Mia cugina Lucia

Ogni estate da quando ero piccolo, i miei genitori erano soliti lasciarmi a casa dei miei zii per un periodo di circa due mesi, dalla fine delle scuole sino alla prima decina di giorni del mese di agosto quando, finalmente, partivamo per la vacanza estiva.

I miei zii non abitavano molto distanti da casa nostra; i miei genitori, che per motivi di lavoro erano particolarmente impegnati sino a tarda sera, non volendo lasciarmi a casa con qualche baby-sitter, mi lasciavano da loro.

Inoltre con i miei zii c’erano mio cugino Giorgio e mia cugina Lucia che potevano farmi compagnia.
Loro erano più grandi di me, precisamente mio cugino aveva sei anni in più mentre mia cugina tre.
La sera volendo avrei anche potuto rincasare ma mi piaceva stare dai miei zii; la casa era accogliente, sobria pratica e piena di vita; era situata in periferia, circondata dal verde e vicino scorreva un piccolo fiume dove passavamo interi pomeriggi a fare bagni.

Così i miei venivano generalmente il sabato mattina a riprendermi per poi riportarmi il lunedì successivo.
Eravamo molto uniti con la famiglia di mia zia; peccato che nei periodi invernali ci frequentavamo solo per i week-end.
Con i miei cugini praticamente ci sono cresciuto. Inizialmente ero molto legato a Giorgio. Ricordo quando c’erano i suoi amici ed io facevo la “mascotte”; ero piccolo, vivace e giustamente ero il giocattolo di tutti loro!
Con il passare degli anni Giorgio diventò sempre più assente dedicando più tempo alle uscite con i suoi amici e le sue amiche, lasciandomi in compagnia di mia cugina.

Così, più frequentemente, mi ritrovai a giocare con lei; sparite le piste, i trenini e le macchinine, dovetti cedere al gioco alle bambole, dove io, maschietto, avevo un bambolo mal vestito che era costretto a fare le cose più umilianti e faticose nei confronti delle bambole “amiche principesse”, che erano le sue! Ovviamente io ero soggetto a varie “punizioni”; il mio bambolo doveva baciare i piedi alle bambole amiche, poi il petto ed a volte anche il sedere!

La casa dei miei zii non era particolarmente grande; al piano terreno c’era un grosso locale con camino che fungeva da soggiorno e cucina, al primo piano la camera dei miei zii con un bagno ed a fianco una cambretta con un piccolo servizio igienico dove dormiva la nonna, al piano superiore una mansardina che era la camera dei miei cugini.

Questa aveva un grande lettone centrale, dove dormivano Giorgio e Lucia; poi c’era uno spazio circostante di altezza ridotta dove era alloggiata una armadiatura e due piccole scrivanie.
Per molti anni, quando mi recavo da loro d’estate, veniva improvvisata una piccola brandina ai piedi del lettone dei miei cugini dove dormivo io. Poi, dopo la morte della nonna, Giorgio si trasferì nella camera al piano di sotto; così, abbandonata la branda, io e Lucia dormivamo nel lettone.

Con il venir meno della presenza di Giorgio, le giornate le trascorrevo interamente con Lucia che, essendo più grande, era solita ad imporre i giochi che voleva con le conseguenti regole! Chi infrangeva le regole (ed a suo dire ero sempre io) era poi in punizione.
Le punizioni le decideva ovviamente lei; a volte, durante il gioco delle bambole amiche e del bambolo sfigato, mi ritrovavo, per punizione, a leccare i piedi di Lucia, oppure a tenergli la mano sul sedere mentre lei rifaceva il letto o riassettava la cucina.

Una scena ancora che mi ricordo bene, dopo una giornata di sfide a tuffi e nuotate che mi vedevano ovviamente perdente (secondo le sue regole), fu quando, sempre per “punizione”, ho dovuto leccargli tutta la schiena, sedere compreso.

Man mano che crescevo, i giochi con i bamboli erano spariti, trovandomi fare giochi di ruolo con Lucia che mi vedevano obbligatoriamente perdente con conseguenti riti punitivi.
I ruoli li sceglieva sempre lei!
Dopotutto lei era più grande e quindi poteva imporre e comandare!

