Una scommessa che non dovevo perdere… (9)

Segue da parte 8

Sento ancora fluire il caldo succo dalla punta del mio uccello, ma questa volta nella sua bocca.
Dopo due o tre succhiate, si ferma e mi guarda alzando la testa. Vederla in ginocchio mentre mi guarda è molto eccitante. Poi si mette due in bocca, le bagna e poi le fa scivolare di fianco al perizoma, fino ad arrivare al mio culo. Sento che spinge dentro un dito… sento un brivido.

Lo rimette nella bocca per bagnarlo meglio, e di nuovo nel culo. Questa volta scivola dentro di più. Il brivido è più forte, sento fluire fuori dalla punta qualcosa di più di una goccia. Guardo e mi accorgo che non è più trasparente… il liquido ha delle righe bianche…

Lei lo prende in bocca, lo lecca e lo succhia. “Mmhhh… sa di sborra, ora sta diventando buono… mi sa che sei davvero piena…”

Poi si alza, mi rimette a posto il vestito tenendomi l’uccello contro la pancia, fuori dal perizoma.

Era duro, non lo poteva rimettere dove era prima… e mi sentivo davvero piena… ero pronta ad inondarla e ne avevo una voglia incredibile. Ma ancora mi tiene a freno.

“Prima hai fatto la zoccola. Una brava ragazza non fa queste cose, ora ti devo punire… girati…”
Io mi giro, e mi fa piegare in avanti, appoggiando le mani sulla cassettiera. Mi tira ancora su il vestito, da dietro, ma meno di prima.

Sento il bordo del vestito sulle gambe, poco sopra la metà della coscia. Mi fa allargare le gambe e sento la sua mano che sale tra le cosce, fino a farmi sentire le dita vicino al culo… mi sposta il perizoma e me ne infila uno dentro.

Mi manca il respiro un attimo. Lo tira fuori e lo rimette dentro due o tre volte. Poi prende il sacchetto con i giochi che avevamo preso, prende il gel e mi lubrifica il culo.

Dopo rimette il dito… e poi due, con altro gel… Prende il dildo realistico, lo lubrifica e me lo punta nel culo.

“Ehi… ma è quello più grosso… ” le dico
“Lo so… ma ti ho detto che ti devo punire. Ti piaceva fare la zoccola? Ti piaceva farlo diventare duro a quello del negozio? Ora ti faccio sentire qualcosa di bello duro… tutto per te… abbassa la schiena e rilassati…” mi fa abbassare ancora di più e sento che spinge… piano… poi ancora un poco.

Sento che mi sta entrando, si sta aprendo la strada… e di colpo scivola dentro.

Mi manca il fiato.

Non era enorme, ma non ero pronta a qualcosa di così grosso. Spinge una, due, tre volte. Ogni volta lo tira un poco fuori, e lo rispinge dentro, sempre di più… poi sento che entra. Appena entra sento un fiotto caldo che mi esce dall’uccello…

Sento la punta che si fa strada nel mio culo sempre più in fondo, ho quasi paura che me lo sfondi, ma dopo un attimo la punta è passata, e sento che mi entra dentro con facilità.

“Guarda che ti avevo già sverginato ieri…” e me tira fuori per mettere altro gel. Me lo infila di nuovo nel culo, questa volta entra con più facilità… e il piacere è incredibile. Sento che me lo spinge dentro più che può, ancora un fiotto caldo avvolge il mio cazzo. Poi me lo tiene fermo mentre mi fa rialzare in piedi. Io mi alzo, e lei mi abbassa il vestito, e mi fa indossare i due bracciali che avevamo preso al sexy shop.

“Stringi bene il culo, non farlo uscire…” e mi fa avvicinare al letto. Mi fa mettere in ginocchio sul letto, poi mi fa sdraiare, prima a pancia in giù per poi farmi girare a pancia in su, attaccando tra di loro i due bracciali, con le braccia sopra la testa. Lei si spoglia, togliendosi maglietta e pantaloni. Con quel completino giallo era bellissima ed eccitante. Si mette in ginocchio di fianco a me, e io le accarezzo le gambe, le cosce, fino ad arrivare tra le sue gambe.

Sentivo che aveva le mutandine bagnate…

Lei alza il cuscino per farmi mettere sotto le mani, mettendo giù la testa avevo le braccia bloccate.

“Senti come sono bagnata? Colpa tua anche questo. Non mi hai dato il tempo di asciugarmi bene mentre ero in bagno… e mi sono bagnata. Ma tanto ora è un problema tuo: sei tu che mi devi pulire…” e si mette a cavalcioni sulla mia faccia. Sentivo le sue mutandine con le mie labbra.

Sentivo il suo odore. Di solito aveva sempre un profumo di biancheria pulita, la sua figa non aveva mai odori particolarmente intensi, ma ora era diverso.

