Archivio mensile:Febbraio 2011

La mia prima volta!!!!

Avevo 15 anni.
Dopo una lunga estate di lavoro, giugno e luglio, ero riuscita a raggranellare i soldi sufficienti per comprare un motorino.
Avevo sgraffignato rossetti e collants alla mamma, Mi sarebbe bastato un paio di shorts, oppure una minigonna, ma quest’ultima mi mandava in crisi, perchè la mamma non le indossava, ma spesso durante i cambi stagione i miei jeans venivano “dati” a fratelli o serelle più piccoli. Ne avevo un paio che calzavano corti, ma perfetti alla vita, li sottrassi al riciclo familiare e dopo averli nascosti, con un paio di forbici le resi un apio di bellissimi shorts … anche se non perfetti.

Agosto in ferie con la famiglia durò una infinità di tempo, ma intorno al 20 ero di nuovo libera di truccarmi e farmi bella.
Mia madre partì, mio padre assente come al solito andò dalla amante di turno.
Fratelli e sorelle piccoli con la Tata … ero liberaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!
Il motorino però era sotto casa, e poi come uscire?
Trovai un espediente, mi ci sono ingegnata tante sere, ma alla fine sono riuscita a uscire ….

sentivo il vento della libertà nei capelli, ridevo e piangevo insieme … sapevo già dove andare … ma non sapevo cosa avrei trovato, e questo mi eccitava ancora di più.
Il parco delle Cascine di Firenze era già rinomato per alcune trans che facevano sesso (a pagamento dicevano gli amici libertini di mia mamma nel 1979) e lì mi diressi senza esitazioni.
Prima di arrivare al parco, però, mi cambiai e mi misi il rossetto e gli shorts ricavati dai jeans in disuso, e dopo mi sentivo così a mio agio che dovetti guardare bene dal non fare incidenti e guidare il motorino al posto che avevo scelto.

Non avevo ben chiaro cosa sarebbe successo, nè chi frequentava il luogo, avevo anche una gran paura di trovarmi in situazioni per me ingestibili, ma avevo una gran volgia di farmi vedere e esibirmi … e sentivo il vento in faccia come una sfida che lanciavo a tutto ciò che mi circondava come un vento di rinnovamento … orgoglio e narcisismo stavano prevalendo sui rischi che correvo.
Infatti all’imbocco delle cascine andavo piano piano e guardavo qua e là.

Vedo una ragazza che mostra le gambe dalla portiera di una auto in sosta e penso: eccole, le zoccole 😉
Vado avanti senza rendermi conto che invece un’auto mi segue, in fondo ale cascine giro per tornare indietro e vedo una mini minor che gira subito dopo di me, allora per tutto il viale mi giro a vedere se mi segue, e ne ho la assoluta conferma, mi segue!
In cima rigiro e, col batticuore, mi fermo facendo finta di avere problemi al motorino, pure LUI si ferma e mi chiede se è tutto ok? Gli dico istintivamente di si, ma poi mi rigiro a guardarlo, che figo!!!, allora mi correggo, problemi di carburazione …
Lui senza esitazione mi chiede se voglio fare un giro con lui, io gli rispondo senza esitazione: SI ….

Mi porta con la sua mini in giro, mentre parla parla e parla, ogni tanto lo guardo e lo trovo eccitantissimo, non so come frenare il mio impulso sessuale (davanti, o per lo meno come nasconderlo, non ci avevo pensato finora, ma lui sembra non curarsene e, anzi, pare capire il mio imbarazzo) ….
Non so come è che ci siamo ritrovati su un plaid a parlare e poi baciarsi e ….

Lui mi tocca le gambe, mi dice “ti voglio” … non so come dirgli che per me sarebbe la prima volta, ma non mi da il tempo, mi carezza le natiche, mi carezza ovunque, lo sento desideroso e io inizio a desiderarlo …
gli tocco davanti e sento un cazzo durissimo, per un’istante ho avuto paura e subito dopo ho sentito un fremito al buchetto del sederino …
Pomiciamo così ma non so per quanto, finchè lui si sbottona la cerniera e i pantaloni e con mia sorpresa lo tira fuori durissimo … resto un attimo a guardarlo, ma lui guardandomi appena alzo gli occhi al suo viso, mi chiede se mi piace … TANTISSIMO, ma non lo dico per paura e “pudore” (a quei tempi ne avevo!!!) allungo la manina per toccarlo, in reltà ho un pò paura, ma non so di che cosa, lo tocco, lo sento durissimo e liscissimo, lui mi incita ma ho paura, non ho mai fatto sesso finora … poi accade qualcosa di strano, il cielo si illumina, una stella cadente, siamo così su un prato su un plaid e ci viene di guardare la stella cadente, le nostre emozioni confluiscono in una risata che esterna le nostre paure e come un incanto desidero leccarglielo … ci provo e trovo gran piacere, lui lo sente, e con la mano sulla mia testa prova a spingere … ma io non accetto.

Alzo la testa e gli chiedo qualcosa, la sua risposta mi colpisce e …mi rimetto giù e … continuo a leccarglielo mentre lui mi invita a mettermi a pecorina … ma a questo punto mi sento a mio agio, sembra che la stella mi abbia detto di andare avati con fiducia ….
Mi carezza il sedere e mi cerca il buchetto … mentre con l’altra mano mi invita a prenderlo in bocca, cosa che lentamente faccio e mi eccito … lui lo sente e mi tocca anche davanti dall’apertura delle coscie e infine prende a toccarmi davanti con più insistenza … la cosa mi eccita così tanto da prenderglielo in bocca tutto, ma arrivata all’ugola una senso di rigetto mi prende tutto il corpo, e mi ritiro quasi soffocata e con le lacrime ali occhi … lui capisce e mi prende il viso … mi carezza e mi bacia le guance, cerca la mia bocca, ho vergogna del conato, ma lui insiste e ci baciamo a lungo … nel frattempo lui mi cerca davanti e dietro, mi carezza ovunque, mi spoglia completamente …
Gli chiedo di spogliarsi e lui si alza in piedi e si toglie la maglietta, ho un impeto di desiderio vedendo il suo petto villoso e peloso, poi si toglie e pantaloni e lo slip, resto senza fiato come prima, ma lui me lo mette davanti alla bocca e io glielo riprendo in bocca, ciucciandolo a poco a poco sempre più … lui intanto eccitatissimo mi carezza la schiena fino alle natiche e poi sempre più giù … mi trovo eccitatissima a desideralo ma lui è ancora più pronto, mi gira e a pecorina mi lecca il sedere e piano piano si avvicna al buchetto e infine lo slingua e bagna con la sua saliva ….

