Archivio mensile:Maggio 2015

IO E LA MIA NIPOTINA PREFERITA (Part 8 con video)

Era finalmente giovedi’.
Mi feci una doccia, mi vestii con un completo di lino bianco e
camicia a righe rosse e blu, andai in garage e accesi la mia Ferrari 458 spider.
Katrina sarebbe stata contenta.
Uscii dalla rampa e mi diressi verso la Piramide.
La vidi da lontano, indossava un vestitino di Desigual, molto ampio
4 dita sopra il ginocchio, i lunghi capelli sciolti fermati
da un cerchietto rosa.

Era bella la mia nipotina.
Sali in macchina e mi diede un bacio sulla guancia.
– Tutto qui? – dissi io
Allora lei mi prese la testa con la mano sinistra, l’avvicino’ a se
e mi stampo’ un bacio sulle labbra.
Io aprii le labbra e lei ci infilo’ subito la lingua dentro.
Ricambiai la gentilezza e partimmo.
Lasciata l’autostrada uscimmo a Ladispoli e poi attraverso
un viottolo sterrato arrivammo davanti al cancello della
Posta Vecchia, uno splendido fabbricato sul mare anticamente
Sazione di posta per il cambio dei cavalli, ora splendido ristorante e
hotel di lusso.

Suonammo al videocitofono e ci aprirono.
Percorremmo un viale albertao immerso in un giardino tropicale fino
ad arrivare la corpo centrale direttamente sul mare.
– Zio e’ bellissimo – disse
– Senti, facciamo un patto, d’ora in poi chiamami Gianni e non zio, OK? –
– Va bene, per oggi sarai il mio Gianni. –
Parcheggiammo la macchina e andammo alla reception.
– Ho prenotato una suite, cosi’ ci diamo una rinfres**ta prima di andare a pranzo! –
– Mmh….

vuoi un acconto prima di pranzo? – disse con un smorfia furbetta.
Ci consegnarono la chiave e salimmo.
La suite era splendida. Era sulla facciata principale con un grande
terrazzo quadrato di circa 50 metri quadri con ombrellone, lettini e
una Jacuzzi privata, completmente al riparo da occhi indiscreti.
– Zio, niente doccia, buttiamoci dentro la jcuzzi dai. –
Cosi’ dicendo, fece per spogliarsi.
-Aspetta – le dissi – fammi uno spogliarello, cosi’ ti faccio vedere come mi masturbo,
hai detto che mi volevi vedere quando vengo…..
– Va bene – disse con ariamaliziosa.

Mentre io tiravo giu’ la zip, lei comincioì a spogliarsi.
Via i pantaloni, rimase con uno slip brasiliano nero.
– Girati – le dissi – voglio vedere il tuo bellissimo culo…. –
– Ma dai zio e’ troppo grosso. –
– No e’ bellissimo, non vedo l’ora di assaggiarlo. – e cosi’ facendo inizia a masturbarmi.
. Eh no, non credo proprio che lo assaggerrai, ti ho detto di no.


Cosi dicendo si giroì, mettendo in mostra due cosce sode, si un po’ piu’ grandi del normale,
ma due gran belle cosce tenute da questo slip nero-
Infilo’ due dita i lati dello slip e inizio’ a calarlo giu’ sempre rivolta verso di me-
Accelerai il movimento sul mio cazzo. Lei se ne accorse e si giro’-
– Zio non venire quando sono girata, voglio vederti schizzare…. –
Continuo’ a calare lo slip, si intravedeva gia’ il bucheto del culo vergine…..
stavo quasi per sborrare, cosi’ mi fermai.

– Girati – le dissi
– Zio, ma e’ enorme – e cosi’ dicendo fece per toccarlo.
– Mamma mia……. , quello di Daniele e’ la meta’ del tuo…
ma non ne avevo mai visti di cosi, non che ne abbia avuti molti, anzi, ma cosi’…. –
– A proposito, quanti uomini hai avuto, piccolina? –
– Devo essere sincera? –
– Certamente –
– Mio marito e una compagno di classe a cui ho fatto una sega in bagno in III Liceo.

Direi non molti. –
– Si in effetti. – e continuai a masturbarmi, mentre la suamanina
era ancora intorno al mio cazzo.
– Dai continua lo spogliarello – dissi
Lei si giro’ e tolse completamente lo slip.
Si inchino’ per sfilarlo dalle gambe e cosi’ facendo le cosce
si aprirono mettendo in bella mostra
il buchetto del culo rotondo circondato da una ricca peluria nera.
– Vieni qui, voglio toccarlo –
Lei si avvicino’
– Inginocchiati alla pecorina –
– Zio cosa vuoi fare, ti ho detto di no –
– Non ti preoccupare, voglio solo toccarlo –
Cosi’ dicendo infilai il medio in bocca e lo bagnai di saliva,
poi glielo passai tra le cosce.

Sentii un fremito, poi posai il dito all’inizio del buchetto.
– Zio dai……no –
– Di cosa hai paura, e’ un dito non e’ mica il cazzo.
– Almeno il dito nel culo Daniele te lo avra’ messo qualche volta –
. No…. neanche quello –
. Allora e’ proprio vergine…… –
Ebbi un sussulto, avevo una gran voglia di metterglielo nel culo,
ma mi tenni, spinsi pero il medio finche entrarono un paio di centimetri.

– Oddio zio, mi fai male……-
– Ma dai non fare l’esagerata – cosi’ facendo continuai a masturbarmi.
Cominciai un andirivieni del mio dito, nel culo, fuori, nel culo, fuori……
– Zio ora non fa male, –
– Toccati la figa dai…. le dissi
Vid la sua manina infilarsi tra le cosce e sparire tra le grandi labbra.
Io continuavo a masturbarmi e ad incularla con il mio dito.
Poi la vidi tremare,
– Stai venendo amore? –
– Si zio…..godo……non smettere….

dai godo…..vengo…. oddio mi sento
svenire…..godoooooooooo-
Non ce la feci piu’ neanche io,

sentii lo sperma partire dalle palle,
correre su per l’uretra e schizzare fuori sul suo culo.
Uno schizzo centro’ il buchetto del culo, mentre il secondo piu’ forte
atterro’ sulla sua schiena seguito da schizzetti piu’ o meno forti.
La presi tra le braccia, il cazzo si infilo’ tra le sue gambe e ci
accasciammo sul divano appagati.

(continua).

Storia di una sissy – Continuazione

Trascorsero pochi giorni e ci ritrovammo nuovamente a casa del mio amico tutti e tre. Subito nudi,il padrone di casa ci truccò entrambi e indossammo entrambi delle calze autoreggenti. Il livello si alzava sempre di più. Incominciai con un 69 tra noi trav,io sotto l’altro sopra alla pecorina ed il mio amico glielo piazzò nel culo. Dalla mia posizione potevo vedere il membro che lo sbatteva. Ad un certo punto lasciai il cazzo ed allungando il collo cominciai a leccargli il cazzo che entrava ed usciva dal suo ano.

Accortosi il mio amico lo estrasse completamente e me lo ficcò in bocca. Wow,sapeva di cazzo e culo assieme! Lo succhiai qualche secondo bagnando la cappella con la saliva e così lubrificata rientrò nelle viscere. Ancora qualche colpo poi cambio dei ruoli. Io a 90,la mia sorellina trav che mi sbatteva ed il terzo che da sotto mi succhiava il cazzo. Eravamo completamente presi da sperimentare cose nuove, ci scambiammo ancora. Io che inculavo il mio amico e contemporaneamente succhiavo la sorellina.