Nell’elenco dei preferiti c’erano “la Rapina”, ovvero io dovevo rapinarla e toccarla dappertutto per vedere dove aveva nascosto i soldi, “Il Cane e la Padrona”, dove lei stava seduta alla scrivania improvvisando finte telefonate importanti ed io rannicchiato sotto di lei impersonando un cane costretto a tenere la faccia in mezzo alle sue gambe, infine “La Guardia del Corpo”, la più impegnativa, che prevedeva la mia presenza continua con una veste di tuttofare/guardiano; dovevo assisterla in tutto, anche quando andava a fare i suoi bisogni in bagno, dovevo ricercare eventuali punti neri sul suo corpo e prenderne nota, leccarle i piedi mentre lei studiava seduta sul letto, massaggiarle il sedere infilandole la mano dentro le mutandine e massaggiandole i glutei mentre era impegnata a far finta di fare la spesa!
Inizialmente questi giochi mi facevano veramente sentire in punizione ma con il passare del tempo mi crearono una crescente eccitazione.

Verso i miei dieci anni questi giochi furono fatti con più intensità e da allora cominciai anch’io a divertirmi!
Una sera, come gioco-punizione, dovetti abbassarmi i pantaloni e strusciarmi con un movimento ondulante sopra il suo pube; lei ritta in piedi con le mani sui miei fianchi mi guidava nei movimenti, rimproverandomi e minacciandomi di ulteriori castighi. Fu in quell’occasione che ad un certo punto venni invaso da un brivido che quasi mi spavento’! Mi salì un calore e cominciarono a tremarmi le gambe, sentii pulsare fortissimo il mio membro…avevo avuto il mio primo orgasmo!

Successivamente a quell’episodio ne seguirono pochi altri e sempre più radi… Passava il tempo ed ormai Lucia aveva passato i quattordici anni ed i suoi pensieri si erano trasferiti altrove.

Io nel frattempo godevo di quei piacevoli ricordi; avevo scoperto la masturbazione che praticavo quotidianamente, spesso anche due o tre volte al giorno… E con il rimorso di non poter più giocare con Lucia che alimentava ai miei pensieri più eccitanti!

Quando ci si trovava, nei pomeriggi domenicali, passavamo il tempo a confidarci; il nostro rapporto era molto amichevole. Mentre lei mi raccontava dei suoi vari spasimanti, di qualche fugace bacio o toccatina avuta in discoteca, io replicavo, inventando balle su balle, dei miei approcci sessuali con le mille mie ragazze (mi vantavo di avere almeno due donne nuove ogni settimana!).

Lei sorrideva divertita lanciandomi occhiate sensuali come per dirmi “sei un maialino…capisco le tue amiche”!
Quando poi se ne andava, shittava la mia fuga al cesso per l’ennesima sega a memoria dei tempi passati con Lucia!

Ormai con Lucia sembrava cosa persa; nel frattempo ebbi veramente qualche piccola esperienza con le mie fidanzatine… Ma sempre senza scopare!!

Anche crescendo, d’estate, mi recavo sempre da mia zia ma solo per i pomeriggi e per le cene, visto che era un’ottima cuoca! Inoltre da lei mi era permesso di bere anche qualche bicchiere di vino in compagnia di mio zio!
Forte mio zio!
Molte sere estive le abbiamo passate sulla veranda a sorseggiare il suo vino “contadino” ed io restavo sempre incantato dai suoi racconti di gioventù ! Spesso con noi restava Lucia.

Mi distraeva come sempre, scorgevo nella penombra i suoi sguardi interlocutori alle battute del padre, a volte ridicole ed a volte imbarazzanti! Erano momenti magici che purtroppo finivano quando arrivava l’amico di turno a citofonare; ecco, Lucia usciva!
Tutte le volte mi salutava con uno sguardo languido ed un bacio umido sulla guancia!
Io, ormai motorizzato, rincasavo tutte le sere.

Un pomeriggio estivo come tanti, sentii il telefono di casa squillare; stavo studiando ( ero in quarta superiore e dovevo recuperare matematica a fine agosto) e quando alzai la cornetta sentii la voce di mia madre che mi chiedeva di andare a casa degli zii.

Ci saremmo visti lì poiché era successa una disgrazia; un lontano parente (del quale forse io lo sentii nominare un paio di volte della mia vita) aveva avuto un grave incidente. Acconsentii e mi diressi con la mia moto a casa degli zii.
Verso le otto ci trovammo tutti. I miei cominciarono a confabulare, quasi sottovoce ma in modo agitato, con gli zii… Non capivo niente di quanto dicevano e poco me ne importava.

Ero contento che Lucia c’era e che quando mi vide mi accolse con il solito bacio umido sulla guancia… Anzi quella volta mi sembro più umido del solito.
In definitiva, questo zio “acquisito” pareva avesse avuto un incidente in Brasile e ci fosse in ballo una grossa somma di denaro in eredità.