poi con i suoi baci, dopo avermi fatta fremerre di desiderio, risale sulla schiena e mi bacia sul collo …. mi ha estasiata di desiderio, lo sento puntarmi il sederino e poi il buchetto, si prendimi!!!
All’inzio mi ha detto paroline gentili su come fare, “allargalo”, “fai finta di farla” e altro, poi è stato deciso e dolce allo stesso tempo, è entrato, io ho sentito un gran male, lì per lì, ma mentre andava avanti e indietro sentivo il dolore attenuarsi e lasciava una sensazione piacevolissima e quasi quando inziavo a rendermi conto che la cosa era bellissima … lui ha avuto una serie di sussulti nel mio buchetto e io dal davanti … siamo venuti insieme!!!
Siamo rimasti così a lungo, poi ci siamo abbandonati su un lato sul plaid, mentre lui mi raccontava di sè, sempre col suo cazzo nel mio sederino, era un marinai, l’indomani sarebbe ripartito per svariati mesi di traversata verso il sudamerica e altri luoghi … la cosa mi rattristava …
Col magone e il dispiacere di non rivederlo a lungo lo ha sfilato dal mio sederino con grossissimo dolore per me ….

Purtroppo il mio marinaio non l’ho più rivisto, ma è riuscito a lasciare a me una prova di chi sono realmente … una gran troia!!!
Nei 15 giorni successivi ho provato difficoltà a sedermi e fare i miei bisognini, ma dopo … ;).

Un assurdo e indimenticabile pomeriggio

Ciao a tutti. Voglio narrarvi una vicenda che ho vissuto in prima persona la scorsa estate, mentre ero in vacanza a Gallipoli. La storia che andrò a raccontare potrà apparire incredibile, ma ne assicuro la veridicità in ogni singolo dettaglio. In una delle prime uscite serali con i miei amici, decidemmo di andare a bere qualcosa tutti insieme. Ad un certo punto sono uscito fuori del locale a fumare una sigaretta. Mi si avvicinò una ragazza da sola per chiedere da accendere.

Dopo un pò iniziammo a parlare del più e del meno, mi disse di chiamarsi Elisa, di essere umbra e studiare giurisprudenza. Sembrava una tipa molto simpatica ed espansiva, tanto che parlavamo di tutto come fossimo due vecchi amici. Fisicamente era piuttosto in carne, mora, carnato scuro e seno parecchio abbondante. Ad un certo punto, non ricordo precisamente il perché, la conversazione scivolò sull’argomento sesso e relazioni. La ragazza ne parlava con una naturalezza sorprendente e la cosa mi affascinava molto, tanto che ad un certo punto mi feci avanti con qualche avance.

Si ritrasse, giustificandosi nel dire che stava frequentando da qualche giorno un ragazzo polacco, conosciuto in quella stessa vacanza. Mi raccontò che il ragazzo la sera lavorava come barman su uno stabilimento balneare, di quelli con discoteca all’aperto. Poi aggiunse che in ogni caso io non ero il suo tipo, non rispettavo i suoi canoni di bellezza. Incuriosito, le chiesi il motivo. Secondo lei, ero troppo peloso. Se ne sarebbe accorta ad un certo punto, quando un colpo di vento mi aveva alzato la camicia.

A me sembrava normale. Per i suoi gusti invece, il ragazzo ideale doveva essere completamente glabro, e anche se mi fossi depilato, sarebbe stato lo stesso, perché gli piacevano solo i tipi glabri di natura. Mi spiegò che la ragione di questo suo strano gusto stava nel fatto che lei si eccitava molto nel vedere un corpo di tipo androgino, ed era schifata da ogni sorta di pelo maschile, barba compresa. Scoppiai a ridere, affermando che non esistono uomini completamente privi di peli, se non in età prepubere.

O meglio, esistono, ma a causa di un gene, sono pure senza capelli. Lei si fece tutta seria, aggiungendo che il giorno seguente mi avrebbe fatto conoscere il suo lui, che era proprio così, addirittura anche nelle parti intime. Ho pensato che tanto non avevo nulla da fare, visto che i miei amici scendevano sempre tardi al mare. Per cui decisi di accettare l’invito, ma non certo per conoscere il suo ragazzo, cosa poteva fregarmene? Sicuramente ci saranno altre ragazze, pensai tra me e me.

Ci siamo rivisti come d’accordo nel primo pomeriggio del giorno successivo, visto che il tizio in questione iniziava a lavorare nel tardo pomeriggio. Eravamo solo noi tre, quindi le mie aspettative restarono deluse. Scelsi di restare comunque in loro compagnia, cosa avrei potuto fare altrimenti? Dopo aver preso un caffé, andammo in spiaggia, vista l’ora e il caldo. Effettivamente il suo ragazzo, Tomas, era proprio come lo aveva descritto Elisa: ventotto anni, magro, biondino con i capelli lunghetti, senza un filo di barba.

Ci spogliammo per metterci il costume, ed ebbi un’ulteriore conferma: Tomas non aveva nemmeno l’ombra di un pelo sul corpo. Iniziai a farci caso. Non ne aveva proprio su braccia, gambe, petto e pancia. Zero. Devo ammettere che era anche un bel ragazzo, per come posso giudicare da uomo. Aveva muscoli ben definiti, lineamenti regolari e dimostrava meno dei suoi anni, seppure troppo magro. Sicuramente meglio della ragazza. Elisa era certamente troppo in carne, anche se sopperiva al suo fisico con personalità e carattere.

Iniziammo a chiacchierare e bere birra mentre eravamo stesi al sole. Più tardi, decidemmo di affittare un pattino per andare a nuotare un po’ al largo. In mezzo al mare Elisa si accese uno spinello, e iniziò a passarlo a tutti. Bella situazione! Eravamo lontani un centinaio di metri circa dalla spiaggia, quando tutto ad un tratto Elisa, con estrema naturalezza, si tolse la parte sopra del costume intero, giustificandosi dicendo di voler prendere il sole in topless.