Tutti e tre capimmo che eravamo giunti alla fine. Ci mettemmo in un 69 a tre,io succhiavo il mio amico,lui la sorellina e lei a me. Sborrammo nelle nostre bocche,io ingoiai gli altri la sputarono. Fu l’ultima volta a tre. Io ed il mio amico continuammo con i nostri incontri a casa sua o all’esterno senza grosse novità,una volta mi sborrava in bocca l’altra nel culo. Come tutte le cose diventate routine l’interesse andò a scemare fino a scomparire e così finirono i nostri incontri.

Io ripresi le mie pratiche di giochi anali e masturbazioni. Passano gli anni in una parvenza di normalità fino a quando mi trovo all’estero per motivi lavorativi. Nelle vicinanze dell’hotel in cui alloggiavo c’era un sexy shop aperto 24 ore. Alla sera tardi entro,il paese dei balocchi. Devo prendere qualcosa,ma la scelta è tanta che non so cosa,prenderei ogni articolo che vedo. Alla fine esco con un reggicalze e calze rosse ed un bel dildo realistico di 15 cm.

Tutto eccitato rientro alla mia camera. Mi impongo di stare calmo. Per prima cosa apro la confezione delle calze,le guardo le accarezzo e finalmente le indosso poi il reggicalze e le aggancio. Mi tocco le gambe,guardo i piedi fasciati di rosso poi in bagno davanti allo specchio mi guardo e riguardo. Bellissimo. Prendo il dildo,lo tengo in mano,lo tocco. E’ veramente realistico ha anche la riproduzione delle vene. Entro in bagno,mi metto accovaciata (mi sento femmina) e lo prendo in bocca,simulando un pompino.

Ben lubrificato dalla mia saliva,con un mano lo tengo fermo sul pavimento e lentamente di impalo sopra. E’ un poco rigido ed il culo mi brucia ma continuo fino a riceverlo tutto. Idea! Mi alzo con il “cazzo infilato” e prendo un mio specchio portatile,mi accuccio di nuovo e con questo guardo il dildo che mi dilata. Lo estraggo e lo rimetto dentro guardando nello specchio il mio buco che si allarga e lo assorbe poi fuori di nuovo per vedere il mio ano dilatato,Sono al massimo dell’eccitazione,lo sbatto dentro nuovamente e mi sego,la sborra cade sul pavimento e la lecco tutta.

Passai un paio di sere così. L’ultima sera,indossai le calze e reggicalze,misi sopra i pantaloni ed uscii. Feci una passeggiata sentendo le gambe avvolte dalla lingerie,i piedi nelle scarpe. Eccitante,molto!Rientrai in albergo,presi il dildo messomi alla pecorina lo infilai muovendolo dentro e fuori sempre più violentemente,mi bruciava da morire ma sentivo che godevo anche. Mi toccai appena e venni. Continua…

Intervallo orale in aeroporto – Ovvero, volare pu&

1. Introduzione
Sveglia la mattina presto, sono ancora assonnato ma è già ora di andare all’aeroporto. Devo affrontare un volo di due ore seguito da due ore aggiuntive dopo uno scalo in un aeroporto Internazionale. Vivendo all’estero oramai tutta la processione dell’aeroporto è divenuta una noiosa quotidianità. L’idea di dover spendere un intero giorno facendo code per i controlli non mi riempie certo di gioia.

Fortunatamente per me questa giornata diventerà presto molto stuzzicante ed interessante.

Dopo il solito check-in e la sala d’attesa siamo finalmente pronti all’imbarco.
Prendo posto vicino al finestrino e, penso, avrò la distrazione del panorama a farmi passare la noia. Felicità!
Il tempo estivo mi ha portato ad indossare i classici jeans con una semplice t-shirt.

Dopo qualche minuto una donna sulla quarantina si siede accanto a me. Non ci faccio molto caso, sono già immerso nella lettura del mio libro.

Finalmente si parte. Tutto procede come previsto per tutta la prima ora di volo.
Il tempo passa e la noia arriva inesorabile, l’intermezzo della colazione in volo si è appena concluso ed ho ripreso, controvoglia, a leggere.

D’improvviso realizzo che la donna accanto a me sta guardando nella mia direzione. Penso, ovviamente, che si stia godendo il panorama del finestrino.
Pretendo ancora di essere interessato al libro ma in realtà la mia attenzione e curiosità sono ora concentrate sulla mia vicina di volo.

Tolgo il mio sguardo dal libro e lo rivolgo alla mia “misteriosa” vicina. I nostri sguardi si incontrano e un breve scambio di sorrisi fa da preludio al mio ritorno alla lettura.

In quell’istante però una scossa erotica attraversa il mio corpo. Realizzo che le nostre braccia si stanno toccando, nulla di strano ovvio, ma la sensazione provocata dal contatto con la sua pelle inizia a stuzzicarmi ed allora decido di mantenere questo minimo contatto continuando la mia fittizia lettura.

Passa qualche minuto, entrambi ancora immobili, con la coda dell’occhio vedo che lei ha ancora lo sguardo rivolto verso di me.

2. Le Magie di un Bel Culetto
Dopo qualche istante lei si alza per andare alla toilette. D’istinto giro la testa per guardarle il corpo, sono curioso. Indossa un paio di jeans a vita bassa, molto bassa!

Infatti con mia gradita sorpresa i jeans lasciano intravedere l’inizio del suo culetto.

Non indossa le mutandine (o almeno così credevo), sono definitivamente eccitato dall’idea e così da quel momento decido di dedicarle maggiore attenzione. Aspetto con ansia che ritorni a sedersi. I nostri sguardi si incrociano nuovamente e i sorrisi questa volta lasciano intravedere maggiore malizia.

Una volta seduta, lei porta il suo braccio ancora a contatto con il mio corpo e questa volta capisco che viene fatto di proposito, infatti ora tutto il suo corpo è rivolto verso di me.

Il volo si conclude con noi che ancora ci scambiamo sguardi di intesa, in silenzio ma in completa sintonia percorriamo il tunnel d’uscita dell’aereo e ci rechiamo al controllo passaporti.

Ci cerchiamo con lo sguardo, oramai sappiamo cosa vogliamo, dobbiamo solo avere un po’ di pazienza…

Lei completa le procedure prima di me. Passato il mio turno esco dall’area di controllo e vedo che mi sta aspettando. Ho un paio d’ore prima del secondo volo.

Le vado incontro. Lei con un breve cenno di testa mi indica di seguirla. Sono totalmente arrapato e il mio sguardo segue il suo culo come ipnotizzato.

Raggiungiamo una zona tranquilla dell’aeroporto. Lei con un ultimo sguardo mi invita a seguirla nella toilette delle signore. La zona non è affollata e non è un problema seguirla.

Entriamo nella toilette più distante dall’ingresso, chiudo la porta.

Ora siamo solo noi, completamente liberi da ogni inibizione e possiamo fare tutto quello che abbiamo sognato durante il volo.

3. La Lingua nella Fica
Iniziamo a baciarci, io prendo subito tra le mie mani il culetto che tanto avevo sognato. E’ piccolino ma bello sodo, non appariscente ma ben fatto.

Iniziamo a slinguare e leccarci in modo a****lesco, fuori controllo. Io, con le mani sul suo culo, la stringo a me per farle sentire quanto il mio cazzone la desideri.

Le palle mi esplodono dalla voglia ma preferisco farla godere ed assaporare il suo corpo prima.

Lei è una donna sulla quarantina, non attraente e appariscente ma in grande forma e, anche grazie al suo profumo, incredibilmente arrapante.

Mi rimuove la t-shirt a scoprire le mie spalle robuste e il pelo sul mio petto, mi accarezza il corpo. Indossa una maglietta a maniche lunghe, gliela sfilo e le rimuovo il reggiseno. Le sue tettine sono, si piccole, ma ben fatte e con dei capezzoli turgidi su cui mi avvento avidamente con la bocca.