Così, mentre i genitori confabulavano a mezze parole, io e Lucia cominciammo a mangiare pane, formaggio ed olive! Inoltre, dato che nessuno badava a noi, ci bevemmo anche una bottiglia di vino contadino dello zio!
Ad un tratto arrivarono verso noi mia zia e mia mamma dicendo che la stessa sera avrebbero dovuto partire per il Brasile, il tutto mentre mio padre urlava al telefono con qualche receptionist dell’aeroporto.

Io e Lucia ci scambiammo uno sguardo d’intesa esclamando in simultanea un “Ok! Nessun problema!”. Mentre mia zia si allontanava rincuorata, mia madre rimase lì rigida in piedi a fissarmi fino a quando mi chiese “Tu che intenzioni hai? Posso fidarmi? Noi dovremmo stare via qualche giorno! Cosa vuoi fare? Vieni con noi? Io lasciarti a casa da solo non sono proprio…. ” Intervenne rapida Lucia che disse “Ma zia! Luca rimane da noi! Tanto io sono a casa per i prossimi quindici giorni prima di ritornare a Milano per dare l’esame di fisica.

Non ti preoccupare! Se non fa’ giudizio te lo spedisco giù’!”. Segui una risatina, dove la mia era quella con i denti più stretti!

Nel giro di un ora e mezza la casa si svuoto’, prima dai mie con le mille raccomandazioni di mia madre, poi dai miei zii con un altrettanto bagaglio di raccomandazioni, questa volta principalmente rivolte a Giorgio con dispense di incarichi quotidiani e servizi da eseguire per orto, cane e varie!

Verso le dieci quella sera la casa era vuota.

Giorgio in camera sua ad organizzarsi telefonicamente con i suoi amici mentre io e Lucia davanti al tv a fare zapping in scena muta.
Dopo circa mezz’ora Giorgio scese in salotto comunicandoci che lui sarebbe uscito, di non aspettarlo svegli poiché avrebbe fatto molto tardi! Forse non sarebbe neanche rincasato poiché aveva un addio al celibato da festeggiare! Partirono ulteriori raccomandazioni inutili e poi se ne andò. Via il gatto i topi ballano!
Quindi restammo soli io e Lucia, seduti sul divano.

Io mi ero accomodato togliendomi le scarpe e le salvapiede, Lucia era in gonnella e t-shirt. Poco passo’ che i nostri piedi rannicchiati sul divano cominciarono a toccarsi. Ero già eccitato!
Cominciammo a parlare delle nostre vite sentimentali, continuando a sorseggiare il vino contadino. Lei parlava tanto, raccontandomi di quanto sono stronzi ed egoisti i ragazzi… Io ascoltavo, annuivo e guardavo eccitato le sue gambe che ormai non tenevano più una posizione composta, si aprivano e chiudevano ondeggiando, facendomi intravedere la mutandina ad ogni movimento.

Ad un certo punto lei allungo’ una gamba portando il suo piede sopra il mio linguine, quasi invitandomi a massaggiarglielo.
Non persi tempo e lo feci! Lei subito mi disse “ Ooh, sii, bravo, che figata…sei sempre stato bravo a massaggiare!”. Non dissi nulla, non mi ricordavo di essere un esperto massaggiatore, non avendone mai fatti in vita mia!
Lei nel frattempo continuava a parlare mentre io facendo finta di ascoltarla mi concentravo sulla morbidezza dei suoi piedi e sulla visione delle mutandine che ora era più nitida.

Le vedevo rigonfie con un taglio netto nel mezzo e nell’ombra della gonna mi parevano inumidite!
Mi dicevo – cazzo! E’ bagnata? Davvero? Sono io? Ha voglia? Oddio… Sto dando di testa!
Il mio pene era ormai durissimo da parecchio tempo, tanto che la pelle non conteneva più la mia cappella; facendo finta di niente, continuavo a massaggiarle i piedi, prima l’uno e poi l’altro, cercando di avvicinarli e sfregarli sul mio pube; purtroppo la mia sensibilità era ridotta dai pantaloncini che indossavo, altrimenti sarei venuto nelle mutande!
Verso la mezzanotte decidemmo che era giunta l’ora di andare a dormire.