Aveva un seno ancora più grande di quello che mi ero immaginato, ed ebbi un’erezione violenta. Poco dopo prese a baciare Tomas con molta passione, mentre con le mani lo accarezzava su petto e pancia. Io mi sentivo alquanto imbarazzato, vista la situazione, ed Elisa se n’accorse. Mi fece un sorriso malizioso ed iniziò ad abbassare il costume di Tomas. “Avvicinati e guarda meglio. ”, mi disse. Feci come disse, e con mio grande stupore, Tomas era senza peli anche sulla zona pubica, senza traccia alcuna di depilazione oltretutto! Restai di sasso.

“Ora mi credi?”, continuò Elisa, “Mi eccita da morire ogni volta che lo vedo!”. Aveva iniziato a masturbarlo pian piano, per poi liberarsi anche lei del costume, restando completamente nuda. Notai che il suo sesso era esageratamente villoso, con una fitta peluria nera che iniziava dall’ombelico, allargandosi giù in basso. Insomma, il mondo a rovescio! Diceva di portare costumi interi e poco sgambati proprio per questo suo problema. Spiegò che si è sempre vergognata per questo, poi il tutto si trasformò in passione per i ragazzi come Tomas.

Si sentiva attratta da ciò che rappresentava il contrario del suo complesso. Iniziò a toccarsi anche Elisa, stava gemendo di piacere. Pur nella stranezza della situazione, con i freni inibitori andati a farsi friggere per il fumo e l’alcool, mi eccitai parecchio pure io e presi a masturbarmi di fronte a loro, mentre Elisa lo prese in bocca a Tomas che stava godendo estasiato. Venimmo tutti e tre, con Elisa che gridava come una pazza dal piacere.

Alla fine tornammo in spiaggia e ci comportammo come se non fosse successo nulla. Fine della storia. Me ne tornai dai miei amici, confuso come non mai, ancora incredulo di quello che era accaduto. Nei giorni successivi non li rividi più, e nemmeno lo volli, ero troppo imbarazzato e non sapevo come comportarmi. Ciononostante, quando ripenso a quel pomeriggio, tuttora mi prende un nodo d’eccitazione allo stomaco, al punto che a volte arrivo a masturbarmi per placare i bollenti spiriti.

Oltretutto, ho avuto una lezione su quante diversità fisiche esistono tra noi esseri umani. In realtà il bello della vita è proprio questo.

P. S.

Per gli utenti donna: vi attirerebbe un tipo come Tomas? Ne avete mai conosciuti ragazzi con questa strana caratteristica?.

supposta

Lucia questa mattina si svegliò un po’ ansiosa,
Questa mattina sapeva di dover andare dal dottore,
Dopo dopo aver bevuto solo un bicchiere d’acqua, parti per la chimica.
Entro nella stanza dove l’aspettava il prologo,
Doc: “La prego si svestono e si accomoda sopra la poltrona,”
Intanto il medico prese sul tavolino in paio di guanti bianchi di lattice e e una mascherina, dopo avere legato i lacci della mascherin.
Si infilò delicatamente facendo scorrere i guanti si sentì il lattice schioccare,
Doc: “Signora, non sarà doloroso sarà un pochino di fastidioso”, “distende l’ano”,
Preside tubetto di lubrificante, lo aprì, nei mesi una bella quantità sopra l’indice,
Doc: “adesso comincerò a visitarla così da vedere cosa mi fa male nel suo retto”,
Lucia pensava: “così grosso dito che mi era in me”, ispirò profondamente e incominciò a sentire poco a poco il dito prima un pochino sforzando entro, e non sentiva poco poco entrare fin.

il medico incomincio a girare delicatamente dentro,
Lucia stringeva la punta dei piedi,
Doc: ” respiro dolce mente e profondamente”,
Lucia pensava ” come faccio a respirare con qualcuno che mette il suo dito dentro il mio culo”, Il medico uscì poco poco il suo dito si sentiva il dolce strisciare della pelle sul lattice.
Disse “non è nulla, ha solo una sensazione dovuta a pratiche della sua sessualità”,
Lucia pensò “il fatto che mi sono fatto sodomizzare dovrebbe essere questo”,
rispose “non ho mai praticato nulla di tale”.

Il medico consiglio delle supposte per calmare il prurito,
E si voltò accanto alla sua infermiera che era entrato senza far rumore e disse “mette alla prima supposta adesso”, a Lucia ricominciò a salire l’ansia.
La giovane infermiere disse sono una specialista non sentirà assolutamente nulla,
preso un paio di guanti, l’ingrosso uno dopo l’altro e prese una shitola di supposta,
ne prese unaaprì dolcemente l’involucro di plastica tirando le tue linguette.

Prese con la supposta e venisse una piccola nocciolina di lubrificante sopra la punta,
incomincio ad allargare poco poco i due glutei guardando dove posizionato l’anno,
disse “respira profondamente, e regolarmente”, infermiere al momento dove Lucia e spiegò profondamente spinge la supposta in fondo e dice “più in fondo, più efficace”,
È poco poco infilò il suo dito fino che il dito tutto intero è entrato dentro, e non lasciò alcuni secondi all’interno aspettando che poco a poco si sortisce.

disse “non è così fastidioso in fin dei conti la supposta”, appena uscita con il dito ancora un pochino umido di lubrificante tolse delicatamente i suoi due guanti, e disse “per fortuna esistono esistonoin quanti siano avrei dovuto entrare a mani nude”, senso della sedia e andò via, il medico pregò tornare a casa sua e di prenderne una ogni mattina dopo avere defecato. Lucia si eseguì, presa shitoletta di quelle supposte, e torno a casa.

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sempre più troia terza parte .

Quindi dicevamo.
La ma lei con la sua amica avevano quello sguardo complice , che lasciva presagire qualche cosa di veramente succoso.
Cominciammo con scambiare quattro chiacchiere , a dire cme ci eravamo conosciuti , e l’amica di mia moglie , intanto non mi distoglieva lo sguardo di dosso , cn molta soddisfazine della mia lei.
Ad un certopunto le due decisero che era ora di cominciare a provare l’intimo.
L’amica portò delle cose che dire belle e sexy è dire poco.

