni, erano arrivati da qualche ora nel villaggio turistico della Calabria. Il posto era meraviglioso: un promontorio sul mare con tutti i bungalow, che guardavano verso l’orizzonte blu, ed una spiaggia di sabbia finissima delimitata da due alte scogliere, che si immergevano in un mare cristallino. Il villaggio era uno dei luoghi più esclusivi d’Italia per vivere il nudismo ed il naturismo in santa pace. Non poteva soggiornare chiunque solo persone conosciute.

Non era una questione di soldi per i proprietari ma solamente di riservatezza.
La giovane coppia aveva tanto desiderato quella vacanza dopo un anno di lavoro senza sosta. I due erano sposati da un anno, lei commercialista, lui avvocato ed erano una coppia che si completavano dal punto di vista caratteriale. Sara era molto più esuberante, vivace, sempre pronta a fare nuovo conoscenze ed esperienze, mentre Marcello era un tipo più taciturno, riflessivo, solitario.

Entrambi avevano un fisico molto allenato perché insieme facevano nuoto, palestra, bici. Sara era rossiccia di capelli, una terza di seno ed un fondoschiena tonico e senza assolutamente smagliature. Marcello, bruno con i capelli corti, aveva un corpo da far invidia a molti uomini. Erano anche nudisti convinti e già per un paio di anni consecutivi avevano fatto le vacanze in luoghi dove si poteva stare nudi tranquillamente.
I due mentre erano nel loro bungalow a disfare quei pochi bagagli che si erano portati dietro furono richiamati da una giovane voce femminile.

Era Francesca, figlia dei proprietari del villaggio, una ragazza piccolina, un metro e cinquanta, ma che aveva un corpo armonioso e provocante nelle sue movenze.
Francesca: “Scusate, vi disturbo ?”
Sarà andò verso la vetrata del bungalow e scostò la tenda bianca che impediva di vedere dentro.
Sara: “No, non disturbi…prego…ciao io sono Sara. ”
Francesca: “piacere io sono Francesca, do una mano ai miei nel villaggio…vi rubo solo un secondo…volevo dirvi che il ristorante è aperto dalle 12 fino alle 14 e potete usufruire di tutti i servizi, dall’escursioni in barca, al centro fitness, dai campi di tennis alla piscina, dal massaggiatore ai corsi di cucina che facciamo ogni settimana.

Inoltre è all inclusive perciò potete prendere quello che volete ai bar. ”
Mentre parlava Sara si accorse che la ragazza guardava con interesse la sua nudità. Vedeva che la giovane le osservava i seni, i capezzoli, le gambe ma soprattutto la fica completamente depilata.
Sara: “grazie, …grazie di avercelo detto, ne approfitterò sicuramente. Grazie ancora. ”
Francesca: “non c’è di che…allora buona giornata e buona permanenza spero che vi troviate bene…a dopo…”
Sara rientrò nel bungalow e rivolgendosi a suo marito disse: “hai sentito ? ci sono tante cose da fare…bello…questo posto mi piace veramente…”
Marcello: “è sicuro che ne approfitterai…non stai mai ferma un attimo…ehehh…comunque facciamo presto che voglio tuffarmi a mare…”
Sara: “si anche io…ah comunque hai visto che carina la figlia dei proprietari ? veramente carina…”
Marcello: “non è che ho visto bene, ero dentro…comunque sbrigati…andiamo in spiaggia.


Marcello e Sara dopo aver sistemato le loro cose si avviarono con i loro asciugamani verso la spiaggia. Notarono che il villaggio seppur grande di estensione non aveva tanti bungalow, al massimo erano una quindicina. Notarono anche che tutti i particolari erano curati nei dettagli: dai prati all’inglese alle piante potate, dai vialetti alla struttura che ospitava tutti i servizi. La spiaggia era attrezzata con una ventina di ombrelloni e lettini e c’era anche un bar molto carino, che diffondeva una musica dolcissima ad un bassissimo volume, per no disturbare.

Non c’erano molte persone a prendere il sole o a fare il bagno. Videro un paio di famiglie con figli grandi e qualche coppia sistemata qua e la.
Poggiarono i loro asciugamani su due lettini ed insieme si avviarono verso l’acqua. Per un pò nuotarono ammirando i fondali ed il mare trasparente, poi si fecero qualche coccola e ritornarono su per distendersi al sole. Sarà mentre distesa a pancia in giù si abbronzava ai raggi solari notò con curiosità uno strano via vai di persone, giovani ed adulte, che si appartavano dietro gli scogli.

Osservò incuriosita e si ripromise di andare a vedere più tardi.
Si erano fatte quasi le due quando Sarà si alzò e si mise a sedere sul lettino. Si era appisolata sotto i raggi del sole. Guardò sotto l’ombrellone e vide il marito steso a dormire. Avrebbe voluto svegliarlo ma lo lasciò riposare. Si avviò nuda verso l’acqua e tuffandosi iniziò a nuotare. Mentre nuotava si girò a guardare oltre la scogliera dopo prima aveva osservato quel via vai di persone.

Senza rendersene conto, nuotando a rana, lentamente, si avvicinò. Era curiosa, molto curiosa. Subito intravide oltre gli scogli un’altra spiaggetta e notò anche che c’era una coppia nuda stesa al sole ad amoreggiare. Si fermò, nell’acqua a guardare, e vide anche che più in alto c’era un uomo che, senza nascondersi, anzi quasi vicinissimo alla coppia si toccava e si masturbava. Era attratta da quella scena. Spesso gli era capitato, andando in spiagge nudiste, di scoprire qualche guardone, ma sempre nascosto dalla vegetazione, non aveva mai visto un voyeur così sfacciato.

Quella coppia sicuramente l’aveva visto, non poteva non vederlo, anzi sembrava trarre piacere da quella presenza. Sara ormai era vicino alla riva, era distesa nell’acqua, mantenendosi bassa con la testa, cercando di non farsi scorgere. Ad un certo punto però sentì la presenza di qualcuno vicino a lei. Voltò la testa e vicinissima si ritrovò Francesca, che nuotando nell’acqua l’aveva raggiunta e quasi parlando sommessamente gli disse:
Francesca: “bella scena eh ? … stai guardando ? ….

ti piace ?”
Sara: “ero solo curiosa…avevo visto da lontano che succedeva qualcosa…e mi sono avvicinata…”
Francesca: “a me fa sempre eccitare molto venire qui in questo angolo della spiaggia…ci vengo almeno due volte al giorno…succedono sempre cose inaspettate…”
Sara: “ veramente ? e cose succede oltre a quello che sto vedendo ?”
Francesca: “ehehe…molto ma molto di più, ma lo scoprirai anche tu…”
Mentre parlavano videro che l’uomo “guardone” si era avvicinato ancora di più alla coppia sulla spiaggia.

La donna aveva aperto le gambe masturbandosi davanti a lui, mentre l’altro uomo, presumibilmente il marito si toccava il cazzo. Le due donne potevano vedere benissimo quello che succedeva, perché erano state spinte verso la battigia, dalla leggera corrente del mare. Sara non riusciva a staccare gli occhi dalla scena. Era affascinata, turbata, turbata, eccitata. E poi la presenza di Francesca a suo fianco rendeva tutto più torbido. Senti una mano sfiorarle il fianco e risalire per la schiena.

Francesca: “sei bellissima…ti ho notato già prima…”
Sara: “grazie ma…”. Ma non fermò quella mano, anzi sperò che andasse a toccare i suoi capezzoli duri. E così fu. Sentì la mano andare sotto, nell’acqua e sfiorare i capezzoli, impastarle il seno. Sentì la bocca della ragazza avvicinarsi all’orecchio e morderlo. Per Sara era tutta una situazione nuova, quasi irreale. Ma si sentiva trasportata in quel mondo e non voleva per nulla al mondo interrompere tutto.

Sentì quella mano scendere verso il basso ventre ed iniziare ad accarezzare la fica. Era bagnata mentre Francesca la baciava sul collo, sull’orecchio ed anche sulla schiena. Sara tentava di rimanere distesa tra l’acqua e la sabbia. Osservava la scena a pochi metri da lei e sentiva addosso salire il piacere per quello che gli stava donando la giovane ragazza.
Ad un certo punto si sentì presa per la mano. Si sentì tirata.

Francesca era ora alzata sopra di lei che gli chiedeva di seguirla. Sara come sopraffatta e soggiogata da quella presenza si alzò dall’acqua seguendola sulla sabbia. Si avvicinarono al trio che stava godendo guardando le rispettive masturbazioni: la donna stesa a gambe aperte, il compagno vicino a lui con il cazzo che andava su e giù, il guardone sopra di loro con l’arnese svettante e durissimo che stava per raggiungere l’orgasmo.
Francesca fece mettere Sara davanti a lei.

Erano entrambe in piedi a pochi metri da loro. Furono guardate ed a loro volta guardarono.
Francesca: “ti piace ? li vedi come godono ? vuoi godere anche tu ?”
Sara: “si… …”
Francesca alle sue spalle mise la mano fra le gambe di Sara e gli entrò d’un botto con due dita nella fica. La donna si sentì presa e ricevette una scarica di piacere che le percorse tutto il corpo. Per evitare che la mano fuoriuscisse da lei mise anche la sua mano sulla fica e spinse, spinse le dita dentro.

Ansimava, godeva, dal piacere imprevisto ed improvviso che l’aveva colta. Godette, godette insieme al trio e godette insieme a Francesca che si masturbava la fica ed incitava Sara a godere ancora.
Fu un orgasmo folgorante ed alla fine si sentì appagata, molto appagata. Era la prima volta che godeva con una donne. Quando dopo l’orgasmo riaprì gli occhi che si erano chiusi per il piacere vide il trio guardare e vide che il guardone le si era avvicinata a tal punto di sentire il suo fiato su di se.

L’uomo la baciò sul mento, poi sulla bocca, ed infine con la lingua cercò di violare la sue intimità.
Francesca: “lasciati andare…apri la bocca…fatti baciare da lui…è mio padre !”
Sara a quelle parole ebbe una scossa. La rivelazione di quel rapporto parentale invece di scandalizzarla la fece sciogliere ancora di più. Aprì la bocca ed accolse dentro di se quella lingua. Sentì anche sul basso ventre il cazzo durissimo di quell’uomo che si strusciava contro la figa.

Sentì Francesca continuare a parlarle dietro di se.
Francesca: “lasciati andare…fatti prendere…diventa sua…apri le gambe…fai entrare il suo cazzo dentro di te…”
Sarà aprì le gambe e l’uomo abbassandosi un po’ fece iniziare ad entrare il cazzo lentamente nella fica, aprendola tutta. La donna sentì quel cazzo nodoso e durissimo farsi strada fra le gambe e si abbracciò all’uomo. In quel momento voleva solo godere. Godere come mai aveva goduto, godere di un piacere immenso.

L’uomo l’abbrancò a se e le infilò tutto il cazzo dentro fino a toccare l’utero. Sara a quel punto esplose in un orgasmo pazzesco, gridando, dimenandosi, graffiando l’uomo. Si fece impalare letteralmente, si sentì sfondata, sfondata come mai prima nella vita. Godette uno, due, tre orgasmi consecutivi, non si fermava più e non voleva fermarsi più. Ad un certo punto sentì per la prima volta la voce dell’uomo, bassa, sensuale.
Guido:”ahhhh…ahhhh…sto per godereeee…sto per godereeee…”
Sara ebbe un momento, un solo momento di lucidità e razionalità per dire: “ahhaa… aspetta…non mi venire dentro…non prendo la pillola…ti pregoooo….

non lo fare… non lo fareeeee..”
L’uomo uscì immediatamente dalla figa un attimo prima che sborrasse e spruzzo tutto il suo seme nella bocca della figlia che si era accucciata sotto le gambe di Sara. Francesca si fece riempire la bocca mentre si toccava la figa e godette del seme del padre.
Il tutto non era durato più di mezz’ora ma era stato un susseguirsi di eventi e di situazioni inaspettate per la commercialista bolognese.

Il tutto condito dalla torbida relazione fra padre e figlia. Quando si riprese vide ancora l’uomo vicino a lui, era stordita ma anche appagata. In quel momento riuscì solo a sentire la voce di Francesca rivolta al padre: “papà sei stato grande…abbiamo un’altra ospite molto porca e disponibile !”.

L’INCONVENIENTE

L’ INCONVENIENTE

Era uno spettacolo vederla ansimare, a cosce aperte, con un negro che le squassava la fica.

L’avevamo avvicinato per strada, come tante altre volte, avevo alzato la gonna di mia moglie, come sempre in queste circostanze, senza mutande, le avevo messo fuori le tette, e avevo chiesto al negrone, senza mezzi termini, se la volesse scopare.
Aveva accettato di buon grado, Gioia lo aveva sbocchinato a lungo e poi, dopo avergli infilato il preservativo, si era sdraiata sul sedile e si era infilata la grossa mazza nella pucchiacca stringendogli le gambe dietro la schiena per non perdersi un centimetro del nodoso bastone.

Alla troia piacevano queste scopate non programmate, si era continuamente masturbata durante tutta la durata del percorso che avevamo fatto per arrivare, fuori città, al solito posto dove andavamo per rimorchiare negri infoiati.
Ora era completamente partita, senza pudore incitava il mandingo a fotterla, a sfondarla tutta, “dai spaccami la fica e dopo mi devi anche rompere il culo, è bellissimo, hai un cazzo divino è enorme ed è durissimo proprio come piace a me”.

“Ti piace amore?” le chiesi mentre mi sparavo un segone.
“E c’è bisogno di chiedermelo, non vedi come mi sta chiavando bene, la sua mazza mi arriva allo stomaco e vedi come resiste, io ho già goduto una volta ma lui non smette, mi farà godere almeno tre volte”.
Infatti il negrone non si fermava, come invasato le squassava la fessa con colpi sempre più profondi.
Come lo capivo, tra le cosce di una troia del genere chiunque si sarebbe s**tenato.

“Dai sfondami io sto per godere di nuovo, godiamo insieme”, urlò la zoccola, stringendo ancora più forte le cosce sulla schiena dell’amico.
Il nero intensificò i colpi, “dai io godo, godo, godo che bello, godi anche tu” gridò la troia.
A quel punto, affondando un ultimo veementissimo colpo nella pancia della mia signora, il negro venne abbattendosi stremato su di lei.
“Oh Dio, si sarà rotto il preservativo, mi è venuto tutto nella fica, oh Dio che guaio” urlò mia moglie scostando il negro.

In effetti Gioia aveva la fica piena di sborra che fuoriusciva colandole sul culo.

“Calma non farti prendere dal panico, sei sicura?”.