Io, particolarmente eccitato, già mi vedevo nel lettone con lei, fantasticando cosa avrei potuto fare la notte, ma quando arrivammo in mansarda lei mi raggelò dicendomi che per la notte avrebbe, in quattro e quattr’otto, ripristinato la vecchia brandina!
Non dissi nulla, anzi forse feci un cenno consenziente con la nuca, ma credo che la delusione provata fosse palpabile.
Lei si spoglio’ restando in mutandine e reggiseno, poi si infilo’ una maglietta e si tolse il reggiseno.

Che splendida visione! Era bellissima, longilinea, un sedere perfetto, gambe lunghe e lisce, un seno sodo (penso fosse una terza piena) che anche senza reggiseno ma solo con la maglietta sembrava che il tutto fosse sorretto dall’interno con due paletti, capezzoli affioranti e capelli lunghi lisci e bruni. Era davvero un gran pezzo di ragazza!
Mentre si spogliava sentivo l’umore dei suoi indumenti, un profumo caldo e pieno, inebriante! Andò nel piccolo bagnetto della camera e chiuse la porta!
Fu più forte di me e mi misi a spiare dalla serratura! Intravidi il suo sedere mentre era piegata a lavarsi i denti… Wow! Poi si raccolse i capelli e si mise sul bidet…che spettacolo! Gliela vedevo perfettamente; pochissimo pelo, carnosa e rosa! Mentre se la lavava se la massaggiava con dolci movimenti! Poi si sporse in avanti per lavarsi il sedere, mostrando il suo seno che si sporgeva prepotentemente in avanti.

Si asciugo’ e poi si girò per lavarsi i piedi.. altra spettacolare visione del suo sedere dove si vedeva perfettamente il ripiego delle sue carnose labbra vaginali! Quando chiuse l’acqua di balzo mi distaccai dalla serratura! Avevo il cuore che palpitava a mille! Lei uscita, mi sorrise e mi disse che il bagno era libero e potevo andarci io!
“Ok, grazie” – dissi io con voce roca e tremolante!
“Non avresti un cambio di Giorgio per me?” – chiesi e lei mi rispose “Già fatto, eccoti maglietta e mutande!”.

Entrai in bagno e cercando di pisciare nel buco, lottando con il mio cazzo ormai perennemente duro, assaporavo quel miscuglio di odori e profumi… Sentivo profumo di sapone mescolato ad odore di sesso, ma un odore buono, sapido e pieno, che mi faceva tornare indietro nel tempo, ai momenti in cui ero bambino e costretto a fare il suo servo, assaporando ingenuamente il sapore della sua pelle.
Uscì dal bagno cercando di nascondere, imbarazzato, il mio pene ancora eccitato; intanto lei aveva prontamente preparato quella piccola brandina con lenzuola pulite.

Mi sdraiai, lamentandomi e lei scoppiò in una risata! Mi sedetti e la trovai a gambe incrociate sul lettone che mi fissava. Poi si girò, spense la luce e si rimise a gambe leggermente incrociate sul lettone. A parte la scena che mi si presentò nel momento in cui si girò a spegnere la lampada, dopo poco ci ritrovammo illuminati dalla luce della luna che entrava dalla finestrella posta sul tetto. Ora io riuscivo a vederla perfettamente; lei si tolse le mutandine, probabilmente pensando che io non vedessi più niente! Che spettacolo! Lei a gambe rannicchiate, tenute dalle sue braccia, continuava a parlarmi, probabilmente ignara che io stessi vedevo tutto.

Penso che fossero le due di notte quando lei mi disse di sentirsi stanca… Si coricò e lo feci anch’io. Ero troppo eccitato per poter prendere il minimo sonno… In più i miei sensi olfattivi erano solleticati dal dolce profumo femminile che lei emanava! Mi sentivo ancora il servo in punizione che dormiva ai suoi piedi, questa volta consapevole ed eccitato. Piano piano, trattenendo il respiro, mi alzai seduto sulla brandina per poterla vedere ancora… Era una magnifica visione, dai colori grigio bluastri della notte ed i contorni nitidi per la luce proveniente dalla finestra.

Avevo i suoi piedi a portata di bocca e sentivo l’odore dolce di pelle che emanavano; avevo la tentazione di morderli da quanto shiturivano una deliziosa acquolina nella mia bocca.
Restavo immobile a guardarla ed annusarla, con minimi spostamenti del mio corpo per non far rumore. Riuscivo a vedere le lunghe gambe che terminavano in una sinuosa curva che scolpiva i glutei. Nel mezzo riuscivo ben a distinguere la sovrapposizione labiale che delineava il fondo schiena.

