Archivio mensile:Luglio 2014

LA MIA PRIMA VOLTA DA SISSYBOY (Parte 7)

LA MIA PRIMA VOLTA DA SISSYBOY (Parte 7)
Non si fece attendere molto, lo sentii gemere e nekko setsso momento sentii il suo cazzo vibrare nel mio culo. Lo sentii muoversi all’indietro, quasi come se avvesse sparato un colpo e ci fosse il rinculo, mentre un primo fiotto di sborra trovava la strada tra le mie viscere.

Senti la sborra penetrarmi violentemente mentre il suo cazzo dava ancora due o tre spinte per svuotarsi del tutto nel mio culo.

Le sue mani mi strinsero i piccoli seni mentre si avvinghiava a me sempre piu stretto e gemeva.

-Sei la mia puttanella, la mia troietta. Ti sborrero’ neò culo tutte le volte che vorrai. Promettimi che nessuno avra’ mai il tuo culo senza il mio permesso. Giuramelo, solo io ti devo inculare…. ohhh – e cosi’ dicendo continuava a sborrarmi dentro.

Poi tolse il cazzo dal mio culo, io mi sollevai leggermente per facilitare l’uscita del cazzo e una scoreggia seguita da un fiotto di sborra gli inondo’ la pancia.

Mi sedetti sul sedile stremato dalle sue spinte edal suo cazzo. Lui si puli’ la pancia, tiro’ su i pantaloni e disse:

– Ora andiamo, ho una sorpresa per te, vedrai che ti divertirai. –

Mise in moto la macchina e parti’. Arrivammo in un albergo sulla Pontina, parcheggio’ lamacchina ed entrammo.

Alla reception disse che ero suo figlio. Il portiere mi diede uno sguardo non mlto convinto, ma non disse nulla e gli consegno’ la chiave della stanza 69, un bel numero.

Entrammo nella stanza e lui mi disse di fare una doccia e che mi averbbe raggiunto dopo.
Entrai nel bagno, mi spogliai e mi buttai sotto la doccia.

Mentre mi lavavo per bene, lo sentii entrare. Era nudo e aveva il cazzo moscio.

– Inginocchiati –disse – e famelo venire duro, prendilo in bocca –

Non me lo feci dire due volte, e mentre l’acqua scrosciava, mi inginocchiai e aprii la bocca.

Lui mi prese la testa fra le mani e la diresse verso il suo cazzo moscio. Lo presi con la mano destra e lo misi in bocca, era morbido e caldo.

Cominciai a leccarlo con la lingua fin dentro la cappella e a succhiarlo mentre gli toccavo le palle e lui spingeva la sua testa contro la sua pancia.

Non ci volle molto precheì diventasse duro e lo sentisi arrivare sino a toccarmi l’ugola.

Le spinte diventarono sempre piuì forti e veloci.
Stava scopando la mia bocca quasi come fosse il mio culo.

La cappella sbatteva contro l’ugola, e si infilavanella gola ostruendola e facendomi tossire ma le sue spinte non si fermavano, poi ad un tratto lo tolse dalla bocca.

Io rimasi in ginocchio con la bocc aperta, mentre lui stringendosi il cazzo con la mano siistra diceva.

– Oddio non voglio sborrare ancora, vieni qui amore, ti voglio sborrare nel culo.


Cosi’ dicendo mi prese in braccio, mi sollevo’ di peso e mi disse di aprire le game e di metterle intorno alla sua vita.

Mi appoggio contro le piastrelle della doccia e poi sentii il suo dito medio penetrarmi il buchetto del culo.

Io strinsi di piu’ le gambe intorno alla sua vita mentre il mio cazzetto che era diventato duro gli sbatteva sullo sterno.

Mi sollevo’ ancora un po’ e poi lo sentii prendere ilcazzo e puntarmelo sul buchetto del culo.

Spinse dentro con forza e lo sentii entrare prepotentemente nel mio culo, ma non duro’ molto, dopo due spinte sentii di nuovo il cazzo vibrare e inondarmi il culo di sborra mentre lui gridava come un ossesso.

– Ti inculo, ti inculo, sei mio ti sborro dentro, ti inculo.
Rimanemmo sotto la doccia avvinghiati per qualche minuto fino a che il suo cazzo moscio scivolo’ fuori dal mio culo mentre io gli pisciavo sulla pancia.

Il mio piscio allora si mischio’ alla sborra che mi usciva dal culo e cadeva sul piatto doccia formandodei ghirigori gialli e cremosi.

– Lavati bene – disse – e riposiamoci un po’, fra poco arrivera’ la tua sorpresa! –

Non avrei mai immaginato quello che sarebbe successo dopo.
(continua).

(Quasi) Schiavo Per Un Giorno!

Dopo una breve presentazione e quattro chiacchiere per rompere il ghiaccio, me lo domandó: “sai qual é il mio lavoro?”. Certo che lo sapevo e sapevo anche come lo faceva. E le foto che aveva sul suo blog, me lo confermavano. Era una specie di Mistress, o almeno cosí la chiamano quelli del “settore”, una sorta di donna dominatrice o roba simile. Mi aveva cercato lei sul sito, forse leggendo i miei racconti, guardando le mie foto, pensava che fossi un potenziale “cliente”.

– “Só di cosa ti occupi Vanessa. Sei una di quelle Signorine con la frusta, guanti in pelle e giocattoli strani che prende a sculacciate, se non peggio, gli uomini che si affidano a lei” Gli risposi.
– “A molti piace Chase!” Scrisse serafica lei.
– “Piacere? Cosa c’é di bello e piacevole nel farsi prendere a calci nelle palle?” Continuai immedesimandomi come un fantomatico cliente e mettendomi istintivamente una mano sopra le palle come a proteggerle.

– “Da come lo dici sembrerebbe tutto lí e comunque se non lo provi, come fai a giudicare?” Continuó Vanessa.
– “No, ti ringrazio dell’offerta, ma come direbbe qualcuno, rifiuto e vado avanti anche senza questa esperienza!” Cerco di conlcudere io.
– “Andiamo Chase. Lo só che in fondo in fondo vorresti provarla questa cosa. Ho letto i tuoi racconti, le tue storie, Natsumi, Kaori e prima ancora tua cugina.

Ti piace che ogni tanto qualcuno si prenda cura del tuo uccello, senza che tu debba pensare ad altro. Forza, incontriamoci, non te ne pentirai!” Provó ad ins****re lei.
Quella sera la nostra chiacchierata On Line si concluse con il nulla. Io non ero convinto della sua proposta (ma qualcosa inizió a farsi strada nella mia testa) e Vanessa non si spinse oltre. Peró ci promettemmo di risentirci qualche giorno dopo. La “conoscevo” da poco piú di sei mesi e non l’avevo cercata io, o meglio, avevo dato una sbirciatina al suo sito per curiositá, ma non gli avevo mai chiesto “l’amicizia”.

Lo fece lei poco tempo dopo, notando che tra le visite della sua pagina, c’era il mio nome. I primi tempi ci furono i soliti messaggi e commenti piú o meno banali sulle foto caricate da entrambi in Rete, tipo “ti riempirei quella fica di sborra”, “mi svuorerei le palle su quelle tue enormi tette”, “che bel culo”, “vorrei sentire Chase il tuo cazzo dentro la mia fica” e cose simili. Fino a quando non mi chiese se avessi qualche foto o video in piú.

Allora gli diedi un paio di Link dove avevo caricato parecchi album su di me (ma a volto coperto). Da quel momento partí una fitta corrispondenza, Vanessa aveva capito che non ero il solito fake della Rete. Cosí una sera, quando ormai avevamo superato da tempo la fase stile “mi piace” di moda ormai sui social network sulle nostre foto di nudo, iniziammo a “chiacchierare” in chat. La prima parte l’avete letta poco sopra, questo il seguito circa dieci giorni dopo:
– “Ti vedo Chase, sei On Line.

Allora? Hai pensato alla mia proposta?”
– “Non lo so Vanessa, non dico che non vorrei provare, ma un conto é farsi fare una sega, masturbarsi. Un altro é farsi torturare l’uccello”
– “Forza Chase, lo só che vuoi farlo. E poi non é come pensi. Quello cha faccio io, é far provare ad un uomo altri piaceri con altre tecniche oltre la semplice sega. Non sempre mi calo nel ruolo di Mistress, anzi, io non sono proprio come loro, a me piace tormentare i vostri uccelli! E comunque non esiste solo il gioco schiavo/dominatrice, ci sono anche altre possibilitá, dipende dalla situazione, dalle regole date all’inizio da entrambe la parti” Cercó di spiegarmi lei.

– “Se dico che accetto, come funziona ‘sta cosa? Quanto mi costa? No, guarda, lasciamo perdere…. ti stó solo facendo perdere tempo” Provai a chiudere il discorso.
– “É questo quello che pensi? Che lo faccia per soldi? Se fossi stato uno qualunque, uno di quelli con la panza, puzzolente, dall’aspetto sfigato, forse ti darei ragione. Ma questa volta é diverso. Ogni tanto io e Luisa cerchiamo volontari per i nostri video da mettere On Line.

Tu ci sembravi….. ci sembri, il candidato ideale. Come giá ti ho detto, ho letto le tue storie su quando ti facevi segare da tua cugina o le tue amiche. Ed ho visto anche i tuoi video amatoriali, tra i tanti mi ha colpito quello dove ti metti da solo un’asta di ferro lunga 30cm dentro il buco del tuo uccello. Ecco perché ti ho cercato. Insisto, vedrai che ci divertiremo e poi nessuno a mai parlato di soldi.

Comunque vedila cosí: tu avrai un’altra storia da raccontare e noi un altro video per farci pubblicitá!” Continuó Vanessa.
Luisa. Non si era mai parlato di una seconda persona. E non avevamo parlato nemmeno di farmi riprendere durante l’eventuale seduta masturbatoria. Ma per i dettagli c’era tempo. Alla fine mi aveva quasi convinto. Anzi, mi aveva decisamente convinto, visto che la settimana successiva ero giá sotto casa sua. Vanessa abitava in una casa isolata poco fuori la mia cittá.

Una volta arrivato nelle vicinanze del suo appartamento, parcheggio la mia auto a diversi minuti (non si sá mai qualcuno mi riconosca) dalla sua residenza, lascio in auto tutti i miei documenti, compreso il cellulare e mi dirigo alla sua abitazione. Sul citofono leggo solo i loro nomi, Vanessa & Luisa. A quanto pare anche le ragazze ci tenevano all’anonimato. Mi aprono, attraverso un lungo vialone ed un minuto dopo sono davanti alla porta di casa loro.

Quella che mi accoglie dovrebbe essere proprio Vanessa. É come nelle foto: altezza circa 170 cm, magra con i capelli lisci non troppo lunghi ed un seno prosperoso. Solo il suo viso mi é nuovo, anche lei lo aveva “nascosto” in Rete.
– “Ciao, tu devi essere Chase, ma qual é il tuo vero nome?” Esordisce sorridendo Vanessa.
– “É importante il mio nome? Comunque piacere di conoscerti, sei ancora piú bella dal vivo” Rispondo sorridendo.

E bella lo era davvero, al di lá del suo fisico prorompente, quasi necessario per la sua “attivitá”, anche il suo viso faceva la sua parte, rimaneva molto delicato e pulito. In effetti stonava con il suo “lavoro” e l’abbigliamento con il quale mi aveva accolto. Un look quasi aggressivo per un faccino cosí pulito, sembrava un paradosso. Persino i suoi capelli rossi naturali gli donavano un’aspetto sexy piuttosto che hot. Una volta dentro, ci scambiamo le solite chiacchiere di convenienza e mentre parliamo, mi offre un aperitivo.

Dopo un pó si arriva al dunque e mi spiega le poche regole base del gioco. Fondamentalmente sono solo due, mi dice Vanessa mentre inizia a spogliarmi. La prima é ovviamente non toccare se non autorizzati, la seconda é tenere a mente la Safeword, una parola che in caso di giochi troppo spinti, ferma tutto. Ovviamente, continua lei, se deciderai di farne uso, magari anche subito, la storia finisce qui ed ognuno per la sua strada.