“Ho la fica allagata, come facciamo adesso? Dio mio che tragedia”.
Il negro tirò fuori il cazzo e purtroppo il preservativo era semivuoto.
“Io non volevo, ti giuro non volevo” si giustificò mortificatissimo l’amico.
“Ti credo, tu non hai nessuna colpa è solo colpo di questi preservativi di merda che sicuramente vengono dalla Cina”, lo rassicurai.
Gioia era terrorizzata, si era ripulita alla meglio ma continuava a ripetere “rimarrò incinta, mi ha scaricato nella fica un litro di sperma, come faremo, sarà sicuramente di colore, cosa raccontiamo alla gente”.

“Innanzitutto non è sicuro che rimarrai incinta, mica sempre ad ogni colpo un cavaliere a terra, non mettiamo i carri davanti ai buoi, poi, se, invece così fosse, penseremo a come fare”.
Salutammo l’amico e ripartimmo verso casa.
“Dai Gioia non essere pessimista, può anche non essere successo niente di irreparabile”.
“Lo spero veramente, tu immagina se ci nasce un figlio nero, tutti capiranno che mi sono fatta scopare da un negro, che vergogna, diranno che sono una puttana”.

E mica sbaglierebbero, pensai.
“Calmati tesoro, aspettiamo che almeno ci sia il ritardo, perché mai dovremmo essere così sfortunati, quante donne si fanno venire nella fica e mica tutte rimangono incinte”.
Sembrò rassenerarsi.
“Dai adesso non pensiamoci, mi dispiace che si sia rovinata una serata così bella, te la stavi spassando alla grande, di la verità, e poi L’INCONVENIENTE ti ha fatto perdere pure l’inculata”.
“E’ vero mentre mi chiavava glielo chiesto, lo desideravo, ma non credo che me lo sarei fatto fare, ma tu hai visto quando era grosso, mi avrebbe sfondata”.

“Mica era più grosso dei tanti cazzi neri che ti hanno fatto il culo”.
“Ti assicuro che era enorme e durissimo con una cappella esagerata, sarei morta dal dolore”.
“Ma nella fica ti stava bene, ho visto come lo stringevi a te, come ti dimenavi e come hai goduto”.
“Per forza, aveva un cazzo mostruosamente grosso, lo sai mi piace sentirmi piena e credimi mai in vita mia mi sono sentita così piena, e poi lo usava divinamente, si spostava col bacino facendomelo entrare da tutte le posizioni, all’inizio entrava lentamente, sentivo la sua capocchia aprirmi la fica e spingeva fino a quando le palle mi toccavano il culo, poi pian piano si è s**tenato dandomi dei colpi squassa fica che mi hanno fatto godere due volte, è stato bellissimo”.

Le era tanto piaciuto che aveva scordato L’INCONVENIENTE ma aveva ancora un desiderio.
“Tesoro adesso che arriviamo a casa mi devi inculare, ho ancora voglia, lo devi fare come sai fare tu, sei bravissimo e sai come farmi godere ingroppandomi”.
Che adorabile viziosa; a casa l’accontentai riempendole il culo di sperma.
Arrivati i giorni in cui Gioia doveva avere le sue cose, queste non vennero, allora si recò in farmacia ed acquistò un test di gravidanza, fece il test e il risultato fu una mazzata, risultò positivo.

Mia moglie cominciò a piangere disperata, cercai di consolarla, era tutto inutile, ripeteva solo “che tragedia, come faremo, immagina la figura con gli amici se nasce un bambino NEGRO “.

Sapevo che, per convinzione religiosa, era contraria all’aborto ma mi resi conto che dovevo farle cambiare idea, non c’era altra soluzione.
“Tesoro, hai ragione, sarebbe una tragedia se nascesse un figlio di colore, ci abbandonerebbero tutti gli amici, saremmo messi al bando anche dai nostri genitori cui non è giusto dare un dolore così grande, devi deciderti ad accettare di abortire”.

“Hai ragione, mamma ne morirebbe e pure mio padre; però se debbo abortire non posso andare in una clinica della nostra città, tutti verrebbero a conoscenza della cosa e come spiegherei di aver cambiato idea sull’aborto, cerchiamo una clinica privata lontana dalla nostra città”.
E’ quello che feci, ne parlai con una amica di un’altra città che incontravo periodicamente per lavoro la quale mi diede il nominativo e l’indirizzo di una clinica della sua città dove, mi disse che si recavano tutte quelle donne o coppie che non volevano far t****lare niente del loro problema.

Contattai immediatamente la clinica e fissai, d’accordo con mia moglie, la data dell’intervento.
Gioia era molto preoccupata quando ci recammo alla clinica, la rassicurai dicendole che era un intervento di routine.
Quando giunse il suo turno, le strinsi la mano e la baciai dicendole “tranquilla, ci vediamo tra pochi minuti”.
Invece solo dopo un’ora il dottore uscì dalla sala operatoria e mi tranquillizzò “tutto a posto, la sua signora deve restare ancora un po’ distesa a riposare, se vuole può andare da lei” e mi indicò la stanzetta dove era.

Entrai col cuore in gola ma felicissimo dello scampato pericolo.
“Tutto bene, tesoro?”, le chiesi.
“Si, tutto bene, non ho sentito quasi nulla, mi fatto un’iniezione e mi sono subito addormentata, sia ringraziato Dio, abbiamo scampato un grosso pericolo, adesso non chiedermi più di incontrare negri”.
“A prescindere che te l’ho mai imposto, peggio per te, ti perderai quei bei pescioni che hanno tra le cosce”.
“Meglio rinunciarci che correre un rischio del genere”.

Conoscendo la troiaggine di mia moglie non le credetti e chiusi l’argomento dicendole: “ne riparleremo quando ti sarà passata la paura”.
Dopo un mese circa, sfogliando il giornale, fui attratto dal titolo di un articolo “POSTA SOTTO SEQUESTRO UNA CLINICA IN CUI SI PRATICAVANO ABORTI i*****lI”, già nelle prime righe compariva il nome della Clinica ed il paese in cui era stato effettuato il sequestro, caspita era la Clinica in cui ci eravamo recati io e mia moglie, “che culo, giusto in tempo, meno male che non hanno fatto irruzione quando c’eravamo noi” pensai, ma la cosa più sconvolgente l’appresi continuando a leggere l’articolo.

L’indagine era partita dalle denunzia di diverse donne che avevano fatto ricorso a quella Clinica per abortire.
Questo aveva portato oltre al sequestro della Clinica anche all’arresto, oltre, come ovvio, del responsabile sanitario anche di tre medici e di sei infermieri perché accusati di violentare sistematicamente le pazienti addormentate durante gli aborti.
Invece di indignarmi mi arrapai come una bestia al pensiero che più uomini infoiati avessero abusato di mia moglie semiaddormentata.

Appena rientrata mia moglie la misi al corrente di quello che avevo appreso dal giornale e le chiesi se ricordasse qualcosa di anomalo avvenuto durante l’aborto.
“Io ero addormentata ma, adesso che ci penso, qualcosa di strano l’avvertii, sentii dolore non solo alla fica ma anche al culo ma pensai fosse conseguenza dell’intervento”.
“No bella mia, il dottore e gli infermieri ti hanno inculata oltre che chiavarti, ne sono convinto, l’artico dice che lo facevano con tutte le signore giovani, e chissà se non te lo hanno messo pure in bocca profittando dell’effetto del sonnifero”.

“In bocca non credo”.
“Tu immagina come si saranno s**tenati quando hanno visto che il bimbo che doveva nascere era negro, immagino i loro discorsi: facciamole la festa a questa zoccolona che chiava con i negri e si fa pure sborrare nella fica, dai facciamole anche il culo che sarà sfondatissimo dopo i cazzi neri che ha preso, e poi si saranno avventati su di te mettendoti i loro duri cazzi in ogni buco”.

“Sei sempre il solito malpensante esagerato”.
“Ma che esagerato, i Carabinieri hanno messo delle telecamere nascoste ed hanno ripreso tutto, il giornale dice che il primo era sempre il dottore poi a seguire tutti gli infermieri, adesso che ricordo il dottore era un gran bel ragazzo penso che ti saresti fatta scopare anche senza sonnifero, confessalo”.
“Be, ad essere onesta il dottore lo avevo notato subito, aveva la faccia del chiavettiere, ma anche l’infermiere che mi iniettò il sonnifero era un maschiaccio massiccio”.

“Anche gli altri due non erano male, adesso che ci penso non ti sembra abbastanza strano che in una Clinica per aborti non ci fossero infermiere donne?”.
“Effettivamente è strano”.
“Comunque adesso, se vuoi, possiamo denunciarli anche noi quei quattro porci”.
“No, lasciamo perdere”.
“Lo so puttanona la cosa più che farti arrabbiare ti arrapa, se ci fosse un’altra Clinica come quella ti sottoporresti all’operazione di appendicite che rinvii sempre”.

“Si, ma questa volta SENZA ANESTESIA, che fregatura essermi persa una gang bang con quattro uomini allupati, sono convinta che me lo abbiano messo dappertutto, mi avranno sborrato nella fica tranquilli, ormai a quel punto non c’era alcun pericolo, sono certa che mi avranno anche fatto il culo e mi avranno anche chiavato in bocca riempiendomela di sperma, posso dirti una cosa da troia?”.
“Certo”.
“Pensando a tutto quello che mi sono persa mi è venuta una voglia matta di cazzo, dai scopiamo”.

“Ti accontento subito, ma sappi che tu non sei una troia sei una GRANDISSIMA TROIONA e sapendolo bene sabato sera ho fissato un appuntamento con i due mandingo di Castel Volturno che ti scopasti due mesi fa, ricordi?”.
“Come potrei averli dimenticati, tra le cosce non avevano dei cazzi ma delle proboscidi, erano ingrifatissimi e mi sbattettero tutta la notte fino a distruggermi, che goduria”.
“Adesso sai che voglia mi è venuta?”.

“Dimmi”.
“Visto che hai detto che non sei sicura che te lo abbiano fatto”.
“Ho capito, la tua cosa preferita, mi vuoi chiavare in bocca e riempirmela di sborra”.
“Brava come mi conosci bene, adesso zoccolona vieni prima ti chiavo, poi ti sfondo il culo e poi ci mettiamo a sessantanove, tu sopra, io ti lecco la fica e tu mi fai uno dei favolosi bocchini di cui sei maestra, quando avrai goduto ti giro sotto di me, ti chiavo in bocca e ti affogo di sborra”.

“Si amore mio, facciamo come dici tu”.
E COSÌ FACEMMO.

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Proposta Decente!

Guardando le bancarelle, cercavo di non attirare l’attenzione, ma in realtà il mio sguardo era concentrato su quelle due ragazzine quasi nude davanti a me! Mi chiedevo come potessero due genitori permettere alle loro figlie un abbigliamento così audace per la loro età: pantaloncini corti all’inverosimile che lasciavano vedere tranquillamente “l’inizio” del culo e dei top dannatamente corti che mostrava tre quarti della schiena scoperta! Lo ammetto, nonostante la notevole differenza di età tra me e loro, pensieri che qualcuno definirebbe impuri, si fecero strada nella mia testa… e nei miei pantaloni.

Perchè negarlo? Me lo stavano facendo diventare duro solo a guardarle, sentivo palesemente il mio uccello gonfiarsi nei boxer. Cosa dovrei fare? O meglio, cosa dovrei dire? Come dovrei sentirmi? Non ho una risposta certa, ma una cosa ve la posso dire: se quelle due ragazzine si sono vestite… svestite in quel modo, è perchè volevano che qualcuno le osservasse. Ed io le stavo accontentando, le guardavo! Quindi fino a prova contraria non stavo facendo nulla di male, o almeno così cercavo di convincere il mio “io” interiore affamato da sempre di fica! Così continuo a camminare nel lungo corridoio formatosi tra le due schiere a destra e sinistra dalle bancarelle, ma senza perdere di vista le due ragazzine.

Guardandole meglio noto che sono anche decisamente alte per la loro età e penso: beato il ragazzino che per primo metterà mano, o pisello sarebbe meglio dire, nella loro giovane fichetta. Sempre ammesso che qualcuno le mani lì sotto non le abbia già messe! Accellero il passo, voglio superarle e guardarle da davanti. Mentre il passo aumenta di velocità, noto che per un secondo entrambe si girano a guardarmi, forse hanno “sentito” il mio sguardo su di loro, penso.

Ma niente conferma o smentisce la mia tesi, solo un sorriso che una delle due mi lancia insinua in me il sospetto che abbiano intuito che le stessi spiando. E se anche fosse? Gli avrei tranquillamente detto: si, vi stavo guardando! E allora? Siete una calamita per i cazzi cosi mezze nude e vi lamentate se qualcuno vi squadra da cima a fondo?
Ma per fortuna lo scontro non avviene e pochi secondi dopo, ero già diversi metri davanti a loro.

Così faccio finta di aver dimenticato di comprare qualcosa alle bancarelle precedenti ed inverto la marcia. Ora lentamente mi dirigo verso di loro, finalmente potrò vederle bene frontalmente. In quei pochi secondi che precedono il nostro incontro, non posso non notare che altre ragazzine sono più o meno vestite come le “mie” due drizza cazzi. Il lungo e stretto corridoio della via ne è pieno. Forse è la stagione o forse è il posto con la sua atmosfera vacanziera e con il mare a poche centinaia di metri, ma in questa località sembrano tutte fatte con lo stampino del Dottor Fica Giovane a buon mercato.

Tutte con i top o magliettine corte che lasciano la vita scoperta e tutte con pantaloncini di vari tessuti, ma maleddetamente corti che a tratti lasciano intravedere un principio di fica! Spero che nessuno noti il gonfiore tra le mie gambe, ma tutta questa carne fresca è troppa anche per il mio cazzo navigato.
Finalmente incrocio le due ragazzine, sono a pochi metri da loro ed inizio a squadrarle meglio. Il “davanti” non ha niente da invidiare alla parte posteriore del loro fisico acerbo.

Le giovani tette creano un bozzo sul loro petto non indifferente per la loro età, se non è una seconda, probabilmente sarà una prima abbondante! Una prima che comunque solleva il top lasciando aria tra il petto ed il pezzo di stoffa che copre il seno. Non hanno un filo di pancia, sono perfettamente piatte ed il pantaloncino corto a malapena copre qualche centimetro sopra il pube. Entrambe hanno lunghi capelli scuri mossi e due gambe dritte da far invidia a delle modelle.

Continuo a far finta di guardare le bancarelle, quando finalmente a pochi centimetri dal loro fisico, gli lancio un ultimo sguardo che gli fotografa ogni centimetro della loro pelle. Mentre le supero annusando per un decimo di secondo il loro odore di frechezza, una delle due mi saluta come fossi un vecchio amico:
– “Ciao”.
– “Ciao…” rispondo come un riflesso condizionato.
– “Senti… ecco… per caso ci conosciamo? Ho notato che ci guardavi… prima” Mi dice una delle due mentre sorride all’altra.