Che spettacolo magnifico. Stavo dando di testa, pensando al da farsi… Che faccio? Mi masturbo guardandola? Aspetto? La tocco? Forse aspetto che si addormenti e poi la tocco?
Mentre ero intento a pormi tutte queste domande, deglutendo a secco, accadde una cosa incredibile: lei si girò a pancia sotto, sollevò leggermente la testa come per tendere l’orecchio verso di me… Mi aveva già sgamato? Restai immobile quasi senza respirare..
Lei riappoggiò la testa sul cuscino poi si inarcò ed infilò il braccio sotto la pancia.

Immediatamente materializzai la sua mano nella sua vagina. Oh cazzo, cosa sta facendo? In un attimo compresi che la mano non era appoggiata, si stava toccando, si stava masturbando! Sentivo il cuore battere all’impazzata, il sangue spingere anche negli occhi, al punto da lacrimare. Cercai di restare calmo per godermi la scena, deglutendo come se stessi bevendo ettolitri di birra!
Pensai – forse mi ha visto e adesso vuole provocarmi la stronzetta? E quindi adesso che faccio?
Pensai anche che fosse la mia presenza ai suoi piedi ad averla eccitata.

Nel totale silenzio, riuscivo a percepire il suo leggero ansimare, in un tono al crescendo, che aumentava con il movimento del suo bacino, unito al leggero rumore dello sfregamento delle lenzuola.
All’improvviso mi sentii una vampata di calore sulla faccia che mi fece lacrimare gli occhi… Un profumo acre e dolce allo stesso tempo, di sesso; pensai subito che arrivasse da dentro di lei.
Stavo quasi svenendo nell’assaporare tutte quelle emozioni e quegli odori quando ad un tratto si girò a pancia sopra distendendo e divaricando leggermente le gambe, cominciò al masturbarsi in un modo più deciso, infilando anche le dita dentro se!
Con tutti i porno che avevo visto non avevo mai carpito l’eleganza, la sensualità di quel movimento.. era bellissimo.

Un opera d’arte da far rabbrividire sino a perdere i sensi!
Ormai ero cotto, il mio cervello non sapeva più come domare il mio istinto (che era quello di saltargli addosso)… Decisi di provare a far qualcosa… O la va o la spacca…. Che mi frega? E’ mia cugina! Mi conosce perfettamente, meglio di qualsiasi ragazzina che io abbia frequentato… E poi mi vuole bene… Mica mi ucciderà…io vado!
Pian piano mi sollevai, sempre senza far rumore e mi misi a leccargli i piedi! Lei per un attimo si fermò e si irrigidì… Lo percepii come un pugno nello stomaco, ma continuai… Avevo tanta di quella saliva in bocca che avrei potuto farle un bagno.

Dopo poco, senza dir nulla, lei riprese in modo molto più dolce a toccarsi… Io pian piano risalii le sue lunghe gambe lisce sino ad arrivare là… Cavolo che calore che emanava! Appena la mia lingua cominciò a sfiorare le sue labbra vaginali lei emise un lungo gemito…evvai ci sono!!! Cominciai a leccargliela con molta calma…ormai ero arrivato e lei non mi avrebbe più mandato via!
La leccai come un bimbo lecca il suo cono gelato, con gran gusto ed a lingua spalancata…che buona che era! Poi infilai piano il dito medio dentro lei e mi accorsi che era fradicia! Cominciai a roteare dito e lingua, con sempre maggior intensità.

Sentivo il suo bacino sobbalzare e la sue mani mi afferrarono i capelli.. Sempre con più foga lei spingeva la mia faccia contro se stessa sino a quando la sentii venire…una serie di urli soffocati ed ansimanti….
La mia lingua, particolarmente imbrattata comincio a seguire il suo interno coscia, poi risalì la sua pancia fino ai suoi seni…che meraviglia! Sodi, con duri capezzoli…ad ogni mia leccata partiva da lei un gemito sussultorio… Mi misi sopra lei ed avvicinai il mio cazzo sopra il suo pube… Cominciai a sfregarmi…avevo ancora gli slip anche se parte del mio cazzo era fuori!
Con un gesto delicato lei mise la sua mano calda dentro ai miei slip e pian piano cercò di abbassarmeli…l’aiutai io, con un gesto sempre dolce, e poi sentii la mia cappella che si infilava tra le sue carnose labbra vaginali, morbide e bagnatissime.