Lo dicevo io, faccino dolce, ma bella decisa la tipa. Allora mentre lascio che mi tolga gli ultimi indumenti, anche io detto le mie regole, che poi sarebbe solo una: non voglio il video. Vanessa capisce che non voglio “pubblicitá” e mi dice di non preocuparmi, a quello ci penseremo dopo. Ora sono nudo davanti a lei che sembra non guardarmi. Quindi mi prende per mano e mi accompagna in bagno suggerendomi di fare una doccia.

Lei mi avrebbe raggiunto di lí a poco. Che atmosfera strana! Ma comunque eccitante. Mentre mi insapono, assaporando l’attesa di quello che verrá, il sangue comincia ad affluire lungo il mio pisello che inizia giá a gonfiarsi. Vanessa torna quasi subito, avvolta in un costume rosso fuoco ed una mascherina dello stesso colore che le copre gli occhi. Che fica, ovviamente dieci volte meglio che in foto. Le sue enormi tette ora sono ben visibili.

Di che misura sono? Una terza abbondante? Una quarta? Vorrei strapparglielo per riempire le mie mani con quei due cocomeri, giocarci, succhiare quegli enormi capezzoli! Ma cerco di controllarmi. Poi subito dopo dalla porta spunta un’altra ragazza, si presenta e mi lancia una specie di passamontagna nero. Doveva essere Luisa, colei che avrebbe filmato tutto e quel cappuccio di cotone nero era per me, per nascondere la mia identitá. Il suo fisico é meno imponente di quello di Vanessa, lei è decisamente magra, piú minuta.

Indossa un custume, come la sua amica, di colore verde acido che risalta la sua abbronzatura. Ora si che il mio cazzo diventa bello tosto. Se ne accorgono entrambe e mentre accende la Videocamera, Luisa mi dice che ora ci avrebbe pansato Vanessa al mio uccello. Quindi la lascio fare e mentre l’acqua scorrendo mi toglie il sapone, inizia a farmi una sega. Non perde tempo. Meglio cosí, le mie palle sono giá pronte ad esplodere.

La sua mano é delicata come il suo viso ed il mio cazzo, giá gonfio per averla vista quasi nuda, diventa subito dritto. Vanessa continua a smanettarlo, ma si ferma quasi subito. Poi fa un passo indietro, prende da un mobiletto della schiuma da barba, delle lamette usa & getta, delle piccole forbici e torna verso di me nuovamente. Capisco che vuole depilarmi l’uccello, ma gli dico di non farlo, lo preferisco cosí. Allora mi mette una mano in bocca come per zittirmi e mi ricorda che dal momento in cui ho varcato la soglia di casa sua, ho accettato implicitamente che fosse lei a “Comandare” in tutto e per tutto.

Inizia a tagliarmi i peli superflui con le forbicette ed ammetto che la cosa mi piace. Mentre lo fá, accarezza il mio uccello dritto e gonfio. É davvero brava! Tiene il mio uccello in erezione per facilitare la depilazione ed in piú mi masturba. Tolti i primi peli, passa alla lametta. Agita la schiuma da barba, se la versa su una mano e me la spalma sull’uccello. Ma il modo in cui lo fa, é sempre segandomi.

La sua mano fa su & giu per diversi secondi ed io inizio a sentire lo sperma fermentare nelle palle. Ma Vanessa non mi lascia godere, si assicura che il mio cazzo sia sempre dritto e si ferma sempre un momento prima dell’imminente orgasmo. Quindi continua a depilarmi. Con una mano mi tira le palle e con l’altra passa il rasoio. Prima il testicolo sinistro, poi il destro ed infine per una pelle (o palle) piú liscia, stringe con forza entrambe le mie sfere.

O meglio, stringe la sacca scrotale poco sotto il mio pisello e lascia spuntare entrambe le palle dal suo pugno. Un misto dolore e godimento attraversa il mio corpo, lei intanto con i testicoli in tiro continua a passare la lametta. Finito di rasare le mie sfere, passa al mio uccello sempre dritto. Una volta, due, tre, poi gli fá anche il contropelo. Ora é completamente liscio. Quindi prende il soffione della doccia e mi dá un’ultima rinfres**ta.

Alla fine mi invita ad uscire dal box ed a seguirla. Scendiamo delle scale e dopo pochi secondi entriamo in una stanza, che tutto sembra fuorché una camera. Decisamente grande, con un mobilio essenziale e due scrivanie con strumenti “strani”. Al centro una specie di lettino, anzi é piú una tavola, a forma di “X” con dei braccialetti (catene?) agli incroci. Mi fá sdraiare cercando di legarmi mani e piedi. Faccio un pó di resistenza, ma Vanessa capisce che per me é una situazione nuova e mi spiega che é per la mia “sicurezza”, che durante la masturbazione potrei avere qualche s**tto provocato da riflessi involontari e farmi male.

OK, gli credo. Ora sono immobilizzato. Braccia e gambe sono legate. E mentre Vanessa mi gira intorno accarezzandomi da ogni parte, Luisa sistema la telecamera su un cavalletto. Poi si avvicina anche lei a me e partendo dai piedi, fá salire la sua mano fino alla coscia, per poi afferrare il mio pisello. Lentamente mi masturba, giusto il tempo per far allontanare Vanessa che si avvicina al bancone “strumenti vari” e torna verso di me con un tubo del dentifricio.

Luisa smette di segarmi l’uccello, ma continua a stuzzicarlo giocando con le mie palle, intanto Vanessa versa un bel pó di dentifricio sulla mia cappella, la copre completamente, ed aiutandosi con l’altra mano che allarga leggermente il buco del mio pisello, ne mette una piccola quantitá all’interno. Avverto un certo bruciore. Poi prende il posto di Luisa, inizia a tormentare le mie palle ed accarezzarmi tutta l’asta. Sento sempre di piú la sborra che reclama una via d’uscita.

Mi guarda e capisce che sono quasi al culmine. Allora afferra con la mano tutto il mio cazzo dritto e delicatamante la fá salire verso l’alto portandosi dietro la pelle del mio pisello ricoprendo la cappella con la stessa. Lo risalita della sua mano porta con sé lo sperma incanalato lungo l’asta, che uscendo fuori senza schizzare, mi provoca un fortissimo bruciore, tutta la cappella la sento bruciare. Colpa del dentifricio penso. Emetto un gemito, quasi un piccolo urlo, mentre vedo la sborra colare lungo i lati.

Vanessa si allontana di nuovo, la vedo prendere un flacone dal bancone. Cos’é? Crema? Vasellina? No, sembra del dopobarba. É del dopobarba! Non facccio in tempo a realizzare, a riprendermi da quel bruciore e la vedo versarmi metá flacone sul mio pisello. Il bruciore del del dentifricio, unito al dopobarba, mi fanno fare un balzo in avanti con bacino. Sento il mio cazzo andare a fuoco. Ma niente é al confronto di quando afferra nuovamanete tutta l’asta e cerca di tirar fuori altro sperma.

Con un dito gioca con il prepuzio, poi con il pollice ruota intorno alla cappella fino a quando un’altra colata di sborra viene fuori. Urlo qualcosa mentre vedo e sento il mio uccello in fiamme venire. Poi stringe con forza la mia asta, quasi a soffocarmi il pisello, la forte presa gonfia la mia cappella che apre il suo buco sulla punta. Successivamente con la sinistra versa altro dopobarba dentro il mio cazzo. Il bruciore questa volta é fortissimo, maggiore di quello precedente e diventa quasi insopportabile quando con il dito medio sfiora tutta l’asta facendo uscire altre gocce di sperma.

Il mix di sborra e dopobarba dentro il canale del mio cazzo é una nuova sensazione che ammetto mi piace. Sembra che qualcuno stia disenfettando la mia vescica dall’interno. Vanessa mi lascia qualche minuto di riposo, ed in quel lasso di tempo si spoglia. Finalmente la vedo nuda, anche se il costume giá lasciava intravedere qualcosa, ma non la sua fica, rossa come i capelli e dipilata leggermente sui lati coscia. Il breve dolore/bruciora lascia posto all’eccitazione di penetrarla.

Mi gira intorno, si lascia osservare mentre mi tocca. Poi sale sul lettino, si mette a gambe aperte e lascia che la osservi da sotto. Con un piede mi schiaccia le palle, le spinge verso il basso con forza, lo fá piú volte, spinge e lascia, spinge e lascia. Lo stiramente fá muovere l’asta del mio cazzo dritta, avanti e indietro. Si ferma qualche secondo e piega le ginocchia. Penso: “forse mi svuoto dentro di lei”.

La vedo scendere, si abbassa, la sua fica rosso porpora é ad un centimetro della mia cappella. Porto la testa dietro assaporando l’imminente penetrazione….. che non avviene. La osservo, cosa aspettta? Le mie palle stanno esplodendo! Poi all’improvviso si accarezza la fica, mi guarda in modo provocante ed inizia ad urinare. Un getto di piscio caldo inonda il mio cazzo, quindi interviene anche Luisa, che nel frattempo si era denudata pure lei, ma ero troppo preso da Vanessa per notarlo.

Allunga una mano sul mio cazzo, ma invece che masturbarmi, usa quella pioggia dorata per sciacquare il mio uccello. Il cuore batte a mille. Quanto dura questa tortura? Dopo che Vanessa si é svuotata su di me, scende dal lettino per far posto a Luisa. Lei invece che schiacciare le mie palle con i piedi, le prende a calci. I colpi, uniti ai miei testicoli gonfi, mi fanno male. Fortunatamente smette quasi subito di giocare a pallone in mezzo alle mie gambe.

Quindi si mette a gambe aperte sopra il mio viso. Vorrei toccarla, leccarla ovunque e sbatterglielo dentro fino a farglielo arrivare in gola. Ma sono loro oggi che comandano. Mentre osservo finalmente la sua fica liscia come il marmo, Luisia inizia a masturbarsi, la sua mano scivola lungo le grandi labbra avanti e i dietro. Continua con un ditalino veloce, fino a quando sfilando il suo dito medio che scivola fuori, anche lei inizia a pisciarmi addosso! Una pioggia calda di acqua gialle finisce sul mio petto, poi sul mio viso.

Giro la testa su un lato, ed un fiume di piscio entra nelle mie orecchie. Allora si avvicina Vanessa e con entrambe le mani, cerca di mettere di nuovo la mia testa rivolta al soffitto. Chiudo la bocca, ma il getto d’acqua d’orata mi riempie comunque la faccia, inumidisce il “passamontagna”, respiro a fatica e la sua urina si insinua nelle mie narici. Nessuno mi aveva mai pisciato sul viso e…. e devo dirlo… tutto sommato mi piaceva! Dopo che anche Luisa si svuota su di me, le ragazze mi lasciano respirare per un pó.

Mentre guardo l’orologio attaccato alla parete e mi rendo conto che é giá passata piú di un’ora, vedo che torna verso di me Vanessa con una s**tola grande come un pacchetto di sigarette ed un’asta di ferro. Anche Luisa si avvicina, mi libera un braccio e dice che posso toccarla, se voglio. Certo che voglio! Inizio dalle sue tette, una seconda abbondante, belle sode e piene. Ci gioco, le stringo, stuzzico i suoi capezzoli ed intanto sento il mio cazzo pulsare sempre di piú.

Poi passo alla sua fica, struscio la mano in mezzo al suo spacco ancora bagnato, forse di urina o forse dei suoi umori. Il mio pisello continua a pulsare, lo sento gonfio e lo vedo dritto come non mai. Allora Luisa si allontana, ma non prima di avermi legato di nuovo. Intanto, come in una perfetta staffetta, Venessa gli dá il cambio ed inizia a segarmi il cazzo. Tre o quattro masturbazioni classiche su & giu della mano, giusto per essere sicura che il mio cazzo rimanga bello dritto.

Poi inizia a mettermi dentro il buco della cappella l’asticina di ferro. Piano piano, centimetro dopo centimetro, lentamente me la butta tutta dentro. La sento arrivare fino alla sacca scrotale, dall’interno la sento che smuove qualcosa. Uno spasmo parte dal mio cazzo, sento che potrei venire da un momento all’altro. Allora Vanessa mi mette una mano sul petto come per rilassarmi. Poi collega con un filo la s**tola tipo pacchetto di sigarette all’asticina di ferro.