Completini , tanga , reggiseni e chi più ne ha più ne metta.
Vi ricordate che io ero comunque e sempre depilata , e da un pò di giorni , sempre d’accordo con la mia lei , avevo smaltato i piedini di uno splendido smalto rosso.
La mia lei diceva che vevo dei poedini bellissimi e che a lei la facevan bagnare solo a guardarli.
In quel negozio , del centro di Roma , avevano allestito anche un angolo dove in esposizione brillavano delle scarpe mozzafiato.

Insomma , tra intimo e scarpe , eravamo entrati in un paradiso per troie.
La mia lei , aiutata dalla sua amica , Eva si chiama , cominciò a provare e a riprovare , intimo scarpe.
Ero talmente arrapato , che il mio cazzo era fuori dalle mutande.
Poi finalmente toccò a me , e tutte due le donne cominciarono a prendersi cura di me.
Ma che troia ,ma che bella , ma che puttana , andò avanti co questi cmplimenti per un pò , nei miei riguardi.

Mi trovai ad indossare un comoletino azzurro mare , con tanga e reggiseno.
Reggiseno con imbottiture , che faceva risaltare le mie tettine naturali.
Mi misi delle scarpe , che erano uno schianto.
Sandali aperti con laccetto alla caviglia con tacco 15.
Insomma la troia era pronta , quando ad un certo punto vidi Eva che stava leccando i capezzoli alla mia lei.
Non mi feci pregare e comincia a fare lo stesso , toccando ilseno di Eva , che cotraccambiò comnciando ad accarezzarmi il cazzo che era fuori dal tanga.

La mia lei ,cme sua abitdine si bagno il ditodella mano e cminciò a farlo entrare ed uscire dal mio culetto , che io aprivo mlto volentieri.
Poi………………….

Un giorno speciale 2

Che quello descritto nella prima storia fu un giorno speciale non vi è alcun dubbio. Ad esso altri ne seguirono. Andrea si dimostrò un amante colto e fantasioso e a suo merito devo dire che non si limitò ad insegnarmi tutti gli aspetti più intriganti del sesso tra maschi. Molte furono le mostre di pittura, i musei e le occasioni culturali alle quali ci recammo insieme: naturalmente anche in queste occasioni non perdeva un colpo.

Come quella volta che mi convinse a fargli in pompino nella toilette del museo di arte moderna. Provammo anche l’esperienza del cine porno: fu eccitantissimo farci uno smorzacandela nel bel mezzo di un’orgia di culturisti e trans. Molto più spesso, dopo una estenuante seduta di pesi o una sauna, finivamo a casa sua, dove non perdeva occasione per mostrarmi la sua inventiva. Come quella volta che all’uscita dalla palestra mi chiese di accompagnarlo a fare la spesa al vicino supermarket.

Giunti al reparto di frutta e verdure, mostrandomi le carote mi chiese, secondo te ce n’è una che assomiglia al mio cazzo? Io tutto subito mi misi a ridere, ma lui insistette, dai scegline una che ti sembra uguale. Io che già prevedevo qualcosa di eccitante, ebbi un’erezione istantanea. Lui che mi conosceva bene, mi palpò con nonchalance e disse, dai porcellina scegli! Io trovai una carotona che sembrava proprio come il suo pisello: lunga e affusolata.

Davvero credi che somigli al mio uccello? Mi chiese. Fidati, risposi, lo so bene. Comprammo altre cose, ma io non vedevo l’ora di arrivare a casa sua e provare il gioco che sicuramente mi avrebbe proposto.
Ed infatti, non appena giunti nel suo appartamento mi disse di aspettarlo in soggiorno. Poco dopo tornò con una shitola tra le braccia. Dai, mi disse, aprila. All’interno c’era uno splendido completo da…cameriera! Si erano un grembiule bianco di pizzo ed un vestitino con una gonna cortissima senza maniche nero.

Lo guardai incuriosito: mettilo mi disse, e non ti pentirai. Io esitai un momento: ma lui si avvicinò mi baciò, e palpandomi a lungo le chiappe disse che ci saremmo divertiti. Così mi spogliai davanti a lui ed indossai il ridottissimo abitino nero e di sopra il grembiulino bianco. C’erano pure un paio di autoreggenti e delle ciabattine con alcuni cm di tacco.
Alla fine mi sentivo impacciato, ma anche tremendamente eccitato. Mi disse, ora giochiamo al padrone ed alla cameriera.

Ok feci io. Ci daremo del lei e tu dovrai ubbidirmi. Era tutto molto eccitante, ed il mio pisello già si agitava sotto la ridottissima gonna che lasciava scoperto mezzo sedere. Signorina mi porti un caffè. Andai un poco traballante sui tacchi a preparare il caffè e glielo portai poco dopo sul divano. Lui lo sorseggiò, e poi disse: fa schifo! Ora dovrò punirla per avermi fatto bere una tale schifezza. Si inginocchi a terra a 4 zampe e si sollevi la gonna.

Io lo feci e lui cominciò a sculacciarmi prima piano e poi siccome io mi lamentavo, più forte. Io ero sempre più eccitato. E ora ecco la punizione: dalla tasca estrasse la carota. Appena la vidi il mio cazzo ebbe un sussulto già pregustandone la forma. La lecchi: ed io cominciai a fare un bel …pompino alla carota, insalivandola al massimo. Poi lui la riprese e cominciò a lavorarmi il buchino; io cominciai a mugulare di goduria e lui: non si azzardi a venire sa! Ora si rilassi e… ooooppp entrò tutta! Ora la tenga lì e cammini per casa tenendola nel culo.

Così mi alzai e camminai avanti ed indietro con la carota piantata nel culo. Beh non immaginate che piacere era sentirla sfregare contro il mio retto e l’interno delle chiappe. Andrea, seduto sul divano mi guardava, ed intanto aveva estratto il suo bell’arnese e se lo menava. Ti piacerebbe metterci questo eh? Magari! Risposi. E lui vieni qui ora e spegni questo candelone con le tue labbra. Mi inginocchiai tra le sue gambe e sempre colla carota conficcata nel sedere, inizia a succhiarglielo.