La mia lingua le massaggia i capezzoli e occasionalmente li mordicchio. Nel frattempo le mie mani le sbottonano i jeans. In collaborazione sfiliamo i suoi pantaloni e scopro che porta una sorta di mini-tanga, molto mini ed incredibilmente porco. Le rimuovo il tanga (me lo sono poi tenuto come ricordo, mi piace ancora segarmi mentre lo annuso e me lo metto in faccia) e mi avvento immediatamente sulla sua fica che è completamente rasata.

E’ tutta bagnata, ho una voglia pazzesca di mangiarle la fica. Inizio a massaggiargliela solo con la bocca. Il suo odore mi fa impazzire, inizio ad usare la lingua e pian piano gliela infilo nella fica, la mia faccia è totalmente immersa tra le sue gambe.

Lei è talmente eccitata che fatica a stare in piedi e si deve sedere in punta alla toilette. Allargando poi le gambe mi invita a ricominciare il massaggio, la mia faccia è tutta bagnata dai suoi umori.

4. Massaggiando il Culetto
Ricomincio con grande ritmo a leccarla e ad assaporarla. Lei preme il mio viso sulla sua fica mentre io le infilo la mano tra il culo e la toilette, cercando di farmi strada verso il buchetto di dietro. Ho voglia di metterle un dito nel culo e pomparla con la mano mentre mi gusto la sua fica (è la mia passione). Mi pare non abbia molta voglia di farmi giocare con il suo culo, io per provocarla un poco inizio a leccarle la carne tra il buco del culo e la fica, la situazione in cui ci troviamo è così a****lesca che le fa abbandonare ogni remora ed inibizione.

Inizio così a massaggiarla ed uno volta preparato il terreno mi faccio strada con il dito.

Lei inizia ad apprezzare appieno il dito e la mia lingua, la sua fica ora gronda di umori e le sue gambe iniziano a tremare. Quando raggiunge l’orgasmo, le sue gambe iniziano a contrarsi e a stringersi sulla mia faccia. Questo è il mio momento preferito nel leccare la fica, mi eccita moltissimo ed allora metto ancora più foga con la lingua e con il dito nel culo.

Infine per farla impazzire dalla goduria cerco di pizzicarle i capezzoli con la mano libera. Glieli tiro e giro in modo molto deciso, lei apprezza e con fatica cerca di contenere i mugolii.

Lasciamo passare qualche minuto, restiamo immobili, ho ancora la faccia tra le sue cosce e ancora con il dito ben inserito nel suo culetto.

E’ ora di invertire i ruoli.

5. Succhia il Cazzo Rasato di Fresco
Ora è il suo turno, mi abbassa i pantaloni e prende in mano il mio cazzo tutto rasato di fresco.

L’altra mano stringe il mio sedere, passando poi ad accarezzare il mio petto e ritorno.

Il mio cazzo è spesso e durissimo e le palle sono così piene di sborra che non vedo l’ora di inondarle la faccia e riempirle la bocca.

Inizia con il mettersi le palle in bocca, una alla volta e inizia a succhiarle con maestria, grande intensità ma sempre in modo delicato.

Passa poi a leccarmi il tronco del cazzo con brevi intermezzi in cui lo morde gentilmente.

Mentre con una mano continua a massaggiarmi gentilmente le palle, con l’altra mi tira fuori la cappella ed inizia a sbattersela sulle labbra, mi fa impazzire.

Se lo mette poi in bocca e inizia a succhiare intensamente. Io inizio a scoparle la bocca, dentro e fuori, dentro e fuori, le metto le mani dietro la testa e le spingo tutto il cazzo in bocca lei avida di cazzo continua a succhiare in modo fantastico.

Oramai le palle non ce la fanno più, voglio schizzarle tutta la sborra addosso, appena prima di venire lo tiro fuori ed inizio a sbattergli la cappella sulle labbra.

Inizio a sborrarle sul naso e sugli occhi e poi strofinando il cazzo sulle sue labbra gliene faccio ingoiare un po’, ancora una volta stiamo immobili per un attimo a godere della scena, la mia cappella che pulsa ancora sulle sue labbra e con la faccia piena di calda sborra.

Le accarezzo dolcemente il viso con il cazzo.

6. In Conclusione
Ci guardiamo e sorridiamo. Sappiamo entrambi che vorremmo scopare sul serio, io vorrei pomparle la fica e il culo e lei vorrebbe godere appieno del mio cazzone. Una giornata tutta dedicata a sfogare i nostri istinti più a****leschi, senza limiti ed inibizioni. Purtroppo abbiamo entrambi un volo da prendere che ci ri-porterà alle nostre vite quotidiane, verso destinazioni differenti.

E’ bastato solo lo sfiorarsi delle braccia sull’aereo per s**tenare l’istinto a****lesco e la voglia di sesso che avevamo.

Due persone che si sono trovate per qualche ora in sincronia, non ci siamo mai scambiati una parola. Una volta ricomposti ci siamo abbracciati, baciati ed abbiamo slinguato ancora per qualche istante, poi un semplice sorriso per saluto, ognuno per la sua strada. Sconosciuti che hanno condiviso l’essenza del desiderio e della trasgressione, uscendo dalle loro vite e dalla quotidianità per poche ore.

Da quel momento non mi sono mai più annoiato durante un volo.

Sono curioso di vedere se mi capiterà ancora una situazione del genere. Oggi mi diverto a ripensare a quei momenti di trasgressione e come ho detto mi piace ancora segarmi con il mini-tanga che mi sono tenuto come ricordo. Chissà che la prossima non sia una hostess?.

Dopo il ricevimento

Mi chiamo Alessandro ho 34 anni e sono sposato da 2 anni con Angela di 29 quella sera d’agosto siamo stati invitati ad un matrimonio ,a cominciare da inizio pomeriggio ci siamo preparati x andare ad ascoltare la messa in chiesa. Mia moglie si mise un abito da sera attillato con una piccola scollatura sul seno che si intravedeva la spaccata della sua 4 abbondante di seno (era molto sexy) quando finì di vestirsi mi avvicinai dicendole che era molto provocante e che avevo voglia di lei ma non ci fu nulla da fare xkè era tardi e siamo dovuti scappare…(uff) arrivati in chiesa ci siamo seduti e per evitare un pò di messa ogni tanto uscivo a fumare una sigaretta! finito lì saliamo in auto con alcuni amici dirigendoci presso la sala matrimonio dove abbiamo cenato ,riso ,ballato ,ecc…tornado a casa alle 2 di notte, ero stremato e nn appena aperta la porta di casa mi tolsi la giacca dell’abito e mi sono seduto sul divano del salone a guardare la tv ,mentre Angela andò in bagno x cambiarsi ma dopo pochi minuti la vidi ritornare sedendosi con me a guardare la tv e tra un canale e un altro lei si avvicinò iniziandomi a baciare sul collo fino alle labbra con molta sensualità dopo vari baci calorosi misi la mano nella sua coscia dove indossava delle calze a rete ,continuandola ad accarezzarla salì pian piano nella sua bollente fica umida facendole un ditalino a quel punto lei mi accarezzò il mio cazzo attraverso i pantaloni gemendo dal piacere,quando vidi ke ormai era in balia del piacere alzai la mano scoprendo il suo seno e stringendo i suoi duri capezzoli x qualche istante xkè poi si alzò mettendosi in piedi davanti a me, cominciò a spogliarsi lentamente; a quel punto tiro fuori il mio cazzo durissimo ke nn riuscivo più a trattenerlo e iniziai a segarmi davanti a lei ke mi ripeteva ke ero il suo porco e ke voleva il mio cazzo fin quando lei non rimase solo con il reggi calze e calze a rete ke mi fanno impazzire,dopo di che le chiesi di mettersi in ginocchio e succhiarmelo ed ecco ke sento la sua calda bocca sulla cappella su e giù fino alle palle in modo dolce e lento poi iniziò a leccarmi la cappella e con una mano mi sagava forte,dopo una frazione di secondi sputò un pò di saliva sui seni dove poi infilai il mio cazzo duro in mezzo ricevendo una bella sega spagnola dopo qualke secondo si sedette sopra il mio cazzo dandomi le spalle e dicendomi: dai porco fammi vedere come mi scopi,era lì ke continua a cavalcare come una vacca in calore su e giù velocemente e urlando di piacere (ah ah..siii dai fottimi cosi) ed io: si amore prendilo tutto il mio cazzo dentro e godi…continuammo x un paio di minuti poi si rivoltò verso me mettendomi i suoi seni in bocca in modo da poterli slinguazzare e dopo un pò di continue urla sentì il suo orgasmo bollente sul mio cazzo ke continuava a scoparla rallentando, da li si alzò e si mise alla pecorina sul divano,la penetrai nuovamente nella fica spingendo con colpi decisi e profondi fino ad accellerare dove riiniziò ad urlare dicendomi: dai scopami ancora così,nn smettere ke mi fai impazzire,sbattimi sbattimi ancora ah….