Torna a massaggiarmi i testicoli e poi….. e poi quella piccola scossa che attraversa tutto l’interno del mio pisello! Faccio un salto in avanti con il bacino emettendo un gemito. Quella s**tolina, alimentata forse da una piccola batteria, era uno stimolatore. Un “vibratore” da uomo. Vanessa continua con quelle piccole scosse, una volta, poi due, tre, fino a quando il mio cazzo esausto, non espelle una quantitá esagerata di sperma. Non schizzo normalmente, sento solo la sborra incanalarsi lungo l’asta, uscire dai bordi del buco della mia cappella, con un’unica interminable spruzzata come se stessi pisciando.

Guardo il mio cazzo e noto l’intera asta coperta di crema bianca. Quello che vedo é una quantitá esagerata di sperma uscire da tutte le direzioni del mio grosso fungo. Sembra una bottiglia di spumante agitata per troppo tempo che finalmente viene stappata. Finito il fiume di sperma, Vanessa sfila l’asta e prende delle corde. La prima la lega intorno alla mia cappella ancora gonfia e la blocca al soffitto su una specie di carrucola.

La tira mettendo in tensione il mio uccello che si allunga e sfina come una molla. Con un’altra corda mi lega un testicolo, gli fá un nodo tipo cappio e la blocca su un tirante laterale. Stesso lavoro per l’altra palla. Ho il pisello tutto in tiro. Poi Vanessa ad ogni corda aggiunge piccoli pesetti aumentando la tensione. Di riflesso alzo il bacino, penso “qui mi si stacca qualcosa”. Quindi si avvicina al bancone e prende una mini frusta con la quale inizia a colpire il mio cazzo.

Un colpo, due, poi un altro ed un altro ancora. Successivamante passa alle mie palle rosso fuoco per la tensione. Vedo anche le vene che circondano i miei testicoli. Colpisce con il mini frustino anche quelle. Un grido di dolore esce dalla mia bocca giá al primo colpo, ma Vanessa continua a colpirle, prima una, poi l’altra, poi di nuovo una volta a destra e una a sinistra, continuo a lamentarmi. Alla fine si ferma.

Finalmente! Mentre posa tutti i “giocattoli”, Luisa mi libera di tutte le corde e vedo cadere in mezzo alle mie gambe come un peso morto, le mie palle ed il mio pisello. Torna Vanessa ed inzia a masturbarmi, in pochi secondi mi diventa di nuovo dritto, allora smette. Accarezza la cappella e si allontana. Entrambe mi girano intorno senza fare nulla. I minuti passano ed il mio cazzo inizia a perdere l’erezione. Allora ci pensa Luisa, lo prende anche lei in mano, ed inizia a farmi una sega.

Di nuovo mi diventa dritto e sento la sborra riempirmi il canale lungo il mio pisello. Forse ci siamo, é arrivato il momento di svuorarmi. Ma anche lei sul piú bello si ferma e torna a girare intorno al tavolo. Non ce la faccio piú, le mie palle potrebbero eplodere da un momento all’altro. Iniziano seriamente a farmi male, gonfie di sperma che non trova una via d’uscita. Cerco di dire qualcosa, ma Vanessa mi precede: “Ora Chase, dopo mezza giornata di giochi e torture, il numero piú bello di tutti.

Un classico, ma anche un sempreverde. Te lo facciamo diventare duro, quando poi avvertiamo che stai per venire, ci fermiamo, per poi ripartire poco dopo. Ti masturberemo fino allo sfinimento”.
E non scherzava. Andarono avanti per quasi un’ora masturbandomi con il classico sitema della mano su & giú! Sega, cazzo dritto, riposo! Di nuovo: sega, cazzo dritto, riposo! Usai la Safeword, dovevo svuotarmi e volevo che mi lasciasse sborrare, ma disse che ormai non valeva piú visto che non c’era piú nessuno strumento a tormentare il mio cazzo.

La senzazione di quella lunga masturbazione non é facile da spiegare. Le palle iniziano a farti davvero male, nello stomaco avverti anche una strano fastidio e la cappella inizia ad assumere dimensioni esagerate (per non parlare del colore rosso fuoco dovuto al continuo sfregare delle mani durante la sega). Dopo un’ora abbondante di masturbazione, Vanessa sale sul lettino e finalmente mi dice che é arrivato il momento di svuotare il mio bel cazzo gonfio.

Mentre con la pianta del piede gioca con il mio uccello che torna di nuovo in erezione, con il pollice stimola la mia cappella esausta. Nota che il mio cazzo stá per scoppiare e lentamente si abbassa sulla mia asta. Vedo il rosso del suo pelo avvicinarsi al mio cazzo e l’idea che sto per inondarla, fá pulsare ancora di piú il mio uccello! La vedo avvicinarsi, sento la sua fica sfiorare la mia cappella, avverto i suoi peli punzecchiarmi, ci siamo.

Ma invece che infilarsi dentro il mio pisello sfinito, se lo fá scivolare tra le sue grandi labbra. Inarca la schiena, poggia le sue mani dietro di sé ed inizia a strusciare la sua fica lungo la mia asta. Intanto Luisa prende la telecamera e ci riprende da un lato. Vanessa continua a masturbarmi con la sua fica, continua a strusciarsi lungo il mio uccello, sento il calore della sua fica, il pisello mi pulsa da morire, sento i primi spasmi dentro le palle, le sue grandi labbra avvolgono quasi completamente il mio palo mentre continua a segarmi….. la sborra inizia a salire, la sento….

eccola… le prime gocce spuntano fuori e poi….. e poi spingo, spingo con forza il mio cazzo su Vanessa ed una lunga interminabile schizzata esce dalla mia cappella… un lungo fortissimo getto la colpisce sul mento… un secondo spruzzo sbatte sotto un suo seno… poi un’altra schizzata, ed un’altra ancora….. continuo a spingere… a sborrare, a liberarmi… gli schizzi vanno in tutte le direzioni, lo stomaco di Vanessa é farcito di crema calda ed io continuo a venire… lei mi aiuta con la mano, spinge la mia asta con forza nel suo spacco mentre si struscia… spruzzo ancora una volta, due, tre… tutto il carico di sperma esce in quelle dieci, undici abbondanti schizzate che bagnano Vanessa ed il lettino come se avesse piovuto sperma dal tetto in una giornata di tempesta sborreale! Ancora qualche spasmo del mio cazzo, ma ormai le mie palle sono definitivamente svuotate e quello che vedo è il mio uccello che si agita per nulla.

Finalmente finisce tutto e le ragazze mi liberano. Io rimango qualche secondo ancora sdraiato e mentre Vanessa si allontana, Luisa si attiva per pulire tutto. Allora mi alzo cercando la direzione del bagno e mentre mi incammino, noto che in mezzo alle gambe ho un pisello che sembra sia stato in guerra. Spompato come non mai e con due palle mosce che mi arrivano alle ginocchia.
La doccia é veloce, sono sfinito e non vedo l’ora di tornare a casa per mettermi davanti alla TV con una birra in mano.

Le ragazze mi salutano e Luisa mi accompagna verso l’uscita. Prima di congedarmi mi dice che la giornata di oggi é stata piú per “lavoro”, per sponsorizzare il loro sito, piuttosto che per piacere personale. Poi mi dá un biglietto di carta con su scritto il suo numero di cellulare privato, facendomi notare che non é sua abitudine elargirlo cosí facilmente. Mi dice che se l’avessi chiamata, magari potevamo passare una serata io & lei insieme.

Mi dá un bacio sulla guancia e mi saluta chiudendo la porta. Prendo la direzione della mia auto guardando il foglio ed immediatamente prendo la mia decisione. Certo che ti chiamo, penso, ho toccato con mano la tua fica senza scoparti. Mi hai fatto vedere il tuo giocattolo in mezzo alle gambe e poi come una bambina dispettosa me lo hai tolto di mano.
Mi tocco il pisello ancora dolorante mentre di sdraio sul divano.

Un pó di relax, qualche giorno per ricaricarmi e la prossima volta saró io a mandare il tuo posto piú intimo in fiamme Luisa! Promesso.

[email protected] com.

Il Segreto Per Un’Abbondante Schizzata!

L’unico pensiero di quando ero adolescente e mi toccavo, era venire! Mi spiego meglio: da quando feci la scoperta che toccarmi il pisello mi procurava piacere, ed anche tanto, la mia sola preoccupazione era ritagliarmi uno spazio (e del tempo) dove masturbarmi. Magari impiegavo anche pochi minuti, ma l’importante era che venissi. Lo stesso valeva quando feci sesso le prime volte: mi interessava semplicemente avere un orgasmo! Collezionare scopate! Qualcuno dirá: “e allora? Se ti fai una sega, se fai sesso, é perché vuoi sborrare, liberarti, tappare il buco di qualcuna”.

“Ovvio”, risponderei a chi me lo chiedesse, ma volevo concentrare l’attenzione sull’atto di masturbarsi o di fare sesso fine a sé stesso, che talvolta é molto (troppo) veloce. Ma questo, per quanto mi riguarda, appartiene al passato, mentre per molte (tante) altre persone, vale ancora oggi. “E quindi?”, direbbe ancora qualcuno. Ora ci arriviamo, un altro paio di brevi racconti come introduzione a questa “storia” e tutto sará piú chiaro.
Qualche volta, quando tornavo a casa da scuola, in mezzo alla folla sull’autobus mi mettevo le mani in tasca, scoprivo la cappella strofinando la stoffa sul mio pisello ed in attesa di arrivare a destinazione, me lo toccavo attraverso i tessuti.

Una volta a casa, giá carico per quella lenta masturbazione, dritto in bagno a svuotarmi. Altro esempio: a quei tempi non cera La Rete e per eccitarsi, al di lá di qualche pensiero che facevi sulle compagne di classe, dovevi acquistare delle riviste per adulti. Non proprio quelle dove si vedeva il sesso esplicito, in quanto per comprarle dovevi fare i salti mortali, perché spesso (giustamente) gli edicolanti non te le vendevano, anche se poi quando vedevano che eri un cliente (segaiolo) regolare, lasciavano correre, in fondo una sega non ha mai ucciso nessuno! Ma come dicevo, se per aquistare riviste porno era difficile, comprare quelle con le donne nude, era facilissimo.

Ne giravano una marea non essendo vietate ai minori. Ed io, come gli altri adolescenti, le compravo per farmi delle seghe.
Spesso veloci, altre volte con piú tranquillitá, bastava approfittarne (ed aspettare pazientemente) quando i miei fratelli andavano a calcetto o mia madre a fare la spesa, in pratica, finché casa non si svuotava, io non mi svuotavo (gioco di parole voluto). Comunque se non sono diventato cieco dedicando le mie sborrate a Samantha Fox o Stephanie Seymour, non lo divento piú.

Perche vi stó raccontando tutto questo?
Primo: perché voglio partire proprio dall’inizio, dal giorno in cui sono entrato nel mondo del sesso, da quando mi facevo le seghe (perfezionandomi ogni giorno di piú) fino ad arrivare alle prime scopate (aumentando anche qui l’esperienza con il passare del tempo). Senza questa prefazione, infatti, non sarebbe di immediata comprensione la mia evoluzione sessuale!
Secondo: per darvi un’introduzione a questo manuale. Proprio cosí, non una storia questa volta (ma forse un pó lo é) ma una piccola guida (con tanto di risposta) sulle tante domande che molti lettori negli ultimi anni mi hanno posto con diverse E-Mail, leggendo i miei racconti e guardando i miei video On Line.

Quesiti tipo: come mai, Chase, le tue sborrate sono cosí abbondanti? Come riesci a venire senza toccarti il cazzo? Come fai a schizzare almeno dieci o dodici volte a orgasmo? Come riesci a gonfiare la cappella cosí tanto? Come fai a res****re sotto le coperte per almeno un’ora? E molte altre ancora. Avendo poi ho letto numerosi articoli su come fare questo o come fare quello, consigli “su come praticare il ditalino perfetto”, “quali posizioni assumere per godere meglio” e cosi via, ho deciso anche io di scrivere una piccola guida (basata sulla mia esperienza) su come avere maggiore resitenza a letto, come fare per espellere “litri” di sperma durante un rapporto sessuale ed altro ancora.