– “Si, in effetti vi stavo guardando… credevo di conoscervi. Ma ora che vi ho di fronte mi rendo conto di essermi sbagliato. Ci vediamo ragazze, ciao” Gli dico mentre voltandogli le spalle provo ad andarmene.
Poi una mano mi afferra delicatamente il polso nel tentativo di fermarmi.
– “Aspetta… io sono Gina e lei è Paola. Senti… dobbiamo chiederti una cosa…” Mi dice la ragazza senza mollare la presa del mio polso e portandomi fuori dal via vai di persone che guardano le bancarelle.

– “Ciao Gina. Io sono Chase. Tutto OK?” Gli rispondo senza togliere lo sguardo dal suo fisico. Se fossi più giovane me la sarei fatta a secco in quel parco a pochi metri dal mercato. Mentre ascolto il suo “bla bla bla” inarrestabile, spio la scollatura tra il top a canottiera e l’ascella. Uno spiraglio che per qualche istante mi regala la visione delle sue piccole tette libere come il vento. La stronzetta non porta nemmeno il reggiseno, così riesco a vedere per qualche secondo chiaramente il suo seno sinistro turgido.

– “…e quindi ecco… ce puoi prestare dieci Euro?” Mi chiede Gina.
– “Dieci… dieci Euro? E per farne cosa?” Gli domando.
– “Ma non mi hai ascoltata? Se ci presti dieci Euro in cambio ti facciamo vedere le nostre tette per dieci secondi. Te li ridiamo domani… siamo in quel campeggio lì in fondo tanto”.
Non credo a quello che è appena uscito dalla sua bocca. Avevo sentito parlare che in giro c’erano queste ragazzine che per pochi Euro erano disposte a piccole prestazioni erotiche in cambio di una ricarica telefonica o piccole somme di denaro, ma mai pensavo potesse capitarmi così, alla luce del sole, alle undici di mattina in un mercato rionale.

– “È uno scherzo vero? Dove è la telecamera?” Gli rispondo cercando di spezzare l’atmosfera.
– “Non è uno scherzo Chase. Dai… se fosse uno scherzo farei questo…” Continua Gina allungando una mano tra le mie gambe e stringendo velocemente il mio pisello per poi mollarlo con altrettanta velocità.
Faccio un piccolo balzo indietro mentre mi guardo intorno. Per fortuna siamo abbastanza lontani dalla folla e nessuno nota quel gesto. È giovane ma sa come provocare un uomo, già quei due corpi mi avevano lasciato in una condizione di erezione perenne e Gina ed Paola lo avevano notato sicuramente quel bozzo, ed ora anche quella toccatina veloce che lo ammetto un brivido me lo aveva provocato! Stavo giocando con il fuoco, ma chi se ne frega, è estate e da qualche parte ho letto che le pazzie si fanno in questa stagione.

Così alzo la posta e gli dico:
– “Dieci Euro, eh? Facciamo così: te ne do quaranta se mi fai mettere la mano dentro le tue mutandine”.
Gina guarda Paola con uno sguardo a cavallo tra chi sta valutando una proposta ed il sorpreso. Poi con un cenno del capo, Paola dà il suo consenso.
– “OK… OK, per me… per me và bene!” Mi risponde Gina.
Così ci allontaniamo ancora di più dal mercato per isolarci ancora di più.

Ci fermiamo quindi in una pineta pubblica poco distante, meno frequentata e più tranquilla.
Mi guardo intorno, non vedo e non sento nessun rumore. Siamo soli. Guardo negli occhi per diversi secondi Gina, voglio capire dal suo sguardo se è sicura di quello che sta per fare, o meglio, se è sicura di volersi far toccare da uno conosciuto dieci minuti prima. Le braccia lungo il corpo ed il suo volto rilassato, mi lasciano intuire che lei è pronta.

Il mio pisello è gonfio ancora prima di sfiorarla, un classico esempio che l’attesa a volte è più eccitante dell’atto stesso. Lentamente alzo un braccio, poggio delicatamente una mano sul suo petto e spingo l’esile corpo contro un albero. Paola rimane distante da noi, sembra quasi farci da palo. Quindi inizio a toccarla, prima da fuori, accarezzando le sue piccole tette coperte da quel minuscolo pezzo di stoffa, poi infilando la mia mano sotto la canottiera per assaporare quel giovane ed acerbo seno.

È come lo immaginavo, duro, consistente come quello che giustamente un fisico fresco deve avere. Il suo sguardo è quasi serio, sembra la cosa più normale del mondo quello che gli sta accadendo: farsi toccare da un estraneo conosciuto cinque minuti prima. Così mentre con una mano stuzzico i suoi capezzoli, con l’altra mi infilo lentamente nei suoi pantaloncini. Adesso avverto un brivido nel suo corpo, un piccolo s**tto nell’istante stesso in cui la mia mano si avvicina alla sua fica.

La discesa è senza ostacoli, come avevo intuito nel vederla al mercato, non porta le mutandine. Sono dentro, avverto che il suo posto più intimo è liscio come il resto del suo fisico. Muovo la mia mano delicatamente avanti ed indietro sulla sua mezza luna, lasciando che il dito medio stimoli maggiormente lo spacco delle sue grandi labbra strusciandolo su e giù. Il suo volto inizia a fare strane smorfie. La mia lenta masturbazione inizia a piacergli.

Così non smetto di sgrillettarla, aumentando l’audacia della mio tocco. Continuo a strusciare la mia mano avanti ed indietro, fino quando percepisco che la sua fica inizia ad inumidirsi. Quindi aumento di livello la sua masturbazione, fermo la mia mano ed inizio lentamente ad affondare un pò alla volta il mio dito dentro il suo buchetto. Scivolo dentro lentamente, roteandolo delicatamente ma senza arrestare la mia entrata. Glielo metto tutto dentro, scivola come se fosse burro.

Poi un gemito esce dalla sua bocca, un brusio così forte di godimento che fa girare la sua amica Paola verso di noi. Continuo a far scivolare dentro e fuori il mio dito, il suo volto è rosso ed un altro gemito esce dalla sua bocca. Vedo le sue gambe cedere leggermente e le sue mani posarsi sull’albero alle sue spalle per sostenersi. Così mentre sento la sua fica pulsare intorno al mio dito ormai fradicio dei sui umori, smetto di fargli il mio ditalino e poco dopo lentamente sfilo la mia mano dai suoi pantaloncini.

Sento il mio cazzo scoppiare nei pantaloni, vorrei scoparmela e svuotami dentro di lei adesso che è calda. Ma mi rendo conto che quello che è appena successo, è già abbastanza. Lascio a Gina qualche minuto per riprendersi e poi metto mano al portafoglio tirando fuori i quaranta euro. Lei li prende quasi timorosa e dopo avergli detto un sintetico ed essenziale “ci vediamo”, mi allontano da quella pineta. Ma appena gli dò le spalle, Gina mi ferma come al mercato afferrandomi il polso.

– “Aspetta” Mi intima.
Io mi fermo e mi giro verso di lei. “Cosa vuole ancora?” Penso. Lei sembra leggermi nel pensiero ed un istante dopo, ho la mia risposta. Mi guarda dritto negli occhi e contemporaneamente le sue mani si poggiano sui miei fianchi. Poi lenta come un bradipo, inizia a slacciarmi i pantaloni. Vorrei o dovrei fermarla, ma credo stia per fare quello che avrei comunque fatto io più tardi da solo per svuotare le mie ormai palle gonfie.

Mi slaccia il bottone principale dei jeans, poi tira giù la chiusura lampo e mentre con una mano abbassa l’elastico dei boxer, con l’altra tira fuori il mio pisello gonfio che spunta fuori come una molla e già dritto.
– “Sono ancora vergine e dovrai accontentarti di questo” Mi dice afferrando il mio cazzo. “Accontentarmi?” Solo per aver detto quella frase ero già pronto a venire. Ma cerco di controllarmi, mentre vedo lei inginocchiarsi.

Per un secondo penso voglia prendermelo in bocca, ma poi vedo la sua mano avvicinarsi al mio cazzo dritto ed afferrarlo. Lo immaginavo andasse sulla classica sega, anche se un pó ci speravo di sentire la sua lingua intorno alla mia cappella. La forte eccitazione, il mio pisello gonfio come non mai, unito alle sue giovani mani, fanno sì che la pelle scivoli lungo l’asta prima ancora che Gina inizi a masturbarmi. Adesso la mia rossa cappella è di fronte al suo viso e lei inizia a segarmi facendo su è giù lungo la mia asta.

La sua mano è delicata ed il suo movimento avanti e indietro è lento. Non ci metto molto a sentire lo sperma salire lungo il mio cazzo dritto. Ma cerco di res****re ancora un pò, le sue mani affusolate che mi toccano l’uccello, sono una sensazione bellissima. Ma dopo qualche minuto che Gina mi masturba, sento che non posso trattenermi ulteriormente. Dopo diversi movimenti avanti ed indietro lungo l’asta, sento che un forte schizzo sta arrivando.

Così quando la sua mano per l’ennesima volta termina la sua corsa sbattendo sulle mie palle, una lunga spruzzata esce dal buco della mia cappella, un lungo interminabile getto la colpisce sul suo viso che istintivamente di si gira tardivamente su di un lato. Ormai l’orgasmo è arrivato, ed anche Gina nonostante la sua giovane età, capisce che per un pò il mio pisello spruzzerà su di lei diversi getti di sborra. Dopo la prima schizzata che la coglie ovviamente di sopresa, continua a smanettare il mio cazzo cercando di dirigere le successive sborrate lontano dal suo viso.

Vengo su di lei più volte, aiuto la sua mano muovendo il bacino in avanti e spingendo tutto il carico di sperma fuori dalle mie palle. Sborro una seconda volta… due… tre… getti di sperma finiscono sulla sua canottiera colando lentamente verso il basso… continuo a sborrare mentre un gemito esce dalla mia bocca… mentre vengo più volte mi, accorgo di essere osservato da Paola che si gode lo spettacolo toccandosi da solo tra le gambe ed aumentando la mia eccitazione… Gina continua a segarmi ed io non smetto di schizzare ancora e ancora più volte su di lei.

Infine, dopo un’ultima schizzata che esce più per la sua mano che strizza il mio cazzo che per una reale spruzzata, Gina lascia la presa del mio pisello e si alza. E mentre il mio cazzo esala gli ultimi spasmi come un riflesso condizionato lasciando colare a terra delle ultime gocce di sperma, Paola si avvicina porgendo ad entrambi dei fazzolettini inumiditi non senza lanciare timidamente uno sguardo al mio cazzo fradicio che ancora si muove da solo ed in erezione.

Così Gina si pulisce il top, le mani e qualche macchia finita suoi pantaloncini, io velocemente passo la salvietta sul mio uccello avvolto dalla calda crema e poi ancora mezzo gonfio, cerco di “rimetterlo” nei boxer.
Tra di noi qualche secondo di silenzio, poi è di nuovo Gina a prendere la parola:
– “Tieni… non li voglio i tuoi soldi, io e mia sorella volevamo solo divertirci… mi prendo solo dieci euro perchè davvero non ho credito sul cellulare e devo fare una chiamata urgente… ma te li ridaremo se… se ti và, noi siamo in quel campeggio li in fondo e tutte le mattine andiamo in quella spiaggia isolata.

Perchè oggi o domani non ci raggiungi?” Mi dice indicando il posto con la mano. Poi è Paola a fare la seconda mossa chiedendomi il cellulare:
– “Se non ci trovi, questo è il mio numero” Mi dice digitando qualcosa sul mio smartphone.
Quindi le vedo allontanarsi lentamente mentre mi salutano con un sorriso, poi all’improvviso entrambe si girano un’ultima volta verso di me alzandosi il top e regalandomi per diversi secondi la visione delle loro tette.

In effetti, pensandoci bene, mi ero quasi scopato una delle due senza vedere integralmente il suo corpo nudo! Dopo qualche minuto le vedo scomparire dalla mia visuale. Un piccolo sorriso si fa strada sul mio viso ed una catena di pensieri più o meno leciti si fanno strada sul mio volto. Infine anche io lascio quella pineta per tornare al campeggio dal mio gruppo di amici. Così mentre osservo il numero di cellulare di Paola, analizzo come uno stratega quello che mi avevano appena detto: “…quella spiaggia isolata”.

Continuo a ridere da solo, avevo appena scoperto che erano sorelle, non amiche e la cosa già mi eccitava come un bambino, in più mi avevano lanciato quell’amo: “perchè non ci raggiungi”.
E tutto sommato non sarebbe stata una cattiva idea fare un bagno con quelle ragazzine… e perchè no? Magari nudi! Ma avevo ancora una settimana per pensarci e ci sarà tempo per raccontarvi la mia decisione.
La vacanza non è ancora finita!

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Le mie storie (8)

Era finito il tempo dell’estate in famiglia con i genitori. Io mio fratello eravamo cresciuti, lui aveva quasi diciott’anni e naturalmente andava girando insieme agli amici, i miei andavano con alcuni parenti oppure altri amici loro ed io a mia volta avevo il mio gruppetto. In genere ho sempre viaggiato a luglio, mentre ad agosto ho approfittato della casetta che abbiamo tra Napoli e Roma. Qualche volta ci sono stata da sola a rilassarmi, spesso sono venute amiche ed amici a tenermi compagnia.

Un’estate (avrò avuto sui venti, ventuno anni), venne insieme a me l’amica di mia zia (ormai più amica mia) ed il ragazzino. Qualche giorno dopo ci avrebbe raggiunta una sua amica milanese. Furono delle vacanze molto particolari e movimentate. Chi ha letto le mie precedenti storie ha già immaginando il motivo.
Con il ragazzino il rapporto di amicizia “sessuale” procedeva a gonfie vele. Non è che ci vedessimo spesso, ognuno aveva la sua vita, ma c’era quel giorno in cui uno chiamava l’altro e viceversa e si passava un po’ di tempo insieme divertendoci in tutti i sensi.

Lui è sempre stato molto irruento, sempre palpeggione, in qualsiasi momento qualsiasi circostanza anche in presenza di altre persone. Io d’altro canto ero divertita da questa sorta di sfida con lui, da una parte cercavo di tenerlo al suo posto, dall’altra però la cosa mi eccitava. Quell’estate dormivamo lui nella cameretta, la mamma e l’amica nella camera da letto principale, ed io in un divano letto del salone. Lui cercava ogni scusa ed ogni momento per m*****armi (nel senso buono della parola) per cui si verificarono delle situazioni a sorpresa, sempre con la paura di essere scoperti da sua mamma.

Una mattina eravamo tutti al mare, potrete immaginare che con la presenza della mia amica, come già detto molto bella, in compagnia a sua volta della sua amica altrettanto bella (anche se rifatta), il nostro ombrellone era meta di una serie di scadenti corteggiatori che venivano prontamente messi al loro posto e rifiutati dalle due donne. Io ero lì e ridevo come una matta, invidiando il loro modo di saper mettere a posto con ironia e sarcasmo i vari avventori.