Mi mossi per pochi secondi e sentii di non farcela… Stavo venendo…. Lo appoggiai sopra il suo ventre e lei con grande morbidezza e pacatezza accompagnò con moto sussultorio il mio orgasmo…..
Pensai di essere veramente una merda…. Una grande occasione sprecata così…. ma mi resi conto quasi subito che non finiva li… Lui restava duro come un palo e mia cugina mi sussurrava di prenderla…..avevo paura… Ma mi lasciai andare!
Cominciai a penetrarla, molto dolcemente; vedevo la mia cappella che allargava le sue labbra e poco a poco entrava e poi usciva, con penetrazioni sempre più lunghe… Lei mi accompagnava nei movimenti con le sue mani poste ai miei fianchi, praticamente mi dava il ritmo.

Per parecchi minuti tenemmo questa posizione, fino a quando lei mi spinse leggermente indietro e si giro a pancia sotto…io mi ci misi sopra, attento a non pesare sopra il suo corpo. Infilai il mio membro tra le sue cosce ed immediatamente fu risucchiato.
Entrava che era una favola! Con movimenti dolci continuavo a penetrala… Lei si girava leggermente ed io continuavo… Cazzo come godevo! Ed anche lei, anche se pareva composta continuava ad ansimare eccitata e goduriosa! Il suo ritmo rilassato, paco e morbido mi mise perfettamente a mio agio.

Era la cosa più naturale del mondo e la stavo facendo nel modo più rilassato del mondo! E soprattutto con la persona per me più famigliare al mondo, che mi conosceva bene ed alla quale non dovevo dimostrare niente di più di quello che ero!
Non pensavo più a niente… Mi stavo godendo la mia prima vera scopata! Il cigolare del letto e lo sfregamento delle lenzuola accompagnato dall’ansimare formava una melodia armoniosa ed eccitante.

Poi dolcemente mi fermò e mi spinse con la schiena sul letto… Inforcò il mio cazzo e cominciò a strusciarsi sopra…. La sentii venire, con dolci gemiti a voce chiara e sonora, uniti alle forti contrazioni della sua vagina che parevano soffocare il mio cazzo! Non riuscii a venire anch’io; ero troppo spaventato per l’impaccio di venir fuori! Poi lei si accasciò sul letto con le braccia aperte e le gambe divaricate esclamando – Oooh!
La guardai e lei era lì distesa con gli occhi chiusi.

Non sapevo se chiedergli – posso continuare a giocare con il tuo corpo?
D’altronde io avevo il cazzo ancora durissimo ed una voglia paurosa.
Lei era impassibile e rilassata.. sembrava quasi volesse prender sonno. Io, li impalato a guardarla con sto cazzo duro senza saper cosa fare. Alla fine presi nuovamente coraggio e mi misi a leccarla, partendo dai piedi. Quando lei sentì cosa facevo, con un muguno assonnato si girò’ leggermente su un fianco abbracciando il cuscino a pancia in sotto.

Io decisi di continuare. Con calma mi rimisi a leccagli i piedi, assaporai ogni suo dito, succhiandoglielo, leccai il sui talloni morbidi, continuai sulle gambe e sul suo sedere…sentivo un odore fortissimo di sesso provenire dal suo ano. Massaggiavo i suoi glutei allargandoglieli e leccavo la parte tra ano e vagina. Lei era impassibilmente morbida e silenziosa. Capii che potevo usarla senza chiedere la sua attenzione e così feci. Mi gustai il suo umore, continuai a leccare senza essere invadente sino a quando non facendocela più, misi il mio cazzo tra i suoi morbidi piedi e mi strusciai fino a venire.

Eiaculai sui suoi piedi con un getto che quasi mi impressionò; ebbi una lunghissima goduta con spasmi che durarono qualche minuto. Mai provato una cosa simile. Mi pareva di avere un orgasmo infinito.
Quando mi calmai vidi lei ancora impassibile nella stessa identica posizione. Decisi di non far più nulla e mi riversai sfinito sulla mia brandina. Ebbi un attimo di panico nel pensare a quanto fosse accaduto… Lo avevo immaginato, sognato, desiderato da tanto tempo ma non pensavo che potesse accadere veramente.

Alla fine mi alzai e vidi ancora Lucia che serenamente dormiva; questo mi tranquillizzò. Mi ricoricai cercando di non pensarci più lasciando spazio alla delizia di quegli eccitanti profumi di aria viziata dell’ambiente e delle immagini del corpo di Lucia che ormai avevo impresso nella mente. Poco dopo mi addormentai.

Fine parte 1.

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