Onestamente non pensavo di dover dare dei suggerimenti a cosí tanta gente, ma quando le richieste iniziano ad arrivare in cosí grandi quantitá, tra l’altro anche da parte del sesso femminile incuriosito, ti senti quasi in “dovere” di condividere alcuni piccoli (grandi?) segreti sul sesso! Ma prima di andare avanti voglio darvi un vivo consiglio, andate a rileggere i miei precedenti racconti, sempre sul tema, come: “Le Mie Prime Masturbazioni”, “Un Centro Benessere Con Massaggi & Servizi Particolari”, “Le Mie Prime Masturbazioni – Vecchi Ricordi”, “Un Centro Benessere Con Massaggi & Servizi Particolari – Nuova Gestione” e “Sette Orgasmi Al Giorno, Tolgono La Sborra Di Torno”.

Riassumendo quanto scritto sopra e dando per scontato che abbiate (ri)letto i miei precedenti lavori, sapete ormai che il sesso mi piace in ogni sua forma. Purché sia fatto da due persone consezienti e per quanto mi riguarda, eterosessuali. Le prime masturbazioni me le sono fatte sempre a casa, talvolta sul letto, altre volte sotto la doccia. In bagno era piú semplice, dopo un lungo lavoro di mano, la sborra finiva nel buco della vasca, anche se poi dovevo pulirla per bene.

Giá, perché lo sperma aveva il potere di rimanere “bloccato” nella griglia di scarico e quindi dovevi sempre toglierlo successivamente con le mani. In camera era piú complicato, specialmente i primi tempi che dormivo con mio fratello. Non solo avevo il problema di dove schizzare e raccogliere la sborra, ma dovevo anche stare attento a non ansimare nel momento dell’eiaculazione. Il problema della “raccolta” dello sperma lo avevo risolto portandomi dei fazzoletti di carta da avvolgere sul mio pisello in caso di sborrate improvvise, mentre quello del non far rumore durante la sborrata, lo imparai con il tempo.

Poi con il passare dei mesi e degli anni, volevo di piú. Ma in ogni caso, volontariamente o per necessitá, masturbandomi sapendo che altre persone erano “intorno” a me, sapendo che non potevo schizzare “tranquillamente”, ho “dovuto” anche imparare ad avere piú autocontrollo ed a trattenermi per poi esplodere una volta carico in bagno!
Tralasciando le mie prime scopate che giá vi ho raccontato e che approfondiremo tra poco, sentivo quindi che ero in grado di “fare” di meglio.

Avevo giá compreso che potevo prolungare il mio godimento durante la masturbazione. Come? Esattamente come facevo da piccolo la sera sotto le lenzuola! Aspettando, dedicando piú tempo al mio pisello. Quando ero da solo e mi segavo, se sentivo che stavo per venire, mi fermavo, lasciavo riposare l’uccello e poi ripartivo. Su & giú con la mano fino a quando non tornava dritto, poi non appena sentivo la sborra incanalarsi lungo l’asta, mi bloccavo di nuovo.

E poi ricominciavo. Le prime volte non andarono bene, venivo dopo soli cinque minuti di masturbazione, ma poi con il passare del tempo, delle settimane, dei mesi e degli anni, riuscivo ad avere un orgasmo ed un’abbondante sborrata, anche dopo un’ora di seghe! In che modo? Appunto controllandomi, trattenendomi, respingendo lo sperma dentro il mio uccello se non mi sentivo carico al massimo. Fino a quando le mie palle non dicevano basta per il dolore dovuto al gonfiore ed alla troppa attesa.

Ecco la prima risposta alla domanda di tanti che mi chiedono come possa sborrare cosí tanto: io eiaculo come una fontana perché non ho fretta, lascio che le mie palle producano sperma fino a scoppiare e solo dopo mi svuoto! A volte mi preparo ore prima, se non giorni. Indossando i boxer (ma a volte giro anche senza biancheria intima sotto i vestiti) senza slip interni. Passeggio, frequento la palestra, vado a lavoro sentendo le mie palle ed il mio pisello ciondolare come un orologio a cucú.

Una sensazione di libertá ed eccitazione allo stesso tempo, ma anche una lenta masturbazione che non finirá prima che la giornata sia terminata, a casa mia! Qualche volta potrà capitare che vi “perdiate” la sborra camminando, di sentire quelle goccioline incanalarsi lungo l’asta del vostro uccello ed uscire lentamente dal buco della cappella. Ma dovrete des****re, quello è segno che le vostre palle stanno pruducendo sperma, significa che di lì a poco, il vostro vulcano sarà pronto ad eruttare una quantità esagerata di crema bianca! Non dico che sia facile (io ho inziato da adolescente) ma con un pó di “pratica” é possibile.

Riassumendo, quando vi fate una sega, provateci, ma provateci davvero. Vi diventa duro? Avete voglia di sborrare? Provate a trattenervi, fate riposare il vostro uccello per qualche minuto e poi ripartite. Cercate di non venire prima di un’ora di masturbazione, perché quello che verrá dopo, sará un lago di sborra, una pioggia di sperma (questo era il commento di una mia Fan vedendo un mio Video) che vi lascerá svuotati e sodisfatti come non mai!
Diverso é in un rapporto sessuale con una donna.

Dopo le prime scopate classiche, dove l’importante era farmi una ragazza, una qualunque purché respirasse, avevo capito che pure con loro potevo dare di piú, potevo sborrare di piú! I primi tempi avevo iniziato a barare, nel senso che se sapevo che andavo incontro ad una scopata, mi “preparavo” giá da casa. In pratica mi masturbavo qualche ora prima dell’incontro, ma senza venire, caricavo il mio pisello per la fica di turno e quando ci vedevamo, avevo giá le palle mezze piene.

Poi mi bastava scopare quel suo buchetto sul classico, metterglielo dentro e riempirla di calda crema bianca. Mi ricordo che spesso le ragazzine che mi facevo, rimanevano sorprese da tutta quella sborra che tiravo fuori. Ed ancora oggi lo sono le donne che mi porto a letto! Con la differenza che ora io non baro piú per riempire la loro fica di sperma. Il tempo (e l’esperienza) mi ha insegnato a dedicare maggior tempo a loro oltre che a me.

Adesso quando faccio sesso, mi dedico molto ai preliminari. Inizio a baciare la lei di turno, a toccarla ovunque, a leccargli la fica e solo dopo un pó glielo metto dentro. Ma cerco di non eiaculare subito, lascio che le grandi labbra accolgano il mio cazzo, poi mi muovo dentro su & giú per un pó, assaporo ogni minuto quel caldo buchetto, quelle morbide pareti di pelle viva, infine se sento che stó per venire, mi trattengo, esco fuori dalla sua fica ed inizio magari a fargli un ditalino, a baciarla di nuovo, giusto il tempo per dare tregua al mio uccello! Poi, non appena avverto che stá per afflosciarsi, ancora dentro la sua fica e fino a quando non sento che sono completamente gonfio, continuo con questo “gioco” che puó durare anche piú di un’ora! Arrivato al punto dove il mio cazzo non ne puó piú, mi svuoto dentro di lei come un vulcano che da troppo tempo non erutta.

E qui rispondo ad un’altra domanda, ecco come riesco a durare cosí a lungo sotto le coperte, ecco come riesco a schizzare almeno dieci volte dentro una fica. E non parlo ovviamente di semplici sborrate, ma di veri e propri fiotti di sperma, tanto da poterci riempire un bicchiere classico. Anche qui non sará semplice le prime volte, la voglia di svuotarvi, di riempire la vostra donna e la sua fica di sperma il prima possibile, potrá essere piú forte di voi.

Ma dovrete res****re e cercare di combattere anche contro la vostra “Lei” di turno, si perché contrariamente a quello che si pensa, non tutte le donne sono disposte a scopare per piú di un’ora, figuriamoci due! Qualche volta, delle donne “allegre” che ho conosciuto On Line su qualche sito per adulti (questo o l’altro poco importa) mi chiedevano se oltre ad avere un bell’attrezzo, lo sapessi spingere al massimo per almeno un’ora. Gli ho risposto che un’ora era il minimo, ed anche se non dovevo dimostrare nulla a nessuno, ad un paio di loro ho chiesto di “incontraci” in On Line in chat.

Ve la faccio breve: siamo rimasti On Line per diverse ore a mostrarci e masturbarci le nostre rispettive parti intime. Lei si toccava ovunque, si sgrilletava la fica come una dannata, io mi masturbavo lentamente, gli mostravo il mio cazzo dritto, la mia cappella, ogni tanto mi tiravo giú la pelle per far fuoriuscire qualche goccia di sperma ed eccitarla di piú. Morale della favola, dopo molto tempo di queste rapporto virtuale, chi mollava per prima, erano sempre loro, che sfinite e con la fica fradicia, zuppa, mi chiedevano di terminare quella “scopata” con una mia sborrata a loro dedicata.

Inutile dire la loro sorpresa e soddisfazione quando vedevano quella pioggia di sperma, quel lago di sborra finire sulla tastiera preventivamente coperta da un panno. Infatti molte signore (ragazze) si lamentano di alcuni uomini che sono troppo “veloci” a letto, ma quando poi si trovano di fronte qualcuno che le sfinisce, che é in grado di procurargli piú di un orgasmo, che gli manda letteralmente la fica in fiamme, non vedono l’ora che il partner eiaculi per terminare la scopata.

In ogni caso anche io ho capito che questa storia della durata, é piú un raro caso che lo standard. Giá… perché spesso uscendo con amici e colleghi, o meglio amiche e colleghe, quando veniva tra una chiacchiera e l’altra, fuori il discorso “sesso”, tutte lamentavano le stesse cose. Di noi uomini la maggior parte purtroppo gli dava ragione, dicendo che fisiologicamente per noi maschietti la durata a letto é minore e quando io sostenevo l’esatto contrario, che si puó scopare anche per tutta la notte volendo, mi dicevano che ero un Alieno, un caso raro.

Ovviamente poi la curiositá é donna, ed infatti molte loro a fine sera mi lasciavano il numero e con la scusa di prenderci un aperitivo in un fine settimana, in realtá cercavano l’occasione per scoparmi e testarmi sul campo! Datemi retta, portate il vostro pisello al limite, gonfiate le vostre palle come come un canotto, inondate le vostre signore, sentite la loro fica riempirsi in modo spropositato, osservate la sborra colarvi lungo l’asta per l’eccessiva quantitá di spruzzate e godetevi quel momento fino in fondo.

Fatele godere fino in fondo. Perché il piacere che vi dá una serie di lunghe e ripetute abbondanti sborrata, non ha eguali!
Come é possibile? Anche qui con l’esperienza, dedicando del tempo ad un rapporto sessuale, senza correre. Il trucco é anche nell’avere una buona forma fisica ed una corretta alimentazione, bere molta acqua (che poi é un “elemento” base dello sperma) é un altro suggerimento che posso darvi.
Ora mi rimane solo da rispondere ad una serie di curiositá di alcuni lettori (ma anche di chi “colleziona” le mie foto ed i miei video amatoriali) che mi hanno scritto in questi ultimi tempi.

– “Perché non ti depili?” Perché mi piace il mio uccello al naturale, come la fica del resto. E poi mi sembra piú virile. Tu che me lo hai chiesto, perché lo fai? Pensi che il tuo pisello sembri piú grande cosí? A me é bastata una sola volta per far piacere ad un’amica e poi pentirmene. La ricrescita é stata veramente fastidiosa.
– “Come mai la tua cappella si gonfia cosí tanto?” Rileggi quanto scritto sopra e avrai la risposta.

In breve: piú sangue fai affluire sul tuo pisello, piú l’uccello ti diventa grosso e la cappella ti si gonfia. E poi credo che la mia sia comunque di natura grande come un fungo.
– “Come fai a sborrare senza toccarti?” Pratica mio giovane lettore, ed anche a te rinnovo il suggerimento di rileggere questo articolo. La versione breve, comunque, é che quando sborro senza toccarmi, é perché in precedenza mi sono masturbato fino allo sfinimento.

Almeno due ore! Poi mantengo l’erezione semplicememte toccandomi lungo l’asta o poco sotto la cappella. Quando sento lo sperma incanalarsi nel corridoio e solo dopo che sono dannatamente carico, ed ho voglia di svuotarmi, inizio a spingere fuori lo sperma con il bacino, inizio ad affondare il mio cazzo nell’aria come se mi stessi scopando il buco di una fica.
– “Come fai a spruzzare cosí tanto e più volte?” La risposta é in questa sorta di manuale.