Insomma quella mattina decisi di salire prima per cucinare qualcosa, le due amiche risposero che volevano rimanere al mare e si sarebbero fatte un panino (io non riuscivo né riesco tuttora a prendere tanto sole). Entrata in casa mi feci una doccia fuori al giardino, mi misi l’asciugamano intorno al corpo e cominciai ad armeggiare in cucina. Suonò il campanello ed era il ragazzino. Gli chiesi come mai fosse salito così presto visto che l’avevo lasciato in compagnia dei suoi amici (si rompeva a passare il tempo con noi tre), mi sorrise ed andò in camera sua.

Stavo davanti alla cucina quando (come spesso succedeva) mi ritrovai la sua mano sul culo. Non feci neanche in tempo a togliergliela che l’ aveva già messa sotto l’asciugamano. Il tempo di sentire il suo dito scendere tra le natiche che con l’altra mano mi aprì l’asciugamano dalla parte di sopra. Nel giro di pochi secondi mi ritrovai tutta nuda cucina con le sue mani (ho sempre avuto l’impressione che ne avesse più di due) che si muovevano ovunque.

In breve si abbassò il costume e era già eccitato, mi piego’ sul tavolo e cominciammo a scopare. Piano piano stava imparando, certo qualche volta dovevo farlo rallentare, il suo grosso coso non è che avesse vita facile ad entrare nella mia micia. Poiché era senza preservativo mi venne sulla schiena e mi costò una nuova doccia. Una sera invece, dopo che eravamo uscite tutte e tre insieme, mentre lui andava con la sua comitiva, saranno state le due di notte, qualcosa di più, quando in pieno sonno me lo ritrovai nel letto già duro (ma quello era normale per lui) che senza quasi aspettare che mi svegliassi già era intento a mettermelo dentro approfittando che ero girata su un fianco.

La paura che la madre si svegliasse dai rumori (per la verità pochi) che facevamo, da una parte mi terrorizzava dall’altra però mi piaceva. In quelle due settimane diciamo che lo facemmo in tutti i luoghi in tutti i laghi. Una mattina all’alba addirittura fuori dal balcone con me con le tettone fuori dal davanzale e lui da dietro tutto in silenzio per non dare nell’occhio. Insomma nonostante io fossi diventata “grande” (nel senso dell’età), con lui tornava ad essere adolescente.

Non vi dico quando ci svegliavamo la mattina, capitava spesso che mentre noi tre donne stavamo facendo colazione, lui tutto addormentato usciva in giardino, senza curarsi di avere il cosiddetto alzabandiera che, nonostante i pantaloncini del pigiama, date le sue dimensioni, lasciava poco all’immaginazione. Io ridevo come una matta, l’amica della mamma puntualmente faceva degli apprezzamenti in milanese, provocando le ire della mia amica che subito intimava al figlio di ricomporsi. Ma lui era fatto così, siete liberi di non credermi, ma si riusciva ad eccitare per qualsiasi cosa.

Durante quell’estate lo beccai a toccarsi mentre l’amica della mamma si faceva la doccia in topless in giardino (anche se la doccia era semicoperta). D’altra parte però non è che la milanese fosse da meno in quanto ad abbigliamento “particolare”. La mattina si presentava colazione con una canottiera quasi trasparente (e sono stata buona) con i due capezzoli che facevano di tutto per bucare la maglia. Insomma non posso nascondere che quell’estate mi divertii parecchio.

.

ASIA……al CINEMA PORNO

Avevo sempre la voglia di fare l’amore con gli uomini dove io recitavo sempre la parte della donna.
E cosi diventai la puttanella dei ragazzi delle superiori. A 17 anni mi sentivo una ragazza, e come tale mi comportavo.
Mi descrivo come ero all’epoca: alta 159 magra vita stretta fianchi larghi e un culetto tondo e pieno.
Era un pomeriggio di un agosto molto caldo, e decisi di andare a passare il pomeriggio in un cinema a luci rosse.

Ero sola in casa e ne approfittai per prepararmi,
Misi un perizoma di colore fuxia molto ridotto, con un piccolo triangolino sul davanti, che a malapena riusciva a contenere il mio cazzo.
Dietro un triangolino spuntava alla fine dello spacco del culetto.. Sopra misi i pantaloni bianchi di una tuta, scarpe da ginnastica e una camicetta rosa.
Poi presi lo zainetto e ci misi una minigonna elasticizzata rosa e un paio di sandali
Mi avviai verso il cinema a piedi.

Arrivata entrai e andai alla cassa.
La persona che dava i biglietti, pur vedendo che ero giovane mi fece passare.
Entrata in sala vidi che gia vi erano una trentina di persone.
Mi avviai verso le prime file che erano vuote.
sullo schermo un film hard decisamente datato
Arrivata scelsi un posto appartato e cominciai a prepararmi.
Sbottonai la camicetta e la annodai in vita.
Poi mi misi seduta e tolsi le scarpe e i pantaloni.

Mi alzai per indossare la minigonna e mi accorsi che un uomo sulla trentina, due file dietro di me mi stava osservando.
Mi sorrise e io feci altrettanto. Mi misi seduta indossai i sandali eaccesi una sigaretta.
Riposi il resto nello zainetto e mi alzai.
Cosi vestita mi avviai sculettando verso la parte buia del cinema su in alto in galleria dove dominavano le ombre di uomini piu’ o meno attempati con le mani sui cazzi intenti a segarsi e spompinarsi reciprocamente era un vero girone infernale.

Un odore acre di sperma sporco i gemiti del film incessanti quasi coprivano parole sussurrate di quegli uomini arrapati sposati, rincorrere orgasmi.
Mentre andavo mi accorsi che l’uomo di prima mi seguiva.
Arrivata mi appoggiai con le spalle al muro e rimasi in attesa.
Poco dopo l’uomo che mi aveva seguita si mise accanto a me.
Lo guardai e mi fece cenno di guardare in basso.
Aveva il cazzo fuori dei pantaloni e si stava masturbando piano piano.

Poco dopo sentii la sua mano sotto la minigonna che mi palpava il culetto. e con il dito indice,cercava di penetrarmi.
“Come ti chiami bella biondina?
“Risposi: Asia. Ansimando per il piacere.
“Senti Asiaia lo sai che hai un bel culetto?”
Ti piace?
“Si molto e a te piace il mio cazzo?”
Si e’ un bel cazzo.
“Vuoi che te lo metto nel culo?”
Se vuoi.
Si mise dietro di me e mi abbasso il perizoma, sentivo l’asta che pulsava in mezzo le mie chiappette vogliose.

Mi disse: “tesoro piegati un po in avanti”. Lo feci e allo stesso tempo inarcai la schiena.
“Brava ora non ti muovere. ”
Lo sentivo spingere, sentivo la cappella cbe si faceva strada dentro il mio culo.
“Rilassati tesoro lascia che il cazzo entri tutto. “
Siiiiii
“ti piace troietta?”
Siiiiiii mmm
“godi?”
Siiiiiii continua.
Sentivo le sue palle in mezzo alle mie chiappe.
“Amore ora e tutto dentro.


Si inculami fammi godere.
“Stai tranquilla che ora ti inculo per bene. “
Si amore ti prego.
Comincio’a pomparmi con vigore, il cazzo lo sentivo entrare e uscire dal mio buco.
Cominciai a mugolare come una donna. lo incitavo a continuare.
“Troietta stai godendo?”
Si tanto.
“Vuoi cbe smetto?”
No ti prego continua sborrami in culo.
Intanto si erano avvicinati altri tre uomini attratti dai miei mugolii di piacere.

Uno dei tre si mise davanti a me che ero piegata in avanti e mi mise il cazzo in bocca.
“Succhia troietta cbe ti sborro in bocca. ”
Sentii l’uomo che mi inculava aumentare il ritmo e poco dopo gli schizzi di sborra calda riempirmi.
Cercai di rialzarmi per sistemarmi la gonna, ma i tre mi portarono dietro una tenda e li a turno mi scoparono tutti e tre.
Quando finirono, sentii che avevo il buchetto tutto dilatato, e la sborra che colava fuori.

Mentre mi stavo sistemando, entro’ un ragazzo straniero probabilmente arabo
. Era enorme alto circa 185 con due bicipidi piu’ grossi delle mie cosce.
Mi mostro’ un cazzo mostruoso, lungo sui 24 cm. Gli feci cenno di no, che era troppo grosso.
Ma detto questo, i tre che mi avevano inculata, mi presero e mi tennero ferma, fecero mettere il ragazzo dietro di me.
“Dai troietta fallo contento, non vedi che ha voglia di te?”
Noooo e troppo grosso, vi prego mi sfonda non ne ho mai presi cosi grossi, mi rompe tutta.

“Puttana gia sei sfondata, vedrai che poi ti piace”.
Nooooo vi prego nooooo.
Sentii il ragazzo dietro di me appoggiare la cappella sul buchino.
“Ferma puttana tira su il culo”..
“dai che ti piace. “
No haiiii, sentivo il cazzo entrare, era enorme ma stava entrando lo sentivo farsi strada poco a poco, Il ragazzo mi stava penetrando con dolcezza per non farmi male,poi mi prese per i fianchi e spinse.. Era tutto dentro.

“Puttana vedi che e’ entrato? Ti piace vero?”
Siii ma e grosso fa male basta vi prego.
Il ragazzo sempre tenendomi per i fianchi comincio’ a pompare. Io cominciai ad abituarmi alla dimensione.
Era bellissimo dei brividi mai provati prima mi percorrevano il corpo.
“Guarda la puttana come gode. “
Siii godo.
“Ti piace vero?”
Siiiiiiiii mi piace.
“Brava piccoletta sei proprio una zoccola. “
Oramai godevo andavo incontro ai suoi colpi, alzavo il culo per farlo entrare fino in fondo.

lo incitavo a incularmi piu’ forte.
Era bellissimo e per la prima volta nella mia vita godei analmente, venni senza toccarmi il cazzo lui poco dopo aumento’ il ritmo. sentivo il suo cazzo che si ingrossava ancora di piu’ e mi allargava lo sfintere a dismisura, poi sentii gli schizzi di sborra riempirmi la pancia, godetti ancora una volta.
un ragazzo mi fece sedere nel sedile piu vicino al corridoio della galleria e a cerchio almeno 10 maschio uomini ragazzi vecchi mi circondarono con i loro cazzi all’altezza del mio viso e segandosi mi riempirono letteralmente di sborra ovunque chi veniva lasciava spazio ad un’altro che voleva scaricarsi su di me il tuotto condito da insulti parolacce apprezzamenti da vera troia.

. Mi rivestii e tornai in sala in compagnia del ragazzo il 30 enne che nonstante avesse goduto del mio culetto supervisiono’ tutto come a volermi proteggere, con il culo che bruciava, ma soddisfatta.
Ci mettemmo seduti a guardare il film e poco dopo durante una scena dove si vedeva una donna spompinare un grosso cazzo, volle da me la stessa cosa.
Io ubbidiente, mi chinai verso il suo cazzo e lo presi tutto in bocca inginocchiandomi sul sedile a pecorina per farmi guardare.

Mentre lo succhiavo sentivo il ragazzo ansimare sempre piu’ forte fino a quando mi riempi’ la bocca con il suo seme.
Fu veramente una giornata da non dimenticare.
“sei veramente bellissima, quelle come te qui non capitano mai in genere qui ci si sega a vicenda tra maschi oppure qualcuno si fa fare qualche bocchino…sei stata l’attrazione del cinema ti porto a casa non ti posso far tornare sola piena di sborra”.

Accettai…Rividi Marco con continuita’ per almeno un anno e mezzo appena poteva tra una scusa e l’altra scappava dalla moglie e da quel rapporto abitudinario per correre tra le mie gambe….
Poi il perbenismo e la coscienza lo costrinsero ad allontanarsi, la giovane moglie rimase incinta e io ero tanto ma non abbastanza…. ma questa e’ un’altra storia!.

In quella sala a luci rosse.

Verso le 21 uscimmo di casa e ci recammo in Passeggiata dove parcheggiai come sempre a pochi metri dalla sala a luci rosse. Entrammo. Era Autunno se non erro. In sala quasi nessuno. Mia moglie si tolse il soprabito leggero. Il suo abito molto attillato metteva in risalto il suo culo formoso. Raggiungemmo il solito posto. Il film era la solita stronzata porno anni ’80 con quelle musiche di merda. Mia moglie ricordo aveva la testa poggiata sulla mia spalla.

A casa prima di uscire come al solito l’avevo stimolata sessualmente senza soddisfarla per renderla più disponibile verso il maschio. Non ci accorgemmo della persona che si era seduta accanto a lei. Improvvisamente percepii che mia moglie si era irrigidita. Guardai e vidi l’uomo. Le scene luminose sullo schermo mi consentirono di guardarlo bene. Era un quasi anziano (così lo giudicavo a quel tempo). Strideva l’immagine rozza col ‘vestito della festa’ che indossava. dava proprio l’ idea di un contadino rivestito a festa.

Aveva la faccia rude, rugosa, segnata dal sole. Poteva anche essere un uomo di mare. Da quasi subito passò all’attacco. Allungò sfacciatamente una mano e la mise su quella che mia moglie teneva in grembo. Mia moglie sussultò; guardò la mano, poi lui e infine me. Il suo sguardo era apprensivo e interrogativo. Tentò di divincolare la mano ma lui gliela tenne bloccata. Io non sapevo cosa fare. s**ttare in piedi a prenderlo male parole oppure attendere.

Il cuore che batteva nel solito modo di quando le corna stanno per arrivare però mi fece des****re dal reagire. Avrei potuto fronteggiarlo e questo mi dava una certa tranquillità. L’uomo si mise a fissare il volto di mia moglie che stranamente non riusciva a distogliere a sua volta lo sguardo dal suo. Con latra mano mia moglie stringeva forte la mia per rassicurarsi. Mi guardai intorno. Non c’era nessuno vicino. Dietro, appoggiato al muro la maschera che ci conosceva di vista e sapeva che qualcosa sarebbe successo.

Ma con lui c’era mutua complicità. Dopo qualche minuto lui armeggiò alla sua patta e estrasse il cazzo portandoci sopra la mano di mia moglie. Quel cazzo… scuro grasso più che lungo. La mano diafana di mia moglie strideva con quello scuro e minaccioso turgore. Lei cercava di divincolarsi ma senza riuscirci. Guardava me con sgomento e rabbia, poi guardava lui in faccia e poi guardava il suo cazzo. “Dai amore, fallo venire così se ne va!” le sussurrai.

“Stronzo!!” mi sibilò lei. Ma la sua mano che prima cercava di allontanarsi da quella mazza scura lo strinse e iniziò il su e giù, prima piano poi sempre più veloce. Ero ipnotizzato dalla scena. Quando la mano scendeva la grossa cappella scura si scopriva del tutto. Guardandola mi pulsarono forte le tempie e il respiro si fece rapido. La immaginavo dentro mia moglie. Me la immaginavo mentre affondava nella vagina di mia moglie scosciata fino a batterle alla bocca dell’utero.