ma gli dissi ke stavo x venire allora lei si staccò lasciandomi in piedi e inginocchiandosi d’inanzi al mio cazzo mi disse: dai adesso fammi una doccia calda di sborra…con una mano mi teneva il fondo del pene e con l’altra mi segava velocemente fin quando inziai a skizzare sborra d’appertutto finito li mi diede un bacio sulla cappella e mi disse: sei stato meraviglioso amore,ti amo da impazzire.

Storia di una sissy – Continuazione

Dopo quella volta a casa sua,passata una settimana ritornammo nel nostro nascondiglio nel bosco. Ormai le riviste non ci servivano più. Essendo all’aperto abbassammo solo i pantaloni ed iniziammo a masturbarci a vicenda e come la prima volta glielo presi in bocca e gli feci un pompino completo con ingoio. Io neanche venni,mi limitavo a soddisfarlo. Con l’arrivo della stagione fredda i nostri incontri all’aperto cessarono,bisognava aspettare che fosse a casa da solo. In questi periodi morti,continuavo a farmi ditalini nel culo ed iniziai pure ad ingoiare il mio di seme.

Erano trascorsi un paio di mesi e finalmente tornai a casa sua. Stavolta oltre al trucco,mi fece indossare un reggiseno e mutandine della madre,ero diventato la sua femmina. Nella sua camera,nudo si piazzò davanti a me,mi inginocchiai e senza aspettare troppo cominciai a succhiarlo. Alternavo movimenti solo di bocca con quelli della mano,leccate veloci alle palle,una troietta insomma. Due,tre minuti,eccitato mi distesi a terra a pancia in giù,mi allargò le chiappe e mi penetrò.

Aveva sempre più foga,colpi potenti. Stava per venire,in quel momento strinsi le chiappe più che potevo e lo feci venire dentro. Sentivo la sborra nel retto,lui barcollò dal piacere. Si rialzò,appoggiai la mano sul culo per raccogliere il seme che colava,mi misi in ginocchio ed in quel momento mi accorsi che ero venuto/a,avevo il ventre bagnato della mia sborra. Ci ripulimmo,ma differenza delle altre volte rimanemmo così. Qualche decina di minuti di attesa ed i nostri giovani cazzetti ripresero vigore.

Cambiammo posizione,lui si mise seduto sul letto,il cazzo tra le mani ed io mi sedetti sopra. Sentivo il contatto tra le mie palle e le sue,ed iniziai a muovermi sù e giù. Lui con la mano destra prese a segarmi,durammo molto più a lungo e con sorpresa una altra copiosa sborrata mi riempii il culo mentre io schizzai abbondantemente raccogliendo lo sperma nella mia mano che portai alla bocca. Stavolta era finita,sistemati,ritornai a casa.

Il tempo trascorse senza altri incontri,arrivando a primavera. Un altra svolta. Non ricordo esattamente come,ma riuscimmo a coinvolgere un altro amico. In zona boschiva e nascosta ci ritrovammo tutti e tre con i cazzi allo scoperti e ritti. Il nuovo arrivato rimase titubante all’inizio,poi quando mi vide succhiare l’uccello dell’altro,si abbassò e con la mano glielo passai in bocca. Lo succhiava relativamente bene,mentre io gli lavoravo i coglioni. Qualche minuto così,poi il novellino si alzò e cominciai a succhiarlo io.

Venne il mio turno,mi misi in piedi e gli offrii la mia verga al nuovo. A turno ci succhiammo tutti e tre e poi tutti in piedi ci segammo uno con l’altro fino a venire. Il primo trio. Era chiaro che avrebbe avuto ulteriori sviluppi. A casa del mio amico,ci ritrovammo tutti. Subito nudi,cazzi pronti ci stendemmo a terra in un 69 a tre,scambiando la posizione in modo da succhiare ognuno gli altri due.

Era bellissimo,avevo in bocca il sapore di due cazzi,mhhhh. Mi posizionai alla pecorina, il mio amico mi penetrò mentre io spompinavo l’altro. Avevo raggiunto il massimo. Uno davanti e l’altro dietro! Ma non finì così,il nuovo arrivato lo volle anche lui nel culo,e fui io a sbatterlo mentre succhiava l’altro. Alternanza dei ruoli. Finimmo con io ed il mio amico che sborrammo sulla schiena del novizio. Per questa volta bastò così. Continua….

La cura

Una volta terminata l’ennesima visita specialistica, dall’ennesimo andrologo, Alberto uscì con le lacrime agli occhi, fece una pallina con la ricetta e la gettò nel primo cestino dell’immondizia. Si sentiva disperato, senza nessuna possibilità di uscire da un tunnel iniziato quasi due anni prima. Una inspiegabile disfunzione erettile giovanile gli stava rovinando la vita. Aveva provato di tutto: antibiotici, alfalitici, pillole azzurre, gialle e integratori di ogni genere. Niente aveva effetto, nulla riusciva a risvegliare il suo pisello.

E dire che la vita di Alberto era una vita perfetta fino a qualche tempo prima: trent’anni, un bellissimo e remunerativo lavoro da broker marittimo, un fisico perfetto scolpito da anni di palestra e soprattutto donne, tonnellate di donne a sua disposizione. Da quasi due anni non riusciva in nessun modo, con nessuna donna, ne masturbandosi, a raggiungere un’erezione e ad eiaculare. Nemmeno il più alto dosaggio di Viagra aveva una minima reazione positiva sul membro del giovane.

Insomma, dopo anni di uso e abuso, il suo cazzo era morto e sepolto. Il gravissimo problema aveva condotto il povero Alberto ad una depressione che giorno dopo giorno diventava sempre più profonda, e lo avrebbe condotto verso chissà quale soluzione estrema.
Quella notte, pioveva a catinelle e faceva un freddo cane. La sua bella casa, nella quale viveva solo, gli metteva grande tristezza e acuiva la sua depressione. Decise quindi di uscire e guidare il più possibile, per pensare il meno possibile.

Dopo quasi un’ora di marcia, la pioggia si era trasformata in temporale, e Alberto si era praticamente perso. Sentiva il bisogno di bere, ma non trovò nessun bar aperto. L’unico negozio aperto, una farmacia nel turno di notte. Decise di entrare per prendere un’aspirina, e magari fare due chiacchere col farmacista. Entrò, ma il bancone era deserto. “arrivo”, disse una voce femminile. Meraviglie delle meraviglie, spuntò dal retro una splendida farmacista di colore. Una splendida amazzone africana, giovane e affascinante.