Sentivo un odore caldo, intenso, non definito. Sentivo l’urina che impregnava il tessuto, sentivo l’ammorbidente, sentivo l’odore della sua pelle, l’odore del suo sesso. Un insieme di odori che trovavo molto eccitante.

“Fammi sentire la lingua… spingi bene…” Tra la mia bocca e la sua figa c’era il tessuto delle mutandine.

Le leccai la figa attraverso il tessuto, e lei appoggiò con forza la sua figa sulla mia bocca, strofinandola sopra. Poi si sposta le mutandine, e la mia lingua sprofonda nella sua figa. L’odore del suo sesso era fortissimo e mi eccitava da non credere. Lei continuava a muoversi sulla mia bocca, sentivo la sua eccitazione crescere, la sentivo colare sulla mia lingua…
Mi mette una mano sotto al vestito, tra le cosce, e controlla che il dildo sia ancora al suo posto.

Lo muove, dentro e fuori… ma avevo le gambe chiuse e non le potevo aprire, erano strette dal vestito.

Poi sento che mette le mani davanti alla sua figa… no… non solo le mani. Aveva preso l’ovetto vibrante e si stava masturbando. Sentivo che si bagnava sempre di più, fino a che il sapore cambiò: stava venendomi in bocca. Un dolce e caldo succo colò dalla sua figa sulle mutandine… poi era così tanto che mi colò in bocca.

Rimase sulla mia bocca fino all’ultimo brivido, poi ritornò in ginocchio al mio fianco. Si tolse reggiseno e mutandine, prese l’ovetto vibrante e lo passò sul mio pube, sopra al mio uccello che era ancora dritto e duro tra la mia pancia e il vestito. Lo infila tra i bottoni del vestito, proprio sul mio uccello, poi mette le sue mutandine sopra ai bottoni per non farsi male, e si mette a cavalcioni, muovendosi avanti e indietro.

Mi mette le mani sopra la testa, e continua a masturbarsi strofinando la figa sul mio uccello. Vedevo le sue tette davanti a me, sentivo il vibratore sull’uccello, il dildo ancora nel culo, e lei che godeva sempre di più… dal respiro che cambiava ebbi la sensazione di un altro suo orgasmo, ma non ne ero sicura.

Poi si alza, si tira indietro, e sbottona un bottone, e mi tira fuori l’uccello da vestito.

Ero totalmente vestita, con il cazzo che veniva fuori dalla allacciatura. Era bagnatissimo, e avevo una voglia di venire incredibile. Lei lo guarda con attenzione.

“Sei incredibile. Ti ho detto di fare attenzione, e tu cosa fai? Ti bagni in modo esagerato. Mi hai sporcato il vestito. Guarda qui cosa hai fatto!!” prende le mutandine mi mi asciuga la pancia e l’uccello, e me le porta davanti alla faccia.

Erano lucide per quanto erano bagnate del denso succo della mia eccitazione, con tutto che erano giallo chiaro si vedevano striature bianche nel liquido.

“Tesoro, guarda che fino a che non te lo dico io, non puoi mica sborrare!”

Lei si rimette sopra di me, e se lo mette dentro la figa. La sensazione di caldo, umido, era sconvolgente, ma invece di farmi venire subito, mi diede un piacere diverso, che allontana la mia attenzione dell’orgasmo, e voglio trattenermi. Era troppo bello starle dentro.

Riprende il vibratore e se lo mette sul clitoride, prende le mutandine e me le mette sulla faccia.

“Senti il profumo della mia figa? Lo senti quello della tua sborra? Ti piace, vero? Senti quanto mi sono bagnata per colpa tua… te l’ho detto, le brave ragazze non si bagnano così… e tu mi hai fatto diventare una cattiva ragazza. Quindi ora io godo con il tuo cazzo, tu non azzardarti a venire… Ti sto violentando io, quindi ora vengo io, non devi godere tu. Non ti muovere, faccio io… anche perché la figa non mi è ancora andata a posto del tutto.

Era eccitata come non l’avevo mai vista. In quei due giorni mi sono trovato una donna totalmente diversa. Era diventata passionale, trasgressiva, spregiudicata. Mi si sdraia sopra, mi bacia, e sento un suo spasmo… mi appoggia la bocca all’orecchio e con un sospiro mi dice “Ahhh… troia, sai che hai un cazzo fantastico? Cazzo… come godo… cazzo… cazzoooo…. mmmhhhhhuuuuaaaa…. “

La sento gemere, mi stringe le ginocchia sui fianchi… le contrazioni della sua figa le sento sul mio uccello… e si ferma.