Lo feci con l’entusiasmo e la foga dell’eccitazione, prendendo in bocca tutto quella magnifica stanga. Oramai sapevo farlo senza sentirmi soffocare. MMMM servetta mia come succhi bene MMMMM diceva Andrea. Poi lo sfilò piano e guardandomi disse: dai ora monta a cavallo! E così cominciammo uno dei più lunghi eccitanti e goduriosi smorzacandela che avessimo mai fatto. Dopo qualche minuto come succedeva spesso ebbi un furioso orgasmo, senza toccarmi e sborrai copiosamente sul pavimento.

Lui si fermo lo tirò fuori e disse: ti è piaciuto eh! Oh si dissi. Bene ora in ginocchio e lecca via dove hai sporcato. Così dopo un po’, mentre io leccavo la mia sborra dal pavimento e lo imploravo di montarmi più forte lui venne nel mio intestino facendomi godere ancora una volta.

sempre più troia seconda parte .

Ci eravamo lasciati , che io e mia moglie eravamo in macchina.
Dunque , lei cominciò a fare su e giù con la sua splendida fica bagnata , con il cambio della macchina , ad un certo punto sfilatoselo mi disse se volevo provarlo anche io.
Ci pensai un pochino , e poi accettai.
Prima la signora mi lubrificò per benino il culo e poi cominciai piano piano a farmelo entrare dentro.

Con mia sorpresa non faticai molto a farmi scomparire tutto il cambio dentro al culo.
lei mi guardava e mi insultava dicendomi che ero una vacca sfondata.
Intanto si sditalinava e mi diceva che ero una troia e che voleva vedermi sempre così.
Quella sera mi obbligo a tenere il suo intimo.
Tornammo ognuno a casa propria.
L’indomani ci sentimmo per telefono , e mi disse che voleva andare a comprare dell’intimo nuovo per tutte e due noi.

Lei aveva un amica che aveva un negozi di intimo , che poi scopri essere anche una sua amante.
Entrammo nel negozio ci salutammo e senza parafrasi la mia lei disse alla sua amica , grassotella e con ua faccia da troia , che voleva acquistare dell’ intimo sia per lei che per me.
la sua amica non fece una piega , chiuse a chiave la porta del negozio e ci fece accomodare i camerino prova.

Ci spogliammo e cominciammo a provare intimo molto sexy.
Vedevo che tra le due lei stava succedendo qualche cosa.
Ma questo ve lo racconto un altra volta.

sempre più troia

Come vi dicevo , ho continuato la mia esperienza da travesta , bisessuale , negli anni.
Inutile stare a dirvi che mi sono divertita molto , lo immaginate da soli.
finchè un giorno conobbi mia moglie.
Già solo a guardarla mi venne il cazzo duro.
Cominciammo ad uscire insieme , e la seconda sera , ci fermammo con la macchina appartandoci per bene.
Cominciammo con i soliti preliminari finchè lei non mise un suo dito nel mio culo , che naturalmente lo accolse ben volentieri.

Non si sorprese nessuno dei due , e cominciammo un gico fantastico.
Pano piano etrò tutta la sua mano.
Persi completamte la testa , e le chiesi di farmi indossare il suo intimo , cosa tra l’altro molto facile , visto che è alta poco meno di me.
Mi fece indossare tutto , riuscì a mettermi anche le sue scarpe , un paio di sandali aperti fantastici , numero 41 ed io porto 42.

Insomma in poco tempo mi trasformò nella sua troia ,come ancora oggi mi chama.
Già in quel periodo ero completamente depilata.
Vedendomi così , la mia lei cominciò ad insultarmi e a dirmi che ero una troia , e mentre mi diceva questo si mise con la sua fica bagnata sul cambio della maccina e sole fece sparire tutto dentro.
La prossima puntata sarà più ricca.
Cia a tutti.

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giochini anali

con mia moglie dedichiamo tanto tempo alla stimolazione anale reciproca
(4-5 volte a settimana).
è veramente bellissimo sentirsi infilare nel culo 1-2 e anche 3 dita leccarcelo a vicenda.
di recente abbiamo comprato 2 strap-on e un massaggiatore per la prostata
(meraviglioso). è una sensazione incredibile senti lo sperma che ti esce e tutti e 2 lo vogliamo assaggiare. finisce con una copiosa sborrata nella sua figa o nel culo e rimaniamo abbracciati e appagati e ci massaggiamo con i nostri umori.

sono veramente contento di avere una compagna con la quale provare tutto.
auguro anche a voi di godere come noi.
il sesso senza tabù è la cosa + bella del mondo.

Una notte brava in autostrada

Nel mese di agosto avevo fissato con un mio amico in un luogo di incontri quando sono arrivata l’ho trovato che stava facendosi fare un pompino da un ragazzo efebico … al mio arrivo il ragazzo è scappato via … lui mi ha detto che non era male, ma che andava meglio così perchè preferiva la mia femminilità (il mio amico è bisex più tendente all’etero).
Siamo rimasti qualche decina di minuti in attesa di capire se il ragazzo sarebbe tornato, oppure se qualcun’altro sarebbe arrivato, ma purtroppo nessuno si è fatto vivo.

Allora lui mi ha proposto di fare un giro in autstrada, ad agosto non è il massimo, però mi pareva una cosa carina, si sarebbe stati insieme e magari qualcun’altro poteva approfittarne 😉

Alla prima area di sosta non c’erano auto, scendiamo per aspettare, il buio di una notte senza luna e le stelle cadenti ci elettrizzano, lo tocco un pochetto e gli diventa subito duro, allora lo lecco ma … un faro! ci ristemiamo e guardiamo meglio, un camion …

Ci mettiamo ai bordi di un boschetto, visibili ma un po nascosti, glielo ritiro fuori e lo prendo tutto in bocca … lo sento diventare durissimo mentre lui controlla cosa fa il camionista … scende dalla cabina e viene verso di noi … si sbottona i pantaloni e lo tira fuori, ancora molle ma già grande, appena glielo tocco diventa turgido e … in bocca diventa durissimo.