Ma lui non veniva. Resisteva. Poi allungò la mano destra sulla nuca di mia moglie e la costrinse a chinarsi sul suo cazzo. Mia moglie si divincolava forte scuotendo la testa per sfuggire alla presa, ma senza esito… e la tua testolina bionda fu sul suo cazzone. La sentivo mugolare, come a dire di lasciarla, che non gradiva… ma intanto prese ad andare su e giù.. Ma lui seguitava a non venire. La maschera si era avvicinata di più per vedere meglio.

Ad un certo punto a mia moglie mancò il respiro e si divincolò e tossì a lungo. L’odore del cazzo era fortissimo nell’aria e sul suo volto. Mi guardava disperata, Ma a me che la conoscevo bene non mi sfuggì una certa traccia di condiscendenza. “Andiamo via!… Andiamo via, ti prego!!” mi disse. Non potevo che accontentarla. Ci alzammo scompostamente e in fretta ci avviammo all’uscita della galleria. Dal fondo delle scale voltandomi notai che l’uomo ci seguiva.

In breve fummo all’auto e ci entrammo. “Che maiale!! Che porco!! Che schifoso!!” diceva mia moglie mentre si passava il polso sulle labbra per ripulirsele. Poi prese una salvietta e completò l’opera di pulizia. Ma io vedevo che le sue espressioni di schifo contrastavano con l’espressione del volto. Lei non vide come invece vidi io che l’uomo aveva la macchia li nel parcheggio dove montò e mise in moto. Partii e anche lui uscì dal parcheggio.

Ma non mi diressi verso casa. Non volevo che vedesse dove abitavamo. Eppoi un piano ruffiano mi aveva attraversato la mente. Avevo bisogno di corna. La voglia di corna era s**ttata e avevo bisogno di vederla trombata. Mi diressi verso la pineta a Sud di Viareggio, lungo il Viale dei Tigli. Mia moglie mi chiese dove andassi e io le risposi che volevo pomiciare un pò in macchina e poi andare a prendere un bel gelatone a Torre del Lago.

Si acquietò e si rilassò. A metà viale girai in un vialetto laterale e dopo pochi metri, ormai nel folto della pineta, fermai in un anfratto. La tirai a me e iniziai a baciarla. Cercai subito di eccitarla. Ma quando misi la mano fra le sue cosce vi trovai le mutande letteralmente zuppe di umori. Anche le cosce e l’interno natiche erano umidi. Odore di sesso molto forte, segno delle sua grande eccitazione. “Trombami amore…” gemette mentre la masturbavo.

e a sua volta lei mi cercò il cazzo. In quel mentre sentimmo bussare al vetro del suo finestrino. Mia moglie lanciò un grido. “Porca miseria!!” imprecai io: “E’ quel porco che ti vuole!! Ci ha seguiti, mannaggia! ha messo la macchina dietro la nostra e non possiamo uscire!!” e dopo qualche istante: “Ora scendo e lo picchio!!” aggiunsi. “No No!!! fermo, fermo!!” urlò mia moglie. “Ma lo capisci o no che quello vuole trombarti!!?… Lo capisci!!?” dicevo fingendo rabbia.

Lui intanto bussava forte al finestrino. Allora feci la furbata: aprii il finestrino destro protendendomi verso destra per protestare. L’uomo si abbassò per guardare dentro. Puntò mia moglie dritta negli occhi. Non parlava. Mia moglie rispondeva al suo sguardo. Non era atterrita, aveva una strana espressione e ansimava. Lui si rialzò, si tirò un pò indietro armeggiando alla patta ed estrasse il cazzone turgido e scappellato, protendendolo dentro l’abitacolo e pochi centimetri dal volto di mia moglie Mia moglie si spinse indietro, verso di me, ritraendosi ma senza distrarre lo sguardo da quel cazzone.

Ma lui aveva capito che poteva osare e allungata la mano dentro l’abitacolo prese mia moglie dietro la nuca e con decisione ma senza violenza la trasse verso il suo cazzone. Dico sempre cazzone, perché ti fronte al mio era il doppio in larghezza e più lungo. Io non sono omosessuale, ma quando vedo un bel cazzone lo ammiro pensando quanto piacere potrebbe dare a mia moglie. Ora mia moglie mugolava infuriata ma intanto con la testa andava avanti e indietro.

Lo aveva preso in bocca e gli stava facendo un pompino. Poi allungò fuori anche una mano, per carezzargli lo scroto. Quando anche io mi allungai per vedere per poco non mi prese un colpo. Non aveva le palle, ma una sacca scrotale più grande di una grossa arancia Tarocco. Guardai bene la scena: lei che andava avanti indietro succhiando, leccando massaggiandogli i coglioni, guardando prima il suo cazzone poi alzando lo sguardo verso di lui.

Aveva l’espressione trasformata dal desiderio. Quando è così è pronta per il cazzo. Guai a fermarla quando parte. Io, ruffiano cornuto segaiolo mi detti subito da fare per preparala alla trombata. Le sfilai non senza difficoltà le mutandine fradice: erano letteralmente inzuppate e alche il salvaslip era inzuppato. Infine accadde.
Lui si ritrasse e aprì lo sportello dal di fuori che io avevo sbloccato. Mia moglie riuscì non senza fatica a mettersi a pecorina sul sedile destro.

Lui si chinò per leccarle la figa e il buco del culo. Lei gemette forte. Era pronta!! “Andiamo dietro”, dissi io scendendo e girando intorno all’auto per aprire lo sportello posteriore destro. Mia moglie rinculò col suo sederone bianco e scese per entrare svelta nei sedili posteriori. Si mise supina mentre lui la stava abbracciando e quasi sollevandola per aiutarla a sdraiarsi. Lui aveva i pantaloni e le mutande calate. Si pose sdraiato fra le cosce di mia moglie e in un colpo le entrò dentro.

Urlo strozzato di mia moglie, seguito da gemiti di gradimento. Iniziò la monta selvaggia. Era un toro infuriato! Vedevo il suo culo peloso che montava mia moglie; non solo andava su è giù, ma roteava il bacino per farglielo sentire meglio. Sapeva trombare bene, va detto. Un vero toro! Di quei maschi di cui noi cornuti abbiamo bisogno per far trombare le nostre mogli. Lei ormai era partita del tutto: gemeva e ansimava forte; gridolini rochi e mugolii e col bacino rispondeva colpo su colpo al maschio che la montava.

Giorni di sole leccate e trombate insufficienti per soddisfare la sua prorompente sessualità ora davano i suoi devastanti frutti. Per avere delle corna come quelle che mi stava mettendo noi cornuti nell’anima si deve lavorare molto, fare sacrificarci. Trombarla poco e male con varie scuse di stanchezza e malesseri. Ma poi i sacrifici vengono ricompensati. Erano entrati in sintonia: lui pompava spingendo a fondo e lei rispondeva sporgendo furiosamente il bacino verso di lui.

Lui ruotava l’uccello dentro e lei faceva lo stesso col suo ventre, ma al contrario, amplificando in tal modo l’effetto godereccio. Lei lo aveva cinto con le gambe sollevando il colo per farlo affondare di più e lo aveva abbracciato anche alla vita per tirarselo dentro il più possibile. Io facevo la guardia. Guardavo estasiato loro e subito dopo mi guardavo attorno nel buio. Avevo estratto il cazzo e me lo tenevo stretto. Se solo avessi iniziato la sega sarei venuto in un istante.

Io per godere a fondo ho bisogno di segarmi leccandola dopo l’amore, quando dentro e intorno alla vulva e fra le natiche ci sono odori e sapori fortissimi. Ho bisogno di sentire le corna, il tradimento, il piacere provocato a mia moglie da un altro uomo. Non durò molto quella scopata, ma come intensità non ebbe niente da invidiare ad altre trombare assai più lunghe.
Infine arrivò l’ orgasmo sofferto e intensissimo di mia moglie che si scosse tutta sotto di lui aumentando se possibile la stretta mentre lo cingeva ai fianchi con le gambe per tirarselo dentro ancor più a fondo.

Questa stretta stimolò anche l’orgasmo di lui che quasi ruggendo con affondi potenti le venne dentro. Io ormai non stavo più in piedi. Mi era appoggiato alla fiancata della macchina tremando per l’emozione. I loro sussulti prima disordinati e scomposti pian piano si acquietarono. Vedevo le natiche pelose di lui. che si contraevano per finire di venire dentro di lei, fino all’ultima goccia. Quando la tensione erotica fu scaricata lui si ritrasse da lei che rimase scosciata Si sollevò e si tirò su i calzoni che erano scesi alle caviglie.

Scoppiammo tutti e tre in una grande risata che sinì di scaricare la tensione. La vulva di mia moglie risaltava dal biancore del ventre e la vedevo fra la folta peluria bionda: era scura e tumefatta, molliccia, piena di schiuma e con un rivolo di sperma che le scendeva nel solco fra le chiappone… Un forte afrore di sesso emanava dalle sue labbra vulvari schiuse. “Dammi le salviette!!” disse rivolta a me. “Ti pulisco io…” risposi prendendo le salviette.

Ora l’uomo appariva più dolce, quasi simpatico. Ci presentammo coi soli nomi. Gaetano. Si chiamava Gaetano, ed era di Napoli. Poi lui dopo averci salutato con un abbraccio me e un bacio a mia moglie montò in macchina uscendo dalla macchia e scomparendo. Noi restammo ancora. Io la guardavo nel volto sfatto e provato. “Cosa vuoi, ruffiano?” mi disse sorridendo maliziosamente? “Lo sai…” risposi. “Ma non ti fa schifo leccarmi dove un estraneo mi ha sbrodato… eh porco, non ti fa schifo…? cornuto!!” Poi si lasciò andare all’indietro scosciandosi ancora mentre io mi inginocchiavo fra gli aghi di pino che mi bucavano ma che io non sentivo neppure tanta era l’eccitazione.

Annusando avidamente mi avvicinai a quello scempio fra le cosce e ci appiccicai la bocca suggendo, come un lattante al seno. La sua mano sulla mia testa, “Cornutone mio… amore mio… ruffiano… Che porco che sei!! Non avrei mai immaginato di sposare un porco come te… Fai piano!… Lecca piano amore che è troppo sensibile… Quello è davvero un toro… Beata sua moglie!”. A queste parole malgrado me lo tenessi stretto per non venire le pulsazioni orgasmiche mi sovrastarono e gemendo schizzai per terra, fra gli aghi di pino.

Sul sedile anteriore notai un biglietto da visita. C’era un nome: Comandante Gaetano Cxxxisi, un indirizzo e un numero di telefono. Mia moglie lo prese e dopo averlo letto se lo mise nella borsetta guardandomi poi con uno sguardo malizioso. Che gioia provai… sapevo che sarebbe di nuovo entrato in mia moglie e l’avrebbe fatta godere di nuovo; ma stavolta a casa nostra, con comodo, dopo una cenetta, nudi tutti e tre. IO nascosto e loro sul lettone.

UN SABATO SPECIALE

“Come va? dormito bene?”… quelle parole mi portarono fuori dal dormiveglia…
Aprii gli occhi ma la mascherina mi oscurava tutto. Selina me la tolse e vidi
la luce della mattina. “Sveglia, mica vorrai dormire tutto il giorno?” disse e
aggiunse maliziosamente “sai che abbiamo da fare, vero?”.
Cominciai a ricollegare il tutto, mi ero addormentato la sera prima con la mia
padrona ed eravamo stati sullo stesso letto, io con le mani bloccate dietro la
schiena con le polsiere in cuoio, lo stesso dicasi per le caviglie…mi resi
conto di avere in bocca una gag-ball fissata con una cinghietta di pelle dietro
la nuca e il plug gonfio nel culo…ero stato tutta la notte in quelle condizioni
mentre Selina aveva dormito ovviamente con la sua tenuta da domina, stivaloni
a mezza coscia, giubbino in pelle e naturalmente guanti in latex al gomito che
coprivano le maniche…il tutto, ovviamente, rigorosamente nero.

Sentii la mano guantata scivolare verso l’inguine e tastarmi i testicoli separati
con l’elastico con forza, mugolai per il fastidio, ma fui rassicurato (?!)…
“Tranquillo, non è ancora ora, ci divertiremo più tardi…”
Nel frattempo mi sentii tirare e ruotare il plug gonfio che non usciva e mi faceva
male…”Dovresti essere pulito, ma per sicurezza andrai a sciacquarti come
sai…” mi disse, sgonfiò un po’il plug e lo tirò con forza facendomi male, data
la dimensione ancora notevole, e lo estrasse incurante dei miei mugolii di dolore.

Andai in bagno e mi feci un paio di doccette nell’ano, l’acqua tiepida veniva
pulita, potevo andare…
Tornai nella sala attrezzata, Selina era già pronta, aveva indossato una gonnellina
corta in latex e un frustino rigido con la parte finale di cuoio intrecciato con un
nodo all’estremità penzolava minacciosamente dal polso…aveva un grosso manico
nevato dall’aria gommosa…”Appoggiati sul tavolo imbottito con il culo per aria”,
intimò mentre mi bloccava di nuovo le polsiere dietro la schiena.

Non me lo feci
ripetere, la vidi prendere una grossa siringa piena a metà di crema lubrificante
con una cannula anale in punta…immaginavo a cosa sarebbe servita…
Infatti me la infilò di dietro fino in fondo lentamente, quindi spremette dentro il
buchino tutto il lubrificante e la estrasse. Sentivo colare qualche goccia di
liquido, poi un dito entrare e scorrere avanti e dietro, poi due…la crema si
spandeva e colava…lubrificò l’impugnatura del frustino e me la infilò tutta nello
sfintere, rimase fuori la parte più sottile, non era difficile trattenerla…
“Alzati e cammina lentamente intorno alla stanza”, ubbidii senza esitazione trasci-
nandomi dietro quella sorta di oscena e umiliante coda sotto lo sguardo compiaciuto
della padrona…ad un tratto sciacciò con la punta dello stivale la parte finale
di cuoio intrecciata del frustino che strusciave per terra, provocado l’estrazione
del manico dall’ano facendomi anche un po’ male…”Imbecille, non sei capace nemmeno
di tenere un frustino infilato nel culo!”.

Così dicendo lo raccolse e me lo fece
assaggiare con un una scarica di colpi a ripetizione dati con un rapido e sapiente
gioco di polso. Evidentemente era pratica nell’usare la frusta…
Non osai fiatare per il trattamento, e attendevo ciò che sarebbe accaduto…
Selina prese una maschera in latex con i soliti buchi e molto aderente che mi infilò
in testa, poi fu la volta di una gag- mask gonfiabile che mi infilò in bocca
allacciandola ben tesa dietro la nuca, quindi la gonfiò lasciando la pompetta
penzolante, sentivo la bocca piena invasa da quella palla gonfiabile, quindi le pol-
siere furono spostate sul davanti.