Alberto, sorpreso pensò tra se e se: “non ho mai visto un farmacista nero, figuriamoci una figa del genere”. Anche la bellissima May aveva voglia di chiaccherare, Alberto era molto attraente e non sopportava il turno di notte. Alberto senti che May era molto professionale oltre che bellissima, e decise di aprirsi raccontandole il suo dramma. Lei, non fece un cenno e dopo aver trattenuto il fiato per qualche secondo disse: ” credo di avere quel che fa per te.

È l estratto di una radice africana, la cura migliore per il tuo problema. Prenderai dieci gocce prima di andare a dormire per una settimana. Tra una settimana torna qui da me” Alberto accettò, aveva provato di tutto, poteva provare anche questo, inoltre May non volle soldi.
Come prescritto dalla farmacista, il giovane prese le gocce con regolarità. No senti grandi cambiamenti, se non una sensazione di calore che attraversava il suo corpo una volta bevuto il liquido contenuto nella boccetta.

Una settimana dopo, dubbioso, ma speranzoso, Alberto decise di tornare da May, come concordato sempre nel turno di notte. La serranda era mezza abbassata, Alberto bussò e la bella farmacista di colore apri con un sorriso. May lo prego di seguirlo, abbassò completamente la saracinesca e fece accomodare il ragazzo sul retro. Senza dire una parola, May fece cenno ad Alberto di sdraiarsi sul lettino. Subito dopo, mise sui suoi occhi una benda di seta nera.

Iniziò a spogliare il ragazzo, e a massaggiarlo. Tutto in completo silenzio, Alberto era completamente rapito dalle coccole. Fino a quando, dopo piu di mezz’ora di massaggio un brivido colpi il corpo di Alberto. May pregò il paziente di togliere la benda e apri il suo camice. Era completamente nuda, bellissima, due seni di pietra e un culo scolpito nella roccia. Alberto senti un brivido sempre piu forte. La farmacista raccolse i capelli e prese in bocca il cazzo del giovane.

Le labbra rosse risucchiavano la cappella, che piano piano prendeva vigore, tra lo stupore di Alberto. “Ora mi scopi la fica” disse May, mettendosi a pecorina. Il cazzo di Alberto era di pietra, e fottere una figa del genere era la cosa piu bella che poteva capitargli. La stava scopando con tutte le sue forze, e la cagnetta africana apprezzava il grosso tarello bianco che la sfondava. “Ora te lo butto in culo vacca”, May, piacevolmente sorpresa offri quel culo meraviglioso Alberto, che sputò sul buco e penetro con vigore quel fantastico culo nero.

“Ora sborrerai sulla mia faccia e sulla mia bocca” disse May stremata dal ritrovato ritmo di Alberto. Si mise in ginocchio e accolse gli schizzi liberatori di Alberto, che imbiancarono lo splendido viso nero di May, che con la lingua raccoglieva la sborra colante. L’ infermiera, ancora grondante disse, “ora vai, questa settimana riposa, torna qua tra una settimana, al mattino.
Alberto si sentiva rinato, era tornato in possesso della sua mascolinità, con erezioni potentissime, migliori di quelle prima della crisi.

Il suo cazzo, grazie alla radice africana e grazie a May, era guarito.
Dopo una settimana dal fantastico incontro sul retro, Alberto tornò nella farmacia in cerca di May, sperando in un fantastico bis. Ma may non c era, al suo posto un farmacista anziano. “Salve cercavo May” disse Alberto. L’uomo rispose: “May è partita, non lavora più qua. Senza aggiungere una parola consegnò al ragazzo una busta da lettera chiusa. Alberto la apri con foga e lesse il contenuto: “nella boccetta c’era solo acqua del rubinetto.

Sei guarito Alberto. “.

Sverginata a 17 anni in barca (3, ricordi liberi)

NOTA: INUTILE CHE LEGGIATE QUESTO “RACCONTO” (IN REALTÀ RICORDI SPARSI) SE NON AVETE LETTO LA PARTE 1 E 2!

Come detto il ritrovamento di alcune vecchie foto (analogiche quasi tutte fatte con Polaroid che avevo nascosto fin troppo bene) che mi fece lo “zio” Roberto a Lavinio durante i nostri incontri, hanno s**tenato un turbinìo di sensazioni, ricordi, eccitazioni sopite che hanno generato il racconto (diviso in 2 parti per ragioni pratiche) che spero abbiate letto.

Ora aver raccontato quella esperienza così marcante per me mi ha fatto ricordare tante altre cose, e rivivere sensazioni, scopate e relativi luoghi.

Anche in questa occasione rinnovo il mio amore per quell’uomo che non vorrei venisse etichettato come uno stupratore senza scrupoli: non mi ha mai usato violenza, potevo dire no quando mi chiese di provare le calze in barca, potevo dire no quando mi disse di rimetterle il giorno dopo e se ero disposta (anzi all’epoca disposto) a metterle per lui ogni volta, potevo dire no quando tornai con lui dopo che a sorpresa mi aveva sborrato in bocca la prima volta, e potevo dire di no soprattutto quando propose di scoparmi la prima volta.

Mettendo calze per lui quella prima volta in barca, mi consegnai di fatto a lui e mi affidai a lui.
Dissi sempre si. Forse all’inizio più per affetto (e per puerile paura che lo dicesse ai miei) e per non volerlo deludere, poi dopo le prime scopate (e superato il dolore delle primissime volte) vivevo praticamente aspettando di averlo sopra di me; sapevo che avrei infilato calze -ormai lo facevo con esperta malizia-, avrei spalancato gambe e lui mi sarebbe venuto sopra penetrandomi senza preliminari o esitazioni.

Avevo imparato ad essere meno passiva, quando mi veniva sopra, glielo prendevo in mano e me lo portavo sul buchino (ormai non tanto “ino”), aspettavo che spingesse per sentirmi allargare e riempire di lui, e gli chiudevo le mie gambe dietro la schiena, lo attiravo su di me e lo lasciavo sfogare tutto il tempo che voleva.
La durata della scopata era sempre perfetta, sembrava che avesse il timer regolabile per sborrare: in situazioni “rubate” o in posti “avventurosi” (tipo in macchina o in quella toilette che ho raccontato) veniva rapidamente, quando eravamo tranquilli, magari in barca o in campagna in un posto tutto per noi, mi scopava più a lungo alternando ritmi forsennati a momenti di “vai e vieni” più intensi e lenti.

Se non mi sentivo cambiato (sempre il maschile è d’obbligo) dopo il primo rito delle calze o dopo qualche sborrata in bocca che mi fece, dopo diverse scopate mi sentivo cambiata (il femminile è d’obbligo).
Ad esempio se come ragazzo voglioso ogni tanto prima mi masturbavo in modo classico (normalmente chiamato sega), dopo che mi ebbe scopato/a diverse volte il mio autoerotismo consisteva nell’indossare calze nell’intimo della mia camera e, in piedi o a letto con gambe aperte, infilare 3-4 dita nel culo ormai usatissimo dallo zio, ma anche infilare qualche zucchina o banana rubate in cucina e venire così, piena dietro, immaginando lo zio su di me.