Anche per te le versione bignami é che quando faccio sesso, cerco di non venire subito, provo a trattenermi, a far ingoiare la sborra al mio pisello fino a quando non sento le palle esplodere. Vale la regola di cui sopra: devi soffocare la sborrata e mantenere l’eccitazione per qualche ora! Puó servire qualche volta (in passato mi aiutava) bloccare l’uscita dello sperma mettendo un dito sotto la cappella ed un altro tra l’attaccatura delle palle e l’asta del vostro uccello.

In questo modo il cazzo pulsa ma non espelle lo sperma che rimane bloccato nella sacca scrotale. Magari puoi anche dare qualche secondo di “tregua” al tuo cazzo dando piacere alla tua donna stimolando e masturbando la sua fica con le mani. Alla fine, quando sei arrivato, quando le palle ti faranno veramente male e stai per eplodere, la tua eiaculazione sará cosí abbondante che non ti basteranno dieci schizzate per svuotarti.
– “Riesci a durare piú di un’ora a letto?” Se é per questo, posso mantenere alte le mie prestazioni anche per tutta la notte.

Ma non voglio annoiare chi mi legge, sopra l’ho ampiamente spiegato. Ma a te, proprio a te, ragazza che mi hai scritto l’E-Mail poco tempo fá, dico, citando qualcuno, che io non vendo sogni, ma solide (ed aggiungo dure) realtá. Provare per credere!
Infine, se volete vedere con i vostri occhi, prima ancora di provarci personalmente, qualche filmato per sincerarvi che tutto questo é possibile, che fare sesso per una notte intera non é fantascienza, che spruzzare abbondantemente almeno dieci o dodici volte si puó, cercate i miei Video in Rete e se non li trovate, contattatemi, saró lieto di fornirvi i Link.

Ma scrivetemi anche se volete semplicemente fare quattro chiacchiere su questo ed altri temi, scambiare esperienze o raccontarmi la vostra storia!
Chase.

[email protected] com.

dagli amici di mio marito

Una sera d’estate..

Mirco aveva finito di Cenare, e mio marito non era ancora rincasato.. alle nove di sera rientra.

Io> Ciao hai fatto tardi..

Lui> Si scusa, sono stato a trovare il mio amico Andrea.

Io> Andrea il tuo amico di calcetto, quello che è venuto anche in barca con noi?

Lui> Si lui, quello che continuavi a guardare i boxer..

Io> ero curiosa dopo quello che mi hai detto quando lo hai visto in doccia nello spogliatoio e che lo avete sopranominato Pitone.

Lui> Si proprio lui Pitone..ti ho detto che sberla di cazzo che hà..

Io > si me lai detto, come mai sei passato a trovarlo?

Lui> A preso una casa qui vicino, la moglie è in vacanza, e così ne approfitta per imbiancare la nuova casa prima del trasloco, non lo invidio oggi faceva così caldo che quando sono passato da lui era in costume a imbiancare, ci siamo bevuti due birre.. e.. o cazzo ho dimenticato là i miei occhiali da sole.

Io ascoltavo mio marito e mi immaginavo l’amico un bell’uomo con un bel fisico tonico imbiancare nudo con il ” Pitone”.. che ciondolava, la mia passera la sentivo inumidirsi.. Tesoro passo io domani a prendere gli occhiali da sole non preoccuparti..Rispondo sorridente a mio marito.

Il giorno seguente.

Sono al lavoro guardo impaziente l’orologio.. mancano cinque minuti, vado in bagno con la borsa palestra dove ho messo un cambio per andare a recuperare gli occhiali.. mi sfilo l’abito usato al lavoro e l’intimo, e mi infilo un abitino aderente di lycra con scollo a barchetta dove le mie tettone fluttuano libere e per meta sono fuori, sotto è cortissimo finisce appena sotto l’inguine.. mi guardo allo specchio.. mio dio sembra che devo andare a battere il marciapiede..

Esco dal bagno, guardo alla finestra, vedo le macchine degli operai che lasciano il parcheggio, rimane solo la mia.. scendo, cammino sculettando con le mie zeppone da zoccolona sotto il sole.. l’abito camminando mi sale scoprendo appena il culo, lo devo abbassare di continuo.. e pensare che da ragazza mi stava perfetto.. adesso con qualche kilo in più si è accorciato.. salgo in macchina, dopo una ventina di minuti sono sotto la casa di Andrea, una palazzina di cinque piani e non so a che piano è.. I citofoni sono spenti e comunque non so il cognome..vedo il cartello rivolgersi in portineria..entro, il custode strabuzza gli occhi quando mi vede, gli spiego che cerco un nuovo inquilino che sta imbiancando casa, lo avvisa che sto salendo..prendo le scale, il custode esce dalla portineria e finge di pulire con la scopa.. io salgo le scale lasciando che il vestito risalga scoprendomi il culo.

quanto sono troia penso e la cosa mi eccita.. eccomi emozionata davanti alla porta di “Pitone” Drin Drtin ..

è aperto entra.. sento una voce dall’interno apro la porta entro nella sala tutta bianca segno che è finita c’è un materasso per terra in un angolo un frigorifero un tavolino due sedie.. Siamo di qua Lidia. Siamo? Penso dentro di me, seguo la voce nel corridoio e nel bagno c’è pitone che si stà lavando le mani insieme a un altro uomo, Andrea indossa un paio di short tipo basket dove intravedo il famoso pitone.. l’altro uomo anche lui in short..

Ma ciao come stai fatti abbracciare.. dice Andrea entusiasta di vedermi come fossimo vecchi amici mentre mi stringe a se sollevandomi verso di lui.

le mie tettone si schiacciano contro il suo petto nudo.. il culo si scopre.. mi rimette giù e l’amico ..”Ciao tu sei la famosa Lidia.. posso abbracciarti anch’io. “. non aspetta la risposta e mi abbraccia anche lui.. “Come mai famosa.. “chiedo io..

Andrea> famosa tra gli amici di tuo marito.. Leo l’amico annuisce e replica, “la tua bellezza.. prorompente ti precede..”

Intanto ci spostiamo verso la sala.. fa caldo malgrado le finestre spalancate, Andrea apre il frigo tira fuori della tonica dei bicchieri e del gin

Li versa abbondando con il gin.. Leo ” non posso crederci la famosa Lidia “

Io: adesso dovete spiegarmi perché famosa?

Leo: No dai solo commenti di spogliatoio al calcetto.. prendiamo in giro tuo marito per come ha fatto a trovare una bella mogliettina così.

così generosa..”

Io: “immagino cosa vi dite voi maschi sotto la doccia.. sempre li a guardarvi chi lo ha più lungo.. ops scusate deve essere il gin che mi fa effetto”

Andrea: ” è il caldo Lidia, non il gin vuoi sdraiarti?” mi indica il materasso.. mi siedo senza sdraiarmi sapendo bene che adesso sono con la passera in bella vista..e se avevano un dubbio remoto sul fatto che sono zoccola per come mi sono presentata vestita ora non avevano dubbi.

Io> allora dai cosa vi dite nello spogliatoio.. chi ce là più lungo.. parlate delle vostre mogli? ..

Leo e Andrea si guardano.. cosa ne sai che parliamo sotto la doccia.

Io> mio marito mi racconta qualcosa..dei vostri sopranomi..

Andrea> conosci il mio ?..

Io> Si.. pitone.

Intanto Leo si è seduto sul materasso accanto me.. mi mette una mano sulla coscia.. e continua a dire la famosa Lidia.. mentre palpeggia..

Andrea> Lo vuoi vedere Lidia il pitone.

Non rispondo.. apro solo le cosce.. la mano di Leo veloce cerca di arrivarmi in mezzo alle cosce.. chiudo le gambe..

Dai Andrea vediamo il pitone.. dico ormai senza pudore.. lui si toglie gli short.. hanno ragione.. dico mentre ammiro quel grosso biscione che pende tra le sue gambe..Anche Leo si alza si toglie i pantaloncini mostrando anche lui un bel cazzo.. Ragazzi complimenti dico io.. mentre mi alzo.. con il vestito mezzo sù a meta fica.. me lo sistemo..

Io> ragazzoni devo andare si è fatto tardi.. dove sono gli occhiali di mio marito?

Ha no bella lidia.. adesso non puoi andartene così.. Andrea mi si para davanti.. Leo alle mie spalle mi mette una mano sulla fica.. Sei bagnata.. se venuta qui vestita da zoccola per farti scopare e vuoi andartene senza farlo.. le sue dita si insinuano nella mia fessura..mentre Andrea mi tira fuori le tette dalla scollatura..

Andrea> Cazzo che burrose sono.. le palpeggia..

Io>Dai ragazzi siete amici di mio marito..

Leo> Lidia sei zoccola lo sanno tutti.. la tua fica dice che vuole cazzo.. Mi sfila l’abito.

mi palpeggiano e mi spingono sul materasso per terra, Andrea si inginocchia davanti alla mia faccia la sa anaconda bussa alle mie labbra.. Dai troia succhialo sei venuta qui per questo..me lo spinge in bocca. dio se è grosso stupendo mi scopa in bocca mentre l’amico mi stà scopando con le dita. Leo ne approfitta delicatamente mi lecca e mordicchia il clitoride l’eccitazione sale ma voglio fingere di non starci.. Anche Leo è veramente ben dotato ma quello di Andrea è decisamente più grosso ha una cazzo meraviglioso nodoso di vene e con una cappella enorme che mi riempie la bocca e la voglia di sentirli dentro è forte… Andrea mi apre le cosce.. Dai Leo scopati questa puttana.. lui struscia la cappella contro la mia passerina finche da solo trova la strada e scivola dentro di me… ohhhhhhhh mi lascio sfuggire un gemito di piacere… cazzo che puttana come lo vuole.. Andrea si sdraia per terra.. Leo mi fa alzare.. passo ora a quello di Andrea è grosso ma lo risucchiò dentro me ummm che bello grosso mi riempie me lo sento contro le ovaie mi sento tanto troia ma cazzo che bello cavalcare un cazzo cosi bello grosso Leo mi da il suo in bocca mi tiene per la testa e mi scopa in bocca… l’amico con le dita sta esplorando il mio ano ummm mi infila due dita nel sedere… mi piace… mi stanno facendo godere i due porci.. Leo mi si porta alle spalle capisco le sue intenzioni rilasso i muscoli dei glutei la cappella spinge e lentamente entra nel mio culo “ti piace troia” mi dice mentre mi incula… sii.. sii.. sono nelle loro mani partita di testa sto godendo come una vacca e continuo a sbrodolare.. con Andrea in figa e Leo in culo….

godooooo vengo gemendo.. mi strizzano le tette mi insultano.. mi sborra nel culo sento il suo liquido caldo invadermi l’intestino è una sensazione che mi eccita da morire… Andrea preferisce venirmi in bocca sborra copioso.. bevi troia.. bevi tutto…. Sborrooooooo!!!
Ummm i fiotti caldi e densi mi riempiono la bocca l’assaporo un po’ mi piace sentirmela calda viscosa in bocca poi la faccio colare sul mento e sulle tette…
Vado in bagno a ripulirmi.. li sento commentare.. cazzo che puttanone avevi ragione…
Esco dalla casa, passo davanti al custode.. che tenero penso.. lascio che il vestito camminando mi scopra il culo.. farlo felice non mi costa nulla..
Torno a casa… ciao tesoro.. si sono passata da Andrea..ma ho dimenticato là gli occhiali mi sa che dovro tornarci domani….

La prima volta con il mio amore

Estate, la temperatura sale, lei aveva dei pantaloncini di jeans attillati che facevano risaltare il suo culetto sodo e scolpito da anni di ginnastica artistica, un top grigio chiaro, reggiseno di pizzo nero con dei nastri azzurri che attiravano inevitabilmente il mio sguardo verso il suo (ahime) piccolo seno.
Già mentre stavo guidando per arrivare al luogo infras**to, probabilmente accortasi del mio sguardo conteso fra la strada e le sue cosce pallide (ADORO le ragazze di carnagione pallida), iniziava a stuzzicarmi, massaggiando prima il mio ginocchio, per poi arrivare alla patta dei pantaloni, che ben presto divennero rigonfi, come solo un ragazzo introverso ma desideroso di sesso può avere…
Una volta fermata la macchina nella via tracciata dai legnaioli, lei mi sale sopra e iniziamo a pomiciare, prima timidamente, poi con intensità crescente, al che, preso dalla passione, infilo le mie mani all’ interno dei pantalncini fino ad arrivare ai suoi glutei candidi e sodi ed inizio a massaggiarli.