“Ora vai sul tavolo imbottito e mettiti su un
fianco con il culo a me e metti le mani in mezzo alle gambe…e non osare muoverti
fino a che non te lo dirò io…in ogni caso dopo che ti avrò punito per la tua
inettitudine…” Accese le telecamere e i monitor affinchè potessi vederla mentre si
preparava per sodomizzarmi con uno strap-on della sua nutrita collezione.
Ne scelse uno di buone dimensioni con delle nervature ben evidenti con una robusta
imbracatura in similpelle e cuoio, con due bei testicoli ed un fallo interno per la
sua fichetta depilata…aveva anche la pompetta a siringa per lo schizzo.

Prese delle robuste cinghie di cuoio e mi legò le polsiere alle ginocchia, mi bloccò
la vita e le cavigie a dei ganci particolari annegati nell’imbottitura del tavolo.
Non potevo muovermi, ero sdraiato su un fianco a sua completa
disposizione, aspettavo il momento in cui mi avrebbe infilato il suo strap-on senza
pietà pompandomi fino allo sfinimento…ero intimorito ma anche eccitato, il mio
cazzo gonfio era lì a testimoniarlo, dovevo trattenermi dal godere senza il permesso
della padrona, pena una ancor più dura punizione.

Selina si tolse lentamente la gonnellina nera di pelle guardandomi gelida, cominciò
ad indossare lo strapon con lentezza esasperante, in modo quasi rituale, sapeva che
mi piaceva guardarla mentre si preparava…la osservavo e la mia eccitazione
cresceva a dismisura, temevo di non riuscire a controllarmi…lo sapeva e insisteva
nel provocarmi, succhiò voluttuosamente il fallo che doveva infilarsi nella passerina
e lo lubrificò abbondantemente, anche se non ce ne era bisogno dal momento che
i suoi umori quasi le colavano fuori dalla vagina…lo introdusse lentamente,
indossò l’imbracatura che sosteneva lo strapon facendo scorrere le cinghie
nelle fibbie fissandosela saldamente alla vita…era pronta per infilarmelo nel
culo, il mio desiderio cresceva assieme all’eccitazione, con passi lenti si portò
davanti al mio viso impugnando quel fallo di gomma come se fosse davvero suo…
“E’ bello! Ti piace vero? Non preoccuparti, lo assaggerai presto…vedo che la cosa
ti eccita…” aggiunse infilandomi la mano guantata di latex tra le cosce e
palpandomi le palle e il cazzo gonfio.

“Non è ancora ora però”. Mi tirò indietro
il membro teso facendolo sporgere dietro, quindi prese un cordino di plastica piatto
e me lo girò ripetutamente intorno ai testicoli annodandolo forte, mi faceva quasi
male, poi fece lo stesso intorno all’asta rigida che cominciava ad ammorbidirsi,
quindi annodò la striscetta stretta stretta in modo da rendere dolorosa l’erezione…
Prese un po’ di crema sulle dita e cominciò a ungermi didietro con cura, era quasi
ora, sentii entrare dolcemente un dito, poi due e infine tre ogni volta con più
forza, sentivo il membro cercare di gonfiarsi di nuovo ma mi faceva male…
Vidi nel monitor Selina infilare il grosso replicante in una guaina fallica in
silicone lunga 6 o 7 centimetri e irta di protuberanze a forma di semisfera facendola
scorrere fino alla parte centrale dell’asta… in questo modo al centro era molto più
spesso, me ne sarei accorto durante l’uso (!!).

Lo cosparse di crema con cura…Chiusi gli occhi cercando di rilassarmi…Passarono
alcuni secondi che mi sembrarono interminabili e sentii la punta del fallo strusciarsi
tra le natiche a lungo, quindi fermarsi in corrispondenza del buchino…Selina
mi afferrò con decisione e cominciò a spingere, lentamente ma senza esitazione…
La grossa cappella dello strap-on mi trapassò lo sfintere e cominciò a farsi strada
dentro di me…sentii arrivare la guaina, forzare per farsi strada e infine entrare
dolorosamente…passò completamente con i rilievi che si facevano sentire mentre il
buchino si richiuse un po’ nella parte finale dello strap-on, sentii i testicoli di
gomma battere sulle natiche…poi cominciò lentamente a tornare indietro fino ad
uscire.

quindi rientrare di nuovo, poi uscire e rientrare ancora e ancora e ancora…
poi rimase dentro, mi pompava, forte, sempre più forte…la guaina all’inizio
provocava dolore, poi un po’ meno, ma dopo essere stato sodomizzato a lungo senza
pietà, avevo il culo che mi faceva davvero male…nonostante ciò la situazione mi
eccitava ma la corda stretta sul cazzo mi impediva dolorosamente l’erezione.
Selina ansimava in preda ad un orgasmo dirompente mentre mi colpiva con forza le
natiche e mi pompava con degli affondi terribili, facendomi sobbalzare ad ogni colpo
dicendomi che ero la sua puttanella e che meritavo solo che mi sfondasse quel culo
da troia culo come stava facendo… Infine si fermò con lo strap-on infilato fino
in fondo rimanendo così per un tempo che mi sembrò eterno, poi lo estrasse
lentamente.

Riaprii gli occhi, ma non feci in tempo a rilassarmi che me lo ritrovai
di nuovo dentro fino in fondo…”Ora avrai il tuo premio, puttanella” mi disse…
e mi svuotò la pompetta per lo schizzo tutta nel culo, sentivo il liquido vischioso
e tiepido dentro in quantità, mi sembrava che cominciasse a colare fuori.
Selina si slacciò lo strap-on e se lo sfilò dalla fichetta grondante, me lo legò
intorno in modo che non si sfilasse e mi lasciò con quel cazzo di gomma nel culo con
la parte che aveva infilato dentro di se oscenamente fuori come una coda.

Mi assestò
una pacca sul culo. “Ciao puttanella, a domattina” mi disse e se ne andò lasciandomi
così.

Più che una SPA… era un privè!

Quella sera F. era emozionata…… Suo marito le avevo promesso che l’avrebbe portata ad un club privè.. Lei non c’era mai stata, aveva sempre desiderato andarci…non sapeva cosa l’aspettava di preciso, ma dai racconti del marito e delle amiche, sapeva che avrebbe avuto tutto il sesso che poteva desiderare.
Sembrava strano andare col marito, ma tutti e due non nascondevano di essere estremamente libidinosi, di amare il sesso con altri uomini e altre donne, anche sesso di gruppo, purchè fossero insieme.

Insieme era un gioco erotico, da soli era il più volgare dei tradimenti…lei si eccitava a vedere quanto lui fosse maiale e gli dava del porco ad alta voce, lui di rimando affettuosamente le dava della troia, della succhia cazzi, ma intanto l’accarezzava. Si amavano…. in un modo che tanti non potevano capire.
Si mise in tiro, abito da sera scollatissimo e provocante, orecchini pendenti, sandali sexy con tacco altissimo e si avviarono….. Il locale era immerso nella profonda campagna, lontano da occhi indiscreti…sembrava un innocuo ristorantino…niente di speciale di fuori….

c’erano parecchie macchine…
Quando entrarono l’atmosfera cambiò, luci colorate, fontanelle, vasche zampillanti, statue dorate, quadri erotici alle pareti, morbidi divani. Una inserviente con una tunica corta all’uso delle ancelle romane ci fece strada, ancheggiava e la tunica lasciava scoperte le natiche nude e sul davanti l’ampia scollatura rivelava i seni liberi che mollemente ondulavano. F. pensò di essere ad una specie di festa in costume e iniziò ad essere delusa. La ragazza li accompagnò ad uno spogliatoio e consegnò loro accappatoio e ciabatte come ad un centro benessere.

F. guardò il marito, che con un cenno le fece sapere che andava tutto bene. Furono informati che dovevano essere completamente nudi sotto l’accappatoio e lasciare tutto negli armadietti degli spogliatoi…… F. cominciò a lamentarsi…si era messa tutta elegante e ora erano tutti in accappatoio come nella spa…. Il marito disse “non ti preoccupare…ti faccio fare il giro turistico ora”.
Attraversarono un lungo corridoio e arrivarono ad una porta a vetri tutta bagnata, da cui usciva vapore caldo…era il bagno turco…F.

guardò il marito, ma lui si tolse l’accappatoio, lo appese ed entrò…..lei lo seguì…subito fu investita dai vapori caldi e lì per lì non riuscì a vedere nulla, poi si abituò alla penombra e vide che la stanza era affollata da 7 o 8 persone che stavano sedute…..Si accomodarono anche loro e cominciarono a sudare….. vide un certo movimento e riuscì piano a distinguere i corpi degli altri..erano uomini e donne nudi come loro……zuppi di sudore, ma che avevano tutti le mani sui corpi degli altri…li carezzavano…gli uomini toccavano i seni, le donne prendevano in mano i cazzi e li masturbavano piano…erano scivolosi per il sudore e quei corpi bagnati erano fonte di eccitazione visiva non indifferente…..una mano toccò la coscia di F…..non sapeva di chi fosse, ma piano scivolò verso la fica e cominciò a massaggiarla piano con le dita…….

isintivamente lei aprì le gambe e le dita scivolarono lungo il solco…..non sapeva se era bagnata o se era il vapore che le faceva scivolare, ma chiuse gli occhi e si abbandonò…. Era solo un massaggio perché con qual vapore bollente e il corpo che gocciolava, non si aveva quasi voglia di muoversi, ma era molto rilassante. Con la coda dell’occhio vide che suo marito Franco aveva il cazzo durissimo e guardando meglio vide che una mano femminile lo scappellava piano piano muovendolo su e giù…..Sorrise al pensiero che il suo porcone era già entrato in azione.

Dopo 10-15 minuti di eccitazione uscirono, si rinfrancarono con una doccia tiepida e si avviarono alla sauna finlandese…un ambiente ampio dove ci si poteva distendere su tre piani e anche qui era affollato di coppie che si dedicavano al sesso. C’erano maschi e femmine sdraiati, donne che facevano una fellatio nel calore dei 90 gradi, mani anche qui sul sesso delle donne e lo percorrevano con le dita…il tutto in un silenzio irreale, nelle vampate di calore che le pietre roventi trasmettevano….

un paio di maschi erano soli e ammiravano i pompini che venivano effettuati, erano visibilmente eccitati e continuavano a menarselo incuranti del sudore, vicino agli occhi delle donne che ogni tanto li guardavano, glielo prendevano in mano, lo accarezzavano e gli davano una succhiata veloce come per tenerli in tiro, e poi si ributtavano sul cazzo del loro uomo….
F. non ne poteva più, il caldo e l’eccitazione non le davano tregua……uscì insieme con Franco e fecero tappa alla grande vasca idromassaggio, che conteneva solo un paio di coppie.

Si infilarono dentro e rimasero appoggiati con le braccia al bordo della vasca, alzando il bacino e muovendo le gambe per ricevere meglio la spinta dell’acqua che ribolliva. F. chiuse gli occhi e allungò ancora la braccia per tirarsi più su, quando incontrò un’altra mano…..aprì gli occhi e vide che accanto avevano una coppia un po’ più giovane di loro e lei subito le sorrise. La mano che aveva toccato era la sua…. la ritrasse un po’, ma l’altra mano si sporse a carezzarla e lei restò lì e glielo permise….. Franco compresa la situazione si staccò dal bordo della vasca e si mise davanti ad F.

tra le sue gambe…. tirandosi un po’ su, la sollevò di peso e la fece sedere sul bordo della vasca, la baciò sulla bocca, sul seno, scese e le allargò le gambe, cominciando a baciarle la fica e facendo saettare la lingue su e giù nel solco bagnato. F. si abbandonò subito al piacere e il compagno della donna fece la stessa cosa di Franco, così le due donne si tenevano per mano mentre entrambe venivano leccate.

I due uomini si guardarono facendo un gesto di intesa…invertirono le parti e ognuno si ritrovò a leccare la donna dell’altro.
F. non voleva venire subito…voleva res****re…strinse la mano che la accarezzava, guardò la donna e le fece un cenno esplicito…leccami tu. Quella non se lo fece ripetere due volte, scese in acqua nella vasca, scostò il compagno, scostò Franco e cominciò a leccare avanti e indietro il clitoride e il solco che era stato prima amabilmente trattato dai due uomini.

Lei si che sapeva leccare…non c’è niente da fare, una donna sapeva cosa piaceva ad un’altra donna ed F. si abbandonò pronta per avere un orgasmo. L’altra leccava, leccava, sembrava avesse mille lingue, non sapeva più quando era sul clitoride, sulle labbra, sul buco del culo…era instancabile…..sorrise al marito e vide che il compagno della donna lo stavo spompinando…lui era estasiato…. valeva anche per i maschi allora che solo un maschio poteva sapere cosa piaceva ad un altro maschio.

Franco la guardò, alzò gli occhi come a voler dire siamo pari……ma lei sentiva avvicinarsi l’orgasmo sempre di più…. arrivava ad ondate sempre più ampie…non voleva urlare in quel posto silenzioso…si morse le labbra mentre godeva e sborrò in bocca all’altra felice di abbandonarsi così……
Quando veniva era solita rilasciare un getto di pipì che non riusciva mai a trattenere, ma questo volta fece di tutto e strinse i denti per non farlo. Non sapeva come sarebbe stata accolta questa cosa da una sconosciuta……si tenne…ma poi passata l’ondata, si alzò e disse ‘scusate devo andare in bagno’.

Il bagno erà li vicino e lo raggiunse quasi di corsa…. cercò la toilette delle signore, ma vide che ce ne era una sola. Entrò…..non c’erano pareti divisorie all’interno e accanto al muro c’erano alternati i water e gli orinatoi per gli uomini…curioso. In fondo c’era una coppia…lei chinata sull’orinatoio e lui che la prendeva da dietro, col cazzo che faceva dentro e fuori dalla sua fica dilatata…dietro un muretto ad angolo ce ne era un’altra…lei seduta per terra appoggiata al muro con le mani in alto e lui in piedi davanti a lei che la teneva per le mani e aveva il cazzo davanti alla sua bocca, si muoveva avanti e indietro mimando l’atto sessuale, ma praticamente la chiavava in bocca sbattendole la testa contro il muro….

la saliva le colava copiosa dalla bocca, dal momento che ad ogni colpo il cazzo le entrava fino in gola e lei , appoggiata con la nuca al muro, non poteva indietreggiare.
F. si sedette su un water lontano dalle coppie…chiuse gli occhi e liberò la vescica che le stava scoppiando…..il rumore della pipì che cadeva nel water le fece emettere un sospiro di sollievo quando sentì un movimento. Aprì gli occhi e vide accanto un uomo nudo che stava tranquillamente pisciando accanto a lei nell’orinatoio……lei lo guardò, guardò il getto caldo che gli usciva dal cazzo, guardò mentre se lo scrollava quando ebbe finito, poi ad un tratto si girò verso di lei e all’improvviso senza dire niente glielo piantò nella bocca…..lei fece per protestare anche perché sentiva il sapore amarognolo dell’orina, ma lui la afferrò per la nuca che cominciò a fare andare avanti e indietro….. F.

mugulò..non voleva, ma all’improvviso sentì in gola gli schizzi caldi della sborra…Aveva finito presto…la tenne ancora un po’ muovendole la testa avanti e indietro fino a che non si fu svuotato del tutto, poi lo estrasse e senza nemmeno pulirsi si affrettò all’uscita.
F. rimase interdetta con la sborra che le colava fuori dalla bocca, cercò la carta igienica, ma non c’era…..ognuno si puliva con la bocca di qualcun altro lì, ma l’uomo non l’aveva leccata e lei aveva ancora le gocce di pipì, meno male che era depilata……così non era tutta impastata nei peli.