Spompino entrambi finchè il mio compagno non mi gira mettendo il mio sedere vicino al cazzo durissimo del camionista che non aspettava altro e in solo qualche secondo mi penetra violentemente facendomi urlare dal piacere e dal dolore mentre il mio compegno continua a mettermelo in bocca e, tenendomi i fianchi, mi spinge verso il cazzo del camionista per farlo entrare fino in fondo, e io sentendomi smembrare, urlo di piacere col suo pene in bocca …
Il camionista allunga una mano sul mio davanti e toccandomi aumenta il ritmo fino ad un suo urlo di godere che è coinciso con il mio orgasmo e quello del mio compagno … che goduta fenomenale …

Scambiamo i contatti con il nostro nuovo amico, così quando sarebbe ripassato dalle nostre parti ci avrebbe potuto contattare … mmmm …

In questo fremito di godimenti non ci eravamo accorti di un camion che aveva posteggiato dietro al nostro nuovo amico camionista, che dopo che se ne è andato ci ha permesso di vedere un bellissimo ragazzo dai capelli lunghi nella cabina illuminata.

Il mio amico mi dice di fare un giro intorno a quel camion. Ma appena sotto il suo finestrino lui mi chiede se voglio salire, gli dico che sono con il mio compagno e lui mi chiede di chiedergli se posso andare da sola. Il mio compagno ovviamente è contento e salgo in cabina.
Lui si spoglia e iniziamo a pomiciare, mi tocca dietro, mi sculaccia dolcemente facendomi mugolare di piacere, poi mi mette anche due diti nel sedere … e allora non ci ho più visto, godevo come una porca … l’ho preso in bocca e lui continuava da dietro a toccarmi … finchè non ce la facevo più e mi sono tirata su, ma lui a quel punto mi ha toccata anche davanti e ha iniziato a strofinare il suo pene sulle mie calze e … mentre con le mani mi teneva le natiche ben larghe, con uno strattone mi ha girata e penetrata col suo cazzone durissimo.

Mi ha letteralemnte sbattuta sul lettino e ha iniziato a pompare dentro il mio sedere come un forsennato. E’ durato pochissimo, mi ha levato il pene dal sedere e mi ha schizzato tutta la sua sborra tra i capelli e sulla schiena …. mmmmmmmmm …

Siamo scesi dalla cabina e il camionista ha detto al mio compagno che ha una bella zoccola tra le mani di non lasciarsela sfuggire, che anche lui avrebbe fatto salti mortali per averne una simile 🙂
A quel punto mi ha dato un bacio in bocca con la lingua così improvviso che non sono riuscita a evitare, ma era così eccitante che anche il mio compagno se ne è accorto e mi ha alzato la gonna e toccata dietro eccitatissimo.

Dopo un po che non passavano altri camion o auto, abbiamo deciso di andare al parcheggio successivo (Crocina in direzione Arezzo), c’erano tre-quattro camion fermi di cui due con le luci di cabina accese, facciamo un giro e uno di questi inizia a venirci dietro, allora ci fermiamo, il camionista scende immediatamente e ci propone una cosa a tre nella sua cabina, saliamo e … non aveva capito che io ero una trav 🙁
Ma continua a guardarmi e il mio compagno capisce una curiosità nel camionista e mi alza la gonna e mi carezza dietro mostrando il sedere a lui che si tira giù la cerniera dei pantaloni e lo tira fuori.

Non ancora completamente duro mi prende per i capelli e mi spinge la bocca al suo pene che sento crescere nella sua bocca fino a diventare durissimo e grossissimo … mi tira su per i capelli e mi tocca il sedere dicendo “però che bel culo per essere una trav, quasi meglio di una donna!”, mi gira e vuole che lo prenda in bocca al mio compagno, mentre lui continua a contemplare il sedere, me lo unge ben benino e poi, io sempre a pecora con la bocca sul cazzo del mio compagno, mi inzia a strofinare il suo pene sul buchetto … e lo affonda facendomi impazzire di gioia … mentre il mio compagno eccitatissimo mi spinge la testa su e giù e il camionista mi afferra i fianchi e mi muove a suo piacimento … quando lo sento un po più fermo mi alzo e mi muovo facendolo godere come un porco sia andando su e giù che muovendo le natiche lateralmente, ma è talmente un movimento eccitante che sento il suo pene pulsare dentro di me in una sborrata fortissima mentre il mio compagno sfila il pene dalla mia bocca e mi schizza in faccia, sono esausta ma felicissima.

Scendiamo dalla cabina e il nostro nuovo amico camionista si congratula per la mia femminilità che mi eccita di nuovo, il mio compagno lo capisce e mi propone di andare a Arezzo per tornare indietro e fermarsi all’area di sosta nell’altra direzione, visto che qui i camion e le auto hanno tutte spento fari e luci.

Nell’are di sosta Crocina Est troviamo coppie in azione, singoli e un camion buio.

Usciamo e facciamo due passi nei giardinetti, solo dopo oltre 5 minuti l’unico ad avvicinarsi è il camionista, degli altri presenti nessuno/a è sceso dall’auto.
Il mio compagno mi dice di andargli un po più vicino, come mi stacco da lui il camionista viene verso di me e mi invita in cabila, gli dico che sono col mio compagno, ma mi chiede se posso venire da sola, dopo che anche il mio compagno è daccordo salgo in cabina e mi trovo un uomo con il pene fuori dai pantaloni durissimo e con una cappella enorme, non faccio in tempo a levarmi la gonna che lui lo ha talmente tanto avvicinato al mio viso che non posso fare altro che leccarglielo e poi prenderglielo in bocca tutto … mi tocca ovunque, davanti, dietro, i capelli e spinge la mia testa così a fondo che quasi soffoco.

Mentre riprendo fiato e mi appogio alla branda lui si appoggia su di me, non c’è bisogno di fargli trovare il buco, è entrato da solo e io inizio a godere. Lui spinge e lo sento parlare “che troia” … “che fica” … “godi maiala” … questo turpiloquio mi manda in estasi e comincio a ansiamre con la bocca e sento che mi sta facendo godere proprio dietro … “sto venendo!” urlo … e mentre ho le contrazioni del mio orgasmo anale, sento le sue contrazioni dell’ogasmo, e poi la sua schizzata nel mio didietro … crollo sulla sua branda e lui continua a muoversi su e giu dicendomi le cose più porche … ce l’ha ancora duro e la sua cappellona la sento ancora dentro di me … solo allora capisco che gli piace mentre sono così inerme … continua e lo sento sempre più eccitato, dalle parole che mi dice “cagna”, “sei mia”, ecc.