Potevo sentire le mie mani accarezzare il suo culetto liscio e soffice, così è questa la sensazione che si prova a palpare una ragazza!! Lei sembra accorgersi del mio godimento, così sorridendo mi interrompe un secondo e sedendosi ora solo su una mia gamba si sfila dapprima i pantaloncini, poi, ammiccando,
mi intima di sfilarle le mutandine.
Io ormai preso dall’ eccitazione, piuttosto grossolanamente obbedisco, mentre lei mi sussurra all’ orecchio ” però anche a me danno fastidio questi pantaloncini…”.

Non finisce neanche di dirlo che sento il rumore della mia zip che si apre e sento la sua mano che facendosi spazio fra i miei boxer mi afferra le palle ed inizia a massaggiarle delicatamente (probabilmente anche lei come me alle prime armi), per poi iniziare a segarmi lentamente.
Intanto la mia mano inizia a scorrerle sulla coscia fino ad arrivare alla sua fica calda, morbida e pelosetta sopra il monte di venere.

Dapprima non capivo come mai non fosse per nulla umida, poi continuando a masaggiarle le grandi labbra potevo percepire la sua eccitazione salire fino a farla lievemente contorcere, quando finalmente inizia a bagnarsi e a grondarmi sulla gamba.
Dopo alcuni minuti lei si ferma e mi spinge con forza contro lo schienale senza dirmi niente, si alza e si inginocchia sotto il volante (si, non è molto alta ^^”). Avevo visto troppi film porno per non sapere cosa stesse per succedere, difatti lei esordì con ” Dimmi se faccio qualcosa di sbagliato, è la mia prima volta ma voglio provare!!”.

Non mi da neanche il tempo di rispondere che sento la sua lingua calda appoggiarsi sul mio frenulo, scendere lungo l’ asta del mio cazzo per poi tornare su, fino ad arrivare al momento in cui apre la sua piccola bocca e prende finalmente in bocca la cappella. Forse sarà stata anche la sua prima volta, ma vi assicuro che mentre spingeva sempre più in dentro il mio cazzo duro ho sentito un brivido fortissimo salirmi lungo la schiena:”Aspetta!!” le dissi ormai eccitatissimo “se continui così vengo subito, ma ho troppa voglia di godere insieme a te…” Così la faccio alzare e la faccio salire nei sedili dietro.

Prendo dal mio zaino i preservativi che avevo comprato (con non poco imbarazzo) il giorno prima da un distributore, me lo metto e la faccio salire su di me. Lei, eccitata quanto me all’ idea, obbedisce e inizia a pomiciarmi violentemente; io con una mano afferro il cazzo e con l’ altra le apro leggermente le grandi labbra per facilitare la penetrazione. “Ah!! No, ti prego, fai lentamente!!” mi sussurra in un orecchio, io allora le infilo un dito dentro, poi uso il suo succo d’ amore per inumidire sulla punta il preservativo e riprovo ad infilarlo lentamente.

Dapprima sento le sue contrazioni di dolore, poi inaspettatamente sento che mi si abbassa con decisione, fino a sedersi sul mio membro ormai pulsante e inarrestabile. Continuando a pomiciare le stringo il suo culetto con entrambe le mani ed inizio ad alzarla ed abbassarla con intensità crescente: “non ci credo, sto scopando con una ragazza, con la MIA ragazza!!”. Continuando a saltare su di me, si discosta dalle mie labbra, si toglie il reggiseno e lo butta sul cruscotto davanti.

Io ormai in preda al piacere inizio a stuzzicarle i capezzoli e a massaggiarle le tette, che seppur piccole rimbalzavano dolcemente al ritmo del nostro godimento. Decidiamo di cambiare posizione e di provare il missionario, così mi alzo leggermente e le dico di aggrapparsi a me; sempre con il cazzo dentro di lei la appoggio nei sedili ribaltati.
Lei allarga le gambe, come per intimarmi a continuare e con i talloni inizia a spingere sulle mie natiche, seguendo il ritmo del mio cazzo che ormai si era fatto spazio del tutto all’ interno della sua fica.

Io ormai non ne potevo più, avevo le palle che mi stavano per esplodere, lei probabilmente accortasene dal mio aumento nel ritmo allontana da me i piedi e con le mani mi afferra i fianchi, tirandomi a lei con forza. A quel punto spinsi tutto il mio peso su di lei e sborrai… Eccome se sborrai!! Non potrò mai descrivere il piacere non sili di essere, venuto, ma di essere venuto dentro di lei, la ragazza che ho amato e che tuttora amo!! Buttai il preservativo e ci sedemmo un attimo a farci le coccole, per poi rivestirci ed andare a casa.

Purtroppo vista la mia poca resistenza ed esperienza non sono riuscito a farla venire, quella sera… Ma presto ho restituito il favore.

Jack e Carlo (Quinta parte)

Quando Carlo sbattè la porta del bagno dietro di se, Jack si morse un labbro, aggrottando le ciglia confuso. Cosa aveva detto di sbagliato? Forse Carlo era ancora arrabbiato con lui perché l’aveva baciato. O forse non lo voleva intorno per quello che era successo. I suoi occhi blu di cristallo cominciarono a pungere per le lacrime e batté le palpebre furiosamente per alcuni secondi per non farle rotolare sulle guance, era determinato a non piangere.

Se Carlo era adirato con lui era colpa sua per essere stato così stupido. Perché non aveva tenuto per se i suoi sentimenti pensò infuriato.
Passarono dieci minuti, poi quindici e Carlo non era ancora riapparso dal bagno. Ad ogni secondo che passava Jack perdeva il coraggio di aspettare e parlare col suo amico per tentare di raddrizzare le cose. Il suo corpo era rigido per lo stare fermo nella stessa posizione così a lungo e si strofinò la nuca snella nel tentativo di alleviare la tensione.

Andò in camera sua e cominciò a spogliarsi lentamente decidendo di andare a dormire, almeno così lui non avrebbe pensato a Carlo.
Carlo rabbrividì; il pavimento del bagno era freddo, il suo corpo cominciava ad essere intirizzito ma non si mosse immediatamente, non poteva. Sentì di nuovo la delusione che lo schiacciava e si avvolse le braccia intorno al torace come se stesse tentando di tenersi insieme. Ora il freddo stava cominciando a colare nel suo corpo e si costrinse ad alzarsi.

Aprì la porta del bagno e lasciò la stanza tentando di fare il minor rumore come possibile. Stava per entrare nella sua camera quando notò che la porta di quella di Jack era ancora leggermente aperta. Non poteva res****re, diede un’occhiata attraverso la fessura e vide che Jack era a letto, addormentato su di un fianco, come faceva sempre con le coperte tirate su di sé.
Esitò per un secondo, poi spinse la porta e silenziosamente si portò al lato sinistro del letto.

Un debole sorriso comparve agli angoli della sua bocca quando guardò il suo amico. Sembrava così innocente e bello; le ciglia scure che vibravano nel sonno e le morbide guance leggermente rosa. Allungò una mano e gli carezzò delicatamente con la punta delle dita la guancia prima di costringersi a girarsi ed uscire dalla stanza. Nell’oscurità era difficile vedere ma riuscì ad attraversare il soggiorno e sdraiarsi sul divano. Non aveva voglia di andare a letto, così accese la televisione senza preoccuparsi del canale.

Stavano trasmettendo un vecchio film che non conosceva e stette a guardarlo. Dopo poco, non riuscendo a tenere le palpebre aperte, si addormentò di un sonno profondo con in mano il telecomando e la televisione che brillava sullo sfondo.
La mattina Jack andò in cucina dopo aver fatto la doccia ed essersi vestito con jeans stretti blu scuro, una camicia nera ed un paio di Van nere e bianche. Con la cosa dell’occhio vide Carlo addormentato sul divano; sorrise, si sedette silenziosamente sul bracciolo del sofà e diede un bacio delicato alla fronte dell’amico.

Le palpebre di Carlo si aprirono e sbadigliò mentre lo guardava. “Mattina, baby. ” sospirò dimenticando momentaneamente quello che era successo il giorno precedente.
“Mattina,” Gli sorrise Jack spostandogli i capelli dalla fronte con la punta delle dita. “Hai dormito bene?” Ed aggrottò le leggermente le ciglia tentando di approfondire perché Carlo avesse dormito nel soggiorno piuttosto che nella sua camera.
“Sì, bene, credo di essermi addormentato qui huh?” Ridacchiò piano Carlo ed accennò col capo alla televisione dove stavano ora trasmettendo delle ripetizioni di soap opera.

Appoggiò indietro la la testa e guardò Jack. “E tu?”
Jack accennò col capo sempre giocando delicatamente coi suoi capelli. “Mi sono dimenticato di dirti ieri che Laura ha chiamato, voleva sapere se hai scritto quel saggio di economia perchè lei non l’ha fatto e voleva che tu le dessi una mano. ”
Carlo fece rotolare indietro gli occhi ma stava sorridendo. “Sarà meglio che la chiami più tardi, sarò in università tutto il giorno.

Cosa fai stasera; stavo pensando che potremmo uscire. ” Carlo sbadigliò di nuovo sdraiandosi sul divano.
“Perchè no, vado al lavoro ma dovrei essere a casa circa alle sei, ci vediamo?” Carlo accennò col capo e Jack rimase fermo. “Sarà meglio che vada. ” Disse gettando uno sguardo all’orologio sul suo polso e sospirando.
Carlo rise ed alzò un sopracciglio. “Jay , Jay, passerai tutta la giornata a prendere fotografie di belle ragazze e ragazzi caldi, perché non sei ansioso di andare? Io lo sarei maledettamente!” Carlo scosse la testa e sporse il labbro inferiore.

“Non è affascinante come credi. ” Jack scosse le spalle con noncuranza ma non poteva fare a meno di sorridere a quel nomignolo. “Ci vediamo stasera. ” Gli arruffò allegramente i capelli, prese le sue chiavi ed uscì.
Carlo sorrise guardandolo allontanarsi pensando che le cose non erano strane tra di loro. Ma nonostante questo sapeva che voleva di più della sola amicizia e che non poteva continuare per molto tempo a fingere.

Sospirò pesantemente e spense la televisione. Si alzò ed andò in bagno per fare una doccia. Quando l’ebbe fatta prese nel guardaroba i primi vestiti che capitavano come faceva sempre, un paio di stretti jeans neri ed una t-shirt bianca con un simbolo rosso sul torace. Aggrottò le ciglia davanti alla sua immagine riflessa nello specchio e fece passare una mano tra i capelli per spettinarli, anche se non era particolarmente attento al suo aspetto, riusciva sempre a sembrare bello.

Alzò le spalle e cominciò a cercare un paio di scarpe che fossero sue, sembrava sempre pieno di vestiti e scarpe che non erano sue. Forse appartenevano ad amici o semplicemente a persone che le avevano dimenticate alla mattina, non se n’era mai realmente preoccupato. Quando finalmente le ebbe trovate prese le chiavi della macchina ed uscì. Rischiava di essere di nuovo in ritardo ad un’altra lezione del suo professore, non voleva mettersi nei guai, voleva solo passare gli esami ed uscire al più presto possibile dall’università.

Non c’era nessuno che potesse essere arrabbiato con lui per scarsi risultati a scuola ma voleva farlo per se stesso.
Carlo già era a casa da almeno un’ora prima che Jack arrivasse e si alzò quando sentì l’amico infilare la chiave nella serratura. Si morse un labbro e corse alla porta, aveva pensato a Jack per tutto il giorno ed ora voleva disperatamente vederlo. Jack lasciò cadere la borsa sul divano e Carlo lo tirò immediatamente nelle sue braccio per un abbraccio.