Spegne il vibratore e mi fa uscire dalla figa. “Ecco… hai visto cosa mi hai fatto fare? Tutta colpa tua… “.
Speravo che non si volesse fermare come prima. Questa volta sarei stata male. Ma poi prende le sue mutandine, che mi erano rimaste sul petto, avvolge il mio uccello, mi sposta il cuscino per liberarmi le braccia, mi prende le mani e me lo mette tra le mani e mi dice “ok tesoro, ora datti da fare…”

“Cosa vuoi dire?”
“Che se vuoi venire, devi darti da fare… dopotutto ho fatto tutto io fino ad ora..”
“Certo, hai fatto tutto… ma solo per te”
“Per forza.

Se andavo avanti per farti godere, tornava a farmi male. E poi ti avevo detto che dovevo punirti? Prima ti bagni le mutandine senza fare attenzione, poi fai la zoccola in quel negozio. Volevi pure che pensassi a te? Se vuoi godere, ora, troietta mia, datti da fare… fammi vedere cosa sai fare da sola, e non farmi aspettare troppo…”

Pretendeva pure!
Allora comincio a masturbarmi, ma era scomodo, avevo ancora le mani legate.

“Senti… magari se mi aiuti e mi liberi le mani…”
“Vuoi un aiuto? Va bene…” e mi mette la mano tra le gambe, fino ad arrivare al dildo che avevo ancora nel culo. Lo prende e comincia a scoparmi nel culo con il dildo. Mi viene un brivido… cerco di aprire un poco le gambe, ma quel vestito era davvero stretto. Capisco che è meglio che non dica più nulla, e continuo a masturbarmi, con lei che mi guarda e mi spinge il dildo nel culo.

Sento l’eccitazione salire mentre bagno esageratamente le sue mutandine nel quale mi aveva avvolto l’uccello.
“Ehi stronzetta… guarda che non ho un cambio… non vorrai venire nelle mie mutandine?” così dicendo le toglie, e le guarda. “Sei davvero cattiva, me le hai bagnate tutte… senti qua… apri la bocca e puliscile!” Aspetta che apro la bocca e tiro fuori la lingua, e me le mette di nuovo sulla bocca.

Appena me le mette sulla bocca sento l’odore della mia sborra misto all’odore della sua figa… oramai così eccitata che stavo gocciolando sperma.

Sentire questi odori, sentire lei che mi spingeva dentro e fuori il dildo, sentirmi costretta in quel vestito così stretto… avrei voluto prenderle la testa e infilarle l’uccello in bocca mentre venivo, ma non potevo separare le mani… e volevo sborrare il più in fretta possibile. Sentii come una scossa e una ondata che partiva dallo stomaco per arrivare all’uccello… e con uno schizzo incredibile di sborra liberai il mio orgasmo.

Finalmente mi svuotavo… stringevo le cosce per sentire meglio come mi stava scopando il culo… vidi lo zampillo di sborra alzarsi dal mio cazzo fino quasi ad arrivarle addosso per poi sentirlo arrivare sulla mia faccia.

Non avevo mai schizzato così tanto.

Continuavo a segarmi perché volevo sfogare tutto il desiderio, mentre gli zampilli calavano di intensità… e poi rallentai le mani e mi fermai.

“Sei davvero una zoccola… guarda che casino hai fatto… ce ne vorrà di lavoro per farti diventare una brava ragazza…” e mentre lo diceva, raccoglieva gli schizzi che avevo sul vestito con le dita, e me le portava alle labbra. “Hai sporcato tutto… ”

Poi mi riprende le mani, me le rimette sopra la testa… mi bacia… “Sai che mi viene voglia di tenerti così ancora per un bel po’?”
“Mi sembra che la cosa ti stia piacendo più di quello che pensavo” le dico
“Proprio vero… potrei avvisare Bruno di tornare domani…”

L’idea mi diede un brivido strano.

Da una parte di piacere, ma anche di paura. Non capivo cosa volesse fare, non l’avevo mai vista così.
Inoltre non mi aveva ancora tolto il dildo da dietro, e calata l’eccitazione, mi stava facendo un effetto strano.

“Tesoro, ora sai che Stefania la puoi trovare quando vorrai… ma ora è meglio rimettere a posto le cose, non trovi?”
Mi guarda per un attimo senza dire nulla, poi sorride “Ammettilo… andare avanti fino a domani ti spaventa?”
“Spaventa no… ma forse… fermarsi un attimo…”

Mi lascia le braccia liberandomi i polsi.

Io mi sbottono il vestito, faccio per togliermi il dildo, lei mi ferma “no… lascia… fammi finire, io l’ho messo, io lo tolgo…” Apro le cosce e mi sfila piano il giocattolo. Toglierlo è stato più fastidioso del metterlo, ma ora potevo rilassarmi.