Si sciacquò la bocca e tornò dai tre che l’aspettavano nella zona relax, sui letti col materasso ad acqua….. anche qui c’era gran movimento…gli accappatoi non li aveva più nessuno ed era tutto un brulicare di corpi intrecciati…. si vedevano gambe, busti, braccia, sederi, sessi maschili e femminili in quantità, persone di tutte le età soprattutto donne anche in là con gli anni, che afferravano più cazzi che potevano con la logica del carpe diem……domani non potrebbe volerti più nessuno.

I cazzi sparivano nelle bocche, nei culi, nelle fiche, nelle mani, non necessariamente di persone di sesso diverso ed era tutto un turbinare di lingue che leccavano qualsiasi parte del corpo.
F. vide che Franco era occupato con la bocca della donna della coppia dell’idromassaggio e che il compagno la stava trombando. Si accomodò in mezzo al trio…..quando arrivò tutti smisero…..fece sdraiare la donna sulla schiena, si mise in ginocchio su di lei nella posizione del 69, le allargò le gambe e scese con la testa tra le sue cosce, le aprì le labbra depilate e cominciò a darle piccoli colpi sul clitoride con la lingua.

Nel contempo abbassò il bacino fino a posare la fica sulla bocca di lei, che subito presa a leccarla e a succhiarla. Il compagno della donna che prima la stava chiavando, avvicinò nuovamente il cazzo alla fica e cominciò a strofinarlo su e giù, stando attento a non disturbare F. che la leccava nella parte superiore. F. sentì che l’eccitazione le cresceva e stava gocciolando i suoi umori in bocca alla ragazza, mescolandoli alla sua saliva… Vedeva quel cazzo che entrava fino in fondo, a due centimetri dal suo naso mentre risucchiava il clitoride con le labbra….

poi lo vedeva uscire viscido e cremoso, ricoperto di un liquido vischioso biancastro. Sentiva l’odore degli umori di lei e l’odore del cazzo di lui….. L’eccitazione era alle stelle…..sbrodava anche lei e sapeva che quello stesso liquido viscido stava riempiendo la bocca, la lingua e la faccia delle donna che era sotto di lei, su cui continuava a strofinare la fica, quasi le finiva dentro anche il naso, ma lei continuava a leccarla imperterrita….

il suo volto doveva essere schiumoso e pieno della sua saliva, ma lei leccava, leccava, riempiva con la saliva anche il buco del culo, su cui la lingua continuava a saettare e F. sentiva che si apriva sempre più, come una bocca affamata. Con le mani si allargò le natiche per aprire di più i suoi buchi che pulsavano e quella lingua li esplorava sempre più, mentre lei era abbagliata da quel cazzo che entrava e usciva vicino alla sua lingua che ancora cercava il clitoride.

Aprì la bocca e l’uomo subito estrasse il cazzo e gliela riempì…. cominciò il gioco di metterle il cazzo in bocca, poi nella fica della compagna, poi di nuovo in bocca in un alternarsi che la faceva impazzire. Le mani erano sempre sulle natiche ad allargarle, quando sentì un dito violarle l’ano…..che era talmente pieno di saliva e lubrificato, che penetrò subito fino in fondo…. Era Franco, che lo ruotò un po’ poi lo estrasse e poi ricominciò la manovra con due di dita…..che prese a far ruotare dentro alternativamente in senso orario e antiorario…..la sensazione era celestiale, unita a quella lingua vorace che non smetteva di impastarle la fica e i suoi fori ormai erano due caverne da tanto che erano dilatati.

Ad un tratto sentì qualcosa di più consistente……il porco di Franco si apprestava ad incularla…..approfittava della situazione perché lei non glielo dava tanto spesso…ma ora…
L’ano era talmente dilatato e pulsante che mezzo cazzo entrò tutto insieme con un colpo solo, lei voleva quasi urlare di piacere ma uscì solo una specie di grugnito da quella bocca piena di cazzo…..Franco cominciò a dare colpi per farlo entrare tutto e ci riuscì quasi subito…. mentre il compagno dalla donna usciva dalla bocca di F.

e rientrava nella fica della sua lei. F. abbassò la testa e vide che la lingua della ragazza saettava sempre sulla fica, alternandosi sulle palle di Franco quando lui faceva l’affondo nel culo. Anche Franco fece il giochino del dentro e fuori…..Cominciò a tirare fuori il cazzo dal culo, per metterlo in bocca alla donna, cacciandolo in gola fino in fondo, poi lo estraeva e lo rimetteva nel culo di F. e la donna ricominciava a leccarla la fica…….

Erano uno spettacolo quei 4…..da un lato cazzo in bocca a F. e in fica alla sconosciuta, dall’altra parte cazzo in culo a F. e in bocca all’altra, mentre le due donne quando avevano la bocca libera continuavano a leccarsi una con l’altra…….
Non poteva durare a lungo…..all’ennesima volta che aveva in bocca di F. il cazzo, grosso e nodoso, lui si fermò..lei sentì le pulsazioni dell’orgasmo di lui che arrivava, continuò a succhiarlo piano mentre con le dita tormentava la fica della donna senza smettere…..il fiotto di sborra in gola non la colse di sorpresa, ma fu costretta ad ingoiare per non soffocare, non fermò le mani e anche la fica sotto di lei cominciò a tremare….

li stava facendo venire contemporaneamente tutti e due..altra sborra calda le si riversò in bocca, un fiume in piena, mentre le sue dita continuavano a lavorare quella fica che sbrodava e fremeva, inondandole le dita. Aprì le bocca perché non ce ne stava più , non riusciva a contenerla tutta, non voleva ingoiarne più……. e si riversò sul ventre della donna sotto di lei. Col cazzo ancora in bocca spalmò la sborra che era caduta sulle labbra di lei, spingendola anche dentro su per il canale vaginale….

era su di giri per l’eccitazione e Franco continuava a martellarle il culo col cazzo fino in fondo e le palle che le sbattevano sulla fica……la donna aveva smesso per un’istante di leccarla, ma ora aveva ripreso con più foga di prima.
L’uccello notevole dell’altro scivolò fuori dalla sua bocca, osservò le misere dimensioni a cui si era ridotto, ma si concentrò su quello che le stavano facendo…. Sentiva che anche Franco stava per venire…..anche lui si fermò mentre il cazzo era piantato profondamente nel culo, ma la lingua dell’altra non smetteva…..il ventre di F.

era adagiato completamente sulla faccia di lei e la sua bocca le stava procurando un altro orgasmo. Arrivava…. cresceva sempre di più…il suo ventre cominciò a vibrare sotto l’onda che la travolgeva…..Dio come era forte…… sbatteva sulla faccia della donna urlando di piacere e in quel momento il getto violento di sborra calda di Franco le penetrò nelle viscere…. il suo buco del culo era una ventosa che accoglieva quel cazzo e lo risucchiava per poi allargarsi oscenamente dilatato.

Franco approfittò per sgusciare fuori, con l’uccello ricoperto della sborra che si era spalmata su lungo le pareti del suo culo…..lo maledisse perché lo voleva ancora dentro, voleva altri getti caldi, ma sapeva che il porco lo avrebbe messo nella bocca dell’altra ed era proprio così. Franco si tenne per non sborrare ulteriormente, estrasse il cazzo gocciolante e subito lo piantò in gola all’altra, che lo aspettava a bocca aperta…. la chiavava selvaggiamente in bocca e scaricò l’altra sborra in quella gola vorace.

L’osceno su è giù faceva scivolare gocce di sperma fuori dalla bocca della donna e Franco mentre veniva non poteva fare a meno di ammirare il culo palpitante di F. col buco spalancato che sembrava un antro senza fondo…..
F. aveva fatto venire contemporaneamente i nuovi amici e la zoccola l’aveva ricambiata facendo venire insieme loro due. Avevano goduto tutti e 4, ma F. avrebbe voluta anche tutta la sborra di Franco. Si mise in ginocchio sempre con le testa della donna fra le gambe e cominciò a spingere con l’ultima parte del retto….

la donna alla vista dell’ano di F. che si dilatava e stringeva, prese a leccarla ancora in mezzo alle chiappe piene di sborra che passava poi alla fica con la lingua, quando con ultima spinta F. fece uscire tutta lo sperma che le si era accumulata nel culo, che gocciolò denso nella bocca della donna intenta a leccarla. Questa abbozzò un sorriso e non si scompose e continuò a leccare con la lingua impastata di poltiglia bianca come niente fosse.

Anche F. sorrise…. sapeva che era solita squirtare anche minimamente ogni volta che aveva un orgasmo, diede un’altra spinta con l’ultima parte dell’intestino e subito uno spruzzo dorato caldo finì in bocca e sul viso della ragazza che non se lo aspettava……lei non reagì, F. si voltò e fece un gesto di scuse, ma ormai era fatta…. era stata ripulita…non aveva bisogno di lavarsi la faccia.
Franco ed F. si alzarono, salutarono le coppia e proseguirono per il corridoio….

C’erano tante porte aperte dietro cui si vedevano coppie aggrovigliate, quartetti come il loro fino a poco prima, o vere e proprie orge. Ancora F. vedeva molte over 60 che erano quelle che si davano più da fare. A quell’età o avevano tirato i remi in barca e avevano chiuso col sesso, o ne approfittavano ampiamente… Franco le diceva che erano le più assatanate,le più porche…erano molte ricercate perché si prestavano a qualunque fantasia…anche la più perversa.

I singoli scarseggiavano, ma le avevano spiegato che questa era la zone dedicata alle coppie dove i singoli erano ammessi solo su espresso invito di una coppia, per quello i maschi erano poco più delle donne. Quanto le piaceva questo privè…..
Camminavano nudi, l’accappatoio era rimasto chissà dove, d’altronde gli ambienti erano molto riscaldati….. Arrivarono in un salone pieno di luci cangianti che assumevano varii colori e dove in mezzo c’era una specie di letto, di divano senza schienale che chissà che significato aveva, e da un lato c’era una cancellata (cosa curiosa) che separava la stanza da un largo corridoio dove si intravedeva altra gente nuda…
Franco la spinse verso la cancellata…..le disse “appoggiati di schiena alla cancellata guardando verso di me e alza le braccia e allarga le gambe” .. lei ubbidì e Franco le chiuse i polsi e l caviglie a delle specie di ceppi che erano lì a questo scopo e lei rimase bloccata come crocifissa in piedi poggiata alla cancellata senza potersi muovere…….

il suo corpo splendido faceva una X…. i seni sudati si alzavano mentre lei respirava e Franco ammise a sé stesso che aveva per moglie una vera bomba sexy, una donna che faceva impazzire solo a guardarla….
F. sorrise…non capiva dove portava questa cosa, lo chiese a Franco e lui le disse di aspettare…… Lei cominciò a sentire un brusìo dietro di sé che aumentava di volume con il passare del tempo…quasi c’era una folla dall’altra parte del cancello…….

e capì……i singoli…. erano i singoli esclusi dalle coppie che finalmente potevano toccare una donna. Si appoggiarono in tanti dall’altra parte del cancello e cominciarono a tendere le mani, avidi di toccarla. Si sentì afferrata da cento mani, vide che si protendevano tra le sbarre, la toccavano, ma altri spingevano per farlo, le stringevano le natiche , i seni, qualcuno per non volere mollare la presa le faceva anche male……le ricordava i film di zombi che aveva visto….

mille mani tese che volevano afferrarla, qualcuna cominciò a insinuarsi tra le sue gambe toccandole la fica, altre riuscivano ad allargarle le labbra per insinuarsi all’interno, ma poche ci riuscivano, spinte dagli altri che sopraggiungevano che cercavano di spostare quelli che c’erano già per riuscire a toccarla a loro volta. Vide spuntare cazzi duri tra le sbarre…. temeva di essere violentata ma non era possibile in quella ressa, dove i maschi infoiati si spostavano l’uno con l’altro.

Uno riuscì a infilarle un dito nel culo, ma fu subito spinto via da un altro e così a continuare…in un carosello senza fine……i seni sembrava che volessero portarli via, le dolevano da tanti mani li avevano stretti. Si sentì bagnata nelle gambe…guardò…non era possibile…. uno toccandola era riuscito anche a farsi una sega e le era venuto sulle cosce. A poco però ci prese gusto e la sua fica cominciò a diventare un lago……chi riusciva a toccarla ritirava le dita impiastricciate dai suoi umori e piano piano si abbandonò a quell’orgia mancata e chiuse gli occhi.

A quel punto Franco decise che era il caso di smettere…..lei si stava eccitando e non doveva soddisfarsi un’altra volta…. doveva rimanere vogliosa per il seguito. Le si avvicinò, la baciò sulla bocca, la toccò come gli altri, lei protese in avanti il bacino per sentire il suo sesso duro e lui piano la liberò.
Si abbracciarono… lei tremava, era quasi sconvolta dall’esperienza, ma le era tornata una voglia irrefrenabile di essere posseduta, voglia di godere , voglia di cazzo a volontà….. era una troia e quella sera si sentiva nel suo ambiente, voleva essere la puttana di tutti, era nel posto giusto…quel luogo era un vero troiodromo….

dove si giocava a chi era più zoccola…..
Era seduta su un puff vicino alla cancellata…gli uomini erano spariti dopo che era stata slegata e la stanza era ripiombata nel silenzio, Franco la accarezzava e lei aveva i capezzoli duri…era eccitatissima e cercava il suo cazzo con le mani, gli accarezzava le palle e voleva prenderlo in bocca……lui la calmò dicendola che la serata trasgressiva non era ancora finita. Fra di loro avevano tutto il tempo di fare sesso a casa, ma nel privè era meglio approfittare di tutte le situazioni che si potevano ancora presentare.