… mi lascio andare, sono eccitatissima e così mi piace da morire, mi prende per i fianchi con forza e mi sculaccia fino allo spasmo … non resisto, sto per godere ovunque, iniziano le mie contrazioni del secondo orgasmo … sento anche le sue … godo davanti e dietro insieme e lui si accascia su di me mentre il suo pene pulsa nel mio sedere pulsante con un’altra schizzata memorabile.
Sono distrutta resto accasciato sulla branda mentre lui si rialza e mi dice parole gentili, “sei favolosa”, “mai fatta una scopata così”, “che fica divina” … e molto altro … scendiamo e il mio compagno vede il mio stato con stupore, ma il camionista ci chiede se ci si può rivedere … scambiamo i contatti, poi salgo in auto del mio compagno che mi chiede e io racconto … tornando verso casa … mentre racconto non mi ero accorta che le mie parole lo hanno eccitato talmente tanto che … si ferma nell’area di sosta successiva, mi prende la mano e l’appoggia sul suo pacco durissimo … lo carezzo e mi metto a pecorina sul seggiolino per prenderlo in bocca … mentre gli faccio una pompa prendendolo in bocca fino in fondo … lui mi laza la gonna e mi dice nell’orecchio “ci stanno guardando” alzo lo sguardo e vedo un’altra auto e un ragazzo carinissimo che si tocca davanti i pantaloni … mmmm … il mio compagno apre il finestrino e gli fa qualche cenno che non vedo, io continuo a succhiarglielo … poi rialzato lo sguardo vedo l’altro ragazzo col cazzo in mano davanti al nostro finestrino, si avvicina e glielo lecco un po, poi torno a leccare il mio compagno, sento che il inestrino dall’altro lato si apre (il mio compagno l’ha aperto) e una mano che mi carezza le natiche … poi rialzo lo sguardo e lui è di nuovo li davanti al mio finestrino … glielo prendo in bocca mentre il mio compagno mi tocca davanti e dietro ….

vado da un cazzo in bocca all’altro … poi rialzo la testa dal pene del mio compagno e lui non lo ritrovo, ma sento che qualcosa mi strofina il sedere, è lui dall’altro finestrino aperto … continuo col mio compagno e sento sempre più che lui strofina vicino al buchetto … finchè non entra … mmmmm …. godo … lui stantuffa dentro di me dal finestrino, il mio compagno è eccitatissimo … mi prende la testa e me la muove su e giù fino alla base del suo pene lasciandomi senza fiato, mentre l’altro mi prende i fianchi e mi tira e se e mi respinge in un urbine di violenza delicata … ma sento il mio compagno iniziare a pulsare e anche io provo forti spasmi di eccitazione … i miei spasmi sono avvertiti dal ragazzo fuori dall’auto che mi afferra più deciso e spinge in fondo e allora sento il suo pene gonfiare e pulsare mentre il mio compagno mi riempie la bocca col suo caldo liquido e io vengo davanti e dientro …

Abbiamo fatto un po tardi e il mio compagno mi riaccompagna a casa e abbracciandomi e baciandomi mi dice che una come me la vorrebbe tutti i giorni ….

vediamo una stella cadente, gli sorrido e ci abbracciamo …

Jasmine

PS: In questo racconto ho omesso una cosa fondamentale, per brevità e per rendere il racconto fluido, tutti i rapporti che ho avuto quella sera sono stati rapporti protetti, sono troia, ma ci tengo a vivere ;).

4 La camera dei miei genitori

La camera dei miei segnò l’inizio di nuovi giochi sempre più perversi. Volevo scoprire i segreti dei miei genitori e specialmente quelli di mia madre. Come ho già fatto intendere prima non ho mai provato attrazione sessuale verso mia madre, ma rovistare nei suoi armadi e cassetti era diverso. Non rovistavo nei cassetti intimi di mia madre in quei momenti, ma nei cassetti di una donna. Curiosando nei cassetti della biancheria intima potei vedere e analizzare ogni sorta di capo intimo di una donna adulta: mutandine in pizzo, reggiseno, collant, calze autoreggenti, giarrettiere e reggicalze.

Era fantastico immaginare quegli indumenti addosso a delle fighe da paura e masturbarmi. Poi cominciai ad usare le calze per fasciarmi il cazzo e segarlo. Mi piaceva il nylon sulla pelle del cazzo che scorreva avanti e indietro. Adoravo anche leccarle, una volta ho ciucciato i piedi di un paio di collant che mia madre aveva steso in bagno e che erano ancora bagnati. Succhiai e leccai il nylon delle calze e mi menai il cazzo più che potevo fino a sborrare nella vasca da bagno.

Il nylon mi eccitava veramente tanto così decisi un pomeriggio di provarne un paio per sentire la sensazione che si provava a indossarle. Mi spogliai interamente nudo, andai nella camera dei miei e cercai un paio di collant neri. Li indossai. Solo la sensazione che mi procurarono indossandoli mi fece diventare il cazzo duro come il marmo. Sentivo la calza di nylon che accarezzava i miei piedi, le mie gambe, i miei glutei.

Mi sdraiai sul letto matrimoniale dei miei e cominciai a strusciarmi come un serpente. Quel materiale delle calze per me così nuovo e strano mi dava sensazioni mai provate. Il tutto però era amplificato da quelle sensazioni di proibito, stavo violando la privacy dei miei e in particolare quella di mia madre, e poi c’era qualcos’altro… solo ora che analizzo la situazione a mente fredda riesco a scorgere nella mia mente che molta dell’eccitazione derivava dal fatto di indossare abiti da donna.

Nel mio subconscio, radicato da generazioni di moralismi, c’era una parte del mio cervello che continuava a dirmi che era una cosa sbagliata usare quegli abiti, che sono un uomo… poi quei flash sporadici: “sarò gay?”… sicuramente questi pensieri fecero in modo che l’eccitazione salisse a dismisura. Quel sottile velo mi accarezzava il pene e le palle in modo sublime. Mi sdraiai sul freddo pavimento di marmo e un brivido mi attraverso la schiena.