Ricordi sparsi e ulteriori sensazioni che mi sono venuti dopo i 2 primi racconti:
Lo zio mi scopò tutto il mese in tutti i posti possibili , ma con mio grande rammarico non mi baciò mai, io dopo prime volte sognavo che mi scopasse con lingua in bocca, ma non lo fece mai. Stava sopra di me e mi “sbatteva” come suol dirsi, gli accarezzavo capelli e nuca, ma lui stava ( sempre veniva da davanti come detto) con la testa vicino alla mia, parlava pochissimo ma scopava ogni volta come fosse l’ultima scopata,in modo quasi disperato (ma con un cazzo di marmo) con una foga e arrapamento -che mai più ho ritrovato in alcun maschio- fino a venirmi dentro.

Due ricordi molto forti e teneri: andammo alla sua tenuta nell’Agro Pontino, e facemmo gita a cavallo (ho ritrovato anche foto che ho pubblicato), tanto sapevo benissimo che appena soli mi avrebbbe scopata. Arrivammo vicino a in fiumiciattolo e lui disse ” scendiamo un po’ qui, dai”. E mise in terra una coperta con il paio di Omsa sopra, le sigarette HB, l’accendino e il tubetto di Dilatan. (Ormai mi stava scopando da almeno 10 giorni , mi bastava un filo di crema ed entrava come il burro…).

Fui molto rapida, spigliata e spogliata, messe calze, piccola lubrificata dietro, sigaretta accesa e sfacciatamente gambe aperte per accoglierlo, sollevando il culo anzi aprendolo con le mani. Avendo molto più tempo del solito, dopo essermi venuto dentro come faceva sempre rimase steso vicino a me, e si rilassò accarezzandomi gambe fumando una sigaretta. E si appisolò, con un braccio intorno a me. Io fumai la mia immancabile sigaretta “post-scopata” (c’era quella “pre-scopata” e quella “post”) gustando quel momento tenero e intimo, mentre la sua sborra colava dal culo sull’asciugamano macchiandolo, anzi mettevo mano lì sotto per sentirla scendere dal mio buchetto ancora ben aperto…poche ore dopo prima di lasciare quel posto mi riscopò con una foga che mi stupì, come fosse la prima, e presi seconda sborrata nel culo nel giro di poche ore.

Facemmo vero picnic e rimasi sempre nudo con le calze, uno dei ricordi più dolci ma anche trasgressivi della mia vita.

Un’altra volta, ricordo splendido, eravamo in macchina verso le 6 del pomeriggio tornando da una partita di pallavolo (lo zio era sempre impeccabile in pubblico e mai fece allusioni o ammiccamenti né disse frasi mormorate o strizzate d’occhio…) e ci sorprese il tipico acquazzone di fine estate, violentissimo, pioveva a catinelle.

Lo zio anziché dirigersi verso casa, imboccò quella stradina di campagna dove andavamo spesso e dove gli feci il primo pompino vero “attivo” ( vedi parte 1). Mi fece un sorriso che diceva tutto, e io senza pensarci , anzi con gioia, mi spogliai completamente buttando con fare liberatorio nel retro della macchina costume, infradito, maglietta, e indossai le calze. Scese senza dire nulla, sotto la pioggia e lo seguii, mi prese la mano ( quanto adoravo questa cosa) e come una coppia -almeno mi piace pensare così- ci inoltrammo nella campagna deserta e fradicia.

I piedi nudi nel fango, le calze bagnate e ormai sudicie di terra bagnata, mano nella mano. Arrivati in una piccola radura, sempre sotto una pioggia fortissima (gradita perché eravamo sudatissimi dopo la pallavolo), zio disse solo “qui”. Non aspettavo altro. Mi stesi e aprii le gambe in modo decisamente osceno; lui finì di spogliarsi e mi venne sopra. Io in modo impaziente e sfrontato glielo presi con la mano e me lo spinsi tutto dentro.

Erano ultimi giorni di agosto, e da giorni non usavo più crema per lubrificarmi, bastava un minimo di saliva, Quella volta neanche quella, ero bagnatissimo/a.
Si, lo zio giorno dopo giorno mi aveva completamente sfondato dietro (sempre uso maschile).
E mi scopò lì sotto la pioggia, facendomi affondare nella terra umida ormai quasi fango. Sborrò nel mio culo per l’ennesima volta e tornammo verso la macchina, io ero piena di terra, fango dappertutto, le calze irriconoscibili e attaccate alle gambe per la pioggia, erba e fango.

Salimmo in automobile e fumammo entrambi una agognata sigaretta, stesi sui sedili reclinati, fradici e sporchi. Poi in un’atmosfera di totale deserto, mi portò ad una spiaggia abbastanza isolata dove non c’era un’anima visto il tempaccio, fermò la macchina quasi sulla sabbia e insieme, come due innamorati in una pubblicità di un villaggio vacanze, corremmo verso il mare, io nudo con le calze bagnate e sporche e corpo pieno di terra, e nudo anche lui.

E un gran tuffo in mare.
E’ stata uno dei momenti più teneri, erotici ma sopratutto felici della mia vita.
In mare mi levai le calze, le lavai per bene nell’acqua di mare. Tornando, nudo, verso la macchina, le diedi allo zio che fece per buttarle amava le calze molto nuove senza difetti) ma io dissi “ zio, no, posso tenerle allora?”, Lui disse “certo” e me le diede.
E mamma arrivati a casa: “divertiti alla pallavolo?” Io: “si molto, mamma!”
Splendido figliolo, bello, allegro, gioia della famiglia…con un culo sfondatissimo e la sborra dello zio dentro.

Quante volte le misi poi la notte e mi masturbai (non solo…davanti) con quelle calze ancora piene di salsedine…

Strano destino, quello di uno splendido ragazzo 17enne che arriva in vacanza aspettando e forse sognando di scoparsi la sua prima ragazza e invece pochi giorni dopo si ritrova a indossare quasi quotidianamente un paio di Omsa e in barca, nei prati, in macchina, e farsi scopare praticamente ogni giorno dal più intimo amico di famiglia, lo zio Roberto di 28 anni più vecchio…

Ma il quesito che mi ha poi -quasi- assillato é: lui mi ha creata o mi ha scoperta?
Ha tirato fuori il meglio o il peggio di me?

Voi che dite, amici? Il sondaggio è aperto…

Baci dalla vostra Angelica.

Le vacanze di Dea Betta e Fre

Tre amiche decisero di fare una vacanza insieme. Le ragazze sapevano tutto una dell’altra Betta amava vestirsi da donna mentre Fre e Dea erano bisex, erano molto semplici, ma sempre con gli ormoni in subbuglio. Arrivate nell’appartamento affittato, Betta e Fre decisero di andare a fare un po’ di spesa mentre Dea disfava tutti i bagagli. Le due ragazze presero la macchina e andarono al supermercato… dopo mezz’ora che giravano tra gli scaffali Betta era indecisa su che yogurt comprare e rimase nel reparto per 10 minuti buoni, ad un certo punto sentì un uomo che “involontariamente” si strusciò contro il suo culo sodo, Betta ovviamente fece finta di niente… ma l’uomo rimase lì decisamente troppo tempo e così lei si mosse leggermente e sentì che lui ce l’aveva di marmo e molto grosso… Fre intanto era a prendere il pane, ma non riuscì a ringraziare la commessa che si sentì chiamare da Betta…

Betta: Fre potresti venire un attimo quiiii??
Fre: si arrivo!!

Fre si precipitò al reparto capendo subito che Betta in realtà non aveva affatto bisogno di aiuto per gli yogurt ma bensì per il mastodontico cazzone che gli era addosso.

Fre: dimmi tutto!!
Betta sussurrando: hai visto il tipo dietro di me??
Fre anche lei sussurrando: si ho visto e…. ???
Betta: prova a far finta di prendere un paio di yogurt e dimmi se ti piacerebbe averlo dentro di te….