Lei disse “hai ragione…mi devo calmare…. Fammi stendere un po’”. Si alzò dal puff e si diresse verso lo strano divanetto che aveva notato quando era entrata…… Franco disse “sei sicura?” e lei che non capiva si stese supina guardando il soffitto e accarezzandosi da sola e passando la mano ripetutamente sulla fica, come in una solitaria masturbazione.
Stette così qualche minuto…. si rilassò..le luci colorate continuavano a cambiare e la musica sexy in sottofondo accompagnava i gemiti che si sentivano provenire dalle stanze adiacenti…..il cuore le batteva forte..si stava di nuovo eccitando….

quando all’improvviso si sentì come un campanello d’allarme con un suono prolungato e gli altoparlanti diffusero Amanda Lear che cantava un vecchio motivo…Queen of Chinatown. Si ricordò all’improvviso……. la regina…..era la regina…. Franco le aveva detto che se una si stendeva per più di 3 minuti su di un certo divanetto diventava la regina della serata…. il che voleva dire che era a disposizione di tutti…tutti potevano usarla a loro piacimento, farle quello che volevano, donne, uomini, la zoccola di tutti, la puttana a disposizione, la troia perfetta, la latrina di maschi e femmine…..non era una posizione ambita…pochissime volte una donna si era prestata….. Tutte e tutti volevano partecipare, ma nessuna voleva essere la regina….

Franco alzò le spalle……come a dire ti avevo avvertita…ora che posso farci? Vide che la cancellata prese a scorrere, liberando l’accesso del corridoio…..e un po’ di maschi cominciarono ad affacciarsi da lì, mentre dalle altre sale arrivavano coppie curiose di sapere quale sarebbe stata la regina.
F. non sapeva se era terrorizzata o eccitata……arrivava una piccola folla……coppie e singoli ora potevano mescolarsi a volontà e rendere omaggio alla regina della serata.
Circondarono il lettino…..lei era ancora sdraiata e i corpi nudi tutto intorno quasi le chiudevano la visuale e le davano un senso di oppressione…..le mani comiciarono a toccarla, a frugare il suo corpo, erano dieci, venti, cento…non lo sapeva più.

Intorno vedeva solo cazzi e fiche e mani, non distingueva i volti di nessuno…..l’odore del sesso era penetrante…..era tutta gente che fino a un minuto prima era impegnata con il sesso di qualcun altro e si sentiva…. c’era anche inevitabile l’odore del sudore, di gente infoiata, di cazzi che erano stati succhiati fino all’istante precedente o che erano in fiche bagnate o in culi maschili e femminili, cazzi gocciolanti che erano stati menati dai singoli in attesa di concludere qualcosa, cazzi e fiche che avevano pisciato aspettando che qualche lingua li ripulisse dalle gocce di orina ed ora erano tutti lì per lei, che era la loro schiava……..la visuale si restringeva sempre di più..vedeva solo cazzi di tutti i tipi e forme che venivano menati vicino al suo corpo….

Avrebbe voluto scomparire, nascondersi, vedere se stessa dall’alto circondata da tutta quella gente, le sarebbe piaciuto alzarsi in volo come una elegante libellula e osservare quello che le avrebbero fatto……
Ma era sdraiata e doveva fare buon viso a cattivo gioco…..a un tratto uno le prese per le ascelle e la tirò verso di sé…. non capì subito, ma quando fece per riappoggiare la nuca, trovò che la testa penzolava nel vuoto…..vedeva le ginocchia di un uomo, vedeva il suo grosso lungo cazzo oscillarle davanti al viso e subito le aprì la bocca per finire piantato nella sua gola….

il porco in quella posizione poteva chiavarla in bocca e lei non si poteva muovere…..lui piegò leggermente le gambe e cominciò a muovere i fianchi avanti e indietro andando dentro e fuori dalla bocca, mentre con le mani le massaggiava la tette…. le era sulla schiena, bloccata con la testa in giù, quasi non riusciva a respirare, alzò le mani quasi a spostarlo, ma incontrò una selva di cazzi che cominciò a toccare, a menare, passando da uno all’altro tanto non era possibile fare altrimenti…..ogni spazio intorno a lei era impegnato da cazzi umidi e gocciolanti di piacere….

Le faceva male il collo in quella posizione, ma si stava eccitando come una porca…..sentiva chela fica le gocciolava, doveva essere lucida e schifosamente bagnata, non sapeva quante dita la stavano toccando, ma scivolavano dentro di lei continuamente, una dopo l’altra……. il tizio venne quasi subito nella sua bocca…. lei non poteva deglutire in quella posizione, per cui al primo denso getto di sborra mugolando riuscì a spostarsi e far scivolare il cazzo fuori dalla bocca, tossì ripetutamente e l’uomo segandosi con le mano finì riversando gli altri getti bianchi sul collo e sul seno.

Non fece quasi in tempo a prendere fiato che un altro prese subito il suo posto…perse la cognizione del tempo…non sapeva più quanti uomini erano venuti nella sua bocca…. e continuavano…uno dopo l’altro … e poi la sborravano dovunque…..aveva la faccia piena, i capelli, il naso, il seno…..ogni tanto capitava una donna che la leccava tutta, raccoglieva la sborra con la lingua e magari la passava ad un’altra baciandola….. tra i vari maschi che le avevano preso la bocca in quel modo, c’erano anche due donne che si erano accucciate sulle sua bocca per farsela leccare, ondulando i fianchi per strofinarla bene sulla sua faccia…..non le aveva viste ma non credeva fossero giovani….

le porche…. una non era depilata e aveva i peli bianchi sul sesso…..tutte e due avevano raggiunto l’orgasmo sulla sua faccia e per ringraziamento mentre godevano le avevano anche pisciato sul viso……
Lei non sapeva più niente, non capiva più niente, una cazzo la stava chiavando, un altro era perennemente in bocca, aveva sempre cazzi in mano, aveva perso il conto degli orgasmi che aveva avuto, le girava la testa, che era sempre penzoloni e faticosamente riuscì a tirarsi su.

Scese dal lettino e si inginocchiò per terra e cento cazzi le si pararono davanti……fino ad ora era stata usata, ora voleva condurre il gioco lei. Cominciò a succhiare cazzi passando da uno all’altro…voleva assaggiarli tutti, e intanto con le mani menava gli altri, un po’ per uno, passando da uno all’altro con la bocca e le mani…li voleva tutti..voleva che sborrassero tutti…. le comparve anche un mostruoso cazzo nero, dai 25 ai 30 centimetri di lunghezza e belle grosso…a stento lo teneva in mano…….

vi si dedicò con particolare passione. Ogni tanto compariva qualche fica tra un cazzo e l’altro, e a quella erano sempre riservare due o tre dita e una bella slinguata…
Non seppe quanti le sborrarono addosso mentre era inginocchiata ai loro piedi, ma quando si alzò sembrava un candeliere in cui le candele si erano tutte consumate e la cera bianca era colata tutta giù raccogliendosi alla base……. solo che nel suo caso era sborra.

La misero di nuovo sul lettino inginocchiata questa volta……. ma quanti dovevano venire ancora? Credeva di averli fatti sborrare già tutti…. uno si mise sotto di lei…..la guardava negli occhi, ma le piantò subito il cazzo nella fica…lei prese a muoversi su e giù con i fianchi, ma all’improvviso sentì una fitta dietro…già …nessuno l’aveva ancora inculata…. era arrivato il momento. La doppia penetrazione la esaltò..era esausta, ma inspiegabilmente si eccitò ancora e si apprestò a gustarsela tutta…….

immancabilmente un cazzo le penetrò in bocca…..era fatta…tutti i buchi erano occupati…tese le mani…..trovò subito due cazzi da menare e pensò “ora non posso fare altro, facciamo venire questi 5”.
Ero uno spettacolo alle prese con 5 cazzi…. con quello sotto di lei si guardavano negli occhi mentre lui la trombava, non sapeva chi aveva nel culo, ma ci sapeva fare…. Abbastanza delicatamente era andato fino in fondo e ora le sue palle sbattevano contro quelle di chi aveva nella fica.

Improvvisamente quello in bocca venne…basta sborra..era sazia…ne aveva ingurgitata a litri…..girando la testa fece uscire l’uccello dalla bocca e quello subito si diresse verso la bocca aperta dell’uomo che era sotto di lei……lo vide entrare mentre continuava a sborrare…. e pensò…”questo è bisex…prendine un po’ anche tu”. Infatti l’uomo parve apprezzare tantissimo…si leccava le labbra e da tanto che eccitato le venne nella fica……. aveva trovato il compagno giusto perché subito si alzò e se ne andò con lui…..
Anche quello nel culo venne copiosamente…..il clistere caldo di sborra quasi la fece venire…..l’uomo si sfilò e fu subito rimpiazzato da un altro e poi da un altro, e poi da un altro….

il buco del culo non le bruciava più……era dilatato al massimo, più largo della fica……il retto pieno zeppo di sborra che le continuava a colare fuori era così lubrificato al massimo e i cazzi scivolavano dentro senza difficoltà, come mani su una saponetta che era rimasta nell’acqua……. Uno dopo l’altro le venivano nelle fica, nel culo, in bocca…. la processione non finiva mai. Ad un certo punto le sembrò che la sua vagina si dilatasse a dismisura…..non era possibile che ci fosse un cazzo grosso così……erano due…….

gli erano entrati in due nella fica e la stavano chiavando insieme…. come era bello……voleva venire di nuovo……. era mai possibile? Quanti orgasmi poteva avere? Intanto il cazzo nero le si parò davanti alla bocca……le venne l’acquolina come davanti a un dolce prelibato..lo leccò e cominciò ad allargare la bocca per prenderlo…..non ce la faceva…era troppo grosso…. riuscì a far entrare solo la cappella, ma aveva la bocca dilatata e non ce la faceva a fare un buon pompino……lui dopo poco uscì e fu subito rimpiazzato da un cazzo di normali proporzioni…… I due nella fica la eccitavano e prese a toccarsela furiosamente…sentiva arrivare un altro orgasmo…il clitoride sporgeva, lei continuava a farlo passare tra le dita, i due cazzi esplosero quasi contemporaneamente….

fu un inondazione di sborra e venne anche lei tenendo la fica in mano, si sentì svenire dall’eccitazione…era un po’ provata….. i due si sfilarono dalla fica, scesero dal divanetto, si misero avanti a lei e si fecero ripulire i due cazzi sporchi di sborra dalla sua lingua…. Lei rimase a bocca aperta mentre era ancora sotto l’effetto dell’ondata di orgasmo, quando i due contemporaneamente pisciarono sulla sua lingua e nella gola….. A lei non importava più niente…era tutto buono……mando giù una sorsata e poi tenne la bocca aperta così il piscio le scivolava fuori dalla bocca piena ma senza ingoiare.

Approfittò anche lei…aveva la vescica pienò e la scaricò…non si curò di chi ci fosse dietro a ricevere la sua pioggia, ma fu sicura che qualcuno era stato centrato in pieno…peggio per lui.
Vide con la coda dell’occhio il nero dietro di lei……. bè si sarebbe fatto anche quel cazzo…nella fica sarebbe certo entrato..ma si sbagliava……lui cominciò a strofinarlo prima sulle labbra, poi sul buco del culo e alternò…. da tutti e due buchi continuava a colare sborra, ma lui si concentrò sul culo………lei pensò non no lì non ci entra, ma lui piano piano forzava……quel culo che era stato ripetutamente violato cominciò a cedere, cominciò ad allargarsi e la cappella riuscì ad entrare…lei si sentiva spaccare…meno male che pieno di sborra facilitava la penetrazione, lubrificato come era….

era mostruoso, sia il cazzo che l’ano, che si allargava sempre più…. ed entrava, continuava ad entrare, scivolava sempre più giù, fino a che fu tutto dentro fino alle palle. Lei non capiva più nulla, lo sentiva quasi in gola…..era in profondità nelle sue viscere…si sentiva dilatata, spaccata……una sensazione mai provata, ma quando lui si cominciò a muovere salì al settimo cielo……. chiese all’uomo vicino di masturbarle la fica…lei non voleva distrarsi……voleva che qualcuno la ravanasse davanti mentre il mostro la penetrava dietro…..
Quando lui venne le sembrò una cas**ta di lava calda, le riversò dentro il mondo, non finiva più, gli schizzi di sborra si susseguivano copiosi…non li contava più….

la mano sconosciuta continuava a masturbarla, ebbe un orgasmo violento…. cominciò a tremare tutta…. si divincolò…l’enorme cazzo venne estratto di colpo come un tappo dalla bottiglia di spumante…..seguito da un getto di sborra dal culo di F. che non riusciva più a contenerla da tanta che era…… Lei si accasciò semi svenuta…era quasi in trance…. non sentiva più nulla, non reagiva più…… C’erano altri uomini in coda per approfittare della sua bellezza…..lei non li vedeva più…non partecipava più…..continuarono a sborrarle nel culo, nella fica, in faccia…tanti si accontentavano di farsi una sega sul suo corpo e di venirle sul seno, sulle gambe….

dovunque. Ci fu uno che le infilò le dita dentro la fica e cominciò a ruotarle nel lago di sperma che c’era all’interno…. E scivolavano una dopo l’altra…entrò anche il pollice…..l’uomo scivolò dentro fino al polso…..cominciò a stantuffarla con il braccio, muovendolo avanti e indietro…. quando ne estraeva un pezzo era lucido di sperma…..mentre continuava il fisting con l’altra mano si faceva una sega…. quando stava per venire sfilò il braccio e finì la masturbazione venendo esternamente sulla fica di F.

, poi se ne andò.
Quando fu tutto finito erano passate quasi 2 ore…..F. non si era più mossa…era come in trance…gli orgasmi in serie l’avevano spossata…tutti erano andati via…. lei era ancora sdraiata su quel divanetto a pancia sotto…… Franco si avvicinò, la scosse…..veramente era un po’ un cesso…. coperta di sborra dalla testa ai piedi, puzzava di piscio, i capelli sconvolti e impastati……”andiamo a fare una doccia” le disse….
Lei si alzò quasi barcollando…”bello, quanto ho goduto..” gli disse….

Lui la portò alle docce, la aiutò a lavarsi, poi si andarono a vestire e si avviarono all’uscita. Prima di uscire furono accolti da un applauso scrosciante sia dal personale che dai clienti, dal padrone del locale le fu consegnata la coppa che veniva data a tutte quelle che erano state regine ( e non erano molte quelle disposte a farlo) e un certificato per cui in qualità di ex regina, aveva ingresso e consumazione gratis per sei mesi per lei e per il suo accompagnatore….

Arrivati a casa andarono subito a letto…lei non ebbe bisogno di struccarsi perché gli ultimi residui di trucco se ne erano andati ore prima…era stanchissima…. voleva dormire subito. Diede la buonanotte e Franco e si voltò…dopo un minuto però si rigirò e gli disse “amore…. quando ci ritorniamo?”
Franco la guardava quasi inebetito e capì che quel locale avrebbe avuto una regina molto più spesso che in passato…. lei si era già addormentata e lui le sorrise…”che zoccola che sei amore….

” pensò.