“Ciao,” Rise piano Jack ed avvolse le braccia intorno alla vita dell’amico rendendogli l’energico abbraccio. “Ti sono mancato?” Scherzò.
“Sì…” Borbottò Carlo sulla sua spalla continuando ad abbracciarlo. Chiuse gli occhi per un momento, inspirando il profumo familiare del dopobarba dell’amico. Lo lasciò andare di malavoglia e con un mezzo sorriso gli chiese alzando un sopracciglio: “Una buona giornata?”
“Beh molti bei ragazzi con indosso poco…. Sì è stata una buona giornata. ” Jack rise e gli colpì allegramente la spalla.

“Geloso?”
“Noo, io ho qui quello più bello!” Carlo sorrise e lo afferrò per le spalle spingendolo sopra il divano e mettendosi a cavalcioni su di lui con le ginocchia ai lati delle sue gambe. Rise e gli baciò la punta del naso. “Sembra che la tua giornata sia stata migliore della mia per almeno un chilometro!”
Jack sorrise e sperò che la sua faccia non mostrasse quanto amava essere così con lui. “Posso prendere un drink o starai seduto su di me tutta la sera?” Chiese guardando l’amico con i suoi occhi da cucciolo.

“Non fingere che non ti piaccia!” e gli fece l’occhiolino sfacciatamente. Si alzò ed andò a prendere due birre nel frigorifero, ne diede una a Jack e si sedette sul divano appoggiandosi all’amico. “Allora, c’è stato qualche modello che ha catturato la tua attenzione?”
Jack scosse la testa prendendo un sorso. “Sono belli, evidentemente, ma non sono quello che sto cercando…” e si morse un labbro, Carlo era precisamente quello che stava cercando ma non c’era modo che lui potesse dirlo.

“Così come va tra te e Max?” Chiese senza guardarlo.

LA MIA PRIMA VOLTA DA SISSYBOY (Parte 6)

LA MIA PRIMA VOLTA DA SISSYBOY (Parte 6)
Aprii la bocca, avevo voglia di sentire il calore della sua cappella, me lo infilai in bocca e cominciai a ruotare la lingua intorno alla cappella mentre succhiavo quasi facendo il vuoto in bocca. Sentii la sua mano sulla mia testa muoverla ritmicamente su e giu’ mentre l’auto aumentava la velocita’.
Io continuavo a succhiargli il cazzo che diventava sempre piu’ duro, poi mi lascio’ la testa e sentii la sua mano scorrere lungo la schiena e infilarsi nei miei pantaloni, poi nello slip ed infine sentii il suo dito medio scivolare tra le mie cosce fino a trovare il buchetto del culo.

Esito’ un attimo e poi lo spinse dentro,
Io inarcai il culo e sentii il suo dito penetrarmi dolcemente.
– Hai un bel culetto, Claudio, dai fammi godere che poi ti inculo. – mi disse.
Non fece in tempo a finire la frase che un fiotto di sborra mi riempi’ la bocca. Continuo’ a sborrarmi in bocca, mentre io cercavo di ingoiare tutta la sua sborra calda.
Le sue mani continuavano a spingere la mia testa verso il suo cazzo che ormai mi era arrivato in gola e quasi mi soffocava.

Cominciai a rantolare e a tossire, ma lui insisteva nello spingere mentre gli ultimi fiotti di sborra calda mi andavano giu’ per la gola.
Lascio’ andare la mia tresta e sfilo’ il cazzo dalla mia bocca. Cominciai a respirare bene di nuvo, poi mi adagiai sullo schienale del sedile.
Sentii le sue mani sbottonarmi la patta dei pantaloncini, tirarmi giu’ lo slip e tirare fuori il mio cazzetto duro.
Abbasso’ la testa e me lo prese in bocca.

Mi stava facendo un pompinochiusi gli occhi e tirai dietro la testa, poi guardai giu’ e vidi il movimento ritmico della sua testa che andava e veniva sul mio cazzetto.
– Sto per sborrare – dissi – ecco sborro –
– Vienimi in bocca – disse lui – voglio assaggiare il tuo nettare – sborrami in bocca dai. –
Non fece in tempo a finire la frase che io stavo sborrando nella sua bocca.

Succhio’ avidamente il mio cazzo ingoiando tutto il mio sperma e leccandomi bene la cappella ed il cazzo.
– Ce l’ho duro di nuovo – disse e, mentre lo diceva, mi tolse i pantaloncini e le mutande, poi mi sollevo’ di peso – allarga le gambe e vieni sopra di me – disse. E cosi’ facendo, mi ritrovai a cavalcioni sopra di lui con il suo cazzo fra le cosce.
Comincio’ a strusciare il suo cazzo fra le mie cosce, poi sputo’ su una mano e mi bagno’ bene il buchetto del culo.

Poi prese il suo cazzo e diresse la cappella sul mio buchetto. Sentivo quel pezzo di carne che spingeva contro il mio sfintere, mi venne subito il cazzo duro, lo volevo dentro, volevo il suo cazzo dentro di me come l’ultima volta.
Lo avevo sognato le notti precedenti dentro il mio letto, mentre mi masturbavo al pensiero del suo cazzo, ed ora era li che spingeva contro il mio culetto.
La cappella si fece strada, sentii il mio sfintere dilatarsi piano piano pronto ad accogliere il suo cazzo prepotente.

Mi mise la lingua in bocca, mentre il suo cazzo guadagnava terreno.
Sentiila sua cappella scivolare dentro di me e riempirmi tutto, poi piano piano lo sentii penetrarmim fu allora che mi disse – Dai muoviti tu, comanda tu il gioco, muovi il tuo culo e fatti inculare –
Mi misi in ginocchio sui lati del sedile con le gambe divaricate, inarcai il culo e sentii il cazzo scivolare fuori. Lui lo riprese subito e lo rimise dentro.

Stavolta il cazzo entro’ subito, il mio culetto era dilatato e lo accolse subito.
– Non lo far uscire piu’, sollevati e vai di nuovo giu’ senza farlo uscire, voglio stare a lungo dentro di te prima di sborrarti nel culo – disse
Obbedii e mi alzai facendo scivolare fuori il cazzo fino alla cappella e poi andai di nuovo giu’ fino a sentire le sue palle sbattermi contro il buco del culo.

Avevo il suo grosso cazzo tutto dentro di me, mi riempiva mentre il mio cazzetto sbatteva sulla sua pancia ad ogni mio movimento.
Non vedevo l’ora di sentire la sua sborra inondarmi il culo e riempirlo.
(continua).

Con i muratori…

Mi chiamo Roberta, ho 30 anni e, dicono di me, una gran fica.
L’estate appena passata l’ho trascorsa a ristrutturare casa e ho avuto la possibilità di frequentare, giornalmente, i muratori che la ditta mi inviava.
Non passava giorno che non li provocassi (cosa che adoro fare e che mi riesce benissimo) e fino a quel giorno non era successo nulla forse per paura che i titolari della ditta potessero cacciarli.
Anche quella mattina mi metto una cortissima minigonna, canottierina leggerissima e molto scollata, un bel perizoma e sandali con tacchi alti come sempre.

Dopo avergli offerto un caffè e essermi inchinata per bene davanti a loro per mettere in mostra il mio sederino mi chiedono di accompagnarli a comprare della vernice che hanno terminato.
Ci mettiamo in macchina io alla guida uno al mio fianco e l’altro dietro. Vedevo il tipo che mi stava accanto che non toglieva gli occhi dalle mie cosce che una volta seduta si erano scoperte sino quasi alla figa e da dietro l’altro mi fissava attraverso lo specchietto retrovisore le tette che fuoriuscivano per oltre metà dalla scollatura e che, comunque si notavano in trasparenza.

Anch’io vedevo che i pantaloncini dei due si erano rigonfiati in modo esagerato ed ero già bagnata al pensiero di mettermi in bocca quell’arnese che potevo immaginare benissimo date le dimensioni della patta.
Durante la guida mi scosciavo e facevo domande maliziose ai due tipo “Ma ce l’avete la fidanzata in Romania”, “Da quanto tempo non la vedete”, “Come fate a resistere tutto questo tempo senza fare l’amore” ecc. Anche loro, preso coraggio, mi rispondevano sempre più a tono e con un fare a loro volta provocatorio: “E’ parecchio che non torniamo ma a noi piacciono di più le signore italiane come Lei per esempio” e mentre parlavano il tipo di fianco si tira fuori dal lato dei pantaloncini il suo pisello grande, bello, pulsante.

Mi prende la mano destra e mi riempie il palmo con il suo bastone mentre dai sedili di dietro l’altro mi infila una mano nella scollatura e mi massaggia una tetta. Faccio finta di meravigliarmi: “Che fate”, “Siete ammattiti” e intanto continuo a stringere quel bel cazzone nella destra e anzi comincio a masturbarlo lentamente senza fermarmi con l’auto.
Mi fermo in una piazzola lungo la strada e prima che possa dire qualcosa il lui di fianco mi prende per la nuca e mi fa abbassare fino a raggiungere il suo cazzo che con un gemito di piacere mi infilo in bocca cominciando a spompinarlo, l’amico da dietro, intanto mi tastava il culo rimasto nudo vista la mia posizione e mi infilava due dita nella passerina fradicia spostandomi il perizoma.

Eravamo in pieno giorno sul ciglio di una strada abbastanza trafficata e stavo spompinando senza nessuna vergogna due bei ragazzoni! Anche il giovane di dietro si sposta tra i due sedili e anche lui, tirato fuori il suo bel pisello mi fa spostare la testa e me lo infila in bocca. Continuiamo un po’ alternado i due piselli nella bocca ma poi domando se non era il caso di andare a casa dove saremmo stati più comodi.

Mi dicono di andare da loro lì vicino e ci avviamo. Arriviamo in casa, che dividevano con altri loro amici dei quali due presenti in quel momento ed è chiaro cosa possono aver pensato quando passiamo davanti a loro per andare in camera da letto vestita da troia con mini, tacchi alti e cannottierina trasparente. Entriamo in camera e in un attimo rimango nuda tranne i sandali e il perizoma mentre cominciano a baciarmi e palparmi dappertutto.

Mi fanno sedere sul bordo del letto e, nudi anche loro, si mettono davanti al mio viso con i loro cazzi tesi. Li prendo in mano e comincio a baciare e leccare le loro cappelle, me li infilo in bocca uno per volta e poi tutti e due assieme eccitata al massimo. Mi fanno mettere a pecorina sul letto e il più maturo continua a tenermelo in bocca da davanti mentre il ragazzo più giovane che era seduto sui sedili posteriori, spostandomi leggermente il perizoma mi infila la sua grossa nerchia nella passerina.

I nostri gemiti di piacere si confondevano quando vedo i due amici dell’altra stanza che si affacciano e uno dei due porci mi dice che vorrebbero solo vedere. “Perché guardare quando possiamo benissimo fare tutto insieme” dico rivolta a loro che immediatamente mi assalgono e mi scopano in tutti i buchi. Il più maturo si sdraia e mi dice di impalarmi sopra di lui, cosa che faccio immediatamente guidando il suo duro bastone nella mia fica, uno dei due, mi accorgo solo ora che non so neanche come si chiamano, mi bagna il buchino con la saliva per facilitare l’ingresso nel culetto e comincia a forzare l’ingresso che in verità cede immediatamente.

Stavo urlando dal piacere di avere due bei piselloni nella passerina e nel culo quando all’improvviso i loro due amici di casa mi mettono in bocca i loro arnesi caldi e gonfi che comincio con un piacere immenso a spompinare.
C’erano 4 bei maschioni che mi stavano sfondando tutti i buchi e non so nemmeno io quante volte sono venuta.
Uno alla volta anche i loro amici mi sborrano, chi in bocca, chi nel culo facendomi colare tutto il loro sperma ai lati della bocca e sulle tette in un gran finale da sballo.

Dopo una mezz’oretta di ripresa ci rimettiamo in sesto e riprendiamo da dove avevamo lasciato.

Jack e Carlo (Quarta parte)

Carlo era ancora sdraiato sul letto quando sentì un scoppio improvviso di musica; per un momento rimase confuso finché non comprese che si trattava del telefono. L’afferrò dal comodino di fianco al letto e l’aprì senza guardare di chi si trattasse.
“Pronto?” Disse tirandosi addosso il piumino.
“Ehi Carlo, sono io. ” Rispose Max , la sua voce non mostrava alcuna emozione.
Carlo non ebbe bisogno di chiedere chi era, lo riconosceva dalla voce.