Fre si chinò e ne prese una confezione… ma non badava affatto al gusto o cose del genere perché appena si piegò si sentì anche lei quella mazza dietro di sé e rimase sbalordita e come Betta fece finta di niente ma stavolta era il tipo stesso che si muoveva contro di lei….

Fre non ce la fece più e si fece scappare un piccolo apprezzamento, cosa che non sfuggì al tipo (che poi scoprirono che si chiamava Gian)

Fre sussurrando: uuuuh cavolo credi che mi abbiano sentito??
Betta sussurrando: nooooo, certo che sì, brutta troietta che non sei altro!!!
Fre parlando normalmente: Betta andiamo che dobbiamo ritirare gli ordini che abbiamo fatto altrimenti vendono tutto!!
Betta sussurrando: ora te la dai a gambe ehh?? lo so che ti piacerebbe averlo tutto dentro la tua figa!! e scommetto non solo lì!!!
Fre sussurrando: sì è vero ma tieni quella cazzo di bocca chiusa!!! Altrimenti gli dico a Gian di ficcartelo in bocca così riesci a stare zitta!!
Betta normalmente: ok andiamo a ritirare gli ordini!!!

E così dicendo si avviarono verso il magazzino ma entrambe videro che Gian le stava seguendo e la cosa le faceva eccitare ancora di più, ma non sapevano che lui era molto conosciuto in quel supermercato….. arrivate dentro il magazzino dissero al commesso (sul cartellino videro che si chiamava Alex) che dovevano ritirare gli ordini, ma lui era molto più interessato a studiare le ragazze che dar loro ciò che chiedevano poi vide Gian e capì tutto… fece loro vedere dov’erano gli ordini… Fre che era maliziosa e soprattutto molto eccitata dalla situazione che si era creata, si mordeva un labbro molto sensualmente e Betta capì che si stava per svolgere una fantastica orgia!!

Betta sussurrando: Fre non avrai mica intenzione di farteli entrambi???
Fre: noooo chiii ioooo?!?!? Lo sai bene come sono non posso farci niente… Gian ha un cazzo pronto all’uso e secondo me Alex non ci va tanto lontano guarda quell’enorme rigonfiamento lì… e poi ha un culo da far paura!!!
Betta: sai alcune volte mi preoccupi un po’ sei troppo eccitata, non ti dai nemmeno una calmata al supermercato!!! Ma va bene ci sto!!! Facciamo capire a questi due che abbiamo una voglia matta di scoparceli!!!
Fre: brava così ti voglio!!

Alex intanto che loro parlavano chiese a Gian se aveva bisogno… e si misero d’accordo su chi prendeva Betta e chi Fre….

tutti quanti si scambiarono sguardi d’intesa e Alex e Fre fecero la prima mossa… lui la prese bruscamente per un braccio e se la strinse addosso per sentire il suo corpo su di lui, mentre la baciava come un pazzo, con una mano gli toccava il seno con l’altra dava delle pacche sul culo… cosa che a Fre non dispiacevano…. poi si unirono Betta e Gian che non aspettarono nemmeno un secondo, iniziavano a spogliarsi e ha spogliare anche Fre e Alex… si ritrovarono tutti nudi e Betta e Fre potevano ammirare i loro mastodontici cazzi… d’altro canto anche Alex e Gian avevano il loro bel vedere Betta era totalmente depilata e ce l’aveva già duro e Fre aveva un fisico da far girare la testa un seno sodo e molto abbondate, il culo perfetto e una fighetta tutta rasata e molto bagnata… Betta si inginocchiò davanti a Gian e Fre davanti ad Alex e iniziarono a succhiare come se non lo avessero avuto in bocca da anni… iniziarono a leccare tutta la loro lunghezza su e giù con la lingua quando fu bagnato bene se lo misero in bocca fino in fondo, cosa che fece impazzire sia Alex che Gian, che le stavano osservando.

Ad un certo punto i due le presero con forza e le sbatterono contro i bancali, Betta e Fre si girarono di schiena, Alex e Gian le leccarono a loro volta con veemenza, e senza perder altro tempo le fecero sentire le loro mazze di marmo fino in fondo. Le ragazze erano del tutto perse nel loro piacere, non capirono più niente… sentirono i loro cazzi sbattere dentro di loro, sempre con più forza e gridarono tutto il loro piacere.

Gian godeva di tutto ciò Betta era perfetta per lui… sentiva che il suo buchino era molto stretto….. le sue palle contro quelle di lei…. stava per venire se lo sentiva accelerò e si tolse e fece inginocchiare Betta davanti a lui e le esplose tutto il suo seme in faccia…. e lei finì insieme a lui….
Fre e Alex erano anche loro al culmine…. lui continuava a schiaffeggiarla mentre lei urlava come un ossessa dicendogli che stava per avere un altro orgasmo, così lui si mosse più veloce e con più forza….

e insieme raggiunsero il culmine a gran voce….
mentre tutti si rivestivano, Gian diede a Betta il suo biglietto da visita dicendogli che se avesse voluto godere come una troia di non farsi scrupoli e chiamarlo. E Alex diede il suo numero di cellulare a Fre dicendogli la stessa cosa….

Fre e Betta tornarono all’appartamento con tutta la spesa e soprattutto soddisfatte!! Dea che era rimasta a casa gli chiese come mai avevano tardato così tanto… loro gli spiegarono cosa era successo compresi i dettagli e facendogli vedere il biglietto da visita e il numero….

Dea: nooo ma dai!!! anche io volevo venire!!!
Betta: non ti preoccupare io e Fre ci siamo già accordate con loro dicendogli avremmo portato un’amica… e loro hanno subito accettato…..
Fre: si e poi, li vediamo domani…
continua….

la vicina troia

Cari lettori, voglio raccontarvi una bella storia che ha come protagonista la mia vicina zoccola. Era venuta ad abitare nel mio condominio l’anno scorso e sin dal nostro primo e breve incontro notai in lei un atteggiamento sfacciato e voglioso. E’ una tipa sui trentacinque anni, mora e formosetta con un bel seno quarta taglia. Ogni volta che mi vedeva sul terrazzo rientrava e tornava portando i suoi capi intimi per stenderli ad asciugarli.

Li metteva bene in vista e mentre si chinava per poggiarli sui ferri si sporgeva così tanto da mostrarmi il suo seno che fuoriusciva dalla maglietta sotto la quale non portava reggiseno. Guardare quella lingerie mi arrapava tantissimo e la immaginavo continuamente con quelle cosine addosso. Erano tutti capi provocanti, la maggior parte trasparenti oppure con delle aperture al centro sia del reggiseno che delle mutande. A volte si presentava con addosso un baby doll cortissimo senza mutande sotto e mentre lavava il pavimento del terrazzo si chinava dandomi le spalle mostrandomi il culo tutto nudo e la fica ricoperta da una peluria di un nero molto scuro.

Si divertiva a mostrarsi in brevi spettacoli da esibizionista e poi con un sorrisetto malizioso mi salutava e rientrava chiudendo la finestra.
Tutti i giorni era diventata per me un’ossessione aspettarla per godermi quelle brevi ed eccitanti performance. Nonostante fossi eccitato come un pazzo non trovavo mai il momento giusto per farmi avanti e proporle di andare al sodo; in fondo non c’era tanta confidenza tra noi, così mi limitavo a guardarla e a fantasticare su di lei.