Ci alzammo e mi spogliai, per poi andare a fare una doccia. Stavo ancora mettendo a fuoco le sensazioni che avevo provato. Le emozioni che avevo provato. Mi chiedevo cosa fosse avvenuto.

Sembrava che avessimo qualcosa dentro di noi che era uscito allo scoperto per la prima volta.

Mentre ero sotto la doccia, lei mi raggiunse. Mi abbracciò, baciandomi con dolcezza e trasporto. Ci baciammo e abbracciammo a lungo sotto l’acqua che ci bagnava. Stavo rivedendo la Laura che conoscevo da quattro anni. Era impensabile che fosse la stessa donna di mezz’ora prima.

Usciti dalla doccia tornammo in camera, lei tornò a parlarmi al maschile, ma tutto quello che c’era in giro mi riportò a quello avvenuto poco prima.

Non sapevo come comportarmi, stavo ancora cercando di capire cosa ci fosse successo.

Prendendo in mano le sue mutandine mi dice ridacchiando “eh… mi sa proprio che non è il caso di rimettermele… non è che ora ne hai un paio tu da prestarmi?”

Io avevo il primo completino che avevo preso, e glielo do. Lei lo indossa. La taglia le va bene, e con naturalezza mi dice “Carino… è di Stefania, vero?”

Per un attimo resto senza parole, la domanda mi sorprende.

Poi le rispondo “ah… si… vero, è di Stefania..”
Evidentemente avevo un tono di voce strano, poiché lei mi si avvicina e mi abbraccia.
“Ehi… guarda che non sono impazzita. So chi sei tu e chi è Stefania. Non so cosa mi sia successo. Forse avevo qualcosa dentro di me che dormiva, e ancora non capisco cosa sia. Però se è uscito, è stato perché hai giocato con me. Ho scoperto che sei davvero un porco… sei diverso da quello che credevo, ma mi piaci… perché anche io sono diversa da quello che credevo.

Però se ho fatto qualcosa che non va, dimmelo adesso… ho un casino in testa… “

“Nessun problema… niente che non va. Anzi, sapere che hai del casino in testa, mi fa stare meglio. Almeno fa compagnia al casino che ho io… è che ci sono state emozioni che non immaginavo di volere provare…”

“Ah… tu non immagini le mie di emozioni. Per un attimo ho davvero desiderato di avere davanti a me due cosce da aprire per tuffarmi a cercare una figa da leccare… e ancora adesso non riesco a farmene una ragione… fino a ieri era certa mi piacessero solo gli uomini”

“Tesoro, hai giocato con il mio culo come una donna di solito non fa con il suo uomo.

Direi che di situazioni insolite ce ne sono per entrambi. E il fatto che mi siano piaciute da pazzi le rende ancora più insolite…”

“Vero… anche a me sono piaciute, ed è quello che capisco di meno… ma forse capire non serve. Non so se mi piace di più il tuo uccello o quello di Stefania. Comunque mi fanno godere tantissimo entrambi” e sorridendo aggiunge “Però giocare con te mi ha fatto venire una voglia strana… te la posso dire?”

“Certo che puoi…”

“Metterti le mani sotto la gonna mi è piaciuto… è stato inconsueto… ma mi ha fatto venire la voglia di provare a farlo con una donna.


“Beh, io ho scommesso con te che avrei giocato con un trans. “
“Lo so. Ecco perché ti ho detto la mia voglia. Però non voglio farlo da sola… ti andrebbe di farlo con me?”
La sua proposta mi stupisce, e non poco. “Una cosetta a tre?” le chiedo ridendo “credo siano in tanti gli uomini che vorrebbero fare una cosa a tre con due donne…”
“Lo so, ma questa sarebbe particolare: tu non la devi toccare”
“Perché?”
“Perché ci voglio giocare io.

Se ti vedessi toccare un’altra donna, non lo sopporterei… a te ci penso io”
“E a te ci pensiamo in due, giusto?”
Lei sorride “Giusto… “
“Credo proprio si possa fare… quando la trovi, me lo dici e ci organizziamo…”
“Non so come mai, ma sapevo che avresti accettato” e mi bacia.

Ci rivestiamo, e mi rendo conto che nelle ultime 24 ore ho vissuto al femminile. In quelle ore non mi sono vestito da uomo, non ho parlato da uomo, forse non ho ragionato da uomo…

La biancheria di cotone, i pantaloni, i capelli corti, mi sembrarono quasi strani.

Rimettemmo a posto la camera e mettemmo a lavare tutto quello con cui avevamo giocato. Tornammo a casa sua e dormii da lei, nelle ultime ore avevamo scopato con una frequenza superiore anche ai primi giorni che ci eravamo conosciuti, e per quella notte restammo tranquilli.

Segue alla parte 10.

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