Sentivo il freddo passare attraverso le maglie dei collant e raggiungere la mia pelle, specialmente la mia cappella che era grossa al massimo, completamente scoperta, rossa e bollente. Il freddo mi punse sulla punta come mille aghi e sentii gocce di liquido seminale fuoriuscire e bagnare il tessuto sintetico. Avevo una voglia folle di toccarmi. Prima accarezzai il mio membro da sopra il collant poi accarezzai il mio culo, poi le palle, le gambe fino ad arrivare ai piedi.

Mi avvicinai con la faccia, annusai i miei piedi. Avvicinai il naso fino a toccare quel leggero strato di nylon. Tirai fuori la lingua e iniziai a leccarmi i piedi, poi le dita, succhiai i pollici. Infine accarezzai i piedi con le labbra. Sentivo tutti i peli del corpo che si rizzavano. Stavo facendo qualcosa che molti avrebbero definito lussurioso e immorale e la cosa mi eccitava in modo esagerato. Sapevo che i miei esperimenti sul sesso sarebbero andati in quella direzione… mi sdraiai nuovamente sul pavimento freddo, i collant alle ginocchia e il cazzo in mano che scorreva sempre più rapido tra le mie mani.

Immaginavo fantastiche donne in intimo che si sfregavano sul mio corpo. Presi allora un autoreggente sempre nera di mia madre e la avvolsi sul pene che svettava durissimo e con la voglia di venire. Mi masturbai sempre più intensamente e alla fine fiotti di sborra uscirono caldi dalla mia cappella rossastra e caddero in modo sparso sul mio petto. Appoggiai la nuca per terra. Il freddo pavimento era gradevole. Mi godetti quei secondi di estasi con gli occhi chiusi e la beatitudine che aleggiava nell’aria.

Sapevo che quell’attrazione verso gli indumenti femminili non significavano un’inclinazione all’omosessualità. Ero fortemente attratto dalle donne. Era questa forte attrazione verso il genere femminile che mi spingeva a provare a sperimentare. Se devo essere onesto penso tuttora che sarebbe fantastico possedere il corpo di una donna per un giorno per sperimentare i loro piaceri sessuali, ma credo sia una curiosità un po’ di tutti. La mia curiosità era però anche verso il mondo gay, ma solamente a titolo di curiosità.

Non ho mai provato e non credo che farò mai sesso con un uomo, ma sono incuriosito dalla cosa sia che si parli di due uomini sia che si parli di due donne.
Comunque pochi giorni dopo ero pronto per spingermi oltre. Così mi spogliai nuovamente, ma questa volta come se fosse uno spogliarello, in piedi sul letto matrimoniale dei miei davanti allo specchio. Mi guardavo allo specchio mentre mi toglievo gli abiti ad uno ad uno cercando di essere sexy, seducente.

Alla fine sfilai le mutande e il mio pene eretto svetto con tutta la sua prepotenza già gonfio di voglia. Non ho ancora parlato del mio pene. Non è un mega cazzone lo voglio sottolineare perché tutti i racconti che ho letto su internet guarda caso sono tutti scritti da superdotati. Il mio pene è normalissimo, diciassette centimetri di lunghezza e quattordici di circonferenza, di colore un po’ scuro dovuto alla mia carnagione leggermente ambrata.

Ma torniamo al racconto.
Ero nudo e pronto a nuove sperimentazioni. Era già dal giorno prima che mi frullava l’idea e ora ero solo a casa. Volevo provare tutti i tipi di intimo da donna quindi aprii tutti i cassetti di mia madre e iniziai. Cominciai ad indossare mutandine di pizzo nere, autoreggenti, reggicalze, e reggiseno, provai anche una gonna e scarpe smaltate col tacco, il tutto rigorosamente nero. Per un paio di settimane mi masturbai sempre così, vestito da puttana, la sensazione di quegli abiti proibiti mi inebriava.

Era vera trasgressione. Il problema cominciò a essere il tempo, perché mi serviva abbastanza tempo per spogliarmi nudo, vestirmi con l’intimo femminile, mettermi davanti allo specchio e masturbarmi selvaggiamente fino a venire sul pavimento e poi riordinare tutto. Quindi lo feci un ultima volta e utilizzai un corsetto in pizzo con reggicalze incluso. Avevo tutto il pomeriggio quindi curai i dettagli e mi vestii completamente da donna. Mi misi davanti allo specchio vestito di tutto punto: camicetta bianca, gonna nera, scarpe con tacchi a spillo rosse, corsetto, mutandine di pizzo nere e calze nere.

Mi spogliai lentamente gustandomi ogni più piccola sensazione. Rimasi in intimo e mi sdraiai sul letto matrimoniale dei miei davanti allo specchio. Iniziai una serie di carezze e strusciamenti che mi portarono all’apice della voglia dopodiché estrassi il pene e mi masturbai dolcemente. Quando sentii l’orgasmo che si avvicinava presi dei collant che avevo preparato e finii la sega con quelli avvolti intorno al cazzo. Sborrai cosi, sul nylon dei collant godendo e rantolando come un a****le.

Restai un po’ a godermi la sensazione, poi andai in bagno a lavarmi e a lavare i collant, sistemai tutto e felice andai a mangiare qualcosa.
Frugando nella camera dei miei scoprii che mio padre teneva i preservativi nel comodino. Potei così scoprire com’erano fatti e come si indossavano grazie alle istruzioni all’interno della shitola.
Successe un giorno che andando a gettare qualcosa nella spazzatura trovai un preservativo usato dai miei. La curiosità fu troppo forte e lo presi.

Andai in bagno e slacciato il nodo lo svuotai. Lo lavai per bene e infine provai ad indossarlo come dicevano le istruzioni che avevo letto. Tirai fuori il cazzo duro e iniziai a srotolare il preservativo. Quando fu a posto iniziai a masturbarmi a volte specchiandomi sullo specchio del lavandino. Stesi sopra la vasca c’erano dei collant ancora bagnati. Così mi sedetti sotto e mentre mi masturbavo ciucciavo il nylon delle calze. Raggiunsi l’orgasmo sborrando nel preservativo, lo sfilai, feci di nuovo il nodo e lo andai a buttare.

… continua.