Per un po’ di giorni notai che le sue finestre erano chiuse tutto il giorno e confesso che ci rimasi molto male finchè una bella mattina mentre fumavo seduto sul mio terrazzo la vidi uscire fuori tutta bella abbronzata con addosso un vestitino bianco che contrastava con la sua pelle ambrata e lasciava intravedere i segni dell’abbronzatura. Aveva sinceramente un aspetto molto sexy!Appena mi vide mi sorrise e fece:
-ehi, salve! è un po’ che non ci vediamo!
-si si è vero!
-sai, sono stata in vacanza e sono tornata giusto ieri!
Le lanciai un’occhiata da vero maniaco dicendole:
-che bella abbronzatura che hai preso! stai proprio bene!
-grazie!ma è anche merito di questo vestito! ti piace!?
-si tanto!
-l’ho comprato in un negozio dove ero in vacanza insieme a un bikini che non ho ancora messo sinceramente! vorrei un tuo parere….

ora te lo mostro!
Andò dentro e tornò con in mano un bikini bianco sottilissimo che addosso a lei avrebbe scandalizzato chiunque in spiaggia!
Lo guardai e dissi:
-bello e alla moda!
-grazie ma chissà come sarà con l’effetto bagnato-fece lei.
Poggiò il costume sulla ringhiera e rientrò per un attimo e quando tornò reggeva uno spruzzino come quelli che si usano in spiaggia per rinfrescarsi. Riprese il bikini e si posizionò dietro la finestra guardandosi allo specchio.

Di colpo si sfilò via il vestitino restando tutta nuda.
Cominciò a spruzzarsi dell’acqua sulle tette massaggiandosele dolcemente strizzando ogni tanto i capezzoli tra le dita.
Era una visione eccitantissima! Aveva le tette metà bianche come il latte e metà ambrate e poi i suoi capezzoli rosa chiaro con l’effetto bagnato erano lucidi e quasi non si distinguevano dal resto del seno.
Si girò verso di me guardandomi con uno sguardo serio e voglioso e nel frattempo si accarezzava quel seno favoloso! si infilò il top del bikini che si attaccò alle tettone lasciando intravedere quelle bombe con al centro due capezzoli larghi e appuntiti.

Mi guardò e fece:
-un po’ troppo osè…..ti pare!!!???
-si è vero ma ti sta bene!
-vediamo sotto che effetto fa-rispose- e si diede una spruzzata in mezzo alle cosce. Si distese su letto spalancando le gambe e li la visione fu tragicamente erotica!
Dalla mia posizione, cioè a circa dieci metri di distanza potei vedere il suo buco tutto aperto con un clitoride in mezzo da impazzire. Era grosso e di un colore rosso intenso e si muoveva in tutte le direzioni mentre se lo massaggiava.

Si infilò le mutandine e si guardò allo specchio
-beh…devo dire che sono fin troppo sexy…mi eccito perfino io!-disse-poi mi guardò e con una grossa risata, si distese di nuovo sul letto sfilando via il bikini.
Iniziò a masturbarsi con impeto e desiderio alternando il massaggio sul clitoride a pause prolungate durante le quali con le mani si apriva la fica per mostrarmi quel colore rosso fuoco della zona interna.
All’improvviso si infilò tutta la mano dentro ruotandola con foga.

Dopo cinque minuti la tirò fuori mostrandomela tutta bagnata e disse:
-hai visto che effetto mi ha fatto il bikini!? si portò la mano alle labbra e cacciando fuori tutta la lingua si leccò tutto il miele.
Mi guardò e sorridendo fece:
-qualche giorno dobbiamo andare al mare insieme! richiuse la finestra e rientrò.

Storia di una sissy -Gli inizi.

Quanto seguirà è storia vera. Da piccolo già manifestavo un interesse per l’abbigliamento femminile ed in particolare per le calze e collant,le toccavo e indossavo di nascosto anche se erano ancora troppo grandi. Passati alcuni anni,verso i 15 -16 trovai un libro sulla sessualità ed in particolare fui colpito dal capitolo che trattava dell’ano maschile,fu una rivelazione. Qualche tempo dopo,trovai una pagina strappata da una rivista porno ove delle persone scrivevano al giornale. Tra queste,trovai una nella quale un tipo si dichiarava un culo di vecchia data e che per esercitarsi, ogni giorno si infilava due dita nell’ano e questa inserzione era corredata da una foto in cui si vedeva un culo con le dita infilate dentro.

Fu la svolta. Da quel momento quando mi masturbavo incominciai ad infilarmi le dita nel mio culetto,prima una poi due leccandole quando le toglievo. Mi eccitava da morire sentire l’odore ed il sapore del culo. Quando ero da solo,oltre alle dita nel culo raccoglievo la mia sborra e la spalmavo sul buco spingendola dentro. Non soddisfatto,incominciai ad infilarmi degli oggetti come i manici dei cacciavite e simili. Finalmente arrivò il sesso vero. Un pomeriggio di tarda primavera,con un mio coetaneo ci appartammo in una zona boschiva e ben nascosta per sfogliare il solito giornaletto.

Uno affianco all’altro,inginocchiati,pantaloni abbassati con gli uccelli in tiro sfogliavamo le pagine. Non so come,ci ritrovammo a masturbarci a vicenda,l’eccitazione stava salendo al punto che mi abbassai,aprii la bocca e gli presi il cazzo. La prima di tante volte. Ricordo aveva un sapore che mi piaceva molto ed iniziai a succhiarlo come meglio potevo,mentre lui mi segava. Non ci volle molto, improvvisamente si ritrasse ed un fiotto di sborra si riverso sull’erba quasi in contemporanea venni anche io.

Ci rivestimmo e tornammo alle nostre case. Qualche settimana dopo avvenne un ulteriore salto di qualità. Mi invitò a casa sua,era da solo. Arrivai eccitato al massimo. Senza perdere tempo andammo in camera sua e ci spogliammo completamente. Questa volta fu lui per primo a prenderlo in bocca,poi venne il mio turno,con gli uccelli ben umidi ci sdraiammo su un fianco per il nostro primo 69. Era bellissimo,ad un certo punto lasciai l’uccello e passai a leccargli dapprima le palle pelose e poi l’ano circondato da una folta peluria,riscoprendo l’odore ed sapore di un culo.

Il momento era arrivato. Mi tolsi da lui e mi misi alla pecorina offrendogli il culo. Sentivo la cappella spingere,mi bruciava un pò ma resistei finchè non accolsi la sua giovane verga nelle mie viscere. Sverginato da un cazzo vero,finalmente!!Diede quattro colpi,lo tolse,avevo il culo che mi bruciava,sentii la sborra calda cadermi sulla parte finale della schiena e colare tra le mie chiappe fino alle palle. Mi segai fino a venirmi in mano e come in passato mi spalmai il seme sul culo mischiandolo al suo.

Al termine mi sentivo completamente soddisfatto dal mio ruolo passivo. Me ne andai pensando solo alla prossima volta. Non trascorse molto tempo,nuovamente a casa sua. Entrambi nudi mi fece andare al bagno ove alla meno peggio mi truccò da donna,poi dal cesto della biancheria prese un paio di calze della madre e le indossai. Quanto tempo non sentivo le gambe fasciate dal nylon,mi eccitava da morire. Nella sua camera,come sempre partimmo con il 69 poi in ginocchio alla pecorina mi penetrò.

Ormai la via era aperta ed accolsi il suo membro senza difficoltà. Durò più a lungo,al punto che cominciavo a godere anche io. Questa volta però,un volta fuori si mise davanti e mi cacciò l’uccello in bocca. Richiusi le labbra rosse di rossetto e succhiai. Uno,due ,tre fiotti di seme caldo la riempirono. Mandai giù una parte,la rimanente al sputai sulla mano e me la passai sul viso. La prima sborrata in bocca,aveva un gusto migliore di quanto credessi,anzi mi piaceva proprio!Al termine mi accorsi che avevo l’uccello moscio ma gocciolava sperma,ero venuto senza accorgermi.

Continua….