“Ciao. Te ne sei andato questa mattina?”
“Doveva andarmene e non volevo svegliarti. ” Disse Max con noncuranza.
“Perché mi chiami?” Sospirò pesantemente Carlo; non voleva entrare nel problema voleva solo finire velocemente.
“Sono stato stupido questa notte, vuoi dimenticarlo?”
Era il modo di chiudere la questione ma Carlo si morse un labbro ed esitò prima di rispondergli. Fino a quella mattina non aveva pensato a Jack in alcun altro modo se non come amico ma ora le cose erano diverse.

“Sì, dimenticherò. ” Borbottò.
“Cosa stai facendo, baby?” La voce di Max perse il suo tono duro e divenne civettuola.
L’uccello di Carlo si indurì immediatamente al solo suono di quella voce e sorrise, aveva bisogno di distrarre la sua mente da Jack. “Adesso? Sono a letto, nudo e fottutamente duro. ” Rispose tentando di distrarsi dal pensare di nuovo al suo amico.
Max rise con la sua risata gutturale. “Oh sì? Vuoi che venga lì?”
“Faresti bene, sono così fottutamente eccitato.


“Sono già in viaggio. ” Disse Max chiudendo la comunicazione.
Dopo poco bussarono alla porta e Carlo andò per aprire; era nudo ed il suo corpo ben fatto aveva un aspetto più fantastico che mai. L’argento che gli forava il capezzolo ed i tatuaggi sul torace davano al diciannovenne una sembianza provocantemente pericolosa. Aprì la porta e Max sorrise furbescamente, i suoi occhi guizzarono sul corpo dell’amico, chiuse la porta e lo baciò rudemente sulle labbra.

Carlo gemette mentre il corpo del ragazzo si pigiava contro il suo facendoglielo diventare ancora più duro. Sentiva la protuberanza nei jeans di Max ed abilmente glieli sbottonò e aprì con una mano facendoli cadere sul pavimento.
Max si tirò via la t-shirt mentre usciva da boxer e jeans e tirò di nuovo Carlo a se carezzandogli il torace e baciandolo profondamente. Carlo avvolse le braccia intorno al suo collo e lasciò che il piercing della sua lingua strofinasse contro la lingua di Max, sapendo quanto lui amava quella sensazione.

Poi si tolse dalle labbra del ragazzo e si girò per andare verso la camera da letto ma Max gli prese una mano e non si mosse. “Voglio incularti proprio qui sul pavimento. ” Gli mormorò eccitante in un orecchio: “Mettiti in ginocchio, baby. ” Chiese guardandolo negli scuri occhi marroni.
Carlo fece come gli era stato detto e si mise su mani e ginocchia sul pavimento, il tappeto era fastidioso sotto la pelle nuda ma non ci fece caso.

Inginocchiandosi dietro di lui, Max gli allargò le natiche inalando il profumo di cui era dipendente e si piegò a leccare il caldo buco rosa. Lo stuzzicò con leccate leggere e Carlo rispose lamentandosi e spingendo indietro il culo per costringere la lingua dentro di sè. “Oh cazzo, Max, mettimi la lingua nel culo. Diiooo, ohhh così baby, più forte!” Si lamentò Carlo.
“Ti piace, huh? Piccola puttana. ” Gemette Max togliendo la lingua.

“Non fermarti!” anelò,Carlo più eccitato che mai. “Fottimi dannatamente Max, io voglio il tuo cazzo. Inculami!” Implorò. Max aveva sempre questo effetto su di lui, gli piaceva inculare ed essere inculato ma Max era di solito il dominante ed ora Carlo non aveva problemi.
Max pigiò la testa del suo 23 centimetri contro il buco del culo del suo ragazzo. “E’ questo che vuoi, baby? Lo vuoi proprio nel tuo bel sedere stretto?” Cominciò a spingere il cazzo enorme dentro Carlo che gridò per il dolore iniziale.

“So che vuoi questo, puttana!” Gemette scivolando ulteriormente nel culo stretto. Il ragazzo si lamentò rumorosamente, troppo preso da quello che gli si stava facendo per rispondere. “Sì, così, continua a prendere il mio cazzo, uhhh…” Gemette Max mentre spingeva il suo uccello più profondamente. Continuò a spingere sempre più a fondo finché tutta la sua lunghezza non fu nel caldo buco del suo boyfriend.
“Mhmmm, è fottutamente bello!” si lamentò Carlo inarcandosi indietro per il piacere mentre sentiva Max che lo riempiva completamente.

Il ragazzo lo estrasse fino a che solamente la testa non rimase dentro, e poi lo spinse dentro dal principio alla fine, facendo gridare in estasi l’amico. Cominciò a spingere più velocemente, stringendo ermeticamente le anche di Carlo per sostenersi. Mentre l’uccello sprofondava nel suo sedere, Carlo chiuse gli occhi e vide la faccia di Jack dietro le palpebre chiuse. Immaginò che fosse Jack a fottergli il sedere ed i suoi lamenti divennero più forti.

Max affondò i denti nella spalla di Carlo facendolo ritornare alla realtà, erano ambedue eccitati ed i loro corpi erano sudati per la chiavata appassionata. Max fece scivolare una mano tra le gambe del ragazzoo e cominciò a menarglielo all’unisono con le sue spinte profonde. Carlo gettò indietro la testa lamentandosi per il piacere intenso. “Ohh sì Max!” Si lamentò.
“Vuoi che ti venga nel culo, baby?” Max spingeva più velocemente comprendendo che stava per eiaculare.

“Oh sì, sborrami nel culo…” Disse Carlo ansando.
I due ragazzi vennero simultaneamente; Max sparò il suo sperma profondamente nel sedere di Carlo mentre fiotti di seme caldo sprizzavano dal cazzo dell’amico. Crollarono insieme sul pavimento, caldi, sudati ed esauriti.
“Devo andare al lavorare, sono in ritardo…” Borbottò Max, gettando uno sguardo al suo orologio. “Sei stato stupendo baby!” Sorrise furbescamente e baciò la guancia di Carlo mentre raccoglieva i suoi vestiti.

“Ci vediamo più tardi. ” Gli baciò rapidamente le labbra e se ne andò.
Carlo si alzò lentamente dirigendosi verso il bagno per una doccia. Sotto il getto di acqua calda comprese che quello che sentiva per Max non poteva essere amore, lussuria chiaramente, ma non amore e d’altra parte amava tutto di Jack. Voleva tenerlo nelle sue braccia e non lasciarlo andare più. Voleva dire a Jack quanto l’amava con tutto il suo cuore e che voleva essere con lui e con nessun altro.

Carlo non aveva mai sentito qualcosa di così forte per qualcuno prima di allora; non poteva sapere se Jack provava lo stesso. Doveva dirglielo.
Il tempo di uscire dalla doccia e vestirsi e Jack era arrivato a casa. Vedendolo il cuore di Carlo cominciò a battere forte ed il sorriso illuminò la sua faccia. “Ehi,” Disse tentando di tenere la voce normale.
“Ehi…” Borbottò Jack senza guardarlo negli occhi. Dio, quanto l’amava, ma baciarlo era stato un tale errore.

Se Carlo avesse saputo quello che sentiva probabilmente sarebbe cambiata la loro amicizia e questo era qualche cosa che Jack non voleva rischiare. “Mi spiace per prima, è stato uno stupido impulso; non so a cosa stavo pensando!” Jack si costrinse a sorridere. “Non preoccuparti, non ho mire su di te. ” Scherzò tentando di non mostrare quanto soffriva a non dire onestamente quello che sentiva.
Carlo sentì il cuore fermarsi e tutto quello che riuscì a fare fu accennare.

Amava Jack ed aveva pensato che anche Jack l’amasse. “Non preoccuparti. ” Riuscì a borbottare prima di girarsi e scomparire nel bagno chiudendo la porta a chiave dietro di se. Si sedette sul pavimento e raccolse le ginocchia contro il torace. L’uscita di Jack lo faceva stare male, così male, gli doleva il torace, si sentiva come se il cuore gli si fosse spaccato in due.

La serata a Sorpresa

Racconto trovato in rete su xhamster.

La serata si prospettava interessante per Meredith e Daniel, il ragazzo le aveva accennato il mattino che ci sarebbe stata una sorpresa quella sera e che sarebbe passato a prenderla alle 20, lei aveva passato la maggior parte del pomeriggio a pensare cosa potesse aver organizzato Daniel e poi andò a prepararsi.
Puntualissimo lui si presentò sotto casa di lei alle 20, la salutò baciandola e poi ammirò quanto era stupenda fasciata dal quel vestito a tubino rosso che metteva in risalto le sue forme sinuose, le aprì lo sportello con fare galante e la invitò a salire per poi partire verso la lunga serata che li aspettava.

Per prima cosa la portò a mangiare in un ristorantino fuori città molto intimo e curato dove cenarono con gusto mentre parlarono della giornata, lui amava sentirla parlare e aprirsi a lui,le piaceva quando si confidava quando gli chiedeva consigli oppure semplicemente quando come un fiume in piena parlava senza fermarsi e anche quella sera Meredith non l’aveva deluso passando da un argomento all’altro senza problemi, dopo cena uscirono e lui le chiese se era pronta per la sorpresa, lei annuì e allora salirono in macchina e partirono.

La portò in una casa sulla spiaggia affittata per la nottata, la fece entrare e lei subito lo baciò con passione, si abbracciarono e palparono, poi lui la staccò dicendole che la serata sarebbe stata dedicata a lei, di seguirlo senza fare domande e di lasciarlo fare, la portò in bagno, la spogliò e dopo aver riempito la vasca idromassaggio la fece immergere facendole chiudere gli occhi, lui si spogliò e la seguì mettendosi alle sue spalle.

Iniziò a massaggiarle le spalle e il collo facendola rilassare, ogni tanto cadendo in tentazione glielo baciava dolcemente, proseguì il massaggio scendendo sui fianchi e sulle gambe, poi la abbracciò da dietro tenendola a stretto contatto con lui in silenzio per viversi quel momento intimo insieme.
Dopo attimi interminabili ma molto intimi uscirono dalla vasca, si asciugarono reciprocamente guardandosi negli occhi, poi lui la prese per mano e la porto in camera facendola stendere sul letto, la osservò in tutta la sua perfezione, quei seni stupendi e grandi che lui amava baciare e toccare, quei capezzoli turgidi grandi come delle piccole ciliegie rosse su cui la sua lingua giocava, si divertiva sempre a stimolarglieli, guardò il suo ventre né troppo piatto né con la pancetta, giusto, come piaceva a lui, il suo sguardo scese su quelle gambe sode scolpite da anni di pallavolo e palestra e infine guardò verso la fonte del piacere della donna, contornata da una peluria rossa ancora bagnata dai momenti passati in vasca precedentemente, Daniel si avvicino a lei e le disse di fidarsi e lasciarlo fare, di non preoccuparsi, poi si alzò e andò in bagno.

Quando lui tornò in camera lei notò che aveva una bacinella in mano, Daniel si sedette accanto alla ragazza e inumidì un piccolo asciugamano che poi poso tra le gambe di essa proprio sul monte di Venere, le chiese di chiudere gli occhi e di rilassarsi, appena lo fece lui prese un po di schiuma da barba se la mise in mano e togliendo l’asciugamano iniziò a cospargerla sul pube di Meredith massaggiando delicatamente.

Lei presa alla sprovvista subito si sentì strana avendo capito le sue intenzioni ma la situazione la eccitava molto quindi lo lasciò fare, Daniel con cura cosparse di schiuma tutta la zona intima e poi con un rasoio delicatamente taglió via tutti i peli lasciandola completamente liscia e pulita.
Ora il ragazzo si fermò ad ammirare incantato la sua opera e notò che il sesso della ragazza ero molto bagnato, era eccitata, le labbra erano aperte come un rosa rossa, non resistette e si buttò subito a leccare e baciare quel fiore assaggiando avidamente quel nettare, Meredith gemeva e godeva finché entrambi si guardarono e iniziarono a fare l’amore come mai avevano fatto prima, con infinita passione e voglia, in diverse posizioni, fino a quando appagati si addormentarono teneramente abbracciati per poi svegliarsi il mattino seguente e godersi insieme l’inizio di un nuovo giorno.

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